- 1998 - Benvenuti su lavoce5!

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VITTORIA
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Anno V - (XX) - n. 3 - marzo '87
Via Trento. 4 - Tel 86050 - Montetiascone (VT)
Sped m abb postale gr 111 - N. 144 - inf. 70%
•La Voce- mensile di Montetiascone • Direttore Agostino Ballarono. Responsabile Angelo Gargiuli - Direzione, redazione, amministrazione: 01027 Montetiascone, Via Trento. 4 - Tel. 86050 - c.c.p. 12158010
intestato a Parrocchia di S Margherita - 01027 Montetiascone (VT) - Autorizzazione Tribunale Viterbo n. 272 del 4-12-82 - Tipo Lito «S. Pellico» *.d.f. di Marroni a C. - Via O. Borghesi 3/c -M.fiascone Tel. 86297
DOMENICA DELLE PALME - 12 APRILE 1987
IL PAPA
Al GIOVANI
Cari giovani, cari amici,
«Noi abbiamo riconosciuto e creduto all'amore
che Dio ha per noi...» (1 Gv 4, 16).
1. L'8 giugno scorso, ho avuto la grande gioia
di annunciare che la prossima giornata Mondiale
della Gioventù si terrà a Buenos Aires la Domenica delle Palme 1987. Con l'aiuto di Dio. starò allora compiendo la mia visita apostolica alle nazioni
del cono sud dell'America Latina: Uruguay Cile e
Argentina.
A Buenos Aires avrò la grande gioia di incontrarmi non solo con |a gioventù argentina, ma anche
con molti giovani provenienti da tutta l'area latinoamericana e da altri Paesi del mondo. In quell'incontro tanto atteso ci sentiremo tutti in comunione di preghiera, di amicizia e di fraternità, di r e sponsabilità e di impegno con tutti gli altri giovan
che, riuniti attorno ai loro Pastori, celebreranno
questa Giornata nelle Chiese locali di tutto il mondo; ci sentiremo altresì uniti a tutti coloro che cercano Dio con cuore sincero e vogliono impiegare
le loro energie giovanili e costruire una nuova società più giusta e fraterna
2. Il tema e il contenuto di questa Giornata Mondiale pongono dinanzi ai nostri occhi la testimonianza dell'Apostolo San Giovanni quando esclama: «Noi abbiamo riconosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi» (1 Gv 4, 16)
Posto che l'uomo senza amore non può vivere
né essere compreso, vi invito tutti a crescere in umanità. a porre come priorità assoluta i valori dello spirito, a trasformarvi in «uomini nuovi», riconoscendo ed accettando sempre più la presenza di
Dio nella vostra vita, la presenza di un Dio che è
Amore; un Padre che ama ciascuno di noi da tutta
l'eternità, che ci ha creato per amore e tanto ci ha
amato da dare su.o Figlio Unigenito perché fossero
perdonati i nostri peccati, per riconciliarci c'on Lui,
per vivere con Lui una comunione di amore che
non avrà mai fine...
,
3. Le nostre celebrazioni avranno anche un'esplicita dimensione comunitaria, esigenza ineludibile dell'amore di Dio e della comunione di coloro
che si sentono tigli del medesimo Padre, fratelli in
Gesù Cristo e uniti dalla forza dello Spirito...
Questo appello non esclude nessuno; al contrario
non conosce frontiere, ma abbraccia tutti i giovani
senza distinzioni, rinforzando e rinnovando i vincoli che li uniscono tra loro. In quest'occasione dovranno essere particolarmente vivi ed operanti i legami con i giovani che soffrono le conseguenze
della disoccupazione, che vivono in povertà o in
solitudine, che si sentono emarginati o che portano la pesante croce della malattia. Che il messaggio di amicizia arrivi anche a quanti non accettano
la fede religiosa. La carità non transige con l'errore. però muove sempre incontro a tutti per indicare la via della conversione. Che belle e luminose
parole ci rivolge al riguardo San Paolo nell'inno
alla carità! (cfr. 1 Cor 13). Siano esse per voi ideale
di vita e preciso impegno nel presente come nel
futuro! ....
La costruzione di una civiltà dell'amore richiede
tempre forti e perseveranti, disposte al sacrificio e
desiderose di aprire nuove strade alla convivenza
sociale, superando divisioni ed opposti materialismi. È questa una precisa responsabilità dei giovani d'oggi che saranno gli uomini e le donne di domani, agli albori del terzo millennio cristiano.
UNA MODA DILAGANTE
BESTEMMIE E COSTUME
Anno per anno, mese per mese, settimana per
settimana, giorno per giorno, sulle bocche di troppi si moltiplicano le bestemmie. E che bestemmie!
A vedere la passione con la quale taluni ci si mettono, si potrebbe quasi pensare che alle bestemmie essi attribuiscono un potere taumaturgico... E
se il tale o tal altro ne tira fuori una inaspettata e
più forte, i colleghi bestemmiatori non trovano pace finché non gli abbian mostrato cosa sanno fare
anche loro.
Questa ... moda dilagante e di esibizionismo a
livello subculturale è una corsa a chi le dice più'
grosse, a chi si dimostra più spregiudicato e disinvolto.
Se vogliamo essere oggettivi, dobbiamo riconoscere che in questa smania per il turpiloquio (reato secondo l'art. 724 del Codice Penale, è stato recentemente condannato l'omosessuale Leopoldo
Mastelloni per aver il 22 gennaio 1984, nel corso di
un collegamento televisivo, bestemmiato in pubblico) convivono due aspetti molto diversi: da un lato
il movente liberatorio, dissacratore di antiche inibizioni radicate nell'ignoranza e nell'ipocrisia sociale e dall'altro la paura e semplice complicità di
chi cerca, con la sua volgarità, di coinvolgere l'altrui silenzioso assenso. Si tratta di vedere, nell'attuale rigurgito di blasfemi, qual e la percentuale
dell'uno e dell'altra.
Le esibizioni di alcuni noti bestemmiatori, per il
sottoscritto, sono soltanto penose e volgari e tipiche di servilismo, di piaggeria verso una moda che
non può e non deve essere vincente. La bestemmia del «mediocre» (appartenente a qualsiasi strato sociale) passa sopra alla buona educazione e al
dovere del rispetto per gli altri. Ma è, oltre tutto,
un orrore: perché la volgarità non paga mai.
Alcuni bestemmiatori pensano di far ridere nel
momento delle loro pessime esibizioni ma, i grandi umoristi, dà Charlot a Totò (perdonatemi «Mae-
stri» per questo irriverente accostamento) sono
stati castissimi e parafrasando il famose detto manzoniano, essi sapevano che, nel mondo, di volgarità ce n'era anche troppa per aggiungerne altra.
I bestemmiatori credono che la libertà, nella società di oggi, consista nel profanare quei valori che
sono sacri ai più; credono che dissacrare ciò che
per loro non è sacro, possa dare forma e sostanza
ai loro... discorsi ma, in realtà non sanno di essere
solo e sempre «uomini di mer...» pardon «hommes
de merde».
Grazie per l'ospitatità.
GOFFREDO BALESTRA
4. Nell'attesa gioiosa del nostro incontro, vi invito tutti a una profonda e meditata preparazione spirituale che accresca il dinamismo ecclesiale della
Giornata. Mettetevi in cammino! Che il vostro itinerario sia scandito dalla preghiera, dallo studio, dal
dialogo, dal desiderio di conversione e di miglioramento. Camminate uniti partendo dalle vostre parrocchie e comunità cristiane, dalle vostre associazioni e movimenti apostolici...
A tutti i giovani e le giovani del mondo invio il
mio affettuoso e cordiale saluto
Invito tutti i giovani e le giovani del mondo a celebrare con particolare intensità e speranza la Giornata Mondiale della Gioventù, la prossima Domenica delle Palme 1987. Raccomandando la preparazione e i frutti della Giornata a Maria, la giovane
Vergine di Nazaret, l'umile ancella del Signore, che
ha creduto nell'amore del Padre e ci ha dato Cristo «nostra Pace» (cfr. Ef 2, 14).
Cari giovani, cari amici, siate testimoni dell'amore di Dio, seminatori di speranza e costruttori di
pace
LA BESTEMMIA OFFENDE ANCHE TE
ALL'INTERNO
Concorsi al Comune
La pagina sportiva
pag. 4
Professione disoccupato
pag. 9
Villa Margherita - Corso
pag. 6
Taccuino economico
e tributario
pag. 14
Caccia:
No al referendum
pag. 10
pag. 15
pag. 2
LA VOCE
IO SONO
UN LAICO
Gentile Direttore.
mi capita spesso di leggere «La Voce» in casa di parenti cui perviene regolarmente il periodico da Lei diretto.
Dall'ultimo numero ho appreso che «La Voce» ha celebrato il suo ventennale e. pertanto
consenta anche a me di esprimere le più vive
feticftazioni con gli auguri più fervidi di un costante proficuo sviluppo di questa apprezzata
pubblicazione che mensilmente ragguaglia i lettori. concittadini e villeggianti, di quanto accade a Montefiascone e di quanto viene programmato per migliorarlo sotto ogni aspetto.
L'ultima lettura mi ha permesso di constatare anche un più diffuso notiziario ed una più
ampia disamina dei problemi
particolarmente
interessanti ed eterogenei. Ciò sta a dimostrare
la volontà della redazione di estendere l'informazione ai settori più disparati uscendo così
dal canone un po' ristretto del passato, conseguente alla originaria matrice pressoché parrocchiale del periodico, peraltro più che giustificata. se si considera che la stragrande maggioranza degli abitanti è cattolica
praticante.
Io sono un laico, un laico però che si associa
con sincero rammarico all'articolista che. a
pag. 13. ha denunciato all'opinione pubblica il
vandalico, incivile ed irriverente comportamento di chi ha preteso offendere l'immagine della
Madonna in maniera tanto volgare e deprecabile. Come pure mi discosto da chi. tempo addietro. riportò in maniera sarcastica e tanto ingenerosa.
l'attività svolta dai Testimoni di
Jehova. La Chiesa di Roma da tempo ha teso
la mano a tutte le altre Chiese e Comunità religiose auspicando l'iter ecumenico della Cristianità. Lo Stato Italiano, dal canto suo e nel rispetto della Costituzione, riconosce e garantisce libertà di parola e di manifestazione a
chiunque professi un diverso credo di fede.
Ciò premesso ed ancora riferendomi all'ultimo numero pubblicato, mi entusiasma richiamare il comunicato dal titolo «Cento di questi
giorni!» a Sua firma che. verso la fine, ha definito lo spirito del periodico «Una voce libera,
chiara ed indipendente, svincolata da qualsiasi condizionamento». E una verità che
conferma l'ampliato orizzonte cui ho fatto telino e la disponibilità ad ospitare
democraticamente opinioni diverse ed opposte tendenze già
anticipate con «La piccola cronaca dei nostri
nonni» in cui si ricorda doverosamente Oreste
Borghesi, emerito sindaco socialista, nonché gli
episodi stralciati da «Il Falisco». giornaletto locale del primo novecento di impronta decisamente laica. Molta acqua è passata sotto il ...
Tevere a facilitare il superamento di certe linee
di demarcazione ideologica che non hanno più
senso reale come, ancora una volta, ha dimostrato la reeente scomparsa del grande Guttuso: comunista e cristiano di tutto rispetto, come altri prima di lui. Mi sembra opportuno ricordare il Movimento dei Comunisti Cattolici
dell'immediato dopo guerra di cui non fu certamente avversario Carlo Salotti, l'insigne Principe della Chiesa, proveniente proprio da questa
Diocesi. Come è altrettanto opportuno dimenticare l'appellativo di «senza Dio», la scomunica
e il diniego dell'accesso in Chiesa anche da
morti a tutti coloro che avevano il peccato di
essere iscritti al Partito Comunista.
Tutto è lecito e si può conciliare quando il
pensiero e l'azione sono espressione di onestà
e rettitudine nel convincimento di bene operare.
Appare, dunque, quanto mai auspicabile che
«La Voce» coerente alla indicazione del Suo
Direttore dia spazio a chiunque voglia animare
il periodico con proposte ed argomenti anche
se non condivisi, proprio per farne una autentica palestra di dibattito e di utili chiarimenti per
tutti.
Grazie e distinti saluti.
FRANCO FERRI
Grazie sinceri per gli apprezzamenti a «La Voce».
r
Per quanto riguarda i testimoni di Geova mi dà
l'opportunità di riaffermare che NON SONO CRISTIANI anche se vanno girando con la Bibbia in
mano, perché negano le verità fondamentali del
Cristianesimo e cioè: Santissima Trinità - Divinità
di Cristo - Sacramenti - la Chiesa fondata-da Cristo (anzi gli uomini di Chiesa loro li identificano
con Satana) - Immortalità dell'anima - Devozione
alla Madonna e ai Santi - Immagini sacre (eliminano dalla propria casa ogni forma d'immagine
sacra, poi non si fanno scrupolo di appendere al
collo qualunque altro tipo di medaglia ...).
Tutte queste cose non sono inventate da me,
ma è la loro dottrina, che non è cristiana e, direi,
non può essere considerata neppure una forma
di religione. Pur manifestando la mia contrarietà
alla loro capillare e insistente propaganda, li ho
sempre rispettati e se qualche forma di scherzo
ho scritto su «La Voce» è perché loro stessi I'
hanno voluto (es.: non darmi la mano ...).
PERSONAGGIO DEL MESE
LA**
GIUSEPPE
DELLA
CASA
Disegno: Z E L I N D O G I A N L O R E N Z O
Apertura del giornale non significa «non avere
una linea ben precisa»; la dottrina cattolica è una:
quella portata avanti dalla Chiesa e va affermata,
pur nella comprensione di altre posizioni, come
del resto è capitato ad Assisi. Il Papa e i Capi di
altre religioni si son trovati d'accordo nel «pregare per la pace»; anche se ognuno è rimasto nella
propria posizione dottrinale. Cristo ci spinga a
pregare per l'unità di tutti i cristiani e per la vera
comprensione con le altre religioni.
I «nostri» sono comunisti per la «pagnotta», per
questo cercano di conciliare Comunismo e Religione; purtroppo portano acqua ai veri comunisti
(atei - senza Dio), iscritti al partito, che non ricevono i sacramenti e non si fanno portare in Chiesa.
II grande Guttuso per essere portato in Chiesa
deve aver rinunciato alla sua adesione alla dottrina comunista.
Della sua lettera approvo in pieno la conclusione, che faccio mia: «La Voce» darà spazio a chiunque vuole animare il periodico con proposte ed argomenti, anche se non condivisi, proprio per farne
una autentica palestra di dibattito e di utili chiarimenti per tutti.
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DON MARIO RISPONDE A BRECCOLA
MONTEFIASCONESE!
LA VUOI L'AUTOSTRADA? SI?
ALLORA SII SERIO
E DATTI DA FARE
INVECE DI CHIACCHIERARE
Il progetto di uno svincolo sull'autostrada del
Sole che partisse dalla Teverina e andasse a finire sulla Cassia, non è cosa di. adesso.
Da quasi cinque anni ci si sta lavorando sopra> Nella Teverina si sono fatti Convegni,
gruppi di studio, commissioni di progettazione.
Fino a far riunire i presidenti delle Provincie di
Viterbo e di Terni per firmare un conc ordato.
Fin qui le cose. Naturalmente a Montefiascone non se ne è parlato.
Eppure sono stati attaccati dei manifesti. E
non uno solo.
Eppure il Sindaco di Montefiascone ha partecipato attivamente ai lavori.
Eppure in una delle ultime riunioni di Consiglio Comunale si è fatta una deliberazione in
materia.
E strano che nessuno ne sappia niente.
Il progetto dello svincolo sull'Autostrada del
Sole è stato ideato per portare turismo di massa. E perciò creare lavoro.
Nella nostra zona tutti vanno cercando lavoro per i giovani. Ma non se ne trova. E così chi
si sente responsabile del nostro isolamento e
dei padroni del degrado ambientale, lotta per
procurare una alternativa. Se ne sono accorti
perfino i Comunisti che imperano nella valle
Teverina da decenni e che avevano il fritto di
dire che l'autostrada era fatta solo per i ricchi.
Ricchi non sempre ci si nasce.
Ma ci si può diventare. Se ci si da da fare.
Su. nel Nord ci sono strade a fasci e quattrini a
palate. Perché da noi no?
Se aspettiamo che vengano giù da Milano a
farci guadagnare è come lavare la capoccia al
somaro.
Non possiamo costringere la gente per strade strette e tortuose. Per portarli a casa nostra
ce li dobbiamo invitare.
E li ospiteremo come diciamo noi se sapremo essere pronti culturalmente.
Purtroppo caro Giuseppe Breccola. che io stimo ed ammiro, la deviazione della Cassia non
l'ho inventata io. Ce l'abbiamo trovata quando
si è cominciato a studiare il problema. Così abbiamo strutturato la bretella che dall' Autostrada va a Montefiascone, in modo che vada a finire dove è logico: sulla Cassia, comunque sia
fatta.
Lo vuole sapere, caro Breccola perché l'Autostrada del Sole è passata da Orvieto e non da
Viterbo? Perché noi siamo buoni solo a chiacchierare. mentre gli Umbri fanno i fatti.
Loro si sono mossi, noi no! Così la volontà
politica ha fatto allungare il percorso di 30 Km.
e noi ci siamo trovati come il pòro don Falcuccio quando gli levarono la sedia di sotto.
Ma la faccenda continua. Tanto che mentre
poche persone di buona volontà si mangiano il
gricile da un sacco di tempo per arrivare all'
Autostrada, tutti gli altri manco si preoccupano di saperlo.
E lo Stato che. qualche soldo lo potrebbe
spendere anche per noi. ci manda a far friggere come se fossimo i figli dell'oca nera.
Don MARIO LOZZI
LA VOCE
•
pag. 3
Vecchie foto
«SCUOLETTA» del 1910
Comitato Promotore
o di Gestione
1. fila: Sig. Castellani Camillo. Antonelli Mercurio, Ins. Tortoreto ....
Rocchi
Domenica.
2. fila: D. Giuseppe Can. Rossi, .Castellani Manetta. Sr. Albina ... superiora delle Maestre Pie. Carelli
Generoso.
Insegnante ed alunni
1. fila: sconosciuto. Saraca Alfonso. Caprio Giuseppe. Pecugi Clementina. Sr. Rosa .... Bacchi Gae1. fila: sconosciuto. Saraca Alfonso. Caprio Giuseppe. Pecugi Clementina, Sr. Rosa .... Bacchi Gaetana. Marsiglioni Ida, Tortorella Amalia. Buroni .... Manzi Augusto.
2. fila: Crocetti Giuseppa. Bucci Ida. Finauri .... Cruciani
Eneide.
Maiucci Assunta. Simoncini
Ada.
Zerbini Giuseppa. Bacchiarri Tommaso. Gentili Tommaso.
Maccaroni Umberto.
3. fila: sconosciuto. Bacchiarri Teresa. Fanelli America.
Bracoloni
Giuseppe.
Menghini Carlo. Bacchiarri Maria. Bertuccini
Erminia.
Sensi Maria,
sconosciuti.
4. fila: Ficari Iole. Bartolozzi Armando. sconosciuto. Arcangeli ....
Manzi Rosa. Burla .... Ferri .... ecc.
La piccola cronaca dei nostri nonni
a Cura di Giancarlo Breccola
Dai settimanale ECO, periodico della Diòcesi di
Montefiascone pubblicato dal 1913 al 1919, si possono tassellare tra le notizie più importanti e gli
articoli di fondo dei saporiti «flash» di vita quotidiana, anche se purtroppo riguardano piccoli incidenti e disgrazie di vario genere, capitate ai nostri nonni e bisnonni.
«DISGRAZIA. Sabato 7 corr. mese mentre un tal
Presciuttini Angelo detto «il Parente» nel forno da
lui gestito in via Nazionale stava sopra una scala
assestando della legna, ad un tratto cadendo rimase schiacciato sotto il peso della catasta crollata.
Ai gemiti dell'infelice accorsero la moglie ed i figli
che lo trasportarono in condizioni gravissime al civico Ospedale.» (da l'ECO, 15 febbraio 1914)
«DISGRAZIA. Lunedì scorso il giovane Teto Fanali, ritornando da Bolsena con un carico di vino,
cadeva, per bizzarria d'un cavallo sotto le ruote.
Fortunatamente le bestie si fermarono ed egli potè
salvarsela con una sola rottura alla gamba. Portato
al civico Ospedale, ebbe le necessarie cure dai nostri sanitari che l'hanno dichiarato guaribile in 40
giorni.» (da l'ECO, 1 marzo 1914)
«DUE GRAVI INCIDENTI. Martedì scorso verso le
11-12 la campana del municipio suonando a distesa, chiamava i cittadini al soccorso. Era scoppiato
un incendio verso «Borgheriglia» in quell'aggruppamento di antiche case adiacenti alle carceri, e
quasi addossate ai ruderi della Rocca chiamate volgarmente «Palazzaccio».
Sul posto, dove ci recammo, trovammo già il
Commissario Cav. Gioia (1), il Maresciallo dei Carabinieri Cataldi (2), diversi militi della benemerita
e guardie, e molti volenterosi che avevano cominciato l'opera di sgombro e di spegnimento dell'edificio in fiamme.
Si seppe subito che l'incendio era stato causato
da un cammino che ardeva fin dalla mattina, e che
aveva comunicato attraverso i crepacci del muro
vecchissimo, il fuoco ad un fienile.
L'incendio si presentava di una certa gravità, dato il forte vento sciroccale che tirava; ma fu presto
domato per la solerzia dei funzionari presenti, e
per il lavoro ordinato ed assiduo dei cittadini; di
modo che verso le 13 si poteva dire quasi finito.
La casa incendiata non era assicurata, ed appartiene ad un certo Manzi Pancrazio che ha avuto
danni abbastanza rilevanti.
Verso le 14 dello stesso giorno un altro incendio
scoppiava in contrada delle Grazie nella casa di un
Panorama
di
Montefiascone
dal
lato
sud-est,
anno
1914 - 15.
tal Ballarotto Luigi che si trovava con la famiglia al
lavoro dei campi. Gridarono all'allarme alcune donne che avevano visto del fumo denso uscire dalle
finestre dell'edificio.
La guardia Marsiglione con altri accorsi prontamente, sfondata la porta dell'edificio, constatarono che tutto l'edificio era in fiamme. Iniziatosi subito il lavoro di spegnimento il fuoco fu domato.
Esso sembra dovuto ad un bidone contenente
della cenere tolta dal domestico focolare, che era
stato insieme con della bracia accostato incautamente ad un armadio.
I danni sembra siano oltre le 500 lire, perché l'incendio ha distrutto quasi tutti i mobili della cucina
e con essi rotoli di panno, vestiti, utensili, nonché
della carne di maiale appesa al soffitto bruciato.»
(da l'ECO, 8 marzo 1914)
1) In quel periodo a Montefiascone era dovuto intervenire il Commissario Prefettizio in quanto I'
amministrazione Comunale non era riuscita a
trovare l'accordo per eleggere il Sindaco.
2) Il maresciallo Cataldi era il padre del noto maestro Enrico Cataldi.
IL COMUNE INADEMPIENTE
PREVISTE PENE PECUNIARE PER I RESPONSABILI
Il Comune di Montefiascone a giudizio per resa di conto con altri 592 Comuni e 11 Province.
Ne da notizia la sezione Enti Locali della Corte dei Conti e gli organi di stampa specializzati. Come è
noto il conto consuntivo, è lo strumento con il quale vengono legittimati i bilanci di previsione - in
questo caso del Comune -. La mancata trasmissione nei termini utili alla Corte dei Conti - si tratta del
conto consuntivo 1985 - ha indotto questo organismo, a comunicare l'inadempienza al procuratore generale della Corte, per le iniziative di sua Competenza.
L'accertamento riguarda tutti gli amministratori che nel 1985 hanno gestito l'Ente Comune, e che per
l'inadempienza, potranno essere citati dinanzi alla Sezione Giurisdizionale di Roma. L'eventuale pena
pecuniaria che il giudice può infliggere è costituita per gli Amministratori, da metà dell'indennità percepita nel 1985; per i Funzionari riconosciuti corresponsabili (Segretario, ragioniere) metà degli stipendi
percepiti; per il Tesoriere, gli aggi dovuti dall'Ente alla Tesoreria inadempiente.
U.C.
r
pag. 4
LA VOCE
UN PROBLEMA CHE INTERESSA ANCHE MONTEFIASCONE
Salviamo l'ambiente
anche con il decreto Galasso
Viviamo in un mondo pieno di contraddizioni.
Anche per quanto riguarda il dibattuto problema
della salvaguardia ambientale, ci troviamo di
fronte ad una specie di «tiro alla fune», dove la
posta in giuoco è, alla lunga, la nostra sopravvivenza e quella di ogni forma di vita.
Proprio nel contesto di dibattiti e diatribe in corso, intorno alla protezione ambientale, che interessano in modo abbastanza vasto anche la provincia di Viterbo, ecco giungere la notizia di una
discutibile sentenza del Tribunale Amministrativo
del Lazio, la cui seconda sezione, accogliendo
un ricorso del comune di Alatri, rischia di sconvolgere i già precari equilibri ambientali esistenti
nella nostra regione.
in parole semplici il T.A.R. del Lazio, ha accolto, anche se parzialmente, il ricorso del comune
di Alatri avverso i vincoli imposti dal cosiddetto
Decreto Galasso, ormai universalmente riconosciuto come il peregrino dispositivo legislativo che
tenta, come novello Don Chisciotte, di arginare la
deturpazione ambientale, specie per quanto riguarda il settore delle costruzioni e dello sviluppo edilizio in genere.
L'occasione ci sembra particolarmente interessante per segnalare all'opinione pubblica, che forse lo ignora, quali sono i vincoli imposti sul territorio della provincia di Viterbo. Dalla serie di più
decreti - per la verità - pubblicati sul supplemen-
to ordinario della Gazzetta Ufficiale n. 176 del 27
luglio 1985 e firmati dal Sottosegretario ai beni
culturali e ambientali, on. Galasso ... dal quale il
nome, come oggi sono conosciuti.
Per la provincia di Viterbo sono 9 i decreti a
firma di Galasso che hanno imposto altrettanti vin
coli paesaggistici.
Potrebbe apparire un elenco freddo, ma I nostri
lettori sapranno cogliere, in nomi tanto familiari,
tutta l'importanza che può avere la corretta applicazione dei decreti Galasso per la preservazione della natura in tutta la Tuscia.
Decreto n. 1: Valle del fiume Urcionlo nel comuQueste zone sono particolarmente interessanti
ne di Viterbo; n. 2: la Valle del lago di Bolsena
anche perché costituiscono, spesso, una zona di
nei comuni rivieraschi di Montefiascone, Bolseriserva naturale, di sosta per gli uccelli migratori
na, Grotte di Castro, S. Lorenzo Nuovo, Gradoli,
o di ripopolamento faunistico. Ovviamente hanno
Marta, Capodimonte e Bagnoregio; n. 3: la Valle
anche aspetti di generale interesse e di bellezza
del lago di Vico nei comuni di Ronciglione, Caneche ci sembra ozioso soffermarci sopra.
pina e Caprarola; n. 4: la Valle del fiume Paglia e
La strada imboccata dal T.A.R. del Lazio è coil monte Rufeno (riserva naturale) nei comuni di
munque pericolosa. Se altri comuni, come quello
Proceno e Acquapendente; n. 5: il bosco dell'Odi Alatri, ricorressero contro l'applicazione del de
spedale di Viterbo; n. 6: la selva del Lamone e la
creto Galasso, la speculazione edilizia ed il ceValle del fiume Fiora nei comuni di Farnese, Lamento avrebbero partita vinta.
tera, Valentano, Ischia di Castro, Canino e MonBisogna che, unitamente alle associazioni amtalto di Castro; n. 7: la Vaile del lago di Mezzano
bientalistiche, anche tutti i cittadini che nutrono
nel comune di Valentano; n. 8: la riva del Mar Tiramore per la loro terra, siano vigili e accorti perreno nei comuni di Tarquinia e Montalto di Castro;
ché le intenzioni del famoso decreto non restino
n. 9: la Valle del laghetto di Monterosi nei comuni
una pia illusione ma trovino pratica attuazione.
di Monterosi e Nepi.
MALAPENNA
AL COMUNE DI MONTEFIASCONE
UN TOCCANTE EPISODIO
CONCORSI PER 18 POSTI DI LAVORO
STORIA
DI AMICIZIA
FELINA
Diciotto nuovi posti di lavoro saranno messi
a concorso dal comune di Montefiascone.
Si tratta di sette posti di assistente, carriera impiegatizia, otto posti nel ruolo tecnico,
un infermiere professionale per la Casa di
Riposo ex-ONPI e due Vigili motociclisti.
I bandi di concorsi dovrebbere essere già
disponibili in comune. A margine di questa
iniziativa comunale c'è da registrare, purtroppo, più di una polemica. La prima maretta si è avuta già in Consiglio comunale
sulla composizione delle Commissioni giudicatrici degli aspiranti ai posti.
A tale proposito si sa bene che dette Commissioni sono formate dal Sindaco, da un esperto nominato dalla Prefettura o dalla Regione, dal segretario comunale, da due sin-
dacalisti e da due consiglieri comunali.
Siccome è apparso evidente che il partito
di maggioranza assoluta, la D.C., vorrebbe il
monopolio in queste Commissioni, le minoranze (P.C., P.S.I., M.S.I.) hanno protestato.
Il consigliere socialista, Egidio Gaietti ha anzi, sdegnosamente, abbandonato l'aula consiliare quando si è reso conto che protestava e urlava al vento.
Un'altra polemica riguarda la consueta
(spartizione) di questi posti che i partiti farebbero sulla pelle di chi ha veramente bisogno di lavorare. Molti sospettano che per i
partiti non esistono i bisognosi, ma i «clienti»... indipendentemente dal censo.
U.G.R.
Vai fidato col ammusato
a
aa
OEKSI
u
us
u sA
us A T
VA
MUSATO
Và meglio!!!
Aperto anche il sabato pomeriggio.
STRADA STATALE CASSIA Km. 94
MONTEFIASCONE
Ricordate l'episodio di quel cagnolino che
ha vegliato per alcuni giorni la propria compagna morta sul ciglio della strada, nei pressi di Bagnaia?
Lo riportò la stampa qualche tempo fa. Ora un altro toccante esempio di amore e solidarietà fra animali è accaduto a Montefiascone, dove una gattina ha «assistito», curato e accudito il suo compagno di giochi colpito da enterite emorragica, malattia che purtroppo lo ha condotto alla morte dopo quattro giorni di penosa agonia. Il gattino, colpito dal male, era un batuffolo di lungo pelo
bianco, festoso e vivace, cui la padrona, per
la sua rubicondità, aveva dato il nome di
«Spadolini». Quando era ancora un cuccioletto di quattro mesi gli aveva portato, come
compagna, una gattina randagia e mal ridotta, votata ad una fine certa per denutrizione.
Era così emaciata al confronto del grasso
gattino bianco che, sempre la padrona, con
affetto e non certo per irriverenza verso alcuno, aveva chiamato «La Malfa».
Se i nomi dei due micini possono far sorridere, il loro destino ci deve far riflettere. Hanno giocato insieme per un paio di mesi, dai
primi di dicembre alla fine di gennaio. «Spadolini» all'inizio voleva che la gattina partecipasse ai suoi giochi festosi, ma «La Malfa»
era stanca, mal nutrita e forse malata.
Ma dopo i primi giorni, quando anche la
gattina aveva ripreso a vivere per le cure amorose della padrona, allora fu subito festa.
I due gattini si rincorrevano per il garage, per
l'orto e sulle piante, intorno casa. Poi un
brutto lunedì, di prima mattina, «Spadolini»,
si ritirò stancamente nella sua cuccia e incominciò a spegnersi. La gattina non si dava
pace, lo leccava, lo «abbracciava» invitandolo al consueto gioco. Ma «Spadolini» non aveva più la forza di muoversi. Inutili il siero,
le medicine, tutte le cure del veterinario e
della padrona. Ma la gattina non si è mai
staccata dal suo compagno. Adesso che il
micio non c'è più, la gattina lo cerca disperata in tutti gli angoli e lo chiama quasi con
voce umana.
Umberto G. Ricci
LA VOCE •
pag. 5
NOTE DI AGRICOLTURA
Dall'antropocoria all'agricoltura 2000
Se una domenica mattina, quando tanti agricoltori fanno festa, oziando alla Porta del Borgo, uno
qualsiasi nel parlare usasse la parola: antropocorìa, gli ascoltatori penserebbero subito due cose.
O quel tizio ha, poveraccio, un difetto nel parlare e
quindi non sa pronunciare bene le parole, oppure
è il solito spaccone che appena viene a conoscenza di una parola nuova, si affretta a dirla in pubblico prima di dimenticarsela, senza sapere nemmeno il significato, con la sola speranza di mettersi in
evidenza. Ma io l'ho scritta!
E poiché non me la sento di fare una figura meschina, mi affretto a passarla a voi lettori.
L'antropocorìa, pur essendo una parola difficile
da leggere e sgradevole nella pronuncia, ha permesso al genere umano di sopravvivere tante migliaia di anni fa. Essa vuole dire che l'uomo, prima
di diventare coltivatore delle piante e poi agricoltore dei campi, disseminava involontariamente intorno agli accampamenti temporanei, semi di piante commestibili che germogliavano spontaneamente.
Da quei remotissimi tempi ad oggi, però, il modo
ed i mezzi per coltivare e raccogliere i prodotti agricoli, è cambiato pochissimo. Sembra assurdo,
eppure tutti gli agricoltori a carattere individuale e
paesano, negli odierni lavori manuali, effettuano la
stragrande maggioranza delle operazioni agricole
con gli stessi attrezzi, gli stessi metodi e con lo
stesso criterio di duemila, cinquemila e più anni
fa.
Le pitture trovate nelle tombe dei re egiziani di
cinquemila anni fa, raffigurano la semina del grano a mano, l'aratro trainato dai buoi, la mietitura
con la falce e la raccolta a mano del grano.
Scrittori di duemila anni fa, all'epoca dell'Impero
Romano, hanno lasciato scritti, modi e tecniche agricole ancora oggi usati e validi. In miniature e
pitture di circa mille anni fa, sono raffigurati attrezzi che anche attualmente sono usati in campagna:
uguali sono gli atteggiamenti degli agricoltori ed il
modo di lavorare. Se vogliamo avere la conferma
che anche oggi si usano gli stessi attrezzi e gli
stessi modi di coltivare i campi, basta leggere un
brano della poesia «Metetura» di Giorgio Zerbini:
E via e via. la falce taja e va.
E via e via. avanza 'I metetore
Co' la stiena rigata de sudore,
gobbo sul solco, la sera guaso casca
antontolito de fatica e da la fiasca;
E agricoltura 2000 che c'entra con tutto ciò? Poiché siamo nell'anno 1987 è bene sapere che a Parma pochi giorni fa si è svolta una mostra nazionale
intitolata Agricoltura 2000. Tale mostra ha messo
in luce problemi, orientamenti e prospettive del futuro agricolo, tenendo in gran conto la salvaguardia dell'ambiente in cui viviamo, con delle ricerche
condotte sugli inquinamenti atmosferici, sui terreni e sulle acque.
Si è data notizia che si ricorre alla solarizzazione
per la disinfezione del terreno; per ciò che riguarda i problemi tossicologici ed ecologici dei fitofarmaci, si punta su dosaggi bassissimi come per un
nuovo diserbante usato nella quantità di gr. 20 per
ettaro. Si sono create nuove varietà di ortaggi e
frutta agendo sulla genetica, ottenendo anche più
resistenza alle malattie e quindi salvaguardando
ancor più l'ambiente. Nuove tecniche di semine,
con nuovi semi, sono di attualità. È stato presentato l'impiego del computer nelle aziende zootecniche, per la gestione, per il calcolo delle razioni alimentari, per il controllo sanitario e del ciclo produttivo e riproduttivo. Grandi modernizzazioni anche nei servizi, con la consulenza tecnico-agraria,
quotazioni ed andamento di mercato e crediti agrari. Tuttavia tra vent anni non ci sarà I agricoltore in camice bianco, come potrebbe sembrare, ma
un agricoltore con mentalità imprenditoriale che
sarà capace di gestire le nuove tecnologie e saprà
destreggiarsi nelle esigenze di mercato, con professionalità.
GIMBERTO
Spall'arm!
Riduzione della ferma di leva
Al momento attuale sussiste una notevolissima
pressione sul corpo legislativo affinché vengano attuate norme migliorative che dovrebbero ampliare
il ventaglio delle possibilità per la riduzione delle
ferme di leva.
Tale evoluzione va quindi seguita, in special
modo dai diretti interessati, poiché potrebbe accadere che leggi in via di emanazione diano subito
efficacia diversa e più allargata rispetto alle norme
attuali.
Sarà comunque premura dello scrivente cercare
di informare prima possibile sulle nuove disposizioni e, in ogni caso, si ritiene opportuno di riportare un quadro delle possibilità che oggi possono
essere utilizzate.
Il primo caso riguarda situazioni particolari derivanti da esigenze di carattere straordinario e che
si rifanno in genere a disposizioni specifiche del
Ministero della Difesa. Esclusivamente a titolo di
esempio, tali disposizioni possono ritardare solo i
giovani alle armi di una determinata zona d'Italia i
cui paesi hanno subito un terremoto o comunque
una calamità naturale per cui il rientro immediato
nei luoghi d'origine è particolarmente sentito dalla
intera comunità.
Un altro caso che poi, in definitiva, è il più ricorrente è quello riguardante particolari e gravi situazioni di famiglia venutesi a determinare per le mo-
IMPRESA FUNEBRE
tivazioni più svariate e non comunque derivanti
dalla volontà dell'interessato alle armi. Nella fattispecie tali casi gravi, che comunque devono essere comprovati, comportano per la famiglia una
mancanza notevolissima (o primaria) dei mezzi di
sussistenza. Di conseguenza il rientro del giovane
che si trova alle armi si rende auspicabile in quanto una simile eventualità può positivamente contribuire al sostentamento sia economico che morale
del nucleo familiare.
Esistono inoltre tantissimi altri casi non generalizzabili e che, se opportunamente provati, possono ugualmente dar luogo al beneficio della rifusione della ferma di leva. Va da sé che nulla viene mai
elargito dall'alto e conseguentemente è necessario che sia presentata innazitutto una domanda che
verrà poi esaminata unitamente alle prove documentate che si allegano e che in base alla quale
sarà poi emanata una disposizione ministeriale.
Questo tipo di domanda, comunemente chiamata L.I.S.A. dal nome delle iniziali di «Licenza Illimitata Senza Assegni in attesa di congedo», può costituire, lo ripeto, oggetto di richiesta specifica da
parte di tutti coloro che ritengano di poterla utilizzare ivi compresi, sempre a titolo di esempio, i coniugati con moglie in attesa di prole.
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A.I.D.S
la paura
genera mostri
Al 18 - 1 - 1987 i casi di A.I.D.S. verificatisi
in Italia ammontano a 525; in Europa tale
malattia infettiva è più diffusa in Danimarca,
Belgio, Francia; secondo le leggi generali
delle epidemie l'incidenza tende a raddoppiarsi ogni otto mesi; si prevede che in Italia
nel 1990 i casi di A.I.D.S. saranno 100.000.
È stata istituita una commissione ministeriale (Sanità) incaricata di fornire informazioni sulla lotta contro l'A.I.D.S. e tra l'altro prevede l'anonimato.
È stata recentemente inserita tra le malattie per le quali è obbligatoria la denuncia internazionale.
Le categorie a rischio sono costituite dagli
omosessuali, tossicodipendenti e politrasfusi (soggetti che subiscono più trasfusioni);
quest'ultima causa è stata eliminata da circa
un anno con l'esclusione dei flaconi di sangue di soggetti malati.
Si è in attesa che Governo e Regioni, dopo l'acquisizione di dati scientificamente
certi, emanino precise direttive dal punto di
vista della prevenzione e della cura.
La paura che tale malattia ha scatenato
nel mondo deriva probabilmente da una certa sicurezza culturale determinata dall'arma
degli antibiotici che hanno debellato le malattie infettive; comunque, se si considera
che in Italia muoiono ogni anno 130.000 persone per tumore, di cui 23.000 per cancro
del polmone e che quest'ultimo numero potrebbe essere dimezzato smettendo di fumare, bisogna riconoscere che per l'A.I.D.S. siamo lontani da livelli di guardia.
In questi ultimi mesi si deve constatare che
sono più i soggetti suicidatisi per paura di
aver contratto l'A.I.D.S. che quelli morti per
aver contratto tale malattia.
Per concludere questa breve nota, è bene
ricordare che la paura genera mostri e l'unico modo per sconfiggerli è la consapevolezza scientifica con l'informazione e l'educazione sanitaria, uniche armi sicure per prevenire anche tale calamità.
Il Direttore del Servizio Igiene Pubblica
(Dr. Silio Tasciotti)
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pag. 6
LA VOCE
MONTEFIASCONE: DENUNCIATA LA DRAMMATICA SITUAZIONE DAL CONSIGLIERE
COMUNALE DEMOCRISTIANO FELICE COTEMME
Professione disoccupato
Il collaboratore comunale di Montefiascone, Felice Cotemme, Consigliere Comunale della DC ha
denunciato la grave situazione occupazionale che
pesa su Montefiascone. Si può parlare di una vera
piaga tra la popolazione: 700 disoccupati di cui
420 giovani in cerca di primo lavoro. Questi dati se
confrontati con la popolazione attiva tra i 20 e 60
anni -circa 4500 persone su una popolazione di
12587 abitanti appare in tutta la sua gravità.
Il collocatore ha fatto presente la situazione al
Consiglio Comunale evidenziando anche le situazioni familiari che soggiacciono alla disoccupazione.Nella sua interrogazione al Sindaco Danti, Cotemme scrive: «in alcuni casi esiste giornalmente
il bisogno di tendere la mano a giornali locali o a
persone amiche per tirare avanti la propria famiglia. Attualmente a Montefiascone non esistono
insediamenti industriali artigianali o commerciali
che possano garantire un'occupazione permanente. Anzi giornalmente piccole ditte artigiane e commerciali cessano la loro attività per mancanza di
ordinativi e quindi altre persone confluiscono nelle liste dei disoccupati».
E' urgente che l'intera Amministrazione Comunale
-nella sua parte di responsabilità-, si adoperi per
favorire nuovi sviluppi di occupazione».
L'interrogazione continua proponendo alcune soluzioni di competenza della Amministrazione Comunale, come l'aggiornamento del P.R.G. vigente
per il rilascio di nuove concessioni-edilizie ordine
primo per creare l'occupazione in tutti i settori...Così aggiunge Cotemme è anche urgente pretendere
nei lavori pubblici l'assunzione di lavoratori locali
e anche a colmare la pianta organica del Comune
con assunzioni per concorso o tramite la legge
482 «tenendo presente però, lo stato di bisogno
dell'aspirante e le condizioni sociali in cui vive».
Cotemme, ha lanciato un grido di allarme che
provoca gli Amministratori a prendere in seria
considerazione il problema del lavoro e metterlo
al primo posto tra gli altri problemi della città essendo l'uomo sopra ogni altra realtà sociale. E'
proprio questo il problema del lavoro che và posto
al centro della popolazione perchè insieme, Amministratori, forze politiche e sindacali, enti locali e
imprenditori secondo il principio della partecipazione democratica alle attività sociali, siano corresponsabili nell'elaborazione di un progetto per
l'occupazione soprattutto della gioventù.Le stesse
comunità parrocchiali devono interessarsi al problema e anzi coscienti della propria missione in favore dell uomo sono interpellati a farsi voce dei
«nuovi poveri» creati anche dalla disoccupazione
accogliendo gli stimoli morali che salgono dalle coscienze più vive. La comunità cristiana ricorda con
la sua forza profetica che «non è legittimabile alcun
atteggiamento di rassegnazione, di disimpegno o
di chiusura egoistica» e propone - sarebbe auspicabile di fatto - l'iniziativa di radunare intorno ad
uno stesso tavolo tutte le forze interessate al problema per progettare e attuare iniziative di lavoro
nella solidarietà.
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la sua competenza, del grave problema
denunciato
con qiiell'interessamento
che mettono nel farsi a vicenda « guerra » si arriverebbe in poco tempo a qualche soluzione.
Spesso le divisioni interne, endemiche, perenni non
permettono di vedere e risolvere i grandi problemi
della città. Una ritrovata e ferma unità su questo ed
altri problemi è auspicato universalmente
dagli
onesti.
DA Avvenire del 22.2.1987.
La Scuola Media
«C. Salotti»
si rinnova
Nel lontano 1970 la Scuola Media Statale «C. Salotti» ebbe il suo decollo per l'iniziativa della compianta Preside Prof.ssa Anna Molinaro Carelli. Inizialmente fu chiamata Scuola Media Statale n. 2
per distinguerla dalla Scuola Media «A. Manzoni».
In realtà si distinse perché fino al 1982/83 ebbe la
struttura di Scuola Media a tempo pieno in quanto
assunse come compito preminente quello di avere
gli alunni di Scuola Media ospiti del locale Convitto che avevano bisogno per varie esigenze di una
attività culturale ed educativa che si svolgesse nell'arco dell'intera giornata a differenza della «A.
Manzoni» che mantenne e mantiene tuttora la sua
veste tradizionale, le necessità e le concezioni di
vita sempre in evoluzione esigevano che esistesse
una Scuola, oltre che culturale, formativa ed educativa, come poi hanno chiarito i nuovi programmi
del febbraio 1979.
La frequentavano alunni prevalentemente senza
famiglia che per il tipo di scuola e per la sensibilità
educativa del nucleo insegnante sono poi riusciti a
realizzarsi pienamente nella società.
Quando nell'agosto 1983 uscì il D M. sul tempo
prolungato, non trovò impreparati i docenti per un
tipo di insegnamento già collaudato.
Naturalmente fu necessario riformare le strutture, sistemare i locali in modo più consono alle nuove necessità.
I lavori, iniziati nel 1984/85, oggi sono ultimati o
quasi.
Nella Sede Centrale oltre alle aule normali, rimesse a nuovo come gli Uffici, sono state allestite
aule speciali, sala da giochi per le attività ricreative, sala di proiezione, aule per insegnanti individualizzati.
La succursale, sita in Via Trento, istituita nel
1971/72, per andare incontro alle esigenze degli
abitanti del centro storico, è stata ugualmente rimodernata nelle aule e ci sono i presupposti per
ulteriori strutturazioni grazie soprattutto alla sensibile disponibilità delle autorità Comunali alle quali va il nostro ringraziamento.
Ovviamente non manca il materiale didattico per
rispondere alle esigenze scolastiche, quali le attrezzature per gli alunni che presentano anomalie
o disfunzioni.
Oggi la Scuola Media «C. Salotti» è Scuola cittadina, Scuola aperta al passo con i tempi e con le
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... L'intubazione della fogna della zona strada del lago, che nella stagione estiva, quando
la strada è più transitata, appesta l'aria cento
metri prima e cento metri dopo la curva della
morte. Forse da questo è scaturito il nome! E
poi...
... La faccia del viandante che da Viterbo si
accinge ad attraversare Montefiascone per
andare a Siena, e trova l'indicazione seguente:
al bivio Mimmi: a sinistra Siena Km. 126 - a
destra Siena Km. 134; al piazzale Roma: Siena Km. 129 - Bolsena Km. 15; alle Grazie: Siena Km. 133 - Bolsena Km. 14. E poi...
... Che la cabina telefonica installata al Lago località Oliveto, resista ai vandali notturni
per più di un anno! E poi...
... E poi raccoglimi pure accanto all'anima
del Buongustaio!
esigenze culturali, formative dei giovani. Da due
anni sono in atto iniziative fondamentali quali ad
esempio il corso di nuoto; i giovani hanno partecipato e partecipano alle varie attività sportive, i
Giochi della Gioventù, ottenendo risultati lusinghieri.
Quanto sopra si comunica per il doveroso riconoscimento ad una Scuola che esplica, oltre alla
dovuta attività educativa, un importante servizio
sociale.
IL PRESIDE
(Prof. Ubaldo Ranaldi)
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LA VOCE •
MONTEFIASCONE
S P O R T a cura di UGO CARINI
CICLISMO: 50 anni di storia.
Il Gruppo giudici di gara di ciclismo della provincia di Viterbo ha dato appuntamento ai propri associati, presso il Ristorante «Il Caminetto» di Montetiascone, per premiare i colleghi fuori ruolo per
raggiunti limiti di età.
In quella occasione, come ha sottolineato il socio Martino Morucci che ha condotto la serata, si è
riunito mezzo secolo e più del glorioso ciclismo
viterbese: il plurivittorioso Ardelio Trapè, il campione del mondo Sante Ranucci, l'olimpionico e medaglia d'argento Livio Trapè e l'attuale rappresentante nel ciclismo professionistico attivo Stetano
Colagè, più volte azzurro ed elemento di sicuro avvenire.
Insieme a loro ed ai giudici di gara vecchi e nuovi e quelli che a primavera sosterranno gli esami
per diventarlo, erano presenti il presidente regionale Berlingozzi, il Vice presidente del C.R. della
F.C.I. Bellotti ed il Presidente del Comitato Provinciale CONI di Viterbo, prof. Irnerio Condurelli, la
cui presenza è stata molto gradita e salutata con
entusiastici apprezzamenti.
Nel ricambiare il saluto, il prof. Condurelli ha espresso, tra l'altro, il suo compiacimento per trovarsi insieme a tanti campioni che hanno fatto
grande e difendono con onore lo Sport viterbese.
Il Cav. Gatta, con uno di quegli interventi appassionati che lo caratterizzano, ha manifestato la soddisfazione sua e dei suoi colleghi per l'attestato di
riconoscenza dei giudici in attività.
Tanta simpatia è stata espressa a Aldo Urbani e
Tommaso Forieri, i veterani che non hanno potuto
partecipare. Una targa, alla memoria, è stata consegnata a Vittorio, figlio di Francesco Gaj che è
stato ricordato come il primo animatore, insieme
ad Aldo Urbani, del Ciclismo viterbese.
Non si poteva non ricordare, è lo è stato fatto, i
nomi dei corridori Angelo e Salvatore Morucci,
Sandro Trapè; i giudici di gara Mariottini e Brama;
i dirigenti Camilli, Fioravanti, Scriboni, Marconi e i
molti altri personaggi che tanto contributo hanno
dato allo sviluppo del Ciclismo viterbese in questi
ultimi sessanta anni.
Un nostro lettore ci scrive
Abbiamo girato le considerazioni del nostro lettore al presidente della S.S. Montetiascone sig.
Massimo Scoponi, il quale ci ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Ringrazio il sig. B.M. anche se ha celato la sua identità dietro una sigla;
lo ringrazio per l'apprezzamento rivolto ad alcuni
elementi del Settore Giovanile. Non sono d'accordo con lui sulla situazione del calcio, definito indecoroso. La Società che abbiamo ereditato aveva una situazione già compromessa, e non è facile, mi creda sig. B.M., iniziare tutto daccapo,
mettendo in piedi una organizzazione che cura
ben 5 squadre e una Scuola Calcio, con la colla-
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IL NUOVO ALLENATORE
IN PIEN^fcXTIVITÀ
Il campioni• del mondo 195-1 Stinte Ranucci viene premiato dal giudice Merlo Girolamo.
CALCIO INDECOROSO:
Nel nostro paese il calcio (ormai da anni) sta scivolando verso livelli indecorosi. Quest'anno addirittura si è rinunciato ad avere una «prima squadra» per lasciare il posto ad un completo settore
giovanile. Ma di questo settore giovanile analizziamone le caratteristiche: sono ormai anni che i nostri ragazzi più giovani, gli esordienti, ottengono
risultati sorprendenti (come d'altronde quest'anno)
nel campionato provinciale, ma sviluppandosi questi ragazzi non riescono ad avere l'appoggio necessario per mantenersi ad alti livelli.
Ad esempio quest'anno abbiamo dei favolosi Esordienti, dei modesti Giovanissimi, dei deludenti
Allievi ed una squadra Under 18 che, pur avendo
dei validi fuoriquota, non riesce ad uscire anche
lei dalla mediocrità, lo in poche parole penso che
la colpa è di coloro che come gli Allenatori non
riescono a seguire questi ragazzi, ed il mio vuole
essere un appello a coloro che potrebbero risolvere questi problemi.
B.M.
pag. 9
borazione di pochi, volenterosi amici.
Se per lei i risultati non sono sempre soddisfacenti, per noi, 150 ragazzi che praticano lo sport,
lo sono - non è dovuto certo a noi. Indecoroso
semmai è che gli sportivi come lei, sig. B.M., rivolgano appelli per il rilancio del calcio Montefiasconese puntando il dito sugli allenatori; ma si è
guardato in giro? I nostri sono tra i migliori della
provincia, per non parlare poi del sig. Procario
della S.S. Lazio che da questo anno cura la nostra
Scuola Calcio. Caro B.M. se proprio vuol risolvere le sorti del nostro calcio deponga la penna e
collabori con noi per riportare il Montetiascone
Calcio tra le grandi della provincia».
Da parte nostra non possiamo che mettere a disposizione uno spazio su questa pagina per
quanti vogliono contribuire alla discussione sul
calcio e sullo sport locale.
BLACK SHEEP CLUB:
I. TROFEO DI PICCHETTO
Dedicato alla merhoria di Felice Mezzetti «vecchio leone» per gli amici, il I. Trofeo di Picchetto,
organizzato dal Black Sheep Club. Un numeroso
gruppo di partecipanti si è cimentato nella gara
(un vecchio gioco di carte, rispolverato per l'occasione). Le partite ad eliminazione diretta prevedevano finali e semifinali. Questa la classifica finale:
1. Milioni Roberto, 2. Bartoleschi Franco, 3. Viola
Roberto, 4. Minciotti Gianfranco, 5. Menchinelli Emilio, 6. Balestra Goffredo (il Capitano).
CENTRO AUTO
di
Mauro Pelabasto
Nel mese di novembre l'Etrusca Baseball era alla
ricerca di un nuovo allenatore, vista la indisponibilità di Massimo Fortunati per motivi di lavoro. Dopo alcuni sondaggi a Grosseto e Roma, si è prospettata la possibilità che un certo Dom (abbreviazione di Domenick) Violi di trasferisse direttamente dagli Stati Uniti a Montetiascone, per mettere la
sua laurea in Educazione Fisica (con specializzazione in baseball) a disposizione della società.
Il Consiglio Direttivo non si è lasciato sfuggire
questa occasione e così dai primi di febbraio Dom
ha iniziato con entusiasmo il suo lavoro in tutte le
squadre dell'Etrusca. Egli allena grandi e piccoli
praticamente tutti i pomeriggi, mostrando in questo primo periodo una serietà e competenza che
fanno ben sperare per la prossima annata agonistica.
In particolare, con il rientro dal servizio militare
del lanciatore Carletti e la possibilità che lo stesso
Dom, oltre ad allenare, possa giocare in terza base, facendo valere nel box di battuta le sue braccia
da fuoricampista (ben evidenti nella foto), la prima
squadra si presenta al via del campionato il 12 aprile come una delle favorite del girone, insieme al
Maremma di Grosseto.
POLISPORTIVA LIBERTAS
NUOVE DISCIPLINE
Karaté e Pallacanestro
Pallacanestro e Karaté sono le nuove discipline
sportive che vanno ad aggiungersi alla già nutrita
schiera di sport che la «Libertas» mette a disposizione dei suoi tesserati.
Danza, pallavolo, pallamano, cultura fisica generale e ora pallacanestro e karaté.
L'insegnamento del karaté è stato affidato al
maestro Zanardini Massimo che ha una grossa esperienza in questo campo. Giovani e meno giovani si sono già iscritti, a riprova che il karaté affascina anche chi ha superato gli «anta». Responsabile
del settore è stato nominato il sig. Claudio Cappelloni.
Il «polisportivo» Fumagalli Fernando si dedicherà alla pallacanestro iniziando con i più piccoli.
Sarà compito del sig. Alberto Presciuttini seguire questo settore.
Ed ora si attendono numerose le adesioni.
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pag. 10
LA VOCE
TACCUINO ECONOMICO E TRIBUTARIO
a cura di Franco Radicati
I segnali positivi preannunciati nello scorso numero de «La Voce» hanno trovato conferma nelle
successive comunicazioni dei dati ufficiali relativi
al 1986, dalle quali, accanto alla crescita del 10%
nel Prodotto Interno Lordo (PIL), risulta il notevole
incremento del gettito tributario, aumentato dell'
11,7% a parità di incidenza sullo stesso PIL, ed il
contemporaneo rispetto del tetto prefissato in 110
mila miliardi per il fabbisogno dello Stato. Accresciuta risulta inoltre la produzione industriale, che
è aumentata nel 1986 del 2,7%, mentre nello stesso anno sono diminuiti i prezzi all'ingrosso, per la
prima volta dopo 19 anni di continui aumenti. Infatti, mediamente, nel 1986 i prezzi all'ingrosso sono
calati del 0,9%, ed erano invece sempre aumentati
nei 19 anni precedenti, subendo un calo dello 0,2%
solo nel lontano 1967.
La cautela nell'ottimismo, tuttavia, resta ancora
doverosa, in quanto i recenti provvedimenti relativi
ai rinnovi dei contratti nel settore pubblico, di cui
faremo cenno nel nostro taccuino, insieme al previsto rinnovo di quello per la sanità, appesantiranno notevolmente la spesa pubblica già a partire
dal 1987; di che sembrano'testimonianza anche gli
attesi rincari tariffari di cui diamo notizia nel proseguo dell'articolo.
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Smentendo le previsioni di ulteriori ritardi, e cogliendo di sorpresa molti degli interessati, è stata
fissata per il 24 febbraio la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della convenzione che consente agli
interessati di poter presentare la domanda di'concessione dei mutui. Mentre scriviamo tale pubblicazione non è ancora avvenuta, e probabilmente
questo articolo arriverà con qualche giorno di ritardo rispetto all'apertura dei termini per la domanda, che potrà essere spedita a partire dallo stesso
24.02.87.
Consigliamo pertanto gli interessati che non lo
avessero già fatto di spedire al più presto, per raccomandata, la richiesta di mutuo, seguendo le indicazioni e fecondo i moduli contenuti nella G.U.
del 24 febbraio. Per comodità dei lettori, segnaliamo che le istruzioni sono state pubblicate in anticipo, con ampie spiegazioni e con i moduli di domanda, sui quotidiani: Il Sole 24 Ore del 14.02.87,
a pag. 17 e del 20.02.87, a pag. 19; Il Tempo del
15.02.87, a pag. 25.
MODIFICHE IRPEF E ILOR
Se il disegno di legge approntato dal governo il
22 gennaio sarà approvato dal parlamento e non
subirà modificazioni, si avrà nel 1988 una riduzione delle aliquote e degli scaglioni IRPEF, che consentirà un risparmio fiscale per i contribuenti valutato in 3.900 miliardi circa. Inoltre aumenteranno
del 67% i limiti minimo e massimo delle deduzioni
ILOR per i redditi agrari e d'impresa, che resteranno fissati rispettivamente a 10 e a 2 0 milioni.
Già dal Dicembre di quest'anno, i contribuenti
godranno dell'aumento della detrazione per il coniuge a carico, che dovrebbe passare dalle attuali
360.000 lire a 420.000 lire.
Il provvedimento prevede infine la possibilità di rivalutare liberamente i beni strumentali delle imprese, con riferimento al valore di mercato dei beni
stessi.
MINIRIFORMA DEL COMMERCIO
Il decreto legge, approvato dal governo il 21
Gennaio, oltre a modificare in parte la disciplina
del rilascio delle autorizzazioni comunali e a confermare le dispisizioni per il trasferimento, ampliamento e concentrazione di negozi in attività da oltre 3 anni, ha rinnovato il regime degli orari giornalieri di apertura degli esercizi commerciali, che potranno restare aperti, nella ipotesi più ampi, fino
alle ore 22.
MINIRIFORMA DEL COLLOCAMENTO
Molte le novità contenute nel provvedimento vain Gennaio, tra le quali le modifiche alla struttura
decentrata del Ministero del Lavoro con la istituzione di nuovi Uffici che sono le Agenzie e le Commissioni circoscrizionali per l'impiego; la riforma
delle modalità di assunzione nel settore pubblico,
della disciplina dell'apprendistato e dei contratti a
termine.
CONTRATTO STATALI
Il contratto, siglato in Gennaio, ha fissato un
aumento retributivo medio di Lire 114.400 mensili,
con un minimo di Lire 42.000 per il 1' livello e un
massimo di Lire 225.000 per il livello 8'. Inoltre è
fissata una graduale riduzione a 36 ore dell'orario
di lavoro settimanale, che passerà a 37 ore nel
1987 e a 36 dal 01.01.88.
CONTRATTO PARASTATALI
Anche per i dipendenti del parastato il contratto
è stato firmato in Gennaio, e prevede un aumento
medio tabellare di Lire 146.000 prò capite nel
triennio, in quanto sarà a pieno regime nel 1988
Stessa riduzione di orario, con le stesse modalità,
come gli statali.
CONTRATTO SCUOLA
Il rinnovamento del contratto per i docenti è
particolarmente interessante in quanto, oltre agli
aspetti retributivi (aumenti salariali pari a 181 mila
lire), per la prima volta sono state fissate regole
per la flessibilità di orario, permessi dei docenti e
remunerazione degli straordinari.
CONTRATTO ENTI LOCALI
Un aumento medio di £. 140 mila con un minimo j
di £. 250 mila mensili, oltre alla riduzione di orario
a 36 ore settimanali anche per i dipendenti degli
Enti Locali. La novità del nuovo contratto è rappresentata anche in questo caso dalla flessibilità dell'orario, che forse consentirà di aumentare di qualche ora l'orario di apertura degli sportelli al pubblico, con evidente beneficio per la collettività.
TARIFFE PUBBLICHE
Mentre scriviamo si prevede che già dal primo
marzo saranno approvati gli aumenti nelle tariffe
dei principali servizi pubblici tra i quali i trasporti
ferroviari, pedaggi autostradali, trasporti aerei, canone RAI. Nessun aumento invece, sembra previsto per il canone telefonico, la bolletta ENEL e le
tariffe di assicurazione RC auto.
I lettori interessati agli argomenti trattati possono porre quesiti al curatore della rubrica scrivendo
alla redazione de «La Voce» oppure direttamente
allo Studio Commerciale dott. Franco Radicati, Via
D. Alighieri, 16/a - Montefiascone - Tel. 0761/86279.
Nella luce di Dio
LA NONNINA
DI MONTEFIASCONE
(Elisabetta Bartoleschi
in Fanali)
ra, con la quale Dio la chiamava ad entrare nel suo
regno di luce e di pace. Elisabetta ha risposto immediatamente, senza esitare... è andata così a riscuotere il premio che il Padre concede ai figli
buoni e fedeli.
I figli hanno avvertito il distacco della madre, ma
nello stesso tempo hanno provato gioia e quasi orgoglio-di avere avuto in sorte una tale madre: tutta
d'un pezzo, rispettosissima degli altri, rispettosa
soprattutto del suo Dio, di Colui che sarà per lei
gioia e pace per l'eternità.
NARDINI FRANCO
Centouno e otto mesi: questa l'età superiore a
qualunque altra. Come per l'età così è stato per la
bontà.
La vita non è stata facile per Elisabetta, perduto
lo sposo ha cercato di portare avanti la numerosa
famiglia sobbarcandosi ad ogni tipo di lavoro.
Per diverso tempo è stata anche la «postina» di
Montefiascone.
Andata in pensione, aveva la casa da accudire, il
lavoro da ricamatrice che non trascurava mai, circondata sempre dall'amore dei figli, dei nipoti, delle numerose amiche e conoscenti.
La visita più gradita da lei era quella del sacerdote che mensilmente le portava Gesù Eucarestia.
Elisabetta negli ultimi tempi, anche se i figli dubitavano della sua possibilità di capire e rispondere,
ha sempre mostrato con lucidità vivo desiderio del
Signore, fino all'ultimo momento. Come si vive così si muore!
Poi a lei «postina» è stata consegnata una lette-
Molte sono le persone da ricordare e per le quali
pregare:
l'amico Ruggero Montebove, titolare della ProLoco, sempre accogliente e bravo con tutti;
Guido Sacco, ormai pieno di vita in Dio come lo
era da giovane su questa terra;
la signora Maria Mecali, così dinamica e cosi
meritoria per la sua famiglia, alla quale è venuta a
mancare quasi improvvisamente;
Filomena Cimarello, che riceveva ogni mese
Gesù Eucarestia e per due volte l'ha ricevuto nell'ultima settimana di vita;
il poeta Davide Ranucci, se n'è andato il 7 febbraio quasi improvvisamente, ma preparato e pronto, dopo che l'intervento chirurgico alle coronarie
gli aveva permesso di vivere ancora due anni e
mezzo.
Lo abbiamo chiamato poeta, sia perché era un
poeta della vita, grato a Dio di questo immenso dono come del dono della natura che ci circonda, sia
perché componeva poesie, due delle quali - anonime - sono state pubblicate su «La Voce» (La Voce *
n. 12 del 1986 pag. 2 «Scrivo poesie» e pag. 14
«La vera Sapienza»; La Voce n. 1 del 1987 pag. 2
«Il poeta ci risponde in poesia»).
Solo ora sappiamo che il poeta era lui, Davide
Ranucci!
Avevi incontrato Maria nel settembre scorso a
Mediugurj, forse in attesa della vita eterna; ora che
la vita doveva essere per te più serena e più calma,
sei voluto andare in cielo dove t'aveva preceduto
solo di qualche mese la tua buona mamma terrena: Margherita.
A rivederci, Franco, benedici dal cielo la tua famiglia che sempre ti ricorderà e ti amerà.
Francesco Camicia il solerte agricoltore deceduto il 2 febbraio, e pianto oltre che dalla figlia,
dai nipoti, parenti e tutti i conoscenti.
I genitori vogliono ricordare il figlio Antonio Camicia, nell'anniversario della sua morte 25 marzo
1986. Una Messa di suffragio sarà celebrata per lui
nella chiesa di S. Giuseppe alle Mosse.
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LA VOCE •
pag. 13
IL DIABETE SI CURA ANCHE EDUCANDO
IL TRATTAMENTO DEL DIABETE MELLITO
Punti chiave del trattamento:
1) alimentazione adeguata e razionale (dieta);
2) attività fisica quotidiana (1 ora al giorno di cammino a passo normale o mezz'ora a passo svelto);
3) educazione (istruzione) del paziente diabetico
che deve conoscere il più possibile la propria
malattia;
4) farmaci: da aggiungere solo quando con i primi
tre provvedimenti non si riesce a raggiungere una soddisfacente regolazione del diabete; fa eccezione, è ovvio, a questa regola il diabete del
giovane, strettamente insulino-dipendente, che
necessita, sin dall'inizio del trattamento, dell'insulina.
SCOPI DEL TRATTAMENTO
1) Ottenere un buon equilibrio della malattia.
2) Prevenire e curare le complicazioni impropriamente dette «precoci» del diabete: ipoglicemia
e coma iperglicemico acidosico (se ne parlerà in
seguito).
3) Prevenire le temibili complicazioni tardive o «del
diabete di lunga durata» (malattie degli occhi,
reni, cuore, ecc.) di cui vi ho parlato nel precedente articolo.
Dirò subito che buon equilibrio del diabete vuol
dire raggiungere e mantenere, nell'arco di tutta
la giornata, una glicemia quanto più possibile simite a quella della persona non diabetica: i valori
glicemici ideali sono compresi, a digiuno, tra 60 e
100 mg.% (o 0,6 e 1 g. per mille); un'ora dopo l'inizio dei pasti tra 100 e 140 mg.%; vuol dire non avere glicosuria (glucosio o zucchero nelle urine) in
nessun momento della giornata, non avere ipoglicemie (bassa concentrazione di glucosio nel sangue); vuol dire infine avere un peso corporeo stabile, che sia possibilmente uguale o molto vicino
a quello ideale.
Ma prima di procedere è necessario qualche cenno di dietetica.
Abbiamo già detto in precedenza che il corpo
umano è paragonabile al motore di un'automobile:
infatti il motore di un'auto brucia benzina, da cui
trae l'energia necessaria per muoversi; analogamente il nostro corpo «brucia» (utilizza) gli alimenti (corrispondenti alla benzina dell'automobile), che
gli forniscono l'energia necessaria per muoversi,
correre, camminare, per il funzionamento degli organi interni (cuore, polmoni, reni, cervello, ecc.),
per il mantenimento della temperatura corporea.
La quantità di energia che si sprigiona dalla combustione (utilizzazione) degli alimenti, così come il
fabbisogno in energia del nostro organismo, si misura in calorie.
Fabbisogno energetico (o calorico).
Esprime la quantità di energia necessaria per il
normale funzionamento del nostro corpo e per lo
svolgimento delle comuni attività: lavorare, passeggiare, difenderci dal freddo, ecc.; ritornando all'esempio dell'automobile, si avrà un consumo di energia (benzina) differente secondo la velocità, la
strada in salita o pianeggiante, il carico. Analogamente per l'uomo, il suo consumo di energia (alimenti) cambierà secondo l'attività fisica svolta, l'età, il peso, la statura.
Bilancio energetico.
Se la quantità di energia (calorie) che si libera
dalla combustione degli alimenti ingeriti è uguale
alla quantità di energia utilizzata per camminare,
lavorare, studiare, ecc., il peso corporeo rimarrà
stabile perché il bilancio tra l'energia introdotta
nell'organismo con gli alimenti e l'energia spesa
per compiere le nostre quotidiane attività è in parità. Se mangiamo invece troppo cibo (come sovente accade), il bilancio non sarà più in parità perché
solo una parte del cibo sarà spesa per fornire energia, mentre il resto sarà immagazzinato come
riserva sotto forma di grasso: ne deriverà un aumento di peso. Una diminuzione di peso avverrà
solo se mangiamo meno di quanto spendiamo!
spendiamo!
Il peso corporeo ideale.
Si determina in funzione della statura, del sesso,
dell'età e della costituzione fisica; permette all'organismo di fornire un rendimento migliore e corrisponde alla speranza di vita più lunga. Perché è
tanto importante avere un peso ideale? Perché nella maggior parte dei diabetici in sovrappeso (che
sono l'80% dei diabetici non insulino-dipendenti),
la normalizzazione del peso corporeo è spesso
da sola sufficiente al controllo della malattia senza qOindi la necessità di aggiungere medicinali!
Tenete presente inoltre che un peso corporeo
giusto è di giovamento anche in altre malattie: di
cuore, pressione del sangue elevata, artrosi.
Per calcolarlo vi sono numerosi metodi, uno dei
quali è quello di Laurenzi
peso ideale:
altezza in cm. — 100 — un ulteriore 10%
es.: altezza cm. 170 — 100 — 70 — 10% — Kg. 63
Dr. DE SIMONE FRANCO
LA VALLE
Argentea è la valle
e trascolora il cielo;
basse le rondini
volano giulive,
il vento danza
con passo più leggero
frusciar di fronde
s'inchinano gli ulivi.
Ascolta!
Senti la dolce melodia?
E il sussurrar degli angeli;
è un canto di nostalgia
di quando ingenui e puri
noi scoprivamo il mondo
e folletti e 'fate
giocavan al giro tondo!
Come vorrei all'eterna luce approdare
e sotto il manto del buon Dio riposare.
Adorarlo sempre
nel suo immenso splendore
e in questa gloria infinita
incominciare la nuova vita.
Basili Luciani Lavinia
Il negozio più bello dell anno è a
PROBLEMA
«ANZIANI»
Il cinismo del nostro tempo, il prolungarsi della
vita umana per i progressi della medicina, dell'igiene, dell'alimentazione, le caratteristiche della vita
moderna che spingono gii individui e le famiglie a
disperdersi, allontanandosi dal paese d'origine,
dalla famiglia nativa, dal nucleo primigenio, tutto
ciò ha posto in primo piano, per molte ragioni, il
problema degli anziani.
Alcuni anni fa è intervenuta addirittura la magistratura per responsabilizzare e talora incriminare
familiari giovani, sani e robusti, figli, generi, nuore,
nipoti o altri parenti che avevano lasciato durante
l'estate, in completo abbandono genitori o parenti
anziani in cattivo stato di salute ed incapaci di autogovernarsi. Sarebbe illusorio, dopo le disastrose
esperienze - di cui anche in questi giorni abbiamo
vistosissimi esempi - della tanto decantata riforma
sanitaria, ritenere che le strutture pubbliche e nazionali possano risolvere il problema degli anziani.
Né, questo problema, potrebbe essere mai risolto
con semplici appelli di carattere morale, neppure
con interventi di carattere giuridico, facendo appello alla sensibilità, alla generosità, all'altruismo, allo spirito di carità delle persone. Certo, e la legge
morale e quella giuridica impongono ai parenti sani e soprattutto ai figli di assistere i genitori infermi, vecchi e malati. Ma questa legge umana e divina viene violata continuamente e tutto fa pensare
che la sua violazione aumenterà nel futuro, visto
che i rapporti umani non tendono certo a migliorare.
D'altra parte non tutti gli anziani hanno parenti
giovani accanto a loro e qualche volta la loro solitudine è veramente assoluta. Allora che fare? Bisogna avere qualche fiducia e qualche speranza
nella iniziativa di singoli che, organizzandosi e naturalmente con il concorso, con il patrocinio, con
l'assistenza delle strutture pubbliche, intraprendano iniziative utili, filantropiche, caritatevoli e coraggiose per non dire anche doverose.
Esistono case di riposo, cronicari, ma non sono
certo sufficienti a coprire tutte le richieste che sono già e saranno nel futuro anche più numerose e
rappresentano per l'anziano che viene in esse assistito, una forma più o meno traumatica di sradicamento dal suo paese, dalla sua strada, dalla sua
chiesa, dalla sua parrocchia, dalle sue abitudini
quotidiane. Allora sarebbe assai meritevole ed auspicabile la costituzione di un gruppo di persone
che, con iniziativa autonoma, individuale e privata,
ma con l'assistenza ed il patrocinio delle strutture
pubbliche, provvedesse ad una assistenza materiale, morale e spirituale alle persone anziane rimaste
sole e che ne facessero richiesta.
Fa parte delle opere di carità, l'assistenza agli
infermi ed agli anziani: ma questa assistenza nel
mondo moderno che ha bisogno di organizzazione e di continuità, perché percosso da continue
ventate di disinteresse e di cinismo, deve tradursi
in azioni concrete, in organizzazioni effettivamente efficienti, in buone volontà comuni di coloro che
vogliono servire gli altri nel Signore ed il Signore
negli altri.
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pag. 14
LA VOCE
Prevenire: molto meglio che curare!
Per evitare le conseguenze, spesso irreparabili prodotte dal «male del secolo» esiste una sola, valida
arma di difesa- l'informazione e la prevenzione. Per sensibilizzare in tal senso i lettori, «La Voce» ospita
ben volentieri l'articolo che segue restando a completa disposizione degli interessati per tutte le osservazioni ed i chiarimenti opportuni.
Di recente è stato pubblicato un opuscolo redatto dal nostro illustre concittadino Prof. Antello Flcari, dove viene descritta una dettagliata relazione
sull'attività svolta, dal 1981 al 1986, dal Centro Benedetto Menni per l'informazione e la ricerca sui
tumori, del quale Centro egli è emerito Presidente,
sin dalla sua fondazione, svolgendo con profonda
competenza ed esperienza la sua valida opera, del
tutto gratuitamente.
Il Centro in questi anni ha fatto due notevoli progressi: è stato dotato di apposite attrezzature cliniche ed installato in una nuova e degna Sede, offerta, per il suo uso, gratuitamente dalla Provincia Italiana della Congregazione delle Suore Ospedaliere del Sacro Cuore di Gesù.
In questi 5 anni il Centro ha svolto una intensa
attività di visite, consulti ed interventi di prevenzione, di diagnosi precoci e.di controlli dei soggetti
trattati; ha organizzato mostre di propaganda, conferenze, convegni e corsi di aggiornamento per
medici, infermieri professionali e sull'educazione
sanitaria nella lotta contro i tumori per il personale
docente delle scuole superiori e medie della provincia. Collaborano validamente, con impegno e
competenza, sin dall'inizio, una équipe di volenterosi medici e degni di mensione: i dottori Claudio
Cantarini, Gualtiero Fioretti (nostro concittadino),
Teresa Miele, Maria Neve e Luciano Sordini che
affrontano, anche con sacrifici, unitamente al Prof.
Ficari, tutte le necessità organizzative e sanitarie
del Centro. Tale Centro, ubicato in Viterbo, Viale
F. Baracca n. 21, è stato intitolato al Beato Benedetto Menni, benefattore della popolazione viterbese, precursore nei tempi per l'umanizzazione de-
gli ospedali e fondatore delle Suore Ospedaliere
del S. Cuore di Gesù. L'Istituto, dal 1981 ad oggi,
ha fatto tutto il possibile per attuare il programma
stabilito, con tutti gli sforzi dovuti e continui sacrifici! Ma, per insufficienza di fondi finanziari non ha
potuto raggiungere quanto predisposto. Pertanto
il Centro abbisogna dell'apporto finanziario, oltre
quello dei vari Enti, anche di quello della popolazione di tutta la Provincia con offerte ed iscrizioni
come soci della Sezione Prov.le, versando su bollettino in c/c postale n. 10720019 intestato a «Lega
Italiana Lotta contro i Tumori, Sez.ne Prov.le di Viterbo», le seguenti quote annuali: socio ordinario
E. 5.000; socio sostenitore E. 20.000; socio benemerito E. 50.000. Divenendo soci si avranno visite
e consulti gratuitamente. I versamenti si potranno
fare anche a favore del Comitato di Sostegno cui
fa parte sin dalla sua fondazione il nostro caro concittadino Prof. A. Fioretti e di recente vi è stato nominato Presidente l'attivissimo e generoso Rag.
Franco Governatori.
A detto comitato non è mancato il riconoscimento e la collaborazione dell'Autorità Prov.le, del Vescovo Mons. Boccadoro, dei vari Enti Pubblici e
particolarmente della nostra benemerita Banca
Coop.va Cattolica che non ha fatto mai mancare il
suo annuale contributo finanziario.
Al ch.mo Prof. Ficari vada la riconoscenza di tutta la cittadinanza per la sua opera umanitaria e per
il suo fattivo impegno al progresso ed all'affermazione della Sezione Prov.le della Lega e del Centro
Benedetto Menni.
ALFREDO GADDI
VILLA S. MARGHERITA
UN CORSO E UN INVITO
Uno non si rende conto di quanto sia importante
muovere un dito.
Mica si sa quanto è bello poter mettere un piede
davanti all'altro e camminare, camminare, saltare,
parlare, ridere. Ridere!
Se vai a vedere i ragazzi di Villa S. Margherita,
non li vedi mai ridere. Sorridere, a volte. Dolci, mesti, rassegnati. O tristi. Semplicemente tristi.
I ragazzi di Villa Margherita per molti sono un
simbolo di sofferenza, per molti sono un episodio,
per molti sono un tabù.
Eppure non c'è uno di noi che non potrebbe diventare come uno di loro. In tre minuti.
Essi sono un Istituto.
Non sono in un Istituto che li accoglie.
Secondo quasi tutti essi sono un Istituto.
Perciò le cose si fanno così e così. E si volta la
pagina del dossier. E buona notte ar secchio!
E i frati Concezionisti, nuovi di zecca, pieni di
entusiasmo, carezzano le teste curve dei bimbi
spastici e ti dicono che si può, si deve, bisogna
uscire dall'istituzionalizzazione.
A te non piacerebbe essere istituzionalizzato,
nemmeno quando sei in bagno: perché loro sì?
I frati, insieme a molta gente di buona volontà
stanno iniziando un corso formativo per i ragazzi.
Sono un'ottantina e i frati dicono che si possono
recuperare alcune loro potenzialità. Sarebbe come
tirar fuori uno da un pozzo dove ha sempre vissuto.
Me l'ha detto Padre Terenzio: un giovanotto simpatico e sveglio che mi è venuto a trovare un po'
di tempo fa. Un giovanotto con le mani abituate a
carezzare dove nessuno carezza.
Uno di quei giovanotti che hanno sprecato la vita, dicono.
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Mi ha parlato di volontari. Gente come me e come te, che potrebbe dargli una mano. Volontari,
cioè alcuni che provano a sprecare una parte della
loro vita. Un pezzo. Per potersi sentir dire dal mio
datore di lavoro: ero un portatore di handicap e tu
mi hai aiutato a portarlo come Simone di Cirene,
tempo fa, mi aiutò a portare il manubrio della mia
pesante bicicletta.
Forse ci sarà qualcuno a cui interessa questo discorso. Lo riferisco a chi vuole.
P. Terenzio mi ha fornito degli appunti. Eccoveli.
- Il corso si svolge a Villa S. Margherita, vi partecipano 30 ragazzi/e tra interni ed esterni, con
orario che va dalle 8 alle 13,30 del mattino;
- i ragazzi che vi partecipano vanno dall'età compresa tra i 15 ed i 25 anni;
- il Corso, che ha l'indirizzo professionale, inizierà i primi di febbraio, e viene svolto in collaborazione con l'Ente ENAIP, parte dalla convinzione che in ogni ragazzo c'è una potenzialità da
scoprire e sviluppare, che il protagonista è il ragazzo/a portatori di handicaps, sostenuti dalla
presenza educante dell'adulto e di tutta la Comunità territoriale, che più che dare ne ricéve e
si arricchisce. I ragazzi portatori di handicaps
vanno considerati... come un patrimonio che Dio
dà alla Comunità cristiana che deve saperlo capire e sviluppare. La Comunità viene invitata a
dare il suo contributo non di «compassione» (è
umiliante per la stessa) ma di vero e autentico
servizio, per diventare dei «costruttori» della comunità umana e cristiana.
Il cammino viene dettato dai ragazzi stessi.
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«LA VOCE» è grata ai suoi
SOSTENITORI: Taddei Orfeo, Ballarotto Pietro, De
Grossi Leandro, Nami Gabriele, Bolli M. Luisa, Martini Quinta, MF 80, Mascioli Carlo, Clausi Schettini
Gigliola, Carelli Vincenzo, Sciarra Mario, Carelli Alberto, Giusti Franco, Ugolini Armando, Panichi Luigi, Trapè Giuseppa, Lodi Assunta, Nunziati Emilio,
Nunziati Maria Francesca, N.N. (consegnatami il 3
febbraio), De Martinis Virgilio, De Grossi Eraldo,
Mons. Lauro Governatori, Andreozzi M. Grazia,
Lanzi Massimo, Tosti Vincenzo, Gaddi Paola, Mocini Mario, Porroni Costantino, Trapè Americo, Baiocco Italo, Cimarello Vittorio, Manzi Salvatore, Durantini Giuseppe, Merlo Cesare, Meassi Franco, Burla
Francesco, Notazio Enrico, Cicoria Luigi, Tangari
Francesco, Petrocchi Umberto, Brachino Alfonso,
De Rosa Ottavio, Lombardelli Alfio, Fumagalli Fernando, Piciollo Calisto, Palombo Giuseppe, Sacco
Carolina, Fagianelli Giuseppe, Manzi Amanzio, Fiorucci Giovanni, Sarchioni Giuseppe, Camicia Giuseppe, Ciucci Elio, Vergini Cesarina, Paradiso Mario, Berradi Paolo, Marianello Roberto, Fanali Filippo, Menchinelli Emilio, Merlo Maria, Mocini Secondo e Filippo, Castellani Rosina, Trapè Antonio, Burla Agostino, Moscetti Annella, Marcucci Leone,
Scacco Giuliana, Nardini Giovanni, Magnani Gino.
Bellacima Domenico, Pepponi Ugo, Chiodo Fernando, Governatori Gloria, Ronca Italo, Durantini
Ivano, Sesto Alilla, Rosetto Roberto, Terzoli Remo,
Ranucci David, Panichi Tommaso.
AMICI: Perandria Romeo, Marzetti Bisch Mariolina,
Lampani Angelo, Troccaioli Giovanni, Smafora
Franco, Pagana Maria, Fiocchetti Marsilio, Corba
Sr. Delia, Santini Giancarlo, Paoletti Florido, Bartoli Filippo, Scoponi Lia, Saraca Venerina, Calano
Vincenzo, Spinelli Abdone, Burla Vincenzo, Mocini
Chiara, Bellacima Antonio, N. Elisabetta, Barcarolo Renato, Rocchi Bernardino, Nami Adelio, De
Fausti Rosa, Ciarmatori Alberto, Fioretti Almerina,
Rossetti Pietro, Mocini Pietro 1911, Radicati Serapia, Maccaroni Adriano, Paglialonga Filomena, Paglialonga Maria, Brachino Callisto, Landi Pietro,
Valleriani Livia, Ceccarini Domenico, Belleggi Angelo, Carelli Giulio, Baldo Altiero, Manzi Kimberlee.
Santi Ettore, Nevi Americo, Silvestri David, Menghini Luigi, Ceccarelli Luigi, Santini Umberto, Luzzi
Lucia, Peppetti Giuseppe, Pietropaoli Vincenzo,
Mancini Ivana, Michele Costantino, Lupino Celestino, Cecchetti Domenico, Napoli Cesare, Genovesi
Mauro, C.D.C., Volpicelli Antonio, Mecali Primo,
Paoletti Giancarlo, Bellucci Domenico, Saraca Gina, Ticconi Anna, Stefanoni A. Maria, Marenghi Maria e Rezzi Emilia, Marenghi Lamberto, Pigliavento
Pietro, Lucchi Arduino, Brachino Ida, Fumagalli
Graziella, Ricci Carmelina.
BENEMERITI: Bartoleschi Pietro, Bacchiarri Annita, Mari Benigno, Bracoloni Nazzareno, Materazzi
Giulio, Paolucci Enzo, Femminella Sabatino, Rubeca Pierina, Mocini Luigi, Presciuttini Giuseppe, Rosetto Roberta.
«Amici della Cattedrale»
Sono entrati a far parte degii «Amici della Cattedrale»: Taddei Orfeo, Torri Noemi, Manzi Daniele,
Z.F.; i famigliari in suffragio di: Gentili Giulio, Nicolai Filomena, Montebove Ruggero, Fanali Elisabetta, Sacco Guido, Mancini Alberto, Marcucci Leone,
Cimarello Filomena, Mecali Maria, Nardini Franco
Anagrafe cittadina
Bertuccini Laura di Vincenzo e Cicoria Felicita;
Marco Giordano di Francesco e Formosi Piera Luisa; Dalila Cardarelli di Pietro e De Rosa Anna Maria; Matteo Fiorelli di Walter e Danti Daniela; Eva
Gevi di Luciano e Rocchi Patrizia; Valentina Sciuga di Alessandro e Bartoleschi Anna Maria; Fabrizio Gentili di Gianfranco e Ceccarini Emanuela; Valentina Manzi di Mario e Brozetti Luana; Deborah
Pompei di Mauro e Mosca Adalgisa.
MORTI: Elisabetta Bartoleschi 1885; Oria Perello
1927; David Ranucci 1916; Cimarello Filomena
1909; Savelli Oliva 1908; Falaschi Ida 1906; Napoli
Flaviano 1915; Filiè Antonio 1911: Nicolai Filomena 1910; Maiucci Marianna 1891; Montebove Ruggero 1907; Camicia Francesco 1910; Sacco Guido
1916; Mecali Maria 1929; Mancini Alberto.
pag. 15
LA VOCE •
NOTE DI CACCIA
LE RAI... ATE
DELLA RAI
Mo la RAI s'è messa là per casa pure a la
mattina a bonora. C'è quel Batalone co' quel
nasetto pinso, per modo de dire, che ce se rizza
prima de giorno pe' trastullò le gente. Lo vede,
se per isempio, la televisione non c'era, nessuno jé guardava, ma siccome c'è. tutte jé guardono. Io. per isempio ciò la Nena che da quando guarda 'sta televisione a la mattina, no la
posso molestò che me se rivolta come 'na Vienna.
Ormae s'è abbituata a vedella che a dije de
non guardai la sarèbbe uno sdegno perpetuo.
Da una parte tutte le torte nun gne se pònno
dà: sente., vede, se smiracola, strilla, urla, sclama. batte le mano, pare matta. Quando c'è '1
telegiornale pròa un gran gusto a veda le gente
che sparono. e le morte abbarcarate là per terra guperte col linzolo la fanno goda. Me fa: «Si
nun c'era la RAI. me sae dì come me divertio?». E canta. Poe le sciatore, co' le doghe
ma le piede, che volono su la née! Quelle sì che
la fanno goda! Quando cascono urla: « morammozzato». E da quanto ride jé se pònno cavò
tutte le dente. Poe guarda le ricette de cucina e
tira fora certe insuje che manco 'I porco le magna.
'L bello viene, per isempio. quando se ritira
Batalone e riva l'Erriga. Quela donna co' 'na
bocconata de dente grosse come le mattonelle
del lavandino. Ride sempre e talefana pe' fà sapé si uno ha vento diece mijone pe' ave ditto
'na cojoneria. Io. per modo de dire, che dico
tante cose serie, gnuno mae m'ha dato un soldo. Mall'Erriga invece la RAI jà messo su casa: ciò le còche che jé cucinono. le serve che
jarifanno '1 letto, e l'omo che jé custodisce '1
buco del cesso. Io tutte ste complimente nun
l'ho mae aute. e sò stato tre anne su pe'le state
balcanice a fa' la guerra.
A la RAI. per isempio. c'è la magnatola e basta ave le dente bòne che I da magnò c'è per
tutte. Avete visto, per isempio. che ponte de
cristiane ce vanno a pascolò ? Me freghe, senza
laorà. solo a batta le mano, c'è gusto.
L'Erriga. regà. damo 'na botta al cerchio e
una a la doga, anche si bella non adè. ciò 'I genio. poe co' quell'occhie bianche da agnellone.
quanno te guarda te fa saltò le valvele del core. «Benvenute e casa mia» - dice, invece nun
è vero perché è lei che viene a casa tua e non
sempre adè ben gradita -. Almeno la Raffaella
'sti parole nu le fa. E la Raffaella è più bella
pure. A parte l'anne che Benanche ha soprato
la settantina se le porta sempre bene: a parte
le labbre sfodarate come un bracco tedesco e
l'occhie che jé guardano in dentro, è sempre
'na bella vecchia.
Come òmmene. per isempio. c'è Pippo Baudo. che io nun sò si mòre quetlo. l'Italia come
farà a annà ovante. Un omo che, bòna grazia
sua laora a uffo, lue nun pija 'na lira de le sceniate che fa. lue fa tutto pe' lo bene de la Patria e del popolo italiano. Quelle sò òmmene
mannate dal Signore uno 'gni tanto. Prima
mannò l'inventore de la penicillina e adesso ha
mannato Pippo Baudo e ringraziamo 'l Signore
de tanta carità!
A la sera, per modo de dire, c'è '1 colonnello
Barone che dà le proisione del tempo. Io non
so quanto guadambia. ma se jé danno un tanto
pe' ogni proisione indomata, penso che presto
jé toccherà annà pe' l'elimosana. L'omo è bono e non c'è gnente da dì, e siccome se veste
sempre co' la stessa giacchetta. '/ capitello do'
zinna dorebbe èssa fiacco. La colpa sua è quella d'aè capato 'na materia troppo rischiosa, che
se al posto de quella èsse fatto 'n altro mestiere. a quest'ora se potea levò la voja de comprò
'na corvatta nova un pelino mejo de quella che
ciò. che sputa grasso come 'l capello del pòro
patron Gustino.
Insomma, per modo di dire, tutte-'ste rai...ate
sò la fortuna del popolo italiano perché jé levono le pensiere da la capoccia, sinnò a quest'ora s'eromo tutte appiccate. Ma però la RAI
non ci abbandona: quando sente che tra 'l popolo bolle la pignatta del malumore curre a
metta cannella ma le botte de vino più bòno
pe' fà 'na televisionata d'allegria: l'Erriga. la
Raffaella. Pippo Baudo. 'I colonnello Barone
poe Andreotte. Natta. Cràcchese e De Mitra.
C'è altro? No. c'è da pagò I canone che è scaduto da quantà
FRANCOBALDO
NUVOLINI
detto CHIAPPONE
ETRUSCA BASEBALL
Agevolazioni ai soci
Il Consiglio Direttivo della Etrusca Baseball è lieto di comunicare ai soci 1987 che
presentando la tessera sociali insieme ad un
documento di riconoscimento, potranno ottenere l'ingresso ridotto presso i cinema
«Azzurro» di,Viterbo e «Giardino» di Montefiascone.
Chi vuole può ancora tesserarsi (fino al 31
marzo) presso Mauro Carletti. p.zza Vittorio
Emanuele. 1.
orafo
orologiaio
Corso Cavour, 11 - Tel. 0761/86150
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Montefiascone
IL REFERENDUM
NON SI FARÀ!
La Corte Costituzionale ha bocciato la richiesta
di referendum promossa dalle varie leghe nazionali contro la Caccia.
Della decisione avevamo quasi la certezza, specialmente quando autorevoli costituzionalisti si erano espressi in modo alquanto critico nei confronti della relativa formulazione e del contenuto stesso delle richieste.
La campagna anticaccia, contraddistinta da evidente ambiguità, con le massicce offensive sferrate contro politici e giudici della Corte, non hanno
sortito l'effetto di intaccare l'obiettività e l'equilibrio del massimo organo garante della libertà del
nostro Paese.
I cacciatori, che avevano protestato anche a Roma in una manifestazione al Palazzo dello Sport,
devono considerarsi soddisfatti del risultato, ma
devono, al tempo stesso, continuare nella loro opera di impegno per una adeguata riforma dell'attività venatoria per tutti quegli aspetti che non è
più possibile rimandare; tra questi l'organizzazione della Caccia sul territorio, la collaborazione più
attiva con gli agricoltori, una seria e più fattiva opera di difesa dell'ambiente.
Per quanto riguarda l'abrogazione dell'art. 842
del Codice Civile, che consente ai cacciatori il libero accesso nei territori di caccia, i giudici sembra abbiano ritenuto la richiesta in evidente contrasto con il principio di uguaglianza dei cittadini. La
vittoria degli anticaccia, infatti, avrebbe prodotto
l'effetto di permettere la caccia solo ai proprietari
dei terreni su cui la caccia viene esercitata. Mentre
l'abrogazione di alcuni-articoli della Legge 968, in
caso di vittoria anticaccia, avrebbe ottenuto il risultato opposto a quello desiderato. La regolamentazione della caccia in realtà sarebbe diventata molto più all'acqua di rose di quella attualmente
in vigore.
Enzo Mingozzi, presidente dell'U.N.A.V.I. (Unione Nazionale Associazioni Venatorie Italiane) ha
dichiarato: «Non poteva essere diversamente. Noi
avevamo dato alla Corte una serie di memorie elaborate da competenti giuristi, che fornivano elementi provanti di incostituzionalità dei due referendum».
La paura è passata: a caccia si tornerà. Ma a
caccia di cosa? Quest'anno abbiamo avuto, nella
zona di Montefiascone e dintorni, un'assenza di
«migratori^ da mettere spavento: tortore pochissime, non un tordo, pochissime beccacce, pochissime allodole.
L'attività venatoria è in crisi, non per le minacce
di referendum, ormai passate, ma per una ragione
semplicissima: la selvaggina naturale non mette
più piede nelle nostre campagne perché le riserviamo una pessima accoglienza, dovuta, più che
alle doppiette, ad un ambiente completamente
modificato. D'altra parte non si può pretendere
che un tordo affitti una camera all' «Altavilla».
GIORGIO ZERBINI
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pag. 16
LA VOCE
V. MEETING S. ROSA
LA CARITA:
dono di Dio, impegno dell'uomo
Il Meeting S.Rosa è un'attività dei laici impegnati nell'apostolato.
Per parlare dei laici, occorre rifarci al Concilo, secondo il quale essi sono chiamati
non soltanto a vivere la fede e darne
testimonianza, ma anche a intonare secondo
Dio le realtà del mondo perchè la società di
oggi con il loro aiuto, sia prospera, dignitosa e tranquilla, libera dal male.
Dopo il Concilio sorsero anche in Viterbo,
accanto alla vecchia e gloriosa Azione Cattolica, numerosi movimenti di impegno cattolidjpÉité svianettoj
Il Vescovo li sostenne e li visitò tutti periodicamente, ritenendo che questa novità conciliare fosse un bene prezioso per la Chiesa.
In realtà i movimenti lo sono finché conservano l'unità col Vescovo che è garanzia di
comune bene.
Cinque anni fa però, visto che ormai ben
formati, il Vescovo disse loro: - uscite allo
aperto e dite la vostra! chè, secondo il Vangelo, la lampada va posta in alto.
I laici cattolici e il laicato cattolico, vario e
numeroso, ha la sua da dire, ma per intonare, secondo Dio, le realtà della vita.
E disse la sua nelle precedenti edizioni del
meeting: sulla vita e la morte e le realtà intermedie dell'uomo: la famiglia, il lavoro, la
scuola, il dolore, la scienza, l'arte, lo sport, il
tempo libero, ecc.
Vennero a trattare questi temi esperti, periti, scienziati, maestri veri e sempre dal punto di vista cattolico.
II meeting era però, tecnicamente, incentrato in pochi giorni, tra il 25.IV e il 1.V, e il
rammarico di non poter essere sempre presenti agli interessanti argomenti cresceva.
Furono percò interrogati i Parroci e le direzioni dei movimenti, aggregazioni,associazioni varie per studiare una nuova, soddisfacente forma.
Ne venne fuori una articolazione che consente di poter seguire questo cammino di fede e di dottrina sociale cristiana che va dal
«Transito di S.Rosa» (6.III) alla IV domenica
di Pasqua, abbracciando così tutto il tempo
forte della quaresima e della Pasqua con varie
conferenze
al
Cinema-Teatro
«
Auditorium» (Via Cavour) ogni giovedì, e varie manifestazioni.
Tema di quest'anno: «La carità: dono di
Dio, impegno dell'uomo».
I bisogni sono molti e la giustizia non basta a soddisfarli tutti.
La carità ha un cuore più largo, è più calda, ha mano tesa, vista lunga, piede sollecito.
E'impegno dei cattolici riempire con fervore le lacune, non poche, della giustizia con il
volontariato di carità che si fà strada e consolida sempre più.
«Carità», anche perchè i bisogni di carità
pastorale e benefica sono ormai affidati per
convenzione concordataria, cioè dalla Chiesa e dallo Stato, alle Comunità parrocchiali
locali.
In ognuna di queste comunità la
Provvidenza ha nascosto tanti tesori di accoglienza, attenzione, prontezza.
Le comunità, cominciando dagli ultimi, sapranno con certezza far fronte a questa loro
nativa e singolare vocazione. Occorre solo
che ne conoscano le motivazioni dottrinali e
umane.
Il laicato del Meeting lo saprà fare sotto la
guida esperta del suo presidente, il Comm.
Stelio Murri, a cominciare dalla gioventù che
vuole essere responsabilmente pritagonista
del proprio migliore avvenire.
ISTITUTO TECNICO COMMERCIALE
I RAGAZZI DEL
«DALLA CHIESA» A NÌMES
Si è compiuta la prima fase dello scambio culturale con il Collège d'Etat Feuchères di Nìmes.
Tutto ha avuto inizio dalla disponibilità e dalla
capacità di iniziativa della scuola che ha autonomamente promosso lo scambio. Per una settimana
alcuni alunni delle seconde e terze classi sono stati ospiti delle famiglie di coetanei del Collège Feuchères di Nìmes.
Aveva preparato lo scambio culturale una fitta
corrispondenza iniziata nello scorso anno scolastico tra gli alunni, i docenti ed il Preside del Collège.
Già le lettere avevano creato entusiasmo, aspettativa, ma avevano anche dato modo agli alunni di
mettere in pratica le competenze linguistiche apprese a scuola, di conoscere pure «da lontano» una realtà scolastica, sociale e culturale nuova e stimolante. Poi la partenza in treno, la stanchezza, la
smania di arrivare e infine facce nuove, famiglie
cordiali e intente a far trovare a loro agio gli espiti.
L'accoglienza è stata cortese e resa stimolante e
fruttuosa sia dalla conoscenza del territorio della
Linguadoca, dalla visita a mostre e musei, sia dalle
lezioni svolte, la mattina in classe, dagli insegnanti
italiani e francesi, attraverso le quali gli studenti
hanno potuto confrontare l'organizzazione scolastica, i contenuti delle discipline, i metodi di insegnamento della scuola italiana e francese: tutto
questo con un continuo, talvolta avventuroso ma
sempre proficuo, esercizio di lingua.
Nel prossimo aprile saranno il «Dalla Chiesa» e
le famiglie degli studenti che lo frequentano ad accogliere gli studenti francesi, mentre si stanno mettendo a punto i dettagli per lo scambio culturale
dell'anno scolastico 1987/88 con lo stesso Collège
di Ntmes. In una realtà economica che sempre di
più richiede ai futuri lavoratori una conoscenza atpiù richiede ai futuri lavoratori una conoscenza viva delle lingue straniere e la capacità di adattarsi a
situazioni sempre nuove, questa iniziativa dell'I.T.
C. di Montefiascone sembra cogliere nel segno di
una scuola aperta che si rinnova e attenta alla formazione professionale degli studenti.
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V. MEETING S. ROSA
Mostre e Concerti
6 - 22 marzo Chiesa di S. Egidio: Mostra della Carftas Diocesana a cura degli Obiettori di coscienza.
15 - 30 aprile Chiesa di S. Egidio: Mostra fotografica «Messaggi della terza età» a cura del Centro
della Terza età di Viterbo.
1 6 - 3 0 aprile Chieda degli Almadiani: Mostra degli
Artisti Viterbesi. In programma: Mostra fotografica delle opere di misericordia scolpite nel portale
della Madonna della Salute.
Nei giorni delle Conferenze Mostra del Libro all'
Auditorium.
In programma: Concerto lirico.
PROGRAMMA
Venerdì 6 marzo
Inaugurazione.
Ore 17: Sala del Pellegrino - saluto ai Sindaci da
parte del Sindaco di Viterbo.
Basilica di S. Rosa: offerta dei Ceri da parte dei
Facchini di S. Rosa.
Incontro di preghiera.
Ore 17,30: Conferenza «Carità e Giustizia nel territorio» Dott. Domenico Rosati pres. naz. ACLI.
Sabato 7 marzo
Giornata della donna.
Ore 17: Sala Gargiuli - proiezione videocassetta
«Volontariato al femminile».
Ore 17,30: Conferenza «Democrazia, scelta, valore, stile per ogni donna» On. dott. Silvia Costa.
Giovedì 12 marzo
Ore 17,30: Auditorium Giovanni XXI - Carità in S.
Agostino relatore P. Carlo Cremona - giornalista RAI.
Giovedì 19 marzo
Ore 17,30: Auditorium Giovanni XXI - Carità e famiglia relatore Alba Dini Martino docente univers.
Giovedì 26 marzo
Ore 17,30: Auditorium Giovanni XXI - La carità anima del volontariato relat. Mons. Luigi Di Liegro
direttore Caritas di Roma.
Giovedì 2 aprile
Ore 17,30: Auditorium Giovanni XXI - Carità nei
luoghi di sofferenza.
Venerdì 10 aprile
Ore 21: Via Crucis cittadina: Non c'è amore più
grande di colui che da la sua vita per gli amici.
Sabato 11 aprile
Giornata Mondiale della Gioventù - «Abbiamo conosciuto e creduto all'amore di Dio» - Incontro
del Vescovo con i giovani della città.
Ore 17: S. Pellegrino - Benedizione delle Palme Corteo alla Cattedrale.
Cattedrale: S. Messa.
Venerdì 24 aprile
Concerto Landesjugendorchester
Pfals.
Rheinland -
Martedì 28 aprile
Ore 18: Palazzo Papale - La scuoia italiana dopo il
Concordato.
Tavola Rotonda - Mons. Cesare Nosiglia, direttore Ufficio Catechistico Nazionale - Rappresentante Ministero P.l. - Prof.ssa Serenella Macchetti docente universitaria Siena.
Mercoledì 29 aprile
La Carità è festa.
Ore 16: Villa Immacolata (S. Martino al Cimino) Conferenza Un testimone di Carità: S. Camillo
De Lellis a Viterbo - Festa popolare.
Giovedì 30 aprile
Ore 18: Palazzo dei Papi - Conferenza del Dott.
Raffaele Cananzi Presidente Nazionale Azione
Cattolica.
Sabato 9 maggio
Giornata Mondiale delle Vocazioni «La vocazione
vissuta il più alto segno di carità».
Ore 17: Palazzo Papale - Recital «Come Maria...» a
cura del Gruppo Giovanile di Acquapendente.
Ore 18,30: Cattedrale - Celebrazione Eucaristica,
presieduta da Mons. Vescovo con la partecipazione dei sacerdoti e dei rappresentanti degli
Istituti Religiosi maschili e femminili presenti in
Diocesi.
CHIUSURA DEL MEETING
LA VOCE •
pag. 17
ORMAI È UN ANNO: 27 MARZO 1986
UNIFICAZIONE DELLE DIOCESI
GIOVANNI PAOLO VESCOVO SERVO DEI SERVI DI DIO
A perpetua memoria. Noi, che per
singolare disegno di Dio, ci sediamo
in questa cattedra del beatissimo Pietro come pilota al governo della nave
in tutte le nostre iniziative ci sentiamo sinceramente animati da quest'unica preoccupazione, sollecitudine e
zelo: provvedere nel migliore dei modi ai bisogni dei fedeli. Infatti le adorabili parole dette da Cristo al beatissimo Pietro presso il lago di Tiberiade, in qualche modo con il Pontificato sono state dette anche a Noi: «Pasci i miei agnelli... pasci le mie pecore» (Gv. 21, 15-17). Queste parole sono veramente l'unico motivo che ci
impegna ad eseguire con animo fiducioso tutto ciò che sarà sembrato utile al gregge di Cristo.
Or dunque, poiché il Venerabile
Fratello Luigi Boccadoro, Vescovo di
Viterbo e di Tuscania, Abbate di S.
Martino al Monte Cimino ed inoltre
Vescovo di Acquapendente e di Montetiascone e Amministratore Apostolico, per Sede vacante, di Bagnoregio, col consenso dei Presbiteri e dei
laici cattolici, col voto favorevole del
Consiglio Presbiterale e di tutto il Presbiterio delle cinque Diocesi, chiese
a questa Sede Apostolica che le Diocesi e l'Abbazia, delle quali già da
molti anni fu a capo, venissero giuridicamente fuse in una unica Diocesi
- infatti risultavano abbastanza integrate per i programmi, gli istituti, il
modo di vivere e di pensare - Noi, dopo aver soppesato, con somma attenzione, le ragioni pastorali di questa
richiesta e approvato il progresso di
quelle Chiese; convinti che fosse
giunto il tempo di compiere quella unione, decretiamo quanto segue, dopo aver prima sentito la Conferenza
Episcopale Italiana e chiesto il consiglio del Venerabile Nostro Fratello il
Cardinale di S.R.C. Prefetto della Sacra Congregazione per i Vescovi, e tenuto conto delle norme stabilite dalla
Sede Apostolica per la revisione delle circoscrizioni delle Diocesi in Italia
Uniamo in perpetuo, con unione cosiddetta estintiva, le Diocesi di Viterbo, Acquapendente, Bagnoregio, Montetiascone, Tuscania e l'Abbazia di
S. Martino al Monte Cimino alla Diocesi di Viterbo, la quale perciò acquista ed abbraccia, nel suo territorio, il
territorio di ognuna di queste Chiese.
La Diocesi così ingrandita si chiamerà DIOCESI DI VITERBO. Però i nomi
delle altre circoscrizioni diocesane
soppresse, saranno riportati nell'Annuario Pontificio con la particolare
memoria della loro unione con la Diocesi di Viterbo.
Poniamo la nuova Diocesi sotto la
A Patrona della nuova
realtà è stata data la
Madonna della Quercia, tanto cara al cuore di ogni Sacerdote
perché ognuno possa
di continuo ritornare a
rifarsi «adprimordio».
Mons.
Vescovo
La tegola dipinta dal M.o Monaldo
nel 1417.
Uniamo in perpetuo, con unione cosiddetta estintiva, le Diocesi di Viterbo. Acquapendente.
Montetiascone. Tuscania e l'Abbazia di S. Martino al Monte Cimino alla Diocesi di Viterbo.
Bagnoregio.
doro òavooimDei
» ì l j l Cu
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tir- f*> +->
protezione della Beatissima Vergine
Maria, chiamata dal popolo «Santa
Maria della Quercia», venerata con
somma devozione nella chiesa dello
stesso nome attigua al Seminario Regionale di Viterbo. Patroni, cosiddetti
secondari, della Diocesi saranno: S.
Rosa da Viterbo, S. Lucia Filippini, S.
Bonaventura da Bagnoregio. Sede
della Diocesi sarà Viterbo. La chiesa
Cattedrale sarà quella di Viterbo; però le cattedrali delle altre Chiese soppresse, d'ora in poi saranno decorate
col titolo di Concattedrali, perché non
vada perduta la loro gloriosa memoria. Similmente una sola sarà la Curia
Vescovile, il Collegio dei Consultori,
il Collegio dei Canonici, il Seminario,
il Consiglio Pastorale, il Consiglio
Presbiterale, il Tribunale Ecclesiastico e qualunque altro istituto o ufficio
prescritto dal codice di diritto canonico. Insieme col territorio delle città
e delle parrocchie delle Diocesi e dell'Abbazia, sopra elencate, siano uniti
alla Diocesi di Viterbo anche gli oratori, le case e i cimiteri parrocchiali,
le pie fondazioni ed ogni altro bene
ecclesiastico ed ancora, se ve ne è,
qualunque altro diritto di spettanza
alle medesime parrocchie e chiese
delle Diocesi soppresse. Quale Vescovo della Diocesi di Viterbo così
ristrutturata, nominiamo e proclamiamo il Venerabile Fratello Luigi
Boccadoro, resosi noto finora per la
sua prudenza, zelo e sollecitudine.
Affidiamo a Lui, con le necessarie
facoltà, il mandato di portare a compimento questa Lettera. Poi, a cose
complete, si redigano i documenti, le
cui copie autentiche siano rimesse alla Congregazione per i Vescovi. Nonostante qualunque cosa in contrario. Tutto ciò che abbiamo ordinato
con la presente Lettera abbia valore
per sempre.
Dato in Roma, presso S. Pietro, il
27 marzo dell'anno del Signore 1986,
ottavo del nostro Pontificato.
AGOSTINO CARD. CASAROLI
per gli Affari Pubblici
della Chiesa
BERNARDINO CARD. GANTIN
Prefetto della
Congregazione per i Vescovi
GIUSEPPE DEL TON Prot. Apost.
LAURO GOVERNATORI Prot. Apost.
19 marzo - giovedì:
S. Giuseppe - S. Messe nella chiesa
Cattedrale, ore 7,30 - 8 - 9 - 17,30.
25 marzo - mercoledì:
Annunciazione del Signore.
26 marzo - giovedì:
S. Lucia Filippini (anniversario della
morte).
3 aprile - venerdì:
Primo venerdì del mese.
5 aprile - domenica:
ore 10: Lega di Perseveranza uomini.
Anniversario della morte di Mons.
Giovanni Rosi.
PRO DEFUNCTIS
13 marzo:
14
20
21
27
28
3
4
marzo:
marzo:
marzo:
marzo:
marzo:
aprile:
aprile:
Margherita Bartoleschi
in lacoponi;
Elisabetta Bartoleschi;
Franco Nardini;
Filomena Zampetta;
Guido Sacco;
Maria Mecali in Trapè;
Ruggero Montebove;
Bartolomeo Ricci.
pag.18
DELEGAZIONE A.C.I.
È a disposizione di tutti gli automobilisti di Montefiascone la Delegazione dell'Automobil Club di Viterbo, aperta di recente in Via O. Borghesi n.
14 e gestita con competenza e gentilezza dalla signora Anna Rita Conti Vanni.
L'A.C.I. si pone al servizio dell'automobilista per tutte le pratiche di cui
ha bisogno: pagamento bolli, successioni, ipoteche, cambi di residenza,
patenti, riconsegna targhe, ecc.
I soci dell'A.C.I. oltre agli sconti sui
carburanti e su vari servizi, possono
usufruire di sensibili sconti nei seguenti esercizi di Montefiascone: Batinelli, Carrozza d'Oro, Lombardi, Acconciatore Stefano, Gommista Alto
Lazio, Meccanico Savelli, Gioielleria
Menicheili, Tipografia Graffietti, Elettrauto Brodo, Casalinghi Danti, Franco piante e fiori, Carrozzeria Madonnella, Detersivi Simon's.
IL DOTT. CAPORALI
IN INDIA
II dott. Astorre Caporali, nostro
concittadino, nella sua qualità di Presidente del Consorzio Viterbo-Export
aderente all'Associazione Industriali,
ha partecipato al 29. Congresso delle
Camere di Commercio Internazionali
che si è tenuto a Nuova Delhi in India. Il dott. Caporali, che faceva parte
della delegazione italiana guidata dal
presidente deil'IRI Rodano Prodi, è
stato relatore sullo scottante tema
delle contraffazioni in commercio
specie nel settore dell'abbigliamento. Al Congresso, durato quattro giorni, è seguito un giro turistico dell'India.
ANCORA ...
SI NASCE!
Il primo ad aprire la serie è Daniele
Manzi, primogenito di Amanzio (alias
Giorgio) e Sabrina Cipriani, rinato alla vita della grazia il 15 febbraio ad
opera del prozio D. Virginio Manzi. I
4 nonni (chi li considera tali; dato il
loro... aspetto giovanile! Fa un po' la
spia la capigliatura grigia dell'una e
la non capigliatura dell'altro!) sono
le persone più felici, anche perché
aumenteranno di grado nella prossima estate!
Il 20 gennaio è venuta a far compagnia al fratellino Fabrizio, la piccola
Giulia Perelli, con grande gioia di papà Giorgio e di mamma Ginella Carboni.
Ostia era in festa, ma non meno
Montefiascone, dove abitano i nonni
paterni.
Il 24 gennaio a Siena è sbucata Eva Gevi, che ha portato immensa gioia a papà Luciano e mamma Patrizia
Rocchi, nonché ai nonni e bisnonni.
Il 25 dicembre è stato il natale di
Giulia, venuta a rallegrare papà Marco Mancini e mamma Carla Scoponi;
nonché la nonna Ada, mentre il nonno Umberto ormai sorride dal cielo e
i nonni Mario e Gina.
ANGELO E MIRELLA
«ALLA CAVALLA»
IL PAPA AD AOSTA
Una foto eccezionale
per il nostro amico Troccaioli Giovan Battista, ispettore di Polizia.
È tra le autorità locali
che accolgono il Santo Padre giunto nel settembre
1986 ad Aosta!
Ad majora, ispettore!
Unità Sanitaria Locale VT/1
Sento il dovere di comunicare alla cittadinanza l'esito della votazione tenutasi nella Residenza Municipale il giorno 15/2/87 per la elezione dell'Assemblea dell'Associazione Intercomunale Unità Sanitaria Locale VT/1.
Alle ore 22 del suddetto giorno ho proclamato eletti, ai sensi della Legge
Regionale n. 5 del 7/1/87, componenti della predetta Assemblea i sigg.ri:
Lista n. 1: Sensi Enio, Ceccarini Filippo, Garau Giulio, Araceli Orlando, Leonardi Sandro, Capitanelli Enzo;
Lista n. 2: Rocchi Angelo Antonio;
Lista n. 3: Delle Monache Regimildo, Minciotti Maurizio, Pompei Erino, Di
Biase Stefano, Saveri Gino, Melaragni Lorenzo, Spadaccia Paolo, Belardi Renato, Ceccarelli Franco, Rollo Francesco, Calandrelli Mario Franco, Capozzi
Pietro Domenico, Cappelloni Vannino, Cagnucci Paolo, Micci Antonio, Trapè
Mario, Ambrosini Mauro, Tafani Adolfo, Cotemme Felice, Pezzola Giovan. F.;
Lista n. 4: Maiucci Felice, Fraticello Giuseppe, Meaccini Anna Maria, Moscetti
Settimio, Bucaccio Luciano, Tricoli Corrado, Fioramanti Felice, Dibiagi Alfredo, Bianchi Pietro, Nisi Mendes, Gregori Carlo, Naddeo Antonio, Prosperuzzi
Sergio.
Nel ringraziare vivamente, per il buon andamento delle operazioni di voto,
gli altri componenti l'Ufficio Elettorale composto dai sigg.ri Scoponi Pietro,
Ranaldi Francesco, Vittori Eros, Gaietti Egisto, Dr. Francesco Tangari, desidero esternare un particolare senso di gratitudine ai componenti l'Ufficio Comunale composto dai seguenti Funzionari: Dr. Francesco Tangari, sig. Roscani Tarcisio, sig.ra Lanzi Giuliana, sig.ra Mocini Maria Pierina, sig.ra Manzi
Maria Luisa, che si sono prodigati nel lavoro preparatorio, colmando diverse
lacune delle istruzioni impartite dalla Regione Lazio, nell'assistenza durante
le elezioni medesime e nei calcoli per giungere alla proclamazione degli eletti.
IL SINDACO (Vincenzo Danti)
Classe d'argento a convegno
PARLIAMONE
INSIEME
Una trasmissione a Radio Falisca FM 99,200 e 100,00 Mhz, ogni primo
e terzo sabato di ogni mese alle ore
14: prima trasmissione il 21-2-1987.
La trasmissione è curata da Lodovico Mocini e Don Mario Lozzi. Partecipano: il Prof. Fausto Antonini professore di Antropologia filosofica nella Facoltà di Magistero della Università di Roma «La Sapienza»; il Gesuita Padre Paolo Valori Professore di
Filosofia Morale nelle Pontificie Università Gregoriana e Lateranense;
l'On. Rodolfo Gigli Consigliere Regionale del Lazio ed altre personalità/
La trasmissione, come dice il titolo, è aperta a tutti e chiunque può
partecipare scrivendo o telefonando
a Radio Falisca - P.le Roma, 8 - 01027
Montefiascone - Tel. 85955. Su argomenti di carattere: sociale, religioso,
psicologico, umano, politico, locale,
per interpretazione sogni, ecc.
IN TERRA SANTA
CON LA SPECIALE ALIQUOTA
DI £. 990.000
Partenza da Roma con aerei di linea ogni mercoledì. Tasse d'imbarco
incluse.
Per gruppi precostituiti possibilità
di partenze anche in altri giorni della
settimana.
Sistemazione in alberghi di categoria «3 stelle» (tutte camere con bagno).
Pensione completa. Guida di Sacerdoti esperti.
Durata 8 giorni (7 notti).
Offerta valida da gennaio a maggio
(escluso periodo pasquale).
Per gruppi di giovani QUOTA RIDOTTA: £. 890.000.
Corso
per fidanzati
Formuliamo a tutti i nostri rallegramenti. È la vita... accettata con amore, che dà significato alla vita!
NOZZE D'ARGENTO
Il 15 febbraio hanno festeggiato le
nozze d'argento Alessandro Stefanoni e Iole Orazi. Sembravano sposetti di primo canto, invece erano di
25. canto!
La spia ce l'ha fatta la figlia Maria
Grazia.
Congratulazioni e a risentirci per le
nozze d'oro!
Il famoso ristorante «Da Cesare alla Cavalla» riapre i suoi accoglienti
saloni dopo un periodo di forzata
chiusura al termine della precedente
gestione dei fratelli Porroni. I nuovi
gestori sono i popolari Angelino e
Mirella Bellacanzone, proprietari del
ristorante «Paradise» e già gestori
dell'«Hotel- Bar Vittoria».
Ad Angelino e Mirella, nonché ai loro figlioli Margherita e Luca che collaborano in questa nuova impresa,
«La Voce» augura affari d'oro con la
speranza di poter gustare... di persona le grandi novità gastronomiche e
le vecchie ghiottonerie che questi
maghi della ristorazione riservano ai
loro numerosi clienti.
La sera del 14 febbraio - festa di S. Valentino - la classe d'argento s'è ritrovata a convegno, insieme ad amici e conoscenti, presso il ristorante «Dante».
In tutto 70 persone!
Nelle foto si può vedere il simpatico Galante e un tavolo pieno di «amici
d'argento»! A presto un nuovo raduno!
Tutti coloro che intendono contrarre il matrimonio cristiano sono invitati al «Corso di preparazione» che
avrà inizio sabato 7 marzo alle ore
18 presso l'Istituto delle Maestre
Pie (Via S. Lucia Filippini).
L'obbligatorietà al corso deriva dalla natura stessa del matrimonio: non
si può volere se non ciò che si conosce.
Vuoi sposare in chiesa? Preparati!
Devi sapere perché lo fai e quali
sono le conseguenze che ne derivano.