Processo di Barcellona: Unione per i

Gli scambi commerciali agroalimentari euromediterranei.
Contributo allo sviluppo del "Processo di Barcellona: Unione per il
Mediterraneo"
Euro-mediterranean agri-food trade. Contribution to the development of
Barcelona process: Union for the Mediterranean
(1)
Gioacchino Pappalardo , Valeria Allegra
(2)
(3)
Marcella Bucca , Alfonso Silvio Zarbà
(4)
(1) Gioacchino Pappalardo (gioacchino.pappalardo@unict.it, tel.: +390957580324) è
Ricercatore presso il Dipartimento di Gestione dei Sistemi Agroalimentari e
Ambientali (GESA) dell’Università degli Studi di Catania.
(2) Valeria Allegra (valeriallegra@hotmail.it) è dottoranda di ricerca in “Produttività delle
piante coltivate in ambiente mediterraneo” e svolge la sua attività presso il
Dipartimento di Gestione dei Sistemi Agroalimentari e Ambientali (GESA)
dell’Università degli Studi di Catania.
(3) Marcella Bucca (mbucca@unict.it) è dottore di ricerca in “Economia e Politica
Agraria” avendo conseguito il titolo presso il Dipartimento di Scienze EconomicoAgrarie ed Estimative (DISEAE), oggi confluito nel Dipartimento di Gestione dei
Sistemi Agroalimentari e Ambientali (GESA) dell’Università degli Studi di Catania.
(4) Alfonso Silvio Zarbà (zarba@unict.it, tel.: +390957580319) è professore ordinario di
Economia e Politica Agroalimentare presso il Dipartimento di Gestione dei Sistemi
Agroalimentari e Ambientali (GESA) dell’Università degli Studi di Catania
Riassunto
In questo studio si sono valutati gli scambi commerciali dei prodotti agroalimentari nei Paesi
del bacino del Mediterraneo, aderenti all’iniziativa dell’UpM, per individuare i modelli di
specializzazione nel settore agroalimentare e il posizionamento competitivo di tali Paesi
all’interno del bacino del Mediterraneo. Attraverso l’indice RCA - Revealed Comparative
Advantage (vantaggio comparato rivelato) di Balassa si è potuto quotare il crescente peso che
i paesi della sponda Sud ed Est del Mediterraneo stanno gradualmente acquisendo, sia in
alcuni tradizionali comparti nell’ambito dell’ortofrutticolo che in altri a maggiore valore
aggiunto, come i prodotti trasformati, per i quali
appena un decennio prima, erano su
posizioni meno competitive. Al contrario gli stati membri mediterranei dell’UE mostrano una
certa stabilità del loro modello di specializzazione agroalimentare rispetto agli inizi del
decennio scorso, con poche eccezioni riguardanti prevalentemente prodotti ad elevato grado
di manipolazione.
1
Keywords: Union for the Mediterranean, agri-food, trade, RCA
Introduzione
L’Unione per il Mediterraneo (UpM) è stata costituita nel 2008 su proposta della Francia e
vede coinvolti 16 paesi della sponda Sud e Orientale del bacino del Mediterraneo e i 27 Paesi
membri dell’Unione Europea. I firmatari dell’“Iniziativa” UpM partivano dal presupposto che
il rapporto tra Unione Europea e Paesi terzi del Mediterraneo è di importanza strategica per lo
sviluppo dell’area e per questo motivo occorreva dedicargli un impegno maggiore di quello
riservato in passato. Parecchi Attori istituzionali ritenevano, infatti, superate le vecchie
politiche mediterranee dell’UE quali il “Partenariato Euro-Mediterraneo” (PEM) e la “Politica
Europea di Vicinato” (PEV), a causa soprattutto della mancata soluzione del conflitto araboisraeliano che impediva la costituzione di un quadro di sicurezza e cooperazione all’interno
della Regione (Balfour 2007; Ahmed 2008). L’UpM, riprendendo gli scopi istitutivi del
Processo di Barcellona1, si propone, quindi, di stabilire un quadro di dialogo e cooperazione
fra le due sponde del Mediterraneo, rafforzando le relazioni multilaterali e instaurando una
nuova politica basata su tematiche prioritarie per l’intera area euro-mediterranea come
l’ambiente, lo sviluppo sostenibile, la crescita economica e sociale, il dialogo fra le culture e
alcuni temi di sicurezza internazionale, attingendo a fondi e risorse pubbliche e private
(Aliboni, 2008; Cugusi, 2009). In sostanza, l’UpM veniva intesa come un partenariato
multilaterale incentrato su progetti regionali e transregionali per aumentare il potenziale di
integrazione regionale e di coesione.
Nell’economia dei Paesi aderenti all’UpM, un ruolo fondamentale è svolto dal settore
primario sia per il numero di addetti attivamente impegnati che per l’elevato contributo che
l’agricoltura fornisce alla crescita economica di questi Paesi. In particolare per gli Stati della
sponda Sud ed Orientale del Mediterraneo, il mercato comunitario è spesso il principale
mercato di sbocco anche per situazioni di evidente vantaggio comparato nella
commercializzazione di talune produzioni agricole mediterranee (es. prodotti ortofrutticoli)
(Bacarella, 1996; Perito 2006; Cioffi, 2007).
Tale commercio è stato nell’ultimo decennio favorito da graduali liberalizzazioni regionali
che, tuttavia, hanno spesso causato l’insorgere di squilibri ed appesantimenti della bilancia
commerciale agro-alimentare per i paesi mediterranei dell’Unione Europea (Garcia AlvarezCoque, 2002; Zarbà, 2004; Crescimanno, Galati, 2007; Castellini, Pisano, 2008; Banterle,
1
(COM(2008) 319 definitivo del 20/05/2008).
2
2009; Emlinger et al, 2010). Inoltre, il processo di liberalizzazione ha prevalentemente
riguardato gli aspetti tariffari senza tener conto delle differenze esistenti in altri campi come la
sicurezza alimentare e la tutela dell’ambiente, per i quali ancora oggi permangono forti
differenze, talvolta sfocianti in veri e propri conflitti tra gli stakeholders dei Paesi della
sponda Nord e Sud del Mediterraneo, nonostante il Regolamento UE 543/2011 (recante
modalità di applicazione del Reg. (CE) 1234/2007), preveda il riconoscimento dei controlli di
conformità effettuati dai Paesi terzi prima dell’importazione nell’UE (Zarbà et al, 2011).
Su questo fronte un ruolo strategico può essere svolto da adeguate politiche di integrazione e
di coesione intra-mediterranee, atte a favorire una serie di strumenti istituzionali concreti in
grado di guidare il processo di liberalizzazione degli scambi agroalimentari all’interno del
bacino del Mediterraneo, verso un sistema di gestione integrato comprensivo anche dei
succitati aspetti non tariffari. Invero, taluni paesi della sponda Sud e Orientale del bacino del
Mediterraneo, pur non disponendo di strutture di governance adeguate atte a garantire un
adeguato livello di conoscenza e di controllo di questi fenomeni, hanno dimostrato un
interesse crescente verso la convergenza delle legislazioni e politiche con quella dell’UE.
Ciò premesso, l’obiettivo della ricerca è quotare gli scambi commerciali dei prodotti
agroalimentari nei Paesi mediterranei che hanno condiviso l’idea della costituzione dell’UpM,
per individuare eventuali modelli di specializzazione nel settore agroalimentare e il relativo
posizionamento competitivo di tali Paesi all’interno del bacino del Mediterraneo. I risultati
possono costituire un punto di partenza per la definizione di linee strategiche che
contribuiscano a favorire gli strumenti idonei ad un maggiore ruolo del settore primario nelle
politiche euro-mediterranei permanendo prospettive poco chiare nella liberalizzazione degli
scambi agricoli.
È appena il caso di ricordare come gli Stati membri mediterranei della UE siano fra i
principali responsabili degli insuccessi avutisi sia nell’ambito del Partenariato euromediterraneo che nella più recente Politica Europea di Vicinato sul nodo delle liberalizzazioni
dei prodotti agricoli a causa del timore che questi prodotti potessero soffrire della concorrenza
con i Paesi partner del Mediterraneo (Cugusi, 2009). È opportuno anche rammentare che
quale che sia la posizione dei prodotti agricoli per gli obiettivi posti al centro delle relazioni
euro-mediterranee, la funzionalità dell’Unione per il Mediterraneo non è ancora piena non
3
solo per ragioni politiche2 ma anche per cause economiche, ovvero per la difficoltà di attirare
fondi necessari per la realizzazione di progetti.
C’è poi la complicazione di superare lo storico bilateralismo tra le due sponde; infatti i Paesi
europei permangono singolarmente a stabilire accordi bilaterali con diversi Paesi dell’altra
sponda del Mediterraneo (Brancaleone, 2009).
L’analisi del posizionamento competitivo dei Paesi del bacino del Mediterraneo, per i prodotti
agroalimentari, avverrà mediante l’accertamento della competitività settoriale basata
sull’indice matematico RCA - Revealed Comparative Advantage (vantaggio comparato
rivelato). In questo studio l’Indice RCA utilizzato è quello classico proposto originariamente
da Balassa (1965) e già ampiamente utilizzato nella letteratura scientifica di settore (Amador
et al., 2011; Amighini et al, 2011).
I dati per le analisi sono stati attinti dalla Harmonized Commodity Description and Coding
System (HS) della UN Comtrade. Il periodo d’analisi ha riguardato l’arco temporale del
decennio 2000-2010, suddiviso in tre successivi trienni 2000-2002, 2004-2006 e 2008-2010.
1. Nota metodologica
1.1 Acquisizione dei dati
La ricerca ha riguardato esclusivamente i Paesi del bacino del Mediterraneo che partecipano
all’iniziativa Unione per il Mediterraneo (UpM), ad eccezione della Libia e della Palestina per
i quali la serie storica della UN Comtrade, la banca dati utilizzata nel presente lavoro, non
copre l’intero decennio esaminato, nonché del Principato di Monaco in cui non si registrano
flussi di esportazione per quanto riguarda i prodotti agroalimentari. Di conseguenza, l’analisi
è stata focalizzata su 13 Paesi delle sponde Sud ed Est del Mediterraneo: Albania, Algeria,
Bosnia-Erzegovina, Croazia, Egitto, Giordania, Israele, Libano, Marocco, Mauritania (pur
non essendo un Paese rivierasco del mare “Nostrum”, aderisce lo stesso all’UpM), Siria,
Tunisia e Turchia) e su 7 Paesi appartenenti all’Unione Europea: Cipro, Francia, Grecia,
Italia, Malta, Portogallo e Spagna.
I dati acquisiti hanno riguardato il decennio 2000-2010, tradotti in tre successivi periodi di
analisi (2000-2002, 2004-2006 e 2008-2010) e sono stati tratti dalla Harmonized Commodity
Description and Coding System (HS) della UN Comtrade, comprendendo il complesso dei
prodotti agroalimentari con codici di classificazione HS (cod. HS) a due digit da 01 a 24. Non
2
Ci si riferisce anche al ruolo delle politiche europee nella prosecuzione delle riforme politiche nell’area,
all’applicazione della condizionalità in un contesto di ownership rafforzata e alla non meno rilevante influenza
dei conflitti nell’area (Cugusi, 2009).
4
sono stati acquisiti i dati dei codici HS 13, 14 e 24 in quanto completamente assimilabili alla
categoria “no food” e quindi al di fuori del campo di analisi prescelto.
La dinamica temporale dei flussi commerciali ha avuto come base il triennio 2000-2002 per la
determinazione di numeri indici semplici tendenti a misurare l’intensità del fenomeno
osservato nei predetti periodi e in luoghi diversi. I relativi valori monetari sono stati espressi
in dollari correnti.
L’acquisizione dei dati sul commercio internazionale dei 20 Paesi del bacino del
Mediterraneo ha consentito di valutare sia la dinamica dell’export e dell’import relativamente
ai 21 codici merceologici che riguardano il complesso dei prodotti agroalimentari della
categoria “food”3, che la determinazione del vantaggio competitivo settoriale, attraverso
l’Indice RCA di Balassa.
In base ai risultati raggiunti si potrà fornire un quadro conoscitivo per la valutazione delle
dinamiche intervenute sugli scambi commerciali dei 20 Paesi in seguito alla recente
costituzione dell’Unione per il Mediterraneo.
1.2 La valutazione del vantaggio competitivo
Dai dati del commercio internazionale, acquisiti con la metodologia specificata nel precedente
paragrafo, è stato possibile valutare il vantaggio competitivo dei 20 Paesi mediterranei
dell’UpM, attraverso un’analisi di competitività settoriale basata sull’indice matematico RCA
- Revealed Comparative Advantage (vantaggio comparato rivelato), secondo la classica
formulazione fornita da Balassa (1965).
L’Indice di Balassa ha trovato molteplici applicazioni nella letteratura scientifica, soprattutto
nella valutazione del peso degli scambi commerciali dei Paesi e nei relativi modelli di
specializzazione. Alcuni Autori hanno adoperato l’Indice di Balassa per valutare la capacità
competitiva del sistema industriale di un Paese, attraverso il suo grado di partecipazione al
3
La classificazione della UN Comtrade per i prodotti agroalimentari comprende i seguenti codici HS: 01:
Animali vivi; 02: Carni e frattaglie commestibili; 03: Pesci e crostacei, molluschi e altri invertebrati acquatici;
04: Latte e derivati del latte; uova di volatili; miele naturale; prodotti commestibili di origine animale, non
nominati nè compresi altrove; 05: Altri prodotti di origine animale, non nominati né compresi altrove; 06: Piante
vive e prodotti della floricoltura; 07: Ortaggi o legumi, piante, radici e tuberi mangerecci; 08:Frutti commestibili;
scorze di agrumi o di meloni; 09: Caffè, tè, mate e spezie; 10: Cereali; 11: Prodotti della macinazione; malto;
amidi e fecole; inulina; glutine di frumento; 12: Semi e frutti oleosi; semi, sementi e frutti diversi; piante
industriali o medicinali; paglie e foraggi; 15: Grassi e oli animali o vegetali; prodotti della loro scissione; grassi
alimentari lavorati; cere di origine animale o vegetale; 16 Preparazioni di carni, di pesci o di crostacei, di
molluschi o di altri invertebrati acquatici; 17: Zuccheri e prodotti a base di zuccheri; 18 Cacao e sue
preparazioni; 19: Preparazioni a base di cereali, di farine, di amidi, di fecole o di latte; prodotti della pasticceria;
20: Preparazioni di ortaggi o di legumi, di frutta o di altre parti di piante; 21: Preparazioni alimentari diverse; 22:
Bevande, liquidi alcolici ed aceti; 23: Residui e cascami delle industrie alimentari, alimenti preparati per gli
animali.
5
commercio internazionale (Alon et al., 2011). Con riferimento agli scambi dei prodotti
agricoli, altri Autori hanno impiegato l’Indice di Balassa per osservare i trend commerciali
intervenuti sotto l’influenza dell’attuale crisi economica (Burianova, 2011) o le dinamiche del
commercio agro-alimentare e il relativo posizionamento competitivo di un Paese nel contesto
internazionale (Qineti et al., 2009). Su quest’ultimo aspetto alcuni Autori hanno focalizzato
l’attenzione sui modelli di specializzazione commerciale di taluni Paesi che si accingevano ad
entrare nel libero mercato dell’Unione Europea e del possibile impatto che tale ingresso
poteva provocare nel commercio dei prodotti agroalimentari (Ferto, Hubbard, 2003). Infine,
altri studi hanno utilizzato l’Indice di Balassa, o le sue successive ri-elaborazioni, per
esaminare i modelli di specializzazione commerciale e le modifiche intervenute nell’arco di
definiti archi temporali (Amighini et al., 2011), o per verificare l’impatto dell’applicazione
delle politiche commerciali euro-mediterranee (Crescimanno, Galati, 2007) e, in particolare,
l’entrata in vigore di Accordi bilaterali come, ad esempio, quello tra UE e Marocco (Zarbà et
al., 2011).
L’indice di Balassa è calcolato con la seguente formula:
x ij
x ij
(1)
j
BI
x ij
i
x ij
i
j
cioè il rapporto tra l’incidenza che hanno le esportazioni del bene “j” nella struttura
commerciale del Paese “i” e l’incidenza media che lo stesso prodotto ha nel commercio
mondiale.
Ne consegue che un valore maggiore di 1 (il quale può essere ragionevolmente considerato
come “rivelatore” dell’esistenza di un vantaggio comparato) indica una specializzazione del
Paese “i” nella produzione di quel determinato bene “j”, in quanto l’incidenza che le
esportazioni di quel bene hanno nella sua struttura produttiva di mercato è mediamente
superiore rispetto alla media mondiale. Al contrario, un valore dell’indice di Balassa minore
di 1 indica una sorta di “de-specializzazione” (o, meglio, una “non-specializzazione”) del
Paese “i” per quel determinato bene.
Alla determinazione degli indici di Balassa per i codici merceologici precedentemente
elencati è seguito il calcolo della media degli stessi Indici per i Paesi del bacino del
Mediterraneo utile ad una preliminare descrizione dell’evoluzione competitiva dei Paesi
esaminati, nell’ambito del settore agroalimentare.
6
Infine, per determinare il grado di specializzazione settoriale dei paesi mediterranei dell’UpM
è stata effettuata una classificazione dei prodotti agroalimentari in base ai valori assunti dagli
Indici di Balassa e sono state messe a punto apposite rappresentazioni grafiche (scatter plots)
per ciascun Paese, che permettono, tra l’altro, di evidenziare i cambiamenti intervenuti
nell’arco temporale compreso tra il 2000 ed il 2010, sempre con riferimento al settore
agroalimentare.
2. Risultati e discussione
2.1 Gli scambi agroalimentari nei Paesi del bacino del Mediterraneo dell’area UpM
Gli scambi agroalimentari rappresentano una delle voci più importanti delle correnti di
traffico mondiale di merci. La loro incidenza è pari, infatti, al 7,4% in termini di esportazioni
e al 7,3% delle importazioni. La partecipazione dei prodotti agroalimentari sul totale degli
scambi mondiali, nell’ultimo decennio, è leggermente aumentata di circa mezzo punto
percentuale e addirittura, con riferimento agli ultimi due trienni esaminati, l’incidenza
dell’export nel 2008-2010 è aumentata dello 0,9% rispetto al 2004-2006, mentre i flussi di
importazione, nello stesso arco temporale, sono aumentati dello 0,8% (tab. 1).
Anche nell’ambito dei Paesi del bacino del Mediterraneo la partecipazione dei prodotti
agroalimentari si è incrementata; si riscontrano, infatti, aumenti sia nell’export (0,8%) che
nell’import (0,2%). Riferendoci al triennio 2008-2010 le esportazioni complessive di prodotti
agroalimentari incidono per il 10,6% sul totale delle merci esportate dai paesi della stessa
area, mentre le importazioni per il 9,3%.
Tab. 1 - Dinamica evolutiva degli scambi commerciali dei paesi mediterranei dell'UpM nel contesto mondiale periodo 2000-2010 (*)
(milioni di dollari correnti)
Indicazioni
2000-2002
Esportazioni
Mondo (a)
di cui prodotti
agroalimentari (b)
% b/a
Paesi medeiterraeni
dell'area UpM (c )
di cui prodotti
agroalimentari (d)
% d/c
2004-2006
Importazioni
Esportazioni
2008-2010
Importazioni
Esportazioni
Importazioni
6.166.374,33
6.332.307,89
10.303.825,89
10.569.601,55
14.049.563,28
14.298.740,46
427.895,54
446.069,80
672.387,98
690.872,12
1.039.621,08
1.044.921,25
6,9
7,0
6,5
6,5
7,4
7,3
813.092,85
932.311,90
1.304.095,24
1.592.703,99
1.641.031,28
2.065.997,67
79.312,12
84.997,32
124.967,47
133.259,77
174.565,89
192.914,70
9,8
9,1
9,6
8,4
10,6
9,3
(*) Nostre elaborazioni su dati UN Comtrade e della TAB. 1 in Appendice.
7
L’export e l’import agroalimentare dei Paesi mediterranei dell’UpM
L’analisi degli scambi commerciali dei prodotti agroalimentari per singolo Paese del bacino
del Mediterraneo (graf. 1), dimostra che i maggiori incrementi percentuali, nell’intero
decennio, sono stati registrati in Egitto (+803,2%), Siria (+528,1%) e Bosnia-Erzegovina
(467,4%). A contribuire a tale risultato è stato principalmente l’aumento dell’export di alcune
specifiche produzioni sia fresche a basso contenuto tecnologico quali “ortaggi e legumi” e
“frutti commestibili, scorze di agrumi e meloni” che a maggiore valore aggiunto (es.
“preparazioni di carni, pesci e invertebrati acquatici”, “preparazioni a base di cereali”,
“preparazioni di ortaggi, legumi, frutta ed altri parti di piante”, “preparazioni alimentari
diverse”).
L’esame del grafico mette, comunque, in evidenza come i tassi di crescita dei paesi
extracomunitari del bacino del Mediterraneo siano generalmente più alti rispetto ai paesi
comunitari. Tale risultato è coerente con le aspettative, poiché le economie dei paesi delle
sponde Sud ed Est del Mediterraneo sono in una fase di espansione, infatti in termini
percentuali esse crescono con ritmi maggiori di quelli ad economia più avanzata.
Per le importazioni di prodotti agroalimentari, invece, i maggiori tassi di crescita nel decennio
2000-2010 si sono avuti nei Paesi della sponda Sud ed Est del bacino del Mediterraneo ed in
particolare in Mauritania (+418,1%), Turchia (+343,8%) e Siria (+312,2%) (graf. 2). In
genere, il tasso di importazione è aumentato per tutti i settori merceologici presi in
considerazione ma, principalmente, per “cereali” (soprattutto in Siria e Turchia), per “animali
vivi”, “carni e frattaglie commestibili”, “grassi e oli animali e vegetali” in Turchia. Tra i paesi
comunitari, l’aumento percentuale più elevato lo hanno registrato Cipro, con il 187,7%, e la
Grecia con +142,2%. L’incremento ha riguardato quasi tutti i settori dell’agroalimentare.
Per il dettaglio delle informazioni sugli scambi agroalimentari (export ed import) dei paesi del
Bacino del Mediterraneo, aderenti all’iniziativa dell’UpM, si rimanda alle TAB I e II riportate
in Appendice.
8
Graf. 1 - Dinamica evolutiva delle esportazioni di prodotti agroalimentari dei Paesi del bacino del Mediterraneo nel periodo 2000-2010 (*)
(Numeri indice: 2000-2002=100)
900
803,2
800
700
600
528,1
500
467,4
426,2
400
271,8
67,0
120,5
213,4
141,5
100,6
hi
a
Tu
rc
sia
gn
a
61,7
Tu
ni
au
rit
llo
ia
35,9
an
co
112,4
Sp
a
41,4
134,6
Si
ria
111,8
M
le
Is
ra
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ia
re
c
rd
a
io
122,7
87,9
G
G
ni
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a
an
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Fr
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az
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Cr
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Ci
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o
60,8
197,1
176,8
Bo
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vi
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A
lg
a
an
i
lb
121,6
ar
oc
27,1
0
A
108,1
199,2
ta
55,6
al
124,9
o
111,5
87,5
46,3
ba
n
112,3
Li
112,3
81,5
74,7
lia
105,9
Ita
122,8
100
131,3
Po
rto
ga
229,9
221,7
M
261,7
200
M
300
2000-02/2004-06
2000-02/2008-10
(*) Fonte: nostre elaborazioni su dati riportati nella TAB. I in Appendice.
9
Graf. 2 - Dinamica evolutiva delle importazioni di prodotti agroalimentari dei Paesi del Bacino del Mediterraeno periodo 2000-2010 (*)
(Numeri indice: 2000-2002=100)
450
418,1
400
350
343,8
312,2
300
250
207,6
207,2
200
187,7
179,6
158,5
150
170,8
170,0
144,5
100
81,8
109,1
78,0
112,2
114,1
69,0
65,1
64,5
48,7
46,7
47,8
23,6
41,0
34,0
22,7
hi
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Tu
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ag
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na
Bo
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A
lg
an
ia
lb
ni
a
6,3
0
A
124,1
121,9
117,1
125,4
95,7
70,3
62,7
50
113,5
105,8
97,0
80,2
152,7
142,2
2000-02/2004-06
2000-02/2008-10
(*) Fonte: nostre elaborazioni su dati riportati nella TAB. II in Appendice.
10
L’export e l’import per tipologie di prodotti agroalimentari
Analogamente a quanto finora descritto, l’analisi è stata condotta anche con riferimento alla
dinamica degli scambi commerciali per singolo codice merceologico HS (ricordiamo 20002002/2004-2006; 2000-2002/2008-2010). Per quanto riguarda la dinamica delle esportazioni,
l’andamento dei flussi commerciali nei due intervalli temporali, risulta abbastanza omogeneo,
come è possibile osservare dai tracciati delle relative curve riportate nel grafico 3. I settori a
maggior grado di manipolazione, come ad esempio i preparati alimentari (cod. HS 18, 19, 21
e 23), sono quelli che denunciano il tasso maggiore di esportazioni, soprattutto con
riferimento alla dinamica tra i trienni estremi; viceversa i prodotti freschi come gli
ortofrutticoli (cod. HS 07 e 08), i prodotti della pesca (cod. HS 03), le carni e frattaglie (cod.
HS 02), nonché altre categorie a basso grado di manipolazione, presentano ritmi di crescita
delle relative esportazioni sensibilmente più bassi.
Comunque, i prodotti agroalimentari con il maggior tasso di crescita delle esportazioni sono
“cacao e sue preparazioni (cod. HS 18), “grassi e oli animali e vegetali (cod. HS 15), nonché
“caffè, tè, mate e spezie” (cod. HS 09). I prodotti, invece, con il minor tasso di crescita dei
relativi flussi di esportazione sono “zuccheri e prodotti a base di zuccheri” (cod. HS 17) e
“piante vive e prodotti della floricoltura” (cod. HS 06).
L’andamento dei flussi commerciali relativi alle importazioni, in quasi tutti i codici
merceologici dei prodotti agroalimentari, fra i due intervalli temporali 2000-2002/2004-2006
e 2000-2002/2008-2010, si mostrano piuttosto omogenei, come può dedursi dal grafico 4.
In termini percentuali, i prodotti con il maggior tasso di crescita delle relative importazioni
sono i “grassi e oli animali e vegetali” (cod. HS 15) (+228,7%), “semi e frutti oleosi; piante
industriali o medicinali; paglie e foraggi” (cod. HS 12) (+172,6%), nonché le “preparazioni
alimentari diverse” (cod. HS 21) (+162,8%), “Cacao e sue preparazioni” (cod. HS 18)
(+152,6%) e “preparazioni di carni, di pesci e invertebrati acquatici” (cod. HS 16) (+153,2%).
11
Graf. 3 - Dinamica evolutiva delle esportazioni per grandi tipologie di prodotti agroalimentari dei Paesi del bacino del Mediterraeno nel periodo 2000-2010 (*)
(Numeri indice: 2000-2002=100)
200
180
179,8
168,1
161,9
160
160,3
157,1
154,4
152,3
140
130,7
126,6
126,5
120
124,4
124,2
121,2
121,0
115,3
109,2
100,9
100,7
100
90,7
86,3
80
79,0
67,8
64,2
55,8
60
59,2
68,9
62,9
57,6
54,0
47,3
40
62,2
56,0
52,9
36,1
55,2
57,4
53,3
60,0
54,4
46,9
36,0
34,1
20
0
01
02
03
04
05
06
07
08
09
10
2000-2002/2004-2006
11
12
15
16
17
18
19
20
21
22
23
2000-2002/2008-2010
(*) Fonte: nostre elaborazioni su dati UN Comtrade.
(**) In ascissa vengono indicati i prodotti secondo il sistema di codifica HS così come elencati nella nota 3 del testo.
12
Graf. 4 - Dinamica evolutiva delle importazioni per grandi tipologie di prodotti agroalimentari dei Paesi del bacino del Mediterraeno nel periodo 2000-2010 (*)
(Numero indice: 2000-2002=100)
250
228,7
200
172,6
150
147,3
121,9
153,2
145,5
131,7
131,3
118,4
116,0
105,3
100
93,2
84,5
69,0
79,8
66,4
53,8
41,6
58,4
49,6
48,9
78,5
73,2
56,7
63,6
73,9
63,5
51,3
42,7
35,6
33,2
0
116,3
96,8
81,9
50
162,8
152,6
141,3
66,3
43,2
40,3
0,0
01
02
03
04
05
06
07
08
09
10
11
12
15
16
17
18
19 -24,9 20
21
22
23
-50
2000-2002/2004-2006
2000-2002/2008-2010
(*) Fonte: nostre elaborazioni su dati UN Comtrade.
(**) In ascissa vengono indicati i prodotti secondo il sistema di codifica HS così come elencati nella nota 3 del testo.
13
2.2 Evoluzione dell’indice medio di Balassa
L’analisi della specializzazione produttiva è stata condotta calcolando, preliminarmente, i
valori degli indici di Balassa per ciascun Paese e per ogni settore merceologico relativamente
ai tre trienni presi in esame (TAB. 2, 3 e 4 riportate in Appendice). Successivamente dai
valori stimati è stato determinato l’indice medio di Balassa4 per i Paesi mediterranei
dell’UpM. Le stime dei valori medi sono state eseguite separatamente per i paesi comunitari
mediterranei e per non UE aderenti all’UpM. Per quanto riguarda quest’ultimi i risultati
mostrano come i valori medi più elevati nel triennio 2008-2010 sono stati registrati dal
Marocco (2,83), dalla Siria (2,51) e dalla Mauritania (2,47), sebbene quest’ultimo Paese
presenta un numero di settori merceologici nettamente inferiore rispetto a tutti gli altri Paesi
analizzati, risultando specializzato solo in alcuni particolari settori quali quello della pesca
(tonno in particolare) sia allo stato fresco che trasformato (graf. 5).
3,17
1,63
1,49
1,36
1,22
1,08
1,60
2,51
2,22
2,03
1,73
0,02
0,02
0,05
0,58
0,66
0,58
1
0,5
1,27
1,20
1,5
0,51
0,75
0,86
1,09
1,25
1,17
1,32
1,50
1,49
2
1,84
1,95
1,92
1,95
2,5
2,47
2,41
2,70
3
3,11
2,83
3,5
3,21
3,16
Graf. 5 - Evoluzione dei valori medi dell'Indice di Balassa dei Paesi delle sponde Nord e Sud del
Mediterraneo per i prodotti agroalimentari (*)
2000-2002
2004-2006
Tu
rc
hi
a
Tu
ni
sia
ria
Si
an
ia
au
rit
M
ar
oc
co
M
Li
ba
no
Is
ra
el
e
G
io
rd
an
ia
Eg
itt
o
Cr
oa
zia
Bo
sn
ia
Al
ge
ria
Al
ba
ni
a
0
2008-2010
(*) Fonte: nostre elaborazioni su dati riportati nelle TAB. III, IV e V in Appendice.
Per quanto riguarda il Marocco, invece, le maggiori specializzazioni produttive del Paese
magrebino riguardano, oltre ai classici prodotti ortofrutticoli (cod. HS 07 e 08), anche gli
“altri prodotti di origine animale” (cod. HS 05) e quello dei “pesci, crostacei, molluschi e altri
invertebrati acquatici” (cod. HS 03). Tra i principali settori di specializzazione della Siria
4
Si tratta della media degli indici di Balassa associati a ciascuna delle 21 categorie merceologiche in cui è
strutturato il dataset utilizzato (Ginzburg, Ruini, 2006).
14
troviamo, invece, quello degli “animali vivi” (cod. HS 01) con indice di Balassa 13,96, i
“prodotti della macinazione; malto; amidi e fecole; inulina; glutine di frumento” (cod. HS 11)
con indice 6,44 ed il “latte e derivati del latte; uova di volatili; miele naturale; prodotti
commestibili di origine animale” (cod. HS 04) il cui indice di Balassa si è attestato a 5,64.
Ulteriori settori di specializzazione della Siria sono, al pari di altri paesi mediterranei, quelli
dell’ortofrutta e dei relativi preparati alimentari (cod. HS 07, 08, 19, 20 e 21).
I paesi delle sponde Sud ed Est del Mediterraneo presentano, generalmente, nel triennio 200810, valori medi dell’Indice di Balassa superiori rispetto a quelli registrati nel triennio 2000-02,
tranne poche eccezione come la Croazia, il Libano, la Mauritania e la Tunisia, a conferma di
una certa dinamicità che nell’ultimo decennio ha caratterizzato l’economia del settore
agroalimentare in questi paesi. La situazione attuale è, tuttavia, in controtendenza se si
esamina l’andamento dell’ultimo triennio (2008-2010) rispetto al periodo 2004-2006. In tale
intervallo si osserva una diminuzione degli indici medi di Balassa, comune a tutti paesi in
esame ad eccezione di pochi Stati quali la Bosnia e l’Egitto che, a differenza degli altri,
sembrerebbero aver superato meglio gli effetti dell’attuale crisi congiunturale che sta
colpendo il settore primario a livello planetario. In particolare, in Egitto i maggiori incrementi
dell’indice di Balassa hanno riguardato i prodotti dei codici merceologici 07 (ortaggi o
legumi, piante, radici e tuberi mangerecci) e soprattutto 08 (frutti commestibili; scorze di
agrumi o di meloni). L’aumento dell’indicatore di specializzazione in tali settori è dovuto
principalmente alla maggiore specializzazione produttiva che il Paese egiziano ha mostrato in
alcuni specifiche produzioni quali patate, cipolle e ortaggi agliacei, ortaggi e legumi congelati,
agrumi, uve e altra frutta fresca quale fragole, lamponi, more di rovo o di gelso, more
lamponi, ribes.
Per quanto riguarda, invece, la dinamica degli indici medi di specializzazione dei paesi
comunitari mediterranei dell’area UpM, nel decennio esaminato si registra una situazione di
stabilità nei principali paesi quali la Spagna, la Francia, la Grecia e l’Italia, anche se
quest’ultima ha segnato un leggero miglioramento passando da 0,91 nel 2000-02 a 0,99 nel
2008-2010. Tali risultati confermano un modello tipico dei paesi ad economia avanzata, dove
la specializzazione commerciale è ormai consolidata verso alcuni specifici settori produttivi
(graf. 6). In valori assoluti l’indice medio di Balassa più elevato si registra in Grecia; il Paese
ellenico presenta, infatti, capacità di esportazione molto più elevate per le “preparazioni di
ortaggi, legumi, di frutta o di altre parti di piante” (cod. HS 20), per i “frutti commestibili”
(cod. HS 08) e per i “pesci e invertebrati acquatici” (cod. HS 03).
15
Graf. 6 - Evoluzione dei valori medi dell'Indice di Balassa dei Paesi mediterranei dell'UE per i
prodotti agroalimentari (*)
1,92
1,89
1,90
2,47
1,29
1,56
1,63
1,59
2,14
1,70
2
2,13
2,5
2,34
2,51
3
0,95
0,89
0,89
0,45
0,71
0,99
1
0,96
0,91
1,5
0,5
2000-2002
2004-2006
Sp
ag
na
Po
rto
ga
llo
al
ta
M
lia
Ita
G
re
cia
Fr
an
cia
Ci
pr
o
0
2008-2010
(*) Fonte: nostre elaborazioni su dati riportati nelle TAB. III, IV e V in Appendice.
I paesi che nel triennio 2008-2010 hanno registrato un significativo incremento dell’indicatore
sono stati Cipro, Malta e Portogallo e ciò grazie al miglioramento delle performance
commerciali che alcuni settori hanno fatto registrare nei suddetti paesi. In particolare, Cipro
ha segnato un aumento negli scambi di “ortaggi o legumi” (cod. HS 07) e di “latte e derivati,
uova, miele e prodotti di origine animale” (cod. HS 04). A Malta gli incrementi maggiori
hanno riguardato i codici merceologici 03 (pesci e invertebrati acquatici) e 21 (preparazioni
alimentari diverse) quest’ultime comprendenti varie tipologie di prodotti quali, ad esempio,
salse preparate, condimenti composti, preparati per l’alimentazione dei bambini o per usi
dietetici, nonché gelati ed altri preparati a base di caffè e tè. Per quanto riguarda, infine il
Portogallo si è assistito soprattutto ad un consolidamento nella specializzazione produttiva di
alcuni settori quali “bevande, liquidi alcolici e aceti” (cod. HS 22), “pesci e invertebrati
acquatici (cod. HS 03), le “preparazioni di carni, pesci e invertebrati acquatici (cod. HS 16) e
le “preparazioni di ortaggi, legumi, di frutta o di altre parti di piante” (cod. HS 20).
2.3 Specializzazione produttiva dei paesi del bacino del Mediterraneo dell’area UpM
Poiché l’indice medio di Balassa può risultare suscettibile all’influenza degli “outliers”,
(Ginzburg, Ruini, 2006), risulta utile analizzare singolarmente gli indici di Balassa dei vari
settori produttivi, individuando le principali modificazioni che si sono succedute nel corso del
decennio esaminato. A tal fine, sono state determinate le proporzioni di quei settori che, in
base all’indice di Balassa, nei paesi mediterranei dell’UpM risultano essere “estremamente
specializzati” (indice di Balassa > 4), “altamente specializzati” (indice di Balassa >2 e <4),
16
“semplicemente specializzati” (indice di Balassa >1 e <2) o “non specializzati” (indice di
Balassa <1) (tab. 2).
E’ subito evidente come, nel corso degli anni, si sia manifestata una tendenza verso la
riduzione del numero di settori “estremamente” specializzati che sono, complessivamente,
passati da 36 a 34. La diminuzione ha riguardato soprattutto i paesi extraeuropei in cui il
numero di settori con indice maggiore di 4 è sceso da 27 a 22. Viceversa nei paesi
mediterranei dell’UE, il numero di settori appartenenti a tale classe è aumentato da 9 a 12.
Il numero di settori “altamente specializzati”risultano, invece, in aumento passando da 45 a
58, mentre quelli “semplicemente specializzati” aumentano nei paesi extra europei, passando
da 29 a 47, e diminuiscono nei paesi europei (da 37 a 35).
Il risultato che è stato osservato era preventivabile. Con il passare del tempo i Paesi tendono,
infatti, a specializzarsi in quei settori per i quali essi godono di un vantaggio comparato
(Krugman, Obstfeld, 2003). La specializzazione su alcuni settori, dal canto suo, fa sì che altri
vengano abbandonati o, comunque, accantonati in secondo piano; ciò dà esattamente origine
ad un andamento del tipo di quello che abbiamo riscontrato nella nostra analisi.
E’ interessante notare come sia i paesi extra comunitari che quelli comunitari si comportino in
maniera analoga per quanto riguarda l’andamento del numero di settori “non-specializzati”
che diminuiscono complessivamente da 273 a 246. Tale flessione riguarda la gran parte dei
paesi analizzati con poche eccezione registrate in Tunisia, Turchia, Francia e Spagna, mentre
per tutti gli altri Stati si osserva un processo di convergenza delle rispettive tendenze.
Tale processo di convergenza è probabilmente l’effetto della crescita economica che sta
attraversando da diversi anni i paesi della sponda meridionale ed orientale del Mediterraneo i
cui modelli di specializzazione, pur nella differenza delle situazioni esistenti, stanno
divenendo sempre più simili a quelli delle economie maggiormente sviluppate (categoria alla
quale appartengono i paesi comunitari dell’area UpM) (Faini, Sapir, 2005).
17
Tab. 2 - Frequenza di "specializzazione produttiva" dei prodotti agroalimentari dei Paesi dell'area UpM nel periodo 2000-2010 (*)
"estremamente specializzati"
"altamente specializzati"
"semplicemente specializzati"
"non specializzati"
Indice di Balassa > 4
Indice di Balassa >2 <4
Indice di Balassa >1 <2
Indice di Balassa > 1
Paesi
2000-2002
2004-2006
2008-2010
2000-2002
2004-2006
2008-2010
2000-2002
2004-2006
2008-2010
2000-2002
2004-2006
2008-2010
Paesi extra UE
Albania
Algeria
Bosnia-Erzegovina
Croazia
Egitto
Giordania
Israele
Libano
Marocco
Mauritania
Siria
Tunisia
Turchia
Totale
2
0
0
1
2
2
1
5
5
2
3
2
2
27
2
0
0
3
2
3
1
2
6
1
4
1
3
28
2
0
0
2
3
1
0
1
5
1
4
1
2
22
0
0
0
4
3
2
0
6
2
1
2
3
3
26
0
0
0
2
2
1
1
8
3
1
3
3
1
25
1
0
1
3
3
4
2
8
1
2
4
2
2
33
1
0
3
5
3
3
3
1
2
0
1
2
5
29
3
0
8
4
2
5
3
3
2
1
6
2
6
45
1
0
6
8
6
6
3
3
5
0
3
2
4
47
18
21
18
11
13
14
17
9
12
18
15
14
11
191
16
21
13
12
15
12
16
8
10
18
8
15
11
175
17
21
14
8
9
10
16
9
10
18
10
16
13
171
Paesi UE
Cipro
Francia
Grecia
Italia
Malta
Portogallo
Spagna
Totale
2
1
3
0
1
0
2
9
3
1
4
0
2
0
2
12
3
1
3
0
2
1
2
12
3
5
4
3
0
1
3
19
4
6
3
2
0
1
4
20
2
5
5
3
1
4
5
25
3
8
5
3
2
6
10
37
3
6
6
6
0
7
9
37
5
7
4
5
0
8
6
35
13
7
9
15
18
14
6
82
11
8
8
13
19
13
6
78
11
8
9
13
18
8
8
75
In Complesso
36
40
34
45
45
58
66
82
82
273
253
246
(*) Fonte: Nostre elaborazioni su dati riportati nelle TAB. III, IV e V in Appendice.
18
2.4 I settori di specializzazione nei Paesi del bacino del Mediterraneo dell’area UpM
Per tentare di analizzare i modelli di specializzazione commerciale dei Paesi mediterranei
dell’UpM, è necessario individuare quei settori che presentano vantaggi comparati. Dai
risultati ottenuti, emerge che i Paesi non comunitari delle sponde Sud ed Est mostrano modelli
di specializzazione differenti rispetto ai Paesi UE del Mediterraneo. In altre parole, i settori
per i quali è presente un vantaggio comparato non necessariamente coincidono tra i Paesi nonUE e quelli UE aderenti all’UpM.
A partire dai valori degli indici di Balassa (riportati nelle TAB. III, IV e V in Appendice),
sono stati costruiti gli scatter plots che rappresentano l’evoluzione della specializzazione
settoriale dei paesi mediterranei dell’UpM nei settori agroalimentari, evidenziandone i
cambiamenti intervenuti nell’arco temporale compreso tra il 2000 ed il 2010.
Tali elaborazioni sono state eseguite distintamente sia per i paesi extra comunitari dell’UpM
(graf. 7) che per i paesi mediterranei dell’Unione Europea (graf. 8).
Gli assi dei suddetti grafici identificano i valori degli indici di Balassa per i 21 settori
agroalimentari estratti dai dati a due digit della UN Comtrade. Sull’asse delle ascisse sono
stati riportati i dati medi degli indici per il triennio 2000-02, mentre sull’asse delle ordinate i
valori medi del triennio 2008-2010. I segmenti orizzontali e verticali demarcano il piano,
evidenziando il quadrante di “specializzazione” con indice di Balassa maggiore di 1
(quadrante I, in alto a destra) e il quadrante di “non specializzazione” (indice < 1) (quadrante
III, in basso a sinistra). Inoltre, nel quadrante II (riportato in alto a sinistra), sono riportati i
settori che nel triennio 2008-2010 hanno assunto una specializzazione produttiva (indice di
Balassa > 1) che non possedevano all’inizio del decennio (2000-02). Viceversa, nel quadrante
IV (in basso a destra), sono riportati i settori che nell’ultimo triennio si sono “despecializzati” rispetto al triennio 2000-02, assumendo un valore dell’indice di Balassa
inferiore a 1.
L’esame degli scatter plots dei paesi UpM per i settori agroalimentari mette in evidenza
modelli di specializzazione differenti tra i paesi coinvolti. Molti paesi mostrano, infatti,
modelli dinamici ed in fase evolutiva con nuovi settori agroalimentari che nel frattempo
hanno assunto un valore maggiore di 1 dell’indice di Balassa ed altri che, nello stesso periodo,
hanno, invece, perso la loro specializzazione collocandosi nell’ultimo quadrante. Altri paesi,
Tunisia, Marocco, Israele e Turchia tendono, invece, a mostrare un modello di
specializzazione settoriale maggiormente statico, simile a quello dei paesi ad economia
19
avanzata, con i settori agroalimentari che mantengono invariata la loro posizione di
specializzazione o de-specializzazione rispetto a quella registrata gli inizi del decennio.
Situazione differente si registra in altri paesi come la Bosnia, l’Egitto, la Giordania, la Croazia
e, soprattutto la Siria che nel periodo 2000-2010 hanno aumentato il numero di settori
specializzati con indice maggiore di 1.
È interessante notare che i paesi della sponda Sud del Mediterraneo, oltre a confermare, o
addirittura aumentare, il grado di specializzazione nei classici prodotti agroalimentari
mediterranei quali l’ortofrutta (cod. HS 07 e 08), mostrano una specializzazione produttiva
anche in nuovi settori merceologici ed in particolare in quelli dei prodotti trasformati in cui,
un decennio prima, erano, invece, su posizioni meno competitive. Esempi significativi sono
rappresentati dalla Siria che, accanto ai tradizionali settori ortofrutticoli, ha migliorato la sua
capacità competitiva, con tassi superiori a quelli medi mondiali, in alcuni settori quali
“bevande, liquidi alcolici e aceti”, “prodotti della macinazione”, “preparazioni di ortaggi,
legumi e frutta” e “preparazioni alimentari diverse”. L’Egitto, oltre a rafforzare le proprie
posizioni nei tradizionali prodotti ortofrutticoli (cod. HS 07 e 08), ha assunto nuove
specializzazione produttive anche in altri settori quali il “latte e derivati del latte” (cod. HS
04), i “prodotti della macinazione” (cod. HS 11) e le “preparazioni alimentari diverse” (cod.
HS 21) che nel triennio 2008-2010 hanno superato il valore di 1 dell’Indice di Balassa.
Il Marocco e la Tunisia mostrano, invece, modelli di specializzazione abbastanza stabili
nell’arco temporale esaminato (2000-2010), confermando la loro leadership in alcuni settori
quali gli “ortaggi e legumi”, i “frutti commestibili”, i “pesci e invertebrati acquatici”, nonché
in alcune tipologie di prodotti agroalimentari trasformati quali “grassi e oli animali e
vegetali”, “preparazioni di ortaggi, legumi e frutta”, “preparazioni di carni, pesci e
invertebrati acquatici” e “preparati a base di cereali, latte e prodotti della pasticceria”.
Con riferimento ai paesi balcanici dell’UpM, paesi quali la Bosnia, la Croazia e l’Albania
hanno incrementato i loro flussi commerciali soprattutto nei settori dei prodotti agroalimentari
trasformati, presentando modelli in forte crescita specialmente dopo essere usciti da difficili
periodi di conflitti sociali spesso sfociati in veri e propri ostilità belliche.
20
Graf. 7 - Scatter plots dei Paesi non comunitari delle sponde Sud ed Est del bacino del Mediterraneo
8
1.0
05
7
16
0.8
5
II
I
0.6
Algeria 2008-10
Albania 2008-10
6
4
12
3
IV
0.4
2
0.2
03
valore medio Albania
1
III
0
0
IV
07
2
4
6
8
10
0.0
0.0
12
0.2
0.4
Albania 2000-02
0.6
0.8
1.0
Algeria 2000-02
6
2.4
04
17
2.0
5
17
4
II
15
I
08
1.2
20
II
I
3
16
19
11
22
01
III
0.4
0.4
0.6
0.8
1.0
1.2
04
valore medio Croazia
10
05
1
IV
1.4
0
IV
08
III
0
0.2
18
03
22
2
0.8
0.0
0.0
Croazia 2008-10
Bosnia 2008-10
1.6
21
19
16
09
07
1
2
3
4
5
6
7
8
Croazia 2000-02
Bosnia 2000-02
21
Graf. 7 - Scatter plots dei Paesi non comunitari delle sponde Sud ed Est del bacino del Mediterraneo
9
20
07
8
07
08
7
16
II
5
4
Giordania 2008-10
Egitto 2008-10
6
I
17
04
3
8
12
11
4
valore medio Egitto
21
15
05
1
I
II
10
20
2
12
21
09
01
04
19
III
0
0
IV
1
2
3
4
02
16
22
6
7
valore medio Giordania
08
15
IV
III
0
5
20
0
4
8
Egitto 2000-02
12
16
Giordania 2000-02
8
3.2
20
06
2.8
7
07
6
I
II
2.0
Libano 2008-10
Israele 2008-10
2.4
1.6
08
20
1.2
21
5
I
II
4
08
3
21
2
0.8
IV
III
05
1
2
3
4
0
5
15
III
0
0
valore medio Libano
1
0.0
07
18
09
16
0.4
17
19
22
11
IV
23
1
2
3
4
5
6
7
8
Libano 2000-02
Israele 2000-02
16
50
03
16
14
40
10
07
03
I
II
8
08
6
05
4
30
I
II
20
20
10
valore medio Maroc co
2
11
23
15
0
Mauritania 2008-10
Marocco 2008-10
12
04 21
III
0
2
23 16
IV
12
4
6
8
Marocco 2000-02
10
12
14
valore medio Mauritania
0 III
0
10
20
IV
30
40
50
60
Mauritania 2000-02
22
Graf. 7 - Scatter plots dei Paesi non comunitari delle sponde Sud ed Est del bacino del Mediterraneo
16
7
15
14
01
6
22
12
5
8
Tunisia 2008-10
Siria 2008-10
10
I
II
11
6
4
07
04
4
I
II
05
3
08
2
20
19
03
valore medio Siria
2
08
19 15
0 III
0
05
valore medio T unisia
1
09
17
21
20
IV
10
4
8
12
0
16
20
24
IV
III
0
1
Siria 2000-02
2
3
4
11
5
6
7
Tunisia 2000-02
7
11
6
08
Turchia 2008-10
5
I
II
4
20
3
07
2
19
21
18
1
17
valore medio T urchia
15
III
0
0
05
IV
1
2
3
4
5
6
7
8
Turchia 2000-02
Per quanto riguarda la situazione nei Paesi comunitari del bacino del Mediterraneo, un dato
saliente è la stabilità del modello di specializzazione nei principali paesi (Francia, Spagna,
Italia e Grecia). Sono pochi infatti i settori che nell’arco dell’ultimo decennio hanno
evidenziato un mutamento nel segno dell’indicatore di vantaggio comparato. In questi Paesi i
nuovi settori che si specializzano (indice di Balassa > 1) o che si de-specializzano (indice di
Balassa < 1) riguardano prevalentemente i prodotti agroalimentari trasformati, a maggiore
valore aggiunto, rispetto a quelli non trasformati come ortofrutta, carni, animali vivi, ecc.
(graf. 8). I prodotti per i quali è avvenuto il passaggio nel II quadrante degli scatter plots
riportati nel grafico suddetto (settori di nuova specializzazione) appartengono, generalmente,
ai codici merceologici 16 (preparazioni di carni, pesci e invertebrati), 17 (zuccheri e prodotti a
base di zuccheri), 18 (cacao e sue preparazioni), 20 (preparazioni di ortaggi, legumi e frutta),
23
21 (preparazioni alimentari diverse), anche se non mancano casi come quello della Spagna in
cui si è assistito all’aumento del posizionamento competitivo del Paese iberico anche nei
prodotti latticini e dei relativi derivati (cod. HS 04).
Negli altri paesi mediterranei dell’Unione Europea si osserva, invece, un modello
maggiormente dinamico con nuovi settori di specializzazione inesistenti all’inizio del
decennio. Il Paese che sembra mostrare la maggiore dinamicità è il Portogallo dove i settori in
crescita riguardano sia i prodotti agroalimentari a basso grado di manipolazione tecnologica,
come ortofrutta e animali vivi (cod. HS 01, 07 e 08), che quelli trasformati a maggior valore
aggiunto, come i preparati alimentari (cod. HS 16, 17 e 21). Altro Paese in fase di evoluzione
del proprio modello di specializzazione settoriale nell’agroalimentare è Cipro che nel
decennio 2000-2010 ha aumentato la propria influenza sui mercati mondiali nei codici 03
“pesci e invertebrati acquatici”, 11 “prodotti della macinazione” (farine e semole di cereali e
legumi, malto, amidi, ecc.) e 21 “preparazioni alimentari diverse”.
Graf. 8 - Scatter plots dei Paesi comunitari del bacino del Mediterraneo
5
14
22
07
12
4
01
04
8
I
II
6
08
4
20
11
21 02
III
0
0
2
2
3
4
5
11
I
19
23
07 02
21 18
17
08
15
III
22
IV
10
20
valore medio Cipro
05
15
1
04
II
1
03
2
3
valore medio Francia
Francia 2008-10
Cipro 2008-10
10
IV
0
6
Cipro 2000-02
7
8
9
0
1
2
3
4
5
Francia 2000-02
24
3.0
14
19
20
22
12
2.5
20
8
I
II
6
08
03
4
04
21
17
2
10 22
2.0
Italia 2008-10
Grecia 2008-10
10
I
II
08
1.5
06
18 21
1.0
04
15
15
0.5
19
valore medio Grec ia
IV
III
07
16
III
0
0
0.0
0.0
IV
11
2
4
6
8
10
12
14
0.4
0.8
16
1.2
1.6
2.0
2.4
2.8
Italia 2000-02
Grecia 2000-02
5
8
21
7
03
Portogallo 2008-10
5
I
II
3
19
3
I
II
03
20
05 16
2
17
04
19
07
2
01
1
08
15
valore medio P ortogallo
21
IV
III
1
III
0
IV
18
0
0
0
1
2
3
4
1
5
2
3
4
Portogallo 2000-02
Malta 2000-02
7
07
6
Spagna 2008-10
Malta 2008-10
6
4
22
4
08
5
I
II
4
20
3
22
02
2
05
21
19 01
1
15
03
16
valore medio Spagna
17
06
IV
III
0
0
1
2
3
4
5
6
7
Spagna 2000-02
25
Considerazioni conclusive
Nel corso di questo lavoro si è cercato di verificare, attraverso i processi di specializzazione, il
profilo degli scambi agroalimentari nell’economia dei Paesi mediterranei aderenti
all’Iniziativa Unione per il Mediterraneo (UpM), nella consapevolezza del ruolo
imprescindibile che il settore agroalimentare riveste nel processo di integrazione tra i Paesi
del bacino del Mediterraneo. Processo che invero ha subito, come noto, diversi ripensamenti
sia nell’ambito del partenariato euro-mediterraneo sia nella successiva Politica Europea di
Vicinato. Tuttavia, pur consapevoli degli ostacoli che caratterizzano il processo di
integrazione all’interno dell’area mediterranea e ritenendo che attualmente non sia ben chiaro
se l’UpM abbia concluso la sua azione, se non quella di attivare altre forme su questioni di
interesse reciproco – quindi un ulteriore fase di cooperazione strategica – è stata sviluppata la
presente ricerca.
Nel corso del decennio 2000-2010 l’incidenza delle esportazioni di prodotti agroalimentari
nei Paesi del bacino del Mediterraneo è aumentata a ritmi più elevati rispetto al resto del
mondo (rispettivamente 0,8% e 0,5%), mentre il tasso delle importazioni è cresciuto con tassi
quasi analoghi a quelli mondiali (rispettivamente 0,2% e 0,3%).
I tassi di crescita delle esportazioni dei paesi mediterranei non appartenenti all’Unione
Europea sono, inoltre, più alti rispetto a quelli comunitari a conferma che le economie dei
Paesi delle sponde Sud ed Est del Mediterraneo sono ancora in fase di espansione, crescendo
a ritmi superiori rispetto alle economie più avanzate.
L’aumento delle esportazioni agroalimentari è da attribuire non solo alle tradizionali
produzioni fresche mediterranee “ortaggi e legumi” (cod. HS 07) e “frutti commestibili,
scorze di agrumi e meloni” (cod. HS 08), ma anche a quelle con un maggiore grado di
manipolazione tecnologica come, ad esempio, le “preparazioni di carni, pesci e invertebrati
acquatici” (cod. HS 16), “preparazioni a base di cereali, latte e prodotti della pasticceria”
(cod. HS 19), “preparazioni di ortaggi, legumi, frutta ed altri parti di piante” (cod. HS 20),
“preparazioni alimentari diverse” (cod. HS 21).
La valutazione degli Indici di Balassa ha messo in risalto il crescente peso che i Paesi della
sponda Sud ed Est stanno gradualmente acquisendo all’interno del bacino del Mediterraneo,
sia rafforzando la propria competitività in alcuni settori tradizionali, come l’ortofrutta (cod.
HS 07 e 08), che acquisendo nuovi vantaggi competitivi anche in altri settori merceologici,
come i prodotti trasformati (cod. HS 16, 17, 18, 19, 20 e 21), per i quali appena un decennio
prima, erano su posizioni meno competitive.
26
Lo studio difatti ha messo in evidenza una realtà nuova nel commercio agroalimentare
dell’area euromediterranea, come peraltro indica il valore maggiore di 1 dell’Indice di Balassa
in corrispondenza di determinati settori alimentari. Benché si registrino in tale territorio
condizioni mercantili differenti, sono infatti i prodotti di prima e seconda trasformazione a
configurare nei Paesi aderenti all’UpM uno scenario mercantile in continua evoluzione. In
questa direzione, nel corso del decennio 2000-2010, tali nuovi settori agroalimentari
presentano dinamiche in forte espansione in Bosnia, Egitto, Giordania, Siria e Cipro, mentre
manifestano sviluppi più recenti in Tunisia, Marocco, Israele e Turchia. In questi ultimi paesi,
infatti, sono i tradizionali modelli di specializzazione commerciale a mostrarsi pressoché
stabili, pur non mancando casi di nuova qualificazione, riguardanti difatti in prevalenza i
prodotti trasformati (cod. HS 15, 20 e 23).
In generale, dai risultati ottenuti è possibile affermare che i paesi della sponda Sud del
Mediterraneo, nell’arco temporale 2000-2010, hanno confermato una forte specializzazione
non solo nei tradizionali comparti dell’agroalimentare mediterraneo, quali l’ortofrutta (cod.
HS 07 e 08), ma anche in nuovi settori merceologici, come quello dei prodotti trasformati, per
i quali appena un decennio prima si collocavano su posizioni meno competitive, con valori
degli Indici di Balassa inferiori all’unità.
Analogamente ai Paesi della sponda Sud del Mediterraneo, anche i paesi balcanici dell’UpM
(Bosnia, Croazia e Albania), dopo essere definitivamente usciti da difficili momenti storici,
spesso sfociati in drammatiche ostilità belliche, hanno mostrato un incrementato del grado di
specializzazione commerciale, soprattutto per i prodotti agroalimentari trasformati (cod. HS
15, 16 e 17).
Al contrario i paesi comunitari dell’UpM, tranne poche eccezioni, riguardanti prodotti ad
elevato grado di manipolazione (cod. HS 16, 17, 18, 20 e 21), mantengono pressoché
invariata la loro specializzazione o de-specializzazione rispetto agli inizi del decennio scorso.
Questo risultato se da un lato conferma la specializzazione produttiva dei Paesi comunitari,
dall’altro può essere rilevatore di un modello commerciale statico, poco incline a modifiche e,
di conseguenza, più esposto alla concorrenza sempre più forte degli altri Partner mediterranei
i quali, spesso, riescono a competere meglio sui mercati internazionali, compresi quelli interni
all’UE.
Pur nei limiti che una ricerca condotta su un campo di analisi così ampio può mostrare,
emerge, tuttavia, l’importanza che il settore agroalimentare riveste nell’economia dei Paesi
del Bacino del Mediterraneo ed il ruolo strategico che in tale contesto può svolgere l’Unione
per il Mediterraneo, non solo per il normale processo di crescita economica dell’area euro27
mediterranea ma anche per il superamento dei conflitti, spesso intensi, tra gli stakeholders
agricoli dell’Unione Europea e i Paesi terzi del bacino del Mediterraneo, soprattutto con
riferimento a taluni aspetti pregnanti divenuti sempre più importanti per la realizzazione degli
scambi commerciali in questa importante area geografica, quali, ad esempio, la sicurezza
alimentare, la tutela dell’ambiente e i diritti dei lavoratori.
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30
APPENDICE
31
32
TAB. III - Andamento degli indici di "specializzazione produttiva" dei paesi mediterranei dell'area UpM (2000-2002) (*)
Codice
Comparti
HS
Albania
Algeria
Bosnia
Croazia
Egitto
Giordania
Israele
Libano
Marocco Mauritania
Siria
Tunisia
Turchia
Cipro
Francia
Grecia
Italia
Malta
Portogallo
Spagna
01
Animali vivi
0,401
0,000
0,029
0,216
0,779
2,122
0,151
0,321
0,085
0,000
22,299
0,219
0,556
0,670
3,113
0,155
0,078
0,008
0,331
1,573
02
Carni e frattaglie commestibili
0,111
0,000
0,129
0,184
0,054
0,052
0,031
0,036
0,004
0,000
0,005
0,022
0,067
0,927
1,367
0,208
0,535
0,011
0,080
1,562
03
Pesci e invertebrati acquatici
0,704
0,040
0,139
1,517
0,052
0,057
0,037
0,007
13,851
58,595
0,000
2,140
0,319
0,928
0,434
3,040
0,182
1,469
1,364
1,845
origine animale
0,226
0,002
0,445
1,028
0,379
2,976
0,065
0,510
0,740
0,003
0,266
0,301
0,287
3,861
2,676
2,322
0,846
0,052
1,223
1,043
05
Altri prodotti di origine animale
0,226
0,000
0,124
3,014
0,537
0,172
0,001
6,438
2,460
0,000
1,229
3,021
1,987
1,648
0,784
0,471
0,377
0,006
1,429
0,924
06
Piante vive e prodotti della floricoltura
0,663
0,003
0,103
0,044
0,381
0,268
4,248
0,201
0,715
0,000
0,699
0,315
0,349
0,037
0,422
0,176
1,324
0,013
0,443
1,128
07
Ortaggi o legumi
1,135
0,023
0,738
0,190
6,884
14,986
1,636
5,278
7,096
0,000
5,061
0,213
2,946
8,817
1,176
2,862
0,932
0,316
0,854
6,761
08
Frutti commestibili
0,048
0,150
0,701
0,196
2,476
1,788
1,435
7,123
7,054
0,000
3,564
2,426
7,688
6,186
1,009
9,098
1,693
0,009
0,730
6,437
09
Caffè, tè, mate e spezie
0,608
0,000
0,487
0,492
1,411
0,660
0,143
2,070
0,483
0,000
6,690
0,436
0,969
0,212
0,300
0,638
0,629
0,048
0,479
0,518
10
Cereali
0,009
0,000
0,018
1,518
4,806
0,089
0,001
0,204
0,001
0,000
3,938
0,277
0,903
0,002
2,235
1,222
0,271
0,001
0,181
0,494
0,016
0,000
0,589
0,441
0,651
0,111
0,034
0,268
3,656
0,000
0,023
4,658
2,762
0,910
2,691
1,615
0,906
0,398
0,215
1,099
10,418
0,014
0,288
0,665
2,073
0,296
0,896
0,421
1,399
0,000
0,496
0,077
0,478
0,461
0,842
1,304
0,179
0,030
0,276
0,286
0,020
0,020
0,045
0,891
1,245
8,035
0,036
2,973
0,428
0,123
0,502
6,805
1,725
1,395
1,395
6,728
1,171
0,009
1,404
3,162
acquatici
6,137
0,000
0,952
2,840
0,016
0,578
0,415
0,283
11,569
5,619
0,000
0,061
0,413
0,274
0,899
0,847
0,519
0,046
1,466
1,839
17
Zuccheri e prodotti a base di zuccheri
0,237
0,004
0,959
2,306
2,946
0,697
0,404
4,909
0,329
0,000
0,396
0,236
3,049
0,363
2,318
0,777
0,403
0,045
0,743
1,431
18
Cacao e sue preparazioni
0,014
0,081
0,862
2,550
0,069
0,538
0,093
3,096
0,002
0,000
0,198
0,290
1,727
0,061
1,785
0,652
0,807
1,022
0,076
0,814
0,192
0,002
1,210
1,897
0,270
0,698
0,303
2,441
0,089
0,000
0,104
1,674
1,513
0,699
1,687
2,441
2,739
0,325
0,878
1,264
altre parti di piante
0,822
0,009
1,309
0,687
1,107
0,718
0,890
7,412
4,632
0,000
0,872
1,170
4,896
2,828
0,947
14,195
2,022
0,087
1,504
3,247
21
Preparazioni alimentari diverse
0,303
0,001
0,534
4,867
0,344
1,294
1,339
2,810
1,169
0,000
0,056
0,350
1,190
1,205
1,524
1,429
0,921
4,920
0,812
1,408
22
Bevande, liquidi alcolici ed aceti
0,413
0,050
1,043
1,254
0,212
0,604
0,058
2,383
0,297
0,000
0,093
0,562
0,202
3,269
4,547
1,866
2,263
0,562
3,712
2,412
0,285
0,001
0,001
0,832
0,075
1,955
0,011
1,349
0,652
3,079
0,185
0,397
0,147
0,953
1,173
0,768
0,260
0,001
0,496
0,584
1,09
0,02
0,51
1,32
1,27
1,84
0,58
2,41
2,70
3,21
2,22
1,22
1,63
1,70
1,59
2,51
0,91
0,45
0,89
1,90
04
11
12
15
16
19
20
23
Latte e derivati del latte; uova; miele e prodotti di
Prodotti della macinazione; malto; amidi, fecole,
ecc.
Semi e frutti oleosi; piante industriali o medicinali;
paglie e foraggi
Grassi e oli animali o vegetali
Preparazioni di carni, di pesci e invertebrati
Preparati a base di cereali, latte; prodotti della
pasticceria
Preparazioni di ortaggi o di legumi, di frutta o di
Residui e cascami delle industrie alimentari;
alimenti per gli animali
media
(*) Fonte: Nostre elaborazioni dell'indice RCA di Balassa su dati UN Comtrade.
33
TAB. IV - Andamento degli indici di "specializzazione produttiva" dei paesi mediterranei dell'area UpM (2004-2006) (*)
Codice
Comparti
HS
Albania
Algeria
Bosnia
Croazia
Egitto
Giordania
Israele
Libano
Marocco Mauritania
Siria
Tunisia
Turchia
Cipro
Francia
Grecia
Italia
Malta
Portogallo
Spagna
01
Animali vivi
1,105
0,001
0,042
0,235
0,651
5,561
0,119
0,379
0,193
0,000
27,174
0,006
0,077
1,229
3,869
0,184
0,118
0,009
0,638
1,511
02
Carni e frattaglie commestibili
0,145
0,001
0,083
0,256
0,018
0,405
0,052
0,087
0,001
0,000
0,012
0,006
0,066
0,761
1,314
0,237
0,658
0,873
0,101
2,045
03
Pesci e invertebrati acquatici
0,481
0,047
0,411
2,200
0,060
0,048
0,054
0,069
9,614
61,945
0,004
2,565
0,509
3,854
0,522
4,447
0,224
4,943
1,571
1,974
origine animale
0,071
0,026
1,219
0,945
0,751
2,882
0,096
0,529
1,526
0,000
1,663
0,338
0,259
5,774
2,723
3,006
1,022
0,017
1,230
1,064
05
Altri prodotti di origine animale
0,479
0,000
0,372
1,098
0,210
0,087
0,000
2,718
7,646
0,000
1,380
3,926
1,124
1,387
0,891
0,388
0,431
0,002
1,439
1,440
06
Piante vive e prodotti della floricoltura
0,749
0,001
0,114
0,068
0,337
0,157
4,167
0,284
0,398
0,000
0,127
0,457
0,383
0,026
0,366
0,226
1,389
0,003
0,825
0,965
07
Ortaggi o legumi
0,760
0,016
1,045
0,172
5,818
14,206
2,742
3,608
8,152
0,000
8,492
0,389
2,410
11,397
1,294
2,371
0,895
0,337
0,968
6,782
08
Frutti commestibili
0,362
0,089
0,803
0,226
2,367
1,500
1,408
4,584
7,761
0,000
2,603
2,466
6,627
7,306
0,928
6,497
1,586
0,192
0,761
6,075
09
Caffè, tè, mate e spezie
1,007
0,000
0,412
0,345
0,884
0,337
0,134
2,037
0,513
0,000
6,354
0,566
0,492
0,322
0,314
0,242
0,886
0,008
0,353
0,543
10
Cereali
0,002
0,000
0,046
0,552
5,956
0,051
0,000
0,201
0,001
0,000
4,341
0,107
0,337
0,001
2,454
1,367
0,298
0,003
0,252
0,367
0,252
0,058
1,188
1,053
0,705
0,278
0,057
1,860
2,252
0,000
1,469
1,785
5,804
2,692
2,769
0,888
0,806
0,518
0,342
1,245
paglie e foraggi
7,511
0,031
0,312
0,775
1,774
0,245
0,899
0,304
2,169
0,000
0,512
0,127
0,447
0,549
0,901
1,370
0,204
0,031
0,381
0,329
Grassi e oli animali o vegetali
0,153
0,068
1,224
0,702
0,483
7,235
0,035
1,844
2,695
0,023
3,970
14,960
1,514
0,618
0,537
6,383
1,235
0,005
1,240
3,275
10,651
0,000
1,140
2,287
0,016
0,997
0,249
1,262
15,118
3,189
0,017
0,129
0,201
0,233
0,764
1,071
0,643
0,018
1,670
1,708
04
11
12
15
16
Latte e derivati del latte; uova; miele e prodotti di
Prodotti della macinazione; malto; amidi, fecole,
ecc.
Semi e frutti oleosi; piante industriali o medicinali;
Preparazioni di carni, di pesci e invertebrati
acquatici
17
Zuccheri e prodotti a base di zuccheri
0,028
0,027
1,202
6,385
3,189
0,430
0,764
3,222
0,590
0,000
1,200
0,456
1,336
0,556
2,179
1,489
0,374
0,032
0,896
1,002
18
Cacao e sue preparazioni
0,085
0,062
0,931
4,546
0,041
0,483
0,074
2,835
0,019
0,000
0,583
0,851
1,627
0,048
1,741
0,403
0,867
0,035
0,092
0,718
0,059
0,014
1,785
1,813
0,172
1,104
0,452
3,250
0,196
0,000
1,090
1,680
1,623
0,559
2,013
2,688
2,796
0,708
1,121
1,416
altre parti di piante
0,662
0,004
1,531
0,741
1,279
0,952
1,025
7,540
4,097
0,000
3,005
0,811
4,901
3,367
1,021
11,784
1,971
0,062
1,463
3,302
21
Preparazioni alimentari diverse
0,021
0,004
0,767
4,861
0,241
1,659
1,397
2,404
1,076
0,000
0,622
0,342
1,170
1,163
1,535
1,722
1,081
6,826
0,773
1,442
22
Bevande, liquidi alcolici ed aceti
1,556
0,028
0,674
1,339
0,153
1,319
0,073
2,994
0,422
0,000
1,369
0,728
0,312
2,552
4,642
1,648
2,445
0,219
3,482
2,398
0,091
0,001
0,422
0,979
0,144
1,113
0,018
0,557
0,956
1,191
0,499
0,901
0,056
0,583
1,429
0,720
0,282
0,003
0,379
0,788
1,25
0,02
0,75
1,50
1,20
1,95
0,66
2,03
3,11
3,16
3,17
1,60
1,49
2,14
1,63
2,34
0,96
0,71
0,95
1,92
19
20
23
Preparati a base di cereali, latte; prodotti della
pasticceria
Preparazioni di ortaggi o di legumi, di frutta o di
Residui e cascami delle industrie alimentari;
alimenti per gli animali
media
(*) Fonte: Nostre elaborazioni dell'indice RCA di Balassa su dati UN Comtrade.
34
TAB. V - Andamento degli indici di "specializzazione produttiva" dei paesi mediterranei dell'area UpM (2008-2010) (*)
Codice
Comparti
HS
Albania
Algeria
Bosnia
Croazia
Egitto
Giordania
Israele
Libano
Marocco Mauritania
Siria
Tunisia
Turchia
Cipro
Francia
Grecia
Italia
Malta
Portogallo
Spagna
01
Animali vivi
0,396
0,000
0,500
1,139
0,434
3,026
0,110
0,253
0,193
0,000
13,966
0,054
0,107
0,542
3,656
0,414
0,115
0,004
1,042
1,432
02
Carni e frattaglie commestibili
0,246
0,000
0,201
0,373
0,055
1,625
0,072
0,031
0,049
0,002
0,642
0,012
0,196
1,518
1,255
0,396
0,673
0,006
0,360
2,357
03
Pesci e invertebrati acquatici
1,410
0,033
0,443
2,053
0,103
0,117
0,071
0,100
9,897
46,273
0,004
1,832
0,585
1,997
0,527
5,695
0,216
6,543
2,312
2,054
origine animale
0,487
0,007
2,152
1,167
3,785
2,404
0,069
0,547
1,188
0,000
5,644
0,402
0,486
8,632
2,908
3,656
1,119
0,016
1,583
1,040
05
Altri prodotti di origine animale
7,731
0,000
0,152
1,195
1,206
0,065
0,105
1,394
5,707
0,000
0,898
3,224
0,625
1,883
0,886
0,328
0,562
0,000
2,182
1,782
06
Piante vive e prodotti della floricoltura
0,607
0,000
0,127
0,109
0,885
0,124
2,990
0,553
0,461
0,000
0,109
0,448
0,341
0,014
0,323
0,260
1,441
0,004
0,853
0,943
07
Ortaggi o legumi
0,610
0,043
0,962
0,185
8,570
16,263
2,685
2,497
9,542
0,000
5,995
0,751
2,518
12,972
1,270
2,204
0,939
0,109
1,265
6,218
08
Frutti commestibili
0,559
0,065
1,163
0,480
7,094
2,145
1,289
3,410
6,851
0,000
2,569
2,900
5,504
4,852
0,735
7,355
1,639
0,032
1,171
5,861
09
Caffè, tè, mate e spezie
0,663
0,000
0,447
0,327
1,244
0,584
0,122
1,984
0,712
0,000
2,267
0,580
0,396
0,245
0,370
0,269
0,945
0,014
0,505
0,604
10
Cereali
0,006
0,002
0,321
1,321
2,294
0,123
0,037
0,394
0,030
0,000
0,577
0,026
0,276
0,092
2,486
1,708
0,336
0,397
0,154
0,346
0,007
0,047
0,387
1,539
1,733
0,446
0,070
2,320
1,797
0,000
6,442
0,591
6,044
2,826
2,429
0,936
0,586
0,508
0,550
0,987
paglie e foraggi
3,723
0,022
0,193
1,031
1,944
0,130
0,681
0,172
0,845
0,000
0,348
0,079
0,314
0,506
0,774
0,992
0,175
0,013
0,207
0,359
Grassi e oli animali o vegetali
0,080
0,026
1,356
0,580
1,207
1,330
0,028
0,985
1,058
0,076
2,114
6,793
0,905
0,278
0,529
3,521
0,800
0,017
1,368
2,407
acquatici
6,971
0,003
1,871
2,603
0,015
1,743
0,195
1,749
13,974
2,491
0,051
0,412
0,151
0,239
0,786
1,296
0,730
0,064
2,183
1,838
17
Zuccheri e prodotti a base di zuccheri
0,026
0,539
1,909
5,069
4,479
0,715
0,553
2,654
0,457
0,000
1,830
0,412
1,181
0,186
1,395
1,985
0,283
0,008
1,797
0,896
18
Cacao e sue preparazioni
0,019
0,034
0,761
1,988
0,501
0,455
0,104
2,367
0,083
0,000
0,733
0,754
1,397
0,011
1,489
0,332
1,136
0,091
0,109
0,901
0,100
0,065
1,794
2,355
0,982
1,848
0,401
2,677
0,269
0,069
1,963
1,843
1,939
0,895
2,090
2,767
2,925
2,439
1,544
1,347
altre parti di piante
0,669
0,003
1,062
0,681
2,153
1,526
1,244
7,338
3,527
0,000
3,918
0,516
3,631
3,799
1,060
12,640
2,228
0,043
2,257
3,219
21
Preparazioni alimentari diverse
0,032
0,000
0,817
4,314
1,381
3,494
1,177
2,414
1,136
0,000
1,408
0,318
1,493
1,145
1,533
2,488
1,179
7,911
1,034
1,827
22
Bevande, liquidi alcolici ed aceti
0,225
0,076
0,775
1,821
0,287
1,264
0,087
2,375
0,214
0,000
0,907
0,390
0,289
1,238
4,806
1,823
2,558
0,222
4,035
2,530
0,059
0,000
0,752
0,908
0,636
0,957
0,081
0,166
1,473
3,028
0,252
0,294
0,111
0,773
1,407
0,754
0,307
0,181
0,537
0,768
1,17
0,05
0,86
1,49
1,95
1,92
0,58
1,73
2,83
2,47
2,51
1,08
1,36
2,13
1,56
2,47
0,99
0,89
1,29
1,89
04
11
12
15
16
19
20
23
Latte e derivati del latte; uova; miele e prodotti di
Prodotti della macinazione; malto; amidi, fecole,
ecc.
Semi e frutti oleosi; piante industriali o medicinali;
Preparazioni di carni, di pesci e invertebrati
Preparati a base di cereali, latte; prodotti della
pasticceria
Preparazioni di ortaggi o di legumi, di frutta o di
Residui e cascami delle industrie alimentari;
alimenti per gli animali
media
(*) Fonte: Nostre elaborazioni dell'indice RCA di Balassa su dati UN Comtrade.
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