RAVASIO caldaia condensazione serie CN3

RAVASIO caldaia condensazione serie CN3
Caldaie
RAVASIO
s.r.l.
Costruzione Caldaie
ed assemblaggio in sito
LIBRETTO D’USO
ISTRUZIONE E
MANUTENZIONE
CALDAIE SERIE CN3
.
0068
CONDIZIONI di GARANZIA
LA SOCIETÀ CALDAIE RAVASIO GARANTISCE:
• LA CALDAIA CONTRO MANIFESTI DIFETTI DI FABBRICA PER LA DURATA DI ANNI CINQUE
• L’EVENTUALE CENTRALINA ELETTRONICA DI REGOLAZIONE INSTALLATA A BORDO
CALDAIA PER LA DURATA DI ANNI TRE
CON DECORRENZA DALLA DATA D’INSTALLAZIONE DELLA CALDAIA STESSA (ESTREMI
RILEVABILI DAL CERTIFICATO DI GARANZIA E DALLA TARGHETTA D’IDENTIFICAZIONE
APPOSTA SULLA CALDAIA).
Ci riserviamo, a nostro insindacabile giudizio, la facoltà di sostituire o riparare le eventuali parti
riconosciute difettose durante il periodo di garanzia.
Le parti sostituite resteranno di nostra proprietà.
Il tempo d’intervento dei tecnici sarà ragionevolmente condizionato al carico di lavoro esistente al
momento della chiamata.
LA GARANZIA DECADE qualora i guasti siano causati da: negligenza - cattivo uso - scarsa
manutenzione - aggressività delle acque o comunque da cause a noi indipendenti.
Ogni caldaia fornita è corredata di libretto d’uso, istruzione e manutenzione dove sono riportate le
prescrizioni per un corretto funzionamento, parte integrante delle condizioni di garanzia che qui a seguire
riassumiamo:
• Condurre la caldaia con portate termiche non superiori alla massima di targa.
• Eseguire analisi di combustione periodica verificando i parametri.
• Installare la caldaia in impianto che rispetti tutte le Normative vigenti del settore.
• Verificare che l’impianto non abbia perdite e che non vi siamo travasi d’acqua dal tubo di sicurezza, o
dagli sfiati in impianto a circuito aperto.
• Installare dove necessario eventuale trattamento acque di carico in accordo alla Norma UNI CTI 8065.
• Eseguire periodica manutenzione.
• Controllare alla prima installazione e ad ogni inizio di stagione, il funzionamento dei termostati del
quadro di comando caldaia.
• E quanto altro descritto nel libretto d’uso, istruzione e manutenzione.
Le richieste d’intervento in garanzia devono pervenire in forma scritta al nostro ufficio tecnico indicando
almeno:
- modello di caldaia e numero di fabbrica
- descrizione del difetto
- dati anagrafici del richiedente.
Qualora il difetto non sussista o sia dovuto a cause non imputabili a difetti di costruzione l’intervento dei
tecnici verrà addebitato al richiedente.
Caldaie
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Costruzione Caldaie
ed assemblaggio in sito
Caldaie RAVASIO
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Costruzione caldaie ed assemblaggio in sito
UFFICI E PRODUZIONE: 24033 CALUSCO D’ADDA (BG) - Via Bedesco, 388
SEDE LEGALE: 24030 CARVICO (BG) - Via D. Pedrinelli, 30
Tel. 035.43.97.096 (4 l. r.a.) Fax 035.43.97.097
www.caldaie-ravasio.com
E-mail: [email protected]
IDENTIFICAZIONE DELLA SIMBOLOGIA ALL’INTERNO DEL MANUALE:
Le prescrizioni precedute da questo simbolo riguardano le
indicazioni circa un uso in piena sicurezza della caldaia.
I paragrafi preceduti da questo simbolo indicano argomenti
vincolanti con la garanzia della caldaia.
*
IL PRESENTE MANUALE CONTIENE DATI NUMERICI E RIFERIMENTI A NORMATIVE FORNITI A PURO
TITOLO INDICATIVO.
PER QUALSIASI USO, INTERPRETAZIONE O UTILIZZO DEI SUDDETTI DATI E RIFERIMENTI DECLINIAMO
OGNI RESPONSABILITÁ.
IL CORRETTO DIMENSIONAMENTO DELLE PARTI E LA CORRETTA INSTALLAZIONE DELLA CALDAIA
SONO DI COMPETENZA DI STUDI PROFESSIONALI E DEGLI INSTALLATORI STESSI.
QUALORA NEL PRESENTE MANUALE SIANO OMESSI DATI NECESSARI ALL’INSTALLAZIONE O
CONDUZIONE DELLA CALDAIA, IL NOSTRO UFFICIO TECNICO È A DISPOSIZIONE PER CHIARIMENTI.
La nostra società si riserva il diritto di apportare modifiche ai propri prodotti senza preavviso e senza
aggiornare tempestivamente la relativa documentazione tecnica.
Data
Ed.
Rev.
Giu. 2006
01
00
Descrizione
Emesso per approvazione
Redatto
Ufficio tecnico
Controllato Approvato
Mazza M.
Ravasio D.
Caldaie
RAVASIO
CAPITOLO
1.
1.0
1.1
2.
2.0
2.1
2.1.1
2.2
2.3
2.4
2.4.1
2.4.2
2.5
2.5.1
3.
3.0
3.1
4.
4.0
4.1
4.1.1
4.2
4.2.1
4.2.2
4.2.3
4.3
5.
5.0
5.1
5.2
5.3
5.3.1
5.3.1
5.3.2
6.
6.0
6.1
6.2
6.3
6.4
6.5
7.
7.0
7.1
7.2
s.r.l.
SOMMARIO
pag. 1
ARGOMENTO
Sommario.
Descrizione.
Descrizione.
Funzionamento.
Componenti.
Componenti.
Portellone anteriore.
Apertura del portellone anteriore.
Cappa fumi.
Mantellatura ed isolamento termico.
Pannello di comando.
Pannello di comando standard.
Schema elettrico pannello di comando standard.
Regolazione elettronica E6 (optional). Pannello di comando elettronico per caldaie serie CN3
con termoregolatore incorporato Coster DTC 628.
Regolazione elettronica E6. Schema elettrico pannello di comando elettronico per caldaie
serie CN3 con termoregolatore incorporato Coster DTC 628.
Sistemi pompaggio e neutralizzazione condense.
Pompaggio.
Neutralizzazione della condensa.
Bruciatore.
Bruciatore.
Scelta del bruciatore.
Tabella dati per scelta bruciatori.
Scelta bruciatore funzionante a gas.
Dimensionamento e costruzione tubazione gas-metano.
Tabella indicativa abbinamento bruciatori modulanti funzionanti a gas metano con caldaie
serie CN3.
Tabella indicativa abbinamento bruciatori modulanti a basse emissioni inquinanti
funzionanti a gas metano con caldaie serie CN3.
Montaggio bruciatore.
Parametri di combustione.
Parametri ed analisi di combustione.
Frequenza delle analisi di combustione.
Modalità d’esecuzione analisi di combustione.
Parametri di combustione.
Grafici temperatura fumi e contropressione per caldaie TRM o TRS 200 – 270 CN3.
Grafici temperatura fumi e contropressione per caldaie TRM o TRS 200 – 270 CN3.
Grafici temperatura fumi e contropressione per caldaie TRM o TRS 370 – 480 CN3.
Circuiti idraulici.
Circuiti idraulici.
Impianto diretto con un solo circuito di riscaldamento (o con piu’ circuiti termoregolabili alla
stessa temperatura).
Impianto con un circuito ad alta temperatura ed uno a bassa temperatura.
Impianto con circuito riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria ad accumulo
Impianto indiretto con produzione di acqua calda sanitaria ad accumulo, un circuito a bassa
temperatura ed uno ad alta temperatura.
Impianto con più caldaie in cascata in regolazione climatica
Collegamento al camino.
Camino.
Portata in massa dei fumi.
Perdite di carico canne fumarie.
PAGINA
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13
13
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14
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21
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25
26
26
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27
28
28
28
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Caldaie
RAVASIO
CAPITOLO
8.
8.0
8.1
8.1.1
8.1.2
8.1.3
8.1.4
8.1.5
8.1.6
8.1.7
8.2
8.2.1
8.2.2
8.2.3
8.3
9.
9.0
9.1
10.
10.0
10.1
10.2
11.
11.0
11.1
12.
12.0
13.
13.0
14.
14.0
15.
15.0
15.1
16.
16.0
s.r.l.
SOMMARIO
ARGOMENTO
Legislazione.
Legislazione e norme inerenti le Centrali Termiche.
Installazione della caldaia in Centrali Termiche con funzionamento a gas-metano.
Installazione della caldaia in locali all’interno della volumetria dell’edificio.
Altezza minima dei locali caldaia.
Caratteristiche costruttive locali.
Accessi al locale Centrale Termica.
Aperture di aerazione.
Installazione della caldaia in locali all’esterno della volumetria dell’edificio.
Disposizione della caldaia all’interno dei locali.
Installazione della caldaia rispetto all’impianto idraulico.
Impianti termici con vaso d’espansione aperto.
Tubo di sicurezza.
Lunghezza virtuale.
Impianti termici con vaso d’espansione chiuso.
Parte elettrica.
Collegamento elettrico del pannello di comando.
Impianto elettrico in centrale termica.
Installazione.
Posa della caldaia all’interno del locale centrale termica.
Prima accensione.
Messa a riposo stagionale.
Manutenzione.
Manutenzione ordinaria.
Esercizio.
Anomalie / Rimedi.
Anomalie di funzionamento.
Movimentazione.
Movimentazione.
Dati tecnici dimensionali.
Dimensioni e prestazioni termotecniche.
Ricambi.
Parti di ricambio.
Varie.
Annotazioni.
Annotazioni.
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30
30
30
30
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31
31
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32
32
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36
36
36
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40
40
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41
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DESCRIZIONE
1.0 DESCRIZIONE
Le caldaie a CONDENSAZIONE SERIE CN3 ad ALTISSIMO RENDIMENTO di nostra produzione sono
generatori di calore ad acqua calda, combustione pressurizzata e tre giri effettivi di fumo. Il lato fumi è
costruito interamente in acciaio INOX AISI 304 L mentre il lato acqua è costruito in ferro FE 360 B.
Sono caldaie che trovano ottimale impiego in impianti di riscaldamento a bassa temperatura (pannelli) o a
temperatura variabile (termosifoni) quando si vogliono ottenere le massime economie d’esercizio possibili
sfruttando la tecnologia della condensazione nella combustione del gas-metano.
VERSIONI DISPONIBILI
SERIE TRM xxx – CN3
Caldaie a condensazione MONOBLOCCO.
Caldaia consegnata con ogni componente
premontato, comprensiva di comodi agganci per lo
scarico con autogrù e di basamento in travi per una
facile movimentazione. Tutti i componenti movibili
sono
facilmente
smontabili
per
evitare
danneggiamenti durante l’installazione.
SERIE TRS xxx – CN3
Caldaie a condensazione SCOMPONIBILI,
costruite in centrale termica.
Caldaia introdotta a pezzi in C.T., con successivo
assemblaggio in loco mediante elettrosaldatura. La
dimensione dei pezzi può essere standard o
stabilita in funzione dei passaggi disponibili. A
montaggio ultimato le caldaie TRS-CN3 sono
identiche alle caldaie TRM-CN3.
xxx = Potenza termica (utile) della caldaia espressa
in Mcal/h con TM = 80 °C e TR = 60 °C.
Es.: TRM 480 – CN3
Caldaia monoblocco a condensazione a tre giri
effettivi di fumo con potenza termica di 480.000
kcal/h.
Tutti i modelli di caldaie a condensazione esistono
sia nella versione monoblocco (TRM) che nella
versione scomponibile (TRS); di seguito verranno
pertanto indicate come serie CN3.
Dati tecnici di funzionamento comuni a tutti i
modelli di caldaie serie CN3.
- categoria d’apparecchio:
I2H
- temperatura max d’esercizio:
95 °C
- pressione max d’esercizio:
5 bar
- combustibile utilizzabile: gas-metano
Le caldaie a condensazione serie CN3 non
hanno limiti inferiori né di carico termico né di
temperatura e possono funzionare in impianti
con sistema d’espansione sia a vaso aperto che
chiuso
POTENZE DISPONIBILI
DA 90 A 558 kW max UTILI (80 ÷ 60 °C)
DA 90 A 600 kW max UTILI (50 ÷ 30 °C)
SUDDIVISE IN 7 MODELLI PER I SEGUENTI
CAMPI DI POTENZA
Mod.
Serie CN3
95
130
150
200
270
370
480
Campo di Potenza
Termica( Utile)
in cui è impiegabile
80 ÷ 60 °C [kW]
min 90 max 110
min 111 max 151
min 152 max 175
min 176 max 232
min 233 max 315
min 316 max 430
min 431 max 558
Campo di Potenza
Termica( Utile)
in cui è impiegabile
50 ÷ 30 °C [kW ]
min 90 max 119
min 120 max 164
min 165 max 189
min 190 max 251
min 252 max 340
min 341 max 464
min 465 max 600
** Le caldaie TRM xxx – CN3 coprono tutto il
campo di potenze utili di installazione
compreso tra 90 kW e 558 kW. I dati di targa
riportano i valori ricavati in sede sperimentale
relativamente alla potenza erogata.
Le caldaie serie CN3 comprendono:
- Struttura meccanica portante in acciaio di elevato
spessore;
- Lato acqua in acciaio a doppio fasciame cilindrico;
- Focolare passante a dilatazione libera di ampio
volume interamente in acciaio inox AISI 304 L
d’elevato spessore;
- Unità di scambio a tubi di fumo in acciaio inox AISI
304 L disposta sotto il focolare;
- Turbolatori ad elevata efficienza estraibili in acciaio
inox AISI 309;
- Cappa fumi in acciaio inox AISI 304 L totalmente
ispezionabile completa di scarico sifonato delle
condense prodotte in caldaia;
- Portellone anteriore apribile da entrambe le parti
termoisolato con fibra ceramica;
- Isolamento integrale dell’intero corpo caldaia con
lana minerale sp. 90 mm;
- Quadro di comando termostatico (climatico
modulante optional).
Le caldaie CN3 di nostra produzione sono costruite ed
omologate in ottemperanza alla direttiva gas 90/396
CEE - Decreto di recepimento n° 661 del 15/11/96 e
relative norme complementari.
Codice di omologazione CE:
Caldaie
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DESCRIZIONE
pag. 4
1.1 FUNZIONAMENTO
Nelle caldaie a condensazione SERIE CN3 la
combustione avviene entro la camera di ampio
volume posizionata superiormente. Da qui i fumi
percorrono con moto fortemente turbolento il tubo
secondo giro fumi, lo scambiatore a tubi di fumo
inferiore ed quindi la cappa fumi; vengono infine
evacuati al camino. Le condense prodotte vengono
raccolte nella cappa fumi per essere eliminate
dall’apposito attacco sifonato.
La circolazione d’acqua avviene per stratificazione
forzata favorendo in tal modo una maggiore
condensazione dei fumi.
CONDENSAZIONE:
Risparmio e rispetto per l’ambiente
La combustione del gas metano produce
principalmente CO2 e H2O.
Data l’alta temperatura dei processi di combustione,
l’acqua prodotta si disperde nei fumi sotto forma di
vapore acqueo. In una caldaia convenzionale ad alto
rendimento i fumi fuoriescono ad una temperatura di
circa 150 °C. Con una caldaia a condensazione è
possibile sottrarre ai fumi ulteriore calore,
abbassando la loro temperatura fino a condensarne
il vapore acqueo contenuto con il conseguente
recupero di calore sensibile e calore latente di
vaporizzazione
riconvertibili
all’impianto
(la
condensazione si ottiene quando i fumi vengono
a contatto con pareti a temperatura inferiore alla
temperatura di rugiada dei gas di scarico).
Il calore massimo ottenibile dalla combustione del
gas metano, tenuto conto del calore latente di
vaporizzazione, è espresso dal Potere Calorifico
Superiore = PCS 9.530 kcal/Nm3. Il calore massimo
recuperabile con la tecnica della condensazione
rispetto ad una caldaia tradizionale è dato dalla
differenza tra il Potere Calorifico Superiore (PCS
9.530 kcal/Nm3) e il Potere Calorifico Inferiore (PCI
8.575 kcal/Nm3) ed è uguale a 955 kcal/Nm3.
Considerando che il calore latente di vaporizzazione
dell’acqua contenuta nei gas di scarico è pari a 580
kcal/kg si ottiene che per ogni Nm3 di metano bruciato
è possibile ottenere 1,65 kg di acqua (955 kcal/Nm3 /
580 kcal/kg).
Il
rendimento
massimo
ottenibile
con
la
condensazione è in percentuale calcolato su PCI pari
a:
PCS
PCI
=
9.530 kcal/Nm3
8.575 kcal/Nm3
x 100 ≈ 111 %
CALDAIA CONVENZIONALE
CALDAIA A CONDENSAZIONE
Caldaie
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COMPONENTI
2.0 COMPONENTI
Modelli serie CN3
LEGENDA:
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
10.
11.
12.
13.
14.
15.
16.
17.
18.
19.
20.
21.
22.
23.
Attacco bruciatore.
Attacco di mandata.
Attacco di ritorno.
Attacco camino.
Scarico caldaia.
Scarico condense.
Pannello di comando.
Antine copriporta.
Viti M12 per apertura
portellone.
Cappa fumi.
Mantellatura.
Camera di combustione.
Tubi fumo.
Turbolatori.
Guarnizione portellone.
Portellone anteriore.
Viti di smontaggio
mantellatura.
Clip apertura antine
copriporta.
Ganci di sollevamento.
Travi basamento
Travi superiori
Targa dati.
Termoisolamento.
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COMPONENTI
Modelli serie CN3
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COMPONENTI
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* 2.1 PORTELLONE ANTERIORE
• Apribile da entrambe le parti
• Dotato di sistema di chiusura a sei
punti di ancoraggio e di
doppia
guarnizione in fibra di vetro
• termoisolato in fibra ceramica sp.115
mm
• ulteriore isolamento termico nel
copriporta e nelle antine anteriori in
lana minerale sp. 30 mm
• Dotato di spia visiva per il controllo della
combustione, completa di attacco di
ventilazione, pulizia e presa per
misurazione della contropressione in
camera di combustione.
• Dotato di contropiastra movibile per
l’applicazione del bruciatore con
relativa guarnizione in fibra ceramica e
guarnizione di sigillatura boccaglio
bruciatore / boccaglio portellone.
1. portellone anteriore
2. mantello copriporta
3. antine e coperchio copriporta
4. spia visiva
5. presa di ventilazione spia visiva *
6.
7.
8.
9.
piastra bruciatore
guarnizione portellone
Isolamento in fibra ceramica
guarnizione boccaglio bruciatore (da installare a cura
dell’ installatore).
*5 N.B. PER BRUCIATORI SPROVVISTI DI PRESA DI VENTILAZIONE INSERIRE SULLA SPIA VISIVA AL POSTO DEL
PORTAGOMMA APPOSITO TAPPO Ø ¼”, FORNITO NEL SACCHETTO ACCESSORI, PER EVITARE LA FUORIUSCITA DEI GAS
COMBUSTI CALDI SU TALE PRESA ED IL CONSEGUENTE SPORCAMENTO O ROTTURA DEL VETROSPIA.
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2.1.1
pag. 8
COMPONENTI
APERTURA DEL PORTELLONE ANTERIORE
Per aprire il portellone anteriore agire come segue:
1. spegnere il bruciatore, togliere tensione e chiudere la valvola gas;
2. disconnettere il bruciatore dalla rampa;
3. svitare le 4 viti di fissaggio delle antine (Fig. A);
4. aprire le antine coibenti anteriori (Fig. B);
5. svitare le 6 viti di serraggio M12 (Fig. C particolare A) accertandosi che i tre perni di rotazione siano
nella propria sede (sinistra o destra a seconda del senso di apertura - vedere par. 2.1.2);
6. aprire manualmente il portellone (Fig. D);
7. accertarsi che flessibili, cavi elettrici od altro non ostruiscano l’apertura del portellone.
Viti
Viti
Viti
A
Viti
Fig. B
Fig. A
PERNO DI ROTAZIONE
VITE DI
SERRAGGIO
M12
A
Fig. C
Fig. D
AT T E N Z I O N E : A C C E R T A R S I D I A V E R E S P E N T O I L B R U C I A T O R E P R I M A D I A P R I R E I L P O R T E L L O N E
D E L L A C A L D A I A ; P E R L A S I C U R E Z Z A D E L L ’ O P E R AT O R E A T T E N D E R E U N AD E G U AT O R A F F R E D D AM E N T O
D E L L A C AL D AI A P R I M A D I AP R I R E I L P O R T E L L O N E
AT T E N Z I O N E : P E R A P R I R E I L P O R T E L L O N E D E L L A C A L D A I A P R I M A D I S V I T A R E L E 6 V I T I D I
SERRAGGIO M12 ACCERTARSI CHE I 3 PERNI SIANO NELLA LORO SEDE, IN CASO CONTRARIO
INFATTI IL PORTELLONE NON ESSENDO PIÙ VINCOLATO, CADREBBE.
ATTENZIONE: L A R I C H I U S U R A D E L P O R T E L L O N E D E V E E S S E R E E F F E T T U A T A I N M O D O E N E R G I C O : P R I M A D I
RIMONTARE LE ANTINE COIBENTI, UNA VOLTA RICHIUSO IL PORTELLONE ,CONTROLLARE LA TENUTA DELLE
GUARNIZIONI AFFINCHẾ NON VI SIANO PERDITE DI GAS COMBUSTO: RISERRARE EVENTUALMENTE
2.1.2 INVERSIONE DEL SENSO DI APERTURA DEL PORTELLONE:
per un eventuale inversione del senso di apertura del portellone è sufficiente spostare tutti e 3 i perni dalla parte
opposta a quella che si desidera aprire. Es:
9 guardando frontalmente la caldaia con i perni posizionati a sinistra la caldaia si aprirà verso sinistra
9 guardando frontalmente la caldaia con i perni posizionati a destra la caldaia si aprirà verso destra
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pag. 9
COMPONENTI
*2.2 CAPPA FUMI
Vista cappa con coperchio montato
La cappa fumi è costruita totalmente in Acciaio Inox
Aisi 304 L.
Nel collegamento allo scarico condense bisogna
necessariamente installare il sifone per evitare la
fuoriuscita dei gas di scarico. Nel collegamento al
camino consigliamo di sigillare l’attacco alla caldaia
con silicone sigillante adatto a temperature fino a
100 °C poiché il raccordo della cappa potrebbe non
essere perfettamente calibrato ad ogni marca di
camino.
Vista cappa con coperchio smontato
1.
2.
3.
4.
5.
6.
coperchio cappa fumi
dadi con molle antiscoppio coperchio cappa
attacco camino
attacco sifone scarico condense *
attacco presa campioni combusto
guarnizione cappa fumi
* L’attacco sifone scarico condense è adatto
alla connessione con tubi p.p. φ 40 F.
2.3 MANTELLATURA ED ISOLAMENTO TERMICO
- L’isolamento termico è costituito da lana minerale alluminata spessore 90 e 30 mm ad elevata densità
posizionata a totale copertura dell’intero corpo caldaia
- La mantellatura che copre l’ isolamento è montata al corpo caldaia tramite viti autofilettanti di bloccaggio.
- Le antine copriporta sono agganciate alle pareti laterali ed al coperchio mediante clip. Le antine possono
essere smontate completamente svitando le viti delle clip.
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
10.
11.
12.
13.
Copriporta.
Antine laterali copriporta.
Antina superiore copriporta.
Pareti laterali.
Coperchio sinistro.
Coperchio destro.
Parete posteriore superiore.
Parete posteriore inferiore.
Isolamento fasciame.
Isolamento piastra anteriore.
Isolamento piastra posteriore.
Isolamento antine.
Isolamento copriporta.
Caldaie
RAVASIO
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COMPONENTI
pag. 10
2.4 PANNELLO DI COMANDO
- Il pannello di comando viene fornito di serie su tutte le caldaie di NOSTRA produzione.
- Termostati e termometro caldaia, inseriti nel pannello di comando, sono del tipo omologato CE ed ISPESL.
I pannelli di comando installati sulle caldaie di nostra produzione sono conformi alle seguenti direttive:
DIR. BASSA TENSIONE 73/23/CEE – DIR. GAS 90/396/CEE – DIR. COMPATIBILITÀ ELETTROMAGNETICA
E.M.C. 89/336/CEE e relative norme complementari.
! ATTENZIONE: NON INTERVENIRE ALL’INTERNO DEL PANNELLO DI COMANDO CALDAIA
SENZA AVERE TOLTO TENSIONE AL QUADRO ELETTRICO GENERALE CT.
! ATTENZIONE: COLLEGARE SEMPRE ELETTRICAMENTE IL PANNELLO DI COMANDO
CALDAIA ANCHE SE L’IMPIANTO È GIÀ PROVVISTO DEGLI ORGANI DI REGOLAZIONE E
SICUREZZA MINIMI PREVISTI.
2.4.1 PANNELLO DI COMANDO STANDARD
(fornito di serie sulle caldaie serie CN3)
2
6
caldaie RAVASIO
CARVICO (BG)
1
5
4
togliere tensione generale prima di
intervenire all' interno del quadro elettrico
off
O
I
3
on
termometro caldaia
interruttore caldaia
termometro fumi
termostato 1° stadio
termostato
di sicurezza
7
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
Interruttore generale On-Off illuminato.
Termometro caldaia 0 - 120 °C.
Termometro fumi 50 - 350 °C (optional).
Termostato di sicurezza a riarmo manuale.
Termostato di regolazione 1° stadio 0 - 90°C.
Predisposizione inserimento contaore.
Viti apertura frontale.
2.4.2 SCHEMA ELETTRICO PANNELLO DI COMANDO STANDARD
Caldaie
RAVASIO
2
s.r.l.
pag. 11
COMPONENTI
2.5 REGOLAZIONE ELETTRONICA E6 (OPTIONAL)
PANNELLO DI COMANDO ELETTRONICO PER CALDAIE SERIE CN3 CON TERMOREGOLATORE
INCORPORATO COSTER DTC 628
La REGOLAZIONE ELETTRONICA E6 deve essere impiegata sulle caldaie CN3 di nostra produzione per
gestire la temperatura di caldaia in funzione di quella esterna e la portata termica erogata dal bruciatore in
funzione di quella istantaneamente ed effettivamente richiesta dall’impianto.
La REGOLAZIONE ELETTRONICA E6 gestisce bruciatori modulanti con COMANDO A 3 PUNTI (aumenta comune - diminuisce) senza segnale di risposta della posizione.
Le funzioni principali della REGOLAZIONE ELETTRONICA E6 sono:
• Controllo termostatico della temperatura di caldaia mediante le seguenti apparecchiature omologate
ISPESL.; termometro caldaia 0 ÷ 120; termostato di sicurezza a riarmo manuale; termostato limite 0 ÷ 90°C.
ed
• Regolazione temperatura di caldaia in due modalità programmabili:
- Climatica: variabile in funzione della temperatura esterna;
- Punto fisso: con set - point impostato a punto fisso.
• Comando on-off bruciatore + modulazione con azionamento a tre punti (comune – aumenta – diminuisci).
• Comando On – Off valvola di intercettazione caldaia.
• Comando On – Off pompa caldaia o collettore o impianto di riscaldamento.
• Programmazione ad orari, giornaliera, settimanale ed annuale.
• Correzione automatica dell’ora legale.
• Funzione economia (spegne la caldaia quanto Te > T ambiente voluta).
• Controllo e misura temperatura fumi (optional) con allarme raggiungimento soglia (indica necessità
manutenzione caldaia).
• Allarmi per cortocircuito o interruzione sonde e per anomalie funzionali impianto e apparecchiatura.
• Collegamento C - Ring per trasmissione di dati locale con altri regolatori (se compatibili).
• Collegamento C-Bus per il controllo remoto caldaia da computer locale (es. posizionato in portineria) o di
collegamento a TELEGESTIONE (COSTER)
16
5
4
caldaie RAVASIO
togliere tensione generale pima di
intervenire all' interno del quadro elettrico
Via don Pedrinelli 30 CARVICO (BG)
on
Caldaie
RAVASIO
2
1
3
off
REGO LATORE
BR UCI AT ORE
D TC 628
Ris: RAVASIO E6
12.18 VENERDI'
termometro caldaia
interruttore caldaia
°C
ESC
ON - OF F
M ODULA ZIO NE
VAL VOLA
BR UCIATOR E
POMPA
AL LARMI
centralina elettronica
6
Caldaie
RAVASIO
7
REGOLATORE
BRUCIATORE
DTC 628
Ris: RAVASIO E6
12.18 VENERDI'
°C
ESC
ON - OFF
MODULAZIONE
VALVOLA
9
10
BRUCIATORE
11
POMPA
termostato
di sicurezza
termostato caldaia
ALLARMI
12 13 14 15
8
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
10.
11.
12.
13.
14.
15.
16.
Interruttore generale On-Off illuminato.
Termostato di sicurezza a riarmo manuale.
Termometro caldaia 0÷120°C.
Termostato limite 0-90°C.
Termoregolatore climatico COSTER DTC 628.
Display alfanumerico a due righe illuminato.
Tasti operativi + e –.
Tasti operativi di scorrimento menù.
Modulazione “Aumenta” - “Diminuisci”.
Valvola intercettazione.
Comando On-Off bruciatore.
Pompa impianto.
Segnalazione guasto centralina.
Allarmi e blocco bruciatore.
Allarme misure e sonde.
Viti apertura frontale.
Per la programmazione della centralina consultare il manuale d’uso, istruzione e programmazione
regolazioni elettroniche allegato al presente libretto.
ATTENZIONE: TENSIONE MASSIMA APPLICABILE AI CONTATTI D’USCITA DEL PANNELLO PRIVI DI
ALIMENTAZIONE 220 V - PORTATA MASSIMA APPLICABILE 5 A.
8 9 10
l
n
=
=
=
=
5
8
8
7
7
ON
6
6
9
9
E3
E DU
0C
C
4
2
1
OFF
TB
oppure :
400v
230v
C-RING
P
0C
POMPA IMPIANTO
TP
A = TELECOMANDO
VALVOLA DI CALDAIA
3
B4 = SONDA CALDAIA
5
B7
B2
B4
A
C
10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40
10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40
E1 E2
C-RING = SCAMBIO DATI
f5a
TB
TP
P
4
5
B7
K2 = BLOCCO POMPA
alimentare centralina
se bruciatore trifase
non utilizzare per alimentazione
se bruciatore monofase
3
4
B1 M B2 B3 M B4 B5 MB6
DALLA MORSETTIERA DELLA CENTRALINA
B2 = SONDA ESTERNA
r
s
t
n
230 V
50 hz
2
1
3
c
2
B7 = SONDA FUMI
N
L
alimentazione
ausiliari
ALTRE
SICUREZZE
C
L
N
E D U 0C
2
1
c
1
2
dal q.e generale
comprese le relative
protezioni
ALLA MORSETTIERA
B7 E1E2E3
1112 13 14
5
2
TS TL
s.r.l.
IG =
TL =
TS =
L L NN
COSTER DTC 628
56 7
B1MB2 B3 M B4 B5 MB6
123 4
F5A
4
1
IG
Caldaie
RAVASIO
COMPONENTI
pag. 12
2.5.1 REGOLAZIONE ELETTRONICA E6
SCHEMA ELETTRICO PANNELLO DI COMANDO ELETTRONICO PER CALDAIE SERIE CN3 CON
TERMOREGOLATORE INCORPORATO COSTER DTC 628
A CURA DELL' INSTALLATORE
0c - C = TELEGESTIONE
K1 = INTERVENTO SICUREZZE
BB = BLOCCO BRUCIATORE
TOGLIERE PONTICELLO SE INSTALLATA VALVOLA DI CALDAIA
ABBASSA
COMUNE
ALZA
Caldaie
RAVASIO
s.r.l.
3
SISTEMI POMPAGGIO E
NEUTRALIZZAZIONE CONDENSE
pag. 13
3.0 POMPAGGIO
Le condense prodotte in caldaia vengono
raccolte nella cappa fumi e scaricate
attraverso attacco sifonato sul retro della
caldaia alle seguenti quote:
Mod.
Serie CN3
h (mm)
Ø
95 – 130 - 150
108
¾”
200 – 270
105
¾”
370 - 480
93
¾”
E’ necessario che il punto di scarico delle condense sia ad una quota inferiore ad h per garantire che
vengano evacuate per caduta. Se non fosse disponibile un punto di scarico a tale quota si dovrà
prevedere un sistema di pompaggio avente le seguenti caratteristiche:
3.1 NEUTRALIZZAZIONE DELLA CONDENSA
Le geometrie ampie dei focolari ed il basso carico termico garantiscono combustioni con basso tenore di
NOx, unico composto (oltre naturalmente alla CO2) prodotto dalla combustione del gas metano che,
legandosi con l’acqua prodotta nella combustione, può renderla acida. Il PH della condensa prodotta dalla
caldaia ha valori maggiori di 5,5 migliorabili nel caso si adottino bruciatori Low NOx. Qualora si vogliano
trattare le condense acide neutralizzarle con carbonato di calcio (CaCO3).
Caldaie
RAVASIO
s.r.l.
4
BRUCIATORE
pag. 14
*4.0 BRUCIATORE
I bruciatori abbinabili alle caldaie serie CN3 di nostra produzione devono essere di tipo:
-
-
A GAS METANO.
MODULANTE (*).
A TESTA CORTA .
PRESSURIZZATO.
e preferibilmente:
con testa di combustione a ricircolo parziale dei gas di scarico “LOW NOx”, per limitare la formazione di
condense acide.
con inverter sul ventilatore per ampliare il campo di modulazione il più possibile variando il numero di
giri della ventilante.
(*) Alcuni costruttori di bruciatori chiamano “progressivo” un bruciatore che con l’aggiunta di un regolatore
a 3 punti può diventare modulante; altri chiamano “progressivo” un bruciatore bistadio che non può
diventare modulante ma può solo essere bistadio.
Pertanto nel caso d'ordine di un bruciatore “modulante”, se si vuole utilizzare la regolazione elettronica E6,
ordinare:
- nel caso di un bruciatore chiamato “modulante” il bruciatore senza centralina.
- nel caso di un bruciatore chiamato “progressivo” accertarsi che possa diventare modulante con una
centralina con comando a 3 punti (comune – apre – chiude).
- nel caso di bruciatore la cui modulazione avvenga con segnale di corrente (0-10V) (4-20mA) dovrete
segnalarcelo preventivamente onde poter inserire nel quadro elettrico idoneo convertitore di segnale
(Optional).
I BRUCIATORI NUOVI DEVONO ESSERE OMOLOGATI CE
4.1 SCELTA DEL BRUCIATORE
La scelta del bruciatore deve essere fatta in modo che il suo campo di modulazione sia il più possibile
ampio e la sua portata termica massima sia minore od uguale a quella massima di caldaia od a quella
necessaria all’impianto.
Se il punto di funzionamento della caldaia (punto A) è coperto
da più bruciatori è preferibile adottare il modello di bruciatore la
cui potenza massima si avvicina più a quella massima di caldaia
(nell’esempio curva 1). Tale scelta, oltre che per ragioni
economiche (si sceglie il bruciatore più piccolo), è vantaggiosa
tecnicamente, poiché consente di sfruttare l’intera potenza del
bruciatore e permette maggiori riduzioni di potenze a tutto
vantaggio delle economie d’esercizio. Il bruciatore che ha come
campo di lavoro la curva 2 può funzionare solo con potenza
prossima a quella massima di caldaia e non consente riduzioni e
modulazioni di potenze accettabili.
Al fine di contenere i consumi energetici consigliamo di:
-
-
Condurre la combustione in caldaia con elevate % di CO2 (9-10%) su tutto il campo di modulazione del
bruciatore per alzare il rendimento di combustione e soprattutto alzare la temperatura di rugiada dei
gas di scarico consentendo alla caldaia di condensare sul massimo campo di temperature di ritorno
possibili.
Regolare il bruciatore fino alla minima potenza termica erogabile in modo da ottenere combustioni
continue anche a bassissimi carichi termici.
Caldaie
RAVASIO
4
s.r.l.
pag. 15
BRUCIATORE
Noti i dati di targa della caldaia:
•
•
Portata termica o Potenza al focolare massima ammissibile in caldaia o massima necessaria (kW);
Contropressione in camera di combustione (sommata alla perdita di carico del camino) o perdita di carico
lato fumi alla portata termica massima (mbar);
e noti i requisiti dimensionali dei bruciatori abbinabili,
• Lunghezza boccaglio consigliata o minima (mm);
Eseguire la scelta del bruciatore consultando le relative tabelle tecniche e le curve caratteristiche potenza contropressione degli stessi
4.1.1
TABELLA DATI PER SCELTA BRUCIATORI
Portata termica
(1) Contropressioni
Modello
(potenza focolare) Max in camera di comb.
Serie CN3
kW
mbar
95
130
150
200
270
370
480
112.5
154.5
178.5
236,4
320,4
437,6
566,5
1,0
1,6
2,0
2,5
3,1
3,9
4,6
(1) I dati sono ottenuti sperimentalmente con
depressioni al camino medie 0,1 mbar, caldaia in
temperatura e portata termica di targa. Nel
normale funzionamento si verificano variazioni a
seconda del carico termico e delle depressioni o
pressioni al camino. La contropressione indicata
è quella della sola caldaia. Per le caldaie a
condensazione dove la temperatura di fumi è
molto bassa, il camino non ha tiraggio quindi
deve essere calcolato come condotto
d’evacuazione gas di scarico, la cui perdita di
carico va sommata alla contropressione di
caldaia, poiché deve essere vinta dalla
prevalenza del bruciatore. Sommare quindi la
contropressione della caldaia alla perdita di
carico del camino per dimensionare il bruciatore.
Volume camera
Ø Max Lungh. minima
combustione Boccaglio
boccaglio
mc
mm
mm
0,154
0,154
0,189
0,221
0,289
0,397
0,553
140
140
140
170
170
190
190
200
200
200
200
200
200
200
Caldaie
RAVASIO
s.r.l.
4
pag. 16
BRUCIATORE
4.2 SCELTA BRUCIATORE FUNZIONANTE A GAS
Nota la pressione gas necessaria all’ingresso della rampa bruciatore, individuare il modello di bruciatore con le
modalità riportate ai punti 4.1 - 4.1.1 il cui campo di funzionamento copra il campo di lavoro della caldaia. Diametri
di rampe gas ed accessori vanno calcolati di modo che la caduta di pressione totale della rampa, degli accessori,
della tubazione, assommati alla contropressione in camera di combustione, alla perdita di carico del camino ed alla
pressione necessaria al bruciatore, non superino la pressione minima di gas garantita in rete e comunque
garantiscano la pressione minima di gas necessaria al bruciatore per ottenere la portata termica stabilita.
Esempio:
(1) Δp
(2) Δp
(3) Δp
(4) Δp
(5) Δp
(6) Δp
Tubazione
El. Valv.
V.I.C.
Rampa gas
Caldaia
Camino
L’esempio A specifica in modo
chiaro come pur essendo il corpo
bruciatore identico al caso B e
dimensionato correttamente per la
caldaia, la tubazione e i relativi
accessori sottodimensionati non
possono garantire la portata di
combustibile
necessaria
al
bruciatore per funzionare a quella
portata termica.
+
+
+
+
+
=
______________________________
Δp Totale Gas
Δp Totale Gas <
Pressione minima Gas
E’ pertanto indispensabile un corretto dimensionamento di tubazioni - accessori e diametri rampe gas.
Eseguita la scelta del bruciatore ed installato, la taratura va eseguita ricordando i consigli di seguito:
Individuata la portata termica o potenza al focolare che si intende installare sulla caldaia, calcolare la portata di
combustibile oraria Q nel seguente modo:
(Portata termica o Potenza focolare)
Q = ------------------------------------------------------- = (m³ /h)
P.C.I. GAS
*P.C.I. GAS Metano =
8.250 kcal/m³
34.540 kJ/m³
Individuata la portata di gas necessaria, regolare di conseguenza il bruciatore verificandola mediante lettura al
contatore, si consiglia a tal proposito, per maggiore precisione, la lettura del tempo impiegato al consumo di 1 m³ di
gas (non si toglie la vista dal contatore). Per trovare poi la portata oraria, dividere 3.600 per il tempo rilevato al
consumo di 1 m³ espresso in secondi. Moltiplicando i m³/h di portata ottenuti per il P.C.I. del gas metano in
condizioni standard* si otterrà la portata termica (potenza al focolare) effettivamente installata.
* E’ doveroso fare la seguente precisazione:
Il P.C.I. del gas metano è pari a ( 8.575 kcal/Nm³ ) ( 35.900 kJ/Nm³ ) nelle seguenti condizioni:
Tg = Temperatura gas 0 °C
P = Pb pressione atmosferica 1.013 mbar
In realtà essendo il metano un gas comprimibile, esso varia le proprie caratteristiche in base a pressione e
temperatura, pertanto nelle condizioni più comuni delle reti metano:
Tg = Temperatura gas (°C)
= 15 °C
P = Pressione gas (mbar)
= 20 mbar
Per effetto della variazione di volume specifico il
P.C.I. del gas metano diviene: 8.250 kcal/m³
34.540 kJ/m³
I contatori di metano segnano portate di gas con
riferimento 0 °C – 1.013 mbar, la lettura della
portata termica di un bruciatore effettuata al
contatore di gas metano con pressione del gas
in rete = 20 mbar e 15 °C va moltiplicata, quindi
per 8.250 kcal/m³ (34.540 kJ/m³).
Anche se generalmente i contatori di gas alimentati a
pressioni > 40 mbar sono dotati di correttore automatico
delle portate, è comunque facile calcolare con la seguente
formula (approssimativa ma prossima ai valori reali) la
portata di gas (Qr) corretta in base alla pressione del gas al
contatore, che, moltiplicata per 8.250 kcal/m³, dà la portata
termica reale della caldaia che si sta verificando.
1.013 + Pgas
Qr = Qm -------------------------- = (m³/h)
1.013
Qr = portata reale del gas (m³/h)
Qm = portata misurata al contatore (m³/h)
Pgas = pressione del gas misurata al contatore (mbar)
Caldaie
RAVASIO
4
s.r.l.
pag. 17
BRUCIATORE
4.2.1 DIMENSIONAMENTO E COSTRUZIONE TUBAZIONE GAS-METANO
La costruzione ed il dimensionamento delle tubazioni gas-metano dal contatore alla caldaia sono regolamentate
dalle seguenti Normative:
• DM 12.4.96 al TITOLO V “impianto interno adduzione gas per impianti termici con potenza > 35 kW”.
• NORMA UNI 7129 APPENDICE A “calcolo dei diametri dei tubi di un impianto interno”.
Il dimensionamento delle tubazioni e delle componenti deve essere tale da garantire il corretto funzionamento del
bruciatore. L’impianto interno ed i materiali impiegati devono essere conformi alla legislazione tecnica vigente.
Per dimensionare il ∅ della tubazione gas e relativi componenti può essere utile anche per impianti > 35 kW
l’appendice A Norma UNI 7129, che indica di operare come segue:
1) Individuare la portata max oraria di gas-metano.
(portata termica max caldaia o caldaie (kcal/h); P.C.I. metano 8.575 kcal/Nm3).
2) Individuare la lunghezza virtuale della tubazione adduzione gas-metano.
(lunghezza effettiva tubazione da contatore al bruciatore + perdite di carico accidentali).
Alle perdite di carico accidentali viene fornita una lunghezza equivalente come da Tab. prospetto A1 UNI 7129.
∅i tubazione
≤ 22,3
22,3 a 53,9
53,9 a 81,7
≥ 81,7
Curva 90°
0,2
0,5
0,8
1,5
Gas naturale - Lunghezza equivalente Mt
Raccordo a T
Croce
0,8
1,5
2,0
4,0
4,0
8,0
6,5
13,0
Gomito
1,0
1,5
3,0
4,5
Rubinetto
0,3
0,8
1,5
2,0
3) Individuare la perdita di carico ammessa nella tubazione.
Generalmente 1 mbar (per pressioni al contatore gas-metano = 20 mbar).
4) Individuare il ∅ della tubazione dal prospetto sotto riportato.
Prospetto A III –
Filettatura
Di mm
S mm
Lm
2
4
6
8
10
15
20
25
30
40
50
75
100
NB
Portata in volume (m3/h a 15 °C) per gas naturale, densità 0,6 kg/m3, calcolate per tubazioni
di acciaio, con perdita di carico di 1,0 mbar.
3/8
13,2
2,0
1/2
16,7
2,3
3/4
22,3
2,3
1”
27,9
2,9
3,09
2,09
1,66
1,41
1,25
0,99
0,84
0,74
0,67
0,57
0,50
0,40
0,34
5,89
3,99
3,17
2,70
2,38
1,89
1,61
1,41
1,28
1,08
0,95
0,76
0,64
13,04
8,82
7,02
5,96
5,25
4,18
3,55
3,12
2,82
2,39
2,11
1,67
1,42
24,13
16,31
12,97
11,02
9,71
7,71
6,55
5,77
5,20
4,42
3,89
3,09
2,62
1”1/4
1”1/2
36,6
42,5
2,9
2,9
Portata m3/h
50,82
76,58
34,34
51,72
27,29
41,10
23,18
34,90
20,42
30,75
16,22
24,42
13,77
20,73
12,13
18,26
10,93
16,46
9,28
13,97
8,17
12,30
6,49
9,76
5,50
8,28
2”
53,9
3,2
2”1/2
69,7
3,2
3”
81,7
3,6
145,15
99,19
78,79
66,91
58,94
46,79
39,72
34,98
31,53
26,76
23,56
18,69
15,86
288,70
197,75
158,46
135,24
119,11
94,55
80,25
70,66
63,68
54,04
47,58
37,74
32,02
441,42
302,42
242,17
206,91
183,13
146,01
123,92
109,10
98,32
83,43
73,45
58,26
49,42
La tabella sopra riportata non tiene conto delle perdite di carico delle eventuali componenti (valvola
intercettazione combustibile – elettrovalvola – rilevazioni fughe gas – ecc.).
- La tabella suddetta è comunque indicativa: deve essere eseguito progetto, per l’installazione ed il
dimensionamento tubazione metano, da professionisti abilitati.
Caldaie
RAVASIO
4
s.r.l.
pag. 18
BRUCIATORE
4.2.2 TABELLA INDICATIVA ABBINAMENTO BRUCIATORI MODULANTI FUNZIONANTI A GAS METANO CON CALDAIE SERIE CN3
1
2
3
CALDAIA
SERIE CN3
Mod.
BALTUR
CIB UNIGAS
FBR
JOANNES
RIELLO
WEISHAUPT
95
BTG 20 LX
+ RAMPA 45A
NG140M
-.PR.L.IT.A. 0.20
GAS X3/M CE TL
+ RAMPA D1”-FS25
* JM 18/2L
+ RAMPA 1/2 “
BS 3/M
+ RAMPA CG 220
WG 20 N/1 – C ZM
+ RAMPA 1”
130
BTG 20 LX
+ RAMPA 45A
NG200M
-.PR.L.IT.A. 0.20
GAS X3/M CE TL
+ RAMPA D1”-FS25
* JM 18/2L
+ RAMPA 1 “
BS 3/M
+ RAMPA CG 220
WG 20 N/1 – C ZM
+ RAMPA 1”
150
BTG 20 LX
+ RAMPA 45A
NG350M
-.PR.M.IT.A. 0.25
GAS X4/M CE TL
+ RAMPA D1”-FS25
G26/M GAS
+ RAMPA 3/4 “
BS 4/M
+ RAMPA CG 220
WG 20 N/1 – C ZM
+ RAMPA 1”
200
SPARKGAS 30 LX
+ RAMPA 24B
NG350M
-.PR.M.IT.A. 0.25
GAS X5/M CE TL
+ RAMPA D1”-FS32
G35/M GAS
+ RAMPA 1 1/4 “
RS 28/M t.l.
+ RAMPA MB 10/1
+ ADATTATORE C
WG 30 N/1 – C ZM
+ RAMPA 1”
270
TBG 55 ME
+ RAMPA 73B
NG400M
-.PR.M.IT.A.0.32
GAS XP40/M CE TL
+ RAMPA D1” 1/2-FS40
G50/M GAS
+ RAMPA 1” 1/4 “
RS 38/M t.l.
+ RAMPA MB 12/1
WG 40 N/1 – A ZM
+ RAMPA 1” ½
370
TBG 55 ME
+ RAMPA 73B
NG550M
-.PR.L.IT.A. 0.50
GAS XP60/M CE TL
+ RAMPA D1” 1/2-FS40
G50/M GAS
+ RAMPA 1” 1/2 “
RS 50/M t.l.
+ RAMPA MB 15/1
WG 40 N/1 – A ZM
+ RAMPA 1” ½
480
TBG 85 ME
+ RAMPA 74B
P60M
-.PR.L.IT.A. 0.65
GAS P70/M CE TL
+ RAMPA D2”-FS50
G70/M GAS
+ RAMPA 2 “
RS 70/M t.l.
+ RAMPA MB 20/1
WM G10/3 – ZM
+ RAMPA 2”
NB: LA PRESENTE TABELLA E’ DA RITENERSI INDICATIVA.
Le sigle o i modelli dei bruciatori potrebbero subire variazioni dalle case costruttrici non tempestivamente segnalati nella presente tabella.
La nostra Società non si ritiene responsabile per eventuali errori di abbinamento: si ritiene a carico del committente la scelta del bruciatore o la verifica dei vari abbinamenti.
NB: Nella presente tabella sono riportati bruciatori tra i più comuni: NON SONO DA ESCLUDERE bruciatori di altre marche e relativi modelli nonché l’impiego di bruciatori
preesistenti sulle caldaie sostituite precedenti alla nuova purché di caratteristiche idonee, come riportato ai punti 4.0, 4.1 e 4.1.1
I bruciatori preceduti dal simbolo * indicano bruciatore bistadio.
Caldaie
RAVASIO
4.2.3
1
2
4
s.r.l.
pag. 19
BRUCIATORE
TABELLA INDICATIVA ABBINAMENTO BRUCIATORI MODULANTI A BASSE EMISSIONI INQUINANTI
FUNZIONANTI A GAS METANO CON CALDAIE SERIE CN3
CALDAIA
SERIE CN3
Mod.
BALTUR
CIB UNIGAS
FBR
JOANNES
RIELLO
WEISHAUPT
95
BTG 20 LX
+ RAMPA 45A
NGX200
M-.PR.L.IT.A. 0.20
GAS X3/M CE-LX TL
+ RAMPA D1”-FS25
------------------
BS 3/M
+ RAMPA CG 220
WG 20 N/1 – C ZM-LN
+ RAMPA 1”
130
BTG 20 LX
+ RAMPA 45A
NGX350
M-.PR.M.IT.A. 0.25
GAS X3/M CE-LX TL
+ RAMPA D1”-FS25
------------------
BS 3/M
+ RAMPA CG 220
WG 20 N/1 – C ZM-LN
+ RAMPA 1”
150
BTG 20 LX
+ RAMPA 45A
NGX350
M-.PR.M.IT.A. 0.25
GAS X4/M CE-LX TL
+ RAMPA D1”-FS25
------------------
BS 4/M
+ RAMPA CG 220
WG 20 N/1 – C ZM-LN
+ RAMPA 1”
200
SPARKGAS 30 LX
+ RAMPA 24B
NGX350
M-.PR.M.IT.A. 0.25
GAS X5/M CE-LX TL
+ RAMPA D1”-FS32
------------------
RS 45/M BLU
+ RAMPA MB 10/1
+ ADATTATORE C
WG 30 N/1 – C ZM-LN
+ RAMPA 1”
270
BGN 60 LX
+ RAMPA 26B
NGX550
M-.PR.L.IT.A. 0.40
GAS XP40/M CE-LX TL
+ RAMPA D1” 1/2-FS40
------------------
RS 45/M BLU
+ RAMPA MB 15/1
WG 40 N/1 – A ZM-LN
+ RAMPA 1” ½
370
BGN 60 LX
+ RAMPA 26D
NGX550
M-.PR.L.IT.A. 0.50
GAS XP60/M CE-LX TL
+ RAMPA D1” 1/2-FS40
------------------
RS 68/M BLU
+ RAMPA MB 15/1
+ ADATTATORE C2
WG 40 N/1 – A ZM-LN
+ RAMPA 1” ½
480
BGN 120 LX
+ RAMPA 27C
LX60
M-.PR.L.IT.A. 0.65
------------------
------------------
RS 68/M BLU
+ RAMPA MB 20/1
WM G10/3 – ZM-LN
+ RAMPA 2”
NB: LA PRESENTE TABELLA E’ DA RITENERSI INDICATIVA.
Le sigle o i modelli dei bruciatori potrebbero subire variazioni dalle case costruttrici non tempestivamente segnalati nella presente tabella.
La nostra Società non si ritiene responsabile per eventuali errori di abbinamento: si ritiene a carico del committente la scelta del bruciatore o la verifica dei vari abbinamenti.
NB: Nella presente tabella sono riportati bruciatori tra i più comuni: NON SONO DA ESCLUDERE bruciatori di altre marche e relativi modelli nonché l’impiego di bruciatori
preesistenti sulle caldaie sostituite precedenti alla nuova purché di caratteristiche idonee, come riportato ai punti 4.0, 4.1 e 4.1.1
Caldaie
RAVASIO
4
s.r.l.
BRUCIATORE
pag. 20
*4.3 MONTAGGIO BRUCIATORE
La caldaia ha in dotazione di serie la contro-piastra per l’applicazione del bruciatore, la relativa guarnizione
ed il materassino in fibra di vetro per il riempimento dello spazio tra boccaglio bruciatore e boccaglio
portellone.
Dopo aver montato il bruciatore sulla contro-piastra della caldaia (rif.to 3) interporre l’apposita guarnizione in
fibravetro (rif.to 2) forandola con le dimensioni del boccaglio bruciatore, quindi serrare energicamente le
brugole di fissaggio onde evitare fuoriuscite di combusti. Aprire poi il portellone e riempire lo spazio residuo
con il materassino in fibra di vetro (rif.to 5) tra boccaglio bruciatore e portellone.
Verificare, a bruciatore acceso, la perfetta tenuta delle guarnizioni.
Accertarsi che la fiamma si sviluppi al centro della camera di combustione e non ne tocchi le pareti;
regolare altrimenti la posizione del bruciatore, per evitare cattive combustioni e danneggiamenti alla
caldaia.
Collegare la presa di ventilazione del bruciatore all’attacco della spia visiva. Qualora questo attacco non
fosse previsto sul bruciatore, chiudere il foro di presa ventilazione sulla spia visiva, con tappo Ø ¼” per
evitare fuoriuscite di gas combusti che annerirebbero il vetro e lo romperebbero per stress termico.
ATTENERSI INOLTRE ALLE PRESCRIZIONI DEL COSTRUTTORE DEL BRUCIATORE CIRCA IL SUO
MONTAGGIO.
6
5
1
2
3
4
Bruciatore
7
1.
2.
3.
4.
5.
Piastra porta-bruciatore saldata su portellone.
Guarnizione piastra (in dotazione).
Contropiastra bruciatore da forare con diametro del boccaglio.
Guarnizione bruciatore (non in dotazione).
Riempimento boccaglio con materassino in fibra di vetro (in dotazione), o simili, onde riempire lo spazio
superfluo compreso tra l’isolamento della porta e il boccaglio del bruciatore.
6. Portagomma per presa di ventilazione del bruciatore.
7. Fori per serraggio bruciatore.
Caldaie
RAVASIO
s.r.l.
5
PARAMETRI DI COMBUSTIONE
pag. 21
5.0 PARAMETRI ED ANALISI DI COMBUSTIONE
L’analisi di combustione è regolata dalla Normativa UNI 10389 “Misurazione in opera del rendimento di
combustione”. Gli analizzatori di combustione devono essere verificati e tarati periodicamente per
garantire la correttezza dei dati.
5.1 FREQUENZA DELLE ANALISI DI COMBUSTIONE
• Una volta l’anno per le Centrali Termiche dotate di generatore o generatori di calore la cui potenza al
focolare complessiva sia compresa tra 35 kW e 350 kW.
• Due volte l’anno (una a metà stagione) per Centrali Termiche dotate di generatore o generatori di
calore la cui potenza al focolare complessiva sia > 350 kW.
5.2 MODALITÁ D’ESECUZIONE ANALISI DI COMBUSTIONE
•
•
•
Inserire l’analizzatore di combustione nel foro apposito sul raccordo fumi caldaia/camino, che deve
essere posizionato a due diametri di distanza dall’uscita della caldaia; se non ci fosse tale distanza
prescritta prima di una curva eseguire il foro ad un diametro dopo la stessa.
Eseguire la prova con caldaia in temperatura.
Effettuare la misurazione almeno tre volte, ad intervalli di tempo uguali nel periodo di prova ritenuto
necessario dall’operatore e ogni volta almeno 120 secondi dopo l’inizio del primo prelievo.
Riportare la media dei dati rilevati sul libretto di centrale
5.3 PARAMETRI DI COMBUSTIONE
Il forte risparmio energetico ottenibile
con una caldaia a condensazione è
dato
dall’abbattimento
della
temperatura dei fumi e dalla loro
conseguente
condensazione
con
recupero di calore sensibile e calore
latente di vaporizzazione riconvertibili
all’impianto.
La condensazione avviene quando i
gas combusti vengono a contatto con
pareti a temperatura minore od uguale
alla loro temperatura di rugiada,
funzione quest’ultima dipendente dalla
% CO2 e quindi dall’eccesso d’aria
presente nella combustione; minore è
l’eccesso
d’aria
presente
nella
combustione (e quindi maggiore è la
% CO2), maggiore è la temperatura di
rugiada
(questo
comporta
la
possibilità di condensare su un campo
più ampio di temperature).
60
T [°C]
55
50
45
40
35
30
0
100
200
300
400
Eccesso d'aria [%]
grafico temperatura di rugiada in funzione della
percentuale di eccesso d’aria nella combustione
Caldaie
RAVASIO
5
s.r.l.
PARAMETRI DI COMBUSTIONE
pag. 22
5.3.1 GRAFICI TEMPERATURA FUMI E CONTROPRESSIONE CALDAIE TRM o TRS 95 - 130 - 150 CN3
CN3 95
76
74
0,8
72
0,6
70
68
Tf [°C]
Cp [mbar]
1
0,4
66
0,2
64
0
20
40
60
80
62
120
100
Portata termica [kW]
CN3 130
81
1,6
79
1,4
77
75
1
73
0,8
71
0,6
69
0,4
67
0,2
65
0
40
60
80
100
120
140
Tf [°C]
Cp [mbar]
1,2
63
160
Portata termica [kW]
2
1,8
1,6
1,4
1,2
1
0,8
0,6
0,4
0,2
0
80
78
76
74
72
70
Tf [°C]
Cp [mbar]
CN3 150
68
66
64
40
60
80
100
120
140
160
180
Portata termica [kW]
Combustibile: Gas Metano
T amb.: 20 °C
T rit.: 60 °C
% CO2 nei fumi: 10%
Caldaie
RAVASIO
s.r.l.
5
PARAMETRI DI COMBUSTIONE
pag. 23
5.3.2 GRAFICI TEMPERATURA FUMI E CONTROPRESSIONE CALDAIE TRM o TRS 200 – 270 CN3
CN3 200
2,6
82
2,4
80
2,2
78
2
76
1,6
1,4
74
1,2
72
Tf [°C]
Cp [mbar]
1,8
1
70
0,8
0,6
68
0,4
66
0,2
0
50
70
90
110
130
150
170
190
210
230
64
250
Portata termica [kW]
CN3 270
3,5
83
3
Cp [mbar]
2
73
1,5
1
68
0,5
0
50
100
150
200
250
300
Portata termica [kW]
Combustibile: Gas Metano
T amb.: 20 °C
T rit.: 60 °C
% CO2 nei fumi: 10%
63
350
Tf [°C]
78
2,5
Caldaie
RAVASIO
5
s.r.l.
PARAMETRI DI COMBUSTIONE
pag. 24
5.3.3 GRAFICI TEMPERATURA FUMI E CONTROPRESSIONE CALDAIE TRM o TRS 370 – 480 CN3
CN3 370
4
84
82
3,5
80
78
76
2,5
74
2
Tf [°C]
Cp [mbar]
3
72
70
1,5
68
1
66
0,5
70
120
170
220
270
320
370
420
64
470
Porta termica [kW]
CN3 480
4,5
82
4
80
Cp [mbar]
76
3
74
2,5
72
2
70
1,5
1
120
68
170
220
270
320
370
420
470
520
570
Portata termica [kW]
Combustibile: Gas Metano
T amb.: 20 °C
T rit.: 60 °C
% CO2 nei fumi: 10%
66
620
Tf [°C]
78
3,5
Caldaie
RAVASIO
6
s.r.l.
CIRCUITI IDRAULICI
pag. 25
6.0 CIRCUITI IDRAULICI
Verranno nel presente paragrafo riportate diverse tipologie d’impianto con indicate le connessioni
consigliate. Qualora le spiegazioni non siano esaustive o non siano contemplati tutti i tipi di impianto
contattare il nostro ufficio tecnico.
6.1 IMPIANTO DIRETTO CON UN SOLO CIRCUITO DI RISCALDAMENTO ( O CON PIU’ CIRCUITI
TERMOREGOLABILI ALLA STESSA TEMPERATURA )
caldaie RAVASIO
Via don Pedrinelli 30 CARVICO (BG)
togliere tensione generale pima di
intervenire all' interno del quadro elettrico
on
Cal daie
RAVASIO
off
R E GO LA TO R E
B RU C IA TO RE
D TC 628
Ris: RAVASIO E6
12.18 VENERDI'
termometro caldaia
interruttore caldaia
°C
E SC
O N - O FF
MOD U LA ZI O NE
VA LV O LA
B RU C IA TO RE
P O MP A
A LLA R MI
centralina elettronica
termostato caldaia
termostato
di sicurezza
NOTA VALIDA PER TUTTE LE TIPOLOGIE DI IMPIANTO
E’ NECESSARIO CHE IL RITORNO IN CALDAIA ABBIA UNA TEMPERATURA INFERIORE A QUELLA
DI RUGIADA DEI GAS DI SCARICO PER FAR SÌ CHE LA CALDAIA CONDENSI (vedi Cap. 5.3)
Per cui:
Se impianto a PANNELLI RADIANTI non è indispensabile variare la temperatura di ritorno in caldaia, in
quanto su tutto l’arco di termoregolazione la temperatura di ritorno è inferiore a quella di rugiada dei gas di
scarico e consente alla caldaia di condensare sull’intero campo della regolazione di temperatura.
Se impianto a RADIATORI esistenti dimensionato con ΔT = 10 °C è possibile che per un certo periodo
dell’anno, quando ad esempio temperatura di mandata necessaria = 70 °C e di ritorno = 60 °C, la caldaia
recuperi solo il calore sensibile dei fumi e non quello latente, in quanto le temperature dei fumi non riescono
ad abbassarsi sotto a quella di rugiada. Per fare sì che anche nel caso indicato avvenga la condensazione,
è necessario variare, abbassandola, la portata d’acqua in caldaia in modo che aumenti il ΔT facendo
scendere la temperatura di ritorno sotto la temperatura di rugiada e quindi di condensazione.
Ricordiamo che mediamente dimezzando la portata d’acqua in un termosifone la sua resa termica
diminuisce dell’ 8%. Un semplice sistema, ma efficiente, può essere quello d’installare gruppi pompe
gemellari ed impostare una pompa sulla velocità 1 (bassa portata) e la seconda sulla velocità 3 (alta
portata). Le due pompe possono essere azionate da un termostato posto sul ritorno tarato a 50 °C in modo
che sotto quella temperatura funzioni la pompa sulla velocità 3, mentre sopra funzioni quella sulla velocità
1, mantenendo sempre la temperatura sul ritorno inferiore a 50 °C e quindi inferiore alla temperatura di
rugiada.
Se impianto nuovo da progettare con RADIATORI o FAN COIL, e caldaia a condensazione, dimensionare i
nuovi corpi scaldanti in modo che la loro resa termica sia calcolata con Tm < 50 °C consentendo in tal
modo alla caldaia di condensare sempre anche con temperature esterne molto basse.
Caldaie
RAVASIO
6
s.r.l.
CIRCUITI IDRAULICI
pag. 26
6.2 IMPIANTO CON UN CIRCUITO AD ALTA TEMPERATURA ED UNO A BASSA TEMPERATURA
caldaie RAVASIO
Via don Pedrinelli 30 CARVICO (BG)
togliere tensione generale pima di
inter venire all' interno del quadro elettric o
on
C al d ai e
R AVASIO
of f
RE GOL AT
ORE
B R
U CI AT
ORE
D TC 6 28
Ris : RAV ASIO E6
12. 18 VENE RDI'
termometro caldaia
interruttore caldaia
°C
ESC
ON - OF F
MO D U L A Z
I ON E
V
L V OL A
A
B R U C IA T O R E
PO
M
A
P
A L A R MI
centralina elettronica
termostato
di sicurezza
t ermost ato caldaia
La temperatura di caldaia deve soddisfare quella richiesta dal circuito ad alta temperatura mentre il circuito a bassa
temperatura deve essere miscelato con valvola e termoregolazione separata.
La pompa circuito A.T. (alta temperatura) deve essere sempre in funzione per garantire la circolazione d’acqua in
caldaia.
Se per diversità d’orari ciò non fosse possibile rispetto all’ altro circuito aggiungere pompa destratificatrice per garantire
circolazione d’acqua in caldaia.
la pompa circuito alta temperatura o la pompa destratificatrice devono avere portata pari ad almeno il 30% del totale
portata acqua in caldaia.
La REGOLAZIONE ELETTRONICA E6 dovrà quindi essere impostata su una curva climatica che soddisfi il circuito
alta temperatura.
Qualora si dovesse installare nuova la termoregolazione separata del circuito B.T. consigliamo di scegliere COSTER in
quanto può essere configurata come secondaria sulla REGOLAZIONE ELETTRONICA E6 e condividere con la stessa
dati e comandi.
6.3 IMPIANTO CON CIRCUITO RISCALDAMENTO E PRODUZIONE DI ACQUA CALDA SANITARIA
AD ACCUMULO
caldaie RAVASIO
Via don Pedrinelli 30 CARVICO (BG)
togliere tensione generale pima di
intervenire all' interno del quadro elettrico
on
Cal daie
RAV ASI O
off
RE GO LA TO RE
B RU C IA TO RE
DTC 628
Ris: RAVASIO E6
12.18 VENERDI'
termometro caldaia
interruttore caldaia
°C
E SC
ON - O FF
MOD UL AZ O
I NE
VA LV OL A
BR UC I AT OR E
PO MPA
A LL AR MI
centralina elettronica
termostato caldaia
termostato
di sicurezza
La temperatura di caldaia dovrà soddisfare quella maggiore istantaneamente richiesta dall’ impianto.
La REGOLAZIONE E6 dovrà essere impostata sulla curva climatica del circuito riscaldamento.
La temperatura di caldaia scorrerà lungo la curva climatica impostata sulla REGOLAZIONE E6 fino a quando
l’accumulo acqua calda sanitaria si manterrà alla temperatura voluta.
Quando la temperatura a.c.s. nell’accumulo scenderà sotto quella impostata sul relativo termostato (optional) tramite il
telecomando CDB 301 (al quale è collegato (OPTIONAL) la caldaia si porterà ad alta temperatura e set point fisso fino
a quando si otterrà nell’ accumulo la temperatura impostata.
È quindi necessario che sul circuito di riscaldamento sia installata la valvola miscelatrice e la relativa centralina che
lavorerà in miscelazione solo quando la caldaia si porterà in alta temperatura per ricaricare l’accumulo acqua calda
sanitaria.
In caldaia deve comunque essere sempre garantita la circolazione d’ acqua per cui installare pompa destratificatrice su
caldaia o valvola deviatrice dopo la pompa accumulo a.c.s. (che dovrà lavorare in apertura e chiusura con pompa
sempre accesa comandata da telecomando cdb 301).
Per impianti complessi a più circuiti realizzare impianto come indicato al punto 6.4.
Caldaie
RAVASIO
6.4
6
s.r.l.
CIRCUITI IDRAULICI
pag. 27
IMPIANTO INDIRETTO CON PRODUZIONE DI ACQUA CALDA SANITARIA AD ACCUMULO, UN
CIRCUITO A BASSA TEMPERATURA ED UNO AD ALTA TEMPERATURA.
caldaie RAVASIO
Via don Pedrinelli 30 CARVICO (BG)
togliere tensione generale pima di
intervenire all' inter no del quadro elettrico
on
Ca d
l ai e
RAVASIO
off
D TC 628
Ris : RAVASIO E6
12.18 V ENERD I'
termometro caldaia
interruttore caldaia
°C
c entralina elettronica
termostato caldaia
termostato
di sicurezza
La pompa primario miscelatore – equilibratore (P1) deve avere portata uguale alla somma di tutte le altre pompe, la
prevalenza deve vincere le sole perdite di carico della caldaia e del miscelatore.
Il miscelatore – equilibratore di portata è necessario per garantire circolazione d’acqua in caldaia a portata costante
anche con tutti i circuiti ad esso collegati chiusi o spenti.
Il sistema di produzione a.c.s. se nuovo deve essere dimensionato in modo che il suo circuito primario restituisca
temperature sul ritorno che consentano alla caldaia di condensare (Es: Tm = 60 °C, Tr = 40 °C). Se tale sistema è
esistente e non già così dimensionato consigliamo di sovradimensionare leggermente l’accumulo (integrandolo ad
esempio con altro accumulo) o la superficie di scambio del primario (aumentando per esempio le piastre scambiatore)
per evitare fenomeni di pendolazione della temperatura dell’acqua calda sanitaria nei momenti di grande prelievo dovuti
ai tempi di reazione ed alle sinergie dei vari componenti.
Sia il circuito ad alta che quello a bassa temperatura devono essere dotati di termoregolazione con centraline a sé
stanti rispetto alla caldaia in modo che possano funzionare indipendenti dalla temperatura di caldaia. La curva climatica
di caldaia deve però essere impostata uguale a quella del circuito alla temperatura più alta da servire (circuito A.T.) in
modo che la valvola miscelatrice di quest’ultimo lavori sempre in apertura ad esclusione di quando la caldaia si debba
portare ad una temperatura più elevata del setpoint istantaneo per produrre a.c.s.; solo in tal caso comincerà la
miscelatrice a termoregolare.
E’ essenziale in questo tipo di impianto collegare la pompa boiler al termostato relativo in modo che in modalità On –
Off lo ricarichi.
6.5 IMPIANTO CON PIU’ CALDAIE IN CASCATA IN REGOLAZIONE CLIMATICA
Tipo Regolazione
CLIMATICA
caldaie RAVASIO
Via don Pedrinelli 30 CARVICO (BG)
togliere tensione generale pima di
intervenire all' interno del quadro elettrico
on
Caldaie
RAV ASIO
caldaie RAVASIO
caldaie RAVASIO
termometro caldaia
DTC 628
termometro caldaia
termostato
di sicurezza
VALV OLA
BRUCIATORE
interruttore caldaia
°C
ESC
MO DULAZIONE
termostato caldaia
off
REGOLATORE
BRUCIATORE
Ris: RAVASIO E6
12.18 VENERDI'
interruttore caldaia
°C
A LLARMI
togliere tensione generale pima di
intervenire all' interno del quadro elettrico
on
Caldaie
RA VASIO
DTC 628
ESC
O N- OFF
POM PA
centralina elettronica
Via don Pedrinelli 30 CARVICO (BG)
off
REGO LATORE
BRUCIATORE
Ris: RAVASIO E6
12.18 VENERDI'
interruttore caldaia
ESC
BRUCIATORE
togliere tensione generale pima di
intervenire all' interno del quadro elettrico
on
Caldaie
RAVA SIO
termometro caldaia
°C
O N -OFF
VALVOLA
Via don Pedrinelli 30 CARVICO (BG)
off
REGOLATORE
BRUCIATORE
DTC 6 28
Ris: RAVASIO E6
12.18 VENERDI'
M ODULAZIO NE
ON - OFF
POM PA
ALLARMI
centralina elettronica
MODULAZIONE
termostato caldaia
termostato
di sicurezza
V ALVOLA
BRUCIATORE
POMPA
ALLARM I
centralina elettronica
termostato caldaia
termostato
di sicurezza
B2 - Sonda temp. esterna
(può essere unica
per più caldaie).
B4 - Sonde temp. caldaie.
B7 - Sonde temperature
fumi (optional).
E - Bruciatore modulante.
E.3 - Comando modulaz.
bruciatori.
M1 - Pompa riscaldamento.
Y - Pompa di cascata.
Y1 - Valvola miscelatrice
riscaldamento.
VR - Valvole di ritegno.
Caldaie
RAVASIO
7
s.r.l.
COLLEGAMENTO AL CAMINO
pag. 28
7.0 CAMINO
Il camino di una caldaia a condensazione non può essere considerato come quello di una caldaia normale
in quanto le basse temperature dei fumi non generano tiraggio e quindi i gas combusti devono essere
espulsi con la prevalenza residua del bruciatore.
I camini utilizzabili sulle caldaie a condensazione devono essere:
ƒ Resistenti alle condense acide.
ƒ Stagni.
ƒ Con andamento sempre ascendente.
Per tali motivi sono da preferire sistemi fumari realizzati in acciaio inossidabile con guarnizioni siliconiche sulle
giunzioni.
La perdita di carico totale del circuito fumi è data dalla somma della contropressione della caldaia più la
perdita di carico del camino alla minima temperatura di fuoriuscita dei gas combusti (30 °C) ed alla massima
portata termica della caldaia o a quella di taratura del bruciatore. Il bruciatore deve avere la prevalenza per
poter vincere le contropressioni del circuito; l’esempio A indica il campo di lavoro di un bruciatore in grado di
funzionare in modo corretto abbinato alla caldaia, l’esempio B un bruciatore che non potrà funzionare con la
caldaia abbinata se non abbassandone la portata termica. Nel caso del bruciatore B si dovrà quindi
dimensionare il camino con sezione maggiore per diminuire le perdite di carico o scegliere un bruciatore con
curva di prevalenza superiore.
7.1 PORTATA IN MASSA DEI FUMI
Al fine di un corretto dimensionamento riportiamo di seguito tabelle di portata in massa di fumi per gas metano.
% CO 2⇒
caldaia serie CN3 ⇓
9
10
Temp. max fumi
Portata fumi kg/s
°C
95
0,051
0,047
74
130
0,071
0,064
78
150
0,081
0,074
78
200
0,108
0,098
78
270
0,146
0,133
79
370
0,199
0,182
81
480
0,258
0,236
80
Caldaie
RAVASIO
7
s.r.l.
pag. 29
COLLEGAMENTO AL CAMINO
7.2 PERDITE DI CARICO CANNE FUMARIE
I diametri indicati sono quelli commerciali espressi in mm, mentre le altezze sono espresse in m. I dati si
riferiscono alla potenza massima di caldaia.
Caldaia CN3 95
Ø
camino ⇒
h camino
⇓
5
10
15
20
25
30
35
40
180
Caldaia CN3 130
200 250 300
Perdite di carico
(Pa)
0
-2 -3
-4
-3
-5 -6
-7
-7
-9 -9
-11
-10 -11 -12 -14
-12 -13 -14 -16
-15 -16 -18 -19
-17 -19 -20 -21
-20 -22 -23 -24
Ø
camino ⇒
h camino
⇓
5
10
15
20
25
30
35
40
180
200 250
Caldaia CN3 150
300
Perdite di carico (Pa)
0
-2
-5
-8
-10
-13
-14
-16
-1
-4
-7
-9
-12
-14
-16
-18
-2
-5
-7
-10
-13
-16
-17
-19
-3
-6
-9
-12
-15
-17
-18
-20
Caldaia CN3 200
Ø camino ⇒
200
h camino ⇓
5
10
15
20
25
30
35
40
250
Caldaia CN3 270
300
350
0
-2
-3
-5
-6
-7
-8
-8
-2
-6
-9
-11
-14
-16
-18
-20
Ø camino ⇒
h camino ⇓
Perdite di carico (Pa)
+10
+12
+16
+19
+23
+26
+30
+34
-3
-7
-11
-14
-17
-19
-22
-25
5
10
15
20
25
30
35
40
Caldaia CN3 370
Ø camino ⇒
250
h camino ⇓
5
10
15
20
25
30
35
40
300
1Pa = 0,01mbar
+5
+4
+4
+4
+4
+4
+4
+4
200
250
300
350
Perdite di carico (Pa)
+28
+40
+52
+65
+77
+90
+103
+116
+7
+8
+9
+10
+11
+13
+14
+16
0
-2
-4
-6
-8
-9
-10
-12
-2
-6
-9
-12
-14
-17
-19
-21
350
400
Caldaia CN3 480
350
400
0
-3
-5
-7
-9
-11
-13
-15
Ø camino ⇒
h camino ⇓
Perdite di carico (Pa)
+18
+23
+29
+35
+40
+46
+52
+58
Ø
180 200 250 300
camino ⇒
h camino
Perdite di carico (Pa)
⇓
+4
0
-2
-3
5
+4
-2
-6
-7
10
+5
-3
-9
-10
15
+6
-5
-11 -13
20
+7
-6
-14 -15
25
+8
-7
-16 -18
30
+9
-8
-18 -20
35
+11 -8
-20 -22
40
-1
-3
-5
-7
-9
-11
-13
-15
5
10
15
20
25
30
35
40
250
300
Perdite di carico (Pa)
+12
+13
+15
+17
+19
+21
+23
+26
+4
+2
0
-1
-3
-4
-5
-5
+4
+2
0
-1
-3
-4
-5
-5
0
-3
-6
-9
-12
-14
-16
-18
Caldaie
RAVASIO
8
s.r.l.
LEGISLAZIONE
pag. 30
8.0 LEGISLAZIONI E NORME INERENTI LE CENTRALI TERMICHE
NORME
ANTINCENDIO
ANTISMOG
LEGGE
818/84
COMBUSTIBILI
GASSOSI
NORME
ANTISCOPPIO
DM
1.12.75
NORME ANCC
Raccolta R/82
Norme di sicurezza per apparecchi contenenti liquidi caldi sotto pressione.
NORME SUL
RISPARMIO
ENERGETICO
LEGGE
10/91
DPR 412
Norme per l’attuazione del piano energetico nazionale in materia d’uso
razionale dell’energia, di risparmio energetico, e di sviluppo delle fonti
rinnovabili dell’energia.
NORME SULLA
SICUREZZA
DEGLI IMPIANTI
LEGGE
46/90
DPR 447
Norme sulla sicurezza degli impianti.
DM
12.04.96
Approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi.
8.1 INSTALLAZIONE DELLA CALDAIA IN CENTRALI TERMICHE CON FUZIONAMENTO A GAS METANO
(DM 12.04.96)
A seconda della tipologia i locali d’installazione per le caldaie alimentate a combustibile gassoso devono avere le seguenti
caratteristiche:
8.1.1 INSTALLAZIONE DELLA CALDAIA IN LOCALI ALL’INTERNO DELLA VOLUMETRIA DELL’EDIFICIO
•
•
•
Il locale deve essere ad uso esclusivo della caldaia e relativi dispositivi ed accessori.
Il locale deve avere piano calpestio a quota non inferiore a - 5 m rispetto al piano di riferimento
Il locale deve avere almeno una parete esterna (di lunghezza non inferiore al 15% del perimetro) confinante con:
1 Spazio scoperto o strada scoperta
2
Intercapedine
antincendio ad uso esclusivo
(vedi fig. a fianco) di
sezione
orizzontale,
netta non inferiore a
quella richiesta per
l’aerazione, larga non
meno di 0,6 m ed
attestata superiormente
su spazio scoperto o
strada scoperta.
N.B. L’ubicazione del locale è ammessa eccezionalmente a quota inferiore a - 5m con un limite di –10 m alle seguenti condizioni:
•
Le aperture d’aerazione e l’accesso vengano ricavate da intercapedini antincendio, attestate su spazio scoperto, non
comunicanti con alcun locale ed a uso esclusivo alla centrale termica.
•
Venga installata all’esterno ed in prossimità del locale, sulla tubazione adduzione gas un’elettrovalvola del tipo normalmente
chiusa collegata in serie al bruciatore ed al dispositivo di controllo di tenuta del tratto d’impianto interno tra la valvola stessa
ed il bruciatore.
• La pressione d’esercizio non deve superare i 40 mbar.
I locali caldaia possono sottostare od essere contigui a :
locali di pubblico spettacolo - locali soggetti ad affollamento > a 0,4 persone/m2 ed alle relative vie d’uscita solo se:
1. I locali hanno una parete esterna che si estende per una lunghezza non inferiore al 20% del perimetro;
2. La pressione di esercizio del gas non superi i 40 mbar.
8.1.2 ALTEZZA MINIMA DEI LOCALI CALDAIA
PORTATA TERMICA
altezza min.
COMPLESSIVA
< 116 kW
2 m
> 116 kW < 350 kW
2,3 m
> 350 kW < 580 kW
2,6 m
> 580 kW
2,9 m
8.1.3 CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE LOCALI
• I locali posti all’interno di fabbricati devono costituire
compartimento stagno.
• Le strutture dei locali devono essere costituite con
materiali di classe 0 di reazione al fuoco.
• Le strutture portanti devono avere le seguenti
caratteristiche:
portata termica
strutture
strutture di separazione da
complessiva c.t.
portanti
altri ambienti
< 116 kW
> R 60
> REI 60
> 116 kW
> R 120
> REI 120
Caldaie
RAVASIO
8
s.r.l.
LEGISLAZIONE
pag. 31
8.1.4 ACCESSI AL LOCALE CENTRALE TERMICA
L’accesso alla centrale termica può avvenire:
Dall’esterno attraverso:
Dall’interno attraverso:
1. Spazio scoperto.
1. Disimpegno realizzato in modo da evitare sacche di gas ed avente:
2. Strada pubblica o privata
• Strutture e porte REI 30 (per impianti di portata termica < 116 kW).
scoperta.
• Strutture e porte REI 60 (per impianti di portata termica > 116 kW).
3. Intercapedine antincendio di
• Superficie in pianta netta minima 2 m2.
larghezza prospicente la porta
• Apertura d’aerazione di superficie complessiva > 0,5 m2, realizzata su parete attestata
> a 0,9 m.
su spazio scoperto, strada pubblica o privata scoperta, intercapedine.
N.B. L’accesso deve avvenire direttamente dall’esterno o da intercapedine antincendio di larghezza non inferiore a 0,9 m nel caso
di:
1. Locali ubicati all’interno di un volume anche parzialmente destinato a pubblico spettacolo.
2. Caserme.
3. Locali soggetti ad affollamento superiore a 0,4 persone / m2.
4. Attività comprese ai punti 51,75,84,86,87,89,90,92,94 (per h. in gronda > 24 m) dell’allegato al D.M. 16 .2.82.
LE PORTE D’ACCESSO AI LOCALI CALDAIA E DISIMPEGNO devono avere:
altezza minima 2 m e larghezza minima 0,6 m ed essere munite di congegno di autochiusura.
• Per impianti di portata termica < 116 kW il senso di apertura delle porte non è vincolato e la loro resistenza al fuoco deve essere
pari a REI 30.
• Per impianti di portata termica > 116 kW il senso di apertura delle porte deve essere verso l’esterno e la loro resistenza al fuoco
deve essere pari a REI 60.
Per accessi su spazi scoperti, da strade pubbliche, private o da intercapedini antincendio la porta non deve avere requisiti REI ma
essere costruita con materiale classe 0 di reazione al fuoco.
8.1.5. APERTURE DI AERAZIONE
I locali caldaia devono essere dotati di una o più aperture di aerazione realizzate su pareti esterne che devono:
• essere collocate di modo da evitare la formazione di sacche di gas indipendentemente dalla copertura;
• essere costruite di modo che l’utilizzo di reti, grigliati o parapioggia non diminuiscano la superficie netta d’aerazione;
• essere collocate nel caso di coperture piane nella parte più alta della parete esterna.(1)
2
S =SUPERFICI AERAZIONE NETTE MINIME ( cm )
locale fuori terra
locale interrato o seminterrato
S > Q x 10 (cm )
S > Q x 15 (cm )
2
2
min 3000 cm
2
(∗min 4500 cm )
2
2
min 3000 cm
2
Q = PORTATA TERMICA COMPLESSIVA kW
locale interrato a >5<10 m
2
S > Q x 20 (cm )
2
min 5000 cm
(∗min 4500 cm )
(1) La copertura è considerata parete esterna
ai fini delle aperture di aerazione se:
• confina su spazio scoperto
• la sua superficie non è inferiore al 50%
della superficie centrale termica.
2
Nel caso di più aperture d’aerazione, la singola deve avere una superficie min 100 cm .
∗ Nel caso d’aerazioni di locali sottostanti o contigui a locali di pubblico spettacolo, locali soggetti ad affollamento > 0,4 persone / m2
e relative vie d’ uscita, le aperture d’aerazione devono avere superficie minima come indicato tra parentesi al punto sopra ed
estendersi a filo del soffitto e nella parte più alta della parete esterna.
D.M. 12.4.1996 – Impianti a gas – Chiarimenti (30.11.2000)
La lettera circolare n.P1275/4134 sott. 1 del 30.11.2000 proveniente dal Ministero dell’interno – Direzione generale della Protezione
Civile e dei servizi antincendio, fornisce utili chiarimenti relativi al DM 12.4.996 in materia di Impianti termici a gas.
1) Aperture d’aerazione a soffitto. Nelle C.T. a gas-metano, per attività ordinarie, l’apertura d’aerazione deve essere nella parte
più alta della parete esterna, al fine di evitare la formazione di sacche di gas. Non è però obbligatorio che l’apertura sia a filo del
soffitto. Viene precisato che, in assenza di travi o altre strutture portanti emergenti, la prescrizione è ugualmente soddisfatta con
la collocazione delle aperture immediatamente sottotrave e comunque mai al di sotto della metà superiore della parete. Nel
caso invece di C.T. attigua a locali di pubblico spettacolo o ambienti soggetti ad affollamento superiore a 0,4 persone / m2, le
aperture devono necessariamente essere realizzate nel punto più alto della parete o a soffitto.
2) Attestazione della parete esterna. Viene precisato e ribadito quanto già previsto nel decreto in merito alle aperture d’aerazione
ed alle intercapedini dei locali interrati e seminterrati.
8.1.6 INSTALLAZIONE DELLA CALDAIA IN LOCALI ALL’ ESTERNO DELLA VOLUMETRIA DELL’ EDIFICIO
I locali caldaia posti all’esterno della
volumetria dell’edificio devono:
• Essere
realizzati
con
materiale di classe 0 di
reazione al fuoco.
• Essere ad uso esclusivo.
• Ubicati su spazio scoperto.
E’ ammessa l’installazione in ADIACENZA alla parete esterna dell’edificio servito se la stessa è:
• Costituita da materiale classe 0 reazione al fuoco ed ha resistenza > REI 30.
• E’ priva di aperture d’aerazione nella zona d’intersezione tra locale caldaia e suddetta
parete per i 50 cm laterali e 1 m superiore.
• Se la parete non ha i requisiti suddetti il locale caldaia deve distare almeno 60 cm dall’edificio
oppure deve essere interposta una protezione REI 120 per i 50 cm laterali e 1 m superiore tra il
locale caldaia e la parete su cui lo stesso si vuole fare aderire.
L’aerazione di suddetti locali deve essere realizzata con le modalità previste per i locali fuori terra.
8.1.7 DISPOSIZIONE DELLA CALDAIA ALL’INTERNO DEI LOCALI
Le distanze della caldaia dalle pareti e dagli ingombri deve essere tale da garantire agevole accessibilità alle apparecchiature di
regolazione sicurezza e controllo, nonché la manutenzione ordinaria. E’ ammesso che più caldaie siano poste tra loro in adiacenza
purché vengano rispettati i parametri di sicurezza ed accessibilità sopradescritti.
Caldaie
RAVASIO
8.2.
8
s.r.l.
pag. 32
LEGISLAZIONE
INSTALLAZIONE DELLA CALDAIA RISPETTO ALL’IMPIANTO IDRAULICO (ESTRATTO DA D.M. 1.12.75)
Il D.M. 1.12.1975 prescrive le norme di sicurezza per gli apparecchi contenenti liquidi caldi sotto pressione inseriti in impianti con vaso di
espansione aperto oppure in impianti con vaso di espansione chiuso.
8.2.1 IMPIANTI TERMICI CON VASO D’ESPANSIONE APERTO
VEA = Vaso di espansione aperto con coperchio.
Capacità utile VEA > ( volume di espansione ) C x 0,035 dove C è il contenuto
d’acqua in litri dell’impianto.
TS = Tubo di sicurezza: diametro interno ricavabile in funzione della potenzialità
caldaia (con un minimo di 18 mm) e della lunghezza virtuale l* del tubo di
sicurezza che non deve superare in ogni caso i 200 m.
M = Manometro con rubinetto e ricciolo.
= Termometro fondo scala a 120 °C.
T
TR = Termostato di regolazione < 95 °C.
TB = Termostato di blocco a riarmo manuale temp. taratura ≤ 100 °C.
Ptc = Pozzetto termometro campione (diametro interno 10 mm).
FL = Flussostato, può essere omesso se asservimento elettrico pompa–bruciatore.
R = Tubo di reintegro automatico acqua.
TP = Tubo di troppo pieno: Ø interno uguale o superiore al Ø tubo di sicurezza..
V = Tubo visualizzazione di fuori uscita acqua dal troppopieno.
La pressione di esercizio della caldaia deve essere maggiore della pressione
idrostatica dell’impianto.
I sistemi di intervento dei termostati devono essere indipendenti.
Il manometro deve avere un fondo scala compreso tra 1,25 e 2 volte la pressione
massima.
l* = Lunghezza virtuale: sviluppo geometrico dall’uscita della caldaia fino all’orifizio
del tubo di sfogo in atmosfera (da x a y) aumentato delle lunghezze
corrispondenti alle perdite di carico delle componenti (curve, raccordi, uscita
caldaia, ecc.) Si vedano apposite tabelle per la verifica della capacità di scarico
della TS e per il calcolo delle lunghezze virtuali.
Per impianti termici con vaso d’espansione aperto e pressione d’esercizio > a 5 bar deve
essere prevista l’installazione di un secondo interruttore termico automatico di blocco
indipendente dal primo .
8.2.2 TUBO DI SICUREZZA
Il tubo di sicurezza è un dispositivo di sicurezza che impedisce alla temperatura ed alla pressione di un impianto termico di superare i valori
massimi di progetto.
- Esso deve porre in comunicazione la parte più alta del generatore con l’atmosfera;
- Esso non deve presentare contro-pendenze, salvo il tratto finale di sbocco nella parte superiore del vaso d’espansione;
- I cambi di direzione devono essere eseguiti con curve aventi raggio di curvatura non inferiore a 1,5 volte il diametro interno del tubo;
- In tutto il suo percorso non può essere inserito alcun organo d’intercettazione totale o parziale strozzamenti ecc.(valvole,pompe…);
- Il diametro interno deve essere determinato, come già detto, in funzione della potenza termica nominale del generatore e della
lunghezza virtuale; il diametro minimo non può essere inferiore a 18 mm e la lunghezza virtuale superiore a 200 m.
E’ consentito utilizzare come tubazione di sicurezza porzioni di rete dell’impianto a condizione che restino garantiti i requisiti imposti dalla
normativa sopra sommariamente descritti e quindi tali tratti devono essere privi di intercettazione ed avere sezione maggiore od uguale a
quella della tubazione di sicurezza.
8.2.3 LUNGHEZZA VIRTUALE
La lunghezza virtuale è quella che si ottiene sommando, allo sviluppo del percorso dall’uscita del generatore all’orifizio del tubo di sfogo
all’atmosfera fuori dal vaso, le lunghezze equivalenti dei gomiti, delle curve ecc. pari a:
20 diametri interni per ogni cambiamento di direzione realizzati con curve aventi raggio di curvatura inferiore a 1,5 volte il
diametro interno;
40 diametri per curve strette;
100 diametri per eventuali valvole tre vie inserite nel percorso;
50 diametri per confluenza di più tubi in un unico tubo.
Il diametro interno del tubo può essere ricavato dalla tabella, dalla quale può essere desunto, nota la potenza nominale del generatore, la
lunghezza virtuale.
Lunghezza virtuale L (m)
∅ in
mm
20
18
20
25
32
40
50
70
80
100
125
50 (45)
70 (60)
115 (100)
230 (200)
370 (320)
685 (590)
1.280 (1100)
1.980 (1700)
3.260 (2800)
5.230 (4550)
30
40
45 (40)
60 (50)
40 (35)
50 (45)
95 (85)
200 (170)
315 (270)
615 (530)
1.160 (1000)
1.740 (1500)
2.910 (2500)
4.880 (4200)
80 (70)
175 (150)
280 (240)
545 (470)
1.100 (950)
1.630 (1400)
2.700 (2400)
4.650 (4000)
50
60
80
100
150
175 (150)
350 (300)
760 (650)
1.160 (1000)
2.099 (1800)
3.610 (3100)
290 (250)
580 (500)
930 (800)
1.740 (1500)
3.260 (2800)
200
Potenza in kW (migliaia di kcal/h)
75 (65)
150 (130)
245 (210)
500 (430)
965 (830)
1.510 (1300)
2.670 (2300)
4.300 (3700)
70 (60)
140 (120)
220 190)
455 (390)
930 (800)
1.400 (1200)
2.440 (2100)
4.190 (3600)
115 (100)
200 (170)
395 (340)
815 (700)
1.280 (1100)
2.210 (1900)
3.840 (3300)
525 (450)
815 (715)
1.510 (1300)
2.670 (2300)
Tabella per il calcolo del diametro interno (↓) del tubo di sicurezza espresso in mm, in funzione della potenza nominale del generatore di
calore espressa in kW (migliaia di kcal/h) e della lunghezza virtuale del tubo espressa in metri
Caldaie
RAVASIO
s.r.l.
8
pag. 33
LEGISLAZIONE
8.3 IMPIANTI TERMICI CON VASO D’ESPANSIONE CHIUSO
VS = Valvola di sicurezza omologata
ISPESL: si dimensiona in funzione
della potenzialità e pressione massima
di
caldaia
nonché
delle
apparecchiature connesse.
VEC = Vaso di espansione chiuso a
membrana con precarica d’azoto alla
pressione iniziale Pi.
VIC = Valvola d’intercettazione combustibile
omologata e tarata ISPESL interviene
intercettando il combustibile nel
momento in cui la temperatura caldaia
superi quella ammessa di 100 °C.
TR = Termostato di regolazione.
La capacità del VEC va calcolata attraverso la seguente formula: TB = Termostato di blocco
manuale t ≤ 100 °C.
contenuto acqua impianto (L) ∗ 0,035
Capacità VEC in litri = ------------------------------------------------1 - ( Pi (ata) / Pf (ata) )
contenuto d’acqua (L), se sconosciuto, può essere
calcolato attraverso la seguente formula:
C=
riarmo
PR = Pressostato di blocco a riarmo
manuale: tarato a pressione inferiore
di quella della valvola di sicurezza.
T
= Termometro fondo scala fino a 120 °C.
Ptc = Pozzetto per termometro campione: Ø
interno 10mm.
Dove:
ƒ
a
PNG
∗ X = (L)
1000
M
= Idrometro con rubinetto e ricciolo.
Fondo scala compreso tra 1,25 e 2
volte la pressione massima d’esercizio
della caldaia.
Gdr = Gruppo di riempimento automatico.
PNG = potenza nominale caldaia espressa in kcal/h
FL
X = coefficiente per tipologia di corpo scaldante
- termosifoni – piastre X = 14
- pannelli radianti
X = 11
- convettori
X= 9
- aerotermi
X= 8
= Flussostato – garantisce il controllo
della circolazione d’acqua in caldaia.
E’
possibile
sostituirlo
con
asservimento elettrico bruciatore –
pompe di circolazione
G
= Tubo di scarico valvola di sicurezza
diametro interno uguale al raccordo di
uscita della valvola di sicurezza.
F
= Tubo di collegamento della valvola di
sicurezza alla caldaia (deve essere
privo
d’intercettazioni);
diametro
uguale al raccordo di entrata della
valvola. Eventuali curve a raggio largo.
E
= Tubo di collegamento della caldaia con
vaso d’espansione (deve essere privo
d’intercettazioni); il diametro interno si
ricava in funzione della potenzialità
della caldaia.
ƒ
0,035 differenza di volume specifico dell’acqua alla
temperatura iniziale e a quella finale.
ƒ
Pi = Pressione iniziale a cui si trova il V.E.C. che è la
pressione di precarica da effettuare ad impianto
vuoto (carico idrostatico + 0,3 +1) espressa in ata.
ƒ
Pf = Pressione finale a cui si trova il V.E.C. (pressione di
taratura della valvola di sicurezza più eventuale
dislivello positivo o negativo tra valvola e vaso più 1)
espressa in ata.
Ø interno =
P
mm
1000
Dove: P = Potenza caldaia in kcal/h.
Caldaie
RAVASIO
s.r.l.
9
PARTE ELETTRICA
pag. 34
9.0 COLLEGAMENTO ELETTRICO DEL PANNELLO DI COMANDO
1
2
3
4
! ATTENZIONE: NON INTERVENIRE ALL’INTERNO DEL PANNELLO DI COMANDO CALDAIA SENZA
AVERE TOLTO TENSIONE AL QUADRO ELETTRICO GENERALE C.T.
9.1 IMPIANTO ELETTRICO IN CENTRALE TERMICA
La progettazione e la realizzazione degli impianti elettrici in centrale termica è regolamentata dalle seguenti norme:
• CEI 31-30
• CEI 31-35
Per centrali termiche a
combustibile gassoso.
• CEI 31-35A
• CEI 31-33
(EN 60079-10)
Per centrali termiche a
combustibile liquido
Classificazione dei luoghi pericolosi. Definisce i principi generali per la
classificazione dei luoghi con pericolo d’esplosione.
Guida all’applicazione della norma Cei 31-30 – classificazione dei luoghi
pericolosi. Contiene i procedimenti operativi e le formule necessarie per
applicare i precetti della Norma Cei 31-30.
Guida all’applicazione della norma Cei 31-30 – classificazione dei luoghi
pericolosi – esempi di applicazione.
Impianti elettrici nei luoghi con pericolo d’esplosione per la presenza di gas
(diversi dalle miniere).
• CEI 64-8
Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in
corrente alternata, ed a 1500 V in corrente continua.
• L. 46/90
Norme per la sicurezza degli impianti.
Essenzialmente l’impianto elettrico in centrale termica, indipendentemente dal combustibile, deve possedere le seguenti
caratteristiche:
1. Il quadro elettrico deve essere realizzato secondo le norme CEI 17-13/1.
2. Deve essere garantita la protezione contro i contatti diretti ed indiretti, installando idonei dispositivi di protezione e
componenti elettrici con idoneo isolamento.
3. La distribuzione dell’impianto d’illuminazione e di forza motrice deve essere realizzata utilizzando materiali con idoneo
grado di protezione e conduttori non propaganti l’incendio a norme Cei.
4. All’esterno del locale in posizione ben visibile e facilmente accessibile, deve essere installato un dispositivo di comando
emergenza, atto ad interrompere a distanza il circuito di alimentazione della centrale termica.
2
5. Devono essere eseguiti i collegamenti equipotenziali, con conduttore giallo verde di sezione non inferiore a 6 mm che
collegheranno tutte le tubazioni metalliche in corrispondenza dei punti di ingresso e di uscita dalla centrale termica,
evitando d’installare tubazioni elettriche in prossimità delle stesse.
6. In presenza di impianto alimentato a gas, dovranno essere individuate le zone di pericolo. La realizzazione dell’impianto
dovrà avvenire con idonei materiali, come previsto dalle Norme Cei 31-30.
Si ricorda che gli impianti elettrici devono essere tenuti in efficienza e soprattutto in sicurezza, pianificando una corretta
manutenzione, indispensabile per conservare gli impianti in conformità alla regola d’arte.
Caldaie
RAVASIO
10
s.r.l.
INSTALLAZIONE
pag. 35
10.0 POSA DELLA CALDAIA ALL’INTERNO DEL LOCALE CENTRALE TERMICA
La caldaia è dotata di propri appoggi e non necessita di ulteriore basamento.
Nella posa in centrale termica:
•
•
•
•
•
Togliere, se necessario, la mantellatura coibente, per preservarla da eventuali danneggiamenti dovuti alla
movimentazione.
Accertarsi che la caldaia poggi in modo saldo e sia posizionata perfettamente in piano.
Accertarsi che la caldaia rispetti le distanze regolamentari dagli ingombri.
Accertarsi che l’apertura totale del portellone con bruciatore montato non sia ostacolata da ingombri o cavi
elettrici d’alimentazione del bruciatore non spinati. Agire eventualmente invertendo il senso di apertura della
porta o rimuovendo tali ingombri.
Accertarsi che la vasca recupero condense, con o senza pompa, garantisca l’evacuazione delle condense
ad una quota inferiore od uguale a quella del relativo attacco di scarico in modo da non diminuire la sezione
del passaggio fumi nella cappa.
10.1 PRIMA ACCENSIONE
Alla prima accensione:
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Accertarsi che termostati caldaia ed apparecchiature di controllo siano collegate idoneamente, ed i capillari
delle suddette apparecchiature siano immersi nelle proprie sonde, con eventuale aggiunta di olio, per
aumentarne la sensibilità.
L’impianto sia pieno e non vi siamo perdite o travasi d’acqua dal tubo di sicurezza o dagli sfiati automatici.
Le saracinesche d’intercettazione della caldaia e dell’impianto siano aperte.
Ad accensione avvenuta verificare che non vi siano fuoriuscite di gas combusti dalle guarnizioni di tenuta tra
l’elemento superiore, l’elemento scambiatore e la cappa fumi e dalla guarnizione del bruciatore; agire
eventualmente sugli appositi stringenti per eliminarle.
Termostati ed apparecchiature di controllo funzionino correttamente.
Eseguire analisi di combustione, onde tarare correttamente l’accoppiamento caldaia/bruciatore; questo per
ottenere un’ottimale combustione ed un corretto uso della caldaia stessa, con notevoli vantaggi economici e
di durata del generatore.
Tarare le regolazioni elettroniche abbinate.
Accertarsi che le condense vengano evacuate in modo corretto.
ESEGUITA CORRETTA ACCENSIONE RIPORTARE I DATI DI FUNZIONAMENTO E DI CENTRALE
TERMICA SUL LIBRETTO DI CENTRALE.
10.2 MESSA A RIPOSO STAGIONALE
•
•
•
Non vuotare la caldaia, né l’impianto, qualora non sia strettamente indispensabile.
Eseguire accurata pulizia della camera di combustione (se necessario con getto d’acqua).
Chiudere il portellone anteriore.
Caldaie RAVASIO s.r.l.
11
*11.0
MANUTENZIONE
pag. 36
MANUTENZIONE ORDINARIA
• Sostituire il prodotto neutralizzante, ove previsto e a consumo avvenuto, nella vasca recupero condense.
• Verificare periodicamente lo stato di pulizia del focolare.
• Ad ogni riavviamento successivo alla messa a riposo stagionale, effettuare le verifiche elencate alla voce
“prima accensione”.
• Controllare la tenuta dell’impianto, accertandosi che non vi siano perdite sullo stesso ed evitando che si
verifichino reintegri d’acqua, con conseguenti formazioni calcaree e depositi fangosi all’interno della caldaia.
Non aprire mai il portellone senza aver atteso un idoneo raffreddamento della caldaia.
AVVERTENZA:
NEL CASO LA CALDAIA FUNZIONI ACCIDENTALMENTE SENZ’ACQUA, SPEGNERE
IMMEDIATAMENTE IL BRUCIATORE, NON CARICARE ASSOLUTAMENTE ACQUA
FINCHÉ LE MEMBRATURE SI SIANO RAFFREDDATE, E VERIFICARE CHE LA CAMERA
DI COMBUSTIONE NON ABBIA SUBITO DETERIORAMENTI O DEFORMAZIONI.
Contattare altrimenti il ns. Ufficio Tecnico per verifiche in merito.
*11.1 ESERCIZIO
E’ indispensabile che l’acqua di carico e rabbocco dell’impianto
(e quindi della caldaia) abbia caratteristiche chimiche compatibili con le apparecchiature in cui essa circola.
La normativa UNI-CTI 8065 fissa i parametri chimici dell’acqua
per gli impianti di riscaldamento e produzione acqua calda sanitaria e prevede per tutti gli impianti l’utilizzo di un condizionante
chimico.
La suddetta normativa prevede inoltre che per gli impianti di potenza > 350 kW si debba installare un filtro dissabbiatore e, se
l’ acqua di alimento ha una durezza totale superiore a 15 °F, un
addolcitore per riportare la durezza entro limiti previsti.
Per gli impianti di potenza < 350 kW se l’acqua di alimento ha
una durezza superiore a 35 °F si deve installare un addolcitore
per riportare la durezza entro i limiti previsti - mentre se l’acqua
ha durezza inferiore a 35 °F l’addolcitore può essere sostituito
da idoneo condizionante chimico.
CARATTER. DELL’ACQUA DI RIEMPIMENTO E RABBOCCO
aspetto
: limpido
durezza totale : inferiore a 3-4 °F
CARATTERISTICHE DELL’ ACQUA DI CIRCUITO
aspetto
: possibilmente limpido
PH
: >7; <9
ferro
: < 0,5 mg/kg
rame
: <0,1 mg/kg
É consigliabile l’installazione, sul carico dell’impianto e su quello
del vaso aperto, per impianti del genere, di un contalitri, per individuare eventuali perdite.
Accertarsi inoltre che per impianti con vaso d’espansione aperto
non vi siamo travasi d’acqua dalle tubazioni di sfiato al vaso,
onde evitare ossigenazione della stessa, e quindi apporto di
materiale calcareo.
NON È PREVISTA COPERTURA DI GARANZIA PER DANNI
DERIVANTI DALLA NON OSSERVANZA DI TALI NORME.
I depositi di calcare all’interno del lato acqua sono particolarmente dannosi in quanto
provocano il surriscaldamento delle lamiere
della caldaia ostacolando il normale scambio termico. Si riduce così la vita della caldaia stessa, si penalizzano i costi d’esercizio e si provocano, nei casi più consistenti,
danni irreparabili. Al contrario, invece, addolcimenti dell’acqua d’impianto oltre i limiti
indicati possono generare acque acide che,
pur evitando il disciogliersi di calcare, vanno a corrodere le membrature delle caldaie:
è perciò indispensabile controllare periodicamente l’acqua d’impianto di modo che
vengano rispettati i parametri in precedenza
descritti.
Non meno importante è il deposito di fanghi
lato acqua. Questi si depositano per caduta
dall’impianto all’interno della caldaia essendo la stessa generalmente il punto più basso e dove la circolazione dell’acqua è ridotta. Tali fanghi, composti da varie sostanze
inerti, si smuovono dalle tubazioni quando
l’impianto viene vuotato, si concentrano
all’interno della caldaia agglomerandosi in
modo abbastanza consistente nella parte
inferiore e generando una barriera contro il
regolare scambio termico, con i relativi
danni connessi.
Si renderebbe pertanto necessario un lavaggio chimico dell’impianto preventivamente all’installazione della nuova caldaia
oppure l’installazione sulla tubazione di ritorno in caldaia di un filtro a cestello o di un
depuratore vero e proprio per evitare che
tali fanghi entrino in caldaia. Prevedere una
pulizia periodica del suddetto filtro.
Caldaie
RAVASIO
12
s.r.l.
12.0
ANOMALIE DI FUNZIONAMENTO
INCONVENIENTI
Dalla contropiastra del
bruciatore fuoriescono gas
combusti.
•
Dal portellone anteriore
fuoriescono gas combusti.
•
Il portellone caldaia presenta
segni di surriscaldamento (la
vernice si stacca e la
lamiera prende colore rosso)
attorno alla piastra porta
bruciatore.
•
CAUSE
Il portellone presenta segni
di surriscaldamento attorno
alla spia visiva.
•
•
Installare le relative guarnizioni.
Interporre guarnizione (in fibra di
vetro o materiale refrattario) tra
boccaglio bruciatore e relativa sede
sul portellone.
•
•
Tiranti di serraggio lenti.
Eccessivo consumo delle guarnizioni
di tenuta.
•
•
Serrare i tiranti.
Sostituire le guarnizioni usurate.
•
Mancanza della guarnizione di
riempimento, tra boccaglio bruciatore
e cilindrico di contenimento sulla porta
stessa.
•
Interporre guarnizioni (in fibra di
vetro o simile) tra boccaglio
bruciatore
e
sede
boccaglio
bruciatore sul portellone.
•
Foro di ventilazione non collegato al
bruciatore o non tappato nei casi in
cui il bruciatore non sia previsto di
presa.
Ghiera spia visiva lenta o vetro
temperato rotto.
•
Collegare il condotto di ventilazione
o tappare la presa sulla spia con
tappo.
Serrare ghiera spia visiva o
sostituire vetro temperato.
•
•
•
•
La
caldaia
presenta
vibrazioni durante il suo
funzionamento.
•
•
•
La caldaia non condensa.
•
La caldaia ha rendimenti di
combustione bassi.
RIMEDI
Mancanza guarnizione bruciatore
(rif. 4 – Cap. 4.3).
Spazio boccaglio bruciatore-portellone
non adeguatamente riempito (rif. 5 –
Cap. 4.3).
•
•
pag. 37
ANOMALIE / RIMEDI
Accoppiamento bruciatore – caldaia
non
idoneo
a
vincere
le
contropressioni di caldaia più quella
del camino.
Camino inadeguato per eccessive
perdite di carico.
Cappa fumi piena di condense oltre il
livello di scarico fumi al camino per
mancato scarico delle stesse.
•
Temperature di ritorno maggiori di
50°C (vedi diagramma temperature di
rugiada – Cap. 5.3)
•
Lato fumi
incombusti.
intasato
da
depositi
•
•
•
•
Ridurre la portata termica e
l’eccesso d’aria nella combustione
ai minimi indispensabili.
Installare estrattore alla base od
alla sommità del camino.
Verificare lo scarico condense, il
funzionamento della pompa di
scarico e l’eventuale intasamento
delle condutture di scarico.
•
Ridurre la portata d’acqua
caldaia per aumentare il DT.
•
Pulire caldaia con semplice getto
d’acqua.
Adeguare il bruciatore.
•
in
PER ALTRE TIPOLOGIE DI MALFUNZIONAMENTI NON CITATI NELLA PRESENTE LISTA CONTATTARE Ns. UFFICIO TECNICO. PER
QUANTO RIGUARDA I PROBLEMI CONNESSI ALLA COMBUSTIONE RIMANDIAMO ALL’ANALISI DEI MANUALI RELATIVI AI BRUCIATORI.
Caldaie
RAVASIO
13
s.r.l.
13.0
MOVIMENTAZIONE
pag. 38
MOVIMENTAZIONE
Le caldaie da noi costruite in centrale termica serie TRS – CN3, non necessitano di movimentazione in quanto
vengono posizionate durante la costruzione sul proprio basamento.
Le caldaie della serie TRM – CN3 (monoblocco) vengono consegnate già con la mantellatura ed ogni
componente premontato.
I ganci per la movimentazione con sono posizionati al di sotto del coperchio superiore mantellatura. Togliere
quest’ultimo per utilizzarli.
È tuttavia consigliabile smontare completamente la mantellatura durante le operazioni di scarico o
d’introduzione in centrale termica per evitare possibili danneggiamenti alla stessa.
La pannellatura è facilmente smontabile agendo sulle viti poste a sostegno del mantello.
UTILIZZARE TUTTI E QUATTRO GANCI INDICATI PER SOLLEVARE LA CALDAIA.
QUALORA PER DIFFICOLTÀ D’INTRODUZIONE FOSSE NECESSARIO
SMONTARE IL PORTELLONE ANTERIORE, PROCEDERE COME SEGUE:
1 AGGANCIARE IL PORTELLONE NELL’APPOSITO GANCIO CON GRU O
PARANCO IN MODO CHE LA FUNE DI SOLLEVAMENTO SIA LEGGERMENTE
IN TENSIONE.
2 SVITARE LE MANIGLIE DI SERRAGGIO DEL PORTELLONE ED ESTRARLO
DALLA SEDE.
Caldaie
RAVASIO s.r.l.
14
pag. 39
DATI TECNICI DIMENSIONALI
14.0 DIMENSIONI E PRESTAZIONI TERMOTECNICHE
CALDAIA SERIE CN3
kW
kcal/h
kW
kcal/h
kW
kcal/h
mm
mm
mm
mm
mm
mm
mm
mm
mm
mm
mm
mm
3
m
kg
litri
mbar
kg/h
%
%
%
W
°C
°C
l/h
bar
stelle
* POTENZA TERMICA (Utile)
Tm 80 °C Tr 60 °C
* POTENZA TERMICA (Utile)
Tm 50 °C Tr 30 °C
* PORTATA TERMICA (Focolare)
A CORPO CALDAIA
B LUNGHEZZA TOTALE
C LARGHEZZA
C2 LARGHEZZA TOTALE
D ALTEZZA CALDAIA
E ALTEZZA TOTALE
F INTERASSE FLANGE
G INTERASSE MANDATA
H h. - BRUCIATORE
i h. - SCARICO
L h. - CAMINO
M h. – SCARICO CONDENSA
VOLUME FOCOLARE
PESO
CONTENUTO ACQUA
CONTROPRESSIONE
PORTATA MASSICA FUMI (λ=1,1)
RENDIMENTO 100% * (80/60 °C)
RENDIMENTO 100% * (50/30 °C)
REND. MAX UTILE 30% (50/30 °C)
PERDITA MAX DI MANTENIMENTO
TEMPERATURA FUMI Pmax (80/60 °C)
(50/30 °C)
PORTATA MAX CONDENSE
PRESSIONE MAX ESERCIZIO
CATEGORIA DI RENDIMENTO (Dir. 92/42)
OMOLOGAZIONE
95
130
150
200
270
370
480
110
94.600
119,2
102.510
112,5
96.750
1.066
1.480
700
744
1.270
1.395
747
425
920
75
470
63
0,154
650
382
1,0
163
97,8
106
108
550
74
43
16
5
4 ****
151
129.860
163,8
140.860
154,5
132.870
1.066
1.480
700
744
1.270
1.395
747
425
920
75
470
63
0,154
650
382
1,6
224
97,7
106
108
755
78
47
22
5
4 ****
175
150.500
189,2
162.710
178,5
153.510
1.266
1.680
700
744
1.270
1.395
947
425
920
75
470
63
0,189
720
442
2,0
260
98,0
106
108
875
78
47
25
5
4 ****
232
199.520
250,6
215.510
236,4
203.300
1.320
1.725
780
824
1.400
1.530
970
435
1.020
75
500
64
0,253
910
545
2,5
342
98,1
106
108
1.160
79
48
32
5
4 ****
0068
315
270.900
339,6
292.050
320,4
275.540
1.620
2.025
780
824
1.400
1.530
1.270
435
1.020
75
500
64
0,298
1.040
676
3,1
462
98,3
106
108
1.575
79
48
44
5
4 ****
430
369.800
463,9
398.950
437,6
376.330
1.670
2.075
850
894
1.600
1.715
1.270
446
1.170
65
570
53
0,441
1.320
866
3,9
635
98,3
106
108
2.150
81
50
59
5
4 ****
558
479.880
600,5
516.430
566,5
487.190
2.170
2.575
850
894
1.600
1.715
1.770
446
1.170
65
570
53
0,597
1.540
1.152
4,6
822
98,5
106
108
2.790
81
50
77
5
4 ****
*
Dati calcolati su P.C.I. al 100% della portata termica di targa
I rendimenti tengono conto di quanto prescritto dalla norma UNI EN 303-3 al punto 6.4.1
95 – 130 – 150
200 – 270
370 – 480
A1 MANDATA
MODELLI
D
65 PN 10
80 PN 10
100 PN 10
A2 RITORNO
D
65 PN 10
80 PN 10
100 PN 10
A3 CAMINO
∅
200
250
250
A4 SCARICO
∅
1”
1”
1”
A5 SCARICO CONDENSA
∅
3/4”
3/4”
3/4”
A6 ISPEZIONE FUMI
∅
3/8”
3/8”
3/8”
G
F
C
A
C2
B
Si riserva la facoltà di apportare modifiche senza preavviso alcuno.
L
D
i
M
H
E
A1
Caldaie
RAVASIO
15
s.r.l.
15.0
RICAMBI
pag. 40
PARTI DI RICAMBIO
Contattando la ns. sede e precisando il modello di caldaia ed il numero di fabbrica, è possibile richiedere i
seguenti componenti di ricambio:
•
•
•
•
•
spia visiva completa.
Mantellatura.
Guarnizione tra gli elementi, portellone anteriore e cappa fumi.
Pannello di comando completo.
Turbolatori.
15.1
VARIE:
Caldaie
RAVASIO
s.r.l.
16
pag. 41
ANNOTAZIONI
16.0 ANNOTAZIONI
Em. R2UT
Ver. RPQ
App. R1AQ
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Thank you for your participation!

* Your assessment is very important for improving the work of artificial intelligence, which forms the content of this project

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