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in formato digitale, dalle riviste arretrate, ai corsi, alle raccolte tematiche, ai top projects.
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l’elenco di tutte le manifestazioni fieristiche di elettronica;
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...collegati a
www.elettronicain.it
PS3010
PS1503SB
PS3020
PS230210
con tecnologia
SWITCHING
LA
TECN OL OGIA S WIT C HIN G
Alimentatore
0-15Vdc / 0-3A
Alimentatore
0-30Vdc/0-10A
Alimentatore
0-30Vdc/0-20A
Alimentatore
con uscita duale
C ONSENTE DI O TTENERE UN A
Uscita stabilizzata singola 0 15Vdc con corrente massima di
3A. Limitazione di corrente da 0
a 3A impostabile con continuità.
Due display LCD con retroilluminazione indicano la tensione e
la corrente erogata dall'alimentatore. Contenitore in acciaio, pannello frontale in plastica. Colore:
bianco/grigio; peso: 3,5 Kg.
Alimentatore stabilizzato con
uscita singola di 0 - 30Vdc e corrente
massima
di
10A.
Limitazione di corrente da 0 a
10A
impostabile
con
continuità. Due display indicano
la tensione e la corrente erogata
dall'alimentatore. Contenitore in
acciaio, pannello frontale in
plastica. Colore: bianco/grigio;
peso: 12 Kg.
Alimentatore stabilizzato con uscita singola di 0-30Vdc e corrente
massima di 20A. Limitazione di
corrente da 0 a 20A impostabile
con continuità. Due display indicano la tensione e la corrente erogata dall'alimentatore.
Contenitore in acciaio, pannello
frontale in plastica. Colore: bianco/grigio; peso: 17 Kg.
Alimentatore stabilizzato con uscita
duale di 0-30Vdc per ramo con corrente massima di 10A. Ulteriore uscita stabilizzata a 5Vdc. Quattro
display LCD indicano contemporaneamente la tensione e la corrente
erogata da ciascuna sezione;
possibilità di collegare in parallelo o
in serie le due sezioni. Contenitore
in acciaio, pannello frontale in
plastica. Colore: bianco/grigio; peso:
20 Kg.
RENDIMENT O ENER GETIC O
PS1503SB
€ 62,00
PS3010
€ 216,00
PS3020
€ 330,00
PS230210
€ 616,00
Alimentatori da Laboratorio
Alimentatore stabilizzato con
uscita duale di 0-30Vdc per ramo
con corrente massima di 3A.
Ulteriore uscita stabilizzata a
5Vdc con corrente massima di
3A. Quattro display LCD indicano contemporaneamente la tensione e la corrente erogata da ciascuna sezione; limitazione di corrente 0÷3A impostabile indipendentemente per ciascuna uscita.
Possibilità di collegare in parallelo o in serie le due sezioni. Peso:
11,6 Kg.
PS23023
Alimentatore stabilizzato con
uscita singola di 0-30Vdc e corrente
massima
di
3A.
Limitazione di corrente da 0 a
3A impostabile con continuità.
Due display LCD indicano la
tensione e la corrente erogata
dall'alimentatore. Contenitore in
acciaio, pannello frontale in
plastica. Colore: bianco/grigio.
Peso: 4,9 Kg.
PS3003
Alimentatore stabilizzato con uscita singola di 0-50Vdc e corrente
massima di 5A. Limitazione di corrente da 0 a 5A impostabile con
continuità. Due display indicano
la tensione e la corrente erogata
dall'alimentatore. Contenitore in
acciaio, pannello frontale in plastica. Colore: bianco/grigio. Peso:
9,5 Kg.
PS5005
PS2122LE
DELL’APPARECC
APPARECC HIATURA
HIATURA .
Alimentatore
stabilizzato
da
laboratorio in tecnologia switching
con indicazione delle funzioni
mediante display multilinea.
Tensione di uscita regolabile tra 0 e
20Vdc con corrente di uscita
massima di 10A. Soglia di corrente
regolabile tra 0 e 10A. Il grande
display multifunzione consente di
tenere sotto controllo contemporaneamente tutti i parametri operativi.
Caratteristiche: Tensione di uscita:
0-20Vdc; limitazione di corrente:
0-10A; ripple con carico nominale:
inferiore a 15mV (rms); display: LCD
multilinea con retroilluminazione;
dimensioni: 275 x 135 x 300 mm;
peso: 3 Kg.
PSS2010
€ 265,00
PSS2010
€ 18,00
€ 225,00
€ 125,00
PS5005
PS3003
€ 252,00
Alimentatore da banco stabilizzato con tensione di uscita
selezionabile a 3 - 4.5 - 6 - 7.5 - 9
- 12Vdc e selettore on/off.
Bassissimo livello di ripple con
LED di indicazione stato.
Protezione contro corto circuiti e
sovraccarichi. Peso: 1,35 Kg.
N O TEVOLE
TEVOLE RIDUZIONE DEL
PESO ED UN ELEVA
ELEVATISSIMO
PS2122LE
Alimentatore Switching
0-20Vdc/0-10A
PS23023
PSS4005
Alimentatore
0-30Vdc/0-3A
Alimentatore
2x0-30V/0-3A 1x5V/3A
Alimentatore
da banco 1,5A
Alimentatore
0-50Vdc/0-5A
Alimentatori a tensione fissa
PS1303
PS1310
PS1320
PS1330
Alimentatore Switching
0-40Vdc/0-5A
Alimentatore
13,8Vdc/3A
Alimentatore
13,8Vdc/10A
Alimentatore
13,8Vdc/20A
Alimentatore
13,8Vdc/30A
Alimentatore stabilizzato con uscita
singola di 13,8 Vdc in grado di erogare una corrente massima di 3A
(5A di picco). Il circuito di alimentazione a 220 Vac è protetto tramite fusibile mentre l'uscita dispone di
protezione
da
cortocircuiti.
Contenitore in acciaio. Colore:
bianco/grigio; peso: 1,7 Kg.
Alimentatore stabilizzato con uscita
singola di 13,8 Vdc in grado di erogare una corrente massima di 10A
(12A di picco). Il circuito di alimentazione a 220 Vac è protetto tramite fusibile mentre l'uscita dispone di
protezione
da
cortocircuiti.
Contenitore in acciaio. Colore:
bianco/grigio; peso: 4 Kg.
Alimentatore stabilizzato con uscita
singola di 13,8 Vdc in grado di erogare una corrente massima di 20A
(22A di picco). Il circuito di alimentazione a 220 Vac è protetto tramite fusibile mentre l'uscita dispone di
protezione
da
cortocircuiti.
Contenitore in acciaio. Colore:
bianco/grigio; peso: 6,7 Kg.
Alimentatore stabilizzato con uscita
singola di 13,8 Vdc in grado di erogare una corrente massima di 30A
(32A di picco). Il circuito di alimentazione a 220 Vac è protetto tramite fusibile mentre l'uscita dispone di
protezione
da
cortocircuiti.
Contenitore in acciaio. Colore:
bianco/grigio; peso: 9,3 Kg.
PS1303
PS1310
PS1320
PS1330
€ 26,00
€ 43,00
Via Adige, 11 - 21013 Gallarate (VA)
Tel. 0331/799775 - www.futuranet.it
€ 95,00
€ 140,00
Alimentatore
stabilizzato
da
laboratorio in tecnologia switching
con indicazione delle funzioni
mediante display multilinea.
Tensione di uscita regolabile tra 0 e
40Vdc con corrente di uscita
massima di 5A. Soglia di corrente
regolabile tra 0 e 5A.
Caratteristiche: tensione di uscita:
0-40Vdc; limitazione di corrente:
0-5A; ripple con carico nominale: inferiore a 15 mV (rms); display: LCD multilinea con retroilluminazione; dimensioni: 275 x 135 x 300 mm; peso: 3 Kg.
PSS4005
€ 265,00
Tutti i prezzi si intendono
IVA inclusa.
Maggiori informazioni su questi prodotti e su tutte le altre apparecchiature
distribuite sono disponibili sul sito www.futuranet.it
tramite il quale è anche possibile effettuare acquisti on-line.
SOMMARIO
Pag. 48
10
WINFINGER: LETTORE BIOMETRICO SU PC
19
LIBERO O OCCUPATO?
25
DISPLAY LCD SERIALE
33
RF METER PER RADIOCOMANDI
40
ALIMENTATORE VEICOLARE PER NOTEBOOK
48
PROGRAMMATORE UNIVERSALE PER PIC E 24LCXXX
60
ANTIFURTO CASA A FILO
71
CORSO DI PROGRAMMAZIONE ATMEL AVR
79
VISTI SUL WEB
Pag. 10
Pag. 40
ELETTRONICA IN
www.elettr
onicain.it
www.elettronicain.it
Rivista mensile, anno VII n. 62
SETTEMBRE 2001
Direttore responsabile:
Arsenio Spadoni
([email protected])
Responsabile editoriale:
Carlo Vignati
([email protected])
Redazione:
Paolo Gaspari, Clara Landonio, Alessandro Cattaneo,
Angelo Vignati, Alberto Ghezzi, Alfio Cattorini, Andrea
Silvello, Alessandro Landone, Marco Rossi, Alberto Battelli.
([email protected])
DIREZIONE, REDAZIONE,
PUBBLICITA’:
VISPA s.n.c.
v.le Kennedy 98
20027 Rescaldina (MI)
telefono 0331-577982
telefax 0331-578200
Abbonamenti:
Annuo 10 numeri L. 64.000
Estero 10 numeri L. 140.000
Le richieste di abbonamento vanno inviate a: VISPA s.n.c.,
v.le Kennedy 98, 20027 Rescaldina (MI) tel. 0331-577982.
Distribuzione per l’Italia:
SO.DI.P. Angelo Patuzzi S.p.A.
via Bettola 18
20092 Cinisello B. (MI)
telefono 02-660301
telefax 02-66030320
Stampa:
Industria per le Arti Grafiche
Garzanti Verga s.r.l.
via Mazzini 15
20063 Cernusco S/N (MI)
Elettronica In:
Rivista mensile registrata presso il Tribunale di Milano con il
n. 245 il giorno 3-05-1995.
Una copia L. 8.000, arretrati L. 16.000
(effettuare versamento sul CCP
n. 34208207 intestato a VISPA snc)
(C) 1996 ÷ 2000 VISPA s.n.c.
Spedizione in abbonamento postale 45% - Art.2 comma 20/b
legge 662/96 Filiale di Milano.
Impaginazione e fotolito sono realizzati in DeskTop Publishing
con programmi Quark XPress 4.1 e Adobe Photoshop 6.0 per
Windows. Tutti i diritti di riproduzione o di traduzione degli articoli pubblicati sono riservati a termine di Legge per tutti i
Paesi. I circuiti descritti su questa rivista possono essere realizzati solo per uso dilettantistico, ne è proibita la realizzazione a carattere commerciale ed industriale. L’invio di articoli
implica da parte dell’autore l’accettazione, in caso di pubblicazione, dei compensi stabiliti dall’Editore. Manoscritti, disegni, foto ed altri materiali non verranno in nessun caso restituiti. L’utilizzazione degli schemi pubblicati non comporta alcuna responsabilità da parte della Società editrice.
2
Sensore biometrico ad alta precisione fornito con sistema di sviluppo
completo di librerie DLL e programma dimostrativo scritto in Visual
Basic di cui sono forniti i sorgenti.
Quando si collegano due telefoni in parallelo sulla stessa linea, nel sollevare la cornetta per fare una chiamata sorge sovente un dubbio: ma l’altro è
riagganciato o occupato? Per andare a colpo sicuro, ecco un circuito molto
semplice che ci indica con due led se possiamo chiamare o meno.
Converte i comuni visualizzatori a 2 righe x 16 colonne basati su chip
Hitachi HD44780 in perfetti dispositivi seriali, controllabili mediante una
linea TTL o RS232-C unidirezionale.
Misuratore della portante radio emessa dai mini TX tascabili usati per i
radiocomandi in UHF a 433,92 MHz. Adatto a verificare lo stato di funzionamento dei trasmettitori che sembrano non avere più la portata originaria,
consente di ritarare facilmente il trasmettitore.
La diffusione di software per la navigazione satellitare e di cellulari interfacciabili con i PC, ha aumentato la percentuale di persone che usano un portatile in auto; ecco una scheda che consente di ricaricare la batteria e protrarne il funzionamento.
Nuovissimo ed aggiornato sistema di programmazione in grado di supportare l’intera famiglia di microcontrollori Microchip (oltre 60 modelli) da 8, 16,
18, 28 e 40 pin. Gestisce sia la programmazione on-board che quella insystem, ed è velocissimo. Funziona in abbinamento con qualsiasi PC provvisto di porta parallela e può persino leggere e scrivere le memorie I²C-Bus.
Centrale antifurto economica ed affidabile; tutte le funzioni sono controllate
tramite un solo ingresso a cui possiamo associare qualsiasi attivatore, da un
semplice pulsante ad un ricevitore per radiocomando rolling-code.
Retroazioni utente tramite buzzer. Seconda parte.
Scopo di questo Corso è quello di presentare i microcontrollori Flash della
famiglia ATMEL AVR. Utilizzando una semplice demoboard completa di
programmatore in-circuit, impareremo ad utilizzare periferiche come
display a 7 segmenti, pulsanti, linee seriali, buzzer e display LCD. I listati
dimostrativi che andremo via via ad illustrare saranno redatti dapprima nel
classico linguaggio Assembler e poi nel più semplice ed intuitivo Basic.
Terza puntata.
Una rassegna di interessanti siti legati al mondo dell’elettronica. Una nuova
rubrica che aiuterà il lettore a districarsi nel mondo della grande rete e consentirà all’esperto un notevole risparmio di tempo.
Mensile associato
all’USPI, Unione Stampa
Periodica Italiana
Iscrizione al Registro Nazionale della
Stampa n. 5136 Vol. 52 Foglio
281 del 7-5-1996.
settembre 2001 - Elettronica In
EDITORIALE
Pag. 25
Pag. 33
Finite le vacanze eccoci
pronti a ricominciare una
stagione carica di progetti ed
idee interessanti. In questo
numero, oltre a completare la
descrizione dell’antifurto
casa a filo, presentiamo un
nuovo prodotto riguardante la
biometria; si tratta di
Winfinger: lettore
biometrico su PC, un
preciso sensore che consente
il rilevamento delle
impronte digitali completo di
un software in ambiente
Windows di cui vengono
forniti addirittura i sorgenti!
A livello di realizzazione
pratica, invece, proponiamo
tre semplici progetti
riguardanti un monitor di
linea telefonica, un display
LCD seriale (utile, ad
esempio, se si vuole
pilotare un display
Pag. 60
parallelo tramite la porta
seriale di un PC), e un RF
meter per radiocomandi
accordato a 433,92 MHz.
Proseguiamo con un
alimentatore veicolare per
notebook grazie al quale è
possibile ricaricare la batteria
del portatile direttamente
dalla presa per accendisigari
dell’autovettura.
Il circuito più interessante
resta, comunque, il
programmatore universale
di PIC ed EEPROM, in
grado di leggere, scrivere e
verificare tutti i
microcontrollori PIC e le
memorie della famiglia
24LCxxx. Utilizza il
programma EPIC WIN per
la gestione dei PIC ed un
semplice programma
aggiuntivo per gestire le
memorie. Terminiamo il
numero con il corso ATMEL
e una novità: la rubrica
visti sul WEB che presenta
siti utili nel mondo dell’elettronica. A tal proposito, se
avete indicazioni
interessanti vi invitiamo a
segnalarle entrando nel
sito www.elettronicain.it
Alberto Battelli
Pag. 71
elenco inserzionisti
Architettronica
Artek
Blu Nautilus
Elle Erre
Fiera di Gonzaga
Futura Elettronica
Grifo
Idea Elettronica
New Line
Ontron Elettronica
RM
Pag. 79
Elettronica In - settembre 2001
3
Tutto per la saldatura
Tutti i prezzi si intendono IVA inclusa.
Attrezzi per la saldatura - con relativi accessori - adatti sia all’utilizzatore professionale che all’hobbysta.
Tutti i prodotti sono certificati CE ed offrono la massima garanzia dal punto di vista della sicurezza e dell’affidabilità.
Lab1, tre prodotti in uno:
stazione saldante, multimetro e alimentatore
Stazione saldante
economica 48W
Occupa lo spazio di un apparecchio, ma ne mette a disposizione tre. Questa unità,
infatti, integra tre differenti strumenti da laboratorio: una stazione saldante, un multimetro digitale e un alimentatore stabilizzato con tensione d'uscita selezionabile.
Stazione saldante: stilo funzionante a 24V con elemento in ceramica da 48W con sensore di temperatura; portate temperatura: OFF - 150 - 450°C; possibilità di saldatura senza piombo; fornito completo di spugnetta e punta di ricambio.
Multimetro Digitale: display LCD con misurazioni di tensione CC e CA, corrente continua e resistenza; funzione di memorizzazione delle misurazioni e buzzer integrato.
Alimentatore stabilizzato: tensione d'uscita selezionabile: 3÷12Vdc; corrente in uscita: 1.5A con led di sovraccarico.
Punte di ricambio compatibili (vendute separatamente):
BITC10N1 - 1,6 mm - Euro 1,30
BITC10N2 - 0,8 mm - Euro 1,30
BITC10N3 - 3 mm - Euro 1,30
BITC10N4 - 2 mm - Euro 1,30
LAB1 - Euro 148,00
VTSS4 - Euro 14,00
Regolazione della temperatura: manuale da 100 a
450°C; massima potenza elemento riscaldante:
48W; tensione di alimentazione: 230Vac; led e
interruttore di accensione; peso: 0,59kg.
Punte di ricambio:
BITS5 - Euro 1,00 (fornita di serie)
Stazione saldante / dissaldante
Stazione saldante professionale Stazione saldante con portastagno Stazione saldante 48W con display
Stazione
saldante /
dissaldante
dalle caratteristiche
professionali.
VTSSD - Euro 440,00
Regolazione
della temperatura con sofisticato circuito di controllo che
consente di mantenere il valore entro ±3°C, ottimo isolamento galvanico e protezione contro le cariche elettrostatiche. Disponibili numerosi accessori per la dissaldatura di
componenti SMD. Alimentazione: 230Vac, potenza/tensione
saldatore: 60W / 24Vac, pompa a vuoto alimentata dalla tensione di rete, temperatura di esercizio 200-480°C (400900°F) per il saldatore e 300-450°C (570-850°F) per il dissaldatore. Disponibilità di accessori per la pulizia e la manutenzione nonché vari elementi di ricambio descritti sul sito
www.futuranet.it.
Regolazione
della temperatura tra 150°
e 480°C con
indicazione
della temperatura mediante
display. Stilo
da 48W intercambiabile con elemento riscaldante in ceramica. Massima potenza elemento riscaldante: 48W, tensione di
lavoro elemento saldante: 24V, interruttore di accensione,
alimentazione: 230Vac 50Hz; peso: 2,1kg.
Stilo di ricambio:
VTSSI - Euro 13,00
Punte di ricambio:
BIT16: 1,6mm (1/16") - Euro 1,90
BIT32: 0,8mm (1/32") - Euro 1,90 (fornita di serie)
BIT64: 0,4mm (1/64") - Euro 1,90
Stazione saldante 48W
VTSS30 - Euro 106,00
Stazione saldante 48W compatta
Regolazione della
temperatura: manuaVTSSC50N - Euro 54,00
le da 150° a 420°C,
massima potenza elemento riscaldante:
48W, tensione di
lavoro elemento saldante: 24V, led di
accensione, interruttore di accensione, peso: 1,85kg;
dimensioni: 160 x 120 x 95mm.
Punte di ricambio:
BITC50N1 0,5mm - Euro 1,25
BITC50N2 1mm - Euro 1,25
Apparecchio
con elemento
riscaldante in
ceramica ad
elevato isolamento.
Regolazione
precisa, elevata velocità di riscaldamento, portastagno integrato (stagno
non compreso) fanno di questa stazione l'attrezzo ideale per
un impiego professionale. Regolazione della temperatura:
manuale da 200° a 450°C, massima potenza elemento
riscaldante: 45W, alimentazione: 230Vac; isolamento stilo:
>100MOhm.
Punte di ricambio:
BITC451: 1mm - Euro 5,00 (fornita di serie)
BITC452: 1,2mm punta piatta - Euro 5,00
BITC453: 2,4mm punta piatta - Euro 5,00
BITC454: 3,2mm punta piatta - Euro 5,00
VTSSC45
Euro 82,00
Set saldatura base Saldatore rapido 30-130W
Regolazione della temVTSSC10N
peratura: manuale da KSOLD2N - Euro 5,50
Euro 48,00
150 a 420°C, tensione
di lavoro elemento saldante: 24V, led e interruttore di accensione,
dimensioni: 120 x 170
x 90mm.
Set composto da un saldatore
Punte di ricambio:
Stilo di ricambio:
25W/230Vac, un portasaldatore, un
BITC10N1 1,6mm - Euro 1,30 VTSSC10N-SP - Euro 11,00
succhiastagno e una confezione di staBITC10N2 1,0mm - Euro 1,30
gno. Ideale per chi si avvicina per la
BITC10N3 2,4mm - Euro 1,30
prima volta al mondo dell’elettronica.
BITC10N4 3,2mm - Euro 1,30
Saldatore portatile a gas butano
Saldatore rapido a
pistola ad elevata
velocità di riscaldamento. Doppio elemento riscaldante in ceraVTSG130 - Euro 3,50
mica: 30 e 130W
(modalità di riscaldamento "HI" e "LO"):
nella posizione "HI" il saldatore si riscalda più velocemente che nella posizione "LO". Alimentazione 230V.
Punta di ricambio:
BITC30DP - Euro 1,20
Punte di ricambio:
BIT1.0 1mm - Euro 10,00
BIT2.4 2,4mm - Euro 10,00
Saldatore LeadFree 25W
VTS25LF - Euro 10,00
Saldatore di elevate prestazioni.
Adatto per saldature tradizionali e
lead-free. Alimentazione: 230Vac.
Punta di ricambio:
BIT25 - Euro 1,40
Saldatore a gas economico
Saldatore portatile alimentato a gas butano con accensione piezoelettrica.
Autonomia a serbatoio pieno: 60 minuti circa, temperatura regolabile
450°C (max). Prestazioni paragonabili ad un saldatore tradizionale da 60W.
GASIRON - Euro 36,00
Stazione saldante con elemento riscaldante in ceramica e display
LCD con indicazione della
VTSSC40N - Euro 58,00
temperatura
impostata e della temperatura reale. Interruttore di ON/OFF.
Stilo funzionante a 24V. Regolazione della temperatura: manuale da 150° a 450°C, massima potenza elemento riscaldante:
48W, alimentazione: 230Vac; dimensioni: 185 x 100 x 170mm.
Stilo di ricambio:
VTSSC40N-SP - Euro 8,00
Punte di ricambio:
VTSSC40N-SPB - Euro 0.90
BITC10N1 - Euro 1,30
BITC10N3 - Euro 1,30
BITC10N4 - Euro 1,30
BIT3.2 3,2mm - Euro 10,00
BIT4.8 4,8mm - Euro 10,00
BITK punta tonda - Euro 10,00
GASIRON2 - Euro 13,00
Saldatore multiuso tipo stilo alimentato a gas butano con
tasto On/Off.
Può essere impiegato oltre che per le operazioni di saldatura
anche per emettere aria calda (ad esempio per modellare la
plastica).
Autonomia: circa 40 minuti; temperatura: max. 450°C.
Stagno* per saldatura
!
!
!
!
!
!
Bobina da 100g di filo di stagno del diametro di 1mm con anima di flussante.
Bobina da 100g di filo di stagno del diametro di 0,6mm con anima di flussante.
Bobina da 250g di filo di stagno del diametro di 1mm con anima di flussante.
Bobina da 500g di filo di stagno del diametro di 1mm con anima di flussante.
Bobina da 500g di filo di stagno del diametro di 0,8mm con anima di flussante.
Bobina da 1Kg di filo di stagno del diametro di 1mm con anima di flussante.
SOLD100G - Euro 2,30
SOLD100G6 - Euro 2,80
SOLD250G - Euro 5,00
SOLD500G - Euro 9,80
SOLD500G8 - Euro 9,90
SOLD1K - Euro 19,50
* Lega 60% Sn - 40% Pb, punto di fusione 185°C, ideale per elettronica.
!
Bobina da 500 grammi di filo di stagno del diametro di 0,8mm "lead-free" ovvero senza piombo.
Lega composta dal 96% di stagno e 4% di argento, anima con flussante, punto di fusione 220°C.
Disponibili presso i migliori negozi di elettronica o nel
nostro punto vendita di Gallarate (VA).
Caratteristiche tecniche e vendita on-line: www.futuranet.it
SOLD500G8N - Euro 36,00
http://www.futuranet.it
Via Adige, 11 - 21013 Gallarate (VA)
Tel. 0331/799775 - Fax. 0331/778112
LETTERE
GLI ACRONIMI
DELL’ELETTRONICA
Leggendo una nota tecnica riguardante alcuni componenti ad alta
affidabilità, ho trovato un termine
usato per definire la resistenza ai
guasti di alcune apparecchiature:
questo fattore, detto MTBF, era
espresso non in percentuale o in
valore assoluto, ma in ore. Non ho
ben capito cosa voglia dire MTBF,
che ritengo sia una sigla... Non esiste un prontuario in cui cercare il
significato di termini come questo?
Alessandro Frigerio - Caserta
Un vero e proprio libro di acronimi
dell’elettronica sarebbe auspicabile
ma, crediamo, non l’abbia ancora
scritto nessuno; ogni tanto i periodici provano a fare chiarezza su
taluni termini tecnici, e Internet
aiuta molto. Comunque, eccoti la
descrizione che cercavi e qualche
altra sigla che si incontra di frequente: MTBF è l’acronimo di
Medium Time Between Failure,
che tradotto significa tempo medio
tra due guasti consecutivi; è sostanzialmente un indice di affidabilità,
perché dice, di un’apparato o componente elettronico, qual’è il tempo
medio riscontrato in laboratorio tra
un guasto e l’altro. Ad esempio, se
un sistema registra due guasti ogni
5 giorni, l’MTBF ammonta a 60 ore
(5x24ore/2=60ore).
Altri termini che possono interessarti sono i seguenti: EMI=Electro
Magnetic Interference (disturbi
elettromagnetici); IGBT=Insulated
Gate Bipolar Transistor (transistor
bipolare con gate isolato); PCI =
Peripheral Component Interconnect
(interconnessione tra periferiche e
componenti: lo standard del bus dei
E l e t t r o n i c a I n - settembre 2001
moderni PC); SMT = Surface
Mounting Technology (tecnologia
di montaggio superficiale); UPS =
Uninterruptible Power Supply.
I COMPONENTI
A NORME EUROPEE
Da tanto tempo, i cavi e gli altri
materiali (morsettiere, quadri,
canaline, prese, ecc.) per impianti
elettrici ed elettronici devono
rispondere a precise normative che
ne garantiscano la non infiammabilità: questo, per evitare che in caso
di incendio possano bruciare ed
emettere gas tossici. Per motivi professionali, una decina di anni fa ho
avuto modo di conoscere le norme
CEI italiane per la certificazione
dei materiali elettrici, ma non
conosco praticamente nulla delle
specifiche internazionali.
Giuseppe Romualdi - Venezia
Quando parli di norme CEI, probabilmente intendi le 20-22, che definiscono le caratteristiche cui devono rispondere i materiali per gli
impianti elettrici: esse prescrivono
che le parti in plastica dei cavi,
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delle canaline o di contenitori per
scatole di derivazione, quadri, cordoni di alimentazione, ecc., debbano non bruciare a contatto con una
fiamma libera e comunque essere
autoestinguenti, nel senso che
comunque, anche incendiati devono
subito smettere di bruciare. E, cosa
molto importante, in tali condizioni
detti materiali non devono rilasciare gas tossici: ciò è vitale in caso di
incendio nei luoghi frequentati dal
pubblico. Attualmente si definiscono con N0x-VK i cavi non propaganti l’incendio, quelli che non possono bruciare, che hanno ormai
soppiantato la più vecchia categoria
H0x-VK: questi ultimi erano detti
antifiamma, perché investiti dal
fuoco potevano resistere per un
certo tempo prima di iniziare a bruciare; ma poi bruciavano eccome,
perciò sono stati abbandonati.
Riguardo alle normative internazionali in materia, vigono le specifiche
UL (Underwriters Laboratories)
americane: i materiali vengono
classificati in quattro categorie, che
sono rispettivamente UL94V-0,
UL94V-1, UL94V-2 e UL94-HB.
Alla prima appartengono i conduttori e simili le cui parti non metalliche sono antifiamma e, anche bruciando, devono sutoestinguersi
entro 10 secondi.
Della seconda categoria fanno parte
le plastiche che resistono alla fiamma libera e che, comunque, anche
bruciando, si spengono in 30 secondi. Alla terza specifica rispondono i
materiali che possono bruciare
senza resistere e che comunque si
autoestinguono entro i soliti 30
secondi.
Infine, la specifica UL94-HB corrisponde sostanzialmente alla H0xVK italiana, cioè descrive materiali
5
SMART CARD
MOLTO CAPIENTI
SMART CARD
Le moderne smart card con
capacità di parecchi megabyte
risultano essere di dimensioni
assai ridotte e vengono principalmente utilizzate nelle fotocamere digitali o nei registrtori
audio in formato MP3
con un certo grado di resistenza alla
fiamma o al calore esterno, ma
comunque infiammabili; insomma,
cavi che possono bruciare, seppure
a temperature relativamente alte
(non basta avvicinare la fiamma
dell’accendino...) e non al primo
impatto col fuoco.
LA LUCE
DAL SOLE
Davanti all’accesso della “casetta” degli attrezzi, in giardino, mi
piacerebbe installare una luce
automatica, magari provvista di
interruttore crepuscolare, però
autoalimentata: insomma, senza
alcun filo di collegamento. Per ovvi
motivi non posso alimentarla a pile,
perché si scaricherebbero troppo
alla svelta, quindi devo escogitare
qualcos’altro, e in effetti un’idea ce
l’avrei: farla funzionare con una
cella solare. Ben inteso, so che
quando serve la luce elettrica non
c’è quella del sole (altrimenti a che
servirebbe accendere una lampadina?): io intendo alimentare la lampada con una batteria che venga
ricaricata mediante il pannello
solare. Fin qui tutto bene, solo che
non ho lo schema.
Franco Gianfranco - Roma
dire la scarica sul pannello stesso
quando fa sera, ed esso non eroga
più corrente. Il resto è un interruttore crepuscolare che serve a far alimentare la lampadina (tramite il
transistor T4, usato come interruttore statico) solo quando la fotoresistenza LDR rileva che fa buio. La
cella solare deve essere scelta da
almeno 7÷8 V, mentre la batteria va
bene da 6 V, 700 mA/h: ad esempio,
la si può comporre con 5 stilo al
nichel-cadmio al Ni-MH, ma nulla
vieta di adottare un elemento da 6
V, 1 A/h al piombo-gel. Quanto alla
lampadina, deve ovviamente essere
da 6 V, e da non più di 4 watt, altrimenti la corrente richiesta sarebbe
eccessiva (il BD139 può erogare al
massimo 1 A) ed insostenibile.
Un’altra cosa: per ovvi motivi, la
fotoresistenza non deve essere
rivolta verso la luce elettrica, altrimenti il circuito e quest’ultima iniziano a pulsare; va girata dalla parte
opposta, messa possibilmente di
lato.
Sono alla ricerca di una memoria
in formato chipcard che possa contenere alcuni MB di dati, e alla
quale possa accedere facilmente.
Esistono schede simili a quelle
basate sui chip SLE4402 e
SLE4442 Siemens ma più capienti?
Adalberto Rusconi - Varese
Analizzando la memoria disponibile sulle smart card è di fondamentale importanza stabilire se i valori
espressi rappresentano i Mbit a disposizione o i MByte (1 Byte = 8
bit). Le chip card basate sui chip
SLE4402 e SLE4442, menzionate
nella lettera, dispongono rispettivamente di 416 bit e 2 Kbit quindi
non rappresentano una memoria di
massa notevole. Sul mercato si trovano dei prodotti Samsung della
capienza di ben 64 MByte: si tratta
delle
Smart
Media
Card
K9D1208UOM-SSB000, grandi
memorie Flash in tecnologia
NAND da 64M x 8 bit. Ognuna ha
una durata garantita di 250.000 cicli
di cancellazione/programmazione,
e una permanenza dei dati di 10
anni in assenza di alimentazione.
La tensione di lavoro è la più diffusa tra i prodotti dell’ultima generazione, cioè tra 2,7 e 3,6 V. Il contenitore è Smart Media con connettore a 22 contatti placcati in oro.
la luce del sole
Per accendere una luce elettrica a
bassa tensione, puoi impiegare lo
schema che trovi qui di seguito: si
tratta di un gruppo formato da una
cella solare che mantiene in carica
l’accumulatore quando c’è la luce
del sole; il diodo D1 serve ad impe6
settembre 2001 - Elettronica In
Energie alternative
Pannelli solari, regolatori di carica, inverter AC/DC
VALIGETTA SOLARE 13 WATT
Modulo amorfo da 13 watt contenuto all'interno di una valigetta adatto per la ricarica di batterie a 12 volt.
Dotato di serie di differenti cavi di collegamento, può essere facilmente trasportato e installato ovunque.
Potenza di picco: 13W, tensione di picco: 14V, corrente massima: 750mA, dimensioni: 510 x 375 x 40
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SOL8 Euro 150,00
PANNELLO AMORFO 5 WATT
Realizzato in silicio amorfo, è la soluzione ideale per tenere sotto carica (o ricaricare) le batterie di auto, camper,
barche, sistemi di sicurezza, ecc. Potenza di picco: 5 watt, tensione di uscita: 13,5 volt, corrente di picco 350mA.
Munito di cavo lungo 3 metri con presa accendisigari e attacchi a “coccodrillo”. Dimensioni 352 x 338 x 16 mm.
SOL6N Euro 52,00
PANNELLO SOLARE 1,5 WATT
Pannello solare in silicio amorfo in grado di erogare una potenza di 1,5 watt. Ideale per evitare
l'autoscarica delle batterie di veicoli che rimangono fermi per lungo tempo o per realizzare piccoli impianti
fotovoltaici. Dotato di connettore di uscita multiplo e clips per il fissaggio al vetro interno della vettura.
Tensione di picco: 14,5 volt, corrente: 125mA, dimensioni: 340 x 120 x 14 mm, peso: 0,45 kg.
SOL5 Euro 29,00
REGOLATORE DI CARICA
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Regolatore di carica per applicazioni fotovoltaiche. Consente di fornire il giusto livello
di corrente alle batterie interrompendo l’erogazione di corrente quando la batteria
risulta completamente carica. Tensione di uscita (DC): 13.0V ±10%
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REGOLATORE DI CARICA CON MICRO
Regolatore di carica per pannelli solari gestito da microcontrollore. Adatto sia per impianti a 12 che a 24 volt.
Massima corrente di uscita 10÷15A. Completamente allo stato solido, è dotato di 3 led di segnalazione.
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caricate a sufficienza: interrompe invece il collegamento con l’utilizzatore quando la batteria è quasi scarica.
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Dotato di tre LED di diagnostica. Disponibile in scatola di montaggio.
REGOLATORE DI CARICA 5A
Da interporre, in un impianto solare, tra i pannelli fotovoltaici e la batteria da ricaricare.
Il regolatore controlla costantemente il livello di carica della batteria e quando quest’ultima risulta completamente carica
interrompe il collegamento con i pannelli. Il circuito, interamente a stato solido, utilizza un mosfet di potenza in grado di
lavorare con correnti di 3 ÷ 5 ampère. Tensione della batteria di 12 volt. Completo di led di segnalazione dello stato di
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2.000 watt di picco. Forma d'onda di uscita: sinusoide
modificata; frequenza 50Hz; efficienza 85÷90%;
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Compatto inverter con potenza nominale di 1.000 watt e 2.000 watt di picco. Forma d'onda di uscita sinusoide modificata;
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INVERTER con uscita sinusoidale pura
Versione a 300 WATT
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Convertitore da 12 Vdc a 220 Vac con uscita sinusoidale
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i sovraccarichi, contro i corto circuiti di uscita e termica.
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FR266 Euro 92,00
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componenti alternate.
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DC, resistenza, capacità, frequenza, continuità
elettrica nonchè effettuare test di diodi e transistor. Alimentazione con batteria a 9V. Completo
di guscio di protezione. DVM98 Euro 115,00
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LC meter digitale a 3 1/2 cifre
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estrema precisione
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alte 21mm, 6 gamme
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Autocalibrazione, alimentazione con pila a 9V.
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Multimetro analogico per
misure di tensioni DC e AC
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continua da 50µA a 10A,
portate resistenza (x1x10K), diodi e transistor
(Ice0, hfe); scala in dB; selezione manuale delle portate; dimensioni: 148 x 100 x
35mm; alimentazione: 9V (batteria inclusa).
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Multimetro digitale a 3 1/2 cifre low cost
Multimetro analogico con guscio giallo
Display con scale colorate.
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AC fino a 500V, corrente in
continua fino a 250mA, e
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fino a 10A DC, tensioni continue e alternate fino a
750V, resistenze fino a 2
Mohm, diodi, transistor.
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Sistema
ad
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la misura della
temperatura a
distanza.
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in gradi centigradi o in gradi
Fahrenheit, display LCD con retroilluminazione,
memorizzazione, spegnimento automatico.
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Rilevatore di temperatura
a distanza -20/+420°C
Sistema ad infrarossi per la misura della temperatura a distanza.
Possibilità
di
visualizzazione in
°C o °F. Puntatore
laser incluso. Alimentazione: 9V.
DVM8869 Euro 178,00
Termometro IR con lettura a distanza
Possibilità
di
visualizzazione in
°C o °F, display
LCD con retroilluminazione,
memorizzazione,
spegnimento
automatico, puntatore a led. Gamma di temperatura da -20°C a +
270°C. Rapporto distanza/spot: 6/1.
Alimentazione: 2 x 1,5V (2 batterie ministilo
AAA, comprese).
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Multimetro digitale a 3 1/2 cifre con RS232
M u l t i m e t ro
digitale dalle
caratteristiche professionali a 3½ cifre
con
uscita
RS232, memorizzazione dei dati e display retroilluminato. Misura
tensioni in AC e DC, correnti in AC e DC, resistenze,
capacità e temperature. Alimentazione con batteria a
9V. Completo di guscio di protezione.
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Multimetro con pinza amperometrica
Dispositivo digitale con
pinza amperometrica.
Display digitale a 3200
conteggi con scala analogica a 33 segmenti.
Altezza digit 15 mm,
funzione di memoria. È
in grado di misurare
correnti fino a 1.000 A.
Massimo diametro cavo misurazione: Ø 50 mm
Misura anche tensione, resistenza e frequenza.
Funzione continuità e tester per diodi. Dotato di
retroilluminazione. Alimentazione con batteria a 9V.
DCM268 Euro 118,00
Multimetro miniatura con pinza
Pinza amperometrica con multimetro digitale con
display LCD retroilluminato da 3 2/3
cifre a 2400 conteggi. Memorizzazione
dei dati, protezione contro i sovraccarichi, autospegnimento e indicatore di batteria scarica. Misura tensioni/correnti alternate e continue 0-200A e frequenza 40Hz-1kHz; apertura pinza: 18mm (0.7");
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AAA 1,5V. Viene fornito con custodia in plastica.
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0.01lux a 50000lux tramite display a 3 1/2 cifre. Funzionamento a batterie,
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lunghezza di circa 1 metro. Alimentazione: 1 x 9V (batteria inclusa).
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DVM1300 Euro 48,00
Multimetro digitale a 3 1/2
cifre low cost
Multimetro digitale in grado di misurare
correnti fino a 10A DC, tensioni continue
e alternate fino a 750V, resistenze fino a 2
Mohm, diodi, transistor. Alimentazione
con batteria a 9V (inclusa).
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Termometro digitale
da pannello
Termometro con doppio
ingresso e sensore
a termocoppia
Strumento professionale a 3
1/2 cifre per la
misura di temperature da 50°C a 1300°C
munito di due
distinti ingressi. Indicazione in °C o °F,
memoria, memoria del valore massimo,
funzionamento con termocoppia tipo K.
Lo strumento viene fornito con due termocoppie. Alimentazione: 1 x 9V.
Termometro digitale
da pannello con sensore via cavo lungo
1,5 metri. Facile da
installare, con ampio
display e completo
di contenitore in
ABS. Intervallo di
misurazione della temperatura: -50°C ~ +70°C;
tolleranza: 1°C; dimensione display: 12 x
6.5mm; lunghezza sensore via cavo: 1,5 metri;
dimensioni: 47 x 26 x 13mm; alimentazione: 1
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Termometro digitale interno / esterno
Termometro digitale con indicazione contemporanea della temperatura interna e esterna in °C o°F.
Ideale per controllare la temperatura di frigoriferi, freezer, ma
anche per misurare la temperatura
ambiente. Montaggio a muro o su
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Doppio con sensore per temperatura
esterna a tenuta stagna; display di facile lettura; allarme; memoria di minima e massima; gamma temperatura interna: -10°C / +50°C (+14°F / +122°F); gamma
temperatura esterna: -50°C / +70°C (-58°F / +158°F);
dimensioni termometro: 110 x 70 x 20mm; alimentazione: 1 x 1.5 V AAA (batteria compresa).
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digitale
Termoigrometro
digitale per la
misura del grado
di umidità (da 0%
al 100%) e della
temperatura ( da
-20°C a +60°C)
con memoria ed
indicazione del
valore minimo e
massimo.
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9V (a batteria).
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digitale della misura. È in grado di rilevare intensità
sonore comprese tra 30 e 130 dB. Scale di misura: low
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biometria
Elettronica
Innovativa
di Alessandro Furlan
Sensore biometrico ad alta
affidabilità fornito con sistema di
sviluppo completo, librerie DLL e
programma dimostrativo in Visual Basic.
ormai un dato di fatto che il problema relativo
all’autenticazione sta diventando sempre più un
tema d’attualità. Le applicazioni in cui è richiesta una
“parola d’ordine” o una “chiave di accesso” sono un
numero incontrollabile… Pensiamo a quante password
dobbiamo ricordare nella nostra vita: il PIN del bancomat o della carta di credito, la password per accendere
il PC, quella per accedere ad Internet, magari il codice
per aprire la porta dell’ufficio (in alcune grosse aziende
tecnologiche avviene), il codice per sbloccare il cellu10
lare… potremmo andare avanti ancora molto a lungo
senza timore di smentite. A ciò si aggiungono anche
altre forme di autenticazione: badge magnetici, chipcard, e chi più ne ha più ne metta… Ecco che ci si è già
da tempo posti la domanda: come si può fare a identificare un individuo in modo assolutamente sicuro ed univoco? Una soluzione affidabile è sicuramente quella
del riconoscimento dell’impronta digitale, una caratteristica unica per ciascuno di noi. In sostanza si è pensato che l’impronta del nostro dito, della quale non ci
settembre 2001 - Elettronica In
sono altre “copie”, è una potenziale
“password” assolutamente sicura.
Una prova di questo è che già da
moltissimo tempo negli archivi
delle polizie di tutto il mondo l’impronta è una delle informazioni
basilari per il riconoscimento dei
criminali o malviventi.
Recentemente si sta sviluppando
anche la tecnica del riconoscimento
della retina oculare, ancora più
unica da individuo a individuo,
rispetto anche alla pur sicura
impronta digitale, ma è ancora in
via di affinamento e, comunque,
non ancora alla portata di tutti.
Ma torniamo alla nostra applicazione. Attualmente, anche nel mercato
“consumer” si vanno ormai diffondendo dei lettori di impronta digitale, prevalentemente per lo scopo di
eseguire l’autenticazione all’accensione del PC (ad esempio il login su
sistemi multiutente come WinNT o
Elettronica In - settembre 2001
2000), alcuni addirittura installati
nella tastiera del PC stesso o nel
mouse. Le prestazioni ed il grado di
affidabilità variano ovviamente da
prodotto a prodotto (e, indubbiamente dalla fascia di prezzo) e dal
tipo di applicazione. Un prodotto
che serva solo a stabilire che l’impronta che sta rilevando è proprio
quella registrata sarà meno sofisti-
cato di un dispositivo che deve rilevare la persona che sta appoggiando il dito magari tra un ragguardevole numero di impronte registrate.
I prodotti economici in commercio
fanno parte della prima schiera di
utilizzo. Per realizzare questo progetto dimostrativo abbiamo scelto
di utilizzare un lettore di fascia più
professionale, per l’esattezza il
11
il lettore biometrico
Caratteristiche:
• Protezione dell’accesso a Personal
Computer basati su sistema
Microsoft Windows 95/98/NT/2000;
• Screen saver protetto tramite
riconoscimento impronta;
• Semplicità di utilizzo;
• Riconoscimento dell’impronta in
modalità Real-time;
• 7 livelli di sicurezza;
• Semplice controllo delle funzioni;
• Protezione computer tramite
impronta digitale o password;
• Semplice installazione;
• Sensore al silicio per un’accurata
digitalizzazione e cattura
dell’immagine dell’impronta;
• Non necessita di alimentazione
esterna;
• Supporto per Novell NetWare;
• Protezione file e dischetti;
• Protezione web sites.
Precise 100A della Precise
Biometrics (http://www.precisebiometrics.com) che, proprio in virtù
del fatto di essere un prodotto dalle
caratteristiche superiori rispetto a
prodotti simili in commercio, può
essere utilizzato anche come base
per applicazioni più “evolute”. Il
nostro progetto, infatti, non si limita ad utilizzare il sensore così come
viene fornito ma ha lo scopo di
introdurre il concetto di “programmazione biometrica” e quindi di
realizzare un programma “ad hoc”
per qualsiasi applicazione che
richieda un preciso ed affidabile
controllo delle impronte digitali.
tive per la gestione della stessa.
Grazie a questa libreria è possibile,
quindi, realizzare qualsiasi programma che sfrutti appieno le
potenzialità del Precise 100A.
Vediamo prima di tutto come avviene il processo di lettura e confronto
dell’impronta dal punto di vista
software. Quando si memorizza
una nuova impronta, l’immagine
L’SDK
Il lettore Precise 100A viene fornito con kit di documentazione per la
realizzazione di applicazioni; oltre
ai drivers della periferica troviamo
una libreria dinamica DLL chiamata pb.dll che contiene tutte le primi12
settembre 2001 - Elettronica In
le impronte digitali
Specifiche Tecniche:
• Dimensione: 66,5 x 50,2 x 14,7 mm;
• Peso: 50 g senza cavo;
• Risoluzione del sensore: 500 dpi;
• Dimensione del sensore: 15 x 15 mm;
• Comunicazione criptata ad elevata
sicurezza tra sensore e Personal
Computer;
• Consumo: 70 mA.
Requisiti di sistema:
• Porta seriale USB;
• Processore Pentium or superiore;
• MS Windows (95/98/NT/2000).
Performance:
• Verifica: meno di 1 secondo;
• Acquisizione: meno di 5 secondi;
• FAR: < 1 in 100.000;
• FRR: < 1 in 100.
presente sul sensore subisce una
prima elaborazione: l’immagine
“originale” viene analizzata e da
essa estratto un cosiddetto “template” di dimensioni assai più ridotte,
La confezione (distribuita dalla
Futura Elettronica, www.futuranet.it)
contiene oltre al lettore biometrico
USB due particolari tools di sviluppo
suddivisi in due CD. Il primo,
originale Precise Biometrics, contiene
tutti i driver necessari per il
funzionamento in ambiente Windows
unitamente a programmi applicativi
(in lingua inglese) che consentono di
proteggere l’accesso al PC o a File.
Il secondo, contiene il sistema di
sviluppo completo (SDK) del sensore
Precise100A USB ed un sorgente
dimostrativo in Visual Basic che
consente di sviluppare applicazioni
personalizzate e uno sfruttamento
ottimale del sensore stesso.
Elettronica In - settembre 2001
Il riconoscimento di impronte digitali, per le sue caratteristiche, può essere considerato un sistema di identificazione personale altamente affidabile. La reale importanza
delle impronte digitali è basata essenzialmente sul principio di immutabilità (la configurazione e i dettagli del disegno sono permanenti e non
cambiano mai
durante la vita), unicità (la possibilità di variazione del disegno dell'impronta
è talmente alta, che non compaiono praticamente mai due disegni uguali in
diverse dita della stessa persona o in persone differenti) e classificazione (le possibili variazioni dello schema sono limitate, per cui è possibile una classificazione sistematica di tali configurazioni).
L'applicazione delle impronte digitali ai due diversi problemi di "identificazione" e
"riconoscimento" richiede tecniche di confronto differenti, in quanto nel primo caso si
tratta di paragonare due sole impronte, mentre nel secondo occorre un confronto di tipo
1 : N , ossia il campione di ingresso deve essere ritrovato fra un numero molto alto
di impronte. Da ciò si evince che per la verifica non si pone l'obbligo di implementare
algoritmi altamente efficienti di confronto (questo vale, invece, per l'identificazione).
Infatti se un singolo confronto fra 2 impronte richiedesse solo 10 msec, la scansione di un archivio di 30.000.000 di impronte richiederebbe in ogni caso 83,3 ore,
cioè più di 3 giorni che è un tempo inaccettabile. Per tale motivo bisogna progettare
algoritmi che limitano il numero di confronti ed inoltre siano in grado di riconoscere
immagini affette da "rumore".
Un'impronta digitale è costituita da un insieme di linee, dette ridge line che scorrono in
linee parallele, che a volte intersecano oppure si interrompono, formando un disegno
detto ridge pattern. A partire dal ridge pattern possono essere estratte ulteriori informazioni quali flow line, ridge count, immagine direzionale, singolarità, pattern area
e minuzie. Le minuzie costituiscono un fattore estremamente importante per la discriminazione delle impronte infatti esse sono i punti in cui si ha un comportamento anomalo delle ridge line; ognuna di esse può essere descritta come un vettore con un attributo che ne descrive il tipo. L' ANSI (American National Standard Institute) dà una
classificazione in quattro categorie principali: Terminazioni, Biforcazioni,
Triforcazioni (o crossover) e Indeterminate. I 7 tipi più comuni di minuzie nelle
impronte digitali sono rappresentati in figura a piè di pagina. Il modello di identificazione minuzie <-> coordinate prevede di memorizzare per ogni minuzia il tipo (terminazione o biforcazione), le coordinate (x,y) e l'angolo che la tangente alla minuzia
forma con la direzione orizzontale. La maggior parte delle tecniche per il confronto
di impronte digitali basate su minuzie, prevedono in una prima fase l'estrazione completa delle minuzie dalle due impronte da confrontare e successivamente il confronto dei
due insiemi di minuzie estratti. Esaminando accuratamente l'andamento delle ridge line
si possono notare inoltre delle regioni in cui esse assumono andamenti particolari: curvature accentuate, terminazioni o biforcazioni frequenti. Queste zone sono dette singolarità e sono riconducibili a tre classi distinte: Core (caratterizzata da un insieme di
creste che formano un andamento ad “U”), Whorl (con struttura ad “O”) e Delta (creste che delineano una struttura a parentesi. La parte centrale dell'impronta, dove normalmente sono dislocate le singolarità, è detta pattern area ed è delineata da due linee
principali, denominate type line, che sono individuabili come le due linee più interne
che la separano dal resto dell'impronta. Le singolarità, insieme alla forma e alla direzione delle ridge line della patter area, costituiscono, le macro-caratteristiche dell'impronta su cui si basano la maggior parte dei
sistemi per la classificazione delle impronte
digitali. Una flow-line o linea di flusso è
una ipotetica linea che corre parallelamente
a un insieme di ridge contigue; si tratta di
linee che non hanno controparti fisiche e la
cui determinazione non è univoca, ma dipende dalle ipotesi fatte al momento in cui le si
localizza. L’immagine direzionale è, infine,
un insieme di vettori non orientati ottenuti
tramite la sovrapposizione di una griglia
all'immagine dell'impronta. Ogni vettore
(ridge direction) è posto in un nodo della
griglia e ha direzione parallela a quella
della flow line che attraversa il medesimo.
13
che contiene solamente le informazioni
salienti
sull’impronta.
L’operazione è in gergo detta di
“enroll”. Dal punto di vista dell’implementazione i dati sono organizzati sotto forma di array binari.
Il riconoscimento poi avviene come
segue: mediante un’apposita funzione di libreria viene effettuato il
matching tra l’immagine corrente e
tutti i template memorizzati. Se
viene trovata una corrispondenza, si
esce e si segnala quale utente è stato
riconosciuto, in caso contrario
viene segnalato un errore che indica
che l’impronta non è presente nell’archivio.
Come si vede, quanto avviene è
abbastanza semplice. Da segnalare
che tutti i template sono caricati in
memoria centrale (RAM) all’inizio
del programma, per velocizzare al
massimo l’operazione di riconoscimento. A titolo di cronaca, ogni
utente (template) occupa circa 2KB
in memoria.
Tutte le operazioni indicate (essenzialmente enroll e verifica) sono
gestite all'interno della DLL, per
cui basta invocarle dall’ambiente di
programmazione (nel nostro caso
Visual Basic, ma si può fare anche
in Visual C++, Delphi, Java, ecc).
Il pulsante “ricarica template” all’inizio del programma serve proprio
a fare un refresh di tutti i template
in memoria, ed è indispensabile utilizzarlo dopo aver apportato modifiche agli utenti.
Passiamo ora ad analizzare più dettagliatamente il programma dimostrativo scritto in Visual Basic (utilizzando ovviamente la libreria
pb.dll) i cui sorgenti vengono forniti, insieme al sensore biometrico,
dalla ditta Futura Elettronica
(http://www.futuranet.it).
PRESENTAZIONE
DEL PROGRAMMA
L’applicativo che ci apprestiamo a
presentare è una semplice dimostra14
collegamento
del sensore
Porta USB
La versione proposta dispone di un collegamento USB
che rende semplice ed immediata la connessione al
PC. E’ sufficiente collegare lo spinotto alla relativa
porta USB presente sul retro del computer.
zione di come si possa gestire il
riconoscimento di un gruppo di persone mediante il lettore di impronta. Winfinger (questo è il nome dato
al programma in questione) consente la configurazione di un certo
numero di utenti, e il riconoscimento di uno di essi sfruttando il sensore biometrico. L’applicazione consente, mediante un controllo “a
cartella” stile rubrica, la gestione di
tutte le funzionalità del programma.
Vi sono tre sezioni: Principale;
Configurazione
utenti
e
Configurazione sistema.
La prima sezione, “Principale”, è
una finestra monitor sull’attività del
sistema. Qui sono mostrati l’impronta corrente sul sensore, la “qualità”
dell’impronta
corrente
mediante una “progress bar” (ne
parleremo tra poco), un display che
Come si vede dal
flow-chart una volta
presente un’immagine
(impronta) sul sensore
viene verificato il suo
“template” con tutti i
template in memoria
e, in caso di
riconoscimento viene
segnalata l’esatta
corrispondenza. Nel
caso in cui non venga
trovata nessuna
corrispondenza viene
segnalato il messaggio
relativo di utente non
riconosciuto.
settembre 2001 - Elettronica In
La scheda “Principale” del programma rappresenta un monitor sull’attività del sistema: sono mostrati
l’impronta, la sua “qualità”, un display che fornisce tutte le informazioni di funzionamento ed il
pulsante “Ricarica template” da utilizzare dopo aver introdotto o modificato delle impronte.
fornisce tutte le informazioni di
funzionamento tramite il quale
viene indicato di appoggiare il dito,
eventualmente di spostarlo in una
direzione, e qualora parta l’operazione di riconoscimento, l’esito di
tale operazione. Se l’impronta di un
utente è disponibile in memoria,
viene visualizzato il relativo nome e
cognome; altrimenti si avvisa che
non è stato riconosciuto alcun uten-
te. E’ inoltre presente un bottone
“RICARICA TEMPLATE”, da utilizzare dopo aver introdotto modifiche agli utenti (cancellazione,
aggiunta, modifica), con una delle
operazioni illustrate tra poco.
Da notare che tutti gli eventi, l’avvenuto riconoscimento di un’impronta, e l’identificazione o meno
di un utente, sono evidenziati anche
da dei suoni, rispettivamente:
1 beep: impronta rilevata: si può
togliere il dito dal sensore;
2 beep: utente individuato;
3 beep: nessun utente riconosciuto.
Nella
scheda
successiva,
“Configurazione utenti”, come si
può intuire, si trovano tutti i comandi per la gestione degli utenti: creazione, cancellazione, elenco e rigenerazione impronta (utile se ad
esempio si vuole cambiare il dito
Nella scheda “Configurazione utenti” si trovano tutti i comandi
per la gestione degli utenti: creazione, cancellazione, elenco e
rigenerazione impronta. Cliccando su “Nuovo utente” è
possibile inserire un nuovo utente (nome e cognome) e la
relativa impronta. La voce “Anagrafica” consente di
visualizzare l’elenco degli utenti e delle impronte memorizzate.
Elettronica In - settembre 2001
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Con il comando “Ricrea impronta” è possibile riassociare una nuova impronta ad un utente già esistente.
Quindi se un utente ha la necessità di cambiare dito di riconoscimento (ad esempio per un infortunio che
impedisce il riconoscimento del dito precedentemente memorizzato) è sufficiente selezionare questa voce,
l’utente in questione e rieffettuare la scansione e la memorizzazione dell’impronta.
con cui farsi riconoscere).
Cliccando su “Nuovo utente” è possibile creare una nuova impronta.
Importante: occorre prima inserire
nome e cognome, in seguito posizionare il dito e, quando la “qualità” è sufficiente, cliccare su “crea”.
Con il comando “Ricampiona
impronta” è possibile riassociare
una nuova impronta ad un utente
già esistente. La terza sezione è la
scheda “Configurazione sistema”.
Qui sono settabili due parametri, la
qualità minima di rilevamento, e il
grado di sicurezza. Questi parametri sono “estratti” direttamente dal
driver software che pilota il dispositivo, e sono alcune delle risorse
messe a disposizione dall’SDK
(Software Development Kit) fornito
separatamente dal lettore. In
sostanza, il parametro “qualità” è
un numero intero oscillante tra 0 e
127, aggiornato continuamente, che
La scheda “Configurazione sistema” consente di regolare i due parametri caratteristici del lettore, ovvero
la qualità minima di rilevamento e il grado di sicurezza. Questi parametri sono gestiti direttamente dal
dispositivo e determinano la “qualità” (valore tra 0 e 127) dell’impronta che il lettore sta rilevando in
quell’istante e il grado di accuratezza nel riconoscimento (numero che va da 0 a 7).
16
settembre 2001 - Elettronica In
Nuovo indirizzo:
Futura Elettronica srl via Adige, 11 - 21013 Gallarate (VA)
Tel. 0331-799775 Fax. 0331-792287 http://www.futurashop.it
indica la qualità dell’impronta che
il lettore sta rilevando in quell’istante. Quindi la periferica altro
non è che una sorta di telecamera, e
sta al software cercare di capire
quando l’immagine “captata” è una
buona impronta. Il controllo per la
regolazione del grado di accuratezza è un numero che va da 0 a 7. Più
il numero è alto, più l’accuratezza è
maggiore. Alzando troppo il livello,
è più alta la probabilità che un’impronta non venga riconosciuta, perché al sistema non sembrerà abbastanza uguale, con un parametro
troppo basso si rischia di confondere due impronte simili; quindi,
come dicevano anche i latini, in
medio stat virtus, il valore predefinito (e consigliato) è 4. Anche questo valore è contenuto nel driver del
dispositivo, e qui altro non si fa che
accedervi mediante una chiamata a
funzione di libreria dinamica
(DLL) fornita con l’SDK del lettore. Ecco che questa semplice applicazione, pur essendo un dimostrativo, si presta a fare da “base” per
applicazioni più evolute, qualora
questo tipo di tecnologia riesca a
PER IL MATERIALE
Tutto il materiale necessario per realizzare il progetto
descritto in queste pagine è disponibile al prezzo di 420.000
lire IVA compresa. La confezione (cod. PB100A) contiene il
lettore biometrico per porte USB prodotto dalla Precise
Biometrics, un CD-ROM con i driver necessari al suo funzionamento, il software Protector Suite e il relativo manuale di
utilizzo in lingua inglese, un CD-ROM con il sistema di sviluppo SDK (Software Development Kit) e il software di riconoscimento (in lingua italiana), presentato in questo articolo,
sia in versione compilata e qui già pronta per l’utilizzo che in
versione sorgente Visual Basic e quindi modificabile e personalizzabile. Il materiale va richiesto a: Futura Elettronica,
viale Kennedy 96, 20027 Rescaldina (MI), tel. 0331-576139,
fax 0331-578200. Ulteriori informazioni possono essere reperite presso il sito internet www.futuranet.it.
prendere piede, soprattutto superando alcuni problemi legislativi
più che tecnici (vedi riquadro qui
sotto). Lasciamo a voi la possibilità
di migliorare secondo le vostre esigenze il programma presentato
ricordando che tutte le istruzioni
aggiuntive comprese nella DLL for-
nita sono dettagliatamente spiegate
(in lingua inglese) sul CD in formato digitale (file Acrobat
PDF).
Sicuramente seguendo il sorgente
allegato e gli esempi proposti non
vi saranno difficoltà neanche nel
creare applicazione più complesse e
adatte alla vostra applicazione.
sensori biometrici e privacy
Nel dicembre del 2000, la stampa e le televisioni hanno riportato il caso di una banca che aveva adottato sensori biometrici per l'identificazione di chi vi accedeva. Su segnalazione di alcuni clienti è intervenuto il Garante della privacy il
quale ha dovuto precisare le condizioni di utilizzo di un simile sistema: se non ci sono "concrete situazioni di rischio" non
è possibile giustificare l'impiego dei sensori biometrici: di conseguenza la banca ha dovuto rimuovere il rilevatore. Come
avveniva l'identificazione nella banca "incriminata"? Tutti i clienti al momento dell'ingresso venivano sottoposti ad un
duplice accertamento, il riconoscimento dell'impronta dei polpastrelli e la ripresa attraverso una telecamera a circuito
chiuso. I dati venivano quindi conservati, senza che di ciò si informasse in alcun modo i clienti stessi e senza cancellare
i loro dati neppure dopo che erano venute meno le esigenze di sicurezza, vale a dire dopo che il cliente era uscito dai locali della banca. L'Autorità ha sottolineato nel provvedimento come la banca non avesse effettuato alcuna informativa circa
il doppio controllo, e quindi il loro trattamento dei dati e le sue finalità, né tanto meno ottenuto il consenso dei titolari,
in palese violazione della disposizione della L. 675/96, in particolare con riguardo alla necessaria trasparenza che deve
accompagnare il trattamento dei dati personali. Il Garante ha inoltre rilevato che il comportamento della Banca violava
il principio di proporzionalità tra il sistema utilizzato ed il fine perseguito, in quanto la raccolta dei dati si rivelava un
vero e proprio "sacrificio sproporzionato della sfera della libertà di tutte le persone che possono legittimamente lamentare anche una considerazione non adeguata e un rilevante pregiudizio della propria dignità personale". In altre parole,
se è giusto e legittimo difendersi dal pericolo di rapine e di aggressioni, ciò non può avvenire sacrificando la dignità personale dei clienti, sottoponendoli ad un trattamento eccessivo e comunque illegittimo. In conclusione, l'istituto di credito,
per bilanciare le due esigenze (sicurezza e correttezza del trattamento dei dati personali dei clienti), ha dovuto abbandonare l'utilizzo del sensore biometrico, potendosi avvalere soltanto delle apparecchiature di videosorveglianza e adeguando l'uso di queste ultime secondo le indicazioni fornite dallo stesso Garante.
Elettronica In - settembre 2001
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Strumenti di misura
Oscilloscopio digitale 2 canali 30 MHz
Compatto oscilloscopio digitale da laboratorio a due
canali con banda passante
di 30 MHz e frequenza di
campionamento di 240
00
Ms/s per canale. Schermo
EURO
LCD ad elevato contrasto
con retroilluminazione, autosetup della base dei tempi e della scala verticale, risoluzione verticale 8 bit, sensibilità 30 µV, peso (830 grammi) e dimensioni (230 x 150 x 50 mm) ridotte, possibilità di collegamento al PC mediante porta seriale RS232, firmware aggiornabile via Internet. La confezione
comprende l’oscilloscopio, il cavo RS232, 2 sonde da 60 MHz x1/x10, il
pacco batterie e l’alimentatore da rete.
APS230
690,
Oscilloscopio LCD da pannello
HPS10
EURO 185,00
Oscilloscopio palmare
2 MHz
Finalmente chiunque può possedere un oscilloscopio!
Il PersonalScope HPS10 non è un multimetro grafico
ma un completo oscilloscopio portatile con il prezzo e
le dimensioni di un buon multimetro. Elevata sensibilità – fino a 5 mV/div. – ed estese funzioni lo rendono
ideale per uso hobbystico, assistenza tecnica, sviluppo prodotti e più in generale in tutte quelle situazioni
in cui è necessario disporre di uno strumento leggero a
facilmente trasportabile. Completo di sonda 1x/10x,
alimentazione a batteria (possibilità di impiego di batteria ricaricabile).
Oscilloscopio LCD da pannello con schermo retroilluminato ad elevato contrasto.
Banda passante massima 2 MHz, velocità di campionamento 10 MS/s. Può essere utilizzato anche per la visualizzazione diretta di un segnale audio nonchè come multimetro con indicazione della misura in rms, dB(rel), dBV e dBm. Sei differenti modalità di
visualizzazione, memoria, autorange. Alimentazione: 9VDC o 6VAC / 300mA, dimensioni: 165 x 90mm (6.5" x 3.5"), profondità 35mm (1.4").
ACCESSORI PER OSCILLOSCOPI:
PROBE60S - Sonda X1/X10 isolata/60MHz - Euro 19,00
PROBE100 - Sonda X1/X10 isolata/100MHz - Euro 34,00
BAGHPS - Custodia per oscilloscopi HPS10/HPS40 - Euro 18,00
VPS10
EURO 190,00
Oscilloscopio digitale per PC
PCS100A 1 canale 12 MHz
2 canali 50 MHz
EURO 185,00
Oscilloscopio digitale che
utilizza il computer e il
relativo monitor per visualizzare le forme d'onda.
Tutte le informazioni standard di un oscilloscopio digitale sono disponibili utilizzando il
programma di controllo allegato. L'interfaccia tra l'unità oscilloscopio ed il PC avviene tramite porta parallela: tutti i segnali vengono optoisolati per evitare che il PC possa essere danneggiato
da disturbi o tensioni troppo elevate. Completo di sonda a coccodrillo e alimentatore da rete.
Risposta in frequenza: 0Hz a 12MHz (± 3dB); canali: 1; impedenza
di ingresso: 1Mohm / 30pF; indicatori per tensione, tempo e frequenza; risoluzione verticale: 8 bit; funzione di autosetup; isolamente ottico tra lo strumento e il computer; registrazione e visualizzazione del
segnale e della data; alimentazione: 9 - 10Vdc / 500mA (alimentatore compreso); dimensioni: 230 x 165 x 45mm; Peso: 400g.
Sistema minimo richiesto: PC compatibile IBM; Windows 95, 98,
ME, (Win2000 or NT possibile); scheda video SVGA (min. 800x600);
mouse; porta parallela libera LPT1, LPT2 or LPT3; lettore CD Rom.
PCS500A
EURO 495,00
Collegato ad un PC consente di visualizzare e
memorizzare qualsiasi forma d’onda. Utilizzabile
anche come analizzatore di spettro e visualizzatore di stati logici. Tutte le impostazioni e le regolazioni sono accessibili mediante un pannello di
controllo virtuale. Il collegamento al PC (completamente optoisolato) è effettuato tramite la
porta parallela. Completo di software di gestione, cavo di collegamento al PC, sonda a coccodrillo e alimentatore da rete.
Risposta in frequenza: 50 MHz ±3dB; ingressi: 2
canali più un ingresso di trigger esterno; campionamento max: 1 GHz; massima tensione in
ingresso: 100 V; impedenza di ingresso: 1 MOhm
/ 30pF; alimentazione: 9 ÷ 10 Vdc - 1 A; dimensioni: 230 x 165 45 mm; peso: 490 g.
HPS40
EURO 375,00
12 MHz
Oscilloscopio palmare, 1 canale, 12 MHz di
banda, campionamento 40 MS/s, interfacciabile
con PC via RS232 per la registrazione delle
misure. Fornito con valigia di trasporto, borsa
morbida, sonda x1/x10. La funzione di autosetup
ne facilita l’impiego rendendo questo strumento
adatto sia ai principianti che ai professionisti.
HPS10 Special Edition
Stesse caratteristiche del modello HPS10
ma con display blu con retroilluminazione.
L'oscilloscopio viene fornito con valigetta
di plastica rigida.
La fornitura comprende anche la sonda
di misura isolata x1/x10.
HPS10SE
EURO 210,00
Generatore di funzioni per PC
PCG10A
EURO 180,00
Generatore di funzioni da abbinare ad un PC; il software in dotazione consente
di produrre forme d’onda sinusoidali, quadre e triangolari oltre ad una serie di
segnali campione presenti in un’apposita libreria. Possibilità di creare un’onda
definendone i punti significativi. Il collegamento al PC può essere effettuato
tramite la porta parallela che risulta optoisolata dal PCG10A. Può essere
impiegato unitamente all’oscilloscopio PCS500A nel qual caso è possibile utilizzare un solo personal computer. Completo di software di gestione, cavo di
collegamento al PC, alimentatore da rete e sonda a coccodrillo.
Frequenza generata: 0,01 Hz ÷ 1 MHz; distorsione sinusoidale: <0,08%;
linearità d’onda triangolare: 99%; tensione di uscita: 100m Vpp ÷ 10
Vpp; impedenza di uscita: 50 Ohm; DDS: 32 Kbit; editor di forme
d‘onda con libreria; alimentazione: 9 ÷ 10 Vdc 1000 mA; dimensioni: 235 x 165 x 47 mm.
Generatore di funzioni 0,1 Hz - 2 MHz
DVM20
EURO 270,00
Semplice e versatile generatore di funzioni in grado di fornire sette differenti forme d'onda: sinusoidale, triangolare, quadra,
impulsiva (positiva), impulsiva (negativa), rampa (positiva), rampa (negativa). VCF (Voltage Controlled Frequency) interno o
esterno, uscita di sincronismo TTL /CMOS, simmetria dell'onda regolabile con possibilità di inversione, livello DC regolabile
con continuità. L'apparecchio dispone di un frequenzimetro digitale che può essere utilizzato per visualizzare la frequenza
generata o una frequenza esterna.
Disponibili presso i migliori
negozi di elettronica o nel nostro
punto vendita di Gallarate (VA). Caratteristiche tecniche e vendita on-line: www.futuranet.it
Via Adige, 11 - 21013 Gallarate (VA)
Tel. 0331/799775 - Fax. 0331/778112 www.futuranet.it
Disponibili numerosi modelli di multimetri,
palmari e da banco. Per caratteristiche e prezzi visita
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sono da
intendersi IVA
inclusa.
TELEFONIA
Elettronica
Innovativa
di Francesco Doni
Quando si collegano
più telefoni in parallelo
sulla stessa linea, nel
sollevare la cornetta per
fare una chiamata sorge
sovente un dubbio: ma
qualcuno sta
impegnando la linea?
Per andare a colpo
sicuro, ecco un
semplice circuito che
ci indica con due led se
possiamo alzare o meno
la cornetta.
a recente liberalizzazione del servizio telefonico
ha tolto il monopolio alla Telecom e consentito
agli utenti di stipulare il contratto per la fornitura con
qualsiasi operatore tra quelli in possesso di una licenza
(oltre a Telecom, Infostrada, Tiscali, Wind, Teledue,
ecc.) beneficiando (canone fisso permettendo...) dei
vantaggi della concorrenza e del libero mercato. Ma se
questo è, per certi versi, un bene, l’aspetto negativo del
nuovo regime è che il gestore porta la linea fino all’appartamento o ufficio cui è destinata, poi l’impianto
interno, il collegamento con la presa del telefono o
Elettronica In - settembre 2001
quella del fax, modem o altro, l’utente deve realizzarlo
a proprie spese. Capita così che tecnici più o meno
improvvisati si mettano all’opera, commettendo talvolta errori concettuali che arrivano a pregiudicare il buon
utilizzo del servizio, oppure che gli utenti, spesso
digiuni di telefonia e della relative problematiche, causino inavvertitamente conflitti tra più apparati connessi
alla stessa linea. Un caso frequente è strettamente legato all’usanza di connettere in parallelo più telefoni,
ovvero un fax, un modem e un telefono, senza centralino: in questo modo l’unica cosa certa è il risparmio,
19
schema
elettrico
mentre la funzionalità dell’impianto dipende da varie condizioni. Per
darvi un’idea, supponiamo il caso
di un ufficio in cui vengono parallelati due telefoni posti in stanze differenti non visibili l’una dall’altra:
quando una persona solleva la cornetta non sa se quella che dispone
dell’altro telefono sta facendo una
chiamata o meno; se sta parlando,
chi solleva la cornetta dall’altro lato
sente la conversazione, e ciò è,
nella migliore delle ipotesi, indiscreto. Lo stesso succede se si
hanno un fax ed un telefono in
parallelo: sollevando la cornetta
mentre il fax sta componendo il
numero la chiamata fallisce.
Notevole interferenza viene prodot-
ta anche sganciando un telefono
mentre l’apparato sta dialogando
(TX o RX dei dati) perché in questo
caso il carico determinato dalla presenza di un secondo apparecchio
sulla linea provoca un abbassamento del livello dei segnali FSK, e probabilmente il fallimento della connessione. Per i modem, che funzionano sullo stesso principio dei fax,
il problema è simile.
Il discorso può anche essere fatto
alla rovescia: se si manda un fax o
ci si collega ad Internet con il PC,
mentre una persona in un’altra stanza sta chiamando, non solo la connessione si interrompe, ma immaginatevi tutti gli accidenti che può
mandarvi chi sta parlando e si sente
ROSSO e VERDE
La condizione della linea
telefonica (impegnata o meno)
viene segnalata da due led: se
è acceso il led verde significa
che nessuno sta utilizzando la
linea mentre se è acceso quello
rosso la linea è impegnata e
quindi conviene astenersi
dall’alzare la cornetta.
20
i bitoni del numero o la nota della
portante. Una volta tutte queste
situazioni non capitavano (almeno
in teoria) perché era la ex Sip o
Telecom Italia a fare l’impianto
interno di case e uffici, e se la linea
era unica e i telefoni due, disponeva
le prese sfruttando il contatto derivato per far giungere il doppino
all’apparecchio secondario solo se
la cornetta del principale era abbassata. In tal modo era impossibile
che uno interferisse con l’altro,
anche se vi erano un fax e un telefono. Invece oggi ognuno può fare
da sé, e qualora abbiate fatto un
impianto telefonico interno “alla
buona”, molto semplice, comprenderete bene la necessità di sapere se
la linea è disponibile per una chiamata. Nella pratica i metodi per
accertarsene non sono molti, perché
non potendo vedere se gli altri
apparecchi sono liberi dovete urlare
a chi sta nelle altre stanze frasi del
tipo: “è libero il telefono?”. Cose
del genere sono accettabili in casa,
ma in un ufficio non darebbero proprio una bella impressione...
La migliore soluzione, che vi permette di restare seduti e di non
curarvi più del dovuto di ciò che
avviene negli altri locali, ve la proponiamo in queste pagine: si tratta
di un monitor in grado di segnalare
settembre 2001 - Elettronica In
piano di montaggio
ELENCO COMPONENTI
R1: 330 KOhm
R2: 39 KOhm
R3: 180 Ohm
R4: 180 Ohm
C1: 1 µF 25VL
elettrolitico
C2: 100 µF 25VL
elettrolitico
C3: 100 µF 25VL
elettrolitico
D1: 1N4007 diodo
DZ1: 5,1V diodo zener
U1: 78L05
U2: 4511
LD1: LED verde 10mm
LD2: LED rosso 10mm
PT1: ponte raddrizzatore 1A
Varie:
- zoccolo 7 + 7;
- plug alimentazione;
- plug telefonici;
- circuito stampato
cod. N036.
con estrema precisione la condizione della linea utilizzando due led, i
cui colori sono, guardacaso, come
quelli del semaforo. Dunque, luce
verde vuol dire via libera, potete
telefonare; luce rossa significa
invece che l’incrocio... (pardon!) la
linea è occupata e bisogna aspettare. Sembra una cosa da poco, ma
certo provandolo potrete apprezzare la grande utilità di un simile
accessorio.
Vediamo allora in cosa consiste,
riferendoci allo schema elettrico: si
tratta di un circuito da collegare in
parallelo al doppino, come fosse un
apparecchio telefonico, che riconosce la condizione della linea in base
ad un principio molto semplice; in
sintesi, sente la tensione continua
tra i due terminali, una differenza di
potenziale che a vuoto (linea libera)
è compresa tra 48 e 60 volt, e che
sotto carico (linea impegnata) cioè
quando almeno un telefono, fax,
segreteria o altro del genere, sgancia, si riduce a meno di 10 volt.
Questo accade perché la centrale
telefonica dispone di relè e interfacce elettroniche che presentano una
precisa resistenza elettrica, tipicamente di 600 ohm; se non si carica
la linea, cioè se la cornetta è abbassata, ai capi del doppino che arriva
in casa si misura la tensione di batElettronica In - settembre 2001
teria, appunto i predetti 48÷60 V in
continua. Sganciando, il circuito
del telefono va a caricare la linea e
la sua resistenza è tale da far cadere
la differenza di potenziale sulla
linea d’utente a 8÷10 volt. Ecco
spiegato il trucco!
È molto facile rilevare questa variazione, tant’è che nel nostro caso lo
facciamo con delle semplici porte
logiche pilotate, tramite un apposito partitore, dal doppino. Vediamo
i dettagli: chi è fisicamente collegato alla linea è il ponte raddrizzatore,
inserito per consentire il rilevamento indipendentemente dal verso di
connessione del dispositivo; insomma, PT1 permette di far funzionare
la logica senza preoccuparsi della
polarità della linea. Tra i punti + e si ottiene una tensione continua che
ha sempre lo stesso verso, anche in
presenza dell’alternata di chiamata:
in questo caso i relativi impulsi non
influenzano le porte NAND, perché
il condensatore elettrolitico C1 li
filtra ottenendo sempre un potenziale ben livellato.
Il partitore resistivo R1/R2 serve
sostanzialmente a ridurre il potenziale continuo ricavato dalla linea,
ed è dimensionato in modo da dividerne il valore per 10: dunque, a
vuoto, cioè quando la linea è aperta
(libera) ai capi della R2 si possono
ottenere da 4,8 a 6 volt, mentre
quando un apparecchio sgancia non
si superano gli 0,8 V. Si evince che
L’esiguo
numero di
componenti
utilizzati in
questo progetto
consente a
chiunque di
realizzare con
successo
questo tester
di linea
telefonica.
21
Il nostro prototipo a cablaggio ultimato; la presenza di due
prese RJ11 rende il collegamento particolarmente semplice.
nel primo caso la porta NAND U2a,
trovandosi entrambi gli ingressi a
livello alto, pone la propria uscita a
zero e forza ad 1 quella della U2b
(collegatale in cascata) provocando
l’accensione del led verde (LD1).
L’altro diodo, LD2, rimane invece
spento perché riceve il livello logico invertito dalla U3c. Quando la
linea è impegnata, avviene il contrario: i piedini 1 e 2 della U2a
vedono lo zero logico, quindi il pin
3 della stessa NAND si trova a
livello alto e costringe a zero quello
della U2b; LD1 resta spento, mentre, siccome U3c inverte lo stato
ricevuto dall’uscita della U3b, si
accende il led rosso.
Notate che per far illuminare LD1
abbiamo preferito sfruttare due
porte logiche in serie, configurate
come inverter, piuttosto che alimentare il diodo direttamente con la
tensione ricavata dalla linea; diversamente, la corrente assorbita dal
led avrebbe comunque caricato la
linea anche a vuoto, alterandone il
funzionamento e creando effettivamente qualche problema.
Dunque, abbiamo optato per un’alimentazione esterna, ricavata da
adattatore di rete in grado di erogare una tensione continua di valore
compreso tra 9 e 15 volt, anche non
stabilizzata: tanto il regolatore integrato U1 (un 7805 in versione lowpower, cioè TO-92) provvede a
ricavare i 5 V che servono a far funzionare la logica ovvero il CMOS
22
CD4011; proprio per questo motivo
abbiamo ritenuto opportuno limitare il livello logico alto presentato ai
capi della resistenza R2 quando la
linea è aperta, ricorrendo ad un
diodo Zener: si tratta del DZ1 che,
sfruttando R1 come resistenza
zavorra, limita a 5,1 V il potenziale che può raggiungere la porta
U2a. La presenza dello Zener si
apprezza particolarmente durante le
chiamate, allorché l’alternata invia-
con plug invertito (cioè con il negativo interno) e lo collegate inavvertitamente, date tensione al contrario. Con il diodo, tutto quel che può
succedere ... semplicemente il circuito non si accende.
Chiarito il funzionamento del
monitor di linea, possiamo passare
all’aspetto pratico fornendo qualche consiglio per la costruzione e la
messa in opera; al solito, per il circuito abbiamo previsto il montaggio su stampato, una basetta facilmente realizzabile per fotoincisione
mediante il processo press-n-peel.
Inciso e forato il c.s., inserite e saldate i pochi componenti che servono, badando alla polarità dei diodi
al silicio (la fascetta colorata indica
il catodo) e dei due led, che dovete
avere cura di non scambiare.
Sistemate i condensatori, rispettandone la polarità indicata nell’apposito disegno. Per il CD4011 prevedete uno zoccolo a 7+7 piedini, che
dovete disporre con la tacca di rife-
PER IL MATERIALE
Tutti i componenti descritti in questo progetto sono facilmente
reperibili presso qualsiasi rivenditore di materiale elettronico. I
fogli press-n-peel per realizzare lo stampato possono essere richiesti alla ditta Futura Elettronica, V.le Kennedy 96, 20027 Rescaldina
(MI), tel. 0331-576139, fax 0331-578200.
ta dalla centrale telefonica raggiunge gli apparecchi per eccitarne la
suoneria; l’ampiezza della tensione
ai capi della linea cresce allora fino
a 80 Veff. e tra il + ed il - del ponte
raddrizzatore si rilevano impulsi
che raggiungono anche più 90 V: in
tal caso, il partitore da solo ridurrebbe l’ampiezza a circa 9 volt, ma
sarebbero ancora troppi...
Notate il diodo D1 posto sulla linea
di alimentazione, che serve a proteggere il dispositivo in caso venga
invertita la polarità dell’alimentazione; ciò non è improbabile, perché se utilizzate un alimentatore
rimento rivolta ai connettori di
linea. Attenzione anche alla polarità del ponte a diodi, e a quella del
regolatore 78L05, che va disposto
in modo che il suo lato a “mezzaluna” guardi verso il bordo della
basetta. Infine, non dimenticate di
realizzare l’unico ponticello di
interconnessione.
Per l’alimentazione consigliamo
l’impiego di un adattatore di rete il
cui plug va inserito nell’apposita
presa prevista sullo stampato che,
ovviamente, deve avere le stesse
caratteristiche (leggi: diametro).
Per le connessioni con la linea tele-
Nuovo indirizzo:
Futura Elettronica
srl via Adige,
11 - 21013
Gallarate (VA)
settembre
2001
- Elettronica
In
Tel. 0331-799775 Fax. 0331-792287 http://www.futurashop.it
fonica, servono due prese RJ11 da
stampato, con terminali a 90°, da
inserire nelle piazzole TEL e
LINEA. Finite le saldature, verificate il montaggio e inserite il
CD4011 nello zoccolo. Ora il circuito è pronto: pensate ad un piccolo contenitore adatto ad ospitarlo,
fate le lavorazioni del caso (bastano
i fori per l’accesso al plug, alle
prese del telefono e per far uscire i
led...) e disponetelo dove volete
avere le segnalazioni. Il collegamento è semplicissimo: i due connettori RJ11 sono parallelati, nel
senso che ogni contatto di quello
siglato TEL è direttamente collegato al rispettivo di quello di LINEA:
quindi, la definizione di ingresso e
uscita è soltanto formale, perché
nella pratica potete scambiare i due.
Ad ogni modo, per l’installazione
non dovete fare altro che staccare il
filo che va dalla presa all’apparecchio telefonico, fax o modem, e
inserirne il connettore in LINEA;
Elettronica In - settembre 2001
Traccia rame
(in scala
1:1) del
master
utilizzato
per realizzare
il prototipo
del tester di
linea.
poi, con un cavetto standard (quelli
per telefono con terminazioni
RJ11) connettete l’ingresso dell’apparecchio con il connettore TEL del
monitor. Inserite lo spinotto di un
alimentatore universale da 9÷25
Vcc (ne basta uno piccolo, che dia
anche solo 50 milliampère...) nella
presa plug, ovvero collegate la pila,
e l’installazione è completata. Per
fare un rapido collaudo, vi basta
verificare che in condizioni norma-
li sia acceso il led verde, che deve
spegnersi, lasciando illuminare il
rosso, quando sollevate la cornetta
del telefono ad esso collegato o
impegnate la linea con un apparecchio collegato sullo stesso doppino.
Va da sé che se non si accende alcuno dei led, evidentemente avete
sbagliato qualcosa, o, semplicemente, l’alimentatore da voi scelto
fornisce una polarità contraria
rispetto a quella richiesta.
23
Una serie
completa di
scatole di
montaggio
hi-tech che
utilizzano
i cellulari
Siemens
della
serie 35
G
S
M
S
O
L
U
T
I
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LOCALIZZATORE
GPS REMOTO
LOCALIZZATORE
GPS BASE
Sistema di localizzazione
veicolare a basso costo,
composto da una unità
remota (FT481) e da una stazione base (FT482) da dove
è possibile controllare e
memorizzare la posizione
in tempo reale del veicolo
monitorato. L'unità remota,
disponibile in scatola di
montaggio, comprende tutti
i componenti, il contenitore, il cavo di connessione al
cellulare e il micro già programmato. Per completare
l'unità remota occorre
acquistare separatamente
un cellulare Siemens serie
35 (S35, C35, M35) e un ricevitore GPS con uscita seriale (codice GPS910).
Sistema di localizzazione
veicolare a basso costo,
composto da una unità
remota (FT481) e da una stazione base (FT482) da dove
è possibile controllare e
memorizzare la posizione
in tempo reale del veicolo
monitorato.
L'unità base, disponibile in
scatola di montaggio, comprende tutti i componenti,
il contenitore, il cavo di
connessione al cellulare e il
micro già programmato. Per
completare l'unità base è
necessario acquistare separatamente (oltre ad un PC
con Windows 9x o XP) un
cellulare Siemens serie 35
(S35, C35, M35), un alimentatore (codice AL07), un
software per la gestione
delle cartine digitali (codice
FUGPS/SW) e le cartine
digitali delle zone che interessano.
FT481K euro 46,00
FT482K euro 62,00
LOCALIZZATORE
GPS REMOTO CON
MEMORIA
LOCALIZZATORE
GPS BASE CON
MEMORIA
Sistema di localizzazione veicolare a basso costo, composto da
una unità remota (FT484) in
grado di memorizzare fino a
8000 punti e da una stazione
base (FT485) in grado di localizzare il remoto in real time e di
scaricare i dati memorizzati.
L'unità remota, disponibile in
scatola di montaggio, comprende tutti i componenti, il contenitore, il cavo di connessione al
cellulare e il micro già programmato. Per completare l'unità
remota occorre acquistare separatamente un cellulare Siemens
serie 35 (S35, C35, M35) e un ricevitore GPS con uscita seriale
(codice GPS910). Mediante semplici modifiche può essere adattato per l'utilizzo di cellulari
Siemens della famiglia 45.
Sistema di localizzazione veicolare a basso costo, composto da
una unità remota (FT484) in
grado di memorizzare fino a
8000 punti e da una stazione
base (FT485) in grado di localizzare il remoto in real time e di
scaricare i dati memorizzati.
L'unità base, disponibile in scatola di montaggio, comprende
tutti i componenti, il contenitore, il cavo di connessione al cellulare, il micro già programmato e il software di gestione. Per
completare l'unità base è necessario acquistare separatamente
(oltre ad un PC con Windows 9x
o XP) un cellulare Siemens serie
35 (S35, C35, M35), un ricevitore
GPS con uscita seriale (codice
GPS910), un alimentatore (codice AL07), le cartine digitali e un
software per la gestione di esse
(codice FUGPS/SW). Mediante
semplici modifiche può essere
adattato per l'utilizzo di cellulari Siemens della famiglia 45.
FT484K euro 74,00
FT485K euro 62,00
SISTEMA DI
CONTROLLO
Sistema GSM bidirezionale di controllo remoto
realizzato con un cellulare Siemens della famiglia
35
(escluso
A35).
Consente l’attivazione
indipendente di due uscite e/o la verifica dello
stato delle stesse. In questa configurazione l’apparecchiatura remota può
essere attivata mediante
un telefono fisso o un cellulare. Come sistema di
allarme, invece, l’apparecchio invia uno o più SMS
quando uno dei due
ingressi di allarme viene
attivato. A ciascun ingresso può essere associato un
messaggio differente e gli
SMS possono essere
inviati a numeri diversi,
fino ad un massimo di 9
utenze. Il GSM CONTROL SYSTEM deve
essere collegato ad un cellulare Siemens, viene fornito già montato e collaudato e comprende anche il
contenitore ed i cavi di
collegamento. Non è compreso
il
cellulare.
Mediante semplici modifiche può essere adattato
per l'utilizzo di cellulari
Siemens della famiglia
45.
FT448 euro 82,00
APRICANCELLO
Dispone di un relè d’uscita che può essere attivato a
distanza mediante una
telefonata proveniente da
qualsiasi telefono di rete
fissa o mobile il cui numero sia stato preventivamente
memorizzato.
Anche l’inserimento dei
numeri abilitati viene
effettuato in modalità
remota (da persona autorizzata) senza dover accedere fisicamente all’apparecchio. Il dispositivo è in
grado di memorizzare
oltre 300 utenti ed invia un
SMS di conferma (sia
all’utente che all’amministratore) quando un nuovo
numero viene abilitato o
eliminato. Il kit comprende anche il contenitore ed
il cavo di collegamento al
cellulare. Va abbinato ad
un cellulare (non compreso) Siemens della famiglia
35 (escluso il modello
A35).
FT422 euro 68,00
TELECONTROLLO
Abbinato ad un cellulare GSM
Siemens, questo dispositivo
permette di attivare a distanza
con una semplice telefonata
due relè con i quali azionare
qualsiasi carico. Il kit comprende anche il contenitore ed il
cavo di collegamento al cellulare (cellulare Siemens non compreso).
FT421 euro 65,00
TELEALLARME
Abbinato ad un cellulare GSM
Siemens consente di realizzare un
sistema di allarme a distanza
mediante SMS. Quando l’ingresso di allarme viene attivato, il
dispositivo invia un SMS con un
testo prememorizzato al vostro
telefonino. Ideale da abbinare a
qualsiasi impianto antifurto casa
o macchina. Funziona con i cellulari Siemens delle serie 35. Il kit
comprende anche il contenitore e
il cavo di collegamento al cellulare ( cellulare Siemens non compreso).
FT420 euro 60,00
Maggiori informazioni
su questi prodotti e su tutte
le altre apparecchiature
distribuite sono disponibili
sul sito
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tramite il quale è anche
possibile effettuare
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Tutti i prezzi si intendono IVA inclusa.
HI-TTECH
Elettronica
Innovativa
di Alberto Battelli
Converte i popolari visualizzatori
a 2 righe x 16 colonne basati su chip
Hitachi HD44780, in perfetti
dispositivi seriali, controllabili
mediante una linea TTL o
RS232-C unidirezionale.
uò capitare di dover collocare un visualizzatore a
cristalli liquidi su un pannello d’interfaccia, lontano dall’apparato elettronico che deve pilotarlo: in casi
del genere, l’ideale è ridurre al minimo le connessioni,
ma il problema di fondo è che i più diffusi ed economici display LCD a 1 o 2 righe per 16 caratteri (almeno
quelli basati su chipset Hitachi HD44780 o similare)
hanno tutti l’interfaccia parallela, un bus di almeno 4,
ma anche 8 bit. E allora come fare? Bisogna obbligatoriamente portarsi in giro tanti fili? In verità una soluzione c’è, e consiste nel modificare il display in modo
Elettronica In - settembre 2001
da poterlo programmare tramite interfaccia seriale:
questa è notoriamente più semplice, perché si accontenta di un filo per la trasmissione dei dati, uno per la
ricezione ed un terzo per la massa. Il semplice progetto
presentato ha proprio lo scopo di rendere seriale un display standard del tipo 2 righe per 16 caratteri (es.
Clover CDL4162 o Displaytech 162B). Viene utilizzato un solo filo per la trasmissione dei dati in quanto ci
limitiamo a comandare il dispositivo, cioè a scrivere
esclusivamente nel buffer del visualizzatore senza leggere suoi eventuali messaggi; se non consideriamo l’a25
schema elettrico
La regolazione del trimmer
consente di impostare il
contrasto del display.
limentazione, dunque, sono necessari due soli fili (massa e segnale).
Già, con un semplice doppino a
cavetto schermato potrete collegare
il dispositivo a qualsiasi Personal
Computer che invia le scritte al display, collocando quest’ultimo dove
preferite, purché la lunghezza del
cavo non superi una decina di
metri. Per generare le scritte - anziché un PC - potrete utilizzare anche
qualsiasi altra apparecchiatura.
LO SCHEMA
ELETTRICO
Dando uno sguardo al circuito
notiamo l’estrema semplicità: non
potrebbe essere diversamente, dato
che al display intelligente (già
provvisto internamente della necessaria logica) è stato semplicemente
aggiunto un microcontrollore che
funziona sostanzialmente come un
UART, e che in più gestisce le due
linee di controllo E ed RS del display stesso. Di notevole rilievo
‘***********************************************************************************************
‘* Test gestione modulo MINI DY
‘* Autore: Alberto Ghezzi
‘* La routine ‘sendmsg’ introduce appositamente un ritardo tra un carattere ed il successivo durante la trasmissione
‘***********************************************************************************************
OPEN “COM1:9600,N,8,1,rs,cd0,cs0,ds0” FOR RANDOM AS #1
a$ = “**” + CHR$(0): GOSUB sendmsg
SLEEP 1
a$ = “**” + CHR$(1) + “Prima riga” + CHR$(255): GOSUB sendmsg
SLEEP 1
a$ = “**” + CHR$(2) + “Seconda riga” + CHR$(255): GOSUB sendmsg
END
sendmsg:
FOR t = 1 TO LEN(a$)
PRINT #1, MID$(a$, t, 1);
FOR delay = 0 TO 10000
NEXT delay
NEXT t
RETURN
26
L’interfaccia seriale per
display LCD si può
comandare direttamente da
Personal Computer sfruttando
una delle porte COM,
inviando caratteri ASCII
mediante una semplice routine
scritta anche solo in QBasic.
settembre 2001 - Elettronica In
sono due particolari accorgimenti,
decisamente originali, adottati per
riuscire a fare tutto quello che
occorre con le sole sei linee di I/O
disponibili nel microcontrollore
PIC12C672: il primo riguarda il
piedino 7 (GP0) che oltre a funzionare da ingresso dei dati seriali è, al
momento giusto, l’uscita per controllare il quarto bit del bus; è dunque gestito come linea bidirezionale e tra breve vedremo come funziona. L’altra “chicca” è concentrata nella linea GP3: quest’ultima è
definita come ingresso, perché è
effettivamente configurabile solo
come input; tutto quel che si può
fare con il software è decidere se
debba avere o meno il resistore di
pull-up interno al micro. Ora, siccome ci serviva un I/O per gestire il
pin RS del display e non avevamo
più a disposizione alcuna linea,
abbiamo fatto ricorso ad un artificio, che consiste nell’ottenere i
livelli logici alto e basso per il controllo del predetto RS facendo assegnare e disattivare il resistore di
pull-up sul piedino 4.
Vi chiederete cosa c’entri questo e
perché inserire o scollegare una
resistenza interna al PIC possa
determinare dei livelli logici; ebbene, la risposta è semplice: collegando al predetto pin una resistenza
che lo chiude a massa, quando da
software si assegna il resistore di
pull-up essa fa partitore con quest’ultimo, determinando un certo
potenziale su GP3. Togliendo (con
l’apposita istruzione) la resistenza
di pull-up, ai capi di R3 non si ritrova alcuna differenza di potenziale,
giacché ora il piedino 4 viene collegato al potenziale di massa proprio
tramite R3. Collegando un tester,
nel primo caso possiamo leggere
circa 2,5 volt, perché la resistenza
R3 ha lo stesso valore di quella di
pull-up implementata nel microcontrollore; nel secondo, si hanno
esattamente 0 volt. Pertanto il transistor T1 va rispettivamente in satuElettronica In - settembre 2001
flow chart
micro
Il microcontrollore, dopo aver
inizializzato il display attende i
comandi dalla linea seriale.
Ricevuto un comando valido (in
base al protocollo di trasmissione
prioritario) esegue le dovute
operazione per cancellare il
contenuto del display, scrivere
una stringa sulla prima linea o
scrivere una stringa sulla seconda
linea. Ogni comando non corretto
o incompleto non produce
alcun effetto.
27
piano di montaggio
COMPONENTI
R1: 10 KOhm
R2: 10 KOhm
R3: 100 KOhm
R4: 47 KOhm
C1: 100 nF multistrato
C2: 100 µF 16VL elettrolitico
U1: PIC12C672 programmato
( MF397)
T1: BC547 transistor NPN
convertitore seriale/parallelo, è il
caso di riepilogare prerogative e
modo di funzionamento del display
LCD standard; diversamente non
potrete capire a fondo perché il
PIC12C672 si comporta in un
determinato modo. Partiamo subito,
dicendo che questo tipo di visualizzatore comunica sfruttando un bus
di 4 o 8 bit (a seconda dell’impostazione data...) e tre linee di
comando che sono R/W, RS, ed E;
Varie:
- display LCD 16x2;
- strip 3 poli 90° maschio;
- stampato cod. M067.
razione e in interdizione, determinando, per effetto della propria resistenza di collettore (R2), nel primo
caso lo stato logico basso (circa 0
volt) e nel secondo quello alto (5 V,
cioè l’1 TTL).
Riassumendo, per compensare la
mancanza dell’uscita necessaria a
pilotare l’RS del display LCD, colleghiamo l’ingresso GP3 alla base
del transistor T1 e sfruttiamo le
proprietà del PIC12C672 in modo
da attivare dal programma la resistenza di pull-up quando vogliamo
avere lo stato zero; al contrario disabilitiamo la resistenza per ottenere
l’1 logico. Notate che questo tipo di
gestione richiede tempi di commutazione relativamente lunghi rispetto a quelli caratteristici degli altri
pin configurabili come uscite: infatti l’assegnazione e la disattivazione
del pull-up del piedino 4 possono
avvenire con un ritardo di 200 µs.
rispetto ad 1 microsecondo che è
l’intervallo tipico delle altre linee di
I/O (con quarzo da 4 MHz). I 200
microsecondi non devono comunque impensierirvi, perché per gestire un display intelligente sono più
che sufficienti.
Spiegato questo, prima di passare
alla parte di software che fa funzionare il microcontrollore come un
la prima (connessa fissa a zero logico nella nostra applicazione) decide
se il display deve ricevere i dati, o
inviarne al dispositivo che lo pilota.
In altre parole, la logica del controller HD44780 può sia ricevere i dati
relativi ai caratteri da mostrare e ai
comandi per farlo, che mandare
verso il dispositivo di interfaccia
eventuali informazioni di stato o
altro ancora. Nel nostro caso, prevedendo la sola visualizzazione di
scritte in arrivo dal computer o altro
dispositivo di comunicazione, non
gestiamo il piedino 7 ma lo lasciamo a massa, il che corrisponde alla
condizione logica 0, quindi al modo
PER IL MATERIALE
Il materiale utilizzato in questo progetto è facilmente reperibile presso qualsiasi negozio di componenti elettronici, compreso
il micro vergine da programmare. Il relativo software può essere scaricato gratuitamente dal sito www.futuranet.it nella sezione prodotti/download dalla ditta Futura Elettronica dove è
reperibile anche il display (cod. CDL4162 a L. 32.000). Per ordini: Futura Elettronica, V.le Kennedy 96, 20027 Rescaldina (MI),
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28
Nuovo indirizzo:
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settembre 2001 - Elettronica In
PIN OUT e caratteristic he del display CLD4162
Caratteristiche
Caratteristiche tecniche
tecniche
Tensione di
Alimentazione
Tensione di ingresso
livello alto
Tensione di ingresso
livello basso
Temperatura di funzionamento
VDD
VIH
VIL
Topr
minima 4,75V
tipica 5,0V
massima 5,25V
minima 2,2V
VDD
minima 0V
massima 0,6V
da 0° a 50° C
Write. La linea RS serve per indicare al display se i dati in arrivo sul
bus vanno interpretati come comandi o informazioni da visualizzare:
per comando si intende un byte che
fa muovere il cursore o azzerare
l’LCD, mentre i dati sono, ovviamente, i caratteri da mostrare. RS
viene posta a livello alto dal PIC
(mediante il transistor T1...) quando
esso manda ai piedini del bus gli
impulsi relativi a istruzioni che il
display deve svolgere (es. Cursore
Avanti); è invece forzata a 0 logico
se il micro invia caratteri da visualizzare.
Infine, il piedino 8 (E) corrisponde
all’Enable del display: va posto a
livello basso quando il componente
deve operare, mentre deve essere
lasciato a riposo (stato 1) se il
visualizzatore non deve essere utilizzato per alcuna operazione (scrittura, spostamento cursore, azzeramento). Volendo comprendere
meglio come si gestisce il display
LCD, immaginiamo di dover scrivere la lettera P nella seconda
colonna della prima riga: come
prima cosa il PIC12C672 resetta il
controller con l’apposita istruzione,
Elettronica In - settembre 2001
Pin-N.
1
2
3
4
5
Segnali
BL+
BLGND
VDD
VO
6
RS
7
R/W
8
9
10
11
12
13
14
15
16
E
DB0
DB1
DB2
DB3
DB4
DB5
DB6
DB7
Funzione
Terminale di alimentazione LED (+)
Terminale di alimentazione LED (-)
Alimentazione (0V)
Alimentazione (5V)
Driver LCD (0V rispetto VDD)
(Alto)
ingresso dati
(Basso)
ingresso codici di istruzione
(Alto)
lettura dati
(Basso)
scrittura dati
Segnale di abilitazione
Linea di bus dati
Selezione dei registri
RS
0
0
1
R/W
0
1
0
Operazioni
IR scrive operazioni interne (come cancella display ecc.)
Legge il flag occupato (DB7) e indirizza il counter (DB0 - DB6)
DR scrive operazioni interne (da DR a DD oppure CG RAM)
che manda sui 4 bit relativi ai pin
DB4÷DB7, dopo aver posto a zero
l’8 (Enable) per abilitare il buffer, e
ad 1 logico il 6 (RS) così da comunicare alla logica che i dati sul bus
vanno interpretati come comando
(di azzeramento) e perciò non sono
da visualizzare. Poi disattiva la
linea Enable (pone a 1 logico il pin
8 del display...) lasciando inalterato
RS. Notate che il comando di Clear
Display è nel formato 0000, su 4
soli bit (vista l’esigua disponibilità
di I/O nel micro il nostro progetto
sfrutta esclusivamente il protocollo
di comunicazione con word di 4
bit). Il pin 7 (R/W) è fisso a zero
logico (modo di funzionamento
Write). Dopo il comando di reset, si
deve dare l’istruzione che sposta il
cursore a sinistra, di una posizione,
per portarlo in seconda colonna: al
solito, un impulso sul pin 6 comunica al driver HD44780 che deve
ricevere le informazioni sul bus
interpretandole come comandi. A
questo punto tutto è pronto per l’invio del carattere da far visualizzare:
stavolta il microcontrollore pone a
livello basso il piedino 6 (RS) del
display, comunicando che adesso le
operazioni si riferiscono a dati da
mostrare sulla matrice LCD e non
più a comandi; dà il solito impulso
I tre terminali
di uscita
servono per
fornire
l’alimentazione
al display
e per il
collegamento
alla seriale
del PC.
29
Le ridotte
dimensioni
dello
stampato
consentono
un facile
alloggiamento
sul retro del
display.
di Enable sul pin 8, per attivare il
buffer, quindi manda al bus il codice corrispondente alla lettera che,
abbiamo detto, deve essere una P: il
corrispondente valore in formato a
4 bit è 0101 se si tratta di P maiuscola, mentre è 1111 se si tratta
della minuscola.
Chiarito come funziona il display
andiamo dunque a vedere il comportamento del PIC12C672. Si è
detto che il micro funziona come un
UART, anche se svolge la sola funzione di convertire i byte seriali che
giungono al punto D in informazioni comprensibili dal display: per
l’esattezza, dopo l’accensione, il
software inizializza gli I/O impostando GP1, GP2 e GP4 come uscite, GP0 come linea bidirezionale
(entrata/uscita) e, ovviamente, GP3
rimane input. La sequenza di “star-
tup” prevede il comando di reset del
display, che viene dato con modalità analoga a quella descritta nell’esempio: il reset è indispensabile per
eliminare dati casuali presenti nel
buffer del componente e che altrimenti ne altererebbero la visualizzazione. Dopo questa fase preliminare, il programma gira in loop
attendendo l’arrivo di dati nel formato previsto sul filo D: qualunque
livello logico alto giunga su R4, dà
l’avvio alla subroutine di verifica,
che provvede a controllare il messaggio ricevuto, per accertarsi che
sia compatibile con quelli del sistema; se lo è, procede, altrimenti
abbandona la procedura e torna ad
attendere. A questo punto va aperta
una parentesi sul formato dei dati
che l’interfaccia seriale si attende:
la comunicazione è previsto avvenga a 9600 baud, con 8 bit di dati più
uno di stop, e nessuna parità; tutti i
messaggi devono iniziare con un
il protocollo di trasmissione
Il display può essere comandato per: cancellare il contenuto; scrivere i dati in arrivo sulla prima riga e scrivere i dati
in arrivo sulla seconda riga. Bisogna quindi far capire al microcontrollore, come gestire il display e, questo, è possibile solo utilizzando un appropriato protocollo di comunicazione strutturato come segue:
[header] [comando] {[stringa] [finestringa]}
dove la parte racchiusa tra parentesi graffa può essere omessa; vediamo ora in dettaglio la stringa di comunicazione:
Header
Rappresenta un’intestazione che consente al micro di riconoscere il messaggio (per evitare l’analisi di eventuali disturbi ed equivale a: **
Comando
Può essere:
- chr$(0) non necessita di una stringa aggiuntiva ed effettua il reset del display
- chr$(1) scrive la stringa successiva sulla riga 1 dell’LCD 2 x 16
- chr$(2) scrive la stringa successiva sulla riga 2 dell’LCD 2 x 16
- chr$(3) scrive la stringa successiva sulla riga 1 dell’LCD 1 x 16
Stringa
Rappresenta la stringa da visualizzare
Fine stringa
Indica la fine della stringa e comunica al micro che può avviare le operazioni di scrittura. Deve essere uguale a
chr$(255)
Esempi:
**+chr$(0)
**+chr$(1)+”CIAO”+chr$(255)
**+chr$(2)+”CIAO”+chr$(255)
**+chr$(3)+”CIAO”+chr$(255)
30
scrive la parola CIAO sulla prima riga dell’LCD 2 x 16.
scrive la parola CIAO sulla seconda riga dell’LCD 2 x 16.
scrive la parola CIAO sulla riga dell’LCD 1 x 16.
settembre 2001 - Elettronica In
header, rappresentato da due asterischi (**), cui deve seguire l’identificatore del tipo di messaggio, quindi i caratteri da visualizzare ed un
ultimo byte, detto terminatore.
Ogni volta che viene ricevuto un
comando, il micro non si limita a
generare i rispettivi criteri di gestione del controller del display, ma
provvede anche a convertire il formato delle stringhe in uno compatibile con il bus del display stesso:
infatti questo conta solo 4 bit, mentre i byte seriali sono di 8. Nella
pratica, il software del micro spezza in due ogni byte e lo presenta in
due riprese.
Detto questo, il grosso l’abbiamo
visto; resta da dire che il visualizzatore dispone di un retroilluminatore
a led verdi che si alimenta tramite i
piedini BL+ e BL-, connessi rispettivamente al + ed al - dell’alimentazione entrante. Inoltre è previsto un
pin (il 5) per il controllo del contrasto, gestito da un semplice trimmer
che ne varia la polarizzazione.
REALIZZAZIONE
PRATICA
Bene, esaurite le spiegazioni sul
funzionamento, vediamo come il
piccolo circuito di interfaccia si
costruisce e si applica al visualizzatore: lo stampato è poca cosa e
potreste anche realizzarlo su millefori, comunque se optate per la
basetta tradizionale ricavatela per
utilizzare un display ad una riga
PIN-OUT
1: GND - 2: Vdd - 3: Vo - 4: RS
5: R/W - 6: E - 7÷14: bus dati;
15: NC - 16: NC
fotoincisione ottenendo la necessaria pellicola da una fotocopia della
traccia lato rame da noi pubblicata
in scala 1:1. Per i componenti non
ci sono particolari vincoli: al solito,
attenzione alla polarità dell’elettrolitico e al verso di orientamento del
transistor e del micro.
Completata la piccola basetta, inserite e saldate un connettore s.i.l. da
16 contatti a passo 2,54 mm nelle
piazzole poste sul lato più lungo
dietro al microcontrollore: vi servirà per inserirvi le punte del maschio
di cui solitamente sono provvisti i
display LCD a 2 righe per 16 caratteri con controller HD44780. Se
invece disponete di un componente
che ha solo le piazzole forate e nessuna connettore, potete fare una
cosa ancora più semplice: prendete
una fila di 16 punte a passo 2,54
mm, stagnate un lato della fila dopo
averlo introdotto nelle piazzole del
display, quindi infilate i capi liberi
Il progetto presentato è stato sviluppato
per essere abbinato al display da 2 righe
per 16 caratteri. Per poterlo utilizzare
anche con i modelli ad 1 riga per 16 caratteri è sufficiente fare in modo che il pin 3
della scheda sia collegato al pin 1 del display. Infatti, guardando la piedinatura si
nota che il display ad una riga presenta i
segnali di controllo di quello a due righe
spostati di due posizioni (restano esclusi
BL- e BL+). Ovviamente bisogna utilizzare l’istruzione appropriata.
nei rispettivi fori della nostra interfaccia; nel farlo, tenete il piccolo
stampato di quest’ultima girato in
modo che le punte entrino dal lato
dei componenti, orientato come
mostrato dalle foto di queste pagine. In pratica, la basetta non deve
sporgere rispetto a quella del display. Se avete dubbi, ricordate che
il piedino o contatto 1 del visualizzatore LCD deve coincidere con la
più esterna delle piazzole collegate
all’ingresso +5 V.
Prima di assemblare il modulo vi
conviene saldare un cavetto schermato coassiale o per dati, che abbia
la calza di schermo connessa alla
pista di massa del nostro circuito e
il conduttore interno sul contatto D;
cablate anche due fili (magari dello
stesso cavo per dati) che vadano il
primo al +V e il secondo al -.
Ricordate che l’assorbimento dell’insieme è dell’ordine degli 80
milliampère.
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Elettronica In - settembre 2001
31
Una serie
completa di
scatole di
montaggio
hi-tech che
sfruttano la
rete GSM.
APRICANCELLO
Facilmente abbinabile a qualsiasi cancello automatico. Attiva un relè di uscita (da
collegare all’impianto esistente) quando viene chiamato da un telefono fisso o mobile
precedentemente abilitato. Programmazione remota mediante SMS con
password di accesso. Completo di contenitore e antenna bibanda.
Alimentatore non compreso.
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TELECONTROLLO
Sistema di controllo remoto che consente di attivare, mediante normali SMS, più uscite, di verificare lo
stato delle stesse, di leggere il valore logico assunto dagli
ingressi nonché di impostare questi ultimi come input di
allarme. Possibilità di espandere gli ingressi e le uscite digitali.
Funziona anche come apricancello. Completo di contenitore.
FT512K Euro 255,00
TELEALLARME A DUE INGRESSI
Invia ad uno o più utenti un SMS di allarme quando almeno uno degli ingressi viene
attivato con una tensione o con un contatto. Può essere facilmente
collegato ad impianti di allarme fissi o mobili. Ingressi
fotoaccoppiati, dimensioni ridotte, completamente
programmabile a distanza.
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CONTROLLO REMOTO
2 CANALI CON TONI DTMF
Telecontrollo DTMF funzionante con la rete GSM.
Questa particolarità consente al nostro dispositivo di
operare ovunque, anche dove non è presente una linea
telefonica fissa. Può essere chiamato e controllato sia mediante un cellulare che tramite un telefono fisso. Il kit comprende il
contenitore; non sono compresi l'antenna e l'alimentatore.
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ASCOLTO AMBIENTALE
Sistema di ridotte dimensioni per l’ascolto ambientale. Può essere facilmente nascosto
all’interno di una vettura o utilizzato in qualsiasi altro ambiente.
Regolazione della sensibilità da remoto, chiamata di allarme
mediante sensore di movimento, password di accesso.
MICROSPIA TELEFONICA
Viene fornito con l'antenna a stilo, mentre il sensore di
movimento è disponibile separatamente.
Collegata ad una linea telefonica fissa, consente di
ascoltare da remoto tutte le telefonate effettuate da
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quella utenza. La ritrasmissione a distanza delle telefonate sfrutta la rete GSM. Microfono ambientale supplementare, I/O a relè. La scatola di montaggio non comprende il contenitore e l'antenna GSM.
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Collegato al telefono di casa effettua automaticamente una connessione GSM tutte le
volte che componiamo il numero di un telefonino. In questo modo
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radio emessa dai mini
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radiocomandi in UHF a 433,92
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per verificare lo stato di
funzionamento dei trasmettitori
che sembrano non avere più
la portata originaria.
Funziona con tutti i tipi
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indicato per i rolling code.
icuramente sarà capitato a tutti di provare ad utilizzare il proprio telecomando per azionare l’apricancello o l’antifurto della propria auto o casa e non
riuscire nell’intento o essere costretti ad avvicinarsi
notevolmente al ricevitore. Questo, nella stragrande
maggioranza dei casi, è dovuto ad una scarsa efficienza
della batteria del trasmettitore ed è quindi sufficiente
sostituirla per ripristinare il funzionamento ottimale del
sistema di radiocontrollo. Tuttavia non sempre la cattiva efficienza e la ridotta portata di un trasmettitore
radio rispetto a quando era nuovo va addebitata all’aliElettronica In - settembre 2001
mentazione, alla pila: talvolta, specie dopo parecchio
tempo, il difetto può nascere da una deriva delle caratteristiche dei componenti o da un lieve spostamento del
cursore del compensatore che controlla la frequenza di
oscillazione dello stadio RF. In questo articolo trovate
un misuratore della potenza emessa dallo stadio di uscita di qualsiasi TX operante a 433,92 MHz, piccolo, pratico ed economico, adatto proprio per capire cosa accade quando il trasmettitore dell’antifurto o dell’apricancello non funziona più come una volta. Un piccolo
apparato che certamente può giovare ai tecnici che
33
schema elettrico
lavorano con i radiocomandi e a chi
vuole sapere come mai il proprio
TX non riesce più a trasmettere
bene: in questo caso, riscontrando
una limitata efficienza (pochi led
accesi) si può per prima cosa cambiare la pila; se la situazione
migliora vuol dire che il problema è
stato risolto, viceversa significa che
lo stadio di radiofrequenza ha un
problema, che può essere ricercato
nella deriva delle caratteristiche o
in uno spostamento del punto di
taratura. In quest’ultimo caso, se il
trasmettitore ha un compensatore
basta regolare quest’ultimo, ruotandolo leggermente, mentre si trasmette, fino a ottenere la massima
deviazione della scala di led
sull’RF meter. Applicazioni a
parte, vediamo ora in cosa consiste
il circuito qui descritto, riferendoci
al suo schema elettrico: si tratta di
un ricevitore ibrido sintonizzato a
433,92 MHz, il cui segnale demodulato, prelevato dall’uscita, viene
raddrizzato e inviato all’ingresso di
un level-meter, il classico voltmetro
a scala di led. Il ricevitore è un
RF290A/433 Aurel, un modulo con
il modulo rx
Si tratta di un modulo realizzato
in circuito ibrido su allumina
accordato a 433,92 MHz, con
sensibilità R.F. in ingresso pari a
-100 dBm ( 2,24 µV ), banda di
1 = +5V, 2 = GROUND, 3 = ANTENNA,
7 = GROUND, 10 = +5V, 11 = GROUND,
±1 MHz, campo di sintonia +/- 10
MHz, uscita onda quadra con 13 = TEST POINT, 14 = OUT, 15 = +5÷+24V.
frequenza massima di 2 KHz,
alimentazione R.F. a +5 volt con assorbimento tipico di 5 mA, alimentazione B.F. variabile da +5 volt a +24 volt con assorbimento tipico di 2 mA e uscita logica corrispondente. Le dimensioni del modulo sono 38,1x16,5x4,5 mm ( LxHxP ).
34
settembre 2001 - Elettronica In
piano di montaggio
COMPONENTI
R1: 820 KOhm
R2: 68 KOhm
R3: 56 KOhm
R4: 220 KOhm
R5: 22 KOhm
R6: 4,7 KOhm
R7: 4,7 KOhm
C1: 100 µF 25VL elettrolitico
C2: 100 nF multistrato
C3: 100 nF multistrato
C4: 10 µF 63VL elettrolitico
C5: 100 nF multistrato
C6: 10 µF 63VL elettrolitico
D1: 1N4148 diodo
DZ1: 5,1V diodo zener
U1: RF290/433 modulo RX
U2: TL081
U3: LM3914
LD1: LED rosso 5mm
LD2: LED rosso 5mm
LD3: LED rosso 5mm
LD4: LED rosso 5mm
LD5: LED rosso 5mm
LD6: LED rosso 5mm
stadio d’ingresso superrigenerativo
ad alta sensibilità (pochi microvolt)
e demodulatore d’ampiezza (AM)
provvisto di squadratore del segnale di uscita: quando riceve un’onda
portante a 433,92 MHz la sintonizza e la demodula per estrarre un
eventuale segnale modulante che,
nel caso dei trasmettitori, è un
insieme di impulsi digitali. Nella
nostra applicazione preleviamo la
BF dal piedino 13 e non dal 14
come è consuetudine per i ricevitori da radiocomando, e ciò sostanzialmente per una ragione: quel che
ci interessa è rilevare l’intensità
dell’onda radio trasmessa dal TX in
esame, non leggere un codice binario. Prendendo il segnale dal pin 14
si andrebbero a prelevare impulsi
ben squadrati dal comparatore
interno al modulo, ma questo produrrebbe una tensione il cui valore
medio non sarebbe molto proporElettronica In - settembre 2001
LD7: LED rosso 5mm
LD8: LED rosso 5mm
LD9: LED rosso 5mm
LD10: LED rosso 5mm
Varie:
- morsettiera 2 poli;
- zoccolo 4 + 4;
- zoccolo 9 + 9;
zionale all’ampiezza del segnale
RF: infatti, in linea generale un
comparatore taglia sempre gli
impulsi quando la loro ampiezza è
al disotto di una soglia, quindi restituisce picchi di tensione che hanno
valore medio differente da quelli
che li hanno generati. Ecco perché
per avere una correlazione diretta
tra l’intensità della radiofrequenza
- spezzone di filo
di rame 17cm;
- stampato
cod. N038.
e quella della BF demodulata dall’ibrido RF290A/433, conviene prendere il segnale che esce dal demodulatore, appunto quello disponibile tra il piedino 13 e massa.
Dunque, da quest’ultimo possiamo
prelevare una componente che
dipende dal tipo di TX che opera
nei pressi del dispositivo, la cui
forma e consistenza non ci interessa più di tanto: conta solo che il suo
livello sia direttamente proporzionale all’intensità del segnale radio
trasmesso. Amplifichiamo il segnale con l’operazionale U2, quindi lo
inviamo, mediante il condensatore
di disaccoppiamento C4 al raddrizzatore a singola semionda costituito
dal diodo D1 e dalla resistenza R4.
Il condensatore C5 provvede a un
minimo di livellamento, in modo da
ricavare dopo il raddrizzatore un
potenziale pressoché continuo. La
tensione così ottenuta viene letta
35
integrato lm3914
Un voltmetro a scala di comparatori e barra di led, che produce una segnalazione luminosa direttamente proporzionale al livello del potenziale ricevuto all’ingresso. Internamente ha un partitore multiplo composto da 10
resistenze (da 1 Kohm) polarizzato tramite il piedino 6 da un generatore di
riferimento che eroga 1,25 V stabilizzati, e ciascuno dei 10 comparatori
riceve il potenziale di confronto tramite un nodo del partitore. Il primo è
polarizzato direttamente da quanto è presente sul pin 6. Il riferimento, o
meglio, la differenza tra il potenziale applicato al piedino 6 (Rh) e quello
del 4 (Rlo) determina la larghezza della scala; il livello di tensione dato al
pin 6 imposta il fondo-scala, mentre quello eventualmente assegnato al 4
impone il minimo della scala, cioè il potenziale necessario all’ingresso per
accendere il led meno significativo (quello collegato al pin 1). Nel dimensionare il vu-meter ricordate che se collegate il piedino 6 all’uscita del
generatore di riferimento, e al negativo di quest’ultimo (pin 8) applicate un
potenziale positivo per alzare il fondo-scala, il piedino 4 (base del partitore multiplo) gioca un ruolo determinante: collegandolo al pin 8 la distanza tra il primo e l’ultimo led è 1,2 volt, mentre connettendolo a massa è pari
a 1/10 del potenziale presente sul piedino 6. Potete altresì non usare il
generatore interno e polarizzare tale pin con un potenziale esterno, comunque non maggiore di 15 volt, poiché l’intero integrato si alimenta con 3÷15
Vcc (assorbe una decina di milliampère). Il visualizzatore può funzionare
in due modi: a barra o a punto luminoso; nel primo, che si ottiene ponendo il piedino 9 al potenziale di alimentazione (quello del pin 3) si accendono tanti più led quanto maggiore è la tensione presente all’ingresso (pin
5) del componente. Nel secondo (che si imposta collegando a massa il pin
9) si accende un solo led per volta in funzione del livello di tensione al solito ingresso; per l’esattezza, più cresce quest’ultimo più il punto si sposta
verso il fondo scala. La corrente, quindi la luminosità dei led in entrambi i
modi di funzionamento, dipende dalla resistenza R7; per l’esattezza, la formula per determinare la corrente nei singoli led è la seguente: I=12,5/R7.
In essa I è l’intensità espressa in mA, ed R7 il valore del resistore collegato al piedino 7, espresso in Kohm.
dall’integrato U3, un LM3914 che
nel circuito funziona come vumeter. Il componente è un chip prodotto da parecchi anni dalla
National Semiconductors, originariamente pensato proprio per realizzare dei vu-meter destinati agli
amplificatori di potenza e alle piastre di registrazione a cassette.
Contiene una serie di comparatori
polarizzati da un generatore di tensione di riferimento interno
mediante una scala di resistenze, un
partitore multiplo che permette di
ottenere potenziali crescenti dal
comparatore più in basso a quello
posto al vertice della scala: ciò assicura che ciascuno di tali comparatori commuti per un valore di tensione maggiore di quello preceden36
te e minore del seguente. L’ingresso
invertente di tutti è collegato all’uscita del buffer d’ingresso, un operazionale a guadagno unitario che
serve ad accoppiare la serie di com-
paratori al piedino 5 (Signal In).
Questo vuol dire che ciascun comparatore riceve lo stesso segnale,
che è poi quello ricavato dal raddrizzatore D1/R4, e lo confronta
Lato rame
del
vu-meter
per
radiocomandi
in
scala 1:1
settembre 2001 - Elettronica In
con il potenziale di riferimento che
il partitore multiplo applica al proprio ingresso non-invertente: se il
livello del segnale raddrizzato oltrepassa quello del riferimento, il
comparatore pone la propria uscita
a livello basso e permette l’accensione del diodo luminoso collegato
tra il rispettivo piedino e la linea
positiva di alimentazione dell’intero circuito. L’immediata conseguenza di ciò è che tanto più è
ampia la BF demodulata dall’ibrido
U1, più sono i comparatori che possono commutare, quindi i led accesi: dunque, la barra di diodi accesi è
tanto più lunga quanto più è elevato
il livello della portante radio emessa dal trasmettitore.
Naturalmente, come tutti i voltmetri
che si rispettino, l’integrato
National Semiconductors permette
di tarare la scala, distanziando le
soglie dei singoli comparatori o
avvicinandole, a seconda che la tensione da misurare sia di diversi volt
o solo di poche centinaia di millivolt: chi decide l’estensione della
scala, cioè la portata dello strumento, è l’elemento inserito tra il piedino 8 (Ref. Adj.) e massa, ovvero il
potenziale eventualmente sommato
a quello di riferimento (1,25 V)
ricavato internamente. Nel nostro
caso utilizziamo la resistenza R6
che, collegata tra il piedino 8 e
massa, solleva il potenziale di riferimento portandolo al valore voluto. Inoltre colleghiamo al pin 8
anche il piedino 4, che corrisponde
al riferimento minore del partitore
multiplo interno: ciò imposta il
potenziale di ingresso cui corrisponde l’accensione del primo led.
Notate che il fondo scala del circuito è circa 3 volt e la distanza tra il
primo e l’ultimo led rimane costante, ovvero pari ai predetti 1,2 volt.
La resistenza R5 serve a determinare la luminosità dei singoli led
della barra. Nello schema elettrico
notate il particolare collegamento
dei piedini: il 7 è connesso ad R5
Elettronica In - settembre 2001
che, a sua volta è connessa al pin 8
e al 4; questi due terminano a massa
tramite R6. La connessione è quella consigliata dal costruttore, che
impone di collegare tra uscita e
negativo del generatore interno di
riferimento la resistenza (R5,
appunto) di limitazione della corrente nei led. Il piedino 7 è inoltre
collegato al 6, che è l’ingresso, il
vertice della scala di resistenze, del
partitore multiplo che polarizza i
comparatori invertenti; anzi, per
l’esattezza corrisponde all’ingresso
non-invertente del comparatore la
cui uscita termina sul piedino 10
(led di fondo-scala della barra).
L’alimentazione dell’intero integra-
l’LM3914 può produrre una barra
luminosa o un semplice punto che
si sposta lungo la scala in base al
livello del segnale d’ingresso; l’attuale impostazione determina la
prima modalità, cioè la barra.
Bene, detto ciò riteniamo abbiate
compreso come funziona l’RF
meter, quindi passiamo alle note
costruttive.
Il circuito è decisamente semplice e
alla portata di tutti. Inciso e forato
lo stampato, disponete dapprima le
resistenze, poi i diodi al silicio, i
condensatori elettrolitici e i 10 led
della barra. L’operazionale e
l’LM3914 è bene montarli ciascuno
su un proprio zoccolo, da inserire e
i l v u -mm e t e r e i l r o l l i n g c o d e
Il vu-meter risulta essere particolarmente indicato per analizzare il
comportamento dei trasmettitori rolling-code in quanto questi ultimi
potrebbero non funzionare per problemi di codifica e non a causa della batteria.
to corrisponde al piedino 3 (mentre
il negativo è il 2), il pin 9, che vedete collegato alla linea positiva insieme al 3, serve a impostare il modo
di
visualizzazione:
infatti
PER IL MATERIALE
Il progetto descritto in queste
pagine è realizzabile con
materiale facilmente reperibile nei negozi di componentistica elettronica, il modulo
aurel (cod. RF290/433 L.
18.000) va richiesto a: Futura
Elettronica, V.le Kennedy 96,
20027 Rescaldina (MI), tel.
0331-576139, fax 0331578200 - www.futuranet.it.
saldare nelle rispettive piazzole del
circuito stampato possibilmente
orientando la tacca di riferimento
come mostrato nel disegno di queste pagine. Montate ora il modulo
ibrido RF290A/433. Per l’alimentazione disponete una morsettiera da
circuito stampato a passo 5 mm
dove collegare, in fase di utilizzo,
una batteria da 9 V; e non dimenticate i due ponticelli di interconnessione, che potete ricavare da avanzi
di terminali tagliati da diodi o resistenze. L’ibrido richiede un’antenna, ovvero un semplice spezzone di
filo in rame rigido lungo 17 cm, da
saldare nella piazzola ANT, che
potete eventualmente ripiegare per
minimizzare le dimensioni del
tester RF.
Nuovo indirizzo:
Futura Elettronica srl via Adige, 11 - 21013 Gallarate (VA)
Tel. 0331-799775 Fax. 0331-792287 http://www.futurashop.it
37
Controllo accessi e varchi
con transponder attivi e passivi
CONTROLLO VARCHI A MANI LIBERE
Sistema con portata di circa 3~4 metri realizzato con transponder
attivo (MH1TAG). L’unità di controllo può funzionare sia in
modalità stand-alone che in abbinamento ad un PC. Essa impiega
un modulo di gestione RF (MH1), una scheda di controllo (FT588K)
ed un’antenna a 125 kHz (MH1ANT). Il sistema dispone di protocollo anticollisione ed è in grado di gestire centinaia di TAG attivi.
MODULO DI GESTIONE RF
PORTACHIAVI CON TRANSPONDER
Trasponder passivo adatto per sistemi a 125 kHz.
Programmato con codice univoco a 64 bit.
Versione portachiavi.
TAG-1 - euro 3,50
PORTACHIAVI CON TESSERA ISOCARD
Modulo di gestione del campo elettromagnetico a
125 kKHz e dei segnali radio UHF; da utilizzare unitamente al kit FT588K ed ai moduli MHTAG e MH1ANT
per realizzare un controllo accessi a "mani libere" in
tecnologia RFID. Il modulo viene fornito già montato
e collaudato.
Trasponder passivo adatto per sistemi a 125 kHz.
Programmato con codice univoco a 64 bit.
Versione tessera ISO.
TAG-2 - euro 3,50
MH1 - euro 320,00
SISTEMI CON PC
SCHEDA DI CONTROLLO
Scheda di controllo a microcontrollore da abbinare ai
dispositivi MH1, MH1TAG e MH1ANT per realizzare un
sistema di controllo accessi a "mani libere" con tecnologia RFID.
FT588K - euro 55,00
ANTENNA 125 KHZ
Antenna accordata a 125 kHz da utilizzare nel sistema di controllo accessi a "mani libere". In abbinamento al modulo MH1 consente di creare un campo
elettromagnetico la cui portata raggiunge i 3~4
metri. L'antenna viene fornita montata e tarata.
MH1ANT - euro 45,00
TRANSPONDER ATTIVO RFID
Tessera RFID attiva (125 kHz/433 MHz) da utilizzare
nel sistema di controllo accessi a "mani libere". La
tessera viene fornita montata e collaudata e completa di batteria al litio.
MH1TAG - euro 60,00
LETTORE DI TRANSPONDER RS485
Consente di realizzare un sistema composto da un massimo di
16 lettori di transponder passivi (cod FT470K) e da una unità
di interfaccia verso il PC (cod FT471K). Il collegamento tra il
PC e l’interfaccia avviene tramite porta seriale in formato
RS232. La connessione tra l’interfaccia ed i lettori di transponder è invece realizzata tramite un bus RS485. Ogni lettore di transponder (cod FT470K) contiene al suo interno 2 relè
la cui attivazione o disattivazione viene comandata via software. Il dispositivo viene fornito in scatola di montaggio la
quale comprende anche il contenitore plastico completo di
pannello serigrafato.
FT470K - euro 70,00
INTERFACCIA RS485
Consente di interfacciare
alla linea seriale RS232 di un
PC da 1 ad un massimo di 16
lettori di transponder (cod.
FT470K). Il kit comprende
tutti i componenti, il contenitore plastico ed il software di gestione.
FT471K - euro 26,00
LETTORI E INTERFACCE 125 KHz
LETTORE DI TRANSPONDER SERIALE RS232
Lettore di transponder in grado di funzionare sia
come sistema indipendente (Stand Alone) sia collegato ad un PC col quale può instaurare una comunicazione (PC Link). Munito di 2 relè per gestire dispositivi esterni e di una porta seriale per la connessione al
PC. L'apparecchiatura viene fornita in scatola di
montaggio (compreso il contenitore serigrafato).
I transponder sono disponibili separatamente in vari
formati.
FT483K - euro 62,00
FT318K - euro 35,00
Disponibili presso i migliori negozi di elettronica o nel nostro punto vendita di Gallarate (VA).
Via Adige, 11 - 21013 Gallarate (VA) - Tel. 0331/799775 - Fax. 0331/778112 - www.futuranet.it
Tutti i prezzi si intendono IVA inclusa.
SERRATURA CON TRANSPONDER
Chiave elettronica con relè d’uscita attivabile, in
modo bistabile o impulsivo, avvicinando un TRANSPONDER al solenoide nel raggio di 5÷6 centimetri.
La scheda viene attivata esclusivamente dai TRANSPONDER i cui codici sono stati precedentemente
memorizzati nel dispositivo mediante una semplice
procedura di abilitazione. Il sistema è in grado di
memorizzare sino ad un massimo di 200 differenti
codici. L'apparecchiatura viene fornita in scatola di
montaggio (contenitore escluso).
Non sono compresi i TRANSPONDER.
on-line
Servizio on-line di vendita moduli Aurel con spedizione in 24/48 ore.
Modello
Ricevitore superterodina FM 433 MHz
NEW
Economico ricevitore supereterodina FM di dati digitali modulati in FSK operante alla frequenza di 433,92 MHz. Elevata selettività e sensibilità garantiscono ottime prestazioni di immunità ai disturbi. Bassa tensione di uscita in assenza di portante. In
accordo con le Normative Europee.
RX-4MF1
Euro 15,00
Alimentazione: 5V; consumo: 6mA; frequenza: 433.92MHz; sensibilità: -111dBm; banda passante RF a -3dB: 600kHz; banda passante IF a 3dB: 70 kHz; dimensioni: 40 x 17,4 x 5,5mm.
Modello
AC-RX2
Euro 5,00
Ricevitore per HCSxxx -1106 dBm
Ricevitore a radiofrequenza ad alta sensibilità e basso costo ottimizzato per essere utilizzato con la famiglia HCSxxx
Microchip. Condensatore variabile, basso assorbimento, alta immunità ai disturbi di alimentazione e bassa radiazione in
antenna. In accordo con le Normative Europee.
Alimentazione: +5V; consumo: 2.5mA; frequenza: 433.92MHz; sensibilità: -106 dBm; dimensioni: 38,1 x 12,3 x 3mm.
Modello
TX-8L25IA
Euro 13,00
NEW
Trasmettitore SAW 868 MHz con antenna
NEW
Modulo trasmettitore SAW con antenna integrata, ideale per applicazioni ove sia richiesta la massima potenza irradiabile e
il minimo ingombro in termini di spazio occupato.
Alimentazione: 3V; consumo: 2.5mA (con duty cycle 50%); frequenza: 868,3MHz; potenza di uscita (E.R.P.): 25mW; emissione RF spurie:
-50dB; frequenza di modulazione: 5kHz; dimensioni: 56 x 18,5 x 5mm.
Modello
Ricetrasmettitore lungo raggio 2,4 GHz
NEW
Il transceiver a lungo raggio XTR-CYP-24 implementa il modulo Cypress CYWM6935 LRTM 2.4GHz DSSS Radio SoC e ne
aumenta la potenza RF (ERP) fino a 15 dBm (rispetto a 0 dBm del modulo originale) consentendo di raggiungere una portata
di circa 150 metri. Opera nella banda libera ISM (Industrial, Scientific and Medical) a 2.4GHz e offre un sistema radio completo per l’integrazione in dispositivi nuovi o esistenti. Soluzione ideale per automazione domestica e industriale.
XTR-CYP-24
Euro 22,00
Alimentazione: 3,3V; consumo: 0,25 µA (stand-by) - 60mA (RX mode) - 100mA (TX mode); modulazione: GFSK; sensibilità in ricezione:
-95dB; potenza RF (ERP) in trasmissione: 10mW; numero di canali: 78; larghezza canale: 1MHz; dimensioni: 35 x 25mm.
Modello
XTR-7020A-4
Euro 38,00
NEW
Ricetrasmettitore multicanale
Il transceiver multicanale XTR-7020A-4 rappresenta una ulteriore soluzione semplice ed economica al problema della ricetrasmissione dati in radiofrequenza. Il microprocessore integrato incapsula i dati entranti in logica TTL RS-232 in pacchetti
evitando all'utente la necessità di scrivere routine software per la gestione della ricetrasmissione. L’ XTR-7020A-4 permette,
tramite la programmazione di registri interni, la gestione della canalizzazione (10 canali sulla banda a 434MHz), della velocità dei dati seriali (9600-19200-38400-57600-115200 bps, impostabili tramite pin di input) e della potenza RF irradiata (da
-8 a +10 dBm). Soluzione ideale per automazione industriale, radio modem, controllo accessi.
Caratteristiche
Modello
Sensibilità
Vdc RF
Frequenza
Ricetrasmettitori radio FM ad alta velocità
Velocità di
trasmissione
XTR-434
+5V
-100 dBm
433.92 MHz 100 Kbps
XTR-434L
+5V
103 dBm
433.92 MHz 50 Kbps
XTR-869
+5V
-100 dBm
869.95 MHz 100 Kbps
Moduli ricetrasmettitori operanti sulle bande 434/869
MHz. Elevata immunità ai campi elettromagnetici interfeEuro 38,00 renti ed elevata potenza di trasmissione. Due limiti di
baud-rate per ottimizzare le singole esigenze di ricetraEuro 38,00
smissione dati. Scambio RX/TX ultravoce. Conforme alle
Euro 44,00 Normative Europee EN 300 220, EN 301 489 e EN 60950.
Caratteristiche
Modello
Link seriali di ricetrasmissione, radiomodem
Vdc
Frequenza
Potenza
d’uscita
Portata
WIZ-434-SML-IA/5V
+5V ~30 mA
433,92 MHz
3mW
~100 m
Euro 66,00
WIZ-434-SML-IA/12V
+9÷15V ~30 mA
433,92 MHz
3mW
~100 m
Euro 66,00
WIZ-869-TRS
+9÷15V ~30 mA
869,85 MHz
3,3mW
~100 m
Euro 70,00
WIZ-903-A4
+5V ~40 mA
433-434 MHz
0.1÷3mW
~100 m
Euro 44,00
WIZ-903-A8
+5V ~40 mA
868-870 MHz
0.1÷3mW
~100 m
Euro 38,00
XTR-903-A4
0÷3V ~40 mA
433-434 MHz
0.15÷10mW
~100 m
Euro 38,00
XTR-903-A8
0÷3V ~40 mA
868-870 MHz
0.15÷10mW
~100 m
Euro 44,00
Moduli ricetrasmettitori
ideali per sostituire un collegamento seriale via cavo
mediante una connessione
wireless RF half-duplex con
velocità di trasmissione
seriale selezionabile tra
9600, 19200, 57600 e
115200 bps.
Disponibili per le bande
434/869 MHz; l’antenna
risulta integrata sul circuito
stampato.
Informazioni, datasheet e ordini on-line: www.futuranet.it
È un'iniziativa: Futura Elettronica Via Adige, 11 - 21013 Gallarate (VA) - Tel. 0331/799775 - Fax. 0331/778112 - email: [email protected]
H I TECH
Elettronica
Innovativa
di Arsenio Spadoni
La diffusione di software per
la navigazione satellitare e di sistemi
GSM interfacciabili con i PC, ha aumentato
la percentuale di persone che usano un portatile
in automobile; ecco una scheda che consente di ricaricare
le batterie del PC utilizzando i 12 V disponibili sulla vettura.
a crescente disponibilità di telefoni cellulari
provvisti di interfacce seriali standard o di cavetti per la connessione con i computer notebook, ha visto
sorgere e prendere piede la tendenza di venditori, rappresentanti e funzionari commerciali che viaggiano
molto, a trasformare la propria autovettura in un ufficio
mobile: l’industria informatica ha prontamente realizzato svariati accessori orientati in questa direzione, cioè
fax, stampanti ed altre periferiche perfettamente funzionanti grazie alla batteria dell’automobile. A rincara40
re la dose, ci si mettono anche i programmi di navigazione satellitare che, con l’aiuto di economici ricevitori GPS permettono di utilizzare il PC portatile anche
come un perfetto navigatore in grado di trovare la strada per arrivare in ogni angolo del mondo.
Indubbiamente, se una volta il notebook veniva trasportato nella sua borsa e utilizzato giunti a destinazione, oggi in molti casi prende parte attiva al viaggio,
divenendo utile e indispensabile assistente, ora navigatore, ora ufficio mobile. Proprio l’esigenza di poter utisettembre 2001 - Elettronica In
lizzare un computer in auto, ha
posto il problema di come farlo
funzionare a lungo nonostante la
limitata durata delle batterie. Le
soluzioni in merito sono più d’una,
e vanno dalla messa a punto di piccoli inverter 12/220 V collegabili
alla presa dell’accendisigari e capa-
sono le esigenze del computer:
infatti risente delle perdite dovute
alla conversione 12/220 V e poi di
quelle nell’alimentatore del notebook, che dai 220 volt deve ricavare i 18, 20, 22 V richiesti. Il collegamento diretto alla presa accendisigari è invece fattibile per una
la gran parte dei PC portatili di
attuale produzione; ancor più versatile, il nostro prodotto lo è riguardo
alla corrente erogata, che può soddisfare tutti i modelli dal semplice
i486 al Pentium III. Infatti l’erogazione nominale del circuito è sempre almeno 3 ampère, con picchi di
ci di alimentare direttamente il
power-supply del computer dandogli una tensione alternata simile a
quella della rete ENEL, a specifici
cavi con adattatore, per quegli
apparati che si accontentano di 13,5
volt. L’adozione degli inverter è una
soluzione universale, che presenta
però l’inconveniente di consumare
molta potenza rispetto a quelle che
schiera estremamente ristretta di
PC, perché sono pochi quelli che
necessitano di soli 12 volt che l’impianto dell’auto può fornire.
Una soluzione alternativa ve la proponiamo noi: si tratta di un converter DC/DC che, partendo dalla tensione di batteria (13,5 V a piena
carica) sviluppa da 17 a 23 volt in
continua, un range in cui si ritrova
7 A quando si lavora alla tensione
più bassa (17 volt). Dunque, se pensate di dover utilizzare il notebook
a bordo della vostra autovettura per
un tempo superiore all’autonomia
che le sue batterie possono garantire, la soluzione da noi proposta
risulta sicuramente interessante.
Non vi resta che leggere le prossime righe e scoprire come costruire
Elettronica In - settembre 2001
41
il convertitore, quindi racchiuderlo
in una bella scatola, collegargli
all’ingresso un robusto cavo bipolare con tanto di spinotto per accendisigari, e collegarlo all’ingresso DC
del computer. Vediamo innanzitutto
DC/DC: troviamo un trasformatore
pilotato da uno stadio di potenza
push-pull, un raddrizzatore, un condensatore di livellamento sul secondario, e un microcontrollore. Già,
invece di impiegare il canonico dri-
svolgere le necessarie funzioni. In
particolare, il PIC inizializza gli I/O
per impostare i piedini 5 e 6 come
uscite, ed il 7 come ingresso, quindi genera un’onda rettangolare il
cui duty-cycle dipende strettamente
schema
elettrico
com’è fatto il circuito, osservando
lo schema elettrico, che non differisce molto da quello di un tradizionale
alimentatore
switching
ver SG3525 o l’SG3524 o
l’UC3842, abbiamo affidato la
gestione del converter ad un
PIC12C672, programmato per
dal potenziale che il software legge
costantemente sullo stesso pin 7; la
forma d’onda PWM (Pulse Width
Modulation, cioè modulata nella
come realizzare il trasformatore
Il trasformatore elevatore va costruito utilizzando un nucleo di ferrite a
doppia E, avente una colonna centrale della sezione di 170 mmq e dimensioni esterne di circa 42x42x17 mm; sul rocchetto avvolgete 4+4 spire di
filo in rame smaltato da 1,32 mm di diametro, raschiando gli estremi in
modo da stagnarli sui terminali: a proposito, ricordate che la fine delle
prime 4 spire e l’inizio delle ultime vanno uniti a costituire la presa centrale, il capo che deve essere connesso al positivo dei 12 V dello stampato. Per il secondario avvolgete invece 9 spire con del filo analogo,
raschiando sempre lo smalto dai terminali. Bloccante, infine, i due pezzi
del nucleo con tre gocce di colla cianoacrilica...
42
settembre 2001 - Elettronica In
il microcontrollore
Il PIC12C672 impiegato nel
progetto funziona come un
classico driver per alimentatori in PWM; opera con un
clock di ben 20 MHz (il massimo cui può arrivare la famiglia PIC12C67x) e genera due
tensioni rettangolari a livello
TTL di pari frequenza ma in
opposizione di fase. Con un
piedino (e sfruttando l’A/D
converter), legge la tensione
continua riportata
dalla rete di retroazione e regola di
conseguenza la larghezza degli impulsi
alle
uscite.
Lavora quindi da
vero
modulatore
PWM, ma con una particolarità: il controllo del potenziale
di uscita viene fatto ogni
mezzo periodo: questo permette una correzione estremamente rapida d’intervento anche
in caso di rapidi picchi di
assorbimento, non infrequenti
nei computer. Infatti, oltre alla
richiesta delle periferiche di
larghezza degli impulsi...) viene
complementata in modo da ottenerne una seconda, di pari frequenza
ed ampiezza (sempre TTL...) ma
opposta di fase. I due segnali così
ottenuti vanno al piedino 5 ed al 6,
e pilotano i driver T2 e T1 (due darlington NPN per piccoli segnali,di
sistema, va considerato che i
caricabatteria incorporati nei
notebook normalmente operano la carica degli accumulatori con impulsi di notevole
ampiezza e breve durata; ciò,
soprattutto nella fase finale,
perché pare serva a mantenere
la batteria in piena efficienza.
Il tipo di controllo e modulazione degli impulsi d’uscita,
spiega come mai abbiamo
deciso di dare al
micro un clock particolarmente veloce: facendo un rapido calcolo, sapendo
che la frequenza
delle onde rettangolari che controllano
lo stadio di potenza push-pull
è di 23 KHz, siccome la lettura del potenziale di reazione
viene condotta ogni semiperiodo, il campionamento deve
avvenire 46.000 volte al
secondo!
Dunque, non c’è da soprendersi se il clock utilizzato è
tanto spinto.
tipo MPSA14) ciascuno dei quali
alimenta il gate di uno dei mosfet di
potenza; il tutto, allo scopo di pilotare in push-pull il primario a presa
U T I L I Z Z O d e l l IA L I M E N T A T O R E
Praticamente il nostro convertitore può essere utilizzato con tutti i portatili in circolazione essendo in grado di erogare una tensione compresa tra 17
e 23 volt con una corrente di oltre 3 ampère. Ormai tutti i notebook, dagli
i486 in poi, funzionano con alimentatori a tensione singola mentre i modelli con strani connettori multitensione sono un ricordo del passato. I moderni PC possono ricavarsi internamente tutte le alimentazioni che occorrono
alla logica, all’hard disk, al caricabatterie e all’illuminatore del display a
cristalli liquidi, impiegando efficienti switching basati su integrati a basso
consumo, eventualmente raffreddati con una piccola ventola.
Elettronica In - settembre 2001
43
piano di montaggio
COMPONENTI
R12: 10 KOhm
R13: 2,2 KOhm
R1: 100 Ohm
R14: 5,6 KOhm
R2: 120 Ohm 1/2W
R15: 1 KOhm
R3: 120 Ohm 1/2W
C1: 2200 µF 25VL
R4-R5: 10 KOhm
el. bassa ESR
R6-R7: 100 Ohm
C2: 100 µF 25VL el.
R8: 10 KOhm
C3: 470 µF 16VL el.
R9-R10: 470 Ohm 2-3W C4: 100 nF multistrato
R11: 2,2 KOhm trimmer C5: 330 nF 630VL pol.
centrale del trasformatore elevatore, ciascuna sezione del quale viene
sollecitata, ogni volta che il rispettivo transistor va in conduzione, da
una differenza di potenziale di poco
inferiore a quella della batteria del
C6: 330 nF 630VL pol.
C7÷C9: 2200 µF 35VL
el. bassa ESR
C10: 1 µF 100VL pol.
C11: 100 nF multistrato
U1: 7805 regolatore
U2: PIC12C672 (MF392)
T1-T2: BC547B transistor
Q1: quarzo 20 MHz
MSFT1-MSFT2: RFG70N06
veicolo su cui il converter opera. E’
ovvio che, essendo gli impulsi prodotti dal microcontrollore in controfase, MSFT1 e MSFT2 conducono ciascuno quando l’altro è interdetto, dunque ognuno dei mezzi
PT1: KBPC802 ponte 8A 200V
TF1: trasformatore switching
Varie:
- zoccolo 4 + 4;
- dissipatori ML33 (3 pz. ;
- isolanti siliconici TO3P (3 pz.);
- viti 3MA x 15 (3 pz. ;
- dadi 3MA (3 pz.);
- stampato cod. N035.
primari è alimentato per mezzo
periodo dalla forma d’onda rettangolare. Visto che le due porzioni di
avvolgimento primario sono avvolte entrambe nello stesso verso, e
che la presa centrale è collegata
lo spinotto accendisigari
E’ consigliabile collegare ai morsetti VBATT + e - l’apposita spina per presa da accendisigari.
In questo modo risulta semplice ed immediato il collegamento in auto. Il cavo da impiegare,
deve essere da 2x2 mmq; questo perché prevedendo di erogare 3 ampère all’uscita, calcolando
il rendimento ed una massima tensione sui punti OUT di 24 V, il prelievo dalla linea di ingresso raggiunge, a regime, i 7 ampère.
Ricordate che il positivo dello spinotto da accendisigari è il contatto
centrale e il negativo corrisponde
alle mollette laterali.
44
settembre 2001 - Elettronica In
fissa al positivo di batteria, nel
nucleo del trasformatore viene
indotto un flusso magnetico il cui
verso si inverte ogni mezzo periodo; ne consegue che nel secondario
si origina una forza elettromotrice
alternata, positiva per mezzo periodo e negativa per l’altro mezzo.
Ecco perché ci serve un ponte raddrizzatore collocato a valle del
scopo evidente è stabilizzare il più
possibile il segnale proveniente
dallo switching. Infatti, in assenza
di regolazione il trasformatore tenderebbe a dare impulsi tutti uguali,
che determinerebbero una certa tensione continua ai capi degli elettrolitici C7, C8, C9; solo che a vuoto
si otterrebbe un certo valore, mentre prelevando una forte corrente
Per impedire che ciò avvenga, è
stata implementata una regolazione
affidata al software, che provvede a
leggere molto frequentemente (ben
46.000 volte al secondo!) il potenziale riportato al piedino 7 del
microcontrollore e ad agire di conseguenza: per l’esattezza, se il valore cala, viene aumentata la larghezza degli impulsi delle due onde ret-
dall’uscita la resistenza degli avvolgimenti di TF1, quella dei mosfet,
nonché le perdite sul ponte a diodi,
produrrebbero un’apprezzabile differenza rispetto alla situazione a
vuoto.
tangolari che pilotano i mosfet, in
modo da dare all’uscita del ponte
PT1 una tensione raddrizzata il cui
valore medio è più alto, giusto per
compensare il calo. Se invece, per
un alleggerimento del carico, la tensione di uscita (e quindi quella
riportata dalla rete di reazione)
tende a salire, il micro riduce il
duty-cycle delle forme d’onda
inviate ai finali, in modo da mandare al ponte raddrizzatore impulsi
più stretti, determinando dunque un
minor valore medio.
La retroazione è sostanzialmente un
doppio partitore resistivo, formato
per una parte dalle resistenze R12,
R13 ed R11, e per l’altra da
R14/R15; nella prima sezione
il nostro
prototipo
montato e
collaudato
secondario: PT1 rende tra i propri
piedini + e - una serie di impulsi
rettangolari unidirezionali, cioè
tutti positivi rispetto alla massa
comune, la cui larghezza dipende
dalla condizione del modulatore
PWM, dunque dal potenziale che la
rete di retroazione rimanda al pin 7
del microcontrollore in base, proprio, al valore della tensione continua raddrizzata dal ponte e livellata
dagli elettrolitici C7, C8, C9. Bene,
descritta la parte di circuito che
eleva la tensione, vediamo la rete di
retroazione, un blocco passivo la
cui funzione è portare al microcontrollore una differenza di potenziale
continua di valore direttamente proporzionale a quello dell’uscita; lo
Elettronica In - settembre 2001
L’alimentatore proposto
consente di salvaguardare le
batterie del vostro portatile.
45
abbiamo voluto inserire un trimmer, così da consentirci di variare il
potenziale riportato al PIC12C672
a parità di tensione d’uscita. Questo
accorgimento consente in pratica di
variare la differenza di potenziale
continua erogata dal DC/DC, in
quanto riducendo il valore dell’R11
si abbassa il potenziale di reazione
e il microcontrollore reagisce
aumentando la larghezza degli
impulsi rettangolari mandati al trasformatore, mentre, al contrario,
aumentando la resistenza inserita
con il trimmer si fa crescere la tensione applicata tra il piedino 7 e
massa, dunque il programma forza
una riduzione del duty-cycle dei
segnali prodotti dal PIC, causando
un abbassamento della tensione
all’uscita del circuito.
Il trimmer ci serve dunque per
impostare l'uscita tra 17 e 23 volt,
in modo da adattare il convertitore
alle esigenze dei vari PC portatili.
Restando in tema di tensioni, notate che l’intero converter funziona
con i 12 volt prelevati dalla presa
per l’accendisigari presente su tutti
gli autoveicoli, siano essi autovetture, camper, ecc. La presa del trasformatore è collegata direttamente
46
all’ingresso del dispositivo, filtrato
mediante l’elettrolitico C1, mentre
il microcontrollore è mantenuto in
funzione dal regolatore U1, un
7805 contornato dai condensatori
che servono a filtrare eventuali spikes dovuti ai disturbi presenti nell’impianto elettrico dell’auto e
quelli originati dalla commutazione
dei mosfet MSFT1 e MSFT2.
REALIZZAZIONE
PRATICA
Bene, visto come funziona il dispositivo, bisogna soffermarsi qualche
istante sull’aspetto pratico: la
costruzione del convertitore richie-
de infatti una certa attenzione a
taluni dettagli. Al solito, il circuito
stampato può essere preparato per
fotoincisione e la pellicola potete
ricavarla da una fotocopia della
traccia lato rame, che trovate qui
pubblicata a grandezza naturale.
Per il montaggio dei componenti
non vi sono particolari indicazioni:
come sempre rispettate polarità e
verso d’inserimento indicato dalla
disposizione componenti visibile in
queste pagine, e fate in modo che
ciascuno dei mosfet sia provvisto di
un dissipatore di calore (mod.
ML33) con resistenza termica di
circa 8 °C/W. Non dimenticate i
ponticelli, senza i quali l’inverter
PER IL MATERIALE
Il progetto descritto in queste pagine è facilmente realizzabi-
le utilizzando materiale facilmente reperibile in qualsiasi
negozio di componentistica elettronica ad esclusione del trasformatore la cui costruzione è ampiamente descritta nel
corso dell’articolo, e del microcontrollore programmato che
è disponibile (cod. MF392) al prezzo di 25.000 lire presso la
ditta: Futura Elettronica, V.le Kennedy 96, 20027 Rescaldina
(MI), tel. 0331-576139, fax 0331-578200; www.futuranet.it.
Nuovo indirizzo:
Futura Elettronica srl via Adige, 11 - 21013 Gallarate (VA)
Tel. 0331-799775 Fax.
0331-792287
settembre
2001http://www.futurashop.it
- Elettronica In
non funzionerà. Gli elettrolitici C7,
C8 e C9 è bene siano del tipo a
bassa ESR, di quelli specifici per
alimentatori switching, altrimenti le
prestazioni del dispositivo in fatto
di risposta ai picchi d’assorbimento
(frequenti nei computer, soprattutto
quando funzionano i dischi rigidi...)
potranno essere pregiudicate.
Assemblato il trasformatore (vedi
riquadro relativo) inseritelo nei
relativi fori della basetta; non va
rispettata alcuna polarità, ma resta
inteso che non dovete scambiare
primario con secondario, anche
perché il primo ha la presa centrale.
Per quanto riguarda la sorgente di
alimentazione principale, siccome
il nostro accessorio deve prelevare i
12 volt dalla presa per l’accendisigari occorre realizzare un cavetto
terminante con uno spinotto adatto:
quest’ultimo si può acquistare presso qualsiasi rivenditore di materiale
elettronico.
Completato il cablaggio della linea
di ingresso, collegando ai morsetti
VBAT + e - il relativo spinotto per
presa da accendisigari, pensate
all’uscita: vi occorre un cavetto terminante con un plug, o comunque
uno spinotto adatto alla presa del
vostro portatile. Per capire cosa vi
serve, non dovete fare altro che
guardare com’è fatta la presa dell’alimentatore originale del notebook, e rilevare la polarità con un
tester o guardando sulla targhetta
dei dati (solitamente viene indicata
Elettronica In - settembre 2001
I morsetti OUT + e -, vanno
collegati direttamente al PC
con un cavo da 2x0,75 mmq.
la disposizione di positivo e negativo); il collegamento al PC deve
essere fatto con un cavo da 2x0,75
mmq, terminante da un lato sui contatti + e - OUT dello switching, e
dall’altro con lo spinotto plug adatto; abbiate la cura di rispettare la
polarità.
Finito il cablaggio e inserito il
microcontrollore (programmato
con l’apposito software) potete racchiudere il circuito stampato in un
contenitore plastico di dimensioni
adeguate, forato per lasciare uscire
il calore prodotto durante il funzionamento; magari, non guasterebbe
mettere una piccola ventola che
estragga l’aria, in modo da raffred-
dare un po’ i mosfet, cosa che nella
stagione calda può risparmiare non
pochi problemi.
Prima di collegare lo switching al
portatile occorre regolare la tensione d’uscita: allo scopo alimentate
con 12 V (serve un alimentatore che
dia almeno un paio di ampère) l’ingresso, oppure infilate lo spinotto
nella presa accendisigari di un’automobile, quindi con un tester leggete quel che esce dai punti OUT;
poi, con un piccolo cacciaviti ruotate il cursore del trimmer fino ad
ottenere la tensione indicata nell’alimentatore del computer o sul
fondo del computer stesso. Ad
esempio, se sono richiesti 18 volt,
tarate R11 per leggere sul quadrante del multimetro proprio 18 V.
Un’ultima nota: se il condensatore
C1 tende a scaldare eccessivamente, può dipendere dalla fatica che fa
a sopprimere gli impulsi dovuti alla
commutazione dei mosfet; in questo caso potete aggiungere un diodo
fast del tipo BYW-80 in parallelo
alla linea di ingresso 12 V, collegato con il catodo sul positivo e l’anodo sul negativo. Tale accorgimento
si rivela utile anche per spegnere
eventuali disturbi che si propagano
nell’impianto elettrico degli autoveicoli quando si attivano dispositivi con motori elettrici: es. tergiscristalli, alzavetri, ecc. Ovviamente,
state attenti a non invertire il diodo,
altrimenti farete saltare il fusibile
dell’accendisigari!
47
laboratorio
Elettronica
Innovativa
di Alberto Ghezzi
Nuovissimo ed aggiornato
sistema di programmazione
in grado di supportare
l’intera famiglia di
microcontrollori Microchip
(oltre 60 modelli) da 8, 16,
18, 28 e 40 pin. Gestisce sia
la programmazione
on-board che quella
in-system, ed è velocissimo.
Funziona in abbinamento
con qualsiasi PC provvisto
di porta parallela e può
persino leggere e scrivere le
memorie I²C-Bus.
orse era quello che mancava! Un programmatore
universale di PIC molto simile a quello proposto
nel fascicolo di giugno ‘99 ma più prestante ed attuale,
vediamo perché. In primo luogo per la velocità, il
nuovo software di programmazione è più veloce e consente la programmazione dei micro in tempi più brevi.
Poi, è aggiornato: supporta tutti i microcontrollori prodotti da Microchip fino ad oggi, estate 2001; in queste
pagine trovate l’elenco completo dei dispositivi che è
in grado di programmare. Ancora, è molto più sempli48
ce da usare: l’interfaccia grafica lato PC è facile e intuitiva mentre lo stampato prevede un solo zoccolo adatto
ad accogliere tutti i chip; è stato previsto un solo commutatore per discriminare tra device a 8 o 18 pin e 28 o
40 pin. Prevede la programmazione in-system, sempre
più richiesta in ambito professionale e in generale
molto indicata quando si lavora con micro la cui memoria programma è di tipo Flash. Infine, programma
anche le memorie EEPROM seriali in I2C-Bus, per
intenderci le 24LCXX. Non è un caso che uno dei prosettembre 2001 - Elettronica In
getti più richiesti dai nostri lettori
sia un versatile programmatore di
PIC. Le ragioni dell’alto gradimento dei microcontrollori PIC sono
molteplici: costano relativamente
poco, si trovano molti programmi e
librerie (soprattutto in Internet) ad
essi dedicati, sono relativamente
facili da usare, e vi sono software di
sviluppo cosiddetti “evoluti” quali
Elettronica In - settembre 2001
il compilatore PIC-Basic e diversi
compilatori C di basso costo. Lo
stampato del nostro programmatore
prevede uno zoccolo textool a 40
contatti, capace di ospitare chip a
passo sia standard (2,54x7,5 mm)
che doppio (2,54x15 mm): in esso
potete inserire integrati da 4+4 e
9+9 piedini, disponendoli nelle
posizioni indicate e comunque sem-
pre a partire dal lato in cui si trova
la levetta del textool, oppure dispositivi da 14+14 e 20+20 pin. Il circuito in sè è molto semplice, composto da poca logica discreta e da
un piccolo microcontrollore, ovviamente Microchip, usato esclusivamente come gestore del flusso dei
dati, da buffer che evita problemi
di timing tra la porta parallela del
49
schema elettrico
50
settembre 2001 - Elettronica In
piano di montaggio
COMPONENTI
R1: 500 KOhm trimmer
vert. multigiri
R2: 10 KOhm
R3: 10 KOhm
R4: 10 KOhm
R5: 1 KOhm
R6: 2,2 KOhm
R7: 2,2 KOhm
R8: 10 KOhm
R9: 1 KOhm
R10: 100 Ohm
R11: 1 KOhm
R12: 220 Ohm
R13: 220 Ohm
R14: 100 Ohm
C1: 2,2 µF 50VL elettrolitico
C2: 220 µF 25VL elettrolitico
C3: 100 nF poliestere
passo 5mm
C4: 100 nF poliestere
passo 5mm
C5: 100 nF poliestere
passo 5mm
U1: LM317 regolatore
variabile
U2: 7805 regolatore 5V
U3: 74LS07
U4: PIC12C508A
programmato ( MF386 )
T1: BC557
T2: BC557
computer e il microcontrollore da
programmare. Il resto viene svolto
dal PC, grazie all’apposito software
EPIC: si tratta di un programma
adatto a sistemi operativi Windows
(95, 98, Me e 2000) con il quale si
può trasferire il contenuto di un File
nella memoria programma del
micro (Programmazione) oppure
prendere il programma contenuto
nel PIC e salvarlo in un File
(Lettura). EPIC consente poi di
proteggere i micro che scrive, in
modo da impedirne la lettura: ciò è
un utile contributo per i produttori
di circuiti a microcontrollore che
vogliono evitare la copia illecita dei
propri prodotti da parte di terzi.
Elettronica In - settembre 2001
PT1: ponte
raddrizzatore 1A
LD1: LED rosso
5mm
S1: deviatore a 4 vie
Varie:
- zoccolo 8 + 8;
- zoccolo 7 + 7;
- plug alimentazione;
- textool 40 pin passo doppio;
LO SCHEMA
ELETTRICO
Approfondiamo il discorso andando a vedere cos’è e come funziona
il dispositivo proposto, partendo
subito con l’analisi dello schema
elettrico: in esso troviamo un
microcontrollore PIC12C508, usato
esclusivamente come interfaccia,
quale buffer che preleva i dati in
arrivo dalla porta parallela del computer e li manda al PIC tramite una
linea bidirezionale; in lettura, la
stessa linea prende i dati dal filo
Data del micro e li invia alla parallela. Lo scopo del buffer si spiega
considerando che, potendo il pro-
- strip maschio 6 poli;
- connettore DB15
maschio;
- circuito stampato
cod. S386.
gramma e la scheda funzionare con
qualsiasi PC dall’80386 in avanti, si
può avere a che fare con diverse
velocità di trasferimento dei dati.
Le linee di programmazione DATA,
CLOCK, nonché la Vpp e la tensione di alimentazione +5V e massa
vanno allo zoccolo attraverso il
commutatore S1. Sono altresì ripetute sul connettore per la programmazione in-circuit di microcontrollori posti in macchine in cui occorre programmare i micro a bordo.
Vdd è la normale tensione di alimentazione dei microcontrollori,
compresa fra 3,6 e 5 volt ed applicata al piedino 4 per chip a 8 pin e
18 pin e al piedino 1 per chip a 28 o
51
i microCONTROLLORI GESTITI
Se la domanda è: “Quali microcontrollori è in grado
di programmare il circuito proposto in queste pagine?”; la risposta è, molto semplicemente, tutti i
modelli che Microchip ha a catalago fino ad oggi
(estate 2001). In pratica possiamo affermare che il
nostro programmatore equivale al sistema PIC-Start
Plus Versione 5.20. La differenza sostanziale, come
sappiamo, sta nel fatto che il programmatore originale di Microchip è aggiornabile e quindi sempre
attuale. La Casa costruttrice, tipicamente una volta
all’anno, pubblica nel proprio sito internet il nuovo
firmware del PIC-Start Plus: basta “scaricarlo”, programmare un PIC17C44 e sostituire il chip inserito
nel dispositivo con quello appena programmato per
“upgradare” il sistema. Il nostro programmatore non
è purtroppo aggiornabile e gestisce, come appena
40 pin. Vpp è l’impulso di programmazione, ovvero la linea del
chip che deve ricevere 13,5 volt per
forzare la memorizzazione del dato
in ogni cella: praticamente, contestualmente all’invio delle informazioni seriali il microcontrollore
deve ricevere un livello alto pari a
13,5V sul piedino Vpp. I dati vengono trasferiti dal PC al micro o
viceversa tramite un protocollo
seriale asincrono che utilizza due
linee: una per i dati (DATA) e una
per il clock (CLOCK). Notate in
particolare
la
connessione
52
detto, tutti i chip disponibili fino ad oggi; l’elenco
completo è riportato nella pagina a lato. In compenso, il nostro programmatore è più veloce, permette la
programmazione in-system e costa circa 1/4 del
PIC-Start Plus. I vantaggi non sono pochi! Occorre
inoltre considerare che la strategia Microchip sulle
versioni Flash, che per definizione sono più adatte al
pubblico hobbista, è stata effettuata nell’anno 2000.
In pratica, dopo il gloriso PIC16C84, sostituito dall’attuale PIC16F84, la Microchip ha prodotto altri
11 dispositivi Flash che vengono tutti supportati dal
nostro programmatore. I micro Flash in questione
sono: PIC16F84, PIC16F628, PIC16F870,
PIC16F871, PIC16F872, PIC16F873, PIC16F874,
PIC16F876, PIC16F877, PIC16F74, PIC16F76,
PIC16F77.
dell’SDA, che preleva i dati dal
contatto 2 della porta parallela
mediante un buffer TTL, dal quale
viene “girato” indietro verso il contatto 10 del connettore DB-25
mediante un secondo buffer: lo
scopo di tale connessione è consentire al software EPIC l’identificazione automatica della posizione
del programmatore, ovvero fargli
capire (senza che sia necessario
specificarlo manualmente) su quale
LPT è collegato. I contatti della
porta che vengono impiegati per la
gestione del programmatore sono:
D1 (3) per il clock (bufferizzato
anch’esso), D0 (2) per l’invio dei
dati seriali, ACK (10) per la ricezione delle informazioni durante la lettura del chip e, come già visto, per
l’identificazione della LPT durante
l’iniziale fase di test. Il resto serve a
dialogare con il PIC 12C508 cui è
affidata la gestione della logica del
programmatore, compreso il controllo delle alimentazioni: ad esso
giungono i segnali D2 (4) D3 (5)
della parallela. I contatti 19, 20, 21,
22, 23, 24, 25 del connettore sono
quelli di massa, dunque terminano
settembre 2001 - Elettronica In
Part #
PIC12C508A
PIC12C509A
PIC12CE518
PIC12CE519
PIC12C671
PIC12C672
PIC12CE673
PIC12CE674
PIC16C505
PIC14000
PIC16C554
PIC16C558
PIC16C62B
PIC16C63A
PIC16C64A
PIC16C65B
PIC16C66
PIC16C67
PIC16C620A
PIC16C621A
PIC16C622A
PIC16CE623
PIC16CE624
PIC16CE625
PIC16F627
PIC16F628
PIC16C642
PIC16C662
PIC16C710
PIC16C71
PIC16C711
PIC16C712
PIC16C715
PIC16C716
PIC16C717
PIC16C72A
PIC16C73B
Type
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
Flash
Flash
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
MEM
512
1024
512
1024
1024
2048
1024
2048
1024
4096
512
2048
2048
4096
2048
4096
8192
8192
512
1024
2048
512
1024
2048
1024
2048
4096
4096
512
1024
1024
1024
2048
2048
2048
2048
4096
I/O
6
6
6
6
6
6
6
6
12
20
13
13
22
22
33
33
22
33
13
13
13
13
13
13
16
16
22
33
13
13
13
13
13
13
16
22
22
sul negativo di alimentazione del
circuito.
LE FASI
DI LAVORO
Viste le connessioni con il computer, proviamo a immaginare di
usare il circuito, partendo dalla programmazione: durante questa fase
U4 imposta i piedini 6 e 7, cui sono
collegati, opportunamente bufferizzati, i transistor T1 e T2, così da
poter gestire rispettivamente l’alimentazione del componente posto
Elettronica In - settembre 2001
Part #
PIC16C74B
PIC16C76
PIC16C77
PIC16C770
PIC16C771
PIC16C773
PIC16C774
PIC16C745
PIC16C765
PIC16F83
PIC16F84A
PIC16F870
PIC16F871
PIC16F872
PIC16F873
PIC16F874
PIC16F876
PIC16F877
PIC16C923
PIC16C924
PIC17C752
PIC17C756A
PIC17C762
PIC17C766
PIC18C242
PIC18C442
PIC18C252
PIC18C452
PIC18C658
PIC18C858
Type
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
Flash
Flash
Flash
Flash
Flash
Flash
Flash
Flash
Flash
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
OTP/UV
MEM
4096
8192
8192
2048
4096
4096
4096
8192
8192
512
1024
2048
2048
2048
4096
4096
8192
8192
4096
4096
8192
16384
8192
16384
8192
8192
16384
16384
16384
16384
I/O
33
22
33
16
16
22
33
22
33
13
13
22
33
22
22
33
22
33
52
52
50
50
66
66
23
34
23
34
52
68
nel textool e l’impulso di programmazione. Per l’esattezza, U3 provvede innanzitutto a porre a zero
logico il proprio piedino 6, mandando in saturazione il transistor T1
e alimentando così la linea Vdd ed
il chip inserito nello zoccolo textool. Alimentato il micro e atteso un
breve istante perché si porti a regime, all’arrivo dei dati da memorizzare (dal contatto 2 del connettore
DB-25) e del clock (sul 3) il
PIC12C508 manda a livello basso
anche il pin 7, fino a prima mantenuto ad 1 logico, consentendo gli
impulsi sulla linea Vpp. Quando si
deve scrivere in un PIC si invia il
dato e un impulso sul Clock scandisce l’operazione; contemporaneamente la tensione su Vpp passa bruscamente da 5 a 13,5 V e avviene la
memorizzazione del dato stesso.
Se guardate il circuito vedete che a
riposo il piedino 7 del PIC12C508 è
a livello alto e lascia interdetto T2,
sul cui collettore vi sono perciò i
soli 5 volt dovuti all’1 logico presente sul piedino 6 (D4) del connettore della parallela; quest’ultimo
viene normalmente attivato dal
software per mantenere in condizioni normali la linea Vpp. Quando
deve essere scritto un dato, U4 pone
a zero il proprio piedino 7 e manda
(tramite il buffer) questo stato logico alla base del T2: ora quest’ultimo va in saturazione e porta la Vpp
a circa 13,5 V, dando effettivamen-
te l’impulso di programmazione.
Ciò permane per tutta la durata del
ciclo di scrittura, scaduta la quale il
pin 7 del PIC torna a livello alto e
T2 viene interdetto. Notate che per
monitorare l’invio degli impulsi di
programmazione è stato inserito il
led LD1, che pulsa in corrispondenza di ciascuno.
Per quanto concerne la lettura, cioè
l’acquisizione del programma scritto nella EEPROM del PIC inserito
nel textool o il dump di una memoria seriale, la procedura è molto più
semplice: il piedino 6 della porta
53
i pin della programmazione
L’algoritmo di programmazione implementato nel software EPIC è seriale e utilizza due sole linee: una per i dati
(DATA) e una per il clock (CLOCK).
Inoltre, per poter programmare un chip
quest’ultimo deve risultare alimentato
(Vss e Vdd) e occorre applicare una tensione di circa 13,8 volt (Vpp) ad un particolare piedino. Riepilogando le linee
necessarie per la programmazione sono
cinque per i micro PIC (Vpp, Vss, Vdd,
Data, Clock) e quattro per le memorie
I2C-Bus (Vss, Vdd, Data, Clock). Il circuito stampato del programmatore provvde al corretto collegamento tra i segnali
necessari alla programmazione e i piedini dei vari dispositivi come indicato dai
disegni riportati in questo box.
parallela resta a livello logico alto e
il micro mantiene allo stato alto il
solo pin 6, mandando a zero il 7;
quindi T1 va in saturazione ed alimenta il chip che sta nello zoccolo,
mentre T2 rimane interdetto e
lascia che la Vpp resti a 5 volt.
Analizziamo ora la sezione di ali54
mentazione. Per far funzionare l’intero programmatore occorre usare
un trasformatore con primario da
rete e secondario da 15 volt, 500
mA, ovvero un alimentatore stabilizzato che dia una tensione continua di circa 18 V e una corrente di
300 milliampère: applicando l’usci-
ta al plug d’ingresso della scheda il
ponte a diodi raddrizza l’eventuale
alternata, ovvero assicura la corretta polarità della continua (se optate
per l’alimentazione in c.c.) restituendo ai capi dell’elettrolitico C1
una differenza di potenziale ben
livellata. Un LM317T (U1) limita e
settembre 2001 - Elettronica In
stabilizza quest’ultima a 13,5 volt,
con i quali alimenta l’emettitore del
transistor T2, utilizzato per dare gli
impulsi di programmazione alla
linea Vpp, e il pin d’ingresso del
regolatore 7805, inserito nel circuito per ricavare i 5 volt stabilizzati
necessari alla logica (PIC12C508 e
i programmi da utilizzare
I L C D -RR O M
Se intendete imparare a programmare i microcontrollori PIC è
indispensabile poter disporre della
relativa documentazione tecnica.
Allo scopo, Microchip propone nel
proprio sito web
(www.microchip.com) i datasheet
di tutti i suoi prodotti, unitamente
a svariati programmi applicativi
ed ai software di assemblaggio e
compilazione. In alternativa,
l’intero sito web di Microchip è
stato copiato su due CD che
possono essere richiesti alla
stessa azienda che vende il
programmatore proposto in
queste pagine.
buffer TTL 7407). I condensatori da
100 nF posti sulla linea dei 5 V la
filtrano da eventuali disturbi impulsivi, mentre l’elettrolitico da 220 µF
filtra il ripple all’ingresso del 7805.
Siamo ora pronti per la costruzione
del programmatore: e allora mettiamoci all’opera, realizzando subito
Elettronica In - settembre 2001
Il programmatore viene gestito dal lato PC attraverso un software
dedicato semplice ed intuitivo da utilizzare; in questo box riportiamo
le principali videate e (in alto) la finestra principale.
Per programmare le memorie I2CBus tipo 24LCXXX occorre
utilizzare un secondo software denominato PROG24 anch’esso
comunque molto semplice e intuitivo.
55
Nuovo indirizzo:
Futura Elettronica srl via Adige, 11 - 21013 Gallarate (VA)
Tel. 0331-799775 Fax. 0331-792287 http://www.futurashop.it
PER IL MATERIALE
La basetta del nuovo programmatore di PIC e memorie EEPROM è
predisposta per alloggiare uno zoccolo textool a 40 piedini. Questo
particolare adattatore viene anche
denominato “zoccolo a forza di
inserzione zero”; ruotando la leva
verso l’alto le lamine di ogni piedino si aprono consentendo un agevole inserimento dell’integrato,
ruotando la stessa leva verso il
basso le lamine si chiudono mettendo in contatto elettrico i pin dell’integrato inserito con i rispettivi pin
dello zoccolo.
il circuito stampato, del tipo a doppia faccia, quindi un po’ impegnativo da sviluppare.
REALIZZAZIONE
PRATICA
Per prepararlo fate innanzitutto due
discrete fotocopie delle altrettante
tracce lato rame (pubblicate in scala
1:1) e ricavate così le pellicole.
Prendete una basetta presensibilizzata a doppia ramatura, sovrapponete la prima pellicola ed esponete
nel bromografo, quindi, senza
esporre troppo a lungo la piastra
alla luce solare o a quella di lampade neon o UV, fate alcuni fori passanti, cioè comuni a piste del lato
appena impressionato e dell’altra
traccia. Con essi centrate la seconda pellicola, sovrapponendola
ovviamente dal lato non ancora
impressionato, ed esponete nel bromografo. Avete così impressionato
le due facce, ciascuna con la propria traccia: sviluppate la basetta e
ponetela nel bagno di incisione,
quindi foratela.
Iniziate il montaggio dei componenti con le resistenze e gli zoccoli
(7+7 pin per il 7407 e 4+4 pin per il
56
Il progetto descritto in queste pagine è disponibile in scatola di
montaggio (cod. FT0386K) al prezzo di 168.000 lire. Il kit comprende tutti i componenti, la basetta doppia faccia forata, serigrafata e con fori metallizzati, il PIC12C508 già programmato, il commutatore a slitta, il connettore DB25, il cavo di collegamento al PC,
il software EPICWin, il software per la programmazione delle
memorie I2CBus e lo zoccolo passo doppio a forza di inserzione
zero (textool). Tutta la documentazione tecnica necessaria per
apprendere le tecniche di programmazione dei micro PIC è presente nel sito ufficiale del costruttore: www.microchip.com. Tale documentazione è anche disponibile su CD (cod. CD-MCHIP, lire
25.000). Per i lettori alle prime armi è disponibile anche un Corso
di programmazione in lingua italiana (cod. CPR-PIC, lire 30.000).
I prezzi indicati sono comprensivi di IVA. Il materiale va ordinato
a: Futura Elettronica, V.le Kennedy 96, 20027 Rescaldina (MI), tel.
0331-576139, fax 0331-578200.
PIC12C508) ciascuno dei quali
conviene inserirlo tenendolo orientato come mostra il disegno di queste pagine; procedete con il trimmer
e i condensatori, avendo cura di
rispettare la polarità di quelli elettrolitici, poi sistemate il connettore
femmina DB-25 per c.s. con terminali a 90°, saldandone bene tutti i
pin e le alette di fissaggio, in modo
da renderlo più stabile. Non dimen-
ticate il ponte raddrizzatore PT1 e i
due regolatori integrati, che vanno
disposti ciascuno come mostrato
dal solito disegno.
Se avete fatto da voi la basetta, nel
saldare i componenti fate in modo
di stagnare da entrambe le parti i
terminali di quelli che passano in
fori comuni alle piste delle due
tracce: questo permette di completare il collegamento tra i due lati del
settembre 2001 - Elettronica In
c.s.; lo stesso dicasi per tutti i fori
che interessano piste di entrambi i
lati, nei quali dovete inserire e saldare (chiaramente da entrambe le
parti...) spezzoni di terminali.
Inserite ora il deviatore a 4 vie (2
posizioni, 4 vie) del tipo a slitta con
terminali a passo 2,54 mm da c.s.
piegati a 90 °. Quanto al connettore
di programmazione esterna, potete
realizzato a scelta con una fila di
punte a passo 2,54 mm o con una
striscia di contatti a tulipano (o
femmina a passo 2,54 mm) tipo
quelle degli zoccoli.
Per l’alimentazione prevedete una
presa plug standard per circuito
stampato, adatta all’alimentatore
che adopererete (purché dotato
anch’esso di cordone con plug) o
che riterrete di dover usare per far
funzionare il circuito. L’ultimo
componente da saldare è lo zoccolo
textool, che va infilato bene a
fondo, facendolo aderire alla superficie della basetta, ovviamente posizionato in modo che il piedino 1 (e
la levetta) si trovi dalla stessa parte
del quadruplo deviatore. In alternativa al textool, potete saldare nelle
rispettive piazzole quattro connettori a stricia (normali o a tulipano)
da 20 pin ciascuno. Se pensate di
adoperare il programmatore solo
per la programmazione in-circuit
potete evitare il montaggio sia del
textool che dei connettori a striscia.
Il circuito stampato del programmatore è realizzato in doppia
faccia: sopra è riportata in scala 1:1 la traccia rame del lato
stampato (lato in cui si eseguiranno le saldature); sotto
troviamo la traccia 1:1 del lato componenti (lato su cui
verranno inseriti i componenti).
LA TARATURA
Completato il montaggio e verificato che tutto sia al proprio posto, il
PIC Programmer è pronto per l’uso:
potete alimentarlo inserendo nella
presa plug uno spinotto adatto collegato ad un alimentatore in continua capace di erogare 17÷20 Vcc e
circa 300 milliampère di corrente.
Prendete un tester e, senza aver
inserito alcunché nel textool, misurate
la
tensione
all’uscita
dell’LM317, ovvero tra l’emettitore
del T2 e massa: registrate la posiElettronica In - settembre 2001
57
zione del cursore del trimmer R1 in
modo da portarla a 13,8 V esatti.
Avete così tarato il programmatore.
Per la connessione al computer utilizzate un cavo di prolunga per
stampanti, del tipo maschio/femmina a 25 pin da inserire nel connettore DB-25 della scheda e in quello
della porta parallela (LPT) del PC.
Accendete il personal e avviate il
software EPIC: siete pronti per
lavorare. Qualora il computer non
rilevi la presenza della scheda di
programmazione, ne dà subito avviso mediante un box con la scritta
“Programmer not found”. Questo
test avviene in automatico all’apertura di EPIC, che viene ugualmente
avviato anche se nessun hardware
risulta collegato. Avviando la versione Windows di EPIC appare la
finestra di dialogo principale, contenente una serie di menù che sono,
nell’ordine: File, Edit, View, Run,
Options, Help. Il primo (File) consente di lavorare sui file HEX,
ovvero di prelevare gli assemblati
(allo scopo dovete disporre di un
assembler quale MPASM disponibile nel sito internet o sul cd
Microchip) aprirli, modificarli salvando le modifiche, crearne di
nuovi. Il menu Edit serve, all’occorrenza, per modificare il file
aperto con Open o creato con New,
e contiene più o meno i comandi di
un normale Editor di testo. View
permette di vedere l’impostazione
del programma che si vuole carica-
re e quella del programmatore: in
particolare, ogni suo comando svolge una determinata operazione. Ad
esempio, Configuration dà la configurazione attuale e consente di
modificarla per adattarla al PIC sul
quale si vuole lavorare; sono predefiniti l’oscillatore a quarzo (XT)
l’esclusione della protezione (Code
Protection Off) ed il Power-Up
Timer. A proposito di Code protection, prima di programmare qualsiasi microcontrollore finestrato
accertatevi che questa opzione sia
sempre in Off, perché diversamente, una volta scritti i dati in
EEPROM non riuscirete più a cancellarli. Con Code vedete sullo
schermo i codici del file assemblato, con evidenziato in alto il formato: esadecimale (HEX) oppure
ASCII. Facendo clic con il mouse
su una delle caselle potete cambiare la forma di rappresentazione. Per
Data il discorso è simile: esso
visualizza i dati da scrivere. ID corrisponde all’eventuale ID. Count è
utilissimo per fare copie uguali
dello stesso micro: apre un piccolo
box nel quale è possibile indicare
(nella casella in alto) il numero di
dispositivi da programmare; in
quella sotto, la cifra indica quante
operazioni sono andate a buon fine.
Il pulsante RESET azzera istantaneamente le due caselle. Usando
Count non dovete fare altro che
mettere un PIC vergine dopo che
l’avviso acustico vi segnala il com-
pletamento della programmazione
di quello nel textool: il resto è automatico. Molto importante è il menu
RUN, quello che consente effettivamente le operazioni sul microcontrollore inserito nello zoccolo
Textool o su scheda: Program scrive nel chip il listato del file assemblato ed aperto; Verify verifica la
memoria del PIC. Read serve a leggere il contenuto del microcontrollore, mentre Blank Check consente
di verificare che il micro non contenga già dei dati, ed è utile ad evitare di cancellare accidentalmente
un chip finito per sbaglio nel programmatore o il master dimenticato
lì dopo l’acquisizione del suo programma. Erase è il comando che
cancella il contenuto della memoria
del PIC. Il menu Options raggruppa
le funzioni attivabili e disattivabili
in un microcontrollore Microchip,
tra cui le caratteristiche dell’oscillatore
(Oscillator),
il
Code
Protection, il WatchDog, la funzione di Power-Up, ma anche le
dimensioni della memoria: quest’ultima si può impostare manualmente, sebbene basti indicarla con
un clic accanto a 1K, 2K, 5K, ecc.
Test Timing visualizza un box in
cui vedete avanzare il conteggio
delle fasi di programmazione.
Se questa descrizione non vi bastasse, sappiate che potete chiedere
aiuto dal menu HELP, prodigo di
esempi riguardo l’utilizzo del resto
del programma.
Sei un inventore e vuoi farti conoscere ?
Sei invitato gratuitamente al:
7° CONCORSO NAZIONALE
DELL’INVENTORE ELETTRICO-ELETTRONICO
Nei giorni 8-9 dicembre 2001 presso il Quartiere Fieristico di Forlì durante la 15° Edizione della
“Grande fiera dell’Elettronica”. Il migliore trampolino di lancio del settore. La New Line snc,
organizzatore della manifestazione, premierà i primi tre classificati con premi in denaro. Coppe
e targhe per tutti gli altri partecipanti e, ovviamente, uno spazio tutto gratuito. Le domande verranno accettate entro il 30 ottobre 2001. Per informazioni: New Line snc - tel: 0547.313096.
58
settembre 2001 - Elettronica In
Una serie di prodotti che consentono di collegare qualsiasi periferica dotata di linea seriale ad una LAN di tipo Ethernet.
Firmware aggiornabile da Internet, software disponibile gratuitamente sia per Windows che per Linus.
EM100 Ethernet Module
DS100 Serial Device Server
! Convertitore completo
10BaseT/Seriale;
Realizzato appositamente per collegare
qualsiasi periferica munita di porta seriale ad una LAN tramite una connessione Ethernet. Dispone di un indirizzo
IP proprio facilmente impostabile
tramite la LAN o la porta seriale.
Questo dispositivo consente di realizzare
apparecchiature "stand-alone" per numerose
applicazioni in rete. Software e firmware disponibili gratuitamente.
! Compatibile con il
modulo EM100.
[DS100 - Euro 115,00]
Server di Periferiche Seriali in grado
di collegare un dispositivo munito di
porta seriale RS232 standard ad una
LAN Ethernet, permettendo quindi l’accesso a tutti i PC della rete locale o da
Internet senza dover modificare il software esistente. Dispone di un indirizzo IP ed implementa i protocolli UDP, TCP, ARP e ICMP. Alimentazione a 12 volt con
assorbimento massimo di 150 mA. Led per la segnalazione di stato e la connessione alla rete Ethernet.
[EM100 - Euro 52,00]
EM120 Ethernet Module
[Disponibile anche nella versione con porta multistandard RS232 / RS422 /
RS485, codice prodotto DS100B - Euro 134,00].
Simile al modulo EM100 ma con dimensioni più contenute. L'hardware comprende una porta Ethernet
10BaseT, una porta seriale, alcune linee di I/O
supplementari per impieghi generici ed un processore il cui firmware svolge le funzioni di
"ponte" tra la porta Ethernet e la porta seriale. Il terminale Ethernet può essere connesso direttamente ad una presa RJ45 con filtri mentre dal lato "seriale" è possibile una connessione diretta con microcontrollori, microprocessori,
UART, ecc.
00
DS202R Tibbo
Ultimo dispositivo Serial Device Server
nato in casa Tibbo, è perfettamente
compatibile con il modello DS100 ed è
caratterizzato da dimensioni estremamente compatte. Dispone di porta
Ethernet 10/100BaseT, di buffer
12K*2 e di un più ampio range di alimentazione che va da 10 a 25VDC.
Inoltre viene fornito con i driver per il corretto funzionamento in ambiente
Windows e alcuni software di gestione e di
programmazione.
[EM120 - Euro 54, ]
EM200 Ethernet Module
Si differenzia dagli altri moduli Tibbo per la disponibilità di
una porta Ethernet compatibile 100/10BaseT e per le
ridotte dimensioni (32.1 x 18.5 x 7.3 mm). Il modulo è
pin-to pin compatibile con il modello EM120 ed utilizza lo stesso software messo a punto per tutti gli
altri moduli di conversione Ethernet/seriale.
L'hardware non comprende i filtri magnetici per la
porta Ethernet. Dispone di due buffer da 4096 byte e
supporta i protocolli UDP, TCP, ARP, ICMP (PING) e
DHCP.
00
[DS202R - Euro 134,00]
E’ anche disponibile il kit completo comprendente oltre al Servial Device Server
DS202R, l’adattatore da rete (12VDC/500mA) e 4 cavi che permettono di collegare il DS202R alla rete o ai dispositivi con interfaccia seriale o Ethernet
KIT - Euro 144,00].
[DS202R-K
EM202EV Ethernet Demoboard
[EM200 - Euro 58, ]
Scheda di valutazione per i moduli EM202 Tibbo.
Questo circuito consente un rapido apprendimento delle funzionalità del modulo
di
conversione
Ethernet/seriale
EM202 (la scheda viene fornita con un
modulo). Il dispositivo può essere utilizzato come un Server Device standalone. L'Evaluation board implementa un
pulsante di setup, una seriale RS232 con
connettore DB9M, i led di stato e uno stadio switching al quale può essere applicata la tensione di alimentazione (9-24VDC).
EM202 Ethernet Module
Modulo di conversione Seriale/Ethernet integrato all'interno di un connettore RJ45. Particolarmente compatto, dispone di quattro led di segnalazione posti
sul connettore. Uscita seriale TTL full-duplex e
half-duplex con velocità di trasmissione sino a 115
Kbps. Compatibile con tutti gli altri moduli Tibbo e
con i relativi software applicativi. Porta Ethernet
compatibile 100/10BaseT.
[EM202EV - Euro 102,00]
[EM202 - Euro 69,00]
Tabella di comparazione delle caratteristiche dei moduli Ethernet Tibbo
EM120
EM100
EM200
EM202
Codice Prodotto
Collegamenti
Porta Ethernet
Filtro
Connettore Ethernet (RJ45)
Pin
10BaseT
Interno
RJ45
100/10BaseT
Interno
Interno
Esterno
Esterno
Porta seriale
TTL; full-duplex (adatto per RS232/RS422) e half-duplex (adatto per RS485); linee disponibili (full-duplex mode): RX, TX, RTS, CTS,
DTR, DSR; Baudrates: 150-115200bps; parity: none, even, odd, mark, space; 7 or 8 bits.
Porte supplementari I/O
per impeghi generali
2
5
510 x 2 bytes
40
Ambiente
50
46,2 x 28 x 13
35 x 27,5 x 9,1
Dimensioni Routing buffer
Corrente media assorbita (mA)
Temperatura di esercizio (°C)
Dimensioni (mm)
Titti i prezzi si intendono IVA inclusa.
zi
Prez i per
cial
spe ntità
qua
0
4096 x 2 bytes
220
55° C
32,1 x 18,5 x 7,3
230
40° C
32,5 x 19 x 15,5
Via Adige, 11 - 21013 Gallarate (VA)
Tel. 0331/799775 - Fax. 0331/778112
Disponibili presso i migliori negozi di
elettronica o nel nostro punto vendita
di Gallarate (VA).
Caratteristiche tecniche e vendita on-line:
www.futuranet.it
SICUREZZA
Elettronica
Innovativa
di Guido Bertolotti
Seconda parte.
ella scorsa puntata abbiamo iniziato ad analizzare
lo schema elettrico della centrale antifurto trattando la sezione di alimentazione e il circuito tampone a
batteria. Proseguiamo ricordando che la regolazione
della tensione di batteria scarica va impostata a 10,5
volt per ottenere un corretto funzionamento delle prove
automatiche della batteria sotto carico, della disabilitazione dei sensori per insufficiente tensione di alimentazione e dell'auto power-off. Questa tensione si tara nel
seguente modo: collegare un alimentatore stabilizzato
regolato a 10 ÷ 12 volt ai morsetti batteria interponen60
do un diodo sul filo positivo che impedisca rientri di
corrente nell'alimentatore; collegare per un attimo la
tensione di rete al trasformatore di alimentazione della
centralina (serve per provocarne l'accensione); regolare
l'alimentatore affinché la tensione misurata sui morsetti batteria sia di 10,5 volt; regolare il trimmer di batteria scarica fino a leggere, tra il piedino 2 del microcontrollore e la massa, una tensione compresa tra 2 e 3 volt.
Chiariti questi aspetti a livello circuitale, possiamo passare alla costruzione del nostro antifurto. Come sempre
è necessario iniziare con la realizzazione del circuito
settembre 2001 - Elettronica In
stampato utilizzando il metodo
della fotoincisione, sfruttando
quale pellicola una buona fotocopia
su carta da lucido o acetato della
traccia lato rame illustrata nel corso
dell’articolo in scala 1:1. Incisa e
forata la basetta, vi si possono infilare i componenti, iniziando con i
ponticelli (realizzati mediante spezzoni di reofori di resistenze), le
resistenze (lasciando a dopo R14, la
resistenza da 8W) e i diodi che
vanno orientati come mostra l’apposito disegno (la fascetta colorata
indica il catodo). Poi consigliamo
Centrale antifurto
economica ed affidabile;
tutte le funzioni sono
controllate tramite un
solo ingresso a cui
possiamo associare da
un semplice pulsante
ad un ricevitore per
radiocomando
rolling-code.
Retroazioni utente
tramite buzzer.
di sistemare lo zoccolo per il micro,
da mantenere nel verso consigliato,
così da non avere dubbi quando
sarà il momento di inserirvi il chip;
procedete con i trimmer, R1 e i condensatori (prestando la dovuta
attenzione alla polarità degli elettrolitici). Montate ora i morsetti, i
portafusibili, il regolatore completo
di dissipatore per TO220 e controllate che tutti i componenti siano al
loro posto. A questo punto inserite i
fusibili, il microcontrollore (prestando la massima attenzione al
Elettronica In - settembre 2001
verso di inserimento) ed effettuate
le regolazioni della tensione di carica e scarica della batteria. Ora la
centralina è pronta alla programmazione ed al collaudo prima della
messa in funzione definitiva.
PROGRAMMAZIONE
La centralina dispone di un settaggio iniziale: file antif.eep da inserire nella memoria EEPROM del
microcontrollore. I valori di default
sono: tempo di uscita di un minuto;
tempo di ingresso di 20 secondi;
tempo di allarme di tre minuti; la
guardia automatica viene attivata
dopo 18 ore senza movimenti. Non
è detto però che questa programmazione sia adatta a tutte le situazioni
e perciò potrebbe essere necessario
modificarla.
Per programmare la centralina è
necessario che questa si trovi in
stato Programmazione, stato attivato automaticamente all'accensione.
Se non si fa nulla, dopo 4 minuti e
15 secondi dall'accensione la cen61
tralina passa automaticamente a
stato Inattivo senza modificare i
valori già impostati. Se, prima che
sia trascorso questo tempo, si
preme il pulsante di comando, la
centralina emette un breve "bip" e
programma come tempo di uscita il
tempo intercorso fra l'accensione e
l'azionamento del pulsante. Una
seconda pressione sul pulsante fa
emettere un altro "bip" e programma come tempo di ingresso il
tempo intercorso fra il primo e il
secondo azionamento del pulsante.
Come avrete già capito, il tempo di
allarme si programma con una terza
pressione sul pulsante, e sarà pari al
tempo trascorso tra il secondo e il
terzo azionamento. Giunti a questo
punto, se non si fa più nulla la centralina passa automaticamente a
stato Inattivo dopo 5 secondi emettendo un breve "bip". Se invece si
preme il pulsante una quarta volta,
si abilita la funzionalità di guardia
automatica per assenza di movimenti: una volta abilitata, basta che
non giunga nessun segnale da nessun ingresso per 18 ore per far pas-
INSTALLAZIONE
E COLLAUDO
tempi (ad esempio, se dopo aver
programmato il tempo di uscita e il
tempo di ingresso si lasciano trascorrere 4 minuti e 15 secondi
senza premere il pulsante) la centralina passa automaticamente a
stato Inattivo. I tempi impostati
restano validi, mentre per quelli
non impostati valgono i valori precedenti. Anche la guardia automatica per assenza movimenti conserva
lo stato di abilitazione o disabilitazione precedente.
Vale la pena ricordare che tutti i
dati di programmazione sono
La centralina andrà collocata in
posizione nascosta. Il pulsante di
comando, collegato con due fili,
anche molto sottili, alla centralina,
andrà posto all'interno dei locali da
proteggere in posizione nascosta.
Eventuali pulsanti aggiuntivi si
possono collegare in parallelo al
primo. In caso di disturbi al funzionamento del pulsante (improbabili
ma possibili se il filo corre per lunghi tratti accanto a fili percorsi dai
220 volt di rete o non è ben isolato)
questo si potrà collegare usando un
cavetto schermato per segnali
audio, con la calza metallica collegata al negativo. E' inoltre consigliabile collegare a terra l'apposito
morsetto della centralina per scaricare i disturbi di alimentazione.
Collegando il contatto di uscita di
un ricevitore per radiocomando al
posto del pulsante si può attivare e
disattivare la centralina con un
impulso via radio.
Il buzzer andrà anch'esso collocato
esempi di sensori da abbinare alla centralina
Sensore ad infrasuoni controllato da microprocessore
che dispone di contatto di
allarme normalmente aperto.
sare automaticamente la centralina
in stato di Guardia.
Se si sospende la programmazione
prima di aver programmato tutti i
62
Sensore ad infrarossi con doppio contatto normalmente chiuso (movimento e
manomissione contenitore).
memorizzati in memoria non volatile (EEPROM) e pertanto si conservano anche se viene a mancare
l'alimentazione.
Contatto magnetico
normalmente chiuso.
all'interno dei locali, ma comunque
in posizione lontana dal pulsante e
dalla centralina affinché non funga
da richiamo acustico per la loro
settembre 2001 - Elettronica In
FLOW CHART DELLA CENTRALINA
individuazione. Chiudendo un
interruttore di prova nascosto
(camuffabile anche come una presa
elettrica, in cui inserire una spina
Elettronica In - settembre 2001
con i due spinotti collegati insieme), collegato fra l'ingresso "test" e
il negativo, si può evitare l'azionamento del relè di uscita, al fine di
provare le funzionalità della centralina senza attivare l'allarme. Questo
interruttore serve anche come spegnimento di emergenza degli attua63
piano di montaggio
COMPONENTI
R1: 220 Ohm
R2: 18 KOhm
R3: 1 KOhm
trimmer
R4÷R11: 1,2 KOhm
R12: 1 MOhm
R13: 100 KOhm
R14: 22 Ohm 8W
R15: 330 Ohm
R16: 2,2 KOhm
R17: 1,5 KOhm
R18: 39 KOhm
R19: 820 Ohm
R20: 100 KOhm
R21: 39 KOhm
R22: 150 KOhm
R23: 10 KOhm
R24: 39 KOhm
R25: 2,2 KOhm
R26: 150 KOhm
R27: 82 KOhm
R28: 47 KOhm
trimmer
R29: 100 KOhm
R30: 10 KOhm
R31: 56 KOhm
R32: 22 KOhm
R33-R34: 2,2 KOhm
R35: 470 KOhm
R36: 150 KOhm
R37: 5,6 KOhm
R38: 470 KOhm
R39: 150 KOhm
R40: 5,6 KOhm
R41: 470 KOhm
R42: 150 KOhm
R43: 5,6 KOhm
R44: 470 KOhm
R45: 150 KOhm
R46: 5,6 KOhm
R47-R48: 1,2 KOhm
R49: 10 KOhm
R50: 470 KOhm
R51: 150 KOhm
R52: 5,6 KOhm
R53: 470 KOhm
R54: 150 KOhm
R55: 5,6 KOhm
R56: 470 KOhm
R57: 150 KOhm
R58: 5,6 KOhm
R59: 470 KOhm
R60: 150 KOhm
R61: 5,6 KOhm
tori di allarme in caso di guasto al
pulsante di comando o scarica della
pila dell'eventuale radiocomando.
Gli ingressi della centralina sono
64
C1: 1000 µF 50VL el.
C2: 100 nF multistrato
C3: 2,2 µF 16VL el.
C4: 100 nF multistrato
C5-C6: 100 µF 25VL el.
C7: 100 nF multistrato
C8: 470 µF 25VL el.
C9: 100 nF multistrato
C10-C11: 100 nF mult.
C12: 100 µF 25VL el.
C13: 100 nF multistrato
C14-C15: 47 pF cer.
C16: 4,7 µF 16VL el.
C17: 1 µF 100VL pol.
D1: 1N4148 diodo
D2: 1N5408 diodo
suddivisi in due rami di alimentazione; al primo ramo fanno capo i
primi quattro ingressi, al secondo
gli altri quattro ed il buzzer. Per
D3÷D7: 1N4007 diodo
D8: 1N5408 diodo
D9-D10: 1N4007 diodo
DZ1-DZ2: zener 18V 1W
DZ3: zener 10V 1W
DZ4: zener 3,3V 1W
Q1: 3,58 MHz quarzo
U1: LM317 regolatore
ogni ramo viene fornita un'alimentazione sensori (positivo e negativo). Da ogni ramo è possibile prelevare un massimo di 160 mA (fra
settembre 2001 - Elettronica In
resteranno comunque attivi i sensori e contatti collegati all'altro ramo,
garantendo la sicurezza sia pure in
misura ridotta. E' bene distribuire i
sensori più importanti fra i due
rami. La tensione di alimentazione
sensori fornita dipende dallo stato
di carica della batteria in tampone,
e può variare fra 9 e 13 volt c.c.,
compatibile con la maggior parte
dei sensori in commercio (a infrarossi passivi, a microonde, a doppia
tecnologia ecc.). Nel caso di sensori alimentati a 5 volt si può interporre un regolatore 7805 o un piccolo 78L05.
LA GESTIONE
DEGLI INGRESSI
U2: AT90S1200
µC ATMEL
U3: 78L05 regolatore 5V
T1÷T10: BC547B trans.
T11: BD140
T12: BC309B
T13÷T15: BC547
T16: BD139
T17: BC547
T18-T19: BC309
RL1: relè 12V 2SC
PT1: ponte raddr. 1A
FUS1: fusibile 3A
FUS2: fusibile 3,15A
FUS3: fusibile 160 mA
FUS4: fusibile 160 mA
corrente che deve scorrere nei circuiti di contatti e alimentazione dei
sensori). Il limite è dettato dai fusibili di protezione da 160 mA e dalla
Elettronica In - settembre 2001
Varie:
- morsettiera 2 poli ( 21 pz. );
- zoccolo 10 + 10;
- distanziali plastici ( 4 pz. );
- dissipatore per TO220
cod. ML26;
- portafusibili da c.s. ( 4 pz. );
- stampato cod. N030.
portata del transistor di auto power
off. In caso di avaria o sabotaggio
di un sensore e bruciatura del fusibile del suo ramo di alimentazione,
Ciascun ingresso della centralina ha
due morsetti: alimentazione di corrente (che fornisce circa 10 mA) e
ingresso di rilevamento corrente.
Gli ingressi della centralina sono
infatti a soglia di corrente (lo stadio
di ingresso è un transistor NPN ad
emettitore comune) e rilevano,
secondo la programmazione, quando la corrente entrante sale al di
sopra e/o scende al di sotto di una
certa soglia. Gli ingressi a soglia di
corrente sono meno sensibili ai disturbi e più versatili dei classici
ingressi a soglia di tensione. La corrente di soglia preimpostata è di 0,1
milliampere, adatta per collegare
contatti, e in caso di necessità può
essere aumentata collegando una
resistenza tra il morsetto di rilevamento corrente e il morsetto negativo dell'alimentazione sensori del
relativo ramo di alimentazione.
In caso di necessità si può cambiare la corrente fornita dai morsetti di
alimentazione di corrente. A questi
morsetti è collegata internamente
l'alimentazione positiva del relativo
ramo, con una resistenza di limitazione da 1200 ohm. Si può diminuire la corrente inserendo una ulteriore resistenza di limitazione sul morsetto di alimentazione di corrente.
65
Il valore massimo di questa resistenza è di 68000 ohm (per non
scendere sotto la soglia di corrente
minima di 0,1 mA degli ingressi).
Se si utilizzano contatti meccanici è
bene non ridurre la corrente sotto i
10 mA per prevenirne l'ossidazione,
specialmente se i contatti non sono
specifici per bassa tensione.
Desiderando invece aumentare la
corrente, bisogna prelevarla dal
positivo di alimentazione sensori,
attraverso una resistenza di valore
minimo di 100 ohm 2 watt per non
circa 10 mA, abbondantemente al
di sopra della soglia minima preimpostata di 0,1 mA. Questo tipo di
contatti è il più diffuso, e fra questi
i contatti di tipo magnetico, essendo sigillati in un'ampolla di vetro,
danno una buona garanzia di resistenza all'ossidazione. Il taglio dei
fili viene rilevato e fa scattare l'allarme. Se i fili vengono tagliati o
una porta o finestra viene forzata e
il circuito resta aperto, non può più
rilevare aperture di altri interruttori.
E' perciò consigliabile utilizzare
C O R R E N T E DI S O G L I A d e G L I I N G R E S S I
La corrente di soglia preimpostata è di 0,1 milliampere, adatta per collegare sensori a contatto. In caso di necessità può essere aumentata collegando una resistenza tra il morsetto di rilevamento corrente e il negativo
dell'alimentazione sensori.
Il valore ohmico di questa resistenza si calcola così:
R = 600 / (I - 0,1)
mentre la corrente di soglia si calcola con la formula inversa:
I = 600 / R + 0,1
dove 600 è la soglia di conduzione del transistor d'ingresso in millivolt, R
è la resistenza di programmazione corrente di soglia in ohm e I è la corrente di soglia desiderata in mA.
Ad esempio, se vogliamo impostare una corrente di soglia di 5 mA, il calcolo è:
R = 600 : (5 - 0,1) = 600 : 4,9 = 122,45 ohm,
che possiamo arrotondare a 120 ohm (valore standard più vicino).
superare l'assorbimento di 160 mA
e far fondere il fusibile di protezione. E' bene che la resistenza di limitazione sia sul positivo e non sul
morsetto rilevamento corrente per
mantenere i contatti a un potenziale
vicino al negativo di alimentazione:
in questo modo la protezione galvanica anti-ossidazione sarà più efficace. A ciascun ingresso della centralina si possono collegare contatti
o sensori di vario tipo:
- Interruttori normalmente chiusi:
questi contatti (a levetta, magnetici
ecc.) vanno collegati tra il morsetto
di alimentazione di corrente e il
morsetto di rilevamento corrente, e
vanno posti in serie tra di loro. La
corrente che scorre sui contatti è di
66
sempre anche sensori interni di tipo
volumetrico (a infrarossi per esempio) collegati ad altro ingresso.
- Interruttori normalmente aperti:
questi contatti sono poco usati dal
momento che il taglio dei fili li
esclude e non viene rilevato dalla
pin-out Atmel AT90S1200
centralina. Il loro vantaggio è che
non consumano corrente in stato di
riposo, perciò potrebbero essere
una buona scelta se i fili risultano
inaccessibili ad eventuali sabotatori
e si vuole avere una autonomia più
lunga possibile. Questi contatti
vanno collegati in parallelo tra loro,
tra il morsetto di alimentazione di
corrente e il morsetto di rilevamento corrente.
- Sensori con uscita a relè: questi
sensori vanno alimentati tramite
due fili collegati al positivo e al
negativo di alimentazione sensori
del relativo ramo di alimentazione.
In più bisogna collegare ai contatti
del relè altri due fili. Se il contatto
del relè è normalmente chiuso
(come quasi sempre succede) esso
andrà connesso in serie con i contatti degli altri sensori collegati su
quell'ingresso, tra il morsetto di alimentazione di corrente e il morsetto di rilevamento corrente, come
già visto per le serie di interruttori
normalmente chiusi. Se invece è
normalmente aperto, andrà collegato in parallelo con i contatti normalmente aperti degli altri sensori
collegati su quell'ingresso, come
già visto per i paralleli di interruttori normalmente aperti.
- Sensori con uscita a collettore
aperto: questi sensori vanno alimentati tramite due fili collegati al
positivo e al negativo di alimentazione sensori del relativo ramo di
alimentazione.
Se il collettore aperto viene chiuso
verso il negativo quando scatta l'allarme, è possibile collegare i collettori in wired and, con un filo che
connette tutti i collettori, l'alimentazione di corrente e l'ingresso di rilevamento corrente.
- Sensori con uscita a livello logico: questi sensori vanno alimentati
tramite due fili collegati al positivo
e al negativo di alimentazione sensori del relativo ramo di alimentazione. Se il livello logico di uscita
va a 1 (tensione positiva) quando
settembre 2001 - Elettronica In
S O G L I E D E I S E N S O R I A V A R I A Z I O N E DI C O R R E N T E
Per utilizzare sensori a variazione di corrente, tra il morsetto di rilevamento corrente e il negativo del ramo di alimentazione va collegata una resistenza necessaria per programmare la soglia di corrente pari alla media delle correnti assorbite dal
sensore a riposo e in allarme. Le correnti vanno misurate nelle condizioni di massima e minima tensione di alimentazione
(rispettivamente 12,5 e 9 volt) e bisogna utilizzare per i calcoli le correnti a riposo e in allarme aventi fra loro la differenza minima. Ad esempio, se abbiamo un sensore che assorbe a riposo 11 mA a 9 volt e 14 mA a 12,5 volt, e in allarme 4
mA a 9 volt e 5 mA a 12,5 volt, le correnti a riposo e in allarme aventi fra loro la differenza minima sono rispettivamente
11 mA e 5 mA. Osserviamo che 11 mA è più del doppio di 5 mA, pertanto è possibile utilizzare questo sensore come sensore con variazione di assorbimento. Di queste correnti dobbiamo prima di tutto calcolare la media: (11 + 5) : 2 = 16 : 2 =
8 mA. Per ottenere una corrente di soglia di 8 mA, il calcolo è: R = 600 : (8 - 0,1) = 600 : 7,9 = 75,95 ohm, che possiamo
arrotondare a 82 ohm (valore standard più vicino). Con 82 ohm, la corrente di soglia è: I = 600 : 82 + 0,1 = 7,32 + 0,1 =
7,33 mA, valore abbastanza vicino a quello che volevamo ottenere. Con questo tipo di collegamento si risparmiano fili e
normalmente anche corrente, prolungando così l'autonomia dell’intero sistema. Nel caso in cui il sensore con uscita normalmente chiusa e assorbimento che non arriva a dimezzarsi in caso di allarme, si può alimentare tramite l'uscita una opportuna resistenza il cui valore si calcola così: R = 9 : (2 x Iall - Irip) dove R è la resistenza in KOhm, 9 è la minima tensione
di alimentazione in volt, Irip è la corrente a riposo assorbita dal sensore e Iall è la corrente in allarme. Ad esempio, se il
nostro sensore assorbe a riposo 12 mA e in allarme 10 mA, otteniamo: R = 9 : [2 x 10 - 12 ] = 9 : [20 - 12] = 9 : 8 = 1,13
KOhm ovvero 1130 ohm, che arrotondiamo al valore standard inferiore (1000 ohm). Questo porta l'assorbimento a riposo
a: I = Irip + 9 : R = 12 + 9 : 1 = 12 + 9 = 21 mA. L'assorbimento a riposo è aumentato, però bisogna anche considerare che
risparmiamo la corrente che avrebbe dovuto circolare nel circuito dei contatti. Quando il sensore va in allarme, smette di
alimentare questa resistenza e perciò l'assorbimento si riduce alla metà o meno, ed è agevolmente rilevabile dalla centralina. Se invece il sensore aumenta l'assorbimento in caso di allarme, è possibile collegarne vari in parallelo, purché allo scatto di un sensore si abbia almeno un raddoppiamento della corrente assorbita totale. Nel caso in cui la corrente assorbita dai
sensori non abbia una variazione sufficiente e l'uscita dei sensori sia normalmente aperta, si può aumentarla pilotando attraverso l'uscita di allarme una resistenza di opportuno valore. Questa resistenza si calcola con la formula: R = 9 : [(N + 1) x
Irip - Iall] dove R è la resistenza in KOhm, 9 è la minima tensione di alimentazione in volt, N è il numero di sensori collegati in parallelo, Irip è la corrente a riposo assorbita da ciascun sensore e Iall è la corrente in allarme assorbita da un sensore. Ad esempio, se vogliamo collegare in parallelo 4 sensori che a riposo assorbono 5 mA ciascuno, e in allarme 11 mA,
otterremo: R = 9 : [(4 + 1) x 5 - 11] = 9 : [5 x 5 - 11 ] = 9 : [25 - 11] = 9 : 14 = 0,64 ovvero 640 ohm, che arrotondiamo
al valore standard inferiore (560 ohm). Perciò dobbiamo alimentare, con l'uscita di allarme normalmente aperta di ciascuno dei 4 sensori, una resistenza da 560 ohm 0,5 watt. La corrente totale a riposo è: I = N x Irip = 4 x 5 = 20 mA; la corrente totale quando uno dei sensori va in allarme è: I = (N - 1) x Irip + Iall + 9 : R = (4 - 1) x 5 + 11 + 9 : 0,56 = 3 x 5 +
11 + 16,07 = 15 + 11 + 16,07 = 42,07 mA cioè oltre il doppio della corrente a riposo, come desideravamo. Questo collegamento non fa aumentare la corrente a riposo, il che ci dà il vantaggio di non ridurre l'autonomia.
scatta l'allarme, è possibile collegare su ogni uscita l'anodo di un
diodo, poi collegare tutti i catodi in
parallelo con un filo che, attraverso
una resistenza di limitazione da 1015 KOhm, porti il segnale sull'ingresso di rilevamento corrente.
- Sensori con variazione di assorbimento di corrente in caso di
allarme: praticamente tutti i sensori presentano una variazione di
assorbimento di corrente (in meno
o in più) quando vanno in allarme:
ad esempio, un sensore con uscita a
relè normalmente attratto riduce
notevolmente il suo assorbimento
quando toglie alimentazione al relè
per commutare il contatto e attivare
l'allarme. Nel caso in cui questa
variazione di assorbimento sia troppo piccola, è possibile aumentarla
PER IL MATERIALE
Tutto il materiale necessario per realizzare la centrale antifurto via filo è facilmente reperibile in
qualsiasi negozio di componentistica elettronica. Fanno eccezione il circuito stampato che va
autocostruito utilizzando la traccia rame riportata in queste pagine e il microcontrollore che va
programmato utilizzando il file antif.hex disponibile in internet all’indirizzo:
www.futuranet.it/Download/download.htm. Nella stessa area sono scaricabili tutti i file sorgenti
(accuratamente commentati) utilizzati per gestire l’antifurto: antif.asm; 1200def.inc; alarm.inc;
butt_eh.inc; buzzer.inc; eeprom.inc; int.inc; mai_tim.inc; maint_eh.inc; mainten.inc.
Elettronica In - settembre 2001
67
le connessioni esterne
Per quanto riguarda le connessioni esterne è importante tenere presente che il circuito va alimentato direttamente
dalla rete a 220V utilizzando un trasformatore con secondario a 15 Volt. I morsetti 3 e 4 possono essere collegati
all’impianto di massa della casa mentre il 5 ed il 6 vanno rispettivamente connessi al positivo ed al negativo di
una batteria tampone che serve in caso di mancanza di corrente o taglio dei fili della rete a 220 Volt. I contatti del
relè possono essere utilizzati per attivare una sirena a caduta di positivo (come mostrato in figura) e un combinatore telefonico automatico che, ricevuta la tensione di alimentazione, attiva la chiamata ad un numero precedentemente impostato. Ai due gruppi di sensori, quattro per ramo, possono essere collegati sensori normalmente aperti
o normalmente chiusi; ad ogni ingresso si possono collegare più sensori posti come mostra la figura: in serie se si
tratta di contatti normalmente chiusi o in parallelo se questi dispongono di contatti normalmente aperti. Il morsetto “Trip button” indica il pulsante di programmazione / attivazione / disattivazione. Questo può essere sostituito da
un ricevitore per radiocomando o un qualsiasi sistema di sicurezza che consenta di chiudere un contatto normalmente aperto. Infine il morsetto “Buzzer” consente di collegare un cicalino necessario per ottenere un riscontro
nelle fasi di programmazione e una diagnostica del sistema oltre che per rivelare le zone di allarme.
alimentando una resistenza attraverso l'uscita di allarme. Questo
collegamento è valido anche per
sensori con uscita a collettore aperto e sensori con uscita a livello logico. Se la variazione è almeno tale
da far raddoppiare o dimezzare la
corrente assorbita, si può collegare
il sensore con due soli fili, tra il
positivo di alimentazione sensori
68
del relativo ramo e il morsetto di
rilevamento corrente. Questo tipo
di connessione, a causa dei condensatori di filtro contenuti nel sensore,
è sensibile ai rapidi sbalzi nella tensione di alimentazione provocati
dall'improvvisa mancanza di tensione di rete associata con la presenza di un accumulatore poco efficiente. Consigliamo pertanto di
sostituire l'accumulatore quando la
centralina ne segnala l'avaria, onde
evitare falsi allarmi.
Tra il morsetto di rilevamento corrente e il negativo del ramo di alimentazione va collegata una resistenza per programmare la soglia di
corrente pari alla media delle correnti assorbite dal sensore (o dal
gruppo di sensori, se ne abbiamo
settembre 2001 - Elettronica In
collegati in parallelo più di uno
all'ingresso) a riposo e in allarme.
Le correnti vanno misurate nelle
condizioni di massima e minima
tensione di alimentazione (rispettivamente 12,5 e 9 volt) e bisogna
utilizzare per i calcoli le correnti a
riposo e in allarme aventi fra loro la
differenza minima (vedi box esemplificativo).
IL MORSETTO
DI TERRA
Collegando al filo di terra dell'impianto elettrico il morsetto di terra
della centralina, si ottiene la scarica
a terra dei disturbi di alimentazione, riducendo la possibilità, peraltro
remota, di falsi allarmi e ottimizzando il funzionamento del pulsante di comando. Questo collegamento inoltre fa scattare l'interruttore
differenziale (detto anche "salvavita") dell'impianto elettrico in caso
traccia rame in dimensioni reali
di contatto del filo di fase con la
massa del circuito e vari altri morsetti, aumentando così la sicurezza
e riducendo la possibilità di danni
in caso di tentativi di sabotaggio.
Nel caso in cui non si possa effettuare questo collegamento a terra o
come complemento ad esso, un
accorgimento utile per ridurre i disturbi di alimentazione è il seguente:
Elettronica In - settembre 2001
senza aver ancora collegato il filo di
terra alla centralina, collegare i 220
volt al primario del trasformatore di
alimentazione e toccare un filo del
secondario con un cercafase; scambiare i due fili dei 220 volt sul primario e ripetere la prova con il cercafase. Il collegamento corretto è
quello in cui la piccola lampada del
cercafase non si accende, o si
accende più debolmente. E’ bene
considerare che se si utilizzano
contatti non sigillati e non in metallo nobile, è consigliabile collegare a
terra anche il morsetto di protezione galvanica anti-ossidazione dei
contatti. I circuiti dei contatti vengono così portati a un potenziale
elettrico negativo rispetto a terra, e
questo ne ostacola l’ossidazione.
69
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7 -12Vdc - 20mA
8,5x8,5x10mm
sistema
standard
CCIR (B/N)
1/3” CMOS
380 Linee TV
0,5 Lux (F1.2)
f=5 mm, F4.5
PIN-HOLE
12Vdc - 50mA
27,5x17x18mm
sistema
standard
PAL (colori)
1/3” CMOS
380 Linee TV
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f=5 mm, F4.5
PIN-HOLE
12Vdc - 50mA
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f=3,6mm
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1/3” CMOS
380 Linee TV
1,5 Lux (F2.0)
sistema standard
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1/4” CMOS
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8Vdc - 100mA
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Confezione completa di
alimentatore da rete.
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Tipo:
Mod
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CCD
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Tipo:
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Mod
el
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LORI
Tipo:
Elemento sensibile:
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Sensibilità:
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sistema standard CCIR
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f=3,6 mm, F2.0
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Stesso modello con ottica:
• f=2,5 mm FR72/2.5 € 48,00
• f=2,9 mm FR72/2.9 € 48,00
• f=6 mm FR72/6 € 48,00
• f=8 mm FR72/8 € 48,00
• f=12 mm FR72/12 € 48,00
• f=16 mm FR72/16 € 48,00
FR89 - Euro 95,00
sistema standard PAL
1/4” CCD
380 Linee TV
0,2 Lux (F1.2)
f=3,7 mm, F2.0
12Vdc - 80mA
32x32x32mm
Stesso modello con
ottica:
•f=2,9mm
FR89/2.9 € 95,00
FR72/PH - Euro 46,00
FR72/C - Euro 46,00
sistema standard CCIR
1/3” CCD
400 Linee TV
0,5 Lux (F2.0)
f=3,7 mm, F3.5
12Vdc - 110mA
32x32x20mm
sistema standard CCIR
1/3” CCD
400 Linee TV
in funzione dell’obiettivo
12Vdc - 110mA
32x32mm
FR89/PH - Euro 95,00
FR89/C - Euro 95,00
sistema standard PAL
1/4” CCD
380 Linee TV
1 Lux (F1.2)
f=5,5 mm, F3.5
12Vdc - 80mA
32x32x16mm
sistema standard PAL
1/4” CCD
380 Linee TV
0,5 Lux (F1.2)
12Vdc - 80mA
32x34x25mm
FR72/LED - Euro 50,00
Il modulo dispone
di attacco standard
per obiettivi di tipo
C/CS.
sistema standard CCIR
1/3” CCD
400 Linee TV
0,01 Lux
f=3,6 mm, F2.0
12Vdc - 150mA
55x38mm
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Il modulo dispone di
attacco standard per sistema standard PAL
obiettivi di tipo
1/4” CCD
C/CS.
380 Linee TV
2 Lux (F2.0)
f=3,7 mm, F2.0
12Vdc - 65mA
26x22x30mm
Stesso modello con
ottica:
•f=5,5mm
FR168/PH € 110,00
Tutti i prezzi sono da intendersi IVA inclusa.
CORSO PROGRAMMAZIONE AVR
CORSO DI
PROGRAMMAZIONE
MICROCONTROLLORI
-- ATMEL AVR -Lo scopo di questo Corso è quello
di presentare i microcontrollori
Flash della famiglia ATMEL
AVR. Utilizzando una semplice
demoboard completa di
programmatore in-circuit
impareremo ad utilizzare
periferiche come display a 7
segmenti, pulsanti, linee seriali,
buzzer e display LCD.
I listati dimostrativi che andremo
via via ad illustrare saranno
redatti dapprima nel classico
linguaggio Assembler e poi nel
più semplice ed intuitivo Basic.
Terza puntata.
a cura di Matteo Destro
l microcontrollore AT90S8515
dispone di quattro porte di I/O a 8
bit classificate come portA, portB,
portC e portD. Le porte di I/O sono
necessarie al micro per potere colloquiare con il mondo esterno, ad esempio se si volesse collegare un convertitore Analogico Digitale è necessario
che il micro disponga di alcuni pin per
potere effettuare il collegamento al
dispositivo in questione. Ognuna di
queste porte di I/O è formata da vettori
di 8 bit ciascuna, e alcune di esse sono
"programmabili". Con questo termine si
intende che particolari pin della porta
possono essere usati per scopi specifici,
ad esempio il portB dispone di una
Elettronica In - settembre 2001
71
INDIRIZZI ESADECIMALI
DELLE PORTE I/O
PORTA
PORTB
PORTC
PORTD
PORT
$H3B
$H38
$H35
$H32
DDR
$H3A
$H37
$H34
$H31
PIN
$H39
$H36
$H33
$H30
programma in assembler, infatti se si vuole scrivere nel registro DDRA sarà sufficiente utilizzare le
istruzioni:
LDI r16 , 0xff
OUT DDRA, r16
che assegnano al registro r16 il valore esadecimale
FF e lo si trasferiscono al registro DDRA.
In questo modo è stata impostata la portA come
Schema elettrico di un pin del portA.
72
settembre 2001 - Elettronica In
CORSO PROGRAMMAZIONE AVR
interfaccia seriale ( SPI ) a quattro fili. Se il micro
viene programmato in modo corretto si ha che la
logica interna provvederà a utilizzare i suddetti pin
della porta di I/O per eseguire un interfacciamento
seriale a 4 fili con un’altra periferica che usa lo
stesso protocollo di comunicazione. I restanti 4 bit
della porta di I/O possono essere usati per qualsiasi altro scopo. Ogni porta di I/O viene pilotata attraverso l'utilizzo di tre registri che sono chiamati
Data Register, Data Direction Register e Input
Pins Address.
Per utilizzare la portA, come per le altre, vengono
assegnate tre locazioni di memoria di I/O, una allocazione per ogni registro. Ad ogni allocazione di
memoria viene assegnato un nome mnemonico. Il
registro dei dati viene chiamato PORTA (indirizzo
esadecimale 3BH), il registro che indica la direzione del dato, in o out, viene chiamato DDRA (indirizzo 3AH) mentre il registro Input Pins Address
viene chiamato PINA (indirizzo 39H). Questi nomi
(PORTA, DDRA e PINA) vengono usati quando si
CORSO PROGRAMMAZIONE AVR
Port Pin
PB0
PB1
PB2
PB3
PB4
PB5
PB6
PB7
PORT B
Alternate Functions
T0 (Timer/Counter 0 external input)
T1 (Timer/Counter 1 external input)
AIN0 (Analog comparator pos input)
AIN1 (Analog comparator neg input)
/SS (SPI Slave Select input)
MOSI (SPI Bus Master Out/Slave In)
MISO (SPI Bus Master In/Slave Out)
SCK (SPI Bus Serial Clock)
porta di uscita. In definitiva: il registro PORTA
serve per mandare in uscita dei dati, il registro
PINA serve per acquisirli mentre il registro DDRA
serve per indicare la direzione del dato, o meglio la
direzione che ogni singolo bit della porta può assumere. Lo schema elettrico di un singolo bit della
portA è visualizzato nel box presente in queste
pagine. Per quanto riguarda il portB abbiamo che
il numero di registri è lo stesso solo che cambia il
loro indirizzamento all'interno della memoria di
I/O (vedi tabella). I registri vengono utilizzati a
livello di assembler nello stesso modo del portA,
però la differenza sta nel fatto che alcuni Bit possono essere utilizzati per scopi particolari.
Analizzando la tabella pubblicata osserviamo,
come accennato in precedenza, le funzioni che si
possono assegnare al portB.
PORT D
Port Pin
PD0
PD1
PD2
PD3
PD5
PD6
PD7
Alternate Functions
RXD (UART Input line)
TXD (UART Output line)
INT0 (External interrupt 0 input)
INT1 (External interrupt 1 input)
OC1A (Timer/Counter1 Out compareA)
/WR (Write strobe to external memory)
/RD (Read strobe to external memory)
Va osservato che in questo caso lo schema di ogni
Bit della porta è diverso, cioè lo schema circuitale
per il Pin0 della portB sarà diverso dallo schema
circuitale del Pin1 e così via proprio per le caratteristiche diverse dei vari pin. Per rendersi conto di
ciò è sufficiente andare a vedere il Data-Sheet. Il
portC è identico al portA, invece il portD ha
anch’esso dei pin programmabili per scopi particolari legati all’utilizzo dell’UART, di memorie e
interrupt esterni.
CONTATORI
All'interno del micro AT90S8515 troviamo integrati due contatori, uno a 8 bit e l'altro a 16 bit. In
realtà la logica permette di impostare il sistema sia
come contatore che come temporizzatore. Ciò
Schema a blocchi dei contatori ad 8 e 16 bit.
Elettronica In - settembre 2001
73
CS11 e CS12). Questi bit di selezione vengono
memorizzati dal programmatore all’interno di un
registro a 8 bit di cui si usano i tre bit meno significativi, il registro si chiama TCCR0. E’ bene
osservare che il Contatore a 8 bit è un up-counter
Schema circuitale
del contatore a 8 bit.
interrupt del contatore); oppure può essere usato
come temporizzatore ed è quindi in grado di contare degli impulsi di clock del sistema e di dare un
segnale di interrupt dopo un predeterminato numero di impulsi di clock.
Ogni contatore può usufruire di una logica interna
che fa da PRESCALER, cioè divisore di frequenza. Circuitalmente si presenta come mostrato
in figura (Schema a blocchi dei contatori ad 8 e 16
bit). Nel circuito si notano il prescaler e due multiplexer necessari per portare il segnale o al contatore a 8 bit (TCK0) oppure al contatore a 16 bit
(TCK1). Entrambi i multiplexer sono programmabili usando i tre bit CS00, CS01 e CS02. La tabella a lato mostra la corrispondenza tra il i valori
logici dei tre bit e il tipo di segnale applicato al contatore: si può selezionare il clock interno, processato o non processato dal prescaler, oppure un segnale esterno presente sul piedino T0. Sul segnale T0
si può scegliere se essere sensibili sul fronte di salita oppure sul fronte di discesa del segnale. La tabella pubblicata è valida per il contatore a 8 Bit. Per il
contatore a 16 bit, è identica, cambiano solo i pin di
selezione (CS00, CS01 e CS02 diventano CS10,
74
e il valore del conteggio viene memorizzato nel
registro TCNT0. Analizzando lo schema circuitale
del contatore notiamo i due registri a 8 bit TIMSK
e TIFR; questi registri servono per gestire gli eventi di interrupt del contatore. Per quanto riguarda il
contatore a 8 bit viene utilizzato il Bit1 del registro
TIMSK. Quando questo è a livello logico alto,
insieme al bit I dello Status Register, abbiamo che
l’interrupt di overflow del contatore è stato abilitato e di conseguenza se ci sarà “traboccamento”
da parte del contatore, verrà eseguita la corrispon-
Impostazione del prescaler del contatore ad 8 bit
CS02 CS01 CS00
0
0
0
0
0
1
0
1
0
0
1
1
1
0
0
1
0
1
1
1
0
1
1
1
Description
Stop the timer/counter0
CK
CK/8
CK/64
CK/256
CK/1024
External Pin T0, falling edge
External Pin T0, rising edge
settembre 2001 - Elettronica In
CORSO PROGRAMMAZIONE AVR
significa che, se il componente è settato come contatore, allora è in grado di accettare degli impulsi
esterni e di interrompere il programma principale
dopo un certo numero di impulsi stabiliti dal programmatore (praticamente c’è stata una richiesta di
CORSO PROGRAMMAZIONE AVR
dente routine (che sarà allocata all'indirizzo 007H).
Del registro TIFR viene usato il Bit 1, questo va a
livello logico alto quando avviene un overflow e
viene resettato dall’hardware dopo che è stata eseguita la routine corrispondente alla richiesta di
valore della soglia, si riesce a cambiare la durata
dell'impulso in uscita e quindi, continuando a
variare la soglia, si genera una forma d’onda PWM.
La soglia deve essere fatta variare prima che incontri il segnale triangolare (vedi figura) pena la gene-
Modulazione PWM realizzata tramite il contatore a 16 bit.
interrupt. Il contatore a 16 bit invece è più complesso del precedente e di conseguenza permette di
realizzare più procedure. Una di questa è la modulazione PWM (Pulse Width Modulation), e può
essere realizzata a 8, 9 o a 10 bit. Grazie al fatto che
il contatore a 16 bit è di tipo up/down, quindi può
contare sia in avanti che all’indietro, è possibile
generare una sorta di onda triangolare (vedi figura
sopra) ottenuta facendo salire il contatore fino al
suo massimo valore e, sempre ad intervalli di
tempo costanti, farlo contare all’indietro fino ad
arrivare a zero e di seguito ricominciare l’incremento. Questa peculiarità viene usata per generare
la modulazione PWM che consiste nel cambiare il
duty cycle di un’onda quadra in base ad un
segnale modulante rappresentato dal valore di
comparazione (Compare Value).
Per capirne il funzionamento bisogna osservare la
figura relativa: ogni volta che il segnale triangolare
viene a trovarsi al di sotto del valore di riferimento
(la riga tratteggiata) viene generato un cambiamento di fronte sul segnale OC1X. La forma d’onda
triangolare rappresenta quindi l’andamento nel
tempo del contatore. Si intuisce che cambiando il
Elettronica In - settembre 2001
razione di un Glitch che rappresenta un disturbo
indesiderato.
WATCHDOG
Il watchdog è un temporizzatore particolare che
viene usato nei sistemi a microprocessore come
sistema di sicurezza per evitare che il programma
vada in stallo e quindi che il sistema si blocchi in
una situazione non prevista dal programmatore. In
pratica il watchdog interviene e resetta il microcontrollore se non viene resettato tramite l’istruzione WDR (WatchDog Reset) entro il tempo stabilito
dai pin 0, 1 e 2 del registro WDTCR. Il watchdog
dei microcontrollori AVR viene temporizzato da un
clock interno a 1 MHz, questo ci fa capire che può
funzionare anche in assenza del clock di sistema
perché è indipendente da esso. Il dispositivo viene
programmato attraverso il registro WDTCR tramite l’utilizzo dei primi 5 bit; vediamo ora di capirne
il funzionamento analizzandoli in maniera dettagliata. I bit 0, 1 e 2, come abbiamo già accennato,
servono per stabilire il tempo che deve trascorrere
prima che il watchdog resetti il micro. Questo
75
WDT
Typ. Time-out Typ. Time-out
WDP2 WDP1 WDP0 Oscillator cycle (Vcc=3V)
(Vcc=5V)
0
0
0
16K cycles
47 ms
15 ms
0
0
1
32K cycles
94 ms
30 ms
0
1
0
64K cycles
0,19 s
60 ms
0
1
1
128K cycles
0,38 s
0,12 s
1
0
0
256K cycles
0,75 s
0,24 s
1
0
1
512K cycles
1,5 s
0,49 s
1
1
0
1024K cycles
3,0 s
0,97 s
1
1
1
2048K cycles
6,0 s
1,9 s
tempo dipende anche dall’alimentazione del micro
e può variare da circa 12 ms (WDP0 = 0, WDP1 =
0, WDP2 = 0 e alimentazione Vcc=3V) fino a circa
6 s (WDP0 = 1, WDP1 = 1, WDP2 = 1 e alimentazione Vcc=5V). Il bit 4 (WDTOE = Watch Dog
Turn Off Enable) ed il bit 5 (WDE) servono per
disabilitare la funzione di watchdog: essendo un
sistema di sicurezza, utilizzare un solo bit di abilitazione / disabilitazione sarebbe stato troppo
rischioso visto che non si può sapere come si comporta un programma in “avaria” . Per evitare, quin-
di, disabilitazioni involontarie, è necessario seguire
una precisa sequenza di disabilitazione del watchdog: bisogna prima settare (porre ad 1 logico) sia
WDTOE che WDE e, successivamente, per i 4
cicli di clock successivi resettare WDE: in questo
modo viene disabilitato il watchdog.
Osservando lo schema del Watchdog si notano: l’oscillatore indipendente da 1 MHz, un prescaler e un
multiplexer. I tre bit di controllo vanno ad agire
proprio sul multiplexer per selezionare le temporizzazioni per il reset.
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settembre 2001 - Elettronica In
CORSO PROGRAMMAZIONE AVR
Schema
circuitale
del watch dog
e relativa
tabella di
prescaler.
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VM1
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Potenza RMS
musicale max
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Impedenza
Dissipatore Contenitore
di uscita
Alimentazione
Note
Prezzo
-
3W / 4 ohm
4 / 8 ohm
SI
NO
6-15 VDC
modulo
10,00
K4001
kit
mono
TDA2003
7W
3,5W / 4ohm
4 / 8 ohm
SI
NO
6-18 VDC
modulo
11,00
VM114
montato
mono
TDA2003
7W
3,5W / 4ohm
4 / 8 ohm
SI
NO
6-18 VDC
modulo
14,00
FT28-1K
kit
mono
TDA7240
-
20W/4ohm
4 / 8 ohm
SI
NO
10-15 VDC
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FT28-2K
kit
stereo
2 x TDA7240
-
2 x 20W/4ohm
4 / 8 ohm
SI
NO
10-15 VDC
booster auto
18,00
K4003
kit
stereo
TDA1521
2 x 30W
2 x 15W/4ohm
4 / 8 ohm
SI
NO
2 x 12 VAC
modulo
27,50
VM113
montato
stereo
TDA1521
2 x 30W
2 x 15W/4ohm
4 / 8 ohm
SI
NO
2 x 12 VAC
modulo
29,00
FT104
kit
mono
LM3886
150W
60W / 4ohm
4 / 8 ohm
NO
NO
±28 VDC
21,50
FT326K
kit
mono
TDA1562Q
70W
40W / 4ohm
4 / 8 ohm
NO
NO
8-18 VDC
FT15K
kit
mono
K1058/J162
150W
140W / 4ohm
4 / 8 ohm
NO
NO
±50 VDC
FT15M
montato
mono
K1058/J162
150W
140W / 4ohm
4 / 8 ohm
NO
NO
±50 VDC
K8060
kit
mono
TIP142/TIP147
200W
100W / 4ohm
4 / 8 ohm
NO
NO
2 x 30 VAC
modulo
modulo
classe H
modulo
MOSFET
modulo
MOSFET
modulo
VM100
montato
mono
TIP142/TIP147
200W
100W / 4ohm
4 / 8 ohm
SI
NO
K8011
kit
mono
4 x EL34
-
90W / 4-8ohm
4 / 8 ohm
SI
NO
K3503
kit
stereo
TIP41/TIP42
2 x 100W
4 / 8 ohm
SI
SI
K4004B
kit
mono/
stereo
TDA1514A
200W
4 / 8 ohm
SI
SI
±28 VDC
-
80,00
K4005B
kit
mono/
stereo
TIP142/TIP147
400W
4 / 8 ohm
SI
SI
±40 VDC
-
108,00
K4010
kit
mono
2 x IRFP140 /
2 x IRFP9140
2 x 50W / 4ohm
2 x 50W / 4ohm
(100W / 8ohm,
ponte)
2 x 50W / 4ohm
(200W / 8ohm,
ponte)
300W
155W / 4ohm
4 / 8 ohm
SI
NO
230 VAC
(alimentatore compreso)
MOSFET
228,00
4 / 8 ohm
SI
SI
230 VAC
(alimentatore compreso)
MOSFET
510,00
4 / 8 ohm
SI
SI
MOSFET
285,00
K4020
kit
mono/
stereo
4 x IRFP140 /
4 x IRFP9140
600W
2 x 155W / 4ohm
(300W / 8ohm,
ponte)
K8040
kit
mono
TDA7293
125W
90W / 4ohm
K8010
kit
mono
4 x KT88
-
65W / 4-8ohm
4 / 8 ohm
SI
SI
M8010
montato
mono
4 x KT88
-
65W / 4-8ohm
4 / 8 ohm
SI
SI
K4040
kit
stereo
8 x EL34
-
2 x 90W / 4-8ohm
4 / 8 ohm
SI
K4040B
kit
stereo
8 x EL34
-
2 x 90W / 4-8ohm
4 / 8 ohm
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230 VAC
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Elettronica In - settembre 2001
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lettori. Gli annunci verranno pubblicati esclusivamente se completi di indirizzo e numero di
telefono. Il testo dovrà essere scritto a macchina o in stampatello e non dovrà superare le
30 parole. La Direzione non si assume alcuna
responsabilità in merito al contenuto degli
stessi ed alla data di uscita. Gli annunci vanno
inviati al seguente indirizzo: VISPA EDIZIONI snc, rubrica “ANNUNCI”, v.le Kennedy
98, 20027 RESCALDINA (MI). E’ anche possibile inviare il testo via fax al numero 0331578200 oppure tramite INTERNET connettendosi al sito www.elettronicain.it.
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Sistemi professionali GPS/GSM
Localizzatore GPS/GSM
portatile
FT596K (premontato) - Euro 395,00
Produciamo e distribuiamo sistemi di controllo e sorveglianza remoti basati su reti GSM
e GPS. Oltre ai prodotti standard illustrati in questa pagina, siamo in grado di progettare
e produrre su specifiche del Cliente qualsiasi dispositivo che utilizzi queste tecnologie.
Tutti i nostri prodotti rispondono alle normative CE e RTTE.
Localizzatore miniatura
GPS/GSM con
batteria inclusa
Localizzatore GPS/GSM
GPRS con batteria
e microfono inclusi
WEBTRAC4S - Euro 645,00
G19B - Euro 499,00
Unità di localizzazione remota GPS/GSM di dimensioni
particolarmente contenute ottenute grazie all'impiego di un
modulo Wavecom Q2501 che integra sia la sezione GPS che
quella GSM. L'apparecchio viene fornito premontato e
comprende il localizzatore vero e proprio, l'antenna GPS,
quella GSM ed i cavi adattatori d'antenna. La tensione di
alimentazione nominale è di 3,6V, tuttavia è disponibile
separatamente l’alimentatore switching in grado di funzionare con una tensione di ingresso compresa tra 5 e 30V
(FT601M - Euro 25,00) che ne consente l’impiego anche in
auto. I dati vengono inviati al cellulare dell'utente tramite
SMS sotto forma di coordinate (latitudine+longitudine) o
mediante posta elettronica (sempre sfruttando gli SMS).
In quest'ultimo caso è possibile, con delle semplici applicazioni web personalizzate, sfruttare i siti Internet con cartografia per visualizzare in maniera gratuita e con una semplice connessione Internet (da qualsiasi parte del mondo) la
posizione del target e lo spostamento dello stesso all'interno
di una mappa. Sono disponibili per questo apparato sistemi
autonomi di alimentazione (pacchi di batterie al litio) che
consentono, unitamente a speciali magneti, di effettuare
l’installazione in pochi secondi su qualsiasi veicolo.
Ulteriori informazioni sui nostri siti www.futurashop.it e
www.gpstracer.net.
Dispositivo di localizzazione personale e veicolare di ridottissime dimensioni. Integra un modem cellulare GSM, un
ricevitore GPS ad elevata sensibilità ed una fonte autonoma
di alimentazione (batteria al litio). I dati relativi alla posizione vengono inviati tramite SMS ad intervalli programmabili a uno o più numeri di cellulare abilitati. Questi dati possono essere utilizzati anche da appositi programmi web che
consentono, tramite Internet, di visualizzare la posizione del
target su mappe dettagliate.
MODALITA' DI FUNZIONAMENTO
Invio di SMS ad intervalli predefiniti: l'unità invia ai
numero telefonici abilitati un messaggio con le coordinate ad
intervalli di tempo predefiniti, impostabili tra 2 e 120 minuti. Gli SMS contengono l'identificativo dell'unità con i dati
relativi alla posizione, velocità e direzione nel formato prescelto.
Polling: l'unità può essere chiamata da un telefono il cui
numero sia stato preventivamente memorizzato; al chiamante viene inviato un SMS con tutti i dati relativi alla posizione
del dispositivo.
Polling SMS: Inviando un apposito SMS è possibile ottenere un messaggio di risposta contenente le informazioni relative alla cella GSM in cui l'unità remota è registrata. Questa
funzione consente di sapere (in maniera molto
più approssimativa) dove si trova il dispositiSERVIZIO WEB
vo anche quando non è disponibile il segnaG
RA
TU
le della costellazione GPS.
IT
O
A quanti acqu
istano una no
Emergenza: Questa funzione fa capo al
stra unità
remota GPS/
GSM diamo
pulsante Panic dell'unità remota: premendo
la possibilità
di utilizzare
gratuitament
il pulsante viene inviato ad un massimo di tre
e il nostro
servizio di loc
alizzazione
numeri
telefonici preprogrammati un SMS di
su web
all’indirizzo:
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richiesta di aiuto contenente anche i dati sulla
er.net.
Potrete così,
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posizione.
ernet, e
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visualizzare
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veicolo su un
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Tutti i prezzi si intendono IVA inclusa.
Sistema di localizzazione personale e veicolare di ridottissime dimensioni. Si differenzia dal modello standard (G19B)
per la possibilità di utilizzare connessioni GPRS (oltre alle
normali GSM) e per la disponibilità di un microfono integrato ad elevata sensibilità. I dati relativi alla posizione vengono
inviati tramite la rete GPRS o GSM mediante SMS o email.
Funzione panico e parking. Possibilità di utilizzare servizi
web per la localizzazione tramite pagine Internet.
MODALITA' DI FUNZIONAMENTO
Invio dei dati di localizzazione tramite rete GPRS e
web server: l'unità remota è connessa costantemente alla
rete GPRS ed invia in tempo reale i dati al web server; è così
possibile conoscere istante dopo istante la posizione del
veicolo e la sua direzione e velocità con un costo particolarmente contenuto dal momento che nella trasmissione a pacchetto (GPRS) vengono addebitati solamente i dati inviati ed
in questo caso ciascun pacchetto che definisce la posizione è
composto da pochi byte.
Ascolto ambientale tramite microfono incorporato:
chiamando il numero dell'unità remota, dopo otto squilli,
entrerà in funzione il microfono nascosto consentendo di
ascoltare tutto quanto viene detto nell'ambiente in cui opera
il dispositivo. Utilizzando un'apposita cuffia/microfono sarà
possibile instaurare una conversazione voce bidirezionale
con l'unità remota. La sensibilità del microfono è di -24dB.
Emergenza: Questa funzione fa capo al pulsante Panic dell'unità remota: premendo il pulsante viene inviato in continuazione al web server un messaggio di allarme con i dati
della posizione ed a tutti i numeri telefonici memorizzati un
SMS di allarme con le coordinate fornite dal GPS.
Park/Geofencing: tale modalità di funzionamento può
essere attivata sia con l'apposito pulsante che mediante
l'invio di un SMS. Questa funzione - attivata solitamente
quando il veicolo viene posteggiato - determina l'interruzione dell'invio dei dati relativi alla posizione. Qualora il
veicolo venga spostato e la velocità superi i 20 km/h, la trasmissione riprende automaticamente con una segnalazione
d'allarme. Qualora la connessione GPRS non sia disponibile,
vengono inviati SMS tramite la rete GSM.
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con antenna integrata
Via Adige, 11 -21013 Gallarate (VA)
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Maggiori informazioni su questi prodotti e su tutti
le altre apparecchiature distribuite sono disponibili
sul sito www.futuranet.it tramite il quale è anche
possibile effettuare acquisti on-line.
Sistema di controllo remoto bidirezionale che sfrutta la rete GSM per le attivazioni ed i controlli.
Configurabile con una semplice telefonata, dispone di due uscite a relè (230Vac/10A) con
funzionamento monostabile o bistabile e di due ingressi di allarme optoisolati. Possibilità di
memorizzare 8 numeri per l'invio degli allarmi e 200 numeri per la funzionalità apricancello. Tutte
le impostazioni avvengono tramite SMS. Alimentazione compresa tra 5 e 32 Vdc, assorbimento
massimo 500mA. Antenna GSM bibanda integrata. GSM: Dual Band EGSM 900/1800 MHz (compatibile con ETSI GSM Phase 2+ Standard); dimensioni: 98 x 60 x 24 (L x W x H) mm.
Il prodotto viene fornito già montato e collaudato.
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500mA. Antenna GSM bibanda integrata.
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Caratteristiche tecniche:
! GSM: Dual Band EGSM 900/1800 MHz (compatibile con ETSI GSM Phase 2+ Standard);
! Potenza di uscita:
Class 4 (2W @ 900 MHz);
Applicazioni tipiche:
Class 1 (1W @ 1800 MHz).
! Temperatura di funzionamento: -10°C ÷ +55°C;
In modalità SMS
! Peso: 100 grammi circa;
! Impianti antifurto per immobili civili ed industriali
! Dimensioni: 98 x 60 x 24 (L x W x H) mm;
! Impianti antifurto per automezzi
! Alimentazione: 5 ÷ 32 Vdc;
! Controllo impianti di condizionamento/riscaldamento
! Corrente assorbita: 20 mA a riposo, 500 mA nei picchi;
! Controllo pompe ed impianti di irrigazione
! Corrente massima contatti relè: 10 A;
! Controllo impianti industriali
! Tensione massima contatti relè: 250 Vac;
In modalità chiamata voce / apricancello
! Caratteristiche ingressi digitali:
! Apertura cancelli
livello 1 = 5-32 Vdc;
! Controllo varchi
livello 0 = 0 Vdc.
! Circuiti di reset
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