Estintori

Estintori
Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale
«Scienza e Tecnica della Prevenzione Incendi»
A.A. 2013 - 2014
Argomento
Estintori
Docente
[email protected]
Estintori
Un estintore è un apparecchio contenente un agente estinguente che può essere
proiettato e diretto su un fuoco sotto l’azione di una pressione interna.
Gli estintori sono gli strumenti impiegati come primo intervento su di un principio di
incendio. Si dividono in portatili [ha una massa minore o uguale a 20 kg] e
carrellati e vengono classificati a seconda del tipo di incendio sul quale intervenire.
La carica d’un estintore è la massa (misutara in Kg) o il volume (misurato in litri)
dell’agente estinguente contenuto nell’estintore.
Vengono classificati in base alla loro capacità estinguente indicata con una sigla
alfanumerica su un adesivo: tipo di incendio (cioè alla classe di fuoco) che alla
potenza dell'estintore.
Omologazione: atto conclusivo finalizzato al riconoscimento dei requisiti previsti
dalle disposizioni di settore (EN3/7:2004 e/o norma equivalente).
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Tipi di estintori
Estintori
Portatili
Estintori
carrellati
Massa minore o
uguale a 20 Kg
(D.M. 7/01/05)
Trasportato su ruote
di Massa maggiore di
20 Kg fino a 150 Kg
(D.M. 6/03/92)
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Estintori
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Tipi di estintori
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Estintori
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CLASSIFICAZIONE
- secondo estinguente e peso/volume
- secondo tipo di fuoco e dimensioni
(focolari standard)
- secondo capacità estinguente
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Agenti estinguenti
- acqua
(compresa schiuma)
- polveri
- anidride carbonica
- idrocarburi alogenati
- agenti puliti
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Propellenti
- aria
- argon
- anidride carbonica
- elio
- azoto
va verificato il contenuto % max di acqua (in
frazione di massa) 0,006 (0,015 in CO2)
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Esempi
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Omologazione
a seguito di specifiche prove
con operatore della ditta
autorizzazione al fabbricante a produrre e
commercializzare conformemente al prototipo
rilascio
all’utente
di
dichiarazione
di
conformità e di libretto di uso e manutenzione
omologazione 5 anni
rinnovabile
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Estintore a polvere
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ESTINTORE A POLVERE
POLVERE
Costituito da un involucro in lamiera d’acciaio, pressurizzato con
gas inerte o con aria deumidificata a 15 bar, contiene come
estinguente
polvere
chimica,
costituita
principalmente
da
componenti salini quali: bicarbonati di potassio (polveri bivalenti
di classe B, C); solfati di ammonio e fosfato manoammonico (per
polveri trivalenti classe A, B, C)
L’azione
estinguente
che
espleta
la
polvere
sull’incendio si riassume:
Soffocamento;
Raffreddamento;
Inibizione delle parti incombuste e
quindi
blocco
della
catalisi
dell’incendio
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Estintore a polvere
ESTINTORE A POLVERE [portatile (1KG, 6 KG, 12 KG) , cerrellato (30 KG, 50
KG)]
L'estintore a polvere interviene sul principio di incendio formando una crosta
che, "indurendosi", soffoca il fuoco. Contiene una miscela di bicarbonato di
sodio e polvere inerte (polvere d'ammonio) ed è collegato ad una bombola di
gas compresso o liquefatto. La polvere viene espulsa grazie al gas propellente
che può essere CO2 (per estintori di capacità fino a 30 Kg) o aria/azoto in
pressione
a
150
atm
(per
estintori
di
capacità
maggiore).
Sotto l'impugnatura dell'estintore è visibile un manometro col quale è possibile
tenere sempre sotto controllo il valore della pressione presente. Se la lancetta si
trova nel settore verde, i valori della pressione sono ottimali. Questo tipo di
controllo rientra fra le ispezioni da svolgersi mensilmente. Ogni sei mesi,
invece, gli estintori devono essere verificati da un incaricato della azienda
produttrice, che procederà alla vidimazione sull'apposito cartellino, posto sul
collo dell'estintore. La revisione degli estintori a polvere va eseguita ogni 3 anni.
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Estintori carrellati a polvere
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Estintore a CO2
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Estintore a CO2
ANIDRIDE CARBONICA
È costituito da un serbatoio realizzato in un unico corpo senza
saldature, può essere realizzato con acciaio di buona levatura, o in
lega leggera. La particolarità del serbatoio è quella di resistere alla
pressione che il gas sviluppa a vari stadi di temperature quali: -
20°C ~19 bar + 20°C~ 60 bar, +60°C~170 bar.
Gli estintori costruiti prima della direttiva PED devono rispettare le
scadenze indicate dalla legislazione in materia di gas compressi e
liquefatti.
Sull’ogiva
della
bombola
deve
essere
riportato
:
pressione di collaudo, anno di costruzione, numero progressivo,
tara, eventuali date di collaudo.
L’estintore ad anidride carbonica ha una
valvola di sicurezza che interviene quando
la pressione interna dell’estintore per vari
motivi supera i 170 bar, permettendo la
completa depressurizzazione dell’estintore.
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Estintore a CO2
L’estintore a CO2 è approvato per i focolai di classe B-C, non è adatto
sui focolai di classe A perché in virtù della proprietà insita nei gas di
evaporare produrrebbe solo un abbassamento momentaneo della
temperatura senza l’inibizione delle braci prodotte dall’incendio e
quindi certamente dopo la scarica si verificherebbe il riaffiorare
dell’incendio.
Inoltre per la sua dielettricità l’anidride carbonica è indicata per la
protezione di quadri elettrici, può estinguere incendi di natura elettrica
su apparecchiature sotto tensione fino a 1000 V.
L’azione estinguente che espleta la CO2 sull’incendio si
riassume:
Soffocamento;
Raffreddamento;
Il brusco abbassamento di temperatura che subisce nella
sua trasformazione l’anidride carbonica è tale da
solidificare il liquido in uscita che assume la
denominazione di “neve carbonica” o “ghiaccio secco”.
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Estintore CO2
La sua capacità di spegnimento è dovuta all'azione di soffocamento dell'ossigeno
(O2) presente nell'aria, operata dall'anidride carbonica (CO2).Gli estintori a CO2 sono
costituiti da una bombola, da una valvola di erogazione a volantino o a leva e da una
manichetta snodata -rigida o flessibile- alla cui estremità è posto un diffusore in
materiale isolante. Al momento dell'apertura della bombola, grazie alle valvole, il liquido
spinto dalla pressione interna sale attraverso un tubo pescante, passa attraverso la
manichetta e raggiunge il diffusore, dove, trovandosi all'aperto, istantaneamente ne
evapora una parte, provocando un brusco abbassamento di temperatura (-79 °C) tale
da solidificare l'altra parte in una massa gelida e leggera detta "neve carbonica" o
"ghiaccio secco". Per questo abbassamento di temperatura, le parti metalliche
dell'estintore divengono freddissime e pericolose: possono ustionare la pelle se
vengono toccate, perciò si consiglia di fare sempre molta attenzione e di reggere
l'estintore solo dalla maniglia e dal cono diffusore. La neve carbonica, adagiandosi sui
corpi che bruciano, si trasforma rapidamente in gas sottraendo una certa quantità di
calore; il gas, che è più pesante dell'aria, circonda i corpi infiammabili, provoca un
abbassamento della concentrazione di ossigeno, e spegne il fuoco per soffocamento.
La bombola deve essere collaudata e revisionata ogni 5 anni.
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Estintori carrellati
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Estintori carrellati
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Estintori carrellati
ESTINTORI CARRELLATI
per classe A il focolare è un 13 A
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Norme di riferimento
La principale normativa tecnica di riferimento per gli estintori è la
seguente:
D.M. 20.12.1982 – Norme tecniche e procedurali relative agli estintori
portatili di incendio, soggetti all’approvazione di tipo da parte del
Ministero dell’Interno.
D.M. 6.3.1992 – Norme tecniche e procedurali per la classificazione
della capacità estinguente e per l’omologazione degli estintori carrellati
di incendio.
UNI 9492 (Aprile 1989) - Estintori carrellati d'incendio - Requisiti di
costruzione e tecniche di prova
UNI 9994-1 (Maggio 2013) – Apparecchiature per estinzione incendi Estintori di incendio - Parte 1: Controllo iniziale e manutenzione
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D.Lgs 81/2008 (Salute e sicurezza dei lavoratori)
Il TUSL recepisce le direttive CEE in materia di sicurezza e
igiene sul posto di lavoro, prescrive misure per la tutela della
salute e sicurezza dei lavoratori in tutti i settori pubblici e
privati, obbliga i datori di lavoro alla informazione e formazione
del personale in merito ai rischi e alla prevenzione, impone
l’utilizzo di dispositivi di protezione individuali in relazione al
tipo di attività svolta ed esplicita tutta una serie di
provvedimenti che il datore di lavoro deve adottare per
assicurare quanto sopra, ivi compreso la tenuta di registri di:
1. Registro dei controlli e della manutenzione dei
dispositivi di protezione attiva e passiva;
2. Registro degli infortuni che si verificano sul luogo di
lavoro.
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Norme di riferimento
D.P.R. n° 37 del 12/01/1998
(Nuovo regolamento di prevenzione incendi)
Art. 5
obbliga ad enti e privati responsabili di attività soggette ai controlli della
prevenzione incendi di:
1. Mantenere in stato di efficienza i sistemi , i dispositivi, le attrezzature e le
altre misure di sicurezza antincendio.
2. Effettuare verifiche e controlli ed interventi di manutenzione secondo le
cadenze temporali previste.
3. Assicurare una adeguata
informazione
e
formazione
del
personale
dipendente sui rischi di incendio connesse con la specifica attività, sulle
misure di prevenzione e protezione adottate, sulle precauzioni da
osservare per evitare l’insorgere di un incendio e sulle procedure da
attuare in caso di incendio.
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Norme di riferimento
D.M. n.64 del 10/03/1998
(Criteri generali di Sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza
nei luoghi di lavoro)
Art. 4
Controllo e manutenzione degli impianti e delle attrezzature antincendio
Gli interventi di controllo e manutenzione sugli impianti e
sulle attrezzature di protezione antincendio sono effettuate
nel rispetto delle disposizioni legislative e regolamentari
vigenti, delle norme di buona tecnica emanate dagli
organismi di normalizzazione nazionali o europei o, in
assenza di dette norme di buona tecnica, delle istruzioni
fornite dal fabbricante e/o dall’installatore.
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Norme di riferimento
UNI 9994-1 - 2013
(Apparecchiature per estinzione incendi - Estintori di incendio - Parte 1: Controllo iniziale e
manutenzione )
La norma prescrive i criteri per effettuare il controllo iniziale, la sorveglianza, il
controllo periodico, la revisione programmata ed il collaudo degli estintori di
incendio, ai fini di garantirne l’efficienza.
La norma si applica alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli estintori di
incendio portatili e carrellati, inclusi gli estintori di incendio per fuochi di classe D
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Evoluzione normativa
D.M. 7 gennaio 2005
(G.U. del 4/02/2005 n.28)
(Apparecchiature di estinzione incendi. Estintori d’incendio manutenzione)
Il D.M. stabilisce norme e tecniche procedurali per
l’ottenimento dell’omologazione degli estintori portatili
certificati a seguito delle prove effettuate secondo la
vigente norma Europea EN 3/07/2004.
L’entrata in vigore del D.M. 7/01/2005 abroga il D.M.
20/12/1982.
La commercializzazione degli estintori approvati col D.M.
20/12/1982.
è
consentita
fino
alla
scadenza
dell’approvazione e comunque per un periodo di diciotto
mesi dal 7/1/05.
Gli estintori installati, approvati col D.M. 20/12/82
potranno essere utilizzati per un periodo di diciotto anni
decorrenti dalla data di produzione pubblicata su ciascun
esemplare.
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D.M. 7 gennaio 2005
1. SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE
Definisce il campo di applicazione (estintori portatili) per i quali aggiorna le disposizioni tecniche e le
procedure amministrative per la classificazione e l’omologazione.
Inoltre richiama gli aspetti relativi ai rischi dovuti alla pressione secondo la Direttiva 97/23/CE
(equipaggiamenti a pressione), recepita in Italia con il D.L.26 febbraio 2000 n° 93.
2. CLASSIFICAZIONE
La valutazione e le caratteristiche delle prestazioni nonché la classificazione dei requisiti tecnici si
effettua secondo quanto specificato nella norma UNI 3/7:2004.
3. DEFINIZIONI
a) Omologazione: atto con il quale si attesta l’esito positivo delle procedure tecnico amministrative e
si autorizza la riproduzione del prototipo omologato.
b) Il prototipo omologato è l’estintore portatile d’incendio uguale a tutti gli esemplari sottoposti a
prove i cui esiti hanno determinato il rilascio dell’omologazione.
c) Produttore: fabbricante dell’estintore.
d) Laboratorio: struttura tecnica, autorizzata dal M.I. secondo il D.M. 26/03/85 che provvede
all’esecuzione delle prove e al rilascio del conseguente certificato ai fini dell’omologazione.
e) Certificato: documento rilasciato dal laboratorio nel quale si certifica la conformità alla norma
EN3/7:2004.
f) Dichiarazione di conformità: si intende la dichiarazione rilasciata dal produttore, attestante la
conformità dell’estintore portatile al prototipo omologato, contenente tra l’altro secondo quanto
specificato dalla norma UNI EN3/7 punto 16.2 fig.2.2 i seguenti dati: anno di costruzione, numero di
matricola progressivo e codice costruttore punzonati sull’estintore portatile d’incendio.
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D.M. 7 gennaio 2005
g) Libretto uso e manutenzione: una novità nel settore che dà rilievo alla manutenzione e obbliga i
manutentori a seguire le indicazioni ivi riportate, elevando la sicurezza del prodotto estintore.
Il libretto d’uso e manutenzione è allegato ad ogni singola fornitura e deve riportare i seguenti contenuti
obbligatori:
1.modalità e avvertenze d’uso;
2.periodicità dei controlli, revisione, collaudi;
3.dati tecnici per il montaggio e lo smontaggio dell’estintore con l’indicazione di:
•pressione di esercizio, carica nominale, tipo di agente estinguente, tipo di gas propellente,
•coppia di serraggio gruppi valvolari, controllo per pesata o pressione;
4.elenco delle parti di ricambio con codice, descrizione, materiale;
5.le avvertenze importanti a giudizio del produttore.
4. UTILIZZAZIONE
Nell’utilizzazione, gli estintori portatili d’incendio commercializzati salvo diverse speciali disposizioni devono
essere conformi al prototipo omologato.
Devono essere manutentati da personale esperto secondo quanto stabilito dal D.P.R. 27 aprile 1955 n° 547 e dal
D.M. 10 marzo 1998, secondo le procedure della norma UNI 9994, sulla base di quanto indicato nel libretto di
uso e manutenzione.
Inoltre l’utilizzatore deve conservare anche ai fini di un eventuale controllo la dichiarazione di conformità di cui al
precedente art. 3, il documento di conformità relativo alla direttiva comunitaria 97/23/CE recepita col D.L.
93/2000.
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5. PROCEDURA PER IL RILASCIO DEI CERTIFICATI DI PROVA
Viene specificato l’iter procedurale con il quale il produttore chiede il rilascio del certificato di prova, tra le
certificazioni previste dalla modulistica si evidenzia la “Dichiarazione di conformità della campionatura di
prova ai requisiti essenziali di sicurezza della DIRETTIVA 97/23/CE”.
6. PROCEDURA RILASCIO ATTO DI OMOLOGAZIONE
Per ottenere l’atto di omologazione il produttore deve:
• produrre apposita domanda al M.I. Dir: Cent: Prev. Sic. Tec. Corredata di certificato di prova rilasciato dal
Laboratorio.
7. COMMERCIALIZZAZIONE IN AMBITO COMUNITARIO
Nell’articolo si chiarisce che gli estintori commercializzati in ambito comunitario , possono essere
commercializzati in Italia a decorrere da sei mesi dell’entrata in vigore del presente decreto.
Inoltre viene specificato quale documentazione tecnico-amministrativa (certificato di prova, certificato di
riconoscimento del laboratorio di prova, ecc.) per il rilascio dell’atto di omologazione.
8. OBBLIGHI E RESPONSABILITÀ DEL PRODUTTORE
Vengono ribadite le responsabilità a cui è soggetto il produttore ai sensi delle disposizioni di legge, con
l’osservanza dei seguenti adempimenti:
a) garantire, per la caratterizzazione antincendio, la conformità del prototipo omologato mediante un
sistema di controllo di produzione;
b) impiegare nella produzione materiali, componenti e accoppiamenti conformi alla direttiva 97/23/CE;
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D.M. 7 gennaio 2005
c) emettere per ogni estintore portatile d’incendio la dichiarazione di conformità di cui all’art. 3 lettera f;
d) fornire a corredo di ogni esemplare il libretto di uso e manutenzione;
e) punzonare sull’estintore portatile d’incendio l’anno di costruzione, il numero di matricola progressivo
ed il codice costruttore.
9. CONTROLLI E VIGILANZA
Vengono definite procedure e autorizzazioni che il M.I. adotta per controllare e verificare i campioni di
estintori omologati.
Gli accertamenti ed i controlli di cui al comma precedente possono essere effettuati presso il magazzino
del produttore, i depositi dei grossisti, gli importatori e i commercianti.
10. VALIDITÀ, RINNOVO, DECADENZA E ANNULLAMENTO DELL’OMOLOGAZIONE
L’omologazione ha validità di cinque anni ed è rinnovabile su istanza del produttore, ad ogni
scadenza, sempre per ulteriori cinque anni.
L’omologazione non è rinnovabile nel caso di un suo annullamento.
L’omologazione decade se l’estintore subisce variazioni o modifiche rispetto al prototipo
omologato o se entra in vigore una nuova norma che annulla o modifica anche solo parzialmente, quella
vigente all’atto dell’omologazione stessa.
Il Ministero dell’Interno ha facoltà di annullare l’omologazione se:
a) viene rilevata la non conformità di esemplare di estintore portatile d’incendio al prototipo omologato
e/o alla norma tecnica presa a riferimento per la certificazione e l’omologazione;
b) il produttore non ottempera in tutto o in parte agli obblighi fissati agli articoli 7 e 8 del presente
decreto.
L’annullamento o la decadenza dell’omologazione comportano il divieto dell’immissione sul mercato e il
divieto dell’emissione della dichiarazione di conformità per l’estintore portatile d’incendio oggetto
dell’annullamento o della decadenza.
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11. NORME TRANSITORIE
La commercializzazione degli estintori approvati col vecchio decreto 20/12/82 è consentita fino alla
scadenza dell’approvazione stessa e comunque per un periodo non superiori a diciotto mesi dalla data di
entrata in vigore del presente decreto 7 gennaio 2005.
Gli estintori d’incendio approvati ai sensi del D.M. 20/12/82 e già collocati potranno essere utilizzati
per diciotto anni, decorrenti dalla data di produzione punzonata su ciascun esemplare prodotto.
12. NORME FINALI
Viene specificato che:
1) la dismissione dei materiali componenti l’estintore , ovvero gli estinguenti , i materiali metallici, plastici,
deve avvenire secondo le specifiche normative vigenti in materia di tutela dell’ambiente.
2) Tutti gli agenti estinguenti devono essere conformi alle normative riguardanti la tutela dell’ambiente e la
salvaguardia della salute degli utilizzatori.
3) Vengono abrogati: D.M. 20/12/82, D.M. 14 GENNAIO 1988, D.M. 12 NOVEMBRE 1990.
4) Il presente decreto entra in vigore centoottanta giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
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Agenti estinguenti
Un’estintore è designato dall’agente estinguente che esso
contiene, la designazione è puntualmente riportata sulla
prima parte dei contrassegni distintivi. Attualmente gli
estintori si dividono in:
Estintori a polvere;
Estintori ad anidride carbonica;
Estintori a idrocarburi alogenati;
Estintori ad acqua e agenti estinguenti a base d’acqua;
Esintori
a
clean-agent
(sostanze
non
conduttive,
volatili e gassose, che non lasciano residui dopo
l’evaporazione.
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Durata di funzionamento
La durata di funzionamento è il tempo della completa
proiezione dell’agente estinguente, senza interruzioni,
con la valvola di intercettazione completamente aperta,
non tenendo conto dell’emissione del gas residuo.
E’ importante non superare di molto la durata minima,
per non perdere potenza nel getto iniziale fondamentale
per l’attacco al principio d’incendio.
Gli estintori sono mezzi di estinzione, da usare per pronto
intervento sui principi d’incendio.
In relazione al peso complessivo si possono distinguere in:
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La quantificazione e la dislocazione degli estintori
Il punto 5.2 dell’allegato V del DM 10 marzo 1998 prescrive
che la scelta degli estintori deve essere determinata in
funzione del livello di rischio d’incendio del luogo di lavoro,
ed il numero e la capacità estinguente deve rispondere ai
valori indicati nella tabella I (riportata di seguito), per
quanto attiene gli incendi di classe “A” e “B” ed ai seguenti
criteri:
• il numero dei piani dell’edificio (almeno un estintore per
piano);
• la superficie in pianta;
• lo specifico pericolo d’incendio (classe);
• la distanza che una persona deve percorrere per
raggiungere un estintore (<= 30 m).
Tabella I (punto 5.2 dell’allegato V ad DM 10 marzo 1998)
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Tabella I (punto 5.2 dell’allegato V al DM 10 marzo 1998)
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Durata di funzionamento degli estintori ai sensi del
D.M. 7/01/2005
L’importanza
di una durata
minima
esigibile
è
fondamentale, infatti una buona durata di funzionamento
può determinare l’estinzione immediata di un principio
d’incendio.
Classificazione della capacità estinguente, durata minima del
funzionamento e cariche nominali per estintori a POLVERE
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Estintore CO2
Classificazione della capacità estinguente, durata minima del
funzionamento e cariche nominali per estintori a BIOSSIDO DI CARBONIO
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Durata estinzione CO2 carrellati
Come si evince dalla tabella, questi estintori hanno:
Durata di funzionamento molto più lunga;
Portata variabile (durata/carica) variabile a seconda el
tipo e della carica. Da 0.900 Kg/s per il CO2 da 18 Kg a
2.200 Kg/s per il Polvere da 100 Kg.
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ORGANI COSTITUTIVI
Gli estintori portatili d’incendio, per il D.M. 7/01/2005
(EN3-7:04), si possono identificare in due tipologie
costruttive che sono:
ESTINTORI A PRESSIONE PERMANENTE
L’estintore a pressione permanente contiene una carica
estinguente
ed
una
carica
di
gas
propellente
(pressione) permanentemente segnalata dall’indicatore
di pressione presente sul manometro;
ESTINTORI PRESSURIZZATI
L’estintore
pressurizzati
al
momento
dell’uso
contengono una bombolina di gas che sarà liberato
attraverso la perforazione o la rottura di un otturatore;
Munito
di
una
pistola
erogatrice
per
rilasciare
e
intercettare.
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42
DISPOSITIVI DI SCARICA
Gli estintori portatili in cui l’agente estinguente ha una
massa maggiore di 3 Kg. o un volume maggiore di 3 l
devono essere muniti di un tubo di scarica e di una
lancia.
L’insieme del tubo e della lancia devono avere una
lunghezza di 400 mm o superiore
Esistono vari dispositivi di scarica a secondo dell’agente
estinguente utilizzato per cui avremo:
Tubo e lancia per estintori a polvere ed a
HFC;
Tubo e cono diffusore con impugnatura
per estintori ad anidride carbonica
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43
DISPOSITIVI DI SICUREZZA
È possibile prevedere un dispositivo di
rilascio
pressione
prima
dello
smontaggio completo del gruppo
valvolare ed è costituito da una
fessura trasversale alla filettatura
della valvola di azionamento che copre
i filetti successivi a quelli situati sotto
il bordo valvola
Tutti gli estintori sono muniti di una valvola di sicurezza
che interviene nel momento in cui la sovrappressione, per
cause legate alla temperatura supera i limiti indicati:
da 17 a 20 Mpa per estintori a CO2;
Per tutti gli altri estintori un valore massimo di 2,4
MPa
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44
VALVOLA DI SICUREZZA PER ESTINTORI (ESCLUSO CO2)
la valvola è costituita da un dado ghiera forata al
centro, una molla a spirale tarata, ed un tappo di
gomma.
l’azionamento e l’apertura della valvola avviene quando
la pressione interna dell’estintore sul tappo di gomma,
supera la forza contraria della molla permettendo al gas
di fuoriuscire attraverso le spirali della stessa e dal foro
sulla ghiera.
VALVOLA DI SICUREZZA PER ESTINTORI A CO2
La valvola di sicurezza degli estintori a CO2 è costituito
da un dischetto metallico sottilissimo che è investito
dalla pressione su una piccolissima superficie, si
perforerà nel momento in cui la sovrappressione supera
la forza di taratura del dischetto, perforando lo stesso e
procurando la completa scarica dell’agente estinguente
contenuto.
La fuoriuscita del gas avviene attraverso
predisposti sul bordo del dado di chiusura.
i
fori
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45
Organi di sicurezza
Presente solamente negli estintori a pressione permanente,
controlla
la
pressione
dell’estintore
indipendente
dal
manometro.
E’ installato sul gruppo valvolare ed è costituito da una valvola
di ritegno che all’interno alloggia un pistoncino trattenuto da
una molla, il quale nel momento in cui si inserisce un
manometro si ritrae permettendo la pressione di affluire nel
manometro e quindi di dare l’esatta indicazione dello stato di
carica.
Questo tipo di dispositivo può essere alloggiato anche nella sede
del manometro dell’estintore.
DISPOSITIVO
ACCIDENTALI
PER
EVITARE
FUNZIONAMENTI
Gli organi d’azionamento dell’estintore devono
essere muniti di una sicura che ne eviti un
funzionamento accidentale.
La sicura in genere è un dispositivo che blocca la
valvola di azionamento, spesso si tratta di un
occhiello metallico bloccato da una sagola in
plastica o da un sigillo di piombo. La forza
occorrente per togliere la sicura deve essere
compresa da 20 N a 100 N.
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46
MANOMETRO
Alloggia sul gruppo valvolare degli estintori pressione
permanente, sul quadrante dello stesso devono essere
riportate le seguenti indicazioni:
Punto zero;
Zona di colore verde (campo di utilizzo) per P comprese
tra T=-20 C e T=60 C
Due zone di colore rosso al di fuori della zona verde
L’indicazione del valore di pressione a 20 C
La lunghezza del campo di lettura deve essere all’incirca
uguale a 1,5 volte la lunghezza tra 0 e P 60 C
L’indicatore di pressione è costituito da un ago che ci
rappresenta lo stato di pressione dell’estintore, nel tempo si
verificano movimenti dell’ago dovuti alle condizioni ambientali
esterne.
I manometri più usati, in quanto più robusti e precisi sono
quelli a molla di Bourdon
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47
CONTRASSEGNO DISTINTIVO (Etichetta)
Agente estinguente e
classi spegnimento
Istruzioni per l’uso,
simboli dei
pittogrammi dei
focolari idonei ad
estinguere
Avvertenze di pericolo
Avvertenze generali e
omologazione
Nome della
responsabile
società
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48
Caratteristiche etichetta
L’etichettatura deve essere di colore contrastante con il fondo;
L’etichetta deve essere in una posizione tale da poter essere letta
chiaramente quando l’estintore si trova sulla staffa di supporto;
Nell’etichetta di un estintore approvato con il DM 20/12/82 deve
essere indicato il numero dell’approvazione del M.I.
Nell’etichetta di un estintore omologato ai sensi del DM 7/1/2005
deve essere indicato il numero di omologazione;
Nell’etichetta di un estintore omologato dovrà essere riportato il
riferimento alla norma UNI EN 3-72004;
Non sono ammesse abrasioni e scritte differenti da quelle riportate
sul resto dell’etichetta e non è ammesso coprire il nome del
produttore.
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49
CAPACITA’ ESTINGUENTE
La classificazione dell’estintore avviene attraverso dei
focolari standard indicati nella norma, gli stessi servono a
definire la capacità estinguente dell’estintore.
Per poter procedere all’estinzione in prova dei focolari è
richiesto, una durata minima di funzionamento e ben
determinati parametri tecnici riferiti alla costruzione del
focolare sia di classe A che di classe B.
La classe C (fuochi di gas) viene concesso attraverso la
richiesta del costruttore ai Laboratori di prova.
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Prove su prototipi
I focolari tipo per fuochi di classe A sono costituiti da una
catasta di travi di legno avente larghezza ed altezza fissa e
lunghezza variabile in funzione della capacità estinguente
dell’estintore da omologare.
Per omologazione per classe A
fuochi di solidi con braci
struttura di listelli di legno a sezione quadra incrociati e con
spazi intermedi.
Precombustione
2’ con vasca di accensione + 6’
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Classificazione classe B
per omologazione
per classe B
fuochi di liquidi o solidi liquefacibili
vasca di prova a diametro variabile
1/3 acqua e 2/3 eptano
precombustione con vasca di accensione
precombustione 1
ESTINTORI
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Classificazione capacità estinguente
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Classe A
Esempio
Un Focolare 13A è classificabile per un estintore che abbia una durata
minima di funzionamento di almeno 9 s.
Il legno è “Pinus Silvestris” e i listelli che lo
compongono hanno sezione quadra con lato di
(39 +/- 2);
Nella vista frontale , ci sono n.5 listelli per
strato da 1300 mm, interposti ai listelli da 500
mm. L’intera pila è composta da 14 strati.
Nella vista laterale, ci sono 13 listelli da 500
mm posti trasversalmente a quelli da 1300
mm. Il numero del focolare si riferisce alla
lunghezza dei listelli.
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Focolare tipo classe A
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Prove su prototipi classe A
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Focolare tipo classe A
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Focolare tipo
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58
Classificazione capacità estinguente
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59
Classe B
I Focolari di classe B sono realizzati
con dei recipienti cilindrici in lamiera
d’acciaio.
Le caratteristiche dei focolari di
prova sono quelli indicati nella
seguente tabella.
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Classificazione classe B
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Prove su prototipi Classe B
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Classificazione portatili
secondo DM 7/5/2005,
tenuto conto della EN 3
Quindi omologabili soltanto estintori
classi A e B
ma esistono classi C e D
classe F nuova
fuochi da oli e grassi
animali o vegetali in apparecchi di cottura
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Classificazione portatili
CLASSIFICAZIONE PORTATILI
classificazione di estintori classi A e B
idoneità per classe C
(estensione)
a discrezione del costruttore
per estintori a polvere
valutati per classe B
oppure A e B
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Classificazione portatili
CLASSIFICAZIONE PORTATILI
idoneità per classe D
a discrezione del costruttore
per estintori a polvere
idoneità per classe F
ESTINTORI
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Classificazione capacità estinguente
PROVE SU PROTOTIPI
per idoneità
per classe C
fuochi da gas
ESTINTORI
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Classificazione capacità estinguente
PROVE SU PROTOTIPI
•2 bombole di gas propano, ciascuna di 25kg, allo
stato liquefatto, aventi valvole con diametro Ø 7
mm, unite in parallelo ad un tubo collettore aventi
valvole con diametro interno di ≅ 25 mm
•diaframma di 7 mm di diametro fissato all’uscita
della valvola a chiusura rapida e seguito da un
tubo di 2 m di lunghezza e 22 mm di diametro.
•gas incendiato dopo aver aperto la valvola a
chiusura rapida all’uscita del tubo
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Classificazione capacità estinguente
PROVE SU PROTOTIPI
per idoneità per classe D
fuochi da metalli leggeri
(metalli combustibili quali potassio, sodio e loro leghe,
magnesio, zinco, zirconio, titanio e alluminio in polvere)
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Classificazione capacità estinguente
PROVE SU PROTOTIPI
per omologazione
per classe F
fuochi
da oli e grassi
animali o vegetali
in apparecchi di cottura
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Classificazione capacità estinguente
PROVE SU PROTOTIPI
Classe F
vaschetta di acciaio che simula una friggitrice
utilizzato puro olio vegetale commestibile, con una
temperatura di auto accensione compresa tra
330°C e 380°C
vaschetta del focolare di prova 5F, costituita da
lamiera d'acciaio
spessa (2,0 ± 0,25) mm,
profonda (170 ± 10) mm, montata su struttura di
supporto (figura L2)
vaschetta del focolare di prova 25F, 40F e 75F
costituita da lamiera d'acciaio, spessa (2,0 ±
0,25) mm, profonda (250 ± 10) mm (figura L3 e
prospetto)
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Classificazione capacità estinguente
PROVE SU PROTOTIPI
Classe F
Fig. L 2
per estintori
5F
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PROVE SU PROTOTIPI
Fig. L 3
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Classificazione capacità estinguente
PROVE SU PROTOTIPI
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73
Classificazione capacità estinguente
PROVE SU PROTOTIPI
(a base d’acqua)
prova di dielettricità
35 KV
prova di gittata
(carrellati)
prove su componenti (manometro, manichetta, cono etc)
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74
LA MANUTENZIONE DEGLI ESTINTORI
Il D.P.R. 27 Aprile n° 547 del 1955 all’articolo 34 recita
che i mezzi di estinzione degli incendi, in particolare gli
estintori portatili, devono essere mantenuti in efficienza
e controllati almeno una volta ogni sei mesi da personale
esperto.
Il D.M. n° 64 del 10/03/1998 all’articolo 4 (controllo e
manutenzione degli impianti e delle attrezzature
antincendio) espleta che gli interventi di manutenzione
siano eseguiti nel rispetto delle disposizioni legislative e
regolamenti vigenti, delle norme di buona tecnica
emanate dagli organismi di normalizzazione nazionali o
europei o in assenza di dette norme delle istruzioni
fornite dal produttore.
La norma UNI CNVF 9994 dà indicazioni precise e chiare
sulla manutenzione degli estintori.
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75
LE FASI DELLA MANUTENZIONE
Le fasi della manutenzione si distinguono in:
Sorveglianza
“Misura di prevenzione atta a controllare, con costante e
particolare attenzione, l’estintore nella sua posizione in cui è
collocato, tramite l’effettuazione di una serie di accertamenti.
La sorveglianza può essere effettuata normalmente da
personale adeguatamente informato.”
Controllo
“Verifica semestrale delle condizioni del mezzo estintore
nella
sua
posizione
con
particolare
attenzioni
a
manomissioni, efficienza, detto controllo è effettuato da
personale specializzato.”
Revisione
“Effettuata ogni volta che un estintore viene utilizzato,
comunque va eseguita obbligatoriamente nei tempi previsti
dalla norma corrispondenti alla perdita dei requisiti chimici
e fisici degli agenti estinguenti”
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76
Revisione
1. verifica della conformità al prototipo omologato per quanto attiene
alle iscrizioni e all’idoneità degli eventuali ricambi;
2. verifiche di cui alla sorveglianza e al controllo;
3. esame interno dell’apparecchio per verificare lo stato di
conservazione del serbatoio;
4. controllo della funzionalità di tutte le sue parti;
5. controllo di tutte le sezioni di passaggio del gas ausiliari, se
presente, e dell’agente estinguente, in particolare il tubo pescante, i
tubi flessibili, i raccordi e gli ugelli, per verificare che siano liberi da
incrostazioni, occlusioni e sedimentazioni;
6. controllo dell’assale delle ruote, negli estintori carrellati;
7. ripristino delle protezioni superficiali se danneggiate;
8. sostituzione dei dispositivi di sicurezza contro le sovrappressioni
con altri nuovi:
9. sostituzione dell’agente estinguente;
10. montaggio dell’estintore in perfetta efficienza.
Frequenza di
Revisione
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77
Cartellino di controllo e manutenzione
Il cartellino può essere strutturato in modo da poter
essere utilizzato per più interventi e per più anni, sullo
stesso vanno obbligatoriamente apposti:
Ragione sociale e indirizzo completo e altri estremi
di identificazone del manutentore;
Numero di matricola e altri etremi identificativi
dell’estintore;
Massa lorda
Carica effettiva
Tipo di fase effettuata
Data dell’ultimo intervento effettuato
Firma
leggibile
o
punzone
identificativo
del
manutentore
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Libretto Uso e Manutenzione
Documento allegato ad ogni singola
estintori portatili d’incendio che riporta:
fornitura
di
Campi Obbligatori
1. Modalità e avvertenze d’uso
“Conforme a quanto indicato nei contrassegni identificativi (II
parte)”
2. Periodicità dei controlli, revisioni e collaudi
“l’estintore deve essere controllato ogni sei mesi da personale
esperto e qualificato in conformità al DPR 547/55 art. 33-34-35
(Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro).”
3. Specifiche dei dati tecnici necessari al corretto montaggio
-
Pressione d’esercizio;
Carica nominale (Kg/t);
Tipo di agente estinguente
Tipo di propellente
Coppia di serraggio dei gruppi valvolari
Controllo per pesata e/o pressione
4. Elenco delle parti di ricambio
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Installazione
installazione estintori
- norme verticali
(autorimesse, etc)
- DM 10 mar 1998 All. V
apposita tabella e criteri:
-
numero piani (almeno 1 estintore per piano)
-
superficie in pianta
-
specifico pericolo incendio (classe)
-
distanza max percorribile (30 m)
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80
La nuova UNI 9994-1:2013
 Controllo e manutenzione degli estintori:
 Le novità della UNI 9994-1:2013 “Apparecchiature per
estinzione incendi - Estintori di incendio - Parte 1: Controllo
iniziale e manutenzione”: applicazione, controllo iniziale,
estintore fuori servizio, aggiornamento per le attività di
revisione.
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Norma UNI 9994-1:2013





La norma prescrive i criteri
per effettuare il controllo iniziale, la
sorveglianza, il controllo periodico, la
revisione programmata ed il collaudo
degli estintori di incendio.
SCIENZA E TECNICA DELLA PREVENZIONE INCENDI
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82
Norma UNI 9994-1:2013
 La norma tecnica di riferimento (anche per gli addetti delle ditte esterne
di manutenzione) per la manutenzione degli estintori è la norma UNI
9994-1:2013, "Apparecchiature per estinzione incendi; estintori
d'incendio; manutenzione". Questa norma indica le periodicità degli
interventi di manutenzione e le modalità di esecuzione.






Sono previste 4 distinte fasi di manutenzione:
- Controllo iniziale ( punto 4.3 norma UNI 9994-1:2013 )
- Sorveglianza ( punto 4.4 norma UNI 9994-1:2013 )
- Controllo periodico ( punto 4.5 norma UNI 9994-1:2013)
- Revisione programmata ( punto 4.6 norma UNI 9994-1:2013 )
- Collaudo ( punto 4.7 norma UNI 9994-1:2013 )
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83
Norma UNI 9994-1:2013
 1) Controllo iniziale
 Consiste in una serie di esami visivi che devono essere
aggiornati anche contemporaneamente al controllo periodico
da parte della ditta manutentrice, tra cui verificare che gli
estintori abbiano le marcature e le scritte leggibili, controllare
che sia disponibile il libretto d’uso e manutenzione, ecc..
SCIENZA E TECNICA DELLA PREVENZIONE INCENDI
A.A. 2013 - 2014
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Norma UNI 9994-1:2013












2) Sorveglianza
Consiste nella esecuzione, da parte di personale interno all'azienda e con frequenza non
definita dalla norma (si consiglia frequenza mensile), dei seguenti accertamenti:
- l'estintore sia presente e segnalato con apposito cartello
- l'estintore sia chiaramente visibile, immediatamente utilizzabile e l'accesso allo stesso sia
libero da ostacoli
- l'estintore non sia manomesso
- i contrassegni distintivi siano esposti a vista e siano ben leggibili
- l'indicatore di pressione (se presente) indichi un valore di pressione compreso all'interno
del campo verde
- l'estintore non presenti anomalie (ugelli ostruiti, perdite, tracce di corrosione,
sconnessioni, ecc.)
- l'estintore sia esente da danni alle strutture di supporto ed alla maniglia di trasporto; se
carrellato abbia le ruote funzionanti
- il cartellino di manutenzione sia presente sull'apparecchio e correttamente compilato
Tutte le eventuali anomalie riscontrate devono essere subito eliminate.
In questa fase deve avvenire la registrazione dell’avvenuta sorveglianza su apposito
SCIENZA E TECNICA DELLA PREVENZIONE INCENDI
registro.
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85
Norma UNI 9994-1:2013
 3) Controllo periodico
 Consiste nella esecuzione, da parte di personale
competente (vedi punto 3.3.3. della norma) e con frequenza
semestrale (entro la fine del mese di competenza), di una
verifica dell'efficienza dell'estintore tramite una serie di
accertamenti tecnici specifici a seconda del tipo di estintore
(che omettiamo in quanto sotto la responsabilità della ditta di
manutenzione).
 In questa fase deve avvenire la compilazione del rapporto di
intervento e aggiornamento del cartellino di manutenzione.
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A.A. 2013 - 2014
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Norma UNI 9994-1:2013








4) Revisione programmata
Consiste nella esecuzione, da parte di personale competente ( vedi punto 3.3.3.
della norma ), di una serie di accertamenti ed interventi per verificare e rendere
perfettamente efficiente l'estintore. Tra questi interventi, è inclusa la ricarica e/o
sostituzione dell'agente estinguente presente nell'estintore (polvere, CO2,
schiuma, ecc.).
La frequenza della revisione e, quindi, della ricarica e/o sostituzione dell'agente
estinguente è come da prospetto 2 della norma UNI 9994-1:2013:
- estintori a polvere: 36 mesi (3 anni)
- estintori a CO2: 60 mesi (5 anni)
- estintori idrici/schiuma con serbatoio in acciaio al carbonio : 24 mesi ( 2 anni )
- estintori idrici/schiuma con serbatoio in alluminio : 48 mesi ( 4 anni )
Ovviamente la frequenza parte dalla data di prima carica dell'estintore.
SCIENZA E TECNICA DELLA PREVENZIONE INCENDI
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Norma UNI 9994-1:2013
 5) Collaudo
 Consiste in una misura di prevenzione atta a verificare, da parte di
personale competente ( vedi punto 3.3.3. della norma ), la stabilità
dell’involucro tramite prova idraulica.
 La periodicità del collaudo è:
 - estintori a polvere: 12 anni
 - estintori a CO2: 10 anni
 - estintori idrici/schiuma con serbatoio in acciaio al carbonio : 6 anni
 - estintori idrici/schiuma con serbatoio in alluminio : 12 anni
 La data di collaudo e la pressione di prova devono essere riportate
sull'estintore in modo ben leggibile, indelebile e duraturo.
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Norma UNI 9994-1:2013
6) Manutenzione straordinaria
La manutenzione straordinaria si attua
durante la vita dell'estintore ,ogni volta che
le operazioni di manutenzione ordinaria non
sono sufficienti a ripristinare le condizioni di
efficienza dell'estintore
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Norma UNI 9994-1:2013
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Compatibilità
ESTINTORI
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Operazioni da effettuare prima dell’utilizzo:
Accertarsi che l’estinguente sia compatibile e adatto alla classe
d’incendio da attaccare;
Verificare l’effettiva pressione tramite il manometro;
Controllare la mancanza di manomissioni sul tubo, lancia,
sigillo di sicurezza;
Scuotere per un paio di volte l’estintore per eliminare se
presenti principi di costipamento.
L’utilizzo può essere effettuato su:
Quadri elettrici fino a 1000V;
Materiali di classe A;
Liquidi infiammabili;
Materiali di classe D (magnese, alluminio, sodio, potassio, ecc.)
solo con polveri speciali
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92
Procedura di estinzione con estintore a POLVERE
1. L’operatore impugna l’estintore e
si prepara all’attacco
2. Inizia l’erogazione posizionandosi
sopravento
3. Si dirige sul fuoco spargendo la
polvere a ventaglio, al fine di
coprire l’intera area.
SCIENZA E TECNICA DELLA PREVENZIONE INCENDI
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93
Procedura di estinzione con estintore a CO2
1. L’operatore impugna l’estintore
e si prepara all’attacco
2. Si dirige sul fuoco sopravento
3. Sparge in modo circolare il gas,
eliminando la possibilità per il
combustibile di ossigenarsi
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