Sperimentare

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L. 1.200

NOVEMBRE 77

RIVISTA MENSILE DI ELETTRONICA PRATICA

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Dimensioni 290 x 535 x 229

QUESTO MESE una domenica di novembre

Era stata bella, la signora Matilde, un tempo: occhi verdi da gatto, gambe lunghe e ben tornite, un bel naso diritto, l'ovale quasi da statua classica. Ora, appesantita da cure intese a darle la sospirata maternità. ma inuti li, afflitta da una qual certa disfunzione tiroidea, aveva assunto l'aspetto di un masso di trachite quarzifera nera, ed il suo carattere rispondeva molto bene all'apparenza. Insoddisfatta, pessimista, critica, irritante, pesava proprio come uri g reve masso di trachite sul consorte Fernando; uomo piuttosto comune ma non per questo sciocco, anzi, dai molti interessi che andavano dall'elettronica all'archeologia ed oltre.

Quel giorno Fernando e Matilde si stavano di rigf?ndo verso Ostia-lido con la loro Opel.

Percorrevano la via Cristoforo Colom bo con l'adeguata precauzione; si sa che tale super­ strada è un killer d'asfalto. Matilde non demordeva dall'umore solito, ar.dava dicendo: l'e dagl iela, con questa manìa del cercat e sori ; , ma guarda come sono d ifficili da guarire le fissazioni, eh? Mi senti? Occhei, guida guida che non si può mai sapere.

Piano e stai

a

destra.

Ma pensa te, andar a Ostia in novembre con quel mare sozzo che trasuda nafta e con la spiaggia nera che sembra un camino.

Ho detto di andar piano, parca miseria!

Non potevamo invece fare un salto al Livata? Dico, non potevamo andare in montagna, che pressapoco c'é la stessa distanza?

Attento a destraaa!

No, · Iui il grand'uomo è sicuro di trovare chissaché in quella fogna di litorale puzzolente, col suo detector. Figurarsi poi, bella zona Ostia! Ci vanno tutti i borgotari di Roma, in agosto, col fagotto del pranzo.

Attento che quel matto ci viene addosso!

AI massimo quei poveracci si perdono l'apriscatola della

Simmenthal, altro che valori! Mi senti? - ripetè dimenandosi - bell'awentura dawero! Magari non c'é nemmeno una pizzeria aperta; Ostia d'inverno è un mortario. Ma lui, il signore, il padrone insiste ...

Attento a sinistra, accelera, no, frena!

Fernando si sentiva oppresso e triste come difficil mente g l i aweniva; si sentiva tutto il masso di trachite sullo stomaco. Ri batté debolmente: "e allora, cosa l'avrei comprato a fare, il C-Scope?"

"Appunto!" esplose la moglie-moglie che sembrava un incrocio tra il dirigibile Goodyear e la piramide di Cheope mal riuscito, "cosa l'hai comprato a fare, dico io! In quattro domeniche di esplorazione, bei risultati! Le monete antiche che hai trovato, le hai date via per una m iseria, ti sei fatto fregare come un pischello; sono certa che il loro valore era ben diverso! L'orologio d'oro l'hai dovuto dare subito indietro altrimenti i l padrone dello stabilimento che diceva d'averlo perso lui ti mollava una coltellata. Il braccialetto se lo sono presi i carabinieri e vedrai se ti viene fuori un soldo di prem io, prima ci fai i capelli bianchi. Quanto poi alla ferragl ia ....

"

"Ferraglia

sbuffò pur timidamente Fernando

denza non li paga bene, sem preché gl ieli porti. bronzetti, vuoi dire; vedrai se la Sovrinten­

Dopotutto Ostia è stato un porto importantissimo ai tempi di Anco Marzio, guarda gli scavi! Non è detto che quei pezzi non siano greci o addirittura persiani - frenò bruscamente per evitare una Bentley che sbucava dallo Stop di Pacollo ignorandolo beatamente scommetto che in Svizzera ... " Borbottò.

1063

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Rivista mensile di elettronica pratica

Editore: J.C.E.

Direttore responsabile:

RUBEN CASTELFRANCHI

Direttore tecnico: PIERO SOATI

Capo redattore: GIAMPIETRO ZANGA

Vice capo redattore:

GIANNI DE TOMASI

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SERGIO CIRIMBELLI

IVANA MENEGARDO

FRANCESCA DI FIORE

Corrispondente da Roma:

GIANNI BRAZIOLI

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MARIELLA LUCIANO

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M. GRAZIA SEBASTIANI

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20123 Milano

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20092

Cinisello Balsamo Milano

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Tribunale di Monza numero 258 del 28-11-1974

Stampa: Tipo-Lito Fratelli Pozzoni

24034 Cisano Bergamasco - Bergamo

Concessionario escl u si

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. per la diffusione in Italia e all'Estero:

SODIP - Via Zuretti, 25

20125 Milano

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Prezzo della rivista L. 1.200

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Milano mediante l'emissione di assegno cir­ colare, cartolina vaglia o utilizzando il c/c postale numero 315275

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Questo mese

Oscillatore di Vackar impiegato in un VFO per CB o

Stazione radio FM o

Nuovo filtro RF per CB o

Radioricevitore OM ad amplificazione diretta

C-Scope: come si usano i cercametalli (1)

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Comando a sensori

Appunti di elettronica

Microtrasmettitore FM

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Il distorsoraccio

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I trasmettitori "Command Sef' SCR 274N

La scrivania

20 altre buone idee 20 o

Pierino e la storia della radio o

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IIPIESIITO Il BI VIO PER CB

di G. AIiselmi

Il

"Vackar" pUÒ essere dcfìnito "l'ultimo degli oscillatori classici". Infatti non

è

meno originale di un Pierce, di un Clapp, di uno H eising e via dicendo, ma

è

studiato per l'impiego dei semiconduttori , invece che dei tubi come i p rece d enti. Noi a bbia m o seguito per un cel10 tempo le diverse contese teoriche sul circuito, poi deciso di vertficare in pratica.

Abbiamo calcolato il nostro "Vackar" p er la gamma attorno ai

30

MHz e ' 1 0 abbiamo costruito. Dobbiamo dire che l'osci ll atore ci ha molto soddi.V'atti, come si vedrà dalle note che segllono

.

.

T sono chiesti se la scuola di progetto ra gli anni

'40 e

'60 molti tecnici si con i tempi "eroici" della radio ; se Col­ pitts, Franklin, Hartley e Clapp avessero potuto ancora degli epigoni degni, non essendo più apparso sulle pagine di certe pubblicazioni che per tradizione esibisco­ no le importanti novità alcun generatore degno di studio, meditazione, veramente nuovo.

Ii "gap" pluriannale ha una ragione precisa e semplice.

Sino al fine degli anni

'50, l'elemento attivo pratico utilizzabile nei detti circuiti era il tubo elettronico, ed il tubo aveva limiti invalicabili.

Solo i Magnetron e Klistron e modelli sperimentali (che peraÌtro non hanno avuto seguito) sono venuti a portare gli ultimi progressi importanti, poi l'ingegno­ sità dei progettisti si

è rivolta verso i neo­ nati transistori, che però, appunto essen­ do neonati, offrivano prestazioni medio­ cri.

Tra il

1959 ed il

1963, i transistori, più che, altro furono connessi a circuiti già elaborati per i tubi, i soliti classici Heising,

Colpitts, Hartley

&

Co riprendendo i ca­ noni usati e ricalcolando i valori delle parti. In seguito, il miglioramento radi­ cale nelle prestazioni dei semiconduttori ha stimolato i tecnici verso la ricerca di schemi nuovi, verso oscillatori non più mutuati dalla scuola ... "termoionica". For­ se il primo generatore appartenente a questa "razza a parte"

è stato il Seidler, apparso una dozzina d'anni fa, ma im­ piegato raramente a causa di certe sue lacune come la bassa frequenza massima d'impiego, la notevole criticità. Con­ temporaneamente si sono visti gli oscil­ latori a resistenza negativa ("tunnellizza.,. ti") divenir comuni e poi essere relegati ad applicazioni speciali e professionali

1 069

Fig l

Rl cp

�-----I

I--<>

OUTRF

-

Schema elettrico del VFO per la gamma CB secondo la confìJ?urazione "Vackar". a causa della bassa potenza ricavabile; così per i Gunn che sono seguiti...

Attualmente , l'unico oscillatore

nato con i semiconduttori

che ha mia notevole carica d'interesse. per la "panoramicità" delle applicazioni, è il Vackar. Questo, al suo apparire (circa un lustro addietro) ha suscitato contese e polemiche. Chi lo

RF OUT

PASSANTE

IN VETRO

Fi�.

2

TF.Ko.

-

R4

�-e---o+ ha esaltato, chi lo ha definito una brutta copia dell'antico Clapp. Ancora oggi, ab­ bastanza spesso, le "lettere" al Direttore" di QST. di Wireless World, di '73 (USA) di altre riviste dalla diffusione multina­ zionale trattano il Vackar, in modo tale da esprimere il massimo ludibrio o la massima approvazione.

+VB

'ndicazioni per il montaggio "punto a punto " dell'oscillatore all'interno della scatoletta

Si vedano anche le osservazioni riportate nel testo.

"

SCATOLA

TEKO

�i,

Noi, pur comprendendo i temi discus­ abbiamo preferito non entrare nel me­ rito della sottile disquizione teorica "spac­ cacapello" se optato per la più ovvia logica; cioè

"prima provalo poi parlane".

Abbiamo quindi realizzato

più

Vackar: oscillatori per frequenze diverse basati sul principio enunciato e calcolato in base alle formule esposte, ed ora, a ragion veduta, possiamo dire di essere

"dalla parte di Vackar"

perché l'oscillatore fun­ ziona assai bene. meglio dei circuiti noti.

Se il Seidler, già a 30 MHz denuncia una instabilità alquanto "vivace", tale da farlo definire inidoneo per l'impiego nei

VFO, il Vackar funziona eccezional­ mente bene,

per quel che ci dice la nostra esperienza

sino ad oltre 50 MHz.

Presentiamo qllindi nella figura l un

Vackar per la gamma indicativa dei 25 -

30 MHz, cioè un oscillatore che copre detta frequenza e che risulta più stabile di molti altri sperimentati in precedenza.

PUÒ essere impiegato tanto nella CB quanto nella banda dei 28 MHz (OM) : in ricezione oppure in trasmissione.

Com'è noto ai ricercatori, un oscilla­ tore che copra 3-5 MHz e non sia con­ trollato a cristallo, bensì tramite un va­ riabile usuale. ha due precisi handicap; prima di tutto, eroga una uscita che "se­ gue la frequenza" cioè un segnale che varia alquanto come ampiezza, con un arco tensione-frequenza che muta con un andamento anche dell'ordine dei 100°.

In più la maggioranza degli oscillatori tradizionali "fluttuano" di molto una vol­ ta accordati; un fattore usuale : 8000 Hz per 300 MHz.

Un Vackar ben costruito per 30 MHz, ha una uscita che varia di soli 25 dB O!) effettuando la sintonia per 3 MHz attor­ no alla frequenza centrale. In più, se si ha la pazienza di lasciarlo termostabiliz­ zare. spazzola di nemmeno 1000 Hz, dopo 15' (un quarto d'ora).

A titolo di curiosità, possiamo aggiun­ gere che un certo nostro Vackar realiz­ zato montando un normale transistore bipolare (2N709) in una stufa termica

Collins già appartenente al complesso

AN/URM 353-U, con la bobina originale ed il complesso di condensatori termo­ stabili previsti dalla Casa, collegato al frequenzimetro scrivente, su 24 ore ha fluttato tra 1 5.000.870 e 1 5.000.439 Hz.

Risultato

molto

reperibili presso buono, ma appunto rag­ giungibile solo con mezzi un poco spe­ ciali. Non vogliamo qui trattare di que­ ste esperienze , che decisamente non so­ no fruibili dalla massa dei lettori, ma invece descrivere un Vackar

usuale,

pra­ tico, che può essere costruito con le parti

"il distributore all'ango­ lo":

meglio se si tratta di un distribu­ tore G.B. C. che solitamente ha un pò tutto quel che serve per le varie realiz­ zazioni ed è ... "sempre più all'angolo", considerata l'espansione della Ditta.

Il VFO di figura tipo. l

è appunto di questo

1 070

1 07 2

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(GHç) 4 W

Per merito delle loro caratteristiche sono particolarmente indicati

Pl3r realizzare im pianti di diffusione in 'appartamenti, negozi, magazzini, ecc.

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I m pedenza: 80

D imensioni: 1 30x 1 1 0x75

COLORE CODICE bianco rosso grigio arancio ocra

AD/0200-00

AD/0202-00

AD/0206-00

AD/0208-00

�D/02 1 0-00

Potenza: 4W

I m pedenza: 40

D imensioni: 1 60x 1 45x90

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COLORE g rigio bianco rosso

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80

80

40

40

40

KA/ 1 6 1 0-00

KA/ 1 6 1 2-00

KA/ 1 620-00

KA/ 1 622-00

KA/ 1 624-00

C3 è lln ceramico NPO; C4, CS e C7 sono invece elementi a mica argentata.

Se il lettore osserva con attenzione le foto di testo li vedrà sul fondo del mon­ taggio (hanno una forma a parallelepi­ pedo). CT è

1m o meno usuali. normale compensatore a disco ceramico e le altre parti sono più

n

cablaggio, praticamente non impie­ ga connessioni, il che sarà meglio chia­ rito dall'analisi della figura 2. I terminali raggruppati uniscono il tutto, che in tal modo è robustissimo anche dal punto d i vista meccanico. Solo un terminale della

LI

è più lungo dell'ottimale per con­ giungersi con il collettore del transistore.

Se il lettore vuoI escogitare una disposi­ zione che abbrevi questo filo, ha senz' altro le nostre benedizioni, e fors'anche quelle di Vackar.

Ogni collegamento "a massa" è vera­ mente

a massa

dato che termina saldato sulla lamiera della scatola. Sui passantini in vetro che servono da capicorda, i fili prima vanno semiavvolti a mò d'uncino, poi saldati. Per il collaudo dell'oscillatore, ciascuno impiegherà... gli strumenti che possiede; il meglio sarebbe un oscillo­ scopio da 40 MHz di banda passante ed un frequenzimetro digitale. Se tali ausili sono disponibili, prima di tutto CT sarà ruotato di quel tanto che permette di giungere all'innesco, e poi all'onda mini­ mamente distorta, geometricamente

"pura" o quasi. Ripetiamo che un 10% di distorsione rappresenta un valore

nor­ male

per questo genere di dispositivo ad alto rendimento ; il lettore riveda le ca­ ratteristiche enunciate.

n

frequenzimetro servirà per control­

n

lare la "messa in gamma" e la stabilità. funzionamento dell'oscillatore, è stabile solo se vi è un adatto carico all'uscita e

se la scatola è ben chiusa;

è dannosissima. una scherma­ tura parziale non serve ai nostri fini, anzi

ELENCO DEI COMPONENTI

CIO

CT

Cp

R1

R2

R3

�4

C6

C7 es

C9

Cl

C2

C3

C4

C5

�.:;

LI

DZ

D l

Se all'inizio delle prove l'oscillatore non innesca, niente paura; "no proble­ ms", evidentemente, CT sarà ruoato per una capacità troppo piccola, o il nucleo di

LI sarà troppo addentrato nel suppor­ to, sÌ da portare il tutto "fuori" dalle carat­ teristiche di lavoro normali.

TRl condensatore ceramico da lO Nf condensatore ceramico da 220 nF conden'iatore cero NPO da 6.8 pF condo mica ar�entata da 200 pF condensatore ceram\co da 22 nF condo mica ar�entata da 100 pF condo mica ar�entata da 100 pF condensatore ceremico da 47 pF condensatore ceramico da 1 nF condensatore ceramico da 220 nF compensat9re a disco d� 3130 pF condo varo in aria da 3130 pF resistore da 22 kQ

-

1/4 W. 5% res�store da 4,7 kQ - 1/4 W. 5% resistore da 100 Q - 1/4 W. 5% resistore da 100 Q - 1/4 W, 5% resistore da 330 Q - 1/4 W .

5 % vedere testo diodo zener da 6 8 V

-

400 m W diodo al silicio tipo lN400l o equivalente ' transistore tipo 2N708

IDRAULICO INTELLETTUALE OFFRESI

Le risposte esatte alla divagazione in questione erano rispettivamente a) e c).

Infatti nel primo caso si doveva creare una caduta di 1

V (6

-

5

=

1).

Essendo noto il valore della corrente in 0,25 A applicando la legge di Ohm si ottiene: 1/0.25

=

4

O.

Anche nel secondo caso, applicando sempre la legge di Ohm (R si ha che 11 03.2

=

34,379 arrotondato in 34.4 '

V

= ----:-­

A giudizio insidacabile della redazione i due abbonamenti annuali per l'anno 1978 sono stati assegnati ai signori:

BIAGIO TROFA,

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Lungo

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G.B.C. italiana

1 di A. Neri zioni erronee, e sulle marche citate si può

"riposare" anche se i costi sono quelli che sono, con un diretto rapporto alla qualità.

Molti fini strumenti di laboratorio im­ piegano addirittura la tecnica PLL, anti­ cipando i ritrovati tecnici poi divenuti d'uso nelle comunicazioni e tutti hanno oscillatori RF "rock-steady", un modu­ latore eccezionalmente buono e via di seguito. A che scopo quindi, si dicono molti, riprogettare un tutto simile , otte­ nendo risultati molto probabilmente peg­ giori? Lo ripetiamo, il ragionamento non fa una grinza, anche se solo alcuni generatori di laboratorio gliori

)

(

proprio i mi­ riescono a soddisfare le specifiche trascritte nella Gazzetta Ufficiale N. 200, o le norme E.B.U. in genere ; non fa una grinza se però il segnale stabile e corret­ to ricavato dallo strumento è amplificato coerentemente, da un apparecchio che

STAZIONE RADIO FM

Molti di coloro che hanno intenzione d'impiantare una stazione radio privata in stretta economia, scelgono quale exciter, (o generatore di segnali RF modulato in "mono " oppure in "stereo '') un scillatore previsto per impieghi di laboratorio. Si hanno cosÌ a disposizione una sorgente di segnale stabile, corretta nella deviazione (uno strumento non può non avere queste caratte­ ristiche se è di buona marca) che se non è proprio a norme E.B. U. si avvicina abbastanza a queste. Non male come idea, ma rimane sempre il problema di come poter amplificare il segnale dato dal generatore in questione. A bbiamo già risposto a questo interrogativo presentando il trasmettitore per radio private "FM3 " (luglio-agosto 1977) che poteva erogare 5 W di potenza.

l

circuiti si evolvono di continuo, ed anche noi non ci stanchiamo di cercare nuove soluzioni a problemi che interessano gran numero di lettori. Nel campo delle radio private, abbiamo rielaborato l 'FM3, ricavando un amplificatore di potenza che può erogare dai 7 ai 10 W di potenza con una affidabilità professionale. Lo presentiamo di seguito.

�� . ttualmente , chi realizza stazioni

FM per radiodiffusione, ha sco­

..:liJ='

perto una nuova via per semplifi­ care, ed al tempo stesso "professionaliz­ zare" i sistemi di diffusione ; si tratta del­ l'impiego in funzione di exciter di uno strumento per tarature di laboratorio, munito della presa per modulazione "e­ sterna".

È

il classico uovo di Colombo, ma sino ad un certo punto. Infatti, se noi prendiamo il classico Stereo Encoder­

Generator della Nordmende, di cui pub­ blicammo lo schema nel numero 7/8-

1977 , pagina 820, o analoghi Rhode

&

Schwartz, Marconi, GeneraI Radio, Wa­ vetek, Ballantine, abbiamo un generato­ re mono-stereo sintonizzabile su tutta la banda FM dalla stabilità più che buona, la profondità di modulazione esattamen­ te regolabile , la linearità eccelente. In tutta evidenza, non potrebbe essere che così , perché uno strumento per tarature difettoso non può che portare a regola-

1 074

-----

JAF3

C4

I

TRl

c

JAF51

I

I

I

I

C6

CP3

QUT

-VB

Fig. 1

-

Schema elettrico dell'amplificatore RF per FM, funzionante in classe C e capace di erogare 10 W

______ ______ _ _ presenti ogni caratteristica di professio­ nalità, perché così come nei complessi

Hi-Fi

il

componente che stabilisce lo standard di qualità del­ l'assieme, altrettanto avviene nel campo dei trasmettitori.

Ora, stranamente, non pochi costrut­ tori di radio scelgono il meglio del meglio per l'oscillatore modulato e poi rovinano tutto facendolo seguire da un canale am­ plificatore RF studiato in modo approssi­ mativo, viziato da una notevole distorsio­ ne e con un punto di lavoro che è proprio al limite delle prestazioni.

Noi abbiamo già preso in esame il pro­ blema, con il "Trasmettitore per radio locali" pubblicato nel numero 7/8 1977, pago 78 1 , ma naturalmente non vi è cir­ cuito che non possa essere migliorato, magari semplificandolo; è appunto il no­ stro caso, infatti proponiamo un nuovo canale amplificatore in grado di fornire

7 W di potenza con 100 W all'ingresso e

1 2 V di alimentazione; oppure 1O- l 2 W

RF con 200 m W all'ingresso, 1 8 V di ali­ mentazione. Questo canale funziona tut­ to in classe C ed è attentamente scher­ mato, quindi ben difficilmente può oscil­ lare ; impiega due soli stadi ed ha un massiccio raffreddamento, garanzia di lunga durata.

È peggiore

è quello insomma un apparecchio chiaramente professionale, robusto come i migliori prodotti industriali, al­ trettanto efficiente.

Ha una distorsione bassissima, se è bene allineato, dell'ordine dell'l% o mi­ nore e può lavorare in condizioni proi­ bitive di carico, di pilotaggio, di tem­ peratura. Un bel "mulo da lavoro" in­ somma, che resiste ai maltrattamenti che avrebbero rovinato lo "FM3" che pur funzionando bene doveva essere impie­ gato nel rispetto preciso delle specifiche.

Il prototipo primo, ancora un po' ru­ dimentale che si vede nelle fotografie, ha lavorato per oltre sei mesi presso

Radio-Quartiere Tiburtino (ora Studio Ze­ ro)

sema mai dar luogo al minimo fasti­ dio;

crediamo che un collaudo del genere

(anche quando la stazione non trasmet­ teva per ragioni interne, la portante era mantenuta 24 ore su 24) possa essere vantato da ben pochi prototipi che si scorgono sulle pagine delle varie Riviste : oltre

seicento ore di lavoro continuo!

Questo progetto non tradirà quindi assolutamente la fiducia di chi vorrà realizzare un duplicato; l'importo da spen­ dere per le parti, risulterà un investi­ mento sicuro.

Premessa questa assicurazione, possia­ mo osservare il circuito elettrico : figura 1.

Il complesso impiega due soli stadi; pilota e finale (TR1 - TR2) e come non di rado avviene le ottime caratteristiche derivano dalla attentissima e criticissima scelta dei transistori impiegati, effettuata non solo sugli "sheet" delle caratteristi­ che, ma

al banco;

si usa dire.

"smanettando", come

Il TR1, 2N4427, è un recente TR W elaborato proprio per l'impiego nelle sta­ zioni radio VHF che ha un guadagno senza uguali, a parità di corrente di col­ lettore, effettuando il paragone con ana­ loghi. Un "TO-5" brillantissimo che "sco­ primmo" studiando lo FM3 di buona memoria.

In quel progetto il 2 N4427, appena di­ stribuito, all'epoca, lavorava come stadio pilota; in questo, equipaggia l'ingresso ed offre un guadagno talmente elevato da valer praticamente "dieci"

in potenza.

Lo stadio finale, indicativamente

quin­ tuplica

la potenza d'ingresso, come dire che per 1 W ne rende 6,9; per 1,5 W rende 8 W e con 2 W di pilotaggio giun­ ge a 10-11 W resi. Naturalmente, per un funzionamento indistorto la tensione di alimentazione deve essere elevata di con­ serva al "drive", come dire che se si di­ spone di 1 W, la

VB può essere dell'or­ dine dei 12-13 V, ma se il valore sale a

1075

I

2 W, quest'altro parametro deve essere portato nell'ordine dei 18 V, per non in­ correre in distorsione con oltre lO W di uscita. Il lettore abituato a vedere che la maggior parte dei "power" offre un gua­ dagno non più grande di 3 ,5 dB o si­ mili, può stupire leggendo le caratteri­ stiche di questo, però nel campo delle piccole potenze simili incrementi sono assai più facilmente raggiungibili rispetto agli amplificatori "grossi", ed inoltre noi abbiamo scelto, nella gamma dei transi­ stori che possono lavorare nella fascia dei 10-12 a 110 MHz quello che senza dubbio assicura il maggior incremento : si legga il TR W 2N6081, parente stretto del 2N6084 ben noto per gli amplifica­ tori da 50 W, ma dotato di un "beta" molto superiore a quello del "Fratello maggiore" alle correnti normali di lavo­ ro. Abbiamo ovviamente sperimentato altri transistori, in questo altro stadio, ma nessuno ha offerto la medesima dolcezza di regolazione , resistenza ai cortocircuiti sul carico e sopratutto appunto,

gua­ dagno.

Ci urgeva dire tutto questo, per spie­ gare che qualunque sostituzione in meri­ to ai transistori non può che risolversi in un severo calo delle prestazioni dell'ap­ parecchio.

Se il lettore ha a disposizione altri transistori che sembrano avere caratteri­ stiche similari ai detti NON li impieghi in questo amplificatore , o li impieghi pu­ re se vuole, ma noi non garantiamo che le prestazioni siano quelle annunciate ! circuito elettrico è semplice, senza

TI essere elementare. TR11avora direttamen­ te pilotato dalle creste positive del segna­ le che proviene dall'exciter, in perfetta classe C; R1 serve per il disaccoppia­ mento, R2 per assicurare la stabilità ter­ mica ai valori studiati; JAF1 esclude la

R2 dal circuito RF evitando i fenomeni di carico spurio.

'.

PASSAN TE DI US CI TA

Fig. 2

-

'"

C7 o

VANO DEL TR2

C4

Disegno in scala 1:1 della scatola TEKO

C2

VA NO DEL TRl

VI TE DI FISSA GGIO

...- PASSAN TE DI IN GRESSO che contiene l'amplificatore; notare la posizione dei passanti di ingresso, uscita e alimentazione, dello schermo metallico e di alcuni componenti.

Il collettore del TR1 è alimentato tra­ mite la JAF2 che è accuratamente fIl­ trata dal p-greco costituito da C2, JAF3 ,

C4. LI accorda lo stadio e per il mi­ glior adattamento al successivo è presen­ te la serie variabile capativa C3 , CP1 e

CP2.

L2 è già parte del finale e serve per compensare l'ingresso del transistore;

J AF5 chiude a massa il circuito di base per l'autopolarizzazione ; ad evitare strani fenomeni di risonanza che si potrebbero avere nell'avvolgimento è presente R3 che annulla il Q relativo.

TR2 è uno stripline (transistore munito di reofori a bandella) ; come è noto, questo genere di elemento attivo auto­ oscilla furiosamente se non è hene di­ saccoppiato ; allo scopo, per evitare il fe­ nomeno , servono prima di tutto C5 e C6, inoltre l'alimentazione di collettore è hen fIltrata da C7 , JAF4, C8.

L'accordo del finale, per la minima emissione di spurie è costituito da L3-

L4, C9-ClO-CP3, sistema dall'elevato fat­ tore di merito.

Se si impiega un successivo "power" l'amplificatore va benissimo com'è de­ scritto ; se invece all'uscita si prevede di collegare l'antenna (una potenza di lO W,

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C 3

3 - Illustrazione indicativa circa laposizione dei diversi componenti all 'interno della scatola per il lavoro a livello di quartiere è già più che sufficiente) è meglio interporre un fIltro armonico esterno, del tipo a tre o quattro cellule a K-costante, da noi illustrato in precedenza in diversi articoli.

Fig. 4

-

Montaggio scatola-radiatore.

TEKD.

Dal punto di vista meccanico, l'ampli­ ficatore ha una realizzazione molto clas­ sica; impiega una scatolina Teko-profes­ sionale come schermo integrale, misu­ rante 80 mm per 50 per 25, Questa, è divisa in due scompartimenti per mezzo dell'interposto schermo saldato trasversal­ mente , dopo l'installazione della basetta stampata (si veda la figura 2).

TI primo, per TRI, è lungo 30 mm, l'altro com'è ovvio occupa tutto lo spazio rimanente,

50 mm in lunghezza. prototipo da noi realizzato, e visi­

TI bile nelle fotografie, è in realtà un po'

"caotico" . essendo sperimentale e primo campione del circuito proposto. Per tale motivo, non ci dilunghiamo nella sua descrizione, e non riportiamç> neppure il classico disegno del "circuito stampato": pensiamo sia possibile elaborare un mon­ taggio più pulito e funzionale.

Ci limitiamo a suggerire in fig. 3 ( IUel­ la che a noi pare la migliore posizione reciproca dei componenti; scelga poi lettore se realizzare il montaggio con la tecnica del 'punto a punto' oppure (lo preferiamo) su vetronite doppia ramata, sviluppando a tale scopo un adeguato disegrio delle piste.

La basetta sarà da completare di essere introdotta nella scatola schermo ; le connessioni con i condensatori pas­ santi (C l , C5, C8, C 13) si faranno in un secondo tempo. Tutte le parti possono essere montate senza problemi d i sorta, eccependo naturalmente per l'assoluta bontà delle saldature; i dati delle bobine sono i seguenti :

L I : 6 spire di mo in rame argentato o 1

7 mm, diametro dell'avvolgimento mm, spaziatura circa

1 mm. Lun­ ghezza totale dell'avvolgimento circa

9 mm.

L2 : una spira e mezzo in filo di rame argentato

0 l mm , diametro dell'av­ volgimento

7 m m, spaziatura tra la spi­ ra e la mezza circa 2 mm.

L3 :

2

2 5 mm.

il prima

spire intere; filo di rame argen­ tato

0 l mm, diametro dell'avvolgi­ mento

11 mm. Spazialura tra le spire circa

L4: eguale alla L3.

JAFI : lO spire di filo in rame smaltato da

0

0,6 111m, avvolte in aria, incollate con "Q-Dop e" G.B.e. Diametro del­ l'avvolgimento 6 mm.

JAF2 : Impedenza da 5 jJH.

JAF3 :

V K

200 Philips.

JAF4 : Eguale alla JAF2.

J AF5

:

V K

200 Philips.

Effettuando buone connessioni "da­ punto-a-punto", tenendo brevissimi i reo­ rori , il lavoro è pura routine. Una volta ché la basetta sia ultimata, e naturalmen­ te ben riscontrata, la si collocherà nella scatola schermante dopo aver montato su questa i condensatori passanti. I l "vi­ tone" dèl TR2 attraverserà il fondo e la ramatura che circonda le piazzole sarà saldata senza economie di stagno e ca­ lore al lamierino dell'involuro, ed allo scheqllo da collocare a questo punto.

Per completare il tutto, si connetteran­ no C8, che va direttamente dal bipass al negativo generale , Cl che ha uguale montaggio, JAF3 che corre tra i pas-

1077

santi C2 e C4, i cavetti di ingresso ed uscita

(R

G-58/U). TRI sarà munito di un radiatorino a stella, facendo bene at­ tenzione che questo non vada a toccare alcuna parte, alcuna connessione e peg­ gio l'involucro-schermo.

Dopo un ulteriore controllo , il com­ plesso scatola-hasetta ultimata, sarà mon­ tato su dI un radiatore in trafIlato di duralluminio. Nel prototipo si utilizza un tradizionale washer lungo 130 mm, largo

80 mm · , alto � 25 mm e munÌto di 8 alette.

Per il fissaggio servirà il vito ne del TR2, che ovviamente va a serrarsi sul radia­ tore, più una vite autofIlettante (vedi figg. 2 e 4).

.

L'apparecchio, così ultimato, potrà es­ sere sottoposto a collaudo ; come abbia­ mo detto in precedenza, due sono i para­ metri fondamentali, l'ampiezza del segna­ le di pilotaggio e la tensione VB che do­ vranno essere in stretta proporzione.

Pri­ ma

di applicare qualunque tensione o segnale, all'uscita dovrà essere collegato un wattmetro NON del tipo "passante" ma con carico fittizio incorporato.

Le indicazioni di questo strumento serviranno per allineare bene il comples­ so. All'inizio� la potenza erogata dal siste­ ma potrà essere incredibilmente bassa ri­ spetto a quella attesa, ma non ci si deve preoccupare perché piccole variazioni ne­ gli accordi danno notevoli "swing" nel­ l'uscita. li primo compensatore da rego­ lare è CP3 , non molto critico. CPl e

CP2 invece saranno regolati con la mas­ sima attenzione e

I emativi, tenendo d'occhio il wattmetro.

Raggiunto un buon accordo tra i due stadi, la potenza inizierà a crescere bru­ scamente , e verso il massimo, basta ruo­ lare uno dei due di lO

piccoli

W .

Pazienza quindi, in mo detto, deve essere spostamenti al­ gradi, per vedere calare o crescere l'uscita di 3-4

W per un totale di questa fase dell'aggiustamento, perché i buoni risultati dipendono da quei dieci minuti in più dedicati al lavoro. Se l'am­ plificatore "recalcitrasse" l ovvero non rag­ giungesse in alcun modo la potenza pre­ vista, L3 oppure L4 potrebbero essere spaziate erroneamente , in più o in me­ no.

Se si incontrano difficoltà, conviene

"allargare" o "restringere" le due spire.

Minor importanza, sebbene non trascu­ rabile, hanno LI ed L2. I pochi fortu­

I lati che dispongono di un analizzatore di spettro, al termine delle regolazioni possono verificare la distorsione intro­ dotta dall'apparecchio, che, come abbia­

molto

contenuta.

Nel caso che invece fosse pronunciata, certamente la tensione VB non sarebbe proporzionata al segnale di pilotaggio, come abbiamo detto; o troppo elevata Der un drive minuscolo, o viceversa. Comun­ que, riunendo nei termini da noi detta­ gliati in precedenza, con tutte le possi­ hili interpolazioni, problemi non ne sor­ geranno.

ELENCO DEI COMPONENTI

R1

R2

R3

Cl

C2

C3

C4

CS-C6

C7

C8

C9

CIO

CP1-CP2-

CP3 resistore da lO

Q - 1/2 W - 5% resistore da 100

Q - 1/2 W - 5% resistore da 56

Q - 1/2 W - 5% condensatore elettrolitico da 100 IJF - 25 VL condensatore passante da 1 nF condensatore ceramico da 33 pF con�ensatore passante da 1 nF condensatori ceramici a tubetto da 68 pF condensatore passante da 1 nF condo ceramico da 100 nF condo ceramico da 100 pF condo ceramico da 47 pF compensatori a disco da 10/50 pF

L1-L2

L3-IA

JAFl-2-3-

4-5

TR1 vedere testo

TR2

VARIE vedere testo transistore TRW 2N 4427

(da non sostituire) transistore TRW 2N 6081

(da non sostituire) scatola TEKO Professional radiatore cavetti RG 58/U per l'ingress�

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30- 1

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HT/41 30-30

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5,5

mm

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HT/ 4 130-54

5

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Positivo in punta

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2,5

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Il aramente avviene che una descri­ zione "scateni" i commeriti episto­ lari dei lettori e che anche in fre­ quenza si parli diffusamente del progetto ; non solo con noi (che i;· siamo operatori

CB piuttosto attivi) ma in .QSO cui non prendiamo parte. Tutto questo però

è avvenuto dopo la pubblicazione del "Fil­ tro anti TV!" per stazioni Citizen Band, apparsa sul numero 3/1977, pagina 257.

Dobbiamo dire che i commenti sono stati ampiamente favorevoli; vi

è chi ha detto di aver acquistato la libertà di modulare durante le emissioni TV; chi ha risolto discussioni e litigi addirittura in famiglia, prima che con i vicini di casa; chi ha fi­ nalmente potuto dimostrare di essere estraneo all'origine di certi disturbi che giungevano in concomitanza con le ar­ moniche, ancora più forti di queste e co­ sì via.

Alle approvazioni, in certi casi anche un pò esagerate, si

è unita un'unica cri­ tica; taluni operatori, hanno aggiunto :

"sarebbe però stato meglio, visto che ave­ vate intrapreso lo studio, che aveste cu­ rato anche il mtraggio

anti-FML

ovvero contro le interferenze portate all'ascolto

FM!".

Ora, inizialmente la cosa ci

è sem­ brata un pò strana, perché la FM non dovrebbe essere assolutamente disturba­ ta dalla CB; infatti, trascurando la secon­ da armonica dei segnali, troppo bassa per molestare, la terza armonica del pri­ mo canale ricade su 79,5 MHz e la terza armonica del ventitreesimo canale su

8 1 ,75 MHz ; due valori sempre troppo bassi per "offendere" l'ascolto della gam:. ma 88-104 MHz. La quarta armonica, invece,

è troppo "alta" per arrecare fastidio. Allora? Beh, ci siamo informati tra i nostri tantissimi amici che prati­ cano la CB, ed in tal modo abbiamo appreso che contrariamente all'evidenza ed al sapere, in effetti non di rado i CB vengono ripresi dagli ascoltatori delle radio private e dei programmi musicali, perché importunano con i loro segnali; e non a causa di un banale accoppia­ mento via rete-luce, prevenuto dall'im­ piego di adatti bipass, ma proprio in

ra­ diofrequenza!

Come e perché ciò possa accadere

è tutt'altro che chiaro; proba­ bilmente vi sono dei ricetrasmettitori che tra le diverse spurie emettono anche "in­ terarmoniche" generate dagli oscillatori sintetizzati.

Visto che le cose sono in effetti come ci sono state riferite, abbiamo deciso di rivedere il ... "celebre" mtro, incremen­ tandone ulteriormente le prestazioni.

Dallo studio relativo

è scaturito il passa-

I n

5 2 n

(40 W max) basso "F2" che trattiamo qui.

In pratic�, si tratta di un sistema di

"trappole" L/C che "cancellano" ogni segnale

che abbia una frequenza superio­ re a 40 MHz;

in tal modo mentre sui ca­ nali CB non si ha alcuna attenuazione, lo spettro VHF-UHF

è completamente protetto.

A

50 MHz, il mtro introduce già una attenuazione di 30 dB, come dire

di mil­ le volte.

Per ottenere un'attenuazione così pro­ nunciata, il mtro

è articolato sulle clas­ siche "cinque cellule" a K-costante, ela­ borando in modo opportuno gli avvol­ gimenti ed i valori fissi delle capacità.

Visto che la serie di trappole, oltre a non avere alcuna influenza sui segnali compresi tra 26 e 27,5 MHz, deve anche evitare in assoluto la possibilità che in­ sorgano onde stazionarie, l'impedenza di ingresso e di uscita

è calcolata accu-

C3

Fig. l

-

Schema elettrico .del filtro RF per CB dalle eccezzionali caratteristiche.

Out

52 n

1 08 1

SERIE , NEIA

Alcal i n o manganese ratamente per 52

O.

Possiamo assicurare che anche se la taratura

è imperfetta, magari l'attenuazione sulle spurie dimi­ nuisce, ma in nessun caso interviene un

ROS importante.

Sul circuito (fig. 1) vi

è poco da os­ servare, visto che il tutto

è formato da due accordi serie (LI e Cl nonché L5 e C4) che lavorano in unione ad un passabasso a tre cellule : L2 con Cl-LI e C2; L3 con C2 e C3 ;

L4 con C3 ed

L5-C4.

Sarebbe piuttosto interessante trattare il calcolo degli elementi, ma temiamo che questo sia un argomento troppo spe­ cialistico per la massa dei lettori. Riman.,. diamo quindi gli studiosi ed appassionati al "Radio Amateur's Handbook" che ri­ porta le formule relative . sin dall'edizio­ ne del 1964, pagina 525.

Dalla edizione 1976, togliamo a titolo esemplificativo la tavola riportata nella figura 2, che nel testo

è appoggiata da una eccellente esposizione teorica. Espo-

1 082 o stilo microstilo

PILE CON

CAR�TTERISTICHE

SUPERIORI

Sono state costru ite i mpiegando elem enti p u rissimi e sottoposte a contro l l i rigorosi, per q u esto posson o e rogare u n ' e l evata corrente p e r l u n g h i periodi e g arantire tensioni molto sta b i l i .

Posson o i n o ltre essere tenute i n ut i l izzate per l u n g h i periodi, perché non perd o n o acidi e la carica anche

1

M odello 936

2

Ten s i o n e n o m

Capacità: 1 0 .

.

11/01 33-02

Modello 926 i nale: 1 ,5 V

Tensione n o m i n a l e : 1 , 5 V

1 1/01 33-01

M odello 978

Tensi o n e n o m i nale: 1 ,5 V

Capacità: 1 .800 mAh

1 1/01 33-03

4

Modello 96 7

Tensione n o m i n a l e : 1 ,5 V

Capacità: 800 mAh

1 1/01 33-04

Filter Design Formulas

(a) Basic Absorptive Filters

Wc

=

2rr!c: fc

= cnt-off freq.

Ro

= effective load resistance due to antenna

AlI reactances are positive and are computed at jc, i.e. XL = wcL,

Xc

=

I N PUT

INPUT l N PUì

XL! = 1 .414

Ro

Xc! = XL!

X

CI

=

1 .414

Ro

X

Lt = XCt

XCs = XLS = 0.5

Ro

X

LS = XCI = 1 .489

Xcs

Xc! = XLI = 2XLs

I N PUT

XCii = XLS = 0.309

Ro

XLii = Xc! = 3.61 XCii r

X

XLii

0.81

XL4 = XCI = 0.428 Xc;.

XL4

X

0.383

6

-

POlE FI LTE R

ttB··

XL(J

= Xcs =

X

C(J =

X

XL6

XLii = XC! = 1 .

.

102

Xce

XCii = XL! = XLii

0.536

XL4 = XCl = 0.367 Xcs

X

X

L4

0.367

(b) Formnlas for ReSOllant Traps

X(wc)

= Design valne of reactance at the cutoff frequency

(fc).

fllap

See (a) above.

= Trap frequellcy

All reactallces compnted at

Series .l'rap

(Shllnt fc. capacitor of filter series-tllued)

I N PUT

Ro X

Xq

XLa = XCt = 0.585 Xc;.

Xcs

= XLt = XLa

L =

Cf )

2 - 1 fe

.

.:

"t .

:1.

" e

=

Wc +

X

L

Parallel Trap (Series coil of filter paralIel­

Xc =

XL = tllned)

X(We)

[(f;;p)

2 - 1

]

X

XcX(wc) c

+

X(wc)

Fig. 2

-

Formulario per il calcolo di filtri RF tratto dal "Radio A mateur's Handbook", edizione

1976, cui si rifà l 'autore del/'articolo.

sta così la bibliografia, torniamo al no­ stro elaborato descrivendo il montaggio.

TI fIltro precedente utilizzava una sca­ tola di un certo ingombro, ed allora, ri­ vedendolo dal punto di vista elettrico, abbiamo ritenuto opportuno rielaborare anche la disposizione delle parti in modo da renderlo più compatto ed "elegante".

Con la nuova basetta che misura 95 mm per 65 (si veda la figura 3), è possibi­ le utilizzare come contenitore una scato­ letta Teko in alluminio modello 3/ A, reperibile presso tutte le sedi della GBC

Italiana. Tale involucro misura mm 1 00 per 72, per 25 in altezza. Ha un prez­ zo modesto e presenta la perfetta scher­ matura necessaria ai nostri fini.

Osserviamo i componenti che fanno parte delle cellule di fIltro, prima di tutto le bobine , che hanno i dati che trascri­ viamo di seguito :

LI: 5 spire, fIlo in rame smaltato oppure argentato, diametro 1 mm.

Diametro dell'avvolgimento (interno) mm. 9. Spaziatura di base (da rego­ lare in sede di messa a punto) 1,2 mm.

L2 : 9 spire , altri dati, come sopra.

L3 :

IA: lO spire, altri dati, come sopra.

Eguale alla L2.

L5 : Eguale alla LI, salvo per la spa­ ziatura-base , che è di 2 mm, salvo ulteriori aggiustamenti.

I condensatori sono a tubetto, e de­ vono appartenere al genere

professionale.

È

ammessa una tolleranza massima del

2%, e dopo varie prove , è risultato che il miglior coefficiente termico sia N-Zero per Cl e C4, ed NPO per C2 e C3. Non occorre infatti una severa compensazione termica

visto che gli avvolgimenti non de­ vono scaldarsi durante il funzionamento.

Osserviamo ora la basetta.

Questa deve essere in vetronite per

VHF-UHF, e le piste riportate nella fi­ gura 3 devono essere 'riprodotte

tali e quali

se si intende realizzare un dupli­ cato del fIltro; infatti hanno una lun­ ghezza ed una posizione attentamente

Fig. 3

-

Realizzazione del filtro su basetta stampata in vetronite. calcolate e rielaborate in pratica. Mutan­ do un solo parametro, cambierebbero le capacità parassitarie verso la massa, le capacità reciproche, ed in sostanza numerosi valori. Ora, tali mutamenti, ben difficilmente potrebbero portare ad un miglioramento, come ben si comprende !

L'assemblaggio della basetta è molto semplice, nessuna parte ha un verso di inserzione obbligatorio ; facendo buone saldature , si può essere certi che non serva altro (fig. 4).

Dal circuito stampato passiamo alla scatola. Su questa si devono preparare i gruppi di fori adatti ad accogliere i connettori coassiali femmina da pannello

SO-239; ne servono due, ciascuno mu­ nito di un "centro" da

0

16 mm, e

ELENCO DEI COMPONENTI

Cl

C2 condensatore a tubetto da 56 pF - NlZero condensatore a tubetto da 150 pF - NPO eguale al C2 C3 ca

Ll-L2-L3-

IA-LS eguale al Cl si veda il testo

Accessori: Scatola Teko Modello 3/ A (di­ stribuita da titte le Sedi della G.B.C.

Italiana). Due prese coassilai S0/239

Amphenol da pannello. Quattro distanzia­ tori 3 MA alti 5 mm. Viti, dadi, rondelle e minuterie varie.

Fig. 4

-

Disegno delle piste ramate della basetta su cui è allestito il filtro RF.

1 083

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Vista interna de/filtro RFper CB. quattro "angolari" che necessitano per bloccare le prese sulla massa mediante viti e dadi 3MA.

La basetta è studiata in modo tale da connettersi ai "capi caldi" delle prese coassiali con raccordi brevissimi. In pra­ tica bastano due tratti di ftlo nudo ar­ gentato lunghi lO mm per abbondanza.

Per il montaggio dello stampato nella scatola "3/ A", servono quatto distanziali alti 5 mm, con i bulloncini soliti, però visto che la massa generale è assicurata proprio da questi elementi, ci si deve accertare che il contatto della ramatura alla superficie del contenitore sia

eccel­ lente.

Qve sorga il minimo dubbio sulla conduzione, si devono impiegare ron­ delle elastiche, o ranelle del tipo Gro­ wer.

TI ftltro, una volta che sia ultimato starà nel palmo della mano, sarà solido e dall'aspetto gradevolmente ordinato.

Rassomiglierà molto ad un tipico pro­ dotto dell'industria.

Vediamo ora come si può connetter­ lo. Per l'ingresso, consigliamo di impie­ gare un semplice "doppio maschio coas­ siale PL-239". Stretto con cura il doppio bocchettone il contatto sarà sicuro e stabile.

Per l'uscita, ovviamente basta l'SQ-239 già connesso al cavo dell'antenna che in origine andava alla presa di antenna del ricetrasmettitore, ed ora sarà portato al­ l'QUT del ftltro.

Se per caso i connettori sono BNC, nulla si oppone alla utilizzazione, impie­ gando appunto BNC nel ftltro (da pan­ nello) ed un raccordo-riduzione dal passo ridotto.

Circa la regolazione del ftltro, si può dire nulla o tantissimo; se ci si accon­ tenta del minor rendimento, valgono le spaziature già dettagliate per le bobine; anche nel peggior caso si otterrà pur sempre un'attenuazione di 18-20 dB per le spurie.

Se si può accedere all'impiego di un

Poliskop, di un analizzatore di spettro

Decca, Hewlett-Packard o simili, la spa­ ziatura sarà aggiustata sino a raggiungere il meglio (- 30 dB, come abbiamo det­ to). In tal caso, l'esperienza dimostra che con

piccole

esaltare quasi

il

operazioni di spaziatura sul­ le LI, L3 ed L5 si possa

grandemente

"Q" dell'assieme. In certi casi, per avere il più elevato rendimento, L5 deve essere "aperta a toroide" vale a dire

dif'ormata

per compensare conden­ satori non molto precisi.

Se invece ci si accontenta, problemi non ve ne sono ... ma certo a noi pare irrazionale la rinuncia alle prestazioni ec­ cellenti che il ftltro può veramente dare.

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TDA 2611A

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Nuovi circuiti integrati con 5 e G W d'uscita

.

monolitici in contenitore SIL

-

9 incorporanti amplificatori b. f.

I c i rcu iti i nteg rati in contenito re

D I L , i n corporànti a m p l ificatori b.f. di potenza, p resentano n o n i nd iffe­ renti p ro b l e m i per ciò che rig uarda il d issi pato re d i cal ore. L'attuale tendenza a rendere p i ù rid otte pos­ s i b i l i le d i mensioni d e l l e apparec­ c h i atu re a u d i o ( rad ioricevitori , am­ p l ificatori b.f., reg istratori ecc. ) , e ottenere n e l l o stesso tem po, valori di potenza sem pre più elevat i , ha sti molato i p rogettisti d i c i rcu iti i nteg rati a riso lver.e i n man iera p i ù raz i o n a l e q uei p roblem i d i rTlOntag­ g i o a cui abbiamo accen nato poc'a nzi .

Q u esti pro b l e m i sono stati risolti con l ' i ntrod uzione di u n n uovo tipo di conten ito re, detto SIL (Si ng le- I n ­

L i ne ) , la c u i pec u l i a rità è q u e l la d i sè parare i n m a n i era netta le ca rat-

Contenitori S I L · 9 confrontati con un contenitore DIL di potenza. teristiche elettriche da q u e l l e ter­ miche d e l l ' i nteg rato. I nfatt i , in q ue­ sto n uovo conten itore, da un lato troviamo tutti i ter m i na l i elettrici

(9

in tutto ) , dal l'altro u na partico lare aletta meta l l i ca che permette d i m ontare l'i nteg rato su rad iatori d i calore d i qualsiasi fo rma.

I vantag g i d i q u esto n uovo conte n i ­ tore s o n o q u i n d i evi denti e posso no esse re così riass u nt i :

• netta sepa raz ione tra le sezion i elettrica e term ica d e l l ' i nteg rato

• estrema fac i l ità di fissag g i o del­ l ' i nteg rato al rad iatore d i calore r i c h i esto

• m ontag g i o s u l c i rc u ito stam pato, fac i l itato per il fatto che i term i­ n a l i elettrici si trovan o solo l u ngo u n lato del l'i nteg rato. Q uest i ter­ m i n a l i so no i noltre access i b i l i da entra m b i le s u perfi c i del c i rcu ito stam pato stesso, il che fac i l ita eventu a l i co ntrol l i e m i s u re.

• com ponenti esterni ridotti al m i n i mo.

DATI TECNICI PRINCIPALI

Tensione di alimentazione

Corrente continua di uscita

(valore di picco)

Potenza di uscita (dtot con Vp

=

25 V; RL

=

=

15 con Vp

=

1 8 V; RL

=

1 0%)

O

8 n

Distorsione armonica con Po

<

2 W; RL

=

15

I mpedenza d'ingresso

O

Corrente di riposo con Vp

=

25 V

Sensibil ità

P o =

3 W; RL

=

15 n

Temperatura ambiente

TDA 2611

Vp

10M

Po

Po dtot

Izd

Itot

Vi

Tamb

TDA 2611 A

6 ... 35 V Vp

1 ,2 A

5 W

4,5 W

0,3%

45 k n

30 .... 60 k n

35 mA

10M

Po

Po dtot

IZil

Itot

90 mV V i

- 25 -:- + 1 50 °C Tamb

TDA 1 010

6 ... 35 V Tensione di alimentazione

Corrente continua di uscita

1 ,5 A (valore di picco)

4,5 W

Potenza di uscita (dtot

= con Vp

=

14 V; RL

=

8

5 W Vp

=

Vp

=

1 4 V; RL

=

1 4 V; RL

=

4

2

1 0%)

0

O

O

45 k n

0,3%

Distorsione armonica

45 k n per P o

<

3 W; RL

=

4

-:- 1

M n

Impedenza d'ingresso: preamplificatore

25 mA ampl ificatore di potenza

O

55 mV

- 25 -:- + 1 50 °C

Corrente di riposo con Vp

=

14 V

Sensibilità con

Po

=

1 W; RL

=

4 n

Temperatura ambiente

Vp

10M

Po

Po

Po dtot

Itot

6 ... 20 V

2,5 A

3,3 W

6 W

6 W

0,3%

30 k n

20 k n

25 mA

Vi

4 mV

Tamb

- 25 -:- + 1 50 °C

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Components and Materials

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U na volta si sarebbe detto: un ri­ cevitore semplice da costruire, dal

. funzionamento sicuro, dalla messa a punto inesistente, trova sempre un ac­ quirente: la finalità del mio ricevitore è appunto quella di farsi acquistare da voi.

E, poiché ho imparato, a mie spese, che non vale la pena di farsi belli con le penne del pavone, se poi c'è un san­ tommaso che guarda sotto (le penne, e che altro?), così ho deciso di darvi, in tutta semplicità, scrivendo "come se ma­ gna", le prestazioni di questo "pseudo­ gioiello".

Dunque, dapprima quelle più positive: ha una buona potenza d'uscita - circa

1 W col 10% di distorsione, ma se vi limi­ tate al 1/2 W, allora la distorsione sarà solo quella - normalmente non trascu­ rabile - introdotta dall'altoparlante e dal mobiletto, ha una buona sensibilità - non l'ho misurata: ricevo, qui in questo pae­ setto dimenticato dalla buona mamma

RAI "anche" le locali (ed è credetemi,

RADIORICEVITORE OM

AD AMPLIFICAZIONE

DIRETTA

di A. Bini un buon test, in quanto parecchie su­ pereterodine NON ce la fanno), oltre ad emittenti provenienti da diverse centi­ naia di chilometri (un altro esempio : la notte, non certo a piena potenza, mi en­ tra perfmo "notturno italiano"). Ricevo quindi normalmente Capodistria, Trieste, alcune delle più potenti locali venete, di giorno; di notte, Praga, Vaticano, Mon­ tecarlo, ha una buona selettività - a

Trieste separa l'emittente locale (anni fa trasmetteva a 20 kW, ora non so) da Capodistria, anch'essa piuttosto po­ tente, e ... priva di scrupoli nell'interfe­ rire. Consuma accettabilmente, ma vi consiglio due pile da 4,5 V, quadre, in serie, se non volete una miniaturizza­ zione eccessiva: hanno un'autonomia fantastica.

Ed ora il meno buono : si può miniaturizzare - ma non trop­ po. La necessità di non avvicinare, anzi decisamente allontanare LI ed L2, sia quest'ultima del tipo classico o del tipo sul nucleo ferritico, tenendo le per giun-

1 087

L 1 cv

R 4

r-�------.-------�-------r--r-------�--�S1

O

P2

<II

0 + il

V. BATTE R I A ta ad angolo retto tra loro ; l'opportuni­

di usare un altoparlante di buone pre­ stazioni quindi di ingombro non trascu­ rabile, portano a scegliere la soluzione

"portatile, non tascabile". Quest'ultimo è egualmente, rinunciando alla potenza di uscita. Meglio allora sostituire all'integra­ to un BC 108 in BF, che pilota un auri­ colare, e superminiaturizzare il tutto. Se poi al TBA 820 sostituisce due BC108, in circuito analogo a quello di RF, chiu­ si su un auricolare da 600

O,

con 470

O

(o 1000) al posto di L2, avrete - in poco spazio - anche troppa potenza BF.

Continuiamo : non serve vetronite : se vi avanzano soldi, o non trovate altro (è stato il mio caso), usate la pure : l'aumen­ to di resa non sarà assolutamente perce­ pibile.

Componenti di buona qualità: non oc­ corre andare sul tantalio, per gli elettro­ litici, ma, a scanso di autooscillazioni, evitateli se non assolutamente "freschi".

Ll : 60

+

5 spire da 0,45 mm sma1tato, avvolto a spire serrate su bobina scorre­ vole ; se in buono stato anche una bo­ bina preconfezionata per onde medie

(ma volete privarvi dell'arcaico piacere di avvolgere, da soli, la "vostra" bobina?).

Nucleo in ferroxcube all'uopo: più gran­ de, meglio è.

Diodo zener: da 4,7 a 7 V, ogni zener va bene (normalmente non occorre nep­ pure ritoccare R4).

S: nel prototipo non c'è - ho usato un piccolo "a levetta" giapponese mon­ tato direttamente sul mobile - sarà bene utilizzarne uno comandato dal potenzio­ metro P2.

P1: da ritoccare per il miglior risulta­ to (sensibilità e uscita, compatibilmente con la distorsione).

Le finalità? Eccole : offrirvi qualche ora di relax nella costruzione ; qualche buona parolaccia a scopo sublimazione degli istinti mentre cercate gli errori; qualche ora di relax durante l'ascolto, tra una se­ rie di parolacce e l'altra per tutto quello che vi aspattavate da questo ricevitore e non vi avete trovato.

Infine, quando - e "se" - il tutto funzionerà, la finalità primaria, quella di imparare qualcosa, potrà dirsi avviata verso un lontano compimento.

FUNZIONAMENTO

Come non era affatto chiaro dal testo che avete avuto occasione di leggere fino aqesso, il ricevitore è del tipo chiamato

"ad amplificazione diretta".

Unico circuito accordato - il che non depone certo a favore della selettività -

è quello formato da L I

+

CV. Se non separate bene le stazioni, potrete rima­ neggiare i dati costruttivi di LI diminuen­ do il numero delle spire della sezione di adattamento di impedenza (ad esempio portandole a un paio). Interessante sia per quanto riguarda la selettività che per ciò che concerne la sensibilità, può essere

1 088

introdurre un quantitativo giustamente dosato di reazione.

Questa si può ottenere collegando - se il cablaggio è stato così ben concepito da evitare l'introduzione accidentale di feed­ back positivo - un compensatore da 3+ 13 pF tra il collettore di

TRI e il lato caldo di CV. (fig. 2).

La regolazione del citato sistema reatti­ vo va fatta sulla stazione più potente che siete in grado di captare sulla parte alta della gamma

OM.

Viene effettuata ruotando con apposito cacciavite il compensatore di accoppia­ mento reattivo fino a che l'immancabile fischio non scompaia.

I due transistori costituiscono un siste­ ma amplificatore RF ad elevato guada­ gno, ad accoppiamento diretto ! Pl è già stato ricordato qualche riga addietro.

TI

carico del sistema amplificatore è costi­ tuito dalla induttanza L2 di valore com­ preso tra 1 ,5 e 5 mH. lo, per ... nostalgia, ho usato una arcai­ ca Geloso 555, voi potete benissimo ado­ perare il suo moderno sostituto, con nu­ cleo in ferroxcube, dalle dimensioni che ricordano le bobine di compensazione video.

TI

sistema amplificatore RF è disaccop­ piato e portato nelle migliori condizioni di lavoro tramite R4 e

DZ, in modo che variazioni della tensione di alimentazione dovute all'assorbimento variabile dello stadio BF ed alla R interna delle batterie, non influenzino il funzionamento del sistema RF. C4 e P2 costituiscono il grup­ po di rivelazione.

La l'arte BF è c _ ostituita da un circuito integrato

TBA 820, in uno schema che ricalca quello fornito dalla SGS, prima produttrice di detto componente.

Posso solo ricordare che i valori che sono stati attribuiti ai componenti portano il punto di lavoro del circuito integrato a fornire 1 W su di un carico di 4

O.

Vi consiglio però di adoperare un alto­ parlante di almeno 8

O.

Vi corrisponde una potenza resa minore, ma il vostro circuito integrato lavorerà in condizioni di maggiore sicurezza.

I diodi

D I e D2, è evidente, risultano funzionare da rivelatori.

Sono montati in circuito duplicatore di tensione. Se Vi dovesse fare piacere il sofisticare un po' il circuito, è anche possibile introdurre un sistema CAG, che permette di rendere un po' meno sensibile al "fading" la ricezione di emit­ tenti lontane in ora notturna (fig. 3).

L1

C 1

T R 1

R 2

Fig.

2

-

Proposta di variante allo schema di fig. risultare, invece, negativa, invertire i capi dell'avvolgimento da

5 spire di massa e a Cl).

l

per introdurre una resistenza positiva. Se dovesse

Ll

(quello chela capo a

Guardate le fotografie : è un esempio di come non dovrebbero essere accostate

LI ed L2 : allontanatele di più e vivrete meglio.

In un altro momento, avendo più tem­ po e potendo studiare meglio la disposi­ zione dei componenti, avevo realizzato due pannelli separati, uno per la RF, quell'altro per la BF.

Vantaggi? adattabilità a quasi tutti i contenitori (avete mai provato a cablare

100 k.n.

100kll. il circuito che monta il TBA 820 su un pannellino rotondo, e con opportune zampette metalliche per il fissaggio ai bordi del cestello, a sistemarlo "entro" il cono dell'altoparlante? ai non esperti, fa un certo effetto !) con possibilità di "per­ sonalizzare" estremamente la soluzione estetica. Si può arrivare ai limiti del pessi­ mo gusto.

TI resto lo trovate, sparso, qui e là per l'articolo.

C2

T R 2

0.33 M .n.

5'-

Realizzazione pratica

Non c'è molto da dire.

I dati per la bobina RF li ho già dati: se realizzate la bobina yourself ricordate che il fùo smaltato e preferibile 0,1 mm più spesso, piuttosto che più sottile (sem­ pre che non lo troviate della misura giu­ sta).

Fig.

3

-

A ltra proposta di variante per introdurre un certo CA

G (controllo automatico di guadagno).

Notare che

Dl

e

D2

sono invertiti rispetto al/o schema di fig.

1. Il di tutti gli altri componenti rimangono immutati rispetto alla fig.

1. resto del circuito ed il valore

1 089

BOOTSTRAP

RIPPLE

REJECTION

N. C .

COMPENSATION

FEEDBACK

N. C . .

INPUT

SUPPLV

VOLTAGE

COMPENSATION

OUTPUT

N . C .

5-0297

GROUNo

N . C .

GROUNo

( SUBSTRAT E )

Fig. 4

-

Caratteristiche relative all'integrato

TBA 820

(dai manuali della SGS).

_

Qualche parola sui semiconduttori utilizzati

I transistori : ho utilizzato dei BC 208 ... vanno bene più o meno i seguenti BC:

147 - 148 - 149; 107 - 108 - 109; 207 - 208 -

209 ed in più diversi BF, se avete voglia di spendere.

I diodi: è bene che restino al germanio : sono più sensibili ai bassi segnali avendo una soglia più bassa, se avete dei AA ... o simili di recupero schede, van bene pure essi.

Dello zener parleremo in coda.

L'integrato : ho scelto il TBA 820 per diversi motivi: i più importanti tra questi sono:

- versatilità nell'uso (tensione di alimentazione possibile compresa tra 3 e 16 V) che mi ha ispirato la variante di cui in seguito.

- non necessità di alette di raffredda­ mento, in condizioni normali.

- reiezione ai disturbi di alimentazione : notevole (vuoI dire che sopporta anche un decente ripple se alimentato in alternata oppure un notevole invecchiamento della batteria di alimentazione : la resistenza interna di questa può arrivare ad una cin­ quantina di ohm l).

- bassa distorsione in bassa frequenza.

- bassa corrente assorbita a riposo ga vita delle batterie.

= lun-

- pochi componenti esterni.

Più testo.

di

me, -però

;

parlano le foto di

ELENCO DEI COMPONENTr relativo allo

schema

e/et/rico

cii fig.

I resistori

Rl

lU

i

R3

R4

R5

Pl

P2 resisto re da 47 kO

-

1 /4 W resistQre da 15.0 kO - 1 /4 W

' '*'" resistore da l kO

-

1 /4 W resistore da 47.0 O

-

1 /2 W resistore da 100 ' j , 0 - t 12

W trimmer positivo da 1 .0.0 kO potenziometro logaritmico da 1.0.0 kO

Cl

C2

C3

C4

C5-C6

C7

C8

C9

Cl.o

01 1

C12

CV c o nd e nsa tori condensatore ceramico dà ' l.o nF condensatore ceramico da 5.0 nF cqpd�nsatore �� l , 68.o pF condensatore da 68.0 pF condensatori ceramici da

.

1.0.0 nF condensatore elettrolitico da 1

.000 IJF - 12 VL condensatore da'27.o pF cOQdensatore èl�tfrolitico da 1 .0.0 IJF - 1 2 VL condensatore elettrolitico da>1�O IJF - 12

'1condensatore cèramico da 1 .0.0 nF condensatore elettrolitico da i!

" l .o.o IJF condensatore variabile da 25.0 pF max

'ml r TR2

: transistori tipo<!BC 2.08 o equivalente

ICI

DI-D2

DZ

LI

L2

Ap

SI integrato tipo diodi

OA 95

TRA

82.0

(v�dere testo) diodo zener 4,7 V .o,4 W

(ve��re testo)

: vedere te�to

: impedenza da 1,\5

-

5 mH

: altoparlante 8 O

: interruttore lInipolare

(ev�ntllalmente .. abbinato a

1 090

O"-w,®®f,) c..metal detector

COME SI USANO

I CERCAMET ALLI

Questi cercametalli basati su nuovi principi di rivelazione ISOCON-induction balance, sono sensibilissimi detectors di oggetti metallici interrati che indicano anche preziosi minuscoli, come un anello o una monetina antica, con assoluta precisione ed infallibilità.

Grazie ai loro avanzatissimi circuiti, elaborati con una ricerca specifica pluriannuale, sono totalmente immuni dai rilevamenti erronei, hanno un consumo limitato (quindi una notevole autonomia ed economia d'impiego), una esattezza nell 'indicazione in precedenza mai ottenuta.

Trattiamo qui le norme generali d'impiego di questi apparecchi che stanno avendo un successo enorme tra archeologi e prospettori, considerato anche il loro ottimo rapporto prezzo-prestazioni.

PREPARAZIONE

DEGLI STRUMENTI

levetta, da ruotare in senso antiorario ad angolo retto. Dischiuso il pannello si infilano le pile che andranno a fissar­ si sotto la staffa apposita e saranno colle­ gati con i contatti a scatto previsti. Richiu­ sa la scatola, il cercametalli è pronto per la regolazione ; il funzionamento nor­ male prevede l'impiego dell'altoparlante entrocontenuto, ma una maggiore sensi­ bilità può essere ottenuta facendo uso della cuffia che sarà innestata nel jack posto nella parte superiore della scatola dei comandi. parlante (o dalla cuffia) scaturirà un si­ bilo. Si deve regolare questo comando principale sono ad ottenere l'affievolimen­ to del suono , magari aiutandosi con il controllo di sintonia fine. Il cercametalli offre la maggior sensibilità quando il bat­ timento è appena appena udibile. Se lo si usa mentre non si ode alcun segnale acustico, la sensibilità sarà grandemente diminuita; altrettanto (peggio) se il sibilo

è molto forte , perché in tal caso la sin­ tonia non è valida.

Questi detectors, per comodità di tra­ sporto sono normalmente smontati, e privi di pile ad evitare ogni possibile danno dovuto ad eventuali perdite di elettrolita.

Per prepararli al lavoro , la procedura

è identica (in effetti i due apparecchi trattati sono tra di loro molto simili) : si tratta di completare l'asta che sorregge la testa di ricerca e di allungarla quanto serve (il sistema è telescopico) ; allo sco­ po di inserire la parte inferiore (solidale alla testa) in quella superiore serrando il collare di tenuta zigrinato , fermamen­ te. Si montano poi le pile, aprendo la scatola dei comandi per mezzo della

CONTROLLI

I cercametalli ZR/8800-00 e ZR/

9300-00 prevedono i seg1 lenti controlli :

l)

Accensione-spegnimento e sintonia fine (manopola superiore).

2)

Sintonia grossolana (manopola infe­ riore).

Prima di utilizzare un apparecchio nel­ le ricerche, è bene impratichirsi dello uso dei controlli; quindi lo si porrà su di un tavolo non metallico e posto lungi da armadietti metallici, scansie, inferria­ te, azionando l'interruttore generale.

Ruotando il controllo della sintonia grossolana, ad un certo punto dall'alto-

LA RIVELAZIONE

Per avere idea di come l'apparecchio manifesti la scoperta degli oggetti inter­ rati ,si passerà una moneta o un gettone telefonico o una chiave sotto alla testa di bcerca (comunemente detta "padella" dalla sua forma). Si noterà che il volume sonoro aumenta e diminuisce repentina­ mente quando l'oggetto metallico si acco­ sta al centro della testa e poi se ne allontana. In questa fase delle prove con­ viene ancora regolare il comando di sin­ tonia fine ; si constaterà in tal modo quanto incida sulla sensibilità anche una modesta differenza nell'aggiustamento.

1 09 1

LA PROVA SUL TERRENO

Come abbiamo detto in una preceden­ te occasione, conviene prepararsi un'area di ricerca sperimentale interrando pezzi di lamiera di ferro , alluminio, ottone o rame dalle diverse dimensioni, o rottami del genere presi dalla cassetta degli scar­ ti, o in mancanza ritagli di stagnola per usi domestici (quella che si usa per in­ volgere gli alimenti da riporre nel frigo­ rifero, venduta ovunque in rotoli a bas­ sissimo prezzo).

Senza avvicinarsi subito ai punti dove si trovano i metalli sotterrati, si effettue­ rà la sintonia come abbiamo detto in pre­ cedenza tenendo l'apparecchio in posi­ zione operativa, con la "padella" o testa di ricerca, tenuta a circa due centimetri di altezza dal suolo.

Si muoverà quindi verso la zona "pre­ parata". Come tutti i detectors, anche questi sono in una modesta misura in­ fluenzati dalla distanza che intercorre tra il terreno e le bobine contenute nel­ la "testa", quindi si dovrà fare il possibile per non variare l'altezza. Se si esplora una zona costituita da dune o monticelli

(sconsigliabile

nelle prime prove) non si terrà quindi conto di

deboli

variazioni nel segnale acustico, o di piccole deflessioni dell'ago dell'indicatore visivo.

Una volta che ci si approssimi al pri­ mo oggetto metallico interrato il sibilo di battimento deve farsi pronunciato, e deve raggiungere bruscamente il massi­ mo volume allorché si sia sulla verticale del punto ove è nascosto.

Se ciò avvenisse,

ma in minor misura,

esclusa una eccessiva profondità dell'og­ getto-campione, la sintonia effettuata in precedenza sarebbe senza meno difet­ tosa.

Se invece la rivelazione è corretta, do­ po alcune prove tese a perfezionare la sintonia, comprendere le inevitabili varia­ zioni secondarie della nota di battimento, insomma a familiarizzarsi con il cercame­ talli in senso lato , la ricerca può essere intrapresa in una delle tante zone che vuoi per la storia, vuoi per le tradizioni o ritrovamenti fatti registrare nel tempo sembrano essere promettenti.

LA LOCALIZZAZIONE

TI

prospettore deve sempre iniziare la ricerca munito di una borsa che contenga pioli dipinti preferibilmente in rosso, in materiale amagnetico. Ultimamente van­ no molto i "ferri da maglia" grossi

in plastica,

quelli che misurano una tren­ tina di centimetri in lunghezza. Servono per localizzare grossolanamente un pun­ to che "dà segni".

Circa i terreni da ispezionare abbiamo già detto molto nelle precedenti trattazio­ ni; sbrigativamente, per chi non ci avesse seguito, citeremo le vicinanze degli anti­ chi manieri, dei valli, dei fortilizi.

=

@..%©®fr>�metol detectorsn

Fig.

-

Aspetto del cercarnetalli G. B.

ZR/8800-00.

C.

Tali zone sono particolarmente ricche di monete, statuine, punte di frecce e di lance, fibbie, parti di armature, canne e grilletti di armi da fuoco di un tempo, speroni, armi bianche spezzate, noci di piombo da fionda, e persino palle da cannone.

Non meno ricche (quali ricchezze !) sono le "terre di riporto" degli scavi ufficiali

abbandonati.

Sino a dieci anni orsono, gli archeologi non disponevano di detectors e crivellavano i campi alla meglio, spesso lasciando a trascuratissimi, malpagati, svagati manovali il compito di "raccogliere i pezzettini".

I manovali, in genere, se trovavano qualcosa di interessante tipo moneta fi­ bula o bronzetto se lo intascavano tran­ quillamente, e se invece reperivano fram­ menti d'arma, cose "strane" varie, spil­

Ioni, grate, trovavano conveniente rico­ prire il tutto con uno strato di terriccio ad evitare seccantissime interrogazioni.

Quindi, se vi è uno scavo ormai abban­ donato da decenni, ritenuto come ...

"esaurito" non v'è di meglio per la pro­ spezione

elettronica

che ha ben altri "oc­ chi" rispetto a quelli degli annoiati cava­ tori.

Attenzione però ;.lo scavo deve essere

dichiaratamente

abbandonato, altrimenti guai grossi sono "in fieri!".

È

certo utile ora dir di più, visto che tali argomenti li abbiamo trattati sino a

logorarli;

se il lettore è interessato alla materia, veda Sperimentare numero 6/'77

(giugno) 7 -8/1977 (numero doppio, luglio­ agosto) 9/1977 (settembre).

Tornando alla localizzazione , allorché il cercametalli dà segno di aver "avverti­ to" qualcosa,

si deve subito appoggiarlo a terra ed infilare uno spillone plastico nel punto che ha dato luogo alla segna­ lazione.

Che poi il "ritrovato" si riveli una lattina da birra calpestata, non ha importanza. Innumerevoli sono i prospet­ tori che si mordono le mani perché hanno avvertito un debole segnale ed hanno compiuto due passi avanti ed in­ dietro o a lato, perdendo definitivamente il "contatto"; specie allorché hanno ap­ preso dai quotidiani o da "radio tomba­ rolo" (la nota catena di informatori che opera nel campo) di una importante ri­ trovato bronzeo nella zona, o di monete etrusche o imperiali che sono scaturite dalla terra come per magia.

Una volta che esso sia infitto, cercando

"attorno" si può stabilire la grandezza dell'oggetto, la sua importanza, la sua profondità approssimativa, ma senza mai perdere d'occhio il

punto zero;

cale del primo avvistamento. la verti­

=

fe-%©®fr>@:metol detedorSn

Cercarnetalli G. B. C.

ZR/93UU-UU rivelatrici più sensibili. con bobine

POSSIBILITÀ

DI RILEVAMENTO

I cercametalli G.B.e. ZR/8800-00 e

ZR/9300-00 denunciano interessanti pos-

1 092

=

@..§©®fr>�metQI detedorSn

Fig. 4

-

Vista interna di uno dei cercamefalli

G.B. C. descritti nell 'articolo. sibilità di rilevamento. Noi che li abbia­ mo impiegati a lungo, confermiamo i dati esposti: possiamo assicurare che su di un terreno compatto (quindi non troppo sas­ soso) e non troppo bagnato (quindi esclu­ dendo rive di fiumi e simili) indicano in modo chiarissimo la presenza di una mo­ neta di medie dimensioni a 30 centimetri di profondità, il che non è poco ; una elica da aeroplano è rilevata sino a qual­ cosa come un

metro e mezzo

di profon­ dità; altrettanto per un fioretto, una spada, una cassa metallica e più per acquedotti in piombo romani o simili, sempre fo­ rieri di ben altri ritrovati, nei pressi.

Le peggiori condizioni per una cor­ retta prospezione sono due : a) Terreno franoso , poco compatto, sca-

MANUTENZIONE

I cercametalli G.B.C. sono tutt'altro che giocattoli più o meno sofisticati. Sono veri e propri tali

strumenti scientifici

vanno trattati. e come

Certo , sono studiati per impiego cam­ pal e . q u i n d i i l p rogetto t i e n e conto d i u na certa "maltrattabilità" ma un impiego

si­ stematicamente rude

non può non dan­ neggiarli. Dopo essere stati usati in un ambiente "difficile" come sabbia marina, foci di fiumi, fanghiglie, devono essere accuratamente lavati con acqua dolce e pulita (dell'acquedotto) impiegando una spugna, con particolare attenzione alla testa esploratrice poi asciugarli. Se si ope­ ra in un ambiente molto ricco di salse­ dine, come sulla riva del mare, la durata dei controlli potenziometrici può essere prolungata togliendo periodicamente le manopole di sintonia ed ungendo gli al­ beri con vasellina; diciamo ogni 100 ore d'impiego.

In nessun ca,so, d'inverno, il rivelatore deve essere abbandonato in cantina o altro luogo umido : peggio che peggio con le pile montate, come abbiamo detto.

Anzi, se lo si deve riporre per un certo tempo,

prima di tutto si devono estrarre le pile

e poi è bene avvolgere il cerca­ metalli in una guaina impermeabile qua­ lunque, per arnesi da camping, ad esem­ pio. vato di fresco. b) Terreno intriso d'acqua.

Di contro, i cercametalli che ci interes­ sano hanno un grande pregio ; sono poco sensibili agli oggetti

in terra ti di recente,

diciamo da meno di un anno. Questo, perché i metalli componenti non hanno ancora avuto tempo di interagire con i sali dei terreni circostanti creando un

"globo" sensibilizzante. In tal modo, e­ splorando una zona, è più difficile in­ ciampare di continuo nella stagnola dei pacchetti di sigarette, nei tappi da Coca­

Cola, nei bigodini che affliggono da sem­ pre i prospettori. Viceversa è più facile trovare monete antiche, armi medioevali e loro parti, reperti della seconda guerra mondiale.

Fig. 5

-

Tipo di cuffia usata per i cercametalli.

AUTONOMIA

DEI DETECTORS

l detectors G.B.C. "ZR/8800-00" e

"ZR/9300-00" muniti di opportune pile

(economiche) Hellesens hanno una auto­ nomia pari a 40 ore di lavoro

continua­ tivo.

In verità, l'autonomia è anche mag­ giore, però quando le pile sono al ter­ mine della vita operativa il battimento può divenire instabile e dar luogo a falsi rilevamenti, è quindi meglio cambiarlo

prima

che la tensione decada.

Abbiamo già visto come si fa per in­ trodurre le pile, quindi non vi è proble­ ma. Consigliamo a chi si reca in escur­ sione lontano dalla città di provvedersi di una scorta di elementi da 9 V, ove si intenda effettuare minuziose prospe­ zioni; infatti, non di rado i piccoli tabac­ cai di paese vendono quasi solamente

"pilacce" costruite ad Hong Kong che do­ po un poco colano acidi, si interrompo­ no all'interno, hanno improvvisi crolli nella tensione e combinano cose incre­ dibili.

Costano quel che valgono,

cato industriale e sul mer­

valgono esattamente quel che costano,

ma il tabaccaio non lo sa; lui bada al suo piccolo profitto e non tiene conto della possibilità che la

"PP6" da poche lire possa rovinare un apparato che vale duemila volte di più.

Cautela, quindi ... anche in questo caso parliamo, purtroppo, per esperienza !

1 093

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Per partecipare al concorso è necessario sottoscrivere un abbonamento 1978 ad almeno

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riviste JCE.

È

condizione essenziale per l'ammissione alla estrazione dei premi sottoscrivere gli abbonamenti entro e non oltre il 23.1 2.77.

4) L'estrazione dei premi indicati in questo annuncio awerrà presso la sede JCE entro iI 30A.1978.

5)

L'estrazione dei 232 premi del concorso si svolgerà i n un'unica soluzione.

6) L'elenco dei vi ncitori e dei premi in ord ine progressivo sarà pubblicato su bito dopo l'estrazione sulle riviste Sperimentare, Selezione d i Tecnica

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7)

I vincitori potranno ritirare i premi presso u no dei punti di vendita GBC in Italia.

8 ) I dipendenti e col laboratori della editoriale JCE e i loro parenti di retti sono esclusi dal concorso.

PER I VERSAMENTI UTILIZZATE IL MODULO DI CONTO

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� ....-

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.

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� (L. 35.000 per l'estero) .

Abbonamento 1 978 a

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SELEZIONE RADIO

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---=....

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I l decreto Ministeriale, pubblicato nella Gazzetta

Ufficiale N. 226 del 20 aqosto 1 977 consente agl i apparati

CB di operare agl i scopi previsti al pu nto 8 purché siano conformi alle prescrizioni di omolagazione. Le pri nci pali prescrizioni sono:

Parag. 6, Sezione

-,

1 a: Potenza del canale ad iacente

1 0 mW.

Parag. 7, Sezione 1 a: Scarto di frequenza del trasmettitore

±

1 ,5 kHz.

Parag. 8, Sezione 1 aB Irrad iazioni non essenziali e parassite

4 �W.

Parag. 7, Sezione 2a: I rradiazioni non essenziali per conduzione 0,25

�W.

La rivista SPERIMENTARE pubblicherà nel numero

12/1977

(Dicembre):

- Il programma AUDIOVISIVO presentato come parte tecnica al Congresso Nazionale FIR-CB, tenutosi al

Teatro Novelli di Rimini il

21

Ottobre

1 977 con la partecipazione di una delegazione del Ministero PI

- i risultati ottenuti da apparati CB già in commercio a confronto con le prescrizioni di omologazione.

- analisi (sotto forma di domande e risposte) delle nor­ me nelle varie sezioni e paragrafi. e con riferimento ai loro contenuti tecnici.

L 'incarico di elaborare il programma

è stato affidato a Giovanni Re, titolare della Telcom di Cinisello (MI), la ditta responsabile del servizio tecnico di manutenzione, assistenza e consulenza per il settore telecomunicazioni della GBC. I nostri lettori conoscono già la firma di

Giovanni Re, che

è stato tra l'altro insegnante di appli­ cazioni di laboratorio all'Istituto Beltrami di Milano e ai corsi CB dell'Ente regione Lombardia.

Il programma che presenteremo ai lettori

è passato attraverso l'esame (con parere favorevole dal punto di vista strumentale) di tecnici della Hewlett-Packard di

Milano.

Per i CB, il numero di dicembre

1977 sarà quindi interessantissimo.

Le

3 pose della strumentazione utilizzata per l'esame e il conseguente giudizio imparziale nei confronti delle norme di omologazione degli apparati

CB .

il libro degli orologi elettronici multivlbratoribistabili, di vis ori di frequenza. cronometri. orologi digitali con circuiti integrati TTLe MOS

� a nu al i elellronica applicala

L'aUl0re inlendeoJ!rI,euno strumenlo dI pratica ulitiz­ zlllooe .l prolen,onisll,a-, gll arllgiani e .' d,tettanti colmal'loo una lacuna lino ad o1a esistente nelle no­ slra lel1lr.tur. tecn,ca ricerca dei guasti nei radioricevitori ricerca metodica con inseguimenlo ed

�n���\���it��/ segnale a valvole. lransistorl ed l nlegrali m a nu ali d; elellronice applicata

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CITTÀ

C.A.P.

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FIRMA

DATA ......

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ABBONATO

D NON ABBONATO

C O lnl 01 ln di o

01

S e ln S O lr l

Di L. Visentini

L'articolo fornisce le informazioni necessarie alla realizzazione di circuiti Utouch-control" con l'impiego degli integrati di comando.

560S e

570S.

Viene poi descritta la costruzione di un 'unità elementare

I volta nell'ambito degli ormai usatissimi sintonizzatori a vari­ circuiti di tipo "touch controI" sono apparsi per la prima chiature radio in modulazione di frequenza. Successivamente hanno invaso ogni campo dell'elettronica sia per l'indubbia praticità sia per il carattere futuristico che li contraddistingue.

A questo proposito basti pensare che ultimamente la Bas­ sani - Ticino li ha utilizzati persino in sostituzione dei co­ munissimi interruttori per l'accensione delle luci domestiche.

Attualmente sono pure disponibili apparati a sensori che per­ mettono la commutazione statica dei segnali di bassa frequenza.

Tali tipi di circuiti però presentano un grave inconveniente : sono di tipo unidirezionale, permettono cioé il passaggio del segnale solo in un senso e di conseguenza impediscono l'inoltro in un unico segnale in varie direzioni e viceversa, di far confluire in un unico punto più segnali. li metodo più semplice per risolvere tali inconvenienti è quello di affidarsi ai relè che permettono, mediante opportu­ ne configurazioni circuitali, di trattare segnali a basso livello

(microfoni, sintonizzatori, ecc.) come pure segnali ad alto li­ vello quali quelli provenienti dalle uscite di amplificatori di potenza. A pilotare tali relè sono stati chiamati dei circuiti integrati posti sul mercato alcuni anni addietro dalla Siemens per applicazioni in sintonizzatori varicap a sensori.

Vogliamo riferirci alla serie degli SAS560 e 570 che costi­ tuiscono la prima generazione di tali <microcircuiti. Successi­ vamente sono stati rimpiazzati dai tipi 560S e 570S di facile reperibilità sul mercato e dal SAS580 e 590 di recente pro-

1 1 03

..

A ltra realizzazione, più complessa, impie­ gante gli integrati descritti nel testo. Si tratta di una unità centrale con nove sensori e terminali a JFET. duzione ancora più perfezionati rispetto ai precedenti: non sappiamo quanto siano reperibili presso i dettaglianti.

Abbiamo rivolto la nostra attenzione al SAS 560S e al 570S di cui ora daremo una dettagliata descrizione per tutti coloro che non disponessero dei data-book Siemens. cuitale; inoltre il circuito di stabilizzazione interna permette d'alimentare il circuito con una sorgente di tensione non sta­ bilizzata e solo discretamente fùtrata. La protezione per gli ingressi è realizzata con diodi posti sulle basi dei transistori di ingresso ed integrati all'interno del "chip": con tale confi­ gurazione l'impedenza di ingresso ha un valore prossimo a

3 kO.

I CIRCUITI INTEGRATI

TASTO rI

+VAL l

Come è stato precedentemente precisato gli integrati

SAS 560S e 570S rappresentano un'evoluzione delle due unità iniziali SAS 560 e 570. I miglioramenti di questa nuova serie hanno portato al conseguimento di interessanti risultati : innan­ zitutto si è proceduto a migliorare la sicurezza di funzionamento del circuito rispetto ad eventuali inversioni della tensione di alimentazione.

Infatti ciascun circuito va alimentato tramite due sorgenti di tensione positiva rispetto a massa: la prima applicata al piedino 7 può essere compresa tra 8 e 36

V mentre la se­ conda, collegata al piedino 8 può variare tra un minimo di

5

V e un massimo di 26,5 V. Quella collegata al pin 7 serve per l'alimentazione di eventuali circuiti di preselezione a vari­ cap mentre l'altra viene sfruttata per l'alimentazione dell'inte­ grato. Con la prima serie di questi integrati l'ordine di messa sotto tensione doveva essere rispettato allo scopo di evitare la distruzione del circuito.

È ora invece possibile portare questi due punti di colle­ gamento alla loro tensione nominale in un ordine qualsiasi in quanto la struttura interna del circuito è stata modificata.

Collegando fra loro i pin 7 e 8 è poi possibile utilizzare una unica tensione che ovviamente dovrà avere un valore com­ preso fra 8 e 26,5

V.

Nelle due nuove versioni è stato diminuito il consumo del­ l'integrato ed è stata portata a 55 mA la massima corrente disponibile alle uscite per il pilotaggio di relè, lampadine o simili. Tale corrente può raggiungere i 100 mA per periodi infe­ riori ai 2 secondi. Soddisfacente è la reiezione ai segnali pa­ rassitari ottenuta attraverso una intelligente configurazione cir-

-

"

INPUT

10-12-

14- 16

9-11-

1 3 -15

SAS

560 S

2

7

8

+V1N

+ VAL

3 - 4-

5 - 6

OUT sintonia

s intonia

Fig. l

-

Schema di principio per l 'applicazione degli integrati SAS 560S e 570S della Siemens.

1 1 04

� TASTI

D1

D2

-

9

OUTPUTS

2

3

4

16

ICl

9

8

+ Val

Fig.

2

- Schema elettrico completo di un 'unità di comando "touch-control" a quattro uscite.

Se la , sorgente di alimentazione è ben stabilizzata, l'inte­ grato 560S, all'atto dell'accensione, innesca automaticamente il primo multivibratore interno dando tensione alle rispettive uscite (pin 9 e pin 6).

Cercheremo ora di spiegare il funzionamento di tali inte­ grati. Innanzitutto precisiamo che all'ingresso 16 corrisponde l'uscita 1 5 , al 14 la 1 3 , al 12 la 1 1 e al lO la 9 (i numeri si riferiscono tutti ai piedini dell'integrato). Ciascun ingresso è collegato (fig. 1) tramite una resistenza di alto valore ad un

"tasto", cioé a due piastrine metalliche poste l'una molto vi­ cina all'altra e isolate fra loro. Se appoggiamo la punta del dito sulle due piastine, la pelle del dito stesso determina il passaggio di una corrente di valore molto basso. Tale corrente

è però sufficiente ad innescare il corrispondente multivibra­ tore, il quale, da una parte rimette a zero il multivibratore che era precedentemente eccitato, dall'altra fa apparire una tensione positiva sull'uscita di servizio (per la segnalazione dell'avvenuta commutazione) e trasferisce sull'uscita corrispon­ dente la tensione presente sul pin 7 dell'integrato stesso.

Ad esempio, toccando con il dito il tasto corrispondente al piedino 1 2 , avremo una tensione positiva sull'uscita di ser­ vizio

I l ed il trasferimento della tensione presente sul pin 7 sull'uscita 5.

Come abbiamo accennato, le uscite 3, 4 , 5 , 6 sono previste per l'alimentazione di circuiti sintonizzatori a va­ ricap o in genere circuiti controllati in tensione ; la massima corrente ricavabile da tali uscite è all'incirca 1 ,5 mA.

La resistenza posta fra i pin 1 e 2 dell'integrato (vedi lo schema di principio di fig. 1) serve per assicurare la messa a zero dei multivibratori interni. Tale possibilità di accedere dall'esterno alla linea interna di reset dei multivibratori semplifica note­ volmente la realizzazione di circuiti "touch controI" ad elevato numero di tasti. Infatti, per l'utilizzazione in cascata di più integrati 560S o 570S è sufficiente collegare fra loro i pin 2 degli integrati, sistemando poi fra tale linea .e massa un'unica resistenza del valore di qualche kilohm.

SCHEMA ELETTRICO

Lo schema elettrico dell'apparecchio che vogliamo pre­ sentarvi è in fig. 2.

Precisiamo innanzitutto che tale circuito si riferisce esclu­ sivamente alla parte applicativa del circuito integrato, mentre

1 1 05

c

I l

C o---L-r

USCITE o-----r-t-

-

-

'-I

SAS

560 S

AI

CIRCUITI DI

I NGRESSO e

-'"

SEGNALAZIONE

LUMINOSA

-

-

C

I I

C

• •

Fig. 3 Utilizzo delle uscite potenziometriche per la realizzazione di interruttori analogici (e

= condensatori ceramici da 150 pF).

_____ i circuiti di commutazione vera e propria verranno scelti dal lettore a seconda delle sue particolari esigenze. Tali elementi di commutazione possono essere relè, JFET o altro : più avanti cercheremo di dare qualche consiglio in proposito.

Ma veniamo ad illustrare la fig. 2.

Innanzitutto cominciamo con il notare che, essendo i LED di segnalazione accesi uno alla volta, è sufficiente un'unica resistenza di caduta comune a tutti e quattro i LED

(R9

da 1 ,2 kQ nel caso di una tensione di alimentazione di 15 V).

Gli ingressi dell'integrato sono collegati ai rispettivi sensori

(o "tasti") tramite resistenze di alto valore (lO MQ); ciascun ingresso è poi bypassato da un condensatore da 4,7 nF.

Gli ingressi di commutazione di questi integrati presentano una grande sensibilità: si è così provveduto alla realizzazione di fIltri passa-basso per escludere il rischio di funzionamento casuale dovuto a tensioni parassite presenti nel circuito o nel­ le sue prossime vicinanze. Si osservi che i condensatori che realizzano tali filtri non sono collegati alla massa bensì al posi­ tivo dell'alimentazione. Questa configurazione è indispensabile l'innesco automatico del multivibratore numero 1 (ingresso pin lO, uscite pin

9 e pin 6) all'istante della messa in tensione.

Se tali condensatori fossero collegati alla massa, la loro corrente di carica all'atto dell'accensione si comporterebbe come una corrente di comando, eccitando tutti i multivibratori contempo­ raneamente. In parallelo ai condensatori da 4,7 nF troviamo delle resistenze da 6,8 MQ atte a migliorare l'efficacia del circuito.

Le quattro uscite di fig. 2 possono pilotare con comodità dei relè miniatura a più scambi per la commutazione di cir­ cuiti esterni. Unica precauzione è che la corrente assorbita dal relè sia inferiore alla massima corrente fornibile dall'inte­ grato. Abbiamo detto più sopra che tali uscite possono fornire

Z

'------<J + VOUT

( P I N

7e S )

Fig. 4 Riduttore e stabilizzatore di tensione per l'alimentazione del circuito di fig. 2.

(T

= zener 15 o 24 V; 1 W; R transistore tipo BD137 o equivalente ;

= tensione di ingresso Vin).

Z

= diodo resistenza di caduta il cui valore èfunzione della

1 1 06

TASTI

U

Fig. 5

-

Disegno delle piste stampate in scala 1 : 1 della basetta su cui

è stampato il circuito di fig.

2.

Fig. 6

-

Realizzazione dell'unità di comando. una corrente massima di 55 mA; ad esso dobbiamo sottrarre la corrente assorbita dal diodo LED di segnalazione. Nel caso sia necessario pilotare relè con correnti di eccitazione supe­ riori, interporremo dei transistori in configurazione a collettore comune come amplificatori di corrente.

Per la commutazione di piccoli segnali a c.c. o c.a. può es­ sere interessante l'impiego di JFET (realizzando i cosiddetti

"interruttori analogici"); sfrutteremo in tal caso le uscite po­ tenziometriche attraverso la configurazione di fig. 3.

REALIZZAZIONE PRATICA

Nel nostro caso il circuito descritto è stato utilizzato per scambiare quattro coppie di casse acustiche in un centro di alta fedeltà per consentirne il confronto in sala d'ascolto.

Abbiamo però affermato come le applicazioni possibili siano moltissime. In effetti, il circuito proposto può sostituire facilmente qualsiasi commutatore di tipo meccanico.

Per questi motivi descriveremo qui di seguito la realizza­ zione del solo blocco di comando. In ogni caso, la separa­ zione fra circuiti attuatori (relè o JFET) e circuito di comando può risultare utile in molte applicazioni, dato che i collega­ menti fra i due blocchi (due collegamenti di alimentazione

+ quattro collegamenti per le uscite) sono attraversati esclusiva­ mente da corrente continua: possono essere quindi realizzati con cavo normale ed avere anche una lunghezza considerevole.

Se si hanno a disposizione solo sorgenti di tensione con­ tinua di valore superiore ai 24 V, dovremo interporre fra la sorgente stessa ed il circuito di fig. 2 un riduttore di tensione.

Tale circuito è mostrato sommariamente in fig. 4. li tran­ sistore montato in collettore comune dissipa una certa potenza per cui, per forti cadute e alti assorbimenti, sarà opportuno utilizzare un'apposito raffreddatore alettato di superficie ade­ guata. li transistore deve sopportare una corrente di 0,1 A è un

BD137, del tipo NPN, pilota per amplificatori di potenza, in contenitore di resina epossidica e risponde perfettamente a queste esigenze

La fig. 5 riproduce il circuito stampato, visto dal lato rame, del blocco di comando mentre in fig. 6 è visibile la disposizione dei componenti.

li

problema della costruzione dei tasti costituisce il punto più delicato. Un tipo di soluzione può essere questo: in pratica si tratta di due tratti di filo di rame predisposti in posizione parallela che vengono collegati uno al potenziale di massa e 1'altro alla resistenza da

lO

MQ.

È però possibile usare come contatti anche una testa di vite o qualsiasi altro oggetto metallico facendo però attenzione a prevenire 1'ossidazione. Ciò che conta è che le dita possano toccare contemporaneamente la massa e la piastrina metallica che fa capo all'ingresso del circuito integrato.

I dispositivi di produzione commerciale del tipo touch control possono pure essere usati con ottimi risultati; si tratta comunque sempre di componenti fabbricati in serie, e che sfruttano quindi mezzi industriali che difficilmente possono essere imitati in realizzazioni dilettantistiche.

La tastiera sensibile al tocco è come si spera di aver dimo­ strato, alla portata di tutti, ma è un po' più costosa dello analogo sistema meccanico, sebbene sia più allettante sotto il punto di vista dell'impiego pratico.

Nessun problema dovrebbe sorgere anche per quello che riguarda la sicurezza di funzionamento dei contatti, a meno che non si lavori in condizioni ambientali eccezionali.

È possibile prevedere altre applicazioni tenendo però pre­ sente che la sola condizione da rispettare è costituita dai limiti previsti dal costruttore.

ELENCO DEI COMPONENTI

(relativo allo schema elettrico di fig.

2)

R1-R2-R3-R4 resistori da lO MQ - 1/4 W

RS-R6-R7-R8

R9

RIO resistori da 6,8

MQ - 1/4 W resistore da

1,2 kQ - 1/4 W resistore da 1 5 kQ - 1/4

W

C1-C2-C3-C4 condensatori ceramici da 4,7 nF

D1-D2-D3-D4 : diodi LED rossi

ICI integrato 8iemens 8A8 5608

(vedi articolo)

O

5708

1 1 07

... . come

dalla

S ONY:

Le cassette SONY consentono una riproduzione fedelissima del suono o:riginale.

Esse sono disponibili in 4 versioni : tipo standard a basso rumore (low-noise) , tipo HF per riproduz�oni musicali, tipo « Cromo » e tipo .«Ferri-Cromo » .

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C

60

HF

C 90

HF

-

-

60 minuti

90 minuti

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CASSETTA AL CROMO: consente riproduzioni di qualità simile a quelle otte­ nute con nastri a bobina. Il biossido di cromo

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è

C

60

CR

-

60 minuti

C

90

CR

-

90 minuti

CASSETTA AL FERRI-CROMO: il nastro di questa cassetta

è a doppio strato allo scopo di assicurare una qualità di riproduzione finora mai ottenuta. Acuti purissimi sono ottenuti a mezzo di strati sovrapposti di biossido di cromo in totale). di ossido di ferro

Il risultato finale

-ricca in ogni sua componente.

I

C 60

FeCr

è

(1 micron bassi e i medi sono realizzati con strati

-

(5 micron in totale). quindi la riproduzione del suono

60 minuti • C

90

FeCr

-

90 minuti j

1 IIIII C6 1 111 11111 1 111 1

11 1 1 1 j Itll I Il II c 1"1 Il 11111 I II I m j m

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100 200 5VO I k 2k 5 k IOk 20kHz

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APPU NTI DI ELETTRONICA

Sezione

Capitolo

4

4 1

Circuiti fondamentali

Alimentatori d i energia elettrica per circuiti

Paragrafo

Argomento :

4 1 .5 Raddrizzatori polifasi

4 1 .50 Cenni sulle tensioni polifasi

,

Codice

41.50

Pagina

1

SPERIMENT�RE

NOVEMBRE 1977

S I S T E M I T R I F A SI

U s i e a p p l i ca z i on i d e l l e t en s i o n i t r i fa s i

L ' u so d e l l ' en e rg i a el ett ri ca so tto fo rm a d i s i s t e m a d i t re t en s i o n i a l te rn a t e u g u a l i e s fa sa t e d i 1 800 f ra l o ro e t ra s p o rtata da t re so l i co n d u t to ri , si mo s trò di e s s ere estrem am e n t e c o n v e n i en t e d o p o l a i n ven z i o n e d e l c am po m a gn et i co ro tan t e d a p a rt e d i G a l i l eo F e rrari s n e l 1 8 8 8 .

L ' app a s s i o n ato d i e l e t t ro n i ca p u rt ro p po h a p o c a d i m e s t i ch ez z a co l s i s t em a t r i f a s e , po i ch è q u es t o , p u r a r r i v a n do f i n o a l l a so g l i a d i c a s a , v i en t ra co n u n a so l a f a s e

I l s i s t em a t ri f a s e i n vece en t r a n eg l i s t a b i l i m en t i , n e l l e o f f i c i n e e i n q u e i l a bo ra t o r i do ve s i a n ec es­ s a r i o l ' u so d e i m o to r i a s i n c ro n i di a l m en o 500 w .

Lo s f ru t t a m e n to d i retto d i u n s i s t e m a t r i f a s e p e r p ro d u rre co rr en t e co n t i n u a m ed i a n t e radd r i z z a m e n to

è p e rc i ò l i m i tato a l l e g ro s s e p o t en z e ed è tan to p i ù co n v en i en t e q u a n to p i ù a l t e so n o l e t en s i o n i

E s so i n f a t t i t ro v a i l s u o i m p i ego p r i n c i p a l e n e l l a t r az i o n e e l ett r i ca i n co rren t e con t i n u a : t ren i ( 3000

V), t ra m e f i l o bu s ( 6 0 0 V) .

C en n i su l l a compos i z i o n e d e U e ten s i on i t r i fa s i s

S i a b b i a n o t r e ge n e r a to r i d i t e n s i on e a l t e rn a t a , c i a s c u n o c a p a c e d i p ro d u r r e l a med e s i m a t en s i o n e , a l l a m ed e s i m a freq u e n z a

C i ò è f a c i l e d a o t t e n e r s i e l et t ro me c c a n i c a me n t e

Qu e s t i g e n e ra t o r i s i a no s i s te m a t i i n modo c h e ogn i t e n s i o n e s i t r o v i s f a s at a d i

1 200 d a c i a s c u n a d e l l e a l t re d u e ( u n a i n a n t i c i ­ po e l ' a l t r a i n r i t a rd o )

Se c o l l eg h i a mo i n q u e s t o mod o i g e n e­ r a to r i , c i o e ' c o l l e g a n d o f r a l o ro i t e r m l n a l i O e l a s c i a n d o l i be r i i t e r m i n a l i R ,

S e

T .

L e t r e t e n s i o n i V R . V s e V T p o s s o n o e s s e r e r a pp r e s e n t a t e i n q ò e s to m o d o ed i l co l l e g a m e n to s i c h i a m a l o n ) o a stel l a . a Y

( a i p s i -

Le t e n s i o n i c o s i' d i s po s te s i c h i a m a n o tens ion e d i fase ed i

I co l l e g a m e n to c o ­ m u n e s i c h i a ma centro stel l a o n e u t r o .

-------....

t e rm i n a l i l i b e r i R , S , T , p resen tano fra l o ro ( d u e a d u e) u n a ten s i o n e ch e o vv i a m en t e non è u g u a l e a l l a t en s i o n e d i f a s e e c h e s i ch i a m a ten s i on e con c a te n a t a .

E' fa c i l e d i mo s t r a re c o l t e o re m a d i P i t a go r a e c o n l e prop r i e t à d e i t r i a n go l i eq u i l at e r i c h e l a te n s i o n e co n ­ c a te n a t a

Vc e' m a gg i o re i n r a g i o n e d i vo l t e ) r i s pe t t o a l l a t en s i o n e d i f a s e

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( v ed i f i g u r a )

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I t re g e n e r a to r i po s s o n o e s s e re a n c h e co l l eg a t i a 4

( a d e l t a ) o a t r i an go l o c o m e i n f i g u r a .

N i e n t e p a u r a : n e s s u n c o rto c i r c u i to p e r c h e ' l a s o m m a d i t r e t en s i o n i u g u a l i e s fa s a t e d i ro .

1 200 e' u g u a l e a z e­

Prov a t e a c on s t a t a r l o g r a f i c a m e n t e ( v e d i

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2

I

Sezione

SPERIMENT�RE

NOVEMBRE 1977

4

APPU NTI DI ELETTRON ICA

Circuiti fondamentali

Capitolo

Paragrafo

4 1

4 1 .5

Alimentatori d i energia elettrica per circuiti

Raddrizzatori polifasi

Argomento :

4 1 .50

Cenni sulle tensioni polifasi

S I ST E M I E S A F A S I

U s i e a pp l i caz i o n i de l l e ten s i o n i e s a fas i

P ro vv e d e r e a l rad d r i z z am en to d i d u e s em i o n d e p e r f a s e i n u n s i s tem a t r i f a s e, s i gn i f i ca c reare u n s i s t em a e s a f a s e

E

I su f f i c i en t e i m m a g i n a r e c o m e o gn i ten s i o n e d i f a s e p o s s a e s s e re co l i e g a t a ad u n t ra s fo rm a to re co n s eco n da ri o p ro v v i ­ sto d i p r esa ce n t ra i e p e r p o t e r f e rm are, co n o p po rt u n o co l l e­ g a m en to ( v ed i 3 1 . 5 2 ) , u n rad d r i z z ato re a d u e s em i o n d e .

I n u s c i t a p e r c i ò p er o g n i f a s e s i h a n n o d u e t en s i o n i s f a s a t e d i 1 800 co n u n t e rm i n a l e i n co m u n e ,

Entrata avvo l g imenti primari co l l egat i a ste l l a

R

U n s i s t em a es a f a s e a z i g- z a g

è m o s t rato i n f i g u ra ,

C o n I e s t e s s e l et t ere qu i s o n o d e n o m i n at i g l i avvo l g i m en t i a p p a rten en t i a l l o s t es so s i s t ema d i acco p p i a m en to e c h e f i gu ra­ no p a ra i I el i f ra di l o ro n e l di s e g n o avvo l g i menti second ari co l l egati con l e prese centraI i

T o

Ent rata avvo l g i menti pri mari co l l egati a \ ste l l a avvo l g i menti secondari col l egati con l e prese centra l i

S e g l i avvo l g i m en t i p ri m a r i ven go n o co l l .egat i a s t e l l a e a l t re t t a n t o s i f a d e i do p p i s eco n d a ri , s i co s t ru i sce u n s i s t e m a e s a f a se .

Spesso è p re f e r i bi I e, p e r i va n t a g g i f u n z i o n a l i c h e s e n e o t ten go n o , co l ­ l eg a re a t r i a n g o l o g l i avvo l g i m e n t i d e i p r i m a ri .

E ' e v i d en t e c h e t a l i a v vo l g i m en t i d� vo n o e s s e r e d i m e n s i o n a t i p e r fu n z i g n a re con l e t en s i o n i co n ca ten a t e a l ­ l a ret e

C i so n o a l tr i m o d i d i o t ten ere s i s te­ m i e s af a s i f ra z i o n an do u l t e r i o rm en t e g l i a v vo l g i m en t i e co l l egan do l i i n mQ do da o t t en ere st ra n e s i s t em az i o n i

( es , a z i g- z a g) ,

C i ò n o n t a n to p er b e l i ez z a , q u a n to p e r a t t en u a re l a c i rco l az i o n e d i a r­ m o n i c h e d i co rren t e c h e s i g en e rano a ca u sa d e i rad d r i z z a to ri ,

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APPUNTI DI ELETTRONICA

Sezione

Capitolo

Paragrafo

Argomento :

4

Circuiti fondamentali

4 1

Alimentatori di energia

4 1 .5

Raddrizzatori polifasi elettrica per

4 1 .5 1

Esempi circuiti

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R A D D R I Z Z A T O R I T R I F A SI

Una sem i on d a p e r fase

A va l vo l a

A d i od i

Codice

41 .51

Pagina

1 -

SPERIMENT�RE

NOVEMBRE 1 977

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Entrata

I

Se i l cen t ro s t e l l a n o n è d i spo n i b i l e da l l a re­ te è i n d i s p en s a b i I e i I t ra s fo rm ato re p e r c re a r­ l o o a l t ri d i s po s i t i v i o p port u n i .

O s s e rv a re n e l d i a g r am m a co m e l ' o n d u l a z i o n e ri su l t i mo l to d i m i n u i t a r i s p et to a l rad d r i z z a­ men to m o n o f a s e d i un a s em i o n d a ( ved i 3 1 . 5 1 ) , t empo

D u e s e m i o n d e p e r f a s e s e n z a cen t ro s t e l l a

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Entrata

R

+

Usc ita

T T

Q u e sto s c h em a d e ri v a d a l c l a s s i co rad d r i z z a to re a .

« pon te » m o n o f a s e .

I l c en t ro s t e l l a s i c rea a u t o m a t i c a m en te p e r o g n i terna d i radd ri z z a to r i

O s s ervare i l m o do co m e i radd ri z z a to r i so no co l l egat i i n o gn i terna: n e l p r i m o .l a co r ren t e f l u i s c e verso i l cen t ro , n e l l ' a l tro s e ne a l l o n t a n a .

Q u e sto s c h e m a p re s en t a i l v a n t a gg i o d i n o n a v e r b i so g n o d i t ra s fo rm a to re se l a t en s i o n e d i rete è s u f­ f i c i en t e ad a s so l v e r e l a f u n z i o n e .

I

O s serv a r e n el d i a g ra m m a co m e l ' o n d u l az i o n e r i s u l t i m o l to d i m i n u i ta r i s p etto a l ra d d r i z z a­ m en to m o n o f a s e d i d u e s em i o n d e ( v edi 3 1 . 53) tempo

Codice

41 .51

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2

SPERIMENTt.\.RE

NOVEMBRE 1 977

APPUNTI DI ELETTRON ICA

Sezione

Capitolo

4

4 1

Circuiti fondamentali

Alimentatori d i energia elettrica per circuiti

Paragrafo

4 1 .5

Raddrizzatori polifasi

Argomento :

4 1 .5 1 Esempi

R A D D R I Z Z A T O R I E SA F A SI

E s a m i n i a mo q u i i l p i ù s e m p l i c e ch e d e r i va d a l c l a s s i co ra dd r i z z a to re a d u e s em i o n d e o b i f a s e ( ved i

3 1 . 52 e 41 4 1 - 2 ) .

A val vo l a

S 'V

R

IV

+

Uscita

T

'V

Trasfo rmatore t r i - esafase

La v a l vo l a è u n esad i o do o m u t a to re o d i odo a s e i a n o d i ( v e d i sez . 2) .

A d i od i

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Uscita s '\..,

D i a g ra m m a d i fu n z i o n a m e n t o

I

Trasfo r m atore tri

• esafase

Co m e si v e d e i I d i a g ra m m a non è d i ve rso da q u e l l o i n d i ca to a l l a p a g i n a p reced e n t e .

V a l go n o i cri t e r i c h e l i d i ff eren z i an o i n d i ca t i i n 3 1 52- 2 e

3 1 53- 2 tempo

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MIC ROTR ASM ETTITO R E

F M

Indubbiamente, tra le realizzazioni che sono "best-seller" per gli sperimentatori elettronici, vi

è

il radio­ microfono, classico tra i classici. Tale micro-emittente serve per organizzare giochi di gruppo, per far scherzi, per comunicare nell 'ambito delle decine di metri, anche tra mezzi mobili; per sorvegliare i bambini ed ha altre migliaia di possibili applicazioni.

Non sarà mai obsoleta quindi; ed anzi, ogni progresso circuitale relativo, ogni modello migliorato, sarà certo ben accolto dalle miriadi di potenziali utenti. Presentiamo qui un radiomicrofono brillantemente studiato per essere proposto ad un prezzo ridottissimo. Forse il circuito non nuovo nella razionalità con cui tutto

è

nuovissimo, ma vi

è

del

è

impostato, nel facilissimo assemblaggio e nella sicurezza delle prestazioni.

Si tratta di un ulteriore prodotto Amtron, e non a caso l 'Amtron anche in questo campo ha una lunga esperienza, collaudata attraverso una pluriennale produzione di numerosi apparecchi del genere! a ,cura di A. Rota n

1 campo dei radiomicrofo­ ni, come studio e varietà di interpretazione è ster­ minato. Chi volesse trattare questo genere di stazioni e­ mittenti "tascabili" in modo esteso e con il minimo possi­ bile di lacune, non potrebbe non stendere una collana di grossi manuali.

Infatti, si va dal semplice stadio oscillatore autoeccita­ to e modulato direttamente da microfono, al trasmettitore pluristadio che impiega un modulatore Hot-Carrier ed il microfono a condensatore con EHT incorporata e rea­ lizzata con un push-pull o­ scillatore. Addirittura ulti­ mamente si sono visti sul mercato ultracostosi micro­ foni PLL; e ciò per dir solo qualcosa a proposito dei cir­ cuiti adottati.

Relativamente all'ingom­ bro, poi, si può passare di sor­ presa in sorpresa, osservando gli apparecchi realizzati in tutto il mondo; vi è il tipo

"thin-fllm" che sembra una normale cartolina illustrata, ed il radiomicrofono HI-FI professionale per report o presentatore detto "Laval­ lier" perché lo porta allacciato al collo, come il famoso brillante della favorita di Lui­ gi XIV, appunto duchessa di

Lavalliére ; per la storia Lui­ se-Françoise de Labaume­

Le-Blanc.

Se però si pensa ad un ra­ diomicrofono che possa ave­ re un prezzo tale da essere ac­ cessibile a tutti coloro che vo­ gliono impiegarlo nei giochi di gruppo, per applicazioni tecnico-pratiche varie o sem­ plicemente per sbalordire a­ mici e parenti, le soluzioni circuitali più sofisticate , i metalli semipreziosi devono essere scartati e poche sono le soluzioni giuste, che me­ diano economia e validità.

Una di queste è adottata dal­ l'Arntron nell'UK 108, un ap­ parecchio semplice , robusto ed efficiente ohe si presta ad ogni impiego tradizionale e

"nuovo" escogitato da chi si interessa di questo genere di dispositivi.

L'UK 108, appartiene alla categoria detta "dei due stadi" modulatore più oscillatore

RF. Nulla di troppo trascen­ dentale o eccezionalmente nuovo, ma un tutto pratico, facile da costruire e sicuro nelle prestazioni; il che non

1 1 1 3

Vista interna del microtrasmettitore FM a realizzazione ultimata.

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è davvero pOCO ! li circuito elettronico relativo appare nella figura 1. Come si vede, l'oscillatore RF è il TRI polarizzato da

R; e mantenuto fisso nel punto di lavoro da Rl, che al tempo stesso serve anche come "impedenza RF' visto che impedisce al segnale di giungere a massa.

C3 stabilisce l'innesco dello stadio, che non può giungere ad un tipo di lavoro autobloccante, perché C4 interviene a limi­ tare un eccesso di reazione. La sintonia si effettua tramite C2, e questo compensatore permette la completa esplorazione della banda FM, sino a 108 MHz, invece che 104 (limite di gamma in Europa) perché la potenza dell'apparecchio è limitata al necessario per evitare ogni interferenza con gli altri servizi.

li

lettore noterà che l'accordo è insolito, perché costituito da

due

avvolgimenti; in pratica si tratta della stessa bobina, ma il centro è "freddo" per i segnali, quindi il tutto funziona come se fosse costituito, appunto, da un "primario" (in parallelo a C2) e da un "secondario" che ha le funzioni precise di "bo bina di carico" per antenna.

È

interessante questo lato del circuito, perché un accorgimento tanto semplice permette di evitare in gran parte tutte quelle fluttuazioni nell'accordo che avvengono nei radiomicrofoni comuni avvicinando una mano all'antenna,

� che causano la "sparizione" del segnale.

Lo stadio mudulatore è alquanto tradizionale, ma stabilis­ simo sul profùo termico e veramente ad alto guadagno; la sovrapposizione dell'audio sulla RF si ha tramite C6 che termina sulla base del TR1. Quest'ultima, per la RF è bipassata tramite C5.

Con il tipo di modulazione indicato si ha ovviamente un certo coefficiente di modulazione di ampiezza, il che però non disturba, in quanto l'inviluppo parassitario è eliminato dallo stadio rivelatore dell'apparecchio radio impiegato per l'ascolto, come avviene per i disturbi statici ed ogni altro segnale che non sia FM.

L'apparecchio è completamente autonomo, perché prevede pila e microfono entro contenuti, nonché una antennina a stilo fissata al pannello che si scorge nella figura 2, e che reca le connessioni stampate.

IL cablaggio come abbiamo detto in precedenza, è molto semplice per un apparecchio VHF; anzi pochi altri della stessa specie si prestano tanto alla realizzazione da parte di princi­ pianti o semi-principianti.

Vediamolo nei dettagli.

Come abbiamo detto più volte, ma non ci stancheremo mai di ripeterlo, il buon montaggio di qualunque apparecchio elettronico realizzato su base stampata, deve sempre iniziare dalle parti

aderenti

alla superficie plastica; in questo caso quindi, come in altri, dalla sistemazione dei resistori

facendo bene attenzione al loro valore;

per esempio non è poi così difficile scambiare R4, R6 ed R5, visto che la differenza relativa è solo

nellafascetta moltiplicatrice:

e gialla per R5. rossa per R4, arancione per R6

Di seguito i "pin" che servono per il montaggio dell'in­ terruttore e per la connessione dell'alimentazione saranno inne­ stati e saldati.

Sarà ora la volta dei condensatori ceramici C l ,C3,C4,C5.

Anche questi possono essere scambiati, quindi le indicazioni marcate dovranno essere oggetto di un buon riscontro.

TI compensatore C2 è assai delicato, quindi non lo si deve assolutamente trattare in modo brusco; sarà premuto con cautela sullo stampato, tenendo pollice ed indice in modo tale da non toccare le lamine mobili.

Altre parti che necessitano di una attenzione particolare sono i condensatori elettrolitici C6, C7, C8 ; se uno di questi è inserito "all'inverso" per la polarità, entrerà in fuori uso

dopo un certo tempo,

creando non pochi interrogativi, perché indub­ biamente solo gli sperimentatori preparati sono in grado di individuare un guasto del genere per via "analitica" se non notano la polarità erronea successivamente; cosa un poco impro­ babile perché se l'errore è avvenuto, ciascuno è portato ad autenticarlo in seguito. Dopo aver riscontrato il lavoro già fatto, si monteranno i transistori; in calce alla figura 2 si osservano le loro sagome ed i reofori identificati.

1 1 1 4

ANTENN A

L l

+

9 V

C l

1 n F

C 3

8 , 2 p F

R l

3 3 0 .n.

3 , 3 7 1 8 p F

T r 1

2 N 70 8

R 2

1 2 0 K .n.

C 6

T r 2

B C 2 0 8 B

C 5

C 7

+

1 0� F

SW

R 5

1 0 0 K

.n.

C 8

R 6

1 0 K .n.

M I K E e b

B e 2 3 8 B

Fig. l

-

Schema elettrico del microtrasmettitore FM.

Un altro lavoro delicato

è l'inserzione in circuito della LI che non può essere deformata, variando l a spaziatura tra le spire se la si comprime, o in altro modo. Ove LI risulti sformata, non sara possibile ottenere la precisa "messa in gamma" tramite

C2; attenzione quindi ...

L'apparecchio

è ora quasi completo; manca il microfono, che sarà montato dal lato parti infIlando i suoi terminali nel foro all'uopo previsto nella basetta e saldandoli alle piazzole sotto stanti, quindi fissato tramite le due viti autofIlettanti appo­ site. Manca anche l'interruttore, che prima d'essere saldato ai pin dovrà essere ben osservato , al fine di azzeccare il giusto verso, ovvero l'accensione dell'apparecchio quando la levetta

è portata in corrispondenza della scritta ON stampigliata sulla scatoletta in plastica.

Manca infme l'antenna, che sarà tenuta in loco per mezzo della squadretta identificata come "3" nell'esploso di figura 3.

Eseguiti i collegamenti al "clip" della batteria sarà necessario un doppio check della basetta, visto che il cablaggio

è ulti­ mato. Tutte le polarità sono in ordine? I transistori hanno l'orien­ tamento esatto? Non vi sono errori ed inversioni tra i valori?

TI clip della pila porta al circuito la tensione nel rispetto del posi­ tivo e negativo? Bene , allora il tutto può essere collocato nell'involucro.

Inserita la pila, avvitata l'antenna alla squadretta, il radio­ microfono può essere collaudato.

B e 208B

Fig. 2

-

Disposizione dei componenti del microtrasmettitore FM.

1 1 1 5

Fig. 3

-

Vista esplosa del ricetrasmettitore FM.

ELENCO DEI COMPONENTI

1

4

1

R3

2

1

S W l

C6-C7-

C8

C4

C3

C5-C I

R4

R6

R5

R2

RI

1

LI

C2

1

1

CS

1

TR2

TR1 condensatore elettrolitico l O f.lF - 12 V condensatore ceramico 82 pF ± 0,5 pF - 50 V condensatore ceramico 8,2 pF ± 5% condensatore ceramico 1.000 pF ± 1 0% resistore strato carbonio 1 kO ± 5% - 0,25 W resistore strato carbonio lO kO ± 5% - 0,25 W resistore strato carbonio 100 kO ± 5% - 0,25 W resistore strato carbonio 120 kO ± 5% - 0,25 W resistore strato carbonio 330 O ± 5% - 0,25 W resistore strato carbonio 4,7 kO ± 5% - 0,25 W viti autofilettanti 2,9 x

6,5 vite M 3 x

4 squadretta fissaggio antenna ancoraggi per C.S. presa polarizzata interruttore a slitta conf. stagno antenna bobina compensatore 3,3 - 18,5 pF mobiletto borchia per microfono circuito stampato microfono transistore BC208B (BC238b) transistore 2N708 dado M3

Per il controllo fmale si impiegherà un radioricevitore

FM di qualunque tipo, portatile o non. Messo in azione il radio­ microfono portando la levetta dell'interruttore su ON, ed acco­ stati i due apparecchi, esplorando la gamma, ad un certo punto si udrà una specie di ululato che scaturisce dalla reazione

"microfono - emissione - ricezione - altoparlante - microfono emis­ sione-ricezione ... " e così via. Tale effetto che nel nostro caso indica la raggiunta sintonia tra i due apparecchi.

Data la vicinanza, però invece che la sintonia "r�ale" vi è la possibilità che si raggiunga l'accordo su di una spuria parallela, e per verificare se ciò è accaduto basta spostarsi con il radio­ microfono di una decina di metri. Ove a tale distanza non si oda più nulla, come emissi.one parlata, anche tenendo al massi­ mo il controllo di volume del radioricevitore, certamente la sintonia è deficitaria, visto che il raggio medio di azione del nostro apparecchio è dell'ordine dei trenta metri.

PUÒ anche avvenire che l'accordo sulla fondamentale si realizzi in coincidenza dell'emissione di una radio locale, o di un programma R.A.I. In tal caso

senza alterare la spaziatura di

Li, si effettuerà l'accordo "più-in-alto" oppure "più-in-basso" (come frequenza) ruotando C2.

Visto che in corrispondenza di un piccolo spostamento del compensatore si ha un notevole cambio di frequenza, nella banda , tale manovra deve essere fatta con avvedutezza; altrimenti dall'in­ terferenza con una stazione si può passare a quella ... con un'al­ tra! Comunque, una volta trovato un punto libero la voce scaturirà dall'altoparlante molto fedele. Anzi, chiunque può provare la propria "microgenicità" (che è l'equivalente della

"fotogenìa" per l'audio) con questo apparecchio, improvvisan­ dosi, poniamo, disc-jockey ed offrendo i propri commenti.

Chissà che con questo trasmettitorino qualcuno non si scopra migliore di Arbore, Boncompagni, Mazzoletti, Sammy

Barbott, Guido (o Maurizio) De Angelis, e Gigi Marziali

& soci trovando l'avvio per una nuova e certo appagante professione?

Oggi non è difficile, se si ha una bella voce e lo scilinguagnolo sciolto, trovar modo di collaborare con una stazione locale radio-TV ... in tal caso il radiomicrofono sarà stato un "rivela­ talento"!

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1 1 1 6

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C fl h

NOTIZIE DALL' ESTERO

Verso la "normalizzazione" della CB? Tecnici italiani stanno studiando i metodi di repressione delle interperanze degli operatori presso la F.C.C. americana

La nostra modesta ma attenta espe­ rienza professionale di CB negli

U.S.A.

ci ha convinti che colà è più facile poter ope­ rare, ed anche più economico, rispetto alle nostre lande; ma vi è un netto rovescio della medaglia. In questa patria di santi, eroi, navigatori, chi tiene il microfono per troppo tempo, chi utilizza antenne ad alto guadagno, chi tenta il mini-DX cogliendo l 'attimo della propagazione fuggente, è sopportato.

È sopportato persino chi com­ mette talvolta grossi sgarri uscendo con preamplificatori e

boosters

(che non chia­ miamo "lineari': infatti non lo sono) sal­ tuariamente.

Nella patria di Washington la "libertas sub lege" trova invece la più rigida appli­ cazione; il pugno di ferro del controllo si abbatte quasi immancabilmente su chiun­ que si permetta la più piccola scorrettezza, e se necessario fioccano anche multe di milioni, mesi di carcere e via di seguito.

"Bene" dirà forse chi legge, "ciò l 'ab­ biamo già letto o sentito sui canali, e al­ lora che novità rappresenta ?".

Nessuna novità, solo che abbiamo per certo, da fonte sicura, l 'informazione che tecnici italiani

stiano studiando negli USA

i metodi per la prevenzione e la repressio­ ne delle "piraterie" CB.

La cosa è interessante; da un lato ci rassicura, perché è evidente che se si invia­ no commissioni di studio presso i centri di identificazione americani che perseguo­ no gli intemperanti, non v 'è l 'intenzione di

Fig.

1

-

Centro di controllo usato dagli operatori S. E. F. impiegante analizzatori di spettro. sopprimere la CB, quell 'intenzione che ha rappresentato il cupo spettro del 1977 e che ancora si agita nei discorsi di molti; vi è anzi l 'intenzione di "normalizzare" la banda incriminando (Finalmente!) i troppi operatori scorretti che vi allineano col ri­ schio di soffocare la stessa CB e di di­ sgustare molti amici vecchi e nuovi che emigrano di continuo verso altrefrequenze

o rinunciano a comunicare.

D 'altronde, da buoni italiani diffidenti del "potere", non vorremmo che al ritorno degli agguerriti "neo-controllori" si scate­ nasse una nuova caccia alle streghe con tutti gli eccessi che tale situazione compor­ terebbe. Vedremo, attendiamo gli eventi: poi riferiremo.

PUÒ peraltro interessare a chi legge, aver idea di ciò che i tecnici italiani stan­ no osservando, cioè di come operi negli

U.S.A. il servizio di "repressione-pazzi"

Fig. 2

-

Altro centro di controllo impiegante analizzatori di spettro.

1 1 1 7

ed una grandissima pratica che discende dal lontano 1968, allorché i primi centri di controllo entrarono in azione. Se un caso è difficile, se il CB scorretto si trova a bordo di una imbarcazione o di un aereo, i s.E.F. lavorano concordemente operando da un capo all'altro degli US.A. con il contatto continuo tenuto anche per tele­ scrivente (fig. 3). I mezzi sono tali che non vi è proprio scampo per i "pirati".

Bene, allora tutto ciò negli US.A.

E da noi, a quando ? Al ritorno della missione? Vedremo ...

Fig.

3

-

Centro di controllo mu­ nito di telescrivente operante con altri centri. colà definito "S. E. F. " ovvero "Special En­ forcement Facility ", e in gergo "Uncle Char­ lie" cioè

"lo zio Carletto".

Gli uomini del

S.E.F. concentrano i loro sforzi nel tenta­ tivo di colpire principalmente queste infrazioni, elencate in ordine di gravità:prima di tutto l 'uso di amplificatori di potenza

RF (ci rifiutiamo di definirli lineari, come sempre) che moltiplicano i W realmente emessi. Poi l 'omessa dichiarazione del no­ minativo, o peggio, l 'abuso di nominativo, la falsità nel dichiarare il nominativo.

Quindi l 'impiego di canali fuori frequenza o destinati ad altri servizi; il DX ed il ten­ tivo di DX (rammentiamo che ai CB US.A.

è proibito di mettere in contatto con sta­ zioni che distino oltre 150 miglia).

Oltre a queste infrazioni primarie, il s.E.F. o "Uncle Charlie", si preoccupa di scovare i CB che impiegano antenne trop­ po elevate, che splatterano, che "si compor­ tano male" per qualunque ragione.

L 'organizzazione è talmente specializza­ ta, che non prende in considerazione, come avviene da noi per l 'Escopost, questioni secondarie come il

TV!, almeno se non giungono reiterate specifiche denunce; d ' altronde, è ovvio che s e nesuno splattera, se nessuno impiega gli amplificatori RF booster, se gli inviluppi RF sono "puliti ", il TVI non esiste.

I centri di studio s.E.F. dichiarati

(per­ ché ve ne sono molti "segreti'') sono ad

A tlanta, Georgia; Grand Island, Nebra­ ska; Laurei, Maryland; Long Beach, Cali­ fornia (notiamo con piacere che noi siamo sempre stati "bravini" come CB, perché inconsciamente modulavano proprio ac­ canto ad uno di questi "quartieri generali" ma nessuno ci ha mai fatto visita per notifica re la propria multa-avviso di

$ 50).

Ogni base s.E.F. dispone di automobili che hanno tutta l'apparenza d'essere nor­ mali, anche nel colore che non è quel ver­ dolino oliva tipico delle vetture militari

US.A. e che però sono fantabulosi carri ràdio mimetizzati tanto bene, che non ne­ cessitano nemmeno di antenne esterne!

Tali automobili sono dirette verso la zona ove trasmette il "pirata " via radio in codice, ed i loro conducenti affermano non senza un bricciolo di vanteria: " il tempo che ci mettiamo per "beccarli" è esattamente e­ guale a quello in cui il traffico ci consente di giungere sul posto (senza scorte o sirene, com 'è ovvio, N.D.R.) perché i nostri radio­ goniometri automatici ci guidano sul se­ gnale senza possibilità di errore" ...

E "come" gli operatori s.E.F. si accor­ gono delle infrazioni? Molto semplice, im­ piegando analizzatori di spettro (Figg. 1-2)

Fig.

4

-

K H I 4 0 8 4

" RAY"

K H J 6 0 2 9

"HAPPY" oIn

"EYE BALL"

FROM THE

HOUSE OF MOORE

MONITOAING: Chormel

9.

U.Y C. & HAPPV

IS.s6 000"')'" St. flood

MOOlE,

�von. Ohio li,,_: WEstrnore 4·SI81\

Tipo di QSL usate negli US.A.

La "RIVOLUZIONE"

Australiana

FInora, in A ustralia l 'impiego della ban­ da dei 27 MHz per comunicazioni private non era consentito. A nche se i "baracchi­ ni" erano in vendita pressoché in ogni ne­ gozio di materiali radioelettrici, poteva­ no essere impiegati solo dalle squadre di soccorso (protezione civile) dai navi­ ganti, dalle guardie forestali e dai diri­ genti di cantieri edili per comunicare con gli operatori delle macchine.

Un po ' la situazione italiana di dieci anni fa, insomma. Come allora da noi, in A ustralia un gran numero di operatori clandestini ha iniziato ad invadere l 'etere, prima timidamente, poi in modo massic­ cio e provocatorio: i "kangaroo " addirit­ tura hanno scoperto i preamplificati, le direttive e (purtroppo) anche gli amplifica­ tori "power" RF.

Naturalmente sono fioccate multe, se­ questri, processi, ma ciò non ha scoraggia­ to la massa; anzi i CB locali si sono riu­ niti (nientemeno!) in un sodalizio che ha come primo obbiettivo il premere sul go­ verno per ottenere la legalizzazione. Tale sodalizio non è minimamente mascherato, infatti si chiama "National Citizen Band

Association!"

La battaglia che i CB australiani hanno iniziato è articolata e fitta; Bill Payne, segretario dell'associazione, preannuncia parate stradali, trasmissioni dimostrative, sit-in, assemblee di protesta. Come si può dar torto ai "kangaroo "? Nel loro emisfero, persino i vicini néozelandesi possono co­ municare in CB, per non dir dei giapponesi, anche se questi sono soggetti a severe limi­ tazioni e controlli "tipo US.A. ". Quindi, noi facciamo voti perché i colleghi austra­ liani riescano nei loro intenti. Chi volesse scrivere, o inviare QSL di sostegno, può indirizzare a: National Citizen Band Asso­ ciation; P. O. Box 2, Sydney Mail Excange,

20]2 Sydney, A ustralia.

QSL di cattivo gusto

Avevamo accennato, due numeri fa, al­ la "moda " che imperversa negli US.A. di bruttissime QSL, rivoltanti, shockanti, di­ sgl/stose; una corrente "punk" nella CB.

Diversi amici che ci leggono hanno chie-

1 1 1 8

sto di vederne alcune pubblicate, ma ap­ punto, diverse sono impubblicabili. Nella figura 4, ne riportiamo una "storica " che

è tra le meno ... "spinte" ma abbastanza

indicativa. ve ne sono molte peggiori; chi glielo fa fare, a questi americani! Mah. .. ternazionali con 100.000 iscritti, 1500 gruppi operativi sparsi da Porto Rico al

Messico, al Canada, alla Germania. Di cosa si tratta ? In pratica di una associa­ zione volontaria che accoglie CB muniti

TI

"REACT"

Nato negli anni '60 in U.S.A. il club

"REA CT" va assumendo dimensioni inin difficoltà sutle autostrade o che abbia­ no subito incidenti stradali. Il REA CT offre rimorchio gratis, pronto soccorso procura pezzi di ricambio, insomma è pro prio una manna per chi si trovi nei pastic-

1(1\

REACT International, Ine.

REACT FACT SHEET

Radio Emergency Associated Citizens Teams

1 1 1 E. Wacker Drive, Chicago, IL 60601 Phone (31e) 644-7620

1 . REACT is an independent non-profit public service organization .

2 . S ince its estab lishment in 1 9 6 2 , the organizat ion has grown to nearly

1 , 500 teams and 100 , 000 active par ticipants .

50 s tates , Puer to Rico ,

Teams are at tive in alI

7

Canadian provinces , Mexico , and one team is now functioning in. Wes t Germany .

3 .

REACT Teams agree to develop a 24-hour monitor sys t em on Channel 9 , the o f f ic ial emergetlcy channel o f the Citizens Radio Service .

4 .

Loca i

REACT Teams provide volunteer service in behalf o f highway safety , and maintain emergency communications in case of disas t er . Community s ervice ac tivitie s of alI kinds are served by REACT .

5 .

REACT Teams agree that a t alI t ime s , either during REACT activities a s a group or during individuaI or personal communicat ions , they will operate in s t ri c t accordance with alI c ity , s tate and federaI laws (part icularly

Part 95 , F . C . C . Regulations ) .

6 . REACT was instrumental in act ions which led t o F . C . C . es tablishment o f

Channel 9 exclus ively f o r emergency and mo tori s t s a s s is tance communica­ tions .

7 .

Since 1 9 6 2 , REACT Teams have handled an est imated 6 0 mil lion emergency calls including approximately 14 million hi

g

hway accident s .

8 .

A formaI cooperat ive understanding exi s t s between the American National Red

Cros s and REACT . A large percentage of REACT Teams have now taken Red

Cro s s Fir st Aid training and provide emergency communicat ions coordinated through their Red Cross Chap t ers .

9 .

Research on a two-year REACT pro gram in cooperat ion with the Ohio S tate

Highway Patrol has been published by the Transportat ion Research Board o f t h e National Academy o f Sc ience s . Pro j ecting resul t s in Ohio , REACT members provide over 2 1 mill ion volunteer man-hòurs per year in pub lic service activi t ies . l O . A full-color , twelve-minut e , sound mo tion p ic ture about REACT h a s been produced . Ent i t led , "Where Seconds Count , " it is available on free loan from GeneraI Motors Film Library , GeneraI Mo tors Building , Detroi t ,

Michigan 4820 2 .

Fig.

5

-

An independent non-pro/il publi= service organization providing organized citizens two-way radio communieations in loeal emergeneies.

Circolare in cui si spiega gli scopi e l'attività del nucleo REACT.

Fig.

6

-

Stemma dell'associazione REACT. ci ed abbia un baracchino a bordo del­ l 'auto.

Ci piacerebbe che l'associazione pren­ desse piede in Italia, nazione che certo può vantare grdndi tradizioni umanitarie.

Nella figura 5 pubblichiamo una lettera che informa sugli scopi e sull'attività svol­ ta, e nella figura 6 lo stemma dell'asso­ ciazione. Gli eventuali interessati a for­ mare un nucleo REA CT italiano posso­ no scrivere all 'indirizzo di Chicago che figura nell 'intestazione. Nellefì.gg. 7-8 pro­ poniamo una tipica ipotesi (simulata) di operazione REA CT (foto Pathcom).

NOTIZIE

DALL'INTERNO

Dopo

la fine delle ferie

A bbiamo notato, non senza piacere, che quest'anno sui canali, in settembre, non vi sono state le solite un po ' maniacali rie­ vocazioni dei luoghi lontanissimi raggiunti per passarvi le ferie. A quanto pare i CB hanno avuto un rigurgito di modestia, ed

è interessante notarlo, perché i CB appar­ tengono ' a tutti gli strati sociali, hanno

Rradi di cultura diversi e personalità diver­ sissime; in tal modo rappresentano la to­ talità degli italiani.

Solo l 'anno scorso, in piena crisi, verso il venti settembre, la banda traboccava di mellifue voci che rammentavano la loro

"puntatina alle Sevchelles, un posto na­ ture, delizioso " oppure "il solito salto ad

Acapulco, uno strazio da non dire, con tutte quelle tappe dell'aereo " o anche "la crociera - si fa per dire, una cosa mode­ sta - a Trinidad. ma con una barca picco­ la; appena un 14 metri ... ".

1 1 1 9

Fig. 7

-

Tipica i potesi (simu lata) d i una operazione R E A CT

Fig.

8

-

Altra operazione R E A CT.

Quest'anno la tenace esterofilia ha ce­ duto. I soliti maligni tributeranno i meriti alla restrizione valutaria, alle 500.000 lire che si potevano ((portar fuori", ma i casi

Lt;febvre e Crociani (per citare solo i più illustri) insegnano che il ((top " di mezzo milione non scoraggia alcun ingegnoso

((gitante". Presa di coscienza quindi? Chis­ sà! Comunque, lo ripetiamo, a noi va bene così ...

TI governo, medita il "colpaccio" o

no?

Com 'è noto, il 31 dicembre prossimo venturo alle 24, secondo le ultime infor­ mazioni dovremmo essere tutti pirati (ed in tal caso Gianni Bravo assumerà il nomi­ nativo di

Jolly Roger Number One, in ordine ad una irrinunciabile disobbedien­ za civile). Mentre scriviamo, però, sembra che la mannaia sospesa sulla CB si sia bloccata a mezz'aria.

Infatti un alto autorevolissimo funzio­ nario

PIT.

anch 'egli CB partigiano ed accannito e che per questa ragione non gradisce d'essere citato, ci assicura una lunga sopravvivenza per la banda. Egli dice:

"guarda, sino al dicembre del 1978, non se ne parla proprio di cambiar qual­ cosa, anzi sebbene molti dicano il con­ trario, le domande per la concessione saranno accettate almeno sino al termine di quest'anno e poi chissà, forse vi sarà una tacita proroga all'italiana ...

"

Sempre mentre scriviamo, ci dicono che

((in alto loeo " è in gestazione un decreto ufficiale che appunto riafferma lo ((statu quo " esistente. Se sono rose .. .

In breve

A bbiamo ricevuto l 'ultimo numero de

((Il CiBiotico Bulgneis" mensile dell'Asso­ ciazione Gllglielmo Marconi, da Bologna;

BOX 969. via Bentini 38, Bologna. Nitida la stampa e di buon livello i vari scritti.

A titolo personale. Gianni Bravo saluta

Luciano (Storione) e la gentile signora

Carla, Gllerrino (Bologna 2) ed YL, gli altri promotori.

* * *

Fig.

9

- QSL inviatoci dall'ope­ ratore Sandra dal quartiere di

S. Viola - Bologna.

Graditissime sono a noi le notizie che ci pervengono dagli amici del Radio Club

Venezia A mici CB, p o.

BOX 143, Vene­ zia 30100; solo dobbiamo con dispiacere rilevare che le notizie hanno sempre un buon mesetto di ritardo sull'attività, quin­ di risultano impubblicabili, perché essen­ do Sperimentare mensile sarebbero ripor­ tate qualcosa come tre mesi

((dopo ". Il che apparirebbe un pochettino ridicolo. A b­ biamo citato gli amici di Venezia

PER

TUTTI I CLUB, nel senso chp preghiamo di inviarci le informazioni da pubblicare prima che le manifestazioni afybiano luo­ go, e non dopo, altrimenti saranno ineso-

1 1 20

rabilmente obsolete. Tra le obsolete, pur­ troppo, ne abbiamo qui un grosso pacco, che giungono da Legnano, Verona, Pado­ va, Brescia, Stresa, Verbania, Borgomane­ ro . . .

* * *

Ad Ostia (Roma) vi è anche il "canale

('soterico " in cui si parla di influenze astra­ li, oroscopi, Yoga, discipline trascendenta­ li, orientalismo.

È il canale 11. I porgitori abituali del "pane della scienza " sono

Santa Fé, Efios Ananda, Liuba; i primi due i anche radioamatori, con licenza per

/44 MHz. In tutta evidenza, i 144 MHz sono più noiosi.

* * *

Una incredibile propagazione verso

Nord ci ha concesso di risentire alcuni vecchi q,mici norvegesi, olandesi, svedesi.

Noi trasmettevamo con 5 W esatti (anche se in ricezione impiegavamo il professio­ nale Sommerkamp) e ciò nonostante sia­ mo stati peifettamente compresi; questo, carissimo, 'si chiama "DX pulito".

* * *

Tra le tante QSL che giungono in Reda­ zione dall'Italia, in seguito ai QSO gior­ nalieri che intratteniamo, questo mese, co­ me la più simpatica, abbiamo scelto quel­ la di Paco 9, operatore Sandro, dal quar­ tiere di Santa Viola, Bologna: fig. 9.

* * *

Fig.

10

-

Ricetrasmettitore com unicante i n

S S B con comando a tastiera della Texas.

S. Antonio 20, PO BOX 148, 38100 Tren­ to, per /'invio della Fanzine "Voce CB ".

Complimenti al Direttore responsabile Cav.

Paolo Barbato.

* * *

Riceviamo la brillante Fanzine "A nten­ na CB " diffusa dal gruppo CB "Valli di

Lanzo': P. O. BOX 8, 10075 MA THI (To­ rino). Notiamo alcuni stralci ripresi da que­ sta rubrica, e la cosa ci onora. Solo, sa­ remmo stati più contenti se gli estensori avessero citato la fonte, cortesia normal­ mente usata nel campo pubblicistico.

* * *

Grazie all'associazione CB Trento, Via

La Texas Instruments ci invia un comu­ nicato stampa in cui si annuncia l'inizio deffa produziol/e di rice/rasmettitori in

SSB per comunicazioni personali con co­ mando a tastiera. Le soluzioni adottate in questi apparecchi sono di assoluta a­ vanguardia; torneremo sul tema non appe­ na avremo altri e più concreti dettagli: fig. lO.

Con incredibile ritardo riceviamo un elenco di manifestazioni CB "ham-fest" promosse dall 'associazione radiotecnica

A quilana, ARA-CB, FIR-CB, P. o. BOX

/50, 67100 L 'Aquila. Poiché ormai sareb­ be inutile citare le pur belle riunioni, i concorsi, le gare, ci limitiamo a pubblica­ re una foto della vettura dell'equipaggio

"Radio Marra " (Sergio) che ha ottimamen­ te figurato

(fig. 11).

Fig.

11

-

Vettura dell'equipaggio"Radio Matra" (Sergio). o ABBONATO o

NON ABBONATO

NOME

___________________________ _

COGNOME

INDIRIZZO

C.A.P.,

_

CITTÀ

_

D

VENDO

D

ACQUISTO

RICETRANS MARCA

MODELLO

POTENZA INPUT

NUMERO CANALI

NUMERO CANALI QUARZATI

TIPO DI MODULAZIONE

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Quando un chitarrista moderno, giovane e preparato, viene posto di fronte alle centinaia di meravigliosi aggeggi che la tecnologia elettronica gli mette a disposizione, è proprio vero che dire "non so che cosa scegliere " è poco : più esatto sarebbe invece dire che il suddetto chitarrista, se è milionario compra tutto, altrimenti c 'è poco da fare: non gli rimane che sognare. Non è detto però che si debba disperare troppo: c 'è infatti la nostra rivista che gli viene beneficamente incontro con una apposita serie di articoli quanto mai allettanti. Dopo avere dunque dato in pasto alle fiere Leslie, phaser, distorsori ad integrati, modificatori di inviluppo, eccoci di nuovo qui a ripro­ porre agli amici chitarristi un nuovo aggeggio, ancora una maledetta "black box".

_________ di F. Cancarmi

Q uando pubblicammo l'articolo del distorsore professionale per chitarra elettrica, sapevamo di avere con­ tribuito ad un progetto che aveva un ben preciso scopo : quello di dare al chi­ tarrista raffinato un "robo" che fosse di una precisione , di una pulizia assoluta, quindi la scelta fu per uno schema ormai pluri - approvato di squadratore , che, come voi ben ricorderete, utilizzava un integrato

741 e vari altri componenti esterni. La distorsione era regolabile fine­ mente e con continuità, mentre la puli­ zia del suono ottenuto era eccezionale.

Provato il marchingegno con varie chi­ tarre messe gentilmente a nostra dispo­ sizione da un amico chitarrista (quali una Fender, una Gibson Les Pau l Cu­ stom ed un "cornetto" Gibson SG Cu­ stom) avevamo dedotto che le sue carat­ teristiche erano eccezionali. Ma da allora ci fu un altro spunto di "ricerca".

Cioè, e la cosa nacque dopo una ru­ tilante serata con dischi vecchi (per modo di dire) di limi Hendrix, si pensò , sempre coi suddetti amici, di vedere un poco se era possibile realizzare un qualche ag­ geggio che potesse dare la possibilità al possessore di uno strumento di precisio­ ne (cioè una ottima chitarra) di ottenere la stessa atmosfera dei suoni distorti alla

"limi Hendrix". Ecco allora che ragio­ nammo : il suono di Hendrix non era

RlO

C 6

INPUT

Y

R16

C l0

+-O t-�t----+�

Fig. l

-

Schema elettrico del distorsore proposto. I punti in colore vanno uniti tra di loro, (x

= x);

(y

= y).

:.tJ

OUT PU T certo famoso per la pulizia: il calore uma­ no delle sue note derivava proprio da un uso accorto di filtri e distorsori che squadravano si il segnale , ma lasciavano anche passare una certa percentuale di armoniche pari, che, come tutti oramai saprete, di certo non sono presenti inve­ ce in segnali formati solamente da onda quadra.

Adesso, critiche stilistiche a parte, si trattava di realizzare con tecnologia a semiconduttori l'idea che ci aveva col­ pito e ammaliato. Usare ancora gli in­ tegrati? Ma neanche parlare ! Ritorniamo al '68 : quando i 741 sarebbero costati perlomeno ventimila lire ! ; ebbene: la scelta doveva per forza cadere sul tran­ sistore.

Bastava poi escogitare un circuito tale che il segnale passasse attraverso una re­ te a "PI Greco" sulla reazione degli am­ plificatori (vedremo poi lo schema elet­ trico) , e trovare un sistema che potesse portare all'esterno i controlli di "Volume"

(e fin qui niente di nuovo); di "Tono"

(anche qui niente di nuovo) e, qui ecco la novità, di "Sustain". Cioè avere la di­ sponibilità di regolare quanto la nota po­ tesse essere "sostenuta", possibilmente con una grossa parte delle sue armoniche originarie, più o meno distorta a seconda della regolazione del tono.

Abbiamo provato uno schema con quattro transistori al silicio, schema per nulla critico e soprattutto, molto sem­ plice ed economico. Tenendo poi conto che vi daremo anche il disegno della ba­ setta stampata, siate sicuri di ottenere un risultato di ottima qualità.

Armatevi di buona volontà e della solita pazienza; voi hobbisti esperti sorride­ te pure : per voi non ci saranno difficoltà!

Ma non si preoccupino neppure coloro che invece sono alle prime armi e magari hanno l'amico chitarrista che, con il fu­ cile puntato, aspetta da loro il marchin­ gegno : anche loro avranno di che trarre soddisfazione.

Passiamo dunque alla descrizione del circuito elettrico.

LO SCHEMA ELETTRICO

Abbiamo già detto che il cuore di tutto è quattro transistori. In effetti essi svolgono funzioni fondamentali di am­ plificazione e di squadratura (fig. 1). li segnale dunque entra dal jack 1 , passa per Rl , Cl , e arriva alla base di

Q1. Questo transistore, in configurazione a collettore comune, amplifica notevol­ mente e quindi il segnale stesso, bypas­ sato da C2 , giunge al controllo di Sustain,

Pl. Tale controllo preleva una percentua­ le più o meno alta di segnale dallo stadio amplificatore formato da Ql e dalla rete ad esso relativa e così il secondo ed il terzo stadio possono venire alimentati, per così dire, da un segnale la cui am­ piezza è dunque regolabile a piacere.

Ricordiamo, dunque, che intanto il no­ stro amico chitarrista sta suonando e che quindi al Jack 11 arriva un segnale più o meno ricco di sinusoidi, dovuto alla rilevazione della vibrazione della corda da parte del pick-up. Per semplicità, poi, supporremo che il segnale in arrivo sia dovuto alla vibrazione di un'unica corda: segnali multipli, più o meno armonici, infatti, causanò, miscelati prima e dopo la squadratura, degli effetti molto più complessi e più "sporchi", dissonanze etc. , che il bravo chitarrista sa bene sfrut­ tare suonando accordi o più corde con­ temporaneamente, dando così maggior corpo al pezzo che sta eseguendo. Ma l'arte non è nostro compito !

Dunque, dicevamo, ora abbiamo di­ sponibile un segnale di ampiezza prefis­ sata dal controllo di Sustain. Si tratta adesso di filtrarlo in una maniera parti­ colare : cioè togliendo certe armoniche e aggiungendone altre.

Tutti gli "elettronici esperti" sanno che se si immette un segnale ricco di armo­ niche in una rete LINEARE (cioè for­ mata soltanto da dipoli lineari quali re­ sistori, induttori e condensatori), tale re­ te agisce su detto segnale, attenuando o amplificando particolari armoniche, che vengono DEFORMA TE SOLO in ampiezza o in fase, mentre restano sem­ pre ISOFREQUENZIALI (cioè la fre­ quenza della singola armonica non viene toccata). Questo, dunque, per una rete lineare (anche con semiconduttori, co­ me transistori od operazionali, che lavo­ rano in zona linare) ; però , nel nostro caso, non è sufficiente. li problema è in­ fatti quello di dare un duro colpo a certe armoniche del segnale di ingresso, ag­ giungendo contemporaneamente altre armoniche, dispari, ottenute dalla squa­ dratura del segnale, e creando così un contenuto vario e multiforme di onde

1 1 24

nel segnale manipolato; l'aggiunta di un filtro passabasso (il controllo di tono

P2) ci da modo di controllare il conte­ nuto di colore del segnale stesso.

Ed eccoci alla logica conclusione : l' inserimento, nella rete di reazione dei due amplificatori (Q2 e Q3) di elementi tipicamente non lineari, e cioè dei diodi al germanio (DI , 2, 3 e 4).

Se osserviamo bene le reti attorno a

Q2 e Q3 , vediamo come l'impostazione sia il ricalco di una rete a "Pi greco", do­ ve il ruolo più importante è giocato da

C4, C5 , C6 e C7.

I diodi, posti in controfase, "cimano" il segnale che torna alla base, mentre i condensatori lo sfasano ; come risultato si ha la cancellazione o l'esaltazione solo di particolari armoniche.

Il segnale esce poi da Q3 e, filtrato an­ cora da R 14, R 1 5 , C9 e P2, giunge al­ l'amplificatore finale costituito da Q4 e dalla sua rete di polarizzazione (RI6 ...

19).

Il controllo di volume è costituito da

P3 , e deve essere possibilmente rego­ lato in modo che, inserendo e disinse­ rendo il distorsore , il suono che arriva dall'amplificatore risulti dello stesso vo­ lume. Infatti, il nostro distorsore confe­ risce una impressionante amplificazione al segnale (il termine usatissimo è "Boo­ st") tanto che, se regolate molto alto il potenziometro di volume, otterrete che ci saranno risonanze su praticamente tut­ te le note : cioè il Sustain sarà infinito ed il sistema chitarra - amplificatore si met­ terà ad autoscillare , tanto da poter otte­ nere con facilità quelle atmosfere di

"fusione" tanto care ai teorici dell'hard rock.

E questo ci sembra tutto sullo schema elettrico, una cosa sola non abbiamo detto : l'alimentazione è ottenuta tra­ mite una (solita!) pila da 9 V, collegata col NEGATIVO a massa i transistori sono NPN!), mentre un interruttore sul­ la connessione del positivo farà in modo che il circuito non consumi quando il distorsore non viene usato.

I N

Fig. 2

-

Disegno delle piste ramate della basetta su cui sono montati i componenti del distorsore.

G N D R s

-c:J--

IL MONTAGGIO

Una buona cosa da rispettare, quando si eseguono montaggi in bassa frequen­ za, è quella di trattare il tutto come se si avesse poco fùo a disposizione : realiz­ zando collegamenti ultracorti, avremo tanti guai di meno : innanzi tutto è così inutile usare cavi schermati, con gran risparmio di tempo e di energie, mentre il tutto, per altro, risulta enormemente più semplice e l'aspetto finale, se i colle­ gamenti sono corti sì, ma ORDINATI, non somiglia più alla chioma di una furia.

Proprio per questo si è pensato il cir-

Fig. 3

-

Disposizione dei componenti sulla basetta stampata di fig. 2.

1 1 25

cuito stampato in modo tale che i tre potenziometri di volume, di Sustain e di tono potessero essere piazzati sulla stessa basetta, e la figura corrispondente vi sve. la il... segreto : infatti ci sono le piazzuole per sistemare i potenziometri, i quali vanno messi dalla parte dei componenti, con l'alberino verso l'alto, appoggiati al

C.S. stesso. Ohè, non occorre fare dei pro­ derosi buchi per farci passare i terminali : sarebbe anche poco estetico, oltre che pericoloso per il rischio di sfasciare tutto.

Meglio è invece creare nelle piazzuole stesse dei terminali, che poi vanno infi­ lati nei terminali dei potenziometri, ai fini di ottenere un montaggio robusto.

Sempre osservando la basetta dei com­ ponenti (fig. 3), si veda come il lato superiore porti i terminali da collegare a massa (GND), all'uscita (OUT) e alla entrata (INPUT) : e tutti in pratica dallo stesso lato. Viene così spontaneo realiz­ zare un contenitore che abbia i Jack di input e output entrambi vicini e dallo stesso lato : la sistemazione del deviatore e della pila, potrà così, senza creare in­ gombri o difficoltà, essere realizzata dal­ la parte opposta, avendo cura di usare un deviatore blindato perché , s .

e lo stesso rock deve essere "hard" cioè "duro" eh bè, lo sono anche i pied

� ni dei chita

� isti in genere, che mentre suonano in modo scatenato certo non possono badare a raffinatezze nei movimenti!

Avrete senz'altro capito come non sia, grazie al progetto della basetta, necessa­ rio fissare la basetta stessa al contenitore con viti o altro , in quanto il fissaggio av­ viene "automaticamente" grazie ai tre potenziometri di controllo ; l'unica cosa a cui prestare attenzione è la foratura del pannello che deve rispettare, salvo leggere tolleranze, il posizionamento a cui poi andranno soggetti i potenziome­ tri stessi sulla basetta. Il contenitore per altro dovrà essere metallico, in particolar modo di alluminio ; ciò per poter avere una schermatura ottimale del circuito.

Si può benissimo usare un Jack stereo­ fonico per fare le funzioni di "interrut­ tore" d'alimentazione , per cui il NEGA­

TIVO (e non il positivo, se usate questo sistema) deve qui essere interrotto, ed il terminale della pila deve essere colle­ gato a quel capo del jack stereofonico che , all'inserzione di un plug MONO

(come sono tutti quelli per chitarra), vie­ ne messo a massa.

In questa maniera non ci saranno più problemi: inserite i cavetti (detti "jack" comunemente) quando usate il vostro distorsore e questo è subito in funzione : per evitare consumi di pila durante il

"non-uso", quindi, dovrete staccare i suddetti cavi.

Ha invece importanza questo fatto : ci sembra ovvio che, se fissate i poten-

7.iometri come vi abbiamo suggerito, lo spazio "utile" per fissare i componenti sulla basetta stessa è solo quello corri­ spondente alla altezza del "case" di ogni potenziometro.

Il fatto può portare a dei problemi di spazio; presto detto : anche se la cosa si fa un poco più complicata, basterà FO­

RARE il C.S. ed infilare i potenziometri dalla parte opposta: i terminali andranno piegati all'insù per avere più agio nel collegarli alle piazzuole, mentre un pri­ mo dado fisserà con sicurezza il poten­ ziometro alla basetta. Dovrete poi (at­ tenzione !) porre dei distanziatori prima di fissare definitivamente il potenziome­ tro alla scatola o al pannello : altrimenti, serrando , la parte della basetta in alto

(che ora è la parte del rame), va ad urtare contro al contenitore con esiti quanto mai disastrosi. Ovvio è, a questo punto, che, avendo messo i componenti sotto, dovete usare un contenitore appropriato al caso.

L'USO CORRETIO

Non dimenticate che i risultati che otterrete sono tutti esclusivamente dovu­ ti alla vostra maestrina di chitarristi. In effetti, sembrerebbe un discorso molto cattivo, oppure sadicamente rivolto ad una "eli te", che tutto ha da guadagnare e niente da perdere.

L"'elite", infatti, è quella dei chitarristi che posseggono degli strumenti per così dire "professionali", ed i lettori che sono dentro alla questione sanno certamente tutti i nomi delle migliori marche in pro­ posito. Dunque perché pubblicare un progetto e poi dire che andrà bene so­ prattutto per certe persone? Innanzitutto per una questione di serietà: abbiamo pubblicato tale schema dicendovi che ha queste e quest'altre caratteristiche nei confronti di altri schemi: non lo avrem­ mo detto se non avessimo effettuato prove sicure. Ma ... avete mai provato a suonare con chitarrette scadenti e a ten­ tare di capire le differenze, le pastosità, le sfumature di un suono?

Non mettiamo in dubbio la qualità, ma il risultato : e in effetti, da prove sempre effettuate da noi, l'uso di questo o di quel distorsore (e idem per l'uso di am­ plificatori di dubbie caratteristiche) non dava sensibili differenze di suono se la fonte primaria (e cioè la chitarra) risul­ tava possedere caratteristiche scadenti.

Allora era inutile presentarvi un altro distorsore !

Ma quali infinite possibilità ci si sono parate dinnanzi se solo cambiava la qua­ lità dello strumento ! Ed ecco allora che

è sorta la nostra decisione : offrire una veste d i professionalità ai nostri articoli suoi "trucchi" per il chitarrista: e siccome di buoni chitarristi ce ne sono molti, come pure parecchi posseggono (prova­ te un po' a pensare a qualche amico ... ) chitarre di prim'ordine, una "scelta" fra varie possibilità era secondo noi la cosa più matura che potevamo proporre loro

(o a voi che per loro costruirete l).

Per quanto poi riguarda il vero e pro­ prio uso, la cosa migliore per un distor­ sore è provarlo nel vivo di una esecuzio­ ne : provare le possibilità tonali e di riso­ nanza, provare , insomma, anche perché un distorsore, dopo tutto, non è un in­ fernale marchingegno con mille tasti, ma qualche cosa che può bene servire.

ELENCO DEI COMPONENTI

R1

R2

R6

R7

R8 resistore da 33 kO resistore da 47 kO

R2/a : resistore da 100 kO

R3 resistore da 15 kO

R4

R5 resistore da 100

O resistore da 1 kO resistore da 8,2 kO resistore da 100 kO resistore da 47 kO

R9

RIO

RH

R12

R13

R14

R15

R16 resistore da 100 O resistore da 8,2 kO resistore da 100 kO resistore da 47 kO resistore da 150

O resistore da 22 kO resistore da 22 kO resistore da 390 kO

R17

R18

R19

R20

R21

P1

P2

P3

Cl resistore da 100 kO resistore da lO kO resistore da 2,7 kO resistore da lO kO resistore da 15 kO potenziometro da 100 kO potenziometro 100 kO potenziome tr o da 100 kO condensato r e da 0,1 IJF

C2 condensatore elettrolitico da 1 IJF

C3

C4

C5 condensatore da 0,1 IJF condensatore da 0,1 IJF condensatore da 470 pF condensatore elettrolitico da 1 IJF

C6

C7

C8

C9

CIO

CH condensatore da 470 pF condensatore da 0,005 IJF condensatore eletto da 0,01 IJF condensatore elettrolitico da 1 IJF condensatore elettrolitico da 1 IJF

Q1-Q2-Q3-Q4 : 2N 5133 o equivalente

D1-D2-D3-D4 : diodi al germanio

1 12 6

Un guasto al sistema che regola per via elet­ tromeccanica la dinamo, o l'alternatore che equi­ paggia l'impianto elettrico dell'automobile, sovente causa lo scaturire di una fortissima sovratensione, che seppur transitoria, quasi sempre dura abbastanza per rovinare gli apparecchi elettronici trasportati, in par­ ticolare i "baracchini" progettati per !'impiego mobile.

Tali incidenti sono, in base alle informazioni che abbiamo raccolto, piuttosto comuni. Presentiamo qui un semplicissimo dispositivo che protegge i ricetrasmettitori; può essere rea­ lizzato ed installato da chiunque, costa pochissimo, offre una sicurezza assoluta.

-------di G. Brazioli

--------

IL SALVABARACCHINI

�\ : �\ olt

? spess�, gli apparecchi da

.

jJJJJ Vl�

nOI trattatI "nascono", come progetto, dall'osservazione di fenomeni che intervengono nella vita di tutti, da fastidi che sono capitati a noi e ad altri, da chiacchere con gli amici su tanti piccoli problemi riscontrati in laboratorio, nell'abitazione, nell'auto.

Abbiamo appuntato la nostra atten­ zione su di un fenomeno accaduto a di­ versi CB di nostra conoscenza; si tratta del guasto del "baracchino" causato dalla sovratensione che non di rado interviene nell'impianto elettrico delle automobili di ogni marca ed età.

Tale tensione può facilmente raggiun­ gere il doppio del valore nominale, in for­ ma di picco ripetitivo "lento" e si forma a causa del comportamento deficitario ed intermittente del sistema che regola la dinamo o l'alternatore che fornisca energia alla vettura in moto.

Le "sventole" dette, rompono "anche" le autoradio, ma queste spesso utilizzano

1 1 27

+ VB

Hg. 1

-

Circuito elettrico del "salvabaracchini". VB indica la tensione proveniente dall'impianto elettrico dell'auto. uno stabilizzatore di tensione interno che pur faticosamente riesce a sopprimere i sovraccarichi. Altrettanto non vale per i radiotelefoni CB progettati per l'uso "mo­ bile". Questi altri, infatti, sembra siano tanto più graditi dal pubblico dei consu­ matori, quanto hanno piccole dimensio­ ni, ed allora chi li costruisce ben si guarda dal munirli di un regolato re di tensione all'ingresso, che dovrebbe trattare 2 A durante il funzionamento in emisssione, o simili e che verrebbe ad aumentare in modo notevole la massa fisica del com­ plesso.

In sostanza, chi realizza "baracchini"

+VB

NEGATIVO

-____ --J

F

,�.:.li:�� t-----t�

+

12,6 V. si fida della costanza della tensione di­ sponibile e punta sul massimo valore di

1 3 ,6 V calcolando ogni funzione, possi­ bile sovraccarico di tutte le parti, sistemi di raffreddamento ecc.

Come abbiamo visto , però, il calcolo può risultare fallace ; è facile immaginarsi cosa succeda al transistore finale RF, ed al push-pull modulatore allorché impulsi di 24-28 V si presentino all'ingresso. Qual­ cuno dirà: sì, è vero, tali sovraccarichi sono distruttivi, ma il fusibile".

Beh, per quel che ci suggerisce la no­ stra esperienza, il fusibile in tal caso non serve proprio a nulla; i semiconduttori

--,- +VB

F

Fig 2

-

Montaggio volante dei pochi componenti che costituiscono il circuito proposto. Curare particolarmente la robustezza meccanica dell'assieme.

(ria sorte !) hanno un tempo di fusione spesso minore , rispetto a quello dell'ele­ mento che li dovrebbe proteggere.

In sostanza, i fusibili tradizionali im­ pediscono che baracchini...

prendano fuoco

(!) in seguito a cortocircuiti perma­ nenti, ma non evitano interruzioni nei transistori, guasti negli elettrolitici, danni anche concàtenati.

Solo un sistema elettronico, del tipo sovente impiegato nelle autoradio mi­ gliori, può veramente proteggere i raçlio­ telefoni super-compatti dalle sovraten­ sioni, ed allora ne suggeriamo qui uno estremamente semplice, funzionante a tempo reale, che può essere installato e realizzato da chiunque, economicissimo.

Si tratta di un normale regolatore-serie arcinoto, che come circuito è il tradi­ zionale nel tradizionale, ma in questa applicazione non è ancora utilizzato. ta, e non l'apparecchio di per sè.

È

appunto l'applicazione, a meritare la no­

TI circuito del regolatore lo vediamo nella figura 1.

Visto che la stragrande maggioranza delle autovetture ha il negativo a màssa, il nostro, ad evitare complicazioni lavora sul polo positivo. L'elemento regolatore

è il transistore TRI, un normale 2N3055, sostituibile con un BD142. In pratica, il TRI funziona come un resistore varia­ bile comandato dalla tensione di ingres­ so; maggiore la tensione , maggiore la resistenza. Questa funzione si realizza tramite il partitore collegato alla base :

RI-DZ1. Per chi è proprio all'inizio della conoscenza in elettronica, diremo che

DZI, inizia a costruire a 13 V, e se questa tensione si presenta ai suoi capi (o viep­ più per una maggiore , come avviene nel caso del guasto detto) praticamente ri­ duce la polarizzazione del transistore, au­ mentando la sua resistenza equivalente.

È da notare che, a differenza da ogni fusibile , il regolatore lavora con la stessa velocità dei circuiti protetti.

Nelle fotografie si scorge il prototipo del regolatore che impiega come unica base un radiatore "GBE 43/40" (Brazioli

Elettronica) lungo 1 15 mm, alto 35 mm, profondo 40 mm. Si tratta di un elemen­ to speciale, studiato per impieghi profes­ sionali, in lega di avional caricata, muni­ to di 24 alette verticali semplici ed otto sagomate a morsa. Può essere sostituito dai modelli usuali, ovunque reperibili, che abbiano dimensioni pressoché dop­ pie ed una Rth di circa 1,3 °C/W.

Sul dissipatore, il TRI è montato con un normale Kit di isolamento per TO/3, ed abbondante grasso al silicone.

TI com­ plesso metallico è quindi isolato dal po­ sitivo, e può essere direttamente posto a massa, fissato sulla carozzeria della vettura.

Per qual che attiene alle connessioni, veramente nulla di più facile vi può esse­ re in un dispositivo che ha altrettanta utilità pratica e lavora in un regime àl­ trettanto severo (in caso di sostituzione

1 1 28

pericolosa perché nel normale resta iner­ te). Il resistore Rl è saldato dalla pagliet­ ta di collettore del transistore (quella stessa che fa capo al positivo dell'impian­ to elettrico dell'auto) al terminale della base. Lo Zener giunge dal terminale del­ la base al radiatore ; si deve però far at­ tenzione alla polarità, visto che se l'anodo non giunge al negativo non si noterà al­ cuna regolazione, ma una sorta di "azio­

·ne permanente" che porterà nel cut-off il TRI (regime di interdizione) a causa della conduzione permanente del diodo.

Si veda comunque la figura 2, che può indirizzare i meno-meno esperti.

Ove il TRI non risulti in qualche mo­ do cortocircuitato al radiatore , non si scambino i piedini base-emettitore del transistore, il diodo non sia "rovesciato", il regolatore certamente funzionerà bene assorbendo ogni errore di tensione dato dall'impianto elettrico dell'auto. Poiché la massima intensità trattata è dell'ordine dei 2 ,5 A oltre ai "baracchini" con que­ sto dispositivo si può proteggere anche ogni mangianastro , stereo-riproduttore, ed al limite anche autoradio che non abbiano il circuito stabilizzato interno,

Ben pochi dispositivi "mobili" infatti, a

12 V assorbono più di 30 W, o 35 W.

Le connessioni di ingresso ed uscita possono essere effetuate con trecciola di rame isolata in vipla da 12/12 mm, la lunghezza non importa molto, in quanto non vi sono segnali in circolazione. Più che altro , installando il tutto si deve cu­ rare che il radiatore sia

4fettivamente

a massa, cosicché anche lo Zener DZl fac­ cia capo al negativo.

In sostanza il regolato re deve divenire un pezzo inamovibile, non dell'apparec­ chio servito, ma dell'automobile.

Il fusibile "F" da 3 A, evita che il no­ stro dispositivo entri nel fuori uso a causa di manovre grossolanamente errate, ma durante le connessioni, è sempre bene non provocare corti, archi, sovracarichi.

Attenzione agli isolamenti, quindi ! n regolatore non necessita di regola­ zioni, di messe a punto o altro.

Funziona subito, non appena è colle­ gato.

TENKO

TRASMETTITORE

FM 88 -:- 108 MHz

È il trasmettitore casalingo dai mille usi. Entro ci rca 300 metri fa sapere che cosa succede in una determ i nata stanza.

La fantasia di ognuno può trovare innumerevoli appl icazioni a questo apparecchio che i nfatti può essere usato per ascoltare voci o ru mori proven ienti da luoghi in cui non si presenti.

è

Risolve problemi di convivenza, di i nformazione, di sicu rezza.

DATI TECN ICI

Freq uenza: 88-:- 1 08 MHz

Antenna: telescopica

Alimentazione: pila da 9 V

D imensioni; 82x58x34

ZA/04 1 0-00

ELENCO DEI COMPONENTI

TRI

Rl

DZl

ACCESSORI transistore 2N3055, oppure BD142 resistore da 270

0, l

W diodo Zener da 13 V 1 l W radiatore da 30 W l l,3 °C 1 W; GBE 43/40 o similare; si veda il testo.

Kit di isolamento per transistore TO/3. Fusibile da 3A con portafu­ sibile "volante". Cavetti di connessione. Minuterie meccaniche diverse

1 1 29

Accessori per CB

Spina coassiale volante

Corpo e contatti : ottone nichelato

ReSina fenolica

Norme MIL PL

259

GQ/3431-00

S 4

Presa coassiale da pannello

Corpo e contatti : ottone

I

I solamento: nyTon fen ' olica

Norme M I L

SO 239

GQ/3484-00 nic�elato

.

2l L

�7

.

4 5/S " o o

(§) o

254 o

Spina coassiale di raccordo Spina volante quadripolare

Spina coassiale volante

Corpo e contatti : ottone Corpo e contatti : ottone con accoppiamento a pressione, nichelato

Isolamento: resina fenolica

Corpo e contatti: ottone

Isolamento: , nylon nichelato

GQ/3506-00

Norme MIL PL

GQ/3455-QO argentato

Isolamento: teflon

259

TF

Accoppiamento: a pressione

GQ/5212-04

'

:� -m-

l

�98

�*

Spine schermate da pannello

Contatti: ottone argentato

Isolamento: resina fenolica

GQ/5322-00 2 poli

GQ/5322-02 3 pol i

GQ/5322-04 4 poli

GQ/5322-06

6 pol i

Presa coassiale di raccordo

Corpo e contatti : ottone

Isolamento: teflon argentato

Norme MIL PL

GQ/3512-00

258

Presa coassiale di raccordo a T

Corpo e contatti : ottone

I solamento:-nylon

Norme M I L PL

GQ/3535-00

259 hichelato

Prese schermate volanti

Contatt i : ottone argentato

I solamento: resina fenolica

GQ/5312-00 2 poli

GQ/531 2-02 3 pol i

GQ/5312-04 4 pol i

GQ/5312-06

6 pol i

� �

�"

-,

0 0

Adattatore coassiale per prese serie UHF tipo PL259

Corpo e contatti: ottone

Isolamento: nylon nichelàto

GQ13762-00

1 1 30

Alimèntatore stabilizzato 3A

UK683

Questo alimentatore stabilizzato consente di avere a disposizione diversi valori di ten­ sione comunemente usati sia da tec nici ri­ paratori che da tecnici di laboratorio.

La protezione ai cortocircuiti ed i sovracca­ richi rendono, q ue!:;to ali mentatore idoneo in molteplici applicazioni.

Alimentazione: 117 /125 - 220 / 240 Vc.a.

-

50/60 Hz

Tensione d'uscita: da 4 a

35

Vc.c in 4 gamme

Corrente massima di carico per tutte le gamme:

3

A

In Kit

L

55.000 montati

L

59.000

Cassiei dei surplus

-----------------------------

r r

I TRASMETTITORI

GOMMANO SET " SGR 274 N

(serie alternativa

ARG

-

5

)

I rati elettronici costruiti negli U.S.A. n genere la sigla "SCR", per gli appa­ identifica, come abbiamo detto in pre­ cedenza,

"un " tori, cavi, cuffie, microfoni, plugs, ricam­ bi, eccetera.

Vi sono "SCR" plurimi, che non com­ prendono un solo apparecchio fonda­ mentale ma più d'uno, ed è il caso ap­ punto dello SCR-274N; questo, in origine

(prima di Pearl Harbour) è stato fornito anche alla marina militare U.S.A. con la sigla ARC-5 , e comprendeva

Nella figura apparato con tutti i possi­ bili accessori; ovvero un trasmettitore, un ricevitore, uno strumento di misura o un radar o eventuali sistemi a bassa fre­ quenza, con relative antenne, alimenta­ tutta una serie di apparati emittenti che specifi­ chiamo di seguito :

BC 457 A : frequenza coperta, da 4 a 5 ,3

MHz (quarzo da 4.600 kHz).

BC 458A: frequenza coperta, da 5 ,3 a 7

MHz (quarzo da 6.200 kHz).

BC 459A: frequenza coperta, da 7 a 9,1

MHz (quarzo da 8.000 kHz).

BC 696A: frequenza coperta, da 3 a 4

MHz (quarzo da 3.500 kHz).

I circuiti dei trasmettitori sono tutti eguali, cambiano solo le costanti degli

. accordi e valori resistivi e capacitivi se­ condari; raramente i tubi, con altri stret­ tamente equivalenti, passano da uno al­ l'altro costruttore (Stromberg, Collins,

RCA, United Electronics, Du Mont, altri). l, riportiamo lo schema-tipo con i relativi valori-tipo.

6AII./6E{)

\ - - - - - - - - - --,

J;?L � l '

I

I

I l

\

\

C65 C67 r.54

\

Note tecniche

Gli apparecchi SCR-274N sono straor­ dinariamente compatti, per l'epoca di pro­ getto (all'incirca fine degli anni '30, non si hanno notizie più precise) e leggeri;

è chiara l'informazione d'impiego aero­ navale.

L'alimentazione originale è 24 V per i fIlamenti (i tubi sono connessi in serie-

C58A , C58B , C 58C - .05 uf

C59 - . 00018 uf c60

Ma s te r OSc . padd1ng

C61 - . 006 uf

C62

C63 -

Ma s ter OS c . tuning

C64

-

-

F1xed Neutra11 zing c65 -

P .A . tun1ng c66 - .01 u.f c67

-

- .002 u!

P .A . padd1ng uuf c69 - 50 uuf

K53 -

Xmttr Se1ec tor

R e lay

K54 -

Xmttr Output Re1ay

Fig. 1 - SCR 274N Schema tipo valido per tutti i diversi modelli.

UUTSIDC VIEW

-

/ - 6/\/0

2 -

3 - OSC. PLATé

AMP. ScRéE.AJ

4

5 -

6 -

+

24 V.

7

-

AMP. PLA

TE

L52 -

Ant . Load1ng Coi1

R67 , R72 , R7 5 , -

51 ,000 ohms

R68 , R76 , - 20 ohms

R69 - 1

Megohm

R70 - 1000 ohms

R?1 - 126 ohms

R?3 , R74, - 1 5 , 000 ohms

R7? - 390 ohms

R78 - 51 ohms

RL-50 -

Pa ra s 1 t1c S upp res s ors

T53 -

T54

Y50

-

-

Os c 111a tor Co11s

Amplif ier Co11s

Crystal Unit

1 1 3 1

PLUG CON N ECT I O NS AFTER MO D I FI CAT I O N

F A C I NG R EA R OF

T R A N S M ITTER

1 . 2.4 VOLTS AC

2.. NOT U S E D

3. OS C . PLATE VOLTAGE ( , 626)

4 . PA SC R E E N VOLTAG E l 1 62 5 )

5 . NOT USE D

6. 24 VOLTS A C

7. PA H I GH VOLTAGE (1 62.5'S )

Fig. 2 - Connessioni allo zoccolo retrostante, eguali per tutti gli SCR 274N ed ARC5. parallelo, come si vede nel circuito) e circa 300 V per l'alimentazione anodica del finale di potenza (tubi 1 625).

La pratica insegna che effettuata una buona taratura, i medesimi tubi possono essere fatti funzionare a circa 500 V senza che intervenga alcun danno nel tempo visto che gli isolamenti sono surdimensio­ nati, ricavano da questi "supercompact" la non trascurabile potenza di 50 W.

Meccanicamente, come si vede nelle fotografie

(in queste, la cuffia serve solo come paragone d'ingombro ed ovviamente non è connessa)

gli apparati della serie

SCR-274N sono quasi impeccabili; tipici esempi di professionalità spinta degli anni

'40.

È interessante la soluzione studiata per accordare pressoché ogni tipo di antenna, che consiste in un cursore posto a con­ tatto con l'avvolgimento di uscita (L52).

Le ceramiche che formano il supporto delle bobine, le miche, i variabili isolati in vetro, sono esempi di tecnica squisita ante-litteram che ha fatto scuola nel do­ poguerra. n circuito elettrico

Con riferimento alla figura l, diremo che il settore "attivo" di questi trasmet­ titori

è formato da un VFO molto stabile impiegante un triodo 1626, seguito dal parallelo di tubi 1625 finali. li tubo 1 629 non serve per l'emissione, ma ha funzioni precise nell'ambito del test; serve come calibratore, con il cristal­ lo "Y50". Come si vede, l'elemento

è multiplo ; comprende un triodo oscillatore di sintonia detto all'epoca "occhio ma­ gico". La calibrazione

è piuttosto sempli­ ce; effettuando con C63-C65 la sintonia sulla precisa frequenza di "Y50" la zona fluorescente deve risultare tutta illumi­ nata, ove ciò non avvenga, si può infilare un cacciavite nel foro frontale-sovra­ stante "Osc. trimmer" ed effettuare la ricerca dell'accordo, mediante C60. li trasmettitore, originariamente era pre­ visto per il funzionamento in CW (tele­ grafia) ma in seguito, per numerose ver­ sioni che dovevano anche consentire la comunicazione in "A3" (fonia)

è stato realizzato il modulatore MD7-ARC5, a sua volta impiegante una coppia di 1625

Fig. 4 - BC 459 - ARC5 visto dal lato connessioni, dopo avere asportato lo schermo protettivo.

(in pratica 807 alimentati a 12 V per il filamento ).

Tale modulatore era impiegato in di­ verse occasioni: rammentiamo l'impianto di bordo del B-17 "fortezza volante", del

DC3 (C-47), del B-24 Marauder, e di altri aerei plurimotori.

Lo MD7-ARC5

è alquanto rudimenta­ le , visto con lo sguardo di oggi; prevede l'ingresso per il microfono a carbone, ed in sostanza

è un amplificatore audio da circa 30 (w che non dice nulla di nuovo, quindi evitiamo di riportarlo.

Fig. 3

-

Aspetto del BC 479A (SCR 274N) - La cuffia serve solo per avere un 'idea delle dimensioni.

Conunenti

Qualunque TX della serie SCR-274N/

ARC5 ,

è costituito da materiali tanto fini e ben realizzati, che sorge quasi sponta­ neo l'impulso di demolirlo per ricavare i pezzi principali, come avvolgimenti ce­ ramici,variabili ad aria ecc. da destinare ad altri impieghi.

In effetti, negli anni scorsi, allorché tali apparati erano comuni, la demolizione

è stata massiccia. Conosciamo OM e

1 1 32

gli apparati superstiti, ma la massa tende ad utilizzarli con varie modifiche (si veda il Surplus Radio Conversion Handbook,

Volume III). Ad esempio si usa il solo

VFO calibrato ; !'intero sistema di emis­ sione in CW per 3 ,5 oppure 7 MHz e simili. Nella figura 2, riportiamo le con­ nessioni della presa di alimentazione per gli interessati a questi utilizzi, e nella figura 5 il cablaggio con il codice a . colo­ ri dei fili.

In genere, i tubi 1 625 vengono sostituiti con i corrispondenti "807" più facilmente reperibili.

I tubi 1626 e 1629, non si trovano facilmente, e spesso sono trattati a prezzi notevoli: nell'ordine delle 3.000 lire l'uno se nuovi, ed in certi casi anche più.

Fig. 5

-

Cablaggio comune ai trasmettitori SCR modifiche.

-

274N visto "espanso " per studiare eventuali sperimentatori che hanno in casa centi­ naia di parti derivate dallo smontaggio dei diversi "Command Set".

All'oggi, qualunque apparato della se­ rie e divenuto "elemento da collezione" se perfettamente integro. Vi sono OM che utilizzano il solo oscillatore in forma di VFO, ed anche CB che "escono" con apparati valvolari triplicando il segnale da­ to dal BC459A; nessuno più fa a pezzi

Reperibilità e costo

Nel 1963-65 , un trasmettitore della se­ rie SCR-274N lo si pagava intorno alle

5.000 lire, completo di tubi. Oggi il prezzo

è quadruplicatb-quintuplicato. ARC5

nuovi

(ve ne sono ancora in giro, anche se detenuti da furbissimi collezionisti) rag­ giungono la quotazione di li

f

50.000. modulatore MD7-ARC5 non è quo­ tato ; in genere è svenduto perché non ne

è noto l'impiego. Molti amatori del sur­ plus, così come (sorprendentemente) commercianti, lo ritengono in qualunque amplificatore audio per impieghi di dif­ fusione circolare !

I trasmettitori BC457 - BC458 - BC459

BC - 696 (serie A, B, C. D, AG , AL,) se incompleti valgono meno di diecimila lire ; per incompleti si intende di valvole, di cristallo, o manomessi.

I cristalli "Y50" da soli, raggiungono quotazioni intorno alle 5.000 lire al pezzo.

Questi quarzi hanno una particolarità; sono costruiti in modo tale, che se ri­ sultano danneggiati, scuotendoli "scam­ panellano", cioè emettono rumori interni come di rotolio, o di tintinnio, il che peraltro è noto, per calibratori della stessa erronei, sin dalla prima ispezione. f)I�I�I�lrlì' SI)I�(�Il'I .. I�iC

.. I ... :J:J().()()()iC

Telefono ricetrasmittente

Consente l 'a l l acciamento a l la rete te l efon i ca - E' formato da due apparec­ chi.: il telefono vero e proprio portat i l e , con combinatore a tasti e l 'u n i tà base che deve essere col l egata a l la Il nea telefonica.

U N ITA' BASE

R I CEV I TORE - Frequenza IF: 450 kHz - Sens i b i l ità per 30 dB (S+ N)/N a

2 kHz : 15 dB - Reiez ione d ' i m magi ne : 20 dB.

TRA

M E.TTI TORE - Frequenza d i trasmissione: 27,6 M Hz - Potenza di uscita stad i O fina l e :

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1 1 33

quarks

Dell'atomo, a noi che ci occupiamo di elettronica, interessa la parte pe­ riferica, cioé l'elettrone. Il nucleo riguarda un altro ramo della scienza, la fisica nucleare appunto. Però uno sguardo molto fuggevole su ciò che accade in quel settore può andare a genio a qualche lettore dei nostri.

Per prima cosa bisogna dire che, pur se la stampa quotidiana di massimo livello se ne é occupata, non tutti sanno che in Italia esiste un importantissimo centro internazionale di studi nucleari. Forse il più importante del mondo.

Formulando a bruciapelo la domanda "dov'é il centro più importante di studi nucleari", si può scommettere sul sicuro che le risposte sarebbero ripartite fra USA, URSS, Germania, Giappone. Invece no, Italia.

E se qualcuno vuoI sapere la regione, non è Piemonte né Lombardia ma

Sicilia, in un antico paese che si chiama Erice, provincia di Trapani.

Vale la pena di soffermarsi sulla particolare ubicazione del centro :

750

metri sul livello del mare, in un edificio che un tempo fu eremo. La medita­ zione antica e la ricerca moderna si accostano, essendo entrambe opere dello spirito. In pratica, il centro di Erice è una scuola, pur se i circa cento studenti di varie nazionalità che ivi si trovano, sono tutti laureati di primissima scelta.

Più che studenti sono ricercatori ai quali una ventina fra i fisici più quotati del mondo riversano le cognizioni via via aggiornate sulla fisica subnucleare.

Le lezioni pongono degli interrogativi per tentare (ma finora senza esito) di dare delle risposte ai quesiti che lo scienziato vede balzare ogni volta che toglie un velo al gran cerchio d'ombra, limitante la nostra conoscenza.

Tanto per citare un esempio , nella nomenclatura di quegli studi è stato introdotto il termine Stranezza con la esse maiuscola quale proprietà fisica, perché alcune particelle presentano un comportamento così strano, da non poter essere definite diversa!llente. Uno dei problemi è proprio capire che cosa sono quelle Stranezze. E noto che, spaccando il nucleo, dopo il protone sono apparse decine di altre particelle la cui vita non supera le frazioni di secondo. Il problemache appassiona i ricercatori è accertare se esistono particelle fondamentali più piccole di quelle conosciute finora.

Ta1J.to per incominciare, hanno dato il nome Quarks a tali particelle pura­ mente ipotizzate delle quali si conoscono le caratteristiche fisiche, senza sap � ere che cosa sono.

È

questo l'aspetto che ha dell'assurdo , e che riporta alla tavola di Mendelej eff per la chimica. Infatti, gli studiosi hanno ordinato le particelle in una tabella per vedere chiaro nella sfuggente materia nucleare.

Nel fare ciò, non ancora in laboratorio ma al tavolino , si è scoperto che la combinazione di tre particelle ipotetiche, ciascuna con carica di un terzo rispetto all'elettrone, consente di ottenere tutte le altre. Il nome di quarks, dato a questi elementi degli elementi, è volutamente una parola senza senso, perché i fisici vanno cercando qualcosa senza sapere che cosa é. Ma qualcuno avanza l'ipQtesi che i quarks siano astrazioni matematiche senza riscontro in natura. E un bel labirinto, non c'è che dire, ma appassionante, per chi ha intelletto e costanza sufficienti a penetrare quella materia.

Dei lontanissimi ricordi scolastici mi . è rimasto il concette filosofico di Hegel secondo cui tutto ciò che è razionale è reale. Non si può negare che i quarks appartengono al piano razionale, però non è ancora provato che siano reali e potrebbero non esserlo. E allora? Dopo la relatività che ha fatto tremare la geometria di Euclide, avremmo la fisica subnucleare che metterebbe in dubbio il pensiero di Hegel dal quale, si noti bene, deriva tutto il pensiero moderno. Saremmo , per caso, già antenati rispetto alle stesse lo spunto , s'accomodi pure.

R.C.

1 1 34

LA SCRIVANIA

PER IL TECNICO,

LO SPERIMENTATORE,

O CHIUNQUE LAVORI

IN ELETTRONICA ...

1) ED

È SUBITO

CASSA A CUSTICA

Spesso nel laboratorio gli altoparlanti da connettere in modo "volante" agli appa­ recchi da riparare sono contenuti in bana­ li scatolacce, non di rado persino... di cartone ! Un nostro amico "serviceman" ha montato il suo come si vede riella fi­ gura 1 , ovvero dentro ad una piccola tanica da 5 litri, di quelle in plastica semi­ rigida in vendita presso benzinai, super­ makets ecc. Grazie al paletto in legno, che raccorda la parte posteriore del reci­ piente, il responso acustico di tale ...

"baille" è buono, e la maniglia superiore facilita il trasporto. Per evitare che il cono urti e sia danneggiato da qualche oggetto o spigolo, davanti alla bocchetta è fissato un riquadro di tela per casse acustiche.

Te la.

I n colla. t o

Disco di le g n o

Fig. 1

-

A ltoparlante con­ nesso in una normale ta­ nica di benzina da 5 litri.

2) PUNTALE FA rrO IN CASA

(O CHIA VE DA TARA TURA)

ne

Ogni vecchia penna biro scarica divie­

un puntale

semplicemente scartando il refill ed innestando sulla punta lo spi­ notto metallico ricavato da una boccolina connesso ad un filo flessibile. L'isola­ mento del corpo acrilico è ottimo ; pro­ prio per questa ragione, sempre con la penna scarica, si può anche realizzare una chiave per la taratura dei compen­ satori, infilando un rettangolino di lamie­ ra di ferro sottile nel termine appuntito : figura 2.

3) QUARZI NUOVI

AL POSTO DEI VECCHI FI'-243

I vecchi quarzi FT-243 , impiegati nelle apparecchiature surplus ed in molti stru­ menti costruiti negli anni '50, se guasti o mancanti, possono essere difficili da rintracciare, specie se hanno freq uenze

1 1 35

di risonanza non-standard. Al loro posto si possono montare degli HC-6, facilmen­ te reperibili perché di costruzione usuale, o che si possono ordinare ai diversi co­ struttori con la frequenza esatta, avendo il semplice accorgimento di saldare ai piedini due terminali ricavati da un porta­ valvola "octal"; l'adattamento appare nel­ la figura

3.

persino da chi distribuisce materiale elet­ trico, può essere assoggettata al trigger semplicemente avvolgendo sul suo bul­ betto del fIlo in rame, a spire serrate : fig. 4. Per strano che possa parere, il si­ stema funziona benissimo e sarà prezio­ so per chi non sappia come sostituire la

NE77 montata in un organo elettronico, uno stro boflash o simili.

Fig. 2

-

Puntale ricavato da una penna a biro ormai scarica.

4) TRIGGER

PER LAMPADINE

AL NEON

5)

FILTRO

PER IL R UMORE GENERA TO

DA GLI ALTERNA TORI

In molti circuiti, è richiesta una lam­ pada al Neon del genere "NE77" che si differenzia dai modelli comuni per avere tre elettrodi al posto dei due usuali; il terzo serve da "trigger" , cioè per l'accen­ sione comandata da un impulso. Le

"NE77" in Italia sono assai diffidi da repe­ rire, ma qualunque lampadina al neon economicissima e tradizionale, venduta

Com'è noto ai CB, gli alternatori mon­ tati sulle autovetture spesso generano un rumore che disturba la ricezione , specie ove i segnali captati siano de boli. Detto onomatopeicamente dagli americani

"whine". Molti affermano che fIltrar via questo fastidio è impossibile o difficilis­ simo; noi invece abbiamo ottenuto ottimi risultati con un dispositivo semplice, illu-

Fe r r i t e per ra d io

1 0 0 m m p e r

O M et>

1 0 m m

P r i ma D o p o

+ A l t e r n a t ore

Avvo l gi m e n t o b i f i lare

1 5 + 15 s p "l r e f i l o et>

1.5 m m r "l c o pe r t o in v"l pla

+

Ba rracc h i n o

Fig. 3 - Adattamento fatto a d un quar­ zo HC-6 facilmente reperibile.

Tr i gg e r

Fig. 4

-

A ccolgimento per sostituire una

"NE77" con una semplice lampada.

1 1 36

L1

L2 +

A lt e r na t o re

_

_

_

5 _ 0

�OJ.l F j 25VL

+

I

Fig. 5

-

Sistema p er fil tra re i rumori generati dagli alternatori.

I

Ba racch i n o

CB

.

-

Po m pa d e l l a b e n z i na

Fig. 6

-

A ntifurto per auto semplice ma ifficace.

� R E E D ( S i v e da i l tes t o )

+ VB ( ch iave d e ll ' acc ens i o n e )

- e h ass is

Fig. 9 strato nella figura 5. Si tratta di un avvol­ gimento bifùare da 15 + 1 5 spire in mo di rame da 1 ,5 mm

0, ricoperto in vipla, che impiega quale supporto una normale bacchetta di ferrite per radioricevitori.

L'azione dell'avvolgimento è completata da una coppia di condensatori bipasso

TI fissaggio della ferrite, si esegue con le comuni fascette plastiche e la resistenza interna dell'avvolgimento non è tale da creare alcun problema. la comtme gomma da cancellare per mac­ china da scrivere, che ha il potere abrasivo più indicato! Questo suggerimento ha una origine illustre ; proviene nientemente che dall'ente aerospaziale USA vale a dire dalla N.A.S. A. che raccomanda la procedura per il cablaggio delle basettine secondarie impi'egate sui satelliti artifi­ ciali e loro vettori al fine di esser certi che non possono intervenire falsi contatti durante le brusche accelerazioni cui sono sottoposte le parti.

6) UN ANTIFUR TO SEMPLICE

MA EFFICA CE

TI

più diffuso sistema antifurto per autovetture consiste in un interruttore che stacca il primario della bobina

EHT dall'alimetazione mediante un interrut­ tore nascosto. Oggi, tale accorgimento è piuttosto scaduto come utilità perché non vi è ladro d'auto che non lo conosca.

Fig. 7

-

Montaggio del grogiolino sulla punta del saldatore.

Fig.

8

-

Sistema per misurare la velocità di rotazione dei trapani.

Una valida alternativa, adottabile in tutte le automobili che sono munite di pompa elettrica per la benzina, appare nella figura 6. Questo prevede appunto il distacco del motorino della pompa per mezzo di un "reed" che è aperto quando il relativo magnete è allontanato. Poiché il motorino della pompa assorbe una cor­ rente limitata, effettuare la prolunga per portare il reed nell'abitacolo è facile e non crea inconvenienti, a differeza della prolunga per il primario della bobina; in più il reed è assai più facilmente ma­ scherabile di un normale interruttore per correnti notevoli.

Infine, il fatto di togliere il magnete e re carlo con se, offre una ulteriore assi­ curazione.

7) SE LO DICE LA N.A.S.A.

Per effettuare saldature di ottima qua­ lità sulle piste dei circuiti stampati, con­ viene dar loro una pulitina impiegando ...

8) UN CROGIOLO IN MINIA TURA

Spessissimo l'impiego di un piccolo crogiolo sarebbe utile; ad esempio per rivestire di stagno pagliette e terminali, cavetti o altro. Non è facile trovare in commercio questo particolare accessorio del saldatore. Noi abbiamo provveduto alla necessità, semplicemente rompendo una valvola l B3 fuori uso, prelevando l'anodo (che ha la forma giusta) e ripu­ lendolo dal contatto.

Nella figura 7 si osserva il montaggio del "crogiolino" sulla punta del saldato re.

9) PER MISURARE LA VELOCITÀ

DI R OTA ZIONE

Una di quelle piccole dinamo che ab­ bondano nel surplus aeronautico e deri­ vano dallo smontaggio degli strumenti

è ottima per misurare la velocità di rota­ zione dei trapani o altro che serva. Come si vede nella figura 8, basta collegarla ad un voltmetro CC, e sulla scala si leggerà una tensione direttamente proporzionale al numero di giri. lO)

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Le piastre dei vecchi retifficatori al selenio dalle medie-grandi dimensioni, se private della vernice che le protegge, manifestano un marcato effetto fotoelet­ trico ; sono quindi una sorta di ... "pile

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-

al banco un barattolino contenente olio.

Intingendo in questo la punta del trapa­ no durante il lavoro, si avrà una durata molto maggiore del mo, ed un notevole risparmio, nell'arco di un anno : fig. 9.

12) CONTR O I FULMINI

Una lampadina al Neon, connessa tra la presa d'antenna e quella di terra di ogni radioricevitore professionale, può scon­ giurare i gravissimi danni prodotti da ful­ mini e scariche statiche ad alta tensione.

Ovviamente il bulbo innesca allorché è presente una A

T -ERT.

TI sistema non

è nuovo (moltissimi ricevitori imbarcati sugli aerei lo impiegano) ma non per que­ sto è meno utile.

Fig. 10

-

Con i terminali tolti da vecchi zoccoli dei tubi si possono iffettuare connessioni provvisorie ai piedini dei transistori di potenza. solari". Vale la pena di rintracciarle al mercatino dei ferri vecchi, nei quali in genere .

sono esitate in grandi quantità a prezzo trascurabile.

11) OLIO ALLA PUNTA !

Se si debbono forare frequentemente metalli duri (ferro etc.) conviene fissare

13) CONNESSIONI PRO VVISORIE

PER I TRANSISTORI DI POTENZA

Sperimentando, sovente si debbono effettuare connessioni provvisorie ai pie­ dini dei transistrori di potenza; come mostra le figura lO, allo scopo ben servo­ no i terminali tolti dai vecchi zoccoli per tubi a

7 oppure 9 piedini, che assicurano un

ottimo

contatto.

F o n do d e tl . p � rato

Ta p po

I

Fig. 11

-

Piedini in gomma per mobiletti ricavati da tap­ pi di medicinali.

14) OTTIMI PIEDINI IN GOMMA,

E GRA TIS

Moltissimi medicinali, impiegano dei flaconi che hanno un tappo in gomma.

Questi tappi risultano essere ottimi "pie­ dini" antisdrucciolo per le apparecchia­ ture elettroniche. Se si ha un familiare o un conoscente che faccia un uso perio­ dico di pillole in flaconi coi tappi in que­ stione , conviene pregarlo di tener da parte le chiusure, che saranno senz'altro utili; infatti, chissà perché, i "piedini" risultano pressoché irreperibili presso i grossisti.

Fig. 12

-

Vecchio portalampade usato come porta m icrofo no orientabile.

15) VECCHIO POR TALAMPADA,

La figura

12

mostra come un vecchio portalampada da tavolo possa essere tra­ sformato in un portamicrofono orienta­ bile in tutti i modi e per di più direzionali.

16) SALDA TURE ((FESTIVE"

Per esperienza, possiamo affermare che poche cose fanno tanto adirare quan­ to lo scoprire che lo stagno è finito, allor­ ché di sabato o domenica i negozi sono chiusi, e si abbia la necessità di procedere ad una riparazione d'émergenza. Sugge­ riamo ai nostri amici di adottare il sistema che si scorge nella figura

1 3 , per disporre sempre di una piccola scorta di stagno ; cioè di avvolgere una trentina di centi­ metri di lega auto stagnante sul cavetto di alimentazione del saldatore. Così. se

1 1 40

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Fig. 13 -

K E Y

2 N 30 8 5

K E Y

2 N 30 8 5

Fig. 16 - Due sostituzioni per il tubo elettronico "Tipo 77" che prevedono /'impiego di

FET 2N3085.

Ma n o s i n i s t ra

Fig. 14 - Sistema corretto per il sollevamento ed il trasporto manuale di un tubo. like a bomb; .

.

" cioè "portatelo come se fosse una bomba". Il tema si riferisce ai

CRT, ai tubi ; il bollettino, oltre a riferire su drammatici incidenti occorsi nei mesi passati a tecnici superficiali nel compor­ tamento cita il modo corretto di traspor­ tare qualunque tubo nell'ambito del labo­ ratorio. Prima di tutto NON lo si deve afferrare per il "collo", che è sempre più sottile e fragile , ma lo si deve sollevare facendo scivolare la mano destra guantata sotto lo schermo ; con la sinistrà, effettua­ to il sollevamento, si può afferrare il "col­ lo" ma solo per equilibrare la massa ed il peso: fig.

14.

18)

PR OLUNGHE SEMPRE IN ORDINE

È noto che le prolunghe tendono ser­ pentinamente ad aggrovigliarsi, annoda­ si inestricabilmehte, trascinare parti nella caduta, dar varie noie e non essere mai ordinate. Un modo per tenerle invece sempre ben arrotolate , specie nel caso che si preveda di trasportarle, è utilizzare

Fig. 15 Semplice cuffia da bagno usata per tenere prolunghe di filo sempre in ordine. proprio nel più bello di un QSO dome­ nicale si stacca un bochettone, o succede qualcosa di analogo (tali analogie sono sempre ... "in àgguato") vi sarà modo di ripristinare le funzioni senza addentarsi una mano , telefonare ad amici che sono fatalmente fuori città cercar di recuperare un po' di stagno da un vecchio apparato o simili "piacevolezze".

1 7) COME SE FOSSE UNA BOMBA ...

L'associazione dei tecnici riparatori

TV U.S.A. (Interstate U.S. Servicemans

Association) pubblica un bollettino men­ sile che oltre a dare notizie utili alla cate­ goria riporta noticine pratiche dall'indub­ bio interesse. Tra le tante citiamo «carry il

K E Y

C

-

610

Fig. 17 - Sostituzione del tubo elettronico

"Tipo 76" con il FET C-6l0.

1 1 4 1

l'impiego di FET 2N3085 e 3N128: nella figura 1 7 la sostituzione per il tubo 76 con il FET C-6 1 O, ed infine nella figura 18 una elaborata soluzione che surroga il tubo mixer 6A 7, mediante due transi­ stori e due componenti passivi. Sebbene gli esempi citati si riferiscano in partico­ lare alla serie di frequenzimetri B C-22 1 , e d "LM", l e soluzioni sono realizzabili anche nel caso di altri apparati.

K E Y

TP Y E

6 A7 m ix e r

Fig. 18

-

Elaborata soluzione per il tubo mixer 6A 7. come "contenitore" una normale cuffia per doccia, venduta presso qualunque supermercato a basso prezzo : fig. 15.

1 9) SOSTITUIZIONE DIRETTA

TUBI-TRANSISTORI

Molti apparecchi surplus ancora utiliz­ zabili ed utilizzati, come il frequenzime­ tro BC22 1 , oppure LM- 1 5 , il ricevitore

CRS-5U ed analoghi utilizzano tubi elettronici che non risultano più reperibili presso i normali canali di distribuzione, genere 6A 7, 77, 76 e simili, perché defini­ tivamente troppo vecchi.

Alcuni estimatori di questi apparati usano sostituire direttamente gli arcaici tubi con transistori a effetto di campo. In pratica, i bulbi dei tubi esauriti sono spez­ zati, conservando il portavalvola, ed in questo si montano direttamente in tran­ sistori. Nella figura 1 6 riportiamo due sostituzioni per il tubo 77, che prevedono

20) NON GETTA TE VIA

20) I FUSIBILI BR UCIA TI!

Una piccola sfida al lettore : un fusibile bruciato è un pezzo inutilizzabile? Ci pensi un momento : si direbbe di sì, infat­ ti non può certo essere

E invece no ; un fusibile interrotto, è un tubicino di vetro che ai due terminali reca dei cappucci in ottone saldabile , e come tale risulta un eccellente supporto per impedenze RF, VHF,

riparato!

quelle che gene­ ralmente sui resistori da 1 MO o simili.

TI vetro è un isolante certo migliore della plastica che ricopre gli elementi resistivi, manca la resistenza parassitaria in paral­ lelo ed infine i cappucci sono reofori più comodi da saldare dei fili assiali. Quiridi, lettori, mettete da parte i fusibili interrotti; ma metteteli da parte davvero, in attesa di essere utilizzati per le impedenze, per­ ché non si mischino con quelli nuovi creando gli ovvi inconvenienti !

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B ene bene, le lettere continuano ad arrivare a ritmo elevato e fra queste alcune sono davvero sibilline. Ai pri­ mi esercizi sulla Legge di Ohm ha par­ tecipato anche un dott. ing .. .laureato in elettronica abbonato oltre che a

Speri­ mentare anche a

Selezione Radio TV ed

Elettronica Oggi.

Mi sorge il sospetto che a fargli un tiro del genere sia un suo even­ tuale rampollo che cerca di eseguire le or­ me del Pierino ...

A proposito il Pierino , che riesce bene nel disegno, si è offerto di illustrare la mia prossima serie di articoli sulla pro­ pagazione delle onde em. Siccome ini­ zialmente faccio riferimento alla propa­ gazione dell'acqua in una tubazione, il

Pierino mi ha mostrato in anteprima una sua lib6m versione del fenomeno che vi

- mostro in figura 1. Inoltre mi ha sugge­ rito un'idea che non mi è dispiaciuta: perché, mi ha detto ogni tanto invece del­ le solite baggianate non Ci racconti qual­ cosa di serio ad esempio non scrivi come vedevano la radio i nostri nonni? L'idea mi è piaciuta molto, tanto e vero che ho preso la palla al balzo e vi racconto subi­ to, con parole sue, come vedeva MAR ­

CONI e la T.s.F., Luigi Solari nel mese di

Gennaio 1917

che dello scienziato fu col­ laboratore da parte della Marina Italiana allora Regia Marina e che in seguito fu nominato ammiraglio. L'articolo parla an­ che della RTG e RTF applicata ai treni !

" ... La storia delle origini e dello svi­ luppo della TSF deve rendere onore a

Fanklin, ad Henry, a Farady ed a Kel­ vin per i loro studi sulla scarica elettrica di un condensatore, a Maxwell per la teoria elettromagnetica della luce, a Hertz per i suoi brillanti esperimenti nella di­ mostrazione pratica della teoria di Max­ well, a Varley per avere notato l'aumen­ to della conduzione delle polveri metal­ liche durante le scariche atmosferiche, a Calzecchi-Onesti, per la sua scoperta sulla diminuzione della resistenza delle polveri metalliche sottoposte all'influenz a di una scintilla elettrica, a Branly per la sua geniale applicazione della scoperta di Calzecchi-Onesti, nel cosiddetto tubo di Branly, a sir Oliver Lodge per avere dimostrato alcune proprietà delle onde elettriche per mezzo del "cocherer", ap­ parecchio simile al tubo di Branly,

al

Righi per le sue belle esperienze sull'ottica delle oscillazioni elettriche ottenute per mezzo di un oscillatore di sua invenzione,

al prof. Popoff, per avere ripetuti gli espe­ rimenti di Varley nella rivelazione dei disturbi elettrici atmosferici.

Ma non uno dei suddetti scienziati eminenti fece mai menzione della possi­ bilità di utilizzare le oscillazioni e le onde elettriche nella pratica telegrafia a grande distanza. D'altra parte le oscillazioni ed onde elettriche ottenute e studiate da quegli scienziati, avevano caratteristiche tali (come ad esempio, la loro piccola lunghezza d'onda) che non avrebbero in realtà, reso possibile di produrre effet­ ti controllabili se non a piccolissime di­ stanze.

Fu nella primavera del 1895 che i pri­ mi esperimenti di TSF vennero eseguiti da G. Marconi a Villa Grifone presso

Pontecchio (Bologna). Furono quelle e­ sperienze che costruirono la prima pratica utilizzazione delle onde e delle oscilla-

Fig. J

-

La propagazione dell'acqua, dal diario illustrato dal genio de/futuro Pierino. zioni elettriche per trasmettere a distanza segnali all'alfabeto Morse.

Marconi aveva ' scoperto che un filo conduttore innalzato verticalmente ed isolato dal suolo per mezzo di un piccolo intervallo esplosivo, costituiva, allo scoc­ care di una scintilla elettrica attraverso quell'intervallo (sic), un ottimo ed effi­ ciente trasmettitore di onde e che un si­ mile filo verticale collegato alla terra, attraverso un apparato sensibile alle onde elettriche, rendeva possibile di rilevare la loro presenza anche da distanze rela­ tivamente grandi.

Con simile dispositivo ogni movimen­ to di forza elettrica sopra la superficie della terra ha il suo equivalente movi­ mento sulla terra, di guisa che i nodi di ogni semionda elettrica trasmessa nello spazio coincidono sulla superficie della terra coi nodi di una semioscillazione elettrica trasmessa nella terra. tanza che il

È stato me­ diante l'associazione di queste due azio­ ni fisiche che Marconi ha ottenuto di trasmettere per la prhna volta controlla­ bili effetti elettromagnetici attraverso grandi distanze senza alcun mezzo artifi­ ciale di collegamento.

I primi esperimenti di TSF fatti da

Marconi furono giudicati di tale impor­

prof. tedesco Slaby della scuo­ la imperiale tecnica di Charlottenburg

chiese ed ottenne nel 1897 da Marconi il permesso di presenziare a quelle espe­ rienze

(due anni dopo il Slaby fondò, con l 'appoggio della Siemens e della

A.E.

G. la

Telt{unkenl).

Oggi è interessante ricorda­ re quanto disse il prof. Slaby in una con­ ferenza tenuta a berlino il 1 novembre

1 897

... ciò che ho visto è qualcosa vera­ mente di nuovo. Marconi ha fatto un'in­ venzione, egli lavora con mezzi dei quali tutta l'importanza non è stata ricono­ sciuta, ma i quali solo spiegano il segreto del suo successo. La produzione di onde hertziane, la loro radiazione attraverso lo spazio , la sensibilità dei così detti occhi elettrici sono tutte cose ormai note. Be-

1 1 43

Sat. 14

Fig. 2

-

Un documento storico : folo del diario di Guglielmo Marconi relativo ai primi esperimenti sulla propagazione transatlantica delle onde em. nissimo ! Ma con questi soli mezzi 50 m di portata in trasmissione posso no otte­ nersi e non più. Marconi invece per pri­ mo ha ideato un ingegnoso apparato il quale con la più semplice assistenza ot­ tiene un risultato tecnico sicuro. Egli per primo ha dimostrato come colle­ gando tale apparato da un lato con la terra e dall'altro con lunghi fili' condut­ tori verticali il telegrafare a distanza senza alcun artificiale collegamento sia cosa possibile.....

.

. . , .

Compiuta così l'invenziòn� .della TSF,

Marconi ne preconizzò subito, contro il parere di eminenti scienziatì; la più lar­ ga e pratica applicazione. Ma grandi ed imprevisti furono gli ostacoli che si op­ posero allo sviluppo della T.S.F. : le alte montagne , la curvatura della terra, la luce solare, le interferenze, le scariche atmo­ sferiche, la radiazione circolare delle on­ de elettriche costituirono argomenti po­ tentissimi per giustificare la freddezza dei governi, lo scetticismo dei tecnici, la diffidenza dei capitalisti di fronte alla invenzione di Marconi. Il nostro inven­ tore con intuito e con una fede che tro­ vano solo conforto nella sicurezza dimo­ strata in modo supernaturale dagli uomi­ ni destinati alle grandi scoperte utili alla umanità, ha sorpassato a poco a poco tutti gli ostacoli oppostagli dalla natura e dagli uomini. Così nel 1 898 Marconi creava i primi apparecchi RT sintonizzati atti a garantire l 'indipendenza/ra stazioni vicine.

Nel 1 899 creava le prime stazioni atte a sorpassare la curvatura della terra (fra

S. Caterina e Capo Lizard).

Nel 1900 iniziava la costruzione di stazioni destinate alla corrispondenza tran­ satlantica. Nel 1901 dimostrava la pos­ sibilità di collegare l'Europa con l'Ameri­ ca tramite TSF. Nel 1902 dimostrava, a bordo della R.M. Carlo Alberto (sulla quale ebbi l'alta fortuna di assistero - dice

Luigi Solari) la possibilità di stabilire rego­ lari corrispondenze R T attraverso il con­ tinente e le più alte montagne di Europa.

Nel 1903 definiva in modo preciso il fe­ nomeno da lui scoperto dell'influenza della luce solare nelle trasmissioni R T a grande distanza e intuiva il modo di neu­ tralizzarne i dannosi effetti. Nel 1904 scopriva le proprietà delle antenne oriz­ zontali per concentrare la radiazione del­ le onde in l.ma data direzione. Nel 1905 creava il nuovo generatore a nota musi­ cale (spinterometro). Nel 1906 creava la

Fig.

3

-

Siamo nel

/913: si può osservare, anche se non troppo chiaramente, la disposizione del filo di bronzo fosforoso costituente l'antenna di una stazione radiotelegrafica a bordo di un treno della Lakawan Railroad Co. nuova stazione di grande potenza di Clif­ den ad onde continue. Nel 1907 iniziava la corrispondenza R T fra Europa e Ame­ ric. Nel 1908 perfezionava nuovi ricevi­ tori a gas ionizzati ed apriva al pubblico il servizio R TG fra Irlanda e Canada. Nel

1 909 eseguiva le prime esperienze RT fra

Coltano (Pisa), Massaua e Mogadiscip.

Nel 1 9 10 dimostrava, a bordo del piro­ scafo Principessa Mafalda, la possibilità di collegare tramite R TG l'Europa con l'Argentina. Nel 191 1 trasmetteva e rice­ veva in presenza di un'l commissione governativa i primi radiotelegrammi uffi­ ciali fra le stazioni di Coltano , di Clifden

(Irlanda) e di Gtace Bay (Canada). Nel

1 9 1 2 e 1 9 13 ideava e applicava alle sta­ zioni di grande portata la trasmissione e ricezione

duplex

parecchi di e automatica che per­ mettevano la ricezione e trasmissione contemporanea di due radiotelegrammi alla velocità di 60 parole al minuto come fu controllato ufficilamente dalla Com­ missione parlamentare inglése (rapp. uff. del 30/4/1913). Nel 1 9 14 ùsava a Roma in presenza di autorità e del re i primi a­

telifonia senza fili

i quali, da quella data, hanno assicurato regolare servizio radio telefonico tra le navi detla regia Marina. Nel 1 9 1 5 iniziava, per gli scopi della guerra europea, un regolare servizio R T fra Coltano, Pietrogrado e

Carnavon )Inghilterra).

Questo breve riassunto dell'opera di

Guglielmo Marconi dovrà ricordare ai giovani italiani, i quali si dedicano allo studio della radiotelegrafia, che nell'im­ piego di questo nuovo mezzo di comuni­ cazione essi hanno il particolare dovere di dimostrarsi degni connazionali dell'in­ ventore della TSF e fedeli interpreti delle responsabilità che incombono in chi as­ sume l'esercizio di u na stazione radiote­ legrafica alla quale possono essere affidati importanti servizi nell'interesse del Paese e per la sicurezza di vite preziose ...

"

Questa è la prima parte dell'articolo di

Luigi Solari, che poi continua con la secon­ da parte pure interessante " ... Non si può dire che la guerra abbia determinato un progresso nella TSF in quanto che in pro­ gresso essa lo è continuamente: lo era pri­ ma della guerra lo è attualmente lo sarà a guerra chiusa

(l'articolo , lo ripeto , è del

1 9 1 7). Diremo comunque come una

Compagnia ferroviaria americana metta a profitto , non senza originalità, questo modo di comunicazione per facilitare i rapporti tra uomini e popoli e renderli più facili.

Sin dal 1909 la Lakawann-Railroad Co, ha tentato di mantenersi in contatto 'TSF con i suoi treni in marcia. Gli apparecchi non. erano però allora sufficientemente perfezionati. Nel 193 1 la compagnia im­ piantò delle stazioni di TSF a Sacranton, a

Hoboken, a Binghmton ed a Buffalo per sostituire i servizi ordinari telegrafici e di telefonia in caso di interruzioni. Infine riuscì a mettere in marcia treni equipag­ giati per il servizio radio telegrafico.

1 1 44

Fig. 4

-

La stazione radio installata nel 1913 a bordo di un treno per comunicare con le stazio­ ni ferroviarie di Scanton, Hoboken, Bingham­ ton e Buffalo in U.S.A.

Il motore azionato da una corrente continua a

30

V fornita dalla dinamo ser­ ve ad illuminare i vagoni. Un trasforma­ tore innalza la tenzione a

250

V e l'inten­ sità di emissione arriva all'antenna sui

35

A circa. L'apparecchio permette al'o­ peratore di lanciare durante la marcia un dispaccio a

209 kilometri di distanza e di riceverne da stazioni distanti all'incirca

32 1 km (sic .. ). L'antenna è costituita da un filo di bronzo fosforoso che disegna quattro rettangoli disposti secondo la lun­ ghezza delle vetture. Agli angoli ed al centro di ogni vettura sono degli isolatori di porcellana riuniti fra loro anche da ca­ tene di connessione. Il filo conduttore penetra dal tetto del vagone e giunge in una piccola cabina dove si trova l'opera­ tore con gli apparecchi necessari.

Nel

1 9 1 5 stanza di il radiotelegrafista segnalò che il macchinista era stato preso da malore.

Alla prima staziol1� di arrivo era pronto il macchinista di ricambio ; un dispaccio di un viaggiatore era consegnato alla di­

250 km venti minuti dopo (se­ guono altri esempi). Per la telefonia senza fili gli impianti furono progettati da Foley e Lee de Forest. Gli apparecchi funzio­ nano ora sul treno Hoboken-Buffalo che lascia la stazione di partenza tutti i gior­ ni alle

10. 1 5.

I fili delle antenne delle antenne delle quattro vetture sono uniti in serie per mezzo di conduttori flessibili così che l'intero circuito misura

9 1 ,44 m.

Il radiotrasmettitore è situato presso il cielo della vettura e poco più in basso vi è il ricevitore che l'operatore accorda senza difficoltà alcuna nelle più svariate lun­ ghezze d'onda. L'impianto permette a chiunque salga in un vagone di questa linea americana di continuare una con­ versazione interrotta alla partenza del treno ...

"

Una bella storia dunque, amici, in cui si dimostra che anche in campo scienti­ fico gli italiani non hanno rubato niente a nessuno e che se mai a rubare qualcosa sono stai i tedeschi che poi invitano i turisti a non venire da noi perché siamo

. tutti ladri, guardandosi bene dal pubblica­ re le statistiche sui furti che avvengono nel loro paese e che dimostrano come an­ che in questo settore essi siano in testa all'attività della comunità europea. Ne sa qualcosa il nostro campione Giacomo

Agostini che all'autodromo di Hockn­ heim si è visto fregare la propria moto da corsa

700 cc, con tutti i pezzi di ricam­ bio per un valore di oltre

20 milioni. Ma ora veniamo all'argomento che maggior­ mente interessa i lettori proponendo i soliti esercizi che li metteranno in grado di vincere i due abbonamenti per l'anno

1 978 a

SPERIMENTARE la rivista che accumuna tutti coloro che la leggono dall'età di

8 guardano le anni a

1 20 anni. Come quel­ li del numero precedente gli esercizi ri­ unità elettriche.

2.4 Un megahertz (si abbrevia in MHz) corrisponde a: a) b) c) d) a) b) c) d)

1 / 1.000.000

1.000

100.000

1 .000

0.000. 1

1 110.000

0.001

0.000.0001

Hz

Hz kHz kHz

2.5 n prefisso "milli" significa:

2.6 n prefisso "mi ero" significa: a) b) c) d)

0.001

0.0001

1 .000.000

0.000.001

2.7 Infme esprimere in decimali le se­ guenti unità: a) b) c) d) e)

1 l l l l pF pF

IJF mA

IJA mW per esemplificare vi faccio grazia del primo esercizio :

=

0.000.000.000.001

F.

Fig. 5

-

Tutto il mondo

è paese. Come si ritiene sia stata rubata la moto da corsa di Giacomo

Agostini in Germania.

Come vi ho già detto, siccome questi esercizi hanno il duplice compito di farvi imparare o comunque farvi spremere le cellule grigie, nel caso che le risposte errate siano molte un premio andrà a chi avrà risposto esattamente, un altro premio a chi, avendo risposto anche in modo errato, ha dimostrato la sua buona volontà.

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± d e l

2 dB con i ngresso M I X per l a m i sce l az i one l o e 2<> canale RA I , a 4 tra n s i stori al s i l i c i o ( S i l i con p l a ffar epitax i a l ) ad a l to gua­ dagno bassa i ntermod u l az ione e basso rumore .

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Amp l ificatore per l a band a · 4° e 5° con i ngressi separati e

30 d B ± a m p i i ficazione separata .

2 dB per l a banda 5°, per l a banda 4°, i n g resso M I X per l a z i on e del 10 can a l e R A I . A 5

26 dB guadagno

:!:

2 dB l a m i sce­ trans i stor i al s i l i c i o ( S i l i con p l a n a r e p i tax i a l ) ad a l to gua­ dagno e basso ru more .

ASL 2

Centra l i netto o a mp l i ficatore di l i nea 40-900 M H z guadagno 22 d B

è

± 2 d B su tutte l e bande

( banda 10-2°-3<>-40-5°) . U t l i zzando l o come centra­ l i netto necessario pre-ampl i ficare l a 5° banda con il ns A3 bV-M o SFJ3 . Con segna l i buon i si possono a l i mentare s i no a 15 prese .

E ' adatto p e r i mp i anti d i v i l l ette e p e r aumentare l e prese i n u n apparta mento . N .

N . 2 uscite m i sce l ate .

1 i ngresso e

C 200

Centra l i no per banda 3, 4 e 5 per un mass i m o d i 25 prese . Con t r e i n g ressi separati c i a o s c u n o p e r o g n i b a n d a a m p l i ficata , N . 1 uscita m i sce l ata .

Guadagno in banda 5° 35 dB

Guadagno i n banda 4 ° 26 d B

Guadagno i n banda 3 ° 2 6 d B

è

±

±

±

2 d B

2 d B

2 d B

U s c i t a : i n funz ione d e l l a V i a i c a p i d e i mor­ sett i d ' i ngresso d e l centra l i no che non deve supera re i 20 m V .

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LE GENTILI SIGNORE IN VlSI­

T A, SONO PREGATE DI VO­

LERSI TOGLIERE LE MUTAN­

DE!

I tecnici che l'hanno preparato sono dei maniaci sessuali?

No, han no semplicemente potuto notare che le fi bre sin­ tetiche impiegate per i tessuti di questi indumenti, sono dei pericolosi generatori di elettri­ cità statica, che turbano le fun­ zioni degli ingressi ad altissi­ ma impèdenza dei sistemi

8080 e compatibili " interfac­ ciati !

Rotore che orienta l'antenna verso la stazione che si d esidera ricevere.

Comando a d i stanza del rotore.

il ROTORMATIC : cos'é e come funziona

È i l n uovo sistema studiato dalla Sto Ile, che consente, con una sola antenna, la ricezione di tutte le

TV li bere, oltre naturalmente al secondo prog ram ma RAI , Svizzera e Capodistria.

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M ig liora la ricezione, g razie all'esatto puntamento dell'antenna e non provoca alcuna perdita di segnale, poiché non vengono impiegati apparecch i di m iscelazione.

" rotore viene comandato direttamente dal vostro appartamento;

è sufficiente azionare i l comando a distanza, perché l'antenna si orienti verso la stazione televisiva desiderata.

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OT/OOI0�O

DIPOLO

FA CILMENTE

A CCORDABILE

____ di Gianni Brazioli

N riscoperto il gusto di "far salotto" in frequenza, chiacchie­ oto con piacere che, almeno nella mia zona, i

CB hanno centi invece di sgolarsi alla ricerca di quasi impossibili

DX, che anche quando riescono, risultano sempre impersonali, un pò sciocchi, faticosi e in ogni caso rappresentano sempre un

cattivo utilizzo

(non mi stancherò mai di ripeterlo) della banda, tant'è vero che in molte nazioni anche progredite e democratiche come gli V.S.A. è

proibito

tentare i collegamenti sulle distanze medio-grandi, alle stazioni

CB.

Spesso, allorché entro a far parte di questi piacevoli QSO

"di quartiere" uno degli interlocutori mi rivela di "uscire" uti­ lizzando il dipolo che ho trattato sul numero

2-1977 di questa

Rivista. Non di rado, questi amici mi chiedono di usare a mia volta il dipolo orizzontale così da escludere grandissima parte dei disturbi che arrivano per splatter dai canali adiacenti, o da

QSO lontani. Se gli appartenenti alla "ruota" sono tutti "com­ prensibili", accetto ben volentieri la proposta di escludere la

Ground PIane e di passare all'utilizzo dei "due-pezzi-di-fùo" perché in tal modo effettivamente tutto quel QRM formato da eterodinaggi, borborigmi e rumori vari che affiigge la banda

è molto compresso. Proprio in queste occasioni, non ho man­ cato di informarmi (quando il tema del discorso verteva su cose tecniche quindi non si disturbava nessuno) a proposito delle eventuali difficoltà incontrate nell'installare i dipoli. N ella stragrande maggioranza dei casi la prima risposta è stata "nes­ suna difficoltà", poi, l'interpellato, quasi ripensandoci, ha ag­ giunto "però io non ho avuto la pazienza di tarare proprio al limite il ROS, quindi esco con 1 ,5 ... ".

Effettivamente, l'idea di "spuntare" le estremità dell'antenna, pochi millimetri alla volta, misurando il ROS dopo ciascuna operazione, ha allettato non proprio la maggioranza degli utenti

(almeno per quel che risulta a me) ed anzi parecchi si sono accontentati di minori prestazioni per evitar ogni noia.

Purtroppo, molto spesso, è solo a forza di pazienza che da qualunque antenna si ottengono i migliori risultati; piccoli spo­ stamenti, minuziose regolazioni... Sembra però che la pazienza sia una virtù un poco in via di estinzione, o almeno sempre più scarseggiante come testimoniano le cronache ed il calo di molte attività artigiane. Qesto fatto di costume, nel caso del dipolo si è manfestato con la battente richiesta di un sistema elettronico adatto a regolare il radiatore; pochi hanno manife­ stato la propria disponibilità a star lì a tagliuzzare i fili con i tronchesini. Ho pensato al tema, riandando ai vari sistemi ac­ cordatori riportati dai manuali classici e tra i tanti la mia atte nzione si è soffermata sulla "bobina-centrale" scartando i vari

"bazooka" o "baloon dimensionati" e simili che risultano com­ plessi.

TI sistema accordatore a bobina centrale, è suggerito dai testi come appare nella figura l ; cioè il cavo proveniente dal ricetrasmettitore ha la calza connessa al centro dell'avvolgi­ mento, mentre il

"capo caldo", tramite un condensatore fisso, giunge ad una presa da studiare caso per caso.

Mi sono detto che amici già contrari ad effettuare la "spun­ tatura" difficilmente avrebbero gradito di "pinzare" la bobina cercando il punto migliore sulle spire, ed allora ho "rovesciato" il sistema adattatore, rendendo variabile la capacità e fissa la bobina. li tutto collaudato praticamente ha dato ottimi risultati, dopo le prime incertezze, ed il dipolo munito di adattamento elettronico si presenta così com'è dettagliato nella figura

2.

I due rami fùari del sistema non devono più assolutamente es­ sere regolati "forza di paziena", ma possono essere calcolati con la formula che ottimizza i vari parametri, cioè: lunghezza (in mm) di ogni semidipolo

238

F (MHz)

· 300 in pratica si ha la misura di 2643 mm per "ramo".

A parte il sistema

L/C posto al centro, il tutto è rimasto iden­ tico ; il dipolo può avere la polarizzazione sia verticale che oriz­ zontale, cioè può essere montato sia a

90° rispetto al piano di

Presa s u l la LI ese gu i t a per tentat ivi

Fig. 1

-

Classica configurazione del dipolo con bobina centrale di accordo.

1 1 47

N y l o n

I s o l � t o r �

26 43 m m

/

D i P O I O l 1

M ur o

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Cl

: 10 - 100

P F

S c h � r m o

C�vo dire t t o al la s taz i o n e C B

( RG

S U )

Fig. 2 - Descrizione particolareggiata del dipolo con accordo elettronico descritto nel testo. terra che parallelo a questo, o anche obliquo o a

"V" come abbiamo visto nell'articolo precedente.

Le due estremità, tramite isolatori ceramici del tipo "a noce" possono essere legate a tiranti (questi devono essere in Nylon; serve bene la "bava" per pescatori) che a loro volta fanno capo a ganci comuni reperibili in ferramenta infissi nelle pareti, nelle colonne ecc.

Parliamo ora dell'adattatore di impedenza.

Com'è noto, io non ho molta simpatia per chi utilizza i "li­ neari" cosidetti: tanto che se fosse per me proibirei di dete­ nerli; così come le armi tenute in casa a titolo di precauzione hanno la pericolosa tendenza a sparare per cause futili o per errore, anche i lineari tenuti con l a scusa della possibile emer­ genza o catastrofe hanno la pericola tentazione ad entrare in uso alla minima ripicca, al più piccolo litigi, o allorché per un istante si ode chiamare un tizio da Parigi o dalla Svezia che giun­ ge e poi fatalmente sparisce per uno dei tanti giochetti della propagazione.

Quindi, essendo tale il mio pensiero, non (ripeto NON) ho calcolato l'adattatore per l'utilizzo di forti potenze, ma per

25

W massimi; non tragga in inganno il diametro della bobina;

è tale

(32 dati sono : mm interni) solo per ottenere il massimo Q. Gli altri

5 spire in mo di rame da

2 mm, argentato oppure smaltato. Spaziatura tra una spira e l'altra

5 mm. Presa centrale.

Sal d a t u ra

S a l da t u r . d si v�da.. i l t � s t o

)

I I

S � m i d ip o l o ( s i v� da i l t �st o )

S � m i d i p o l o

Vi t � c o n ro n d e l l a

SO

2 3 9

C l

Fig. 3 - A llestimento dell'isolatore centrale del dipolo con un ritaglio di basetta stampata, sulla quale trovano posto la bobina di accordo, il trimmer capacitivo Cl ed il connettore coassiale SO-239 per l 'allacciamento del cavo di alimentazione.

1 1 48

li compensatore che a mio parere è da scegliere, è il tipo a mica compressa che si scorge nella figura 2; viste le carat­ teristiche dell'avvolgimento il miglior valore è lO

-

100 pP.

La figura 3 mostra anche una basetta stampata che può ac­ cogliere bobina, compensatore e presa coassiale SO-239 per il cavo proveniente dalla stazione. I due rami del dipolo possono essere realizzati con lo stesso fùo impiegato per la "LI ".

Se però il lettore vuole ricercare il meglio in assoluto, i rami possono essere costituiti da "calza" per cavo coassiale, ovvero da quella scherma tura in rame rosso o argentato che si recu­ pera dagli spezzoni rimasti, effettuati gli impianti (ho scoperto di averne un numero notevole; probabilmente anche il lettore

è nelle mie condizioni se traffica con strumenti, antenne , se effettua varie prove). La "calza" appiattita e "stirata", ai termini che fanno capo alla basetta è imbevuta di stagno, m�rtellata, rimodellata, quindi forata con una punta da 3 mm.

E quindi fissata alla basetta con una vite da 3 MA munita di due ron­ delle del diametro di 8 mm (esterno, com'è ovvio !).

Tutto il complesso, vite (in ottone) rondella e terminale è saldato sulle larghe piste stampate ; sia per un ramo che per l'altro. In tal modo il contatto è certo, e la resistenza mecca­ nica buona. Non si deve però "appendere" la discesa in cavo coassiale alla basetta, perché lo RG/8U è abbastanza pesante e tenderebbe a trascinare in basso il dipolo forzandolo ad as­ sumere una forma ad "U" anche se indesiderata. Quindi, lo si fisserà come abbiamo visto nel precedente articolo; tramite fascette murarie, zanche, ausili e supporti che di volta in volta si rivelino i più opportuni a seconda di come è montato il ra­ diatore.

Se al posto della presa SO-239 si preferisce impiegare un connettore del tipo BNC, nulla lo impedisce, così come (specie se la connessione ricetrasmettitore-dipolo è breve) al posto del cavo RG/8U è possibile far uso del più sottile RG/58U, che rivela una seria attenzione solo quando i metri in gioco sono decine e risulta più economico e leggero.

Ora vediamo un momento la questione "utilizzo all'esterno" del dipolo adattato ; dirò subito che anche se il radiatore è pre­ visto per uso "interno", nulla impedisce di montarlo su di un terrazzo o simili, però in tal caso la basetta ad�ttatrice deve essere racchiusa in una scatola che protegga LI e Cl dall'umi­ dità.

Si può impiegare un normalissimo box plastico per freezer, facendo fuoriuscire i rami del dipolo tramite fori corredati di commini e calafatati; altrettanto vale per il cavo coassiale di raccordo. In tutta evidenza, se l'antenna è esterna, rende di più, ed a volte, anche nelle distanze brevi serve irradiare un campo elettromagnetico intenso per "godere" invece che "sof­ frire" della chiaccherata con gli amici; chi non conosce le at­ tuali condizioni di affollamento della banda?

Se però, per esporre il dipolo si deve eseguire un collega­ mento molto lungo, forse lo scopo cade perché l'attenuazione di linea compensa il campo maggiore !

Detto così il necessario per l'installazione (devo aggiungere che questo dipolo come tutti gli altri non deve essere accessiva­ mente accostato al soffitto, negli interni, ma ne deve distare di almeno 30 centimetri; per altre notizie consiglio di scorrere l'articolo precedente) vediamo come si deve eseguire la messa a punto.

Non appena il radiatore è installato, anche se la lunghezza dei rami è perfettamente esatta, essendo casuale in valore del

Cl , anche il ROS lo sarà. Non ci si deve quindi preoccupare se alla prima misura, effettuata interponendo uno SWR-Meter tra la stazione ed il dipolo si vede correre l'indice sulla "zona rossa" della scala, beninteso escludendo cortocircuiti nei boc­ chettoni e simili!

Per la regolazione, calibrato il rosmetro, si allaccerà il tasto microfonico con un anello di elastico in modo da tenere in emissione il "baracchino" e si ruoterà Cl sino a veder retroce­ dere l'indice sino al minimo del R.O.S. che si può ottenere.

Conviene fare alcune prove, ricalibrando lo strumento ; in più, il vero rapporto di onde stazionarie sarà verificato una volta che ci si sia allontanati dal dipolo, perché la figura umana co­ stituisce già una massa tale da introdurre alcuni squilibri quando

è accostata al sistema.

La scorsa volta dissi che ottenere un R.O.S. pari ad 1

: 1 , era oltre che questione · di pazienza, anche di fortuna, perché ba­ stava

tagliare un po ' troppo

per compromettere il lavoro di trim­ maggio. Con il dipolo adattato elettronicamente, ogni que­ stione relativa al caso è ... "fuori gioco". Se la regolazione del compensatore è buona, se la L I risponde ai dati esposti, se non vi sono importanti masse metalliche vicine ai "semidipoli" che siano tali da squilibrare il sistema, pari ad

1 : 1, o al massimo 1 : 1 ,2.

si deve

raggiungere il R.O.S.

Serviranno forse alcuni cicli di lavoro, ma il risultato non può essere dubbio.

Una ultima nota: molte stazioni commerciali comprendono uno SWR Meter, specie se sono del tipo "base". A parte quello che integra il Courier Centurion (G.B.C.) però, ben di raro ho visto funzionar bene questi indicatori. Ripeto, per me, secondo quel che mi dice l'esperienza, fatta eccezione per il Courier ho sempre visto rosmetri incorporati indegni di affidamento.

Se quindi il lettore dispone di un ricetrasmettitore che ingloba questo strumento,

non se ne deve fidare;

per la messa a punto dell'antenna, è meglio che usi un apparecchio

esterno,

del tipo semiprofessionale o professionale che certamente qualche amico della frequenza sarà lieto di prestare.

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Francatura a canco del destinatario da addebitarsi sul conto credito n. 126 presso l'Ufficio P.T. di Torino

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Torino

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In riferimento alla pregiata sua ...

dialogo con i lettori di Gianni BRAZIOLI

Questa rubrica tratta la consulenza tecnj­ ca, la ricerca, i circuiti. I lettori che abbiano problemi, possono scrivere e chiedere aiuto agli specialisti. Se il loro quesito è di interesse generico, la risposta sarà pubblicata in queste pagine. Natu­ ralmente, la scelta di ciò che è pubbli­ cabile spetta insindacabilmente alla Reda­ zione . . Delle lettere pervenute vengono riportati solo i dati essenziali che chia­ riscono il (juesito. Le domande avanzate dovranno essere accompagnate dall'im­ porto di l i re

L.

3.000

(per gli abbonati

2.000) anche in francobolli a copertura delle spese postali o di ricerca, parte delle quali saranno tenute a disposizione del richiedente in caso non ci sia possibile dare una risposta soddisfacente. Solleci­ tazioni o motivazioni d'urgenza non pos­ sono essere prese in considerazione.

COME LA METTIAMO

CON I RICAMBI

Geniere Bernardino Carpené, l° BTG Ge­ nio Minatori "Garda",

3 "

Compagnia,

Udine.

Siccome mi interesso molto all'ascolto delle OC, vorrei avere un consiglio da voi per un RX professionale da 0,5 -

30 MHz a copertura continua che abbia un prezzo ragionevole (sul mezzo mi­ l ione, per intenderei). Dovrebbe avere la lettura della frequenza digitale.

Dei ricevitori tipo HRO-600, GEC,

RACAL, reperibili tra le occasioni, cosa ne pensate? Cordialità da un OM in

"grigioverde" !

Poiché interrogativi simili o identici al

Suo ci giungono continuamente da innu­ merevoli altri lettori, priferiamo rispon­ derLe pubblicamente, signor Carpené, anche se ciò purtroppo comporta un certo ritardo. Ci scusi; d'altronde Lei non segna­ la un 'urgenza precisa ...

.

Ecco qui allora. Noi siamo attenti os­ servatori del mercato delle occasioni, éd abbiamo notato il gran "movimento " di ricevitori professionali che lo caratterizza.

Di base, non abbiamo nulla contro i vari

HR O-600, ed i paràlleli per qualità bri­ tannici

R

acal

.

e

G.E. c., o altri similari.

Infatti, se hanno pochi anni di vita, questi apparecchi sono ancora ottimi, e

se si sà scegliere bene il fornitore,

il loro prezzo

è abbastanza ridotto, nei confronti di quel­ lo d'origine; tanto da giustificare il termine di "occasione", appunto.

Questa apparentemente rosea situaziò­ ne, nasconde però un notevole "rovescio della medaglia ". I ricevitori, fuori produ­ zione e per di più esteri, vanno bene ... sin che funzionano, perché al. primo guasto iniziano i dispiaceri. I ricambi dei trasfor­ matori, delle impedenze RF, e peggio dei

R 3

BI

R 1 3

50 K

RI4.--_-E--'-I l K

0. 1 - l � F

Fig.

1

-

Schema elettrico di un carillon elettronico per suonerie da porta per abitazione.

R 1 5 220 \I ( OR l K POT)

1 1 5 1

RI

IN"

7490

DECADE

COUNTER

7441

DECODER

D R I VER

Fig.

2

-

Funzion i logiche del carillon elettron i co.

RO - R9:

TONE CONTROL RES ISTORS

Fig.

4

-

Schema elettrico di un mul­ tivibratore astabile.

variabili non sono reperibili. Un semplice tubo inglese privo di equivalenti crea gros­ si poblemi, per non parlare dei filtri a quarzo o meccanici. Pochi giorni addietro, abbiamo visitato un laboratorio specializ­ zato nella riparazione di apparecchiature professionali, ed abbiamo potuto osservare

decine

di ricevitori, trasmettitori, oscillo­ scopi ecc. allineati sulle scansie a pren­ der polvere a causa dell 'assoluta indispo­ nibUità di un dato ricambio.

Il titolare del laboratorio, ci ha riferito che non di rado complessi esteri rimango­ no in panne per mesi prima che si rie­ sca a trovare il necessario per la sosti­ tuzione; a volte, addirittura, non è possi­ bile effettuare il ripristino e l 'apparecchio resta in utilizza b ile, una volta reso al pro­ prietario. Questo aspetto della situazione

è molto preoccupante, allorché si tratta di spendere diverse centinaia di migliaia

di lire, ed i pericoli devono essere seria­ mente considerati.

Per concludere, a Lei, signor Carpené, ed agli altri lettori che hanno a disposi­ zione una sommetta e desiderano investir­ la in un ricevitore o stazione rice-trasmit­ tente per onde metriche o VHF, diamo un consiglio apparentemente lapalissiano, ma invece meditato: è meglio aggiungere al fondo ancora qualcosa ed acquistare un bel Sommerkamp

nuovo.

Un apparecchio modernissimo e dotato di tutte le caratte­ ristiche dei progetti recenti, costruito con buoni materiali che sicuramente dureranno per anni ed anni; in più, in caso di di­ fetti, garantito da una organizzazione na­ zionale, come la

G.R. C. che assicura ser­ vizio e

ricambi.

Se per qualche ragione il

Sommerkamp non piace (tutti i gusti son gusti) la scelta può essere allargata ad al­ tri "professionali" nuovi che offrono garan­ zie di buon servizio a lungo termine.

UNO STRAORDINARIO

"CAMPANELLO" DA ABITAZIONE la Sua soddisfazione. Ora, passando al­ l 'argomento che La interessa (e che certa­ mente troverà partecipi altri lettori) pubbli­ chiamo nella figura l il circuito elettrico, facilmente traducibile in pratica, di un "ca-

rillon elettronico " indicatissimo per suone­ rie "supersofisticate" da porta. L 'apparec­ chio, basilarmente è un "VCO " (oscillatore controllato dalla tensione per lafrequenza) che impiega un IC "555" comunissimo

(lC4). Tale VCO è controllato da IC3 ed lC2; l 'oscillatore a rilassamento lCl equi­ paggia la base dei tempi.

Come funziona il tutto ? Semplice, IC4 oscilla ad un valore determinato dalla tensione che gli perviene, sul terminale 4, dalla matrice resistiva che comprende R3 -

R 12. La tensione è generata dall 'ICl ed elabora sequenzialmente dagli altri due in­ tegrati. In pratica, applicando tensione al tutto, si ha una "musichetta " formata da nove note consecutive, che possono essere

"accordate" mutando i valori di R3 - R 13

(ciascuna di queste può avere il valore minimo di 50

O e massimo di 1.000 O).

Se il tutto è formato da trimmers resistivi miniatura, si può ottenere ciascuna melo­ dia che si voglia, quando qualcuno suona il campanello; dalle prime battute di un blues a quelle di un pezzo classico o ca­ meristico, ad il ritornello di una canzone.

Cl, C2, C4, Cs

Ca

C6

C1 lt l2

L a

L .

=

=

=

=

=

=

= turn No. 18 wire,

1 11z turns N o . 1 8 wi re,

1 114 turns N o . 1 8 wire.

450

=

1 4-to- 1 50

0.01 p.F. pF,

0.75 p.H l

1 000

=

7-/0 - 1 00 pF,

50 V pF Arco 423 or equiv.

Arco 424, or equiv. feedthru o h m s . ferr i'te

%2 "

I D

0/16" ID

Sig. Domenico Fazzino (manca la via),

Bitonto (Bari).

Dopo molti anni di risparmi e sacri­ fici sono finalmente riuscito ad acqui­ stare un piccolo appartamento. Sto re­ staurandolo, e rinnovandolo, ed appunto per questo ricorro a voi ! No ! Non cre­ dete che vi interpelli per la muratura, che so fare da me. Quello che mi in­ teressa è un dettaglio, ma non tanto.

Vorrei munire questa nuova abitazione di un campanello per la porta "armonio­ so". Ho provato vari circuiti oscillatori

(traffico da anni ed anni con l'elettro­ nica) ma sempre ricavandone suoni poco piacevoli, anzi disturbanti.

Potreste suggerirmi un circuito che eroghi suoni melodiosi, possibilmente più di uno?

A1 - AZ

CI ' CZ

I

LI'

Al

751

Fig.

3

-

Schema tipo per amplificatori

R F/FM.

Prima di tutto ci congratuliamo con

Lei, signor Fazzino e siamo veramente lieti che abbia potuto realizzare il Suo intento. Abbiamo dovuto forzatamente ab­ breviare la Sua lettera, ma condividiamo

Fig.

5

-

Schema di un oscillatore au­ dio sinusoidale.

,oomJT

CI

01

1 1 52

PICCOLISSIMO

AMPLIFICATORE LINEARE

ECONOMICO PER UNA RADIO

"IN PROGRESS" rale pnferita è dell'ordine dei 12 - 13

V, non critica; in parallelo alla RFC è bene collega­ re un resisto re da

47 O, oppure 33 O a pre­ venire fenomeni di instabilità.

Fig.

6

funzioni.

R5

1.10

Schema di un generatore di

Sig. Pier Franco e amici, via Darsena

199/D,

-

Ravenna

Siamo un gruppo di amici, ed abbiamo fondato una piccolissima radio privata che "esce" in frequenza saltuariamente, a seconda di quel che ci impegna lo stu­ dio, si chiama Onda Marina.

Vorremmo incrementare Onda Mari­ na, perché attualmente siamo in trasmis­ sione con solo 3

W (utilizzando il vostro trasmettitore FM 3) sino a raggiungere

12

W oppure molto meglio 30 W. Se­ nonché, come studenti, disponiamo di fondi più che limitati. Potreste pubblica­ re un amplificatore di potenza RF adatto ai nostri mezzi dilettantistici? Meno co­ sta, l'apparecchio e naturalmente meglio è.

Il montaggio è tanto semplice da non creare problemi a chi abbia una normale pratica di breadboard elettronici e gli lC sono ovunque reperibili a basso prezzo.

Le parti che possono essere sostituite al fine di adattare il "sound" al proprio gra­ dimento, oltre ai resistori suddetti, sono:

Cl, che può andare da l a 50 �F per variare la lunghezza di ciascuna nota in un campo enorme (più che dal "prestissimo " al "largo­ solenne'') regolando RI in modo da con­ seguire una gamma lineare intermedia.

C2, che può andare da 0,1 ad l �F, va­ riando in tal modo di due ottave la base della scala delle note.

RJ3 che serve per procedere alla "accor­ datura " del complesso. La figura 2 mostra le funzioni "logiche" dell 'apparecchio, che basilarmente prevede l 'alimentazione a

5 Vcc. Questa tensione può essere ricavata tramite un rettificatore di rete ed un nor­ male stabilizzatore a "tre terminali".

Per finire, diremo ancora il valore di

Rl5 deve essere sperimentato al fine di aver la intensità del segnale che serve, in conseguenza del valore dell 'altoparlante utilizzato (da 8

O, sino a 25 O) e della ru­ morosità ambientale.

Crediamo, signor Fazzino, che altro non serva; ancora complimenti ed nostri augu­ ri più sentiti.

Fig.

7

r--��---"'-'

OUTPUT

Schema di un amplificatore per trasduttori piezoelettrici.

A I

5M

1%

Fig.

8

-

Schema di un amplificatore fotoelettrico per fotodiodi.

Quanto prima, su queste stesse pagine vedrete, cari amici, un "power RFIFM" che può erogare sino a 35 W con un costo di

50.000 lire circa, vale a dire un sistema più che economico, ma compiuto.

Odiernamente nessun amplificatore di produzione industriale ha un parametro prezzo-potenza che sia inferiore a circa 2.000 lire per W rffettivamente erogato, quindi il nostro sarà uno "scoojJ " nella specie. Pa­ zienza quindi, perché riteniamo quasi inutile pubblicare un circuito "abbandonato a se stesso " senza le indispensabili note pratiche a corredo (specialmente relative al circuito stampato). Se però voi vi sentite in grado di elaborare la basetta, magari sulla scorta dei progetti che hanno visto la luce sulla conso­ rella "Selezione Radio-TV", per abbrèviare i tempi, pubblichiamo nella figura 3 lo schema-tipo per amplificatori RFIFM, d'al­ tronde non nuovo. Tale circuito, impiegando un transistore "stripline" 2N6080, può rende­ re 15 W all'uscita con 3 W di ingresso, e senza alcuna modifica può rendere 30 W all'uscita con 3 W di ingresso se si pnferisce il transistore 2N6081. L'alimentazione gene-

APPLICAZIONI PRATICHE

DI CIRCUITI INTEGRATI

Sig. Giorgio Venturelli

VIa

Statale 33, Scandiano (Reggio Emilia).

Presso un rivenditore di parti, ho ac­ quistato alcuni vecchi circuiti integrati di marca "National" modello LMIO l ,

LM107 , LMI08, LM1 39. Credevo d i tro­ vare le applicazioni relative nei diversi libri in mio possesso e nelle Riviste arre­ trate che colleziono, ma evidentemente questi IC in Italia hanno incontrato poco, perché come schemi ho notato quasi nulla. Poiché con gli integrati non ho ancora avuto modo di farmi una espe­ rienza, e lo desidererei, Vi chiedo gentil­ mente di frugare nel Vostro sterminato archivio ed inviatmi o pubblicare alcuni circuiti d'impiego, possibilmente adatti a non esperti, tipo generatori BF/RF, amplificatorini ecc.

Non è vero che gli lC in Suo possesso in Italia "abbiano incontrato poco "; anzi, tre o quattro anni addietro erano assai popolari tra i progettisti che ne avevano scorto applicazioni senza dubbio interes­ santi sulle varie Riviste statunitensi, come

Electronic Design e simili. Però, appunto, erano popolari

tre o quattro anni addietro

perché odiernamente sono superati da al­ tri; forse per questo Lei non ha trovato i circuiti d'impiego. Visto che anche se "an­ ziani" gli lC da Lei elencati sono tutt'ora reperibili a basso costo con una certa fa­ cilità, pubblichiamo' ben volentieri una se-

\

\

+Vcc

02

Fig.

9

impulsi.

Schema di un generatore di

1 1 53

R I

200K

+Vcc

XTAl r-i "

,--

+Vcc

.J L.J w .. o

VOUT

Fig. lO - Schema di un oscillatore a cristallo.

ne di applicazioni per semi-principianti, ovvero scelte tra le più elementari ed im­ mediatamente frnibili.

Nella figura 4 osserviamo un multivi­ bratore astabile che può funzionare su di un grandissimo spettro di frequenze (da quelle subsoniche alla RF) semplicemente cambiando il valore del Cl. Con 10.000 pF, come è indicato nello schema, il segnale ricavato vale 100 Hz. Non è indicata l 'ali­ mentazione, che peraltro è assolutamente tradizionale.

Nella figura 5 è riportato un oscillatore audio sinusoidale, a ponte di Wien quindi a bassissima distorsione; in basso a sini­ stra vediamo la formuletta per calcolare i valori di R1 e Cl in base alla frequenza che si vuoi ottenere. La lampadina chefunge da resistenza non lineare, dovrebbe essere da 10 V e 14 mA ; noi però abbiamo pro­ vato l 'oscillatore impiegando un più con­ venzionale bulbo a ((pisello " da l2. V /

25 mA e funziona senza problemi ançhe cosÌ. Sempre più difficile, per dire; nellafi­ gura 6 appare nientemeno che un genera­ tore di funzioni super-semplificato; eroga segnali triangolari e quadrati a bassa di­ storsione. R2 serve per regolare l 'ampiezza mentre R3 la frequenza.

Nella figura 7, passiamo ad un ampli­ ficatore per trasduttori piezoelettrici; Cl ed

R1 regolano la banda passante.

Nella figura 8, sempre considerando i circuiti che utilizzano pochi componenti e sono facilmente realizzabili sotto forma di ((breadboard", riportiamo un amplifica­ tore fotoelettrico per fotodiodi.

Per finire, ecco la figura 9 un sempli­ ce ma già ambizioso generatore di impulsi dalla durata variabile, che trova impiego come iniettare di segnali, presso lo speri­ mentatore, ma anche come base dei tempi nel laboratorio professionistico, ed ancora, nella figura 10 un oscillatore a cristallo dall 'alto rendimento.

Speriamo cosÌ di averLa soddisfatta, si, gnor Venturelli; per gli altri lettori che vo­ lessero realizzare uno o più circuiti tra quelli esposti, diremo che lo LM101, ha i seguenti sostituti: LM201, 748, !-lA 748,

MC1439, TAA811. A sua volta lo LM108 può essere sostituito dal '709" o !-lA 709, il più diffuso tra gli amplificatori operazio­ nali ed il meno costoso. Lo LM139 è iden­ tico allo NS139, nonché ai vari A 1039,

TL 139/A, 1390M

SENSORE TERMICO

CHE NON COSTA NULLA

Sig. Mario Iazzone, Casal Borsetti (RA)

Ho un modesto allevamento di polla­ me, a qualche distanza dalla casa colo­ nica in cui abito. Poiché in precedenza ho avuto gravi danni da un incendio, intenderei installarvi un rivelatore di fiamma. Poiché sono un vero principian­ te mi servirebbe un circuito molto sem­ plice. In più da queste parti è assai dif­ ficile trovare presso i negozianti termi­ stori e simili, quindi anche l'elemento sensibile dovrebbe essere autocostrnibile.

Nella figura

11

riportiamo un ingegnoso

((sensore termico " escogitato dal tecnico americano Forrest M Mins: si tratta di un normale fermabucato di legno o plastica, con i codoli muniti di bulloncini in forma di contatti. Infilando tra le ganasce del morsetto una pallina di cera, sin che la temperatura si mantiene normale, i con-

'

tatti rimangono chiusi; in presenza difuoco la cera fonde ed il circuito si apre.

Un dispositivo del genere, serve assai bene per il suo pollaio, signor lazzone; ha solo un ((difetto ", che deve operare un normale relais di rete (avvolgimento fun­ zionante a 220 V) che normalmente ri­ manga ((chiuso " e con il contatto di scam­ bio (che in tale situazione è ((aperto '') co­ mandi un campanello di allarme. Insomma occorre una ((inversione logica " del fun­ zionamento.

In alternativa, Le consigliamo di re­ carsi presso la più vicina Sede

G.B. C. ed acquistare un sensore a bimetallo ta­ rata a 37 DC, ed appositamente previsto per allarmi d'incendio. Questo, normal­ mente è aperto, e si chiude allorché là

'

temperatura potrebbefar andare ...

arrosto i polli!

PUÒ quindi comandare direttamen­ te la campana di allarme cosÌ come un interrnttore comanda una lampadina. Ve­ da Lei la soluzione prEferita; crediamo di aver rispettato il desiderio di semplicità!

Fig.

11 -

Ingegnoso "sensore termico" escogitato dall'americano Forrest.

DOVE SI POSSONO ACQUISTARE

I TUBI CONVERTITORI

DI IMMAGINI?

Sig. Felice Tavola, Corso Matteotti

Lecco (Como)

58,

Sul numero di Sperimentare di mag­ gio 1977 ho visto pubblicato nella rubri­ ca "In riferimento alla pregiata Sua" un progetto di visore notturno a raggi in­ frarossi a cui sono molto interessato.

Desidererei conoscere l'indirizzo del distributore italiano, se c'è, dei tubi con­ vertitori di immagini 6032 oppure 6929.

Il progetto in questione, interessò cosÌ tanti lettori, che anche oggi continuano a giungerci richieste relative alla possibi­ lità di reperimento del tubo; Le rispon-

1 1 54

diamo quindi pubblicamente, signor Tavo­ la, anche perché ... diversi richiedenti non hanno allegato il loro indirizzo metten­ daci cosÌ nell 'impossibilità di rispondere!

Dunque, i tubi convertitori attualmente possono essere acquistati presso la Ditta

"Mostra Mercato di Radio Surplus-Elet­ tronica, via lussi

120, 40068 S. Lazzaro di Savena, Bologna".

YELLOW

I K

SEMPLICISSIMO TESTER

PER IC SURPLUS

GREEN

Sig. Piero Pastorino, via Oderisi da Gubbio 53, Roma

Egregio signor Brazioli, come Lei cer­ tamente saprà, visto che

è il corrispon­ dente da Roma della Rivista, presso di­ versi surplus sai della Città si possono acquistare sia degli amplificatori opera­ zionali integrati tipo

741 e 703 , che delle schede ex-computer che montano questi utili (a mio parere) ed interessanti rc.

Ora, come

è noto, i surplus sai non sono al limite venditori degni di tutta la fi­ ducia e inoltre smontando gli integrati dalle schede, come anche Lei ha più volte scritto

è abbastanza facile guastarli.

Desidererei allora veder pubblicato lo schema di un prova-integrati adatto allo scopo.

A bbiamo sottomano proprio il circuito che Le serve, signor Pastorino; semplice, ifficace, certamente utile ad un gran nu-

Fig. 12

-

Semplice schema di un prova integrati.

mero di lettori "recuperatori". Appare nella figura 12, ed è contraddistinto da una semplicità senza uguali.

L 'indicazione di le "buono-cattivo " è ot­ tenuta tramite due economicissimi LED, uno giallo (Yellow) ed uno verde (Green).

Se l 'amplificatore operazionale inserito in circuito è peifettamente buono, senza dub­ bi, i LED si accendono alternativamente lampeggiando ad una frequenza di circa un lampo al secondo. La mancata accen­ sione indica la rottura del dispositivo. Se uno solo dei LED si accende, l' le è di­ fettoso, in perdita; uno dei due ingressi è danneggiato.

Persino i difetti più piccoli sono segna­ lati dall 'apparecchio: se il lampeggia è asimmetrico nel senso che se uno dei due

LED rimane per più' tempo acceso, o quan­ do è acceso emana più luce, vi è certo

"qualcosa di strano " nell 'le in prova, come una corrente più elevata del normale che percorre un settore: in sostanza, non si tratta di un elemento affidabile.

Il prova-amplificatori-operazionali im­ piega parti normalissime, e nessuna è cri­ tica; per ospitare l' le in prova si possono impiegare due supporti, uno TO-5 ed uno dual-in-line, ovvero DlL, connessi opportu­ namente in parallelo.

Due o quattro squadrette in nylon rinforzato (fornite nella confezione) inserite nei fori previsti nel pacco del trasformatore, consentono di superare brillantemente tutti i problemi di fissaggio. Tensione nominale primaria 1 1 0 V

-

220 V.

SERIE

6 VA

CODICE /

G.B.C.

HT/3731 -00

HT/3731 -01

HT/3731 -02

HT /3731 -03

HT/3731 -04

HT/3731 -0S

HT/3731 -06

HT/3731 -07

USCITE

1 1 0 V

220 V

6 V - 1 A

6 V - 0,5 A; 6 V - 0,5 A

12 V - 0,5 A

1 2 V - 0,5 A

1 2 V - 0,25 A; 1 2 V - 0,25 A

24 V - 0,25 A

24 V - 0,25 A

24 V - 0,1 25 A; 24 V - 0,1 25 A

'48 V - 0,1 25 A

2,5 V - 2,4 A

2,5 V - 1 ,2 A; 2,5 V - 1 ,2 A

5 V - 1 ,2 A

6 V - 0,3 A; 12 V - 0,3 A

1 8 V - 0,3 A

6 V - 0,2 A; 24 V - 0,2 A

30 V - 0,2 A

9 V - 0,6 A

9 V - 0,3 A; 9 V - 0,3 A

1 8 V - 0,3 A

SERIE

1 0 VA

CODICE

G. B.C.

HT/3734-00

HT/3734-01

HT/3734-02

HT/3734-03

HT/3734-04

HT/3734-0S

HT/3734-06

USCITE

1 1 0 V

220 V

6 V - 1 ,6 A

6 V - 0,8 A; 6 V - 0,8 A

12 V - 0,8 A

12 V - 0,8 A

1 2 V - 0,4 A; 1 2 V - 0,4 A

24 V - 0,4 A

24 V - 0,4 A

24 V - 0,2 A; 24 V - 0,2 A

48 V - 0,2 A

6 V - 0,55 A; 1 2 V - 0,55 A

1 8 V - 0, 55 A

6 V - 0,33 A; 24 V - 0,33 A

30 V · 0,33 A

9 V " 1 , 1 A

9 V - 0,55 A; 9 V - 0,55 A

1 8 V - 0, 55 A

14

� I

34(401

40(481

48(57)

'\.

'B'

.I �I

Dimensioni del modelli 6 VA

I mod 1 0

VA) in vendita pr�sso le sedi GBC

1 1 55

O FFERTE E RICHIESTE DI RICETRASM ETTITORI CB

U S A T I

MARCA

MOD8lD

AUMENT-

TAZIONE nro DI

EMISSIONE

!li roTENZA

NUMERO

CANAU nro

La rubrica è a disposizione dei lettori I

,. quali possono trasmetterei le loro offerte o richieste con descrizioni complete.

Il servizio è gratuito per gli abbonati. Agli altri lettori chiediamo il concorso spese di L.

1.000.

VENDO

PONY

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TENKO

TENKO

SBE

SBE

KRIS

TOKAI

FANON

CB 75 n.s.

46

GX

OF

1 38

FORMULA D

CORONADO Il

1 3,8

Vcc

T 23

TL 1 001

T-404

220 Vca

1 2 Vcc

AM

1 2 Vcc

1 3,6

Vcc

1 3,8

Vcc

1 3,8

Vcc

1 2 Vcc

AM

AM

AM

AM

AM

AM

1 2 Vcc

AM

SSB

1 2 V AM

5 W 24

+ orologio P

5 W

6 tutti quarzati

1 0 W

90 tutti quarzati

1 0 W

23

+

22a tutti quarzati '

5 W

7 5 tutti quarzati

5 W

23 tutti quarzati

5 W

23 tutti quarzati

5 --;.-1 5

W

23 tutti quarzati

1 00 m V 3

P

F

F

F

F

P

P

P

PREZZO

URE

1 20.000

SCRIVERE A:

II') i i

Carlo Cipolla

Via Bainsizza, 204

Caronno Pertusella (VA)

I

55.000

220.000

1 30.000 trattabili

1 4 5.000

1 1 0.000

1 20.000 trattabili

230.000

Francesco Cam paci via Ricciarelli, 1

20 1 48 M ILAN O

Enrico G entilini via Bucci, 8 1

40026 I M O LA

(BO)

Massimo M u nari via Democrito, 6

20 1 27 M ILAN O

Al berto D u b i n i via Procaccini, 28

20 1 54 M ILAN O

G ioacchino Mancuso via D e l l 'Uva, 78

9 1 1 00 TRAPA N I

Dom enico Pagazzo via Marconi, 60

7 0 0 5 1 BA RLETTA

Lucio Stella via Roma

37060 Trevenzuolo (VR)

25.000

Patrizia G hioni tel. 927267 1 ore ufficio

ACQUISTO

-

PONY

SOMMERKAMP

CB

76 1 2 Vcc AM 5 W

6 di cui

4 quarzati

P 30.000

Paolo Galvani

V.le Savoia, 42

00034 COLLEFERRO

500.000

Vasco Mezzani via Giovannella, 56

5 1 031

AGLIANA n.s.

= non specificato/a

P

= portatile

560

DX

505

A

= auto anche occasione se in otti m e condizioni

F

= fisso

S.p .A.

I� III III

AMPLIFICATORI

COMPONENTI ELETTRONICI

��l�l

INTEGRATI

Viale Bacchiglione,

6 -

Tel.

02-5696241 /2/3/4/5 - 20 1 39

MILANO

CONDENSATORI

ELETTROLITICI

TIPO LIRE

1 mF

1 2 V

1 mF 2 5 V

1 mF 50V

2 mF l 00 V

2, 2 mF 1 6 V

70

80

1 00

1 00

80

2, 2 mF 2 5 V

4, 7 mF 1 2 V

8 0

80

9 0 4, 7 mF 2 5 V

4, 7 mF 5

Q

V

5 mF 35 0 V

8 mF 35 0 V

1 0 mF 1 2 V

1 0 mF 2 5 V

1 0 mF 6 3 V

1 00

200

200

60

80

1 00

70 2 2 mF 1 6 V

2 2 mF

32 mF

2 5 V

1 6 V

1 00

80

1 1 0 32 mF 50V

32 m F 3 5 0 V

32+32 m F 3 5 0 V

5 0 mF 1 2 V

50 mF 2 5 V

5 0 m F 50V

5 0 m F 3 5 0 V

50+ 5 0 m F 3 5 0 V

1 00 mF 1 6 V

1 00 mF 2 5 V

1 00 mF 5 0 V

1 00 mF 35 0 V

400

600

80

1 20

1 80

500

800

1 00

1 40

200

700

1 00 + 1 00 mF 350V 1 . 1 00

200 mF 1 2 V

200 mF 25V

200 mF 50V

220 mF 1 2 V

220 mF 25V

2 5 0 m F 1 2 V

2 5 0 m F 2 5 V

2 5 0 m F 50V

300 mF 1 6 V

320 mF 1 6 V

400 mF 2 5 V

470 mF 1 6 V

500 mF 1 2 V

500 mF

500mF

2 5 V

50V

250

350

220 640 mF 2 5 V

1 00 0 m F

1 00 0 m F

1 6 V

2 5 V

300

450

1 000mF 5 0 V 650

1 000mF l 00 V 1 .200

2000 mF 1 6 V

2000 mF 2 5 V

350

500

2000 m F 50V 1 . 1 50

2000 mF l 00 V 1 .800

2200 mF 6 3 V 1 .200

3000mF 1 6 V 400

3000mF 25V 600

3000 mF 50V 1 .300

3000 mF l 00 V 2.200

400 0 m F 2 5 V 900

4000 mF 50V 1 .400

4700 mF

35 V 1 . 1 00

4700 mF 63V 1 . 500

5000 mF 40V 1 .400

5000 mF 50V 1 .500

200 + 1 00+50+

25 mF 300 V 1 . 500

1 20

200

250

1 20

200

1 50

200

300

1 40

1 50

250

200

200

CONTRAVES decimali binari

SPALLETTE

L. 2.000

L. 2.000

L. 300

ASTE filett. con dadi L. 1 50

DARLlNGTON

TIPO

BD701

B D702

B b

699

B D700

� DX33

B DX34

BDX53

BDX54

T i

ì>1 20

TIP ' 1 2 1

TIP1 22

TI P 1 25

Tl P 1 26

TIP1 27

TIP1 40

TIP1 4 1

TIP1 42

TIP1 45

TI P6007

MJ2500

MJ2502

MJ3000

MJ300 1

LIRE

2.200

2.200

2.000

2.000

2 .200

2.200

1 .800

1 .800

1 .600

1 .600

1 .600

1 .600

1 . 600

1 .600

2.000

2 .000

2.000

2.000

2.000

3.000

3.000

3.000

3 . 1 00

TIPO

SE5246

Se5247

BC264

BF244

BF245

BFW1 0

BFW l l

MPF1 02

2N38 1 9

2N3820

2N3822

2N3823

2N5248

2N 5457

2N5458

MEM564C

MM5 7 1 C

40673

3 N 1 28

3 N 1 40

3 N 1 8 7

TIPO

B30 C250

B30 C300

B30 C400

B30 C750

B30 C 1 200

B40 1 000

B80 C l 00

B40 C2200/3200

B80 C7500

B80 C2200/3200

B l 00A30

B200 A30

Va langa controllata

B 1 20 C2200

B80 C6500

B80 C7000/9000

B 1 20 C7000

B200 C2200

B400 C1 500

B400C2200

B600 C2200

B l 00 C5000

B200 C5000

Bl OO Cl 0000

B200 C20000

B280 C4500

RADDRIZZATORI

LIRE

250

350

400

450

500

500

500

850

1 .600

900

3.500

6.000

1 . 1 00

1 .800

2.000

2.200

1 .500

700

1 .500

1 .800

1 .500

1 .500

2.800

3.000

1 .800

FET

LIRE

700

700

700

700

700

1 .700

1 .700

700

650

1 .000

1 .800

1 .800

700

700

700

1 .800

1 .500

1 .800

1 .500

1 .800

2.400

TIPO fJA747 fJA748 fJA733

SG555

SG556

SN7400

SN7401

SN7402

SN7403

SN7404

SN7405

SN7406

SN7407

SN7408

SN74 1 0

SN741 3

SN741 5

SN741 6

SN741 7

SN7420

SN6425

SN7430

SN7432

SN7437

SN7440

L036

L1 20

L 1 2 1

L1 29

L1 30

L1 3 1 fJA702 fJA703 fJA709 fJA7 1 0 fJA7 1 1 fJA723 fJA741

CA301 8

CA3026

CA3028

CA3043

CA3045

CA3046

CA3048

CA3052

CA3065

CA3080

CA3085

CA3089

CA3090

REGOLATORI E

STABILIZZATORI

1 ,5

A

TIPO

LM340K4

LM340K5

LM340K 1 2

LM340K 1 5

LM340K 1 8

LIRE

2.600

2.600

2.600

2.600

2.600

DISPLAY e LED

TIPO

LEDbianco

LED rosso

LEDverdi

LED gialli

FND70

FND500

DL707 (con schema) fJ7805 fJ7809 fJ78 1 2 fJ781 5 fJ7824

LIRE

600

300

500

500

2.000

2.200

2.400

2.000

2.000

2.000

2.000

2.000

INTEGRATI

LIRE

400

500

500

400

600

600

400

400

800

400

600

600

400

500

400

800

800

500

1 .600

1 .600

1 .600

1 .500

1 .000

950

1 .600

1 .400

950

900

2.000

900

2.600

1 .500

2.200

400

400

1 .800

2.000

2.000

2.000

2.000

2.000

4.000

4.000

1 .800

2.400

3.200

1 .800

3.000

2.600

3.000

3.000

Compact cassette C/60

Compact cassette C/90

Alimentatori stabilizzati da 2,5 A 1 2 V o 1 5 V o 1 8 V

- da 2,5 A a 24 V o 27 V o 38 V o 47 V

Alimentatori con protezione elettronica anticircuito regolabili da 6 a 30 V e da 500 mA a 2 A da 6 a 30 V e da 500 mA a 4,5 A

Alimentatori 4 tensioni 6 - 7,5 - 9- 1 2 V per mangianastri, mangiadischi, registratori, ecc.

Testine di cancellazione e registrazione Lesa, Geloso,

Castelli, Europhon, la coppia

Testine K7 la coppia

Microfoni K7 e vari

Potenziometri perno lungo 4 o 6 cm. e vari

Potenziometri con interruttore

Potenziometri micron senza interruttore

Potenziometri micron con interruttore radio

Potenziometri micromignon con interruttore

TRASFORMATORI D'ALIMENTAZIONE

600 mA primario 220 secondario 6 V O 7,5 O 9 V o 1 2 V

1 A primario 220 V secondario 9 e 18 V

1 A primario 220 V secondario 1 2 V o 1 6 V o 23 V

800 mA primario 220 V secondario 7,5 + 7,5 V

2 A primario 220 V secondario 30 V o 36 V

3 A primario 220 V secondario 1 2 V o 18 V o 24 V

3 A primario 220 V secondario 12 + 1 2 V o 1 5 + 1 5 V

4 A primario 220 V secondario 1 5 + 1 5 V o 24 + 24 V O 24 V

OFFERTE RESISTENZE, TRIMMER, STAGNO, CONDENSATORI

Busta 1 00 resistenze miste

Busta 10 trimmer misti

Busta 50 condensatori elettrolitici

Busta 1 00 condensatori elettrolitici

Busta 1 00 condensatori pF

Busta 5 condensatori elettrolitici a vitone, baionetta 2 o 3 capacità

Busta 30 potenziometri doppi e semplici e con interruttore

Busta 30 gr. stagno

Rocchetto stagno 1 kg. a 63%

Cuffie stereo 8 O 500 mW

Micro relais Siemens e Iskra a 2 scambi

Micro relais Siemens e Iska a 4 scambi

Zoccoli per micro relais a 2 scambi e a 4 scambi

Molla per micro relais per i due tipi

Zoccoli per integrati a 1 4 e 1 6 piedini Dual-in-line

PIASTRA ALIMENTATORI STABILIZZATI

Da 2,5 A 1 2 V o 1 5 V o 1 8 V

Da 2,5 A 24 V o 27 V o 38 V o 47 V

L.

L.

L. 2.300

L.

1 .600

L.

L.

L.

L.

L.

L.

L.

L.

1 .600

2.300

3.500

3.500

3.500

7.000

500

600

L. 1 .400

L. 2.500

L.

1 .500

L. 1 .200

L. 2.200

L. 360

L. 8.200

L.

6.000

L. 2.1 00

L. 2.300

L. 280

40

280

L. 4.200

L. 5.000

AMPLIFICATORI

Da 1 ,2 W 9 V con integrato SN7601

Da 2 W 9 V con integrato TM6 1 1 B testina magnetica

Da 4 W 1 2 V con integrato T M6 1 1 C testina magnetica

L. 1 .800

L. 2.400

L. 3.000

Da 5+5 W 24+24 V completo di alimentatore escluso trasformatore

Da 6 W con preamplificatore

L. 1 5.000

L.

6.000

Da 6 W senza preamplificatore L. 5.000

Da 1 0+ 1 0 W 24+ 24 V completo di alimentatore escluso trasformatore L. 1 9.000

Da 30 W 30/35 V

Da 25+25 36/40 V SENZA preamplificatore

Da 25+25 36/40 V CON preamplificatore

Alimentatore per amplificatore 30+30 W stabiliz. a 1 2 e 36 V

5 V con preamplificatore con TBA641

L. 1 5.000

L. 2 1 .000

L. 34.000

L. 1 3.000

L. 2.800

L. 700

L. 1 .000

L. 4.200

L. 5.000

L. 1 0.000

L. 1 3.000

L. 2.900

L.

L.

L.

L.

L. 3.200

L. 3.600

L. 2.400

L. 280

330

300

330

220

TIPO

INTEGRATI DIGITALI COSMOS

LIRE

TIPO

5

401 9

4020

4021

4022

4023

4024

4025

4026

4027

4028

4029

4000

4001

4002

4006

4007

4008

4009

401 0

401 1

401 2

401 3

401 4

401

401 6

401 7

401 8

1 .300

2.700

2.400

2.000

400

1 .250

400

3.500

1 .200

2,000

:l.000

400

400

400

2.800

400

1 .850

1 .200

1 .300

400

400

900

2.400

2.400

1 .000

2.600

2.300

4030

4032

4033

4035

4040

4041

4042

4043

4044

4045

4046

4049

4050

405 1

4052

4053

4055

4061

4066

407 1

4072

4073

4075

408 1 ,

4082

41 1 6

LIRE

1 .000

2.000

4.1 00

2.400

2.300

1 .400

1 .500

1 .800

1 .600

1 .000

2.000

1 .000

1 .000

1 .600

1 .600

1 .600

1 .600

2.000

1 .800

400

550

400

550

400

5 50

2.000

CONDENSATORI TANTALIO

A GOCCIA

TIPO

0, 1 mF 25V

0,22 mF 25V

0,47 mF 25V

1 mF 1 6 V

1 mF 35V

1 ,5 mF 1 6 V

1 ,5 mF 25V

2,2 mF 25V

3,3 mF 1 6 V

3,3 mF 25 V

4,7 mF 1 0V

4,7 mF 25V

6,8 mF 1 6 V

1 0 mF 1 0 V

1 0 mF 20V

22 mF6,3V

22mF 1 2 V

3 3 m F 1 2 V

3 3 m F 1 6 V

47 mF6,3 V

47 mF 1 2 V

LRE

1 50

1 70

1 50

1 70

1 50

1 50

1 70

1 50

1 50

1 50

1 50

1 70

1 50

1 70

1 70

1 50

1 70

1 70

1 90

1 80

200

S E M I C O N D U T T O R I

LIRE TIPO LIRE TIPO LIRE TIPO TIPO LIRE TIPO LIRE TIPO LIRE TIPO LIRE TIPO LIRE TIPO

LIRE

AF1 36

AF1 37

AF1 38

AF1 39

AF1 47

AF1 48

AF1 49

AF1 50

AF1 64

AF1 66

AF1 69

AF1 70

AF1 7 1

AFl 72

AD1 62

A0262

A0263

AF1 02

AF1 05

AF1 06

AF1 09

AFl 1 4

AFl 1 5

AFl 1 6

AFl 1 7

AFl 1 8

AF1 2 1

AF1 24

AF1 25

AF1 26

AF1 27

AF1 34

AF1 35

AL1 1 2

ALl 1 3

ASY26

ASY27

ASY28

ASY29

ASY37

ASY46

ASY48

ASY75

ASY77

ASY80

ASY8 1

ASz 1 5

ASZ1 6

ASz1 7

AF1 78

AF1 8 1

AF1 85

AF1 86

AF200

AF201

AF202

AF239

AF240

AF267

AF279

AF280

AF367

AL1 02

AL1 03

220

220

220

220

220

400

450

220

350

350

450

450

200

220

220

220

220

220

220

220

300

300

300

240

220

220

BC1 67

BC1 68

BC1 69

BC1 7 1

BCl 72

BC1 73

BCl 77

BC1 78

BC1 79

BC1 80

BC1 8 1

BC1 82

BC1 40

BC1 4 1

BC1 42

BC1 43

BC1 44

BC1 45

BC1 47

BC1 48

BC1 49

BC1 53

BC1 54

BC1 57

BC1 58

BC1 59

BC1 60

BC1 61

AUY22

AUY27

AUY34

AUY37

BC1 07

BC1 08

BC1 09

BCl 1 3

BCl 1 4

BCl 1 5

BCl 1 6

BCl 1 7

BCl 1 8

BCl 1 9

BC1 20

BC1 2 1

BC1 25

BC1 26

BC1 34

BC1 35

BC1 36

BC1 37

BC1 38

ASZ1 8

AU 1 06

AU 1 07

AU 1 08

1 . 1 00

2.200

1 .500

1 .700

AU l l 0

AU l l l

2.000

2.000

AU l 1 2 2. 1 00

BC1 83

BC1 84

BC1 87

BC201

BC202

BC203

BC204

AU l 1 3 2.000 BC205

AU206 2.400 BC206

A

U21 0 2.200 BC207

AU2 1 3 2.200 BC208

AUY21 1 .600 BC209

1 .600

1 .000

1 .200

1 .200

220

220

220

220

200

240

240

350

220

360

360

600

300

300

220

220

400

350

350

400

,50

BC3 1 5

BC3 1 7

BC3 1 8

BC3 1 9

BC320

BC321

BC322

BC327

BC328

BC337

BC340

BC341

BC347

BC348

BC349

BC360

BC361

BC384

BC395

BC396

BC4 1 3

BC41 4

BC269

BC270

BC286

BC287

BC297

BC300

BC301

BC302

BC303

BC304

BC307

BC308

BC309

BC2 1 0

BC2 1 1

BC2 1 2

BC2 1 3

BC2 1 4

BC225

BC231

BC232

BC237

BC238

BCZ39

BC250

BC25 1

BC258

BC259

BC267

BC268

1 .000

1 .000

400

450

450

450

400

400

500

400

'500

500

500

1 . 1 00

1 . 1 00

1 . 1 00

600

1 .200

1 .200

1 .200

1 .200

1 .200

1 .200

250

600

650

700

700

250

300

300

600

250

300

250

500

300

350

350

300

250

250

350

350

250

300

550

350

300

350

300

300

250

250

620

700

800

500

500

400

400

300

300

350

AC1 92

AC1 93

AC1 93K

AC1 94

AC1 94K

A01 30

A01 39

A01 42

A01 43

A01 45

A01 48

A01 49

A01 50

A01 56

A01 57

A01 6 1

AC1 80

, AC1 80K

AC1 8 1

AC1 8 1 K

AC1 83

AC1 84

AC1 84K

AC1 85

AC1 85K

AC1 87

AC1 87 K

AC1 88

AC1 88K

AC1 90

AC1 9 1

EL80F 2.500

EC801 0 2.500

EC8 1 00 2.500

E288CC 3.000

ACl 1 6K 300

ACl 1 7 K

AC1 2 1

AC1 22

AC1 25

AC1 26

300

230

220

250

250

AC1 27

AC1 27K

AC1 28

AC1 28K

AC1 32

AC1 35

AC1 36

AC1 38

AC1 38K

250

330

250

330

250

250

250

AC1 39

AC1 41

AC1 41 K

AC1 42

AC1 42K

AC1 5 1

250

330

250

250

330

250

330

250

AC1 52

AC1 53

AC1 53K

AC1 60

AC1 62

AC1 75 K

AC1 78K

AC1 79K

250

250

350

220

220

300

300

300

250

300

250

300

220

300

220

220

220

240

300

240

220

300

220

300

240

300

240

300

800

800

800

800

900

800

800

800

700

700

650

B01 62

B01 63

B01 75

B01 76

BOl 77

B01 78

B01 79

B01 80

B02 1 5

B02 1 6

B022 1

B0224

B0232

B0233

B0234

-

B0235

BOl 1 7

B01 .1 8

B01 24

B01 3 1

B01 32

B01 35

B01 36

B01 37

B01 38

B01 39

B01 40

B01 42

B01 57

B01 58

B01 59

B01 60

BCY58

BCY59

BCY7 1

BCY72

BCY77

BCY78

BCY79

B01 06

B01 07

BO; 09

BOl l l

BOl 1 2

BOl 1 3

BOl 1 5

BOl 1 6

BC429

BC430

BC440

BC441

BC460

BC46 1

BC5 1 2

BC5 1 6

BC527

BC528

BC537

BC538

BC547

BC548

BC549

BC595

BCY56

1 , .1 50

1 .500

1 .200

1 .200

500

500

600

600

600

600

900

800

800

850

2.000

650

700

600

600

700

600

600

600

.

1 .000

1 . 1 00

600

700

600

600

600

600

320

320

320

320

320

320

320

1 .300

1 .300

1 .400

1 .050

1 .050

1 .050

7ÒO

1 .050

1 .050

250

250

250

250

250

300

320

600

600

450

450

500

500

250

250

250

250

400

250

250

250

400

400

300

300

220

220

220

220

250

250

230

400

300

250

250

450

270

400

440

440

440

400

220

220

220

290

220

220

220

250

250

250

250

250

400

220

350

350

220

220

220

220

220

220

220

400

400

250

250

250

220

220

250

700

700

700

220

220

220

220

BU 1 26

BU 1 27

BU 1 28

BU 1 33

BU 1 34

BU204

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BU2 1 0

BU2 1 1

BU2 1 2

BU3 1 0

BU3 1 1

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