bollettino delle giunte e delle commissioni parlamentari

CAMERA DEI DEPUTATI
MERCOLEDI` 30 NOVEMBRE 2005
720
XIV LEGISLATURA
BOLLETTINO
DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI
INDICE
GIUNTA
PER LE AUTORIZZAZIONI
.....................
a
Pag.
3
»
6
a
COMMISSIONI RIUNITE (VIII e X Camera e 10 e 13
Senato) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
COMMISSIONI
RIUNITE
(VII e XIV)
..................
»
7
COMMISSIONI
RIUNITE
(VIII e IX) . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
»
8
COMMISSIONI
RIUNITE
(IX e XI) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
»
9
»
11
.................................
»
29
(III) . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
»
44
AFFARI
COSTITUZIONALI, DELLA
INTERNI
PRESIDENZA DEL CONSIGLIO E
(I) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
GIUSTIZIA (II)
AFFARI
ESTERI E COMUNITARI
DIFESA (IV) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
»
46
BILANCIO,
(V) . . . . . . . . . . . . .
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51
FINANZE (VI) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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78
CULTURA,
(VII) . . . . . . . . . . . . . . . .
»
95
AMBIENTE, TERRITORIO E LAVORI PUBBLICI (VIII) . . . . . . . . .
TRASPORTI, POSTE E TELECOMUNICAZIONI (IX) . . . . . . . . . . .
ATTIVITA` PRODUTTIVE, COMMERCIO E TURISMO (X) . . . . . . . .
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110
121
134
TESORO E PROGRAMMAZIONE
SCIENZA E ISTRUZIONE
N. B. Sigle dei gruppi parlamentari: Forza Italia: FI; Democratici di Sinistra-L’Ulivo: DS-U; Alleanza
Nazionale: AN; Margherita, DL-L’Ulivo: MARGH-U; Unione dei democratici cristiani e dei democratici
di centro: UDC; Lega Nord Federazione Padana: LNFP; Rifondazione comunista: RC; Misto: Misto;
Misto-Comunisti italiani: Misto-Com.it; Misto-SDI-Unita` Socialista: Misto-SDI-US; Misto-Verdil’Unione: Misto-VU; Misto-Minoranze linguistiche: Misto-Min.linguist.; Misto-Liberal-democratici,
Repubblicani, Nuovo PSI: Misto-LdRN.PSI; Misto-Popolari-UDEUR: Misto-Pop-UDEUR; Misto-Ecologisti democratici: Misto-ED.
—
2
—
LAVORO PUBBLICO E PRIVATO (XI) . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
AFFARI SOCIALI (XII) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
AGRICOLTURA (XIII) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
POLITICHE DELL’UNIONE EUROPEA (XIV) . . . . . . . . . . . . . . .
COMMISSIONE PARLAMENTARE PER L’INDIRIZZO GENERALE E LA
VIGILANZA DEI SERVIZI RADIOTELEVISIVI . . . . . . . . . . . . .
COMITATO PARLAMENTARE DI CONTROLLO SULL’ATTUAZIONE DEL` DI
L’ACCORDO DI SCHENGEN, DI VIGILANZA SULL’ATTIVITA
EUROPOL, DI CONTROLLO E VIGILANZA IN MATERIA DI
..............................
IMMIGRAZIONE
COMMISSIONE PARLAMENTARE DI VIGILANZA SULL’ANAGRAFE TRIBUTARIA
..................................
COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SUL CICLO DEI RIFIUTI
` ILLECITE AD ESSO CONNESSE . . . . . . . .
E SULLE ATTIVITA
COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SULLA MORTE DI
ILARIA ALPI E MIRAN HROVATIN . . . . . . . . . . . . . . . .
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141
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156
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INDICE GENERALE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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199
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
3
—
Giunta per le autorizzazioni
GIUNTA PER LE AUTORIZZAZIONI
S O M M A R I O
Seguito dell’esame di una domanda di autorizzazione all’utilizzo di intercettazioni telefoniche
di conversazioni del deputato Ugo Martinat (nell’ambito del procedimento penale
n. 1918/04 RGNR – Torino) (Doc. IV, n. 12) (Seguito dell’esame e rinvio) . . . . . . . . . . . . . .
3
AVVERTENZA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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ERRATA CORRIGE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
5
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del presidente Vincenzo SINISCALCHI.
La seduta comincia alle 9.10.
Seguito dell’esame di una domanda di autorizzazione all’utilizzo di intercettazioni telefoniche di
conversazioni del deputato Ugo Martinat (nell’ambito del procedimento penale n. 1918/04 RGNR –
Torino) (Doc. IV, n. 12).
(Seguito dell’esame e rinvio).
Vincenzo SINISCALCHI, presidente, nel
ricollegarsi a quanto emerso nella scorsa
seduta, rammenta che la documentazione
e` come sempre a disposizione dei componenti e che alla relazione dell’onorevole
Lezza manca solo la proposta se concedere o meno l’autorizzazione richiesta.
Aurelio GIRONDA VERALDI (AN) ha
riletto con attenzione l’articolo 6 della
legge n. 140 del 2003 e i relativi lavori
preparatori, ai quali partecipo` con iniziale
entusiasmo. Successivamente pero` fu colto
da un senso di sfiducia, avendo constatato
l’insofferenza di chi era troppo ’innamorato’ delle proprie tesi, da un lato, e
l’indifferenza di altri che non ritenevano
migliorabile il testo, dall’altro. Il tentativo
di apportare miglioramenti alla legge fu da
lui esperito sia in punto di piu` precisa
definizione del concetto di funzione parlamentare, con riferimento all’insindacabilita`; sia in punto di intercettazioni telefoniche, rispetto alle quali aveva proposto
una disciplina piu` curata e puntuale. Oggi
che si tratta di dare la prima significativa
applicazione a quella legge, sarebbe tentato da una soluzione provocatoria, consistente nel denegare l’autorizzazione
senza motivazione alcuna, giacche´ – come
la scorsa volta ha sostenuto il deputato
Kessler – l’articolo 6 non offre parametri
di giudizio per concedere o meno l’autorizzazione all’utilizzo. Ecco che allora si
potrebbe portare la disposizione all’estrema conseguenza di una risposta negativa secca, per sollecitare l’autorita` giudiziaria a elevare conflitto e quindi la
Corte costituzionale a dirimerlo, chiarendo
una volta per tutte se e come la Camera
possa pronunciarsi su atti probatori raccolti dall’autorita` giudiziaria. Non crede
che la scelta dell’articolo 6 della legge in
questione sia stata felice: aver concesso un
potere di interlocuzione alle Camere dopo
il giudizio di rilevanza dato dal giudice e`
stato infatti un errore. Piu` congruo sarebbe stato lasciare il giudizio di rilevanza
alle Camere offrendo quanto meno a que-
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
ste ultime un parametro per decidere
sull’autorizzazione. Nella situazione legislativa attuale qualsiasi determinazione
della Camera e` fatalmente destinata a
incontrare la levata del conflitto d’attribuzione da parte del giudice.
Giuseppe LEZZA (FI), relatore, non puo`
che concordare con l’onorevole Gironda
che si tratta di una legge mal confezionata.
Pierluigi MANTINI (MARGH-U) dissente dall’impostazione del deputato Gironda. Che poteri autorizzatori attribuiti
alle Camere siano in qualche misura esercitabili liberamente e` connesso alla natura
politica degli organi parlamentari. Il giudizio di rilevanza sulle prove e` invece
ovviamente lasciato all’autorita` giudiziaria:
da questo punto di vista l’articolo 6 in
questione non gli sembra poi cosı` incoerente. Tutto sta a vedere con quale cultura
e atteggiamento la disposizione viene amministrata. Se da un lato e` evidente che la
legge non ha inteso scomodare il Parlamento per intercettazioni che lo stesso
magistrato riterrebbe irrilevanti, dall’altro
appare plausibile ritenere che il criterio di
giudizio che la Giunta deve adottare e` il
fumus persecutionis, che nel caso di specie
gli sembra non sussistere. Si tratta invece
di una normale indagine su appalti pubblici, materia di per se´ assai scivolosa che
stara` alla magistratura e alle parti processuali districare. Gli sembrerebbe assurdo se la Camera denegasse l’autorizzazione richiesta.
Vincenzo SINISCALCHI, presidente,
rammenta che nella scorsa seduta si era
domandato se fosse possibile o meno dare
un’autorizzazione o negarla in blocco, rispetto a intercettazioni che gli sembra
mantengano una loro individualita` che, in
taluni casi, potrebbe rivelare una palese
non pertinenza alle indagini.
Giovanni KESSLER (DS-U), nel concordare con i colleghi Gironda e Lezza
sulle totali inadeguatezza e incongruenza
della legge che la Giunta e` chiamata ad
applicare, ribadisce che la legge medesima
4
—
Giunta per le autorizzazioni
e` chiarissima nel descrivere gli effetti del
diniego dell’autorizzazione ma omette
completamente di offrire parametri di valutazione che a tale diniego possano condurre. La Giunta allora ha il dovere giuridico e politico di non lasciarsi tentare
dalle soluzioni provocatorie evocate dall’onorevole Gironda, ma di escogitare
un’interpretazione secundum Constitutionem. Cio` anche perche´ gli sembra paradossale che l’invito all’estremizzazione
provocatoria venga dalla stessa parte politica che a suo tempo voto` a favore della
legge. Riafferma ancora una volta che se la
Giunta si intrudesse nel giudizio di rilevanza sulle intercettazioni non solo lederebbe le attribuzioni dell’autorita` giudiziaria, ma finirebbe per intaccare anche i
diritti dei terzi presenti nel processo.
Quanto al quesito del Presidente Siniscalchi, se ne riconosce una fondatezza in via
teorica, in questo caso non gli sembra
praticabile una distinzione, anche perche´
talune intercettazioni potrebbero risultare
irrilevanti per la posizione di un coimputato e invece rilevanti per quella di un
altro, cosı` rendendo impossibile una decisione conversazione per conversazione.
Aurelio GIRONDA VERALDI (AN),
nuovamente
intervenendo,
apprezza
l’acume giuridico delle considerazioni del
collega Kessler, ma constata che da esse
discende che il parlamentare non avrebbe
piu` alcuna tutela nei confronti degli atti
intercettivi.
Sergio COLA (AN) si associa all’apprezzamento per le osservazioni del deputato
Kessler, ma gli domanda se il problema da
lui sottolineato, relativo alla mancanza di
parametri di giudizio per la concessione o
meno dell’autorizzazione, non si ponga per
tutti gli atti cautelari e di indagine che la
Costituzione e la legge n. 140 condizionano a un’autorizzazione parlamentare. A
suo avviso, occorre rifarsi alla costante
prassi parlamentare in materia di autorizzazione all’arresto, nella quale e` ormai
caposaldo che la Giunta esamina con attenzione gli atti pervenuti dalla magistratura, entra nel merito del loro contenuto
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
e ne scova i vizi e le incongruenze motivazionali, traendone il sintomo oggettivo
del fumus persecutionis. Se la Giunta non
procedesse a tale esame abdicherebbe al
suo ruolo di vero giudice delle immunita`
parlamentari. Ne´ puo` concordare con il
Presidente Siniscalchi dal momento che la
valutazione sulla richiesta deve rimanere
unitaria e complessiva. Nel caso specifico,
gli sembra che con le intercettazioni si
voglia provare una frequentazione e una
assiduita` di attenzioni del deputato Martinat con gli altri indagati. Ritiene allora
che piu` congrua sarebbe stata una richiesta di autorizzazione all’utilizzo dei tabulati telefonici.
Vincenzo SINISCALCHI, presidente,
torna a ribadire che sarebbe meglio procedere al discernimento tra le varie conversazioni intercettate anche per non rischiare la distruzione di intercettazioni
che non attengono in alcun modo all’attivita` parlamentare del deputato Martinat,
ma che potrebbero costituire prova preziosa nei confronti di coimputati la cui
posizione nulla ha a che fare con la tutela
dell’indipendenza del Parlamento.
Aurelio GIRONDA VERALDI (AN), intervenendo sull’ordine dei lavori a nome
del suo gruppo, ritiene che una deliberazione sulla richiesta in titolo non possa
essere assunta oggi, in via affrettata e
magari con un colpo di mano. Chiede
pertanto che il seguito dell’esame di questo
punto, cosı` come degli altri all’ordine del
giorno, sia rinviato ad altra seduta.
5
—
Giunta per le autorizzazioni
Vincenzo SINISCALCHI, presidente, ritiene di poter accogliere la richiesta del
deputato Gironda anche perche´ – con
riferimento alla domanda d’insindacabilita`
avanzata dall’onorevole Selva – constata
l’assenza del relatore impegnato in altra
sede parlamentare.
La seduta termina alle 10.05.
AVVERTENZA
I seguenti punti all’ordine del giorno
non sono stati trattati:
RELAZIONE SULLE QUESTIONI POSTE DA UNA
LETTERA DEL DEPUTATO CIRO FALANGA
SEGUITO DELL’ESAME DELLA SEGUENTE DOMANDA DI DELIBERAZIONE IN MATERIA DI
INSINDACABILITA` AI SENSI DELL’ARTICOLO 68,
PRIMO COMMA, DELLA COSTITUZIONE
Richiesta relativa ad un procedimento penale pendente nei confronti del deputato
Gustavo Selva presso il tribunale di Roma
(proc. n. 13010/05 RGNR) (rel. on. Antonio
Leone).
ERRATA CORRIGE
Sul Bollettino delle Giunte e delle Commissioni del 16 novembre 2005, alla pagina
9, colonna di sinistra, alle righe 9 e 10,
sostituire le parole: « all’illegittima aggiudicazione » con le seguenti: « al tentativo di
illegittima aggiudicazione ».
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
6
—
Riunite VIII-X-C. e 10a-13a-S.
COMMISSIONI RIUNITE
VIII (Ambiente, territorio e lavori pubblici) e X (Attivita` produttive,
commercio e turismo) della Camera dei Deputati
a
e 10 (Industria, commercio, turismo) e 13a (Territorio, ambiente, beni
ambientali) del Senato della Repubblica
S O M M A R I O
AUDIZIONI:
Audizione del Ministro per le attivita` produttive, Claudio Scajola, sui problemi dell’attuazione
del Protocollo di Kyoto in relazione al sistema produttivo del Paese (Svolgimento e
conclusione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
AUDIZIONI
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del presidente della 10a Commissione
del Senato Francesco PONTONE. — Interviene il ministro delle attivita` produttive,
Claudio Scajola.
La seduta comincia alle 21.10.
Audizione del Ministro per le attivita` produttive,
Claudio Scajola, sui problemi dell’attuazione del
Protocollo di Kyoto in relazione al sistema produttivo del Paese.
(Svolgimento e conclusione).
Francesco PONTONE, presidente, fa
presente che e` pervenuta la richiesta, ai
sensi delle norme regolamentari in materia, di attivazione dell’impianto audiovisivo
a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni,
ne dispone l’attivazione. Introduce quindi
l’Audizione.
6
Il Ministro per le attivita` produttive
Claudio SCAJOLA svolge una relazione sui
temi oggetto dell’audizione.
Intervengono, per porre quesiti e formulare osservazioni, i senatori Salvatore
LAURO (Misto-CdL), Fausto GIOVANELLI
(DS-U), Gino MONCADA (UDC) e il deputato Stefano SAGLIA (AN).
Risponde alle domande poste, fornendo
ulteriori chiarimenti e precisazioni, il Ministro per le attivita` produttive Claudio
SCAJOLA.
Francesco PONTONE, presidente, ringrazia il Ministro e dichiara conclusa l’audizione.
La seduta termina alle 22.30.
N.B.: Il resoconto stenografico dell’audizione e` pubblicato in un fascicolo a parte.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
7
—
Commissioni riunite VII e XIV
COMMISSIONI RIUNITE
VII (Cultura, scienza e istruzione)
e XIV (Politiche dell’Unione europea)
S O M M A R I O
AUDIZIONI INFORMALI:
Audizioni informali di rappresentanti della SIAE, dell’Associazione nazionale gallerie d’arte
moderna e contemporanea (ANGAMC) e dell’Associazione nazionale case d’asta (ANCA),
nell’ambito dell’esame dello schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva
2001/84/CE relativa al diritto dell’autore di un’opera d’arte sulle successive vendite
dell’originale (atto n. 560) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
AUDIZIONI INFORMALI
Mercoledı` 30 novembre 2005.
Audizioni informali di rappresentanti della SIAE,
dell’Associazione nazionale gallerie d’arte moderna e
contemporanea (ANGAMC) e dell’Associazione na-
7
zionale case d’asta (ANCA), nell’ambito dell’esame
dello schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva 2001/84/CE relativa al diritto
dell’autore di un’opera d’arte sulle successive vendite
dell’originale (atto n. 560).
L’audizione informale e` stata svolta
dalle 14.50 alle 16.15.
Mercoledì 30 novembre 2005
—
8
—
Commissioni riunite VIII e IX
COMMISSIONI RIUNITE
VIII (Ambiente, territorio e lavori pubblici)
e IX (Trasporti, poste e telecomunicazioni)
S O M M A R I O
INDAGINE CONOSCITIVA:
Indagine conoscitiva sullo stato e sulle prospettive di sviluppo del settore autostradale (Rinvio
del seguito dell’esame del documento conclusivo) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
INDAGINE CONOSCITIVA
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del presidente della IX Commissione,
Angelo SANZA.
La seduta comincia alle 9.20.
Indagine conoscitiva sullo stato e sulle prospettive
di sviluppo del settore autostradale.
(Rinvio del seguito dell’esame del documento conclusivo).
Angelo SANZA, presidente, ricorda che
le Commissioni sono chiamate ad esaminare la proposta di documento conclusivo
8
elaborato al termine dell’indagine e presentata nella seduta del 27 ottobre scorso.
Tenuto peraltro conto della richiesta di
taluni gruppi di poter svolgere gli ultimi
approfondimenti sul documento, rinvia il
seguito dell’esame ad altra seduta, con
l’intesa che nella prossima seduta – da
prevedersi nel corso del mese di dicembre
prossimo – si procedera` alla deliberazione
sul documento.
La seduta termina alle 9.25.
N.B.: Il resoconto stenografico della seduta e` pubblicato in un fascicolo a parte.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
9
—
Commissioni riunite IX e XI
COMMISSIONI RIUNITE
IX (Trasporti, poste e telecomunicazioni)
e XI (Lavoro pubblico e privato)
S O M M A R I O
RISOLUZIONI:
7-00707 De Laurentiis: Lavoratori nel settore postale e disciplina dell’indennita` di buonuscita
(Seguito della discussione e rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
RISOLUZIONI
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del vicepresidente della IX Commissione Giorgio BORNACIN. — Interviene il
sottosegretario di Stato per le comunicazioni, Paolo Romani.
La seduta comincia alle 14
7-00707 De Laurentiis: Lavoratori nel settore postale
e disciplina dell’indennita` di buonuscita.
(Seguito della discussione e rinvio).
Le Commissioni proseguono la discussione della risoluzione in titolo rinviata, da
ultimo, nella seduta del 25 ottobre 2005.
Rodolfo DE LAURENTIIS (UDC) ritiene
opportuno e necessario esprimere alcune
ulteriori considerazioni in merito al problema della mancata rivalutazione dell’indennita` di buonuscita maturata al 28 febbraio 1998 dai lavoratori di Poste Italiane
spa, alla luce delle riflessioni svolte nella
precedente seduta e di quanto evidenziato
dal rappresentante del Governo,.
Ribadisce, preliminarmente, che il problema esiste ed e` particolarmente sentito
dai lavoratori di Poste Italiane spa – quelli
9
assunti prima del 1998 – e dai pensionati
cessati dal servizio dopo la trasformazione
dell’azienda in societa` per azioni, che
rappresentano circa centocinquanta mila
persone.
Rileva quindi che il fatto che l’orientamento giurisprudenziale ormai consolidato vada nella direzione di accogliere le
istanze dei ricorrenti e` un dato che conferma l’esistenza del problema e la giustezza delle loro aspettative. Inoltre, il
fatto che il tribunale del lavoro di Roma
abbia considerato non manifestamente infondata la questione di legittimita` costituzionale della norma in questione – il
comma 6 dell’articolo 53 della legge n. 449
del 1997 – nella parte in cui non prevede
meccanismi di rivalutazione annuale del
quantum maturato da ciascun lavoratore
al 28 febbraio 1998, rimettendo gli atti alla
Corte Costituzionale per un suo pronunciamento, non puo` che confermare il dato
oggettivo di una situazione di palese ingiustizia determinata dalla norma in questione.
In secondo luogo, riguardo al presunto
vantaggio derivante dalla maggiore redditivita` del TFR rispetto alla buonuscita,
ritiene che questo sia connaturato con lo
status stesso di lavoratore privato. Il passaggio da pubblico a privato riconosce una
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
diversa condizione normativa e salariale,
ma questo non risolve il problema del
danno che i lavoratori ricevono per effetto
della mancata rivalutazione dell’indennita`
di buonuscita.
Ritiene, quindi, necessario sottolineare
taluni aspetti: i contributi versati dai lavoratori di Poste Italiane spa ai fini della
buonuscita non sono terminati il 28 febbraio 1998 – data in cui l’azienda diventa
una spa – ma sono proseguiti a tutto il
2002, momento in cui il contributo a
carico del lavoratore e` stato soppresso da
una norma contenuta nella legge finanziaria; al contempo, il contenzioso legale
promosso dai lavoratori collocati in quiescenza sta aumentando ed e` presumibile
un ulteriore incremento futuro, con forti
costi per le casse dello Stato anche per
spese giudiziali. Inoltre, i costi della rivalutazione della buonuscita sarebbero spalmati negli anni con un effetto conseguente
marginale sulle risorse pubbliche.
Alla luce di quanto esposto, ritiene
pertanto necessario ulteriori approfondimenti in merito al problema, al fine di
individuare una soluzione nella sede istituzionale piu` opportuna che risolva definitivamente la questione, superi il contenzioso legale e dia risposta alle attese di
tanti lavoratori postali.
Il sottosegretario Paolo ROMANI rileva
di aver svolto a sua volta ulteriori approfondimenti, tenendo conto di quanto
emerso nel corso della precedente seduta
delle Commissioni riunite. Deve peraltro
ribadire la posizione del Governo sul contenuto della risoluzione in titolo, che non
puo` non attendere gli esiti della pronuncia
della Corte costituzionale, oramai investita
della questione. Ritiene quindi che a seguito di tale decisione si potra` disporre di
un quadro complessivo piu` chiaro ed omogeneo, soprattutto tenendo conto del fatto
che la giurisprudenza finora avutasi sulla
materia ha dato esiti differenti a seconda
dei diversi tribunali interpellati.
10
—
Commissioni riunite IX e XI
Giorgio PANATTONI (DS-U) ritiene ragionevole attendere gli esiti della pronuncia della Corte costituzionale sulla questione oggetto della risoluzione in titolo,
come teste´ evidenziato dal rappresentante
del Governo. Ritiene peraltro opportuno
che le Commissioni svolgano al contempo
approfondimenti e riflessioni su ulteriori
questioni connesse a tali problematiche:
richiama in particolare la necessita` di
esaminare attentamente i riflessi connessi
alla nuova disciplina sulla previdenza integrativa approvata pochi giorni fa dal
Consiglio dei ministri. Ritiene pertanto
congruo che le Commissioni esprimano in
questa sede i propri indirizzi anche su tali
aspetti e che svolgano i necessari approfondimenti, acquisendo le valutazioni di
esperti di diritto del lavoro e di diritto
costituzionale, in ordine in particolare agli
strumenti possibili da adottare per risolvere una problematiche di particolare rilievo e delicatezza anche alla luce dell’ampia platea dei soggetti coinvolti dalla questione.
Rodolfo DE LAURENTIIS (UDC), nel
condividere le osservazioni teste´ svolte dal
collega Panettoni, ritiene che – soprattutto
alla luce del particolare rilievo delle questioni oggetto della risoluzione – le Commissioni possano procedere ad un ulteriore fase istruttoria e di approfondimento
anche attraverso il supporto di esperti
sulla materia. In tale modo infatti potranno essere acquisiti elementi di valutazione utili sia per la Commissione sia
per il Governo, al quale ribadisce l’invito
a definire quanto prima possibili soluzioni
della questione che consentano di dare
risposte certe ai soggetti interessati dalla
problematica in esame.
Giorgio BORNACIN, presidente, tenuto
di quanto emerso nel corso del dibattito,
rinvia quindi il seguito della discussione
ad altra seduta.
La seduta termina alle 14.15.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
11
—
Commissione I
I COMMISSIONE PERMANENTE
(Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni)
S O M M A R I O
COMITATO DEI NOVE:
Svolgimento contestuale delle elezioni politiche e amministrative. C. 6141-A Violante . . . . .
12
COMITATO RISTRETTO:
Diritto di voto di cittadini residenti temporaneamente all’estero. C. 809 Ramponi, C. 880
Spini, C. 3140 Borriello e C. 4382 Buemi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
12
COMITATO PERMANENTE PER I PARERI:
Non sequestrabilita` delle opere d’arte prestate all’Italia. Nuovo testo C. 2811 Selva (Parere
alla VII Commissione) (Esame e conclusione – Parere favorevole con una osservazione) .
12
ALLEGATO 1 (Parere approvato) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
21
Disposizioni in materia di inquinamento acustico. Nuovo testo C. 5951 Airaghi (Parere alla
VIII Commissione) (Esame e conclusione – Parere favorevole) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
13
ALLEGATO 2 (Parere approvato) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
22
Istituzione del profilo di docente presso la Scuola di lingue estere dell’Esercito. C. 6023
Governo, approvato dalla IV Commissione del Senato (Parere alla XI Commissione) (Esame
e conclusione – Parere favorevole con una condizione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
13
ALLEGATO 3 (Parere approvato) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
23
Modifica della disciplina normativa relativa alla tutela della maternita` delle donne dirigenti.
C. 6009, approvata dalla XI Commissione del Senato (Parere alla XI Commissione) (Esame
e conclusione – Parere favorevole) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
14
ALLEGATO 4 (Parere approvato) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
25
Assegno sostitutivo dell’accompagnatore militare o dell’accompagnatore del servizio civile a
favore dei grandi invalidi di guerra o per servizio. C. 6105, approvato dal Senato (Parere
alla XI Commissione) (Esame e conclusione – Parere favorevole con una osservazione) .
14
ALLEGATO 5 (Parere approvato) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
26
ATTI DEL GOVERNO:
Schema di regolamento recante modifiche al regolamento di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 6 marzo 2001, n. 245 concernente organizzazione degli uffici di diretta
collaborazione del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio. Atto n. 566 (Esame
e rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
15
SEDE REFERENTE:
Diritto di voto di cittadini residenti temporaneamente all’estero. C. 809 Ramponi, C. 880
Spini, C. 3140 Borriello e C. 4382 Buemi (Seguito dell’esame e rinvio – Adozione del testo
base) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
17
ALLEGATO 6 (Testo unificato predisposto dal relatore ed adottato come testo base) . . . . . . . .
27
Modifica dell’intesa con la Tavola Valdese. C. 5983 Governo (Seguito dell’esame e rinvio) .
18
Modifica dell’intesa con l’Unione italiana delle Chiese cristiane avventiste del 7o giorno. C.
5085 Governo (Seguito dell’esame e rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
18
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
12
—
Commissione I
Riconoscimento della qualifica di agente di pubblica sicurezza ai conducenti di automezzi
speciali dipendenti dal Ministero della giustizia. C. 585 Cola (Seguito dell’esame e rinvio) . . .
18
Sull’ordine dei lavori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
19
Attivita` di relazione istituzionale. C. 5567 Colucci, C. 1567 Pisicchio, C. 3485 Daniele Galli
e C. 5939 De Laurentiis (Seguito dell’esame e rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
20
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI . . . . . . . . . . .
20
AVVERTENZA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
20
COMITATO DEI NOVE
Mercoledı` 30 novembre 2005.
Svolgimento contestuale delle elezioni politiche e
amministrative.
C. 6141-A Violante.
Il Comitato dei nove si e` riunito dalle
9.45 alle 9.50.
COMITATO RISTRETTO
Mercoledı` 30 novembre 2005.
Diritto di voto di cittadini residenti temporaneamente all’estero.
C. 809 Ramponi, C. 880 Spini, C. 3140 Borriello e C.
4382 Buemi.
Il Comitato ristretto si e` riunito dalle
9.50 alle 10.
COMITATO PERMANENTE PER I PARERI
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del presidente Pierantonio ZANETTIN.
La seduta comincia alle 14.
Non sequestrabilita` delle opere d’arte prestate all’Italia.
Nuovo testo C. 2811 Selva.
(Parere alla VII Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole
con una osservazione).
Il Comitato inizia l’esame.
Giulio SCHMIDT (FI), relatore, illustra
brevemente il contenuto del nuovo testo
della proposta di legge C. 2811, recante
disposizioni in materia di non sequestrabilita` delle opere d’arte prestate all’Italia.
Ricorda che, con riferimento alla precedente formulazione del testo, il Comitato
aveva espresso, in data 2 dicembre 2004,
un parere contrario, atteso che le disposizioni dallo stesso recate apparivano in
contrasto con la normativa comunitaria
vigente in materia e derogatorie rispetto
agli impegni internazionali assunti dall’Italia e comunque suscettibili di introdurre
una deroga irragionevole a principi sostanziali e procedurali del diritto penale. Fa
presente in proposito che le modifiche
successivamente introdotte dalla Commissione di merito, che ha predisposto un
nuovo testo, sono state finalizzate a superari i rilievi espressi nel richiamato parere,
in particolare mediante la precisazione
che le disposizioni concernenti la non
sequestrabilita` si applicano solo qualora
non siano applicabili convenzioni e accordi internazionali ovvero la normativa
` stato altresı` introdotto un
comunitaria. E
nuovo limite, volto ad attenuare il carattere derogatorio delle norme rispetto ai
princı`pi di diritto penale, specificando che
esse non si applicano ai beni che costituiscano corpo di reato qualora il reato sia
commesso in Italia, ed e` stato, altresı`,
chiarito che i procedimenti giudiziari concernenti i beni non sequestrabili proseguono secondo le procedure ordinarie e
che in caso di sentenza definitiva resta
ferma la possibilita` di procedere alla loro
confisca. Rilevato, inoltre, che le disposizioni recate dal testo all’esame del Comitato appaiono riconducibili alle materie
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
« politica estera e rapporti internazionali
dello Stato » e « giurisdizione e norme
processuali; ordinamento civile e penale »,
la cui disciplina e` riservata, dalle lettere a)
ed l) del secondo comma dell’articolo 117
della Costituzione, alla competenza legislativa esclusiva dello Stato, propone di
esprimere parere favorevole con una osservazione volta a segnalare alla Commissione di merito l’opportunita` di valutare se
la prevista non sequestrabilita` dei beni
culturali stranieri messi a disposizione
dello Stato italiano o di altro soggetto da
esso designato ai soli fini di esposizione
temporanea al pubblico nell’ambito di
procedimenti giudiziari concernenti la loro
proprieta` o possesso sia coerente con i
principi generali vigenti in materia di
sequestro.
Nessuno chiedendo di intervenire, il
Comitato approva la proposta di parere
favorevole con una osservazione formulata
dal relatore (vedi allegato 1).
Disposizioni in materia di inquinamento acustico.
Nuovo testo C. 5951 Airaghi.
(Parere alla VIII Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).
Il Comitato inizia l’esame.
Giulio SCHMIDT (FI), relatore, illustra
brevemente il contenuto del nuovo testo
della proposta di legge in titolo, come
risultante a seguito dell’esame degli emendamenti da parte della Commissione di
merito, facendo presente che le disposizioni ivi recate appaiono riconducibili alle
materie « ordinamento civile » e « tutela
dell’ambiente e dell’ecosistema », che il
secondo comma, lettere l) e s), dell’articolo
117 della Costituzione riserva alla potesta`
legislativa esclusiva dello Stato. Ritenuto
che non sussistano motivi di rilievo sugli
aspetti di legittimita` costituzionale, propone di esprimere parere favorevole.
Nessuno chiedendo di intervenire, il
Comitato approva la proposta di parere
13
—
Commissione I
favorevole formulata dal relatore (vedi allegato 2).
Istituzione del profilo di docente presso la Scuola di
lingue estere dell’Esercito.
C. 6023 Governo, approvato dalla IV Commissione
del Senato.
(Parere alla XI Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole
con una condizione).
Il Comitato inizia l’esame.
Giorgio CONTE (AN), relatore, illustra
brevemente il contenuto del disegno di
legge in titolo, gia` approvato dalla IV
Commissione del Senato, facendo presente
che le disposizioni dallo stesso recate appaiono riconducibili alla materia « ordinamento e organizzazione amministrativa
dello stato e degli enti pubblici nazionali »,
che l’articolo 117, secondo comma, lettera
g), della Costituzione, riserva alla potesta`
legislativa esclusiva dello Stato. Rileva
quindi che l’articolo 1, comma 4, del
provvedimento prevede che il reclutamento del personale del nuovo profilo
professionale di docente di lingue estere,
fino al limite del 40 per cento del contingente complessivo della nuova dotazione organica, abbia luogo mediante procedura selettiva per titoli ed esami riservata esclusivamente a coloro che, alla data
del 22 dicembre 2004, hanno maturato
presso la Scuola di lingue estere dell’Esercito una specifica professionalita` nell’espletamento di attivita` di insegnamento
per un periodo complessivamente non inferiore a 400 settimane nel decennio precedente la predetta data. Ritiene che tale
disposizione debba essere valutata in rapporto al principio stabilito dall’articolo 97,
terzo comma, della Costituzione in materia di accesso ai pubblici impieghi tramite
concorso, nonche´ ai principi stabiliti dal
medesimo articolo 97, primo comma, in
materia di buon andamento e di imparzialita` della pubblica amministrazione, e
dall’articolo 51 della Costituzione, in materia di parita` di condizioni per l’accesso
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
ai pubblici uffici. Sul punto richiama la
giurisprudenza della Corte costituzionale,
che ha ripetutamente riconosciuto, da ultimo con la sentenza n. 34 del 2004, nel
concorso pubblico la forma generale ed
ordinaria di reclutamento per il pubblico
impiego, in quanto meccanismo strumentale al canone di efficienza dell’amministrazione, ritenendo possibile la deroga a
tale regola solo in presenza di peculiari
situazioni giustificatrici, nell’esercizio di
una discrezionalita` che trova il suo limite
nella necessita` di garantire il buon andamento della pubblica amministrazione ed
il cui vaglio di costituzionalita` non puo` che
passare attraverso una valutazione di ragionevolezza della scelta operata dal legislatore. Rileva inoltre come la stessa Corte
costituzionale, in particolare nella sentenza n. 194 del 2002, abbia altresı` sottolineato che la regola del pubblico concorso puo` dirsi pienamente rispettata solo
qualora le selezioni non siano caratterizzate da arbitrarie ed irragionevoli forme
di restrizione dei soggetti legittimati a
parteciparvi, riconoscendo, nella sentenza
n. 141 del 1999, che l’accesso al concorso
puo` essere condizionato al possesso di
requisiti fissati in base alla legge, anche
allo scopo di consolidare pregresse esperienze lavorative maturate nell’ambito dell’amministrazione, ma cio` fino al limite
oltre il quale possa dirsi che l’assunzione
nell’amministrazione pubblica, attraverso
norme di privilegio, escluda o irragionevolmente riduca, le possibilita` di accesso,
per tutti gli altri aspiranti, con violazione
del carattere « pubblico » del concorso,
secondo quanto prescritto in via normale,
a tutela anche dell’interesse pubblico, dall’articolo 97, terzo comma, della Costituzione. Alla luce di tali considerazioni,
propone di esprimere parere favorevole
con una condizione, mediante la quale
rappresentare alla Commissione di merito
l’esigenza di provvedere all’adeguamento
del disposto di cui al comma 4 dell’articolo
1 alla giurisprudenza della Corte costituzionale, al fine di contemperare, nell’ambito della procedura selettiva ivi prevista,
l’eventuale esigenza di riservare solo una
quota dei posti messi a concorso in favore
14
—
Commissione I
del personale docente che ha maturato
presso la Scuola di lingue estere dell’Esercito una specifica professionalita` nell’espletamento di attivita` di insegnamento,
con la previsione che anche ad altri soggetti sia consentito partecipare alla predetta procedura selettiva.
Nessuno chiedendo di intervenire, il
Comitato approva la proposta di parere
favorevole con una condizione formulata
dal relatore (vedi allegato 3).
Modifica della disciplina normativa relativa alla
tutela della maternita` delle donne dirigenti.
C. 6009, approvata dalla XI Commissione del Senato.
(Parere alla XI Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).
Il Comitato inizia l’esame.
Sesa AMICI (DS-U), relatore, illustra
brevemente il contenuto della proposta di
legge in titolo, facendo presente che le
disposizioni ivi recate appaiono riconducibili, sotto il profilo dei titoli competenziali, alle materie « previdenza sociale » e
« ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici
nazionali » che l’articolo 117, secondo
comma, lettere o) e g), della Costituzione
riserva alla potesta` legislativa esclusiva
dello Stato. Ritenuto che non sussistano
motivi di rilievo sugli aspetti di legittimita`
costituzionale, propone di esprimere parere favorevole.
Nessuno chiedendo di intervenire, il
Comitato approva la proposta di parere
favorevole formulata dal relatore (vedi allegato 4).
Assegno sostitutivo dell’accompagnatore militare o
dell’accompagnatore del servizio civile a favore dei
grandi invalidi di guerra o per servizio.
C. 6105, approvato dal Senato.
(Parere alla XI Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole
con una osservazione)
Il Comitato inizia l’esame.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
Giorgio CONTE (AN), relatore, illustra
brevemente il contenuto della proposta di
legge in titolo, facendo presente che le
disposizioni ivi recate appaiono riconducibili, sotto il profilo dei titoli competenziali, alla materia « previdenza sociale »,
che il secondo comma, lettera o), dell’articolo 117 della Costituzione riserva alla
potesta` legislativa esclusiva dello Stato.
Rileva quindi che l’articolo 2, comma 2,
prevede, nell’ambito del monitoraggio da
parte del Ministro dell’economia e delle
finanze degli effetti finanziari derivanti dal
provvedimento, che nel caso in cui si
verifichino o siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto agli importi stabiliti, « si provvede a modificare l’importo
degli assegni », senza specificare chi sia
l’organo competente a provvedere e le
procedure da adottare a tale fine. Alla luce
di tale considerazione propone di esprimere parere favorevole con una osservazione volta a segnalare alla Commissione
di merito l’opportunita` di specificare, all’articolo 2, comma 2, quale sia l’organo
competente a provvedere alla modificazione degli importi degli assegni e le
procedure da adottare a tale fine.
Nessuno chiedendo di intervenire, il
Comitato approva la proposta di parere
favorevole con una osservazione formulata
dal relatore (vedi allegato 5).
La seduta termina alle 14.15.
ATTI DEL GOVERNO
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del presidente Donato BRUNO.
La seduta comincia alle 14.30.
Schema di regolamento recante modifiche al regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 6 marzo 2001, n. 245 concernente organizzazione degli uffici di diretta collaborazione del
Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio.
Atto n. 566.
(Esame e rinvio).
15
—
La Commissione
provvedimento.
Commissione I
inizia
l’esame
del
Donato BRUNO, presidente, fa presente
che la Commissione e` chiamata ad esprimere il prescritto parere sullo schema di
regolamento in titolo entro il 28 dicembre
2005.
Maurizio SAIA (AN), relatore, fa presente che, secondo quanto risulta dalla
relazione illustrativa che accompagna lo
schema di regolamento all’esame della
Commissione, il presente provvedimento
ricalca in gran parte il precedente schema
di regolamento in materia di organizzazione degli uffici di diretta collaborazione
del Ministro dell’ambiente e della tutela
del territorio, gia` approvato dal Consiglio
dei Ministri in via preliminare nel novembre del 2004. Viene in particolare specificato che, a seguito dell’attribuzione ad
uno dei Sottosegretari di Stato dell’incarico di Vice Ministro, si rende necessario
integrare le norme del precedente regolamento. Con l’occasione si e` pero` ritenuto
altresı` necessario rendere l’attuale struttura organizzativa, disciplinata dal regolamento degli uffici di diretta collaborazione, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 marzo 2001,
n. 245, coerente con quanto stabilito per
altre Amministrazioni, laddove si esclude
dal contingente totale degli uffici di diretta
collaborazione sia il servizio di controllo
interno che le segreterie dei sottosegretari
di Stato. La relazione di accompagnamento sottolinea inoltre che dell’attuale
contingente di 90 unita`, solo poco piu` di
sessanta sono addette agli uffici di collaborazione del Ministro, atteso che le restanti unita` sono invece impiegate per le
esigenze delle segreteria dei tre Sottosegretari di Stato del Ministero. Viene inoltre rilevato come il numero di personale
addetto agli uffici sia, in questi anni,
risultato inadeguato a far fronte al maggior carico di lavoro connesso con i numerosi compiti istituzionali assegnati al
ministero dell’ambiente e della tutela del
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
territorio, a seguito del decreto legislativo
30 luglio 1999, n. 300, come modificato
dal decreto legislativo 6 dicembre 2002,
n. 287, che ha, tra l’altro, attribuito al
nuovo dicastero compiti gia` spettanti al
ministero dei lavori pubblici e al ministero
delle politiche agricole. La relazione di
accompagnamento segnala altresı` l’esigenza di provvedere al recepimento di un
rilevante numero di difettive comunitarie,
atteso che la legislazione in materia ambientale e` pressoche´ totalmente collegata
all’attuazione della normativa comunitaria. A tutto cio` si aggiunge, come riferito
precedentemente, che con l’istituzione
della figura del Vice Ministro ben 16 unita`
di personale vanno ad aggiungersi all’iniziale contingente di 90 unita`. Si ritiene che
tale numero, integrato dal personale previsto per i sottosegretari di Stato, rappresenterebbe il minimo ritenuto indispensabile per il normale funzionamento degli
uffici di diretta collaborazione del Ministro. Passando ad esaminare piu` dettagliatamente lo schema di regolamento, fa
presente che lo stesso e` volto a novellare
il decreto del Presidente della Repubblica
6 marzo 2001, n. 245 e si compone di due
articoli. L’articolo 1, comma 1, dispone
che la disciplina degli Uffici di diretta
collaborazione del Ministro e` quella contenuta nel decreto del Presidente della
Repubblica n. 245/2001, con le modifiche
apportate dal presente schema di regolamento. Il comma 2 precisa che i riferimenti contenuti nel decreto del Presidente
della Repubblica n. 245/2001, all’articolo
14 del decreto legislativo 3 febbraio 1993,
n. 29 ed al ministero dell’ambiente, debbono intendersi riferiti, rispettivamente,
all’articolo 14 del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165 ed al ministero dell’ambiente e della tutela del territorio. Il
comma 3 dello stesso articolo 1 inserisce
tra gli uffici di diretta collaborazione l’ufficio e la segreteria del Vice Ministro. Il
comma 4 aggiunge all’articolo 7 del decreto del Presidente della Repubblica 245/
2001 l’articolo 7-bis, ai sensi del quale si
prevede, al comma 1, che i dirigenti assegnati ai due posti di livello dirigenziale
generale, previsti nell’ambito degli uffici di
16
—
Commissione I
diretta collaborazione del Ministro, dall’articolo 1, comma 3, del decreto del
Presidente della Repubblica 17 giugno
2003, n. 261, svolgono compiti di consulenza, studi e ricerca in base alle direttive
impartite dal Ministro. Con il comma 5 si
modifica il contingente di 90 unita` assegnate agli uffici di diretta collaborazione,
che viene ora confermato escludendo le
unita` a disposizione delle segreterie dei
Sottosegretari di Stato. In particolare, tale
disposizione prevede l’inserimento, dopo il
comma 3 dell’articolo 8, di due commi
aggiuntivi che prevedono l’attribuzione agli
uffici del Vice Ministro di un ulteriore
contingente pari a sedici unita` di personale, nonche´ la facolta` di nominare il
responsabile del coordinamento delle attivita` di supporto degli uffici di diretta
collaborazione inerenti le funzioni delegate al Vice Ministro, il responsabile del
coordinamento legislativo, il segretario
particolare, il responsabile della segreteria
tecnica e l’addetto stampa del Vice Ministro. Il comma 6 contiene alcune integrazioni all’articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica n. 245/2001, concernente il trattamento economico del personale dirigente assegnato agli Uffici di
diretta collaborazione. La norma sarebbe
volta a colmare una lacuna del precedente
decreto che non prevedeva alcun trattamento per detto personale e riproduce
esattamente analoga norma contenuta nei
regolamenti degli uffici di diretta collaborazione degli altri ministeri. L’articolo 2
stabilisce infine che i maggiori oneri derivanti dal regolamento saranno compensati con la indisponibilita` di un numero di
incarichi di funzioni dirigenziali equivalente sul piano finanziario. Si riserva
quindi di predisporre, in occasione della
prossima seduta, una proposta di parere.
Donato BRUNO, presidente, ricorda
che, ai fini dell’espressione del parere di
sua competenza, la Commissione dovra`
comunque attendere i rilievi sulle conseguenze di carattere finanziario che la V
Commissione (Bilancio) e` chiamata ad
esprimere entro il 14 dicembre 2005. Nes-
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
sun altro chiedendo di intervenire, rinvia
il seguito dell’esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 14.40.
SEDE REFERENTE
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del presidente Donato BRUNO. —
Intervengono i sottosegretari di Stato per
l’interno, Antonio D’Alı` e per i rapporti con
il Parlamento, Gianfranco Conte.
La seduta comincia alle 14.40.
Diritto di voto di cittadini residenti temporaneamente all’estero.
C. 809 Ramponi, C. 880 Spini, C. 3140 Borriello e C.
4382 Buemi.
(Seguito dell’esame e rinvio – Adozione del
testo base).
La Commissione prosegue l’esame del
provvedimento, rinviato, da ultimo, nella
seduta del 29 novembre 2005.
Donato BRUNO, presidente, avverte che
nell’odierna riunione del Comitato ristretto il relatore Cossiga ha presentato
una proposta di testo unificato delle proposte di legge in titolo, e che nella medesima riunione e` emerso un orientamento
favorevole sull’impianto complessivo dell’articolato e si e` pertanto convenuto di
sottoporre tale testo alla valutazione della
Commissione ai fini della sua eventuale
adozione quale testo base per il seguito
dell’esame in sede referente. Ricorda, in
proposito, che il provvedimento e` stato
iscritto nel calendario dei lavori dell’Assemblea per il periodo 20-23 dicembre
2005.
Giuseppe COSSIGA (FI), relatore, illustra la proposta di testo unificato da lui
predisposta sulla base degli orientamenti
emersi nell’ambito dei lavori del Comitato
ristretto, nonche´ delle indicazioni contenute nella relazione tecnico-normativa ela-
17
—
Commissione I
borata dal Ministero dell’interno. tale testo, come gia` preannunziato nella seduta
di ieri, martedı` 29 novembre 2005, e` volto
a prevedere l’esercizio del diritto di voto
nella circoscrizione Estero da parte dei
cittadini italiani dipendenti di amministrazioni dello Stato che si trovino temporaneamente all’estero per motivi di servizio,
nonche´ degli appartenenti alle Forze armate e alle Forze di polizia impegnati
all’estero nell’ambito di missioni internazionali. L’esercizio del diritto di voto
avrebbe luogo per corrispondenza secondo
le modalita` gia` stabilite per gli elettori
permanentemente residenti all’estero della
legge n. 459 del 2001. Resta fermo il
diritto di optare, in occasione di ciascuna
consultazione elettorale, per l’esercizio del
diritto di voto nel territorio nazionale. In
proposito fa presente che, in alternativa
rispetto alla soluzione adottata nel testo
unificato, che prevede l’iscrizione dei predetti soggetti in appositi elenchi da istituire presso le anagrafi comunali, potrebbe valutarsi l’opportunita` di prevedere
che i soggetti destinatari della normativa
in esame possano optare, di volta in volta,
per l’esercizio del voto per la Circoscrizione Estero, entro termini prestabiliti; in
mancanza dell’opzione eserciterebbero il
voto in Italia.
Carlo LEONI (DS-U), ritiene che il testo
unificato elaborato dal relatore sia in linea
di massima condivisibile, tenuto conto
delle esigenze tecniche di fattibilita` amministrativa e dei tempi estremamente
esigui disponibili in vista delle prossima
consultazioni elettorali. Fa presente, tuttavia, che riterrebbe preferibile riconoscere ai cittadini che si trovano solo temporaneamente all’estero il diritto di votare
nella circoscrizione nazionale di appartenenza. A tal fine invita il relatore e la
Commissione a valutare l’opportunita` di
circoscrivere l’ambito di applicazione delle
disposizioni recate nel testo unificato solamente alle prossime consultazioni elettorali. Rileva, inoltre, che il provvedimento
interessa una platea molto ristretta di
italiani temporaneamente all’estero, escludendo, ad esempio i marittimi, cui fa
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
specifico riferimento la proposta di legge
n. 3140, ovvero i professori e ricercatori
universitari che prestano temporaneamente la loro attivita` presso Universita`
straniere.
Giuseppe COSSIGA (FI), relatore, pur
condividendo le osservazioni del deputato
Leoni, fa presente che la proposta di testo
unificato da lui predisposta tiene conto
dell’esigenza di consentire l’applicazione
delle nuove disposizioni in vista delle prossime consultazioni elettorali e anche per
tale motivo si rivolge a una platea di
destinatari di certa e agevole identificazione.
18
—
Commissione I
rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.
Modifica dell’intesa con la Tavola Valdese.
C. 5983 Governo.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame del
provvedimento, rinviato, da ultimo, nella
seduta del 29 novembre 2005.
Donato BRUNO, presidente, fa presente
che e` in corso di perfezionamento la
verifica con i rappresentanti dei gruppi in
vista di un eventuale avvio della procedura
per il trasferimento del disegno di legge in
titolo alla sede legislativa. Nessuno chiedendo di intervenire rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.
Il Sottosegretario Antonio D’ALI` ritiene
che la soluzione tecnica adottata nella
proposta di testo unificato predisposta dal
relatore rappresenti l’unica via percorribile, allo stato, sotto il profilo della fattibilita` amministrativa. Quanto alla platea
dei destinatari delle nuove norme, pur
condividendo l’opportunita` di un suo ampliamento, fa presente che tale aspetto
potrebbe essere valutato in un secondo
momento, dopo una prima sperimentazione delle nuove disposizioni. In sede di
prima applicazione ritiene, invece, necessario, restringere l’ambito di applicazione
alle due categorie individuate dal relatore.
Modifica dell’intesa con l’Unione italiana
Chiese cristiane avventiste del 7o giorno.
C. 5085 Governo.
Carlo LEONI (DS-U), alla luce delle
considerazioni svolte dal Sottosegretario,
ribadisce l’opportunita` di limitare l’ambito
di applicazione delle nuove disposizioni
alle prossime consultazioni elettorali e
preannuncia la presentazione di emendamenti in tal senso.
Donato BRUNO, presidente, fa presente
che e` in corso di perfezionamento la
verifica con i rappresentanti dei gruppi in
vista di un eventuale avvio della procedura
per il trasferimento del disegno di legge in
titolo alla sede legislativa. Nessuno chiedendo di intervenire rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.
La Commissione delibera di adottare
quale testo base per il seguito dell’esame
in sede referente il testo unificato predisposto dal relatore a seguito dei lavori del
Comitato ristretto (vedi allegato 6).
Donato BRUNO, presidente, avverte
che il termine per la presentazione degli
emendamenti al testo base e` fissato alle
ore 11 di martedı` 13 dicembre 2005.
Nessun altro chiedendo di intervenire,
delle
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame del
provvedimento, rinviato, da ultimo, nella
seduta del 29 novembre 2005.
Riconoscimento della qualifica di agente di pubblica
sicurezza ai conducenti di automezzi speciali dipendenti dal Ministero della giustizia.
C. 585 Cola.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame, rinviato, da ultimo, nella seduta del 29 novembre 2005.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
Maurizio SAIA (AN), relatore, si riserva
di esprimere il parere sugli emendamenti
nella prossima seduta, non avendo potuto
ancora acquisire, per le vie brevi, un
orientamento in merito da parte del rappresentante del Governo.
Donato BRUNO, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.
Sull’ordine dei lavori.
Nitto Francesco PALMA (FI) informa la
Commissione che intende rinunciare all’incarico di relatore sul testo unificato
delle proposte di legge n. 411 e abbinate/A, recante l’istituzione del Garante dei
diritti delle persone detenute o private
della liberta` personale, in conseguenza
dell’approvazione da parte dell’Assemblea,
nell’odierna seduta antimeridiana, della
proposta di legge n. 3532/A, recante modifica all’articolo 67 della legge 26 luglio
1975, n. 354, in materia di visite agli
istituti penitenziari.
In proposito fa presente che la suddetta
proposta di legge, nell’ampliare il novero
dei soggetti ai quali e` consentito accedere
senza previa autorizzazione negli istituti
penitenziari, include tra tali soggetti anche
i Garanti dei diritti dei detenuti eventualmente istituiti nell’ambito dell’ordinamento regionale. Tale previsione, a suo
avviso, e` del tutto incompatibile con la
scelta adottata dalla Commissione affari
costituzionali in sede di elaborazione del
testo unificato delle proposte di legge
n. 411 e abbinate/A, attualmente all’esame
dell’Assemblea, volta a conferire le competenze in materia di tutela dei diritti dei
detenuti a un unico soggetto avente competenza su tutto il territorio nazionale,
istituito con legge dello Stato. Rileva, al
riguardo, che la soluzione adottata dalla I
Commissione e` conforme al quadro delle
competenze costituzionalmente stabilito,
intervenendo il Garante in una materia
rimessa alla legislazione esclusiva dello
Stato, mentre la previsione, con legge
regionale, di un Garante dei diritti dei
19
—
Commissione I
detenuti suscita forti perplessita` in ordine
alle competenze ad esso effettivamente
attribuibili. Singolare, pertanto, appare la
scelta, adottata nel testo elaborato dalla II
Commissione giustizia, su cui peraltro la
Commissione affari costituzionali ha inopinatamente espresso parere favorevole, di
attribuire a tali soggetti il diritto di accedere, senza previa autorizzazione, negli
istituti penitenziari. Attesa la sua contrarieta` nel merito delle deliberazioni adottate dall’Assemblea nell’odierna seduta, e
ritenendo che non si possa non tenerne
conto nel prosieguo dell’esame delle proposte di legge n.. 411 e abbinate, rinuncia
all’incarico di relatore conferitogli dalla
Commissione.
Donato BRUNO, presidente, invita il
deputato Palma a rivedere la propria decisione, rilevando in proposito che la Commissione potrebbe valutare la possibilita` di
prevedere forme opportune di coordinamento tra le disposizioni cui egli ha fatto
riferimento.
Nitto Francesco PALMA (FI), non ritiene di poter accogliere l’invito del presidente rilevando di aver dato il proprio
contributo alla definizione di un testo
ponderato e condiviso, sia nelle finalita` sia
negli strumenti prescelti, che a suo avviso
e` stato chiaramente contraddetto dalla
deliberazione adottata dall’Assemblea.
Carlo LEONI (DS-U) dato atto al deputato Palma di avere svolto le funzioni di
relatore con competenza e attenzione, ravvisa il rischio che il seguito dell’esame del
provvedimento possa arenarsi a causa
delle dimissioni del relatore. Propone pertanto di convocare una riunione del Comitato dei nove per valutare quali siano gli
orientamenti prevalenti in Commissione.
Donato BRUNO, presidente, nel rinnovare l’invito al deputato Palma di rivedere
la propria decisione, ritiene di aderire alla
proposta del deputato Leoni di convocare
una riunione del Comitato dei nove, al fine
di valutare in tale sede le eventuali interferenze e le possibili forme di coordinamento tra i due provedimenti.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
Attivita` di relazione istituzionale.
C. 5567 Colucci, C. 1567 Pisicchio, C. 3485 Daniele
Galli e C. 5939 De Laurentiis.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame del
provvedimento, rinviato, da ultimo, nella
seduta del 29 novembre 2005.
Donato BRUNO, presidente, ricorda che
nella precedente seduta sono stati svolti gli
interventi sul complesso degli emendamenti (vedi Bollettino delle Giunte e delle
Commissioni parlamentari del 27 ottobre
2005) e che il relatore e il rappresentante
del Governo hanno gia` espresso il parere
di rispettiva competenza sulle proposte
emendative nella seduta del 27 ottobre
2005.
La Commissione, con distinte votazioni,
respinge l’emendamento 1.5 Bielli e approva l’emendamento 1.4 Bielli; respinge,
quindi, l’emendamento 2.5 Bielli ed approva l’emendamento 2.100 del relatore.
Respinge, infine, gli emendamenti 2.4, 2.3,
3.4, 3.5 e 6.1 Bielli.
Donato BRUNO, presidente, avverte che
il testo unificato, come risultante dagli
20
Commissione I
—
emendamenti approvati, sara` trasmesso
alle Commissioni competenti in sede consultiva ai fini dell’espressione del prescritto parere. Nessuno altro chiedendo di
intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad
altra seduta.
La seduta termina alle 15.15.
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
L’ufficio di presidenza si e` riunito dalle
15.15 alle 15.25.
AVVERTENZA
Il seguente punto all’ordine del giorno
non e` stato stato trattato:
COMITATO PERMANENTE PER I PARERI
Contributo straordinario dell’Unione Italiana dei ciechi per la realizzazione di un
Centro Polifunzionale sperimentale di alta
specializzazione per l’integrazione sociale
dei ciechi pluriminorati.
C. 5198-A, approvata dalla XII Commissione del Senato.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
21
Commissione I
—
ALLEGATO 1
Non sequestrabilita` delle opere d’arte prestate all’Italia.
(Nuovo testo C. 2811 Selva).
PARERE APPROVATO
Il Comitato permanente per i pareri,
esaminato l’ulteriore nuovo testo
della proposta di legge A.C. 2811 Selva,
recante disposizioni in materia di non
sequestrabilita` di beni culturali prestati
all’Italia da Stati o altri soggetti stranieri
per l’esposizione al pubblico », come risultante dagli ulteriori emendamenti approvati nel corso dell’esame in sede referente;
richiamato
il
parere
contrario
espresso in data 2 dicembre 2004 sul
precedente testo dalle proposta di legge
elaborato dalla Commissione di merito,
atteso che le disposizioni ivi recate apparivano in contrasto con la normativa comunitaria vigente in materia e derogatorie
rispetto agli impegni internazionali assunti
dall’Italia e comunque suscettibili di introdurre una deroga irragionevole a principi sostanziali e procedurali del diritto
penale;
preso atto che le modifiche successivamente introdotte dalla Commissione di
merito sono state finalizzate a superari i
rilievi espressi nel richiamato parere, chiarendo in particolare che le disposizioni ivi
recate si applicano solo qualora non siano
applicabili convenzioni e accordi internazionali e la normativa comunitaria e preso
atto che e` stato introdotto un nuovo limite,
volto ad attenuare il carattere derogatorio
delle norme rispetto ai princı`pi di diritto
penale, specificando che esse non si ap-
plicano ai beni che costituiscano corpo di
reato qualora il reato sia commesso in
Italia, ed e` stato, altresı`, chiarito che i
procedimenti giudiziari concernenti i beni
non sequestrabili proseguono secondo le
procedure ordinarie e che in caso di
sentenza definitiva resta ferma la possibilita` di procedere alla loro confisca;
rilevato che le disposizioni recate
dall’ulteriore nuovo testo della proposta di
legge in esame sono riconducibili alle
materie « politica estera e rapporti internazionali dello Stato », e « giurisdizione e
norme processuali; ordinamento civile e
penale » la cui disciplina e` riservata, dalle
lettere a) ed l) del secondo comma dell’articolo 117 della Costituzione, alla competenza legislativa esclusiva dello Stato,
esprime
PARERE FAVOREVOLE
con la seguente osservazione:
a) valuti la Commissione di merito se
la prevista non sequestrabilita` dei beni
culturali stranieri messi a disposizione
dello Stato italiano o di altro soggetto da
esso designato ai soli fini di esposizione
temporanea al pubblico nell’ambito di
procedimenti giudiziari concernenti la loro
proprieta` o possesso sia coerente con i
principi generali vigenti in materia di
sequestro.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
22
Commissione I
—
ALLEGATO 2
Disposizioni in materia di inquinamento acustico.
(Nuovo testo C. 5951 Airaghi).
PARERE APPROVATO
Il Comitato permanente per i pareri,
esaminato il nuovo testo della proposta di legge C. 5951 Airaghi, recante
disposizioni in materia di inquinamento
acustico, come risultante a seguito dell’esame degli emendamenti da parte della
Commissione di merito;
rilevato che le disposizioni ivi recate
appaiono riconducibili alle materie « ordinamento civile » e « tutela dell’ambiente e
dell’ecosistema », che il secondo comma,
lettere l) e s), dell’articolo 117 della Costituzione riserva alla potesta` legislativa
esclusiva dello Stato;
ritenuto che non sussistano motivi di
rilievo sugli aspetti di legittimita` costituzionale,
esprime
PARERE FAVOREVOLE.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
23
—
Commissione I
ALLEGATO 3
Istituzione del profilo di docente presso la Scuola di lingue estere
dell’Esercito. (C. 6023 Governo, approvato dalla IV Commissione del
Senato).
PARERE APPROVATO
Il Comitato permanente per i pareri,
esaminato il testo del disegno di legge
C. 6023 Governo, approvato dalla IV Commissione permanente del Senato della Repubblica;
rilevato che le disposizioni dallo
stesso recate appaiono riconducibili alla
materia « ordinamento e organizzazione
amministrativa dello stato e degli enti
pubblici nazionali », che l’articolo 117, secondo comma, lettera g), della Costituzione, riserva alla potesta` legislativa esclusiva dello Stato;
rilevato che l’articolo 1, comma 4, del
provvedimento prevede che il reclutamento
del personale del nuovo profilo professionale di docente di lingue estere, fino al limite
del 40 per cento del contingente complessivo
della nuova dotazione organica, abbia luogo
mediante procedura selettiva per titoli ed
esami riservata esclusivamente a coloro che,
alla data del 22 dicembre 2004, hanno maturato presso la Scuola di lingue estere dell’Esercito una specifica professionalita` nell’espletamento di attivita` di insegnamento
per un periodo complessivamente non inferiore a 400 settimane nel decennio precedente la predetta data;
ritenuto che tale disposizione debba
essere valutata in rapporto al principio stabilito dall’articolo 97, terzo comma, della
Costituzione in materia di accesso ai pubblici impieghi tramite concorso, nonche´ ai
principi stabiliti dal medesimo articolo 97,
primo comma, in materia di buon andamento e di imparzialita` della pubblica amministrazione, e dall’articolo 51 della Costituzione, in materia di parita` di condizioni
per l’accesso ai pubblici uffici;
rilevato a tale proposito che la Corte
Costituzionale ha ripetutamente riconosciuto, da ultimo con la sentenza n. 34 del
2004, « nel concorso pubblico la forma
generale ed ordinaria di reclutamento per
il pubblico impiego, in quanto meccanismo
strumentale al canone di efficienza dell’amministrazione (sentenze n. 194 del
2002, n. 1 del 1999, n. 333 del 1993,
n. 453 del 1990 e n. 81 del 1983), ed ha
ritenuto che possa derogarsi a tale regola
solo in presenza di peculiari situazioni
giustificatrici, nell’esercizio di una discrezionalita` che trova il suo limite nella
necessita` di garantire il buon andamento
della pubblica amministrazione ed il cui
vaglio di costituzionalita` non puo` che
passare attraverso una valutazione di ragionevolezza della scelta operata dal legislatore. La Corte ha, inoltre, sottolineato
che la regola del pubblico concorso possa
dirsi pienamente rispettata solo qualora le
selezioni non siano caratterizzate da arbitrarie ed irragionevoli forme di restrizione dei soggetti legittimati a parteciparvi
(sentenza n. 194 del 2002) »;
in particolare la Corte ha riconosciuto « che l’accesso al concorso possa
essere condizionato al possesso di requisiti
fissati in base alla legge, anche allo scopo
di consolidare pregresse esperienze lavorative maturate nell’ambito dell’amministrazione », ma cio` « fino al limite oltre il
quale possa dirsi che l’assunzione nell’amministrazione pubblica, attraverso norme
di privilegio, escluda o irragionevolmente
riduca, le possibilita` di accesso, per tutti
gli altri aspiranti, con violazione del ca-
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
rattere “pubblico” del concorso, secondo
quanto prescritto in via normale, a tutela
anche dell’interesse pubblico, dall’articolo
97, terzo comma, della Costituzione » (sentenza n. 141 del 1999),
esprime
PARERE FAVOREVOLE
con la seguente condizione:
1) provveda la Commissione di merito ad adeguare il disposto di cui al
24
—
Commissione I
comma 4 dell’articolo 1 alla giurisprudenza della Corte costituzionale richiamata in premessa, al fine di contemperare,
nell’ambito della procedura selettiva ivi
prevista, l’eventuale esigenza di riservare
solo una quota dei posti messi a concorso
in favore del personale docente che ha
maturato presso la Scuola di lingue estere
dell’Esercito una specifica professionalita`
nell’espletamento di attivita` di insegnamento, con la previsione che anche ad
altri soggetti sia consentito partecipare alla
predetta procedura selettiva.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
25
Commissione I
—
ALLEGATO 4
Modifica della disciplina normativa relativa alla tutela della maternita`
delle donne dirigenti (C. 6009, approvata dalla XI Commissione del
Senato).
PARERE APPROVATO
Il Comitato permanente per i pareri,
esaminata la proposta di legge C.
6009, approvata dalla XI Commissione
permanente del Senato, recante disposizioni concernenti la modifica della disciplina normativa relativa alla tutela della
maternita` delle donne dirigenti, approvata
dalla XI Commissione permanente del Senato;
rilevato che le disposizioni da essa
recate appaiono riconducibili, sotto il profilo dei titoli competenziali, alle materie
« previdenza sociale » e « ordinamento e
organizzazione amministrativa dello Stato
e degli enti pubblici nazionali » che l’articolo 117, secondo comma, lettere o) e g),
della Costituzione riserva alla potesta` legislativa esclusiva dello Stato;
ritenuto che non sussistano motivi di
rilievo sugli aspetti di legittimita` costituzionale,
esprime
PARERE FAVOREVOLE.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
26
Commissione I
—
ALLEGATO 5
Assegno sostitutivo dell’accompagnatore militare o dell’accompagnatore del servizio civile a favore dei grandi invalidi di guerra o per
servizio (C. 6105, approvato dal Senato).
PARERE APPROVATO
Il Comitato permanente per i pareri,
esaminata la proposta di legge C.
6105, approvata dalla VI Commissione
permanente del Senato, recante disposizioni in materia di « Assegno sostitutivo
dell’accompagnatore militare o dell’accompagnatore del servizio civile a favore dei
grandi invalidi di guerra o per servizio »;
rilevato che le disposizioni dalla
stessa recate appaiono riconducibili, sotto
il profilo dei titoli competenziali, alla materia « previdenza sociale », che il secondo
comma, lettera o), dell’articolo 117 della
Costituzione riserva alla potesta` legislativa
esclusiva dello Stato;
rilevato che l’articolo 2, comma 2,
prevede, nell’ambito del monitoraggio da
parte del Ministro dell’economia e delle
finanze degli effetti finanziari derivanti dal
provvedimento, che nel caso in cui si
verifichino o siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto agli importi stabiliti, « si provvede a modificare l’importo
degli assegni », senza specificare chi sia
l’organo competente a provvedere e le
procedure da adottare a tale fine,
esprime
PARERE FAVOREVOLE
con la seguente osservazione:
a) all’articolo 2, comma 2, valuti la
Commissione l’opportunita` di specificare
quale sia l’organo competente a provvedere alla modificazione degli importi degli
assegni e le procedure da adottare a tale
fine.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
27
Commissione I
—
ALLEGATO 6
Diritto di voto dei cittadini temporaneamente all’estero (C. 809
Ramponi, C. 880 Spini, C. 3140 Borriello e C. 4382 Buemi).
TESTO UNIFICATO PREDISPOSTO DAL RELATORE ED ADOTTATO
COME TESTO BASE
ART. 1.
(Cittadini temporaneamente all’estero per
motivi di servizio o missioni internazionali).
1. Sono ammessi a votare nella circoscrizione Estero, di cui all’articolo 48 della
Costituzione, per l’elezione delle Camere e
per i referendum previsti dagli articoli 75
e 138 della Costituzione, nei limiti e nelle
forme previsti dalla presente legge:
a) il personale appartenente alle forze
armate e alle forze di polizia temporaneamente all’estero in quanto impegnato nello
svolgimento di missioni internazionali;
dello svolgimento delle operazioni elettorali, si applicano, in quanto compatibili, le
disposizioni di cui alla legge 27 dicembre
2001, n. 459, e successive modificazioni, e
del relativo regolamento di attuazione di
cui al decreto del Presidente della Repubblica 2 aprile 2003, n. 104.
ART. 2.
(Elenchi aggiunti alle anagrafi dei cittadini
italiani residenti all’estero).
1. Alla legge 27 ottobre 1988, n. 470,
sono apportate le seguenti modificazioni:
b) i dipendenti di amministrazioni
dello Stato, temporaneamente all’estero
per motivi di servizio, qualora la durata
prevista della loro permanenza all’estero,
secondo quanto attestato dall’amministrazione di appartenenza, e` superiore a dodici mesi, nonche´, qualora non iscritti alle
Anagrafi dei cittadini italiani residenti all’estero (AIRE), i loro familiari conviventi.
a) all’articolo 1, comma 4, dopo le
parole: « anagrafi comunali », sono aggiunte le seguenti: « , dagli elenchi aggiuntivi di cui all’articolo 1-bis »;
2. I soggetti di cui al comma 1 sono
iscritti negli elenchi aggiuntivi di cui all’articolo 1-bis della legge 27 ottobre 1998,
n. 470, introdotto dall’articolo 2 della presente legge.
3. Gli elettori di cui al comma 1 votano
per corrispondenza. Essi possono esercitare il diritto di voto in Italia, e in tale
caso votano nella circoscrizione del territorio nazionale relativa alla sezione elettorale in cui sono iscritti, previa opzione
da esercitare per ogni votazione e valida
limitatamente ad essa.
4. Ai fini dell’esercizio del diritto di
voto, dell’esercizio del diritto di opzione e
c) dopo l’articolo 1 e` aggiunto il
seguente:
b) all’articolo 1, comma 9, lettera b),
e` aggiunto, in fine, il seguente periodo:
« Tali soggetti, qualora ne ricorrano i presupposti, sono iscritti negli elenchi aggiuntivi di cui all’articolo 1-bis »;
« ART. 1-bis - 1. Alle anagrafi dei cittadini italiani residenti all’estero sono aggiunti:
a) un elenco recante i nominativi del
personale appartenente alle forze armate e
alle forze di polizia temporaneamente all’estero in quanto impegnato nello svolgimento di missioni internazionali;
b) un elenco recante i nominativi dei
dipendenti di amministrazioni dello Stato,
temporaneamente all’estero per motivi di
servizio per una permanenza prevista di du-
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
rata superiore a dodici mesi e dei loro
familiari conviventi, se non gia` iscritti
all’anagrafe dei cittadini italiani residenti
all’estero.
2. Le amministrazioni di appartenenza
comunicano senza ritardo ai comuni e al
Ministero dell’interno i dati relativi ai
soggetti di cui al comma 1 nonche´ le
relative variazioni ».
28
Commissione I
—
comunicazioni di cui all’articolo 1-bis,
comma 2, della legge 27 ottobre 1988,
n. 470, introdotto dalla presente legge,
sono effettuate entro 15 giorni dalla
data di entrata in vigore della presente
legge.
ART. 4.
ART. 3.
(Disposizioni per la prima applicazione
della presente legge).
1. In sede di prima applicazione delle
disposizioni recate dalla presente legge,le
(Entrata in vigore).
1. La presente legge entra in vigore il
giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
29
—
Commissione II
II COMMISSIONE PERMANENTE
(Giustizia)
S O M M A R I O
SEDE REFERENTE:
Modifiche in materia processuale civile. C. 5960, approvata dal Senato (Seguito dell’esame e
rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
29
ALLEGATO 1 (Emendamenti) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
36
ATTI DEL GOVERNO:
Schema di decreto legislativo recante modifica dell’organico della Corte di cassazione e
disciplina relativa ai magistrati di merito applicati presso la stessa. Atto n. 547 (Seguito
dell’esame e conclusione – Parere favorevole con condizioni ed osservazioni) . . . . . . . . . . . .
30
ALLEGATO 2 (Proposta di parere del relatore) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
37
(Proposta alternativa di parere) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
38
(Parere approvato dalla Commissione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
40
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI . . . . . . . . . . .
32
SEDE CONSULTIVA:
Ordinamento della polizia locale. Testo unificato C. 2 d’iniziativa popolare ed abb. (Parere
alla I Commissione) (Seguito dell’esame e rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
32
Disposizioni in materia di inquinamento acustico. Nuovo testo C. 5951 (Parere all’VIII
Commissione) (Esame e conclusione – Parere contrario) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
33
ALLEGATO 3 (Parere approvato dalla Commissione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
42
AVVERTENZA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
35
SEDE REFERENTE
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del presidente Gaetano PECORELLA.
— Interviene il sottosegretario di Stato per
la giustizia Luigi Vitali.
La seduta comincia alle 14.10.
Modifiche in materia processuale civile.
C. 5960, approvata dal Senato.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame del
provvedimento in oggetto, rinviato nella
seduta del 10 novembre 2005.
Gaetano PECORELLA, presidente, avverte che sono stati presentati ulteriori
emendamenti (vedi allegato 1), sui quali
invita il relatore ed il rappresentante del
Governo ad esprimere il parere. Ricorda
che nella seduta del 10 novembre 2005 il
relatore ed il rappresentante del Governo
hanno espresso il parere sugli altri emendamenti gia` presentati (vedi Bollettino delle
Giunte e delle Commissioni parlamentari
del 10 novembre 2005).
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
Italico PERLINI (FI), relatore, esprime
parere favorevole sull’emendamento Bonito 1.500, mentre esprime parere contrario sugli emendamenti Falanga 2.500,
2.501 e 2.502.
Il sottosegretario Luigi VITALI esprime
parere conforme a quello del relatore.
La Commissione, con distinte votazioni,
approva l’emendamento Bonito 1.500; respinge gli emendamenti Bonito 1.2 e 1.1 e
Kessler 1.3; approva l’emendamento del
relatore 1.4; respinge l’emendamento Kessler 1.5; approva gli emendamenti del
relatore 1.6, 1.7 e 1.8; respinge gli emendamenti Kessler 1.9 e 1.10; approva
l’emendamento del relatore 1.11; respinge
l’emendamento Kessler 1.12; approva
l’emendamento del relatore 1.13; respinge
gli emendamenti Kessler 1.14 e 1.15 ed
approva gli emendamenti del relatore 1.16
e 1.17. Respinge l’emendamento Fanfani
2.21; approva l’emendamento Anedda 2.1
e l’emendamento del relatore 2.2; respinge
gli emendamenti Falanga 2.500 e 2.501;
approva l’emendamento del relatore 2.3;
respinge gli emendamenti Bonito 2.4 e 2.5,
Kessler 2.6, 2.7, 2.8, 2.9, 2.10, 2.11, 2.12,
2.13, 2.14 e 2.15; approva l’emendamento
del relatore 2.16; respinge gli emendamenti Falanga 2.502, Kessler 2.17, 2.18 e
2.19; approva l’emendamento del relatore
2.20 e gli articoli aggiuntivi del relatore
2.01 e 3.01. respinge l’articolo aggiuntivo
Kessler 3.02 ed approva l’emendamento
del relatore Tit. 1.
Gaetano PECORELLA (FI), presidente,
avverte che il testo della proposta di legge
C. 5960, cosı` come risultante dall’approvazione degli emendamenti, sara` inviato
alle Commissioni competenti per l’espressione dei relativi pareri. Ricorda inoltre
che questo provvedimento deve essere approvato definitivamente entro il 2005, in
quanto e` in gran parte diretto a modificare disposizioni del codice di procedura
civile che saranno efficaci dal 1o gennaio
2006. Ritiene pertanto che, ricorrendo i
presupposti necessari, si potrebbe richie-
30
—
Commissione II
dere l’assegnazione del provvedimento in
esame in sede legislativa.
Il sottosegretario Luigi VITALI ed i
deputati Francesco BONITO (DS-U), Italico PERLINI (FI) e Sergio COLA (AN) si
dichiarano favorevoli al trasferimento del
provvedimento alla sede legislativa.
Gaetano PECORELLA, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia
quindi il seguito dell’esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 14.15.
ATTI DEL GOVERNO
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del presidente Gaetano PECORELLA.
— Intervengono i sottosegretari di Stato per
la giustizia Jole Santelli e Luigi Vitali.
La seduta comincia alle 14.15
Schema di decreto legislativo recante modifica dell’organico della Corte di cassazione e disciplina
relativa ai magistrati di merito applicati presso la
stessa.
Atto n. 547.
(Seguito dell’esame e conclusione – Parere
favorevole con condizioni ed osservazioni).
La Commissione prosegue l’esame del
provvedimento in oggetto, rinviato nella
seduta del 10 novembre 2005.
Gaetano PECORELLA, presidente, avverte che il relatore, onorevole Palma, ha
presentato una proposta di parere (vedi
allegato 2) e che e` stata altresı` presentata
una proposta alternativa di parere da
parte del deputato Finocchiaro (vedi allegato 2).
Francesco BONITO (DS-U) osserva preliminarmente che le prime due condizioni
contenute nella proposta alternativa di
parere presentata dal deputato Finoc-
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
chiaro sono presenti anche nella proposta
di parere del relatore.
Rileva tuttavia che si pone l’esigenza di
approfondire il contenuto dell’articolo 5,
comma 2, dello schema in esame in materia di magistrati di merito in servizio
presso la Corte di cassazione, che, pur non
avendo i requisiti richiesti, svolgono oggi
funzioni di legittimita` presso la Corte
stessa ai sensi dell’articolo 115 della vigente legge sull’ordinamento giudiziario.
Una volta soppressi questi posti, si pone il
problema delle attivita` che tali magistrati,
Consiglieri di Corte d’appello applicati alla
Corte di cassazione per i quali non e` stato
possibile il conferimento delle funzioni di
legittimita` ai sensi del comma 1 dell’articolo 5 dello schema in esame, saranno
chiamati a svolgere alla luce dell’abrogazione del citato articolo 115 richiesta dalla
legge delega. Si tratta in sostanza di stabilire se costoro potranno, come richiesto
dalla proposta alternativa di parere nel
rispetto del principio di buona amministrazione, continuare ad essere delegati a
svolgere funzioni giudicanti nei collegi ovvero se dovranno rimanere applicati alla
Suprema Corte per il mero svolgimento di
attivita` di studio. Ribadisce pertanto l’opportunita` di prevedere la condizione per
cui, nel testo definitivo del decreto legislativo, sia prevista la possibilita` di utilizzare i magistrati in questione anche nelle
funzioni giudicanti collegiali.
Nitto Francesco PALMA, relatore, pur
comprendendo le osservazioni svolte dal
deputato Bonito, manifesta le proprie perplessita` legate alla inopportunita` di creare
surrettizi titoli preferenziali per l’assunzione di funzioni di legittimita` a vantaggio
di soggetti che pur non avrebbero ancora
i requisiti necessari.
Francesco BONITO (DS-U) osserva innanzitutto che quando il legislatore, rispetto a posizioni acquisite da determinati
soggetti, ne dispone un peggioramento,
deve agire con la massima cautela. Nel
caso in esame ritiene pregiudizievole impedire a quei magistrati che, pur non
possedendone i requisiti, gia` esercitano
31
—
Commissione II
funzioni di legittimita` impedire di continuare a farlo, disperdendo cosı` un prezioso bagaglio di esperienze, andando a
pregiudicare la funzionalita` dell’ufficio.
Ritiene pertanto che se si dovesse ritenere di precostituire titoli preferenziali
per questi magistrati si potrebbe prevederlo espressamente nella norma.
Nitto Francesco PALMA (FI), relatore,
in ordine alla prima obiezione mossa dal
deputato Bonito osserva che la giurisprudenza costituzionale e amministrativa ha
costantemente affermato che il pregiudizio
delle posizioni dei soggetti interessati dalle
riforme e` accettabile purche´ ragionevole.
Ribadisce la propria contrarieta` a creare
corsie preferenziali per quei magistrati che
ancora non hanno i requisiti necessari per
esercitare incarichi di legittimita`, osservando come lo scopo sotteso alla legge
delega sia quello di prevedere la progressione in carriera attraverso i concorsi.
Anna FINOCCHIARO (DS-U) osserva
che ai sensi della legge delega deve ritenersi che la volonta` del legislatore sia
comunque quella di mantenere transitoriamente in servizio presso la Corte di
Cassazione i magistrati ivi applicati per i
quali non e` stato possibile il conferimento
delle funzioni di legittimita`. Si tratta in
sostanza di una condivisibile intenzione
coerente con i principi di buon andamento.
Nitto Francesco PALMA (FI), relatore,
dichiara di comprendere le motivazioni
sottese alle osservazioni mosse dai deputati Bonito e Finocchiaro osservando come
l’espressione « sono trattenuti » sta ad indicare la transitorieta` delle disposizioni
per quei magistrati che non possono esercitare funzioni di legittimita`. Ritiene pertanto di poter accogliere il rilievo mosso
dai deputati citati sotto forma di osservazione.
Gaetano
PECORELLA,
presidente,
chiede al relatore di chiarire se l’ipotesi
per la quale questi soggetti possono essere
utilizzati anche nelle udienze presenti pro-
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
fili di contrasto con la legge delega, ritenendo altrimenti che la loro utilizzazione
possa giovare al funzionamento della
Corte di Cassazione nel qual caso sarebbe
piu` utile prevedere una condizione.
Nitto Francesco PALMA (FI), relatore,
ritiene che non possa essere chiarito con
precisione il quesito posto dal Presidente,
essendo rimesso alla interpretazione che si
ritenga di fornire. La legge delega presenta
un vuoto che puo` essere riempito discrezionalmente e, proprio alla luce di questa
ambiguita`, ritiene opportuno segnalare al
Governo il profilo problematico sotto
forma di osservazione.
Aurelio GIRONDA VERALDI (AN) non
crede che la legge delega consenta di
attribuire funzioni di legittimita` secondo
questa procedura trattandosi di una deroga al principio su cui si fonda l’intero
sistema dell’attribuzione degli incarichi di
legittimita` contenuto nella riforma in
esame.
Francesco BONITO (DS-U) ritiene che
debba prevedersi anche la soppressione
del terzo comma dell’articolo 5 dello
schema in esame, che prevede una procedura accelerata per la copertura dei posti
soppressi di cui al comma 1 del medesimo
articolo, in quanto non e` previsto dalla
legge delega.
Nitto Francesco PALMA (FI), relatore,
non condivide l’opinione espressa dal deputato Bonito. Alla luce del dibattito svoltosi, presenta una nuova proposta di parere (vedi allegato 2).
Gaetano PECORELLA, presidente, pone
in votazione la nuova proposta di parere
del relatore, avvertendo che, se questa
risultera` approvata, sara` preclusa la proposta presentata dal deputato Finocchiaro,
mentre, se risultera` respinta, sara` messa
in votazione la proposta alternativa.
La Commissione approva la nuova proposta del relatore.
La seduta termina alle 15.
32
—
Commissione II
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
L’ufficio di presidenza si e` riunito dalle
15 alle 15.05.
SEDE CONSULTIVA
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del presidente Gaetano PECORELLA.
La seduta comincia alle 15.05
Ordinamento della polizia locale.
Testo unificato C. 2 d’iniziativa popolare ed abb.
(Parere alla I Commissione).
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame del
provvedimento in oggetto, rinviato nella
seduta del 10 novembre 2005.
Gaetano PECORELLA, presidente, ricorda che nella seduta del 10 novembre
2005 il relatore ha illustrato il provvedimento.
Nino MORMINO (FI), relatore, esprime
le proprie perplessita` circa la previsione,
contenuta nel testo in esame, di estendere
senza vincoli di limitazione territoriale i
poteri di polizia giudiziaria anche agli
ufficiali, ai sottoufficiali ed agli agenti di
polizia locale. Ritiene opportuno mantenere, per quanto concerne gli agenti di
polizia locale, la limitazione territoriale
gia` prevista dall’articolo 57 del codice di
procedura penale.
Marcella LUCIDI (DS-U) esprime a
nome del proprio gruppo la contrarieta`
sulla complessiva proposta di legge che
non ritiene rispondere alle istanze manifestate dagli operatori delle forze di polizia
locale.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
Ritiene inoltre che l’uso della locuzione
« polizia locale » non risponda ad una
effettiva figura giuridica riconosciuta, che
non esiste nella realta` e che pertanto sia
destinato a creare confusione se calato nel
contesto del codice di procedura penale.
Non condivide inoltre la scelta di disciplinare con legge il tipo di armamento a
disposizione di questo corpo di polizia.
Nino MORMINO (FI), relatore, osserva
che tra le proposte di legge abbinate
risulta una presentata dal Consiglio regionale dell’Emilia Romagna ed altre da deputati delle forze di opposizione.
Marcella LUCIDI (DS-U), rispondendo
all’osservazione del deputato Mormino,
precisa che il contenuto della proposta
presentata dal Consiglio regionale dell’Emilia Romagna, condiviso da molte amministrazioni di tutti gli orientamenti politici, non e` stato preso in considerazione
nella redazione del testo in esame. Condivide l’opinione manifestata dal deputato
Mormino circa l’opportunita` di maturare
una piu` ampia riflessione che conduca alla
riproposizione del vincolo territoriale per
l’esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria attribuite a queste forze di polizia.
Nino MORMINO (FI), relatore, osserva
che va tenuto in considerazione il fatto
che l’attivita` della polizia locale puo` essere
comunque funzionale ad indagini che si
ricolleghino direttamente a questioni territoriali ricordando come la competenza
del coordinamento delle attivita` di polizia
giudiziaria spetti comunque al competente
procuratore della Repubblica. Ritiene pertanto che non esista una preclusione di
fondo sul principio di attribuire compiti di
polizia giudiziaria alle polizie locali
purche´ nel rispetto dei limiti di territorialita`.
Gian Franco ANEDDA (AN) esprime la
propria contrarieta` al principio della sovrapposizione delle competenze nel corso
delle indagini, sottolineando come aggiungere le polizie locali alle altre forze che gia`
esercitano poteri di polizia giudiziaria po-
33
—
Commissione II
trebbe produrre effetti dannosi. Si dichiara inoltre contrario a consentire indiscriminatamente l’uso delle armi da parte
degli agenti di polizia locale senza licenza
anche fuori dal servizio. Ritiene a questo
riguardo che l’uso delle armi da parte di
soggetti che non abbiano ricevuto una
specifica formazione sull’uso delle stesse
potrebbe produrre conseguenze inimmaginabili. Condivide infine le obiezioni sollevate dal deputato Lucidi circa l’uso gergale
della terminologia all’interno del testo in
esame, che merita rigorose precisazioni.
Osserva infine che anche nel resto del
provvedimento si faccia uso di definizioni
generiche e spesso poco chiare.
Nino MORMINO (FI), relatore, propone
l’aggiornamento dell’esame al fine di maturare una posizione condivisa all’interno
della Commissione. Ricorda che l’articolo
57 del codice di procedura penale gia`
prevede che siano agenti di polizia giudiziaria, nell’ambito territoriale dell’ente di
appartenenza, le guardie delle province e
dei comuni quando sono in servizio. La
proposta di legge in esame eliminerebbe la
limitazione territoriale riconoscendo oltretutto le funzioni in questione anche agli
ufficiali e ai sottoufficiali di polizia locale.
Gaetano PECORELLA, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia
il seguito dell’esame ad altra seduta.
Disposizioni in materia di inquinamento acustico.
Nuovo testo C. 5951.
(Parere all’VIII Commissione).
(Esame e conclusione – Parere contrario).
La Commissione inizia
provvedimento in oggetto.
l’esame
del
Maurizio PANIZ (FI) relatore, osserva
che la proposta di legge in esame incide
sulla disposizione di cui all’articolo 844 del
codice civile che prevede che il proprietario di un fondo non possa impedire le
immissioni di fumo, di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
propagazioni derivanti dal fondo del vicino, se esse non superano la normale
tollerabilita`, avuto anche riguardo alla
condizione dei luoghi. Nell’applicare tale
norma l’autorita` giudiziaria deve contemperare le esigenze della produzione con le
ragioni della proprieta` e puo` tener conto
della priorita` di un determinato uso.
Con la proposta di legge in esame si
intende stabilire che i limiti di normale
tollerabilita` dei soli rumori – e, quindi,
non anche delle altre tipologie di immissioni – siano quelli indicati all’articolo 4,
comma 2, del decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri 14 novembre 1997,
recante determinazione dei valori limite
delle sorgenti sonore, emanato in attuazione dell’articolo 3, comma 1, lettera a)
della legge 26 ottobre 1995, n. 447, legge
quadro sull’inquinamento acustico. Questa
disposizione, peraltro, fa esclusivo riferimento all’ipotesi dei rumori provenienti
dall’esterno.
La ratio sottesa all’articolo 844 del
codice civile e` quella di assicurare al
giudice un ampio margine discrezionale
nel valutare se il livello delle immissioni
nell’altrui proprieta` sia da considerarsi
superiore alla normale tollerabilita`, laddove « la normale tollerabilita` » e` un concreto criterio oggettivo che va valutato in
relazione agli specifici luoghi, ai tempi ed
alle attivita` svolte.
La norma in questione e` infatti finalizzata ad assicurare uno strumento a
tutela del godimento della proprieta` e non
a disciplinare conflitti tra proprietari confinanti, tanto e` vero che essa si applica
anche ai casi di fondi non confinanti. In
quest’ottica la struttura dell’articolo 844
non sembra tollerare vincoli applicativi
confinati in parametri definiti, venendo
altrimenti significativamente svuotata delle
numerose contemperazioni previste, salva
comunque l’insuperabilita` di alcuni limiti
in assoluto, quali ad esempio le immissioni
nocive alla salute. A questo riguardo, infatti, nella valutazione della normale tollerabilita`, deve innanzitutto aversi anche
riguardo alla condizione dei luoghi, principio questo che il codice ha voluto ancorare alla massima liberta` interpretativa
34
—
Commissione II
giurisprudenziale, dato che anche all’interno di una medesima tipologia di abitazioni, quale ad esempio quella residenziale, possono ravvisarsi differenze significative tra le stesse. Altre contemperazioni sono poi previste dal secondo comma
dell’articolo 844 che pone in relazione le
esigenze della produzione con le ragioni
della proprieta` e che stabilisce che l’autorita` giudiziaria possa tenere conto della
priorita` di un determinato uso.
La proposta di legge in esame, dunque,
innanzitutto, circoscrive la propria operativita` alla sola ipotesi dei rumori, dando
luogo cosı` una diversita` di disciplina applicativa tra questa fattispecie, che dunque
soggiacerebbe a quanto previsto dall’articolo 4, comma 2, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 novembre 1997, rispetto alle altre ipotesi di cui
all’articolo 844, e cioe` fumo, calore, esalazioni, scuotimenti e propagazioni simili,
la cui disciplina applicativa non subirebbe
variazioni. Verrebbe in sostanza a crearsi
una inammissibile frattura, all’interno dell’articolo 844, che impedirebbe di ragionare di una categoria unitaria di immissioni, mettendo in discussione l’intera portata della stessa norma.
Sotto un ulteriore aspetto, il rinvio, per
la individuazione dei limiti di normale
tollerabilita` dei rumori all’articolo 4,
comma 2 del citato decreto appare poco
razionale in quanto tale comma si limita
a prevedere che le disposizioni di cui al
comma precedente non si applicano nei
casi ivi indicati. Si tratta cioe` di una
deroga alla regola generale, contenuta nel
comma 1. Si arriverebbe in sostanza alla
conclusione che la disciplina applicativa
della sola ipotesi dei rumori, contenuta
nell’articolo 844 del codice civile quale una
delle varie fattispecie di immissioni, sarebbe contenuta in una deroga ad una
regola generale contenuta in un decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri,
complessivamente emanato in attuazione
della legge quadro sull’inquinamento acustico, senza che l’articolo 844 venga ad
essere modificato.
Considera, infine, che i parametri contenuti nel citato decreto possono rappre-
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
sentare comunque uno dei criteri che il
giudice puo` considerare nella determinazione del livello di normale tollerabilita`
delle immissioni, come previsto dall’articolo 844 del codice civile che non risulta
modificato dalla proposta di legge in
esame.
Nonostante le finalita` obiettivamente
condivisibili, soprattutto nell’interesse di
quel tessuto di industrie, artigiani e laboratori che costituiscono una base importante per l’economia del nostro Paese,
ritiene che il parere sul testo cosı` come
proposto non possa che essere contrario.
Osserva tuttavia che una variazione del
suo contenuto, nel rispetto delle comprensibili esigenze sottese alla proposta, potrebbe indurre, fondatamente, ad un diverso, ed in tal caso favorevole parere.
Formula pertanto un parere contrario
(vedi allegato 3).
Francesco BONITO (DS-U) condivide la
proposta di parere contrario formulata dal
relatore.
La Commissione approva la proposta di
parere del relatore.
La seduta termina alle 15.50.
AVVERTENZA
I seguenti punti all’ordine del giorno
non sono stati trattati:
SEDE CONSULTIVA
Disposizioni in materia di banche popolari.
Testo unificato C. 2273 Serena ed abb.
Non sequestrabilita` delle opere d’arte prestate all’Italia.
C. 2811 Selva.
35
—
Commissione II
Schema di decreto legislativo recante norme
in materia di organizzazione dell’ufficio del
pubblico ministero.
Atto n. 554.
Schema di decreto legislativo recante modifica della disciplina concernente il Consiglio di presidenza della corte dei conti e il
Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa.
Atto n. 556.
Schema di decreto legislativo recante modifica della disciplina per l’accesso in magistratura, nonche´ della disciplina della
progressione economica e delle funzioni dei
magistrati, nonche´ regime transitorio.
Atto n. 559.
Schema di decreto legislativo recante disciplina degli illeciti disciplinari dei magistrati
e delle relative sanzioni e della procedura
per la loro applicazione, nonche´ modifica
della disciplina in tema di incompatibilita`,
dispensa dal servizio e trasferimento di
ufficio dei magistrati.
Atto n. 561.
SEDE REFERENTE
Disposizioni concernenti la prostituzione.
C. 3826 Governo, C. 65 Widmann, C. 176
Burani Procaccini, C. 386 Volonte`, C. 407
Mussolini, C. 1355 Foti, C. 1614 Soda, C.
1136 Buontempo, C. 2150 Turco, C. 2222
Zanella, C. 2385 Bellillo, C. 2359 Lussana,
C. 2323 Maura Cossutta, C. 2358 Valpiana,
C. 2985 Grillini, C. 2659 Buontempo, C.
3510 Tidei e C. 4591 d’iniziativa popolare.
Disposizioni in materia di comunicazione
dell’inizio delle indagini.
C. 1815 Pecorella.
ATTI DEL GOVERNO
Schema di decreto legislativo recante pubblicita` degli incarichi extragiudiziari conferiti ai magistrati.
Atto n. 553.
Disposizioni in materia di sanzioni disciplinari per il personale del Corpo di polizia
penitenziaria.
C. 4864 Mazzoni e C. 4540 Carboni.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
36
Commissione II
—
ALLEGATO 1
Modifiche in materia processuale civile.
(C. 5960, approvata dal Senato).
EMENDAMENTI
ART. 1.
Al comma 1, sostituire la lettera b), con
la seguente:
b) il sesto comma e` sostituito dal
seguente:
« Se richiesto, il Giudice concede alle
parti un termine perentorio di giorni
trenta per il deposito di memoria limitata
alla deduzione delle sole eccezioni processuali e di merito che non siano rilevabili
d’ufficio; nonche´ i seguenti termini perentori:
a) termine di ulteriori giorni trenta
per il deposito di memorie limitate alle
sole precisazioni o modificazioni delle domande, delle eccezioni e delle conclusioni
gia` proposte;
b) termine ulteriore di giorni trenta
per replicare alle domande ed eccezioni
nuove, o modificate dall’altra parte, per
proporre le eccezioni che sono conseguenza delle domande e delle eccezioni
medesime e per l’indicazione dei mezzi di
prova e produzioni documentali;
c) termine di ulteriori giorni trenta
per le sole indicazioni di prova contraria.
Salva l’applicazione dell’articolo 187, il
giudice provvede sulle richieste istruttorie
fissando l’udienza di cui all’articolo 184
per l’assunzione dei mezzi di prova ritenuti ammissibili e rilevanti. Se provvede
mediante
ordinanza
emanata
fuori
udienza, questa dovra` essere pronunciata
entro trenta giorni. Nel caso in cui vengano disposti d’ufficio mezzi di prova con
l’ordinanza di cui al comma precedente,
ciascuna parte puo` dedurre, entro un
termine perentorio assegnato dal giudice
con la medesima ordinanza, i mezzi di
prova che si rendono necessari in relazione ai primi nonche´ depositare memoria
di replica nell’ulteriore termine perentorio
parimenti assegnato dal giudice, che si
riservera` nuovamente ai sensi dell’articolo
183, sesto comma.
Con l’ordinanza ammissiva delle prove
il Giudice puo` in ogni caso disporre,
qualora lo ritenga utile, il libero interrogatorio delle parti; si applicano all’interrogatorio disposto dal giudice istruttore le
disposizioni del terzo comma del presente
articolo ».
Conseguentemente, dopo il comma 1
inserire il seguente:
1-bis. All’articolo 2, comma 3, del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, lettera c-ter), il secondo
comma dell’articolo 184 e` abrogato.
1. 500.
Bonito, Finocchiaro
ART. 2.
Al comma 1, sopprimere la lettera h).
2. 500.
Falanga.
Al comma 1, sostituire la lettera h) con
la seguente: L’istanza e` proposta in
udienza.
2. 501.
Falanga.
Al comma 1, sopprimere la lettera r).
2. 502.
Falanga.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
37
Commissione II
—
ALLEGATO 2
Schema di decreto legislativo recante modifica dell’organico della
Corte di cassazione e disciplina relativa ai magistrati di merito
applicati presso la stessa. Atto n. 547.
PROPOSTA DI PARERE DEL RELATORE
La Commissione giustizia,
esaminato lo schema di decreto legislativo recante modifica dell’organico della
Corte di cassazione e della disciplina relativa ai magistrati di merito applicati
presso la stessa, in attuazione della delega
di cui agli articoli 1, comma 1, lettera e),
e 2, comma 5, della legge 25 luglio 2005,
n. 150;
osservato che all’articolo 5, comma 1,
si prevede che nei posti soppressi di magistrato di appello previsti in organico
presso la Corte di cassazione e di magistrato di appello destinato alla Procura
generale presso la Corte di cassazione
sono trattenuti i magistrati in servizio alla
data di acquisto di efficacia delle disposizioni della legge di delega n. 150 del
2005, ai quali il Consiglio superiore della
magistratura puo` conferire le funzioni di
legittimita`, se in possesso di requisiti specificatamente individuati, quali l’aver conseguito, precedentemente alla predetta
data, la qualifica di magistrato dichiarato
idoneo ad essere ulteriormente valutato ai
fini della nomina a magistrato di cassazione e l’aver svolto, nei sei mesi antecedenti alla data di entrata in vigore della
legge n. 150 del 2005, le funzioni di legittimita` per avere concorso a formare i
collegi nelle sezioni ovvero per avere svolto
le funzioni di pubblico ministero in
udienza;
rilevato che la disposizione di cui
sopra e` in contrasto con i principi di
delega di cui alla lettera i) del comma 9
dell’articolo 2 della legge n. 150 del 2005,
in quanto tale disposizione prevede
espressamente che ai posti soppressi siano
trattenuti i magistrati in servizio alla data
di acquisto di efficacia delle disposizioni
emanate in attuazione del comma 5 dell’articolo 2 e che ad essi possano essere
conferite dal Consiglio superiore della magistratura le funzioni di legittimita` nei
limiti dei posti disponibili ed in ordine di
anzianita` di servizio se in possesso di
determinati requisiti, tra i quali l’aver
svolto nei sei mesi antecedenti la predetta
data delle funzioni di legittimita` per aver
concorso a formare i collegi nelle sezioni
ovvero per aver svolto le funzioni di pubblico ministero in udienza,
esprime
PARERE FAVOREVOLE
con le seguenti condizioni:
1. all’articolo 5, comma 1, sostituire
le parole « alla data di acquisto di efficacia
delle disposizioni della legge 25 luglio
2005, n. 150 » con le seguenti « alla data di
acquisto di efficacia del presente decreto
legislativo »;
2. all’articolo 5, comma 1, lettera b),
sostituire le parole « nei sei mesi antecedenti alla data di entrata in vigore della
legge 25 luglio 2005, n. 150 » con le seguenti « nei sei mesi antecedenti alla data
di acquisto di efficacia del presente decreto legislativo ».
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
38
—
Commissione II
PROPOSTA ALTERNATIVA DI PARERE
La Commissione giustizia,
esaminato lo schema di decreto legislativo recante Modifica dell’organico dei
magistrati addetti alla Corte di Cassazione,
a norma dell’articolo 1, comma 1, lettera
c) della legge 25 luglio 2005, numero 150;
osservato che le disposizioni contenute nello schema di decreto legislativo, in
gran parte, riproducono le corrispondenti
disposizioni della legge delega, in particolare per quanto riguarda:
a) la soppressione di trenta posti di
magistrato d’appello e il corrispondente
aumento di quindici posti di magistrato di
tribunale e quindi di consigliere;
b) la soppressione dei ventidue posti di magistrato d’appello applicato alla
Procura generale e il corrispondente aumento di posti di sostituto procuratore
generale;
c) l’attribuzione di un titolo preferenziale per l’attribuzione di funzioni giudicanti di legittimita` a chi abbia svolto per
otto anni servizio all’ufficio del massimario;
d) l’abrogazione dell’articolo 116
r.d. n. 12 del 1941 e la modifica della
rubrica dell’articolo 117;
e) la possibilita` per il consiglio
superiore di conferire, nei limiti dei posti
disponibili, le funzioni di legittimita` ai
magistrati d’appello, secondo l’ordine di
anzianita`, se sono in possesso dell’idoneita`
a essere nominati magistrati di cassazione
e abbiano svolto funzioni giudicanti nei
collegi o requirenti per sei mesi anteriori
all’acquisto di efficacia delle disposizioni
emanate in attuazione della delega;
f) in mancanza di tali requisiti o
della disponibilita` dei posti, il trattenimento in servizio dei magistrati che a tale
data ricoprivano i posti soppressi;
osservato altresı` che, per quanto concerne le restanti disposizioni:
la prima questione da porre in
evidenza da parte della commissione attiene al termine di decorrenza dell’efficacia delle norme in esame. Il primo comma
dell’articolo 1 della legge delega prevede,
infatti, che i decreti legislativi debbono
essere adottati entro un anno dal 30 luglio
2005. Il secondo comma dispone poi che i
decreti legislativi sono efficaci dal novantesimo giorno successivo a quello della
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale,
mentre il terzo comma prevede, infine, che
la disciplina transitoria deve essere adottata entro novanta giorni successivi al 30
luglio 2006, per entrare in vigore novanta
giorno dopo la loro pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale. Orbene, poiche´ in materia di modica dell’organico della Corte di
Cassazione e della disciplina relativa ai
magistrati di merito destinati alla stessa
Corte, l’articolo 2, comma 9, lettera i)
prevede espressamente che debbano essere
dettate norme transitorie, il termine di
novanta giorni per emanare i decreti legislativi che le contengono decorrono dalla
scadenza dell’anno dell’entrata in vigore
della legge-delega (articolo 1, comma 3) o
dalla data di pubblicazione dei decreti
delegati di cui ai commi 1 e 2 dello stesso
articolo 1;
le disposizioni dell’articolo 5,
comma 1, lettera b) dello schema in esame
appare in testuale contrasto, e quindi
innegabile contrasto, con la legge delega.
L’articolo 2, comma 9, lettera i), della
legge-delega stabilisce senza possibilita` di
equivoco interpretativo il principio che, ai
fini del conferimento delle funzioni di
legittimita` ai magistrati in servizio nei
posti soppressi, i magistrati interessati devono trovarsi nelle condizioni di aver
svolto dette funzioni nei sei mesi antecedenti alla data di acquisto di efficacia del
decreto legislativo recante la modifica del-
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
l’organico della Corte di Cassazione, e non
gia` nei sei mesi precedenti alla data di
entrata in vigore della stessa legge-delega,
come illegittimamente previsto nella disposizione in esame.
Quanto all’articolo 5, secondo comma
dello schema in esame giova richiamare
l’articolo 2, comma 9, lettera l) della
legge-delega il quale, nel prevedere il transitorio trattenimento in servizio dei magistrati di appello per i quali non sia stato
possibile il conferimento delle funzioni di
legittimita` da parte del CSM, presuppone
che essi mantengano in toto la posizione
funzionale anteriore, anche per quel che
concerne il possibile esercizio di funzioni
di legittimita` in base ai provvedimenti dei
capi degli uffici. Ne´ potrebbe essere altrimenti dappoiche`, diversamente opinando
si consumerebbe una irragionevole sperequazione. I predetti magistrati infatti, pur
conservati nel posto, non eserciterebbero
piu` una parte rilevante delle loro funzioni
ed i magistrati di appello applicati presso
la Procura Generale della Corte rimarrebbero addirittura privi di compiti significativi, giacche` presso di essa non esiste,
come e` noto, un ufficio del massimario.
Conclamato si appalesa pertanto ad
avviso della commissione, l’eccesso di delega nella soppressione dell’articolo 115,
primo comma, secondo periodo, dell’ordinamento giudiziario, laddove essa soppressione fa venir meno anche in via transitoria la possibilita` per i capi di corte di
applicare in udienza i magistrati del massimario.
Per quanto riguarda poi i magistrati
destinati al massimario con funzioni di
appello va denunciato che la soppressione
del citato articolo 115 si pone in contrasto
con lo stesso decreto legislativo laddove
prevede che i magistrati di appello, in via
transitoria, restano negli uffici soppressi
nello stesso status rivestito di magistrato di
appello.
Il terzo comma dell’articolo 5 prevede
la possibilita` per il consiglio superiore di
coprire i posti derivanti dall’ampliamento
dell’organico dei due uffici, attraverso una
procedura d’urgenza fin dal giorno stesso
di pubblicazione del decreto sulla Gazzetta
39
Commissione II
—
Ufficiale. Una siffatta procedura « speciale
accelerata » appare in eccesso di delega,
posto che non e` assolutamente prevista
dalla legge la quale, al contrario, dispone
che si debba adottare una disciplina transitoria per rendere graduale l’inserimento
e, comunque, non consente una efficacia
anticipata rispetto alla entrata in vigore
del decreto delegato (novanta giorni dalla
data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale),
esprime
PARERE FAVOREVOLE
con le seguenti condizioni:
1) prevedere che il termine di decorrenza delle norme transitorie di cui all’articolo 2, comma 9, lettera i) della
delega, termine di giorni novanta, decorra
dalla scadenza dell’anno dell’entrata in
vigore della legge delega ovvero dalla data
di pubblicazione dei decreti delegati;
2) all’articolo 5, comma 1, lettera b)
sostituire le parole: « nei sei mesi antecedenti alla data di entrata in vigore della
legge 25 luglio 2005 n. 150 » con le parole:
« nei sei mesi antecedenti alla data di
acquisto di efficacia del presente decreto
legislativo che sopprime i posti di magistrato di appello addetti al massimario »;
3) all’articolo 5, comma 2, dopo le
parole: « sono trattenuti, in via transitoria
in servizio nei posti soppressi » aggiungere
le seguenti parole: « ad essi continuano ad
applicarsi le disposizioni di cui agli articoli
115, comma 1, secondo periodo, e 116,
comma 1, secondo periodo, del regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, nel testo
vigente anteriormente al presente decreto
legislativo »;
4) sopprimere il terzo comma dell’articolo 5.
Finocchiaro, Bonito, Fanfani, Pisapia,
Cento, Maura Cossutta, Kessler, Siniscalchi, Lucidi, Magnolfi, Carboni, Grillini.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
40
Commissione II
—
PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE
La Commissione giustizia,
esaminato lo schema di decreto legislativo recante modifica dell’organico della
Corte di cassazione e della disciplina relativa ai magistrati di merito applicati
presso la stessa, in attuazione della delega
di cui agli articoli 1, comma 1, lettera e),
e 2, comma 5, della legge 25 luglio 2005,
n. 150;
osservato che all’articolo 5, comma 1,
si prevede che nei posti soppressi di magistrato di appello previsti in organico
presso la Corte di cassazione e di magistrato di appello destinato alla Procura
generale presso la Corte di cassazione
sono trattenuti i magistrati in servizio alla
data di acquisto di efficacia delle disposizioni della legge di delega n. 150 del
2005, ai quali il Consiglio superiore della
magistratura puo` conferire le funzioni di
legittimita`, se in possesso di requisiti specificatamente individuati, quali l’aver conseguito, precedentemente alla predetta
data, la qualifica di magistrato dichiarato
idoneo ad essere ulteriormente valutato ai
fini della nomina a magistrato di cassazione e l’aver svolto, nei sei mesi antecedenti alla data di entrata in vigore della
legge n. 150 del 2005, le funzioni di legittimita` per avere concorso a formare i
collegi nelle sezioni ovvero per avere svolto
le funzioni di pubblico ministero in
udienza;
rilevato che la disposizione di cui
sopra e` in contrasto con i principi di
delega di cui alla lettera i) del comma 9
dell’articolo 2 della legge n. 150 del 2005,
in quanto tale disposizione prevede
espressamente che ai posti soppressi siano
trattenuti i magistrati in servizio alla data
di acquisto di efficacia delle disposizioni
emanate in attuazione del comma 5 dell’articolo 2 e che ad essi possano essere
conferite dal Consiglio superiore della magistratura le funzioni di legittimita` nei
limiti dei posti disponibili ed in ordine di
anzianita` di servizio se in possesso di
determinati requisiti, tra i quali l’aver
svolto nei sei mesi antecedenti la predetta
data delle funzioni di legittimita` per aver
concorso a formare i collegi nelle sezioni
ovvero per aver svolto le funzioni di pubblico ministero in udienza;
osservato che all’articolo 5, comma 2,
si prevede che i magistrati in servizio per
i quali non e` stato possibile il conferimento delle funzioni di legittimita`, sono
trattenuti, in via transitoria, in servizio nei
posti soppressi, senza tuttavia precisare se
questi possano essere applicati in udienza,
secondo quanto attualmente prevede l’articolo 115 dell’ordinamento giudiziario;
ritenuto che il principio di delega,
sancito dalla lettera l), del comma 9,
dell’articolo 2 della legge n. 150 del 2005,
non esclude espressamente la possibilita` di
applicare in udienza i magistrati per i
quali non e` stato possibile il conferimento
delle funzioni di legittimita`, limitandosi a
prevedere che questi siano trattenuti nei
posti soppressi;
ritenuto pertanto che spetta al legislatore delegato di valutare l’opportunita`
di consentire o meno ai magistrati di cui
al comma 2 dell’articolo 5 dello schema, di
poter essere applicati in udienza,
esprime
PARERE FAVOREVOLE
con le seguenti condizioni:
1. all’articolo 5, comma 1, sostituire
le parole « alla data di acquisto di efficacia
delle disposizioni della legge 25 luglio
2005, n. 150 » con le seguenti « alla data di
acquisto di efficacia del presente decreto
legislativo »;
2. all’articolo 5, comma 1, lettera b),
sostituire le parole « nei sei mesi antece-
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
denti alla data di entrata in vigore della
legge 25 luglio 2005, n. 150 » con le seguenti « nei sei mesi antecedenti alla data
di acquisto di efficacia del presente decreto legislativo »;
e con la seguente osservazione:
all’articolo 5, comma 2, dopo le parole: « sono trattenuti, in via transitoria in
41
—
Commissione II
servizio nei posti soppressi » il Governo
valuti l’opportunita` di aggiungere il seguente periodo: « Ad essi continuano ad
applicarsi le disposizioni di cui agli articoli
115, comma 1, secondo periodo, e 116,
comma 1, secondo periodo, del regio decreto 30 gennaio 1941, n. 12, nel testo
vigente anteriormente al presente decreto
legislativo ».
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
42
—
Commissione II
ALLEGATO 3
Disposizioni in materia di inquinamento acustico.
(Nuovo testo C. 5951).
PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE
La Commissione giustizia,
esaminato il nuovo testo della proposta di legge C. 5951;
rilevato che:
la proposta di legge in esame incide
sulla disposizione di cui all’articolo 844 del
codice civile, che disciplina la materia
delle immissioni, vietandole quando queste
superano la normale tollerabilita`, avuto
anche riguardo alla condizione dei luoghi;
con la proposta di legge in esame si
intende stabilire che i limiti di normale
tollerabilita` dei soli rumori – e, quindi,
non anche delle altre tipologie di immissioni – siano quelli indicati all’articolo 4,
comma 2, del decreto del Presidente del
Consiglio dei ministri 14 novembre 1997,
recante determinazione dei valori limite
delle sorgenti sonore, emanato in attuazione dell’articolo 3, comma 1, lettera a)
della legge 26 ottobre 1995, n. 447, legge
quadro sull’inquinamento acustico;
la ratio sottesa all’articolo 844 del
codice civile e` quella di assicurare al
giudice un ampio margine discrezionale
nel valutare se il livello delle immissioni
nell’altrui proprieta` sia da considerarsi
superiore alla normale tollerabilita`, laddove « la normale tollerabilita` » e` un concreto criterio oggettivo che va valutato in
relazione agli specifici luoghi, ai tempi ed
alle attivita` svolte;
la norma in questione e` infatti
finalizzata ad assicurare uno strumento a
tutela del godimento della proprieta` e non
a disciplinare conflitti tra proprietari confinanti, tanto e` vero che essa si applica
anche ai casi di fondi non confinanti. In
quest’ottica la struttura dell’articolo 844
non sembra tollerare vincoli applicativi
confinati in parametri definiti, venendo
altrimenti significativamente svuotata delle
numerose contemperazioni previste, salva
comunque l’insuperabilita` di alcuni limiti
in assoluto, quali ad esempio le immissioni
nocive alla salute. A questo riguardo, infatti, nella valutazione della normale tollerabilita`, deve innanzitutto aversi anche
riguardo alla condizione dei luoghi, principio questo che il codice ha voluto ancorare alla massima liberta` interpretativa
giurisprudenziale, dato che anche all’interno di una medesima tipologia di abitazioni, quale ad esempio quella residenziale, possono ravvisarsi differenze significative tra le stesse. Altre contemperazioni sono poi previste dal secondo comma
dell’articolo 844 che pone in relazione le
esigenze della produzione con le ragioni
della proprieta` e che stabilisce che l’autorita` giudiziaria possa tenere conto della
priorita` di un determinato uso;
la proposta di legge in esame, dunque, innanzitutto, circoscrive la propria
operativita` alla sola ipotesi dei rumori,
dando luogo cosı` una diversita` di disciplina applicativa tra questa fattispecie, che
dunque soggiacerebbe a quanto previsto
dall’articolo 4, comma 2, del decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri 14
novembre 1997, rispetto alle altre ipotesi
di cui all’articolo 844, e cioe` fumo, calore,
esalazioni, scuotimenti e propagazioni simili, la cui disciplina applicativa non subirebbe variazioni. Verrebbe in sostanza a
crearsi una inammissibile frattura, all’in-
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
terno dell’articolo 844, che impedirebbe di
ragionare di una categoria unitaria di
immissioni, mettendo in discussione l’intera portata della stessa norma;
sotto un ulteriore aspetto, il rinvio,
per la individuazione dei limiti di normale
tollerabilita` dei rumori all’articolo 4,
comma 2 del citato decreto appare poco
razionale in quanto tale comma si limita
a prevedere che le disposizioni di cui al
comma precedente non si applicano nei
casi ivi indicati. Si tratta cioe` di una
deroga alla regola generale, contenuta nel
comma 1. Si arriverebbe in sostanza alla
conclusione che la disciplina applicativa
della sola ipotesi dei rumori, contenuta
nell’articolo 844 del codice civile quale una
delle varie fattispecie di immissioni, sarebbe contenuta in una deroga ad una
regola generale contenuta in un decreto
del Presidente del Consiglio dei Ministri,
complessivamente emanato in attuazione
43
Commissione II
—
della legge quadro sull’inquinamento acustico, senza che l’articolo 844 venga ad
essere modificato;
i parametri contenuti nel citato
decreto possono rappresentare comunque
uno dei criteri che il giudice puo` considerare nella determinazione del livello di
normale tollerabilita` delle immissioni,
come previsto dall’articolo 844 del codice
civile che non risulta modificato dalla
proposta di legge in esame;
nonostante le finalita` obiettivamente condivisibili della proposta di legge,
soprattutto nell’interesse di quel tessuto di
industrie, artigiani e laboratori che costituiscono una base importante per l’economia del nostro Paese,
esprime
PARERE CONTRARIO.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
44
—
Commissione III
III COMMISSIONE PERMANENTE
(Affari esteri e comunitari)
S O M M A R I O
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI . . . . . . . . . . .
44
COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE:
Sulla missione a Nairobi in occasione della VI Sessione della Tavola rotonda parlamentare
sulla lotta alla desertificazione (25-26 ottobre 2005) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
44
AVVERTENZA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
45
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Mercoledı` 30 novembre 2005.
L’ufficio di presidenza si e` riunito dalle
14 alle 14.05.
COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del presidente Gustavo SELVA.
La seduta comincia alle 14.05.
Sulla missione a Nairobi in occasione della VI
Sessione della Tavola rotonda parlamentare sulla
lotta alla desertificazione (25-26 ottobre 2005).
Gustavo SELVA, presidente, dopo aver
ricordato che il deputato Calzolaio ha
partecipato alla missione della VI Sessione
della Tavola rotonda parlamentare sulla
lotta alla desertificazione, svoltasi a Nairobi dal 25 al 26 ottobre 2005, in rappresentanza della Commissione, lo invita a
rendere comunicazioni in merito.
Valerio CALZOLAIO (DS-U) sottolinea
il rilievo della dichiarazione adottata in
occasione della VI sessione della Tavola
rotonda parlamentare sulla lotta alla desertificazione, svoltasi a Nairobi il 25-26
ottobre scorsi, che contiene l’elenco di
alcuni importanti impegni sottoscritti da
parlamentari di tutto il mondo a favore
dello sviluppo sostenibile, del raggiungimento degli obiettivi del Millennio, e soprattutto di uno specifico piano d’azione
parlamentare volto a combattere la poverta` e la desertificazione nel mondo. Essa
si rifa` espressamente alle analoghe dichiarazioni adottate in occasioni delle precedenti sessioni della Tavola rotonda parlamentare (l’ultima delle quali si e` svolta a
L’Avana dal 23 al 25 settembre 2003).
Deposita quindi agli atti della Commissione la raccolta di tali dichiarazioni, affinche´ i Commissari interessati possano
prenderne visione, nella consapevolezza
che la Tavola rotonda rappresenta un’importante iniziativa di cooperazione interparlamentare finalizzata a sostenere la
lotta contro la desertificazione e contro la
poverta` dei popoli colpiti da questo fenomeno, cui occorre prestare la massima
attenzione possibile.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
Ricorda quindi che la VI Tavola rotonda di Nairobi e` stata organizzata parallelamente alla settima Conferenza delle
Parti della Convenzione ONU per la lotta
alla desertificazione (UNCCD); ad essa
hanno preso parte circa 40 parlamentari
di 27 Paesi (nelle precedenti tavole rotonde avevano complessivamente partecipato 225 parlamentari di 68 differenti
Paesi). Lui vi ha partecipato insieme al
deputato Polledri.
La Tavola rotonda e` stata promossa dal
Segretariato della UNCCD insieme all’Unione interparlamentare ed al Parlamento del Kenya. Fa presente di essere
stato personalmente nominato all’inizio
dei lavori rapporteur del comitato per la
stesura della dichiarazione finale. Nel
corso dei lavori poi, insieme al deputato
Poliedri, ha potuto fornire un contributo
della Camera dei deputati in termini di
analisi e proposte sui temi oggetto della
Tavola rotonda.
Al termine della Tavola rotonda e` stata
approvata unanimemente la citata dichiarazione finale contenenti i rilevanti impegni in tema di lotta alla desertificazione
gia` menzionati.
In particolare nel corso del dibattito
svoltosi nell’ultima seduta e` emersa l’ipotesi di svolgere in Italia una riunione dello
Steering Committee dei parlamentari nel
giugno 2006, in occasione dell’anno internazionale dei deserti e della desertificazione, sotto l’egida dell’Unione interparlamentare.
Insieme al deputato Polledri ha poi
partecipato ad un incontro presso la sede
del Parlamento del Kenya ed ha seguito i
lavori del segmento ministeriale della citata settima Conferenza delle Parti. Osserva sul punto che per l’Italia non era
presente alcun rappresentante del Go` intervenuto solo Guido Scalici,
verno. E
responsabile per l’ambiente del Ministero
degli Affari esteri; a tale intervento hanno
assistito anche i deputati italiani.
Fa presente che insieme al deputato
Polledri ha avuto modo di partecipare
anche ad alcuni eventi collaterali alla
45
—
Commissione III
Conferenza promossi dal Governo italiano
e da altri soggetti pubblici e privati, svolgendo altresı` vari incontri informali con
rappresentanti istituzionali presenti alla
Conferenza.
Ricorda infine che la Camera ha approvato vari atti di indirizzo in materia di
lotta alla desertificazione (l’ultimo il 10
novembre 2005, subito dopo le conclusioni
della Conferenza di Nairobi) e che in
occasione dell’anno internazionale per i
deserti e la desertificazione, indetto dall’ONU per il 2006, e` necessario predisporre con la massima attenzione opportune iniziative anche a livello parlamentare.
Gustavo SELVA, presidente, nessuno
chiedendo di intervenire, dichiara conclusa la seduta.
La seduta termina alle 14.15.
AVVERTENZA
I seguenti punti all’ordine del giorno
non sono stati trattati:
SEDE REFERENTE
Ratifica Accordo istituzione dell’Organizzazione per lo sviluppo della pesca in Europa
centrale ed orientale (Eurofish) C. 5488
Governo.
Ratifica Accordo Italia-Thailandia sulla
cooperazione culturale scientifica e tecnologica.
C. 6067 Governo.
Adesione dell’Italia all’Accordo sui privilegi
e le immunita` del Tribunale internazionale
del diritto del mare.
C. 6085 Governo.
Ratifica Accordo Italia-Namibia sulla promozione e protezione degli investimenti.
C. 6086 Governo.
Ratifica Accordo Italia-Gabon sulla promozione e protezione degli investimenti.
C. 6107 Governo.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
46
—
Commissione IV
IV COMMISSIONE PERMANENTE
(Difesa)
S O M M A R I O
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI . . . . . . . . . . .
46
ATTI DEL GOVERNO:
Schema di decreto ministeriale per il riparto dello stanziamento iscritto nello stato di
previsione della spesa del Ministero della difesa per l’anno 2005, relativo a contributi da
erogare ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi, ai sensi dell’articolo
32, comma 2, della legge 28 dicembre 2001, n. 448. Atto n. 565 (Esame, ai sensi dell’articolo
143, comma 4, del Regolamento, e conclusione – Nulla osta) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
46
SEDE CONSULTIVA:
Disposizioni in materia di polizia locale. Testo unificato C. 2 d’iniziativa popolare e abbinate
(Parere alla I Commissione) (Esame e conclusione – Nulla osta) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
49
Nuove disposizioni in materia di assegno sostitutivo dell’accompagnatore militare. C. 6105,
gia` approvato dalla IV Commissione permanente del Senato, e abbinate (Parere alla XI
Commissione) (Esame e conclusione – Parere favorevole) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
50
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Mercoledı` 30 novembre 2005.
L’ufficio di presidenza si e` riunito dalle
14.35 alle 14.40.
ATTI DEL GOVERNO
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del presidente Luigi RAMPONI. –
Interviene il sottosegretario di Stato per la
difesa Salvatore Cicu.
La seduta comincia alle 14.40.
Schema di decreto ministeriale per il riparto dello
stanziamento iscritto nello stato di previsione della
spesa del Ministero della difesa per l’anno 2005,
relativo a contributi da erogare ad enti, istituti,
associazioni, fondazioni ed altri organismi, ai sensi
dell’articolo 32, comma 2, della legge 28 dicembre
2001, n. 448.
Atto n. 565.
(Esame, ai sensi dell’articolo 143, comma 4,
del Regolamento, e conclusione – Nulla
osta).
La Commissione
provvedimento.
inizia
l’esame
del
Gregorio FONTANA (FI), relatore, fa
presente che il Ministro della difesa ha
trasmesso, ai sensi dell’articolo 32, comma
2, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, la
richiesta di parere parlamentare sullo
schema di decreto ministeriale per il riparto dello stanziamento iscritto nello
stato di previsione della spesa del Ministero della difesa per l’anno 2005 e destinato all’erogazione di contributi ad enti,
istituti, associazioni, fondazioni ed altri
organismi.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
Ricorda che, la legge n. 549 del 1995,
all’articolo 1, comma 40, dispone che gli
importi dei contributi erogati ad enti,
istituti, associazioni e fondazioni ai sensi
dei provvedimenti sostanziali di spesa
elencati nella apposita Tabella A allegata
alla legge, sono iscritti in un unico capitolo
dello stato di previsione di ciascun ministero interessato, il cui ammontare, secondo il successivo comma 43, e` quantificato dalla Tabella C della legge finanziaria. Il relativo riparto fra i singoli enti e`
effettuato annualmente con decreto del
ministro competente, di concerto con il
Ministro del tesoro, previo parere delle
Commissioni parlamentari competenti, entro trenta giorni dall’approvazione della
legge di bilancio.
L’articolo 32, comma 2, la legge 28
dicembre 2001, n. 448 (finanziaria per il
2002), parzialmente innovando rispetto
alle disposizioni dell’articolo 1, comma 40,
prevede inoltre che gli importi dei contributi di Stato in favore di enti, istituti,
associazioni, fondazioni ed altri organismi,
di cui alla tabella 1 allegata alla legge,
siano iscritti in un’unica unita` previsionale
di base nello stato di previsione di ciascun
Ministero interessato,
Per quanto riguarda il Ministero della
difesa, l’entita` del contributo da ripartire
nell’anno 2005, come indicato dallo
schema di decreto ministeriale all’esame
della Commissione, e` stato ridotto a
817.668 euro rispetto agli 870.000 dell’anno 2004 (il 6 per cento in meno).
Segnala inoltre che il decreto-legge n. 7
del 2005, convertito, con modificazioni,
dalla legge n. 43 del 2005, ha disposto,
all’articolo 7-vicies, lo stanziamento, per il
2005, di 3.100.000 euro per le associazioni
combattentistiche e partigiane erette in
enti morali, costituitesi in confederazione
nel 1979, incaricate di preparare ed organizzare, d’intesa con il Ministero della
difesa, nel triennio 2005-2007, manifestazioni celebrative ed iniziative storico-culturali, sul piano nazionale ed internazionale, per il sessantesimo anniversario della
Resistenza e della Guerra di liberazione.
Lo schema di riparto evidenzia, innanzitutto, che gli enti, gli istituti, le fonda-
47
—
Commissione IV
zioni e altri organismi che beneficiano del
contributo per l’anno 2005 sono 48, contro
i 70 indicati nel decreto ministeriale relativo all’anno 2004. I 22 soggetti cui non
sono stati confermati gli stanziamenti per
il 2005 si possono suddividere in due
gruppi: il primo composto da 16 enti non
rifinanziati, in quanto destinatari nell’anno 2005 dello stanziamento previsto
dall’articolo 7-vicies del decreto-legge n. 7
del 2005; il secondo gruppo, come risulta
dalla relazione allegata allo schema di
decreto, e` invece costituito da 6 enti la cui
esclusione dalla ripartizione, sembra invece riconducibile alle risultanze dell’esame comparativo svolto dal Ministero
della difesa tra le varie associazioni, facendo particolare riferimento ai compiti
statutari ed alle concrete attivita` di interesse della Difesa da esse esercitate. Secondo quanto esposto nella relazione illustrativa, nello svolgimento di tale esame si
e` tenuto conto delle osservazioni formulate durante l’esame parlamentare del precedente schema.
Sottolinea tuttavia che dalla relazione
non emergono i criteri seguiti dal Ministero nell’assegnazione dei finanziamenti.
Ricorda che nel parere sullo schema di
decreto per l’esercizio finanziario 2003, la
Commissione difesa della Camera ha chiesto al Governo di riconsiderare la ripartizione dei fondi alle numerose associazioni ed enti che svolgono attivita` esclusivamente culturali o scientifiche e per le
quali il finanziamento non risulta essere
necessario per la loro sopravvivenza. Nel
dibattito relativo allo schema di decreto
per l’esercizio finanziario 2004, e` emersa
da piu` parti la necessita` di modificare i
criteri di riparto dei fondi e si e` lamentato
che il Governo non abbia fornito chiarimenti in ordine ai criteri seguiti. Il dibattito si e` poi concluso, nella seduta del 6
ottobre 2004, con l’approvazione di un
parere contrario, motivato dal mancato
adempimento di quanto richiesto nel precedente parere del 5 novembre 2003 e dal
fatto che nella ripartizione dei fondi non
si e` fatta alcuna valutazione dell’impatto
sulla funzionalita` dei singoli enti.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
I 48 soggetti tra i quali viene ripartito
lo stanziamento, beneficiano di un sensibile incremento del proprio finanziamento
rispetto al precedente esercizio.
L’incremento riguarda la totalita` degli
enti e associazioni rifinanziate, in misura
percentuale variabile tra il 25 e il 166 per
cento. Ricorda tra le altre l’associazione la
Casa Militare « Umberto I » che ha registrato un incremento di 38.200 euro rispetto al 2004 (circa il 98,45 in piu` rispetto
allo scorso anno).
Rammenta che la Commissione non e`
chiamata ad esprimere un parere sulla
opportunita` e sulla consistenza complessiva dei finanziamenti alle associazioni ed
enti, ma sulla ripartizione delle somme
disponibili tra i potenziali beneficiari.
Tuttavia, richiama l’attenzione sul fatto
che nella relazione che accompagna lo
schema di decreto vi e` una discutibile
valutazione da parte degli Uffici del Ministero della difesa sulle cause dell’asserita
esiguita` dei fondi disponibili, che sarebbe
riconducibile al mancato perfezionamento
di iniziative parlamentari. Nel ritenere
simili valutazioni del tutto fuori luogo,
esprime il suo rammarico per il fatto che
gli Uffici del Governo si avventurino, in
sede di valutazioni tecniche, in considerazioni larvatamente polemiche, su responsabilita` e omissioni del Parlamento.
Ritiene che se il Governo avesse voluto
incrementare i fondi da ripartire avrebbe
potuto presentare proprie iniziative finalizzate a tale scopo, ma in realta` tali
iniziative non sono state assunte. Per altro,
l’incremento delle risorse da ripartire non
avrebbe inciso, se non in misura del tutto
trascurabile, sul complessivo bilancio del
Ministero della difesa.
Non sfugge tuttavia che la nuova ripartizione dei fondi, al di la` di un generico
riferimento ai criteri dettati nel parere
approvato da questa Commissione lo
scorso anno, manca totalmente di qualsiasi spiegazione sui criteri seguiti per
l’assegnazione dei finanziamenti. Pertanto,
prima di formulare la propria proposta di
parere chiede chiarimenti al Governo in
merito ai criteri utilizzati per la ripartizione delle risorse.
48
—
Commissione IV
Il sottosegretario Salvatore CICU chiarisce che i criteri di ripartizione adottati
dal Ministro della difesa sono rispondenti
alle prescrizioni di legge e che le affermazioni riportate nella relazione che accompagna lo schema di decreto non hanno
alcun intento polemico nei confronti del
Parlamento, ma segnalano in modo del
tutto neutrale un fatto: (la mancata conclusione dell’esame parlamentare dell’Atto
Senato 2274) senza volerne addebitare ad
alcuno la responsabilita`.
Luigi RAMPONI, presidente, ritiene che
i chiarimenti forniti dal Governo siano
soddisfacenti. Tuttavia, lamenta il ritardo
con il quale lo schema di decreto viene
trasmesso ogni anno alle Camere, che
impedisce ai destinatari dei finanziamenti
di beneficiare dei contributi all’inizio dell’anno. Ritiene altresı` che sia fuori luogo
che nella relazione che accompagna lo
schema di decreto si lamenti una carenza
di risorse dovuta al mancato perfezionamento dell’atto Senato 2274, in quanto il
decreto-legge n. 7 del 2005, avendo destinato nuove risorse alle associazioni combattentistiche, ha consentito comunque di
destinare maggiori disponibilita` ai beneficiari del presente schema di decreto, anche se comunque rimane un sensibile
divario tra le risorse attribuite ad alcuni
beneficiari.
Gregorio FONTANA (FI), relatore, nel
ritenere sufficienti i chiarimenti forniti dal
rappresentante del Governo, sottolinea comunque l’esigenza che in futuro il Governo indichi con maggiore chiarezza e in
modo analitico i criteri di ripartizione
utilizzati. Infine, osserva che nell’anno
2005 l’attuale maggioranza, riguardo alla
ripartizione di contributi ad enti ed associazioni, ha conseguito due risultati di
particolare significato politico. Il primo
riguarda il notevole sostegno finanziario
riconosciuto alle associazioni combattentistiche e partigiane per le celebrazioni per
il sessantesimo anniversario della Resistenza e della Guerra di liberazione; il
secondo concerne il sensibile incremento
di finanziamenti attribuiti ai beneficiari
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
del presente schema di decreto, nonostante i notevoli vincoli di bilancio. Pertanto, propone di esprimere nulla osta sul
testo dello schema di decreto.
La Commissione approva la proposta di
parere del relatore.
La seduta termina alle 15.05.
SEDE CONSULTIVA
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del presidente Luigi RAMPONI. –
Interviene il sottosegretario di Stato per la
difesa Salvatore Cicu.
La seduta comincia alle 15.05.
Disposizioni in materia di polizia locale. Testo
unificato C. 2 d’iniziativa popolare e abbinate.
(Parere alla I Commissione).
(Esame e conclusione – Nulla osta).
La Commissione inizia
provvedimento in oggetto.
l’esame
del
Luigi RAMPONI, presidente relatore, rileva che il presente testo unificato reca
disposizioni in materia di polizia locale.
L’articolo 1 propone di modificare la
lettera b) del comma 1 e del comma 2
dell’articolo 57 del codice di procedura
penale, prevedendo che siano ufficiali di
polizia giudiziaria, oltre ai soggetti gia`
previsti, anche gli ufficiali ed i sottufficiali
di polizia locale (lettera b del comma 1) e
che siano agenti di polizia giudiziaria gli
agenti di polizia locale (lettera b) del
comma 2). La disciplina vigente prevede
invece che tale qualifica spetti alle guardie
delle province e dei comuni quando sono
in servizio nell’ambito territoriale dell’ente
di appartenenza.
L’articolo 2 reca modifiche alla legge
quadro sull’ordinamento della polizia municipale (legge 7 marzo 1986 n. 65). In
primo luogo, modifica l’articolo 5 della
predetta legge, prevedendo che gli addetti
49
—
Commissione IV
al servizio di polizia municipale ai quali e`
conferita la qualita` di agente di pubblica
sicurezza portino senza licenza le armi di
cui possono essere dotati in relazione al
tipo di servizio nei termini e nelle modalita` previsti dai rispettivi regolamenti, anche fuori dal servizio. Rispetto alla disciplina vigente la modifica non si fa piu`
riferimento alla previa deliberazione del
consiglio comunale ne´ si limita tale previsione all’ambito territoriale dell’ente di
appartenenza ed ai casi previsti dall’articolo 4 della medesima legge (Regolamento
comunale del servizio di polizia municipale). Inoltre, l’articolo in esame aggiunge
alla citata legge quadro l’articolo 5-bis, che
disciplina la dotazione delle armi agli
addetti alla polizia locale ai quali e` conferita la qualifica di agente di pubblica
sicurezza. In particolare, da un lato, si
prevede che il modello, il tipo ed il calibro
di queste armi siano determinati con regolamento dell’ente di appartenenza, dall’altro, si stabilisce che gli addetti alla
polizia locale possano comunque essere
dotati di una serie di armi, tipizzate al
comma 3 del presente provvedimento. La
proposta di legge aggiunge inoltre un articolo relativo all’area di contrattazione
collettiva per il personale dei corpi di
polizia locale (articolo 7-bis).
L’articolo 3 apporta modifiche alla
legge 1o aprile 1981, n. 121 (nuovo ordinamento dell’amministrazione della pubblica sicurezza). Viene innanzitutto esteso
agli ufficiali di polizia giudiziaria l’accesso
ai dati ed alle informazioni conservati
negli archivi automatizzati del Centro elaborazione dati istituito presso il Ministero
dell’interno e la loro utilizzazione. Viene
poi modificato l’articolo 16 della medesima legge nel senso di includere tra le
forze di polizia, fermi restando i rispettivi
ordinamenti e dipendenze locali, anche le
forze di polizia locale.
Cio` premesso, ritiene che il testo unificato non presenti profili di competenza
per la Commissione difesa e pertanto
propone di esprimere nulla osta sul testo
del provvedimento.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
Il sottosegretario Salvatore CICU concorda con le valutazioni del relatore.
La Commissione approva la proposta di
parere del relatore.
Nuove disposizioni in materia di assegno sostitutivo
dell’accompagnatore militare.
C. 6105, gia` approvato dalla IV Commissione permanente del Senato, e abbinate.
(Parere alla XI Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).
La Commissione inizia
provvedimento in oggetto.
l’esame
del
Luigi RAMPONI, presidente relatore, rileva che il progetto di legge e` volto a
riconoscere ai grandi invalidi di guerra e
per servizio affetti da gravi menomazioni,
individuati dal secondo comma dell’articolo 21 del testo unico delle norme in
materia di pensioni di guerra, la possibilita`
di ottenere a domanda un accompagnatore
del servizio civile o, in alternativa, un
assegno mensile sostitutivo dell’accompagnatore. Ricorda che l’articolo 1 della
legge n. 288 del 2002 (che viene contestualmente abrogato dal presente provvedimento), tenendo conto della impossibilita` di assicurare a tutti i grandi invalidi il
servizio dell’accompagnatore a causa della
riforma della normativa del servizio militare di leva, progressivamente abolito,
aveva introdotto l’istituto dell’assegno sostitutivo dell’accompagnatore militare o
civile ma, in considerazione della insufficienza delle risorse finanziari disponibili,
50
—
Commissione IV
aveva posto una serie di limiti alla fruibilita` dell’assegno sostitutivo, dando priorita` ai grandi invalidi che presentassero
una certa tipologia di menomazione e che
gia` fruivano del sostegno dell’accompagnatore al momento dell’entrata in vigore
della legge.
Con il presente provvedimento, tali limiti vengono eliminati. In particolare, si
estende a tutti i grandi invalidi di guerra
e per servizio la possibilita` di optare per
l’assegno sostitutivo, in alternativa alla
fruizione dell’accompagnatore; si elimina
la condizione secondo cui la percezione
dell’assegno e` subordinata all’impossibilita`
degli enti preposti di procedere, entro un
certo termine, all’assegnazione dell’accompagnatore; si adegua la misura dell’assegno sostitutivo, attualmente prevista in 878
euro per dodici mensilita` per gli invalidi
affetti dalle infermita` piu` gravi e nel 50
per cento di tale importo per gli altri,
prevedendo un assegno di 900 euro, esenti
da imposte, per dodici mensilita` in favore
degli invalidi affetti dalle infermita` piu`
gravi e nel 50 per cento di tale importo
per gli altri.
Poiche´ il provvedimento non appare
presentare profili problematici dal punto
di vista delle competenze della Commissione propone di esprimere parere favorevole.
Il sottosegretario Salvatore CICU concorda con le valutazioni del relatore.
La Commissione approva la proposta di
parere favorevole del relatore.
La seduta termina alle 15.20.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
51
—
Commissione V
V COMMISSIONE PERMANENTE
(Bilancio, tesoro e programmazione)
S O M M A R I O
SEDE CONSULTIVA:
Contributo straordinario all’Unione italiana ciechi. Ulteriore nuovo testo C. 5198, approvata
dalla 12a Commissione del Senato (Parere alla XII Commissione) (Esame emendamenti e
conclusione – Parere contrario) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
52
SEDE REFERENTE:
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge
finanziaria 2006). C. 6177 Governo, approvato dal Senato.
Bilancio di previsione dello Stato per l’anno 2006 e bilancio pluriennale 2006-2008. C. 6178
Governo, e relative note di variazione C. 6178-bis e C. 6178-ter, approvato dal Senato
(Seguito dell’esame congiunto e rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
52
ATTI DEL GOVERNO:
Schema di decreto legislativo recante istituzione della scuola superiore della magistratura,
nuove norme in tema di tirocinio e formazione degli uditori giudiziari, nonche´ nuove
norme in tema di aggiornamento professionale e formazione dei magistrati, in attuazione
della delega di cui agli articoli 1, comma 1, lettera b) e 2, comma 2, della legge 25 luglio
2005, n. 150. Atto n. 544 (Seguito dell’esame, ai sensi dell’articolo 143, comma 4, del
regolamento, e rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
56
ALLEGATO 1 (Documentazione depositata dal Ministero dell’economia e delle finanze) . . . . .
67
ALLEGATO 2 (Documentazione depositata dal Ministero della giustizia) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
70
Schema di decreto legislativo recante disciplina della composizione, delle competenze e della
durata in carica dei consigli giudiziari ed istituzione del consiglio direttivo della Corte di
cassazione, in attuazione della delega di cui agli articoli 1, comma 1, lettera c), e 2, comma
3, della legge 25 luglio 2005, n. 150. Atto n. 545 (Seguito dell’esame, ai sensi dell’articolo
143, comma 4 del regolamento, e rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
57
ALLEGATO 3 (Documentazione depositata dal Ministero dell’economia e delle finanze) . . . . .
73
Schema di decreto legislativo recante disciplina del conferimento degli incarichi direttivi
giudicanti e requirenti di legittimita`, nonche´ degli incarichi direttivi giudicanti e requirenti
di primo e secondo grado nel periodo antecedente all’entrata in vigore delle disposizioni
di cui all’articolo 2, comma 1, lettera h), numero 17) e lettera i), numero 6), della legge
25 luglio 2005, n. 150, in attuazione della delega di cui all’articolo 2, comma 10, della
medesima legge. Atto n. 546 (Seguito dell’esame, ai sensi dell’articolo 143, comma 4 del
regolamento, e rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
57
ALLEGATO 4 (Documentazione depositata dal Ministero della giustizia) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
75
Schema di decreto legislativo recante modifica dell’organico della Corte di cassazione e della
disciplina relativa ai magistrati di merito applicati presso la stessa, in attuazione della
delega di cui agli articoli 1, comma 1, lettera e), e 2, comma 5, della legge 25 luglio 2005,
n. 150. Atto n. 547 (Seguito dell’esame, ai sensi dell’articolo 143, comma 4 del regolamento,
e rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
58
ALLEGATO 5 (Documentazione depositata dal Ministero della giustizia) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
76
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
52
Commissione V
—
SEDE REFERENTE:
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge
finanziaria 2006). C. 6177 Governo, approvato dal Senato.
Bilancio di previsione dello Stato per l’anno 2006 e bilancio pluriennale 2006-2008. C. 6178
Governo, e relative note di variazione C. 6178-bis e C. 6178-ter, approvato dal Senato
(Seguito dell’esame congiunto e rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
58
AVVERTENZA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
66
SEDE CONSULTIVA
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del presidente Giancarlo GIORGETTI. — Interviene il sottosegretario di
Stato per l’economia e le finanze Daniele
Molgora.
La seduta comincia alle 9.25.
Giancarlo GIORGETTI, presidente, in
sostituzione del relatore, formula quindi la
seguente proposta di parere:
« La V Commissione Bilancio, tesoro e
programmazione,
sull’emendamento 1.21,
esprime
PARERE CONTRARIO »
Contributo straordinario all’Unione italiana ciechi.
Ulteriore nuovo testo C. 5198, approvata dalla 12a
Commissione del Senato.
(Parere alla XII Commissione).
(Esame emendamenti e conclusione – Parere contrario).
La Commissione inizia l’esame.
Giancarlo GIORGETTI, presidente, in
sostituzione del relatore, avverte che l’Assemblea ha trasmesso il fascicolo n. 4
degli emendamenti. Con riferimento agli
emendamenti compresi nel fascicolo n. 4,
non compresi nel fascicolo n. 2, sul quale
la Commissione ha espresso il parere di
competenza nella seduta del 27 settembre
2005, segnala che l’emendamento 1.21
Sandi appare suscettibile di determinare
nuovi o maggiori oneri privi di quantificazione e di copertura in quanto destina
un contributo straordinario di 125.000
euro per il triennio 2006-2008 al Centro
nazionale per il libro parlato senza tuttavia provvedere alla relativa copertura finanziaria. Sul punto appare comunque
opportuno acquisire l’avviso del Governo.
Il sottosegretario Daniele MOLGORA
concorda con la valutazione del presidente
in ordine all’emendamento 1.21.
La Commissione approva la proposta di
parere.
SEDE REFERENTE
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del presidente Giancarlo GIORGETTI. — Intervengono il ministro del
lavoro e delle politiche sociali Roberto
Maroni ed il viceministro per l’economia e
le finanze Giuseppe Vegas.
La seduta comincia alle 9.30.
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale
e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2006).
C. 6177 Governo, approvato dal Senato.
Bilancio di previsione dello Stato per l’anno 2006 e
bilancio pluriennale 2006-2008.
C. 6178 Governo, e relative note di variazione C.
6178-bis e C. 6178-ter, approvato dal Senato.
(Seguito dell’esame congiunto e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame congiunto, rinviato, da ultimo, nella seduta
pomeridiana del 29 novembre 2005.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte che la pubblicita` dei lavori sara`
assicurata anche mediante impianti audiovisivi a circuito chiuso.
Ricorda quindi che e` in corso l’esame
preliminare dei provvedimenti in titolo.
Gianfranco MORGANDO (MARGH-U)
osserva preliminarmente che sarebbe opportuna una puntuale programmazione
dei lavori della Commissione al fine di
assicurare la partecipazione alle sedute dei
rappresentanti di Governo responsabili
per le materie di volta in volta discusse, in
modo che il dibattito possa assumere una
connotazione piu` squisitamente politica.
Premesso poi di condividere l’intervento
svolto dal deputato Visco e di non voler
insistere su considerazioni di politica economica gia` sviluppate nelle precedenti sedute e ribadite ancora in sede di dichiarazione di voto in Assemblea sul decretolegge n. 203 del 2005, richiama la relazione introduttiva svolta dal relatore, la
quale ha cercato, tra l’altro, di collocare la
manovra di finanza pubblica nel contesto
dell’economia italiana ed internazionale.
La relatrice ha ragione, a suo giudizio, la`
dove dice che le cause della difficile situazione economica del Paese sono strutturali e non riconducibili soltanto alla
politica economica del Governo. La sua
parte politica e` disponibile a riconoscerlo
in parte, ma si aspetta che la maggioranza
riconosca, a sua volta, che la politica
economica portata avanti dal Governo nel
corso della legislatura e` stata insufficiente
e non ha contrastato in modo adeguato la
contingenza sfavorevole. Quel che servirebbe, quindi, e che e` mancato nella
relazione introduttiva, e` l’avvio di una
riflessione sui limiti della politica economica del Governo di centrodestra. La
relazione si e` invece limitata a sottolineare
il dato della ripresa dei consumi nel 2005.
La ripresa dei consumi e` certamente un
fatto positivo, ma non si puo` attendere da
lı` la soluzione a tutti i mali dell’economia
italiana. Quel che serve, a suo giudizio, e`
una politica di valorizzazione della capacita` produttiva del Paese; non si inverte
infatti il trend negativo semplicemente af-
53
—
Commissione V
fidandosi ai consumi. Ritiene inoltre poco
calzanti i raffronti svolti dalla relatrice tra
la situazione dell’Italia e quella di altri
paesi europei, come la Germania. La capacita` di crescita della Germania sul piano
della competitivita` e del progresso tecnologico garantisce infatti a quel paese ampi
margini di ripresa e di ottimismo. Per
contro, gli atavici problemi dell’Italia –
come la specializzazione produttiva ormai
superata nel sistema della produzione internazionale, per ricordarne solo uno –
rendono estremamente preoccupante la
situazione del paese. Stante quindi la
disponibilita` dell’opposizione a discutere
dei problemi strutturali, ritiene pero` che
una discussione seria non possa partire
dall’assunto che tutto e` andato bene e che
la politica economica del Governo e` stata
senza pecche, come ha sostenuto il Ministro Tremonti nel corso dell’audizione al
Senato. Rivolge quindi specifiche richieste
di chiarimento al Governo, allo scopo di
definire alcuni dati di fondo necessari per
una discussione politica credibile sulla
manovra finanziaria. In primo luogo, ricordato che il DPEF registrava un indebitamento al 4,3 per cento – confermato
dalla Relazione previsionale e programmatica – e che gli impegni assunti dall’Italia in sede di Unione europea impongono una manovra correttiva per lo 0,85
per cento, pari circa a 12,2 miliardi di
euro, chiede per quale ragione l’entita`
della manovra sia superiore e si attesti su
circa 16 miliardi. In secondo luogo, ricordato l’intervento correttivo per 2,7 miliardi
sull’andamento dei conti pubblici del 2005
effettuato con il decreto-legge n. 211 del
2005, chiede le ragioni dello scostamento
che ha reso necessario l’intervento correttivo, nonche´ chiarimenti in relazione al
fatto che, secondo quanto sostenuto dal
Ragioniere generale dello Stato, lo scostamento sarebbe di entita` superiore, a causa
delle mancate dismissioni del patrimonio
immobiliare pubblico. In terzo luogo, ricordato che il decreto-legge n. 203 del
2005 ha effettuato un ulteriore intervento
correttivo, chiede chiarimenti in ordine
alle cifre tendenziali per il 2006. In quarto
luogo, dopo aver evidenziato che le ecce-
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
denze di spesa rappresentano la quota piu`
consistente della spesa corrente per il 2006
e che le stime relative alle eccedenze sono
assai piu` contenute per gli anni successivi
al 2006 e dopo aver ricordato che un’analoga previsione sull’andamento delle eccedenze e` stata fatta anche in passato e si e`
dimostrata quindi sbagliata, chiede chiarimenti sia sulle ragioni che portano al
formarsi di eccedenze di spesa, sia sulle
ragioni della previsione di limitate eccedenze per gli anni successivi al 2006. In
quinto luogo, ricordato che la copertura
della manovra finanziaria e` assicurata per
circa il 48 per cento dalle misure disposte
dal decreto-legge collegato (che in gran
parte riguardano la lotta all’evasione fiscale), chiede chiarimenti in proposito,
affinche´ la Commissione possa valutare la
credibilita` delle stime e delle attese sulle
quali il Governo fonda la sua manovra.
Giancarlo GIORGETTI, presidente, ringrazia il Ministro Maroni per aver accettato di intervenire ai lavori della Commissione sulle parti del disegno di legge finanziaria riguardanti le politiche sociali e
del lavoro.
Il ministro Roberto MARONI, con riferimento alle disposizioni del disegno di
legge finanziaria che investono la competenza del suo dicastero, segnala in primo
luogo le misure che consentono il prolungamento dei trattamenti di « cassa in deroga ». Tali misure riguardano l’accesso
alla cassa integrazione e al trattamento di
mobilita` ad imprese sotto i quindici dipendenti sulla base di accordi territoriali.
Le risorse stanziate negli ultimi due anni
pari a 500 milioni, che sono stati destinati
per il 95 per cento alle imprese del settore
tessile, si sono rivelati sufficienti. Sulla
base del dato in possesso anche per il
2005, gli stanziamenti dovrebbero risultare
sufficienti a fronteggiare la proroga di tali
interventi. Il disegno di legge finanziaria
contiene disposizioni che consentono di
fronteggiare la crisi del settore avicolo, che
ha in particolare interessato il Veneto, con
strumenti che prevedono il coinvolgimento
delle regioni. Rileva poi che anche le
54
—
Commissione V
risorse destinate al fondo per l’occupazione consentono di non nutrire preoccupazioni per quel che concerne il prolungamento dei trattamenti di cassa integrazione attualmente in essere. Il Governo
deve invece ancora assumere un orientamento sull’utilizzo delle risorse destinate
dai decreti-legge n. 35 e n. 203 del 2005
all’avvio della previdenza integrativa e che
risultano ora disponibili a seguito della
decisione di differire al 2008 l’avvio della
riforma. Ricorda che tali risorse ammontano per il 2006 a 400 milioni di euro, per
il 2007 a 930 milioni di euro e per il 2008
a 1.130 milioni di euro. Si liberano dunque le risorse relative al 2006 e al 2007 e
parte di quelle relative al 2008, anno in cui
inizialmente era prevista l’entrata a regime
della riforma e in cui vi sara` invece il suo
avvio. In proposito, segnala l’opportunita`
di destinare tali risorse ad interventi nel
sistema sociale e previdenziale: sono state
presentate proposte emendative di origine
parlamentare che giudica meritevoli di
appoggio e vi sono inoltre proposte del suo
ministero che dovranno essere valutate in
seno al Governo e alla maggioranza. Al
riguardo consegna alla Commissione una
documentazione. In particolare, si tratta di
proposte che vanno incontro alle esigenze
segnalate dall’Associazione nazionale mutilati ed invalidi del lavoro in materia di
rivalutazione delle rendite e di prestazioni
sanitarie. Segnala poi l’esigenza di destinare ulteriori risorse per favorire la totalizzazione dei contributi previdenziali per
quel che concerne le lavoratrici « silenti »,
vale a dire quelle lavoratrici che non
hanno raggiunto in nessuna gestione previdenziale i requisiti previsti dalla normativa vigente per accedere alla totalizzazione ed hanno quindi cessato di lavorare.
Vincenzo VISCO (DS-U), nel ribadire
l’opportunita` che le risorse inizialmente
destinate all’avvio della previdenza integrativa, concorrano al miglioramento dei
saldi di finanza pubblica, sottolinea che, in
considerazione dei pesanti tagli contenuti
nel disegno di legge finanziaria agli enti
locali, parte di tali risorse potrebbero
essere destinate a tali enti, anche per
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
consentire la proroga dei trattamenti dei
rapporti di lavoro a tempo determinato
attualmente in essere.
Roberto GUERZONI (DS-U), nel rilevare preliminarmente l’opportunita` di ritornare sulla decisione presa relativamente
all’avvio della riforma della previdenza
integrativa e di prevedere l’entrata in vigore di tali misure fin dal 2006, indica in
alternativa alcuni ulteriori interventi in
ambito sociale che risulterebbero meritevoli di attenzioni. Si riferisce alla tutela
previdenziale dei lavori non continui, al
cosiddetto problema delle lavoratrici
donne « silenti » ed al superamento del
divieto di cumulo tra la rendita INAIL e
quella pensionistica.
Gianfranco MORGANDO (MARGH-U)
concorda con il deputato Visco sul fatto
che sarebbe preferibile utilizzare le risorse
cui ha fatto riferimento il ministro Maroni
per migliorare i saldi di finanza pubblica.
Ritiene, peraltro, che, se si decide di usare
tali risorse per interventi vari, deve trattarsi di interventi con forte significato
strategico e bisogna evitare di disperderle
per finalita`, certamente importanti, ma
non inserite in un’ottica complessiva. Rileva, inoltre, che, in base ai dati a sua
disposizione, i 500 milioni di euro stanziati
per il 2006 per le casse in deroga non
sembrano sufficienti. Osservato che si
tratta di uno strumento importante per
governare le crisi di settore e che ha dato
risultati soddisfacenti, chiede al Governo
rassicurazioni in ordine all’adeguatezza
dello stanziamento, aggiungendo che, secondo quanto gli risulta, servirebbero per
il 2006 almeno 600 milioni di euro.
Arnaldo MARIOTTI (DS-U) ringrazia
innanzitutto il Ministro Maroni per essere
venuto in Commissione a preannunciare
proposte che sottoporra` al Consiglio dei
Ministri, consentendo in questo modo al
Parlamento di esprimersi in una fase in
cui cio` e` ancora utile. Premesso poi che
riterrebbe preferibile che si cercasse ancora di far partire la previdenza integrativa almeno dal 2007, prende atto del fatto
55
—
Commissione V
che, in ogni caso, si liberano risorse e che
il Ministro pensa di utilizzarle per le
finalita` che ha illustrato, sulle quali si
potra` riflettere. Esprime poi preoccupazione rispetto alla adeguatezza degli stanziamenti per gli ammortizzatori sociali per
il 2006. Ricorda, tra l’altro, la crisi in atto
nel settore elettronico, soprattutto in alcune regioni del paese. Si tratta di un
settore che rischia di uscire dal mercato e
per il quale c’e` bisogno senz’altro di adeguate politiche industriali, ma intanto anche di ammortizzatori sociali.
Laura Maria PENNACCHI (DS-U)
esprime il proprio apprezzamento per la
decisione del ministro Maroni di sottoporre in modo trasparente alla Commissione le proprie valutazioni in ordine all’utilizzo delle risorse inizialmente destinate all’avvio della previdenza integrativa.
Rileva tuttavia la necessita` di affrontare il
problema con una maggiore attenzione
all’equilibrio generale della finanza pubblica ed in particolare la necessita` di
incrementare le risorse destinate agli enti
locali, pesantemente colpite dalle misure
contenute nel disegno di legge finanziaria.
Tali enti necessitano infatti di risorse per
la proroga dei rapporti di lavoro a tempo
determinato attualmente in essere.
Il Ministro Roberto MARONI, premesso
che le misure relative agli enti locali non
rientrano nell’ambito delle sue competenze e che non e` pertanto in grado di
rispondere con assoluta precisione di dati,
rileva che non e` possibile, allo stato,
prevedere quanti contratti a termine saranno interrotti, ne´ quali tipologie di lavoratori saranno toccate. Rispondendo poi
al deputato Morgando, afferma di condividere il principio secondo cui e` opportuno utilizzare le risorse per interventi di
tipo strategico. Ritiene, infatti, che il sostegno ai lavoratori che abbiano subito
danni a seguito di infortuni sul lavoro
abbia carattere strategico, nell’ambito
delle politiche sociali. Per quanto riguarda,
invece, le casse in deroga, fa presente che
tutte le misure ad oggi concesse – e che
riguardano per circa il 95 per cento
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
aziende del settore tessile – sono coperte
fino al 31 dicembre 2006, per cui le
somme stanziate nella legge finanziaria
devono servire soltanto a coprire le ulteriori situazioni di crisi che dovessero manifestarsi nel corso del 2006 e che per il
momento – con l’eccezione del comparto
avicolo, colpito dalla preoccupazione dei
consumatori per l’influenza aviaria – non
si sono ancora manifestate. Si tratta,
quindi, di circa 500 milioni di euro aggiuntivi: una somma ritenuta dal Governo
sufficiente. Fa inoltre presente che le
« casse in deroga » riguardano solo le imprese con meno di quindici dipendenti,
che gli altri trattamenti sono erogati dall’INPS e che per le misure di cassa integrazione gia` concesse e normalmente prorogate si fara` fronte con il Fondo per
l’occupazione, il cui ammontare e` adeguato. Ritiene, pertanto, che le somme
derivanti dal differimento dell’avvio della
riforma della disciplina del TFR possano
essere utilizzate opportunamente per le
finalita` di carattere sociale da lui indicate.
Aggiunge che si fa riferimento a 137
milioni per il 2006, dunque di una quota
non grandissima rispetto ai 400 milioni
disponibili. Per il resto, condivide la proposta del deputato Guerzoni di servirsi
delle risorse eventualmente anche per il
superamento del divieto di cumulo delle
prestazioni INPS-INAIL e per le cosiddette
« donne silenti ». Si dichiara inoltre disponibile a valutare eventuali altri proposte
che verranno dal Parlamento.
Giancarlo GIORGETTI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia
quindi il seguito dell’esame alla seduta
pomeridiana.
La seduta termina alle 10.20.
56
—
Commissione V
Stato per l’economia e le finanze Daniele
Molgora.
La seduta comincia alle 14.40.
Schema di decreto legislativo recante istituzione
della scuola superiore della magistratura, nuove
norme in tema di tirocinio e formazione degli uditori
giudiziari, nonche´ nuove norme in tema di aggiornamento professionale e formazione dei magistrati,
in attuazione della delega di cui agli articoli 1,
comma 1, lettera b) e 2, comma 2, della legge 25
luglio 2005, n. 150.
Atto n. 544.
(Seguito dell’esame, ai sensi dell’articolo
143, comma 4, del regolamento, e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame dello
schema di decreto legislativo in titolo,
rinviato nella seduta del 16 novembre
2005.
Il sottosegretario Daniele MOLGORA
deposita una documentazione predisposta
al fine di fornire elementi di risposta alle
richieste di chiarimento avanzate nella
seduta precedente (vedi allegato 1).
Il ministro della giustizia Roberto CASTELLI deposita la documentazione predisposta dal Ministero della giustizia sul
provvedimento in esame (vedi allegato 2).
Conferma poi che sia l’entita` dei gettoni di
presenza sia il numero di riunioni del
direttivo della Scuola e` stato modulato in
modo da risultare coerente con le quantificazioni recate dalla relazione tecnica.
Precisa infine che il riferimento, all’articolo 37, comma 2, fa erroneamente riferimento all’articolo 1, comma 3, anziche´
all’articolo 1, comma 4, vale a dire la
disposizione che precisa che il personale
della Scuola sara` costituito da dipendenti
comandati dal Ministero stesso.
ATTI DEL GOVERNO
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del Presidente Giancarlo GIORGETTI. — Interviene il ministro della giustizia Roberto Castelli e il sottosegretario di
Giancarlo GIORGETTI, presidente relatore, alla luce degli elementi di chiarimento forniti, si riserva di predisporre una
proposta di parere per la seduta di domani. Rileva la necessita` di precisare,
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
eventualmente con una condizione da inserire nel parere della Commissione, che il
personale comandato alla Scuola sara` limitato alle unita` previste dalla relazione
tecnica e dalla legge delega.
Schema di decreto legislativo recante disciplina della
composizione, delle competenze e della durata in
carica dei consigli giudiziari ed istituzione del consiglio direttivo della Corte di cassazione, in attuazione della delega di cui agli articoli 1, comma 1,
lettera c), e 2, comma 3, della legge 25 luglio 2005,
n. 150.
Atto n. 545.
(Seguito dell’esame, ai sensi dell’articolo
143, comma 4 del regolamento, e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame dello
schema di decreto legislativo in oggetto,
rinviato nella seduta del 17 novembre
2005.
Il sottosegretario Daniele MOLGORA
deposita la documentazione predisposta
dal Ministero dell’economia al fine di
fornire elementi di risposta alle richieste
di chiarimento avanzate nella seduta precedente (vedi allegato 3).
Il ministro Roberto CASTELLI, con
riferimento agli articoli 6 e 14, conferma
che l’ammontare dei gettoni di presenza
quantificati in relazione tecnica sara` tradotto nei successivi decreti attuativi e che
la previsione di due riunioni mensili per il
Consiglio direttivo rappresenta una stima
ragionevole in relazione alle competenze
assegnate al Consiglio ed in linea, peraltro,
con la previsione delle due riunioni mensili dei Consigli giudiziari. Esprime infine
la propria disponibilita` ad apportare alla
clausola di copertura finanziaria le modifiche necessarie a recepire le indicazioni
della Commissione.
Giancarlo GIORGETTI, presidente relatore, alla luce degli elementi di chiarimento forniti, si riserva di predisporre una
proposta di parere da porre in votazione
nella seduta di domani.
57
—
Commissione V
Schema di decreto legislativo recante disciplina del
conferimento degli incarichi direttivi giudicanti e
requirenti di legittimita`, nonche´ degli incarichi direttivi giudicanti e requirenti di primo e secondo
grado nel periodo antecedente all’entrata in vigore
delle disposizioni di cui all’articolo 2, comma 1,
lettera h), numero 17) e lettera i), numero 6), della
legge 25 luglio 2005, n. 150, in attuazione della
delega di cui all’articolo 2, comma 10, della medesima legge.
Atto n. 546.
(Seguito dell’esame, ai sensi dell’articolo
143, comma 4 del regolamento, e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame dello
schema di decreto legislativo in oggetto,
rinviato nella seduta del 17 novembre
2005.
Il sottosegretario Daniele MOLGORA,
con riferimento alle richieste di chiarimento avanzate nella precedente seduta
circa la possibilita` che l’eventuale anticipo
del pensionamento dei magistrati sia suscettibile di determinare oneri di personale in relazione alla sostituzione anticipata dei medesimi alla scadenza del blocco
delle assunzioni di cui all’articolo 1,
comma 95, della legge n. 311 del 2004,
rileva che la questione riveste carattere di
generalita` per tutte le categorie interessate
dal divieto e che, comunque, eventuali
nuovi o maggiori oneri risultano ipotetici e
non dimostrabili. Conferma poi la disponibilita` delle risorse indicate all’articolo 5
del provvedimento.
Il ministro Roberto CASTELLI, nel
condividere le valutazioni del sottosegretario Molgora, deposita la documentazione
predisposta al fine di fornire elementi di
risposta alle richieste di chiarimento avanzate (vedi allegato 4).
Arnaldo MARIOTTI (DS-U) chiede al
rappresentante del Governo di precisare se
vi sono elementi per quantificare gli oneri
derivanti dall’anticipo del pensionamento
dei magistrati.
Il sottosegretario Daniele MOLGORA
precisa che gli elementi in possesso con-
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
sentono di escludere la possibilita` di emersione di oneri ulteriori rispetto a quelli
quantificati.
Giancarlo GIORGETTI, presidente relatore, si riserva di predisporre la proposta
di parere da porre in votazione nella
seduta di domani.
58
—
Commissione V
SEDE REFERENTE
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del presidente Giancarlo GIORGETTI. — Interviene il sottosegretario di
Stato per l’economia e le finanze Giuseppe
Vegas.
La seduta comincia alle 15.20.
Schema di decreto legislativo recante modifica dell’organico della Corte di cassazione e della disciplina
relativa ai magistrati di merito applicati presso la
stessa, in attuazione della delega di cui agli articoli
1, comma 1, lettera e), e 2, comma 5, della legge 25
luglio 2005, n. 150.
Atto n. 547.
(Seguito dell’esame, ai sensi dell’articolo
143, comma 4 del regolamento, e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame dello
schema di decreto legislativo in oggetto,
rinviato nella seduta del 17 novembre
2005.
Il sottosegretario Daniele MOLGORA,
con riferimento alle richieste di chiarimento avanzate nella precedente seduta,
precisa che il trattenimento dei posti soppressi dei magistrati ai quali non sia stato
possibile conferire funzioni di legittimita`
non da` luogo a posizioni soprannumerarie
o a modifiche stipendiali e pertanto non
determina oneri aggiuntivi. Conseguentemente conferma che gli oneri derivanti dal
provvedimento devono essere considerati
come limite massimo di spesa.
Il ministro Roberto CASTELLI conferma che l’attuazione delle disposizioni
del provvedimento non comporta l’emersione di posizioni soprannumerarie. Deposita in proposito la documentazione
predisposta (vedi allegato 5).
Giancarlo GIORGETTI, presidente relatore, si riserva di predisporre una proposta
di parere da porre in votazione nella
seduta di domani.
La seduta termina alle 15.10.
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale
e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2006).
C. 6177 Governo, approvato dal Senato.
Bilancio di previsione dello Stato per l’anno 2006 e
bilancio pluriennale 2006-2008.
C. 6178 Governo, e relative note di variazione C.
6178-bis e C. 6178-ter, approvato dal Senato.
(Seguito dell’esame congiunto e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame congiunto, rinviato, da ultimo, nella seduta
antimeridiana.
Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte che la pubblicita` dei lavori sara`
assicurata anche mediante impianti audiovisivi a circuito chiuso. Avverte quindi che,
nella seduta di domani, giovedı` 1o dicembre, sara` dato conto delle inammissibilita`
degli emendamenti presentati, verranno
quindi fissati i termini per eventuali richieste di riesame e per la segnalazione da
parte dei gruppi degli emendamenti da
porre in votazione. Avverte quindi che
nella seduta di venerdı` interverra` il ministro Micciche`, mentre sono in corso contatti per rendere possibile l’intervento di
altri ministri interessati ai contenuti del
disegno di legge finanziaria.
Vincenzo VISCO (DS-U) ritiene che i
componenti del Governo non possono rifiutarsi di partecipare ai lavori della Commissione.
Michele VENTURA (DS-U), attesa l’impossibilita` dei deputati del suo gruppo a
partecipare ai lavori della Commissione
nella giornata di venerdı`, a causa del
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
contestuale svolgimento della Conferenza
nazionale dei Democratici di Sinistra, auspica che l’intervento del ministro Micciche` e degli altri ministri che intendono
intervenire possa svolgersi nella giornata
di domani.
Giancarlo GIORGETTI, presidente, assicura il deputato Ventura che si adoperera` per dare soddisfazione alla sua richiesta.
Pietro MAURANDI (DS-U), ricordando
che, nel merito dei contenuti della manovra di bilancio, gia` altri deputati appartenenti ai gruppi di opposizione hanno
svolto alcuni interventi e che ulteriori
considerazioni
saranno
rappresentate
nella fase dell’illustrazione degli emendamenti presentati, ritiene opportuno svolgere talune considerazioni di carattere
preliminare. Al riguardo, stigmatizza l’atteggiamento che appare diffuso tra numerosi esponenti dei gruppi di maggioranza,
rispetto alla inadeguatezza dello strumento della manovra di bilancio al fine di
porre rimedio alla situazione in cui versa
il Paese. In proposito, appare imprescindibile
individuare,
indipendentemente
dalle soluzioni prescelte, quale sia il quadro macroeconomico di riferimento e fornire talune precisazioni in ordine alla
portata del Patto di Stabilita` ed agli effetti
che esso ha prodotto sulla crisi strutturale
che investe il nostro paese. Appare infatti
poco condivisibile l’affermazione in base
alla quale, a fronte di tale crisi, la politica
abbia pochi strumenti a disposizione, anche alla luce del fatto che il principale
ostacolo alle politiche di sviluppo sarebbe
rappresentato dall’appartenenza dell’Italia
all’Unione europea ed al connesso Patto di
stabilita`. Infatti, a prescindere dal rilievo
che tale Patto e` stato liberamente sottoscritto dallo Stato italiano e che esso
presuppone inevitabilmente uno scambio,
ritiene che la convergenza tra le finanze
pubbliche dei vari paesi UEM sia necessaria al fine di mantenere la stabilita` del
potere di acquisto della moneta unica nei
vari paesi e al fine di accelerare i processi
di avvicinamento tra le rispettive econo-
59
—
Commissione V
mie. In proposito, ricorda infatti come il
monitoraggio delle variabili della finanza
pubblica sia necessario anche a prescindere dalla vigenza del Patto.
Alla luce di tali considerazioni, pur
riconoscendo come l’adesione al Patto sia
fonte di numerosi vincoli, rileva come la
gravita` di tali vincoli sia diretta conseguenza del difficile quadro economico italiano. Invita quindi i rappresentanti dei
gruppi di maggioranza a non imputare al
Patto di stabilita` tutti i mali dell’economia
italiana, ne´ ad assimilare la nostra crisi
strutturale a quella attraversata da altri
paesi, nei quali si registra un debito pubblico nettamente inferiore rispetto a quello
italiano. Posto che la crisi e` di carattere
prevalentemente strutturale, ritiene che le
cause non possano essere imputate soltanto a fattori quali la crescita economica
della Cina, l’ingresso dell’euro e i fatti
dell’11 settembre.
La crisi italiana e` infatti innanzitutto
una crisi che attiene al mercato ed alle
difficolta` del suo funzionamento: appare
pertanto compito della manovra di bilancio e, piu` in generale, della politica economica, quello di porre riparo a tali vizi
strutturali. Pur essendo consapevole che
tali strumenti non sono ne´ in grado di
sostituirsi al mercato ne´ di determinare in
modo diretto la ripresa economica, ne´
tanto meno di influenzare l’economia
mondiale, tuttavia sono in grado di produrre gli effetti cui sono deputati, quali il
risanamento della finanza pubblica e l’incentivo delle politiche di sviluppo. I due
aspetti appaiono strettamente connessi in
quanto, mediante l’utilizzazione dei risultati virtuosi del risanamento della finanza
pubblica, e` possibile sostenere interventi
che favoriscano lo sviluppo. Invece, quanto
ai risultati della finanza pubblica, si assiste al superamento del tetto del deficit del
3 per cento e ad una sostanziale stabilita`
del debito pubblico, che rimane ancora
fermo al 110 per cento del PIL. In assenza
del risanamento, anche le politiche di
sviluppo appaiono inefficaci. Al riguardo,
non puo` farsi questione dell’entita` dei
mezzi ammessi, rispetto ai quali operano
le limitazioni del Patto di stabilita`, bensı`
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
degli strumenti utilizzabili. Gli strumenti
utilizzati nel corso della precedente legislatura, quali i Patti negoziati e i crediti
d’imposta sono caduti in desuetudine
senza essere sostituiti da strumenti alternativi.
Al fine di sostenere lo sviluppo, nel
corso dell’attuale legislatura, si e` ricorsi
allo strumento della riduzione della pressione fiscale, ritenendo che tale strumento,
da solo, fosse sufficiente a rilanciare sviluppo, investimenti e consumi. Tale assunto, che, peraltro, non si e` tradotto in
interventi effettivi – poiche´, a fronte della
riduzione delle imposte statali, gli enti
locali sono stati gravati da oneri aggiuntivi
inevitabilmente addossati ai cittadini –
muove da un’errata considerazione del
rapporto esistente tra imposta e investimento. Tale rapporto, infatti, non puo`
essere considerato in modo meccanicistico,
ma deve essere inserito nell’ambito di
interventi generali di politica macroeconomica. Al riguardo, rileva inoltre come la
riduzione del carico fiscale introdotta
dalla legge finanziaria per il 2005, abbia in
realta` intaccato la progressivita` del nostro
sistema contributivo, atteso che gli sgravi
fiscali hanno in realta` avvantaggiato i piu`
abbienti. Ritiene altresı` molto pericoloso
procedere a riforme economiche facendo
affidamento sui risultati sperati e su auspicate riprese. Tale prospettiva rischia di
considerare meri auspici o speranze come
se fossero realta`. Paventa quindi che anche i dati diffusi dall’OCSE, dai quali si
evincono segnali di ripresa della nostra
economia, possano essere sopravvalutati,
ingenerando confusione tra segnale di ripresa e ripresa effettiva dell’economia.
Conclusivamente, ritiene necessario che
venga chiarito il quadro macroeconomico
di riferimento, in quanto, solamente una
esatta percezione della situazione economica del paese puo` consentire l’adozione
di scelte di politica economica virtuose. Da
ultimo, invita il sottosegretario a chiarire
quanto prima se il Governo intende presentare le sue proposte di modifica in
Commissione ovvero soltanto in Assemblea
attraverso un maxiemendamento.
60
—
Commissione V
Benito SAVO (FI) formula, in termini
generali, un giudizio positivo sui contenuti
della manovra di bilancio predisposta dal
Governo, che, senza incrementare la pressione fiscale e grazie alla riduzione degli
sprechi delle pubbliche amministrazioni,
mira all’accrescimento della funzionalita`
degli enti locali e all’incremento degli
investimenti e dello sviluppo. In particolare, ritiene che le previsioni macroeconomiche formulate negli anni passatisi si
siano rivelate esatte. Gli strumenti adottati
appaiono inoltre in linea con le indicazioni
pervenute dal Fondo Monetario Internazionale, che predilige misure di contenimento della spesa rispetto all’aggravio degli oneri fiscali. Tuttavia, in un quadro
economico generale che sembra dare segnali di ripresa, si deve segnalare come
fonti eccessive di spesa derivino dagli enti
locali. Al riguardo, non soltanto si registrano stanziamenti per il settore sanitario
crescenti di anno in anno, ma anche
notevoli sprechi di risorse da parte degli
enti locali che sarebbero deputati a gestirle. La spesa sanitaria e` infatti cresciuta
dal 2001 ad oggi di cifre consistenti e lo
Stato e` spesso chiamato a porre riparo agli
sfondamenti si spesa che si registrano al
livello regionale. Tale incremento di spese,
peraltro, non corrisponde alla elargizione
di servizi di pari qualita` nell’arco di tutto
il territorio nazionale: al riguardo, ritiene
necessario individuare interventi che consentano ai cittadini delle regioni del sud
Italia di rivolgersi a centri tanto efficienti
quanto quelli operanti nel nord del Paese.
Tale necessita` s’impone sia per la tutela
della salute del cittadino sia per la concorrenza del mercato. Concludendo, segnala di aver presentato un emendamento
in proposito, ritenendo le misure contenute nel disegno di legge non sufficienti.
Marco STRADIOTTO (MARGH-U), in
via preliminare, da` atto dell’utilita`, ai fini
della discussione, dell’intervento svolto
nella seduta odierna dal Ministro Maroni.
Con riferimento ai contenuti di tale intervento, ritiene infatti condivisibile che i
fondi liberati per effetto della revisione
della disciplina sul TFR siano destinati alle
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
pensioni delle donne silenti e a confluire
nelle rendite per i mutilati e gli invalidi di
lavoro. Problematica appare invece la decurtazione degli stanziamenti previsti per
il Fondo sociale regionale, nonche´ quella
dei trasferimenti agli enti locali. Al riguardo, precisa in via preliminare come
solo impropriamente gli enti locali possano essere accomunati alle regioni, atteso
che essi sono costituiti piu` propriamente
da comuni e province. Stigmatizza quindi
il fatto che, negli ultimi anni, si sia assistito ad una crescente riduzione dei trasferimenti statali agli enti locali, cui si e`
aggiunto un incremento dell’inflazione. A
cio` deve aggiungersi il peso crescente sui
loro bilanci dovuto alla crisi energetica
nonche´ le problematiche connesse al trasporto pubblico locale ed ai conseguenti
problemi di inquinamento. Posto, tra l’altro, che tali oneri sono a carico degli enti
locali, non ritiene corretto che, da parte
del Governo e della maggioranza, si esprimano considerazioni generali in ordine
agli sprechi imputati alle amministrazioni
degli enti locali. In proposito, ritiene infatti che, se la pubblica amministrazione
fosse efficiente come alcune amministrazioni locali, la gestione della cosa pubblica
sarebbe certamente migliore. Appare
quindi iniquo imputare esclusivamente
agli enti locali la crescita delle spese e
soprattutto appare scorretto bloccare la
spesa degli enti locali, anziche´ agire sui
saldi. Alla riduzione delle spese degli enti
locali per un importo pari a 3 miliardi di
euro, consegue infatti inevitabilmente una
pari riduzione delle entrate, configurandosi cosı` un meccanismo fasullo con il
quale attestare incrementi nelle disponibilita` di bilancio statale. Gli effetti di tali
manovre vanno esclusivamente a discapito
degli enti locali, senza produrre vantaggi
per la finanza pubblica.
Ritiene inoltre scarsamente condivisibile che la manovra di bilancio ponga tetti
di spesa anche agli investimenti degli enti
locali. Il risultato conseguito da tali misure
e` stato infatti quello di ridurre del 7 per
cento gli investimenti degli enti locali nell’arco di soli 2 anni, sottraendo cosı` risorse
agli enti locali ed alla crescita del Paese. In
61
—
Commissione V
particolare, ricorda, come dalla audizione
della Cassa depositi e prestiti, svolta da
parte del Comitato per la finanza territoriale, sia emerso come, per rispettare i
limiti posti dal Patto di stabilita` ed il tetto
di spesa per investimenti, gli enti locali
siano dovuti ricorrere a forme di investimento alternative, quali lo swap, che
hanno in realta` incrementato i loro deficit.
Da ultimo, muovendo dalla considerazione che non tutti gli investimenti presentano carattere omogeneo, riterrebbe
opportuno che i tetti agli investimenti degli
enti locali potessero variare a seconda del
tipo di intervento richiesto e, soprattutto,
che i comuni con popolazione inferiore ai
5 mila abitanti, fossero esclusi dall’applicazione del Patto di stabilita`. L’individuazione di tetti di spesa e la mancanza di
opportune differenziazioni creano infatti
ostacoli allo sviluppo degli enti locali,
apparendo opportuna almeno l’esenzione
dall’applicazione dei limiti del Patto di
stabilita` dei cofinanziamenti dell’Unione
europea. Al fine di incentivare le dotazioni
economiche degli enti locali, diminuite
negli anni anche a causa dell’inflazione,
sembrerebbe inoltre necessario favorire le
aggregazioni e le unioni di comuni, favorendo cosı` gli investimenti. Da ultimo,
stigmatizza il fatto che il ministero di
riferimento in materia di enti locali stia
diventando sempre piu` quello dell’economia, piuttosto che quello dell’interno, con
gravi ripercussioni sulla gestione dei rapporti fra Stato ed enti locali, che non puo`
essere limitata ad un’ottica meramente
ragionieristica, presupponendo, invece, il
costante svolgimento di funzioni sul territorio. Alla luce di tali considerazioni,
ribadisce quindi come sia poco corretto
imputare ai comuni l’incremento delle
spese statali ed i conseguenti sprechi di
risorse.
Laura Maria PENNACCHI (DS-U) manifesta la convinzione che sussista un
intrinseco nesso tra la qualita` dei documenti di bilancio elaborati nel corso della
legislatura e il deterioramento progressivo
dei conti pubblici. Intende al riguardo
denunciare la carenza di trasparenza che
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
connota le manovre di finanza pubblica
poste in essere dal Governo, dichiarandosi
convinta che la mancanza di tale ineludibile connotato impedisca alla compagine
governativa di svolgere correttamente le
funzioni ad essa proprie e all’opposizione
i compiti di relativo controllo. Non manca
altresı` di rimarcare con profondo sconcerto come si assista ormai da anni ad una
alterazione delle regole istituzionali che
presiedono alle procedure di bilancio, per
effetto del sistematico ricorso alla votazione di fiducia. Ancor piu` grave e`, a suo
giudizio, che il Governo pretenda di porre
argine al progressivo deterioramento dei
conti pubblici in virtu` dell’adozione di una
congerie di atti normativi in materia di
finanza pubblica ispirati all’univoca ratio
di introdurre ex post correttivi rispetto a
quanto disposto nelle passate leggi finanziarie, con palese violazione dei fondamentali dettami contemplati nell’articolo
81 della Costituzione.
Ponendo in particolare l’attenzione sul
deterioramento dei conti pubblici nazionali e dei saldi, sottolinea come i competenti organismi internazionali abbiano
espresso notevoli riserve in ordine al miglioramento del rapporto deficit-PIL,
preannunciato dal Governo, quale impegno per l’anno in corso e per quello
prossimo. Soffermandosi poi sulla vexata
quaestio dei tagli agli enti locali, giustificati
dalla necessita` di porre freno a insensate
politiche di sprechi, rileva come le previste
riduzioni di finanziamenti alle consulenze
e alle auto blu dovrebbero comportare un
risparmio di circa 100 milioni di euro, a
fronte della prospettata riduzione di 3
miliardi di euro: ne consegue che tali tagli
saranno destinati inevitabilmente ad incidere sull’erogazione di servizi essenziali
per la collettivita` da parte degli enti locali,
ingiustamente penalizzati dalla manovra
di finanza pubblica in esame.
Dopo aver inoltre constatato con profonda preoccupazione come non siano
elaborate linee politiche serie e costruttive
per il rilancio del Mezzogiorno, essendo
unicamente prevista l’istituzione di una
Banca per il sostegno dello sviluppo economico di tale area geografica del paese,
62
—
Commissione V
denuncia parimenti la mancanza di percorsi virtuosi atti a valorizzare i distretti
industriali, che pure rappresentano una
significativa espressione del quadro economico nazionale, come sottolineato recentemente dal Presidente della Repubblica. Lamenta altresı` la mancanza di
congrui investimenti per il settore della
ricerca, osservando come purtroppo si sia
lontani dal raggiungimento degli obiettivi
previsti in materia nella strategia di Lisbona.
Ritiene che non possa ignorarsi l’imprescindibile legame tra il costante deterioramento dei conti pubblici e la mancata
crescita economica del paese, la cui situazione economico-finanziaria non esita a
definire tragica, atteso che e` connotata
dalla presenza di un elevato debito e di un
imponente deficit, con ripercussioni particolarmente negative sul mondo imprenditoriale e anche sulle famiglie. Nel rilevare come nella manovra di finanza pubblica in esame non sia predisposta alcuna
strategia volta alla soluzione dei problemi
piu` urgenti del paese, afferenti in particolar modo all’occupazione, all’istruzione
e alla ricerca, lamenta che nel corso della
legislatura si e` assistito ad un discutibile e
controverso graduale arretramento dell’intervento dello Stato a favore delle realta`
periferiche. Ritiene che si sia in tal modo
inferto un duro colpo alla qualita` della
vita di tali fondamentali componenti dello
Stato, arrecandosi contestualmente gravi
ferite all’etica pubblica: emblematica testimonianza e` il costante ricorso alla politica dei condoni, posta in essere in maniera approssimativa e irresponsabile da
parte del Governo nel corso della legislatura.
Invita, conclusivamente, il Governo a
prendere atto del fatto che vi sono fondamentali responsabilita` da assumere e ad
agire al fine di dare serie e costruttive
risposte – purtroppo sino ad ora mancanti
– alle maggiori urgenze del Paese.
Luigi OLIVIERI (DS-U) formula preliminarmente l’auspicio che la discussione
in Commissione possa apportare un valido
contributo al fine del miglioramento del
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
disegno di legge finanziaria, evitando che
rappresenti un puro passaggio procedurale, privo di valenza sostanziale. Ritiene
in proposito che occorra riflettere sul fatto
che sono state presentate molte proposte
emendative, anche da parte di esponenti
della maggioranza, a testimonianza dell’opportunita` di dar luogo ad interventi
migliorativi del testo in titolo, che ne
consentano una piu` valida e seria formulazione. Soffermandosi in particolare su
talune proposte emendative presentate, intende sottoporre all’attenzione della Commissione la problematica attinente alla
realta` della montagna.
Rende noto che il Presidente della
Repubblica ha oggi ricevuto al Quirinale
una delegazione di partecipanti alla celebrazione della « Giornata internazionale
della montagna » e che in tale occasione il
Ministro degli affari regionali La Loggia si
e` dichiarato profondamente soddisfatto
delle positive politiche attuate nel settore
della montagna nel corso della legislatura,
sottolineando pure che congrui finanziamenti sono ad esso destinati nel disegno di
legge finanziaria per il 2006. Si dichiara
sorpreso di tali dichiarazioni, denunciando
la mancanza di valide e coerenti strategie
politiche per la montagna, che rappresenta
una importante espressione della realta`
geografico-economica del paese. Nel lamentare quindi che la scarsa attenzione al
territorio ha comportato un sensibile peggioramento delle diverse realta` del paese,
e in particolare di quelle montane, sottolinea che molte sue proposte emendative
sono volte ad assicurare adeguata valorizzazione e tutela delle medesime. Osserva
quindi come nel panorama normativo nazionale non risultino esservi leggi ad hoc
finalizzate al sostegno, anche di natura
economica, delle realta` montane, gravemente penalizzate dalla mancanza di finanziamenti a loro favore. Nel ritenere
essenziale che si intervenga in materia al
fine di garantire il rispetto della specificita`
della montagna, reputa fondamentale che
si attivi un coraggioso processo riformatore in materia di governance delle realta`
territoriali montane.
63
—
Commissione V
Esprime notevoli riserve in ordine al
fatto che si sia assistito nel corso degli
anni ad una moltiplicazione degli enti e
degli organismi aventi competenza e poteri
in materia di governo delle realta` montane, dichiarandosi convinto che occorra
stabilire linee guida in materia di carattere
nazionale, al fine di evitare che si dia
luogo ad avventati interventi che possono
gravemente nuocere tali importanti risorse
geografiche del Paese. Invita altresı` a riflettere sul fatto che i comuni ubicati nel
territorio montano contribuiscono in maniera significativa alla crescita del prodotto interno lordo.
Nel constatare come insufficienti risorse siano destinate al Fondo nazionale
per la montagna, osserva che i prospettati
tagli agli enti locali previsti nel disegno di
legge finanziaria in esame sono destinati
naturalmente a ripercuotersi anche sulle
realta` territoriali montane, incrementando
in tal modo il gia` consistente fenomeno del
loro spopolamento. Considera inoltre importante che siano elaborati programmi di
respiro nazionale volti a prevenire e combattere i fenomeni di dissesto idrogeologico, eventualmente prevedendo anche apposite forme collaborative con le autonomie territoriali periferiche. Esprime inoltre notevoli riserve in ordine ai contenuti
del comma 71 dell’articolo unico del disegno di legge finanziaria, ritenendo assolutamente inopportuna e grave l’abrogazione delle specifiche disposizioni della
legge finanziaria per il 2004 che dispongono l’attribuzione alle province montane
della gestione del demanio idrico, nonche´
degli introiti provenienti dai canoni relativi all’utilizzazione del demanio stesso.
Nell’osservare come si giustifichi tale abrogazione per assicurare la coerenza con la
sentenza della Corte costituzionale n. 133
del 2005, rileva che non appare in alcun
modo chiaro tale nesso, atteso che la
fattispecie a cui si riferisce al sentenza e`
del tutto particolare e priva di connessione
con le norme di carattere generale che
vengono abrogate. Rende noto al proposito
di aver presentato proposte emendative
volte alla soppressione del comma 71.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
Ritiene altresı` essenziale che i previsti
incrementi dell’agevolazione a favore dei
soggetti che utilizzano il gasolio e il GPL
per uso di riscaldamento in determinate
zone geografiche – nel cui novero ricadono i comuni ricadenti nella zona climatica F e quelli non metanizzati nella zona
climatica E – siano adeguati all’effettivo
aumento del prezzo del petrolio, ritenendo
altrimenti irrisoria la loro portata. Conclusivamente, considera fondamentale che
siano garantite soluzioni concrete alle questioni teste´ prospettate, rimarcando il notevole rilievo delle realta` territoriali montane, che costituiscono una preziosa componente geografica del paese.
Lino DUILIO (MARGH-U) avverte che
svolgera` alcune considerazioni di carattere
generale, atteso che la manovra di finanza
pubblica in esame e` l’ultima dell’attuale
legislatura e che non ci sono state finora
occasioni per svolgere riflessioni complete
sull’operato del Governo.
Fa presente che il disegno di legge
finanziaria in esame non consente l’attuazione di misure utili per il paese, in
quanto si inquadra nella politica economica e finanziaria del Governo di centrodestra, che definisce « fallimentare ». Nel
ricordare le reiterate previsioni ottimistiche di crescita del PIL prospettate dal
Governo e assolutamente prive di fondamento; osserva che sarebbe stato doveroso
prendere atto della realta`, evitando di
adottare misure di « finanza creativa »,
sottolineando come le misure adottate si
siano rivelate insufficienti a far uscire il
paese da una situazione economica pesante. Il disegno di legge finanziaria e` di
fatto una manovra imposta dai vincoli
europei, per consentire al nostro paese di
uscire da una situazione di crescita del
debito pubblico e di aggravamento del
rapporto deficit/PIL. Al riguardo, ricorda
che nella precedente legislatura erano stati
fatti innegabili sforzi per ridurre il consistente livello del debito raggiungendo
risultati soddisfacenti, risultati che il presente Governo ha annullato determinando
una ripresa nella crescita del debito medesimo.
64
—
Commissione V
Rileva inoltre che negli ultimi anni si e`
registrato un incremento della spesa primaria non individuando le opportune soluzioni per riportare tale spesa sotto controllo. Si tratta di una questione seria,
sulla quale la maggioranza e l’opposizione
dovrebbero ragionare, considerato che alcune soluzioni individuate, tra le quali il
cosiddetto « metodo Gordon Brown »,
hanno rivelato tutti i loro difetti. Precisa
che la spesa primaria e` cresciuta di quattro punti rispetto alla precedente legislatura: e` un dato allarmante; inoltre, a
partire dal 2001 si e` registrata una preoccupante inversione del ciclo con particolare riferimento agli indici di competitivita`
e alla perdita delle quote di mercato, come
indicato dal World Economic Forum e
dalla stampa anglosassone. A fronte di tale
situazione, non sono state individuate le
opportune soluzioni in termini di sostegno
alla domanda o interventi sull’offerta, in
favore di taluni settori produttivi su cui
puntare, anche al fine di agevolare la
crescita dimensionale delle imprese. Sarebbe, altresı`, interessante comprendere
quali effetti abbia prodotto il secondo
modulo della manovra fiscale sulla dinamica della domanda interna e le conseguenze derivanti dalla alienazione del patrimonio immobiliare pubblico. Ritiene
che su queste tematiche sia necessario
recuperare un ambito di discussione, individuando una sede nella quale ci si possa
confrontare politicamente, al fine di trovare una via di uscita a una situazione che
rischia di divenire estremamente penalizzante per il paese e di chiarire le ragioni
vere che hanno contribuito a creare tale
situazione.
Un confronto in questo ambito consentirebbe non solamente di trovare soluzioni
per lo sviluppo, ma anche di produrre
effetti positivi sul clima sociale, atteso che
in questi anni si e` continuamente assistito
a una compromissione della correttezza
istituzionale e all’adozione di misure,
come ad esempio il falso in bilancio, che
hanno lacerato il tessuto sociale. Al fine di
assicurare tassi di crescita del PIL rivelatisi successivamente immaginari, sono
state adottate misure-tampone – quali i
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
condoni, lo scudo fiscale, eccetera – per
fare quadrare i conti. Rileva, inoltre,
come sia mancata in questi anni una
diagnosi precisa degli sprechi della pubblica amministrazione, effettuando tagli
sulla spesa locale, che si sono scaricati
sugli enti territoriali, i quali sono stati
costretti ad individuare le risorse finanziarie necessarie ad assicurare i servizi al
cittadino. Fa presente che anche il disegno di legge in esame contiene un bricolage di misure, assolutamente inadeguate a far fronte alla grave situazione
economica, alcune delle quali peraltro
non rispondono alle reali esigenze delle
famiglie, come ad esempio il bonus di
mille euro ai nuovi nati. A suo avviso, le
uniche misure condivisibili sono quelle
relative alla riduzione del cuneo fiscale
per le imprese e ai distretti industriali,
sulle quali i gruppi di opposizione hanno
presentato emendamenti volti a migliorarne il contenuto. Ritiene infatti che si
debba puntare fortemente sulle misure a
sostegno del sistema produttivo, considerato altresı` che alcune multinazionali si
stanno trasferendo all’estero, non soltanto
delocalizzando in aree con un basso costo del lavoro, bensı` anche in altri paesi
europei, che stanno realizzando una politica economica piu` efficace. In conclusione, ribadisce un giudizio estremamente
negativo e critico sull’ultima manovra di
finanza pubblica del Governo di centrodestra, in linea con tutta la politica
economica e finanziaria dell’intera legislatura.
Vincenzo VISCO (DS-U), intervenendo
sull’ordine dei lavori, chiede al rappresentante del Governo se siano attendibili le
voci che circolano su un’eventuale manovra correttiva di tre o cinque miliardi di
euro, entro la fine dell’anno, allo scopo di
tranquillizzare la Commissione europea in
ordine all’effettivo raggiungimento dell’obiettivo del 3,8 per cento del rapporto
deficit/PIL. Reputa necessario acquisire la
posizione del Governo su tale questione,
sulla quale, a suo avviso, dovrebbe intervenire il Ministro dell’economia in persona.
65
—
Commissione V
Il viceministro Giuseppe VEGAS avverte che svolgera` le opportune verifiche
su quanto evidenziato dal deputato Visco
fornendo una risposta in occasione della
prossima seduta.
Michele VENTURA (DS-U) rileva preliminarmente che da analisi sull’entita`
complessiva delle manovre finanziarie del
Governo di centrodestra, pari a circa
novanta miliardi di euro, risulta che negli
ultimi due anni vi e` stata un’impennata
delle manovre medesime, presumibilmente a causa di un notevole incremento
della spesa primaria, che e` andata assolutamente fuori controllo. Nonostante la
consistente entita` complessiva delle manovre finanziarie nella presente legislatura, inoltre, non sono stati conseguiti
importanti risultati in termini di riduzione del rapporto debito/PIL e deficit/
PIL. A cio` si aggiunga che, contrariamente alle intenzioni del Governo di non
deprimere la gia` bassa crescita del paese,
si e` registrata una contrazione dei consumi. Nessun risultato importante e` stato
raggiunto nella crescita del PIL e tale
dato e` molto grave se si considera la
positiva e dinamica situazione del commercio mondiale. Con riferimento a
quanto rilevato dal relatore, fa presente
che il ricorso alle svalutazioni era in
realta` uno strumento cui non si poteva
ricorrere liberamente neanche prima dell’adozione dell’euro, a causa degli obblighi stabiliti a livello comunitario in materia di politica economica e monetaria.
A fronte di un incremento del deficit,
della contrazione dei consumi e della
riduzione delle esportazioni, e` innanzitutto necessario risolvere il nodo strutturale della crescita del paese. Nel ritenere inaccettabile e incomprensibile l’ottimismo sbandierato dalla maggioranza
nei confronti di dati economici inequivocabili, fa presente che questo atteggiamento e` stato dannoso per il paese.
Constata quindi l’assenza di priorita` da
parte del Governo in materia di politica
economica e finanziaria, rilevando l’importanza di concentrare l’attenzione su
alcune rilevanti questioni quali, ad esem-
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
pio, i distretti industriali, in ordine ai quali
e` presente nell’attuale manovra solo un
timido segnale. Un altro settore sul quale
e` improrogabile un investimento e` quello
del turismo, considerato il preoccupante
dato negativo sulla riduzione delle presenze, pari al 7,8 per cento, reso noto ieri
e che appare in decisa controtendenza
rispetto ad altri paesi europei. In tale
ambito, sarebbe necessaria « una terapia
d’urto », da realizzare in due anni, e
l’adozione di politiche concertate con il
sistema delle autonomie locali. Fa presente, infine, l’opportunita` che il Governo
chiarisca le modalita` con le quali intenda
adeguarsi alla recente pronuncia della
Corte costituzionale n. 417 del 2005, in
materia di tagli agli enti locali disposti dal
decreto-legge n. 168 del 2004.
In conclusione, ritiene che, in assenza
di interventi per invertire la tendenza, si
rischia di imboccare una via senza uscita.
Sono ormai note le misure con le quali si
deve puntare sullo sviluppo, sull’innovazione tecnologica e sul sostegno ai privati.
Ritiene, infine, che si debba individuare
una soluzione opportuna alla prospettata
riorganizzazione strutturale dell’ANAS,
che rischia di determinare il blocco dei
lavori pubblici, compromettendo la realizzazione dello sviluppo infrastrutturale del
Paese.
66
—
Commissione V
Giancarlo GIORGETTI, presidente, avverte che il ministro per lo sviluppo e la
coesione territoriale Micciche` ha manifestato la propria disponibilita` ad intervenire ai lavori della Commissione nella
seduta di domani mattina. Ricorda che,
nella stessa giornata di domani, saranno
annunciate le inammissibilita` sugli emendamenti presentati e si svolgeranno le
repliche del relatore e del Governo.
Nessun altro chiedendo di intervenire,
rinvia quindi il seguito dell’esame ad altra
seduta.
La seduta termina alle 17.45.
AVVERTENZA
Il seguente punto all’ordine del giorno
non e` stato trattato:
ATTI DEL GOVERNO
Schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri concernente ripartizione
della quota dell’otto per mille dell’IRPEF
devoluta alla diretta gestione statale per il
2005.
Atto n. 549.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
67
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Commissione V
ALLEGATO 1
Schema di decreto legislativo recante istituzione della scuola superiore
della magistratura, nuove norme in tema di tirocinio e formazione
degli uditori giudiziari, nonche´ nuove norme in tema di aggiornamento professionale e formazione dei magistrati, in attuazione della
delega di cui agli articoli 1, comma 1, lettera b) e 2, comma 2, della
legge 25 luglio 2005, n. 150. (Atto n. 544).
DOCUMENTAZIONE DEPOSITATA
DAL MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE
Circa le perplessita` manifestate dalla
Commissione in ordine alla quantificazione degli oneri, derivanti dall’istituzione
della scuola, nella determinazione dei
quali potrebbero aver concorso, come evidenziato nelle stesse note tecniche, taluni
elementi di sottostima; al riguardo, nel
rappresentare che gli oneri necessari per i
corsi di formazione degli uditori e per i
corsi di aggiornamento professionale dei
magistrati risultano debitamente quantificati nell’ambito della legge di delega, si
ritiene opportuno, al fine di una compiuta
c definitiva valutazione in ordine alla
congruita` degli stessi, fare rinvio alle precisazioni che il Ministero della giustizia
potra` fornire circa i parametri utilizzati
per la relativa quantificazione.
Per quanto concerne, inoltre, la richiesta di chiarimenti in merito al previsto
utilizzo di personale dell’organico del Ministero della giustizia ovvero comandato
da altre amministrazioni, da destinare alle
esigenze della Scuola, si fa presente che la
previsione di tale avvalimento di personale, in numero non superiore alle 50
unita`, risulta espressamente contenuta
nella legge n. 150/2005, e, come tale, costituisce uno dei presupposti individuati
dallo stesso provvedimento di delega per
l’istituzione ed il funzionamento della
Scuola superiore della Magistratura.
In ordine alla richiesta di chiarimenti
in merito alla quantificazione degli oneri
connessi all’allestimento ed al funzionamento delle sedi decentrate, si precisa che
la prevista differenziazione degli oneri
relativi alla sede centrale, rispetto quelli
che si riferiscono alle altre sedi decentrate,
e` stata richiesta dallo scrivente con nota
n. 124136 del 20 settembre 2005 per allineare tali previsioni a quanto contenuto
nella relazione tecnica relativa alla legge
delega. Tale modifica e` giustificata dai
maggiori impegni ed attivita` da svolgere
presso la sede centrale ed in considerazione del fatto che presso la medesima si
riuniscono il Comitato direttivo e i Comitati di gestione. Peraltro, si rileva che gli
oneri relativi alle spese di allestimento e di
funzionamento indicati nella relazione tecnica al provvedimento, per ciascuna delle
sedi decentrate, non sono pari ad un terzo
di quelle previste per la sede centrale,
come evidenziato nelle note tecniche in
esame, ma risultano di poco inferiori a
quelli previsti per la sede centrale.
Con riferimento al numero di docenti
della Scuola, si ritiene opportuno subor-
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
dinare le conseguenti valutazioni agli elementi che il Ministero della Giustizia
potra` fornire in proposito; tuttavia, si fa
presente che la relazione tecnica al provvedimento in esame prevede l’utilizzo di
un numero massimo complessivo di docenti, pari a 20, in coerenza con quanto
gia` previsto nella relazione tecnica al provvedimento di delega.
Infine, in merito alla richiesta di chiarimenti in ordine all’articolo 37, concernente la copertura finanziaria per l’attuazione delle disposizioni in esame, si rappresenta, preliminarmente, che il medesimo articolo contiene un espresso
richiamo al comma 37 dell’articolo 2 della
legge di delega n, 150/2005, il quale reca
il dettaglio degli oneri determinati dal
provvedimento in argomento con l’indicazione delle relative modalita` di copertura.
Peraltro, le spese per la locazione di
immobili sono analiticamente individuate
nella relazione tecnica nell’ambito della
quantificazione degli oneri necessari per
l’istituzione ed il funzionamento della
Scuola superiore.
Relativamente alla richiesta di chiarimenti formulata in merito alla disposizione di cui all’articolo 37, comma 2, si
soggiunge, altresı`, che il Ministero della
giustizia, per le vie brevi, ha reso noto che
la predetta norma, per mero errore materiale, contiene un richiamo al comma 3
dell’articolo 1, mentre tale riferimento e`
da intendersi al comma 4 dello stesso
articolo 1, che prevede la possibilita` di
utilizzare per le finalita` della Scuola personale gia` in servizio presso il Ministero
della Giustizia. Pertanto, il comma 2 del
citato articolo 37 dello schema di decreto
legislativo in parola, deve essere riformulato nel modo seguente:
« 2. Agli oneri finanziari derivanti dall’applicazione della disposizione di cui all’articolo 1, comma 4, si provvede con le
ordinarie risorse finanziarie del Ministero
della Giustizia ».
In particolare:
Articolo 1: in merito alle richieste di
chiarimenti sull’articolo in esame, si fa
68
—
Commissione V
presente che la prevista differenziazione
degli oneri della sede centrale rispetto alle
altre sedi e` stata richiesta dallo scrivente
con nota n. 124136 del 20 settembre 2005
per allineare tali previsioni a quarto contenuto nella relazione tecnica relativa alla
legge delega. Tale modifica e` giustificata
dai maggiori impegni ed attivita` da svolgere presso la sede centrale e in considerazione del fatto che presso la medesima
si riuniscono il Comitato direttivo e i
Comitati di gestione.
Con riferimento alle altre richieste di
chiarimenti sull’articolo 1 del provvedimento in esame si rinvia agli elementi che
l’amministrazione competente vorra` fornire.
Articolo 2: riguardo alla promozione di
iniziative e di scambi culturali, nonche´
all’offerta di formazione ai magistrati stranieri si precisa che i relativi oneri sono da
ritenersi ricompresi nelle spese di funzionamento.
Articoli da 5 a 10: si fa presente che la
stima di due sedute mensili e` stata determinata su espressa indicazione del Ministero della Giustizia tuttavia, al fine di
superare le perplessita` manifestate dal
Servizio Bilancio, va valutata l’opportunita`
di inserire un’esplicita previsione rivolta
ad indicare il numero massimo delle sedute pari ad un numero annuo di 22.
Analogamente, per contenere la spesa
nell’ambito di quella preordinata in sede
di legge delega, andrebbe previsto che
l’importo del gettone di presenza per i
componenti e dell’indennita` di funzione
per il Presidente non dovrebbero superare
rispettivamente l’importo di euro 600 per
giornata di seduta e di euro 20.000 annui.
Relativamente, infine, ai chiarimenti
richiesti circa la mancata quantificazione
di eventuali oneri connessi alle missioni
dei componenti, si rinvia a quanto specificato nella relazione tecnica della citata
legge delega in ordine all’onnicomprensivita` dei suddetti importi.
Articolo 11: il rinvio allo Statuto per la
determinazione delle modalita` di sostituzione del Presidente, non comporta ulteriori oneri in quanto lo stesso, nel fissare
i termini, non potra` derogare alla norma-
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
tiva prevista dalla legge delega e tenuto
conto che il decreto legislativo in esame
non prevede nulla al riguardo.
Articoli da 12 a 17: con riferimento alla
congruita` del gettone di presenza da corrispondere al Comitato di Gestione, si
rinvia a quanto evidenziato sugli articoli
da 5 a 10.
Riguardo alle indicazioni della spesa di
trasferta, si fa presente che la stessa e`
stata determinata sulla base di un massimo di due giorni, nel presupposto che
ciascun componente abbia l’esigenza di
esaminare la documentazione relativa alla
riunione, il giorno precedente alla seduta.
Circa, infine, il trattamento di trasferta
per i componenti delle sedi previsto dall’articolo 12, comma 2, si fa presente che
lo stesso compete qualora si rechi fuori
dalla propria sede di servizio.
Pertanto, come previsto dall’articolo 17,
comma 2, il rimborso delle spese di trasferimento e` riconosciuto unicamente ai
componenti che si rechino fuori dalle
predette sedi.
69
—
Commissione V
Articolo 20: nel rinviare ad eventuali
elementi forniti dal Ministero della Giustizia si fa presente che il numero dei
docenti, pari a venti, viene fissato dalla
relazione tecnica alla legge di delega.
Articolo 21: con riferimento alla figura
del magistrato affidatario si precisa che
per lo svolgimento di tale incarico non
vengono previsti compensi aggiuntivi.
Per quanto concerne le richieste di
chiarimenti in merito corsi di formazione
e di aggiornamento professionale, nonche´
ai corsi per il passaggio alle funzioni
superiori si rinvia a quanto specificato
nella relazione tecnica della legge di delega
nonche´ alle ulteriori notizie che il Ministero della Giustizia vorra` fornire.
Infine, si comunica di condividere le
perplessita` manifestate dalla Commissione
circa il sovradimensionamento dell’onere
relativo all’anno 2005, concernenti gli articoli 1 e 20 nonche´ quelli da 5 a 10 e da
12 a 17, atteso che lo schema in esame
avra` efficacia presumibilmente a decorrere
dall’anno 2006.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
70
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Commissione V
ALLEGATO 2
Schema di decreto legislativo recante istituzione della scuola superiore
della magistratura, nuove norme in tema di tirocinio e formazione
degli uditori giudiziari, nonche´ nuove norme in tema di aggiornamento professionale e formazione dei magistrati, in attuazione della
delega di cui agli articoli 1, comma 1, lettera b) e 2, comma 2, della
legge 25 luglio 2005, n. 150. (Atto n. 544).
DOCUMENTAZIONE DEPOSITATA
DAL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
In risposta alle osservazioni formulate
dal Servizio Bilancio del Senato concernenti il provvedimento in oggetto indicato,
si evidenzia quanto segue:
per cio` che concerne l’articolo 1, che
istituisce la Scuola superiore della magistratura, e la relativa quantificazione degli
oneri per l’approntamento e il funzionamento delle istituende strutture si specifica che alla determinazione degli importi
complessivi si e` arrivati attraverso l’imputazione analitica di diverse voci di spesa
che hanno riguardato in particolare per
cio` che concerne il funzionamento, quelle
per la fornitura di acqua, energia elettrica,
condizionamento, utenze telefoniche, pulizia locali, materiale didattico e cancelleria, custodia immobile, smaltimento rifiuti
solidi urbani, manutenzione impianti eccetera, mentre in relazione alle spese di
arredi e attrezzature, sono stati considerati gli oneri di locazione finanziaria;
in relazione alle articolazioni della
Scuola superiore della magistratura e all’istituzione delle tre sedi previste dal
provvedimento in esame, si specifica che la
relazione tecnica allegata alla legge delega
150/2005, prevedeva un costo maggiore
per la sede cosiddetta centrale, in termini
di spese di allestimento, locazione e funzionamento della struttura e costi minori
per le sedi cosiddette decentrate. Cio`,
determinato dal fatto che nella sede centrale erano previsti spazi e locali, quali ad
esempio l’aula magna ed aule piu` capienti,
non presenti nelle altre sedi territoriali.
Poiche´ l’intendimento dell’Amministrazione e` stato quello di dare pari livello e
dignita` alle sedi della Scuola, in sede di
predisposizione della relazione tecnica allegata al decreto delegato in oggetto, si e`
provveduto, nell’ambito degli stanziamenti
gia` autorizzati, a rimodulare i costi delle
tre sedi, presupponendo da un lato un
lieve sovradimensionamento della struttura cosiddetta centrale, in relazione alla
presenza di spazi da destinare al Comitato
direttivo e ai Comitati di gestione e un pari
dimensionamento delle altre due strutture,
da ubicare comunque tutte in centri non
metropolitani e per le quali, a parita` di
impegni ed attivita`, le differenze di oneri,
per quanto riguarda l’approntamento, il
funzionamento e la locazione, risultano
giustificate unicamente dei Comitati sopra
indicati;
per cio` che concerne la quantificazione dell’onere per l’anno 2005, si concorda con la sovrastima segnalata, legata
peraltro alla mera efficacia temporale prevista dal provvedimento in esame, che
presumibilmente ricadra` nell’anno 2006;
in relazione al personale amministrativo da destinare alle sedi della Scuola, si
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
conferma che tale assegnazione avverra`
nell’ambito delle ordinarie dotazioni organiche del Ministero della giustizia e che
l’utilizzo delle stesse unita` presso la Scuola
(n. 20 per la sede cosiddetta « centrale » e
n. 15 per ciascuna delle altre) non pregiudica l’efficienza degli uffici di provenienza in quanto la percentuale di utilizzo
del personale nelle scuole e` pari ad appena lo 0,1 per cento del complessivo
personale in servizio.
(Articolo 2) Per cio` che concerne la
quantificazione degli oneri connessi alla
promozione di iniziative di studio e scambi
culturali con analoghe istituzioni straniere,
ivi compresa l’offerta di formazione di
magistrati stranieri, si specifica che tali
oneri sono stati ricompresi in quelli relativi alle spese di funzionamento.
(Articoli da 5 a 10) Con riferimento al
numero di sedute del Comitato direttivo, si
specifica che il numero delle sedute mensili costituisce un dato medio ricavato
dalle presumibili sedute che si svolgeranno
nell’arco dell’anno, avuto anche riguardo
alla tipologia di attivita` che svolgera` il
Comitato.
Per quanto riguarda l’indennita` di funzione e il gettone di presenza, si specifica
che essi dovranno essere determinati con
apposito decreto interministeriale con riferimento anche ad analoghe indennita`
corrisposte presso la Scuola Superiore
della P.A. Premesso che la struttura direzionale della S.S.P.A. presenta caratteristiche diverse dalla struttura prevista dalla
Scuola superiore della magistratura, in cui
le competenze rivestono un carattere piu`
diffuso e collegiale rispetto alla centralita`
della figura del direttore della S.S.P.A., si
specifica che l’analogia puo` essere prospettata nei soli confronti delle indennita`
di funzione percepite dal Direttore della
scuola e dai responsabili di settore.
Per quanto concerne la mancata considerazione in RT degli oneri connessi alle
missioni dei componenti del Comitato direttivo, si specifica che le indennita` e i
gettoni di presenza rivestono carattere
forfetario e omnicomprensivo.
71
—
Commissione V
(Articolo 11) Si assicura l’assenza di
oneri relativamente alla sostituzione del
Presidente in caso di sua assenza o impedimento.
Per quanto riguarda la congruita` dei
gettoni, di presenza con il trattamento
corrisposto alla S.S.P.A. per analoghe funzioni si ribadiscono gli elementi di risposta
forniti al punto precedente; si conferma
inoltre la durata nel massimo di due giorni
delle trasferte dei componenti dei Comitati
di gestione.
Si specifica che il numero delle sedute
mensili costituisce un dato medio e prescinde da presumibili periodi di maggior
frequenza delle stesse.
Si chiarisce infine che i gettoni di
presenza rivestono carattere forfetario e
omnicomprensivo con esclusione quindi di
eventuali spese di trasferta per i componenti che provengono da sedi diverse da
quelle di svolgimento delle sedute.
(Articolo 20) Si specifica che il numero
dei docenti e` stato determinato in ragione
del numero dei corsi attivabili e che il
trattamento economico degli stessi e` stato
parametrato sulla retribuzione media percepita dai docenti universitari, comprensiva degli oneri a carico dell’amministrazione.
Si precisa infine che il tutor e` compreso
tra i docenti e percepisce lo stesso trattamento economico.
(Articolo 21) Si evidenzia che il tirocinio degli uditori giudiziari presso gli uffici
giudiziari consente di per se´ attraverso lo
svolgimento dell’ordinaria attivita`, il raggiungimento di una adeguata preparazione
dell’uditore senza la necessita` di ulteriori
percorsi formativi.
La previsione secondo la quale il periodo di tirocinio debba svolgersi nel capoluogo del distretto di residenza dell’uditore, e` dettata da ragioni di contenimento
della spesa.
Si chiarisce infine che per l’incarico del
magistrato affidatario non e` previsto alcun
compenso.
(Articolo 22) In caso di valutazione
negativa, l’uditore giudiziario puo` frequentare un nuovo tirocinio avente contenuto e
modalita` analoghi a quello precedente, da
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
cui differisce solo per la minore durata.
Non si prevedono specifici corsi suppletivi.
(Articoli da 24 a 26) Per quanto riguarda il numero di uditori che la scuola
dovra` avviare annualmente a formazione,
si specifica che il numero di 90 e` stato
determinato con riferimento alla serie di
dati medi storici riguardanti le immissioni
in servizio degli ultimi anni.
Per quanto riguarda il numero di magistrati che parteciperanno ai corsi di
aggiornamento professionale si precisa che
tale numero e` stato determinato sulla base
delle presenze dei magistrati giudicanti e
requirenti rilevate negli uffici giudiziari.
Tale dato e` stato depurato del numero
delle presumibili defezioni per comprovate
e motivate esigenze di ufficio ed infine
rideterminato in 7500 unita`.
Per quanto concerne le giornate aula, si
specifica che esse sono state determinate
in 6 giornate per i corsi di aggiornamento
professionale, articolati in due settimane
con due rientri, in 12 giornate aula per i
corsi di formazione per il passaggio alle
funzioni superiori, articolati in quattro
72
—
Commissione V
settimane con quattro rientri, ed infine in
78 giornate aula per il tirocinio degli
uditori giudiziari articolato in 24 settimane e 24 rientri complessivi.
(Articoli da 29 a 31) Non si prevedono
corsi suppletivi in casi di valutazione negativa dei partecipanti ai corsi di formazione e aggiornamento professionale.
L’attivita` di valutazione del magistrato
da parte del CSM, in quanto rientrante
nell’attivita` ordinariamente svolta da tale
organismo, non determina oneri aggiuntivi
rispetto gli ordinari stanziamenti di bilancio.
(Articolo 37) Si evidenzia che per mero
errore materiale, il richiamo normativo
del comma 2 non e` riferirsi al comma 3
dell’articolo 1, bensı` al comma 4 dello
stesso articolo 1 laddove si prevede la
possibilita` di utilizzare per le finalita` della
Scuola personale gia` in servizio presso il
Ministero della giustizia. Le spese relative
all’istituzione, all’allestimento e al funzionamento della Scuola sono state debitamente quantificate in relazione tecnica.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
73
—
Commissione V
ALLEGATO 3
Schema di decreto legislativo recante disciplina della composizione,
delle competenze e della durata in carica dei consigli giudiziari ed
istituzione del consiglio direttivo della Corte di cassazione, in attuazione della delega di cui agli articoli 1, comma 1, lettera c), e 2,
comma 3, della legge 25 luglio 2005, n. 150 (Atto n. 545).
DOCUMENTAZIONE DEPOSITATA
DAL MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE
Articolo 1. In ordine all’adeguamento
delle disponibilita` finanziarie per l’attivita`
di Segreteria del Consiglio direttivo si fa
presente che la stessa puo` essere fronteggiata nell’ambito delle risorse umane e
strumentali gia` esistenti presso la Corte di
Cassazione, come, peraltro, evidenziato
dall’Amministrazione con nota n. 143 del
16 novembre 2005 allegata in copia.
Articoli 3-11. Dalla prevista carica di
vice Presidente non discendono maggiori
oneri atteso che lo stesso e` nominato tra
i componenti non togati destinatari del
compenso al cui onere si provvede nell’ambito dell’importo quantificato nella relazione tecnica alla legge n. 150 del 2005.
Articoli 4 e 12. Si evidenzia che le
attivita` connesse alle elezioni dei componenti del Consiglio direttivo della Corte di
Cassazione rientrano in quelle previste a
legislazione vigente per l’elezione degli
altri organismi presso la Corte di Cassazione.
Articolo 6. Si rinvia a quanto evidenziato nella suindicata nota n. 143 dall’Amministrazione della Giustizia.
Articolo 9. Con riferimento alla composizione dei Consigli giudiziari si fa presente che gli stessi risultano gia` operanti
presso le Corti d’Appello, pertanto, pos-
sono provvedere alle nuove competenze ed
alla eventuale attivita` di segreteria nell’ambito delle risorse finanziarie all’uopo
assegnate.
Articolo 14. Nel rinviare a quanto specificato dall’Amministrazione con la suindicata nota in ordine alla congruita` del
numero delle sedute delle riunioni mensili,
relativamente alla previsione dell’attribuzione di gettoni di presenza ai componenti
non togati si rimanda alla quantificazione
riportata nella relazione tecnica della legge
n. 150 del 2005.
Articolo 17. In ordine alla determinazione del gettone di presenza si fa presente
che in sede di emanazione del decreto
interministeriale si provvedera` a verificare
che la consistenza di tali gettoni non sia
superiore a quella indicata nella relazione
tecnica del provvedimento.
Analoga verifica verra` effettuata relativamente ai destinatari dei predetti compensi.
Relativamente, infine, alla eventuale
corresponsione del gettone di presenza al
componente rappresentante dei giudici di
pace si fa presente che lo stesso non va
equiparato ai componenti non togati in
quanto magistrato ordinario. Peraltro,
sulla questione il Ministero della Giustizia
ha fornito piu` precisi elementi.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
Inoltre si fa presente:
Articolo 6. Relativamente alla misura
del gettone di presenza dovuto ai componenti non togati del Consiglio direttivo
della Corte di Cassazione ed alla relativa
spesa si fa presente che in sede di emanazione del decreto interministeriale il
Ministero dell’economia e delle finanze
provvedera` a verificare che l’ammontare
degli stessi sia contenuto nei limiti indicati
nella relazione tecnica al provvedimento.
Circa i criteri di determinazione del
numero delle riunioni si fa presente che il
Ministero della Giustizia con la nota
n. 143 del 16 novembre 2005 su analoga
osservazione del Servizio Bilancio del Senato si e` espresso nel senso che la stima
di due riunioni mensili e` da ritenere
« ragionevole in relazione alle competenze
assegnate al Consiglio ed in linea, peraltro,
con la previsione delle due riunioni mensili dei Consigli giudiziari ».
Articolo 14. Le anzidette considerazioni
valgono anche per la previsione contenuta
all’articolo 14, concernente la determina-
74
—
Commissione V
zione del gettone ai componenti non togati
dei Consigli giudiziari.
Si precisa, comunque, che la spesa
derivante dagli articoli 6 e 14 dovra` necessariamente essere contenuta nelle disponibilita` di cui all’articolo 17 e cio` anche
in linea ai contenuti della relazione tecnica.
Articolo 17. In merito alle osservazioni
dell’articolo 17 si fa presente che l’onere
determinato dalla suddetta norma e` stato
configurato come limite massimo di spesa
cosı` come contemplato dalla legge delega
25 luglio 2005, n. 150.
Si fa altresı` presente che il testo dell’articolo 17 del decreto legislativo in oggetto andrebbe cosı` riformulato:
« Agli oneri finanziari conseguenti all’applicazione del presente decreto, si
provvede mediante l’utilizzo dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 2,
comma 38, della legge 25 luglio 2005,
n. 150, all’uopo richiamando l’apposita
clausola di salvaguardia prevista dell’articolo 2, comma 42, della medesima legge ».
Mercoledı` 30 novembre 2005
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75
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Commissione V
ALLEGATO 4
Schema di decreto legislativo recante disciplina del conferimento degli
incarichi direttivi giudicanti e requirenti di legittimita`, nonche´ degli
incarichi direttivi giudicanti e requirenti di primo e secondo grado nel
periodo antecedente all’entrata in vigore delle disposizioni di cui
all’articolo 2, comma 1, lettera h), numero 17) e lettera i), numero 6),
della legge 25 luglio 2005, n. 150, in attuazione della delega di cui
all’articolo 2, comma 10, della medesima legge (Atto n. 546).
DOCUMENTAZIONE DEPOSITATA
DAL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
In risposta alle osservazioni formulate
dalle Commissioni bilancio di Camera e
Senato concernenti il provvedimento in
oggetto indicato, si forniscono i seguenti
elementi di risposta:
la norma in esame determina un
anticipo solo eventuale del pensionamento
da parte dei magistrati che non possono
piu` ottenere il conferimento degli incarichi
direttivi. In considerazione dei profili evidenziati dalle Commissioni bilancio di Camera e Senato, questa amministrazione ha
provveduto a quantificare gli oneri con
criteri di massima prudenzialita`, in modo
tale da consentire con gli stanziamenti
preordinati, la copertura integrale dell’intera platea dei potenziali interessati. Infatti il dato relativo al rateo annuale di
buonuscita e` stato stimato in un importo
di 12.218 euro, di gran lunga superiore
agli importi reali che potrebbero verificarsi. Ad esempio un magistrato con 57
anni di anzianita` di servizio avrebbe diritto ad un rateo annuale di buonuscita di
circa 10.500 euro; nel caso di specie, e`
evidente che i magistrati che chiedono
l’anticipo del pensionamento, raggiungendo anzianita` di servizio di gran lunga
minori, avrebbero astrattamente diritto ad
un rateo di buonuscita inferiore a quello
sopra indicato. Appare evidente quindi,
che le risorse stanziate per la copertura
della norma si dimostrano sufficienti a
coprire integralmente tutti i potenziali
interessati, sia per il primo anno, per il
quale la norma potrebbe dispiegare maggiori effetti, sia per gli anni successivi,
dove il fenomeno dovrebbe tendenzialmente ridursi. In tal senso quand’anche il
pensionamento costituisse un diritto soggettivo il relativo esercizio non troverebbe
alcuna limitazione di sorta nella capienza
dello stanziamento, che, come detto, risulta sufficiente a coprire l’intera platea
dei possibili interessati.
Per quanto riguarda infine l’osservazione che l’anticipo di pensionamento potrebbe determinare oneri aggiuntivi a seguito dell’anticipata sostituzione delle
unita` che cessano dal servizio, si precisa
che non esiste un collegamento diretto tra
cessazione e nuove assunzioni, che necessariamente richiedono specifiche leggi autorizzative con conseguente provvista di
nuovi fondi.
Si conferma infine la piena disponibilita` delle risorse iscritte sul capitolo 1681
del Ministero dell’economia e delle finanze, preordinate, per l’appunto, agli
scopi previsti dalla norma in esame.
Mercoledı` 30 novembre 2005
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Commissione V
ALLEGATO 5
Schema di decreto legislativo recante modifica dell’organico della
Corte di cassazione e della disciplina relativa ai magistrati di merito
applicati presso la stessa, in attuazione della delega di cui agli articoli
1, comma 1, lettera e), e 2, comma 5, della legge 25 luglio 2005, n. 150
(Atto n. 547).
DOCUMENTAZIONE PREDISPOSTA
DAL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
Con riferimento alle disposizioni recate
dall’articolo 1, si specifica che questa Amministrazione ha proceduto alla determinazione della differenza degli onori retributivi in relazione alla mutata composizione della pianta organica della Corte di
Cassazione sulla base dei dati relativi
all’organico di diritto, il cui contingente
complessivo rimane, comunque, invariato,
modificandosi solo la composizione interna. Trattandosi di revisione della pianta
organica, si e` ritenuto ragionevole calibrare la quantificazione degli oneri sulla
base delle modifiche dell’organico di diritto con una stima di oneri, quindi, potenzialmente massima, e non sulla base
delle unita` effettivamente presenti, criterio
che viene normalmente utilizzato solo
nella formulazione delle previsioni di bilancio.
Si allega ad ogni buon fine il prospetto
dimostrativo degli organici di diritto e di
fatto della Corte di Cassazione e della
Procura Generale presso la Corte di Cassazione.
Si specifica inoltre che gli elementi di
dettaglio presi in considerazione per il
calcolo delle differenze retributive intercorrenti tra il magistrato di cassazione e il
magistrato di corte d’appello comprendono lo stipendio, l’indennita` integrativa
speciale, l’indennita` ex legge 27 del 1981,
la tredicesima mensilita` e tutti gli oneri a
carico dell’Amministrazione.
I parametri retributivi utilizzati da
questa Amministrazione per il calcolo
delle differenze stipendiali sono stati tratti
dal Prontuario delle competenze stipendiali del personale di magistratura, mentre
quelli elaborati dal Dipartimento della
Ragioneria Generale dello Stato contengono trattamenti retributivi medi.
Per quanto concerne le osservazioni
relative all’articolo 5, si precisa che le
disposizioni in esame non comportano
oneri aggiuntivi, in quanto i magistrati in
possesso dei requisiti richiesti possono
concorrere al conferimento delle funzioni
di legittimita` nel limite dei posti disponibili, mentre gli altri magistrati restano
trattenuti transitoriamente nei posti soppressi, senza ingenerare posizioni soprannumerarie o modifiche stipendiali, in
quanto il trattamento economico dei magistrati e` legato esclusivamente alla qualifica e non alle funzioni svolte.
Tra l’altro, anche nell’ipotesi estrema di
formazione di eventuali posizioni in soprannumero, tali posizioni riguarderebbero solo la pianta organica dell’ufficio
« Corte di Cassazione » e non anche la
dotazione organica complessiva della magistratura che resterebbe comunque invariata.
Mercoledì 30 novembre 2005
— 77 —
Commissione V
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
78
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Commissione VI
VI COMMISSIONE PERMANENTE
(Finanze)
S O M M A R I O
INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE:
5-04628 Grandi: Eventuale coinvolgimento di appartenenti alla Guardia di Finanza nelle
indagini sul sedicente dipartimento studi strategici antiterrorismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
79
ALLEGATO 1 (Testo della risposta) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
89
5-04959 Leo: Dichiarazione integrativa relativa alla deduzione di spese derivanti da operazioni
intercorse con imprese domiciliate in Stati o territori non appartenenti all’Unione europea .
79
ALLEGATO 2 (Testo della risposta) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
90
ATTI DEL GOVERNO:
Schema di decreto ministeriale per l’individuazione delle lotterie nazionali da effettuare
nell’anno 2006. Atto n. 557 (Esame e conclusione – Parere favorevole con osservazioni) .
80
ALLEGATO 3 (Parere approvato dalla Commissione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
92
SEDE REFERENTE:
Esenzione dall’imposta sul reddito delle societa` per le contrade storiche di Siena. Testo
unificato C. 5406 Vigni, C. 6075 Migliori e C. 6156 Degennaro (Seguito dell’esame e
rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
85
RISOLUZIONI:
7-00664 Benvenuto: Esecuzione tributaria per le donazioni di attrezzature informatiche in
favore delle ONLUS (Seguito della discussione e conclusione – Approvazione della
risoluzione n. 8-00144) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
87
ALLEGATO 4 (Testo della risoluzione approvato dalla Commissione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
93
7-00699 Benvenuto: Modalita` di tassazione dei lavoratori frontalieri italiani (Seguito della
discussione e conclusione – Approvazione della risoluzione n. 8-00145) . . . . . . . . . . . . . . . . . .
88
ALLEGATO 5 (Nuovo testo della risoluzione approvato dalla Commissione) . . . . . . . . . . . . . . . . .
94
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI . . . . . . . . . . .
88
INTERROGAZIONI A RISPOSTA
IMMEDIATA IN COMMISSIONE
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del vicepresidente Alfiero GRANDI. —
Intervengono i sottosegretari di Stato per
l’economia e le finanze Maria Teresa Armosino e Daniele Molgora.
La seduta comincia alle 13.45.
Alfiero GRANDI, presidente, ricorda
che, ai sensi dell’articolo 135-ter, comma
5, del regolamento, la pubblicita` delle
sedute per lo svolgimento delle interrogazioni a risposta immediata e` assicurata
anche tramite la trasmissione attraverso
l’impianto televisivo a circuito chiuso.
Dispone, pertanto, l’attivazione del circuito.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
5-04628 Grandi: Eventuale coinvolgimento di appartenenti alla Guardia di Finanza nelle indagini
sul sedicente dipartimento studi strategici antiterrorismo.
Alfiero GRANDI, presidente, rinuncia
ad illustrare la propria interrogazione.
Il sottosegretario Maria Teresa ARMOSINO risponde all’interrogazione in titolo
nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).
Alfiero GRANDI, presidente, replicando,
si dichiara del tutto insoddisfatto della
risposta del Governo, ricordando come il
Ministro dell’interno abbia immediatamente avviato il procedimento di sospensione degli agenti di polizia coinvolti nelle
indagini, condotte dalla magistratura di
Genova, sul sedicente dipartimento studi
strategici antiterrorismo. Sottolinea la gravita` della vicenda che, a prescindere dall’eventuale futura scoperta di piu` gravi
responsabilita` di carattere eversivo, si connota per gravissimi abusi delle funzioni
svolte, con grave danno anche dell’immagine internazionale dell’Italia, atteso che i
componenti di tale organizzazione tenevano regolari rapporti con strutture dell’Unione Europea e della NATO, operando
a livello internazionale. Ritiene poi poco
persuasive le giustificazioni addotte nella
risposta fornita dal sottosegretario, osservando come nei regolamenti che presiedono al funzionamento della Guardia di
Finanza sia possibile trovare argomenti
anche per fondare giuridicamente un
provvedimento di immediata sospensione
del sottufficiale coinvolto, considerando al
riguardo del tutto insufficiente il provvedimento di assegnazione interna ad incarichi non operativi, della quale si riferisce
nella risposta. Ritiene al riguardo che il
Ministro dell’economia e delle finanze
avrebbe dovuto assumere un tale provvedimento cautelare, anche a rischio di successivi interventi della Magistratura amministrativa, volti ad annullarlo in via
successiva. Osserva che, data la gravita`
della situazione illustrata, un tale atto
79
—
Commissione VI
sarebbe stato politicamente opportuno,
evitando il sospetto di un’eccessiva debolezza dell’amministrazione nel reprimere
deviazioni di tale gravita`. Ritiene inoltre
che il Governo in questa occasione
avrebbe dovuto manifestare il fermo proposito di emanare un regolamento in
grado di risolvere le lacune normative
evidenziate nella risposta del sottosegretario, tanto piu` evidenti ove si consideri che
se le stesse accuse fossero state rivolte ad
un ufficiale non sarebbero sorti dubbi
circa la possibilita` di assumere un provvedimento sospensivo. Auspicando che il
Governo riconsideri i suoi orientamenti al
riguardo, si riserva di assumere ulteriori
iniziative parlamentari sull’argomento.
5-04959 Leo: Dichiarazione integrativa relativa alla
deduzione di spese derivanti da operazioni intercorse con imprese domiciliate in Stati o territori non
appartenenti all’Unione europea.
Maurizio LEO (AN), illustra l’interrogazione in titolo, che e` volta ad evidenziare un problema che sta causando gravi
difficolta` a numerose imprese che hanno
omesso, per mera dimenticanza, di indicare nella dichiarazione dei redditi l’ammontare dedotto delle spese e degli altri
componenti negativi derivanti da operazioni con imprese domiciliate fiscalmente
fuori dall’Unione europea, ricordando che,
in base ai commi 10 e 11 dell’articolo 110
del testo unico delle imposte sui redditi,
tale indicazione e` necessaria per ammettere in deduzione i predetti importi. A tale
proposito sottolinea come siano in corso
accertamenti da parte dell’Amministrazione finanziaria a carico di tali contribuenti, alcuni dei quali si sono conclusi
con la irrogazione di sanzioni e con
l’esclusione della deduzione fiscale per le
somme non indicate.
L’interrogazione intende conoscere l’avviso del Ministero dell’economia e delle
finanze in merito alla possibilita` di consentire ai contribuenti interessati di sanare
tale omissione, mediante una dichiarazione integrativa, ai sensi dell’articolo 2
comma 8 del decreto del Presidente della
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
80
Commissione VI
—
Repubblica n. 322 del 1988, in cui siano
indicate l’ammontare delle spese e dei
componenti negativi dedotti non evidenziati nella dichiarazione originaria, sottolineando la necessita` che tale dichiarazione possa essere effettuata anche dopo
l’avvio dell’attivita` di controllo da parte
dell’Amministrazione finanziaria e limitando in tal caso la sanzione al minimo
edittale, pari a 258 euro.
Si riserva quindi di assumere ulteriori
iniziative in merito.
Il sottosegretario Daniele MOLGORA
con riferimento ad alcune anticipazioni
giornalistiche circa il contenuto della risposta all’interrogazione in titolo, stigmatizza il comportamento di coloro che, pur
tenuti al segreto funzionale, hanno fornito
alla stampa notizie che dovevano essere
rese note innanzitutto in questa sede, in
occasione dello svolgimento dell’interrogazione. Risponde quindi all’interrogazione
in titolo nei termini riportati in allegato
(vedi allegato 2).
ATTI DEL GOVERNO
Maurizio LEO (AN), replicando, si dichiara parzialmente soddisfatto della risposta, osservando come essa risulti rassicurante per quanto riguarda i contribuenti nei confronti dei quali non siano
ancora iniziati gli accertamenti fiscali,
mentre risulta preoccupante con riferimento ai contribuenti per i quali tali
accertamenti sono gia` in corso.
Ritiene infatti che i principi costituzionali in materia di imposizione fiscale debbano essere rispettati in ogni occasione,
osservando come la soluzione prescelta
dall’Amministrazione finanziaria finisca
per tassare i ricavi e non il reddito,
impedendo la deduzione dei costi e delle
spese relative a tali ricavi. Osserva inoltre
come l’omissione compiuta da tali contribuenti, riferita soprattutto all’esercizio
2002, non abbia comportato alcun concreto danno all’Amministrazione finanziaria e come non consentire la regolarizzazione, mediante la presentazione di una
dichiarazione integrativa contenente tali
indicazioni, ai sensi dell’articolo 2, comma
8, del decreto del Presidente della Repubblica n. 322 del 1988, rischi di danneggiare in modo rilevante e iniquo tali soggetti.
Alfiero GRANDI, presidente, dichiara
concluso lo svolgimento delle interrogazioni all’ordine del giorno.
La seduta termina alle 14.05.
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del vicepresidente Alfiero GRANDI. —
Interviene il sottosegretario di Stato per
l’economia e le finanze Manlio Contento.
La seduta comincia alle 14.05.
Schema di decreto ministeriale per l’individuazione
delle lotterie nazionali da effettuare nell’anno 2006.
Atto n. 557.
(Esame e conclusione – Parere favorevole
con osservazioni).
La Commissione
provvedimento.
inizia
l’esame
del
Carmine DEGENNARO (UDC), relatore,
rileva come lo schema di decreto ministeriale recante l’individuazione delle lotterie
nazionali da effettuare nell’anno 2006 sia
sottoposto all’esame della Commissione ai
sensi dell’articolo 1 della legge n. 62 del
1990, il quale rimette ad un decreto del
Ministro dell’economia e delle finanze, da
emanare entro il termine del 31 ottobre, il
quale ha natura non perentoria, previo
parere delle competenti Commissioni, l’individuazione, fino ad un massimo di dodici, delle lotterie nazionali da effettuare
ogni anno, oltre ad una lotteria internazionale.
Passando ad esaminare i contenuti del
provvedimento, osserva come per l’anno
2006 venga ulteriormente ridotto da 5 a 4
il numero complessivo delle lotterie cosiddette « storiche », al fine di evitare un
eccessivo affollamento nel calendario, consentire un’adeguata attivita` promozionale
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
e scongiurare, pertanto, il rischio di pregiudicare un esito positivo della vendita
dei biglietti, in quanto, secondo la relazione tecnica allegata allo schema di decreto, la previsione di ulteriori lotterie non
avrebbe consentito la permanenza sul
mercato, per ciascuna manifestazione, tale
da permetterne un’adeguata commercializzazione dei biglietti.
Il contenuto dello schema di decreto
appare coerente con la normativa di cui
alla citata legge n. 62 del 1990, la quale
prevede che la scelta delle manifestazioni
da collegare alle lotterie debba avvenire
tenendo conto della loro rilevanza ed
impone l’osservanza di alcuni criteri, quali
un’equilibrata ripartizione geografica, l’avvicendamento annuale, l’inserimento di
lotterie riconducibili alle diverse tipologie
culturali, storiche, sportive e folcloristiche
delle manifestazioni da abbinare.
Al riguardo e` stata attuata anche quest’anno un’ampia rotazione tra le manifestazioni abbinate, tenendo conto, secondo
quanto indicato nella relazione allegata
allo schema di decreto ministeriale, delle
manifestazioni di maggiore importanza e
che esercitano un maggiore richiamo sul
pubblico, e mantenendo manifestazioni,
quali il Festival della Canzone italiana e il
Gran Premio di Agnano, che figurano
costantemente tra gli eventi abbinati alle
lotterie.
Sono state inserite, pertanto, tra le
manifestazioni « capofila », oltre alla Lotteria Italia, il Festival della Canzone italiana di Sanremo, il Gran Premio di
Agnano e la Lotteria della Pace della
Buona Azione, la quale e` stata proposta
dall’Associazione Poliziotti italiani ed ha
ottenuto il sostegno di alcuni comuni.
` stata inoltre dedicata attenzione a
E
manifestazioni che interessano regioni mai
rappresentate in passato, come nel caso
della Bataille de Reines di Aosta, ovvero
localita` a spiccata vocazione turistica,
quali il Palio di Sant’Anna di Ischia.
Anche in questa occasione si e` seguito
il criterio dell’abbinamento « a grappolo »
di una pluralita` di manifestazioni per
ciascuna lotteria, che assumono rilievo
sotto il profilo sportivo (Gran Premio di
81
—
Commissione VI
Agnano), storico (Palio dell’Oca di Trento,
Giostra delle Quintana di Foligno, Palio di
Sant’Anna di Ischia), folcloristico (Carnevale di Acireale, Carnevale di Gallipoli,
Bataille de Reines di Aosta), culturale
(Festival della Canzone italiana) e sociale
(Lotteria per la Pace e la Buona Azione).
Il criterio adottato per gli abbinamenti
favorisce la conoscenza di realta` locali, e
consente anche positive ricadute economiche in una pluralita` di aree del territorio
nazionale, considerando che per le lotterie
abbinate a manifestazioni organizzate dai
Comuni un terzo degli utili e` devoluto ai
Comuni stessi, ma con il vincolo di utilizzare le somme incassate per perseguire
finalita` educative, culturali, di conservazione e recupero del patrimonio artistico,
culturale ed ambientale, di potenziamento
delle strutture turistiche e sportive e di
valorizzazione della manifestazione collegata.
Sotto altro profilo evidenzia come la
Lotteria Italia, attraverso il tradizionale
abbinamento con una trasmissione televisiva, si configuri come « interattiva », in
modo da consentire di realizzare nel corso
della manifestazione, in aggiunta ai premi
connessi alla estrazione finale, vincite di
premi minori con le modalita` proprie delle
lotterie istantanee ovvero in sinergia con le
trasmissioni televisive abbinate.
A questo proposito segnala come la
relazione allo schema di decreto sottolinea
l’intenzione del Governo di vagliare la
possibilita` di estendere tale carattere di
interattivita` anche alle altre lotterie indicate nello schema di decreto ministeriale.
Ricorda, a tale riguardo, che l’opportunita` di ricorrere a tale tipologia di
lotterie era stata sottolineata nei pareri
espressi da questa Commissione sugli
schemi di decreto presentati negli scorsi
anni.
Si riserva quindi di formulare una
proposta di parere all’esito del dibattito.
Gianpietro SCHERINI (FI) esprime apprezzamento per il lavoro svolto dal relatore, rilevando inoltre l’assenza, nello
schema di decreto ministeriale, di talune
manifestazioni presenti fino allo scorso
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
anno, quale il Carnevale di Viareggio, che
riscuotono notevole interesse presso il
pubblico e rivestono notevole interesse
sotto il profilo storico e culturale. In tale
contesto auspica che il Governo possa
valutare l’opportunita` di mantenere tali
eventi nell’ambito di quelli abbinati alle
lotterie che avranno luogo nel 2006.
Antonio PEPE (AN) rileva come lo
schema di decreto ministeriale rispetti
pienamente le previsioni della disciplina
vigente in materia, sia per quanto riguarda
la ripartizione geografica delle manifestazioni abbinate, sia per quanto riguarda la
loro alternanza, sia, infine, per quanto
attiene alle potenzialita` di gettito che puo`
essere realizzato dalle manifestazioni
stesse. Esprime inoltre grande apprezzamento per l’inserimento della Lotteria per
la Pace e della Buona azione, di cui
sottolinea il notevole rilievo sociale.
Si rimette quindi alle valutazione del
Governo circa l’opportunita` di mantenere
il Carnevale di Viareggio tra le manifestazioni abbinate, in considerazione del rilievo nazionale di tale evento.
Carlo CARLI (DS-U) rileva come non
tutti i criteri fissati dalla disciplina vigente
in materia siano stati rispettati dal Governo in sede di predisposizione dello
schema di decreto ministeriale per l’individuazione delle lotterie da svolgere nel
2006, sottolineando come manchi una adeguata rappresentanza degli eventi organizzati nelle regioni del Centro-Italia.
In tale contesto stigmatizza, in particolare, la mancata indicazione del Carnevale di Viareggio. Sottolinea inoltre l’esigenza di individuare modalita` di promozione piu` efficace per i biglietti delle
lotterie, evidenziando come il mantenimento del Carnevale di Viareggio tra le
manifestazioni previste potrebbe risultare
particolarmente utile per richiamare l’attenzione del pubblico, in considerazione
della grande tradizione storica e della
rilevanza culturale di tale evento.
Francesco TOLOTTI (DS-U) sottolinea
la necessita` di approfondire maggiormente
82
—
Commissione VI
i dati relativi all’andamento delle lotterie
nel corso del 2005, al fine di valutare
l’opportunita` delle scelte compiute dal Governo in sede di predisposizione dello
schema di decreto ministeriale.
In particolare, ritiene indispensabile
svolgere un’attenta riflessione sulle nuove
modalita` di promozione della vendita dei
biglietti delle lotterie, al fine di risolvere i
problemi legati al progressivo calo delle
vendite, attenuando la pericolosa tendenza, favorita anche dalle disposizioni
introdotte dal Governo in sede di legge
finanziaria, ad estendere la diffusione di
taluni videogiochi, i quali, per le loro
caratteristiche, possono sempre piu` essere
assimilati al gioco d’azzardo.
Giorgio BENVENUTO (DS-U) esprime
apprezzamento per il rigore e l’attenzione
con le quale il sottosegretario Contento
segue le problematiche afferenti al settore
dei giochi, evidenziando tuttavia come,
nonostante le iniziative assunte in merito
dal Governo, il settore delle lotterie stia
attraversando da tempo una fase di grande
difficolta`, caratterizzata dalla progressiva
riduzione delle entrate che, secondo i dati
assestati 2005, sono risultate pari a 17
milioni di euro, con una riduzione rispetto
all’anno precedente di circa 40 milioni.
In tale contesto ritiene necessario individuare nuovi meccanismi che consentano di superare tale condizione di criticita`, rafforzando il collegamento delle lotterie con le manifestazioni, organizzate a
livello locale, abbinate alle lotterie stesse.
Occorre inoltre affrontare il problema
relativo ai premi non riscossi delle lotterie,
superando il sistema attuale e prevedendo
che tali somme siano prioritariamente destinate ad incrementare il montepremi.
Sottolinea altresı` la necessita` di fare
definitiva chiarezza sulla vicenda relativa
alla partecipazione di Diego Armando Maradona ad un programma televisivo Rai
abbinato alla Lotteria Italia, sottolineando
l’inopportunita` di aver legato l’immagine
dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, che sponsorizzano tale trasmissione, ad un soggetto che risulta notoriamente debitore di una somma note-
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
vole a titolo di imposte non versate, ed al
quale e` stato inoltre riconosciuto dalla Rai
stessa un notevole emolumento, quantificato in circa 1,5 milioni di euro, pagati
estero su estero.
Con riferimento al mancato inserimento, tra le manifestazioni abbinate, del
Carnevale di Viareggio, auspica che il
Governo possa tenere conto delle osservazioni espresse nel corso del dibattito.
Mario LETTIERI (MARGH-U) sottolinea, in generale, il grave declino che
caratterizza l’economia e l’intera societa`
italiana, evidenziando il proliferare di modalita` di gioco che pongono notevoli perplessita` sul piano etico. Passando quindi al
merito del provvedimento in esame, ritiene
che la rotazione degli eventi capofila abbinati alle lotterie non dovrebbe interessare le manifestazioni di maggior rilevanza
storica, quale il Carnevale di Viareggio.
Stigmatizza quindi la grave vicenda
relativa alla partecipazione di un noto
evasore fiscale, quale Diego Armando Maradona, alla trasmissione televisiva collegata alla Lotteria Italia, evidenziando in
tale contesto il livello esorbitante degli
emolumenti riconosciuti dalla Rai ad alcuni soggetti, ed auspicando maggiore attenzione, da parte dell’Amministrazione
finanziaria, sui controlli tributari che dovrebbero essere effettuati su tutti i soggetti
che abbiano rapporti commerciali con la
stessa Rai.
Karl
ZELLER
(Misto-Min.linguist.)
esprime rammarico per il mancato inserimento, nell’ambito dello schema di decreto, della Lotteria di Merano, auspicando che il Governo si dimostri disponibile ad integrare in tale senso il decreto
stesso.
Alfiero GRANDI (DS-U) sottolinea l’opportunita` di inserire, tra le manifestazioni
previste per il 2006, la Lotteria Maratona
d’Italia di Carpi, rilevando come tale
evento riscuota un notevole interesse popolare e abbia ottenuto negli anni scorsi
risultati di vendita piuttosto soddisfacenti.
83
—
Commissione VI
Sottolinea quindi come il Comune di
Castelbuono, ubicato nella provincia di
Palermo, abbia chiesto che le manifestazioni organizzate nel suo territorio possano essere anch’esse inserite nel novero
degli eventi abbinati alle lotterie previste
per il 2006, auspicando che il Governo
possa tenere conto di tale indicazione.
Michele ZUIN (FI) ricorda che i decreti
ministeriali di individuazione delle lotterie
emanati negli scorsi anni annoveravano
anche la Lotteria legata alla Regata Storica
di Venezia, raccomandando quindi al Governo di tenere conto di tale manifestazione in sede di emanazione del decreto.
Il sottosegretario Manlio CONTENTO
dichiara innanzitutto di annettere grande
importanza ai pareri espressi dalle Commissioni parlamentari sullo schema di decreto, ricordando, a questo proposito, che
le osservazioni espresse dalle stesse Commissioni lo scorso anno richiedessero di
applicare un criterio di rotazione delle
manifestazioni anche per quanto riguarda
gli eventi capofila, valorizzando in particolare quelle che siano in grado di assicurare un maggior riscontro in termine di
vendite dei biglietti. In tale contesto, e
vista anche la necessita` di ridurre il numero complessivo delle lotterie, al fine di
concentrare l’attenzione del pubblico su
un numero minore di eventi, e di far
fronte al progressivo calo dei biglietti venduti, non ritiene possibile garantire la
permanenza nel decreto ministeriale di
tutte le manifestazioni previste negli anni
precedenti, quali, ad esempio, il Carnevale
di Viareggio.
In tale contesto evidenzia, peraltro,
come il numero delle domande di abbinamento si sia significativamente contratto, riducendosi da circa 60 a 30, anche
in considerazione della riduzione degli
introiti riconosciuti ai soggetti organizzatori, sottolineando quindi come non sia
possibile prevedere l’abbinamento ad una
singola lotteria di un numero eccessivamente ampio di manifestazioni, in quanto
cio` comporterebbe l’assegnazione a ciascun organizzatore di un introito irrisorio.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
Per quanto riguarda specificatamente
la questione relativa al Carnevale di Viareggio, rileva, con riferimento alle considerazioni del deputato Carli, come non
sussista per l’Amministrazione finanziaria
la possibilita` di assumere specifiche iniziative volte ad incentivare la vendita dei
biglietti su singole porzioni del territorio
nazionale, ricordando, peraltro, come, nonostante gli sforzi compiuti a tale fine lo
scorso anno, il numero dei biglietti della
Lotteria abbinata al Carnevale di Viareggio
venduti nel territorio del medesimo comune abbia costituito una percentuale
assai bassa, pari a circa l’1 per cento, del
totale dei biglietti venduti della stessa
Lotteria.
Esprime quindi la massima disponibilita` a tenere conto delle indicazioni che
saranno contenute nel parere della Commissione, rilevando peraltro, fin d’ora,
l’impossibilita` di procedere ad abbinamenti multipli eccessivamente ampi alle
singole Lotterie.
Per quanto riguarda invece i rilievi
concernenti il mancato inserimento della
Lotteria di Merano e della Regata Storica
di Venezia, evidenzia come, nel primo
caso, la relativa domanda sia giunta oltre
i termini fissati di avvio dell’iter parlamentare di esame dello schema di decreto,
mentre, nel secondo caso, non sia pervenuta alcuna richiesta in merito, sottolineando quindi come la disciplina non
consenta di tenere conto di tali eventi.
Con riferimento alle osservazioni svolte
dal deputato Benvenuto in merito alla
partecipazione di Diego Armando Maradona alla trasmissione televisiva collegata
alla Lotteria Italia, evidenzia come, nell’ambito dei rapporti esistenti tra l’Amministrazione autonoma dei monopoli di
Stato e la Rai, non sussista la possibilita` di
formulare alcun indirizzo politico circa le
partecipazioni alla medesima trasmissione
televisiva. Ritiene, peraltro, che sia possibile vigilare affinche´ non si ripetano, in
futuro, casi analoghi a quello segnalato,
rilevando, peraltro, le difficolta` e i rischi
che potrebbero derivare dall’attribuire all’Amministrazione finanziaria il potere di
vagliare i soggetti chiamati a partecipare a
84
—
Commissione VI
tale trasmissione, ritenendo che tali problematiche debbano essere piu` opportunamente ricondotte alla competenza degli
organismi chiamati istituzionalmente a vigilare sulla Rai.
Per quanto riguarda le osservazioni
relative all’ammontare dei premi non riscossi, evidenzia la riduzione di tali
somme riscontratasi nell’anno in corso,
riservandosi comunque di fornire alla
Commissione dati definitivi in merito.
Pone quindi alla disposizione della
Commissione l’elenco delle domande per
l’abbinamento alle lotterie nazionali del
2006.
Giorgio BENVENUTO (DS-U) con riferimento alla questione relativa alla partecipazione di Diego Armando Maradona
alla trasmissione televisiva collegata alla
Lotteria Italia, condivide le cautele
espresse dal sottosegretario, rilevando tuttavia la necessita` di evitare, in futuro, il
ripetersi di situazioni incresciose, quali
quelle denunciate dagli atti di sindacato
ispettivo presentati in materia dai gruppi
di opposizione, introducendo talune regole
di condotta che escludano la possibilita` di
legare eventi televisivi sponsorizzati dall’Amministrazione finanziaria a personaggi noti come evasori fiscali.
Carmine DEGENNARO (UDC), relatore,
alla luce delle risultanze emerse dal dibattito, formula una proposta di parere favorevole con osservazioni (vedi allegato 3).
La Commissione approva la proposta di
parere del relatore.
La seduta termina alle 14.50.
SEDE REFERENTE
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del vicepresidente Alfiero GRANDI.
La seduta comincia alle 14.50.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
Esenzione dall’imposta sul reddito delle societa` per
le contrade storiche di Siena.
Testo unificato C. 5406 Vigni, C. 6075 Migliori e C.
6156 Degennaro.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame del
provvedimento, rinviato, da ultimo, nella
seduta di ieri.
Alfiero GRANDI, presidente, avverte che
nel corso della precedente seduta erano
stati accantonati gli emendamenti Sergio
Rossi 1.2, Degennaro 1.7, Sergio Rossi 1.8
e 1.12 (vedi allegato 2 al Bollettino delle
Giunte e delle Commissioni parlamentari
del 29 novembre 2005). Avverte altresı` che
l’emendamento Degennaro 1.7 e` stato ritirato dal presentatore.
Antonio PEPE (AN), relatore, si dichiara
disponibile a rivedere il parere espresso
sull’emendamento Sergio Rossi 1.8, qualora esso sia riformulato nel senso di
aggiungere un ulteriore comma dopo il
comma 2 nel quale prevedere che, con
decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze, possono essere individuate altre
associazioni storiche che svolgano attivita`
analoghe a quelle delle Contrade Storiche
di Siena per manifestazioni similari ai
quali siano riconosciuti i medesimi benefici fiscali previsti dal provvedimento.
Giorgio BENVENUTO (DS-U) ritiene
che la riformulazione proposta dal relatore rischi di comportare notevoli problemi sul piano della quantificazione degli
oneri finanziari recati dall’intervento legislativo e della loro copertura, i quali
saranno certamente rilevati in occasione
dell’esame del provvedimento presso la
Commissione Bilancio, rischiando in tal
modo di compromettere l’iter legislativo
del provvedimento stesso. Ribadisce, invece la necessita` di accelerare il piu` possibile i tempi di approvazione, dichiarando
a tal fine la disponibilita` del proprio
gruppo a favorire il trasferimento dell’esame alla sede legislativa ed invitando il
deputato Sergio Rossi a trasfondere il
85
—
Commissione VI
contenuto dei proprio emendamenti in un
ordine del giorno che potrebbe, a suo
giudizio, realizzare adeguatamente gli
obiettivi ad essi sottesi.
Sergio ROSSI (LNFP) ritiene che lo
strumento dell’ordine del giorno non sia
sufficiente a realizzare gli obiettivi sottesi
ai propri emendamenti, considerando
quindi necessario stabilire nel testo del
provvedimento, l’estensione dei benefici
previsti per le contrade storiche anche alle
altre manifestazioni di carattere similare
esistenti nelle restanti parti del territorio
nazionale.
Alfiero GRANDI, presidente, al fine di
superare le problematiche di carattere
finanziario correttamente evidenziate dal
deputato Benvenuto, suggerisce la possibilita` che l’estensione dei benefici fiscali alle
altre associazioni storiche avvenga entro
un limite massimo di spesa.
Giorgio BENVENUTO (DS-U) esprime
al preoccupazione che la posizione strumentalmente assunta dal deputato Sergio
Rossi rischi di pregiudicare l’approvazione
del provvedimento, suggerendo quindi di
procedere senz’altro alla votazione degli
emendamenti accantonati.
Michele ZUIN (FI) sottolinea l’opportunita` di individuare una soluzione che consenta di non pregiudicare l’ulteriore corso
del provvedimento, senza tuttavia giungere
alla reiezione degli emendamenti presentati dal deputato Sergio Rossi, considerando al tal fine positivamente il suggerimento formulato dal Presidente.
Giorgio BENVENUTO (DS-U) non ritiene che l’indicazione di un tetto massimo
di spesa rispetto all’allargamento dei benefici fiscali recati dal provvedimento
possa risolvere in via definitiva le problematiche afferenti alla copertura finanziaria dell’intervento legislativo, non essendo
possibile individuare preventivamente le
singole realta` che potrebbero avvalersi di
tale estensione. Ritiene quindi che l’approvazione dell’emendamento Sergio Rossi
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
1.8 anche qualora riformulato sulla base
di indicazioni del relatore rischi di snaturare la natura del provvedimento, che
risulterebbe applicabile a tutte le associazioni storiche, determinando oneri molto
consistenti di difficilissima copertura.
Fabrizio VIGNI (DS-U) pur comprendendo gli errori che hanno indotto il
deputato Sergio Rossi alla presentazione
dei propri emendamenti, sottolinea il carattere del tutto peculiare delle contrade
storiche di Siena, evidenziando come un
ampliamento nell’ambito di applicazione
dei benefici previsti rischi di impedire
l’approvazione dell’intervento legislativo,
invitando quindi il deputato Sergio Rossi a
ritirare le sue proposte emendative.
Riccardo MIGLIORI (AN) esprime anch’egli l’invito al deputato Sergio Rossi a
ritirare in questa fase i propri emendamenti, al fine di consentire uno spedito
iter del provvedimento, prospettando la
possibilita` che gli emendamenti siano nuovamente presentati in occasione della
discussione in Assemblea, ovvero successivamente all’eventuale trasferimento dell’esame alla sede legislativa.
Giorgio BENVENUTO (DS-U) si associa
anch’egli all’invito nei confronti del deputato Sergio Rossi a ritirare i propri emendamenti, i quali potrebbero essere eventualmente presentati in un fase successiva.
Antonio PEPE (AN), relatore, concorda
con le considerazioni emerse nel corso del
dibattito ribadendo l’invito al presentatore
a ritirare gli emendamenti Sergio Rossi
1.2, 1.8 e 1.12, ferma restando la possibilita` di ripresentarli in una fase successiva dell’esame quando saranno stati maggiormente approfonditi i profili relativi
alla copertura finanziaria degli oneri recati dal provvedimento.
Sergio ROSSI (LNFP) non ritiene di
poter accogliere l’invito al ritiro dei propri
emendamenti, rilevando come essi non
determinino, a suo giudizio le conseguenze
problematiche sul piano degli oneri finan-
86
—
Commissione VI
ziari paventati dal deputato Benvenuto, e
sottolineando, in ogni caso, come tale
profilo debba essere piu` opportunamente
affrontato fin d’ora, e non in una fase
successiva.
Alfiero GRANDI, presidente, ribadisce
l’opportunita` di approfondire maggiormente la problematiche di carattere finanziario che potrebbero essere determinate
dall’approvazione degli emendamenti presentati dal deputato Sergio Rossi, ritenendo opportuno ritirarli in questa fase,
onde evitare di precostituire fin d’ora un
ostacolo all’approvazione del provvedimento.
Sergio ROSSI (LNFP) dissente dalle
considerazioni del Presidente, ritenendo
che la Commissione debba fin d’ora ampliare l’ambito di applicazione del provvedimento, riservandosi di valutare successivamente i rilievi di ordine finanziario
che potrebbero essere espressi dalla Commissione Bilancio.
Antonello GIACOMELLI (MARGH-U)
ritiene che i termini della discussione
siano ormai chiari e che l’obiettivo degli
emendamenti presentati dal deputato Sergio Rossi sia quello di bloccare fin d’ora
l’iter di approvazione del provvedimento,
rilevando pertanto l’opportunita` di procedere alla votazione degli emendamenti
accantonati.
Sergio ROSSI (LNFP) respinge le considerazioni del deputato Giacomelli sottolineando come il suo intento sia quello di
contribuire a migliorare il testo del provvedimento ampliando l’applicazione delle
misure agevolative a tutte quelle realta` che
si trovino in condizioni analoghe delle
Contrade Storiche di Siena.
Fabrizio VIGNI (DS-U) preannunzia il
voto contrario del proprio gruppo su tutti
gli emendamenti presentati dal deputato
Sergio Rossi.
Antonello GIACOMELLI (MARGH-U)
dichiara il voto contrario del proprio
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
gruppo sugli emendamenti del deputato
Sergio Rossi, sottolineando come essi rischino di snaturare il provvedimento, risultando inoltre contraddittori culturalmente rispetto alla stessa linea politica
perseguita dalla Lega Nord, la quale e`
stata sempre orientata all’obiettivo di valorizzare le specificita` locali. Ritiene peraltro che, in altra sede, sara` possibile
ritrovare le ragioni di una condivisione
unitaria da parte delle forze politiche
sull’intervento legislativo, superando contrarieta` che appaiono legate a posizioni
meramente personali.
Riccardo MIGLIORI (AN) esprime rammarico per la posizione assunta dal deputato Sergio Rossi, dichiarando il proprio
voto contrario sugli emendamenti da questi presentati, i quali rischiano di ostacolare fin d’ora l’iter parlamentare del provvedimento.
La Commissione respinge, con distinte
votazioni, gli emendamenti Sergio Rossi
1.2, 1.8 e 1.12.
Alfiero GRANDI, presidente, avverte che
il testo unificato, come risultante dagli
emendamenti approvati sara` trasmesso
alle Commissioni competenti in sede consultiva per l’acquisizione dei prescritti pareri.
Nessun altro chiedendo di intervenire,
rinvia quindi ad altra seduta il seguito
dell’esame.
La seduta termina alle 15.15.
RISOLUZIONI
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del vicepresidente Alfiero GRANDI. —
Interviene il sottosegretario di Stato per
l’economia e le finanze Daniele Molgora.
La seduta comincia alle 15.30.
87
—
Commissione VI
7-00664 Benvenuto: Esecuzione tributaria per le
donazioni di attrezzature informatiche in favore
delle ONLUS.
(Seguito della discussione e conclusione –
Approvazione della risoluzione n. 8-00144).
La Commissione prosegue la discussione, rinviata nella seduta del 17 novembre 2005.
Giorgio BENVENUTO (DS-U) ribadisce
la rilevanza della risoluzione, la quale e`
volta a consentire la cessione da parte
delle aziende delle apparecchiature informatiche obsolete alle ONLUS, senza che
sia dovuto l’importo dell’Imposta sul valore aggiunto, auspicando che sia possibile
approvare l’atto di indirizzo nella seduta
odierna.
Il sottosegretario Daniele MOLGORA
sottolinea preliminarmente come il settore
informatico sia particolarmente esposto a
pratiche di elusione fiscale, specie con riferimento al materiale usato, sussistendo il
rischio che attrezzature elettroniche siano
cedute a organizzazioni non lucrative di
comodo, permettendo ai commercianti di
riconvertire strumenti ancora commercialmente appetibili, evitando il pagamento
dell’IVA. Considera tuttavia importante
l’esigenza, rappresentata nell’atto di indirizzo in titolo, di consentire ad organismi
privati che operano a finalita` sociali di disporre gratuitamente della strumentazione
informatica utile ai loro scopi.
Per tale ragione suggerisce di riformulare il testo della risoluzione, nel senso di
impegnare il Governo ad assumere iniziative volte ad incrementare i limiti massimi
di valore per le cessioni a titolo di liberalita`
alle ONLUS, con riferimento a tale tipologia
di beni, attualmente stabilito dall’articolo
13, comma 3, del decreto legislativo n. 460
del 1997. Ritiene infatti che tale misura
possa essere sufficiente a risolvere l’esigenza sottesa all’atto di indirizzo.
Giorgio BENVENUTO (DS-U) riformula
la propria risoluzione (vedi allegato 4),
ringraziando il sottosegretario per la sensibilita` dimostrata rispetto alla problematica oggetto dell’atto di indirizzo.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
Rolando NANNICINI (DS-U) preannunzia il proprio voto favorevole sulla risoluzione, come riformulata.
Il sottosegretario Daniele MOLGORA
esprime una valutazione favorevole sulla
risoluzione, come riformulata.
La Commissione approva la risoluzione,
come riformulata dal presentatore, che
assume il numero 8-00144.
7-00699 Benvenuto: Modalita` di tassazione dei lavoratori frontalieri italiani.
(Seguito della discussione e conclusione –
Approvazione della risoluzione n. 8-00145).
La Commissione prosegue la discussione, rinviata nella seduta del 4 novembre
2005.
Giorgio BENVENUTO (DS-U) sottolinea
la situazione di disagio nella quale si
trovano i lavoratori frontalieri che operano nella Repubblica di San Marino e nel
Principato di Monaco, a causa della circostanza che con tali Stati l’Italia non ha
ancora stipulato accordi volti ad evitare il
fenomeno delle doppie imposizioni fiscali.
Osserva come con il Principato di Monaco
l’intesa al riguardo appaia molto lontana,
mentre sembra piu` vicina la soluzione del
problema con riferimento alle trattative in
corso con la Repubblica di San Marino.
Per tali ragioni ritiene che la soluzione
prospettata nell’atto di indirizzo in discussione, consistente nell’elevazione della
franchigia, il cui importo e` fermo a 8.000
euro da diversi anni, possa rappresentare
una risposta efficace alle problematiche di
tali lavoratori.
Sottolinea inoltre l’importanza di affrontare in termini equi il problema della
doppia imposizione anche con riferimento
ai pensionati, osservando come attualmente i cittadini italiani, residenti nel
Principato di Monaco che godano di un
trattamento pensionistico maturato con
riferimento a prestazioni di lavoro svolte
in quello Stato, siano sottoposti a una
88
—
Commissione VI
tassazione sul reddito pressoche´ nulla,
mentre risultino pesantemente tassati qualora decidano di trasferire la loro residenza in Italia. In tale contesto giudica
paradossale che si sia consentito il rientro
dei capitali esportati illegittimamente a
fronte del pagamento di una modesta
aliquota del 2 per cento, mentre si sottopone a una rigorosa tassazione tali soggetti.
Il sottosegretario Daniele MOLGORA
sottolinea come la questione sottesa all’atto di indirizzo in titolo risulti piuttosto
complessa, non essendo possibile in particolare calcolare con precisione, in base ai
dati attualmente a disposizione dei competenti uffici, i limiti entro i quali potrebbe essere incrementato l’importo di
detta franchigia ed i relativi oneri. Per tale
ragione dichiara di condividere, in linea di
massima, il contenuto della risoluzione,
suggerendo tuttavia di riformulare il terzo
paragrafo degli impegni, nel senso di adottare iniziative normative volte ad elevare
la quota esente, senza tuttavia indicare in
termini precisi tale importo.
Giorgio BENVENUTO (DS-U), accogliendo l’invito del sottosegretario Molgora
riformula la propria risoluzione (vedi allegato 5), auspicando che sia possibile dare
rapidamente soluzione al problema, che
potrebbe essere affrontato gia` nell’ambito
del disegno di legge finanziaria, ricordando a tale proposito la presentazione,
da parte del proprio gruppo, di taluni
emendamenti in tal senso.
Il sottosegretario Daniele MOLGORA
esprime una valutazione favorevole sulla
risoluzione, come riformulata.
La Commissione approva la risoluzione,
come riformulata dal presentatore, che
assume il numero 8-00145.
La seduta termina alle 15.50.
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
L’ufficio di presidenza si e` riunito dalle
15.50 alle 15.55.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
89
—
Commissione VI
ALLEGATO 1
Interrogazione n. 5-04628 Grandi: Eventuale coinvolgimento di appartenenti alla Guardia di Finanza nelle indagini sul sedicente
dipartimento studi strategici antiterrorismo.
TESTO DELLA RISPOSTA
In ordine alla vicenda segnalata dagli
Onorevoli interroganti con la question time
in esame, il Comando generale della Guardia di finanza ha riferito che un solo
appartenente alla Guardia di finanza risulta coinvolto.
Il predetto Comando generale ha, inoltre, comunicato che:
1) il contesto penale riconducibile
all’atto di sindacato ispettivo in argomento e`, tuttora, nella fase delle indagini
preliminari, per le quali la competente
Autorita` giudiziaria non ha rilasciato il
nulla osta per la comunicazione agli Organi centrali;
2) allo stato, nei confronti del militare
coinvolto – attualmente impiegato in incarichi non operativi – non puo`, ex lege, essere considerata l’eventuale adozione di un
provvedimento sospensivo di natura cautelare, ad eccezione delle misure previste dagli articoli 289 del codice di procedura penale e 19 delle disposizioni di attuazione del
codice di procedura penale, comunque disposte a cura della stessa Autorita` giudiziaria e, al momento, non vagliate dal medesimo organo giudiziario, in quanto il predetto militare riveste lo status di indagato,
non essendo stata esercitata nei suoi confronti l’azione penale, ai sensi dell’articolo
60 del codice di procedura penale.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
90
—
Commissione VI
ALLEGATO 2
Interrogazione n. 5-04959 Leo: Dichiarazione integrativa relativa alla
deduzione di spese derivanti da operazioni intercorse con imprese
domiciliate in Stati o territori non appartenenti all’Unione europea.
TESTO DELLA RISPOSTA
Con l’interrogazione in esame si affrontano aspetti applicativi dell’articolo 110,
commi 10 e 11, del Testo unico delle
imposte sui redditi.
Si chiede, in sintesi, di sapere segnatamente se sia possibile una dichiarazione
integrativa per sopperire alla mancata indicazione separata, in quella originaria dei
redditi, degli importi dedotti in relazione
ad operazioni intervenute con soggetti residenti in Paesi da black list.
Acquisiti elementi valutativi presso
l’Agenzia delle entrate, puo` rappresentarsi
quanto segue.
Dal combinato disposto dei commi 10 e
11 dell’articolo 110 Tuir si desume che non
sono deducibili i componenti negativi di
reddito derivanti da operazioni intercorse
tra imprese residenti ed imprese domiciliate fiscalmente in Stati o territori non
appartenenti all’Unione europea aventi regimi fiscali privilegiati, ai sensi del decreto
ministeriale 23 gennaio 2002, modificato
dal decreto ministeriale 22 marzo 2002.
Tuttavia, qualora i componenti negativi
di reddito siano separatamente indicati
nella dichiarazione, e sempre che il contribuente fornisca all’amministrazione finanziaria le prove indicate nel menzionato
comma 11 (svolgimento di un’attivita` commerciale effettiva o effettivo interesse economico all’effettuazione delle transazioni),
la deduzione e` ammessa, in deroga alla
previsione del comma 10.
La separata indicazione dei componenti
negativi costituisce, quindi, condizione autonoma e necessaria, anche se non sufficiente, ai fini della deducibilita` degli stessi,
come peraltro gia` precisato nella risoluzione 46/E del 16 marzo 2004 dell’Agenzia
delle entrate.
Cio` premesso, si ritiene, in relazione al
quesito posto, che nel caso in cui i costi
non siano stati separatamente indicati in
dichiarazione, al contribuente non e` consentito correggere la dichiarazione, avvalendosi delle procedure previste dall’articolo 2, commi 8 e 8-bis del decreto del
Presidente della Repubblica 22 luglio 1998,
n. 322.
Invero, dalla correzione della dichiarazione non discende ne´ una rettifica del reddito a favore del fisco, ne´ una rettifica dello
stesso a favore del contribuente. La separata indicazione dei costi, realizzata eventualmente in sede di rettifica della dichiarazione, infatti, non determinerebbe un aumento della base imponibile del contribuente (presupposto per l’applicazione del
comma 8 dell’articolo 2), ne´ una riduzione
della stessa (presupposto per l’applicazione
del comma 8-bis, come si desume dalla
Circolare 6/E del 25 gennaio 2002).
Una simile conclusione e` supportata,
nel caso in esame, anche dalla ratio della
norma recata dal citato articolo 110,
comma 11, che, nel prescrivere la separata
indicazione in dichiarazione dei costi e nel
subordinare espressamente la deducibilita`
degli stessi a questa condizione, intende
predisporre le condizioni necessarie
perche´ il monitoraggio delle operazioni
intercorse con paesi a regime fiscale privilegiato possa effettuarsi costantemente e
con la medesima efficacia.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
Questa conclusione deve peraltro coordinarsi con alcuni principi generali del
sistema tributario.
Rileva, in primo luogo, il principio della
« emendabilita` della dichiarazione tributaria », diretto corollario della natura della
dichiarazione, quale atto di scienza e non
di volonta`, cui si ispirano, in particolare, le
stesse disposizioni di cui agli articoli 13
del decreto legislativo 18 dicembre 1997,
n. 472 e 2, commi 8 ed 8-bis del decreto
del Presidente della Repubblica 22 luglio
1998, n. 322.
La valenza di queste ultime norme,
infatti, e` rinvenibile esclusivamente nelle
particolari modalita` procedurali cui esse
subordinano l’emendabilita` della dichiarazione (sul punto, Cassazione 17 gennaio
2002, n. 15063).
Rileva altresı` il principio della tutela
dell’affidamento e della buona fede del
contribuente, del quale, peraltro, l’emendabilita` della dichiarazione e`, in parte,
espressione.
Il principio, codificato dall’articolo 10
della legge 27 luglio 2000, n. 212 (Statuto
dei diritti del contribuente), e` stato piu`
volte riconosciuto, in ambito sia comunitario sia nazionale, dalla stessa giurisprudenza della Corte di Cassazione, come
principio generale dell’ordinamento, preesistente rispetto alle stesse norme che lo
hanno disciplinato e idoneo, di conseguenza, ad orientare l’attivita` dell’interprete (in ordine del principio dell’affidamento, fra le tante, Cassazione 12 febbraio
2002, n. 17567 e Cassazione 6 novembre
2003, n. 7080).
Da tali principi discende, allora, la
possibilita` di rimediare errori od omissioni
della dichiarazione anche in casi, come
quello in esame, in cui i citati commi 8 ed
8-bis non sono applicabili, a condizione,
ovviamente, che le susseguenti iniziative,
volte all’integrazione della dichiarazione,
non contrastino con le finalita` della norma
violata.
In particolare, tenuto conto della precipua funzione della norma di cui al citato
articolo 110, comma 11, Tuir, chiaramente
eccezionale e preordinata; ad assicurare
l’efficacia dell’azione di controllo, si ritiene
91
—
Commissione VI
che la possibilita` di consentire l’integrazione della dichiarazione, con separata
indicazione dei costi derivanti dalle operazioni con Paesi black list, sia ammessa a
condizione che non siano iniziati accessi,
ispezioni o verifiche o altre attivita` amministrative di accertamento di cui l’autore abbia avuto formale conoscenza.
In altri termini, chiarita la particolarita`
del caso (correzione della dichiarazione
che non da` luogo a rettifica ne´ in aumento
ne´ in diminuzione del reddito), dal coordinamento dell’articolo 110, comma 11,
Tuir con i principi generati sopra richiamati (emendabilita` della dichiarazione, tutela dell’affidamento e della buona fede),
discende che il contribuente possa rimediare all’omissione attraverso la presentazione di una nuova dichiarazione, integrativa, nella quale sono indicati separatamente i costi, senza particolari limiti di
tempo, ma a condizione che non siano
iniziati accessi, ispezioni o verifiche.
La rettifica, nei casi consentiti, comporta l’applicazione della sanzione di cui
all’articolo 8, comma 1, ultimo periodo,
del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n,
471, che punisce, tra l’altro, la mancata
indicazione in dichiarazione di qualsiasi
elemento prescritto per il compimento dei
controlli. L’applicazione della sanzione e`
direttamente correlata, come evidente, alla
descritta finalita` della disposizione di cui
all’articolo 110, comma 11, del Testo unico
delle imposte sui redditi.
Al riguardo, l’Agenzia delle entrate ha
altresı` evidenziato che qualora la dichiarazione in rettifica, effettuata prima dell’avvio dell’attivita` di controllo, venga presentata nei termini di cui all’articolo 13,
comma 1, lettera b), del decreto legislativo
n. 472 del 1997, il contribuente puo` avvalersi dell’istituto del ravvedimento operoso; in tal caso l’ammontare minimo della
sanzione da versare e` ridotto di un quinto.
Di contro, qualora la correzione della
dichiarazione non sia piu` consentita,
perche´ gia` avviata l’attivita` di accertamento, gli Uffici procederanno al recupero
a tassazione dei costi non separatamente
indicati e, pertanto, indebitamente dedotti.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
92
Commissione VI
—
ALLEGATO 3
Schema di decreto ministeriale per l’individuazione delle lotterie
nazionali da effettuare nell’anno 2006. (Atto n. 557).
PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE
La VI Commissione Finanze della Camera dei deputati,
esaminato lo schema di decreto ministeriale per l’individuazione delle lotterie
nazionali da effettuare nell’anno 2006;
considerato che lo schema di decreto
appare coerente con la normativa vigente,
la quale prevede che la scelta delle manifestazioni da collegare alle lotterie debba
avvenire tenendo conto della loro rilevanza, nonche´ di una equilibrata ripartizione geografica;
considerato, inoltre, che la scelta
circa le manifestazioni da abbinare alle
lotterie nazionali appare rispettosa del
criterio della rotazione;
valutato positivamente come il Governo, accogliendo l’indicazione in tal contenuta nel parere espresso dalla Commissione sullo schema di decreto relativo alla
lotterie da effettuarsi nel corso del 2005,
abbia ridotto da 5 a 4 il numero delle
lotterie nazionali tradizionali, onde consentire un recupero nei volumi di vendita
e nella redditivita` delle lotterie, concentrando l’attenzione del pubblico su un
numero minore di eventi da svolgersi entro un arco temporale adeguato;
rilevata la necessita` di migliorare ulteriormente il livello di efficienza della
rete di distribuzione dei biglietti, utilizzando tutti gli strumenti a disposizione
per migliorare la conoscenza del pubblico
in ordine allo svolgimento delle manifestazioni;
considerata l’opportunita` di favorire
un maggiore coinvolgimento degli organizzatori delle manifestazioni abbinate alle
lotterie nelle attivita` di commercializzazione dei biglietti,
delibera di esprimere
PARERE FAVOREVOLE
con le seguenti osservazioni:
valuti il Governo l’opportunita` di introdurre, nel rispetto dell’esigenza prioritaria di assicurare il mantenimento delle
entrate erariali, forme di incentivazione
degli organizzatori delle manifestazioni
abbinate alle lotterie, al fine di favorire il
maggiore coinvolgimento di tali soggetti
nelle attivita` di commercializzazione dei
biglietti delle lotterie;
valuti il Governo l’opportunita` di inserire anche il Carnevale di Viareggio tra
le manifestazioni abbinate alle lotterie che
si svolgeranno nel corso del 2006;
valuti il Governo l’opportunita` di prevedere che i premi delle lotterie non
riscossi siano accantonati in un apposito
fondo ed utilizzati per incrementare il
montepremi delle vincite.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
93
—
Commissione VI
ALLEGATO 4
7-00664 Benvenuto ed altri: Esenzione tributaria per le donazioni di
attrezzature informatiche in favore delle ONLUS.
TESTO DELLA RISOLUZIONE APPROVATO DALLA COMMISSIONE
La VI Commissione,
premesso che:
l’attuale normativa fiscale ostacola
e di fatto impedisce la donazione da parte
di chiunque alle ONLUS di attrezzature
informatiche – personal computer ed altre
– obsolete o difettose, ancorche` funzionanti, sulla falsariga di quanto avviene, ad
esempio, per le derrate alimentari e i
prodotti farmaceutici in forza dell’articolo
13, comma 2, del decreto legislativo 4
dicembre 1997, n. 460;
il problema e` stato avvertito e rappresentato particolarmente dal Banco Informatico ONLUS, nato da un’iniziativa
dell’Universita` Cattolica del Sacro Cuore,
che raccoglie sistematicamente i personal
computer e le altre attrezzature informatiche usate ma ancora funzionanti, per
testarle e distribuirle gratuitamente ad
organismi non-profit, ad enti di formazione e a scuole che non possono permettersi un’aula informatica, in Italia, come
nel Sud del mondo ed altrove;
e` evidente il vantaggio per tutti –
dalle ditte costruttrici e dalle altre imprese
utilizzatrici, alla societa` civile e alle economie in via di sviluppo – che puo` derivare dal suddetto meccanismo, che presuppone pero` la sterilizzazione fiscale dell’operazione in termini sia di redditi che di
IVA;
impegna il Governo
ad assumere idonee iniziative normative
volte a non pregiudicare le donazioni di
attrezzature informatiche, da parte delle
imprese, ad ONLUS che abbiano come
oggetto quello di ricevere, ricondizionare e
ridistribuire senza scopo di lucro le attrezzature stesse, incrementando in misura significativa l’importo di cui all’articolo 13, comma 3, del decreto legislativo 4
dicembre 1997, n. 460.
(8-00144) « Benvenuto, Lettieri, Pistone,
Agostini, Cennamo, Crisci,
Fluvi, Grandi, Nannicini, Nicola Rossi, Tolotti ».
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
94
Commissione VI
—
ALLEGATO 5
7-00699 Benvenuto ed altri: Modalita` di tassazione dei lavoratori
frontalieri italiani.
NUOVO TESTO DELLA RISOLUZIONE APPROVATO
DALLA COMMISSIONE
La VI Commissione,
premesso che:
con l’articolo 2 comma 11, della
legge 27 dicembre 2002, n. 289, (legge
finanziaria 2003) e` stato dato l’avvio all’imposizione dei redditi dei lavoratori
frontalieri italiani che operano in paesi nei
quali non esiste uno specifico accordo
bilaterale con la previsione di una quota di
8.000 euro esente dall’imposizione;
nel caso descritto rientrano piu` di
11 mila lavoratori italiani, di cui 5.592
unita` operano presso la Repubblica di San
Marino e oltre 5.500 presso il Principato di
Monaco;
gli effetti del provvedimento, che
concretamente si sono dispiegati soltanto
nei mesi scorsi, hanno determinato una
pesante decurtazione dei redditi percepiti;
rispetto a quanto disposto dalla
legge finanziaria 2003, si e` verificato inoltre un ulteriore aggravio, provocato dall’entrata in vigore nel 2004 del nuovo
articolo 165 del testo unico delle imposte
sui redditi, in particolare per quanto previsto dal comma 10 in merito al concorso
del reddito prodotto all’estero alla formazione del reddito complessivo; infatti, i
lavoratori frontalieri, in virtu` di questa
disposizione, non hanno piu` la possibilita`
di portare in detrazione l’intera somma
delle imposte versate all’estero e cio` ha
notevolmente ridotto la gia` insufficiente
franchigia di 8.000 euro, comportando in
tal modo un aggravio di imposta rispetto
all’anno precedente superiore al 15 per
cento;
nel complesso le nuove condizioni
fiscali finiscono per penalizzare ingiustamente lavoratori che sono costretti ad
affrontare la precarieta` ed i disagi del
lavoro all’estero e portano invece importanti risorse finanziarie nel nostro paese;
impegna il Governo:
ad attivarsi per definire un trattamento omogeneo dell’imposizione sul lavoro transfrontaliero che tenga conto delle
convenzioni piu` vantaggiose esistenti con
altri paesi, quali la Svizzera, presentando
altresı` rapidamente al Parlamento il disegno di legge di ratifica dell’accordo internazionale gia` sottoscritto tra l’Italia e la
Repubblica di San Marino sull’imposizione
dei redditi prodotti all’estero;
a proporre un intervento organico
tramite legge ordinaria, sottratto percio`
alla precarieta` della determinazione annuale stabilita in legge finanziaria, che
definisca le modalita` dell’imposizione sui
redditi dei lavoratori italiani secondo principi di equita` e progressivita` del prelievo
fiscale;
preso atto dell’impossibilita` di intervenire in tempi utili sulla tassazione del
2005, ad adottare iniziative normative
volte ad elevare la quota esente.
(8-00145) « Benvenuto, Gambini, Gasperoni, Bielli, Sedioli, Lettieri,
Pistone, Buemi ».
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
95
—
Commissione VII
VII COMMISSIONE PERMANENTE
(Cultura, scienza e istruzione)
S O M M A R I O
SEDE CONSULTIVA:
Ordinamento della polizia locale. Testo unificato C. 2 e abb. (Parere alla I Commissione)
(Seguito dell’esame e conclusione – Parere favorevole) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
95
Assegno sostitutivo dell’accompagnatore militare o dell’accompagnatore del servizio civile
a favore dei grandi invalidi di guerra o per servizio. C. 6105, approvata dal Senato
(Parere alla XI Commissione) (Seguito dell’esame e conclusione – Parere favorevole con
condizione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
96
SEDE REFERENTE:
Incentivazione della pratica sportiva dei cittadini disabili e promozione degli sport paralimpici. C. 5696 Polledri (Esame e rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
96
Stato giuridico e diritti degli insegnanti della scuola. Testo unificato C. 4091 Santulli e C. 4095
Angela Napoli (Seguito dell’esame e rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
98
ALLEGATO 1 (Emendamenti) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
104
ATTI DEL GOVERNO:
Elenco delle proposte di istituzione e di finanziamento di comitati nazionali per le
celebrazioni e manifestazioni culturali per l’anno 2006. Atto n. 558 (Seguito dell’esame e
conclusione – Parere favorevole con osservazione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
99
ALLEGATO 2 (Proposta di parere del relatore) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
108
ALLEGATO 3 (Parere approvato dalla Commissione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
109
AVVERTENZA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
103
ERRATA CORRIGE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
103
SEDE CONSULTIVA
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del presidente Ferdinando ADORNATO.
La seduta comincia alle 13.50.
Ordinamento della polizia locale.
Testo unificato C. 2 e abb.
(Parere alla I Commissione).
(Seguito dell’esame e conclusione – Parere
favorevole).
La Commissione prosegue l’esame, rinviato il 15 novembre 2005.
Ferdinando ADORNATO, presidente, ricorda che nella precedente seduta il relatore Spina Diana ha formulato una proposta di parere favorevole senza condizioni ne´ osservazioni.
Nessuno chiedendo di intervenire, la
Commissione approva la proposta di parere del relatore.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
Assegno sostitutivo dell’accompagnatore militare o
dell’accompagnatore del servizio civile a favore dei
grandi invalidi di guerra o per servizio.
C. 6105, approvata dal Senato.
(Parere alla XI Commissione).
(Seguito dell’esame e conclusione – Parere
favorevole con condizione).
La Commissione prosegue l’esame, rinviato il 15 novembre 2005.
Ernesto MAGGI (AN), relatore, ribadisce la proposta di parere favorevole con
condizione da lui formulata nella precedente seduta (vedi allegato 1 a pagina 35
del Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari del 15 novembre
2005).
Antonio RUSCONI (MARGH-U) annuncia il voto favorevole sulla proposta di
parere del relatore, sottolineando che il
suo gruppo condivide pienamente le finalita` dell’intervento legislativo proposto, anche se esso rischia di essere insufficiente
rispetto alle effettive esigenze dei soggetti
interessati. Sottolinea quindi che si tratta
di un primo passo, che va nella giusta
direzione, anche se le risorse stanziate
sono gravemente insufficienti.
Nessun altro chiedendo di intervenire,
la Commissione approva la proposta di
parere del relatore.
La seduta termina alle 13.55.
SEDE REFERENTE
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del presidente Ferdinando ADORNATO. — Interviene il sottosegretario di
Stato per l’istruzione, l’universita` e la ricerca Valentina Aprea.
La seduta comincia alle 13.55.
96
—
Commissione VII
Incentivazione della pratica sportiva dei cittadini
disabili e promozione degli sport paralimpici.
C. 5696 Polledri.
(Esame e rinvio).
La Commissione inizia l’esame.
Flavio RODEGHIERO (LNFP), relatore,
introducendo il provvedimento in titolo,
ricorda preliminarmente che dal 9 agosto
2003 e` in vigore la legge 15 luglio 2003,
n. 189, recante norme per la promozione
della pratica dello sport da parte delle
persone disabili. Osserva quindi che lo
sport e` un’attivita` umana che si fonda su
valori sociali, educativi e culturali essenziali. Esso e` un fattore di inserimento, di
partecipazione alla vita sociale, di tolleranza, di accettazione delle differenze e di
rispetto delle regole. Per questo e` importante che l’attivita` sportiva sia accessibile
a tutti, nel rispetto delle aspirazioni e delle
capacita` di ciascuno e nella diversita` delle
pratiche agonistiche o amatoriali, organizzate o individuali. La pratica delle attivita`
fisiche e sportive rappresenta infatti, per i
disabili, fisici o mentali, un mezzo privilegiato di sviluppo individuale, di rieducazione, di integrazione sociale e di solidarieta` e a tale titolo deve essere incoraggiata.
Rileva che il decreto di attuazione della
legge 15 luglio 2003, n. 189, ha attribuito
nuovi compiti alla Federazione italiana
sport disabili (FISD) e ha costituito il
Comitato italiano paralimpico (CIP). Il
decreto ha creato, di fatto, un’entita` che
costituisce la « casa » di tutte quelle organizzazioni che gia` operano sul territorio in
materia di disabilita` e sport, cosı` come il
CONI racchiude in se´ tutte le espressioni
dello sport italiano, quali le federazioni
sportive nazionali, gli enti di promozione
e le discipline associate. Il CIP inoltre, per
quanto attiene all’attivita` sportiva di alto
livello e paralimpica (preparazione squadre nazionali), rappresenta lo sport disabile nazionale in armonia alle deliberazioni e indirizzi emanati dall’International
paralympic committee (il CIO per lo sport
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
disabile a livello internazionale). Il decreto
citato stabilisce che il CIP deve « assicurare la promozione e il potenziamento
dello sport nazionale per disabili e promuovere la massima diffusione della pratica sportiva per disabili in ogni fascia
d’eta` e di popolazione, nel rispetto delle
competenze delle Regioni e degli enti locali ».
Osserva poi che oggi la FISD conta
circa quindicimila tesserati, seicento associazioni sportive affiliate, e` presente con le
proprie strutture su tutto il territorio
nazionale e partecipa alle piu` importanti
competizioni di livello mondiale ed europeo, programmate nell’anno per tutte le
discipline sportive praticate e culminanti
nei Giochi parolimpici estivi ed invernali
aventi svolgimento nello stesso luogo in cui
si disputano i Giochi olimpici estivi ed
invernali, a distanza di 15 giorni. Ma
l’elemento differenziale tra la FISD e le
altre entita` sportive risiede nella peculiarita` delle sue azioni ed iniziative, improntate, al di la` degli evidenti contenuti tecnico-sportivi, al perseguimento di valori
culturali, etici e sociali, alla piena tutela ed
integrazione del disabile nello sport e nella
vita civile.
Occorre intraprendere, dunque, a suo
avviso, un’azione concreta volta ad assicurare che tutte le strutture pubbliche e
private siano accessibili, che le strutture
nazionali e territoriali siano coscienti delle
necessita` dei disabili, prima fra tutte la
massima comunicazione tra disabili e non,
e si attivino al meglio per garantire ricerche e sperimentazioni in grado di determinare, con suffragio scientifico, i benefici
fisiologici, psicologici e sociali dello sport
per le varie tipologie di disabilita`. L’ambito
scolastico rappresenta il naturale bacino
di raccordo per le attivita` federali promozionali tendendo, cosı`, ad evidenziare i
contenuti di piu` intima rilevanza della
FISD.
Osserva quindi che, con la presente
proposta di legge si intende permettere
anche agli atleti disabili di inserirsi all’interno dei gruppi sportivi militari. L’idea e`
di valorizzare questa risorsa,con lo scopo
duplice di chiamare le Forze Armate a
97
—
Commissione VII
contribuire al pieno inserimento dei disabili nella societa` civile e di permettere a
questi ultimi di onorare il nostro Paese
nelle principali competizioni sportive internazionali destinate ai para-atleti, vestendo le uniformi dei gruppi sportivi
militari. Il duplice obiettivo viene assicurato prevedendo la costituzione all’interno
dei gruppi sportivi militari di apposite
sezioni destinate alla promozione della
pratica sportiva tra i disabili e al sostegno
alle carriere agonistiche dei para-atleti di
rilevanza nazionale. Disabili e para-atleti
potrebbero usufruire, in particolare, delle
strutture sportive di cui dispongono i
gruppi sportivi militari, nonche´ dei loro
` prevista, naturalistruttori e tecnici. E
mente, una collaborazione con il Comitato
olimpico nazionale italiano e il Comitato
italiano paralimpico, finalizzata soprattutto al potenziamento della partecipazione dei disabili italiani ai giochi paralimpici o comunque alle grandi manifestazioni destinate a questa particolare ca`
tegoria
di
atleti.
E
escluso
che
dall’appartenenza ai gruppi sportivi militari possa derivare un obbligo in capo alle
Forze Armate di procedere successivamente al reclutamento degli atleti disabili.
In questo senso si muove l’articolo 1
della proposta di legge, che sotto l’indicazione dei princı`pi generali al comma 1,
indica, quale compito della Repubblica,
l’incentivazione della pratica sportiva dei
cittadini disabili, come misura volta ad
assicurarne il pieno inserimento nella societa` civile e a promuoverne le condizioni
di vita. L’articolo 2 specifica invece che il
Ministero della difesa promuove la costituzione di apposite sezioni nei gruppi
sportivi militari, garantisce il libero e gratuito accesso alle strutture sportive e ai
servizi offerti dal personale tecnico, ed
inoltre assicura i mezzi per la partecipazione alle principale manifestazioni agonistiche.
Conclusivamente,
ritenendo
pienamente condivisibili le finalita` del provvedimento, ne auspica la sollecita approvazione, sottolineando peraltro l’opportunita`
di procedere allo svolgimento di un limitato numero di audizioni informali.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
Massimo POLLEDRI (LNFP) auspica
anch’egli che la Commissione possa procedere sollecitamente nell’esame della proposta di legge in oggetto, di cui e` primo
firmatario.
Ferdinando ADORNATO, presidente,
nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.
Propone quindi di passare all’esame
dell’atto del Governo n. 558, sospendendo
la seduta in sede referente, in attesa
dell’arrivo del rappresentante del Governo.
La Commissione concorda.
La seduta, sospesa alle 14, e` ripresa
14.30.
Stato giuridico e diritti degli insegnanti della scuola.
Testo unificato C. 4091 Santulli e C. 4095 Angela
Napoli.
98
—
Commissione VII
scolastico, aveva assunto l’impegno di intervenire tempestivamente sulla materia
oggetto del provvedimento. Dato che tale
impegno non ha avuto seguito, tutti i
gruppi di maggioranza hanno ritenuto opportuno e necessario promuovere un’iniziativa parlamentare in materia, cosa evidentemente del tutto legittima, anche qualora il Governo dovesse esprimere perplessita` al proposito. Ritiene quindi che la
Commissione dovrebbe procedere sollecitamente nell’esame del provvedimento, pur
nella consapevolezza che difficilmente esso
potra` condurre alla sua approvazione definitiva prima della fine della legislatura.
In ogni caso, ritiene, il lavoro svolto potra`
costituire un’ottima base per un intervento
legislativo che e` richiesto a gran forza dai
dirigenti scolastici e anche da moltissimi
docenti, che sempre piu` avvertono l’esigenza di una reale valorizzazione della
loro professionalita`, anche e soprattutto
alla luce dei nuovi compiti e responsabilita`
ad essi affidati dalla recente riforma.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame, rinviato, da ultimo, il 22 giugno 2005.
Ferdinando ADORNATO, presidente,
avverte che sono stati presentati emendamenti al testo unificato in esame (vedi
allegato 1).
Ricorda quindi come l’esame del provvedimento sia sospeso ormai da diversi
mesi, rilevando che la necessita` di intervenire nella materia in esame e` stata
sostenuta con particolare forza da tutti i
gruppi parlamentari di maggioranza, mentre ha incontrato la completa contrarieta`
delle opposizioni; il Governo, da parte sua,
non ha espresso fin qui un orientamento
del tutto univoco. Nella situazione data,
ritiene opportuno che il relatore e il
Governo esplicitino il proprio orientamento in ordine al seguito da dare al
provvedimento.
Angela NAPOLI (AN), relatore, ricorda
preliminarmente che il Governo, in occasione dell’approvazione parlamentare della
legge n. 53 del 2003 di riforma del sistema
Il sottosegretario Valentina APREA, nel
dichiarare di condividere le considerazioni
del relatore, si rimette alla Commissione
circa il seguito da dare all’esame del
provvedimento.
Giovanna
GRIGNAFFINI
(DS-U)
esprime preliminarmente apprezzamento
per l’intenzione di dare finalmente seguito
a un’iniziativa legislativa pienamente parlamentare, considerato che, nel corso di
tutta la legislatura, la Commissione ha
dovuto continuamente « subire » l’iniziativa e le « imposizioni » del Governo. Si
dichiara, altresı`, particolarmente contenta
che di tale iniziativa parlamentare sia
protagonista il deputato Angela Napoli, di
cui apprezza la preparazione e l’impegno.
Peraltro, in concreto, si rammarica del
fatto che tale iniziativa parlamentare si
esplichi con modalita` che non consentono
un effettivo confronto con le forze di
opposizione, considerato che il provvedimento in esame non appare accettabile,
almeno nella sua attuale formulazione.
Ritiene insomma che la scelta di portare
avanti un’iniziativa parlamentare slegata
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
dai diktat del Governo possa risultare
proficua solo se vi sara` la capacita` di
smussare gli angoli e i contrasti tra maggioranza e opposizione, evitando di sostituire una « dittatura » dei partiti di maggioranza alla « dittatura » del Governo.
Ferdinando ADORNATO, presidente,
esprime apprezzamento per l’atteggiamento costruttivo dimostrato dal deputato
Grignaffini, ricordando peraltro che i contatti informali fin qui intercorsi avevano
fatto registrare una assoluta indisponibilita`, da parte dei gruppi di opposizione, a
procedere a qualsiasi confronto su questa
delicata materia. Peraltro, alla luce delle
odierne dichiarazioni, invita il relatore a
verificare la possibilita` di riaprire un confronto a tutto campo, che potrebbe condurre, eventualmente, anche a una riapertura del termine per la presentazione degli
emendamenti.
Angela NAPOLI (AN), relatore, assicura
che verifichera`, nel corso dei prossimi
giorni, l’effettiva disponibilita` al confronto
dei gruppi di opposizione e i punti sui
quali e` eventualmente possibile un percorso comune. Ricorda, peraltro, di avere
gia` tentato inutilmente, negli scorsi mesi,
di aprire un confronto con l’opposizione, e
di avere in ogni caso tenuto conto delle
considerazioni e delle proposte avanzate
in sede formale e informale, modificando
radicalmente l’impostazione iniziale del
provvedimento al fine di non ledere in
alcun modo le prerogative sindacali che,
evidentemente, devono avere un’ampia valorizzazione in questa materia. Gli emendamenti fin qui presentati dai gruppi di
opposizione, peraltro, hanno una evidente
impostazione contrappositiva e non lasciano alcuno spazio al confronto, considerato che propongono o la soppressione
degli articoli o la loro sostituzione con
interventi di carattere ben diverso.
Ferdinando ADORNATO, presidente,
pur riconoscendo la correttezza delle considerazioni del relatore, ribadisce l’invito a
verificare se vi sia la possibilita` di indivi-
99
—
Commissione VII
duare un percorso piu` ampiamente condiviso.
Rinvia quindi il seguito dell’esame ad
altra seduta.
La seduta termina alle 14.40.
ATTI DEL GOVERNO
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del presidente Ferdinando ADORNATO.
La seduta comincia alle 14.
Elenco delle proposte di istituzione e di finanziamento di comitati nazionali per le celebrazioni e
manifestazioni culturali per l’anno 2006.
Atto n. 558.
(Seguito dell’esame e conclusione – Parere
favorevole con osservazione).
La Commissione prosegue l’esame, rinviato, da ultimo, il 16 novembre 2005.
Ferdinando ADORNATO, presidente, ricorda che, nella giornata di ieri, 29 novembre 2005, la Commissione ha svolto
l’audizione informale del Presidente e di
altri rappresentanti della Consulta dei comitati nazionali e delle edizioni nazionali,
al fine di acquisirne chiarimenti in ordine
alle questioni sollevate nel corso dell’esame fin qui svolto. In tale occasione, i
soggetti auditi hanno tra l’altro depositato
una memoria in cui vengono fornite puntuali argomentazioni in ordine alle osservazioni sollevate.
Aldo PERROTTA (FI), facendo anche
riferimento all’eco avuta dalla notizia su
alcuni organi di informazione, esprime le
proprie notevoli perplessita` in ordine alla
prevista erogazione di 250 mila euro a
favore del Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario della CGIL. In
particolare, si dichiara sorpreso che consistenti risorse vengano destinate a favore
di un organismo che risulta avere un
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
100
cospicuo bilancio consolidato, che ammonta a oltre 100 milioni di euro. Ritiene
inopportuno questo finanziamento statale,
tanto piu` che, a quanto a lui risulta, non
vi e` alcuna rendicontazione delle spese
sostenute, e considerato che, nonostante
richieste formulate in tal senso dalla Commissione Lavoro, di cui e` componente, la
CGIL si e` sempre dichiarata contraria a
presentare i propri bilanci consolidati.
Ritiene quindi che possa crearsi un
precedente pericoloso, dichiarandosi d’altronde convinto che il centenario della
CGIL possa essere opportunamente festeggiato attraverso appositi finanziamenti
provenienti dalle risorse di cui dispone
tale organismo, erogate dai lavoratori ad
essa aderenti e dallo Stato. Si chiede infine
se i criteri previsti dalla legge per l’individuazione dei comitati nazionali da istituire e finanziare siano stati in questo caso
rigorosamente rispettati.
Ferdinando ADORNATO, presidente, intervenendo nel merito, ritiene che le considerazioni del deputato Perrotta non
siano pienamente fondate. In tal senso,
osserva in primo luogo, da un punto di
vista generale, che la ricorrenza del centenario della fondazione della CGIL non
puo` essere considerato un evento che
interessa solo tale associazione, considerata la sua oggettiva rilevanza nella storia
del Paese.
Rileva quindi che il contributo previsto
dal provvedimento in esame non e` di
importo particolarmente elevato, soprattutto in rapporto ai costi complessivi degli
eventi programmati, che saranno sostenuti
in misura del tutto prevalente da altri
soggetti. Sottolinea altresı` che le iniziative
che saranno promosse dal comitato in
oggetto coinvolgono le massime istituzioni
nazionali, diverse regioni, province e comuni e i principali enti e istituzioni culturali del Paese. Si tratta di due elementi
rilevanti, perche´ il coinvolgimento di risorse economiche diverse da quelle statali
e il rilievo dei soggetti coinvolti nelle
iniziative sono tra i criteri di valutazione
previsti dalla legge vigente. Quanto alla
questione della rendicontazione delle
—
Commissione VII
spese, osserva che, per quanto attiene
all’attivita` del comitato, la legge prevede, al
contrario, un controllo perfino pignolo,
come puo` personalmente testimoniare
avendo in passato fatto parte di un comitato nazionale.
Andrea Giorgio Felice Maria ORSINI
(FI), relatore, dopo essersi scusato per la
mancata partecipazione all’audizione informale di ieri, dovuta a impreviste difficolta` nei trasporti aerei, ribadisce che la
Commissione non e` chiamata a sindacare
il contenuto delle singole scelte della Consulta, essendo la sua funzione piuttosto
quella di valutare la congruita` delle motivazioni delle scelte da essa operate e dei
criteri adottati.
Ritenendo pertanto che non sia opportuno sindacare le singole scelte della Consulta, per quanto opinabili, formula una
proposta di parere favorevole con osservazione (vedi allegato 2), con cui si invita
ad evitare in futuro una eccessiva frammentazione degli interventi, adottando criteri maggiormente selettivi e concentrando
le risorse disponibili sulle iniziative piu`
meritevoli di sostegno.
Giovanna GRIGNAFFINI (DS-U), nel
condividere i rilievi espressi dal relatore in
ordine all’eccessiva frammentazione dei
finanziamenti erogati a favore di una molteplicita` di iniziative non tutte di elevato
tenore, osserva come tali critiche siano
state costantemente espresse nel corso di
questi ultimi anni da parte della Commissione, che ha denunciato questi discutibili
profili applicativi della legge n. 420 del
1997.
Rileva che nel corso dell’audizione informale di ieri e` emerso in piena evidenza
che la reale radice del problema di cui si
discute e` individuabile nell’ambito della
medesima legge istitutiva, su cui e` ormai
evidente che bisogna intervenire, per porre
rimedio agli elementi problematici emersi
con sempre maggiore chiarezza nel corso
degli anni. Ritiene che attualmente la
Consulta proceda all’individuazione delle
priorita` senza assumersi alcuna effettiva
responsabilita` in ordine alla loro merito-
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
101
rieta`, dando luogo piuttosto ad una erogazione di contributi « a pioggia », che
risulta estremamente dispersiva e che, allo
stesso tempo, rischia di lasciare « scoperti » eventi del massimo rilievo per la
cultura del Paese. In tal senso, ritiene ad
esempio significativo che nell’elenco in
esame non sia prevista alcuna iniziativa
volta a celebrare le importanti ricorrenze
che nel prossimo futuro interesseranno
figure del calibro di Bassani e Longanesi.
Per evitare queste « disfunzioni » occorre modificare i meccanismi attualmente previsti dalla legge, come e` stato
riconosciuto anche dai soggetti auditi, favorendo un intervento piu` ampio e incisivo
del Parlamento, che consenta di individuare, eventualmente a priori, il quadro
delle priorita` da perseguire in questo
campo.
Infine, pur concordando con l’inopportunita` di introdurre nel parere indicazioni
relative a singoli eventi o iniziative, ritiene
che non si possa omettere di sottolineare
la gravita` della scelta di istituire un Comitato concernente Carducci a Imperia,
penalizzando le analoghe iniziative in
corso a Bologna, se si considera anche solo
per un attimo il ben diverso rilievo che
tale personaggio riveste nella storia delle
due citta`.
Ribadisce infine la necessita` di dar
luogo ad un significativo mutamento dei
criteri deputati alla scelta dei comitati da
finanziare, al fine di porre in essere una
rigorosa e seria selezione dei medesimi.
Andrea Giorgio Felice Maria ORSINI
(FI), relatore, condivide l’impianto generale
delle argomentazioni del deputato Grignaffini. Peraltro, per quanto attiene alla
questione del Comitato nazionale per Carducci, rileva che – come si evince dalla
documentazione trasmessa dal Governo
alla Commissione – nell’elenco delle istituzioni e associazioni partecipanti figurano anche il comune di Bologna e la
« Casa Carducci ».
Giovanna GRIGNAFFINI (DS-U) ritiene
che la documentazione trasmessa, in questo caso, non sia corrispondente al vero,
—
Commissione VII
sottolineando che a lei personalmente risulta che il comune di Bologna non sia
stato in alcun modo coinvolto nell’iniziativa.
Andrea Giorgio Felice Maria ORSINI
(FI), relatore, rileva altresı` che le principali
istituzioni promotrici del Comitato in oggetto – la Provincia di Imperia e la
Regione Liguria – sono governate da maggioranze di centrosinistra.
Giovanna GRIGNAFFINI (DS-U) osserva che le sue obiezioni non sono in
alcun modo legate a questioni di appartenenza politica.
Guglielmo ROSITANI (AN) rileva che
nel corso dell’audizione di ieri e` stato
precisato che le iniziative promosse dal
Comitato in oggetto, proposto dalla Provincia di Imperia, coinvolgeranno sicuramente anche la realta` bolognese. Nel corso
della medesima audizione sono stati altresı`
forniti importanti chiarimenti in ordine
alla maggior parte delle considerazioni
critiche svolte nelle precedenti sedute, evidenziando, ad esempio, come la modesta
entita` di taluni finanziamenti sia giustificata dal fatto che si tratta di fare fronte
solo alle attivita` preparatorie per iniziative
che si esplicheranno negli anni successivi,
o, al contrario, per attivita` prossime ad
esaurirsi.
Fa altresı` presente che il presidente
della Consulta, di nomina relativamente
recente, ha fornito assicurazioni circa l’intenzione di adeguarsi alle indicazioni della
Commissione, rivedendo i criteri seguiti
per ridurre la frammentazione degli interventi nei prossimi anni. Sono state
altresı` fornite rassicurazioni in ordine all’intenzione di promuovere autonomamente, da parte della competente direzione generale del Ministero per i beni e
le attivita` culturali, iniziative idonee a
celebrare adeguatamente le figure di Longanesi e Bassani.
Ritiene quindi, complessivamente, che
la posizione assunta dal relatore sia in
sostanza condivisibile, pur rilevando che la
sua proposta di parere dovrebbe forse
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
102
essere rafforzata, specificando esplicitamente che i criteri maggiormente selettivi
da adottare debbano tenere conto dell’importanza del personaggio e del suo effettivo legame con il territorio in cui si
intende costituire il comitato.
Angela NAPOLI (AN), intervenendo a
titolo personale, sottolinea che ritiene
inaccettabile la situazione in cui, tutti gli
anni, viene a trovarsi la Commissione, che
esprime unanimemente le proprie perplessita` sulle scelte adottate dalla Consulta,
senza in alcun modo poterle modificare. A
suo avviso, la Consulta deve essere chiamata a rendere dettagliatamente conto dei
criteri seguiti per l’erogazione delle non
abbondanti risorse disponibili, restituendo
al Parlamento la pienezza del suo ruolo in
questa materia.
Flavio RODEGHIERO (LNFP), nell’associarsi alle considerazioni del deputato
Angela Napoli, sottolinea la necessita` di
giungere a una rapida modifica della legge
n. 420 del 1997, al fine, in particolare, di
dare carattere vincolante al parere
espresso dalle Commissioni parlamentari
sull’elenco proposto dalla Consulta. Solo
in tal modo, a suo avviso, si potra` effettivamente dare la docuta incisivita` al ruolo
del Parlamento in questo campo.
Ferdinando ADORNATO, presidente,
pur ritenendo non infondata la sensazione
che il dibattito che ogni anno si svolge in
Commissione sia sostanzialmente inutile,
sottolinea peraltro che – se il problema da
risolvere e` quello dell’eccessiva frammentazione degli interventi – la riconduzione
del potere decisionale effettivo alle competenti Commissioni parlamentari, in vario modo prefigurata da diversi degli interventi fin qui svolti, rischia a suo avviso
di aggravare piuttosto che ridurre il problema, considerata la pluralita` delle esigenze che in Parlamento vengono manifestate.
Quanto alla revisione dei criteri su cui
si devono basare le scelte della Consulta,
osserva che una loro migliore definizione
rispetto a quella vigente, pur essendo pos-
—
Commissione VII
sibile, non puo` comunque assicurare risultati certi, considerato l’elevato grado di
discrezionalita` con cui in ogni caso, considerata la materia, essi devono essere
applicati dall’organismo cui sono affidate
le scelte concrete. Da questo punto di
vista, a suo avviso, l’unico intervento che
potrebbe assicurare un’effettiva riduzione
della frammentazione dei finanziamenti e`
quello di fissare un limite massimo, sufficientemente basso, al numero di comitati
che ogni anno possono essere istituiti,
consentendo deroghe a tale limite solo in
casi eccezionali e adeguatamente giustificati. Cio` permetterebbe di aumentare l’importo del contributo a ciascuna iniziativa,
rendendolo effettivamente significativo.
Ovviamente, una simile scelta comporterebbe che molte iniziative non potrebbero
piu` essere finanziate, lasciando quindi insoddisfatto un maggior numero di soggetti.
Ritiene quindi certamente utile che la
Commissione avvii una riflessione sulle
modalita` con cui procedere a eventuali
correzioni alla disciplina vigente, ma sulla
base di una attenta valutazione dei pro e
dei contro di ogni possibile intervento. In
ogni caso, la Commissione e` oggi tenuta a
esprimersi esclusivamente sulle scelte effettuate in base alla normativa vigente, ed
e` a suo avviso evidente che, in queste
condizioni, difficilmente il suo giudizio
possa risultare determinante.
Emerenzio BARBIERI (UDC) chiede di
sapere quali effetti avrebbe un eventuale
parere contrario della Commissione.
Ferdinando ADORNATO, presidente, rileva che, come e` nella sua natura, il parere
non ha carattere vincolante.
Andrea Giorgio Felice Maria ORSINI
(FI), relatore, nel condividere molte delle
considerazioni fin qui svolte, ritiene necessario mantenere distinto il piano delle
possibili modifiche alla disciplina legislativa vigente da quello del parere sull’atto
in esame. Sotto quest’ultimo profilo, riba-
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
103
disce l’opportunita` di evitare di inserire
nel parere rilievi relativi a singoli interventi, mentre ritiene senz’altro possibile
rafforzare le indicazioni contenute nell’osservazione nel senso indicato dal deputato
Rositani, e riformula pertanto la propria
proposta di parere precisando che i criteri
maggiormente selettivi da adottare debbano tenere adeguatamente conto dell’importanza del personaggio o dell’evento celebrato e del suo legame con il territorio.
Giovanna GRIGNAFFINI (DS-U) annuncia il voto contrario del suo gruppo
sulla proposta di parere del relatore.
Nessun altro chiedendo di intervenire,
la Commissione approva la proposta di
parere del relatore, come riformulata (vedi
allegato 3).
La seduta termina alle 14.25.
—
Commissione VII
AVVERTENZA
Il seguente punto all’ordine del giorno
non e` stato trattato:
SEDE REFERENTE
Iniziative e attivita` culturali promosse dalle
donne.
C. 5515 Grignaffini.
ERRATA CORRIGE
Nel Bollettino delle Giunte e delle Commissioni parlamentari n. 717 di mercoledı`
23 novembre 2005: alla pagina 91, prima
colonna, trentaseiesima riga, deve leggersi:
« 6178/VII/Tab. 7.2 » in luogo di: « 6178/VII/
Tab. 7.1 » e seconda colonna, ventunesima
riga, deve leggersi: « 6177/VII/Tab.A5 » in
luogo di: « 6177/VII/1. 73 ».
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
104
Commissione VII
—
ALLEGATO 1
Stato giuridico e diritti degli insegnanti della scuola (C. 4091 e abb.).
EMENDAMENTI
ART. 1.
Sopprimerlo.
1. 1.
Titti De Simone.
Sostituirlo con il seguente:
ART. 1.
La funzione docente e` definita e regolamentata dai principi della Costituzione,
dall’articolo 21 della legge 15 marzo 1997,
n. 59 e successive modificazioni e dalle
disposizioni di cui al contratto collettivo
nazionale di lavoro relativo al personale
del comparto scuola e in particolare dagli
articoli 25, 26, 27, 28, 29 e 30 del contratto
vigente per il quadriennio normativo 20022005.
2. Sono abrogate, dalla data di entrata
in vigore della presente legge, tutte le
disposizioni legislative o regolamentari riguardanti la funzione docente adottate in
deroga al suddetto contratto.
Conseguentemente, sopprimere gli articoli 2 e 10.
1. 2. Sasso, Rusconi, Colasio, Grignaffini,
Capitelli, Martella, Tocci, Buffo, Chiaromonte, Carli, Lolli, Giulietti.
dibile per la qualita`, la liberta` e il pluralismo della scuola pubblica, intesa come
scuola dei saperi, luogo della conoscenza,
spazio educativo e formativo.
2. La Repubblica riconosce il ruolo
sociale degli insegnanti.
3. La funzione docente e` definita e
regolamentata dalle disposizioni di cui al
contratto collettivo nazionale di lavoro
relativo al personale del comparto scuola.
1. 3.
Titti De Simone.
Al comma 3, dopo la parola: reclutamento, aggiungere le seguenti: basato su
una obiettiva valutazione dei meriti professionali.
1. 4.
Garagnani.
Aggiungere, in fine, il seguente comma:
4. Nelle materie oggetto della presente
legge le regioni a statuto speciale e le
province autonome dı` Trento e dı` Bolzano
esercitano le competenze ad esse spettanti
ai sensi degli statuti speciali, delle relative
norme di attuazione e dell’articolo 10 della
legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3.
1. 5. Detomas, Brugger, Zeller, Colle`,
Widmann.
Sostituirlo con il seguente:
ART. 2.
ART. 1.
1. L’articolo 33 della Costituzione sancisce la liberta` di insegnamento che costituisce garanzia fondamentale e imprescin-
Sopprimerlo.
*
2. 1. Grignaffini, Rusconi, Colasio,
Sasso, Capitelli, Martella, Tocci, Buffo,
Chiaromonte, Carli, Lolli, Giulietti.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
105
Sopprimerlo.
* 2. 2.
Titti De Simone.
Al comma 1, lettera b), aggiungere, in
fine, le parole: evitando pertanto forzature
ideologiche nell’esposizione dei fatti quotidiani, estranei alla funzione educatrice
della scuola.
2. 3.
Garagnani.
Al comma 1, lettera f), numero 1), dopo
la parola: positivo aggiungere le seguenti:
ed effettivo.
2. 4.
Garagnani.
Al comma 1, lettera f), numero 2),
sostituire le parole: per soli titoli con le
seguenti: per titoli ed esami.
2. 5.
Garagnani.
Commissione VII
—
tempo indeterminato. Nell’anno scolastico
2006-2007 le sedi definitive e le eventuali
nuove nomine sono assegnate sulla base
delle graduatorie provinciali permanenti e
delle vigenti graduatorie del concorso per
titoli ed esami. Il personale gia` nominato
a tempo indeterminato, a cui non possa
essere assegnata la sede definitiva sulla
base dei posti disponibili, rimane in servizio a tempo indeterminato e collocato
negli organici di istituto.
4. A decorrere dall’anno scolastico
2006-2007, per ogni anno scolastico, e`
assegnato a tempo indeterminato un contingente di personale dirigente, docente,
educativo e amministrativo, tecnico e ausiliario, in misura comunque non inferiore
all’80 per cento calcolato in relazione alla
disponibilita` di posti di diritto e di fatto.
5. Le disposizioni di cui ai commi 3 e
4 si applicano anche al personale ATA.
6. Il secondo periodo del comma 13 dell’articolo 4 della legge 24 dicembre 1993,
n. 537, e` soppresso.
3. 2.
Titti De Simone.
ART. 3.
Sostituirlo con il seguente:
Sopprimerlo.
3. 1. Titti De Simone.
Sostituirlo con il seguente:
ART. 3. — 1. L’articolo 5 della legge 28
marzo 2003, n. 53, e` abrogato.
2. Le disposizioni del decreto-legge 7
aprile 2004, n. 97, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 giugno 2004, n. 143,
che fanno riferimento all’entrata in vigore
dell’articolo 5 della legge 28 marzo 2003,
n. 53, hanno immediata ed autonoma attuazione ove e` necessario con l’adozione di
specifiche norme regolamentari.
3. Tutte le nomine a tempo determinato
del personale docente, effettuate per
l’anno scolastico 2005-2006 sulla base
delle graduatorie provinciali permanenti,
sono trasformate con la medesima decorrenza, ai fini giuridici ed economici, a
1. L’articolo 5 della legge
ART. 3. —
28 marzo 2003, n. 53, e` abrogato.
2. Le disposizioni del decreto-legge 7
aprile 2004, n. 97, convertito con modificazioni, dalla legge 4 giugno 2004, n. 143,
che fanno riferimento all’entrata in vigore
dell’articolo 5 della legge 28 marzo 2003,
n. 53, hanno immediata ed autonoma attuazione ove e` necessario con l’adozione di
specifiche norme regolamentari.
3. Tutte le nomine a tempo determinato
del personale docente, effettuate per
l’anno scolastico 2005-2006 sulla base
delle graduatorie provinciali permanenti,
sono trasformate con la medesima decorrenza, ai fini giuridici ed economici, a
tempo indeterminato. Nell’anno scolastico
2006-2007 le sedi definitive e le eventuali
nuove nomine sono assegnate sulla base
delle graduatorie provinciali permanenti e
delle vigenti graduatorie del concorso per
titoli ed esami. Il personale gia` nominato
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
106
a tempo indeterminato, a cui non possa
essere assegnata la sede definitiva sulla
base dei posti disponibili, rimane in servizio a tempo indeterminato e collocato
negli organici di istituto.
4. A decorrere dall’anno scolastico
2006-2007 sono assegnati a tempo indeterminato il 70 per cento dei posti vacanti
all’inizio dell’anno scolastico corrispondente.
5. Le disposizioni di cui ai commi 3 e
4 si applicano anche al personale ATA.
3. 3. Capitelli, Sasso, Grignaffini, Martella, Tocci, Buffo, Chiaromonte, Carli,
Lolli, Giulietti.
Sostituirlo con il seguente:
1. L’articolo 5 della legge
ART. 3. —
28 marzo 2003, n. 53, e` abrogato.
2. Le disposizioni del decreto-legge 7
aprile 2004, n. 97, convertito con modificazioni, dalla legge 4 giugno 2004, n. 143,
che fanno riferimento all’entrata in vigore
dell’articolo 5 della legge 28 marzo 2003,
n. 53, hanno immediata ed autonoma attuazione ove e` necessario con l’adozione di
specifiche norme regolamentari.
3. A decorrere dell’anno scolastico
2007-2008 sono assegnati a tempo indeterminato il 70 per cento dei posti vacanti
all’inizio dell’anno scolastico corrispondente.
4. Le disposizioni di cui ai commi 2 e
3 si applicano anche al personale ATA.
3. 4. Rusconi, Colasio, Bimbi, Volpini,
Gambale.
Commissione VII
—
ART. 5.
Sopprimerlo.
5. 1.
Titti De Simone.
Sostituirlo con il seguente:
ART. 5. — 1. L’articolo 3 della legge 15
luglio 2002, n. 145, non si applica alla
dirigenza scolastica, per la quale si considera in vigore la previgente normativa;
conseguentemente la durata e la natura
dell’incarico del dirigente scolastico rimangono regolate dal contratto collettivo
nazionale di lavoro dell’area V della dirigenza scolastica.
*5. 2. Grignaffini, Rusconi, Colasio, Sasso,
Capitelli, Martella, Tocci, Buffo, Chiaromonte, Carli, Lolli, Giulietti.
Sostituirlo con il seguente:
ART. 5. — 1. L’articolo 3 della legge 15
luglio 2002, n. 145, non si applica alla
dirigenza scolastica, per la quale si considera in vigore la previgente normativa;
conseguentemente la durata e la natura
dell’incarico del dirigente scolastico rimangono regolate dal contratto collettivo
nazionale di lavoro dell’area V della dirigenza scolastica.
*5. 3.
Titti De Simone.
ART. 6.
ART. 4.
Sopprimerlo.
*4. 1. Sasso, Rusconi, Colasio, Grignaffini,
Capitelli, Martella, Tocci, Buffo, Chiaromonte, Carli, Lolli, Giulietti.
Sopprimerlo.
*4. 2.
Titti De Simone.
Sopprimerlo.
*6. 1. Capitelli, Sasso, Grignaffini, Martella, Tocci, Buffo, Chiaromonte, Carli,
Lolli, Giulietti.
Sopprimerlo.
* 6. 2. Titti De Simone.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
107
Commissione VII
—
Sopprimerlo.
ART. 7.
* 8. 2. Titti De Simone.
Sopprimerlo.
Conseguentemente, sopprimere l’articolo
8.
ART. 9.
7. 1.
Titti De Simone.
Sopprimerlo.
Sostituirlo con il seguente:
ART. 7. —1. Entro sessanta giorni dalla
data di entrata in vigore della presente
legge viene data attuazione alla procedure
di costituzione degli organi collegiali nazionali e territoriali previsti dal decreto
legislativo 30 giugno 1999, n. 203.
2. Il comma 1 dell’articolo 5 del decreto
legislativo n. 233 del 1999 e` sostituito dal
seguente:
« 1. I consigli scolastici locali sono istituiti con deliberazione del consiglio provinciale competente per territorio, tenendo
presenti le articolazioni territoriali degli
uffici scolastici regionali del Ministero dell’istruzione, dell’universita` e della ricerca.
I consigli hanno sede presso idonee strutture indicate o fornite dagli enti locali
competenti ».
* 9. 1. Capitelli, Rusconi, Colasio, Sasso,
Grignaffini, Martella, Tocci, Buffo,
Chiaromonte, Carli, Lolli, Giulietti.
Sopprimerlo.
* 9. 2. Titti De Simone.
ART. 10.
Sopprimerlo.
* 10. 1. Sasso, Rusconi, Colasio, Grignaffini, Capitelli, Martella, Tocci, Buffo,
Chiaromonte, Carli, Lolli, Giulietti.
Sopprimerlo.
Conseguentemente, sopprimere l’articolo
8.
7. 2. Sasso, Grignaffini, Capitelli, Martella, Tocci, Buffo, Chiaromonte, Carli,
Lolli, Giulietti, Titti De Simone.
ART. 8.
Sopprimerlo.
*
8. 1. Grignaffini, Rusconi, Colasio,
Sasso, Capitelli, Martella, Tocci, Buffo,
Chiaromonte, Carli, Lolli, Giulietti.
* 10. 2.
Titti De Simone.
Dopo il comma 3, aggiungere il seguente:
3-bis. Le regioni a statuto speciale e le
province autonome di Trento e di Bolzano
provvedono alla finalita` della presente
legge in conformita` ai propri statuti ed alle
relative norme di attuazione.
10. 3. Brugger, Colle`, Zeller, Detomas,
Widmann.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
108
Commissione VII
—
ALLEGATO 2
Elenco delle proposte di istituzione e di finanziamento di comitati
nazionali per le celebrazioni e manifestazioni culturali per l’anno 2006
(atto n. 558).
PROPOSTA DI PARERE DEL RELATORE
La VII Commissione (Cultura, scienza e
istruzione),
esaminato l’elenco delle proposte di
istituzione e di finanziamento di comitati
nazionali per le celebrazioni e manifestazioni culturali per l’anno 2006;
rilevato che – ancor piu` che negli
scorsi anni e nonostante i rilievi gia` mossi
sul punto – la frammentazione delle risorse complessivamente disponibili fra un
elevato numero di iniziative determina
una eccessiva riduzione degli importi de-
stinati a ciascuna di esse, talora a scapito
di quelle piu` rilevanti
esprime
PARERE FAVOREVOLE
con la seguente osservazione:
si eviti in futuro una eccessiva frammentazione degli interventi, adottando criteri maggiormente selettivi e concentrando
le risorse disponibili sulle iniziative piu`
meritevoli di sostegno.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
109
Commissione VII
—
ALLEGATO 3
Elenco delle proposte di istituzione e di finanziamento di comitati
nazionali per le celebrazioni e manifestazioni culturali per l’anno 2006
(atto n. 558).
PARERE APPROVATO DALLA COMMISSIONE
La VII Commissione (Cultura, scienza e
istruzione),
esaminato l’elenco delle proposte di
istituzione e di finanziamento di comitati
nazionali per le celebrazioni e manifestazioni culturali per l’anno 2006;
rilevato che – ancor piu` che negli
scorsi anni e nonostante i rilievi gia` mossi
sul punto – la frammentazione delle risorse complessivamente disponibili fra un
elevato numero di iniziative determina
una eccessiva riduzione degli importi destinati a ciascuna di esse, talora a scapito
di quelle piu` rilevanti,
esprime
PARERE FAVOREVOLE
con la seguente osservazione:
si eviti in futuro una eccessiva frammentazione degli interventi, adottando criteri maggiormente selettivi, che tengano
adeguatamente conto dell’importanza del
personaggio o dell’evento celebrato e del
suo legame con il territorio, e concentrando le risorse disponibili sulle iniziative
piu` meritevoli di sostegno.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
110
—
Commissione VIII
VIII COMMISSIONE PERMANENTE
(Ambiente, territorio e lavori pubblici)
S O M M A R I O
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI . . . . . . . . . . .
110
INTERROGAZIONI:
5-04896 Reduzzi: Completamento dell’asse interurbano Seriate-Ponte San Pietro . . . . . . . . . .
110
ALLEGATO 1 (Testo della risposta) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
115
INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA:
5-05000 Iannuzzi: Completamento dei lavori sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria . . . . . .
111
ALLEGATO 2 (Testo della risposta) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
116
5-04998 Pappaterra: Progettazione dell’autostrada Nuova Romea . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
112
ALLEGATO 3 (Testo della risposta) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
119
5-04999 Piglionica: Ammodernamento di tratti della strada statale n. 96 . . . . . . . . . . . . . . . . . .
113
ALLEGATO 4 (Testo della risposta) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
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SEDE REFERENTE:
Disposizioni per migliorare la sicurezza della rete autostradale e la qualita` del servizio. C.
5941 Agostini (Seguito dell’esame e rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Mercoledı` 30 novembre 2005.
L’ufficio di presidenza si e` riunito dalle
14.20 alle 14.55.
INTERROGAZIONI
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del presidente Pietro ARMANI. —
Interviene il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti, Ugo Martinat.
La seduta comincia alle 14.55.
113
5-04896 Reduzzi: Completamento dell’asse
interurbano Seriate-Ponte San Pietro.
Il viceministro Ugo MARTINAT risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).
Giuliana REDUZZI (MARGH-U), osservato che si sarebbe attesa una risposta piu`
confortante dal Governo, giudica deludente apprendere che i tempi di realizzazione dei rimanenti lavori di completamento dell’opera in questione slittano a
settembre 2006 e ottobre 2007, risultando,
in questo modo, ancora piu` giustificati i
dubbi sulle date della sua ultimazione.
Rileva, infatti, che troppi ritardi e rinvii
hanno gia` contrassegnato la realizzazione
dei lavori, tanto e` vero che l’attivita` di
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
111
monitoraggio parlamentare che ha posto
in essere in questa legislatura, rispetto
all’importante infrastruttura in esame, e`
stata molto intensa, in quanto non si e`
limitata soltanto alle interrogazioni, ma si
e` estesa anche a sopralluoghi e incontri
tecnici, finalizzati ad offrire ogni possibile
contributo per superare gli ostacoli e i
rischi di rallentamento nei lavori. A fronte
della gratificazione, anche personale, derivante dall’avvenuta inaugurazione del 1o
lotto e della forte soddisfazione espressa
dalle comunita` locali e dai cittadini dell’area, che con l’attivazione del primo
tratto dell’asse interurbano hanno ottenuto benefici sul traffico e che attendevano il completamento dell’intera opera
per la primavera del 2006, intende esprimere una seria preoccupazione per i continui rinvii della sottoscrizione dell’atto
aggiuntivo, che avrebbe « liberato » le risorse gia` approvate con la perizia nel
maggio 2004, destinate a liquidare l’impresa per le somme ad essa spettanti.
Considerato l’ulteriore allarme sulla
reale situazione delle « casse » dell’ANAS,
non piu` capaci di garantire neanche le
opere in corso, sottolinea che le proposte
contenute nel disegno di legge finanziaria
2006, che confermano tagli pesantissimi
alle risorse assegnate a tale societa`, giustificano un atteggiamento di perplessita` e
di dubbio sui tempi reali di ultimazione
dell’opera; tuttavia, dichiara che proseguira` nel suo impegno parlamentare finalizzato a verificare l’avanzamento dei lavori, per tenerli costantemente monitorati
affinche´ non slitti ulteriormente la data di
conclusione dell’opera.
La seduta termina alle 15.
INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del presidente Pietro ARMANI. —
Interviene il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti, Ugo Martinat.
La seduta comincia alle 15.
—
Commissione VIII
Pietro ARMANI, presidente, segnala
che, come concordato nell’ambito dell’ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, le interrogazioni a
risposta immediata hanno ad oggetto questioni concernenti progetti e appalti di
lavori pubblici relativi alla rete infrastrutturale statale.
Ricorda altresı` che, ai sensi dell’articolo 135-ter, comma 5, del regolamento, la
pubblicita` delle sedute per lo svolgimento
delle interrogazioni a risposta immediata e`
assicurata anche tramite la trasmissione
attraverso l’impianto televisivo a circuito
chiuso. Ne dispone, pertanto, l’attivazione.
5-05000 Iannuzzi: Completamento dei lavori
sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria.
Tino IANNUZZI (MARGH-U), nell’illustrare l’interrogazione in titolo, ricorda
che il completamento dei lavori sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria ha una
valenza strategica per il Mezzogiorno. Appare, dunque, necessario fornire i dati
reali sullo stato di avanzamento dei lavori
e sul quadro delle risorse finanziarie,
aggravato da ultimo dalla limitazione ai
pagamenti dell’ANAS disposta dal disegno
di legge finanziaria per il 2006.
Il viceministro Ugo MARTINAT risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2).
Tino IANNUZZI (MARGH-U) esprime
forte preoccupazione per la situazione
complessiva dei lavori relativi all’autostrada A3, sia per lo stato dei cantieri,
delle procedure di progettazione e di appalto, sia per la perdurante mancanza di
ingenti finanziamenti necessari per la realizzazione dell’intero progetto, a cominciare dai diversi maxi-lotti. Sottolinea
come il gruppo della Margherita, grazie
all’incessante azione parlamentare svolta
dall’inizio della legislatura, sia in grado di
effettuare un monitoraggio ed una valutazione di ordine complessivo ed oggettivo
della situazione lungo la A3. Da un raffronto con gli ultimi quadri riassuntivi del
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
112
18 ottobre e dell’11 maggio 2005, emerge
un dato che suscita pesanti e giustificate
preoccupazioni, alimentate dalle analisi
degli elementi forniti dal Governo.
Rileva, infatti, che per i 7 mega-lotti
non si riscontrano novita`, atteso che i
lavori sono in corso solamente sul 1o
maxi-lotto (Sicignano degli Alburni-Atena
Lucana), nel quale dopo 26 mesi dalla
consegna dei lavori e dal contratto e
quando manca circa un anno e mezzo alla
scadenza del termine finale, risultano eseguiti lavori per 130 milioni di euro su 445
milioni complessivi. Negli altri sei macrolotti le opere non hanno avuto inizio, pur
essendo stati aggiudicati gli appalti nel 5o
e 6o maxi-lotto, rispettivamente fin dal 12
luglio 2004 e dal 16 febbraio 2005: cio`
dimostrerebbe che i lavori non sono iniziati anche in questi due megalotti, perche´
in realta` non vi sono i finanziamenti.
Quanto al 2o maxi-lotto, riguardante il
tratto salernitano e lucano, osserva che la
gara e` ancora sospesa, mentre per il 3o e
4o mega-lotto si e` in attesa della progettazione definitiva. Risultano, poi, ultimati
18 lotti rispetto ai 17 lotti gia` fruibili a
maggio 2005 e sono in itinere lavori su
altri 10 lotti rispetto ai 9 lotti gia` in
esecuzione a maggio; in questi ulteriori
sette mesi, pertanto, i cantieri sono avanzati in misura significativa solo in tre di
questi dieci lotti.
Sottolineato che restano 3 lotti in condizione di criticita`, in quanto gli appalti
sono stati rescissi per fallimento delle
imprese o per contenziosi e non sono stati
riaffidati, ribadisce che continuano a mancare circa 3,5 miliardi di euro per il
progetto di ammodernamento della A3,
che dovrebbe peraltro essere la priorita`
assoluta nella politica infrastrutturale per
il Mezzogiorno: il suo gruppo ha, pertanto,
voluto che nel « tavolo infrastrutturale e
trasporti », chiamato a definire il futuro
programma dell’Unione, la A3 sia indicata
come la prima opera per il Sud, verso la
quale, contrariamente a quanto sino ad
oggi realizzato da parte del Governo, occorre concentrare finanziamenti, capacita`
e risorse organizzative dell’amministrazione pubblica.
—
Commissione VIII
5-04998 Pappaterra: Progettazione
dell’autostrada Nuova Romea.
Franco GROTTO (Misto-SDI-US), cofirmatario dell’interrogazione in titolo, ne
illustra il contenuto, segnalando che il
progetto
preliminare
dell’autostrada
Nuova Romea, Mestre-Orte-Civitavecchia,
che e` stato presentato all’ANAS, non prevede tre bretelle di vitale importanza per
la viabilita` ordinaria dei territori interessati, ossia il prolungamento da Rovigo fino
a sud di Adria della Transpolesana, l’accesso al Delta del Po e il collegamento con
il porto e la citta` di Chioggia. Ricorda che
il Ministro Lunardi si era personalmente
impegnato affinche´ fossero inserite nel
predetto progetto preliminare le tre bretelle, che risultano di importanza fondamentale per il tessuto produttivo del territorio interessato. Rileva, quindi, l’opportunita` che il Governo chiarisca come intenda intervenire in tale materia.
Il viceministro Ugo MARTINAT risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 3).
Franco GROTTO (Misto-SDI-US) ringrazia il rappresentante del Governo per
la risposta fornita, che sembra attestare la
determinazione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti nel mantenimento
degli impegni presi. Il mancato inserimento delle tre bretelle nel progetto preliminare, infatti, comprometterebbe la realizzazione di una grande arteria di importanza vitale per la viabilita` ordinaria nazionale. Nel ribadire, peraltro, che il
Ministro si era impegnato a seguire la
realizzazione dell’infrastruttura in questione nel tratto settentrionale, VeneziaRavenna, fa presente che tale tratto potrebbe essere agevolmente realizzato grazie all’apporto di risorse finanziarie da
parte di soggetti privati interessati all’opera, segnalando l’importanza di giungere ad un accordo tra la societa` incaricata del progetto preliminare, il Ministero
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
113
delle infrastrutture e dei trasporti e gli
enti territoriali interessati.
—
Commissione VIII
Pietro ARMANI, presidente, dichiara
concluso lo svolgimento delle interrogazioni in titolo.
La seduta termina alle 15.20.
5-04999 Piglionica: Ammodernamento
di tratti della strada statale n. 96.
SEDE REFERENTE
Donato PIGLIONICA (DS-U), nell’illustrare l’interrogazione in titolo, rileva che
l’ammodernamento di taluni tratti della
strada statale n. 96 interessa un bacino di
utenza di cinquecentomila persone, considerato che tale arteria attraversa un territorio in cui e` presente un vivace tessuto
imprenditoriale. Rileva, peraltro, che, in
sostanziale assenza di un trasporto ferroviario nelle zone interessate, il traffico
veicolare pesante non solo compromette la
mobilita`, ma determina anche ingenti rischi per l’incolumita` delle persone, come
dimostra il numero di vittime coinvolte in
` opportuno, quindi, acquisire
incidenti. E
chiarimenti da parte del Governo in ordine all’andamento del relativo progetto.
Il viceministro Ugo MARTINAT risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 4).
Donato PIGLIONICA (DS-U), replicando, si dichiara insoddisfatto della risposta del Governo, che reputa imprecisa e
limitata a fatti gia` ampiamente noti. Nel
rilevare che i lavori su un tratto della strada
statale n. 99 sono iniziati solo un mese fa, a
quattro anni di distanza dallo svolgimento
della conferenza dei servizi nel 2001, il che
porterebbe a interrogarsi sulla questione
dei ritardi nell’avvio dei lavori pubblici e
sulle iniziative necessarie a risolvere tale
situazione intollerabile, sottolinea che la
progettazione definitiva del tratto TorittoModugno e` gia` stata consegnata dall’ANAS
di Bari alla sede centrale ANAS. Invita,
quindi, il Governo a verificare la consegna
di tale progettazione e ad anticipare la realizzazione dei lavori su tale tratto, che
avrebbe tutti i requisiti per essere completato al piu` presto.
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del presidente Pietro ARMANI. —
Interviene il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti, Ugo Martinat.
La seduta comincia alle 15.20.
Disposizioni per migliorare la sicurezza della rete
autostradale e la qualita` del servizio.
C. 5941 Agostini.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame, rinviato il 10 novembre 2005.
Pietro ARMANI, presidente, ricorda che
nella precedente seduta, dopo la relazione
introduttiva, il rappresentante del Governo, data la complessita` tecnica delle
questioni poste dal provvedimento in titolo, si era riservato di esprimere il proprio orientamento.
Il viceministro Ugo MARTINAT osserva
preliminarmente che la proposta di legge
intende sostituire una disposizione recata
dall’articolo 21 del decreto-legge n. 355
del 2003, che prevede che il Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti sottoponga al CIPE una proposta per nuovi
parametri di qualita`, che tengano conto
del comfort di viaggio. Al riguardo, segnala
che tale proposta e` in fase finale di
elaborazione e potra` essere a breve sottoposta al CIPE, previa consultazione delle
associazioni dei consumatori e dell’AISCAT, secondo quanto previsto dalle convenzioni di concessione. Sul contenuto
della proposta in itinere, fa presente che
essa individua, quale indicatore di comfort,
il tempo di attesa ai caselli di esazione,
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
114
prevedendo altresı` – a vantaggio della
sicurezza – un meccanismo sanzionatorio
in relazione a carenze della manutenzione.
Si tratta, dunque, di una proposta particolarmente innovativa, la cui predisposizione e` stata assai laboriosa, anche perche´
legata alla necessita` di individuare elementi oggettivamente misurabili, nell’ambito della natura convenzionale che regola
i rapporti di concessione. Sotto questo
profilo, pertanto, ritiene che il Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti non
possa che confermare la contrarieta`, in
linea di principio, al progetto di legge, il
quale vanificherebbe il lungo lavoro compiuto in collaborazione con l’ANAS, che ha
gia` avviato, tra l’altro, l’acquisizione in via
sperimentale dei dati statistici necessari a
rendere operativa la proposta ministeriale.
Giudica, inoltre, non condivisibile il
contenuto della proposta di legge sotto
ulteriori punti di vista. In primo luogo, vi
e` un problema legato alla competenza in
materia di sistema tariffario e gestione
della circolazione, attualmente in capo al
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti; in proposito, infatti, la proposta di
legge tende a spostare impropriamente le
competenze, per un verso, sul Centro di
coordinamento nazionale in materia di
viabilita`, organismo di gestione delle sole
—
Commissione VIII
emergenze, e – per altro verso – sul
NARS, che e` un organo di consulenza del
CIPE e del Ministero dell’economia e delle
finanze.
Osserva inoltre che, sotto il profilo
degli indicatori proposti, questi risulterebbero di difficile identificazione e quantificazione, in quanto non supportati da
alcun pre-esistente criterio scientifico. Rileva, peraltro, che taluni contenuti della
proposta di legge sono contrari a vigenti
disposizioni normative e contrattuali, quali
l’ipotesi di chiusura di caselli autostradali
e di apertura di vie di fuga, attualmente
rimessa al Prefetto competente, nonche´
l’ipotesi di non riconoscere incrementi per
qualita` ai concessionari autostradali, nelle
more dell’attuazione delle disposizioni,
compresi quelli gia` contenuti nelle vigenti
convenzioni, che sono contratti di diritto
privato.
Pietro ARMANI, presidente, giudica opportuno che la Commissione svolga i necessari approfondimenti in ordine alle significative considerazioni svolte dal rappresentante del Governo.
Rinvia, pertanto, il seguito dell’esame
ad altra seduta.
La seduta termina alle 15.30.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
115
—
Commissione VIII
ALLEGATO 1
Interrogazione n. 5-04896 Reduzzi: Completamento
dell’asse interurbano Seriate-Ponte San Pietro.
TESTO DELLA RISPOSTA
In riferimento alle problematiche evidenziate con l’atto ispettivo cui si risponde, relativo all’Asse Interurbano di
Bergamo e ad integrazione e aggiornamento a quanto gia` riferito all’Onorevole
Reduzzi in sede di risposta ad analoghi
atti di sindacato ispettivo, l’ANAS Spa ha
comunicato che l’Associazione Temporanea di Imprese Beton Villa-Gogeis-Aleandri, esecutrice sia dei lavori di completamento del 1o lotto da Bergamo a Ponte
Seriate sia dei lavori per il collegamento
dalla strada provinciale 155 alla strada
statale 342 a Mapello, ad oggi ha regolarmente percepito i pagamenti relativi all’avanzamento dei lavori.
La societa` stradale informa che i lavori
del lotto di completamento – tratto fun-
zionale compreso tra il viadotto sul fiume
Brembo e la strada provinciale n. 155 –
sono stati ultimati lo scorso luglio.
Per quanto riguarda i lavori di collegamento tra le strade provinciali n. 155 e
n. 166 per una estesa di 1,650 chilometri,
a seguito delle richieste specifiche degli
enti locali interessati, l’ANAS ha dovuto
procedere alla riprogrammazione degli interventi. Pertanto l’apertura al traffico del
tratto e` attualmente prevista per il mese di
settembre 2006.
La societa` stradale comunica, infine,
che l’ultimazione dei lavori di collegamento della strada provinciale 166 alla
strada statale 342 a Mapello e` prevista per
ottobre 2007.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
116
Commissione VIII
—
ALLEGATO 2
Interrogazione n. 5-05000 Iannuzzi: Completamento
dei lavori sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria.
TESTO DELLA RISPOSTA
Ad aggiornamento dei dati forniti in
occasione delle numerose risposte rese in
questa sede agli onorevoli interroganti ad
analoghe interrogazioni dagli stessi presentate vertenti sul medesimo argomento,
sono stati richiesti elementi all’ANAS s.p.a.
relativi alla situazione dei lavori di ammodernamento della Salerno-Reggio Calabria.
Ad oggi risultano complessivamente
previsti n. 45 interventi suddivisi in 7
Macrolotti e 38 Lotti.
La situazione aggiornata dei lavori ultimati, riportata nella documentazione che
si rimette alla Commissione, evidenzia che
ad oggi risultano ammodernati e interamente fruibili al traffico n. 18 lotti.
La situazione aggiornata dei lavori in
argomento, riportata nell’allegato A1, evidenzia che attualmente sono in corso di
esecuzione n. 10 lotti (escludendo i 3 macrolotti di cui si parlera` a parte) che
verranno ultimati per la quasi totalita`
entro dicembre 2006.
La situazione aggiornata, riportata
nella documentazione che si rimette alla
Commissione, evidenzia che attualmente vi
sono n. 3 lotti che presentano delle criticita`, in quanto i contratti sono stati rescissi per fallimento dell’Impresa o per
contenziosi.
Per i due lotti ex CoopCostruttori/CIR
(Tronco 1 Tratto 6 Lotto 3 dal km 88+657
al km 103+840) ed ex CoopCostruttori
(Tronco 3 Tratto 2 Lotto 3 stralcio A dal
km 369+800 al km 378+500), ANAS sta
procedendo alla stesura dei progetti definitivi necessari per il riappalto delle opere.
Per il lotto ex Asfalti (Tronco 2 Tratto 4
Lotto 1 dal km 206+500 al km 213+500),
e` stato approvato il progetto definitivo
necessario per il riappalto delle opere e a
breve verra` pubblicato il relativo bando di
gara.
L’ANAS ha quindi fornito un prospetto
recante la situazione di tutti i vari lotti che
si rende in allegato « 1 ».
ALLEGATO 1
Situazione dei Macrolotti.
Macrolotto n. 1: dal km 53+800 (svincolo di Sicignano degli Alburni incluso) al
km 82+330 (svincolo di Atena Lucana
escluso). Il lotto ha un’estesa di circa 30
km ed un importo netto, dopo la gara, di
597.041.477,00 euro.
Macrolotto n. 2: dal km 108+000 (svincolo di Padula-Buonabitacolo escluso) al
ALLA RISPOSTA DEL
GOVERNO
km 139+000 (svincolo di Lauria Nord
incluso). Il lotto ha un’estesa di circa 31
km ed un importo di progetto di
1.038.986.876,15 euro.
Macrolotto n. 3: dal km 139+000 (svincolo di Lauria Nord escluso) al km
206+500 (svincolo di Tarsia escluso). Il
lotto ha un’estesa di circa 67,5 km ed un
importo di progetto di 1.121.476.178.00
euro.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
117
Macrolotto n. 4: dal km 259+700 (svincolo di Cosenza escluso) al km 286+000
(svincolo di Altilia Grimaldi incluso). Il
lotto ha un’estesa di circa 26 km ed un
importo di progetto di 531.000.000,00
euro.
Macrolotto n. 4b: dal km 286+000 (svincolo di Altilia Grimaldi escluso) al km
304+200 (svincolo di Falerna incluso). Il
lotto ha un’estesa di circa 18,2 km ed un
importo di progetto di 444.801.976,79
euro.
Macrolotto n. 5: dal km 393+500 (svincolo di Gioia Tauro escluso) al km
423+300 (svincolo di Scilla escluso). Il lotto
ha un’estesa di circa 30 km ed un importo
netto dopo la gara, di 1.033.554.224,62
euro.
Macrolotto n. 6: dal km 423+300 (svincolo di Scilla incluso) al km 442+920
(svincolo di Reggio Calabria incluso). Il
lotto ha un’estesa di circa 20 km ed un
importo
netto,
dopo
la
gara,
di
601.026.313,47 euro.
Macrolotti gia` affidati.
Macrolotto n. 1: dal km 53+800 (svincolo di Sicignano degli Alburni incluso) al
km 82+330 (svincolo di Atena Lucana
escluso): in data 17 ottobre 2003 e` avvenuta la consegna dei lavori alla Societa`
aggiudicataria CMC s.c.r.l. di Ravenna per
l’importo netto di 445,28 milioni di euro e
151,76 per le somme a disposizione dell’Amministrazione. Giorni lavorativi previsti n. 1095. L’ultimazione e` prevista per la
prima meta` del 2007. Dopo le attivita`
propedeutiche (espropri, bonifiche belliche, eliminazione interferenze, autorizzazioni antimafia, eccetera) i cantieri di
lavoro sono stati effettivamente avviati nel
marzo 2004.
Attualmente i lavori realizzati sono in
corso su tutto il macrolotto ed hanno
raggiunto una produzione di circa 130
milioni di euro, pari a circa il 40 per
cento.
Macrolotto n. 5: dal km 393+500 (svincolo di Gioia Tauro escluso) al km
423+300 (svincolo di Scilla escluso): in
—
Commissione VIII
data 12 luglio 2004 e` avvenuta la consegna
dei lavori al raggruppamento ATI Impregilo S.p.a. (51 per cento) e Societa` Italiana
Condotte (49 per cento) (costituitisi il 29
luglio 2004 in Societa` Consortile per
azioni) per l’importo complessivo di 754,30
milioni di euro e di 279,25 per le somme
a disposizione dell’Amministrazione. In
data 28 settembre 2005 il Consiglio di
Amministrazione ha approvato il progetto
` imminente la consegna dei
esecutivo. E
lavori. Sono state avviate tutte le attivita`
propedeutiche all’esecuzione dei lavori
quali: la rimozione delle interferenze, gli
espropri e l’installazione di tutti campi e
sub-campi di cantiere.
Macrolotto n. 6: dal km 423+300 (svincolo di Scilla incluso) al km 442+920
(svincolo di Reggio Calabria incluso): in
data 21 aprile 2005 e` avvenuta la consegna
dei lavori al raggruppamento ATI Impregilo S.p.a. (51 per cento) e Societa` Italiana
Condotte (49 per cento) per l’importo
complessivo di 431,54 milioni di euro e di
169,48 per le somme a disposizione dell’Amministrazione. Consegnate le attivita`
propedeutiche ed in corso l’iter di istruttoria per l’approvazione della progettazione esecutiva presentata dal Contraente
Generale in data 21 settembre 2005. Sono
state avviate tutte le attivita` propedeutiche
all’esecuzione dei lavori quali: rimozione
delle interferenze, gli espropri e l’installazione di tutti campi e sub-campi di cantiere.
Macrolotti in fase di gara.
Macrolotto n. 2: dal km 108+000 (svincolo di Padula-Buonabitacolo escluso) al
km 139+000 (svincolo di Lauria Nord
incluso). Il lotto ha un’estesa di circa 31
km ed un importo di progetto di
1.038.986.876,15 euro. Per quanto riguarda la gara di appalto si rimanda a
quanto rappresentato con nota 814 del 17
ottobre 2005 in risposta ad analogo question time.
Macrolotto n. 4: dal km 286+000 (svincolo di Altilia Grimaldi escluso) al km
304+200 (svincolo di Falerna escluso). Il
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
118
lotto ha un’estesa di circa 14 km ed un
importo di progetto di 444.801.976,79
` in corso la riverifica da parte della
euro. E
Commissione di gara delle offerte presentate dai concorrenti, ai fini dell’eventuale
verifica dell’anomalia delle stesse.
—
Commissione VIII
Tronco 1 Tratto 5 Lotto 4 dal km
47+800 al km 53+800 (tratto SicignanoContursi): il Consiglio di Amministrazione
dell’ANAS, ha approvato il progetto esecutivo. In data 7 dicembre 2004 e` stato
` in corso la
pubblicato il bando di gara. E
gara.
Macrolotti in fase di progettazione.
Lotti in fase di progettazione.
Macrolotto n. 3: dal km 139+000 (svincolo di Lauria Nord escluso) al km
206+500 (svincolo di Tarsia escluso). Il
lotto ha un’estesa di circa 67,5 km ed un
importo stimato di 1.121.476.178,00 euro.
Macrolotto n. 4: dal km 259+700 (svincolo di Cosenza escluso) al km 286+000
(svincolo di Altilia Grimaldi incluso). Il
lotto ha un’estesa di circa 26 km ed un
importo stimato di 531.000.000,00 euro.
Lavori di completamento.
Lotti in fase di gara.
Tronco 2 Tratto 4 Lotto 3 stralcio 1 e 2
dal km 222+000 al km 225+800: il progetto
definitivo e` stato approvato per un importo lordo complessivo di 150 milioni di
euro. In data 29 novembre 2004 e` stato
` in corso la
pubblicato il bando di gara. E
gara.
Nuovo svincolo di Pontecagnano: alla
progressiva km 17+750 (localita` Pagliarone) per un importo lordo complessivo di
3,6 milioni di euro.
Tronco 1 Tratto 1 Lotto 2 dal km
22+400 al km 23+000 (svincolo di Battipaglia): per un importo lordo complessivo
di 28,80 milioni di euro. Il progetto e` stato
approvato in conferenza dei servizi il 22
luglio 2005 ed e` in corso la stesura del
progetto definitivo ai fini dell’appalto integrato.
Tronco 3 Tratto 1 Lotto 5 dal km
337+800 al km 348+600 (tratta compresa
tra gli svincoli di Pizzo e Sant’Onofrio): per
un importo lordo complessivo stimato di
221,70 milioni di euro.
Lavori di completamento e lavori vari di
rinaturalizzazione dei tratti dismessi per un
importo di 100 milioni di euro.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
119
—
Commissione VIII
ALLEGATO 3
Interrogazione n. 5-04998 Pappaterra: Progettazione
dell’autostrada Nuova Romea.
TESTO DELLA RISPOSTA
Il collegamento con l’accesso all’area
del delta del Po e il collegamento con il
porto di Chioggia, fa conoscere l’ANAS
s.p.a., formano parte di un accordo per la
programmazione congiunta del corridoio
di viabilita` autostradale « Dorsale Centrale » Civitavecchia-Orte-Mestre formalizzato l’11 novembre 2004.
La Regione Veneto ha richiesto di includere le bretelle e le connessioni alla
viabilita` ordinaria in detto accordo e cioe`
il prolungamento della strada Transpolesana tra Rovigo a sud di Adria, il collegamento con l’accesso all’area del delta del
Po nonche´ il collegamento con il porto di
Chioggia.
Allo stato, sono in corso contatti e
riunioni fra la societa` stradale e le strutture tecniche delle Regioni e Province
interessate per stabilire i criteri da seguire
per l’aggiornamento del progetto preliminare concordato.
Per la parte interessante la regione
Veneto, sono state gia` avviate le consultazioni e l’ANAS procedera` alla definizione
entro la prima settimana del mese di
dicembre 2005.
In tale sede verranno valutati i progetti
delle tre bretelle da recepire nella proposta di collegamento autostradale.
La societa` stradale sottolinea che nella
attuale configurazione, il progetto garantisce non solo il collegamento con il porto
di Chioggia e con lo svincolo di Codevigo
ma anche quello con l’area del delta del
Po tramite lo svincolo di Ariano.
Il progetto risulta infine compatibile
con un futuro innesto derivante dal
prolungamento della strada « Transpolesana ».
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
120
—
Commissione VIII
ALLEGATO 4
Interrogazione n. 5-04999 Piglionica: Ammodernamento
di tratti della strada statale n. 96.
TESTO DELLA RISPOSTA
Con riferimento a quanto richiesto con
l’interrogazione cui si risponde, l’ANAS
s.p.a. ha fatto conoscere che i progetti
definitivi relativi alla nuova infrastruttura
stradale Altamura-Bari, lotti AltamuraTorritto e Torritto Modugno, gia` approvati
dal Ministero dell’ambiente e tutela del
territorio con prescrizioni, sono attualmente in corso di rielaborazione per re-
cepire le indicazioni poste dal citato Ministero.
L’ANAS prevede che tali elaborati progettuali potranno essere disponibili gia`
entro il primo trimestre del 2006. Successivamente verranno convocate le due Conferenze dei servizi con un preavviso di
trenta giorni come stabilito dalle norme
vigenti.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
121
—
Commissione IX
IX COMMISSIONE PERMANENTE
(Trasporti, poste e telecomunicazioni)
S O M M A R I O
INDAGINE CONOSCITIVA:
Indagine conoscitiva sull’assetto del settore portuale.
Seguito esame del documento conclusivo (Rinvio del seguito dell’esame del documento
conclusivo) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
121
SEDE CONSULTIVA:
Disposizioni per l’assunzione di personale da parte dell’Automobile Club d’Italia. Nuovo testo
C. 4572 Perrotta e abb. (Parere alla XI Commissione) (Esame e conclusione – Parere
favorevole) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
122
INDAGINE CONOSCITIVA:
Indagine conoscitiva sullo stato della tecnologia digitale in Italia nel settore delle comunicazioni (Deliberazione di una proroga del termine) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
123
SEDE REFERENTE:
Istituzione presso la Presidenza del Consiglio dei ministri dell’ufficio per contrastare l’uso di
ricambi aeronautici non approvati. C. 6154 Santino Adamo Loddo (Esame e rinvio) . . .
123
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI . . . . . . . . . . .
127
RISOLUZIONI:
7-00679 Raffaldini: Investimenti nel settore del trasporto ferroviario (Seguito della discussione
e rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
128
INDAGINE CONOSCITIVA:
Indagine conoscitiva sulla qualita` del servizio fornito agli utenti e processo di liberalizzazione
in atto nel settore postale.
Audizione di rappresentanti delle organizzazioni sindacali (SLC-CGIL, SLP-CISL, UILPOST,
UGL-COMUNICAZIONI, FAILP-CISAL, SAILP-CONF.SAL) (Svolgimento e conclusione) . .
132
AVVERTENZA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
133
INDAGINE CONOSCITIVA
Indagine conoscitiva sull’assetto del settore portuale.
Seguito esame del documento conclusivo.
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del presidente Angelo SANZA.
La seduta comincia alle 9.15.
(Rinvio del seguito dell’esame del documento conclusivo).
Angelo SANZA, presidente, ricorda che
la Commissione chiamata ad esaminare la
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
122
seconda versione della proposta di documento conclusivo, elaborata al termine
delle audizioni svolte e presentata nella
seduta del 3 novembre scorso.
Tenuto peraltro conto che nel frattempo sono pervenute talune osservazioni,
in corso di approfondimento, e della richiesta di alcuni gruppi di poter svolgere
gli ultimi approfondimenti sul documento,
rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta,
con l’intesa che nella prossima seduta –
da prevedersi nel corso del mese di dicembre prossimo – si procedera` alla votazione conclusiva del documento.
La seduta termina alle 9.20.
N.B.: Il resoconto stenografico della seduta e` pubblicato in un fascicolo a parte.
SEDE CONSULTIVA
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del vicepresidente Giorgio BORNACIN.
La seduta comincia alle 13.50
Disposizioni per l’assunzione di personale da parte
dell’Automobile Club d’Italia.
Nuovo testo C. 4572 Perrotta e abb.
(Parere alla XI Commissione).
(Esame e conclusione – Parere favorevole).
La Commissione
provvedimento.
inizia
l’esame
—
Commissione IX
Fa quindi presente che la finalita` del
provvedimento e` quella di favorire l’occupazione del personale dipendente di ACI
Global Spa (societa` interamente controllata dall’ACI) collocato in mobilita` in relazione ai processi di ristrutturazione che
hanno interessato l’Automobile Club d’Italia (ACI) a seguito della liberalizzazione
della gestione del servizio di soccorso
stradale sulla rete autostradale, avvenuta
conseguentemente alla decisione assunta
nel 1996 dall’Autorita` garante della concorrenza e del mercato.
Ricorda che il provvedimento e` costituito da un unico articolo, ai sensi del
quale l’Automobile Club d’Italia (ACI) e`
autorizzato a procedere ad apposite ed
eccezionali selezioni di idoneita` per l’assunzione di lavoratori di ACI Global Spa,
gia` collocati e iscritti alla lista di mobilita`
(comma 1). Il successivo comma 2 precisa
che tali assunzioni non costituiscono un
elemento aggiuntivo per la rideterminazione delle tariffe e dei servizi praticati
dall’ACI agli utenti.
In conclusione, considerate le finalita`
perseguite del provvedimento che provvede
a favorire l’occupazione del personale dipendente di ACI Global Spa e a risolvere
una questione essenziale ai fini della piena
funzionalita` dell’Automobile Club d’Italia,
propone di esprimere un parere favorevole.
Nessuno chiedendo di intervenire, la
Commissione approva la proposta di parere del relatore.
La seduta termina alle 14.
del
INDAGINE CONOSCITIVA
Marcello MEROI (AN), relatore, ricorda
che la Commissione e` chiamata ad esprimere il proprio parere di competenza sul
nuovo testo della proposta di legge n. 4572
in materia di Disposizioni per l’assunzione
di personale da parte dell’Automobile Club
d’Italia.
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del vicepresidente Giorgio BORNACIN.
La seduta comincia alle 14.15.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
123
Indagine conoscitiva sullo stato della tecnologia
digitale in Italia nel settore delle comunicazioni.
(Deliberazione di una proroga del termine).
Giorgio BORNACIN, presidente, avverte
che, a seguito di quanto convenuto nella
riunione dell’Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, della
Commissione, del 24 novembre scorso, e`
stata acquisita l’intesa con il Presidente
della Camera, ai sensi dell’articolo 144 del
Regolamento, ai fini di una proroga, fino
al mese di febbraio 2006, del termine per
la conclusione dell’indagine conoscitiva
sullo stato della tecnologia digitale in Italia
nel settore delle comunicazioni.
Propone quindi di approvare la predetta proroga del termine.
La Commissione approva la proposta
del presidente.
La seduta termina alle 14.20.
SEDE REFERENTE
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del vicepresidente Giorgio BORNACIN, indi del presidente Angelo SANZA. —
Interviene il viceministro delle infrastrutture e dei trasporti, Mario Tassone.
La seduta comincia alle 14.20
Istituzione presso la Presidenza del Consiglio dei
ministri dell’ufficio per contrastare l’uso di ricambi
aeronautici non approvati.
C. 6154 Santino Adamo Loddo.
(Esame e rinvio).
La Commissione
provvedimento.
inizia
l’esame
del
Luigi MURATORI (FI), relatore, prima
di passare all’illustrazione dell’articolato
del provvedimento di cui la Commissione
avvia l’esame nella seduta odierna, ricorda
preliminarmente come il millennio che si
—
Commissione IX
e` appena concluso abbia visto l’affermazione assoluta del progresso umano in
ogni campo del sapere scientifico, umanistico e soprattutto tecnologico. Si e` assistito ad una vera e propria trasformazione
globale, che ha modificato radicalmente il
concetto di spazio, di distanza, di confini,
di territorio e di frontiere per affermare
sempre piu` un’ idea comune di civilta`, che
non ha la necessita` di connotarsi rispetto
alle culture ma che anzi trova nutrimento
proprio dall’incontro e dal confronto con
etnie, abitudini, tradizioni, saperi e credenze differenti.
Fa presente che si tratta, tuttavia, di un
progresso minacciato da fanatismi religiosi, ripetute crisi economiche e sociali,
che hanno fortemente destabilizzato e minato alla base la fiducia risposta nelle
azioni umane. Ritiene quindi che uno dei
settori che maggiormente ha risentito della
grave crisi geo-politica che ha coinvolto il
mondo intero, con il terrorismo internazionale, con le epidemie, con la guerra di
liberazione in Iraq, e` stato, senza alcun
dubbio, il trasporto aereo. A partire dal
2001 ad oggi si e` lavorato attivamente e
laboriosamente nel cercare risposte adeguate, nell’ipotizzare soluzioni che potessero permettere il rilancio di questo comparto, che non dimentichiamolo, ha rappresentato, nei decenni passati, un’importante e proficua voce del bilancio dello
Stato.
Rileva che i tragici recenti incidenti
aerei che hanno coinvolto il nostro Paese,
inducono a combattere non soltanto il
terrorismo internazionale o ridurre la possibilita` dell’errore umano, anche attraverso una formazione professionale piu`
adeguata. Si e` constatato, con grande disappunto, cui e` seguita manifesta condanna da parte di ogni schieramento politico, dell’utilizzo arbitrario e scellerato di
parti di ricambio per aeromobili non approvate o addirittura contraffatte.
Ricorda che l’inchiesta, avviata dalla
magistratura italiana, con la partecipazione dell’FBI, ha stabilito, effettivamente,
l’esistenza di una fitta rete di broker
privati, i quali hanno intrapreso attivita` di
commercializzazione di parti di ricambio
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
124
per aerei sia sul mercato nazionale sia su
quello internazionale, ricambi non sottoposti ad alcun controllo e provenienti dalle
piu` disparate aziende, dislocate soprattutto nell’ex Jugoslavia e nel sud-est asiatico.
Considerata la gravita` di simili operazioni commerciali, non potevano non essere pesanti i capi d’imputazione per le
persone coinvolte: dall’accusa di attentato
alla sicurezza del trasporto, all’estorsione,
alla truffa e al falso.
Stante la pericolosita` e l’irragionevolezza e soprattutto l’irresponsabilita` di tali
traffici, gli Stati Uniti d’America hanno
ritenuto di dover istituire nel corrente
anno, all’interno dell’esistente Authority
del settore, uno specifico Ufficio, il Suspected Unapproved Program Office che,
Onorevoli Colleghi, non puo` non incontrare la nostra approvazione.
Da parte sua, vi e` sempre stata la
convinzione della necessita` di approfondire, anche attraverso l’istituzione di una
Commissione di Inchiesta, le cause che
concorrono alla perdurante crisi del settore dell’aviazione civile, e quindi sono
favorevole ad esaminare, anche mediante
la proposta di legge in esame, il problema
relativo all’utilizzo di parti di ricambio
non approvati.
L’iniziativa legislativa in esame, atta a
contrastare l’utilizzo di parti di ricambi
non approvati, prevede l’istituzione di un
« Ufficio », dotato di piena autonomia, posto alle dirette dipendenze e sotto l’esclusiva vigilanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ufficio che dovra` trasmettere, entro il 31 marzo di ogni anno,
il rapporto informativo sull’attivita` svolta.
Atteso che, per le caratteristiche della
struttura, sembrerebbe ipotizzabile l’istituzione di una Agenzia piuttosto che di un
« Ufficio » della Presidenza del Consiglio
dei Ministri, tenuto conto in particolare
del decreto legislativo n. 303 del 1999 che
disciplina l’ordinamento della Presidenza,
si rendono a suo avviso necessari ulteriori
approfondimenti in sede di discussione del
provvedimento, anche al fine di valutare
—
Commissione IX
attentamente il rapporto con le competenze degli altri organismi istituzionali gia`
operanti nel settore.
Ricorda quindi che all’articolo 1 sono
specificati, dettagliatamente i « ricambi aeronautici non autorizzati » e in particolare
sono stati evidenziati, tra gli altri, i prodotti non conformi al tipo aeronautico
certificato dall’Agenzia europea per la sicurezza aerea (EASA) Form One o anche
non accompagnati dal certificato di conformita` Form One o quelli con certificati
contraffatti. Al riguardo mi preme sottolineare l’importante funzione gia` svolta
dalla stessa EASA in materia di progettazione, produzione, manutenzione e aspetti
operativi di prodotti aeronautici, parti e
pertinenze degli aeromobili, attivita` svolte
proprio per stabilire e mantenere un livello elevato di sicurezza, nonche´ la facolta` specifica dell’Agenzia di istituire uffici locali negli Stati membri, se gli stessi
lo concedono.
All’articolo 2 la proposta di legge dispone le funzioni dell’Ufficio, attuate attraverso ispezioni tecnico-amministrative
presso le compagnie e gli esercenti aeronautici, presso i mediatori e i fornitori. In
particolare l’Ufficio dovra` proporre, tra gli
altri, a conclusione delle ispezioni effettuate, alle autorita` aeronautiche competenti, l’emanazione di provvedimenti diretti a salvaguardare e a migliorare la
sicurezza del volo; proporre all’ENAC,
previo assenso del competente organo di
vigilanza, provvedimenti sanzionatori nei
confronti degli operatori e degli esercenti
aeronautici; collaborare se richiesto con
enti e autorita` esteri.
` previsto che il personale, impegnato
E
in attivita` ispettiva, goda di liberta` di
accesso alle sedi, agli uffici o agli stabilimenti dove sono custoditi i ricambi, mentre per accedere ai domicili privati, gli
stessi soggetti dovranno richiedere, ove
naturalmente sussistano ragionevoli e fondati motivi o qualora si ravvisassero motivi
riconducibili a fattispecie di reato, apposita autorizzazione al Procuratore della
Repubblica.
Alla luce di quanto stabilito nell’articolo 2, occorrerebbe a suo avviso stabilire
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
125
se, in relazione ai compiti rivestiti dai
componenti dell’Ufficio, debba essere attribuita la qualifica di Ufficiale o Agente di
polizia giudiziaria, con tutto cio` che ne
deriva sia in termini di responsabilita` sia
in termini di competenza, cosı` come dispone l’articolo 55 codice procedura penale.
Per quanto attiene alla composizione
dell’Ufficio, l’articolo 3 prevede che il
personale, in carica per cinque anni, prorogabile per una sola volta, sia suddiviso
in un responsabile-coordinatore, scelto tra
i magistrati ordinari in servizio e con
almeno un’anzianita` di ruolo non inferiore
a 10 anni e con competenza relativa alla
materia oggetto della proposta di legge;
due avvocati esperti della materia; due
comandanti di aeromobili con almeno
dieci anni di servizio nell’aviazione commerciale e nel trasporto pubblico di passeggeri e sempre con esperienza di ricambi
aeronautici; due laureati in ingegneria ad
indirizzo meccanico con esperienza professionale in materia di ricambi; quattro
membri con esperienza nel settore logistico-manutentivo; tre dipendenti del ruolo
del Ministero delle Infrastrutture e dei
Trasporti o di altro Ministero competente,
appartenente all’area funzionale B, posizione economica B3 e un membro appartenente all’area funzionale A. Si prevede
che al magistrato responsabile-coordinatore dovra` essere erogato un trattamento
economico pari a quello del Presidente
dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del
volo, di cui al decreto legislativo n. 66 del
1999; agli avvocati, ai comandanti e agli
ingegneri verra` corrisposto il trattamento
previsto per i medesimi dirigenti della
medesima Agenzia mentre per il personale
ruolo « B » e « A » compete il trattamento
cosı` come stabilito dal contratto collettivo
nazionale di lavoro. Sia il magistrato sia il
personale proveniente dai Ministeri vengono collocati fuori ruolo nell’amministrazione di appartenenza e conservano il
diritto, alla scadenza dei cinque anni, di
essere ricollocati anche in soprannumero,
nel posto di provenienza.
Tutti i componenti dell’Ufficio vengono
nominati, ad eccezione di quelli del settore
—
Commissione IX
logistico-manutentivo, alla cui nomina
provvede il magistrato responsabile-coordinatore entro 15 giorni dalla costituzione
dell’Ufficio stesso, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, entro un
mese dalla data di entrata in vigore della
presente legge. Anche in questo caso, rileva l’opportunita` di approfondire la natura dello status giuridico dei membri
della nuova struttura, per esempio per
l’unita` « A » non e` specificato il Ministero
di appartenenza ed, in ogni caso, per la
nomina dei membri dell’Ufficio (comma 6
e 7) dovrebbe essere prevista una specie di
procedura selettiva, anche per soli titoli,
onde evitare problemi di eventuale illegittimita` costituzionale per violazione dell’articolo 97 della Costituzione.
Per quanto riguarda lo status giuridico,
la proposta di legge prevede che i membri
dell’Ufficio, ad eccezione del personale
ministeriale, possano essere revocati, con
provvedimento motivato, prima della scadenza del quinquennio dal Presidente del
Consiglio dei Ministri, e resta inteso, solo
per gravi inadempienze. Fa presente che,
naturalmente, i membri dell’Ufficio, a
pena di decadenza, non possono prestare
attivita` professionale di qualsiasi tipo nell’interesse di compagnie e di imprese aeronautiche. Per quanto non previsto si
applicano le norme del testo unico di cui
al decreto del Presidente della Repubblica
n. 3 del 1957. A tal riguardo si precisa che
l’applicazione del dPR n. 3 del 1957 appare piuttosto problematico, dal momento
il legislatore, con la legge n. 29 del 19/93,
ha proceduto alla riforma della disciplina
del pubblico impiego, prevedendo la « privatizzazione » dei rapporti di lavoro dei
dipendenti pubblici. Rileva che, in effetti,
i membri ministeriali, per il periodo di
servizio presso l’Ufficio, si vedrebbero sottoposti ad una disciplina notevolmente
diversa rispetto a quella prevista per il
rispettivo inquadramento presso la Pubblica Amministrazione di provenienza.
Evidenzia quindi che, come e` noto, per
il provvedimento in esame si dovra` provvedere sia alla copertura degli oneri derivanti dall’istituzione dell’Ufficio stesso
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
126
sia alla previsione di dotazione organica,
necessaria all’espletamento delle sue funzioni.
Infine, per quanto concerne il divieto di
divulgazione della documentazione, di cui
all’articolo 5, che richiama l’articolo 24
della legge n. 241 del 1990, rileva l’opportunita` di sottolineare che deve essere comunque garantito ai richiedenti l’accesso
ai documenti amministrativi, la cui conoscenza sia necessaria per curare o difendere i propri interessi giuridici. Nel caso
dei documenti contenenti dati sensibili e
giudiziari, l’accesso dovra` essere consentito nei limiti in cui sia strettamente
indispensabile e nei termini previsti.
Eugenio DUCA (DS-U) nel riservarsi di
intervenire nel merito dell’articolato del
provvedimento in una successiva fase, richiamando in proposito quanto gia` illustrato dal relatore, intende evidenziare
come la proposta di legge in esame, pur
affrontando una questione di particolare
rilievo per il settore del trasporto aereo,
non risulti di fatto sottoscritta da alcun
deputato della IX Commissione. Ritiene,
quindi, che il provvedimento in esame
contenga non poche contraddizioni rispetto alla complessiva politica sul settore
del trasporto aereo seguita dal 1993 ad
oggi, ad eccezione delle disposizioni relative ai cosiddetti requisiti di sistema, che
sono state introdotte dal Governo nell’ambito del maxi emendamento al recente
decreto-legge n. 203 del 2005 in materia
fiscale, e che saranno destinate a creare
un certo sconvolgimento per il sistema.
Ricorda come anche nel corso degli
approfondimenti svolti nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla sicurezza del trasporto aereo, avviata dalla IX Commissione dopo i tragici eventi di Linate, fosse
emerso con chiarezza come uno dei limiti
fondamentali del settore del trasporto aereo sia rappresentato dalla frammentazione delle competenze e dalla difficolta` di
individuare con chiarezza centri di responsabilita` unitari. Rileva quindi che con
la recente riforma della parte aeronautica
del codice della navigazione, di cui al
decreto legislativo 9 maggio 2005, n. 96, si
—
Commissione IX
e` cercato di dare una risposta concreta a
tali aspetti. Deve invece rilevare come la
proposta di legge in esame vada in controtendenza rispetto a tali previsioni.
Rileva altresı` come il riferimento ad
analoghe strutture presenti nel sistema
aeroportuale statunitense debba essere
fatto tenendo conto che l’organismo preposto alle funzioni richiamate dalla proposta di legge costituisce in tale paese un
ufficio alle dipendenze dell’Autorita` per
l’aviazione civile presente in tale ordinamento. Rileva infatti che le attivita` che con
la proposta di legge in esame si intendono
affidare ad una nuova struttura rappresentano allo stato competenze specifiche
proprie dell’ENAC. Ricorda in proposito di
avere piu` volte auspicato un incremento di
stanziamenti in favore di tale ente, cosı`
come dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo, alla luce di quanto evidenziato proprio da tali organismi in ordine
alla reale carenza delle risorse necessarie
per poter svolgere a pieno i propri compiti. Di fronte a tale situazione non vede
come si possa ipotizzare la costituzione di
un nuovo ente quando sarebbe piuttosto
opportuno rafforzare le professionalita` degli organismi gia` deputati a svolgere tali
funzioni.
Ricorda come le questioni oggetto della
proposta di legge in esame, insieme ad
altri profili meritevoli di approfondimento,
erano stati previsti nell’ambito dell’attivita`
che si proponeva di far svolgere ad una
specifica commissione d’inchiesta. Tale
strada non e` stata poi perseguita soprattutto alla luce della vicinanza con il termine della legislatura. Ribadisce tuttavia
la necessita` di svolgere attenti approfondimenti sul contenuto e sulle previsioni
della proposta di legge in esame, preannunciando la richiesta di prevedere
un’ampia serie di audizioni di tutti i
soggetti coinvolti dalla stessa, al fine di
poter disporre di tutti i necessari elementi
di valutazione.
Giorgio PANATTONI (DS-U) nel richiamare quanto teste´ evidenziato dal collega
Duca, ritiene opportuno svolgere alcune
considerazioni aggiuntive in ordine al fatto
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
127
che di fronte ad un’esigenza di semplificazione delle procedure piu` volte annunciata si effettuano proposte volte ad istituire nuovi organismi e diverse articolazioni di competenze.
Ritiene invece opportuno che il lavoro
di tutti si concentri nell’esigenza di assicurare un maggiore snellimento nelle fasi
procedurali, dando concreta operativita`
agli organismi che gia` esistono e svolgono
le proprie competenze nel settore. Ritiene
infatti incoerente richiamare costantemente le esigenze di bilancio e la necessita`
di prevedere stringenti forme di copertura
finanziaria per poi proporre contestualmente l’istituzione di nuove strutture destinate inevitabilmente a dare luogo ad
oneri aggiuntivi.
Ritiene altresı` opportuno approfondire
il fatto che tra i componenti dell’ufficio
che si propone di istituire si faccia riferimento piu` alle qualifiche di magistrati ed
avvocati anziche´ a professionalita` tecniche
del settore. Auspica quindi che sull’intero
tema possano essere svolti adeguati e congrui approfondimenti da parte della Commissione.
Luigi MURATORI (FI), relatore, rileva
di aver svolto la propria relazione illustrativa facendo riferimento al contenuto
degli articoli ed alle problematiche di
carattere tecnico-giuridico connesse alla
materia. Ritiene a questo punto opportuno
svolgere anche alcune considerazioni personali sulle previsioni della proposta di
legge in esame, esprimendo la propria
condivisione rispetto alle perplessita` teste´
evidenziate tra i colleghi Duca e Panattoni
in ordine all’inopportunita` di moltiplicare
strutture gia` esistenti andando in controtendenza rispetto al lavoro finora svolto
dalla Commissione e dal Parlamento.
Il Viceministro Mario TASSONE preso
atto di quanto evidenziato nel corso del
dibattito, concorda sulla necessita` di tenere conto del quadro complessivo dell’assetto del trasporto aereo e degli interventi
piu` opportuni per la sicurezza di un
settore di primario rilievo per il paese.
—
Commissione IX
Nell’esprimere quindi la disponibilita`
del Governo ad ogni approfondimento che
si riterra` necessario sui temi oggetto della
proposta di legge in esame, peraltro firmata da numerosi deputati, richiama la
rilevanza delle questioni connesse al tema
delle misure piu` opportune da adottare
per contrastare l’uso di ricambi aeronautici non approvati. Si tratta infatti di
profili di particolare rilievo che necessitano di specifici approfondimenti anche
alla luce dei riflessi che ne conseguono
sull’intero sistema del trasporto aereo e
sulla operativita` e la competitivita` dei
vettori nazionali ed internazionali.
Concorda quindi sulla difficolta` di procedere all’istituzione di nuove strutture
alla luce dell’obiettivo fondamentale di
semplificazione e chiarezza nel riparto
delle competenze. Ricorda quindi le funzioni svolte dall’Agenzia nazionale per la
sicurezza del volo, che opera alle dipendenze della Presidenza del Consiglio, analogamente a quanto si propone di fare per
il nuovo ufficio richiamato nella proposta
di legge in esame. Ritiene quindi che il
provvedimento abbia comunque il grande
merito di aver posto all’attenzione del
Governo e del Parlamento il tema dell’utilizzo dei ricambi aeronautici e delle questioni ad esso connesse, che richiede specifici e congrui approfondimenti, tanto piu`
alla luce della complessita` e della delicatezza del tema della sicurezza del trasporto aereo.
Angelo SANZA, presidente, nessun altro
chiedendo di intervenire, rinvia quindi il
seguito dell’esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 14.40.
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
L’ufficio di presidenza si e` riunito dalle
14.40 alle 14.45
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
128
RISOLUZIONI
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del presidente, Angelo SANZA. —
Interviene il viceministro dell’economia e
delle finanze, Mario Baldassarri.
La seduta comincia alle 14.45.
7-00679 Raffaldini: Investimenti
nel settore del trasporto ferroviario.
(Seguito della discussione e rinvio).
La Commissione prosegue la discussione della risoluzione, rinviata, da ultimo,
nella seduta del 16 novembre scorso.
Angelo SANZA, presidente, ricorda che
nelle precedenti sedute i presentatori
hanno illustrato il contenuto della risoluzione in titolo e che la seduta e` stata poi
rinviata piu` volta a seguito dell’assenza del
rappresentante del Governo, che ha fatto
poi presente che, per discrasie organizzative connesse in particolare all’ampiezza
della struttura del ministero dell’economia
e delle finanze, che ha accorpato le funzioni di piu` ministeri, non aveva avuto
tempestiva informazione delle sedute della
Commissione.
Il viceministro Mario BALDASSARRI
nel richiamare quanto teste´ ricordato dal
presidente in ordine alle difficolta` organizzative connesse all’ampio ambito di
attivita` e di funzioni del ministero dell’economia e delle finanze, si sofferma sui
contenuti della risoluzione in discussione
ricordando in primo luogo come i piani di
investimento e di impresa di Ferrovie dello
Stato spa sono allo stato aggiornati ogni
anno con l’approvazione del CIPE. In tale
ambito, ricadono gli ambiti delle competenze oggetto della delega che gli e` stata
attribuita. Nel richiamare quindi l’assetto
societario ed organizzativo di FS spa –
societa` partecipata dallo Stato – ricorda
che, com’e` noto, sulla materia degli investimenti ferroviari e dei relativi affida-
—
Commissione IX
menti si applica la piu` generale disciplina
comunitaria, recepita nell’ordinamento interno, sulle procedure concorsuali e sulle
relative modalita` operative. Richiama, in
particolare, la disciplina vigente in materia
di appalti e di forniture di servizi rilevando che in tale contesto e` previsto che
RFI proceda per il rinnovo del materiale
rotabile e delle tecnologie per accrescere
la sicurezza, cui si fa riferimento nella
risoluzione in titolo. In tale ambito, non
potra` quindi che garantirsi un pieno regime di concorrenza tra le imprese partecipanti, che richiedera` pertanto un particolare sforzo ed impegno in termini di
competitivita` da parte delle imprese italiane che prenderanno parte alle procedure di gara.
Tenuto conto, pertanto, di tali imprescindibili aspetti rileva come vi siano certamente obiettivi piu` generali di politica
industriale che riguardano le linee guida
da porre in essere affinche´ siano assicurati
adeguati investimenti infrastrutturali e per
la promozione della ricerca e dell’innovazione tecnologica affinche` sia assicurata
una concreta competitivita` delle imprese
nazionali.
Richiama quindi l’assetto vigente in
ordine alle societa` a partecipazione pubblica ed al ruolo di vigilanza che i ministeri di settore sono al contempo chiamati
a svolgere. Ricorda altresı` come in precedenti occasioni e` avvenuto che sia stata
richiesta per piu` volte la revisione del
piano delle opere di Ferrovie dello Stato in
considerazione della necessita` di assicurare il rispetto dei parametri che erano
stati fissati in precedenza in merito alla
necessita` di un’equa distribuzione degli
interventi infrastrutturali nelle diverse
realta` territoriali del Paese. In particolare,
vi era stata l’esigenza, ad esempio nel
2003, di assicurare la necessaria rispondenza tra i programmi di investimento
relativi alle opere distribuite nelle aree
settentrionali, centrali e meridionali del
Paese, per quanto attiene sia la fase di
progettazione sia la fase di concreta realizzazione. Cio` anche con la convinzione
degli effetti positivi degli interventi infra-
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
129
strutturali nel Mezzogiorno per l’intero
Paese ma anche per l’Unione Europea nel
suo complesso.
Franco RAFFALDINI (DS-U) ricorda di
aver piu` volte auspicato la presenza del
Viceministro alle sedute della Commissione per la discussione della risoluzione
in titolo, anche in considerazione del fatto
che se fosse stato lui stesso nella parte del
Governo sarebbe accorso con enfasi a dare
il proprio contributo ad una discussione
che investe questioni connesse ad investimenti pari a circa 9 miliardi di euro per
l’ammodernamento del materiale rotabile
e della tecnologia ferroviaria.
Rileva come si tratti a suo avviso di una
questione di fondamentale importanza
nell’ambito degli interventi di politica industriale del paese: ricorda infatti l’elevata
professionalita` in termini di tecnologia
delle imprese nazionali del settore, come
ha avuto modo di verificare anche personalmente in ordine alle nuove linee ferroviarie di alta velocita`/alta capacita`. Anche da parte FS spa vi e` stata infatti una
dimostrazione di elevata capacita` tecnica,
dovendosi peraltro con rammarico constatare le forti riduzioni degli stanziamenti
per il settore disposte dalla manovra di
bilancio in discussione in questi giorni alla
Camera.
Si sofferma quindi il tema oggetto della
risoluzione che riguarda gli investimenti
programmati nel quadriennio da parte di
FS Spa, pari a 9 miliardi di euro, di cui
2 miliardi saranno certamente destinati
alla sicurezza ed alla alta tecnologia. Rileva come ci si trovi di fronte ad una
rilevante partita di politica industriale che
puo` rappresentare un’occasione per il sistema Italia di rimettere in circolo quella
parte industriale riconosciuta a livello internazionale per indiscusso know how e
capacita` produttiva.
Richiama le recenti notizie riportate da
organi di stampa quali il Sole 24 Ore in
ordine ad accordi ed integrazioni tra rilevanti imprese internazionali che coinvolgono societa` di primo piano per il settore
presenti in Italia, quali ad esempio la
Ansaldo o la Breda. Rileva quindi l’esi-
—
Commissione IX
genza di seguire con particolare attenzione
tali evoluzioni anche al fine di preservare
alle industrie italiane un ruolo di primo
piano in tali alleanze internazionali ed
evitando che alle stesse venga alla fine
attribuito un compito esecutivo, o comunque attinente a parti marginali dell’investimento, piuttosto che profili e competenze progettuali e gestionali nel complesso.
Ritiene quindi di fondamentale importanza che il Governo svolga in tale contesto ogni possibile iniziativa che rientri
nei propri ambiti di competenza, al fine di
dare concrete risposte di politica industriale e per la valorizzazione del sistema,
che consentano realmente di cambiare il
volto delle citta` e di incrementare il livello
di competitivita` del sistema Italia.
Angelo SANZA, presidente, nell’evidenziare che quanto teste` rappresentato dal
collega Raffaldini in merito alla valorizzazione della politica industriale nazionale
non puo` non trovare tutti i gruppi pienamente concordi, rileva l’esigenza di concentrare l’attenzione sulle specifiche previsioni della risoluzione in discussione.
Ritiene infatti che, alla luce di quanto
rappresentato dal Viceministro Baldassarri
in merito all’imprescendibile necessita` di
tenere conto del contesto normativo nazionale e comunitario in cui si inseriscono
i temi oggetto della risoluzione, occorre
individuare una formulazione dell’atto di
indirizzo in discussione che consenta di
esprimere al Governo un indirizzo condiviso da tutti nel rispetto di tali elementi.
Il Viceministro Mario BALDASSARRI
nel fare presente che l’intervento svolto
all’inizio della seduta era focalizzato sulle
specifiche previsioni della risoluzione in
titolo, condivide lo spirito delle osservazioni di carattere piu` generale svolte dal
deputato Raffaldini, concordando pienamente sulla rilevanza del tema di politica
industriale in discussione che contribuira`
a decidere del futuro dei prossimi trenta,
quarant’anni in Italia e in Europa per il
settore.
In proposito, intende aggiungere alcune
considerazioni, evidenziando preliminar-
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
130
mente la propria convinzione in merito al
fatto che coerenti interventi di politica
industriale costituiscono elementi fondamentali per il paese, senza che peraltro
questo debba limitarsi ad incentivi o a
previsioni in favore delle imprese nazionali. Ricorda quindi che a seguito dello
scioglimento del ministero per le partecipazioni statali e la concentrazione della
proprieta` azionaria pubblica dello Stato in
capo al ministero dell’economia e delle
finanze, accanto ad un ruolo di vigilanza
proprio dei ministeri dei settori, sussiste il
problema di assetto istituzionale che non
deve vedere prevalere una logica di sola
contabilita` e bilancio ma che individui una
politica industriale generale coordinata tra
i diversi dicasteri competenti.
Ricorda in particolare la propria esperienza personale di componente del Consiglio di amministrazione di Galileo e
l’importante decisione effettuata allora di
acquisire dagli Stati Uniti i sistemi di
sicurezza e di controllo che consentono
ancora oggi alle imprese italiane di essere
all’avanguardia nel settore. Si tratta di
aspetti che costituiscono un punto di forza
delle aziende italiane che occorre mantenere e valorizzare assicurando al contempo una strategia industriale competitiva nel settore ferroviario.
Richiama altresı` i positivi risultati raggiunti di recente dal Governo a seguito
degli interventi particolarmente attenti e
mirati per una politica industriale nazionale forte, che sono stati individuati per il
riposizionamento strategico sul mercato
del gruppo Finmeccanica.
Occorre quindi, a suo avviso, muoversi
lungo tale direzione assicurando anche
forme di integrazione europea ed internazionale senza le quali vi e` il rischio per le
imprese nazionali di perdere l’attuale primato. Richiama in questo senso i recenti
accordi raggiunti che non hanno visto di
certo le imprese italiane limitate a funzioni di secondo piano ma che hanno
valorizzato le funzioni svolte con indiscussa capacita` da tali aziende nei sistemi
di sicurezza e di controllo, quest’ultimo
—
Commissione IX
inteso come efficienza e come elemento
che in grado di garantire un maggior
numero di treni sulla stessa linea.
Rileva quindi che anche sotto un profilo piu` strettamente politico ritiene opportuno che un effettivo indirizzo di politica industriale sia dato dal Parlamento e
dal Governo attraverso linee strategiche e
di indirizzo che debbono essere tenute ben
distinte da forme di intervento nel management delle aziende a partecipazione
pubblica, come si e` invece verificato talvolta in un passato molto remoto.
Eugenio DUCA (DS-U) intervenendo in
ordine a quanto da ultimo precisato dal
Viceministro Baldassarri, rileva come in
un passato alquanto recente si siano verificati episodi quali la nomina a direttore
regionale delle Marche di Poste Italiane
Spa di una persona molto vicina allo
stesso Viceministro quale e` il signor Sandro Cacchiarelli, suo segretario particolare.
Il viceministro Mario BALDASSARRI si
riserva di intervenire al termine del proprio intervento per svolgere talune precisazioni in ordine alla questione teste` posta
dal deputato Duca che, peraltro, e` oggetto
anche di un interrogazione dallo stesso
presentata cui e` delegato a rispondere il
ministero delle comunicazioni.
Riprendendo le proprie osservazioni in
ordine alle questioni oggetto della risoluzione, ribadisce l’esigenza di mantenere
una chiara linea di demarcazione tra la
politica industriale del Governo e gli
aspetti gestionali delle societa`. Richiama
quindi quanto deciso da precedenti governi in ordine alla possibilita` per Ferrovie
dello Stato di ottenere la facolta` di utilizzare le risorse previste in bilancio in
conto capitale come risorse in conto corrente per il risanamento e la valorizzazione dell’azienda, con l’intesa di immettere in un secondo momento tali risorse
nuovamente in conto capitale per la realizzazione dei necessari investimenti infrastrutturali.
Rileva quindi l’esigenza di approfondire
attentamente ed ulteriormente la materia
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
131
oggetto della risoluzione in titolo e le
questioni di carattere piu` generali alla
stessa correlata.
Per quanto concerne la questione richiamata dal deputato Duca, ritiene opportuno in questa sede precisare che il
dottor Cacchiarelli ha un curriculum professionale eccellente, come dimostrano le
due lauree ed i due master conseguiti, la
cui nomina a direttore regionale di Poste
Italiane Spa nelle Marche e` stata richiesta
dall’amministratore delegato della societa`
dopo averne personalmente potuto apprezzare le qualita` professionali nell’attivita` svolta presso il ministero dell’economia e delle finanze. Rileva, oltretutto, che
la retribuzione che consegue con questo
nuovo incarico e` pari ad un terzo di quella
che percepiva con la precedente funzione
e che, anzi, a suo avviso, alla luce delle
spiccate professionalita` che ha avuto modo
egli stesso di verificare, il dottor Cacchiarelli sarebbe potuto essere preposto anche
ad incarichi di maggiore rilievo nell’ambito
di Poste Italiane Spa.
Angelo SANZA, presidente, considerato
che sono previsti ulteriori punti all’ordine
del giorno della Commissione e tenuto
conto che vi sono numerose richieste di
intervento nell’ambito della discussione
sulla risoluzione in titolo, prospetta l’opportunita` di svolgere in questa sede taluni
interventi rinviandone ad una prossima
seduta il seguito della discussione.
In tale ambito potra` altresı` essere proposta una nuova formulazione della risoluzione che tenga conto di quanto emerso
nel corso del dibattito.
Giorgio PANATTONI (DS-U) nel concordare con la proposta teste` formulata
dal presidente, alla luce degli ulteriori
punti previsti all’ordine del giorno, rileva
l’esigenza di prevedere ampi tempi di
discussione e di approfondimento sulle
questioni oggetto della risoluzione in titolo, che affronta tematiche di assoluto
rilievo. Cio` anche alla luce del fatto che
quanto teste` affermato ed auspicato dal
Viceministro quali interventi di politica
industriale non trovano poi di fatto con-
—
Commissione IX
ferma nella concreta azione del Governo
finora realizzata.
Tino IANNUZZI (MARGH-U) evidenzia
la particolare rilevanza delle tematiche
affrontate nella risoluzione in titolo su cui
hanno concordato il presidente della Commissione ed il Viceministro per l’economia
e delle finanze. Ribadisce, pertanto, come
si tratti di aspetti fondamentali per l’assetto del paese ed auspica che nella prossima seduta sia possibile individuare una
formulazione che consenta un’approvazione definitiva della risoluzione stessa.
Concorda quindi con il percorso teste´
delineato dal presidente Sanza, rilevando
come con la formulazione della risoluzione adottata non vi era certamente l’intenzione di prevedere o di ipotizzare affidamenti diretti in favore delle imprese
italiane, visto il quadro normativo nazionale e comunitario sulla materia, quanto
piuttosto di sollecitare un intervento di
politica industriale di carattere generale
ed un’attenzione sulla questione che il
Governo ed il Parlamento non possono
non avere su tali aspetti. Ci si trova infatti
di fronte ad una fase di primaria importanza per l’attuale e per il futuro assetto
dell’industria ferroviaria italiana, da sempre caratterizzatasi per estrema eccellenza
nel settore. Vi deve quindi essere tutto
l’interesse a preservare e valorizzare tali
aspetti, nell’interesse nazionale, anche per
quanto attiene l’attivita` di Ferrovie dello
Stato Spa.
Rileva quindi l’esigenza che il Parlamento sia costantemente informato sugli
sviluppi negli accordi e nelle alleanze con
le imprese internazionali per consentire
un indirizzo sinergico con il Governo sui
grandi temi di politica industriale. Vi e`
infatti la necessita` di tenere presente,
quale tassello fondamentale, quello della
partecipazione nella nostra industria nel
settore ferroviario alle diverse fasi di programmazione, realizzazione ed esecuzione
degli investimenti.
Auspica quindi che nella prossima seduta sia possibile approvare specifici in-
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
132
dirizzi al Governo che tengano conto nel
complesso di tali esigenze e della assoluta
rilevanza della questione.
Il viceministro Mario BALDASSARRI
rileva come mantenere una chiara linea di
demarcazione nelle politiche industriali
del Governo abbia anche una profonda
valenza economica. Ricorda come per
quanto riguarda gli investimenti nel settore ferroviario dell’alta velocita`/alta capacita` si e` dovuto modificare, nell’ambito
del CIPE, il parametro di finanziamento
del settore pubblico e di quello privato
invertendo la percentuale originaria che
era stata individuata in un primo momento nel 40 per cento di risorse statali e
nel 60 per cento delle risorse da reperire
sul mercato. Si e` poi dovuto tenere conto
dell’effettiva « bancabilita` » di tali investimenti, legandosi a scelte di politica industriale.
Rileva come, ad esempio, un’ulteriore
questione che a suo avviso necessiterebbe
di specifiche riflessioni e` costituita dalle
linee guida delle politiche tariffarie da
seguire, in particolare in ordine alla scelta
piu` opportuna da adottare rispetto al fatto
che attualmente la differenza tra il costo
del biglietto ferroviario – o dell’autobus –
e quello effettivo del servizio e` di fatto
posto a carico del contribuente anziche`
dell’effettivo utente del servizio: anche in
tale caso si tratta di una scelta cruciale di
politica economica ed industriale.
Esprime infine la propria disponibilita`
a proseguire la discussione e gli approfondimenti oggetto della risoluzione in
titolo nelle prossime sedute della Commissione.
Giorgio BORNACIN, presidente, rinvia
quindi il seguito della discussione ad altra
seduta.
La seduta termina alle 15.55.
INDAGINE CONOSCITIVA
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del vicepresidente Giorgio BORNACIN.
La seduta comincia alle 15.55.
Commissione IX
—
Indagine conoscitiva sulla qualita` del servizio fornito
agli utenti e processo di liberalizzazione in atto nel
settore postale.
Audizione
ni
di
sindacali
rappresentanti
(SLC-CGIL,
UGL-COMUNICAZIONI,
delle
organizzazio-
SLP-CISL,
FAILP-CISAL,
UILPOST,
SAILP-
CONF.SAL).
(Svolgimento e conclusione).
Giorgio BORNACIN, presidente, propone che la pubblicita` dei lavori sia assicurata anche mediante impianti audiovisivi a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni, ne dispone l’attivazione.
Introduce, quindi, l’audizione.
Svolgono relazioni sui temi oggetto dell’indagine conoscitiva Ciro AMICONE, Segretario generale UILPOST, Bruno PALOMBO, Segretario generale aggiunto SLPCISL, Riccardo FERRARO, Segretario nazionale SLC, Area Servizi (Poste), Carlo
LIMA, Segretario generale aggiunto FAILPCISAL, Antonio SACCO, Segretario nazionale SAILP-CONF.SAL e Ivette CAGLIARI,
Dirigente UGL-COMUNICAZIONI.
Intervengono quindi i deputati Giorgio
PANATTONI (DS-U) e Eugenio DUCA
(DS-U) per porre quesiti e formulare osservazioni.
Giorgio BORNACIN, presidente, alla
luce di quanto emerso nel corso dell’audizione invita a fornire alla Commissione
risposte in forma scritta alla questioni
emerse e dichiara quindi conclusa l’audizione.
La seduta termina alle 16.40.
N.B.: Il resoconto stenografico della seduta e` pubblicato in un fascicolo a parte.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
133
AVVERTENZA
Il seguente punto all’ordine del giorno
non e` stato trattato:
INTERROGAZIONI
5-04088 Rodeghiero: il servizio postale
nella provincia di Padova.
—
Commissione IX
5-04306 Delmastro delle Vedove: messaggio
pubblicitario di TIM per le nuove offerte di
telefonia mobile con tecnologia EDGE e
UMTS.
5-04651 Pasetto: distribuzione sul territorio
antenne per telefonia e onde elettromagnetiche.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
134
—
Commissione X
X COMMISSIONE PERMANENTE
(Attivita` produttive, commercio e turismo)
S O M M A R I O
SEDE REFERENTE:
Riordino delle competenze relative alle politiche spaziali e aerospaziali. Testo unificato C.
4852 Airaghi, C. 5033 Polledri, C. 5363 Cialente (Seguito dell’esame e rinvio) . . . . . . . . . . .
134
ALLEGATO (Emendamenti) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
136
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI . . . . . . . . . . .
135
SEDE REFERENTE
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del presidente Bruno TABACCI. —
Interviene il viceministro per l’istruzione,
l’universita` e la ricerca Guido Possa.
La seduta comincia alle 14.50.
Riordino delle competenze relative alle politiche
spaziali e aerospaziali.
Testo unificato C. 4852 Airaghi, C. 5033 Polledri, C.
5363 Cialente.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame del
provvedimento, rinviato nella seduta del
19 ottobre scorso.
Bruno TABACCI, presidente, avverte
che al testo unificato del provvedimento
recante « Riordino delle competenze relative alle politiche spaziali e aerospaziali »
sono stati presentati diversi emendamenti
(vedi allegato).
Invita quindi il relatore e il rappresentante del Governo ad esprimere il parere
sugli emendamenti presentati.
Marco AIRAGHI (AN), relatore, osserva
preliminarmente di ritenere condivisibili
la maggioranza degli emendamenti presentati, fatta eccezione per l’emendamento
Polledri 3.2 che, sostituendo integralmente
l’articolo 3, appare andare in direzione
contraria all’impostazione del provvedimento, come definita dal Comitato ristretto. Ha peraltro ritenuto di presentare
a sua volta alcune proposte emendative,
che recepiscono i contenuti di diversi
emendamenti presentati.
Formula pertanto parere favorevole
sugli emendamenti Cialente 2.1, 2.2, 3.3,
3.4 e sull’emendamento Cialente 4.1,
purche´ riformulato nel senso di sopprimere le parole da « di cui all’articolo 2 »
sino alla fine del periodo. Invita quindi
i presentatori al ritiro degli emendamenti
D’Agro` 2.3 e Cialente 2.4, 2.5 e 2.7, i cui
contenuti possono considerarsi ricompresi
nel proprio emendamento 2.100, di cui
raccomanda l’approvazione. Invita i
presentatori al ritiro degli emendamenti
Cialente 2.6, D’Agro` 3.1, Polledri 3.2 e
Cialente 4.2, esprimendo altrimenti parere contrario. Raccomanda infine l’approvazione del proprio emendamento
3.100.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
135
Il viceministro Guido POSSA desidera
innanzitutto ribadire, sul provvedimento
in esame, la contrarieta` del Governo, le
cui motivazioni ha gia` avuto modo di
illustrare nelle precedenti sedute. Ritiene
comunque opportuno sottolineare come
appaia eccessiva l’istituzione di un Comitato interministeriale per le politiche
spaziali, anche tenuto conto del budget
limitato del comparto e del fatto che
un simile organismo non e` stato creato
nemmeno per il settore dell’energia, che
rappresenta certo un ambito assai piu`
rilevante. Ricorda peraltro come presso
gli altri paesi europei le competenze in
materia di politiche spaziali facciano
sempre capo ai ministeri della ricerca,
come peraltro le risorse destinate a tale
settore.
Ritiene comunque di esprimere, su tutti
gli emendamenti presentati, parere conforme a quello del relatore, fatta eccezione
per l’emendamento Cialente 3.3, che a suo
avviso attribuisce ad un organo parlamentare un eccessivo potere di controllo sul
Comitato interministeriale di cui all’articolo 2.
Sergio GAMBINI (DS-U), nel condividere l’impostazione del relatore, ritira gli
emendamenti Cialente 2.4, 2.5, 2.6, 2.7 e
4.2, riservandosi di ripresentarli nel corso
del successivo iter del provvedimento; cio`
anche al fine di assicurare un esame
particolarmente rapido della proposta
normativa.
—
Commissione X
La Commissione approva, con distinte
votazioni, gli emendamenti Cialente 2.1 e
2.2 e l’emendamento 2.100 del relatore.
Bruno TABACCI, presidente, constata
l’assenza del presentatore degli emendamenti D’Agro` 2.3 e 3.1 e Polledri 3.2; si
intende che vi abbiano rinunciato.
La Commissione approva, con distinte
votazioni, gli emendamenti 3.100 del relatore, Cialente 3.3 e 3.4.
Sergio GAMBINI (DS-U) ritiene di accogliere la proposta di riformulazione del
relatore dell’emendamento Cialente 4.1.
La Commissione approva l’emendamento Cialente 4.1 (nuova formulazione)
(vedi allegato).
Bruno TABACCI, presidente, avverte
che il testo unificato delle proposte in
titolo, come modificato dalla Commissione, sara` inviato alle Commissioni competenti in sede consultiva e, nessun altro
chiedendo di intervenire, rinvia quindi il
seguito dell’esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 15.05.
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
L’ufficio di presidenza si e` riunito dalle
15.05 alle 15.10.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
136
—
Commissione X
ALLEGATO
Riordino delle competenze relative alle politiche spaziali e aerospaziali. C. 4852 Airaghi, C. 5033 Polledri, C. 5363 Cialente.
EMENDAMENTI
ART. 2
Al comma 2, dopo le parole: e forestali,
aggiungere le seguenti: dell’innovazione e
tecnologie e delle politiche comunitarie.
2. 1. Cialente, Gambini, Cazzaro, Lulli,
Nieddu, Nigra, Quartiani, Rugghia, Tedeschi.
Al comma 2, dopo le parole: al comitato ad
un, aggiungere le seguenti: viceministro o.
2. 2. Cialente, Gambini, Cazzaro, Lulli,
Nieddu, Nigra, Quartiani, Rugghia, Tedeschi.
Sostituire il comma 3 con il seguente:
3. Il Comitato, in armonia con gli
indirizzi della politica europea del settore:
a) approva le linee strategiche delle
attivita` spaziali nazionali;
b) definisce gli indirizzi per lo sviluppo delle relazioni internazionali con
riferimento alle collaborazioni per attivita`
spaziali e all’utilizzo dello spazio extraatmosferico;
c) definisce gli indirizzi per la verifica
del corretto espletamento delle funzioni di
vigilanza sui soggetti pubblici e privati che
svolgono attivita` nello spazio extra-atmosferico sotto la responsabilita` internazionale dell’Italia;
d) definisce le priorita` di ricerca e
applicative nazionali e coordina gli investimenti pubblici del settore, promuovendo
le cooperazioni finanziarie e le sinergie tra
soggetti pubblici e privati;
e) definisce gli indirizzi di partecipazione ai programmi europei di sviluppo e
di realizzazione di infrastrutture spaziali,
con particolare riferimento ai programmi
di osservazione della Terra, di navigazione
satellitare, di telecomunicazione satellitare
e di accesso allo spazio;
f) definisce le modalita` per la gestione, il trattamento, la valutazione, la
registrazione e la omologazione dei dati
acquisiti tramite ripresa da satellite, nel
rispetto delle norme previste dal decreto
legislativo 30 giugno 2003, n. 196, e nell’interesse dei cittadini e dello Stato;
g) promuove lo sviluppo dei programmi spaziali che coinvolgono aspetti di
sicurezza nazionale e di tipo duale, anche
in accordo con i programmi internazionali
ed europei a valenza strategica;
h) sentita la Commissione parlamentare di cui all’articolo 3, esprime il parere
sul Piano spaziale nazionale elaborato dall’Agenzia Spaziale Italiana;
i) effettua la valutazione globale dei
ritorni e dei risultati dei programmi pluriennali per gli aspetti sociali, strategici ed
economici;
l) elabora le linee governative in
materia di politica industriale del settore,
promuovendo i processi di internazionalizzazione delle capacita` nazionali, lo sviluppo e il potenziamento tecnologico delle
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
137
piccole e medie imprese, i trasferimenti di
conoscenze dal settore della ricerca alle
applicazioni commerciali;
m) coordina i ruoli e le iniziative
delle amministrazioni e dei soggetti pubblici interessati alle applicazioni spaziali,
favorendo sinergie e collaborazioni;
n) promuove e coordina le iniziative
legislative e normative del Governo in
materia spaziale;
o) presenta ogni anno al Parlamento
una relazione sullo stato di attuazione
delle politiche spaziali.
2. 100.
Il Relatore.
Sostituire il comma 3 con il seguente:
3. Il Comitato:
a) approva le linee strategiche delle
attivita` spaziali e aerospaziali nazionali
anche con riferimento agli scenari internazionali ed europei;
b) definisce gli indirizzi per lo sviluppo delle relazioni internazionali con
riferimento alle collaborazioni per attivita`
spaziali e all’utilizzo dello spazio extraatmosferico;
c) definisce gli indirizzi per la verifica
dei corretto espletamento delle funzioni di
vigilanza sui soggetti pubblici e privati che
svolgono attivita` nello spazio extra-atmosferico sotto la responsabilita` internazionale dell’Italia;
d) definisce le priorita` applicative
nazionali e coordina gli investimenti del
settore, promuovendo le cooperazioni finanziarie e le sinergie tra soggetti pubblici
e privati;
e) definisce gli indirizzi di partecipazione ai programmi nell’ambito delle organizzazioni internazionali e dell’Unione
europea di sviluppo e di realizzazione di
infrastrutture spaziali, con particolare riferimento ai programmi di osservazione
della Terra, di navigazione satellitare e di
accesso allo spazio;
Commissione X
—
f) definisce le modalita` per la gestione, il trattamento, la valutazione, la
registrazione e la omologazione dei dati
telerilevati anche in applicazione del regime giuridico internazionale e in applicazione delle norme sul trattamento dei
dati personali, nell’interesse dei cittadini e
dello Stato;
g) promuove lo sviluppo dei programmi spaziali che coinvolgono aspetti di
sicurezza nazionale e di tipo duale, anche
in accordo con i programmi internazionali
ed europei a valenza strategica;
h) effettua la valutazione globale dei
ritorni e dei risultati dei programmi pluriennali per gli aspetti sociali, strategici ed
economici;
i) elabora le linee governative in materia di politica industriale del settore,
promuovendo i processi di internazionalizzazione delle capacita` nazionali, lo sviluppo e il potenziamento tecnologico delle
piccole e medie imprese, trasferimenti di
conoscenze dal settore della ricerca alle
applicazioni commerciali;
l) coordina i ruoli e le iniziative delle
amministrazioni e dei soggetti pubblici
interessati alle applicazioni spaziali, favorendo sinergie e collaborazioni;
m) promuove e coordina le iniziative
legislative e normative del Governo in
materia spaziale e aerospaziale;
n) presenta ogni anno al Parlamento
una relazione sullo stato di attuazione
delle politiche spaziali e sull’implementazione delle Convenzioni internazionali in
materia.
2. 3.
D’Agro`.
Al comma 3, alinea, dopo la parola:
Comitato, aggiungere le seguenti: , in armonia con gli indirizzi della politica
energetica del settore.
Conseguentemente, al medesimo comma,
lettera a), sopprimere le parole: in armonia
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
138
agli indirizzi della politica europea del
settore.
2. 4. Cialente, Gambini, Cazzaro, Lulli,
Nieddu, Nigra, Quartiani, Rugghia, Tedeschi.
Al comma 3, lettera d), dopo le parole:
di navigazione satellitare, aggiungere le
seguenti: , di telecomunicazione satellitare.
2. 5. Cialente, Gambini, Cazzaro, Lulli,
Nieddu, Nigra, Quartiani, Rugghia, Tedeschi.
Al comma 3, sostituire la lettera e), con
la seguente: e) definisce gli indirizzi per la
promozione ed il coordinamento della domanda pubblica di dati satellitari di osservazione della terra ai fini della salvaguardia e la tutela dell’ambiente, della
sicurezza dei cittadini e delle infrastrutture strategiche del paese e dello sviluppo
sostenibile.
2. 6. Cialente, Gambini, Cazzaro, Lulli,
Nieddu, Nigra, Quartiani, Rugghia, Tedeschi.
Al comma 3, lettera d), premettere le
parole: esprime il parere sul Piano Spaziale Nazionale elaborato dall’Agenzia
Spaziale Italiana per l’approvazione, sentita la commissione parlamentare di cui
all’articolo 3, da parte del Presidente del
Consiglio ed.
2. 7. Cialente, Gambini, Cazzaro, Lulli,
Nieddu, Nigra, Quartiani, Rugghia, Tedeschi.
Commissione X
—
Sostituirlo con i seguenti:
ART. 3.
(Agenzia italiana per i programmi aerospaziali e spaziali).
` istituita l’Agenzia italiana per i
1. E
programmi aerospaziali e spaziali (AISA),
posta sotto l’alta direzione del Presidente
del Consiglio dei ministri, in conformita` ai
principi e con le modalita` previsti dal
titolo II del decreto legislativo 30 luglio
1999, n. 300, e successive modificazioni.
2. L’AISA, oltre a svolgere funzioni di
supporto al Comitato interministeriale di
cui all’articolo 2, coordina e gestisce le
attivita` scientifiche, industriali e applicative di attuazione delle politiche aerospaziali e spaziali definite dal Comitato, secondo l’e seguenti finalita`:
a) valorizzazione della posizione dell’Italia nel processo di integrazione europea;
b) valorizzazione della posizione dell’Italia nelle cooperazioni bilaterali e multilaterali;
c) valorizzazione delle capacita` industriali anche con riferimento alle piccole e
medie imprese;
d) promozione delle linee di innovazione e di competitivita` in termini specifici
di trasferimenti tecnologici, produzione industriale di brevetti e diritti di proprieta`
intellettuale;
e) valorizzazione delle capacita` applicative mediante l’individuazione delle
utenze diversificate negli ambiti di riferimento.
ART. 3-bis.
(Compiti dell’AISA).
ART. 3
Sopprimerlo.
3. 1.
D’Agro`.
1. L’AISA, nell’ambito delle finalita` di
cui all’articolo 3, comma 2, svolge i seguenti compiti:
a) promozione, coordinamento e gestione delle attivita` a carattere scientifico;
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
139
b) promozione e gestione dei programmi e dei prodotti tecnologici precompetitivi con definite potenzialita` commerciali anche in regime di cofinanziamento;
c) gestione di programmi finalizzati
allo sviluppo delle infrastrutture aerospaziali e spaziali nazionali e di partecipazione internazionale;
d) gestione dei programmi finalizzati
allo sviluppo di prodotti e di servizi per
l’utenza istituzionale e privata;
e) promozione dell’utenza e supporto
all’utilizzazione dei beni e dei servizi aerospaziali e spaziali.
ART. 3-ter.
(Organizzazione dell’AISA).
1. L’AISA ha personalita` giuridica di
diritto pubblico, con autonomia amministrativa, finanziaria, patrimoniale e contabile, ed e` soggetta alla vigilanza del Presidente del Consiglio dei ministri. L’AISA
ha sede in Roma.
2. Lo statuto dell’AISA e` approvato con
regolamento del Presidente del Consiglio
dei ministri, su proposta del Comitato
interministeriale di cui all’articolo 2, in
conformita` alle disposizioni del titolo II
del decreto legislativo 30 luglio 1999,
n. 300, e successive modificazioni.
3. Sono organi dell’AISA:
a) il direttore;
b) il comitato direttivo;
c) il collegio dei revisori dei conti.
4. Il direttore e` nominato dal Presidente del Consiglio dei ministri. I componenti del comitato direttivo, in numero
non superiore a quattro, sono nominati
dal Presidente del Consiglio dei ministri,
su proposta del Comitato interministeriale
di cui all’articolo 2, tra personalita` di
comprovata esperienza nel settore aerospaziale e spaziale.
5. L’AISA e` organizzata in funzione del
conseguimento delle finalita` e dei compiti
Commissione X
—
previsti dagli articoli 3 e 3-bis. Lo statuto
dell’AISA, di cui al comma 2, disciplina le
attribuzioni e il funzionamento degli organi, l’organizzazione e il funzionamento
dell’ente, la dotazione organica e la normativa applicabile in materia di personale.
ART. 3-quater.
(Strumenti operativi).
1. L’AISA, nell’espletamento dei compiti di cui all’articolo 3-bis, affida, mediante appositi contratti, ricerche, studi,
progettazioni e realizzazioni di programmi
aerospaziali e spaziali, ad enti e imprese
industriali, nonche´ ad universita` ed enti di
ricerca situati nel territorio nazionale.
2. Ai fini della valorizzazione dei risultati in campo industriale e applicativo
nonche´ della promozione e dello sfruttamento dei brevetti sul mercato dei beni e
servizi spaziali, possono essere costituiti su
proposta del Comitato interministeriale di
cui all’articolo 2, consorzi e societa` con
soggetti pubblici e privati situati nel territorio nazionale, cui l’AISA puo` partecipare, previa autorizzazione del Comitato
stesso.
ART. 3-quinquies.
(Personale).
1. Lo stato giuridico e il trattamento
economico del personale dell’AISA sono
disciplinati con appositi strumenti di contrattazione integrativa, ai sensi del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni, con previsione di
una separata area di contrattazione, al
fine di tenere conto adeguatamente delle
specificazioni connesse alla peculiarita`
delle esigenze e delle corrispettive prestazioni di lavoro.
2. L’AISA puo` utilizzare personale dipendente da amministrazioni o da enti
pubblici, secondo le disposizioni dei rispettivi ordinamenti.
3. 2.
Polledri.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
140
Al comma 1, sostituire le parole: e`
istituita la Commissione parlamentare per
lo spazio, di seguito denominata « Commissione, composta » con le seguenti: e`
istituito il Comitato parlamentare per lo
spazio, di seguito denominato « Comitato,
composto » e le parole: per il funzionamento della Commissione, con le seguenti:
per il funzionamento del Comitato;
Commissione X
—
Al comma 1, lettera f), sopprimere le
parole: dal CISP, e le parole: , dal Comitato
di cui all’articolo 6.
3. 4. Cialente, Gambini, Cazzaro, Lulli,
Nieddu, Nigra, Quartiani, Rugghia, Tedeschi.
ART. 4
Conseguentemente:
al comma 2, sostituire le parole: « La
Commissione » con le seguenti: « Il Comitato »;
al comma 3, alinea, sostituire le parole: « La Commissione » con le seguenti:
« Il Comitato »;
al comma 3, sopprimere la lettera a);
al comma 3, lettera e), dopo le parole:
« formula osservazioni e proposte » aggiungere le seguenti: « sulle iniziative che riguardano aspetti relativi alle politiche e
alle attivita` in ambito spaziale, »;
al comma 3, sopprimere la lettera g);
al comma 3, sostituire la lettera h)
con la seguente: « partecipa alla Conferenza interparlamentare europea sullo
spazio (EISC); interviene altresı` presso
ogni altra sede istituzionale internazionale,
di carattere interparlamentare ».
Alla rubrica, sostituire la parola: Commissione, con la seguente: Comitato.
3. 100.
Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:
1-bis. All’articolo 3 del decreto legislativo 4 giugno 2003, n. 128 aggiungere il
punto: i) promuove e coordina la domanda
pubblica di dati satellitari di osservazione
della terra di cui all’articolo 2, comma 3,
punto e) della presente legge.
4. 1. Cialente, Gambini, Cazzaro, Lulli,
Nieddu, Nigra, Quartiani, Rugghia, Tedeschi.
Dopo il comma 1, aggiungere il seguente:
1-bis. All’articolo 3 del decreto legislativo 4 giugno 2003, n. 128, aggiungere il
seguente punto:
i) promuove e coordina la domanda
pubblica di dati satellitari di osservazione
della terra.
4.
1. (nuova formulazione)
Cialente,
Gambini, Cazzaro, Lulli, Nieddu, Nigra,
Quartiani, Rugghia, Tedeschi.
Il Relatore.
Aggiungere, in fine, il seguente comma:
Al comma 1, lettera f), dopo le parole:
dal Governo, aggiungere le seguenti: , dal
Comitato di cui all’articolo 2.
19. All’articolo
comma 3.
3. 3. Cialente, Gambini, Cazzaro, Lulli,
Nieddu, Nigra, Quartiani, Rugghia, Tedeschi.
4. 2. Cialente, Gambini, Cazzaro, Lulli,
Nieddu, Nigra, Quartiani, Rugghia, Tedeschi.
22,
e`
abrogato
il
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
141
Commissione XI
—
XI COMMISSIONE PERMANENTE
(Lavoro pubblico e privato)
S O M M A R I O
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI . . . . . . . . . . .
141
INTERROGAZIONI:
5-02053 Foti: Permessi per assistenza ai soggetti affetti da grave handicap . . . . . . . . . . . . . . . .
141
ALLEGATO 1 (Testo della risposta) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
144
5-01377 Foti: Soppressione della ritenuta ex ONPI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
142
ALLEGATO 2 (Testo della risposta) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
145
INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA:
5-04987 Delbono e Molinari: Sui lavoratori dell’Interklim e Valbasento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
142
ALLLEGATO 3 (Testo della risposta) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
146
5-04997 Maninetti: Sui flussi migratori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
142
ALLEGATO 4 (Testo della risposta) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
147
5-04996 Guerzoni ed altri: Sul contratto relativo al personale delle cooperative . . . . . . . . . . .
143
ALLEGATO 5 (Testo della risposta) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
149
AVVERTENZA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
143
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Mercoledı` 30 novembre 2005.
L’ufficio di presidenza si e` riunito dalle
14.15 alle 14.25.
INTERROGAZIONI
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del presidente Domenico BENEDETTI VALENTINI. — Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Alberto Brambilla.
La seduta comincia alle 14.30.
5-02053 Foti: Permessi per assistenza ai soggetti
affetti da grave handicap.
Il sottosegretario Alberto BRAMBILLA
risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).
Tommaso FOTI (AN), replicando,
prende atto delle precisazioni fornite, sottolineando tuttavia che nei periodi di ricovero a tempo pieno la struttura ospedaliera offre una copertura di tipo sanitario, mentre l’assistenza di un familiare
avrebbe evidentemente un notevole effetto
sul piano psicologico. Pertanto ritiene che,
trattandosi di pochi casi sul territorio
nazionale, si potrebbe adottare una diversa interpretazione per la fruizione di
tre giorni mensili di permesso.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
142
5-01377 Foti: Soppressione della ritenuta ex ONPI.
Il sottosegretario Alberto BRAMBILLA
risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 2).
Tommaso FOTI (AN), replicando, sottolinea che appare grottesca la soppressione di un ente e la contemporanea
persistente operativita` del contributo destinato a tale ente. Invita il Governo a
rendere noti i dati circa i flussi finanziari
incamerati dall’Inps per tale contributo,
ma soprattutto ritiene sia giunta l’ora di
sopprimere questa inutile imposizione.
La seduta termina alle 14.45.
INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del presidente Domenico BENEDETTI VALENTINI. — Interviene il sottosegretario di Stato per il lavoro e le politiche sociali Alberto Brambilla.
La seduta comincia alle 14.45.
Domenico BENEDETTI VALENTINI,
presidente, ricorda che, ai sensi dell’articolo 135-ter, comma 5, del regolamento, la
pubblicita` delle sedute per lo svolgimento
delle interrogazioni a risposta immediata e`
assicurata anche tramite la trasmissione
attraverso l’impianto televisivo a circuito
chiuso. Dispone, pertanto, l’attivazione del
circuito.
5-04987 Delbono e Molinari: Sui lavoratori dell’Interklim e Valbasento.
Giuseppe MOLINARI (MARGH-U) rinuncia ad illustrare l’interrogazione in
titolo.
Il sottosegretario Alberto BRAMBILLA
risponde all’interrogazione in titolo nei
—
Commissione XI
termini riportati in allegato (vedi allegato 3).
Giuseppe MOLINARI (MARGH-U), replicando, fa presente che gia` nei casi in cui
la proroga del trattamento di integrazione
salariale e` disposta nel mese di dicembre,
l’effettiva erogazione avviene con circa
otto mesi di ritardo. Tramite i successivi
tagli previsti dai vari provvedimenti di
proroga del trattamento, questo si e` ridotto di circa il 30-40 per cento. Si tratta
di una ingiustizia che va a colpire una
categoria gia` in difficolta`.
5-04997 Maninetti: Sui flussi migratori.
Luigi MANINETTI (UDC) rinuncia ad
illustrare l’interrogazione in titolo.
Il sottosegretario Alberto BRAMBILLA
risponde all’interrogazione in titolo nei
termini riportati in allegato (vedi allegato
4), sottolineando che sarebbe ora anche di
cominciare a riflettere sul destino degli
immigrati successivamente al loro ingresso
nel territorio nazionale, in quanto spesso
accade che dopo il primo ciclo lavorativo
questi lavoratori rimangono iscritti nelle
liste di collocamento per oltre un anno. In
altri termini, si rischia di alimentare un
meccanismo perverso che porta alla creazione di sacche di emarginazione.
Luigi MANINETTI (UDC), replicando,
ritiene che il meccanismo delle quote
abbia comunque dimostrato le sue lacune,
considerato che e` comunque necessario ai
fini di un ingresso legale in Italia avere i
requisiti previsti dalla legge, ossia un rapporto di lavoro, un domicilio e l’attestazione del datore di lavoro. In ogni caso,
rimanendo al decreto di prossima emanazione, ritiene sia fondamentale fissare una
priorita` per l’attivita` di assistenza agli
anziani e per chi ha presentato gia` domanda nel 2005. Si dichiara pertanto
soddisfatto della risposta ricevuta.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
143
5-04996 Guerzoni ed altri: Sul contratto relativo al
personale delle cooperative.
Roberto GUERZONI (DS-U) rinuncia
ad illustrare l’interrogazione in titolo.
Il sottosegretario Alberto BRAMBILLA
risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 5).
Roberto GUERZONI (DS-U), replicando, si dichiara solo parzialmente soddisfatto, in quanto appare indispensabile
acquisire una data certa entro la quale
recepire l’accordo tra le organizzazioni
cooperative ed i sindacati. Sollecita quindi
il rappresentante del Governo, dato che il
passaggio dal regime dei salari convenzionali a quello dei salari reali appare ampiamente condivisibile.
La seduta termina alle 15.
—
Commissione XI
Trattamento economico del personale della
scuola in quiescenza.
C. 1539 Fiori, petizione n. 891.
Modifica della normativa relativa al cumulo tra le prestazioni erogate dall’INAIL e
dall’INPS.
C. 1450 Cordoni, C. 2960 Dario Galli, C.
5439 Campa.
Ricalcolo del trattamento pensionistico dei
lavoratori postelegrafonici.
C. 535 Pistone, C. 2349 Trupia, C. 2364 A.
Gianni, C. 2458 Perrotta, C. 2722 Merlo, C.
2752 Delbono, C. 3245 Maninetti, C. 4259
Mazzoni, C.5027 Zacchera, C. 5624 Zanetta.
Benefici previdenziali per i lavoratori esposti a fattori nocivi nell’area del SulcisIglesiente.
C. 2837 Mereu.
Validita` delle graduatorie dei concorsi nella
PA.
C. 4495 Santori.
AVVERTENZA
I seguenti punti all’ordine del giorno
non sono stati trattati:
SEDE REFERENTE
Adeguamento delle pensioni di annata.
C. 2290 Fiori, C. 5977 Biondi, C. 6022
Benvenuto.
Tutela previdenziale dei giudici di pace.
C. 4900 Lo Presti, C. 5028 Taglialatela, C.
6005 Lucchese.
Trattamenti
d’azienda.
C. 5307 Costa.
pensionistici
dirigenti
Bilancio dei sindacti e trattenute sindacali.
C. 1900 Martinelli, C. 4116 Pagliarini.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
144
—
Commissione XI
ALLEGATO 1
Interrogazione n. 5-02053 Foti: permessi per assistenza ai soggetti
affetti da grave handicap.
TESTO DELLA RISPOSTA
Con riferimento alla interrogazione,
oggi in discussione, vorrei far presente che,
relativamente alla estensione dei permessi
ex legge 104/92 anche al coniuge (e non
solo ai genitori, parenti e affini), l’Istituto
Nazionale di Previdenza Sociale, con circolare 80/95, ha ritenuto possibile riconoscere i permessi di cui alla suindicata legge
anche al coniuge convivente con l’altro
coniuge in condizione di grave handicap
da assistere, anche in assenza di un esplicito riferimento normativo. Cio` in quanto,
avendo il legislatore offerto la possibilita`
di assistenza anche agli affini, non avrebbe
potuto escludere il coniuge legato da un
vincolo piu` stretto rispetto al soggetto in
condizione di grave handicap e avente
obblighi giuridici di assistenza. Relativamente alla chiarificazione circa il « ricovero a tempo pieno del soggetto in condizione di grave handicap », la legge
esclude esplicitamente l’erogazione dei
permessi stessi in caso di ricovero a tempo
pieno « presso istituti specializzati », ma
tale precisazione non e` ripetuta ai comma
3, articolo 33 della legge 104/92, che
esclude qualsiasi ricovero a tempo pieno.
Per cui e` da ritenere che il legislatore si
sia voluto riferire a qualsiasi struttura
sanitaria o di assistenza, in considerazione
del fatto che, in tali luoghi, l’assistenza
viene garantita dal personale dove e` ricoverato il soggetto e in linea con le finalita`
della legge suindicata che e` quella di
assicurare un’assistenza costante e continua alla persona in condizione di grave
handicap da parte di un familiare, qualora
non vi siano altri soggetti in grado si
assisterlo.
La competente Direzione generale dei
Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nel formulare, in proposito, alcuni
pareri ha specificato che, nelle strutture
nelle quali il personale presta agli ospiti
tutte le cure atte a coprire qualsiasi esigenza di carattere sanitario e di assistenza
dei disabile, non sia possibile concedere le
agevolazioni previste dall’articolo 33 della
legge n. 104 del 1992; al contrario, se e`
prevista dal regolamento della struttura di
accoglienza, la partecipazione dei genitori
o di altro familiare, per le esigenze di
carattere straordinario del disabile, al familiare che presta assistenza in via esclusiva, possono essere concessi i tre giorni di
permesso mensile.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
145
—
Commissione XI
ALLEGATO 2
Interrogazione n. 5-01377 Foti: soppressione della ritenuta ex ONPI.
TESTO DELLA RISPOSTA
Con riferimento all’interrogazione oggi
in discussione, si rappresenta che il decreto legge n. 481/1978 convertito, con
modificazioni, nella legge n. 641/1978, nel
prevedere la soppressione e la liquidazione
dell’ONPI, non ha previsto altresı` la cessazione della relativa contribuzione. Ha,
infatti, stabilito che le entrate dell’ONPI
dovevano essere ripartite fra le regioni in
proporzione al numero dei pensionati
INPS residenti, nel 1977, nelle stesse e
destinate ai comuni, singoli o associati
(articolo 1-sexies, comma 2) e, inoltre, ha
previsto che, fino all’entrata in vigore delle
leggi regionali per il riordino delle materie
trasferite, tali entrate restassero destinate
all’assistenza agi anziani (comma 3). I
fondi riscossi dall’Inps e gia` destinati all’ONPI trovano collocazione nelle uscite
del bilancio dell’Istituto (Titolo IV, categoria 21) quale « Partita di giro » dal
momento che per espressa previsione dell’articolo 1-duodecies tali fondi sono trasferiti al Ministero dell’Economia e delle
Finanze ai fini della ripartizione trimestrale tra le regioni.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
146
—
Commissione XI
ALLEGATO 3
Interrogazione n. 5-04987 Delbono e Molinari: sui lavoratori dell’Interklim e Valbasento.
TESTO DELLA RISPOSTA
In riferimento alla problematica sollevata dagli onorevoli interroganti, si fa
presente che con decreto interministeriale
n. 36665 del 28 luglio 2005 e` stata,
concessa la proroga del trattamento di
mobilita`, per l’anno 2005, in favore degli
ex lavoratori della Interklim, unita` di Tito
Scalo e delle aziende industriali della Val
Basento, ai sensi dell’articolo 1, comma
155, della legge 30 dicembre 2004,
n. 311.
Nel medesimo articolo e´ previsto altresı`
che la misura del trattamento di cui sopra
e` ridotta del 10 per cento per i lavoratori
che hanno usufruito di prima proroga
(vale a dire solo per l’anno 2004), cosı`
come era stato previsto dall’articolo 3,
comma 137, della legge 24 dicembre 2003
n. 350, e del 30 per cento per i lavoratori
che hanno usufruito di proroghe successive. Per questo motivo vi sono difformita`
nelle decurtazioni.
Si fa presente, inoltre che e´ stato presentato un emendamento, alla legge finanziaria per il 2006, in merito alla possibilita`
di intervenire, anche in deroga alla normativa vigente in materia di cassa integrazione guadagni straordinaria, mobilita`
e disoccupazione speciale, per la proroga
dei trattamenti ai 31 dicembre 2006.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
147
—
Commissione XI
ALLEGATO 4
Interrogazione n. 5-04997 Maninetti: sui flussi migratori.
TESTO DELLA RISPOSTA
Con riferimento all’atto ispettivo, oggi
in discussione, vorrei ricordare che la
programmazione transitoria dei flussi di
ingresso dei lavoratori stranieri per l’anno
2005 e` avvenuta con due distinti decreti
del Presidente del Consiglio dei Ministri
del 17 dicembre 2004 relativi alla programmazione dei flussi di ingresso dei
lavoratori extracomunitari e neocomunitari nel territorio dello Stato per l’anno
2005. In essi e` stata stabilita una quota
massima di ingresso di 79.500 lavoratori
extracomunitari e di 79.500 lavoratori
neocomunitari.
In riferimento ai cittadini extracomunitari la quota di 79.500 ingressi e` stata ripartita tra ingressi per lavoro subordinato, anche a carattere stagionale, e per lavoro autonomo. Ai fini dell’immediata attuazione
del decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri del 17 dicembre 2004, con Circolare del Ministero del Lavoro e Politiche
Sociali n. 1 del 25 gennaio 2005 si e` provveduto alla distribuzione della relativa
quota tra le Regioni e le Province autonome, tenuto conto dei fabbisogni segnalati
dalle stesse. In riferimento ai cittadini neocomunitari, come indicato nella Circolare
del Ministero del Lavoro e delle Politiche
Sociali n. 2 del 21 gennaio 2005, la quota di
79.500 ingressi per lavoro subordinato stagionale e non stagionale non e` stata ripartita a livello regionale ed ai fini del rilascio
delle autorizzazioni gli Uffici provinciali si
avvalgono del contatore unico nazionale,
collocato all’interno dell’applicazione informatica denominata Sistema Informativo
Lavoratori Extracomunitari e Neocomunitari – S.I.L.E.N. Successivamente, con Ordinanza del Presidente del Consiglio dei
Ministri n. 3426 del 22 aprile 2005, per far
fronte all’esigenza di manodopera straniera
nel settore agricolo e turistico-alberghiero e`
stato autorizzato l’ingresso di ulteriori
20.000 lavoratori extracomunitari stagionali.
Vorrei, inoltre, segnalare che per il
decreto flussi 2005 si e` trattato ancora di
programmazione transitoria, che ai sensi
dell’articolo 3 comma 4 del decreto legislativo 286/1998, impone che le quote di
ingresso siano fissate entro il limite di
quelle stabilite con la programmazione
relativa all’anno precedente.
La nuova normativa in materia di immigrazione, entrata in vigore il 25 febbraio
2005, prevede l’istituzione di un Comitato
per il Coordinamento e il Monitoraggio
(articolo 2-bis del testo unico sull’immigrazione). Il Comitato si avvale di un
Gruppo Tecnico istituito presso il Ministero dell’Interno, incaricato di svolgere la
parte istruttoria per l’emanazione del decreto flussi. Il Comitato, che ha facolta` di
consultare anche le organizzazioni datoriali e sindacali, trasmette alla Presidenza
del Consiglio il documento relativo alle
determinazioni per il decreto flussi. La
nuova procedura prevede anche che la
Presidenza del Consiglio predisponga il
decreto flussi e lo trasmetta alla Conferenza Unificata per il parere di competenza e successivamente alle competenti
Commissioni Parlamentari.
In base alla nuova normativa ed in
seguito all’adozione del documento programmatico triennale 2004-2006, essendo
venuto meno il vincolo numerico preesistente, per il decreto flussi 2006 – la cui
adozione e` prevista entro il 30 novembre
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
148
dell’anno precedente a quello di riferimento del decreto – si prevedono quote di
ingresso maggiori rispetto al passato.
Oltre alle segnalazioni ed alle valutazioni del Comitato sopra citato, il fabbisogno di manodopera straniera per l’anno
2006 viene determinato sulla scorta dei
dati relativi alle domande pervenute alle
Direzioni Provinciali del Lavoro ed inserite
all’interno della procedura informatizzata
denominata S.I.L.E.N., che ha consentito
un efficace monitoraggio delle quote. Un
ulteriore fattore nella determinazione del
decreto flussi proviene dalle intese realizzate con alcuni Paesi per il contrasto
dell’immigrazione irregolare. In tal modo
si determina un livello di quote corrispondenti alle esigenze della nostra economia e
compatibili con quelle della nostra societa`.
Inoltre, nel decreto flussi per anno 2006
viene individuato uno spazio significativo
per la formazione nei paesi d’origine. I
lavoratori stranieri potranno dunque essere formati nei loro Paesi prima di fare
il loro ingresso in Italia, grazie ad attivita`
avviate dalle associazioni di categoria o
dalle associazioni no profit che operano
nell’ambito dell’immigrazione, che svolge
un’importante funzione di intermediazione tra le famiglie e le persone che
offrono servizi di cura. A tale riguardo,
sara` dunque possibile realizzare attivita` di
formazione, a partire dai corsi di lingua
italiana, che consentiranno di organizzare
flussi gia` in partenza orientati verso una
maggiore integrazione. Per gli stranieri che
avranno partecipato ai corsi di formazione
all’estero verranno messi a disposizione
dei canali d’ingresso preferenziali, implementando il diritto di prelazione con
quote privilegiate e quote aggiuntive.
—
Commissione XI
Nel decreto flussi per l’anno 2006,
anche in considerazione delle numerosissime domande provenienti dalle famiglie e
dalle imprese, vi sara` anche una speciale
preferenza per le figure che si dedicano ai
servizi di cura per la famiglia e per la
persona, accompagnata da un aumento di
quote per i lavoratori edili. In ogni caso,
la decisione sulla dimensione quantitativa
del decreto flussi dovra` essere presa dal
Consiglio dei ministri, non solo in base alle
richieste di lavoratori stranieri presentate
dalle famiglie e dalle imprese (che nel
2005 ammontano complessivamente a
circa 250mila), ma anche con una maggiore attenzione ai diversi ambiti nei quali
di articola la programmazione dei flussi.
Per quanto concerne invece le procedure, nelle Regioni a statuto ordinario
sono stati istituiti gli sportelli unici per
l’immigrazione presso le Prefetture – Uffici territoriali del Governo. Gli sportelli
unici per l’immigrazione si configurano
come « struttura leggera » – front office –
referente istituzionale e decisionale dei
procedimenti attribuiti dalla legge in materia di rilascio del nulla osta al ricongiungimento familiare e di rilascio del
nulla osta per lavoro subordinato. Nell’ottica della semplificazione dei meccanismi,
gli sportelli unici per l’immigrazione svolgeranno anche una funzione di raccordo
rispetto alle varie amministrazioni che
restano competenti per l’istruttoria di relativa pertinenza.
Tali sportelli unici per l’immigrazione
diventeranno pienamente operativi per
l’ingresso di lavoratori stranieri a partire
dal decreto flussi per l’anno 2006.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
149
—
Commissione XI
ALLEGATO 5
Interrogazione n. 5-04996 Guerzoni ed altri: sul contratto relativo al
personale delle cooperative.
TESTO DELLA RISPOSTA
Con riferimento all’atto ispettivo, oggi
in discussione, vorrei ricordare che, ai
sensi dell’articolo 35 del decreto del Presidente della Repubblica n. 797 del 1955,
sono stati adottati, nel corso degli anni,
previa richiesta delle parti sociali interessate, specifici decreti ministeriali a valenza
provinciale, di determinazione delle retribuzioni convenzionali per i soci lavoratori
delle cooperative sociali.
Tuttavia, la funzione di protezione sociale, sottostante a detti provvedimenti, e`
stata, in considerazione dell’evolversi della
realta` socio-economica, ritenuta, a volte,
limitativa della tutela previdenziale dei
soci lavoratori, si da indurre talune cooperative sociali, operanti nei territori interessati dai provvedimenti medesimi, al
versamento della contribuzione previden-
ziale sui salari effettivamente erogati e non
gia` su quelli convenzionali, ovviamente di
importo inferiore.
Pertanto si e` predisposto un intervento
normativo scopo di confermare, per tutte
le cooperative sociali, l’applicazione delle
innovazioni previdenziali, con particolare
riguardo all’aspetto contributivo, introdotte dalla legge 142/2001, mediante il
superamento graduale del regime del salario medio convenzionale per i soci lavoratori. La norma predisposta recepisce
l’accordo tra le Organizzazioni Cooperative ed i Sindacati da parte del Ministero
del lavoro e delle politiche sociali ed i
Sindacati con particolare riguardo al superamento graduale del regime dei salari
medi convenzionali.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
150
—
Commissione XII
XII COMMISSIONE PERMANENTE
(Affari sociali)
S O M M A R I O
SEDE REFERENTE:
Medicine e pratiche non convenzionali. Testo unificato C. 137 Battaglia, C. 276 Massidda, C.
568 Petrella, C. 640 Lucchese, C. 1054 Pecoraro Scanio, C. 1055 Pecoraro Scanio, C. 1096
Labate, C. 1103 Giacco, C. 1131 Zacchera, C. 1432 Mazzocchi, C. 1623 Stucchi, C. 1788
Valpiana, C. 2115 Minoli Rota, C. 2236 Bondi, C. 2768 Grandi, C. 2824 Massidda, C. 3057
Zanella, C. 3581 Zanella, C. 3614 Rodeghiero, C. 3194 Paolo Russo, C. 4318 Vernetti, C.
4191 Dell’Anna e C. 5459 Moroni (Seguito dell’esame e rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
150
ATTI DEL GOVERNO:
Schema di decreto ministeriale recante ricostituzione della Commissione unica sui dispositivi
medici. Atto n. 564 (Esame e rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
152
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI . . . . . . . . . . .
155
AVVERTENZA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
155
SEDE REFERENTE
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del presidente Giuseppe PALUMBO.
— Interviene il sottosegretario di Stato per
la salute Cesare Cursi.
La seduta comincia alle 14.15.
Medicine e pratiche non convenzionali.
Testo unificato C. 137 Battaglia, C. 276 Massidda, C.
568 Petrella, C. 640 Lucchese, C. 1054 Pecoraro
Scanio, C. 1055 Pecoraro Scanio, C. 1096 Labate, C.
1103 Giacco, C. 1131 Zacchera, C. 1432 Mazzocchi,
C. 1623 Stucchi, C. 1788 Valpiana, C. 2115 Minoli
Rota, C. 2236 Bondi, C. 2768 Grandi, C. 2824
Massidda, C. 3057 Zanella, C. 3581 Zanella, C. 3614
Rodeghiero, C. 3194 Paolo Russo, C. 4318 Vernetti,
C. 4191 Dell’Anna e C. 5459 Moroni.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame, rinviato, da ultimo, il 15 settembre 2005.
Giuseppe PALUMBO, presidente, ricorda che la Commissione deve iniziare
l’esame delle proposte emendative (pubblicate nell’allegato a pag. 248 del Bollettino delle giunte e delle Commissioni di
martedı` 26 luglio 2005) presentate al testo
unificato in titolo.
Luigi GIACCO (DS-U) rileva preliminarmente che il provvedimento in esame e`
il frutto del lungo e scrupoloso lavoro
svolto dalla Commissione durante l’intera
legislatura a partire dalle numerose proposte di legge in titolo, le quali interessavano ampi e disparati profili del mondo
delle medicine e pratiche non convenzionali. Nel ricordare brevemente le fasi della
riflessione svolta in Commissione, si sofferma sulle figure professionali dell’osteopata e del chiropratico, per le quali si e`
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
151
deciso di prevedere la laurea, e sulle
pratiche bionaturali, per le quali si era
inizialmente prevista una laurea breve, in
analogia con i terapisti della riabilitazione,
e poi, anche alla luce di quanto e` emerso
nel corso delle numerose audizioni informali svolte dalla Commissione, si e` preferito prevedere una formazione professionale a livello regionale.
In definitiva, ritiene che il testo unificato assomigli ad un treno con tre vagoni.
Il primo vagone e` quello delle medicine
non convenzionali, per i cui operatori
viene prevista la laurea in medicina e
chirurgia e un’ulteriore formazione di carattere specialistico. Il secondo vagone e`
quello dell’osteopatia e della chiropratica,
per i cui operatori si prevede una specifica
laurea, dettandosi nel contempo norme
transitorie al fine di regolare la posizione
degli operatori gia` attivi. Il terzo vagone e`
quello delle terapie bionaturali, le quali
coinvolgono il numero piu` rilevante di
operatori, e per i quali, come detto, viene
prevista una formazione professionale.
Nel rivolgere, infine, un ringraziamento
al relatore, onorevole Lucchese, che tanto
impegno ha profuso per organizzare la
vasta e complessa materia in un disegno
organico, ribadisce che il lavoro svolto da
tutta la Commissione e` significativo –
soprattutto pensando a quale fosse il
grado di conoscenza che della materia
avevano, mediamente, i membri della
Commissione all’inizio della legislatura –
ed auspica pertanto che il provvedimento
possa almeno completare il suo iter in
Commissione in modo da costituire un
punto di riferimento per la prossima legislatura, ove, come e` probabile, non si
riesca ad arrivare all’approvazione della
legge entro la legislatura in corso.
Giuseppe PALUMBO, presidente, considerato il tempo disponibile e l’elevato
numero di emendamenti presentati, ritiene
opportuno che nella seduta odierna il
relatore e il rappresentate del Governo si
limitino ad esprimere il parere sugli emendamenti riferiti all’articolo 1 del testo
unificato in titolo.
—
Commissione XII
Francesco Paolo LUCCHESE (UDC), relatore, premesso che il grande numero di
emendamenti presentati e` il segno dell’attenzione che la Commissione presta al
provvedimento in esame, assicura la propria disponibilita` a modificare il testo,
eventualmente rivedendo i pareri che si
accinge a dare; si dice infatti convinto che
il deputato non debba sentirsi legato ai
testi che propone. Aggiunge che il testo in
esame, oltre a sintetizzare il lavoro di tutta
la Commissione, e` condiviso da pressoche´
tutte le categorie interessate e costituisce
quindi una buona base di partenza per la
successiva fase emendativa.
Cio` premesso, esprime parere favorevole sugli emendamenti Labate 1.50, 1.51,
1.53, 1.54 e 1.44 e raccomanda l’approvazione dei suoi emendamenti 1.57, 1.59,
1.58, 1.66 e 1.60. Quindi invita al ritiro dei
seguenti emendamenti, rimettendosi, in
caso di mancato ritiro, alla Commissione:
Labate 1.47, Baiamonte 1.14 e 1.15, Labate
1.47, Baiamonte 1.14 e 1.15, Valpiana 1.3,
identici Castellani 1.30 e Grandi 1.39,
Baiamonte 1.19 e 1.20, Labate 1.52, identici Valpiana 1.11 e Baiamonte 1.16, Valpiana 1.6, Labate 1.55, Ercole 1.26, Baiamonte 1.21 e 1.22, Labate 1.42, 1.43, 1.45
e 1.46. Esprime infine parere contrario su
tutti i restanti emendamenti riferiti all’articolo 1. Si riserva, peraltro, di rivedere il
proprio parere caso per caso, alla luce dei
chiarimenti che intendere chiedere ai presentatori degli emendamenti.
Il
sottosegretario
Cesare
CURSI
esprime parere conforme a quello del
relatore, salvo che per gli emendamenti
dei quali il relatore ha invitato i presentatori al ritiro, sui quali esprime parere
contrario.
Giuseppe PALUMBO, presidente, essendo stati espressi i pareri del relatore e
del Governo sugli emendamenti riferiti
all’articolo 1 del testo unificato ed essendo
convocato alle ore 15.15 l’ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei
gruppi, propone di passare direttamente
alla seduta convocata per l’esame dello
schema di decreto ministeriale recante
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
152
ricostituzione della Commissione unica sui
dispositivi medici (atto n. 564).
La Commissione concorda.
Giuseppe PALUMBO, presidente, rinvia
quindi il seguito dell’esame ad altra seduta.
La seduta termina alle 14.50.
ATTI DEL GOVERNO
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del presidente Giuseppe PALUMBO,
indi del vicepresidente Anna Maria LEONE.
— Interviene il sottosegretario di Stato per
la salute Cesare Cursi.
La seduta comincia alle 14.50.
Schema di decreto ministeriale recante ricostituzione della Commissione unica sui dispositivi medici.
Atto n. 564.
(Esame e rinvio).
La Commissione inizia l’esame.
Giuseppe PALUMBO, presidente, ricorda che la Commissione e` chiamata ad
esprimere al Governo il parere sullo
schema di decreto ministeriale in titolo.
Fabio Stefano MINOLI ROTA (FI),
relatore, introduce l’esame del provvedimento ricordando che la legge finanziaria
2003 (legge 2 dicembre 2002, n. 289) ha
previsto per la prima volta la costituzione
della Commissione unica dei dispositivi
medici (CUD). Obiettivo del legislatore e`
stato quello del contenimento della spesa
sanitaria relativa al cosiddetto devices,
ovvero a strumenti, apparecchi, impianti,
sostanze e ogni altro genere di prodotti
– ad esclusione dei farmaci – destinati
ad essere impiegati nell’uomo a scopo di
diagnosi, prevenzione, controllo, terapia o
altro. Fa presente che, quale organo tecnico-consultivo del Ministero della salute,
—
Commissione XII
la Commissione ha il compito di definire
ed aggiornare il repertorio di tutti i
dispositivi medici, ripartendoli in specifiche classi e sottoclassi ed indicando
ogni volta il prezzo di riferimento della
referenza. Ricorda altresı` che, con il
disegno di legge finanziaria 2006 (C.
6177, articolo 1, comma 201), il Governo
amplia le competenze della CUD, affidandole anche il compito delicatissimo di
consulente del Ministero della salute e
degli altri istituti competenti in materia
sanitaria.
Cio` premesso, ricorda che lo schema
di decreto ministeriale in titolo ricostituisce la Commissione unica dei dispositivi medici, essendo venuta a scadenza
la precedente Commissione. La proposta
di ricostituzione costituisce la concreta
applicazione di quanto previsto dall’articolo 57 della citata legge finanziaria per
il 2003. In particolare, il comma 2 riserva
al Ministro della salute il potere di nominare cinque componenti della Commissione piu` il vicepresidente, che la presiede in sua assenza; il Ministro e` infatti
presidente di diritto. Oltre ai componenti
di nomina del Ministro della salute, la
Commissione e` composta da sette consiglieri nominati dalla Conferenza Statoregioni; un ulteriore componente e` nominato dal Ministero dell’economia e
delle finanze. Stante la notevole delicatezza dei compiti assegnati alla Commissione, e` previsto, sullo schema di decreto
in esame, il parere delle Commissioni
parlamentari competenti.
Si sofferma quindi sulla disciplina e
sulle modalita` di funzionamento della
Commissione, rispetto alle quali lo
schema di decreto ripropone la disposizione del precedente decreto (1o ottobre
2003), apportando pero` alcune modifiche.
In particolare, l’articolo 1, comma 4,
dispone che gli esperti di cui si avvale la
commissione siano scelti all’interno di
quelli gia` individuati dall’Istituto superiore di sanita`. Coerentemente con la
finalita` di non determinare costi aggiuntivi per le casse del Ministero, non e`
prevista la collaborazione e la stipula di
convenzioni con organismi scientifici na-
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
153
zionali ed internazionali, che erano previste dal precedente decreto (articolo 2,
comma 2); il che rende ancora piu` delicato il compito della Commissione, che
deve lavorare senza l’ausilio di consulenti
di supporto. L’articolo 2, comma 1, a sua
volta, precisa che la Commissione formula suggerimenti per un piu` razionale
impiego delle risorse, utilizzando a tal
fine anche i dati pubblicati dalle aziende
sanitarie sui costi unitari dei dispositivi
medici. Inoltre, la commissione elabora
schede sintetiche sulle caratteristiche dei
diversi dispositivi medici, nonche´ su questioni tecniche inerenti ai dispositivi medesimi, « fatte in ogni caso salve le competenze consultive del Consiglio superiore
di sanita` previste dalle norme vigenti »
(articolo 2, commi 2 e 3). Infine, lo
schema di decreto in esame prevede che
la costituzione e il funzionamento della
Commissione non debbano comportare
oneri aggiuntivi per il bilancio del Ministero della salute (articolo 4, comma 2);
sono altresı` previste, all’articolo 5, le
somme da destinare al rimborso delle
spese di missione per i componenti estranei all’amministrazione dello Stato.
Grazia LABATE (DS-U) sottolinea preliminarmente l’importanza della Commissione unica sui dispositivi medici nel suo
ruolo di consulenza tecnica al Ministero
della salute su un segmento rilevante
della spesa sanitaria qual e` quello dei
dispositivi medici. Intende pertanto svolgere alcune considerazioni d’insieme sulla
particolare composizione della Commissione che il Governo propone. Prima,
pero`, richiama l’attenzione del sottosegretario Cursi sull’articolo 5 dello schema
di decreto in esame, nel quale si prevede
una spesa per missioni dei componenti
ed esperti esterni per 6.000 euro con
riferimento all’esercizio finanziario 2003.
Considerato che il decreto provvede al
rinnovo della Commissione, non comprende per quale ragione si faccia riferimento al 2003, a meno che si tratti di
un errore materiale. Per quanto riguarda,
invece, i componenti della Commissione,
manifesta l’impressione che quelli nomi-
—
Commissione XII
nati dal Ministro siano caratterizzati da
un curriculum piuttosto uniforme: sono
infatti tutti farmacisti, con l’eccezione di
un ingegnere. In altre parole, in base ai
curricula trasmessi dal Governo non risulta tra i nominandi nessun vero esperto
nel campo dei dispositivi medici; si tratta
di curricula incentrati sulla farmaceutica,
rispettabili, ma troppo simili e non pienamente rispondenti ai compiti della
Commissione, considerato che i dispositivi
medici sono un ambito distinto da quello
dei farmaci. Ritenendo che si tratti di
una scelta riduttiva, che rischia di compromettere l’efficacia dell’operato della
Commissione, chiede al Governo chiarimenti in ordine ai criteri su cui ha
basato le sue scelte di nomina, osservando altresı` che nella precedente Commissione erano presenti un esperto di
tecnologie chirurgiche e dirigenti di farmacie ospedaliere non titolari di farmacie. Ritiene che la presenza di titolari di
farmacie nella commissione possa dar
luogo a situazioni di conflitto di interessi.
Tiziana VALPIANA (RC) concorda con
il deputato Labate nel ritenere che la
composizione della Commissione unica sui
dispositivi medici proposta dal Governo
non assicuri all’organo un’adeguata comprensione della materia. Chiede pertanto
chiarimenti in ordine ai criteri che sono
stati adottati dal Governo per selezionare
i componenti di sua nomina.
Il sottosegretario Cesare CURSI si riserva di fornire chiarimenti in relazione
ai 6.000 euro previsti per il 2003 dall’articolo 5 dello schema di decreto, formulando peraltro al riguardo l’ipotesi che
la somma possa servire alla copertura
residuale di impegni di spesa relativi al
2003. Per quanto riguarda, invece, i curricula dei componenti, ricorda che la
Commissione unica per i dispositivi medici e` costituita non solo da membri
nominati dal Ministro della salute, ma
anche dalle regioni, oltre che da componenti di diritto. I curricula dei componenti di nomina regionale integrano,
quindi, quelli dei componenti di nomina
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
154
governativa e riequilibrano la composizione della Commissione. Fa inoltre presente che la precedente Commissione,
rispetto alla cui composizione la Commissione affari sociali espresse parere
favorevole, prevedeva al suo interno tre
farmacisti senza che cio` suscitasse allora
disapprovazione.
Grazia LABATE (DS-U) fa presente che
si trattava tuttavia di dirigenti di farmacia
ospedaliera, non di titolari di farmacie.
Il sottosegretario Cesare CURSI fa altresı` presente che i titolari di farmacia
previsti dallo schema in esame sono solamente due. Aggiunge che la Commissione
unica sui dispositivi medici ha compiti
essenzialmente consultivi e che sullo
schema di decreto ministeriale in esame la
12a Commissione del Senato ha espresso
parere favorevole all’unanimita`. In ogni
caso, ove la Commissione affari sociali
decidesse di non concludere l’esame nella
seduta odierna, fornira` nella prossima seduta i chiarimenti richiesti in relazione
alle spese per missioni nonche´ al rischio di
conflitto di interessi.
Fabio Stefano MINOLI ROTA (FI), relatore, rileva preliminarmente che alla vigilanza sul comparto del farmaco e` preposto un organo specifico, l’Agenzia italiana del farmaco (AIFA), e che la Commissione unica sui dispositivi medici
(CUD) e` invece chiamata ad occuparsi
della « componentistica » sanitaria ed in
generale di tutto cio` che non e` farmaco:
PET, TAC, macchine radiologiche, materiali monouso, strumentazione per le sale
chirurgiche e simili. Ricorda, altresı`, che i
tre farmacisti che facevano parte della
precedente Commissione unica sui dispositivi medici erano dipendenti del Servizio
sanitario nazionale in qualita` di dirigenti
di farmacia ospedaliera ed erano inoltre
esperti nel campo dei dispositivi medici in
ragione di incarichi ed esperienze collaterali e aggiuntivi.
Cio` premesso, ritiene utile attendere i
chiarimenti che il Governo si e` riservato di
fornire nella prossima seduta. Aggiunge
che, quando la Commissione fu creata, si
—
Commissione XII
previde che ne facessero parte anche componenti designati dalle regioni, in quanto
si intendeva costituire un organo « bilanciato » che servisse di ausilio al Governo
nello svolgimento dei suoi compiti di vigilanza, ma lasciando nel contempo alle
regioni una sfera di autonomia nella programmazione della spesa ed una responsabilita` di autocontrollo, in pieno spirito di
collaborazione tra Stato e regioni.
Giuseppe CAMINITI (FI) ritiene che i
membri di una Commissione debbano essere esperti nella materia in cui la Commissione opera. Quindi, richiamata la sua
esperienza di medico, rileva che i medici
– e, tra i medici, gli anestesisti rianimatori, i cardiochirurghi e gli ortopedici –
sono i maggiori esperti di dispositivi medici, in quanto ne sono i principali fruitori. Considerato che la spesa che il Servizio sanitario nazionale affronta per i
dispositivi medici e` assai ingente e che le
differenze di prezzo tra un modello e
l’altro sono consistenti, reputa rilevantissimo il compito della Commissione. Invita
pertanto il Governo a riequilibrarne la
composizione, nominando tra i componenti anche un anestesista rianimatore e
un cardiochirurgo; un ortopedico e` stato
invece gia` incluso.
Anna Maria LEONE, presidente, considerato che la prossima settimana la Commissione potrebbe non riunirsi, in considerazione dei concomitanti lavori della
Commissione bilancio che richiamano l’attenzione di tutti, propone di rinviare il
seguito dell’esame ad altra seduta, nonostante la Commissione sia chiamata ad
esprimere il parere sullo schema di decreto ministeriale in titolo entro il 12
dicembre prossimo.
Il sottosegretario Cesare CURSI, a
nome del Governo, dichiara la disponibilita` dell’Esecutivo ad attendere il parere
della Commissione sullo schema di decreto
in esame anche oltre il 12 dicembre 2005.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
155
Anna Maria LEONE, presidente, rinvia
quindi il seguito dell’esame ad altra seduta.
—
Commissione XII
SEDE REFERENTE
La seduta termina alle 15.15.
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
L’ufficio di presidenza si e` riunito dalle
15.15 alle 16.45.
AVVERTENZA
I seguenti punti all’ordine del giorno
non sono stati trattati:
Principi fondamentali in materia di Servizio sanitario nazionale.
Testo unificato C. 5107 Governo, C. 4079
Costa, C. 4249 Ce`, C. 4550 Palumbo, C.
4944 Dorina Bianchi, C. 5060 Anna Maria
Leone, C. 5391 Galeazzi e C. 5793 Caminiti.
Nuove norme in materia di informazione
scientifica e di pubblicita` sui medicinali.
C. 3522 Minoli Rota, C. 5224 Labate e C.
5420 Lucchese.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
156
—
Commissione XIII
XIII COMMISSIONE PERMANENTE
(Agricoltura)
S O M M A R I O
SEDE REFERENTE:
Sull’ordine dei lavori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
156
Tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche dei vini (Seguito
dell’esame e rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
157
COMITATO RISTRETTO:
Salvaguardia dei limoneti. C. 4660 Cirielli, C. 5349 Perrotta, C. 5354 Caparini, C. 5966
Pecoraro Scanio e C. 5995 Catanoso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
159
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI . . . . . . . . . . .
159
SEDE REFERENTE
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del presidente Giacomo de GHISLANZONI CARDOLI. — Interviene il sottosegretario di Stato per le politiche agricole
e forestali Teresio Delfino.
La seduta comincia alle 14.15.
Sull’ordine dei lavori.
Lino RAVA (DS-U) evidenzia la grave
situazione in cui verra` a trovarsi il comparto bieticolo-saccarifero nazionale a seguito degli accordi raggiunti la settimana
scorsa nell’ambito del Consiglio dei ministri dell’Unione europea. I contenuti di tali
accordi avranno ricadute molto pesanti,
sia per quanto concerne il settore produttivo agricolo, sia, in misura ancora maggiore, per quanto concerne l’industria di
trasformazione. Ricorda che la Commissione agricoltura ha approvato di recente
una risoluzione che formulava chiari indirizzi per il Governo. Dalla conclusione
dei negoziati comunitari risulta che tali
indirizzi debbano ritenersi disattesi, dal
momento che il Ministro per le politiche
agricole e forestali ha condiviso un accordo che risulta essere gravemente lesivo
degli interessi del settore bieticolo-saccarifero italiano. In considerazione della difficolta` di mettere in discussione l’accordo
raggiunto, rileva che sono necessari, a
livello nazionale, interventi efficaci a favore della produzione di barbabietole e
dell’industria di trasformazione dello zucchero, che permettano di salvaguardare il
numero rilevante di occupati e le importanti strutture produttive del settore. In
particolare ritiene che rappresenti un’esigenza prioritaria individuare sbocchi produttivi alternativi, tra i quali puo` assumere
un ruolo significativo la produzione di
energia attraverso biocombustibili. Ricorda che il proprio gruppo ha presentato
sulla materia una proposta di legge, di cui
e` primo firmatario l’onorevole Sedioli,
della quale auspica che la Commissione
agricoltura possa iniziare in modo sollecito l’esame. In conclusione invita il presidente a richiedere tempestivamente
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
157
un’audizione del Ministro delle politiche
agricole e forestali, in modo che la Commissione sia posta a conoscenza delle
ragioni per cui il Ministro ha aderito
all’accordo sulla riforma dell’organizzazione comune di mercato per lo zucchero.
L’audizione potra` costituire altresı` la sede
appropriata per verificare quali iniziative
il Governo intenda assumere per difendere
e sostenere il comparto bieticolo-saccarifero nazionale.
Giacomo de GHISLANZONI CARDOLI,
presidente, evidenzia l’importanza del tema
sollevato dall’onorevole Rava e concorda
sull’esigenza che la Commissione possa
affrontarlo in modo approfondito, valutando le conseguenze che gli accordi raggiunti in sede comunitaria determineranno
sulla produzione e sull’industria di trasformazione del settore bieticolo-saccarifero. Dichiara pertanto che sara` sua cura
prendere i contatti necessari per organizzare l’audizione del Ministro, rinviando
all’Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi, le relative deliberazioni.
Tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche dei vini.
C. 5768 Governo.
(Seguito dell’esame e rinvio).
La Commissione prosegue l’esame, rinviato nella seduta del 25 ottobre 2005.
Riccardo RICCIUTI (FI), relatore, evidenzia che nella seduta odierna giunge a
conclusione l’esame preliminare del disegno di legge del Governo recante norme
per la tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche dei
vini, che ha impegnato la Commissione a
partire dalla fine di maggio.
Rileva che la Commissione ha svolto un
ampio e approfondito dibattito, che ha
potuto giovarsi dei contributi recati, nel
ciclo di audizioni informali svoltesi nei
mesi di giugno e luglio, da tutti i rappresentanti della filiera, dalle organizzazioni
—
Commissione XIII
professionali agricole, dalle organizzazioni
cooperative agricole, dai rappresentanti
delle Camere di commercio e della Conferenza dei presidenti delle regioni e delle
province autonome.
Dalle audizioni e` emerso, in primo
luogo, un generale consenso sulla necessita`
di provvedere all’aggiornamento della
legge n. 164 del 1992. In particolare, si e`
affermato che la normativa vigente, di cui
la legge n. 164 del 1992 rappresenta l’asse
portante, unitamente ai numerosi decreti
attuativi adottati nel corso degli anni, pur
avendo svolto un’importante funzione
nella promozione della qualita` dei vini
italiani, necessita di una serie di modifiche
volte a semplificare e razionalizzare l’intero sistema e a favorire lo sviluppo del
settore vitivinicolo sul mercato internazionale.
A fronte della generale omogeneita` di
giudizi sul ruolo svolto dalla legge n. 164
del 1992 e sull’esigenza di un suo aggiornamento, si sono tuttavia registrate, soprattutto in ordine a specifici profili, posizioni diversificate, nonche´, in taluni casi,
riflessioni critiche e puntuali proposte di
modifica di talune disposizioni contenute
nell’articolato presentato dal Governo.
I rilievi critici, espressi in particolare
dalle organizzazioni della filiera vitivinicola e dalle organizzazioni professionali e
cooperative agricole, riguardano essenzialmente tre aspetti. Il primo aspetto concerne il ruolo del Comitato nazionale vini,
il quale, a suo avviso, appare indebolito
nel testo del Governo, ove se ne prevede
una riduzione delle funzioni e dei componenti. A questo riguardo tutte le organizzazioni hanno sottolineato che l’esigenza di tenere conto del ruolo delle
regioni non puo` in ogni caso condurre al
sostanziale svuotamento di un soggetto
che, grazie alle professionalita` dei componenti, ha svolto e svolge un importante
ruolo di indirizzo e sostegno strategico
dell’intero settore, garantendo competenza
e uniformita` di regolamentazione su tutto
il territorio nazionale. Si tratta infatti di
un organismo che, al pari di quanto avvenuto in altri Paesi, ove si e` assistito,
negli anni recenti, a un poderoso sviluppo
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
158
del sistema vitivinicolo, occorre valorizzare nel ruolo e rafforzare nelle competenze, al fine di assicurare al settore il
nuovo slancio di cui esso necessita per
fronteggiare la crescente concorrenza sui
mercati internazionali.
Il secondo aspetto problematico attiene
alla materia dei controlli e delle certificazioni. A questo riguardo ricorda che la
maggior parte delle organizzazioni audite,
pur condividendo l’esigenza di migliorare
il sistema dei controlli vigente, che fa leva
sulle competenze spettanti alle regioni e
alle Camere di commercio, ha espresso
dubbi sull’opportunita` di passare a un
sistema incentrato sui Consorzi di tutela,
osservando che la loro natura privatistica
non appare idonea a garantire la necessaria terzieta` dei controlli, e che la loro
attivita` non copre l’intero territorio nazionale e, soprattutto, presenta significative
differenze in ordine alla qualita` dell’attivita` svolta nelle varie realta` locali. Un
giudizio sostanzialmente positivo delle
norme sui controlli previste nell’articolato
del Governo e` stato espresso, invece, dalla
Federdoc, la quale ha evidenziato, in particolare, che nella fase sperimentale tuttora in corso, avviata con l’adozione del
decreto ministeriale del 28 maggio 2001, i
Consorzi di tutela hanno dato ottima
prova di se´, contribuendo a promuovere
una diffusa moralizzazione del settore. I
rappresentanti del sistema camerale, infine, pur esprimendo un giudizio sostanzialmente positivo sul nuovo assetto dei
controlli delineato dal provvedimento del
Governo, hanno evidenziato la necessita`
che venga in ogni caso garantita la terzieta`
dei controlli fin qui assicurata dal sistema
pubblico di certificazione, ricercando soluzioni che in quest’ottica valorizzino anche il ruolo dei Consorzi di tutela.
Il terzo aspetto problematico riguarda
la modifica del sistema sanzionatorio. Al
riguardo tutte le organizzazioni audite,
pur condividendo l’esigenza di una sua
revisione, hanno evidenziato come il testo
del Governo non pare ispirarsi al principio
di gradualita`, in quanto punisce con sanzioni del tutto simili violazioni di portata
e significato assai diverse. In particolare,
—
Commissione XIII
varie norme colpiscono duramente anche
condotte meramente colpose riconducibili
ad errori o a mere inadempienze amministrative.
Ricorda altresı` che, concluso il ciclo di
audizioni informali, in Commissione si e`
svolto l’esame preliminare della proposta
di legge, con l’intervento di numerosi colleghi. Da parte di tutti, oltre a un generale
consenso sulla necessita` di provvedere all’aggiornamento della legge n. 164 del
1992, e` stata espressa l’esigenza di riflettere con attenzione sulle indicazioni
emerse nel corso delle audizioni, valutando l’opportunita` di introdurre modifiche al testo volte a garantirne la piu` ampia
rispondenza alle esigenze di modernizzazione, semplificazione e rilancio del settore vitivinicolo sottolineate da parte dei
rappresentati della filiera vitivinicola e del
mondo produttivo agricolo.
Il sottosegretario Teresio DELFINO
esprime la propria soddisfazione per il
lungo e articolato dibattito che la Commissione ha dedicato al provvedimento in
esame, coinvolgendo ampiamente la filiera
vitivinicola. Rileva che la presentazione del
disegno di legge da parte del Governo
risponde all’esigenza ineludibile, di cui gli
stessi operatori del settore hanno piena
consapevolezza, di una riforma della disciplina dettata dalla legge n. 164 del
1992. Pertanto il disegno di legge del
Governo e` la risposta ad una forte sollecitazione proveniente in generale dal settore. Osserva che e` inevitabile che, di
fronte ad una riforma di ampia portata, si
generi il timore che essa possa creare
nuove difficolta` o problemi. Osserva tuttavia che la proposta del Governo, per un
verso, si mantiene fedele ai principi generali ai quali era ispirata la legge n. 164;
per l’altro, adegua la disciplina del settore
al mutato contesto istituzionale, che impone sia di fare riferimento alla normativa
dettata dall’ordinamento comunitario, sia
di rispettare e valorizzare il ruolo che le
regioni hanno assunto anche per effetto
della modifica del Titolo V della Costituzione. Ritiene che non sia necessario da
parte sua soffermarsi sui contenuti speci-
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
159
fici del disegno di legge, anche in considerazione dell’illustrazione molto articolata che il relatore ha offerto sia in sede
di relazione introduttiva che in sede di
replica. Osserva in ogni caso che i tre temi
su cui si e` concentrato il dibattito e che il
relatore ha opportunamente enucleato,
vale a dire le competenze del Comitato
nazionale vini, le procedure di certificazione e controllo e la disciplina delle
sanzioni, rappresentano temi che sono
stati ampiamente discussi in sede di Tavolo vitivinicolo. Evidenzia che il provvedimento in esame dimostra la forte attenzione che e` stata dedicata al rapporto tra
la qualita`, da un lato, e un efficiente
sistema di certificazione e controllo, dall’altro, e l’impegno per salvaguardare le
specificita` e l’alto livello qualitativo della
viticoltura italiana. Sottolinea pertanto la
volonta` del Governo di accelerare i tempi
di esame del provvedimento. In proposito
dichiara che da parte del Governo sussiste
la piu` ampia disponibilita` a valutare e,
eventualmente, accogliere gli emendamenti
presentati dai membri della Commissione.
Tale disponibilita`, peraltro, dovra` a suo
avviso necessariamente assumere come
parametri di riferimento la compatibilita`
con la normativa comunitaria e il mantenimento degli elementi del disegno di legge
che risultano fondamentali per salvaguardare gli effetti benefici che potranno derivare, in termini di qualita`, da un adeguato sistema di certificazioni e controlli.
Per quanto riguarda le sanzioni, osserva
che da parte del Governo non c’e` difficolta`
ad accogliere revisioni della formulazione
—
Commissione XIII
del disegno di legge che permettano di
ridefinire in modo ragionevole le sanzioni
concernenti violazioni formali e, al contrario, rendano piu` severe le sanzioni
relative a violazioni di carattere sostanziale. In conclusione auspica che la Commissione e, successivamente, l’Assemblea,
possano concludere in tempi rapidi
l’esame del provvedimento.
Giacomo de GHISLANZONI CARDOLI,
presidente, rileva che con le repliche del
relatore e del rappresentante del Governo
si e` conclusa la discussione preliminare.
Rinvia pertanto il seguito dell’esame del
provvedimento ad altra seduta.
La seduta termina alle 14.40.
COMITATO RISTRETTO
Mercoledı` 30 novembre 2005.
Salvaguardia dei limoneti.
C. 4660 Cirielli, C. 5349 Perrotta, C. 5354 Caparini,
C. 5966 Pecoraro Scanio e C. 5995 Catanoso.
Il Comitato ristretto si e` riunito dalle
14.40 alle 14.50.
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
L’ufficio di presidenza si e` riunito dalle
14.50 alle 15.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
160
—
Commissione XIV
XIV COMMISSIONE PERMANENTE
(Politiche dell’Unione europea)
S O M M A R I O
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI . . . . . . . . . . .
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
L’ufficio di presidenza si e` riunito dalle
14.20 alle 14.30.
160
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
161
—
Commissione bicamerale
COMMISSIONE PARLAMENTARE
per l’indirizzo generale e la vigilanza
dei servizi radiotelevisivi
S O M M A R I O
Sulla pubblicita` dei lavori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
161
Seguito dell’audizione dell’Amministratore delegato della SIPRA (Svolgimento dell’audizione e
conclusione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
161
Sui lavori della Commissione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
164
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del presidente GENTILONI SILVERI. — Intervengono l’Amministratore
delegato della SIPRA, dottor Mario Bianchi,
il Direttore generale della SIPRA, dottor
Maurizio Braccialarghe e il Direttore commerciale della SIPRA, dottor Stefano Colombo.
La seduta comincia alle 14.05.
Sulla pubblicita` di lavori.
Il presidente, deputato GENTILONI
SILVERI, avverte che, ai sensi dell’articolo
13, comma 4, del Regolamento della Commissione, la pubblicita` della seduta sara`
assicurata per mezzo della trasmissione
con il sistema audiovisivo a circuito
chiuso.
Avverte altresı` che sara` redatto e pubblicato il resoconto stenografico.
Seguito dell’audizione dell’Amministratore delegato
della SIPRA.
(Svolgimento dell’audizione e conclusione).
Riprende l’audizione sospesa nella seduta del 22 novembre 2005.
Il senatore SCALERA chiede al presidente Bianchi quale sia l’opinione della
SIPRA sul problema della pubblicita` occulta, indiretta o subliminale che, proibita
dal codice etico della RAI, appare invece
in forte incremento, come denunciato anche a questa Commissione dal dottor
Paolo Francia, soprattutto nel settore delle
trasmissioni sportive.
Egli chiede inoltre una valutazione sugli effetti, a suo parere assai negativi,
prodotti dalla legge n. 112 del 2004 sulla
capacita` della RAI di concorrere efficacemente con il competitore privato nella
raccolta pubblicitaria.
Il deputato BUTTI si sofferma su talune
affermazioni contenute nella relazione del
dottor Bianchi.
In primo luogo egli osserva che, mentre
appare condivisibile l’affermazione secondo cui i limiti di affollamento pubblicitario determinerebbero per la RAI differenti potenzialita` rispetto al concorrente
privato, non e` chiaro in che senso si parli
di mercati diversi, ne´ in cosa consisterebbe
la specificita` della concentrazione dell’offerta pubblicitaria RAI negli orari di maggior pregio, che sembrano invece essere
una comune pratica commerciale delle
societa` di broadcasting.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
162
—
Commissione bicamerale
Dopo aver chiesto anche valutazioni
sulla differente incidenza dello zapping
sull’offerta pubblicitaria della televisione
privata e di quella pubblica, il deputato
Butti chiede altresı` al dottor Bianchi di
quantificare l’asserita perdita degli introiti
pubblicitari verificatasi in occasione della
morte del Santo Padre.
Infine l’oratore fa presente che la trasmissione « Rock Politik » – i cui costi per
la RAI sono stati davvero smisurati, tanto
da rendere legittima la domanda se si sia
trattato di un’operazione commercialmente giustificabile – e` stata gratificata di
un enorme numero di passaggi promozionali. Egli chiede percio` al dottor Bianchi
di sapere quale onere questo abbia rappresentato per la raccolta pubblicitaria
della RAI.
recenti difficolta` della raccolta pubblicitaria della RAI dipendono da un intreccio
tra un problema strutturale, la particolare
situazione derivante dai limiti di affollamento, e da problemi di carattere contingente.
Tuttavia tale ricostruzione suscita qualche problema laddove si osservi l’andamento del mercato pubblicitario in serie
storica, ad esempio nel mese di settembre
degli ultimi quattro anni, dove si puo`
notare, a fronte di un rapporto pressoche´
costante fra l’andamento degli ascolti della
RAI e quelli di Mediaset, un andamento
del mercato pubblicitario che vede la
quota di RAI in costante diminuzione e
quella di Mediaset in costante, corrispettivo incremento.
Il deputato Giuseppe GIANNI chiede al
dottor Bianchi di sapere se il presidente
della SIPRA, dottor Ranucci, abbia presentato o meno le proprie dimissioni dopo
la sua nomina ad assessore della Regione
Lazio, se continui a partecipare all’attivita`
della SIPRA, se percepisca tuttora la sua
retribuzione, e se non si siano determinate
situazioni di incompatibilita` tra la sua
carica di Presidente e l’attivita` politica
svolta.
Egli rileva poi che i problemi della
raccolta pubblicitaria non possono evidentemente andare disgiunti da quelli della
qualita` del prodotto televisivo, che per una
societa` di servizio pubblico deve consistere
soprattutto nel pluralismo, nell’imparzialita` e nella veridicita`, che negli ultimi
tempi sono sistematicamente ignorati in
particolare da una rete ormai scopertamente militante come RAITRE.
A tale proposito egli auspica che sia al
piu` presto iscritta all’ordine del giorno,
l’audizione, ormai non piu` rinviabile, del
direttore di rete dottor Ruffini.
Il dottor BIANCHI, intervenendo in
sede di replica, si sofferma per prima sulle
domande poste nella scorsa seduta dal
deputato Caparini, rilevando in primo
luogo che la SIPRA ha richiesto alla RAI
una forte attenzione ad una migliore definizione del target dei programmi di
prima serata per il 2006, in modo da poter
conseguire gli obiettivi fissati per il prossimo esercizio.
Il raggiungimento di tali obiettivi,
quantificati in un incremento del 3 per
cento, dovrebbe comunque essere agevolato dalla capacita` di attrazione dei grandi
eventi sportivi previsti per l’anno prossimo
– anche se egli non e` in grado di valutare
se la RAI abbia deciso di affrontare l’onere
dell’acquisto dei diritti perche´ ritiene di
poter ricavare comunque un utile, ovvero
soprattutto in considerazione dei suoi obblighi di servizio pubblico – nonche´ da
quel riorientamento di RAIDUE verso il
raggiungimento di un pubblico di giovani
adulti con forte capacita` di spesa che la
SIPRA richiede da molto tempo, anche se
naturalmente non e` suo compito valutarne
la fattibilita` e le modalita`.
Per quanto riguarda la questione relativa alla posizione del dottor Ranucci,
posta sia dal deputato Caparini che dal
deputato Giuseppe Gianni, egli fa presente
che il mandato dell’attuale Consiglio di
amministrazione e` scaduto con l’approva-
Il presidente GENTILONI SILVERI
chiede in primo luogo al dottor Bianchi
quali siano stati gli effetti per la raccolta
pubblicitaria della RAI nella fase di sperimentazione del digitale terrestre.
Egli osserva poi come dalla relazione
del direttore della SIPRA si evinca che le
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
163
zione del bilancio per il 2004. Il dottor
Ranucci, in qualita` di presidente, aveva
immediatamente convocato l’Assemblea
per la nomina del nuovo Consiglio di
amministrazione, ma l’azionista non ha
assunto decisioni in merito e ha pregato
l’attuale Consiglio di amministrazione di
rimanere in carica in regime di prorogatio
fino alla nomina del nuovo Consiglio.
Successivamente alla sua nomina ad assessore alla Regione Lazio, poi, il dottor
Ranucci ha piu` volte rappresentato all’azionista la disponibilita` a rimettere il
suo mandato.
L’oratore fornisce poi alcune notizie
sulla composizione delle voci retributive
dei consiglieri di amministrazione e dei
consiglieri delegati, nonche´ sui sistemi di
incentivazione previsti per i dipendenti ed
i quadri della SIPRA.
In proposito egli fa presente che, all’entrata in carica dell’attuale Consiglio di
amministrazione la SIPRA si trovava in
una situazione di particolare difficolta` che
aveva determinato nel primo semestre del
2003 un andamento negativo del 9,8 per
cento, e nel secondo semestre era stato
invertito raggiungendo un incremento del
6,8 per cento.
Tale risultato era inferiore agli obiettivi
prefissati, per cui non sono stati attribuiti
i premi di produzioni previsti dal sistema
incentivante, tuttavia in considerazione
dell’oggettiva entita` della performance realizzata e` stato deciso di attribuire ai dipendenti una gratifica, comunque molto
inferiore al premio incentivante.
In merito alla questione, posta dal
deputato Giulietti, relativa al controllo del
messaggio pubblicitario, il dottor Bianchi
fa presente che per quanto riguarda gli
spot la SIPRA si affida alla valutazione dei
contenuti da parte di RAI Trade, mentre,
per quanto riguarda le telepromozioni,
essa fornisce una consulenza per la realizzazione delle stesse all’editore, che si
assume poi la piena responsabilita` del
prodotto finale.
Quanto alla questione della pubblicita`
occulta, da piu` parti sollevata, la SIPRA,
sicuramente danneggiata da tale feno-
—
Commissione bicamerale
meno, e` in attesa della conclusione di
un’indagine interna da parte della RAI e
delle relative decisioni.
Per quanto riguarda i rischi evidenziati
dal senatore Pessina nel fatto che il costocontatto della pubblicita` sulla RAI superi
la quota di pubblicita` attualmente venduta
dalla SIPRA, egli fa presente come tale
problema sia ben presente e giustifichi il
desiderio della SIPRA stessa di valorizzare
il prodotto venduto sotto il profilo del
target.
Per quanto riguarda la questione, sollevata da numerosi interventi compreso da
ultimo quello del Presidente, della sperimentazione del digitale terrestre, il dottor
Bianchi osserva che, trattandosi appunto
di una fase sperimentale, per ora non si
sono riscontrati vantaggi per la vendita
della pubblicita`, dal momento che la trasmissione in digitale dei programmi gia`
trasmessi in analogico, evidentemente, non
ha alcun effetto sulla vendita della pubblicita`, mentre per i restanti programmi il
bacino di utenza e` per il momento troppo
limitato.
Tuttavia non vi e` dubbio che il digitale
terrestre rechi delle notevoli potenzialita`,
in particolare grazie all’interattivita` che
potra` consentire di passare dalla mera
attivita` di pubblicita` a quella di vendita.
La SIPRA pertanto guarda con molto
interesse a tali nuove tecnologie, nell’ambito dello sviluppo di strategie per il
prossimo futuro che dovranno tener conto
delle nuove realta` favorite dal digitale,
quale lo sviluppo ad esempio dei canali
tematici, dove a suo parere dovranno essere realizzate delle strategie di raggruppamento di canali aventi pubblici analoghi
al fine di ottimizzare la vendita di spazi
pubblicitari.
Il dottor Bianchi si sofferma poi sulle
domande del deputato Butti precisando in
primo luogo che la diversita` dei mercati di
riferimento tra la SIPRA e il concorrente
privato deriva essenzialmente dal fatto che
la RAI deve confrontarsi con due limiti
diversi di affollamento pubblicitario quello
orario del 12 per cento, e quello settimanale del 4 per cento.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
164
Cio` significa che l’azienda pubblica puo`
di fatto trasmettere pubblicita` al massimo
dell’affollamento orario consentito solo
per un terzo della giornata, e dunque essa
deve concentrare la vendita di spazi pubblicitari nei soli orari di maggior pregio.
Essa pertanto puo` offrire unicamente
spazi pubblicitari cosiddetti di qualita`
mentre le sono preclusi i cosiddetti spazi
di convenienza, quelli cioe` venduti a
prezzo molto competitivo da Mediaset negli orari in cui la RAI non fa pubblicita`.
Pertanto un cliente che acquisti pubblicita` sulla RAI non puo` accedere ad un
mix tra passaggi pubblicitari che raggiungono piu` pubblico e passaggi meno costosi,
e in definitiva deve affrontare un costocontatto piu` elevato, il che spiega il fatto
che la SIPRA sia in grado di trattare con
non piu` di cinquecento clienti contro i
mille clienti circa di Publitalia.
Dopo aver rilevato come l’incidenza
dello zapping sia difficile da quantificare a
priori, e dipenda in gran parte dalla
collocazione del passaggio pubblicitario, il
dottor Bianchi fa presente che la cancellazione della pubblicita` sulla RAI durante
le trasmissioni dedicate alla morte del
Santo Padre ha determinato una perdita
di pubblicita` per quattro giorni, vale a dire
piu` dell’1 per cento dei ricavi annui.
Per quanto poi riguarda la questione
dei promo di cui ha goduto il programma
di Adriano Celentano, il dottor Bianchi fa
presente che i passaggi promozionali sono
liberamente decisi dalla RAI e non sono
calcolati nei limiti di affollamento pubblicitario, per cui non determinano alcuna
perdita di gettito pubblicitario per
l’azienda.
—
Commissione bicamerale
Infine egli fa presente come la curva
discendente della quota pubblicitaria Rai
segnalata dal Presidente si inquadri in un
processo fisiologico di progressiva riduzione della rendita di produzione di cui
godeva l’azienda di servizio pubblico.
Il presidente GENTILONI SILVERI ringrazia l’amministratore delegato della SIPRA, dottor Bianchi, e dichiara conclusa
l’audizione.
Sui lavori della Commissione.
Il senatore FALOMI chiede al presidente Gentiloni Silveri se vi siano state
risposte da parte della RAI in merito alla
richiesta, da lui avanzata insieme ai colleghi Giordano e Giulietti per il tramite
della Presidenza della Commissione, di
assicurare una diretta televisiva sullo sciopero indetto dai metalmeccanici per il 2
dicembre prossimo, un’iniziativa che rappresenterebbe un parziale riparazione alla
totale indifferenza dell’informazione della
RAI sulla vertenza in cui e` ormai da mesi
impegnata questa categoria.
Il presidente GENTILONI SILVERI fa
presente di aver segnalato la questione al
direttore generale della RAI, il quale ha
assicurato un adeguato impegno dell’azienda in occasione dello sciopero.
Peraltro egli osserva come la questione
sollevata dal senatore Falomi e` oggetto di
un quesito a risposta immediata presentato dal senatore Falomi stesso che sara`
esaminato nella seduta di domani.
La seduta termina alle 15.30.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
165
—
Comitato parlamentare
COMITATO PARLAMENTARE
di controllo sull’attuazione dell’Accordo di Schengen, di vigilanza
sull’attivita` di Europol, di controllo e vigilanza in materia
di immigrazione
S O M M A R I O
INDAGINE CONOSCITIVA:
Sulla pubblicita` dei lavori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
165
Indagine conoscitiva sullo spazio Schengen nella nuova costruzione europea.
Audizione del Direttore dell’Istituto di diritto internazionale dell’Universita` degli Studi di
Milano, professor Bruno Nascimbene (Svolgimento e conclusione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
INDAGINE CONOSCITIVA
Mercoledı` 30 novembre 2005. – Presidenza del presidente Alberto DI LUCA.
165
Il professor Bruno NASCIMBENE, Direttore dell’Istituto di diritto internazionale
dell’Universita` degli Studi di Milano, svolge
un’ampia relazione su alcune tematiche
oggetto dell’indagine conoscitiva.
La seduta comincia alle 14.
Sulla pubblicita` dei lavori.
Il deputato Alberto DI LUCA, presidente, avverte che, se non vi sono obiezioni, la pubblicita` dei lavori sara` assicurata anche mediante l’attivazione dell’impianto audiovisivo a circuito chiuso.
(Cosı` rimane stabilito).
Indagine conoscitiva sullo spazio Schengen
nella nuova costruzione europea.
Audizione del Direttore dell’Istituto di diritto internazionale dell’Universita` degli Studi di Milano, professor Bruno Nascimbene.
Intervengono, per porre domande e
formulare osservazioni, il deputato Pietro
TIDEI (DS-U) e, ripetutamente, il deputato
Alberto DI LUCA, presidente.
Il professor Bruno NASCIMBENE, Direttore dell’Istituto di diritto internazionale
dell’Universita` degli Studi di Milano, risponde alle richieste di chiarimenti, alle
considerazioni e ai quesiti che sono stati
posti, fornendo ulteriori elementi di valutazione e osservazione.
Il deputato Alberto DI LUCA, presidente, ringrazia il professor Bruno Nascimbene nonche´ i colleghi intervenuti e
dichiara conclusa l’audizione.
La seduta termina alle 15.
(Svolgimento e conclusione).
Il deputato Alberto DI LUCA, presidente,
introduce l’audizione all’ordine del giorno.
N.B.: Il resoconto stenografico della seduta e` pubblicato in un fascicolo a parte.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
166
—
Commissione bicamerale
COMMISSIONE PARLAMENTARE
di vigilanza sull’anagrafe tributaria
S O M M A R I O
INDAGINE CONOSCITIVA:
Indagine conoscitiva sui rapporti tra il sistema di gestione dell’anagrafe tributaria e le
amministrazioni locali.
Esame del documento conclusivo (Seguito dell’esame e conclusione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
166
ALLEGATO (Documento conclusivo approvato dalla Commissione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
168
INDAGINE CONOSCITIVA
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del presidente Tommaso FOTI.
La seduta comincia alle 15.
Indagine conoscitiva sui rapporti tra il sistema di
gestione dell’anagrafe tributaria e le amministrazioni
locali.
Esame del documento conclusivo.
(Seguito dell’esame e conclusione).
Il deputato Tommaso FOTI, presidente,
propone, se non vi sono obiezioni, che la
pubblicita` dei lavori sia assicurata anche
mediante l’attivazione dell’impianto audiovisivo a circuito chiuso. Non essendovi
obiezioni, ne dispone l’attivazione.
Ricorda quindi di aver illustrato nel
corso della precedente seduta lo schema di
documento conclusivo nelle sue linee generali, sul quale successivamente si e`
aperto il dibattito cui hanno dato il proprio proficuo contributo il senatore Paolo
Franco e il deputato Giulio Santagata,
proponendo delle modifiche ed integrazioni di dettaglio che sono gia` state inse-
rite nella proposta di documento conclusivo. Fa inoltre presente di aver ricevuto
nella giornata di ieri dall’on. Aldo Cennamo, vice presidente della Commissione,
talune considerazioni integrative relative
in particolare alle considerazioni conclusive, che sono state accolte ed inserite
nella proposta a disposizione dei colleghi.
Chiede poi ai commissari presenti se
intendano intervenire per dichiarazione di
voto, ovvero per fornire ulteriori indicazioni che potranno essere tenute in considerazione ai fini della formulazione definitiva del documento in esame, ricordando che l’obiettivo e` quello dell’approvazione unanime.
Il senatore Benito Onorato NOCCO (FI)
dichiara di condividere la proposta di
documento conclusivo, trattandosi di un
lavoro approfondito sia nelle premesse, sia
negli aspetti tecnici e politici. Esprime
pertanto un giudizio pienamente positivo
sul lavoro svolto dalla Commissione e dagli
Uffici.
Il deputato Aldo CENNAMO (DS-U) nel
dare atto a tutta la Commissione e agli
Uffici dell’ottimo lavoro svolto, svolge alcune considerazioni integrative, relative in
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
167
particolare all’articolo 1 del decreto legge
30 settembre 2005, n. 203, recante misure
di contrasto all’evasione fiscale nonche´
disposizioni urgenti in materia tributaria e
finanziaria, rilevando che anche alla luce
di quanto in esso previsto sara` necessario
rafforzare ulteriormente la gestione associata dei sistemi informativi.
Rileva inoltre l’opportunita` di sfumare
la parte iniziale del documento ove si dice
che dal testo novellato dell’articolo 119
della Costituzione emergerebbe « una visione chiara e riconosciuta » di quelli che
dovrebbero essere i rapporti finanziari tra
Stato ed enti locali, cio` in particolare alla
luce della recente sentenza della Corte
costituzionale n. 417 del 2005. Infine riterrebbe opportuno fare riferimento alla
recente conclusione dell’attivita` svolta dall’Alta Commissione di studio in materia di
federalismo fiscale, istituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, e presieduta dal prof. Vitaletti, che rappresenta
un’ulteriore riflessione sull’attuazione del
federalismo fiscale.
Il deputato Tommaso FOTI, presidente,
dichiara di condividere le osservazioni del
deputato Cennamo, che sono gia` state
inserite nella proposta finale di documento
che sara` posta tra poco in votazione. Per
quanto concerne poi l’attivita` dell’Alta
Commissione di studio, fa presente che la
Commissione acquisira` il documento fi-
—
Commissione bicamerale
nale da essa predisposto e, ove possibile,
saranno pubblicate in allegato agli atti
dell’indagine conoscitiva le conclusioni cui
essa e` pervenuta.
Intervengono quindi il senatore Benito
Onorato NOCCO (FI) e il deputato Aldo
CENNAMO (DS-U) per rilevare l’opportunita` di un mero riferimento all’attivita`
svolta dalla predetta Commissione.
Il deputato Tommaso FOTI, presidente,
illustra quindi le proposte di modifica e di
integrazione suggerite dai membri della
Commissione, riformulando conseguentemente la proposta di documento conclusivo (vedi allegato), per quanto concerne in
particolare le considerazioni conclusive.
Ringrazia infine gli Uffici per l’impegno
profuso nel corso dello svolgimento dell’indagine conoscitiva in oggetto.
Nessun altro chiedendo di intervenire,
pone in votazione la proposta di documento conclusivo, come riformulata.
La Commissione approva quindi all’unanimita` la proposta di documento conclusivo.
La seduta termina alle 15.20.
N.B.: Il resoconto stenografico della seduta e` pubblicato in un fascicolo a parte.
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Commissione bicamerale
ALLEGATO
Indagine conoscitiva sui rapporti tra l’anagrafe tributaria
e le amministrazioni locali.
DOCUMENTO CONCLUSIVO APPROVATO DALLA COMMISSIONE
INDICE
Obiettivo dell’indagine.
FEDERALISMO FISCALE E STRUTTURA
TECNICA DI SUPPORTO: PROBLEMATICHE E PROSPETTIVE
Premessa: brevi cenni sulla nozione di
federalismo fiscale:
a) L’attuazione del federalismo fiscale;
b) Il sistema informativo del federalismo fiscale;
c) La struttura tecnica di supporto: il
ruolo di SOGEI.
IL SISTEMA DI GESTIONE DELL’ANAGRAFE TRIBUTARIA E LE AUTONOMIE
LOCALI
a) Il ruolo del sistema informativo
centrale nell’attuazione del federalismo fiscale;
b) Il rapporto tra centro e periferia:
l’allineamento e lo scambio di dati;
c) Governo dei tributi locali e lotta
all’evasione.
CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
Obiettivo dell’indagine
Nel corso della XIV legislatura la Commissione ha svolto due indagini conoscitive: una sul funzionamento e sulle mo-
dalita` di gestione dell’Anagrafe tributaria;
l’altra sull’armonizzazione dei sistemi di
gestione dell’Anagrafe tributaria nell’Unione europea.
Dalle citate indagini e` emerso un crescente interesse sia da parte del Parlamento, sia da parte del Governo per
l’utilizzo delle nuove opportunita` derivanti
dall’uso delle tecnologie informatiche in
ambito fiscale.
Si ricorda in particolare come, nel
corso della prima indagine, sia stata attribuita grande importanza all’esigenza di
una maggiore integrazione tra l’Anagrafe
tributaria e le amministrazioni locali; e cio`
sia sotto l’aspetto di una maggiore fruibilita` – soprattutto dal centro alla periferia
– delle relative banche dati e connessi
servizi, sia sotto l’aspetto dell’utilizzo di
infrastrutture standard di tipo comunicativo e applicativo, anche in ragione dell’esistenza di una situazione che vede gli
enti locali fortemente differenziati in termini di infrastrutture e soluzioni tecnologiche preposte alla gestione delle imposte
locali e al conseguente trattamento e identificazione dei dati di tutti i contribuenti.
Peraltro, non si e` mancato di evidenziare
da parte della Commissione, soprattutto in
sede di approvazione del documento conclusivo della seconda delle citate indagini
– quella sull’armonizzazione dei sistemi di
gestione dell’Anagrafe tributaria – come
l’esigenza di individuare forme di utilizzazione delle banche dati dell’Anagrafe
tributaria anche da parte degli enti locali
debba considerarsi un obiettivo essenziale
anche alla luce del processo di integrazione europea ormai irreversibile e che
Mercoledı` 30 novembre 2005
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comporta un continuo controllo sui flussi
di risorse finanziarie sia a livello centrale
che periferico.
Alla luce di quanto emerso nel corso
delle due citate indagini, la Commissione
ha convenuto sull’opportunita` di promuovere un’ulteriore indagine conoscitiva che
– ponendosi in linea di continuita` con
l’attivita` precedentemente svolta nel corso
della attuale legislatura – fosse tesa ad
approfondire ulteriormente le prospettive
di sviluppo dell’integrazione funzionale e
procedurale nell’interscambio di flussi informativi tra il sistema dell’Anagrafe tributaria centrale ed i sistemi informatici
delle amministrazioni locali, nonche´ il livello di diffusione e di utilizzazione di tutti
quegli strumenti informatici che hanno la
finalita` di semplificare e migliorare il
rapporto dei cittadini e delle imprese con
le amministrazioni pubbliche, ed in particolare con quelle locali.
D’altra parte, proprio il crescente interesse del legislatore e del governo per l’uso
delle opportunita` e delle risorse derivanti
dalla diffusione capillare delle nuove tecnologie nel processo di ammodernamento
dell’amministrazione statale ha reso opportuni – nel corso degli ultimi anni –
numerosi interventi normativi e tecnici
volti a potenziare l’utilizzazione dei sistemi informativi all’interno e all’esterno
delle amministrazioni pubbliche. Ed e` in
tal senso che a queste e` stato chiesto di
operare scelte organizzative indispensabili
per « la realizzazione di una completa
interoperabilita` tra i sistemi informatici
delle amministrazioni centrali e locali, alle
quali vengono sempre piu` affidate quelle
competenze di gestione diretta dei servizi
a cittadini ed imprese, che ne faranno il
front office dell’amministrazione del Paese » (cosı` come si legge nel piano d’azione
del Governo per l’e-government, presentato
dal Ministro per la funzione pubblica il 23
giugno 2000 ed il cui testo e` disponibile
nel sito del Ministero per l’innovazione e
le tecnologie). Peraltro, la centralita` attribuita dal piano d’azione per l’e-government al ruolo che gli enti locali, ed in
particolare i comuni, dovranno svolgere
per realizzare l’ammodernamento dell’am-
—
Commissione bicamerale
ministrazione pubblica, trova un preciso
riferimento normativo nel testo unico sull’ordinamento degli enti locali (decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267) che,
dimostrando attenzione alla circolazione
delle informazioni ed alla forma per realizzarla in modo piu` efficace, dedica uno
specifico articolo (il 12) ai sistemi informativi e statistici. Tale disposizione reca
una prescrizione non priva di implicazioni, in quanto richiede agli enti locali di
assicurare, anche attraverso sistemi informativo-statistici automatizzati, la circolazione delle conoscenze e delle informazioni fra le amministrazioni per consentirne, ove prevista, la fruizione su tutto il
territorio nazionale.
Si tratta quindi, in ottemperanza alla
sopraccitata disposizione, di introdurre un
modello di amministrazione in rete che
abbia come obiettivo sia la facilitazione
delle procedure amministrative sia la realizzazione di un sistema conoscitivo di
ampia portata esteso a tutto il territorio
nazionale.
La necessita` di procedere ad una ricognizione piu` stringente e specifica dei
rapporti tra il sistema di gestione dell’Anagrafe tributaria e le amministrazioni locali, attraverso una verifica sia dell’esistente sia delle proposte ed iniziative in
atto, deve essere peraltro valutata anche
con riferimento alla riforma del Titolo V
della Costituzione per la quale, attraverso
l’ampliamento della sfera delle attribuzioni degli enti territoriali e la limitazione
a determinate funzioni dell’intervento
dello Stato centrale, riveste un particolare
rilievo l’aspetto dell’attuazione del cosiddetto « federalismo fiscale », che dovrebbe
rappresentare un sistema nel quale il
prelievo fiscale viene trattenuto in una
quota significativa nel territorio nel quale
e` stato riscosso ed in parte viene destinato
allo Stato (peraltro, nelle pagine che seguono si e` ritenuto utile procedere ad una
breve analisi – anche con l’ausilio della
pubblicistica piu` recente – dei principi
fondanti tale sistema, rimandandosi per
uno specifico approfondimento agli atti
dell’indagine conoscitiva sul federalismo
fiscale svolta congiuntamente nella XIII
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legislatura dalla Commissione Finanze e
Tesoro del Senato e dalla Commissione
Finanze della Camera nel periodo dall’11
marzo 1997 all’11 marzo 1998).
Dall’esame della nuova normativa costituzionale ed in particolare dal testo
novellato dell’articolo 119 della Costituzione emergono quelli che dovrebbero essere i rapporti finanziari tra lo Stato e gli
enti territoriali: la progressiva riduzione
della finanza di trasferimento, con l’attribuzione ai comuni, alle province e alle
regioni di una autonomia finanziaria fondata sulla facolta` attribuita a tali enti di
stabilire ed applicare tributi ed entrate
proprie, in armonia con le disposizioni
costituzionali e nel rispetto della finanza
pubblica e del sistema tributario, con la
tendenza ad un progressivo decentramento
dell’asse della gestione pubblica e del reperimento delle risorse.
Risulta del tutto evidente quindi come,
in virtu` della portata innovativa di tali
disposizioni, e della connessa esigenza di
pervenire alla costruzione di un sistema
informativo integrato, al quale facciano
riferimento Stato, regioni ed enti locali
mediante la connessione dei vari sistemi e
la conseguente interoperabilita`, possa valutarsi in termini positivi la ricognizione
effettuata dalla Commissione con lo svolgimento dell’indagine conoscitiva sui rapporti tra l’Anagrafe tributaria e le amministrazioni locali che, deliberata nella seduta del 22 settembre 2004, si e` articolata
in quattordici sedute.
FEDERALISMO FISCALE E STRUTTURA
TECNICA DI SUPPORTO: PROBLEMATICHE E PROSPETTIVE
Premessa: brevi cenni sulla nozione di
federalismo fiscale
Prima di esaminare le problematiche e
le prospettive sottese alla concreta realizzazione del federalismo fiscale affrontate
dalla Commissione nel corso dell’indagine
conoscitiva sembra opportuno soffermarsi
brevemente sul significato di tale nozione.
A tale scopo, utilizzeremo una breve sintesi dello studio del Prof. Giuseppe Vita-
—
Commissione bicamerale
letti, Presidente dell’Alta Commissione di
studio per la definizione dei meccanismi
strutturali
del
federalismo
fiscale
(ACOFF), intitolato « Dossier sul federalismo fiscale » (gennaio 2005).
Federalismo fiscale e` un’espressione di
recente introduzione relativa all’assetto
territoriale dell’intervento pubblico, usata
tuttavia con significati diversi. In una
prima accezione, di origine americana,
essa sta ad indicare la teoria della configurazione territoriale ottimale del Governo
della finanza pubblica (riferito sia alle
spese, sia alle entrate), prescindendo dal
problema del livello decisionale cui debba
spettare l’assegnazione effettiva delle funzioni. In tale contesto le funzioni di Governo dell’economia vengono distinte in
quattro tipologie fondamentali:
l’allocazione delle risorse, ovvero la
scelta tra gestione privata e pubblica delle
medesime;
la ridistribuzione del reddito e delle
opportunita`, soprattutto attraverso la progressivita` del sistema fiscale e l’assistenza
ai bisognosi;
le politiche di stabilizzazione e di
sviluppo del prodotto lordo, con al centro
la leva monetaria, la manovra del saldo
del bilancio pubblico, l’articolazione degli
incentivi e delle grandi commesse;
l’attribuzione del gettito fiscale agli
enti territoriali di diverso livello, individuando i cespiti decentrabili senza pregiudizio per la realizzazione dell’obiettivo
distributivo.
Tale impostazione tende a produrre
paradossalmente un risultato centralistico
per la collocazione delle funzioni. Il risultato finale e` che le entrate tendono ad
essere piu` centralizzate delle spese pubbliche, e la quota di queste effettuata a
livello decentrato viene finanziata in
buona misura con trasferimenti dal centro.
In una seconda accezione, diffusasi
specificamente nell’ultimo decennio, l’aggettivo fiscale ha assunto connotazioni
tecniche di tipo piu` ristretto, in quanto ci
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si riferisce alla finanza pubblica solo sul
versante delle entrate. In tale contesto
l’accento si sposta sull’assegnazione delle
imposte valutata piu` da un punto di vista
politico-istituzionale che sul terreno tecnico. Tale impostazione implica che la
titolarita` delle entrate fiscali debba appartenere alle collettivita` territoriali ed essa e`
sostenuta da chi ritiene migliore la devoluzione anziche´ il centralismo nella gestione dei comparti pubblici relativi a
previdenza, sanita` e scuola.
Le gravi difficolta` che si stanno registrando nell’attuazione di tale ultima definizione, soprattutto in campo tributario,
potrebbero portare in futuro all’emergere
di un terzo significato di federalismo fiscale quale modello fondato sul raggruppamento delle funzioni pubbliche in
grandi comparti (per esempio, funzioni
pubbliche per le quali e` appropriato il
livello nazionale e/o federale; funzioni per
cui e` ottimale il livello regionale e/o comunale; funzioni di tipo previdenziale a
geometria territoriale variabile), ciascuna
con tipologie di finanziamento fiscale appropriate e specifiche.
In tale nuova accezione, l’espressione
federalismo fiscale starebbe ad indicare il
raccordo tra i principali gruppi di funzioni
pubbliche, all’interno dei quali esisterebbero gia` nessi di base tra momento della
spesa e momento dell’entrata. Si tratterebbe della realizzazione del modello di
prelievo detto « del beneficio », sostenuto
con forza dai grandi studiosi italiani di
scienza delle finanze (de Viti de Marco,
Einaudi), al quale processi di globalizzazione economica in corso sembrano aprire
prospettive assai interessanti.
a) L’attuazione del federalismo fiscale
La riforma del Titolo V della Costituzione ha elevato al rango di principio
costituzionale il processo di federalismo
amministrativo, gia` precedentemente avviato dalle leggi Bassanini, che avevano
dato luogo a quel fenomeno riformatore
conosciuto come « decentramento a Costituzione invariata ».
Il modello emergente dal novellato Titolo V della Costituzione risulta, cosı`,
—
Commissione bicamerale
quello della equiordinazione dei livelli di
governo statale e regionale. Rispetto all’originale testo costituzionale, quello vigente propone una sorta di capovolgimento nella distribuzione delle competenze legislative tra Stato e regioni: da un
lato, e` stata introdotta una competenza
generale residuale delle regioni, fatte salve
le materie espressamente indicate in Costituzione riservate allo Stato in via esclusiva o concorrente (queste ultime per la
sola determinazione dei principi fondamentali); dall’altro, e` stata prevista l’attribuzione, in linea generale, ai comuni di
tutte le funzioni amministrative, salvo il
loro conferimento a livelli di governo superiori, per ragioni di carattere unitario.
L’articolo 119 della Costituzione, nella
sua nuova formulazione, dopo aver affermato che regioni, province, comuni e citta`
metropolitane hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa, fissa per essi le
seguenti risorse autonome: entrate e tributi propri; compartecipazione al gettito
di tributi dello Stato riferibili al proprio
territorio; attribuzione di quote di un
fondo perequativo, istituito con legge dello
Stato, senza vincolo di destinazione, per i
territori con minore capacita` fiscale per
abitante.
Per una serie di finalita` indicate (tra
cui la promozione dello sviluppo economico, la coesione e la solidarieta` sociale, la
rimozione degli squilibri economici e sociali) lo Stato destina, inoltre, risorse aggiuntive ed effettua interventi speciali in
favore di determinati enti territoriali (articolo 119, quinto comma, Cost.).
Come e` stato rilevato, tali risorse dovrebbero consentire alle autonomie locali
di finanziare integralmente le funzioni
pubbliche loro attribuite, comportando sia
una maggiore efficienza e responsabilizzazione a livello locale, sia auspicabilmente
una graduale riduzione dei costi accompagnata, in prospettiva, da una riduzione
della pressione fiscale (si vedano in tal
senso le audizioni, svolte nel corso dell’indagine, del sottosegretario di Stato per le
riforme istituzionali e la devoluzione, on.
Nuccio Carrara – 22/06/2005 – e del prof.
Roberto Serrentino, professore di diritto e
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172
politiche economiche regionali e comunitarie presso l’Universita` della Calabria,
18/05/2005).
L’autonomia istituzionale e quella finanziaria sono dunque strettamente correlate nel riformato testo costituzionale:
pertanto, il federalismo per essere veramente tale, non puo` limitarsi ai profili
istituzionali, ma deve trovare applicazione
anche sotto il profilo fiscale.
Quanto alle competenze piu` direttamente attinenti all’Anagrafe tributaria,
l’articolo 117, secondo comma, della Costituzione, attribuisce allo Stato competenza legislativa esclusiva per il proprio
sistema tributario e per la perequazione
delle risorse finanziarie. L’articolo 117,
terzo comma, e l’articolo 119, secondo
comma, della Costituzione, riservano poi
allo Stato la determinazione dei principi
fondamentali per il coordinamento della
finanza pubblica e del sistema tributario.
Come e` stato sottolineato nel corso
della gia` citata audizione dal Sottosegretario di Stato per le riforme istituzionali e
la devoluzione, on. Nuccio Carrara, e` evidente che senza un coordinamento complessivo il sistema fiscale fondato sull’autonomia impositiva presenterebbe problemi attuativi quasi insormontabili. Anche per tali ragioni, la Corte costituzionale
ha affermato, a piu` riprese, che, per
l’esplicazione dei poteri legislativi regionali
in materia di tributi propri, e` necessaria
una legge statale di attuazione e di coordinamento del sistema tributario e contabile degli enti locali e regionali. A tal fine,
questa legge dovra` non solo fissare i
principi cui i legislatori regionali dovranno
attenersi, ma anche delineare, nel suo
complesso, l’intero sistema tributario,
nonche´ definire gli spazi ed i limiti entro
i quali potra` esplicarsi la potesta` impositiva, rispettivamente, di Stato, regioni ed
enti locali.
Pertanto – sostiene la Corte – non
essendo ammissibile in materia tributaria
l’esplicazione di potesta` regionali autonome, in mancanza della fondamentale
legislazione statale di coordinamento, si
deve ritenere tuttora spettante al legisla-
—
Commissione bicamerale
tore statale la potesta` di dettare norme
modificative, anche di dettaglio, della disciplina dei tributi locali esistenti.
Diversamente dalle altre materie concorrenti, le regioni non potranno – secondo la Corte – esercitare la potesta`
legislativa in materia tributaria, desumendo i principi dalla legislazione statale
vigente, in assenza della espressa determinazione dei principi fondamentali. La
Corte e` intervenuta, in particolare, sul
tema dei tributi il cui gettito e` assegnato
alle regioni. In tal caso, ha affermato che
il legislatore statale, pur attribuendo alle
regioni ad autonomia ordinaria il gettito
della tassa (unitamente ad un limitato
potere di variazione dell’importo originariamente stabilito), nonche´ l’attivita` amministrativa relativa alla riscossione ed al
recupero della tassa stessa, non ha tuttavia
fino ad ora sostanzialmente mutato gli
altri elementi costitutivi della disciplina
del tributo, dal momento che esso e` stato
« attribuito » alle regioni, ma non « istituito » dalle stesse.
Si ricorda, inoltre, che, per la specifica
materia del coordinamento della finanza
pubblica, e` stata istituita dalla legge finanziaria per il 2003 (legge 27 dicembre
2002, n.289) l’Alta Commissione di studio
per la definizione dei meccanismi strutturali del federalismo fiscale. Tale Commissione – la cui scadenza e` stata prevista il
30 settembre 2005 – ha avuto il compito
di indicare al Governo i principi generali
del coordinamento della finanza pubblica
e del sistema tributario e di proporre i
parametri per la regionalizzazione del reddito delle imprese. Alla Commissione e`
stato anche affidato il compito di individuare il percorso per un’armonica fase
transitoria che, partendo dalla normativa
vigente, possa consentire un progressivo
adeguamento del sistema in parallelo con
l’effettivo esercizio delle proprie competenze da parte delle autonomie. Si ricorda
che l’Alta Commissione, a conclusione dei
propri lavori, ha presentato al Governo, in
data 30 settembre 2005, una Relazione
sull’attivita` svolta, che puo` costituire una
base di riferimento per orientare, in futuro, l’attuazione del federalismo fiscale.
Mercoledı` 30 novembre 2005
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Prima ancora, pero`, occorrera` comunque raggiungere un accordo in sede di
Conferenza unificata tra Stato, regioni ed
enti locali per l’individuazione dei meccanismi strutturali del federalismo fiscale. In
prima approssimazione, si puo` quindi sostenere che le esigenze ineludibili del coordinamento del sistema fiscale e della finanza pubblica, nel nuovo riparto delle
competenze, trovino ampio accoglimento
nella Costituzione e nell’interpretazione
che ne e` stata data.
Dalla presente indagine conoscitiva e`
emerso innanzitutto che l’attuazione del
federalismo fiscale presuppone un’assunzione diretta e contestuale da parte di tutti
gli enti territoriali di autonomia e responsabilita` sia dal punto di vista della spesa,
sia dal punto di vista della relativa copertura, attraverso il prelievo fiscale.
Cosı` come sottolineato dal Vice ministro dell’economia e delle finanze, prof.
Mario Baldassarri, infatti, una corretta
attuazione del processo di devoluzione
implica una piu` precisa definizione delle
singole responsabilita` e autonomie nell’ambito della pubblica amministrazione.
Quindi il primo punto sul quale incentrare
l’attenzione e` proprio quello del decentramento delle scelte, che pero` deve implicare
un’assunzione diretta e contestuale di autonomia e responsabilita` sul doppio fronte
della spesa e della relativa copertura.
Altro presupposto fondamentale in materia di attuazione del federalismo fiscale
– come sottolineato dal Sottosegretario di
Stato per le riforme istituzionali e la
devoluzione on. Nuccio Carrara – e` senza
dubbio rappresentato dal rafforzamento
dell’autonomia impositiva degli enti territoriali, in particolare delle regioni, in parallelo con l’autonomia funzionale, per
valorizzare al massimo grado la responsabilizzazione degli amministratori in relazione alla cosa amministrata ma anche
alle risorse a tal fine utilizzate (e` il
`
cosiddetto principio di correlazione). E
opinione diffusa infatti che, allo scopo di
evitare che il decentramento contribuisca
a ridurre la controllabilita` della dinamica
della spesa pubblica, sia necessario rafforzare l’autonomia impositiva degli enti
—
Commissione bicamerale
territoriali e, in particolare, delle regioni,
in parallelo con l’autonomia funzionale.
« La maggiore responsabilizzazione comportera` tra l’altro una piu` decisa trasparenza
agli occhi dei cittadini, per l’esercizio del
controllo democratico » (cfr. l’audizione del
Sottosegretario di Stato per le riforme
istituzionali e la devoluzione, on. Nuccio
Carrara, del 22/06/05).
` stato altresı` sottolineato dai rappreE
sentanti del mondo accademico come si
rendera` necessario un forte coordinamento da parte dello Stato per fugare il
rischio che si instauri una sorta di caos
tributario all’interno del territorio nazionale con condizioni fiscali molto diverse
da regione a regione. Sara` poi indispensabile, per poter realizzare un effettivo
federalismo fiscale, creare idonei e capaci
uffici amministrativi (di accertamento e
riscossione) regionali e locali. « Le leggi
creano i tributi a livello normativo, ma poi
bisogna applicarli e sappiamo bene quali
siano le difficolta` che incontra l’amministrazione finanziaria dello Stato, che ha
esperienze secolari da questo punto di vista » (cfr. l’audizione svolta il 16/03/05 del
prof. Leonardo Perrone, ordinario di
scienza delle finanze presso l’Universita`
degli studi di Roma « La Sapienza »).
Occorre anche tener presente come
l’entita` delle risorse necessaria per finanziare l’attivita` amministrativa, allocata ad
ogni livello di governo territoriale, non
sara` facilmente stimabile finche´ non sara`
definito e concluso il processo di allocazione delle funzioni amministrative con il
conseguente trasferimento delle risorse fi` , quindi, prevedibile
nanziarie e umane. E
un iniziale appesantimento, in fase di
transizione, in quanto il processo di incremento delle responsabilita` decentrate
comportera` un graduale trasferimento di
organici e di obbligazioni di spesa non
facilmente definibili nell’immediato. Tutte
le strutture a livello locale e periferico,
infatti, dovranno essere in grado di costituire apparati ed assumere impegni propri. « In tale quadro, peraltro, il rischio che
si corre e` che il decentramento dei poteri
possa portare all’adozione di piu` complesse
e articolate scelte di politica economica
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nazionale, nonche´ di politiche fiscali locali
non coordinate e tali da poter determinare,
saldi di bilancio pubblico piu` onerosi » (cfr.
l’audizione del prof. Roberto Serrentino
del 18/05/05).
Sara` pertanto necessario che l’intera
operazione di trasferimento delle competenze avvenga in modo ordinato, attraverso una cabina di regia condivisa tra
Stato e autonomie ed infatti il meccanismo
prescelto e` quello dell’accordo da definire
in sede di Conferenza unificata, sottoposto
a recepimento attraverso uno o piu` disegni
di legge collegati alla manovra di finanza
pubblica, cio` per realizzare il trasferimento delle competenze a costo zero,
senza cioe` che tale meccanismo, innescato
dal vigente testo costituzionale, comporti
oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato.
Altro presupposto indispensabile per la
concreta attuazione del federalismo fiscale
e` costituito dalla misura della capacita`
fiscale degli enti territoriali, in particolare
dei comuni, per applicare equamente i
principi di perequazione. A tale riguardo e`
stato sottolineato, infatti, come la questione comunale sia di particolare interesse per i profili costituzionali, considerato che e` piu` difficile applicare i principi
di perequazione che la Costituzione pone
agli enti locali piuttosto che alle regioni.
Si pone quindi la questione: come si
misura la capacita` fiscale di un comune ?
Detta capacita` potrebbe definirsi in modo
astratto, per esempio, facendo riferimento
a indicatori del reddito comunale. I comuni con reddito pro-capite maggiore dei
propri cittadini avrebbero una capacita`
fiscale superiore, non a caso il reddito e`
l’indicatore preferito dalla teoria economica per misurare la capacita` fiscale, (cfr.
in tal senso l’audizione del 18/05/05 del
prof. Dino Piero Giarda, professore di
scienza delle finanze presso l’Universita`
cattolica di Milano).
Sara` poi necessaria una diversa impostazione dei meccanismi di perequazione
rispetto al passato, che non si potranno
tradurre in meri contributi a pioggia su
tutti gli enti territoriali, senza distinzione,
ma dovranno tenere conto del dettato
—
Commissione bicamerale
costituzionale, che al riguardo e` particolarmente puntuale sui criteri di attribuzione.
Infine, dal punto di vista operativo, per
attuare il federalismo occorrera`:
creare idonei e capaci uffici regionali
e locali per una corretta gestione ed applicazione dei tributi;
realizzare un sistema informativo
della fiscalita` allargata efficiente ed organico, potenziando la capacita` di scambio
di dati e informazioni.
« Il federalismo qualunque esso sia, amministrativo o fiscale – come e` stato infatti
sottolineato dal Ministro per gli Affari
Regionali, Sen. Enrico La Loggia, nel
corso dell’audizione svolta il 20 ottobre
2004 – ha senso e valore se e` in grado di
migliorare i servizi e renderli piu` efficienti,
garantendo, nel contempo, una migliore
qualita` di vita ai cittadini destinatari dei
servizi stessi ».
La realizzazione del federalismo fiscale
presuppone, peraltro, un sistema informativo efficiente ed organico. La tecnologia
informatica oggi consente tutto cio`, garantendo con veridicita` ed immediatezza la
sintesi di dati e di informazioni, oggi
` altrettanto pacisempre piu` necessaria. E
fica, pero`, la necessita` di una revisione del
sistema che consenta il potenziamento
della capacita` di scambio di dati ed informazioni.
In sintesi, le diverse audizioni hanno
posto particolare attenzione ai seguenti
temi:
decentramento dell’autonomia e delle
funzioni senza aumento di costi;
necessita` di scadenzare e coordinare
il processo di trasferimento;
creazione di meccanismi adeguati per
la perequazione;
potenziamento del sistema informativo per lo scambio e la circolarita` delle
informazioni e crescita professionale delle
strutture operative destinate alla gestione
dei tributi locali.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
175
b) Il sistema informativo del federalismo
fiscale
L’attuazione del federalismo fiscale
comportera` la necessita` di creare un sistema informativo della fiscalita` allargata,
sfruttando a tale scopo l’esperienza maturata dall’Anagrafe tributaria, strumento
che ha supportato fino ad ora prevalentemente lo Stato centrale, tenuto conto che
il nostro Paese e` stato da sempre caratterizzato dall’accentramento della quasi
totalita` delle entrate
Con il federalismo fiscale si attiveranno
infatti una pluralita` di sistemi impositivi
che opereranno in autonomia, ciascuno
avvalendosi di proprie strutture; e`, pertanto, forte l’esigenza di promuovere l’integrazione e la coesione fra enti che perseguiranno differenti ed eterogenei obiettivi.
In particolare, per attuare il criterio di
perequazione della capacita` fiscale degli
enti territoriali, sara` necessario disporre di
idonee informazioni sui gettiti tributari e
sulle basi imponibili, soprattutto per la
gestione dei trasferimenti verso i comuni.
Andranno dunque resi operativi in
campo finanziario tutti quegli scambi informativi, tra Stato da una parte e regioni
e comuni dall’altra, utili alla gestione dell’autonomia tributaria e alla messa a
punto degli strumenti di perequazione.
Inoltre, in campo fiscale e anagrafico,
molte funzioni, quali l’identificazione del
cittadino contribuente attraverso il codice
fiscale o dell’immobile (fabbricato o terreno), ovvero le modalita` di riscossione, di
liquidazione e di controllo del tributo che
abbinano il pagamento al soggetto che lo
deve, o l’identificazione univoca degli oggetti di imposta, che, nel caso dei comuni,
sono prevalentemente gli immobili, o ancora la conoscenza dei dati reddituali ai
quali e` correlata la possibilita` di erogare
con equita` i servizi comunali, sono comuni
a tutti i sistemi informatici che gestiscono
tributi. Sono comuni anche le modalita`
operative di riscossione delle imposte, di
controllo dei pagamenti dovuti e di accertamento dell’evasione. A tal fine, nell’ambito dell’attuazione del federalismo, an-
—
Commissione bicamerale
dranno ricercate e promosse tutte le possibili sinergie con l’obiettivo di riusare il
patrimonio esistente e le esperienze migliori maturate al riguardo.
Come e` stato opportunamente rilevato
nel corso delle audizioni svolte dalla Commissione, « esiste una unica grande amministrazione pubblica, fatta da organi dello
Stato, delle regioni, delle province, dei comuni e da tutti gli altri enti locali; l’unicita`
dell’amministrazione
impone,
tuttavia,
l’unicita` della funzione pubblica e, quindi,
di attivita` gestionali che, pur svolte dai
diversi livelli, siano in grado di assolvere il
fine pubblico che, in quanto tale, e` uguale
per tutti, amministratori e cittadini » (Cfr.
in tal senso l’audizione del 20/10/04 del
Ministro per gli affari regionali, sen. Enrico La Loggia).
La realizzazione di un sistema integrato coinvolge, quindi, sia l’Anagrafe tributaria sia gli enti locali che, nell’ottica
della leale cooperazione, dovranno avviare
iniziative volte a rendere omogenei i sistemi informatici gia` esistenti e quelli che
saranno realizzati per la gestione dei tributi propri all’indomani della piena attuazione del federalismo fiscale. In ragione di
cio`, sara` dunque necessario realizzare
forme di collaborazione sempre piu` avanzate, per permettere ai sistemi informativi
di dialogare reciprocamente con un proficuo interscambio di dati.
Il sistema d’interconnessione dovra` essere esteso non solo a tutte le regioni, ma
dovra` anche essere realizzato in modo tale
da assicurare l’interoperabilita` infraregionale, per garantire un allineamento degli
archivi e la riduzione dell’evasione fiscale,
nonche´ servizi migliori ai contribuenti (si
veda in tal senso l’intervento svolto il 26
gennaio 2005 dal dott. Maurizio Zingoni,
membro dell’Ufficio di Presidenza dell’Unione delle province d’Italia – UPI
nell’ambito dell’audizione di rappresentanti della Conferenza dei Presidenti delle
regioni e delle province autonome, dell’UPI
e dell’ANCI).
Le tematiche rilevanti per gli enti locali
sono le stesse che ha dovuto affrontare
l’Anagrafe tributaria per il Governo centrale, pur essendovi delle specificita` e
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176
particolarita` di cui occorrera` tenere conto.
Le strutture che gestiscono le imposte
locali non sono infatti omogenee in termini di infrastrutture e soluzioni tecnologiche e non sono allo stato attuale in grado
di coprire completamente le esigenze d’interrelazione. Pertanto, nel rispetto dell’autonomia di ciascun livello di governo,
andranno avviate tutte quelle iniziative
tese a sviluppare ogni possibile sinergia tra
le diverse amministrazioni dello Stato, sia
centrali che periferiche, in un’ottica di
integrazione con i sistemi informativi dell’Anagrafe tributaria.
` stato osservato come l’auspicio, ai
E
fini della realizzazione del federalismo
fiscale, sia quello della maggiore integrazione possibile tra Anagrafe tributaria
centrale ed enti locali, attraverso forme di
collaborazione sempre piu` efficaci. Cio` e`
di cruciale importanza per la realizzazione
del federalismo fiscale. « Le forme di gestione del complesso della macchina pubblica nell’utilizzare le nuove tecnologie dell’automazione e dell’informatica saranno in
grado di realizzare tutto cio`, con l’immediatezza dei dati da fornire e le informazioni da gestire a fini di utilita` pubblica »
(Cfr. l’audizione del Sottosegretario di
Stato per l’interno, sen. Antonio D’Alı`, del
10/11/04).
` stato comunque evidenziato – si
E
vedano in tal senso le considerazioni
espresse dall’amministratore delegato della
SOGEI, ing. Aldo Ricci, nel corso dell’audizione del 15 dicembre 2004 – che alcune
delle funzioni elementari comuni a tutti i
sistemi fiscali centrali e locali, che costituiscono la base per il corretto funzionamento delle procedure locali, possono essere assicurate solo dall’Anagrafe tributaria per l’unicita` ed il continuo aggiornamento delle banche dati ivi esistenti.
` , quindi, quanto mai opportuno coE
minciare ad operare una riflessione sulla
possibilita` di creare un sistema di interconnessione con gli enti locali, alla stregua
di quanto gia` in parte realizzato con le
regioni, le quali hanno creato – in buona
parte – proprie anagrafi regionali che
dialogano con quella centrale e che garantiscono, peraltro, anche la correzione
—
Commissione bicamerale
di milioni di posizioni all’anno, contribuendo ad un processo di semplificazione
e di « pulitura » degli archivi disponibili.
Sara` quindi necessario mettere a frutto
l’esperienza dell’Anagrafe tributaria e
della SOGEI, che costituisce il braccio
operativo dell’Anagrafe tributaria e che ha
servito prevalentemente lo Stato centrale,
garantendo all’Amministrazione finanziaria il governo del sistema informativo della
fiscalita`. Non a caso era stata creata
SOGEI IT, sulle cui funzioni ci soffermeremo nel prossimo paragrafo dedicato alla
struttura tecnica di supporto per l’attuazione del federalismo fiscale.
Una particolare attenzione andra` posta
ai dati sugli immobili, per i quali e` ipotizzabile che una quota sempre maggiore
del relativo prelievo fiscale sara` demandata ai comuni. Su tale fronte, appare
infatti evidente che e` il comune l’ente di
governo piu` vicino agli immobili. Ovvero,
sono i comuni che possono intervenire
efficacemente per ridurre l’evasione. In
altri termini, e` opportuno che il prelievo
sugli immobili sia legato sempre piu` alla
gestione del territorio, nell’ambito di una
modifica strutturale dell’imposizione immobiliare che abbia l’obiettivo di unificare
tutti i tipi di tasse e imposte (TARSU, ICI,
contributo per il consorzio di bonifica
ecc.) attualmente gravanti sugli stessi. Cio`
chiaramente presuppone una conoscenza
del patrimonio edilizio molto piu` articolata di quella attuale, che non puo` che
venire dall’informatica, come sostenuto dal
prof. Giuseppe Vitaletti, Presidente dell’Alta Commissione di studio per la definizione dei meccanismi strutturali del federalismo fiscale, nel corso dell’audizione
del 9 marzo 2005.
Occorre, infatti, tenere conto che, allo
stato attuale, gli uffici tributi degli enti
locali non dispongono sempre di dati e
strumenti per governare efficacemente il
proprio sistema impositivo, e quindi diventa generalmente problematica l’attuazione di strategie, il controllo delle entrate,
nonche´ l’attivita` di accertamento (Cfr. in
tal senso l’intervento dell’amministratore
delegato della SOGEI, ing. Aldo Ricci,
svolto nell’audizione del 15/12/04).
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—
177
Al riguardo le tecnologie e le competenze professionali della Sogei offrono un
concreto supporto per impostare un nuovo
modello di interrelazione e risolvere in
modo efficace tali problematiche, guardando sia agli sviluppi futuri, sia al miglioramento dell’esistente.
Per realizzare il federalismo fiscale occorrera` tenere conto della questione dei
requisiti informativi. Infatti, il criterio
della perequazione delle capacita` fiscali
introduce una ragione in piu` a sostegno
della necessita` di disporre di buone informazioni sui gettiti tributari. I gettiti tributari, le basi imponibili, o i gettiti standardizzati sono fondamentali per gestire la
perequazione e per decidere la politica dei
trasferimenti erariali a favore dei comuni
(Cfr. l’audizione del prof. Piero Giarda del
18/05/05).
Da qui, la necessita` di prevedere un
sistema teso a porre le condizioni per un
effettivo avvio del federalismo fiscale, in
modo tale da garantire alle regioni e ai
comuni una tempestiva informazione sull’andamento dei flussi finanziari, nonche´ –
questione ritenuta di estrema importanza
– la disponibilita` dei dati analitici dei
rapporti tributari accolti nel sistema unificato dei versamenti inerenti i tributi
delle regioni e degli enti locali stessi. Cio`,
come e` gia` stato ricordato, al fine di
consentire loro di gestire da subito la
propria autonomia tributaria anche nei
confronti degli obblighi connessi al rispetto del patto di stabilita` e del riequilibrio della spesa sanitaria (Cfr. l’audizione
del Sottosegretario di Stato per le riforme
istituzionali e la devoluzione, sen. Nuccio
Carrara, del 22/06/05).
Come e` stato osservato nel corso delle
audizioni svolte, l’esperienza maturata
dall’Anagrafe tributaria e dalla Sogei colloca il nostro Paese all’avanguardia sia in
Europa sia nel mondo, in quanto disponiamo di un sistema informatico per il
controllo fiscale di grande eccellenza e
siamo il Paese europeo con la piu` alta
informatizzazione nel settore fiscale e contributivo (si vedano al riguardo le considerazioni espresse dal Vice Ministro dell’economia e delle finanze, prof. Mario
—
Commissione bicamerale
Baldassarri, nel corso dell’audizione del
23/02/05). Quindi occorre apprezzare, ma
soprattutto sviluppare, l’esperienza maturata in tale settore dall’Anagrafe tributaria
e dalla Sogei.
Per quanto concerne poi la questione
dell’accesso e dello scambio di dati e
informazioni, occorrera` incentivare il piu`
possibile la sinergia tra Stato centrale e
governi locali, in quanto da un lato il
Governo centrale puo` fornire l’expertise
accumulata, e quindi efficienza e risparmi
di spesa, dall’altro lato, il ruolo dell’ente
locale puo` essere di grande rilievo per
prevenire e reprimere le aree di evasione
o di elusione.
` questa la grande opportunita` da
E
sfruttare per avviare senza sprechi e duplicazioni il « federalismo digitale », mettendo l’esperienza maturata dalla SOGEI a
disposizione dei sistemi di gestione della
fiscalita` locale, sviluppando la leva dell’innovazione tecnologica per trasformare i
processi lavorativi delle strutture organizzative dell’amministrazione finanziaria e
per migliorare il rapporto tra quest’ultima
ed i cittadini (si veda in tal senso l’intervento dell’amministratore delegato della
SOGEI, ing. Aldo Ricci, nell’audizione del
15/12/04).
c) La struttura tecnica di supporto: il
ruolo di SOGEI
L’attuazione del federalismo fiscale,
sotto il profilo operativo, sara` resa possibile dai sistemi tecnologici di supporto e,
dunque, dall’integrazione informatica degli
enti territoriali.
Prima di affrontare le prospettive che si
ritengono possibili a tale riguardo, e` opportuno soffermarsi sulle capacita` esistenti
allo stato attuale e sul ruolo svolto dalla
SOGEI e dalla SOGEI IT in materia di
fiscalita`.
A tale scopo utilizzeremo una sintesi
dell’audizione del Presidente della SOGEI
S.p.A., avv. Sandro Trevisanato, e dell’amministratore delegato della SOGEI S.p.A.,
ing. Aldo Ricci, svoltasi il 15 dicembre
2004.
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178
Fondata nel 1976, la SOGEI (Societa`
generale d’informatica) ha risposto inizialmente all’esigenza dell’amministrazione finanziaria di attuare la complessa riforma
fiscale del 1973, attraverso la progettazione e realizzazione di un sistema informativo automatizzato. Alla missione iniziale di creazione dell’Anagrafe tributaria
e` seguita quella caratterizzata dallo sviluppo di innovativi progetti per i diversi
settori della fiscalita`, attraverso l’utilizzo
delle piu` moderne tecnologie esistenti nell’area dell’informatica e delle telecomunicazioni. Con tali progetti si e` costituita la
piu` grande banca europea di dati anagrafico-fiscali, basata su un codice identificativo alfanumerico, univoco per ognuno
degli oltre 60 milioni di soggetti (cittadini
italiani, cittadini stranieri e societa`). Il
sistema informativo della fiscalita` e` oggi la
piu` grande realta` operante tra i sistemi
informativi della pubblica amministrazione, per complessita` architetturale, volumi di dati trattati, capacita` di interoperare in via telematica con altri sistemi
pubblici e privati; inoltre rappresenta un
canale di comunicazione « one to one » tra
l’amministrazione e i vari soggetti coinvolti, con la possibilita` di adempiere telematicamente gli adempimenti fiscali, quali
le dichiarazioni dei redditi e i relativi
versamenti.
Grazie al sistema informativo della fiscalita`, l’Amministrazione e` in grado di
effettuare analisi statistiche ed elaborare
modelli previsionali di simulazione degli
impatti delle manovre, di misure urgenti
di recupero del gettito e di entrate straordinarie. Sogei fornisce il supporto tecnicooperativo per la predisposizione di pubblicazioni, bollettini ed aggiornamenti sull’andamento del gettito e sul sistema economico del Paese ed il supporto a progetti
specifici che prevedono, tra l’altro, la costituzione di banche dati tematiche da
utilizzare per le attivita` di « intelligence » e
di verifica fiscale.
La SOGEI IT (Servizi innovativi e tecnologici), costituita nel 2002 tra la SOGEI
e la FINSIEL, aveva inizialmente lo scopo
di promuovere iniziative per la gestione e
lo sviluppo del business legato all’Infor-
—
Commissione bicamerale
mation communication technology (ICT),
nei riguardi di amministrazioni centrali e
locali, enti pubblici economici e altri organismi di diritto pubblico, attuando interventi di modernizzazione e informatizzazione nell’ambito della fiscalita` locale.
Dopo l’acquisizione di SOGEI da parte
del Ministero dell’economia e delle finanze
– avvenuta nel luglio 2002 – si rendeva
necessario mutare l’indirizzo strategico assegnato a SOGEI IT. La societa` si e` quindi
proposta come elemento di supporto propulsivo e di stimolo nello sviluppo dei
sistemi informativi per enti e istituzioni
locali, da attuarsi anche attraverso operazioni di partnership ed integrazioni dei
sistemi e delle tecnologie. In tale fase la
SOGEI IT ha avviato, ed in parte completato, lo sviluppo di alcuni prodotti e soluzioni tecnologiche da offrire alla fiscalita`
locale.
Tuttavia, nonostante cio`, il conseguimento della missione assegnata alla SOGEI IT risultava di difficile attuazione;
l’impossibilita` di qualificare la societa`
come organismo di diritto pubblico impediva di ottenere affidamenti diretti da
parte delle amministrazioni locali; inoltre
l’inevitabile criticita` connessa allo start-up
rendeva particolarmente difficoltoso l’inserimento della societa` nel mercato della
fiscalita` locale. L’esercizio 2002 e il primo
semestre del 2003 hanno evidenziato delle
conseguenti e previste perdite legate ai
costi degli investimenti per le attivita` di
realizzazione delle soluzioni applicative da
proporre all’area della fiscalita`.
Si e` quindi valutata l’opportunita` di
ricercare un nuovo assetto societario, volto
a caratterizzare la societa` di una veste
pubblica; proprio per tale ragione, nel
luglio del 2003, la SOGEI deliberava di
acquisire dalla FINSIEL il residuo 51 per
cento del capitale azionario, ottenendo
cosı` il controllo totalitario della societa`.
In tale nuova veste di unico socio
responsabile della gestione aziendale di
SOGEI IT, la SOGEI ha ritenuto opportuno procedere a un immediato risanamento economico-finanziario, impegnando
il personale della controllata anche in
attivita` a supporto di SOGEI stessa e
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connesse al servizio per il sistema informativo della fiscalita`, nell’attesa di sviluppare le iniziative per la fiscalita` locale.
Il risanamento della societa` e` stato
positivamente raggiunto ed ha consentito
di ripianare in modo consistente le perdite
pregresse. Contemporaneamente a questa
fase di risanamento sono state avviate
iniziative tese a coinvolgere, nell’azione di
offerta di soluzioni per la fiscalita` locale,
le Agenzie delle entrate e del territorio,
titolari di fatto di gran parte delle banche
dati dell’Anagrafe tributaria, nonche´ elementi istituzionali di riferimento per gli
enti locali. Sono stati avviati contatti con
l’ANCI, associazione cui aderiscono la
quasi totalita` dei comuni d’Italia, ed ANCITEL, societa` informatica dell’ANCI, al
fine di poter sviluppare una collaborazione sul territorio, per l’individuazione
delle esigenze specifiche degli enti locali
nell’area della fiscalita`.
Le suddette iniziative hanno permesso
di individuare come ottimale soluzione per
SOGEI IT, sul piano tecnico-organizzativo
ed imprenditoriale, quella della costruzione di una partnership azionaria tra
SOGEI e le Agenzie delle entrate e del
territorio.
A conclusione di un complesso iter
decisionale e burocratico, il consiglio di
amministrazione della SOGEI, in data 14
dicembre 2004, ha deliberato di accettare
la proposta formulata dalle Agenzie delle
entrate e del territorio che prevede la
cessione di parte delle quote azionarie di
SOGEI IT nella misura del 45 per cento
all’Agenzia delle entrate e del 27,5 per
cento all’Agenzia del territorio, mantenendo una quota del 27,5 per cento. In
questo modo si era anche provveduto –
come espressamente evidenziato dal Presidente Trevisanato nel corso dell’audizione del 15 dicembre 2004 – a recepire
una indicazione emersa in seno alla Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria, si veda al riguardo la
relazione dell’aprile 2004, nella quale si
auspicava un’integrazione con l’Agenzia
del territorio e con quella delle entrate.
Tale nuovo assetto azionario avrebbe
dovuto consentire a SOGEI IT di coprire il
—
Commissione bicamerale
ruolo di strumento operativo di collaborazione tra le Agenzie delle entrate e del
territorio, la SOGEI e le autonomie locali
e di riferimento e consulenza per le realta`
pubbliche locali, per lo sviluppo di sistemi
operativi per la finanza locale, facendo
ricorso alle metodologie, alle tecnologie, ai
prodotti, alle banche dati dell’Anagrafe
tributaria. Ed in tale prospettiva erano
stati programmati ulteriori incontri con
ANCI ed ANCITEL per l’attuazione di una
collaborazione con questa nuova societa`,
cosı` come dichiarato dal Presidente della
SOGEI e della SOGEI IT, avv. Sandro
Trevisanato (cfr. l’audizione del 15 dicembre 2004).
Il disegno strategico, sottostante alla
nuova configurazione azionaria, presupponeva una piena sinergia operativa fra i
partner, con le Agenzie che avrebbero
dovuto mettere a disposizione le banche
dati e le strutture organizzative periferiche, e con SOGEI, cui sarebbero stati
riservati i compiti di consulenza tecnicoorganizzativa, lo sviluppo del software, la
predisposizione di piattaforme hardwaresoftware, il supporto alle attivazioni dei
sistemi, l’assistenza tecnico-operativa.
In virtu` di tale ipotizzato assetto azionario era stata rilevata, in particolare dai
commissari on. Cennamo e sen. Labellarte, l’esigenza di conoscere la « missione
industriale » che si voleva attribuire alla
SOGEI IT, con particolare riferimento alla
sua funzione di supporto ed assistenza
tecnico-operativa alle amministrazioni locali nell’area della fiscalita`.
La Commissione a tale scopo ha quindi
proceduto all’audizione dei rappresentanti
RSU di SOGEI IT il 2 febbraio 2005, dai
quali era giunto l’auspicio che il nuovo
assetto potesse consentire di individuare le
iniziative piu` opportune per impostare
una linea di sviluppo in grado di mettere
a frutto il patrimonio di conoscenza dell’azienda nonche´ « ribadire l’attualita` della
missione aziendale stabilita per SOGEI
IT ».
In quella occasione fu altresı` evidenziato come le finalita` dell’azienda avrebbero dovuto essere perseguite con un
piano industriale che, attraverso attivita` di
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
180
progettazione, realizzazione e gestione,
avesse come obiettivo la fornitura di servizi di supporto per la circolarita` delle
informazioni tra i sistemi informativi centrali e quelli degli enti locali, con una
netta distinzione di ruolo rispetto a SOGEI, rivolta invece alla struttura centrale
dell’Anagrafe tributaria. Venne inoltre
precisato che tali servizi avrebbero dovuto
prevedere sia la componente applicativa,
per la quale poteva sfruttarsi opportunamente l’enorme esperienza di conoscenza
delle basi informative, sia quella riguardante i collegamenti telematici da realizzare a supporto del servizio.
A completamento della situazione sopra illustrata – e prima di fornire un
quadro attuale e prospettico dell’area « fiscalita` locale » e delle sue problematiche
ed opportunita` di sviluppo – e` opportuno
quindi soffermarsi brevemente sulle recenti trasformazioni societarie di SOGEI e
di SOGEI IT.
A tale proposito si ricorda, infatti, che
il 20 luglio 2005 era stata preannunciata,
nel corso dell’audizione in Commissione
da parte del Presidente e dell’Amministratore delegato di SOGEI, la fusione tra le
due societa`. Infatti, il 14 luglio 2005 il
Consiglio di amministrazione di SOGEI
aveva deciso di avviare la fusione per
incorporazione delle due societa`, stante
« la mancata definizione degli accordi con
i tre soggetti (Agenzia delle entrate, del
territorio ed ANCI), che pure erano stati
ritenuti attori essenziali per lo sviluppo di
progetti per la fiscalita` locale ».
Il 13 ottobre 2005 – successivamente
dunque alla conclusione del ciclo di audizioni programmate dalla Commissione
nell’ambito dell’indagine conoscitiva – le
assemblee degli azionisti delle due societa`
hanno, quindi, deliberato formalmente la
fusione per incorporazione della SOGEI IT
in SOGEI S.p.A. SOGEI IT ha quindi
cessato di esistere come societa` autonoma
e le funzioni e le attivita` ad essa affidate
continueranno ad essere svolte all’interno
di SOGEI. Tale decisione e` stata determinata anche – come era gia` stato sottolineato dai vertici delle due societa` nella
—
Commissione bicamerale
citata audizione – dall’esigenza di riduzione dei costi di gestione delle societa`.
Venendo ora a trattare della « fiscalita`
locale » e` stato evidenziato nel corso delle
audizioni svolte che l’attuazione del Titolo
V della Costituzione – che attribuisce a
regioni, province e comuni autonomia di
entrata e di spesa – permettera` di mettere
a frutto e capitalizzare, a favore degli enti
territoriali, il considerevole patrimonio di
dati, conoscenze ed esperienze tecnicoorganizzative accumulato dall’amministrazione finanziaria e dalla SOGEI nel corso
degli ultimi anni (cfr. l’intervento dell’ing.
Aldo Ricci, amministratore delegato della
SOGEI S.p.A., nel corso dell’audizione del
15/12/2004)
Un primo versante d’analisi concerne i
fabbisogni emergenti nell’area della fiscalita` locale: per avviare senza sprechi e
duplicazioni il federalismo e` infatti necessario che l’amministrazione fiscale centrale, che ha fatto ricorso con successo alla
leva dell’innovazione tecnologica per trasformare i processi lavorativi delle proprie
strutture organizzative e per migliorare il
rapporto con i cittadini, metta a disposizione del sistema della fiscalita` locale,
banche dati e modelli tecnico-organizzativi, attraverso il suo partner tecnologico e
cioe` la SOGEI.
Oggi si parla, per esempio, di trasferire
ai comuni la competenza sulle tasse automobilistiche e sull’IVA prodotta nel proprio territorio; si parla di modificare la
natura dell’ICI. Si tratta senza dubbio di
cambiamenti importanti e significativi che
legano la competenza dell’imposta al luogo
in cui il contribuente riceve i servizi, e
sono da attuare senza che le procedure si
trasformino in un aumento di adempimenti e in maggiori costi ed inefficienze
dell’amministrazione pubblica locale.
Sotto tale profilo si ricorda che le
tecnologie e le competenze professionali di
SOGEI offrono un supporto completo per
impostare un nuovo modello di relazione
e risolvere in modo efficace tali problematiche guardando non solo al futuro, ma
anche al miglioramento dell’esistente. A tal
fine SOGEI puo` mettere la sua esperienza
al servizio dei sistemi di gestione della
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181
fiscalita` locale. L’obiettivo e` particolarmente impegnativo; il traguardo e` tuttavia
raggiungibile attraverso la cooperazione e
l’adozione di standard comuni relativamente a dati, funzioni, servizi applicativi e
modalita` d’accesso.
Quanto all’adozione di un linguaggio
condiviso, e` stato evidenziato che la SOGEI ha gia` sviluppato numerose applicazioni utilizzando la tecnologia XML, una
specie di lingua « franca » o meglio uno
standard che consente lo scambio e la
condivisione delle informazioni fra sistemi
informativi con architetture tecnologiche
diverse. L’interoperabilita`, attraverso l’uso
del linguaggio XML, e` pertanto, per il
sistema della fiscalita` allargata, una possibilita` concreta e consentira`, in un prossimo futuro, non solo di riutilizzare in
periferia le soluzioni tecnologiche migliori,
adottate al centro, ma anche il colloquio
fra sistemi informativi diversi per fornire
servizi di qualita` al cittadino e, in campo
fiscale, alla collettivita`. Si ricorda peraltro
che, in sede di approvazione del documento conclusivo relativo all’indagine conoscitiva sull’armonizzazione dei sistemi
di gestione dell’Anagrafe tributaria, la
Commissione aveva gia` fornito l’indicazione sull’opportunita` di utilizzare, nello
scambio di informazioni fiscali tra Stati, il
linguaggio XML, gia` adottato dall’OCSE.
L’obiettivo e` realizzare con un buon
uso dell’Information and communication
technology una devoluzione senza sprechi
che migliori la qualita` e i servizi forniti ai
cittadini e l’efficienza dell’amministrazione
pubblica. In tale prospettiva il patrimonio
di dati ed il know how della SOGEI, se ben
« riusato », possono svolgere un ruolo determinante.
Da quanto sin qui detto emerge chiaramente che l’informatica avra` un ruolo
fondamentale per l’attuazione del federalismo fiscale.
L’attuazione del federalismo fiscale
comporta, infatti, la realizzazione d’un
sistema della fiscalita` allargata nel quale si
avverte l’esigenza di un soggetto strumentale, che possieda il necessario know-how,
all’integrazione tra l’Anagrafe Tributaria e
`
i sistemi informativi degli enti locali. E
—
Commissione bicamerale
forte l’esigenza d’innescare, con un soggetto tecnico adeguato, un circolo virtuoso
che garantisca l’allineamento dei dati fra
centro e periferia, al fine di migliorare la
gestione dei tributi sia locali che erariali
ed ai fini dell’aggiornamento delle basi
informative centrali. Il soggetto deve disporre delle necessarie conoscenze procedurali e tecniche del mondo dei tributi
locali, per poter avviare un percorso virtuoso di miglioramento, cosı` come si
evince dal documento consegnato alla
Commissione dall’ANCI, pubblicato in allegato al resoconto stenografico della seduta della Commissione del 26 gennaio
2005.
Appare percio` necessario definire, con
la Conferenza Stato-Regioni, con l’ANCI e
con l’UPI il contenuto del lavoro da fare
piuttosto che il contenitore e chi ne ha la
proprieta`.
Prima della fusione, SOGEI IT – allo
stato attuale una parte di SOGEI, societa`
al cento per cento pubblica – avrebbe
dovuto specializzarsi nell’affiancamento
agli enti locali per garantire un margine di
flessibilita` tale da permettere l’aggiustamento « su misura » rispetto alle varie
tipologie di amministrazione e governo
locale.
Il problema tuttavia – come rilevato –
non e` il costo del servizio a carico degli
enti locali per l’assistenza svolta dalla
struttura tecnica di supporto (SOGEI),
perche´ questa sinergia, migliorando le
condizioni, determinerebbe comunque un
vantaggio sia a livello locale che nazionale.
Il fatto che SOGEI possa prestare servizi
gratuiti non vuol dire che la collettivita`
non paga questo servizio, ma vuol dire che
il pagamento non avviene attraverso una
fatturazione di tipo privatistico, bensı` con
il raggiungimento d’un risultato congiunto
(cfr. l’audizione del 23/02/05 del prof.
Mario Baldassarri, Vice Ministro dell’economia e delle finanze).
Occorrera` quindi in prospettiva cercare
di razionalizzare i dati pubblici e fare in
modo che alcuni servizi di base siano
standardizzati e resi disponibili gratuitamente ad altre amministrazioni pubbliche.
Oggi, ad esempio, sul mercato dell’infor-
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
182
matica per la gestione dei tributi comunali
esistono oltre 80 aziende che cercano di
vendere i propri servizi in uno spazio
lasciato libero dalla pubblica amministra` venuto il momento di realizzare
zione. E
un risparmio di sistema perche´ oggi ci
sono ottomila comuni che si servono di
aziende che, a loro volta, rivendono dei
prodotti come se fossero propri, mentre
spesso non sono altro che clonazioni (Cfr.
nell’audizione dei rappresentanti di ANCITEL S.p.a. del 10/02/05 l’intervento del
dott. Ennio Dina, Direttore della Direzione
tributi e sistemi informativi del Comune di
Genova e consulente ANCITEL).
Occorre pensare ad un soggetto che
operi con una logica non privatistica, il cui
costo puo` essere imputato al costo complessivo di tutto il sistema pubblico italiano.
Sulla base di un progetto preciso si puo`
dunque trovare una forma di cointeressenza tra regioni ed enti locali e questo
organismo tecnico; in tal caso si potrebbe
prevedere di attribuire una incisiva quota
di partecipazione al capitale del soggetto
tecnico (SOGEI). Quest’ultima soluzione
consentirebbe agli enti locali, in particolare alle regioni, di essere coinvolti nel
piano industriale e nella stessa gestione
dell’Anagrafe tributaria.
In conclusione, l’informatica avra` un
ruolo fondamentale per il federalismo fiscale su tutti i fronti. Rimane aperta la
questione di come far partecipare regioni
ed enti locali al lavoro degli organismi
` auspicabile
tecnici che gestiscono i dati. E
una forma di cointeressenza alle strutture
informatiche, nel momento in cui vi e`
l’effettiva possibilita` di un affiancamento
degli enti territoriali allo Stato per la lotta
all’evasione: riguardo alle regioni, soprattutto sul fronte dell’IVA, riguardo ai comuni, soprattutto sul fronte degli immobili, come gia` detto (cfr. in tal senso
l’audizione del 9/03/05 del prof. Giuseppe
Vitaletti, Presidente dell’Alta Commissione
di Studio per la definizione dei meccanismi strutturali del federalismo Fiscale).
Come e` stato osservato nel corso delle
audizioni da parte di alcuni dei rappresentanti degli enti locali, lo strumento
—
Commissione bicamerale
convenzionale, per quanto valido, non
pare offrire le garanzie che una piena
attuazione della Costituzione dovrebbe assicurare alla fiscalita` regionale e locale.
Pertanto, e` stata avanzata l’ipotesi di attribuire una incisiva quota di partecipazione al capitale di SOGEI a tutte le
amministrazioni regionali. « Con tale processo partecipativo le regioni verrebbero
coinvolte nel »piano industriale« di SOGEI e nella definizione del compito istituzionale della societa`, (in tal senso va
letto l’intervento del dott. Romano Colozzi,
Assessore alle risorse finanziarie e bilancio
della Regione Lombardia, svolto nel corso
dell’audizione di rappresentanti della Conferenza dei presidenti delle regioni e delle
province autonome, dell’UPI e dell’ANCI
del 26/01/05).
Sul punto sono stati espressi alcuni
dubbi da parte di taluni rappresentanti del
Governo che, allo stato attuale, sembrano
considerare con difficolta` una eventuale
partecipazione di altri soggetti in SOGEI;
e` stato osservato al riguardo come, formalmente, da parte delle regioni non sia
ancora giunta una proposta in tal senso,
proposta che sarebbe comunque considerata con attenzione in sede governativa
(cfr. l’audizione del sen. Giuseppe Vegas,
Sottosegretario di Stato per l’economia e
le finanze, del 02/03/05).
Altri
rappresentanti
dell’Esecutivo
hanno invece manifestato maggiori aperture al riguardo rilevando che »con tale
processo partecipativo le regioni verrebbero
infatti coinvolte direttamente nella stessa
elaborazione dell’Anagrafe tributaria« (cfr.
l’audizione dell’on. Nuccio Carrara, Sottosegretario di Stato per le riforme istituzionali e la devoluzione, del 22/06/05).
IL SISTEMA DI GESTIONE DELL’ANAGRAFE TRIBUTARIA E LE AUTONOMIE
LOCALI
a) Il ruolo del sistema informativo centrale nell’attuazione del federalismo fiscale
Si rileva da quanto illustrato come,
nell’ambito dei rapporti esistenti tra l’Anagrafe tributaria e le amministrazioni lo-
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—
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cali, un ruolo fondamentale – sulla base
della nuova organizzazione del Ministero
dell’economia e delle finanze delineata dal
decreto del Presidente della Repubblica 26
marzo 2001, n. 107, e successive modifiche
– sia rivestito dall’Agenzia delle entrate la
quale, tramite l’Ufficio sistemi e processi,
e` responsabile dei processi di accesso ai
dati dell’Anagrafe tributaria e cura lo
sviluppo dei sistemi che consentono lo
scambio di informazioni con enti locali e
regioni; la SOGEI, in qualita` di partner
tecnologico, assicura l’esecuzione tecnica
dei piani e dei programmi definiti dall’Agenzia, cogliendo le opportunita` di modernizzazione rese disponibili dalle nuove
tecnologie Web-Internet.
Sulla base degli elementi acquisiti nel
corso dell’indagine conoscitiva e` risultato
che, tra le risorse disponibili in modalita`
telematica gestite dall’Agenzia delle entrate, il piu` importante e` costituito dal
SIATEL (Sistema Interscambio Anagrafe
Tributaria Enti Locali), cui, secondo i dati
forniti dal Sottosegretario per l’economia e
le finanze, sen. Giuseppe Vegas, sono collegati attualmente in totale 7274 enti, di
cui 6930 enti locali. Il sistema SIATEL
permette a tutti gli enti collegati di accedere via Internet alle banche dati anagrafiche e reddituali relative a persone fisiche
e giuridiche, e consente la fornitura da
parte dei comuni degli aggiornamenti di
nascite, decessi e variazioni di residenza. Il
sistema consente inoltre l’allineamento dei
codici fiscali dell’anagrafe comunale con i
dati presenti in Anagrafe tributaria. Il
sistema, inoltre, coopera con l’altro sistema INA/SAIA (Indice Nazionale delle
Anagrafi/Sistema di Accesso e Interscambio Anagrafico), gestito dal Ministero dell’interno, che, attraverso il codice fiscale e
l’utilizzazione dell’ultima residenza, certifica e garantisce la correttezza delle informazioni contenute nel SIATEL. Cio` in
virtu` del fatto che il Ministero dell’interno,
attraverso il Centro nazionale dei servizi
demografici, istituito con decreto del Ministro dell’interno il 23 aprile 2002, e`
istituzionalmente preposto alla sicurezza e
alla validazione dei dati forniti dalle amministrazioni locali. Inoltre, l’INA con-
—
Commissione bicamerale
sente di controllare la presenza dell’iscrizione di un cittadino in una sola anagrafe
comunale e di eliminare le eventuali duplicazioni d’iscrizione che emergono da un
tale controllo. In tale scenario, e` stato
ricordato dal Sottosegretario di Stato per
l’interno, sen. Antonio D’Alı`, nel corso
della sua audizione come, anche sulla base
di impegni specifici derivanti dalla normativa vigente, sia stata accentuata e resa
operativa la collaborazione con l’Agenzia
delle entrate con la firma di un protocollo
d’intesa, avvenuta il 5 aprile 2004, al fine
di effettuare, su ampia scala, la bonifica e
l’allineamento tra i dati detenuti dalle
anagrafi comunali e quelli dei codici fiscali
originati dall’Anagrafe tributaria. La valutazione positiva di tale accordo discende
dai dati forniti dallo stesso Sottosegretario,
secondo cui nei primi sette mesi di attivita`
tale collaborazione fra il Ministero e
l’Agenzia delle entrate ha portato, con il
supporto tecnico-operativo dell’ANCI, all’allineamento di circa 25 milioni di posizioni, con il conseguente caricamento nell’INA.
Sempre per il tramite del sistema SIATEL, un altro servizio offerto (segnatamente alle regioni) riguarda la possibile
consultazione delle posizioni anagrafiche e
fiscali relative ai soggetti residenti e il
supporto alla gestione delle tasse automobilistiche.
Si ricorda inoltre come, per il tramite
dell’Osservatorio delle entrate fiscali, che
distribuisce telematicamente agli uffici tributi delle Regioni le informazioni di tipo
statistico relative all’andamento del gettito
di competenza raccolto dall’erario (IRAP,
addizionale IRPEF, tasse auto, accisa sulla
benzina) sia possibile per quest’ultima disporre di dati che consentono l’analisi e il
monitoraggio tempestivo e sistematico
delle piu` importanti entrate tributarie regionali.
Altri sistemi operativi di rilievo messi a
disposizione dall’amministrazione centrale
– nello specifico dall’Agenzia del territorio
– sono:
SISTER (Sistema interscambio Servizi Territoriali), che consente ai funzionari degli enti territoriali di effettuare
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visure on-line sulle banche dati dell’Agenzia del territorio;
SIGMATER, finalizzato a sviluppare
servizi di scambio e di accesso integrato ad
informazioni territoriali catastali e regionali a supporto dei comuni e degli enti
locali per la propria fiscalita`. In tale
ambito, l’Agenzia del territorio e le regioni
Emilia Romagna, Toscana, Abruzzo, Liguria e Valle d’Aosta stanno realizzando le
funzioni di interscambio della cartografia
catastale con la previsione di completarne
lo sviluppo nel 2005.
L’importanza strategica di un sistema
di Anagrafe tributaria allargato e cooperativo va vista – essendo stati diversi gli
spunti emersi in tal senso nel corso dell’indagine conoscitiva – anche in funzione
di un efficace monitoraggio della spesa
sanitaria. Si ricorda a tal proposito che
l’articolo 50 del decreto legge n. 269 del
2003, convertito, con modificazioni, dalla
legge 24 novembre 2003 n. 326, recante
disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell’andamento
dei conti pubblici, aveva previsto la generazione e la progressiva consegna, da parte
del Ministero dell’economia e delle finanze, della tessera sanitaria a tutti i
soggetti aventi diritto all’assistenza sanitaria; successivi decreti attuativi ne hanno
stabilito le modalita` di gestione, facendo
assumere alla tessera sanitaria la duplice
veste di progressivo sostitutivo del tesserino plastificato di codice fiscale, da utilizzare in tutti i casi nei quali occorra
esibire il codice fiscale stesso, e di strumento di accesso alle prestazioni del Servizio sanitario nazionale. La realizzazione
del progetto di distribuzione della tessera
sanitaria, gia` avviato per le Regioni
Abruzzo, Umbria, Emilia-Romagna e Veneto, e` stata agevolata – come rilevato sia
dal direttore generale della SOGEI, ing.
Aldo Ricci, sia dal Sottosegretario per
l’economia e le finanze, sen. Vegas, nel
corso delle rispettive audizioni del 20/
07/05 e del 02/03/05 – dall’utilizzo del gia`
predisposto sistema SIATEL, attraverso il
—
Commissione bicamerale
quale e` stato possibile effettuare una
triangolazione tra le anagrafi dei comuni,
l’Anagrafe tributaria e gli elenchi degli
assistiti delle ASL, al fine di validare dal
punto di vista anagrafico e del codice
fiscale i dati degli stessi assistiti, la verifica
di esistenza del soggetto, l’identificazione
` risultato in
di anomalie e duplicati. E
particolare (si veda l’audizione del Sottosegretario Vegas) che, nella sola Regione
Abruzzo, vi sarebbero scostamenti tra i
dati contenuti negli archivi informatici
coinvolti dell’ordine di circa il 20 per
cento; non vi e` dubbio quindi come la
eliminazione di tali errori potra` produrre
notevoli risparmi per la spesa sanitaria. In
effetti, la valenza economica che la tessera
sanitaria presenta nella sua strutturazione
e` stata evidenziata anche dal prof. Giuseppe Vitaletti (cfr. l’audizione del 09/03/
05), in virtu` del fatto che potendosi rilevare dalla stessa il valore delle prestazioni
fruite dal soggetto nell’anno, si puo` teoricamente arrivare ad attribuire tutti i 90
miliardi di euro, che rappresentano il
costo della sanita` pubblica in Italia, ai
singoli utenti.
Tale possibilita` di disporre dell’ammontare del consumo complessivo sanitario del
singolo individuo – a giudizio del professor Vitaletti – apre non solo prospettive di
decentramento organico, ma da` anche la
possibilita` di perseguire abbattimenti di
costo. Un elemento di criticita` nell’avvio
del progetto e` stato ravvisato dal Presidente della SOGEI, avv. Sandro Trevisanato (audizione del 20/07/05), nella presenza di numerosi attori coinvolti (medici,
farmacisti, laboratori, ASL, regioni e altri),
cui deve aggiungersi – fatto ritenuto particolarmente grave – la mancata trasmissione al sistema centrale di monitoraggio
dei dati contenuti nelle ricette da parte
delle farmacie dislocate nelle regioni interessate. Nondimeno e` stata ribadita dallo
stesso Presidente Trevisanato la validita`
del progetto, ritenuto di importanza strategica paragonabile a quello a suo tempo
realizzato con l’Anagrafe tributaria per il
controllo delle entrate fiscali.
Mercoledı` 30 novembre 2005
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b) Il rapporto tra centro e periferia:
l’allineamento e lo scambio di dati
Rispetto al quadro sopra delineato potrebbe ritenersi che il sistema informativo
centrale – di cui l’Anagrafe tributaria
costituisce il fulcro – dispone, nel quadro
dell’attuazione del decentramento funzionale e della semplificazione amministrativa, delle potenzialita` strumentali per
contribuire allo sviluppo di un sistema
fiscale »federale« .
Emerge altresı` come, rispetto agli strumenti messi a disposizione, sia necessaria
la cooperazione e condivisione di obiettivi
tra i soggetti coinvolti.
La
consapevolezza
dell’importanza
dello strumento Anagrafe tributaria nell’ambito del processo di decentramento e
semplificazione amministrativa in atto puo`
ritenersi ben radicato nell’istituzione re` stato infatti ricordato dal Migionale. E
nistro per gli affari regionali, sen. Enrico
La Loggia (cfr. audizione del 20/10/04),
come la maggior parte delle regioni (segnatamente Veneto, Lombardia, Piemonte,
Liguria, Emilia Romagna, Umbria, Lazio,
Campania, Basilicata e Calabria) abbiano
previsto l’istituzione con legge regionale di
una propria anagrafe tributaria regionale
e come, coerentemente con tali iniziative
normative, le regioni abbiano provveduto a
richiedere al Governo la determinazione
delle modalita` di collegamento degli uffici
regionali con il sistema informativo dell’Anagrafe tributaria per lo scambio di
` stato
informazioni di interesse fiscale. E
tuttavia precisato dallo stesso Ministro
come il relativo decreto ministeriale non
sia pero` mai stato emanato, tant’e` che
alcune regioni (tra cui Lombardia e Toscana) hanno cercato di ovviare a tale
inconveniente utilizzando lo strumento
delle convenzioni (previsto per una diversa
finalita` dall’articolo 24 del decreto legislativo n. 446 del 1997) per la gestione dell’IRAP e dell’addizionale regionale all’IRPEF.
Un giudizio positivo in merito all’utilizzo dello strumento convenzionale e`
stato espresso dal Sottosegretario di Stato
per l’economia e le finanze, sen. Giuseppe
—
Commissione bicamerale
Vegas, sulla base del fatto che le intese
cosı` costituite consentono alle regioni di
disporre di informazioni utili per una piu`
efficiente gestione e pianificazione del proprio sistema impositivo (cfr. l’audizione
del 02/03/05). Infatti, grazie agli accordi, le
regioni convenzionate possono consultare
telematicamente il sistema informativo
dell’amministrazione finanziaria e prendere visione dei dati fiscali necessari per
l’esercizio della propria autonomia tributaria. Inoltre, grazie alle convenzioni, le
regioni possono disporre di strumenti di
monitoraggio che consentono di attivare
manovre di bilancio programmate. Gli
strumenti, resi disponibili alle regioni in
modalita` telematica, consentono alle amministrazioni convenzionate di analizzare
gli elementi sul gettito di propria pertinenza, di effettuare simulazioni sulle possibili variazioni della base imponibile, con
conseguenti valutazioni dell’impatto prodotto dalle manovre finanziarie nel contesto economico territoriale. Gli elementi
informativi resi alle regioni convenzionate
consentono alle medesime di adottare politiche di controllo piu` efficaci, di ridurre
i fenomeni evasivi dei tributi e di perseguire, quindi, politiche fiscali piu` razionali
ed efficaci.
Un giudizio positivo e` stato espresso
anche dal rappresentante della Conferenza
dei Presidenti delle regioni e delle province
autonome, che ha ritenuto come lo strumento convenzionale, attraverso l’affidamento della gestione del tributo ad un
soggetto a rilevanza pubblica quale l’Agenzia delle Entrate, rappresenti una modalita` avanzata e flessibile in quanto atta a
»favorire il governo del tributo nell’ambito
di una politica fiscale regionale« (cfr. l’audizione del 26/01/05).
Intese tra amministrazione centrale ed
enti locali esistono anche a livello di
comuni; e` risultato infatti, secondo gli
elementi acquisiti (si veda l’audizione del
Sottosegretario per l’economia e le finanze, sen. Giuseppe Vegas, del 02/03/05),
che l’Agenzia delle entrate ha avviato da
tre anni il progetto »Fiscalita` locale« , in
virtu` del quale i comuni che hanno sottoscritto con l’Agenzia delle entrate la
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
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Convenzione per il pagamento dei tributi
locali mediante il modello F24 possono
accedere ai dati dei versamenti ICI,
TARSU e TOSAP, nonche´ ottenere in via
telematica i dati relativi alle dichiarazioni
di successione e ai contratti di locazione
registrati telematicamente relativi ad immobili ubicati nel proprio territorio. Anche in tale ipotesi, come sottolineato dal
Sottosegretario Vegas, il sistema di colloquio instaurato con gli enti locali consente
agli stessi di adottare misure di controllo
piu` incisive, di gestire il tributo secondo
criteri di efficienza e di conseguire incrementi di gettito (cfr. l’audizione del 02/
03/05).
Le esigenze specifiche dell’istituzione
comunale nei rapporti con il sistema informativo centrale ai fini di una corretta
gestione degli adempimenti in materia
anagrafica e fiscale sono state oggetto di
un apposito documento redatto dall’Associazione nazionale dei comuni italiani,
allegato agli atti dell’attivita` conoscitiva
effettuata. Preme evidenziare che in tale
documento e` stata riproposta una criticita`
gia` emersa nel corso dell’indagine conoscitiva sul funzionamento e sulle modalita`
di gestione dell’Anagrafe tributaria, ossia
l’eccessivo grado di disallineamento – stimato nell’ordine dell’8-10 per cento – tra
i dati della popolazione residente nei comuni e i dati registrati nell’archivio ana` stato peraltro
grafico dei codici fiscali. E
aggiunto che »molto maggiori« appaiono i
disallineamenti tra i dati degli immobili
contenuti nelle dichiarazioni ICI e quelli
registrati negli archivi dell’Agenzia del territorio, aspetto questo ritenuto preoccupante dall’ANCI anche in vista del passaggio delle funzioni catastali ai comuni. In
un tale contesto, lamentandosi » un calo
di attenzione da parte dell’amministrazione
centrale e di SOGEI nei confronti degli
Enti locali« , si e` ritenuto opportuno da
parte dell’ANCI evidenziare come, nella
ricerca, considerata necessaria, di soluzioni tecniche ed organizzative piu` efficaci,
l’attivita` di interscambio dei dati possa e
debba essere bilaterale, disponendo anche
i comuni di informazioni utili per il sistema dell’Anagrafe tributaria che potreb-
—
Commissione bicamerale
bero andare ad affiancare quelle di carattere anagrafico che gia` vengono fornite
all’Agenzia delle entrate: ovvero informazioni sul territorio, sulla toponomastica e
sui permessi di costruire, ritenute funzionali a migliorare la qualita` delle banche
dati dell’Agenzia del territorio.
Anche da parte dei rappresentanti di
ANCITEL – partner tecnologico dell’ANCI
– sono state rilevate alcune criticita` di
carattere tecnologico riguardanti la fruibilita` dei dati presenti negli archivi informatici centralizzati da parte dei comuni,
in particolare:
il controllo dei dati anagrafico-reddituali attraverso SIATEL, in quanto la
modalita` di interrogazione risulta essere
solo puntuale per soggetto; questo significa
– secondo l’esempio riportato – che se il
controllo riguarda, ad esempio, qualche
migliaio di contribuenti per l’iscrizione
agli asili nido, gli stessi vanno controllati
uno ad uno e non sono possibili elaborazioni massive;
relativamente alla consultazione dei
dati del Catasto tramite il sistema SISTER,
essendo il collegamento a pagamento, e`
stato rilevato che per i piccoli comuni cio`
puo` costituire un problema di carattere
finanziario. Peraltro, anche per il collegamento alla Conservatoria la consultazione
delle titolarita` immobiliari risulta laboriosa non essendo possibile una consultazione massiva. D’altra parte, la proprieta`
immobiliare e` certificata solo dalla Conservatoria, mentre i dati catastali, se non
sono recenti, non acquisiti cioe` in via
telematica, spesso non sono attendibili;
la mancata messa a disposizione per
gli enti comunali della banca dati gestita
dal Ministero delle politiche agricole e
forestali, strategicamente ritenuta importante per l’attivita` di competenza comunale in quanto contenente »tutte le informazioni territoriali per una corretta opera
di pianificazione e gestione del territorio« .
Si evidenzia, peraltro, come, rispetto a
tali problematiche, l’opinione espressa dai
rappresentanti di ANCITEL – in partico-
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
187
lare dal vicepresidente Gilberto Ricci – e`
quella di ritenere la questione piu` di
carattere politico che tecnico, tenuto conto
sopratutto del fatto che, nella attuale
struttura societaria della SOGEI, non esiste piu` una componente privata che oggettivamente avrebbe potuto costituire un
ostacolo ad una disponibilita` diffusa e
gratuita del dato (cfr. l’audizione del 10/
02/05).
Sempre nell’ambito degli interventi
strutturali volti ad agevolare e potenziare
lo scambio di dati tra i sistemi informativi
centrali e l’ente comunale, si ritiene utile
ricordare – riconoscendo la validita` dell’iniziativa – che il Ministro per l’innovazione e le tecnologie – nel corso della
audizione del 24 novembre 2004 – aveva
manifestato l’intenzione di presentare un
emendamento del Governo al disegno di
legge finanziaria per il 2005 attraverso il
quale, in alcune fattispecie per le quali
risultasse tecnicamente possibile la trasmissione telematica dei dati, si intendeva
esonerare i cittadini dall’effettuare la dichiarazione richiesta ai fini della determinazione dell’imposta comunale sugli immobili. Tale emendamento prevedeva infatti che, in tali casi, fosse l’Agenzia del
territorio, anziche´ il cittadino, a trasmettere ai relativi comuni tutti i dati identificativi degli immobili nonche´ le loro eventuali modificazioni. L’obiettivo che con
tale emendamento intendeva conseguirsi,
cosı` come dichiarato dal Ministro, era non
solo quello di eliminare un onere a carico
dei cittadini, ma, nel contempo, garantire
ai comuni di avere dati corretti e costantemente aggiornati, in quanto direttamente
provenienti dalle banche dati catastali ed
ipotecarie, il che avrebbe ridotto l’entita`
dell’indice di disallineamento, quantificabile nell’ordine del 30/40 per cento.
Relativamente all’istituzione provinciale, la considerazione espressa dal rappresentante dell’Unione delle province italiane e` che, seppur dall’esame dei dati
contabili nell’arco dell’ultimo quinquennio
si evinca come le entrate tributarie siano
cresciute del 52 per cento, grazie soprattutto all’incremento del gettito dell’imposta RC auto e dell’imposta provinciale di
—
Commissione bicamerale
trascrizione (il che peraltro ha comportato
una connessa riduzione dei trasferimenti
erariali), la correlazione tra l’Anagrafe
tributaria e le province puo` ritenersi allo
stato attuale meno diretta, non avendo
queste ultime imposte proprie direttamente riconducibili ad un sistema patrimoniale censito centralmente. Si ricorda a
tal proposito che, in occasione dello svolgimento dell’indagine conoscitiva sul funzionamento e sulle modalita` di gestione
dell’Anagrafe tributaria, l’Unione delle
province italiane aveva inviato una nota
scritta nella quale specificava che la gestione dei tributi da parte delle province
era ritenuta in quella fase talmente modesta da non avere alcuna implicazione
con l’attivita` di SOGEI. Non si e` mancato
tuttavia di sottolineare da parte del rappresentante dell’UPI come, nella prospettiva di definizione di un quadro di federalismo fiscale, per quanto ancora in divenire, sara` sempre piu` necessario che
anche il sistema delle province venga
messo nelle condizioni di accedere, dapprima, alla banca dati contenuta nell’Anagrafe tributaria, per poi arrivare a costruire un sistema »a rete« diffuso sul
territorio e accessibile a tutti i soggetti
titolari di interessi legittimi.
Nella messa a disposizione di strumenti
preposti all’intensificazione dello scambio
di dati fra centro e periferia, e` da valutare
positivamente l’azione intrapresa dal Ministero per l’innovazione e le tecnologie,
istituzionalmente delegato, in base al
D.P.C.M. 9 agosto 2001, ad esercitare le
funzioni spettanti al Presidente del Consiglio »nelle materie dell’innovazione tecnologica, dello sviluppo della societa` dell’informazione nonche´ delle connesse innovazioni per le amministrazioni pubbliche.......con
particolare
riferimento
alle
strutture, tecnologie e servizi di rete« . Si
ricorda infatti che, nell’audizione del 24
novembre 2004, il Ministro Stanca aveva
anticipato il contenuto di due interventi
normativi finalizzati a promuovere ed assicurare il coordinamento tra le pubbliche
amministrazioni:
a) il Codice dell’amministrazione digitale (approvato con decreto legislativo 7
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
188
marzo 2005, n. 82), attraverso il quale
vengono stabiliti alcuni principi fondamentali – validi a partire dal 1o gennaio
2006 – per l’unitarieta` del contesto in cui
attuare l’accesso e lo scambio d’informazioni tra pubbliche amministrazioni. In
particolare:
validita` giuridica dei documenti
trasmessi;
disponibilita`, sicurezza ed accessibilita` telematica dei dati delle pubbliche
amministrazioni ( »qualunque dato trattato da una pubblica amministrazione e`
utilizzabile da un’altra pubblica amministrazione nel limite dell’esercizio delle
proprie funzioni, nel rispetto della normativa sulla tutela della riservatezza e
salvi i casi previsti dall’articolo 24 della
legge 7 agosto 1990, n. 241« ).
Il Codice consente l’utilizzo dei dati la`
dove servono, attivando flussi di scambio
bidirezionali non solo dal centro verso la
periferia, ma anche dalla periferia verso il
centro; ad esempio, per migliorare la qualita` dei dati dell’Agenzia del territorio, i
comuni potranno fornire informazioni su
licenze edilizie, dichiarazioni ICI e toponomastica.
b) il Sistema pubblico di connettivita` –
istituito con decreto legislativo 28 febbraio
2005, n. 42 che nasce come naturale evoluzione della Rete Unitaria della Pubblica
Amministrazione-RUPA (che ne verra`
completamente assorbita entro il 2007),
con la finalita` di assicurare il coordinamento informativo ed informatico dei dati
tra le amministrazioni centrali, regionali e
locali e di promuovere l’omogeneita` nell’elaborazione e trasmissione dei dati stessi
finalizzata allo scambio e diffusione delle
informazioni tra le pubbliche amministrazioni ed alla realizzazione di servizi integrati. Si tratta di un insieme di infrastrutture tecnologiche e di regole tecniche per
lo sviluppo, la condivisione, l’integrazione
e la diffusione del patrimonio informativo
e dei dati della pubblica amministrazione,
centrale e locale, che consente l’interconnessione tra tutti gli uffici pubblici per lo
—
Commissione bicamerale
svolgimento in via informatica dei procedimenti amministrativi i quali avranno
validita` giuridica. Secondo quanto dichiarato dal Ministro Stanca »il Sistema pubblico di connettivita` costituisce, quindi, uno
strumento generale a supporto dello scambio dei dati tra l’Anagrafe tributaria e gli
enti locali con piena validita` giuridica sia
dal punto di vista tecnologico che organizzativo« (cfr. l’audizione del 24/11/04).
c) Governo dei tributi locali e lotta
all’evasione
L’importanza di un adeguato flusso di
interscambio conoscitivo tra sistemi centrali e periferici assume importanza strategica anche in relazione alla possibilita`
per l’ente locale di procedere ad una
corretta gestione e programmazione delle
risorse finanziarie sulla base della conoscenza del loro effettivo ammontare. Si e`
infatti avuto modo di rilevare come, allo
stato attuale, gli uffici tributi degli enti
locali non dispongano sempre di informazioni aggiornate e tempestive da fornire in
input a strumenti di analisi fiscale, e
quindi diventa generalmente problematica
l’attuazione di strategie, il controllo delle
entrate e la pianificazione delle attivita` di
accertamento.
A tale situazione – come si e` avuto gia`
modo di illustrare in precedenza – fanno
in parte eccezione le regioni convenzionate
con l’Agenzia delle entrate a cui vengono
forniti dal sistema centrale gli elementi
informativi utili ad adottare politiche di
controllo piu` efficaci, a ridurre i fenomeni
evasivi e a perseguire politiche fiscali piu`
razionali ed efficaci. La rilevanza della
questione e` stata posta in evidenza dal
Sottosegretario di Stato per l’economia e
le finanze, sen. Vegas, in virtu` del fatto
»che spesso alle regioni mancano i dati, per
cui non sono in grado di programmare i
propri bilanci con adeguatezza; inoltre il
tema delle addizionali regionali crea diversi
problemi alle regioni, in quanto non sono
in grado di conoscere con esattezza il gettito
delle addizionali e dunque hanno programmato incrementi delle addizionali che non
sono poi in grado di spendere nel corso
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
189
dell’anno, perche´ i bilanci sono comunque
redatti sulla base dello stato anteriore«
(cfr. l’audizione del 02/03/05).
` evidente quindi come, dal miglioraE
mento dello scambio di dati tra i sistemi
informativi centrali e gli enti locali, si
potrebbe conseguire anche il risultato di
una gestione piu` oculata di tutte le risorse;
nelle parole dell’assessore alle risorse finanziarie e bilancio della Regione Lombardia, Romano Colozzi »ancorche´ nei
limiti previsti dalla legge e riconfermati
dalle sentenze della Corte costituzionale, le
regioni e gli enti locali possono manovrare
le imposte nei limiti riconosciuti, e tuttavia,
non avendo conoscenza delle basi imponibili, operano spesso delle manovre al buio«
(cfr. l’audizione del 26/01/05).
Deve inoltre sottolinearsi come la realizzazione di strumenti di analisi fiscale
per la valutazione del gettito sia strettamente connessa con quella della lotta
all’evasione, richiedendo ambedue gli
obiettivi i requisiti della circolarita` delle
informazioni e l’uso corretto degli strumenti informatici.
Circa l’importanza di un efficace sistema di interscambio informatico nel
contrasto all’evasione e` stato dichiarato
dal prof. Leonardo Perrone nel corso della
sua audizione che »l’Anagrafe tributaria
costituisce una banca degli atti di rilevanza
economica e tutti i dati aventi una rilevanza economica sono utili per individuare
i soggetti passivi dei tributi. Se il comune
trasmette all’erario e ai vari enti di rilevazione, le proprie informazioni oppure se la
SOGEI trasmette i propri dati agli enti
impositori, dalla combinazione di tutti questi elementi emergerebbero la capacita` economica reale dei contribuenti, nonche´ i
soggetti passivi che ad oggi rimangono ancora occulti« (cfr. l’audizione del 16/03/
05).
Va peraltro ricordato come una piena
condivisione di dati tra le banche centralizzate e quelle delle anagrafi locali apporterebbe dei benefici anche sul versante
del recupero e dell’emersione del sommerso, questione gia` evidenziata dalla
Commissione in occasione della precedente indagine conoscitiva sul funziona-
—
Commissione bicamerale
mento e sulle modalita` di gestione dell’Anagrafe tributaria, in particolare sulla
base dei risultati di una sperimentazione
di allineamento dell’anagrafe comunale di
Torino con l’Anagrafe tributaria nazionale
che aveva fatto emergere una percentuale
di persone, pari all’1,8 per cento della
popolazione residente, assolutamente sconosciuta al fisco. Anche in virtu` di quanto
gia` emerso in quella occasione, si ritiene
opportuna la considerazione espressa dal
Ministro per gli Affari regionali, secondo
cui il controllo dell’evasione oggi non puo`
essere soltanto compito dello Stato; bensı`
deve esserci un intreccio d’informazioni e
di controlli che partano dagli enti locali
piu` che dallo Stato »se e` vero, com’e` vero,
che le evasioni che riguardano i tributi
locali sembrerebbero essere la fetta piu`
grossa« (cfr. l’audizione del 20/10/04).
D’altra parte, nel corso dell’indagine
conoscitiva e` emersa la disponibilita` da
parte degli enti locali ad assumere un
` stato in parruolo attivo in tal senso. E
ticolare ricordato dal rappresentante della
Conferenza dei presidenti delle regioni e
delle province autonome come, in occasione della legge finanziaria per il 2005, le
regioni avessero avanzato, anche se in
veste non formale ed unitaria, la disponibilita` ad essere associate, anche insieme
agli enti locali, nella lotta all’evasione,
sulla base della convinzione che »un contributo in questa direzione possa essere
ottenuto, se vi e` la volonta` politica, soltanto
attraverso l’integrazione dei database fiscali
esistenti a tutti i livelli« (cfr. l’audizione
del 26/01/05).
Va peraltro sottolineato che, al momento, disposizioni tendenti ad incentivare
la partecipazione dei comuni al contrasto
dell’evasione fiscale sono rinvenibili nel
decreto legge 30 settembre 2005, n. 203,
recante misure di contrasto all’evasione
fiscale e disposizioni urgenti in materia
tributaria e finanziaria (A.C. 6176) che, nel
testo approvato in via definitiva dalla Camera dei deputati il 30 novembre 2005,
prevede all’articolo 1, comma 1, l’attribuzione ai comuni del 30 per cento delle
maggiori somme, relative a tributi statali,
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
190
riscosse a seguito degli accertamenti cui
abbia contribuito l’intervento del comune
interessato.
Sono inoltre previste all’articolo 1,
comma 2, misure amministrative tese ad
agevolare la partecipazione dei comuni
all’attivita` di accertamento. A tal fine, la
determinazione delle modalita` tecniche
per l’accesso alle banche dati e per la
trasmissione ai comuni, anche in via telematica, di copia delle dichiarazioni relative ai contribuenti in essi residenti, e`
rimessa ad un provvedimento del direttore
dell’Agenzia delle entrate, da emanarsi,
entro quarantacinque giorni dalla data di
entrata in vigore del decreto legge, d’intesa
con la Conferenza Stato-citta` e autonomie
locali.
Risulta evidente come la portata delle
disposizioni sopra citate, nella finalita` di
potenziare l’azione di contrasto dell’evasione fiscale, vadano anche nella direzione
di un rafforzamento dei rapporti di collaborazione amministrativa ed interscambio tra strutture centrali e periferiche.
Si ricorda altresı` come il coinvolgimento di comuni, province e regioni nell’attivita` di accertamento volta a recuperare la capacita` contributiva sottratta al
prelievo tributario era gia` prefigurato nel
documento di programmazione economico
finanziaria 2006 – 2009 (doc. LVII, n. 5,
cap.V.6), proprio attraverso la previsione
della possibilita` di trasferire a questi enti
una quota delle maggiori entrate riscosse
per effetto della loro collaborazione.
Secondo il giudizio espresso dal prof.
Vitaletti nel corso dell’audizione del 9
marzo 2005, inoltre, la possibilita` di un
intervento attivo delle regioni sul fronte
dell’evasione puo` realizzarsi interagendo
con le sedi regionali delle Agenzie delle
entrate, attraverso la fornitura da parte di
queste ultime dei dati relativi ai consumi
e alle vendite fiscali regionali (che sono al
netto dell’evasione) al fine di poter procedere al confronto con i dati dei consumi
regionali calcolati dall’ISTAT (che invece
sono stimati al lordo dell’evasione).
Anche da parte dell’ANCI – come e`
stato ricordato dal sottosegretario per
l’economia e le finanze, sen. Vegas, nel
—
Commissione bicamerale
corso dell’audizione del 2 marzo 2005 – vi
e` stata la richiesta di definire legislativamente un meccanismo di compartecipazione dei comuni agli accertamenti fiscali.
Va peraltro evidenziato come tale esigenza
– pur considerata utile e condivisibile –
sia tuttavia considerata di difficile soluzione tecnica, ponendosi questioni riguardanti la privacy, le modalita` di accesso e
accertamento dei comuni e, non ultimo, il
fatto che gli stessi verrebbero ad essere
cointeressati anche per una parte del gettito. Per procedere ad un approfondimento della questione, e` stato quindi costituito presso il Ministero dell’economia e
delle finanze un tavolo tecnico con gli enti
locali per verificare se, gia` con la prossima
finanziaria, possa essere definita una normativa in tal senso.
Importante appare, infine, l’affermazione del Sottosegretario per le riforme
istituzionali e la devoluzione, on. Nuccio
Carrara, secondo il quale i meccanismi di
coordinamento e di cooperazione ritenuti
necessari per il recupero e l’emersione
dell’evasione fiscale non debbono tradursi
in uno strumento di coazione da parte
dello Stato, ovvero in un’occasione per
riaffermare la propria superiorita` gerarchica, »in quanto negata dal nuovo assetto
istituzionale« , bensı` esplicarsi in un contesto di leale collaborazione e di pari
dignita` tra Stato, regioni ed enti locali (cfr.
l’audizione del 22/06/05).
CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE
Dall’indagine conoscitiva svolta dalla
Commissione – che si e` articolata in
quattordici audizioni – e` emerso in linea
generale che l’attuazione del federalismo
fiscale, comportando la realizzazione di un
sistema della fiscalita` allargata, e` un processo che non puo` prescindere dall’uso
della tecnologia informatica e quindi rappresenta l’occasione per mettere a disposizione degli enti locali il patrimonio di
conoscenze e di dati dell’Anagrafe tributaria.
Dal complesso delle audizioni effettuate
e` stato infatti possibile acquisire una significativa mole di elementi informativi e
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
191
spunti di riflessione sulle prospettive e
sulle problematiche esistenti in materia di
integrazione ed interoperabilita` tra i sistemi informatici tributari delle amministrazioni centrali e locali.
L’attuazione del federalismo fiscale
permettera`, nel rispetto della normativa
sulla protezione dei dati personali, di
acquisire informazioni utili alla crescita
dell’autonomia tributaria di regioni, province e comuni, nonche´ realizzare nuove
soluzioni tecniche ed organizzative che
potranno risultare funzionali al processo
di attuazione del nuovo decentramento
definito dalla recente riforma costituzionale, la quale appunto conferisce particolare rilievo al ruolo di regioni ed enti locali
quali centri di erogazione della maggiore
parte dei servizi rivolti ai cittadini ed alle
imprese.
Nella realizzazione di un sistema piu`
omogeneo si rendera` peraltro necessaria
una piu` incisiva e reciproca collaborazione
tra Stato ed enti territoriali, attraverso
l’analisi delle informazioni disponibili, la
verifica e la misura della qualita` delle
stesse, anche al fine di evitare eventuali
duplicazioni o sovrapposizioni strutturali e
` emerso, infatti, come l’attuafunzionali. E
zione del federalismo fiscale rappresenti
un processo delicato e complesso che richiede massima attenzione ai costi, un
forte coordinamento fra i diversi enti
coinvolti e un monitoraggio costante della
qualita` dei servizi forniti ai contribuenti
nella fase di transizione.
In particolare, appare necessario, proprio in coerenza con il decentramento
delle entrate oltre che delle spese in termini di funzioni e compiti, predisporre
una chiara strategia per consentire agli
enti locali di partecipare alla formazione
dei dati prima ancora di essere utenti
dell’anagrafe tributaria e, piu` in generale,
del sistema informativo integrato.
A tal fine (anche sulla base di quanto
previsto dall’articolo 14, comma 3, del
decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82
recante l’istituzione del Codice dell’amministrazione digitale) si ritiene utile suggerire – riproponendo in tal modo un metodo partecipativo e di concertazione gia`
—
Commissione bicamerale
prospettato dalla Commissione in occasione della precedente indagine conoscitiva
sull’armonizzazione dei sistemi di gestione
dell’anagrafe tributaria – la necessita` di
dare vita ad una sorta di »cabina di
regia« , rappresentativa di tutte le tipologie
di enti coinvolti che, in modo collegiale,
definisca azioni ed interventi da fare,
tempi e costi e garantisca il monitoraggio
dei risultati.
La creazione di un tale organismo
collegiale potrebbe peraltro – nella specifica materia tributaria – avere un ruolo
propulsivo nei confronti della Commissione di coordinamento del Sistema pubblico di connettivita` che, a norma dell’articolo 8 del decreto legislativo 28 febbraio
2005, n. 42, assicura il raccordo tra le
amministrazioni pubbliche, nel rispetto
delle funzioni e dei compiti spettanti a
ciascuna di esse, promuovendone altresı` la
cooperazione applicativa.
L’opportunita` di pervenire ad un organismo di raccordo e confronto tra le
esigenze locali e quelle dell’amministrazione centrale trova una ulteriore ragione
anche nella circostanza – intervenuta durante lo svolgimento dell’ indagine conoscitiva – della fusione per incorporazione
di SOGEI IT da parte di SOGEI.
Al riguardo si sottolinea come a seguito
di tale decisione – che, di fatto, ha determinato la scomparsa del soggetto tecnico funzionalmente preposto ad attivita`
di consulenza e supporto nello sviluppo
dei sistemi informativi per enti e istituzioni locali – si rendera` necessario, nell’ambito della struttura organizzativa di
SOGEI, configurare uno specifico settore
che abbia la funzione di braccio operativo
nell’integrazione tra sistemi centrali e periferici, al fine di preservare il patrimonio
di know how originariamente detenuto da
SOGEI IT, evitandone la dispersione,
nonche´ adottare una strategia aziendale
tale da agevolare occasioni di partnership
con le realta` locali, arrivando finanche a
favorire per le stesse la possibilita` di
forme di partecipazione azionarie al capitale di SOGEI, anche in virtu` di una
disponibilita` – seppur informale – manifestata in tal senso dai rappresentanti
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
192
degli enti locali (segnatamente dalla Conferenza dei presidenti delle regioni e delle
province autonome) nel corso della seduta
del 26 gennaio 2005.
L’indagine effettuata ha fatto anche
emergere che la normativa alla base degli
scambi informativi fra centro – segnatamente Ministero dell’economia e delle finanze – ed enti territoriali non e` riconducibile ad un quadro di insieme omogeneo e strutturato. Le varie norme in effetti
si sono sovrapposte nel tempo principalmente per rispondere allo specifico problema da risolvere; nella sostanza, ogni
flusso informativo e` stato regolamentato
ad hoc, prescindendo spesso da quanto
disposto per la gestione dei flussi affini.
In tal senso si ritiene che la pubblicazione del Codice dell’amministrazione digitale, che stabilisce i principi fondamentali per l’unitarieta` del contesto in cui
attuare l’accesso e lo scambio di informazioni tra pubbliche amministrazioni, costituendo in tal modo una sorta di »Costituzione« per il mondo dell’informatica
pubblica, possa rappresentare l’occasione
per ricondurre – anche attraverso l’emanazione di uno specifico testo unico di
riordino della materia – l’attuale frammentazione normativa all’interno di una
cornice unitaria.
Nella valutazione dell’esistente, puo` affermarsi che gia` attualmente lo scambio di
dati tra centro e periferia si presenta
intenso ed articolato, trovando peraltro
conferma nell’eccellenza del know-how
tecnologico ed organizzativo messo a disposizione dalla SOGEI nella sua qualita`
di partner dell’Amministrazione finanziaria. In particolare, i due sistemi d’interscambio SIATEL dell’Agenzia delle entrate
e SISTER dell’Agenzia del territorio offrono agli enti territoriali un’ampia
gamma di servizi per lo scambio di flussi
informativi.
All’interno di SIATEL, infatti, lo strumento che consente di allineare l’anagrafe
comunale a quella dei codici fiscali sta
dando, secondo i dati forniti, dei risultati
apprezzabili, soprattutto nella corretta distribuzione a tutti gli assistiti della Tessera
sanitaria, consentendo alle Aziende sani-
—
Commissione bicamerale
tarie locali di realizzare consistenti risparmi con la cancellazione dai loro archivi di soggetti duplicati, non piu` residenti o deceduti. L’esperienza accumulata
in questo servizio, inoltre, potra` essere
utilizzata per progettare e realizzare servizi simili per l’allineamento di altre tipologie di banche dati fiscali.
Per quanto riguarda l’Agenzia del territorio, oltre a SISTER, e` in avanzata
sperimentazione e in fase di rilascio il
servizio (progetto SIGMATER) che rende
disponibili in linea ai comuni gli archivi
del Catasto.
Per l’immediata prospettiva, dalle audizioni effettuate si ritiene di poter individuare tre principali aree d’intervento
sulle quali intensificare un rapporto di
collaborazione ed interscambio tra Anagrafe tributaria centrale e sistema delle
autonomie locali:
1) l’allineamento fra archivi centrali e
periferici dei dati sugli immobili per ridurre l’evasione di ICI e TARSU, agevolando i controlli riguardanti la fiscalita`
immobiliare affidata ai comuni, anche
nella prospettiva del passaggio delle funzioni catastali agli stessi;
2) l’estensione della disponibilita`, per
anno finanziario, di strumenti utili a monitorare l’andamento delle imposte erariali
sul territorio di competenza al fine di
evitare le cosiddette »manovre al buio« ; in
particolare, risulta di estrema importanza
la conoscenza dell’andamento dell’IRAP
per le regioni e dell’IRPEF per i comuni,
al fine di individuare, con sufficiente approssimazione, il gettito della relativa addizionale;
3) la sperimentazione di incroci fra
dati centrali e dati detenuti dagli enti
locali per verificare l’apporto che questi
ultimi possono dare alla riduzione dell’evasione.
Da un punto di vista operativo sara`
quindi necessario prestare attenzione ai
seguenti aspetti, perseguendone il perfezionamento:
a) lo scambio tempestivo e bidirezionale tra centro e periferia di gettiti ed
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
193
imponibili per attuare in modo efficace ed
equo l’attribuzione e la redistribuzione
delle risorse fiscali;
b) l’avvio di automatismi volti ad
integrare ed allineare le informazioni possedute al centro e in periferia su soggetti
ed oggetti di imposta, con l’estensione, per
quanto possibile, delle applicazioni e dei
modelli tecnico-organizzativi adottati al
centro; cio` in quanto – oltre a soddisfare
le piu` volte richiamate esigenze di omogeneita` – le fasi del processo di gestione
del tributo amministrato, al di la` del tipo,
sono simili (informare il contribuente, determinare l’imponibile e calcolare l’imposta, versare il dovuto, abbinare i pagamenti, accertare l’evasione);
c) la produzione di liste selettive
tramite incroci fra dati posseduti al centro
e dati posseduti in periferia per promuovere la partecipazione degli enti locali
all’attivita` di accertamento;
d) proprio nella fase di costruzione
del sistema informativo fiscale di tipo
federale, caratterizzato da significative
aree di autonomia da parte delle regioni e
degli enti locali, si pone l’esigenza di
evitare, attraverso un’efficace coordinamento degli aspetti procedurali e informatici, che esso si trasformi in un ginepraio
inestricabile per cittadini ed operatori. In
altri termini, occorre assicurare la semplicita` del sistema sia per gli enti utenti
che per i contribuenti i cui dati confluiscono in esso.
Dalle audizioni svolte e` risultato come
in taluni casi gli enti territoriali partecipano ai costi dei servizi stipulando convenzioni onerose con l’amministrazione
centrale, e come cio` per i piccoli comuni
– che nel nostro Paese sono circa 5.900 –
possa costituire un problema di carattere
finanziario. Detta circostanza, unitamente
all’altra criticita` emersa relativa alla diversita` e talvolta alla scarsita` di tecnologie
e competenze professionali attualmente
presenti negli uffici tributi degli enti locali,
dovrebbe suggerire l’adozione di modalita`
operative nuove e piu` efficienti.
—
Commissione bicamerale
Tra queste appare valida alla Commissione quella della gestione associata dei
sistemi informativi – indicazione peraltro
contenuta nella Relazione della Corte dei
Conti su »L’automazione delle contabilita`,
delle funzioni e dei servizi negli enti
locali« , trasmessa al Parlamento il 18
giugno 2003 – la quale in effetti si configura come una modalita` da cui gli enti
locali, in primis i comuni piu` piccoli,
possono trarre benefici non solo in termini
di ripartizione dei costi finanziari per
l’attivazione di servizi, ma anche in termini di superamento di una situazione che
vede, come detto, le strutture locali alquanto differenziate in termini di risorse
umane e tecnologiche preposte alla gestione delle imposte locali e al conseguente
trattamento e identificazione dei dati di
tutti i contribuenti.
Al riguardo, va sottolineata l’esigenza
che l’acquisizione delle soluzioni tecniche
e procedimentali appropriate da parte degli enti territoriali avvenga, d’intesa con le
associazioni delle autonomie, in una logica
di mercato, fermi restando i requisiti tecnici di interconnessione ed interoperabilita`. Pertanto, dovrebbero essere contrastate eventuali tendenze monopolistiche ed
escluse soluzioni obbligate. La logica deve
essere sempre quella del mercato aperto e
della concorrenza: il servizio offerto da un
gestore tecnologico centrale puo` costituire
la migliore opportunita`, ma non l’unica.
Sembra inoltre opportuno sottolineare
come la Commissione, nel corso dell’attivita` conoscitiva svolta, abbia posto particolare attenzione a che, nella configurazione e disciplina dei sistemi informativi
preposti allo scambio di dati ed informazioni tributarie tra centro e periferia,
siano sempre rispettate le prescrizioni di
cui al decreto legislativo 30 giugno 2003,
n. 196, recante il Codice in materia di
protezione dei dati personali, nonche´
quelle di cui al decreto legislativo 7 marzo
2005, n. 82, recante il Codice dell’amministrazione digitale. In sostanza si ritiene
utile raccomandare che le modalita` inerenti lo scambio di dati tra amministrazioni pubbliche debbano siano sempre
improntate al rispetto dei diritti e delle
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
194
liberta` fondamentali, con particolare riferimento alla riservatezza, all’identita` personale e al diritto alla protezione dei dati
personali.
D’altra parte, nel contesto piu` generale
dell’e-government, l’importanza e la necessita` di perseguire un contemperamento tra
l’esigenza della diffusione dei dati e quella
della tutela della riservatezza trova riscontro anche nella recente giurisprudenza
costituzionale.
Si ricorda a tal proposito come da
parte della Consulta vi sia stato un chiaro
indirizzo in tal senso nella sentenza n. 271
del 23 giugno 2005, con la quale e` stata
dichiarata
l’illegittimita`
costituzionale
della legge della Regione Emilia-Romagna
del 24 maggio 2004, n. 11, »Sviluppo regionale della societa` dell’informazione”,
nella parte in cui prevedeva la emanazione
di un regolamento regionale per la disciplina della cessione dei dati a privati e a
soggetti pubblici al fine di fornire la disponibilita` dei dati contenuti nei propri
sistemi informativi (articolo 12), e nella
parte in cui, prevedendosi l’istituzione del
—
Commissione bicamerale
Sistema informativo regionale (SIR), si
ometteva il richiamo alle garanzie e ai
limiti previsti dal Codice in materia di
protezione dei dati personali (articolo 13
comma 1).
Tale pronuncia della Corte, che si richiama, come detto, alle disposizioni concernenti la tutela dei dati personali, puo` in
effetti rappresentare a giudizio della Commissione un punto di riferimento anche
nell’ambito dei processi di interscambio di
flussi informativi di tipo fiscale ed economico, siano essi finalizzati alla fluidificazione dei rapporti tra cittadini e pubblica
amministrazione, al contrasto del mancato
adempimento dell’obbligo tributario o ad
una efficiente programmazione e gestione
delle risorse finanziarie.
Cio` sembrerebbe peraltro confermare
– il che costituisce motivo di apprezzamento da parte della Commissione –
come, nell’ambito della specifica materia
tributaria, occorra sempre tenere presente
l’equilibrio tra le esigenze di riservatezza e
quelle di conoscenza.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
195
—
Commissione d’inchiesta
COMMISSIONE PARLAMENTARE
DI INCHIESTA
sul ciclo dei rifiuti e sulle attivita` illecite
ad esso connesse
S O M M A R I O
Audizione di Leonardo Tamborini, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale
di Massa (Svolgimento e conclusione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
195
Audizione di Antonio Mariotti, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di
Lucca (Svolgimento e conclusione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
195
Mercoledı` 30 novembre 2005. – Presidenza del presidente Paolo RUSSO.
La seduta comincia alle 13.50.
(La Commissione approva il processo
verbale della seduta precedente).
Paolo RUSSO, presidente, avverte che,
non essendovi obiezioni, la pubblicita` dei
lavori sara` assicurata anche mediante l’attivazione dell’impianto audiovisivo a circuito chiuso.
(Cosı` rimane stabilito).
Intervengono, per porre quesiti e formulare osservazioni, i deputati Paolo
RUSSO, presidente, Egidio BANTI (MARGH-U) e Donato PIGLIONICA (DS-U).
In sede di replica Leonardo TAMBORINI, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Massa, avanza
la richiesta che la seduta prosegua in
seduta segreta.
Paolo RUSSO, presidente, preso atto che
la Commissione concorda, dispone che
l’audizione prosegua in seduta segreta.
(I lavori proseguono in seduta segreta.
Indi riprendono in seduta pubblica)
Audizione di Leonardo Tamborini, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Massa.
(Svolgimento e conclusione).
Paolo RUSSO, presidente, introduce
l’audizione all’ordine del giorno.
Leonardo TAMBORINI, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Massa, riferisce sui temi oggetto
dell’audizione.
Paolo RUSSO, presidente, ringrazia il
dottor Leonardo Tamborini i colleghi intervenuti e dichiara conclusa l’audizione.
Audizione di Antonio Mariotti, sostituto procuratore
della Repubblica presso il Tribunale di Lucca.
(Svolgimento e conclusione).
Paolo RUSSO, presidente, introduce
l’audizione all’ordine del giorno.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
196
Antonio MARIOTTI, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di
Lucca, fa richiesta che la sua audizione si
svolga in seduta segreta.
—
Commissione d’inchiesta
Paolo RUSSO, presidente, ringrazia il
dottor Antonio Mariotti, i colleghi intervenuti e dichiara conclusa l’audizione
La seduta termina alle 15.35.
Paolo RUSSO, presidente, preso atto che
la Commissione concorda, dispone che
l’audizione si svolga in seduta segreta.
(I lavori proseguono in seduta segreta.
Indi riprendono in seduta pubblica)
N.B.: Il resoconto stenografico della seduta sara` pubblicato in un fascicolo a
parte.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
197
—
Commissione di inchiesta
COMMISSIONE PARLAMENTARE
DI INCHIESTA
sulla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin
S O M M A R I O
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI . . . . . . . . . . .
197
Comunicazioni del Presidente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
197
Deliberazioni ai sensi dell’articolo 10-bis, comma 1, del regolamento interno . . . . . . . . . . . . . .
198
Sulla pubblicita` dei lavori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
198
Esame testimoniale di Renato Masia (Svolgimento e conclusione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
198
Esame testimoniale di Fabrizio La Vigna (Svolgimento e conclusione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
198
Esame testimoniale di Luigi Palumbo (Svolgimento e conclusione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
198
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO
DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del presidente Carlo TAORMINA.
L’ufficio di presidenza, integrato dai
rappresentanti dei gruppi, si e` riunito
dalle 14.20 alle 16.40.
Mercoledı` 30 novembre 2005. — Presidenza del presidente Carlo TAORMINA.
La seduta comincia alle 16.45.
nella settimana dal 5 al 9 dicembre 2005,
si articolera` come segue:
Mercoledı` 7 dicembre 2005.
Al termine a.m. dei lavori dell’Assemblea
Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei gruppi.
Al termine
Comunicazioni del Presidente.
Al termine
Comunicazioni del Presidente.
Carlo TAORMINA, presidente, riservandosi di apportare le modifiche che si
rendessero necessarie, comunica che, conformemente a quanto deciso nella riunione odierna dell’Ufficio di presidenza,
integrato dai rappresentanti dei gruppi, il
calendario dei lavori della Commissione
Esame testimoniale di Pietro Petrucci.
Al termine
Esame testimoniale di Amedeo Sturchio.
La Commissione prende atto.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
198
Carlo TAORMINA, presidente, comunica che la Commissione ha acquisito i
seguenti atti:
in data 24 novembre 2005, relazione
di servizio dei consulenti Corinaldesi e Di
Marco, avente natura di atto segreto;
in data 29 novembre 2005, missiva di
Guido Garelli alla dottoressa Silvia Corinaldesi, liberamente consultabile.
La Commissione prende atto.
Carlo TAORMINA, presidente, comunica che, il signor Franco Giorgi ha formulato tramite il suo avvocato Guido De
Maio, ai sensi dell’articolo 15, comma 3,
del regolamento interno della Commissione, una richiesta di modifica al testo del
resoconto stenografico del suo esame
testimoniale svolto il 9 febbraio 2005. Di
tale richiesta di integrazione e` data menzione in calce al rispettivo resoconto stenografico della seduta del 9 febbraio 2005.
La Commissione prende atto.
Deliberazioni ai sensi dell’articolo 10-bis, comma 1,
del regolamento interno.
—
Commissione di inchiesta
giorno. Pone, quindi, domande e formula
osservazioni, alle quali risponde Renato
MASIA.
Carlo TAORMINA, presidente, ringrazia
Renato Masia e dichiara concluso l’esame
testimoniale.
Esame testimoniale di Fabrizio La Vigna.
(Svolgimento e conclusione).
Carlo TAORMINA, presidente, introduce l’esame testimoniale all’ordine del
giorno.
Pongono, quindi, domande e formulano
osservazioni Carlo TAORMINA, presidente,
e Raffaello DE BRASI (DS-U), alle quali
risponde Fabrizio LA VIGNA.
Carlo TAORMINA, presidente, ringrazia
Fabrizio La Vigna e dichiara concluso
l’esame testimoniale.
Esame testimoniale di Luigi Palumbo.
(Svolgimento e conclusione).
(La Commissione delibera di procedere
in seduta segreta. Indi riprende in seduta
pubblica).
Sulla pubblicita` dei lavori.
Carlo TAORMINA, presidente, propone
che, se non vi sono obiezioni, la pubblicita`
dei lavori sia assicurata anche mediante
l’attivazione dell’impianto audiovisivo a
circuito chiuso.
(Non essendovi obiezioni, cosı` rimane
stabilito).
Carlo TAORMINA, presidente, introduce l’esame testimoniale all’ordine del
giorno.
Pongono, quindi, domande e formulano
osservazioni Carlo TAORMINA, presidente,
e Raffaello DE BRASI (DS-U), alle quali
risponde Luigi PALUMBO.
Carlo TAORMINA, presidente, ringrazia
Luigi Palumbo e dichiara concluso l’esame
testimoniale.
La seduta termina alle 17.45.
Esame testimoniale di Renato Masia.
(Svolgimento e conclusione).
Carlo TAORMINA, presidente, introduce l’esame testimoniale all’ordine del
N.B.: Il resoconto stenografico della seduta della Commissione e` pubblicato in un
fascicolo a parte.
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
199
—
Indice Generale
INDICE GENERALE
GIUNTA PER LE AUTORIZZAZIONI
Seguito dell’esame di una domanda di autorizzazione all’utilizzo di intercettazioni telefoniche
di conversazioni del deputato Ugo Martinat (nell’ambito del procedimento penale
n. 1918/04 RGNR – Torino) (Doc. IV, n. 12) (Seguito dell’esame e rinvio) . . . . . . . . . . . . . .
3
AVVERTENZA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
5
ERRATA CORRIGE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
5
COMMISSIONI RIUNITE (VIII e X Camera e 10a e 13a Senato)
AUDIZIONI:
Audizione del Ministro per le attivita` produttive, Claudio Scajola, sui problemi dell’attuazione
del Protocollo di Kyoto in relazione al sistema produttivo del Paese (Svolgimento e
conclusione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
6
COMMISSIONI RIUNITE (VII e XIV)
AUDIZIONI INFORMALI:
Audizioni informali di rappresentanti della SIAE, dell’Associazione nazionale gallerie d’arte
moderna e contemporanea (ANGAMC) e dell’Associazione nazionale case d’asta (ANCA),
nell’ambito dell’esame dello schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva
2001/84/CE relativa al diritto dell’autore di un’opera d’arte sulle successive vendite
dell’originale (atto n. 560) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
7
COMMISSIONI RIUNITE (VIII e IX)
INDAGINE CONOSCITIVA:
Indagine conoscitiva sullo stato e sulle prospettive di sviluppo del settore autostradale (Rinvio
del seguito dell’esame del documento conclusivo) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
8
COMMISSIONI RIUNITE (IX e XI)
RISOLUZIONI:
7-00707 De Laurentiis: Lavoratori nel settore postale e disciplina dell’indennita` di buonuscita
(Seguito della discussione e rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
9
I Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni
COMITATO DEI NOVE:
Svolgimento contestuale delle elezioni politiche e amministrative. C. 6141-A Violante . . . . .
12
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
200
—
Indice Generale
COMITATO RISTRETTO:
Diritto di voto di cittadini residenti temporaneamente all’estero. C. 809 Ramponi, C. 880
Spini, C. 3140 Borriello e C. 4382 Buemi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
12
COMITATO PERMANENTE PER I PARERI:
Non sequestrabilita` delle opere d’arte prestate all’Italia. Nuovo testo C. 2811 Selva (Parere
alla VII Commissione) (Esame e conclusione – Parere favorevole con una osservazione) .
12
ALLEGATO 1 (Parere approvato) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
21
Disposizioni in materia di inquinamento acustico. Nuovo testo C. 5951 Airaghi (Parere alla
VIII Commissione) (Esame e conclusione – Parere favorevole) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
13
ALLEGATO 2 (Parere approvato) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
22
Istituzione del profilo di docente presso la Scuola di lingue estere dell’Esercito. C. 6023
Governo, approvato dalla IV Commissione del Senato (Parere alla XI Commissione) (Esame
e conclusione – Parere favorevole con una condizione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
13
ALLEGATO 3 (Parere approvato) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
23
Modifica della disciplina normativa relativa alla tutela della maternita` delle donne dirigenti.
C. 6009, approvata dalla XI Commissione del Senato (Parere alla XI Commissione) (Esame
e conclusione – Parere favorevole) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
14
ALLEGATO 4 (Parere approvato) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
25
Assegno sostitutivo dell’accompagnatore militare o dell’accompagnatore del servizio civile a
favore dei grandi invalidi di guerra o per servizio. C. 6105, approvato dal Senato (Parere
alla XI Commissione) (Esame e conclusione – Parere favorevole con una osservazione) .
14
ALLEGATO 5 (Parere approvato) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
26
ATTI DEL GOVERNO:
Schema di regolamento recante modifiche al regolamento di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 6 marzo 2001, n. 245 concernente organizzazione degli uffici di diretta
collaborazione del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio. Atto n. 566 (Esame
e rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
15
SEDE REFERENTE:
Diritto di voto di cittadini residenti temporaneamente all’estero. C. 809 Ramponi, C. 880
Spini, C. 3140 Borriello e C. 4382 Buemi (Seguito dell’esame e rinvio – Adozione del testo
base) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
17
ALLEGATO 6 (Testo unificato predisposto dal relatore ed adottato come testo base) . . . . . . . .
27
Modifica dell’intesa con la Tavola Valdese. C. 5983 Governo (Seguito dell’esame e rinvio) .
18
Modifica dell’intesa con l’Unione italiana delle Chiese cristiane avventiste del 7o giorno. C.
5085 Governo (Seguito dell’esame e rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
18
Riconoscimento della qualifica di agente di pubblica sicurezza ai conducenti di automezzi
speciali dipendenti dal Ministero della giustizia. C. 585 Cola (Seguito dell’esame e rinvio) . . .
18
Sull’ordine dei lavori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
19
Attivita` di relazione istituzionale. C. 5567 Colucci, C. 1567 Pisicchio, C. 3485 Daniele Galli
e C. 5939 De Laurentiis (Seguito dell’esame e rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
20
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI . . . . . . . . . . .
20
AVVERTENZA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
20
II Giustizia
SEDE REFERENTE:
Modifiche in materia processuale civile. C. 5960, approvata dal Senato (Seguito dell’esame e
rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
29
ALLEGATO 1 (Emendamenti) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
36
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
201
—
Indice Generale
ATTI DEL GOVERNO:
Schema di decreto legislativo recante modifica dell’organico della Corte di cassazione e
disciplina relativa ai magistrati di merito applicati presso la stessa. Atto n. 547 (Seguito
dell’esame e conclusione – Parere favorevole con condizioni ed osservazioni) . . . . . . . . . . . .
30
ALLEGATO 2 (Proposta di parere del relatore) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
37
(Proposta alternativa di parere) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
38
(Parere approvato dalla Commissione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
40
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI . . . . . . . . . . .
32
SEDE CONSULTIVA:
Ordinamento della polizia locale. Testo unificato C. 2 d’iniziativa popolare ed abb. (Parere
alla I Commissione) (Seguito dell’esame e rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
32
Disposizioni in materia di inquinamento acustico. Nuovo testo C. 5951 (Parere all’VIII
Commissione) (Esame e conclusione – Parere contrario) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
33
ALLEGATO 3 (Parere approvato dalla Commissione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
42
AVVERTENZA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
35
III Affari esteri e comunitari
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI . . . . . . . . . . .
44
COMUNICAZIONI DEL PRESIDENTE:
Sulla missione a Nairobi in occasione della VI Sessione della Tavola rotonda parlamentare
sulla lotta alla desertificazione (25-26 ottobre 2005) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
44
AVVERTENZA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
45
IV Difesa
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI . . . . . . . . . . .
46
ATTI DEL GOVERNO:
Schema di decreto ministeriale per il riparto dello stanziamento iscritto nello stato di
previsione della spesa del Ministero della difesa per l’anno 2005, relativo a contributi da
erogare ad enti, istituti, associazioni, fondazioni ed altri organismi, ai sensi dell’articolo
32, comma 2, della legge 28 dicembre 2001, n. 448. Atto n. 565 (Esame, ai sensi dell’articolo
143, comma 4, del Regolamento, e conclusione – Nulla osta) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
46
SEDE CONSULTIVA:
Disposizioni in materia di polizia locale. Testo unificato C. 2 d’iniziativa popolare e abbinate
(Parere alla I Commissione) (Esame e conclusione – Nulla osta) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
49
Nuove disposizioni in materia di assegno sostitutivo dell’accompagnatore militare. C. 6105,
gia` approvato dalla IV Commissione permanente del Senato, e abbinate (Parere alla XI
Commissione) (Esame e conclusione – Parere favorevole) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
50
V Bilancio, tesoro e programmazione
SEDE CONSULTIVA:
Contributo straordinario all’Unione italiana ciechi. Ulteriore nuovo testo C. 5198, approvata
dalla 12a Commissione del Senato (Parere alla XII Commissione) (Esame emendamenti e
conclusione – Parere contrario) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
52
SEDE REFERENTE:
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge
finanziaria 2006). C. 6177 Governo, approvato dal Senato.
Bilancio di previsione dello Stato per l’anno 2006 e bilancio pluriennale 2006-2008. C. 6178
Governo, e relative note di variazione C. 6178-bis e C. 6178-ter, approvato dal Senato
(Seguito dell’esame congiunto e rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
52
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
202
—
Indice Generale
ATTI DEL GOVERNO:
Schema di decreto legislativo recante istituzione della scuola superiore della magistratura,
nuove norme in tema di tirocinio e formazione degli uditori giudiziari, nonche´ nuove
norme in tema di aggiornamento professionale e formazione dei magistrati, in attuazione
della delega di cui agli articoli 1, comma 1, lettera b) e 2, comma 2, della legge 25 luglio
2005, n. 150. Atto n. 544 (Seguito dell’esame, ai sensi dell’articolo 143, comma 4, del
regolamento, e rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
56
ALLEGATO 1 (Documentazione depositata dal Ministero dell’economia e delle finanze) . . . . .
67
ALLEGATO 2 (Documentazione depositata dal Ministero della giustizia) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
70
Schema di decreto legislativo recante disciplina della composizione, delle competenze e della
durata in carica dei consigli giudiziari ed istituzione del consiglio direttivo della Corte di
cassazione, in attuazione della delega di cui agli articoli 1, comma 1, lettera c), e 2, comma
3, della legge 25 luglio 2005, n. 150. Atto n. 545 (Seguito dell’esame, ai sensi dell’articolo
143, comma 4 del regolamento, e rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
57
ALLEGATO 3 (Documentazione depositata dal Ministero dell’economia e delle finanze) . . . . .
73
Schema di decreto legislativo recante disciplina del conferimento degli incarichi direttivi
giudicanti e requirenti di legittimita`, nonche´ degli incarichi direttivi giudicanti e requirenti
di primo e secondo grado nel periodo antecedente all’entrata in vigore delle disposizioni
di cui all’articolo 2, comma 1, lettera h), numero 17) e lettera i), numero 6), della legge
25 luglio 2005, n. 150, in attuazione della delega di cui all’articolo 2, comma 10, della
medesima legge. Atto n. 546 (Seguito dell’esame, ai sensi dell’articolo 143, comma 4 del
regolamento, e rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
57
ALLEGATO 4 (Documentazione depositata dal Ministero della giustizia) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
75
Schema di decreto legislativo recante modifica dell’organico della Corte di cassazione e della
disciplina relativa ai magistrati di merito applicati presso la stessa, in attuazione della
delega di cui agli articoli 1, comma 1, lettera e), e 2, comma 5, della legge 25 luglio 2005,
n. 150. Atto n. 547 (Seguito dell’esame, ai sensi dell’articolo 143, comma 4 del regolamento,
e rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
58
ALLEGATO 5 (Documentazione depositata dal Ministero della giustizia) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
76
SEDE REFERENTE:
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge
finanziaria 2006). C. 6177 Governo, approvato dal Senato.
Bilancio di previsione dello Stato per l’anno 2006 e bilancio pluriennale 2006-2008. C. 6178
Governo, e relative note di variazione C. 6178-bis e C. 6178-ter, approvato dal Senato
(Seguito dell’esame congiunto e rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
58
AVVERTENZA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
66
VI Finanze
INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE:
5-04628 Grandi: Eventuale coinvolgimento di appartenenti alla Guardia di Finanza nelle
indagini sul sedicente dipartimento studi strategici antiterrorismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
79
ALLEGATO 1 (Testo della risposta) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
89
5-04959 Leo: Dichiarazione integrativa relativa alla deduzione di spese derivanti da operazioni
intercorse con imprese domiciliate in Stati o territori non appartenenti all’Unione europea .
79
ALLEGATO 2 (Testo della risposta) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
90
ATTI DEL GOVERNO:
Schema di decreto ministeriale per l’individuazione delle lotterie nazionali da effettuare
nell’anno 2006. Atto n. 557 (Esame e conclusione – Parere favorevole con osservazioni) .
80
ALLEGATO 3 (Parere approvato dalla Commissione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
92
SEDE REFERENTE:
Esenzione dall’imposta sul reddito delle societa` per le contrade storiche di Siena. Testo
unificato C. 5406 Vigni, C. 6075 Migliori e C. 6156 Degennaro (Seguito dell’esame e
rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
85
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
203
—
Indice Generale
RISOLUZIONI:
7-00664 Benvenuto: Esecuzione tributaria per le donazioni di attrezzature informatiche in
favore delle ONLUS (Seguito della discussione e conclusione – Approvazione della
risoluzione n. 8-00144) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
87
ALLEGATO 4 (Testo della risoluzione approvato dalla Commissione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
93
7-00699 Benvenuto: Modalita` di tassazione dei lavoratori frontalieri italiani (Seguito della
discussione e conclusione – Approvazione della risoluzione n. 8-00145) . . . . . . . . . . . . . . . . . .
88
ALLEGATO 5 (Nuovo testo della risoluzione approvato dalla Commissione) . . . . . . . . . . . . . . . . .
94
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI . . . . . . . . . . .
88
VII Cultura, scienza e istruzione
SEDE CONSULTIVA:
Ordinamento della polizia locale. Testo unificato C. 2 e abb. (Parere alla I Commissione)
(Seguito dell’esame e conclusione – Parere favorevole) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
95
Assegno sostitutivo dell’accompagnatore militare o dell’accompagnatore del servizio civile
a favore dei grandi invalidi di guerra o per servizio. C. 6105, approvata dal Senato
(Parere alla XI Commissione) (Seguito dell’esame e conclusione – Parere favorevole con
condizione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
96
SEDE REFERENTE:
Incentivazione della pratica sportiva dei cittadini disabili e promozione degli sport paralimpici. C. 5696 Polledri (Esame e rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
96
Stato giuridico e diritti degli insegnanti della scuola. Testo unificato C. 4091 Santulli e C. 4095
Angela Napoli (Seguito dell’esame e rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
98
ALLEGATO 1 (Emendamenti) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
104
ATTI DEL GOVERNO:
Elenco delle proposte di istituzione e di finanziamento di comitati nazionali per le
celebrazioni e manifestazioni culturali per l’anno 2006. Atto n. 558 (Seguito dell’esame e
conclusione – Parere favorevole con osservazione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
99
ALLEGATO 2 (Proposta di parere del relatore) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
108
ALLEGATO 3 (Parere approvato dalla Commissione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
109
AVVERTENZA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
103
ERRATA CORRIGE . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
103
VIII Ambiente, territorio e lavori pubblici
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI . . . . . . . . . . .
110
INTERROGAZIONI:
5-04896 Reduzzi: Completamento dell’asse interurbano Seriate-Ponte San Pietro . . . . . . . . . .
110
ALLEGATO 1 (Testo della risposta) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
115
INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA:
5-05000 Iannuzzi: Completamento dei lavori sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria . . . . . .
111
ALLEGATO 2 (Testo della risposta) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
116
5-04998 Pappaterra: Progettazione dell’autostrada Nuova Romea . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
112
ALLEGATO 3 (Testo della risposta) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
119
5-04999 Piglionica: Ammodernamento di tratti della strada statale n. 96 . . . . . . . . . . . . . . . . . .
113
ALLEGATO 4 (Testo della risposta) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
120
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
204
—
Indice Generale
SEDE REFERENTE:
Disposizioni per migliorare la sicurezza della rete autostradale e la qualita` del servizio. C.
5941 Agostini (Seguito dell’esame e rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
113
IX Trasporti, poste e telecomunicazioni
INDAGINE CONOSCITIVA:
Indagine conoscitiva sull’assetto del settore portuale.
Seguito esame del documento conclusivo (Rinvio del seguito dell’esame del documento
conclusivo) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
121
SEDE CONSULTIVA:
Disposizioni per l’assunzione di personale da parte dell’Automobile Club d’Italia. Nuovo testo
C. 4572 Perrotta e abb. (Parere alla XI Commissione) (Esame e conclusione – Parere
favorevole) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
122
INDAGINE CONOSCITIVA:
Indagine conoscitiva sullo stato della tecnologia digitale in Italia nel settore delle comunicazioni (Deliberazione di una proroga del termine) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
123
SEDE REFERENTE:
Istituzione presso la Presidenza del Consiglio dei ministri dell’ufficio per contrastare l’uso di
ricambi aeronautici non approvati. C. 6154 Santino Adamo Loddo (Esame e rinvio) . . .
123
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI . . . . . . . . . . .
127
RISOLUZIONI:
7-00679 Raffaldini: Investimenti nel settore del trasporto ferroviario (Seguito della discussione
e rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
128
INDAGINE CONOSCITIVA:
Indagine conoscitiva sulla qualita` del servizio fornito agli utenti e processo di liberalizzazione
in atto nel settore postale.
Audizione di rappresentanti delle organizzazioni sindacali (SLC-CGIL, SLP-CISL, UILPOST,
UGL-COMUNICAZIONI, FAILP-CISAL, SAILP-CONF.SAL) (Svolgimento e conclusione) . .
132
AVVERTENZA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
133
X Attivita` produttive, commercio e turismo
SEDE REFERENTE:
Riordino delle competenze relative alle politiche spaziali e aerospaziali. Testo unificato C.
4852 Airaghi, C. 5033 Polledri, C. 5363 Cialente (Seguito dell’esame e rinvio) . . . . . . . . . . .
134
ALLEGATO (Emendamenti) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
136
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI . . . . . . . . . . .
135
XI Lavoro pubblico e privato
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI . . . . . . . . . . .
141
INTERROGAZIONI:
5-02053 Foti: Permessi per assistenza ai soggetti affetti da grave handicap . . . . . . . . . . . . . . . .
141
ALLEGATO 1 (Testo della risposta) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
144
5-01377 Foti: Soppressione della ritenuta ex ONPI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
142
ALLEGATO 2 (Testo della risposta) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
145
INTERROGAZIONI A RISPOSTA IMMEDIATA:
5-04987 Delbono e Molinari: Sui lavoratori dell’Interklim e Valbasento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
142
ALLLEGATO 3 (Testo della risposta) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
146
Mercoledı` 30 novembre 2005
—
205
—
Indice Generale
5-04997 Maninetti: Sui flussi migratori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
142
ALLEGATO 4 (Testo della risposta) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
147
5-04996 Guerzoni ed altri: Sul contratto relativo al personale delle cooperative . . . . . . . . . . .
143
ALLEGATO 5 (Testo della risposta) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
149
AVVERTENZA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
143
XII Affari sociali
SEDE REFERENTE:
Medicine e pratiche non convenzionali. Testo unificato C. 137 Battaglia, C. 276 Massidda, C.
568 Petrella, C. 640 Lucchese, C. 1054 Pecoraro Scanio, C. 1055 Pecoraro Scanio, C. 1096
Labate, C. 1103 Giacco, C. 1131 Zacchera, C. 1432 Mazzocchi, C. 1623 Stucchi, C. 1788
Valpiana, C. 2115 Minoli Rota, C. 2236 Bondi, C. 2768 Grandi, C. 2824 Massidda, C. 3057
Zanella, C. 3581 Zanella, C. 3614 Rodeghiero, C. 3194 Paolo Russo, C. 4318 Vernetti, C.
4191 Dell’Anna e C. 5459 Moroni (Seguito dell’esame e rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
150
ATTI DEL GOVERNO:
Schema di decreto ministeriale recante ricostituzione della Commissione unica sui dispositivi
medici. Atto n. 564 (Esame e rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
152
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI . . . . . . . . . . .
155
AVVERTENZA . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
155
XIII Agricoltura
SEDE REFERENTE:
Sull’ordine dei lavori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
156
Tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche dei vini (Seguito
dell’esame e rinvio) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
157
COMITATO RISTRETTO:
Salvaguardia dei limoneti. C. 4660 Cirielli, C. 5349 Perrotta, C. 5354 Caparini, C. 5966
Pecoraro Scanio e C. 5995 Catanoso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
159
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI . . . . . . . . . . .
159
XIV Politiche dell’Unione europea
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI . . . . . . . . . . .
160
COMMISSIONE PARLAMENTARE PER L’INDIRIZZO GENERALE E LA VIGILANZA DEI SERVIZI RADIOTELEVISIVI
Sulla pubblicita` dei lavori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
161
Seguito dell’audizione dell’Amministratore delegato della SIPRA (Svolgimento dell’audizione e
conclusione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
161
Sui lavori della Commissione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
164
COMITATO PARLAMENTARE DI CONTROLLO SULL’ATTUAZIONE DELL’AC` DI EUROPOL, DI
CORDO DI SCHENGEN, DI VIGILANZA SULL’ATTIVITA
CONTROLLO E VIGILANZA IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE
INDAGINE CONOSCITIVA:
Sulla pubblicita` dei lavori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
165
Indagine conoscitiva sullo spazio Schengen nella nuova costruzione europea.
Audizione del Direttore dell’Istituto di diritto internazionale dell’Universita` degli Studi di
Milano, professor Bruno Nascimbene (Svolgimento e conclusione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
165
Mercoledı` 30 novembre 2005
COMMISSIONE
TRIBUTARIA
PARLAMENTARE
—
206
DI
—
VIGILANZA
Indice Generale
SULL’ANAGRAFE
INDAGINE CONOSCITIVA:
Indagine conoscitiva sui rapporti tra il sistema di gestione dell’anagrafe tributaria e le
amministrazioni locali.
Esame del documento conclusivo (Seguito dell’esame e conclusione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
166
ALLEGATO (Documento conclusivo approvato dalla Commissione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
168
COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SUL CICLO DEI RIFIUTI E
` ILLECITE AD ESSO CONNESSE
SULLE ATTIVITA
Audizione di Leonardo Tamborini, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale
di Massa (Svolgimento e conclusione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
195
Audizione di Antonio Mariotti, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di
Lucca (Svolgimento e conclusione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
195
COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SULLA MORTE DI ILARIA
ALPI E MIRAN HROVATIN
UFFICIO DI PRESIDENZA INTEGRATO DAI RAPPRESENTANTI DEI GRUPPI . . . . . . . . . . .
197
Comunicazioni del Presidente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
197
Deliberazioni ai sensi dell’articolo 10-bis, comma 1, del regolamento interno . . . . . . . . . . . . . .
198
Sulla pubblicita` dei lavori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
198
Esame testimoniale di Renato Masia (Svolgimento e conclusione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
198
Esame testimoniale di Fabrizio La Vigna (Svolgimento e conclusione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
198
Esame testimoniale di Luigi Palumbo (Svolgimento e conclusione) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
198
Stabilimenti Tipografici
Carlo Colombo S. p. A.
€ 4,12
*14SMC0007220*
*14SMC0007220*