dieehVa• SALESIANO - Bollettino Salesiano

Noi non ci fermiamo mai ; vi è sempre cosa che
incalza cosa . . . Dal momento che noi ci fermassimo, la nostra Opera comincerebbe a deperire
i
~
~-
DON BOSCO
SALESIANO
15 LUGLIO 1964
EDIZIONE PER I DIRIGENTI DEI COOPERATORI SALESIANI
ANNO LXXXVIU .N .14
DIREZIONE GENERALE : TORINO 712 . VIA MARIA AUSILIATRICE, 32 • TELEF. 48-41-17
dieehVa•
È noto quello che avviene nelle grandi città
come in piccoli centri, nelle sale cinematografiche, per le strade, sulle spiagge . Il senso morale
sembra affogato in un mare di fango . Quali reazioni si possono costatare dinanzi al dilagare
del male?
Gruppi facilmente individuabili, per particolari
interessi, alimentano e difendono con insolente
spregiudicatezza questo stato di cose . E lo fanno
con tanta audacia e apparato di mezzi da far
credere che tutti la pensino come loro . E gli
altri, che sono l'enorme maggioranza? Gli onesti,
i cristiani che credono ancora ai valori morali,
al buon costume, al rispetto dovuto alla gioventù,
che sentono come troppe volte si varca ogni
limite, che cosa fanno? È triste il costatarlo :
troppe volte si riducono a lamentarsi, a deplorare, se la prendono con questi o con quelli
che, secondo loro, dovrebbero provvedere . Ma
essi che cosa fanno in concreto? Tutto si esaurisce nell'inutile lamento . È proprio qui il male,
il grave difetto di molti che si chiudono in uno
sterile egoismo, che è agli antipodi con lo spirito cristiano .
Recentemente in una grande città d'Italia
l'Autorità ecclesiastica invitò la cittadinanza ad
una protesta contro la pubblica immoralità, e
in particolare contro il dilagare del vizio, che
sta invadendo strade, piazze e parchi della città,
nelle zone centrali come in quelle periferiche,
con conseguenze morali, specie tra la gioventù,
che si manifestano in forme sempre più sfacciate
e preoccupanti . In tutte le chiese e cappelle
s'invitarono quanti hanno a cuore la difesa dei
valori morali ad aderire all'iniziativa per muo .
vere e appoggiare le autorità competenti in una
azione decisiva volta a stroncare il triste fenomeno . Il risultato non fu quale ci si poteva attendere. Le firme raccolte per la protesta furono relativamente poche . È evidente che migliaia di persone che pur condannano il dilagare
dell'immoralità non si sono curate d' firmare .
Eppure il regime democratico ci consente, anzi
ci obbliga a farci vivi, a far sentire il peso del
numero .
Troppe volte autorità pur desiderose di agire
lamentano di non aver l'appoggio dell'opinione
pubblica, di chi denunci cioè certi fattacci, di
chi segnali spettacoli, ambienti, persone che
diffondono il malcostume .
Ma, a parte questo aspetto della salvaguardia
della pubblica moralità, quante occasioni anche
nella vita quotidiana, nell'ambiente sociale in
cui si vive e lavora, di intervenire, di alzare la
voce, di difendere quei valori spirituali che sono
con troppa facilità calpestati .
La stagione estiva con le villeggiature ai monti '
e al mare, è una bella palestra per i nostri Cooperatori . Troppa gente crede che fuori del proprio ambiente venga come liberata da vincoli
di moralità e di pudore, che pur rispetta nell'ambiente familiare e cittadino . La morale è
sempre una, l'illecito non diventa lecito perchè
si cambia domicilio o clima!
Ora, dopo questa premessa che deve servire
come principio per la condotta personale dei
nostri Cooperatori e per le loro famiglie, richiamiamo tutti alla missione permanente cui sono
chiamati i Cooperatori come battezzati, come
anime apostoliche .
Dovunque vadano, qualunque sia la sede della
loro attività, debbono sentirsi i cavalieri della
moralità . Naturalmente con tatto, con prudenza .
con carità ; ma insieme senza rispetto umano .
senza abdicazioni.
Sarà tanto di guadagnato se in occasione del
Ritiro mensile, di Esercizi Spirituali, oppure
di semplici incontri, i Delegati ricorderanno
queste idee, dando ai Cooperatori tutti quei
suggerimenti e norme pratiche che li aiutino a
rafforzare la diga che dobbiamo opporre alla
valanga di fango .
È un « servizio » urgente e necessario che la
Chiesa ci chiede per il bene del Paese, delle famiglie, dei singoli . Avanti, dunque! Don Bosco
è con noi.
57
Per l'incaricato stampa
ACQU
VIVA
Sussidi pratici
Diffondere la buona stampa, impedire la diffusione di quella cattiva : ecco due traguardi da
raggiungere, due direttrici che debbono orientare Cooperatori, Zelatori, e tanto più i Consiglieri per la stampa .
« PER ME VIVERE È CRISTO »
« Una domanda, che nasce nell'anima, silenziosa, ma tormentosa : siamo noi dei veri cristiani?
si identifica la nostra vita con la Sua, com'era
per San Paolo, che poteva dire di sè : per me
vivere è Cristo " ( Phil . 1 . 21)? si differenzia,
• come? si distacca, e perchè?
Come potete comprendere, un tale quesito mette
nello spirito un interesse vivissimo, anche se solleva qualche inquietudine .
Ebbene : pensate alla Nostra gioia, alla Nostra
umiltà nel sentire nascere dentro una prima,
trionfante risposta : sì, noi siamo cristiani, veramente; dopo tanti secoli, e tanta trasformatrice
esperienza storica, siamo ancora come Lui ci fece
• ci volle, siamo, per grazia sua, suoi autentici
discepoli . . . Non c'è dubbio! Quale prodigio! quale
gaudio! quale bellezza! . . . Sì, questa benedetta madre, ch'è la Chiesa di Cristo, ci genera proprio
simili a Lui, suoi fratelli, suoi seguaci, suoi prediletti amici . di Lui viventi, e per Lui! La fede,
la grazia, la inserzione nel suo Corpo mistico,
realizzano questo portento ; e ciascuno di noi può
dire, ancora con San Paolo : " io vivo, ma non
più io ; vive in me Cristo " (Gal . 2, 20) .
Ringraziamo il Signore di questa realtà . Occorrerebbero qui i pianti di gioia di Pascal per
esprimere qualche cosa della impressione che tale
ineffabile realtà deve suscitare dentro di noi .
Ma, ahimè!, il confronto non è completo : è
vero che fra noi e il Signore esiste una parentela,
anzi quasi una mistica identità ; siamo : alter
Christus ; ma questo basta? Non sorge da questa
coincidenza mistica con Cristo tanto più forte,
- e per fortuna, tanto più facile - l'obbligo
d'una coincidenza morale? cioè d'una imitazione
di Cristo nei pensieri, nelle azioni, nei fini della
vita, qua!e Egli ci insegnò? Qui la nostra impressione non può essere soddisfatta e felice- ma è
turbata dall'osservazione della nostra diffórmità
dal modello divino . su cui dobbiamo ricalcare la
forma della nostra : ita . . .
Questo ai.scorso, diletti Figli e Figlie, potrebbe
continuare a lungo ; ma Noi lo fermiamo qui,
con una domanda : non sentite dentro di voi
spuntare questo interrogativo : Noi . sì, siamo cattolici, siamo cristiani (e avete ben ragione (li dirlo,
• di ringraziarne il Signore) . Potete anche rispondere : siamo dei buoni e fedeli cattolici .
siamo dei veri cristiani?
Ciascuno di voi, Noi pensiamo, avvertirà il bisogno di rispondere a se stesso : bisogna ch'io sia
migliore cattolico, più fedele, più virtuoso, più
coraggioso ; bisogna ch'io sia più vero cristiano! » .
PAOLO VT
511
A questo fine è necessario conoscere quale stampa
è buona, e quale stampa è cattiva . Molti infatti
leggono quello che non dovrebbero, senza neppure saperlo .
Presentiamo qui - per opportuna conoscenza - alcuni sussidi pratici per orientarsi
e orientare in questo campo delicatissimo . Il
consigliere per la stampa li acquisti, li presenti
al suo centro, li diffonda in buon numero .
1 . Per sapere se una rivista, un rotocalco,
un albo per ragazzi è leggibile, e per quale categoria è adatto, esiste l'Indicatore della
stampa periodica (« Presbyterium », via del
Santo, 53 . Padova) . È un foglio tascabile, costa
L . 30 e dà il giudizio morale sui periodici .
2 . Quel volume che fa bella mostra di sè in
vetrina, o di cui tanto parlano gli amici, sarà
moralmente sicuro? Si potrà dare anche ai giovani? L'Editrice « Letture » (P . S . Fedele, 4,
Milano) ha pubblicato un aggiornatissimo Segnalatore librario 1964 . (Versando sole L . 900
sul c.c .p . 3/20238, intestato all'editrice, si potrà
avere il volume a domicilio) .
3 . Abbiamo Editrici eattolielie :' Quali e
quante? È assai utile conoscerle, averne il catalogo - che basta chiedere perchè venga spedito gratuitamente - per organizzare la Biblioteca del centro e di famiglia, allestire la
Fiera del Libro, fare un dono, ecc .
Ecco alcune tra le principali editrici cattoliche :
S . E.I .
corso Regina Margherita, 176 - Torino
L .D .C . Torino-Leumann
EDIZIONI PAOLIN E via A . Severo, 58 - Roma
ANCORA v ,a D . B . Niccolini, 8 - Milano
BORLA via Andorno, 31 - Torino
ISTITUTO PROPAGANDA LIBRARIA - Milano
MORCELLIANA - Brescia
LA SCUOLA via Lu gi Cadorna, 11 - Brescia
LA CASA via Lattuada, 14 - Milano
LICE P . delle erbe, 2 - Padova
MARIETTI via Legnano, 23 - Torino
MASSIMO corso di Porta Romana, 22 - Milano
PRO CIVITATE CHRISTIANA Casella Postale 46 - Assisi
4 . Una guida allo spettacolo viene pubblicata ogni settimana, e riportando i programmi TV, ne dà il giudizio morale, mentre presenta una selezione delle principali trasmissioni .
Diffondendo questo bellissimo stampato a colori, si dà un valido aiuto anche al Consigliere
incaricato per la moralità, e soprattutto ai genitori, che in tal maniera potranno organizzare
la serata dei loro figliuoli . sapendo in anticipo
cosa verrà trasmesso in giornata . (Abbonamento
annuo L . 1500 - semestrale L . 800 - Scrivere a
via Conciliazione 2/c . Roma - Versamenti sul
c .c .p . 1/24909, intestato a Guida allo spettacolo) .
Organizziamoci!
Per l'apostolato vocazioni
IV. - Vincere opposizioni e perplessità
Perchè 16 anni di età?
La condizione d'aver compiuto i 16 anni per
essere iscritto tra i Cooperatori Salesiani, ha il
suo perchè .
È l'età giuridica minima perchè un fedele possa
far parte di un Ordine religioso o di una Congregazione, tanto maschile che femminile. Il Diritto
Canonico - che è il codice della Chiesa - ha
fissato da secoli l'età minima di 16 anni per la
professione religiosa.
I Cooperatori Salesiani in questo sono quindi
considerati come dei professi di un Terz'Ordine e come un'Associazione di pieno valore canonico. Don Bosco, chiamandoli « confratelli »
ossia «fratelli dei Salesiani », volle che avessero
anche lo stesso limite minimo di età.
Del resto già i Romani avevano fissato a 16 anni
l'età minima per il servizio militare . Un volontario si poteva presentare all'addestramento delle
armi a 16 anni, lasciando così la famiglia per far
parte del glorioso esercito romano . E chi segue
una vocazione d'apostolato laico non è forse un
volontario di Dio e della Chiesa?
E il distintivo?
Anche il distintivo ha la sua funzione, che
non è solo decorativa, ma anche psicologica . In
occasione di Convegni e di Pellegrinaggi ci
s'accorge facilmente della sua importanza e si
vorrebbe disporne per i partecipanti che ne fossero privi .
L' Ufficio Centrale di Torino lo può provvedere a semplice richiesta dei Delegati (ispettoriali
o locali) . Il nuovo tipo, tanto nella forma esagonale che nell'immagine e nel motto, non differisce
in nulla dal precedente, ma venne coniato con una
lega inossidabile per evitare che la bella testa
dorata di Don Bosco si abbia ad annerire col
tempo .
Il nuovo distintivo viene ceduto a L . 60 .
Con la piccola spesa di L. 75 si può quindi
procurare ad un Cooperatore la soddisfazione di
avere tanto il diploma artistico di formato minore
quanto il distintivo della Pia Unione, e con L . 85
gli si provvede distintivo e diploma grande . Resta
però sempre inteso che il Regolamento e la Pagella che attesta l'iscrizione sono fornite gratuitamente tanto dall'Ufficio Centrale che dall' Ufficio Ispettoriale.
nelle famigl .e
Contro le chiare e sicure indicazioni di Don Bosco, il quale afferma esservi su 100 giovanetti,
cresciuti in esemplari famiglie cristiane, almeno
30 che presentano i « germi » di una chiamata
da parte di Dio, si oppongono tante volte le
perplessità e le ansietà delle famiglie .
Sono in buona o cattiva fede?
Qualche volta si tratta chiaramente di egoismo,
di ambizioni, di cupidigia . . . di sentimenti e di
fantasticherie inconfessabili, per mezzo dei quali
si contrasta implicitamente ma efficacemente nei
figliuoli i più begli ideali, le più grandi aspirazioni . . .
« Prete? . . . Piuttosto morto! » gridò la nobildonna a Don Bosco, che andava benedicendo
• preannunciando il futuro anche al terzo dei
suoi figli maschi . . . E qualche mese dopo il fanciullo moriva .
In realtà un annuncio di vocazione religiosa
• sacerdotale cade in certe famiglie come una
folgore destinata a spezzare un cerchio di egoismo, suscitando vivacissimi contrasti da parte
di persone che credono decorosa e proficua per
la famiglia e per i figliuoli qualunque professione, meno che il « servizio sociale » superiore
ed indispensabile, che è l'apostolato delle anime .
consacrate a Dio, del ministero sacerdotale .
Altra volta si tratta di velleità e di sentimentalismo, spesso insinceri ed ingenerosi .
« Se quella è la sua idea . . . siamo contenti che
la segua . . ., ma. . . » ed intanto si crede e si spera
che la « sua idea » sia un'altra ; e tutto è predisposto perchè il figliuolo - o la figliuola si incammini sulla strada degli studi, delle professioni, del guadagno, di una posizione, di una
nuova famiglia .
Non di rado si preferisce l'attesa .
« Quando avrà l'età per decidere, vedremo . . . ».
E si crede di aver detto parole abbastanza serie
• impegnate, da non dover insistere oltre .
In realtà la vocazione è un « germe » che deve
essere accertato, che deve essere coltivato fin
dai primi tempi della sua apparizione nell'animo di un bimbo o di una bimba . È vero che
esso può qualche volta germogliare in età
avanzata; ma è anche vero che esso si può
presentare, sicuro e deciso, in tenera età . E la
dottrina della Chiesa assicura che in ogni età
- dall'uso della ragione - possono apparire
i « segni » di una vocazione autentica .
Non c'è dunque da « attendere », ma da
prendere coscienza, assumersi delle responsabilità, diventare i collabora*,ori necessari di Dio .
51)
CONOSCIAMO
IL NOSTRO
REGOLAMENTO
Questa rubrica vuo'e essere una guida pratica alla
interpretazione genuina dei Regolamento della
Pia Unione e dimostrarne la perenne attualità
VI
Lo stesso sottotitolo del Regolamento definisce la Pia Unione come « Un modo pratico
per giovare al buon costume ed alla civile società » .
La
riduzione
dell'obbiettivo
generale della
propria e altrui salvezza, a quello dell'importante
affare della salvezza nostra, e finalmente a quello
della salvaguardia del buon costume della crescente gioventù spiega la maggior preoccupazione
di Don Bosco come « Apostolo della gioventù »,
ed anche le difficoltà che egli incontrava, in
quel tempo, a Torino, a lasciar trapelare più
vasti orizzonti nel servizio della Chiesa .
Il suo zelo in realtà abbracciava tutti i mezzi
che la religione somministra per fare il bene alla
gioventù e, dalla gioventù, al popolo cristiano .
Il capo IV del Regolamento definitivo, in
cui si indicano i più rispondenti allo spirito salesiano, è stato variamente elaborato negli abbozzi precedenti . Il primo abbozzo del 1874, in
cui è più sentita l'ansia di Don Bosco di avere
dei « Salesiani nel mondo », comincia col riaffermare che « lo scopo di questa associazione è
di unire i buoni cattolici e promuovere il bene
di nostra Santa Religione e nel tempo stesso assicurare meglio la propria salvezza, praticando
quelle regole della Società di San Francesco di
Sales, che sono compatibili con lo stato di chi vive
nel secolo » .
Don Bosco, anche come fondatore, è sempre
prima apostolo, poi legislatore . Egli non ha
avuto, come altri, la visione di una forma, di
una disciplina, di una regola, prima di organizzare l'attività apostolica delle sue istituzioni .
Si è sentito chiamare all'apostolato per un
impulso interiore, senza quadri preventivi, senza
una tecnica studiata e servizi logistici. Andò
avanti - come egli stesso affermò - secondo
che le circostanze gli suggerivano.
E formò così la sua Congregazione . La sistematica salesiana la trasse dall'esperienza e la
codificò quando venne l'ora di procedere canonicamente . Attese un buon decennio . Era d'avviso che « il meglio è nemico del bene » e che,
invece di aspettare a fare il bene quando si è
in grado di farlo con perfezione, è meglio cominciare a farlo come si può, senza perder tempo .
Siamo soliti leggere sulla testata del Bollet-
tino Dirigenti : « Noi non ci fermiamo mai : vi
è sempre cosa che incalza cosa . . . » . È l'inizio di
una confidenza di Don Bosco a don Barberis,
60
del 31 maggio 1876, sulla necessità di frenare
il movimento di espansione per curare il consolidamento della Congregazione . Il Santo vedeva le cose sotto una luce che svela una caratteristica dello spirito salesiano : «Eppure io
vedo - soggiungeva - che, dal momento che
noi ci fermassimo, la Congregazione comincierebbe a deperire . Nemmeno un giorno di sosta . . .
Il consolidamento della Pia Società deve farsi . . .
e vedo che si fa . . . contemporaneamente . . . ma senza
fermate » (XI, 83-84) .
Ritorneremo sul concetto che egli aveva dell'apostolato : mezzo primario di santificazione,
non solo frutto di santità acquisita .
Ora seguiamo gli inviti che rivolge ad ogni
associato :
1) Interessarsi di far del bene a se stesso con
l'esercizio della carità verso il prossimo, specialmente verso i fanciulli poveri ed abbandonati .
Educati questi nel santo timor di Dio, si diminuisce il numero dei discoli, si riforma l'umana
società, e si salva un immenso numero di anime .
2) Raccogliere poveri fanciulli, istruirli nella
propria casa, avvisarli nei pericoli, condurli dove
possono essere istruiti nella fede . . . Chi non può
fare queste cose per sè, potrà farle per mezzo di
altri . . . Si può ugualmente supplire. . . pregando per
quelli che lavorano o somministrando mezzi materiali ove ce ne fosse bisogno .
3) In questi tempi di perturbazione, facendosi
gravemente sentire la penuria di vocazioni allo
stato ecclesiastico, così ognuno avrà cura di assistere quei giovanetti, specialmente poveri, che mostrassero di averla : li assisterà con buoni consigli,
li indirizzerà a quelle scuole, a quei collegi, dove
crede possano essere coltivati, massime nella cristiana religione, senza cui non vi è vera scienza,
non vi è moralità, nè educazione. . .
4) Ogni associato si darà massima cura di
impedire ogni discorso, ogni opera che sia contro
al Romano Pontefice o contro la sua suprema
autorità . Quindi osservare le leggi della Chiesa
e promuoverne l'osservanza, inculcare il rispetto
al Romano Pontefice, ai Vescovi, ai Sacerdoti,
promuovere catechismi, novene, tridui, esercizi spirituali, e in generale intervenire, e animare altri
a intervenire, ad ascoltare la parola di Dio, son
cose proprie di questa associazione .
5) Siccome in questi tempi, con la stampa, si
spargono tanti libri, tante massime, irreligiose ed
immorali, così i Salesiani (sic) si adopreranno
con tutta sollecitudine per impedire lo spaccio
dei libri cattivi e diffondere buoni libri, foglietti,
pagelle, stampati di qualunque genere in quei
luoghi e fra quelle persone cui parrà cosa prudente
il farne proposta . Ciò cominci a farsi nella propria
casa, coi propri parenti, amici o conoscenti, di
poi ovunque si possa » (X, 1311-12) . . .
Notiamo quell'appellativo di « Salesiani »
applicato, sic et simpliciter, ai Cooperatori . Nel
pensiero di Don Bosco la Pia Unione è sul
piano stesso della Congregazione Salesiana e dell'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice .
ESEMPI
Prima assemblea nazionale dei Cooperatori della REPUBBLICA DOMINICANA
Fu celebrata a Jarabacoa (La Vega) in occasione
della benedizione dei locali del Seminario Salesiano . Vennero espressamente dalla capitale, che
dista 158 chilometri, nutrite rappresentanze di
quei Centri . Furono presenti anche le delegazioni di altri Centri P . U . della Repubblica . I
Cooperatori di Jarabacoa fecero gli onori di casa,
diretti dal Delegato ispettoriale don Mellano .
Aprì la giornata la Messa comunitaria celebrata
dal sig . Ispettore don Giuseppe Gonzàlez Del
Pino . Il Direttore del collegio presentò in sintesi
la missione del Cooperatore, sottolineando le
attività apostoliche che sono chiamati a esercitare .
Assistettero quindi alla benedizione del Seminario, dopo la quale le Cooperatrici di Jarabacoa si ritennero onorate di servire il pranzo a
tutti gli intervenuti .
Nel pomeriggio si tenne la vera assemblea, allietata da intermezzi accademici degli aspiranti .
Nucleo centrale fu la relazione tenuta dal signor
Ispettore, che illustrò il lavoro organizzativo
compiuto e le mete spirituali e apostoliche raggiunte, come anche il programma che si spera
di realizzare .
L'attenzione e l'interesse con cui i presenti
parteciparono allo scambio di idee che ne seguì,
sono sicura promessa dei progressi futuri . Significativa la presenza di tutti i direttori delle case
salesiane dove sono organizzati i Cooperatori . I
messaggi del Rettor Maggiore e del Direttore
Generale dei Cooperatori don Ricceri posero
termine all'assemblea, che fu dominata da tale
spirito di fraternità da rendere la separazione
difficile e penosa per i convenuti .
,
PARMA •
Giornata di studio"
per Sacerdoti Diocesani
Preannunciata in altre riunioni del Clero parmense, caldeggiata dall'Ecc .mo Arcivescovo, dai
Superiori ecclesiastici, richiamata con una lettera-invito mandata a tutti i Sacerdoti, la « Giornata di studio » ebbe una inaspettata risonanza
ed uno svolgimento che soddisfece pienamente
gli intervenuti .
L'Ecc .mo Arcivescovo mons . Evasio Colli,
che per motivi di salute non potè essere presente
a Roma alla riunione dell'Episcopato Italiano e
che aveva pure rimandato altri impegni, volle
presiedere tutta la « Giornata » di aggiornamento
sul sempre attuale e delicato problema della formazione giovanile .
Con lui erano presenti il Vicario Generale
mons . Pasini, i Rettori dei due Seminari, molti
Ufficiali della Curia Arcivescovile e moltissimi
Sacerdoti : in tutto 184 . Don Boldetti svolse il
tema : Azione pedagogico-pastorale per la gioventù
dei nostri tempi, nello spirito di Don Bosco .
Don Dalla Nora tenne un piccolo trattato di
metodologia moderna su : Il Sacramento della Penitenza come catechesi e formazione delle anime
giovanili alla Grazia .
I due relatori, ascoltatissimi, suscitarono alla
fine una utile discussione che servì a chiarire
il tema trattato .
Il Delegato don Ceresa distribuì agli intervenuti
una busta con materiale salesiano e un foglio per
la raccolta di vari dati interessanti . Parlò pure del
problema delle Vocazioni .
Al pranzo moltissimi accettarono l'ospitalità salesiana, offerta con tanto cuore dal direttore don Olmi .
L'Arcivescovo, visibilmente soddisfatto della
bella giornata, con paterne e argute parole chiuse
il convegno sottolineandone l'importanza .
Il materiale della Elle Di Ci attirò, come sempre,
l'attenzione dei Sacerdoti, che ne acquistarono
in abbondanza .
Sono ora in esame le più di cento proposte e osservazioni fatte dai Sacerdoti stessi, ai quali furono
chieste le impressioni sopra gli argomenti trattati,
lo svolgimento della « Giornata » e la possibilità e
il carattere da dare ad altri incontri del genere .
VALLECROSIA (Imperia) • Giornata di
orientamento pedagogico per il Clero
Si svolse presso l'Istituto Salesiano e fu presieduta da S . E . mons . Vescovo di Ventimiglia .
La meditazione, dettata da don Agostino
Archenti, preparò gli spiriti alla trattazione pedagogica sul tema : Il metodo educativo di Don
Bosco, tenuta da don Eugenio Valentini, direttore
del Pontificio Ateneo Salesiano .
S . E . mons . Rousset volle sottolineare le benemerenze di Don Bosco nella fondazione di Vallecrosia, vero argine e roccaforte contro i Valdesi
per tutta la Diocesi .
Fu proiettato il documentario salesiano Viaggio
del Rettor Maggiore in Oriente .
L'incontro fu di piena soddisfazione per tutti
e servì a sensibilizzare i Pastori di anime sul
vitale e sempre più attuale problema della educazione della gioventù .
- Convegno Sacerdoti CoopeBARI
ratori, Decurioni e Direttori Diocesani
Dopo la meditazione e il bacio della reliquia di
Don Bosco nella cappella dell'Istituto Salesiano,
ebbero inizio i lavori con le accoglienti parole del
signor Ispettore don Luigi Violante .
Il tema centrale culturale su Il sistema educativo
di Don Bosco nella pastorale sacerdotale fu svolto
con ricchezza di dottrina e di esperienza da
don Luigi Di Vico .
Seguirono interventi, esperienze, proposte .
Quindi il Delegato ispettoriale dei Cooperatori
don Nitti fece interessanti comunicazioni sull'attività della P . U . nell'ambito della Ispettoria .
Una nota piena di freschezza e d'interesse la
portò l'omaggio reso ai Sacerdoti convegnisti
dai 450 membri del Piccolo Clero, provenienti
dalle case della Ispettoria .
61
1a
famiglia
e
l'educazione
La base e il fulcro dell'educazione, specialmente
cristiana, « è l'educazione di ciò che vi è di più
profondo e intrinseco nell'uomo, la sua coscienza »
(Pio XII, radiomess . del 23-111-1952) . Chi educa
tutta la coscienza, veramente educa tutto l'uomo,
perchè educa il principio dinamico umano e cristiano della sua condotta e della sua vita . I genitori in famiglia hanno grandi possibilità e responsabilità .
li] Cosa significa educazione morale dei figli?
Significa la cura e la guida di essi nella educazione a una condotta della vita, illuminata e diretta dalla ragione e dalla fede .
Don Bosco ne riassumeva il significato nel suo
programma : « fare buoni cristiani e onesti citta.
dini»
Vuol dire educare i figli all'intelligenza e alla
volontà dell'ordine : ordine delle cose e degli atti,
del rispetto e della cura degli oggetti, delle persone, della loro proprietà e dei loro diritti ; ordine
nella cura del proprio corpo ; ordine sessuale di
purezza ; ordine di riposo, lavoro e studio, divertimento ; ordine di vita religiosa ; ordine di vita
domestica, civile, sociale, politica, economica .
In concreto per i genitori significa promuovere
nei figli : i) la inibizione e il dominio fermo delle
passioni e degli impulsi ; z) il giudizio personale
retto dei valori e dei motivi d'ogni condotta ;
3) la « buona volontà » di scegliere e agire secondo
la legge del bene indicata dalla ragione e dalla fede ;
4) la capacità di agire ed operare in conformità .
Come si vede, ciò ha ben poco a che fare con
gli ideali di certi genitori, che credono di dare
un'educazione morale a base d'intimidazioni o di
suggestioni, di richieste di conformismi interessati o timorosi, di condizionamenti e meccanismi .
BIBLIOGRAFIA
i . l documenti pontifici citati nel testo si possono ritrovare ed integrare nel volume : Insegnamenti Pontifici, L'educazione, Roma, Paoline, 1957 .
2. Si consultino i soliti trattati generali già citati :
A . WALLESNSTEIN, LAVATELLI, NOSENGO, M . REED
NEWLAND, VIOLLET, CHARMOT, PHILIPPE, CORSANEGO,
BARONI .
3 . M . CASOTTI, Educa la famiglia d'oggi? Brescia,
La Scuola, 1957 . Difetti della famiglia e richiamo
ad un rinnovato uso dell'autorità .
4 . MINOLETTI - QUARELLO, Capirli, questi ragazzi .
5 . H . LUBIENSKA DE LENVAL, L'educazione dell'uomo cosciente, Paoline, Roma, 1960 .
6. A . EYMIEU, Il governo di se stesso, Paoline, Roma,
1960 . Voi . I Le grandi leggi della vita ; Vol . 111 L'arte
del volere ; Vol . IV La legge della vita .
7. A . GRUBER, li dramma della pubertà, ivi, 1960 .
62
morale
Programma per tale educazione
a) Educazione morale preservativa. L'ambiente
familiare è fatto anche per questo compito .
« Perciò voi avete il dovere di preservare il fanciullo,
• voi stessi, da tutto ciò che potrebbe mettere in
pericolo la vostra vita onesta, cristiana, e quella
dei vostri figli, da tutto ciò che potrebbe ottenebrare
• scuotere la vostra e la loro fede, offuscare la
purezza, la chiarezza, la freschezza delle vostre
• della loro anima . Quanto sono da compiangere
quanti non hanno punto coscienza di questa
responsabilità, nè considerano il male che fanno
a se stessi e alle innocenti creature, che hanno
dato alla luce quaggiù, allorchè misconoscono il
pericolo di tante imprudenze di letture, di spettacoli, di relazioni, di usanze, quando non si
rendono conto che un giorno l'immaginazione,
la sensualità faranno rivivere nello spirito e nel
cuore dell'adolescente ciò che da piccolo i suoi
occhi avevano intravisto senza comprendere! »
(Pio XII, discorso del 14-IV-1943) .
b) Educazione morale preventiva . Dice ancora Pio XII : « Preservare non basta » . Occorre
il lavoro positivo, ma svolto in modo tempestivo,
cioè possibilmente «preventivo* rispetto alle
deviazioni, alle tentazioni, ai disordini . Per questo
« l'educazione ha da iniziarsi fin dalla fanciullezza »,
affinché « le buone inclinazioni naturali . . . siano
ben dirette e svolte con atti buoni, che le trasformano con la loro ripetizione propriamente in
virtù, sotto la direzione dell'intelletto e della
volontà oltre l'età infantile e puerile », evitanto
così che siano invece «traviate » ancor prima che
siano coltivate dall'esterno, e dominate dall'interno
(Pio XII, discorso 7-IV-1943) .
c) Educazione morale correttiva. Anche in
questo «l'educazione cristiana partecipa al mistero
della Redenzione» (Pio XII, 5-1-1954), in lotta
con le conseguenze totali del peccato originale e
degli attuali della società, dei genitori, dei loro
figli . « Il peccato, così spesso dimenticato, praticamente o sfrontatamente negato, ha reso il lavoto austero : . . . bisogna incessantemente operare, sarchiare, svellere le cattive inclinazioni, i
germi viziosi, combattere gli influssi nocivi ; bisogna rimondare, recidere, vale a dire rettificare
le deviazioni anche delle migliori tendenze ;
bisogna secondo i casi stimolare l'inerzia, l'indolenza nella pratica di talune virtù, frenare o regolare lo slancio naturale, le spontaneità nell'esercizio di altre, affine di assicurare l'armonioso
incremento di tutte » (Pio XII, disc . 14-xII-1943) .
Don Bosco chiamava i difetti e le cattive abitudini « i capelli dell'anima » . E diceva ai suoi
ragazzi : « lasciatemi tagliare questi piccoli capelli
• il demonio non riuscirà ad afferrarvi e a trascinarvi » (Mem . Biogr ., vii, 6o1) .
dei figli
PENSIERI PER LA
CONFERENZA DI AGOSTO
I
[3] Difficoltà del lavoro dei genitori
«La gioventù è cambiata, è diventata ben diversa » . Si costata che «la gioventù è irriverente
verso molte cose, che prima fin dalla fanciullezza
• come naturalmente, erano riguardate col più
alto rispetto » (Pio XII, 13-Ix-1951) .
I genitori vedono con pena i loro figli tanto
spesso « diffidenti », « ripulsivi », e i rapporti tesi,
• segnati da indifferenza o da progressivo allontanamento affettivo e spirituale .
É vero che tanti figli mancano di fiducia nei
genitori, che si allontanano malamente dalla loro
autorità, che cercano ed accettano al di fuori del
loro giudizio competente soluzioni e consigli con
una sorta di infatuazione più ingenua che ragionata . Ma anche i genitori devono capire che i figli
non hanno tutta la colpa . Un po' ne ha la società
in generale, così assorbente, tecnica, positiva,
edonistica, spesso spietata, spesso disumanizzata
nelle situazioni e nei rapporti, così poco costruita
• controllata per proteggere, curare, dirigere con
comprensione e amore, con prudente riserbo,
con ideale esemplarità, i giovani d'ogni età, così
carica di inviti al godimento, esaltazione delle
banalità, fallimenti di ideali .
Ma hanno colpa anche loro, quando ispirano
la condotta e il rapporto educativo a reazioni che
possono oltrepassare i limiti della giustizia, quando
tendono a respingere ogni novità o apparenza di
novità, quando hanno sospetto esagerato di ribellione contro ogni tradizione (Pio XII, discorso
13-Ix-1951) .
4
Come deve agire la famiglia per l'educazione morale dei figli?
a) Individuare le vere e profonde —cause" delle
difficoltà e dei difetti .
i . Cause originali : ogni figlio è « figlio di
Adamo » ; nessuna meraviglia che porti in sè le
conseguenze disordinate del peccato originale :
inclinazione al disordine dei sensi e dei pensieri ;
superbia della vita ; allettamento degli occhi e del
piacere .
z . Cause « periodiche » (legate al periodo d'età) :
difficoltà d'ordine nei piccoli ; difficoltà di lavoro
nei ragazzi ; difficoltà di dipendenza negli adolescenti ; difficoltà di adattamento nei giovani .
3 . Cause caratteriali e temperamentali : l'attivo trova facili i comandi di azione, difficili quelli
di inibizione ; viceversa per il non attivo ; l'emotivo
è molto condizionato dai modi del comando e
della direzione ; il primario è instabile ; il secondario è perseverante, ma anche cocciuto ecc .
4 . Cause pedagogiche : la più sintomatica
è la mancanza di autorità effettiva operante,
efficace, capace di imporsi, capace di ottenere,
di fatto, l'ubbidienza . È sintomatico : la causa più
profonda è la frequente mancanza nei genitori di
preminenza morale e pedagogica, di potere e autorità « personale » sui figli con facile tentazione
di abuso dell'autorità come puro diritto naturale
di dare ordini (Pio XII, discorso 24-Ix-1941) .
Si ricordi la grave insidia
5 . Cause sociali .
delle pressioni d'idee, di esempi, d'inviti, di
compromessi, e della morale naturalistica .
b) I mezzi dell'educazione morale a disposizione
della famiglia .
Non mancano genitori che hanno come metodo
ottimistico o utopistico alle « leggi
della natura » . Le. conseguenze sono ordinariamente disastrose .
i . La costrizione . La via più facile sembra
ancora a qualcuno la costrizione fisica e la pressione morale di castighi corporali, delle punizioni,
delle proibizioni severe, del timore delle conseguenze e dei pericoli . Ottiene sempre meno, e
sopra si sono visti i risultati . Altra cosa è invece
la fermezza degli interventi, unita a ben altri
contesti .
2 . L'abitudine . L'abitudine e il condizionamento si sfaldano col sopravvenire di più complessi stimoli e di più esigenti situazioni . Non
dura a lungo una « vita spirituale fatta di lodevoli
abitudini, ma non radicata su convinzioni ferme »
(Pio XII, 3o-xII-1943) . Anche le buone abitudini
però hanno peso e validità nell'insieme .
l'abbandono
3 . La convinzione progressiva personale : utilitaria, ispirata alla conoscenza dei vantaggi
e svantaggi immediati, alla promessa o minaccia
di felicità, sicurezza, esito, considerazione ed
accettazione ; razionale, senso del dovere basato
sulla convinzione razionale della natura oggettiva
dall'azione morale come tale e in riferimento alla
perfezione personale e sociale ; religiosa, quando
è fondata sulla legge di Dio come tale, quando
è senso del dovere di risposta morale all'amore
di Dio : ubbidienza a Dio, imitazione di Gesù
Cristo .
4 . Direzione di un'autorità effettiva, operativa, efficace, cioè educatrice .
1contsnu a>
QUESTIONARIO
1 . Quando un figlio si può dire « moralmente educato » ?
2. L necessaria oggi un'azione di preservazione
dei figli . L possibile attuarla? Come?
3. Come si applica il metodo , preventivo
cazione morale dei figli?
n
all'edu-
4.
Quali sono i principali difetti da correggere
nei giovani?
5 . Che significa « cause pedagogiche > delle difficoltà più comuni dei figli ? Indicatene le più comuni .
AUTORIZZAZIONE DEL TRIBUNALE DI TORINO IN DATA IÓ FEBBRAIO 1949, NUMERO 403 . - CON APPROVAZIONE ECCLESIASTICA
DIRETTORE RESPONSABILE : SAC . DOTT . PIETRO ZERBINO, VIA MARIA AUSILIATRICE, 32 - TORINO (712) - OFFICINE GRAFICHE S .E.I.
63
Spedizione In abbonamento postale - Gruppo 2° - 25 quindicina
DARIO FRANCESCHI
SAN VINCENZO DE' PAOLI
Pagine 158 con 15 tavole fuori testo
Per ordinazioni, rivolgersi alla
SEI
corso Regina Margherita 176 TORINO
conto corrente postale num . 2i171
L . 1100
Un giorno San Francesco di Sales, visitando
la sua diocesi, si sedette al margine d'una fontana e al gruppo di campagnuoli che lo seguiva
si mise a commentare le parole di Gesù alla
Samaritana, presso il pozzo di Giacobbe . Ad
un tratto uno sciame di api si posò su di lui :
« Non muovetevi, monsignore, e continuate, gridò
uno dei suoi uditori ; esse vi lasceranno senza
pungervi » ; egli continuò il suo discorso e le api
non lo punsero . H . Bordeaux, Introduzione alla vita devota
BOLLETTINO SALESIANO
PERIODICO QUINDICINALE DELLE OPERE E MISSIONI DI SAN GIOVANNI BOSCO
Direzione : via Maria Ausiliatrice, 32 - Torino - Telefono 48-41 .i17
AI 1 ° del mese . per i Cooperatori e le Cooperatrici Salesiane
Al 15 del mese : per i Dirigenti della Pia Unione
Si invia gratuitamente
Facciamo noto ai benemeriti Cooperatori e alle benemerite Cooperatrici
che le Opere Salesiane hanno il c . c. postale con il numero 2-1355 (Torino)
sotto la denominazione : Direzione Generale Opere di Don Bosco - Torino 712
Ognuno può valersene con risparmio di spesa, nell'inviare le proprie offerte,
ricorrendo all'ufficio postale locale per il modulo relativo
IMPORTANTE - Per correzioni d'indirizzo si prega d'inviare anche l'indirizzo vecchio .
Si ringraziano sigg . Agenti postali che respingono. con le notificazioni d'uso, i Bollettini non recapitati .
Download PDF
Similar pages
null 9824142
PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO
Volume 3 - orientamento a scuola
iilll tteeerrrrrriiitttooorrriiiooo ccooommmeee aauuulllaaa
Capitolo VIII, Opere trasmissioni dati (Complesso ex Salesiani)
Val. Rischi scuola S.G.Bosco - Novembre 2012riv
Musica testo - orientamento a scuola
Tesi di dottorato Silvia Magnani
TESI LAURA
MINDUS L’impatto del giusrealismo sul modello sociale scandinavo: Axel Hägerström fra diritto, morale e politica $(function(){PrimeFaces.cw("Tooltip","widget_formSmash_items_resultList_36_j_idt799_0_j_idt801",{id:"formSmash:items:resultList:36:j_idt799:0:j_idt801",widgetVar:"widget_formSmash_items_resultList_36_j_idt799_0_j_idt801",showEffect:"fade",hideEffect:"fade",target:"formSmash:items:resultList:36:j_idt799:0:fullText"});});
Nepoti Nicoletta tesi
PIANO DI SICUREZZA E DI COORDINAMENTO
TESI GALLETTI
Dott. Ing. Enzo Zadra IMPIANTO ELETTRICO
Pedagogia della complessità – La tecnologia
La promozione della salute nelle scuole
Proposta di Piano Indirizzo Forestale
Scuola Primaria
val. Rischi scuola zagami- novembre 2012
TesidottoratoAndreaMarcoRicci
Linee guida per l`interpretazione ambientale delle aree
La famiglia: Un'indagine su una comunità di pesca in Sicilia $(function(){PrimeFaces.cw("Tooltip","widget_formSmash_items_resultList_27_j_idt799_0_j_idt801",{id:"formSmash:items:resultList:27:j_idt799:0:j_idt801",widgetVar:"widget_formSmash_items_resultList_27_j_idt799_0_j_idt801",showEffect:"fade",hideEffect:"fade",target:"formSmash:items:resultList:27:j_idt799:0:fullText"});});