38 vol05 cap13 paragr137 142

38 vol05 cap13 paragr137 142
Ì2E2,2e8I2Ki«l28aSSaìkrJ»£2S2S4aj5li.25Ì22i
- I forni - Oli argani ad acqua e le sole da
22S.EÌfifil2.Si»£SiS.B21-i:4B2S££l2f£Sl2«a8iil««
2Ea..L.;JLft^^^
IÌ„l552 m 5 G C bftto *°
che
forniva acqua agli appai-
tatori - Lo scarico delle acque - I "pignora
fatalia" e l ,w iiaperiua w - Metello "pontifex" L,£«ochi per saldare - I p r o e c i u g a a e n t i - Gii
rarsaaitiKi-:-^^: r r r s j s s s - i M M B W B M I s w o a i B k o j B o a a s s S a a ;
i t a c s i s s a =3 t r i a s » »
inaridiamoti: "Vesta" « "terra* •» "teilue".
3 : t B a B i B R n o a a a a » s = B a a a a a a a t B a a = = 3 - - ; •- •atBaiSstmSaSaisà
a) — 9° giorno dei MNtt lunare del Giugno
- Di notte: V ante ldu» iuniae « quinta
nottata del "novilunio" di Giugno
(Nonne)
- Di giorno: Nefastua • giornata con
divieto di lavori obbligatori.
Note e nnalificbe della giornata:
- Vestae (Pasti precesarei anelati)
- Vcatalla - veatae (Fasti venusini)
- Vestalla - Fcriae veatae (Fasti oaffcia­
ni).
11»S
V e s t a l i a - Vestac ad Ianua (Frana.di Fasti
XIX#6)
- Veatalea. V i g l i i g n i » . Pernia Veatae - Vacuna
vaeunales f o c i - Fumi - Ascili«aolae Cybele.aaellus.panus. i1em»s.rriamis Candida ara I o v l l i t t o r i - Cava cacti ina
- Iaciunt c e r o a l i a dona - Nova v i a , F o rma , paludee, ( u r t i u s l a c u s . f o s s a .
Velttbra.VrrtumnuB. V--.il lada Hoaa te net
imperfetti», pignora f a t a l i a - e t e l l u s
pontifex - Ignea i l i a c i - Vesta *
terra « T e l l u s ( Negli autori )
Confronta :
OVIDIO, F a s t i , 6,249-470
C . I . L . , al giorno
MANCINI9 al giorno
VACCAI:
Vesta. V e s t a l i » , 15,23,107-U2,133,196,
214,21^,220,264
Vacuna. 113
Ver tutgnas.Vort istruì s . 162,172 ,174 ,175
T e l l u s , 75,79,145,2.12,213
b) - In questo giorno l a g i o i o s a arte d e l l a
trasfigurazione forse travolse Ovidio, i l
t r a 8 f i g u r a t o r e , c h e , nel terso metallo d e l l a
sua poesia, colò una f o l l a di a i t i e di favole
più o meno t r a s p a r e n t i , sensa darci stodo nè
1195
di scorgerne tutti i nessi, ne di comprendere
p o r i PASTI ricordassero tante cose fatte o
da f a r s i , sia pure con lavori straordinari o
con speciali trasporti (feria). proprio in una
giornata che portava la nota con cui si proibiva ai aetailurgl ogni lavoro obbligatorio Jj*S^
fa»tue).
c) » Ovidio sapeva che era ben salda la serie *
degli anni di esercizio della società "Roraa*
per le fusioni a getto, perchè la serie auoveva
da un 21° giorno di un «esc lunare dello "AgriIla* nel quale era stato stipulato 11 contratto
di messa a >aonte in comune (jaons, amndus. Septi• ~ Confr.
& 2 0 p; 29 a; 125;
244
« • Confr*
§ 105 a b o
Eiontluei) per la fondazione di un cornine centro
di stabilimenti riuniti (tirbs) =
Da quel priio impianto e da quelle prime
annuali gare d'appalto (Pallila da tra/n, )«
Ovidio riteneva fossero trascorsi solo 40 anni
di esercizio (dena quatcr raeaoaant habuiase Pal i l l a Koaaa) quando i l direttore normalizzatore
(Hex N'unta da Co\a ) impiantò un servizio di
custodia e di conservazione della fiaaraa (flaraaac custos) affidato a macchine giranti ( v i r g ì nesda vergere) vigilate da fanciulle appositaaente scelte (Vestales) per garantire la peren-
OVIDIO,
ecc#
nità del fuoco industriale (vigli ignis.sacer
E narrava in fona a aetaforiea e misteriosa:
- OVIDIO,
Fasti,6,250-260
Confr.§ 188 e
s opus placidi.quo non saetnentiuB ullua
«Milnis ingcnlusa teTra sabina t u l l t •
1196
Cioè:
Ì3
secondo l a cotaone
secondo l a nuova
interpretazione:
interpretazione:
Ce f u t l ' o e u v r e du
Fu opera (opus) di un
roi pacifique, le
d i r e t t o r e (regie) i a -
plus r e l i g i o n i ( o e -
piantatore o p i a z z a t o -
tuentiusTtngenlaa)
re
• Confr.
ecc.
( p l a c i d i da placare
dee enfantB du pays
» Trad.Bu_
re 1te—Pesaonne aux
(Paria 1893)
») e i l r e c i p i e n te da t o r r e f a z i o n e
Sabin • «
( t e r r a da t o r r e r e . t o r r i s « ») f a t t o di
» PESTO e
PAOLO " t o r r e r e "
- NONIO,i t 6l;6,
23 - S.ISIDORO,
0rigines,i7,S
- SfM.DE " t e r r a
zu t e r r e o " —
C o n f r . ^ i l i a;
119 b; 143 d
metallo fuso (sabina
da sapinua.sapa.sebus
• = ) non ebbe da
sostenere (non t u l l t )
alcun congegno,alcuna
applicazione meccanica
(ulluta lnceniua) r pia
- « Confr.
# 3 a ; 6 f h;
S g ecc.
formidabile d i questo
(*3etuentl»B) quanto
a l l a potenza (nmainia)
Lo stesso Ovidio r i c o r d a «&• "Vesta"
^asti,6,26^56^69;
A
^ ^ "
(da
t P i X ^ . t o j r r j l B ^ t - p i l a " = "^lobus"
6,278;6,280 « "foreta rotunda" »=» cioè "globo fo£tewe_nte
m m PAOLO ZPK r i s c a l d a t o " (forma » =) e destinato a r i o t a f?*}??""TC0^ *
101 b
RE
é f ' v J a *
* * r o ^ u a ^ a da rotare.coae faciunda da t a c e r e ) .
* Concorda con Ovidio un brano di l e s t o :
PAOLO " r o t S d a S - I a a * É v e»tae quod eaadaa esse
- NONIO,1,297 "ro_ terrasa / l e g g i : torrea7....oaaguo p i l a e foraaa
tundua" - Confr.
HSRONE D»ALESSAN_ UF
DKIA,Pneumatica,2,11
(Edi».Schsidt,Lipsia,
1
1899 - Pag.XLV,fig.
55 b - Pagg.230-231,
figure 55,55 a)
Cioè
Deve ruotare l'impianto con fuoco del riscaldamento ( v e s t a e ) . p e r c h è è la stessa cosa che la
iorrefartone (torrem)...«ed ha la forma di una
188 c
Confr.
palla /oppure: \ l riscaldamento (forma) di una
pila/ »
Tutti i testi relativi a "Vesta" nostrano
varii aspetti che sembrano cosmogonici o poetici»a quando tratteremo delle applicazioni tecniche
daoa.ritus) e delle leggi industriali (ieges sacraer^el riveleranno le caratteristiche ed i l
funzionaraento di una macchina ruotante per la
ressione di vapore acqueo surriscaldato in una
• OVIDIO,
Pasti, l u j r r Confr .^256*1 q
sfera metallica tenuta sospesa e fatta girare
con apposito a r t i f i c i o (arte syracogja) » «
d) - Qui l a trasfigurazione poetica di Ovidio,
eoa uno scarto pia vivace del solito, passa da
una documentazione tecnica ad una scenetta di
genere.
Una volta era costume trattenersi a sedere
sopra lunghe panche avanti ai focolari (ante f a con olire sca uis coiiaidere I O O K ì S KOS erat ).
Anche adesso quelli che fanno l e . . . . f a t i c h e
industriali (sacra) dell'antico focone (sacra
antlnuae Vacunac) / g l i oziosi/ stanno in piedi
o seduti avanti al focolare del focone (Nunc
quoque onta flunt antimiae sacra Vacunae ante
v : > i ' n a l o s Btanttjue sedentque focos).
g 198
I l poeta forse giucca anche sulla somiglianza fonetica di "focus" e tli "Vacnna".
parola certamente legata a "vacuus* » "ozioso".
E continua, affermacelo che, anche al
giorni suoi perdurava quanche cosa del vetusto
costose, infatti con una paletta (patella) da
fuoco (pura, da bor.bura. nÒf .comburere) si
portava / a l focone la brace_7 per alimentare
(clhos) i l fuoco; cioè la brace /del focolare
dell'officina (Veatao)7 che veniva mandata
• OVIDIO,
Fasti,6,305-310
- ORAZIO9
Eplst.1,10,49
(©issos) /per accendere i l focone (Vacuna)7
Povero "focone^ (Vacuna) che godeva una
fasa un pò marcia (fanuà putre Vacunae) »
per l'appostamento del soffio dei snoi s o f f i e t ti (famia) e che ai riteneva punto di ritrovo
abituale (...oh! f a c i l i ricordi del focone del
retrobottega, nelle farmacie di p a e s i ! . . . ) per
ttt ROTINI—nfóSfP—
STERO (Colonia*.
1640) 244
gli sfaccendati e g l i oziosii » m
e) - Un nuovo scarto, e la trasfigurazione
ovili lana volge ari amari confronti fra i l nuovo
e l'antico.
I l poeta s ' a f f r e t t a ad una corsa vertiginosa.
se co g l i arganetti a trazione animale
(ase 11Ì3. da ovo$ *» arganoA n aspo,_macina o
H 0 l a _ 8 EP e . r i°I. e ) ~ cn® u n tempo muovevano le
mole da grano - ed ora, inutili per le farine,
son confinati ad innaffiare gli orti e restano
gran parte del giorno inoperosi e cose incoro-
1199
nati dai molti avvolgiaeuti del tubo da ucae ua* » NONIO 2 r e d * P ann0 (pania: aa leggi: panuBTtraaac invo623,"panna" - lucri: ai...foria aubtegainla nanna est » «) FlT*fì/''7T 6 1 *?60 ——
"" 5 ' «entre adesso le ruvide e pesanti «ole da grano
» •» Confr.^i (acabraa rnolas) son girate da ruote a pale (aer92 a; 97 h;H3 b ^ m m d f t l l . t t 0 J 1 M a (florida da fluere)
« Confr.$£ 111 e;112 b;113 b e
d ecco 1 produttori (coloni) — che una
volta ai accontentavano di abbrustolire eoi
forni solo le farine (sola prina furnis torrcbant
farra coloni) aentre ora c'è un'apposita (sua)
e grande industria panettiera (et fornacall sunt
Bua sacra deae).
F.d ecco i l pane che una volta veniva fornito
(parabat) dallo stesso focolare, perchè, aesao
bon
BPOIVM
ito paoltt
èJ
fetrracotta (atrata
te^ula •'.'.issa), sul tiepido terreno del focolare,
veniva cotto sotto la cenere (suppositua clngrl
pancia focua ipae parabat.stratagne erat tepido
tegnla ijuaasa apio), mentre adesso 1*imprenditoro panettiere (pistor). b riuscito ad asservirsi
(servai) i l f^oco e la forza dominatrice dei fuochi, e, di nascosto, con nn arganetto (asella)
fa girare (versat) le raole che aaclnano . . . . . .
pietra poaipe (aolas puaioeaa) /"da oescolare
fraudolentetsente, alle farine J (Inde focua
- m GFIDId, servai pistor doainaanue focorua, et quae puoiPa.ttW,3ll-81S c e a a v e r s a t «scila sola.) =
f ) - Une scarto ancora ed i l poeta racconta la
favoletta del pippio che butta acqua da un foro
(oriapua da rrpcw - traforare + ofrr«y6'iJ » i l
1200
frettar f-:=ort) e che è rosso (ru;>icunup •
m « OVIDIO,
Fasti,1,4i5;6,319;
6,345
perchè^fatto di rase^
- è detto infatti f i g l i o del rase (Vernis
prua) « m - )
Confr
112 d
* Confr.i
137 e
• Confr ( i l
80 a e;85 b c d;
113 b; 139 c
ma
(
e perchè i l suo tubo di panno (panna « «)
di canapej)
è detto Inflitti f i g l i o della canape (Bacchus
Li ber
")-J
- -— W*~t
affinchè sia sta&"0 e non si infradici, \ tinto
di rosso col tannino!
EsutA*i£*(i
- PERALI,
Introduzione,
XXXIV, 71
alla descrizione d e l l ' innaffi anen-
to «oceanico degli, o r t i , che ha garantito ai
lavoratori del centro industriale i l «iniao
indispensabile per 1*alimentazione. •
La ruota dentata coi denti paralleli a l l'asse e nomali al cerchio-simile ad una coro-
- OVIDIO,
Fasti,6,321-334
na turrita rturrigera fronti ni L'ybele redimita
«O-chiaaa al loro appropriato
corona •
e necessario lavoro (festa) tutte le perenni
(aeternos) forze della natura (convocat aeternos
= ConfrM
43 a; 45 1; 85 e
93 e
ad~"sua"festa deosl, chiana anche i f i l a t o r i delie corde di canapa faatyròs) • • e le f o r ze naturali della campagna (rustica aunlna)
cioè le ac<*ue (nymphae) •
•
^471
SBOZZI
- OVIDIO,
Fasti,6,321-324
C'ò persino i l canale delle acque incanalate (SIIernia da sllanus - saaplIlo.fontana.
tubus.fistuìaTtMl 1 i,<K> {r.ilcr.B.-ilire.salicns)
Cosi anche la campagna è avvivata, industrializzata da tante forze,che - ora in servi_
zio (ludunt) ora in riposo (hi ludnut. hos
1101
aomnus h afre t ) , or a legando insieme i loro s f o r z i
o s s i a collaborando f r a loro (pars brachia ncetunt) - riescono ad accelerare a nualsente tre
* OVIDIO,
Fasti,6,327-330
v o l t e i l verdeggiar dell'araldo terreno (et v i r i desi c e l e r i ter pede pulsai, huaua) =
E c o s ì , mentre lavorata industrialmente,
l a terra verdeggia e produce tre v o l t e l'anno,
l ' i n d u B t r i a del fuoco (Vesta). in piena s i c u r e z za tsecura). fa le sue g i t t a t e di metallo (lacet
da lacere) e prende pacifiche quietanze ( p i a c i daanue canit unietea) perchè ha solidamente
(Talta) appo?,' i a t i (posi tuta) i suoi c a p i t a l i
(caput) sopra z o l l e (caespite) ben c o l t i v a t e
(posftnm caewr i t e ' f u l t a caput).
Intanto (TtT i l rosso tubo i r r i g a t o r e deg l i o r t i (ruhcr custos hortorun) per l a sua f a t i c o s a i r r i g a z i o n e capta (captai) forze naturali
(deas) cioè le acque (ny^phas) e porta <jua e l à
* = OVIDIO,
Fast1,6,303-334
(errante» f e r t . . . . . ) i suoi sostegni a tre piedi
(•>t errante» fertouue refértgue pedes) * •
I l lavoro di i r r i g a z i o n e degli o r t i guarda
con g e l o s i a a l l ' i ^'M-nia de] fuoco (a 'spi ci t
et Vestami e sogna di diventare anch'esso una
29 d
- .Confr.
» Confr.
$ 112 b
impresa i n d u s t r i a l e (spera capit obscen'aa da
obscua. OSCUB « sacrum « i n d u s t r i a » =); ma
l o impacciano i l canale ormai invecchiato (sene*
m «) d e l l a condotta d*acqua (sene* 5ileBUS
•]a ailanus. a i l e r . s a l i r e . s a l i e n s ) e l'arganetto
che serve ad innalzare le acque ( a s e l l u s da
« arcano, naspo).
Ne teme però l ' i n d n s t r i a del fuoco (Vesta)
e se ne difende ( t c r r i t a s'.:r:it) e sf'-.ggo d a l l a
massa degli scioperanti (por i n f e s t a s e f f u g i t
1202
ili a gamia) * «
L'argano fase 1lue) è se-apre destinato ( s o l i tu v.ux•••! ;are) a f o r n i r e 1*acqua al tubo f o rato che getta O r l a n o ) per l a i r r i g a z i o n e ffigfc
saeus da Ta-abere »i*oa f i a r e ) ; ma bisogna s e t tore (TTamua) adatte parti metalliche (exta) trattate al fuoco ( f l a ; a i s ) dove è i l giuoco meccanico interno ( i n d i g i s da i n d i g i t are « &iuoca£
deutro) dell'argano stesso C a i » j j ) .
Ed intanto le sole da grano, g i à tao «se d a l l'argano, restano vuote e forme (< e ^ a opus.
lacune eoa tiene re -iolae) neutre anche negli o r t i
l'argano (.u-<• 1 > .3} sta ferso e viene adornato
dei a o l t i g i r i di tubo di s t o f f a (de pane / l e g g i :
• itt i .u;o7) =*= vuoto e sgonfio anche esso
che invece s i I c t r:.;ida ( panus da pan .perni8. pen i s . penatcB. :>.uuus. fango ecc.) quando v i c o r re dentro l'ac<;oa in pressione.
i'egue i l ricordo d e l l a origine d e l l a candida area destinata al fuoco dei f o r n i da pane
(candida p l e t o r i pooitur ara I o v i ) . ricordo
collegato a l l o stratageaaa usato dai itoaani coi
G a l l i a s s e d i a n t i , quando gettarono dal "CapitoI Ittw* t r a l e ©asse nemiche i pani f a t t i con le
loro ultine provviste di f a r i n a (iaolunt c e r l a l i a dona) « •
g) - Nei "Vestalla" le taatrone rosane carorainavano sculie, e questo costuae rammenta al poeta
l ' o r i g i n a r i a palude, che *ra nel Toro, ed i l
porto-canale donde v i giungevano i naviganti,
1203
ed i l lago, che un teapo forniva acqua agli
appaltatori (lacua Curtius da curia «
appalto.) e la "fossa" che poi lo prosciugò e
le canalizzazioni dei "Velabra" e i l simulacro
di "Vertuanus", uel quale poi si volle vedere
i l ricordo della raccolta d'acque, che era stata deviata favereo asme), entro apposite (sua)
» OVIDIO,
Fasti,6,395-416
- PBOPER7JQ,5,2f
7-10
banchine o "auais" o ripari (sua ripa) per r a f frenarne le acque (a<mas~cocrcet) »
h) - I l poeta termina questa lunga scorreria
selle astiche tradizioni con un richiamo ad
altre memorie che aveva apprese da fanciullo.
La leva spérgente (minerva da •aenianua
alenano.), osala la balzante biella fPallas
da pelìere) ornai è tenuta in grande uso da
Rosa ( failadaKoGia teoet ).
Quella volante forza di natura (aetherlas
- PKRALI,
Le origini di
Koaa l 151
« OVIDIO,
Fasti,6,427-428
ftjflB trasferisce con ab i l comando del lavoro
(imperiasi « « seoua transferet I l l a loci)
perchè appunto è la biella che trasporta e trasferisce da luogo a luogo A il movimento e la d i rezione del movimento<= «
Poi un incendio minacciò i "pignora fata-
« C.INCSLLI8,
HI,Le sette cose
f a t a l i di Rosa an.
tica (Rosa,1813)
* OVIDIO,
Fasti,6,437-454
Ila" dello "Iaperiua" custoditi nel "sacrarla»
Vestae* » *
Ma i l "pontifez" Metello l i salvò dalla
distruzione. » *
La tardiva tradizione del seppellimento
delle Vestali incestuose - che a suo luogo
verrà esaminata ed interpretata come prescri-
rione tecnica - fornisce al poeta l'occasione
di ripetere l a i d e n t i f i c a ione di "Vesta"
(aestua) con g l i a l t r i inaridimenti e prosoiu» OVIDIO,
Fasti,6,267; 6,
299; 6,460
gaaenti che portavano i l nome di " t e r r a " e di
"tellua"
Trattando a suo tenpo d e l l e tecniche (raos.
r i t u e ) e d e l l e letrgi i n d u s t r i a l i (leges sacrae)
s i spiegheranno i " f a t a l l a pignora" e l a loro
importanza per l a grande e generale impresa
i n d u s t r i a l e che trasse le prime o r i g i n i d a l l a
i
244
Coofr.
società a ea: i t a l o f i s s o e l i c i t a t o (Geptinont l u a ) per le f u s i o n i a getto (noma) = »
- Di notte: IV ante Idns iunla» » sesta
nottata del "novilunio" di Giugno
(Nonàe)
- Di giorno: Nefaatus « giornata con
divieto di lavori obbligatori. Ila,
essendo, mIV ante Irina" doveva
considerarsi «rellglosus et ater»
aa •
Confronta:
OVIDIO, Fasti, 6, 469-472
1206
- giorno del aoae lunare dello "Iunlus
- I lavori obbligatori della filatura - Metallursla e*! arte tessile - La filatura della caB c a t e B B « n s o e B t i > a i 3 s a a B a e : 3 3 ! = c o= 5 i s a a a c a a a o B ! t B a B B B s = a B a
oaoft - I canapieri stranièri ed 1 t e s s i l i indiB B E B s s B B B u a B n t e n e e z a B B B c i x i a t r ^ a a B e B a i z a a s B l x a c a R i C B a a
geni - La grande siderurgia straniera alleata
9 a e r t a a i : s B « S a z ^ a a » B 3 R B B i i - » n ~ s x a B B B a B S a « a a a c n B S B B
dei canapieri stranieri - L'industria tessile
3 B B » B E E a a f a B B ' e B 5 : s « e a t a o a a a « B B a B i r B = a 3 j = s . » r= BJ!'ataiBBBaao
ospitata in iìoaa e nazionalizzata - 1 rafforzamenti con avvolgimenti di f i l o metallico nella
; : a s = i ; s a s a
IMMlBHBBMMlÉMnl
Maal I W —
sistemazione di "^ervius Tullius* - Metallurgia
-- —
a o c n a O B s
n a » B B a a e B
l
I K M B M M
t n a s a s r »
J C C B K a a s s a s s c : 3 s a s 3 a a « S B B B a B c < a c a B s s ' . t = S=s
ed arte tessile nel concordato dell'età augustea
a) - 11° giorno del aese lunare del Giugno
- Di notte: I I I ante Idus iunias « settina
nottata del "novennio'' di Giugno
(Nonae)
- Di giorno: Nefastus Parentali» « gioraa_
ta di lavori non obbligatori di pre__
parazione e di riattaaento.
Note e qualifiche della giornata:
- l atrai la (Fasti precesarei air/iati Altri ^asti epigrafici - Fasti f i l o _
caliani)
- Matri iaatutae (Fasti precesarei anziati
- Fasti venusini)
- Fortunate (Fasti precesarei anziati)
~ B&cehus. Mencie. Learchus. Ino-LfucothcaHatuta. ; e l i cer t a~i al aeaon - Portunns AereoIcs. Caraonta. Ino - Concordia,
Urbis opus doaua una (negli autori)
Confronta :
OVIDIO, Pasti, 6,473-648
VABR0H8, De 1.1. •testuatiuffl",
"portu mi s"
PESTO e PAOLO, "aater satuta", "natrea aatutaa"
"isatraiia", «Portusmis qui et Palaeaon"
LITIO,5,19,fi; 5,33,7; 6,33,4; 25,7, ; 28,11,
ecc.
PLUTARCO, Caoillus,5; Quaest. rota. 16,17
N0NI0,2,337, "aanoie"; 2,926 "ondulata»"
C . I . L . , al giorno
aASCINI, al giorno
VACCAI:
Metter Matuta, |iatralia, 123-124, 129(4)
Leucothea.ì'alaeoon.PwtttauB. 123,124,163,
167 eoo.
b) - Se è esatta la notizia di Ovidio che i l
produttore (-colus) di s o t t i l i e resistenti
f i l i (acnui~col.i- acor da acia) aveva i l aese
e « OVIDIO, lunare del "Martine* per decimo aese del proprio
Pasti,3,93, * V elei© di esercizio o di gestione (annui) quel cielo doveva annualaente aver principio
Vii)8
col s*se lunare dello "Iuntus".
Ed appunto nella undicesima giornata del
iacee lunare di Giugno la trasfiguraxione ovidia—
na ai affatica a cantare le particolarità tecniche 9 le vicende storiche e la posizione giuridica dell'arte tessile fiorente già a fianco della
» OVIDIO,
Fasti,6,479-480
- UVI0,S 9 i9 9 6
Metallurgia romana, pecialaente da < uaudo "Servltis Tullius" * - , rapportando tutti i valori allo "aea signatu^* e facendo centro sulla
metallurgia delle piccole fusioni a getto (Botaa)
organismo una società generale, nella quale anche
i t e s s i l i e g l i a l t r i artigiani - prima soltanto
- * Coafr.
Ì 32 IX f
ospitati - entravano a far parte della società
originariasente solo raetallurgica »
La forisa di natura (doa) di quella giornata
era detta "aator aatuta" ed i l lavoro da compierai per suo iaexaso era detto "aatralla».
Nel latino classico e 1 è "aatta" per indica-
- SALDE,
•«atta*
re i l tessuto, l'intreccio di vimini,lo stuoie
* « e, ad eseapio, nel latino aedioevale
eoiliane, c'è pure "matta* e "ca-aatta" con lo
stesso significato e "aatritiua* per indicare
« SKLLA,
"coaatta" 9 •«atri,
U H 1 ! •Batta"
i l "j?anno di__li.no*, sol quale le taole da grano,
uncinando, scaricano la farina =
Cose si vede, Riarso già nell'ambito dei
lavori d'intrecciatura e delle secchine.
È poiché si tratta di Bacchine era ben
* OVIDIO9
Fasti,6,481-551
naturale la esclusione del personale di servigio
(fau-ilas, atieillas) » = da quei lavori indus t r i a l i (sacra) e da quei reparti di lavoro
(terapia) perchè le "ancillae* erano disadatte a
toccare un oaeebinario delicato, 11 quale però
ttot
da parte dell© donno responsabili (liberae da
l i b r a r e ) chi' v i presiedevano come d i s t r i b u t r i c i
(>aatres f aatronae) esigeva persino dei colpi e
* PLUTARCO d e l l e P * l B t e < HeAtfi'l** ) a l l e giunture, perQuaest.rosan.l6 chè si mettessero in movimento, m m
c) - *Scrvius T n l l l u s * . secondo l a t r a d i z i o n e ,
* CoafrJ£
87 c ; 119 I e f ;
139 f
aveva impiantato i l macchinario dei f i l a t o i
( ••ìtraila) presso l a banchina fnentibns) *
t " r i p a " s i n i s t r a tiel " T i b e r i a " , n e l l a stessa
area che prendeva rione (forata boarlua) d a l l o
- OVIDIO,
Fanti,6,478-519 Confr.^101 b;
111 a
- IX) CANGB,
•cerca*,"eircaminare" ecc. Confr. i 31 1
scarico (posito) d e l l e masse metalliche (bove.
vacuasi « », proprio v i c i n o a l l e banchine
el fiume (pontibus da pons « £anca,banco,ban.<shina) presso l a c i r c o s c r i z i o n e (Circo - »)
del lavoro metallurgico (saagno da raa$
Sfituju.
aaanai^^ t-on^monaX, zona movimentatissima
(celeberrima), cioè in piena a t t i v i t à di forze
motrici e di lavoro (pontibus et maano iuncta ss3
est celeberrima c i r c o area, quae posito de bove
= OVIDIO,
Fasti,6,477-478
= OVIDIO,
Fast1,6,475
uo::ien babet)> Le matrone (aatrea) - poiché l'attendere
a l l e macchine d e l l a f i l a t u r a era i l loro lavoro
obbligatorio (yestr ••- -u.tr a l i a fcBiun) »
— dovevano portar l ì l a bionda materia prima
( l a eanapa) da lavorare ( f l a v a l i b a da labor
libare.1ubare) con quella forza di natura che
• • OVIDIO,
Fasti,6,475-476
funziona coi t u b e t t i del f i l a t o i o (Thebanae
deae da t i b i a . t u b u s ) •
Anche chi s i a del t u t t o luesperto d^lle
complesse macchine da f i l a t u r a potrà aver not i z i a - ad esempio - di scoperte e di a p p l i c a .
• « Artigiani
inventori in "l'Ar,
tigiano"(Ro«a 25
settembre 1938)
p.2 c o i . 5-CARENA
IT, 421 "Tubo"
z l o n l r e l a t i v o a * f u s e t t i ad_e scansione per i l
bloccaggio di | a b o | t l o fuai_P£r_n_latura" «
Ha q u e l l a a a t e r i a priaa dà lavoro doveva
••sere beu prosciugata (libatate tosta petat)
« e ni chi toava "jLl.j?rpsciupato" ( t e s t u a t l u a ) perchè prosciugato in appositi prosciugat o ! di tèrra cotta (quod in te a tu caldo coquebfttur). cose ancora a l tespo di Garrone facevano
le "aatronae" nel lavoro con l e aaeohioe dei
f i l a t o i (testoatiua.^uod in testu caldo couueba—
De 1.1. ,5", lOfi
• a PERALI,
Lo o r i g i n i di fo*
,ì6S
» OTIDTO,
Fanti,0,483-184 C o n f r . i £ 80 a c ;
35 b c d; 113 b;
137 f
tur ut etiarc mine'aatralihns id faciunt a a t r o nae ) »
I l poeta sa bone che q u e l l a è l ' a z i e n d a
i n d u s t r i a l e (doaus) H • d e l l a canape (Bacche si doaus i l i a tua est) =
d) - La trasfigurazione ovldiana avviva di lumiuosa poesia 11 procediaento tecnico d e l l a f i l a t u ra d e l l a canapa*
Con una lunga esposizione al sole (obsemio
I o v i s . da "sub love") si era i n a r i d i t a (arserat)
l a stoppia o stoppa (oeaele. da chaume » S t o f f a ,
• » SELLA,
a l l e parole indi —
cate.
» « Confr.^l
7 i ; 12 a; 31 d;
64 a
— a i tu . ac a<ae lo t tua. soh ase lo t tua « s c i araai tua.
ciambellottuB - tessuto di__atO£pa o d_i_bavell.a__
d_l_se.ta » =»)
J3L.
La f i b r a (Tao'ffa i v i ? » Inuus m «)
prende con se ( a c c i u i t ) l a canape di stoppa
(Baochus T ì g l i o d i Seaele), e coalucla a g o n f i a r (IntuatiTt) l a ruota d e l l ' a r c o l a i o (Inno) ebe
dal p e n o c c h i o o pennecchio (paelice) t i r a f u o r i ,
quasi strappandolo (ràptua educet). i l f i l a t o
£Ì78 b
Gonfr.
« OVIDIO,
Fasti,6,485-4HS
(hatua, l e g g i : ne tu» da aere) P che però, i n
r e a l t à , è c o s t i t u i t o d a l l e sfrangiature (i
guine * «) d e l l a stoppa i n s e r i t a ( s o r o r l s
* Scade) "
I l c o l t e l l o d ' a c c i a i o (Athaaaa d a ^ % ^ J )
t a g l i a (joadis da ojaedere) i p i c c o l i nodi e l e
- tìALDB,
•largus"
§ 1556
SBOZZI,
piccole f a l l e (parve i.earche f da antico i r l a n dese l o r g _ , inglese l u r c h , i t a l i a n o l e r c i o ! »
La d i s t r i b u t r i c e del lavoro ( later), r i b a t tendole (aaejB^''da - radice @ls- - battere « «)
accumula e racchiude ( tmau lave r a t ) l e inpronte
§ 961
§1556
RROZZI,
(tiabraa) dei nodi e d e l l e f a l l e (learcbeas) e
ne assaticchia (dederat r o g l s » «) o r d l n a t a -
B502ZI,
aenttì (pania i o s t a ) i r i t a g l i abbattati e t o l t i
v i a (miserie da radice a i s - - ) •
« OVIDIO,
F a s t i , 6 , 4 8 9 - 4 92
a l l o r a l a f i b r a t e s s i l e f i l a t a (Ino), oraai
r a s a t a (Taaiata) dei p e l i sfuggenti ( o a p l l l o s )
f a c i l i ad incendiarsi (Tunestog) f s a l t a su d a g l i incavi d e l l a sacchina f e j i n i s ) , e va verso
l a selexlone a contrasto (te l i e l l c e r t a r a o i t .
da
s d i u s » sel_elionato + eertaaen * c o n t r a s t o ) .
S, coapressa in uno s t r e t t o spazio (est
«patio coatracta b r e v i a ) . r e s i s t e ( r e p e l l i t )
t r a i due b a t t e n t i ( f r e t a bina r e p e l l i t i , p r e m o d o aopra a p p i a n o ( t e r r a ) t r a due g e t t i di
acqua (unaque pulsatur t e r r a duabus a n u i s ) .
E, svendo, n e l l a sua complessione ( eoa,» l e sa) dei c o r d i g l i ( t a c e r t i s i « o l f a t t i ( i n s a n i s
compiega l a c e r t l s ) , manda già i l f i l a t o (natua,
l e g g i : netasa da nere) da un a l t o giogo t r a s v e r ••
§ 597
so che dà l a s p i n t a (celso iugo. da c j l l e r e
- -)
V Ì Ì 2
In basso 1 f i l a t i non s f r a n g i a t i ( i l l a c s o a )
sono a c c o l t i ( e x c i p i t ) da un meccanismo operato*
re di t u t t i i l a v o r i o ohe g i r a i n t u t t e l e d i r e z i o n i (i .inope) . i l quale, con cento a l t r e oper a t r i c i i n s e r i t e (centumque aorores) e l i e v e
trazione (placido l a p s u ) . l i porta n e l l a approp r i ataCsjja) direzione (per sua regina) »«=
La f i b r a f i l a t a non è ancora t i r a t a al l u cido fCeucothea) e quel f i l a t o (puer » natua •
ne turo) non u.coru in funzione di f i l o s c e l t o
a gara (ialae^on da rra.Ac[ trr<xAj^«. sorte.,ece.1—
ta__+ fa»PUS) aa stanno i n g l e s e a l l e imboccature
(teneni ora) dei *tubeJkti .del £ i l a t o i o , g i à p i e ni d i f i l o (densi T h y b r l d l s da t i b i a . t u b u g ) .
coi l o r o movimenti v o r t i c o s i ( v e r t i c i b u s , legsri:
vorticiPUB) =
C ' e r a l ì i l doppio punto di strappo e di
separazione (1 ;cus dubima da ' incrina,lacerare)
dove s i separa l a stoppa (Seaelae da chauae,
.sa. i t» • ecc. ) dal Ci lo r e s i s t e n t e 0 "stame."
( t i nlae da ataaen) e l ì lavorano p r o d u t t l v a ssente ( j n c ò ì u i a s e ) i tastai l i e i ( ausoni as da
augna » aurusa » aes) f u s i , che ballano v e l o c e mente Uaenadaa da ^Jau yofAai ) m
e) - La t r a s f i g u r a z i o n e p o e t i c a a questo appar i r dei f u s i « t e t a n i c i f a uno scarto* Non solo
s e t t e l a nuova f i b r a f i l a t a (Ino) a f r o n t e d e l l a l o c a l e ( l o c i ) i n d u s t r i a metallurgica dei
r i c o m p a t t i t o r i ( ire idea da coerceo) • « g u i data dal v e n t i l a t o r e o s s i a dal tecnico d e l l e
» * Confr.
# 7 i ; 28 g ;
51 d; 187
venti lasci oal (Bvandrtna da evaunare = «);
«a persino mostra l ' a n t i c a ruota di legno fatta
di i n s e r i ture (Tu no Saturnia) e le industrie
canapiere del J-azio ( l a t l a s bacoha*)» che d i f f i dano d e l l a nuova macchina, d e l l a nuora industria
canapiera ospitata-, l a quale non è amica d e l l e
ruote da f i l a t o t i (onorisi g i à usate sul luogo
per l a f i l a t u r a (non v e n l t haec n o s t r l s hospes
^ 256 f
= Conf.
Vestigia,i6
i
Ica eli ori s ) , =
Con l a s o l i t a frode (fraudo) dei f i l a t o r i
ai sforza di
e degli intramatori
conoscere i l sistema ( r i t u a ) d e l l a vecchia i n d u s t r i a f i l a t r i c e il t o s s i l e l o c a l e .
Essa però porta con sè un qualche cosa di
u t i l e da p i g l i a r e (pignasi e cosi potrà ben
sostenere (pendere) i l peso (pocnas) del suo
* OVIDIO,
Fasti,6,505-512
» » Confr*
§Hd a; 113 b.
= Confr.
LIVIO,39,8,8;
39,15,6-Confr.
^217 e
= OVIDIO,
Fasti,6,513,514
lavoro (frande p e t i t , sacrimie parat cognoscere
r i t u a ; quo p o s s i t poenas pendere nignus habet)
Ed a l l o r a i rocchetti velocemente g i r a n t i
(Thyades da 9/*(To; , 9-ta(rc u co ) c n c capivano i
•
t u b e t t i v u o t i (auras) * » del f i l a t o l o , u l u lando nel f r u l l o (coati'leni n l u l a t l b u s auras) .=
avendo i f i l i (coiais) assai l e n t i n e l l e loro
i n s s l l a t u r e ( e f f u s i s per sua c o l l a coavis), s i
sforzano di r i t i r a r e I n d i e t r o i l f i l o (puerun
r e v e l l e r e pugaant) «
A questo puato l a nuova f i l a t u r a d e l l e
f i b r e (Ino) invoca forze di natura che ancora
non conosce.
1W1
f ) - La trasfigurazione poetica mostra adesso
l'alleanza dell*industria f i l a t r i c e e tessile
f o r e s t i e r a con l a grande siderurgia (Hercules)
che, q u o t i z z a t r i c e (Oetaeus da oìTQf *
portava d a l l e cave o a i n l e r e (Hiberaa da cavare)
le sue massa metalliche (vaccas) - » a l l e
banchine (pontes) o "nuaJLs" o r i p a r i (ripae)
del fiume canalizzato (Tiberla) * «
Essa f o r n i v a a l l a f i l a t u r a d e l l e f i b r e
t e s s i l i (Ino) arnesi i n s t a l l i c i l a v o r a t i a l f u o co d T b a . . . «subito cocta d e f i s s e foco) con premurosa s o l l e c i t u d i n e (properata manu): arnesi
f a t t i per mezzo d i . f u s i o n i a getto ( l i b a ) « che
a l tesino del poeta ancora erano di grande aiuto
(lèvant) ai l a v o r i o b b l i g a t o r i ( f e a t l s ) dei f i l a t o i meccanici (nunc ;uo;ue l i b a iuvant f e s t i a
aatralibua I l l a ) - »
I l poeta ora accenna ai nuovi p a t t i di
o s p i t a l i t à i n t e r c o r s i t r a l a siderurgia e l a
nuova f i l a t u r a ( h o s p i t i i s hoc ad de mole) » m
Cosi l a nuova f i l a t u r a d e l l e f i b r e (Ino)
avrà piena espansione (prospera da spes) e real i z z e r à i l auo desiderio di restai' seapre unita
all'assemblea dei metallurgi romani (buie popolo
prospera segpcr ades).
Sd aggiunge i l poeta:
"Sarai anche r e g o l a t r i c e dei t r a f f i c i merc a n t i l i e marittimi (numen orla pelagli mira e a
da s/o^cj ) ed I I tuo f i l a t o (natum; lo?rfri:
no ture da nere) dominerà anche esso l e operazioni bancarie o almeno le banchine (nona « banco.
1815
* VARRONE
De 1.1.5,180 OVIDIO,Pasti,6,
542-543
•anchina) dei porti (natiiet quoque nontus
habotilt; pontile *3a pone » bajica) - » "
"lìa dovrete cambiar ditta^ aliud noaen sussi£ e j . - Per g l i intrecciatori di professione
(graii da erates) sarai: " i n f i l o t i r a t o c i .lucido^ (Leueothoa)« per i "Roaanl u darai "l,a_traaa£ i £ (Matuta da «atta). S nei trasporti o nelle
importazioni (in portus) per i l f i l a t o (nato,
leggi: ne te da nere) ci saranno tutte le eonven*
zioni pio favorevoli, cioè avrà i l trattamento
della «eroe più favorita (la portus nato ine
e r i t pane tuo) tanto che si chiamerà per antonomasia presso i "KOBani": " i l tras£0£tat£" oppure M'jmgortato" (rortnnua) neutre i l suo none
appropriato è "H'ieHo_ehe_8£rve_da fil > o_s£eito
» OVIDIO,
Fa» ti,6,544-548
e garantito" (Palaeraona > darre* A rn*,fy + annue)*
Accettate queste condizioni (annuerat) si
se ambiò la promessa di fido commerciale (proEiisaa fides), si trapiantarono (posuere) le lavora-
- OVIDIO,
Fa*ti,6,549-550
zioni foosuere iaboree) e si mutarono le ditte
•noaina mitarunt) • «
g) - Vedemmo già in un altro brano della t r a s f i • Confr.^
93 b e; 96 b;
148 b; 155 b;
170 b
» OVIDIO,
Fasti,0,570
gurazione ovidiana eoe cosa erauo g l i avvolgiment i di rafforzamento (fortuna) « «a, poiché
in questo luogo si parla di coperture (togis)
gittate sopra (snperinlectls) a ciò che deve
servire (servine) - e ci sembra opportuno
richiamare un brano di Varrone r i f e r i t o da Nonio.
Secondo Varrone si sarebbe detto "undulatum"
1316
un awolgiraento ( y i r g i n l s ) di rafforzamento
§ toso
mozzi,
( v i r g i n i a Portuose da vergere + f o r t i s ) f a t t o ,
t u t t o uguale (s lanino m a ) • « coperto di
«Ir» "jn i'opcrt-:rr ( to i ;) radi Late (ondalata»
m » VAPRONg,
De v i t a pop. rota, i
(iti NONIO 2,026,
•undulatu-i*)
a nuibuada? d i c l t u r es^e V i r g i n i a Fortuaae
ili ] ; .ib oo 'jiiod duabus unrinlatis t o g l s
o^ertu^) »
8, per i l punto di presa d e l l ' a v v o l g i m e n t o ,
c i fu fatta una apertura,una "ceca^ (caeca) oppure una "Ìln.»8t£el,la" ( f e n e s t e l l a e ) che servi
» OVIDIOPasti,6,578-578
di passaggio (porta) per q u e l l a noraalizzazione
(notalo a da yó^oS ~) m
C o s i , con quest specie di v e s t i t o , s i c o prono le r o t t u r e (caedcs) e l e spezzature ad
angolo (sc> i ;n) 1 -i sto r i n f o r z o (fortuna)
» G7IPI0,
Fasti,6,617
impedisce ogni mossa (veste data t e s i t u r . V e t a t
h) — V sintomatico che, dopo l a uccisione di
• = Confr«ÌÌ
6 i ; 16 d; 35 b
« l u U i m cassar* 11 cui predominio - secondo
quello che già r i lev a m o • « - rappresentò
un predoalnio dei c a n a p i e r i , seguisse, con v a r i e vicefide, i l predominio di "Qctaviaims". che
» « Confr.
§6h
m m Confr.
f i 8 a; 32 IX d;
40 g
usciva da una f a m i g l i a di f o r g i a t o r i (Volaci)
= e dal1*ambiente nolano c o s ì intensamente metallurgico, m
La saggia L i v i a D r u s i l l a , con l a sua t e t t o i a da lavoro ( c o r t i c u s L i v i a ) e con l a sua
"aedes Concordiae». per f a v o r i r e l ' a s c e s a ad
« Confr.
8 c ; 57 e ; 71 a
b d; 128 a
Ottaviano, a l suo "caro v i r o " (da cara cognat i o » «0, fece in .sodo che t ancora una v o i -
1311
t a , le due grandi industrie contendenti - l a
a e t a l l u r g i c a e l a t e s s i l e - divenissero talaeate
- m i n ,
Le o r i g i n i di
Bona f 68
"concordi" da sembrar eoae fuse ia una sola
azienda (ooaua) »
Così i l grande ed oraal davvero eterno centro degli s t a b i l i n e a t i r i u n i t i ( t r b s ) avrebbe
» OVIDIO,
FftBti ,G,n.n7-648
lavorato ed operato < o ;e SìQì* «ola e caldissima
azienda ( I r b i s orna. ;h:^a una f i t ) =
i ) - Hi l e t t e in t a l asolerà le trasfigurassi oni
poetiche, le oetafore del "FASTI* ovldiani b i sognerà rinnovare P e s a n e dei t i t o l i che ha
Ovidio per aspirare ad essere considerato anche
esso un grande poeta c i v i l e d e l l a romanità.
JJel resto g i à da più di un secolo e g l i a preferenza d i V i r g i l i o e di Lucrezio - venne
riconosciuto coae i l più fedele trasmettitore e
» BECCHETTI, continuatore d e l l e t r a d i z i o n i priraordiali i n t o r La f i l o s o f i a degli no a l l ' o p e r a c r e a t r i c e , a o t r i c e e conservatrice
antichi popoli (Pe . ,
ragia. l8li:) H 9 t a c l v c r o L i 0 " pcrsunale, aa non p e r s o n i f i c a t o 268
creatore e Signore uoll'Universo «
1218
«-„ 12° giorno del o^se lunare d e l l o "lunltis"
- Di notte: l ' r j d i e Idus luniaa » ottava
nottata del "noyjLLunlo" di Giugno
(*onae)
- Di giorno: NVfagtns « tornata con
d i v i e t o di lavori obbligatori
Confrouta :
On&IO, F a s t i , 6,640, « fc«*^^»
l i t i
141 - i3° giorno del aese lunare d«llo "Innlus*
- Lavori straordinari per i l trasporto del fuoco
puro — Lavori straordinari per la connessione di
tubature ad i t a s e l i i atura - Lo sciopero dei teeniei delle tubature.»
a) — i3° giorno del oese lunare del Giugno
- hi uotte: laibus iu&iia » priasa nottata
utile per l a v i s i b i l i t à notturna
aaua) •
- Di giorno: Nefastus Parentalis » giorna
ta di lavori non obbligatori di pre_
parai; ione e di ri att attuto.
Mote e qualifiche d^lla giornata:
- I o v i (Fasti tuscolaiii)
- «eriao lovi (Fasti veuusini)
- Natalis ^uearupj (i-asti filocaliani Fasti di Folcalo Silvio)
- Iovi ievicto - Qulnguatrus sineres —
Minerva. TIbicinea (nepll autori)
Confronta :
OVIDIO, Fasti» 6, 649-710
0 . 1 . L . , al giorno
VACCAI:
Uaimmatrus aiuorea.64,65
1220
Feriae Iovls. 188
b) - Le "feriae Iovi» del "FASTI" Venasini e
lo "Iovi" dei "FASTI* Tusculani, coincidono
con una breve indicazione di Ovidio (Idlbus
invicto aunt data tesarla Iovi) = «
Non scabra che questi "tesa pi a" abbiano
una precisa identificazione tèpografica, né
troviamo che si dia molto r i l i e v o all'attributo
"invlctns" applicato a *Imn>lter"«
Noi riteniamo .che debba intendersi "lnvectue" (da invehere « tr_asportar.e)
•lolite -latsguo
^ l a l t s ^ g A o ^ c A s ^ à ÉÉWIrW»*** ^ r ^ g g f o j w a l
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Trattando altrove delle tecniche (aos.rltus)
e de 1 Xé/lima &&tÀjélfóy fAvu.** éaorae )/~aaWnno
"Flaaea diali»*; ed intorno 'alla "Aanlnica'',
o) - Tutto ciò ohe si riferisce alle rimanenti
indicazioni della giornata (Ouln^uatrua rainores
- Minerva - Tibicjnes. NataliB uBaruta) è stato
già illustrato trattandosi dello sciopero dei
m i
§ 43
1 87
Confr.
* Confr.
Confr.
«tibleines* » = , dei « uinnuatrua" del sese lunare del «dar Un a» » « e del «Tubllustrla* dello stesso aese m «
- Di Botte: XVII ante Kalcndas g u I n e t i l e »
» seconda n o t t a t a u t i l e per l a v i s l b i l t t à notturna (Iiius)
- DI giorno: Nefastus « giornata con d i v i e t o
di l a v o r i o b b l i g a t o r i . Ma, essendo,
•poatridie Idua» doveva considerarsi
" r e l i g l o s u s et ater» «
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