SAP BusinessObjects Business Intelligence platform 4.1 Support Package 2 Information Design Tool Manuale dell'utente
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Manuale dell'utente di Information Design Tool
■ SAP BusinessObjects Business Intelligence platform 4.1 Support Package 2
2013-11-22
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Sommario
3
Impostazione delle preferenze di visualizzazione delle connessioni per l'editor base dati........29
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4
Sommario
Selezione o creazione di una connessione relazionale nell'assistente Nuovo universo............63
Selezione o creazione di una connessione OLAP nell'assistente Nuovo universo...................63
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Sommario
6
Filtro di tabelle in una connessione SAP HANA in base al modello di informazioni................163
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Sommario
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Riferimento delle funzioni SQL di SAP BusinessObjects per universi con più origini ............380
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14
Sommario
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Novità del Manuale dell'utente di Information Design Tool
Novità del Manuale dell'utente di Information Design
Tool
15
Collegamenti a informazioni sulle nuove funzionalità e modifiche della documentazione relativa a
Information Design Tool per ciascuna versione della piattaforma SAP BusinessObjects BI.
Piattaforma SAP BusinessObjects BI 4.1, pacchetto di supporto 2 - Novembre 2013
Novità Collegamento a ulteriori informazioni
Preferenza dell'applicazione che consente di modificare lo stato predefinito dei join nei contesti esistenti quando si aggiungono join alla base dati. È inoltre possibile scegliere di utilizzare il nuovo comportamento predefinito quando si aggiungono contesti.
Impostazione degli stati di join predefiniti per i contesti
Per le connessioni alle origini dati Oracle che utilizzano il middleware JDBC, un parametro di configurazione
Query Timeout
che consente di modificare il numero di secondi prima che si verifichi il timeout della query.
Parametri di configurazione per le connessioni relazionali
Aggiunta di informazioni su come utilizzare le funzioni analitiche in Information Design Tool, inclusi gli esempi.
Informazioni sulle funzioni analitiche
Piattaforma SAP BusinessObjects BI 4.1, pacchetto di supporto 1 - Agosto 2013
Novità Collegamento a ulteriori informazioni
Aggiunta di informazioni sulle modalità di creazione di un prompt con riconoscimento indice.
Rimozione di informazioni su due opzioni relative agli elenchi dei valori:
Consenti agli utenti di modificare l'elenco di valori
e
Aggiornamento automatico prima dell'utilizzo
. Queste opzioni non sono valide per gli universi creati con Information Design Tool.
Creazione di un prompt con riconoscimento indice
2013-11-22
Novità del Manuale dell'utente di Information Design Tool
Novità Collegamento a ulteriori informazioni
Aggiornamento di informazioni relative alle variabili SAP HANA, alla visualizzazione dei valori e alla creazione di livelli aziendali sulle connessioni relazionali SAP HANA. Alcune funzionalità si applicano solo alle basi dati a una sola origine.
Utilizzo di origini dati SAP HANA
Piattaforma SAP BusinessObjects BI 4.1 - Maggio 2013
Novità Collegamento a ulteriori informazioni
Un livello di federazione nelle basi dati abilitate per più origini. Il livello di federazione consente di creare tabelle federate che possono includere i dati di una qualsiasi delle connessioni all'origine dati definite nella base dati.
Informazioni sul livello della federazione
Ottimizzazione degli universi relazionali in SAP
HANA, incluso il supporto per le variabili SAP
HANA e per una procedura guidata che consente di creare automaticamente una base dati e un livello aziendale basati su modelli di informazione
SAP HANA selezionati.
Utilizzo di origini dati SAP HANA
Plug-in Migrazione infrastruttura universo che consente di migrare gli universi relazionali esistenti in SAP HANA.
Informazioni su Migrazione infrastruttura universo
Guida per i nuovi utenti di Information Design
Tool, inclusa una pagina di benvenuto, una scheda di riferimento rapido per la creazione di un universo OLAP e un Assistente Creazione rapida degli universi.
Guida all'utilizzo di Information Design Tool
Informazioni sull'assistente Nuovo universo
È possibile nascondere le colonne nelle tabelle standard della base dati (supporta le funzionalità nelle nuove origini dati).
Informazioni sulle tabelle nella base dati
La delimitazione predefinita per i nomi di colonna può essere ignorata nella base dati.
Informazioni sulle tabelle nella base dati
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Novità del Manuale dell'utente di Information Design Tool
Novità Collegamento a ulteriori informazioni
È possibile immettere valori vuoti per le colonne di input della base dati il cui tipo di dati è carattere.
Modifica delle colonne di input
È possibile filtrare in base al tipo di tabella o al modello di informazione (connessioni SAP HANA) quando si inseriscono le tabelle nella base dati.
Inserimento di tabelle nella base dati
Possibilità di filtrare per nome di colonna quando si modificano i join.
Inserimento e modifica di un join
Sono ora supportate le ricerche con caratteri jolly nel pannello di connessione alla base dati.
Ricerca di tabelle nel riquadro Connessioni
Possibilità di filtrare per modello di informazione nel riquadro di connessione alla base dati.
Filtro di tabelle in una connessione SAP HANA in base al modello di informazioni
Gli attributi delle dimensioni nel livello aziendale possono essere basati su indice.
Definizione di chiavi per dimensioni e attributi di dimensioni
Aggiunte informazioni sul riconoscimento dell'indice.
Informazioni sul riconoscimento dell'indice
È possibile definire attributi per gli indicatori nei livelli aziendali OLAP.
Inserimento e modifica di attributi
Eliminazione delle query disponibile per gli universi relazionali e OLAP.
Informazioni sull'eliminazione query
È possibile condividere con altri livelli aziendali i formati di visualizzazione personalizzati per gli oggetti di un livello aziendale.
Creazione e modifica di formati di visualizzazione per gli oggetti del livello aziendale
È possibile creare un ordinamento personalizzato di oggetti quali parametri ed elenchi di valori.
Riordinamento degli oggetti nell'editor livello aziendale
Comando per la trasformazione di indicatori o dimensioni in attributi nel livello aziendale.
Trasformazione di una dimensione o un indicatore in un attributo
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Novità del Manuale dell'utente di Information Design Tool
Novità Collegamento a ulteriori informazioni
Comando per la trasformazione di dimensioni o attributi in indicatori nel livello aziendale.
Trasformazione di una dimensione o di un attributo in un indicatore
È possibile trascinare le colonne delle tabelle per creare chiavi dimensione e attributo nel livello aziendale.
Definizione di chiavi per dimensioni e attributi di dimensioni
Connessioni per le origini dati OData.
Parametri per le connessioni OData
Connessioni per le origini dati XML e Web Services.
Parametri per le connessioni XML e servizi Web
Connessioni con accesso diretto per SAP HANA per SAP Crystal Reports for Enterprise.
Utilizzo di origini dati SAP HANA
Ulteriori parametri di connessione SAP HANA per l'accesso relazionale e diretto.
Parametri di connessione per le connessioni relazionali
Parametri di connessione per le connessioni
Ulteriori parametri di connessione relazionale per
SAP NetWeaver BW.
Parametri di connessione per connessioni SAP
Impostazione del profilo di protezione per le connessioni di sostituzione OLAP.
Impostazioni delle connessioni del profilo di protezione aziendale
Ottimizzazione di supporto join e denominazione degli oggetti del livello aziendale per gli universi relazionali su SAP ERP.
Utilizzo di origini dati SAP ERP
18 2013-11-22
Introduzione a Information Design Tool
Introduzione a Information Design Tool
2.1 Informazioni su Information Design Tool
Information Design Tool è un ambiente di progettazione di metadati di SAP BusinessObjects che consente di estrarre, definire e manipolare i metadati delle origini relazionali e OLAP per creare e distribuire universi SAP BusinessObjects.
L'universo è una raccolta organizzata di oggetti metadati che consente agli utenti di analizzare e creare report utilizzando i dati aziendali in un linguaggio non tecnico. Tali oggetti includono dimensioni, indicatori, gerarchie, attributi, calcoli predefiniti, funzioni e query. Il livello di oggetti metadati, detto livello aziendale, viene creato in base a uno schema di database relazionale o un cubo OLAP, in modo tale che gli oggetti siano mappati direttamente alle strutture del database mediante espressioni SQL o MDX. Un universo include connessioni che identificano le origini dati in modo da consentire l'esecuzione delle query sui dati.
Il ruolo dell'universo è fornire all'utente aziendale oggetti aziendali semanticamente comprensibili.
L'utente è libero di analizzare i dati e creare report utilizzando il linguaggio aziendale più pertinente, indipendentemente dalle origini dati e dalle strutture sottostanti.
Gli universi creati mediante Information Design Tool possono essere utilizzati nelle seguenti applicazioni di analisi dei dati e di creazione dei report SAP a partire dalla versione BI 4:
• SAP BusinessObjects Web Intelligence
• SAP Crystal Reports for Enterprise
• SAP BusinessObjects Explorer
• SAP BusinessObjects Dashboard Design
• SAP Visual Intelligence
• SAP Predictive Analysis
Nota:
Per le eventuali restrizioni relative all'accesso agli universi, controllare la documentazione fornita con un'applicazione.
Per consentire ai designer di creare gli universi, Information Design Tool fornisce le risorse necessarie per effettuare le operazioni seguenti:
• Creare connessioni alle origini dati.
• Estrarre uno schema di cubo OLAP completo.
• Estrarre tabelle e join per creare uno schema relazionale detto base dati.
19 2013-11-22
Introduzione a Information Design Tool
• Creare oggetti metadati dal cubo o dalla base dati. Tali oggetti sono contenuti e organizzati in un livello aziendale. È possibile convalidare le espressioni SQL e MDX negli oggetti ed eseguire query sul database di destinazione per testare il livello aziendale.
• Condividere risorse per consentire a più designer di utilizzare le stesse risorse contemporaneamente.
• Pubblicare un universo che compili il livello aziendale, la base dati e le connessioni in un unico file di universo (.unx):
• Pubblicare un universo nel repository da implementare nelle distribuzioni delle applicazioni di analisi dei dati e reporting di SAP BusinessObjects.
• Pubblicare un universo localmente, in modo che venga implementato dalle applicazioni client in modalità autonoma (ad esempio Web Intelligence Rich Client).
• Creare profili di protezione per definire l'accesso degli utenti ai dati e ai metadati dell'universo.
Utenti di Information Design Tool
Il designer che crea un universo può essere un amministratore del database, un gestore o sviluppatore di applicazioni, un responsabile dei progetti o un autore di report che ha acquisito competenze sufficienti per creare universi per gli altri utenti. Un amministratore della protezione utilizza inoltre Information
Design Tool per definire i profili di protezione per l'universo.
In un'azienda può esistere uno o più designer di universi. Il numero di designer di universi dipende dalle esigenze dell'azienda stessa. Ad esempio, un designer di universi potrebbe essere nominato per ciascuna area applicativa, progettuale o funzionale.
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Informazioni sulle risorse in Information Design Tool
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Avvio di Information Design Tool
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Creazione di un universo con Information Design Tool
2.2 Informazioni sulle risorse in Information Design Tool
Information Design Tool include le risorse di progettazione elencate di seguito per l'estrazione dei metadati e la creazione degli universi.
20 2013-11-22
Introduzione a Information Design Tool
Risorsa
Progetto
Descrizione
Un progetto è uno spazio di lavoro denominato che contiene le risorse utilizzate per creare uno o più universi.
È possibile condividere un progetto in modo tale che più designer possano utilizzare la stessa risorsa.
Un progetto può contenere qualsiasi numero di risorse indipendenti, ad esempio basi dati, livelli aziendali e connessioni. Tutte le risorse contenute in un progetto possono essere utilizzate in modo intercambiabile, ad esempio una connessione può essere utilizzata da diverse basi dati all'interno dello stesso progetto.
I progetti e le relative risorse vengono mostrati nella vista Progetti locali.
Per aprire una risorsa nell'editor, fare doppio clic su di essa nella vista
Progetti locali.
Connessione
OLAP
Relazionale
Base dati
Una connessione è un insieme denominato di parametri che definisce in che modo un universo può accedere a un'origine dati relazionale o OLAP.
Un universo è sempre associato ad almeno una connessione. La connessione è una risorsa indipendente e può essere utilizzata da più universi. È possibile creare un universo abilitato per più origini che faccia riferimento a una o più connessioni relazionali.
Le connessioni possono essere locali (memorizzate in un file locale) o protette (come oggetto in un repository condiviso a cui fa riferimento un collegamento alla connessione).
Le connessioni locali sono memorizzate nel progetto locale come file .cnx.
Collegamento alla connessione
Un collegamento alla connessione è un oggetto nel progetto locale che fa riferimento a una connessione protetta in un repository. Il collegamento alla connessione si utilizza per fare riferimento alle connessioni protette quando si creano basi dati e livelli aziendali basati su connessioni protette.
I collegamenti alle connessioni sono memorizzati nel progetto locale come file .cns.
Una base dati è uno schema che definisce le tabelle e i join rilevanti di uno o più database relazionali. La base dati viene ottimizzata aggiungendo tabelle federate, tabelle derivate, tabelle alias, colonne calcolate, join aggiuntivi, contesti, prompt, elenchi di valori e altre definizioni SQL. La base dati diventa la base di uno o più livelli aziendali.
Le basi dati sono memorizzate nel progetto locale come file .dfx.
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Introduzione a Information Design Tool
22
Risorsa
Livello aziendale
Descrizione
Un livello aziendale è una raccolta di oggetti metadati che fornisce un'astrazione delle entità di database relazionali o di cubi OLAP comprensibile per l'utente aziendale. Gli oggetti vengono mappati attraverso le espressioni
SQL a una base dati sottostante oppure attraverso le espressioni MDX a un cubo OLAP sottostante. Tali oggetti comprendono dimensioni, gerarchie, indicatori, attributi e condizioni predefinite.
È possibile aggiungere dimensioni, gerarchie, indicatori, attributi e altri oggetti in base ai requisiti di progettazione dell'universo. Le istruzioni SQL o
MDX possono essere convalidate in qualsiasi momento. È possibile creare oggetti query, elenco di valori, parametro (detti anche prompt) e percorso di navigazione.
Il livello aziendale è l'universo in fase di creazione e, una volta completato, viene compilato con le connessioni o i collegamenti alle connessioni e la base dati, pubblicato e distribuito come universo.
I livelli aziendali sono memorizzati nel progetto locale come file .blx.
Query
Parametro
Elenco dei valori
Universo
Una query è una serie di oggetti che definiscono una richiesta di dati al database. Può essere definita e salvata nel livello aziendale come oggetto metadati da utilizzare per testare gli oggetti nel livello aziendale.
Un parametro è una variabile dell'universo che richiede un valore durante l'esecuzione della query. I parametri vengono spesso definiti in modo da richiedere all'utente di fornire un valore e in questo caso vengono detti prompt.
L'elenco di valori è una raccolta di valori di dati che possono essere associati a un oggetto nell'universo, consentendo all'utente di scegliere i valori per un prompt.
Parametri ed elenchi di valori possono essere definiti nella base dati e vengono ereditati da tutti i livelli aziendali della base dati.
Parametri ed elenchi di valori possono inoltre essere definiti nel livello aziendale
Un universo è un file compilato che include tutte le risorse utilizzate nella definizione degli oggetti metadati creati nella progettazione del livello aziendale.
L'universo viene utilizzato dalle applicazioni di analisi dei dati e creazione di report di SAP BusinessObjects in cui gli oggetti del livello aziendale sono visibili per l'analisi e la creazione di report.
Gli universi sono memorizzati in locale o in un repository come file .unx.
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Introduzione a Information Design Tool
Risorsa
Profili di protezione
Dati
Azienda
Descrizione
Un profilo di protezione è un gruppo di impostazioni di protezione che controlla i dati e i metadati visualizzati per gli utenti e modifica i parametri definiti nella base dati e/o nel livello aziendale. I profili di protezione vengono definiti negli universi pubblicati e archiviati nel repository.
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Creazione di un universo con Information Design Tool
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Informazioni sulle query in un livello aziendale
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Informazioni sugli elenchi di valori
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Informazioni sulla protezione dell'universo
2.3 Avvio di Information Design Tool
Information Design Tool viene installato con gli Strumenti client della piattaforma SAP BusinessObjects
Business Intelligence. Per ulteriori informazioni sull'installazione degli Strumenti client della piattaforma
BI, consultare il
Manuale principale della suite SAP BusinessObjects Business Intelligence 4.0 o la
Guida introduttiva di SAP Crystal Server 2011.
Dopo avere installato gli strumenti client nel computer, ad esempio in un'installazione Windows della piattaforma BI, è possibile avviare Information Design Tool con il comando
Start
>
Tutti i programmi
>
SAP Business Intelligence
>
Piattaforma SAP BusinessObjects BI 4 - Strumenti client
>
Information Design Tool
.
Per utilizzare Information Design Tool in modalità offline, ovvero non connesso a un repository, non è richiesta alcuna autenticazione. È possibile iniziare a creare e modificare le risorse locali.
Nota:
quando si fa doppio clic su un file di risorse nel file system locale, ad esempio un file .blx, .dfx, o .cnx,
Information Design Tool viene visualizzato ma l'editor di risorse specifico non viene aperto. È dunque necessario aprire l'editor dalla vista Progetti locali.
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Informazioni sull'interfaccia di Information Design Tool
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Introduzione a Information Design Tool
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Informazioni sulle risorse in Information Design Tool
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Creazione di un universo con Information Design Tool
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Informazioni sulla protezione delle risorse in Information Design Tool
2.4 Informazioni sull'interfaccia di Information Design Tool
Pagina Benvenuti
La prima volta che si avvia Information Design Tool viene visualizzata la pagina
Benvenuti
. Dalla pagina
Benvenuti
è possibile accedere a tutte le creazioni guidate di risorse, aprire le risorse esistenti e collegarsi ai materiali di supporto e formazione.
È possibile chiudere la pagina
Benvenuti
per visualizzare l'interfaccia di Information Design Tool. Per riaprire la pagina
Benvenuti
selezionare
?
>
Benvenuti
.
Viste ed editor
L'interfaccia di Information Design Tool è costituita da viste ed editor che consentono di esplorare e utilizzare diverse risorse. Per ulteriori informazioni su ogni vista, vedere gli Argomenti correlati.
Vista Descrizione Come aprire la vista
Vista Progetti locali
Utilizzare questa vista per creare ed esplorare i progetti locali e per aprire e convalidare le risorse.
Selezionare
Finestra
>
Progetti locali
.
Vista Risorse repository
Utilizzare questa vista per esplorare le risorse del repository e creare connessioni protette.
Selezionare
Finestra
>
Risorse repository
.
Editor base dati
Utilizzare questo editor per definire e conservare la struttura della base dati e le relative connessioni e per accedere al livello Data Federation.
Fare doppio clic su una base dati nella vista Progetti locali.
Editor del livello aziendale
Utilizzare questo editor per definire e gestire il livello aziendale e la relativa origine dati.
Fare doppio clic su un livello aziendale nella vista Progetti locali.
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Introduzione a Information Design Tool
25
Vista Descrizione Come aprire la vista
Editor delle connessioni
Utilizzare questo editor per modificare la connessione e i parametri di collegamento alla connessione.
Fare doppio clic su una connessione o su un collegamento alla connessione nella vista Progetti locali.
Per aprire l'editor per una connessione protetta, fare doppio clic sulla connessione nella vista Risorse repository.
Vista Sincronizzazione progetto
Utilizzare questa vista per gestire le risorse condivise del progetto nel repository e per sincronizzare le risorse locali con il repository.
Selezionare
Finestra
>
Sincronizzazione progetto
.
Verifica problemi di integrità
Utilizzare questa vista per esaminare i risultati dell'ultima verifica dell'integrità.
Selezionare
Finestra
>
Verifica problemi di integrità
.
Pannello delle query
Utilizzare questa vista per eseguire le query sui livelli aziendali e sugli universi pubblicati.
Per eseguire una query su un livello aziendale, nel riquadro delle query dell'editor del livello aziendale modificare una query esistente o crearne una nuova.
Per eseguire una query su un universo pubblicato, nella vista Risorse repository fare clic con il pulsante destro del mouse su un universo e scegliere
Esegui query
.
È anche possibile eseguire una query su un universo pubblicato nell'editor di protezione.
Editor di protezione
Utilizzare questo editor per definire i profili di protezione e assegnarli agli utenti.
Selezionare
Finestra
>
Editor di protezione
.
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Reimpostazione della visualizzazione dell'interfaccia utente
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Informazioni sulle risorse e sui progetti locali
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Informazioni sulla gestione delle risorse del repository
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Informazioni sull'editor base dati
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Informazioni sull'editor del livello aziendale
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Informazioni sull'editor delle connessioni
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Introduzione a Information Design Tool
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Esecuzione della verifica dell'integrità
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Informazioni sull'editor di protezione
2.4.1 Reimpostazione della visualizzazione dell'interfaccia utente
È possibile personalizzare l'interfaccia utente di Information Design Tool trascinando e rilasciando schede e visualizzazioni degli editor, riducendo a icona le visualizzazioni, nascondendo e suddividendo i pannelli all'interno delle visualizzazioni.
Per reimpostare la configurazione predefinita dell'interfaccia utente, selezionare
Finestra
>
Reimposta visualizzazione predefinita
.
2.5 Impostazione delle preferenze in Information Design Tool
Per impostare le preferenze, dal menu principale di Information Design Tool scegliere
Finestra
>
Pre ferenze
. Nella tabella seguente viene fornita una breve descrizione dei tipi di preferenze che è possibile impostare. Per ulteriori informazioni vedere gli argomenti correlati.
Tipo di preferenza
Descrizione
Generale
Queste impostazioni e personalizzazioni richiedono una buona conoscenza dell'ambiente di sviluppo di Eclipse. Per ulteriori informazioni su Eclipse, cercare il sito Web di Eclipse Foundation.
Guida in linea
Consente di scegliere la modalità di visualizzazione degli argomenti della Guida quando si fa clic sull'icona ?.
> Contenuto
: è possibile utilizzare queste impostazioni per includere file della
Guida personalizzati. Tali impostazioni richiedono una conoscenza del sistema della Guida di Eclipse. Per ulteriori informazioni su Eclipse, cercare il sito Web di
Eclipse Foundation.
Editor del livello aziendale
Consente di modificare il modo in cui vengono generati i nomi di oggetto nei livelli aziendali relazionali.
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Introduzione a Information Design Tool
27
Tipo di preferenza
Descrizione
Verifica integrità
Consente di impostare le regole di verifica dell'integrità in modo che vengano eseguite automaticamente quando si salvano le risorse.
È anche possibile impostare il livello di gravità delle regole.
Editor base dati
Consente di impostare le opzioni di visualizzazione per le connessioni nell'editor base dati.
> Aspetto
: impostare le opzioni di visualizzazione per colonne, tabelle e join nell'editor base dati.
> Rilevamenti
: indicare se rilevare automaticamente o meno tabelle, join e cardinalità quando si inseriscono le tabelle nella base dati.
Impostare lo stato di join predefinito per i contesti quando si aggiungono join e contesti alla base dati.
> Prestazioni
: impostare le opzioni che influenzano il modo in cui vengono visualizzati gli elementi grafici nell'editor base dati.
Information
Design Tool
Lingue
Consente di modificare la lingua dell'interfaccia utente e le Impostazioni locali di visualizzazione preferite.
Esercitazioni online
Consente di aggiornare il collegamento alle esercitazioni online.
Connessioni protette
Consente di scegliere se utilizzare il server o il driver middleware locale per le connessioni relazionali protette.
Nota:
questa preferenza si applica solo se il diritto "Scarica connessione in locale" è concesso nella Central Management Console per la connessione.
Mostra valori
Consente di impostare la modalità di visualizzazione dei valori di tabella e di colonna per i comandi Mostra valori.
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Impostazione di preferenze per l'editor del livello aziendale
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Impostazione delle preferenze per la verifica dell'integrità
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Impostazione delle preferenze di visualizzazione delle connessioni per l'editor base dati
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Impostazione di preferenze di visualizzazione per la visualizzazione base dati
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Impostazione delle opzioni di rilevamento di tabelle e join
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Impostazione degli stati di join predefiniti per i contesti
2013-11-22
Introduzione a Information Design Tool
•
Impostazione di opzioni correlate alle prestazioni per la visualizzazione base dati
•
Impostazione delle lingue utilizzate da Information Design Tool
•
Impostazione di un collegamento per le esercitazioni online
•
Impostazione del middleware per le connessioni relazionali protette
•
Impostazione delle preferenze per la visualizzazione dei valori
2.5.1 Impostazione di preferenze per l'editor del livello aziendale
La pagina delle preferenze dell'editor del livello aziendale consente di modificare la modalità di generazione dei nomi degli oggetti nei livelli aziendali relazionali.
1.
Dal menu principale di Information Design Tool selezionare
Finestra
>
Preferenze
.
2.
Nella finestra di dialogo "Preferenze" espandere il nodo
Information Design Tool
e selezionare
Editor livello aziendale
.
3.
Selezionare la modalità di generazione dei nomi degli oggetti nel livello aziendale:
L'opzione è applicabile alla generazione automatica dei nomi di oggetto durante la creazione dei livelli aziendali relazionali e l'inserimento delle tabelle di base dati nel livello aziendale.
Non è invece applicabile ai livelli aziendali basati su SAP ERP, SAP NetWeaver BW e SAP HANA, in quanto utilizzano una strategia dedicata per la denominazione degli oggetti durante la generazione automatica.
Opzione Descrizione
Converti nomi di tabella e colonna in nomi intuitivi
Se questa opzione è selezionata, i nomi degli oggetti vengono generati modificando i caratteri non corrispondenti a lettere in spazi vuoti e convertendo al maiuscolo la prima lettera di ogni parola. Ad esempio, il nome di colonna
id_regione
genererà il nome di dimensione
ID regione
.
Utilizza nomi di tabelle e colonne così come sono
Se questa opzione è selezionata, i nomi degli oggetti vengono generati utilizzando i nomi di tabelle e colonne presenti nella base dati. Ad esempio, il nome di colonna
id_regione
genererà il nome di dimensione
id_regione
.
4.
Per ripristinare i valori predefiniti delle preferenze nella pagina corrente, fare clic su
Ripristina predefiniti
.
5.
Per salvare le modifiche e continuare a modificare le preferenze, fare clic su
Applica
.
6.
Per salvare le modifiche e chiudere la finestra di dialogo "Preferenze", fare clic su
OK
.
Le nuove preferenze diventeranno effettive immediatamente.
28 2013-11-22
Introduzione a Information Design Tool
2.5.2 Impostazione delle preferenze per la verifica dell'integrità
Nella pagina delle preferenze per la verifica dell'integrità è possibile selezionare le regole da eseguire automaticamente ogni volta che si salva una risorsa. È anche possibile modificare la gravità dei messaggi restituiti da ogni regola.
1.
Dal menu principale di Information Design Tool selezionare
Finestra
>
Preferenze
.
2.
Nella finestra di dialogo "Preferenze" espandere il nodo
Information Design Tool
e selezionare
Verifica integrità
.
3.
Per selezionare le regole da eseguire automaticamente quando si salva una risorsa: a.
Selezionare l'opzione
Abilita la verifica dell'integrità in background al salvataggio
.
b.
Selezionare le regole da includere nella verifica in background.
La colonna
Costo
indica il tempo di elaborazione relativo necessario per eseguire la regola.
4.
Per modificare la gravità dei messaggi restituiti da una regola, fare clic nella colonna
Gravità
relativa alla regola. Selezionare una gravità dall'elenco.
5.
Per ripristinare i valori predefiniti per le preferenze della verifica dell'integrità, fare clic su
Ripristina predefiniti
.
6.
Per salvare le modifiche e continuare a modificare le preferenze, fare clic su
Applica
.
7.
Per salvare le modifiche e chiudere la finestra di dialogo "Preferenze", fare clic su
OK
.
La verifica in background ha effetto immediato.
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Esecuzione della verifica dell'integrità
2.5.3 Impostazione delle preferenze di visualizzazione delle connessioni per l'editor base dati
La pagina delle preferenze dell'editor base dati consente di modificare la modalità di visualizzazione delle connessioni nell'editor base dati. Per informazioni su altre preferenze per l'editor base dati, vedere gli argomenti correlati.
1.
Dal menu principale di Information Design Tool selezionare
Finestra
>
Preferenze
.
2.
Nella finestra di dialogo "Preferenze" espandere il nodo
Information Design Tool
e selezionare
Editor base dati
.
3.
Impostare o deselezionare opzioni per determinare la modalità di visualizzazione delle connessioni nella base dati:
29 2013-11-22
Introduzione a Information Design Tool
Opzione
Abilita espansione automatica
Descrizione
Se questa opzione è selezionata e la connessione prevede qualificatori e/o proprietari predefiniti, nel catalogo presente nel riquadro "Connessioni" verrà automaticamente esteso il qualificatore/proprietario predefinito.
Mostra qualificatori/proprietari
Se questa opzione è selezionata, qualificatori e proprietari, se disponibili, verranno visualizzati per impostazione predefinita nel riquadro "Connessioni".
Mostra solo modelli di informazioni (connessioni SAP HANA)
Se questa opzione è selezionata, nel proprietario _SYS_BIC delle connessioni SAP HANA verranno visualizzati, per impostazione predefinita, solo i modelli di informazione (ad esempio viste analitiche e viste calcolo) all'interno del riquadro "Connessioni".
4.
Per ripristinare i valori predefiniti delle preferenze nella pagina corrente, fare clic su
Ripristina predefiniti
.
5.
Per salvare le modifiche e continuare a modificare le preferenze, fare clic su
Applica
.
6.
Per salvare le modifiche e chiudere la finestra di dialogo "Preferenze", fare clic su
OK
.
Le nuove preferenze diventeranno effettive immediatamente.
Argomenti correlati
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Impostazione di preferenze di visualizzazione per la visualizzazione base dati
•
Impostazione delle opzioni di rilevamento di tabelle e join
•
Impostazione di opzioni correlate alle prestazioni per la visualizzazione base dati
•
Informazioni sulle connessioni nella base dati
2.5.4 Impostazione di preferenze di visualizzazione per la visualizzazione base dati
1.
Dal menu principale di Information Design Tool selezionare
Finestra
>
Preferenze
.
2.
Nella finestra di dialogo "Preferenze" espandere il nodo
Information Design Tool
e quindi espandere il nodo
Editor base dati
.
3.
Selezionare
Aspetto
.
4.
Impostare o deselezionare le opzioni di visualizzazione:
Le opzioni cambiano la visualizzazione degli elementi nella visualizzazione base dati.
30 2013-11-22
Introduzione a Information Design Tool
Opzione
Visualizza tipi di dati
Descrizione
Se questa opzione è selezionata, davanti al nome della colonna viene visualizzata un'icona che mostra il tipo di dati della colonna. Ad esempio,
AB indica un tipo di dati stringa, mentre
12 indica un tipo di dati numerico.
Centrato
Se questa opzione è selezionata, i nomi di colonna risultano centrati nella visualizzazione della tabella. Altrimenti i nomi di colonna risultano allineati a sinistra.
Ombreggiatura bordo
Se questa opzione è selezionata, le tabelle vengono visualizzate con un bordo ombreggiato.
Mostra n. righe
Se questa opzione è selezionata, viene visualizzato un numero di righe per ogni tabella.
Inserisci nome tabella originale come suffisso dei nomi alias
Se questa opzione è selezionata, il nome di tabella originale di una tabella alias viene visualizzato in parentesi dopo il nome della tabella alias.
Inserisci proprietario e qualificatore come prefisso dei nomi tabella
Se questa opzione è selezionata, davanti al nome della tabella vengono visualizzati i nomi del proprietario e del qualificatore.
Linee join
Selezionare il tipo di linea di join dall'elenco.
Mostra nomi completi tabella nelle espressioni join
Questa opzione non è attualmente in uso.
Passa alla selezione ed esegui automaticamente lo zoom
Se questa opzione è selezionata, quando si seleziona un elemento nella vista viene automaticamente eseguito lo scorrimento e lo zoom della vista, per centrare più efficacemente l'elemento nell'area di visualizzazione.
5.
Per ripristinare i valori predefiniti delle preferenze nella pagina corrente, fare clic su
Ripristina predefiniti
.
6.
Per salvare le modifiche e continuare a modificare le preferenze, fare clic su
Applica
.
7.
Per salvare le modifiche e chiudere la finestra di dialogo "Preferenze", fare clic su
OK
.
Le nuove preferenze diventeranno effettive immediatamente.
31 2013-11-22
Introduzione a Information Design Tool
2.5.5 Impostazione delle opzioni di rilevamento di tabelle e join
Indicare se rilevare automaticamente o meno chiavi tabella, conteggi righe, join e cardinalità quando si inseriscono le tabelle nella base dati.
1.
Dal menu principale di Information Design Tool selezionare
Finestra
>
Preferenze
.
2.
Nella finestra di dialogo "Preferenze" espandere il nodo
Information Design Tool
e quindi espandere il nodo
Editor base dati
.
3.
Selezionare
Rilevamenti
.
4.
Impostare o deselezionare le opzioni relative al rilevamento:
32 2013-11-22
Introduzione a Information Design Tool
33
Opzione
Rileva chiavi
Descrizione
Se questa opzione è selezionata, quando si inserisce una tabella nella base dati, vengono automaticamente rilevate le chiavi primarie ed esterne nell'origine dati e impostate le chiavi nella tabella della base dati.
Mantieni le chiavi definite in base dati se non ne viene rilevata alcuna nel database
Se questa opzione è selezionata, quando si utilizza il comando
Rileva chiavi
, se non vengono rilevate chiavi per una tabella dell'origine dati, vengono mantenute le chiavi impostate manualmente nella tabella della base dati.
Rileva conteggi righe
Se questa opzione è selezionata, quando si inserisce una tabella nella base dati, il numero di righe presenti nella tabella viene conteggiato e archiviato nella base dati.
Rileva join
Se questa opzione è selezionata, quando si inseriscono tabelle nella base dati, i join vengono rilevati automaticamente (mediante il metodo selezionato) e inseriti nella base dati.
Rileva cardinalità
Se questa opzione è selezionata, quando si inseriscono tabelle nella base dati, viene rilevata e impostata automaticamente la cardinalità dei join.
Nota:
È necessario che sia selezionata anche l'opzione
Rileva join.
Per una descrizione del metodo utilizzato per rilevare la cardinalità, vedere l'argomento correlato sulla cardinalità.
5.
Per ripristinare i valori predefiniti delle preferenze nella pagina corrente, fare clic su
Ripristina predefiniti
.
6.
Per salvare le modifiche e continuare a modificare le preferenze, fare clic su
Applica
.
7.
Per salvare le modifiche e chiudere la finestra di dialogo "Preferenze", fare clic su
OK
.
Le nuove preferenze diventeranno effettive immediatamente.
Argomenti correlati
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Informazioni sulle chiavi di tabella
•
Informazioni sui conteggi delle righe delle tabelle
•
2013-11-22
Introduzione a Information Design Tool
•
Informazioni sulla cardinalità
•
Impostazione degli stati di join predefiniti per i contesti
2.5.6 Impostazione degli stati di join predefiniti per i contesti
Le preferenze dell'applicazione consentono di impostare lo stato di join predefinito per i contesti quando si aggiungono join e contesti alla base dati.
1.
Dal menu principale di Information Design Tool selezionare
Finestra
>
Preferenze
.
2.
Nella finestra di dialogo
Preferenze
espandere il nodo
Information Design Tool
e quindi espandere il nodo
Editor base dati
.
3.
Selezionare
Rilevamenti
.
4.
Selezionare lo stato che i nuovi join dovranno avere quando saranno aggiunti ai contesti esistenti:
Neutro
Escluso
Incluso
È il valore predefinito. I join aggiunti alla base dati saranno neutri in qualsiasi contesto esistente. I join neutri non vengono inclusi o esclusi esplicitamente ma possono essere utilizzati in un percorso di query.
I join aggiunti alla base dati verranno esclusi in qualsiasi contesto esistente.
I join aggiunti alla base dati verranno inclusi in qualsiasi contesto esistente.
5.
Facoltativamente selezionare la casella di controllo per applicare questa regola quando si creano i contesti.
Per impostazione predefinita, quando si crea un contesto, tutti i join della base dati sono neutri. Se, ad esempio, si imposta lo stato predefinito dei join su
Escluso
nel passaggio 4 e si seleziona
Applica questa regola anche per la creazione di contesti
, tutti i join della base dati verranno esclusi dal contesto quando questo viene creato.
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2.5.7 Impostazione di opzioni correlate alle prestazioni per la visualizzazione base dati
Le seguenti opzioni migliorano la visualizzazione nella visualizzazione base dati. In alcuni casi i miglioramenti possono causare rallentamenti quando si trascinano elementi nella vista. Le opzioni possono essere deselezionate nel caso in cui ciò produca vantaggi per le prestazioni di visualizzazione.
1.
Dal menu principale di Information Design Tool selezionare
Finestra
>
Preferenze
.
34 2013-11-22
Introduzione a Information Design Tool
2.
Nella finestra di dialogo "Preferenze" espandere il nodo
Information Design Tool
e quindi espandere il nodo
Editor base dati
.
3.
Selezionare
Prestazioni
.
4.
Impostare o deselezionare le opzioni relative alle prestazioni:
Opzione Descrizione
Utilizza effetti di trasparenza
Se questa opzione è selezionata, quando si trascina una tabella nella visualizzazione base dati, viene visualizzata un'ombreggiatura semi-trasparente per mostrare il percorso.
Utilizza smoothing linea
Utilizza smoothing riga di testo
Se questa opzione è selezionata, vengono visualizzate linee smussate per i join.
Utilizza miglioramento immagine durante lo zoom
Se questa opzione è selezionata, evita che si utilizzino pixel di grandi dimensioni durante lo zoom.
Se questa opzione è selezionata, le righe nel testo vengono smussate.
Utilizza transizioni sfumate
Questa opzione non è attualmente in uso.
5.
Per ripristinare i valori predefiniti delle preferenze nella pagina corrente, fare clic su
Ripristina predefiniti
.
6.
Per salvare le modifiche e continuare a modificare le preferenze, fare clic su
Applica
.
7.
Per salvare le modifiche e chiudere la finestra di dialogo "Preferenze", fare clic su
OK
.
Le nuove preferenze diventeranno effettive immediatamente.
2.5.8 Impostazione delle lingue utilizzate da Information Design Tool
1.
Dal menu principale di Information Design Tool selezionare
Finestra
>
Preferenze
.
2.
Nella finestra di dialogo "Preferenze" espandere il nodo
Information Design Tool
e selezionare
Lingue
.
3.
Per modificare la lingua dell'interfaccia utente, selezionarla dall'elenco "Lingue prodotto".
4.
Per modificare le
Impostazioni locali di visualizzazione preferite
, selezionare la lingua dall'elenco.
Per informazioni sulle impostazioni locali di visualizzazione preferite e sul loro impatto sulla visualizzazione della lingua, vedere l'argomento correlato relativo agli universi multilingue.
5.
Per salvare le modifiche e continuare a modificare le preferenze, fare clic su
Applica
.
6.
Per salvare le modifiche e chiudere la finestra di dialogo "Preferenze", fare clic su
OK
.
7.
Chiudere e riavviare Information Design Tool per rendere effettiva la modifica.
35 2013-11-22
Introduzione a Information Design Tool
Argomenti correlati
•
2.5.9 Impostazione di un collegamento per le esercitazioni online
È possibile accedere alle esercitazioni online relative a Information Design Tool dal menu
?
. La pagina delle preferenze delle "Esercitazioni online" consente di aggiornare l'indirizzo URL delle esercitazioni.
1.
Dal menu principale di Information Design Tool selezionare
Finestra
>
Preferenze
.
2.
Nella finestra di dialogo "Preferenze" espandere il nodo
Information Design Tool
e selezionare
Esercitazioni online
.
3.
Immettere il nuovo indirizzo URL nella casella
Indirizzo esercitazione online
.
4.
Per salvare la modifica e continuare a modificare le preferenze, fare clic su
Applica
.
5.
Per salvare la modifica e chiudere la finestra di dialogo "Preferenze", fare clic su
OK
.
Il nuovo indirizzo ha effetto immediatamente.
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Guida all'utilizzo di Information Design Tool
2.5.10 Impostazione del middleware per le connessioni relazionali protette
La preferenza relativa al middleware per le connessioni protette è applicabile solo se per la connessione
è stato concesso il diritto "Scarica connessione localmente" nella Central Management Console.
Durante l'esecuzione di query su connessioni relazionali protette in Information Design Tool, è possibile scegliere di eseguire le query sul server o in locale utilizzando il driver del middleware del server.
1.
Dal menu principale di Information Design Tool selezionare
Finestra
>
Preferenze
.
2.
Nella finestra di dialogo "Preferenze" espandere il nodo
Information Design Tool
e selezionare
Connessioni protette
.
3.
Selezionare il middleware da utilizzare:
Opzione
Middleware server
Middleware locale
Descrizione
Per utilizzare il driver del middleware sul server del repository.
Per utilizzare il driver del middleware sul computer locale.
4.
Per ripristinare il valore predefinito, fare clic su
Ripristina predefiniti
.
36 2013-11-22
Introduzione a Information Design Tool
5.
Per salvare le modifiche e continuare a modificare le preferenze, fare clic su
Applica
.
6.
Per salvare le modifiche e chiudere la finestra di dialogo "Preferenze", fare clic su
OK
.
Argomenti correlati
•
2.5.11 Impostazione delle preferenze per la visualizzazione dei valori
Per i comandi Mostra valori negli editor della base dati e del livello aziendale, è possibile scegliere la modalità di visualizzazione dei valori.
1.
Dal menu principale di Information Design Tool selezionare
Finestra
>
Preferenze
.
2.
Nella finestra di dialogo "Preferenze" espandere il nodo
Information Design Tool
e selezionare
Mostra valori
.
3.
Scegliere in che modo visualizzare i valori.
4.
Per salvare la modifica e continuare a modificare le preferenze, fare clic su
Applica
.
5.
Per salvare la modifica e chiudere la finestra di dialogo "Preferenze", fare clic su
OK
.
La nuova opzione di visualizzazione ha effetto immediatamente.
Argomenti correlati
•
Visualizzazione di valori in un'origine dati
2.6 Guida all'utilizzo di Information Design Tool
Il menu
?
di Information Design Tool consente di collegarsi a diversi tipi di assistenza per gli utenti relativi all'applicazione.
Comando di menu ?
Descrizione
Benvenuti
Dalla pagina
Benvenuti
è possibile accedere a tutte le creazioni guidate di risorse, aprire le risorse esistenti e collegarsi ai materiali di supporto e formazione.
37 2013-11-22
Introduzione a Information Design Tool
Comando di menu ?
Descrizione
Schede di riferimento rapido
Una scheda di riferimento rapido illustra la procedura di completamento di un'attività complessa, ad esempio la creazione di un universo relazionale.
In
Schede di riferimento rapido
è mostrato un elenco delle schede di riferimento disponibili. Fare doppio clic su una scheda di riferimento rapido per iniziare. La scheda verrà aperta nella vista della Guida di
Information Design Tool.
Per alcuni passaggi, è possibile fare clic su
Click to perform
per avviare la procedura guidata appropriata per completare il passaggio.
Per ottenere ulteriori informazioni su un passaggio, fare clic sull'icona della guida .
Esercitazioni online
Il comando
Esercitazioni online
consente di accedere all'elenco delle esercitazioni ufficiali del prodotto per Information Design Tool nella SAP
Community Network.
Se l'indirizzo URL delle esercitazioni online cambia, è possibile immettere il nuovo indirizzo nelle preferenze di Information Design Tool.
Sommario della Guida
Il comando
Sommario della Guida
consente di aprire il
Manuale dell'utente di Information Design Tool in una finestra della Guida. Per visualizzare gli argomenti della Guida, è possibile aprire il Sommario, cercare un testo o consultare gli argomenti nell'indice.
Nota:
Per la versione più aggiornata della Guida vedere il SAP Help Portal all'indirizzo http://help.sap.com/ .
Cerca
Il comando
Cerca
consente di aprire la vista della Guida sulla funzione di ricerca. Per cercare contenuti del Manuale dell'utente di Information
Design Tool, immettere il testo nel campo
Espressione di ricerca
.
Argomenti correlati
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Impostazione di un collegamento per le esercitazioni online
2.7 Procedure guidate in Information Design Tool
38 2013-11-22
Introduzione a Information Design Tool
Per agevolare la creazione di risorse locali in Information Design Tool è possibile utilizzare le procedure guidate. Queste procedure sono disponibili dal menu
Nuovo
nella barra dei menu principale. Per visualizzare un elenco di tutte le procedure guidate, selezionare
Nuovo
>
Altro
. Per avviare una procedura guidata, selezionarla nell'elenco e fare clic su
Avanti
.
Per assistenza su una particolare pagina di qualsiasi procedura guidata, fare clic sull'icona della guida in linea nella finestra di dialogo della procedura guidata.
Argomenti correlati
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Informazioni sulle risorse in Information Design Tool
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Creazione di un universo con Information Design Tool
39 2013-11-22
Introduzione a Information Design Tool
40 2013-11-22
Creazione di universi
Creazione di universi
3.1 Creazione di un universo con Information Design Tool
Istruzioni preliminari
• Verificare che i driver middleware siano configurati per le origini dati a cui si desidera connettersi.
Per ulteriori informazioni sulla configurazione del middleware, consultare il Manuale dell'accesso ai dati.
Per informazioni sulle origini dati supportate, consultare la relativa documentazione, disponibile sul sito del Supporto tecnico di SAP BusinessObjects all'indirizzo http://service.sap.com/bosap-support .
• Assicurarsi di disporre dei diritti appropriati definiti nella Central Management Console (CMC). Vedere l'argomento relativo ai diritti CMC per gli utenti di Information Design Tool.
• Decidere se il tipo di base dati deve essere con una o più origini. Il tipo e il numero di connessioni disponibili, nonché la sintassi SQL utilizzata per definire le strutture SQL, dipendono dal tipo di base dati. Per ulteriori informazioni, vedere l'argomento correlato relativo ai tipi di basi dati.
Le connessioni per basi dati abilitate per più origini devono essere connessioni protette e relazionali e sono gestite dal servizio Data Federation. Informazioni sull'ottimizzazione del servizio Data
Federation sono disponibili nel Manuale dello strumento di amministrazione di Data Federation.
• Se si sta creando un universo su una delle seguenti origini dati, fare riferimento alle informazioni aggiuntive disponibili:
•
Utilizzo di origini dati SAP NetWeaver BW
•
Utilizzo di origini dati SAP HANA
•
Utilizzo di origini dati SAP ERP
•
Utilizzo di origini dati MSAS (Microsoft Analysis Services)
•
Utilizzo di origini dati Essbase
•
Utilizzo delle origini dati SAS
•
Nota:
Per gli universi OLAP, non è necessario creare una base dati. Il livello aziendale viene creato direttamente dagli oggetti selezionati nel cubo di origine.
È possibile utilizzare l'"Assistente Creazione rapida degli universi" per creare le risorse necessarie per pubblicare un universo locale, ovvero un universo relazionale a una sola origine o un universo OLAP.
Se si desidera basare l'universo su connessioni protette, i collegamenti alle connessioni devono trovarsi
41 2013-11-22
Creazione di universi
42 in un progetto locale. La procedura guidata consente di creare solo connessioni locali. Per ulteriori informazioni, vedere l'argomento correlato. Per avviare la procedura guidata, selezionare
File
>
Nuovo universo
.
Nella seguente procedura viene illustrato come creare da zero qualsiasi tipo di universo. Collegamenti a ulteriori informazioni su ogni passaggio della procedura sono disponibili negli Argomenti correlati.
1.
Creare un progetto locale. Nella vista Progetti locali selezionare
File
>
Nuovo
>
Progetto
.
Le risorse utilizzate per la creazione dell'universo vengono create e memorizzate nel progetto.
2.
Definire le connessioni. Le connessioni possono essere locali o protette:
• Utilizzare una connessione locale se si desidera pubblicare l'universo nel file system locale.
Successivamente, è possibile pubblicare il livello aziendale in un repository.
• Creare una connessione protetta se si desidera creare un universo abilitato per più origini o pubblicare l'universo in un repository senza prima pubblicarlo localmente. Per le connessioni protette, è necessario creare nel progetto locale collegamenti alle connessioni che facciano riferimento alle connessioni protette nel repository.
Opzione Comando
Per creare una connessione relazionale locale
Nella vista Progetti locali fare clic con il pulsante destro del mouse sulla cartella del progetto e scegliere
Nuovo
>
Connessione relazionale
.
Per creare una connessione OLAP locale
Nella vista Progetti locali fare clic con il pulsante destro del mouse sulla cartella del progetto e scegliere
Nuovo
>
Connessione OLAP
.
Per creare una connessione relazionale protetta
Nella vista Risorse repository avviare una sessione del repository. Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla cartella o sulla sottocartella e scegliere
Inserisci connessione relazionale
.
Per creare un collegamento alla connessione, selezionare la connessione nella cartella Connessioni del repository e scegliere
Crea collegamento connessione relazionale
.
Per creare una connessione OLAP protetta
Nella vista Risorse repository avviare una sessione del repository. Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla cartella o sulla sottocartella Connessioni e scegliere
Inserisci connessione OLAP
.
Per creare un collegamento alla connessione, selezionare la connessione nella cartella Connessioni del repository e scegliere
Crea collegamento connessione OLAP
.
3.
Creare la base dati (solo origini dati relazionali). Nella vista Progetti locali fare clic con il pulsante destro del mouse sulla cartella del progetto e scegliere
Nuovo
>
Base dati
.
2013-11-22
Creazione di universi
43
• Se l'universo ha una sola origine, selezionare una sola connessione che identifichi l'origine del database.
• Per creare una base dati con più connessioni relazionali, creare una base dati abilitata per più origini.
La base dati si apre nell'editor. Per creare la struttura della base dati, vedere l'argomento correlato.
4.
Creare il livello aziendale. Nella vista Progetti locali fare clic con il pulsante destro del mouse sulla cartella del progetto e scegliere
Nuovo
>
Livello aziendale
.
• Per i livelli aziendali relazionali, selezionare la base dati che sarà la base del livello aziendale.
È possibile scegliere di generare automaticamente gli oggetti nel livello aziendale per tutte le strutture della base dati oppure di selezionare le colonne da mappare come oggetti.
Nota:
per creare un universo basato su più origini dati (solo origini dati relazionali), il livello aziendale deve essere basato su un base dati abilitata per più origini.
• Per i livelli aziendali OLAP, selezionare la connessione al cubo OLAP. Gli oggetti vengono creati automaticamente per tutte le strutture presenti nel cubo.
Il livello aziendale si apre nell'editor. Per creare il livello aziendale, vedere l'argomento correlato.
5.
Nel livello aziendale è possibile creare ed eseguire query per convalidare e testare l'universo.
6.
Pubblicare il livello aziendale:
• I livelli aziendali basati sulle connessioni locali devono essere pubblicati in una cartella del file system locale. Successivamente, è possibile pubblicare l'universo locale risultante in un repository.
Vedere l'argomento correlato relativo alla pubblicazione di un universo locale nel repository.
• I livelli aziendali basati su una o più connessioni protette devono essere pubblicati nel repository nello stesso server CMS in cui sono archiviate le connessioni protette.
Opzione Comando
Per pubblicare l'universo a livello locale
Nella vista Progetti locali fare clic con il pulsante destro del mouse sul livello aziendale e scegliere
Pubblica
>
A una cartella locale
.
Per pubblicare l'universo in un repository
Nella vista Progetti locali fare clic con il pulsante destro del mouse sul livello aziendale e scegliere
Pubblica
>
In un repository
.
7.
Definire la protezione dell'universo. Per aprire l'Editor di protezione, nel menu principale di Information
Design Tool selezionare
Finestra
>
Editor di protezione
. Aprire una sessione nel repository in cui pubblicare l'universo.
Utilizzare l'editor di protezione per definire i profili di protezione nell'universo pubblicato. L'editor di protezione consente inoltre di assegnare profili a utenti e gruppi.
Argomenti correlati
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Informazioni sull'interfaccia di Information Design Tool
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Informazioni sulle risorse in Information Design Tool
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Diritti CMC per utenti di Information Design Tool
2013-11-22
Creazione di universi
•
Informazioni sui tipi di base dati
•
Creazione di un progetto locale
•
Creazione di una connessione relazionale
•
Creazione di una connessione OLAP
•
Creazione di un collegamento di connessione
•
•
Creazione di un livello aziendale relazionale
•
Come creare un livello aziendale OLAP
•
Informazioni sulle query in un livello aziendale
•
•
Pubblicazione di un universo locale nel repository
•
Come proteggere un universo mediante i profili di protezione
3.2 Utilizzo di origini dati SAP NetWeaver BW
Accesso diretto alle query BEx
Le applicazioni di query e reporting SAP BusinessObjects possono utilizzare l'accesso diretto ai dati di una singola query BEx. Non è necessario creare un universo. Definire una connessione OLAP a
SAP NetWeaver BW che utilizzi il driver middleware
Client SAP BICS
. Quando si definisce la connessione, selezionare l'opzione per specificare un cubo al suo interno e selezionare la query BEx.
Universi su SAP NetWeaver BW
Per creare un universo su SAP NetWeaver BW, è necessario creare una base dati abilitata per più origini basata su una connessione relazionale protetta a SAP NetWeaver BW. Si crea quindi il livello aziendale sulla base dati in questione. Per informazioni dettagliate sulla procedura per creare un universo, vedere l'argomento correlato.
Nota:
Per informazioni sulle autorizzazioni necessarie agli utenti di query e di applicazioni di report per accedere agli universi abilitati per più origini in SAP NetWeaver BW, vedere la nota SAP n. 1465871.
Le connessioni relazionali a SAP NetWeaver BW vengono gestite mediante il servizio Data Federation.
Per informazioni sull'ottimizzazione delle query, consultare il Manuale dello strumento di amministrazione di Data Federation.
Quando si aggiunge una connessione SAP NetWeaver BW a una base dati, le tabelle e i join vengono automaticamente inseriti per impostazione predefinita. Quando si crea un livello aziendale sulla base dati, gli oggetti vengono automaticamente inseriti in tale livello per impostazione predefinita.
Per disattivare l'inserimento automatico, deselezionare l'opzione
Rileva tabelle
nelle proprietà avanzate della connessione durante l'aggiunta della connessione nella base dati. Per disattivare l'inserimento automatico degli oggetti del livello aziendale, deselezionare l'opzione
Crea automaticamente cartelle e oggetti
durante la selezione della base dati nella procedura guidata Nuovo livello aziendale.
44 2013-11-22
Creazione di universi
Per informazioni sul modo in cui gli oggetti di un InfoProvider vengono mappati agli oggetti inseriti automaticamente nella base dati e nel livello aziendale in Information Design Tool, vedere l'argomento correlato.
Aggiornamento di universi basati su SAP NetWeaver BW
Quando vengono aggiunti oggetti all'InfoProvider sottostante, sono disponibili diversi comandi per consentire l'aggiornamento della base dati e del livello aziendale con le modifiche. La procedura consigliata viene descritta nell'argomento correlato
Argomenti correlati
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Creazione di una connessione OLAP
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Creazione di un universo con Information Design Tool
•
Modalità di mappatura degli oggetti InfoProvider in un universo
•
Aggiornamento di universi basati su SAP NetWeaver BW
3.2.1 Modalità di mappatura degli oggetti InfoProvider in un universo
Quando si aggiunge una connessione SAP NetWeaver BW a una base dati, le tabelle e i join vengono automaticamente inseriti per impostazione predefinita. Quando si crea un livello aziendale sulla base dati, gli oggetti vengono automaticamente inseriti in tale livello per impostazione predefinita.
Nella tabella che segue viene descritto il modo in cui gli oggetti di un InfoProvider vengono mappati agli oggetti inseriti automaticamente nella base dati e nel livello aziendale in Information Design Tool.
La convenzione di denominazione per le tabelle della base dati generate automaticamente è la seguente:
• Tabella I: una tabella con un nome preceduto da I (InfoCube) mappata alla tabella dei dati
InfoProvider.
• Tabella D: una tabella con un nome preceduto da D (Dimensione) mappata a una tabella dei dati master InfoProvider.
• Tabella T: una tabella con un nome preceduto da T (Testo) mappata a una tabella di testo
InfoProvider.
Oggetto InfoProvider
Tabella fattuale
Base dati
• Inserisce una tabella I mappata alla tabella dei dati.
• Inserisce tabelle D mappate a ogni tabella di dati master.
• Inserisce tabelle T mappate a ogni tabella di testo.
Livello aziendale
45 2013-11-22
Creazione di universi
Oggetto InfoProvider Base dati
Dimensione
Livello aziendale
Inserisce una cartella nel livello aziendale per ogni dimensione di InfoProvider (ad eccezione delle dimensioni Data Package e Unit).
Gli oggetti del livello aziendale per le caratteristiche nella dimensione Unit sono inseriti nella cartella dedicata alle cifre chiave correlate. La dimensione Data
Package non è mappata.
46 2013-11-22
Creazione di universi
47
Oggetto InfoProvider
Caratteristica
Base dati Livello aziendale
Inserisce una colonna nella tabella fattuale della base dati che viene mappata al valore dei dati master.
Inserisce un oggetto dimensione nella cartella della dimensione associata alla colonna della tabella I.
Crea un alias della tabella I associata e lo collega alla colonna nella tabella
I.
La tabella T contiene colonne per la descrizione dei dati master in formato breve, medio o lungo. Nella tabella è anche inclusa la colonna DIDASCA-
LIA che contiene la descrizione più lunga disponibile per la caratteristica.
Nota:
A una caratteristica del tipo di dati
DATS o TIMS non è associata una tabella di testo in quanto le caratteristiche data e ora non presentano descrizioni.
Inserisce un oggetto attributo sotto la dimensione per ogni colonna nella tabella T.
Attributo di visualizzazione*
Se una caratteristica contiene almeno un attributo di visualizzazione, inserisce un alias della tabella D. Inserisce una colonna in questa tabella mappata all'attributo di visualizzazione. La tabella D contiene una colonna per ogni attributo di visualizzazione della caratteristica.
Inserisce una cartella sotto la dimensione per la caratteristica padre.
Inserisce un oggetto dimensione in questa cartella per ogni colonna nella tabella D.
Inserisce un alias della tabella T per ogni attributo di visualizzazione.
Inserisce un oggetto attributo sotto l'oggetto dimensione per ogni colonna nella tabella T.
Attributo di navigazione*
Inserisce una colonna nella tabella I e una colonna nella tabella D mappata all'attributo di navigazione.
Le tabelle T sono collegate direttamente alla tabella I sia per la caratteristica padre che per gli attributi di navigazione.
2013-11-22
Creazione di universi
Oggetto InfoProvider Base dati Livello aziendale
Inserisce un oggetto dimensione nella cartella della dimensione associata alla colonna della tabella I.
L'oggetto dimensione per l'attributo di navigazione è allo stesso livello della dimensione per la caratteristica padre ma non è necessariamente adiacente.
Suggerimento:
I filtri sull'oggetto per l'attributo di navigazione sono più efficienti rispetto a quelli sull'oggetto attributo di visualizzazione. Quando si filtra un attributo di navigazione, la tabella fattuale viene filtrata direttamente.
48 2013-11-22
Creazione di universi
Oggetto InfoProvider
Cifra chiave
Base dati Livello aziendale
Per una cifra chiave senza unità o valuta, inserisce un indicatore nella cartella Indicatori.
Inserisce una colonna nella tabella I con il nome tecnico della cifra chiave.
Per una cifra chiave con unità o valuta, inserisce una sottocartella nella cartella Indicatori.
Inserisce un indicatore nella sottocartella per la cifra chiave.
Inserisce una dimensione nella sottocartella per ogni caratteristica unità o valuta.
Dati dipendenti dal tempo
Se InfoProvider contiene dati dipendenti dal tempo, vengono create colonne di input nelle tabelle della base dati appropriata per gestire tali dati.
Crea nella base dati un parametro denominato Data principale per ogni colonna di input. Per impostazione predefinita, il parametro Data principale non viene richiesto. Viene automaticamente assegnata la data corrente. È possibile cambiare questo comportamento modificando il parametro Data principale. Per ulteriori informazioni sulle colonne di input e sulla modifica dei parametri, vedere gli argomenti correlati.
Il livello aziendale eredita il parametro Data principale.
* Se è selezionato il flag "Solo attributo" per un attributo di visualizzazione o di navigazione in
InfoProvider, non viene esposto nella base dati.
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Informazioni sugli oggetti del livello aziendale
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49 2013-11-22
Creazione di universi
3.2.2 Aggiornamento di universi basati su SAP NetWeaver BW
Utilizzare questa procedura quando gli oggetti cambiano nell'InfoProvider di un'origine dati SAP
NetWeaver BW e si desidera riprodurre le modifiche nell'universo. È possibile accedere a ulteriori informazioni su ogni passaggio negli argomenti correlati.
1.
Aggiornare la struttura della base dati.
Quando si aggiorna la base dati, le tabelle presenti in essa vengono confrontate con quelle presenti nell'origine dati e vengono proposti aggiornamenti alle tabelle della base dati: vengono eliminate le tabelle e le colonne obsolete, inserite le colonne mancanti e aggiornate le colonne modificate.
2.
Sincronizzare le tabelle nella base dati.
Quando si sincronizzano le tabelle, nella base dati vengono ricercate eventuali nuove tabelle
(mediante la strategia SAP NetWeaver BW) e queste nuove tabelle vengono inserite insieme ai join nella base dati.
3.
Salvare la base dati.
4.
Aggiornare il livello aziendale inserendo oggetti candidati.
Quando si inseriscono oggetti candidati, nell'origine dati vengono ricercati eventuali nuovi oggetti
(mediante la strategia SAP NetWeaver BW) e viene aggiornato il livello aziendale.
L'inserimento di oggetti candidati non rileva gli oggetti obsoleti nel livello aziendale. Gli oggetti obsoleti devono essere individuati ed eliminati manualmente.
Nota:
L'inserimento di oggetti candidati aggiorna il livello aziendale indipendentemente dalla base dati. Se non si procede ad aggiornare anche la struttura e a sincronizzare le tabelle nella base dati, è possibile che si introducano incoerenze tra la base dati e il livello aziendale.
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Utilizzo di origini dati SAP NetWeaver BW
3.3 Utilizzo di origini dati SAP HANA
Accesso diretto a modelli di informazioni SAP HANA
SAP Crystal Reports for Enterprise consente di utilizzare l'accesso diretto per accedere ai dati in un singolo modello di informazione, ad esempio Vista analitica o Vista calcolo. Non è necessario creare
50 2013-11-22
Creazione di universi
51 un universo. Definire una connessione OLAP a SAP HANA che utilizzi il driver middleware
Client SAP
HANA
. Nella connessione è possibile scegliere di non specificare un cubo. In questo caso all'utente viene richiesto di selezionare un modello di informazioni in fase di esecuzione della query. È inoltre possibile specificare un modello di informazioni nella connessione, in modo che tutte le query siano associate ad esso.
Creazione di universi in SAP HANA
Gli universi in SAP HANA si basano sulle connessioni relazionali. Esistono due modi per creare le risorse per la creazione di un universo in SAP HANA:
• Utilizzare le procedure guidate Nuova base dati e Nuovo livello aziendale per creare una base dati e un livello aziendale separatamente.
Questo metodo consente di includere tabelle e modelli di informazione nella base dati. Creare una base dati a una sola origine, a meno che non sia necessario federare dati provenienti da più origini.
È necessaria una base dati abilitata per più origini se si deve accedere a dati presenti in più di un server o un'istanza SAP HANA.
Selezionare le tabelle o i modelli di informazione da includere nella base dati. Le colonne nascoste in una vista SAP HANA vengono nascoste anche nella tabella della base dati. Non è consigliabile creare join tra le tabelle che rappresentano viste SAP HANA in quanto questa operazione potrebbe influire sulle prestazioni.
La procedura guidata Nuovo livello aziendale consente di creare automaticamente le dimensioni e gli attributi in ogni modello di informazione in una cartella del livello aziendale. Per le basi dati a una sola origine, la procedura guidata utilizza i metadati della vista SAP HANA per creare indicatori nel livello aziendale con la funzione di aggregazione appropriata.
Per ulteriori informazioni, vedere l'argomento correlato sulla procedura di creazione di un universo.
• Utilizzare la procedura guidata Nuovo livello aziendale SAP HANA per creare automaticamente una base dati a una sola origine e un livello aziendale in base ai modelli di informazione SAP HANA selezionati.
La procedura guidata crea le tabelle della base dati per le viste SAP HANA selezionate. Le colonne nascoste in una vista SAP HANA vengono nascoste anche nella tabella della base dati. La procedura guidata crea quindi le dimensioni e gli indicatori (con le funzioni di aggregazione appropriate) definiti nelle viste SAP HANA.
Il vantaggio di questo metodo è che per le dimensioni e gli attributi che sono comuni a viste differenti viene creato un singolo oggetto del livello aziendale.
La procedura guidata crea anche i contesti nella base dati e il riconoscimento degli aggregati nel livello aziendale in modo che quando si esegue una query sull'universo, l'esperienza sia identica a quella per l'accesso a un universo relazionale standard:
• Per tutti gli indicatori e per tutte le dimensioni comuni alle viste SAP HANA a cui si accede nella query, i risultati vengono visualizzati in un singolo blocco.
• Per le dimensioni che non sono comuni alle viste SAP HANA a cui si accede nella query, i risultati vengono visualizzati in blocchi separati.
Per ulteriori informazioni, vedere l'argomento correlato sulla creazione di risorse relazionali sui modelli di informazione SAP HANA.
2013-11-22
Creazione di universi
Esplorazione delle connessioni SAP HANA
Quando si esplora la connessione nella base dati, vengono identificate diverse viste in base ai tipi di tabella, ciascuna con una propria icona. È possibile filtrare le tabelle nella connessione in base al tipo di tabella. È inoltre disponibile un filtro, configurato per impostazione predefinita, per visualizzare solo le tabelle che rappresentano modelli di informazioni. Per ulteriori informazioni, vedere gli argomenti correlati sul filtro di tabelle nella connessione.
Nota:
A volte viene visualizzata una vista analitica come tipo di tabella di vista calcolo nella connessione. Ciò accade quando la vista analitica contiene un indicatore calcolato nel modello SAP HANA.
Visualizzazione dei valori in una base dati basata su SAP HANA
Nelle basi dati a una sola origine, quando si visualizzano valori di tabelle e colonne per una tabella corrispondente a una vista analitica, Information Design Tool aggrega i valori delle colonne che rappresentano gli indicatori utilizzando l'apposita funzione definita nel modello. I valori degli indicatori vengono raggruppati in base alle colonne selezionate che rappresentano attributi. Se, ad esempio, si visualizzano i valori per
Prodotto
e
Vendite
in una Vista analitica in cui la colonna
Vendite
è aggregata con la funzione di somma, i risultati mostreranno le
Vendite
per
Prodotto
.
Variabili SAP HANA nella base dati
Nelle basi dati a una sola origine, le variabili e i parametri di input dei modelli di informazione SAP
HANA vengono associati alle tabelle corrispondenti nella base dati.
Quando si visualizzano i valori nella base dati o si esegue una query nel pannello delle query, viene richiesto di immettere i valori per le variabili e i parametri.
È possibile ottenere informazioni su variabili e parametri nella scheda
Variabili
delle proprietà della base dati. Inoltre, quando si aggiorna la struttura della base dati, vengono considerate le variabili contenute nella vista che vengono aggiunte, eliminate o modificate.
È possibile che si desideri migliorare la base dati creando oggetti derivati: tabelle derivate, colonne calcolate o elenco di valori SQL personalizzati. Poiché le variabili SAP HANA sono nascoste, è necessario gestirle direttamente nelle espressioni SQL relative agli oggetti creati. Per suggerimenti e limitazioni relativi al potenziamento delle basi dati che contengono variabili SAP HANA, vedere la nota SAP
1913504.
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Visualizzazione delle informazioni sulle variabili SAP HANA
52 2013-11-22
Creazione di universi
3.3.1 Creazione di risorse relazionali nei modelli di informazione SAP HANA
La procedura guidata Nuovo livello aziendale HANA crea automaticamente una base dati e un livello aziendale in base ai modelli di informazione SAP HANA selezionati.
Tale procedura crea una base dati a una sola origine che fa riferimento alla connessione locale a SAP
HANA specificata. La base dati contiene una tabella per ogni vista. Le tabelle non vengono sottoposte a join.
La procedura crea inoltre un livello aziendale contenente le dimensioni e gli indicatori definiti nelle viste
SAP HANA. Dimensioni e attributi comuni a viste differenti vengono associati a un singolo oggetto livello aziendale.
Prima di iniziare, è necessario un progetto locale contenente una connessione locale a SAP HANA.
1.
Nella vista Progetti locali fare clic con il pulsante destro del mouse sul progetto e scegliere
Nuovo
>
Livello aziendale SAP HANA
.
2.
Immettere un nome per il livello aziendale e la base dati.
Per impostazione predefinita, la base dati ha lo stesso nome che può tuttavia essere modificato.
3.
Facoltativamente, immettere una descrizione per il livello aziendale e fare clic su
Avanti
.
4.
Selezionare una connessione e fare clic su
Avanti
.
Vengono elencate solo le connessioni relazionali locali a SAP HANA nel progetto locale.
5.
Selezionare una o più viste attivate come base del livello aziendale e fare clic su
Fine
.
Nel progetto locale vengono creati una base dati e un livello aziendale. Il livello aziendale si apre nell'editor.
È possibile pubblicare il livello aziendale in una cartella locale. Se si desidera pubblicare l'universo in un repository, vedere l'argomento correlato.
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Cambiamento di una connessione in una base dati
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Pubblicazione di un universo locale nel repository
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Utilizzo di origini dati SAP HANA
3.4 Utilizzo di origini dati SAP ERP
53 2013-11-22
Creazione di universi
Per creare un universo su SAP ERP, è necessario creare una base dati su una connessione ERP relazionale. Si crea quindi il livello aziendale sulla base dati in questione. Per informazioni dettagliate sulla procedura per la creazione di un universo, vedere l'argomento correlato.
Quando si crea una connessione relazionale all'origine dati SAP ERP, gli InfoSet, le query SAP e le funzioni ABAP nell'origine dati vengono esposti come tabelle nella connessione. Per ulteriori informazioni sulla mappatura delle origini dati ERP nella connessione, consultare il Manuale dell'accesso ai dati.
La base dati può essere a origine singola per supportare le connessioni locali. Le basi dati a una sola origine supportano join tra tabelle, con le seguenti restrizioni:
• È possibile rilevare join solo sulla base di chiavi di database nell'origine dati ERP. È innanzitutto necessario eliminare le chiavi di database nella base dati.
• Non è possibile inserire join manualmente, inserire colonne calcolate o inserire filtri colonna.
Per il supporto di colonne calcolate, filtri e join manuali creare una base dati abilitata per più origini su una connessione protetta.
Quando si inserisce una tabella nella base dati, il tipo di tabella InfoSet, Query SAP o Funzione ABAP viene salvato come proprietà della tabella nella base dati.
Quando si inserisce una tabella di tipo Funzione ABAP, viene creata una tabella di base dati per la mappatura della funzione principale. La tabella contiene colonne di input per i parametri di input della funzione. Tali parametri possono essere obbligatori o facoltativi. Per assegnare un valore ai parametri obbligatori, è necessario modificare le colonne di input. A tale scopo, vedere l'argomento correlato.
Quando si crea il livello aziendale, i nomi degli oggetti vengono automaticamente generati dalle descrizioni di colonna nella base dati, piuttosto che dai nomi di colonna. A titolo informativo, i nomi di colonna vengono salvati come descrizione dell'oggetto del livello aziendale.
Limitazione:
Gli indicatori contenenti funzioni aggregate non possono essere utilizzati come filtri nel pannello delle query. Questo limite è dovuto al fatto che l'espressione SQL risultante contiene la clausola HAVING che non è supportata dalla connessione SAP ERP. Se si aggiunge un indicatore contenente una funzione di aggregazione come filtro, si verifica un errore quando si aggiorna la query.
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Modifica delle colonne di input
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3.5 Utilizzo di origini dati MSAS (Microsoft Analysis Services)
Quando si crea un livello aziendale su un'origine dati MSAS, gli oggetti di tale livello vengono generati automaticamente.
54 2013-11-22
Creazione di universi
Il livello aziendale può essere aggiornato per riflettere le modifiche nel cubo sottostante utilizzando il comando
Aggiorna struttura
nel menu
Azioni
dell'editor del livello aziendale.
Nella tabella che segue sono riportati i dettagli relativi alla mappatura di determinati oggetti del cubo
MSAS nel livello aziendale.
Oggetto MSAS Mappatura livello aziendale
Prospettiva
Quando si crea un livello aziendale, nella pagina "Seleziona una connessione OLAP" della procedura guidata Nuovo livello aziendale, il cubo di base nell'origine dati MSAS è elencato per primo nell'elenco dei cubi di connessione. Altri cubi e altre prospettive nell'origine dati vengono mappati come cubi ed elencati in ordine alfabetico.
Il cubo selezionato nell'elenco di cubi di connessione diventa la base degli oggetti del livello aziendale.
Dimensione
Le dimensioni di analisi vengono create nel livello aziendale per ogni dimensione del cubo.
Cartella visualizzata
Nella dimensione di analisi vengono create cartelle per inserire le gerarchie nella cartella visualizzata.
Gerarchia
Gerarchia attributi
Per le gerarchie basate sui valori (padre-figlio), viene creata una gerarchia basata sui valori nella dimensione di analisi. Gli attributi vengono creati nella cartella
Attributi
della gerarchia.
Nota:
le gerarchie non bilanciate sono supportate.
Per le gerarchie basate sui livelli, viene creata una dimensione del livello aziendale nella dimensione di analisi. Nella dimensione del livello aziendale viene creata una gerarchia con i livelli e le proprietà (come attributi di livello) nella cartella
Livelli
.
Le gerarchie di attributi nel cubo vengono create come gerarchie basate sui livelli nella dimensione di analisi.
Insieme denominato
Vengono creati insiemi denominati nella dimensione di analisi correlata, all'interno della cartella
Insiemi denominati
.
Gruppo di indicatori
Vengono create cartelle in cui inserire gli indicatori in gruppi e sottogruppi di indicatori.
55 2013-11-22
Creazione di universi
Oggetto MSAS
Indicatore
Indicatore calcolato
KPI
Mappatura livello aziendale
Indicatori e indicatori calcolati vengono creati come indicatori nella cartella del gruppo di indicatori appropriata. Per il valore formattato viene creato un attributo di indicatore.
I valori KPI non vengono esposti nei metadati di connessione ma è possibile renderli disponibili per le query creando indicatori nel livello aziendale con le funzioni MDX KPIValue e KPIGoal.
Se, ad esempio, il cubo contiene un KPI con il nome Utile d'esercizio, è possibile creare indicatori nel livello aziendale con le espressioni MDX ri portate di seguito. In questo esempio, gli indicatori vengono creati nella cartella\sottocartella del gruppo di indicatori Prestazioni\Utile. Il nome del valore KPI nel cubo è racchiuso tra virgolette doppie nella funzione MDX.
Nome indicatore Espressione MDX
Actual
Profit
KPIValue("
Utile d'esercizio
")
Profit
Target
KPIGoal("
Utile d'esercizio
")
Profit
Variance
(
@Select
(
Performance\Profit\Actual Profit
) -
@Select
(
Performance\Profit\Profit Target
)) / abs(
@Select
(
Performance\Profit\Profit Target
))
Profit Pct
Achieved
IIF(ISEMPTY(
@Select
(
Performance\Profit\Profit
Target
)), null,
@Select
(
Performance\Profit\Profit
Variance
) +1)
Totali visivi
È possibile utilizzare la funzione specifica di MSAS VisualTotals nelle espressioni MDX per gli oggetti del livello aziendale.
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Creazione di un universo con Information Design Tool
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Proprietà dell'origine dati OLAP
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Informazioni sugli oggetti del livello aziendale
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Inserimento e modifica di indicatori
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Aggiornamento di un livello aziendale OLAP
56 2013-11-22
Creazione di universi
3.6 Utilizzo di origini dati Essbase
Quando si crea un livello aziendale su un'origine dati Essbase, gli oggetti del livello aziendale vengono generati automaticamente.
Il livello aziendale può essere aggiornato per riflettere le modifiche nel cubo sottostante utilizzando il comando
Aggiorna struttura
nel menu
Azioni
dell'editor del livello aziendale.
Limitazione:
Quando si inserisce un oggetto MDX in un livello aziendale Essbase, ad esempio un insieme denominato, un membro calcolato o un indicatore, assicurarsi che il nome dell'oggetto non sia identico a quello dei dati nel cubo. Se, ad esempio, un livello gerarchico nel cubo è denominato Regione, non è possibile assegnare il nome Regione a un nuovo oggetto MDX. Se si assegna al nuovo oggetto lo stesso nome dei dati nel cubo, l'oggetto non sarà utilizzabile in una query.
Nella tabella seguente sono forniti i dettagli relativi alla mappatura di alcuni oggetti del cubo Essbase nel livello aziendale.
Oggetto Essbase Mappatura livello aziendale
Dimensione
Le dimensioni di analisi vengono create nel livello aziendale per ogni dimensione del cubo.
Dimensione account
Nella procedura guidata Nuovo livello aziendale è possibile selezionare quale dimensione utilizzare per creare gli indicatori nel livello aziendale.
Per impostazione predefinita, questa è la dimensione contrassegnata come
Account. Gli indicatori vengono creati nel livello aziendale per ogni oggetto della dimensione. L'organizzazione degli indicatori nella struttura Essbase viene gestita nel livello aziendale.
Suggerimento:
per alcune applicazioni può essere necessario specificare una dimensione di tipo diverso da Account per gli indicatori. In questo caso, gli indicatori vengono creati come una dimensione di analisi nel livello aziendale e le capacità di analisi della gerarchia, come la selezione dei membri, sono disponibili.
Gerarchia
Per ogni gerarchia nel cubo, viene creata una gerarchia nella dimensione di analisi. Tutte le gerarchie vengono generate come basate sul valore.
Nota:
quando si apre il livello aziendale nel riquadro delle query, i livelli della gerarchia vengono determinati spontaneamente e possono essere selezionati nella query. È inoltre possibile inserire i livelli nel livello aziendale.
57 2013-11-22
Creazione di universi
Oggetto Essbase
Attributo definito dall'utente
Attributo
Gerarchia attributi
Mappatura livello aziendale
Gli attributi definiti dall'utente vengono creati come insiemi di nomi definiti nella gerarchia associata e vengono visualizzati nella dimensione di analisi.
Gli attributi vengono creati in un campo Attributi nella gerarchia.
Se gli attributi sono progettati come una gerarchia nel cubo, viene creata anche una gerarchia di attributi nella dimensione di analisi.
DTS (Dynamic Time
Series, Serie temporale dinamica)
Una serie DTS non viene generata automaticamente nel livello aziendale, ma è possibile utilizzare le funzioni MDX, ad esempio HTD, QTD (cronologia in una data, trimestre in una data) nelle definizioni degli oggetti.
Variabile di sostituzione
Le variabili di sostituzione non vengono esposte nel livello aziendale, ma
è possibile richiamarne una in un'espressione MDX. Il nome della variabile di sostituzione deve essere preceduto dal carattere &.
Se ad esempio il cubo contiene una variabile denominata
MeseAttuale
,
è possibile utilizzare la variabile nella definizione di un insieme denominato:
WITH SET [
Mese attuale
] AS '{[
Tempo
].[&
MeseAttuale
]}'
Esempio di variabile di sostituzione nella definizione di un membro calcolato:
WITH MEMBER [
Indicatori
].[
Quantità mese attuale
] AS '([
Indi catori
]. [
Quantità venduta
], [
Tempo
].[&
MeseAttuale
])'
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Creazione di un universo con Information Design Tool
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Informazioni sugli oggetti del livello aziendale
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Aggiornamento di un livello aziendale OLAP
3.7 Utilizzo delle origini dati SAS
Per creare un universo su SAS, è necessario creare una base dati abilitata per più origini su una connessione protetta. Si crea quindi il livello aziendale sulla base dati in questione. Per informazioni dettagliate sulla procedura per la creazione di un universo, vedere l'argomento correlato.
58 2013-11-22
Creazione di universi
Le connessioni a SAS sono gestite mediante il servizio Data Federation. Per informazioni sull'ottimizzazione delle query delle origini dati SAS, consultare il Manuale dello strumento di amministrazione di Data Federation.
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Creazione di un universo con Information Design Tool
3.8 Universi multilingue
Information Design Tool supporta la creazione di universi multilingue. Questa funzionalità consente l'utilizzo di una soluzione multilingue basata su un modello di metadati con un singolo universo:
• Il progettista crea l'universo nella lingua di origine in Information Design Tool.
• I traduttori traducono i metadati nella base dati e al livello aziendale utilizzando Translation
Management Tool. Per ulteriori informazioni sulla traduzione dei metadati, vedere l'argomento correlato.
• I progettisti di report possono quindi creare i report una sola volta dallo stesso universo e visualizzarli in diverse lingue in base alle preferenze dell'utente.
Tre parametri di lingua influiscono sulla modalità di visualizzazione di etichette, metadati e dati in
Information Design Tool:
• Il parametro della lingua del prodotto determina la lingua dell'interfaccia utente di Information Design
Tool. Questo parametro viene impostato nelle preferenze di Information Design Tool.
• Il parametro Impostazioni locali di visualizzazione preferite consente di impostare la lingua preferita dall'utente per la visualizzazione degli oggetti report e query in un'applicazione. Questo parametro viene impostato nelle preferenze di Information Design Tool.
Le impostazioni locali definiscono una lingua e un'area geografica. Le abbreviazioni delle impostazioni locali sono costituite dall'abbreviazione della lingua seguita dall'abbreviazione del paese, ad esempio it_IT. Un'impostazione locale definisce anche il modo in cui le date e i numeri vengono ordinati e formattati. I dati vengono visualizzati nelle impostazioni locali di fallback quando si visualizza un documento tradotto ma non è disponibile alcuna traduzione nelle Impostazioni locali di visualizzazione preferite dell'utente. Le impostazioni locali di fallback possono essere definite in Translation
Management Tool o per impostazione predefinita vengono configurate le impostazioni locali dominanti definite automaticamente per ogni impostazione locale.
• Il parametro della lingua di connessione è applicabile alle origini dati che supportano un parametro di lingua. Viene immesso durante la creazione o la modifica di una connessione e determina la lingua dei dati.
Lingua di origine dei metadati in Information Design Tool
I metadati della base dati (nomi di tabelle e colonne) vengono creati nella lingua dei metadati dell'origine dati. I metadati inseriti nella base dati possono essere immessi in qualsiasi lingua.
Per le connessioni SAP NetWeaver BW, la base dati può essere generata automaticamente nella lingua specificata nel parametro della lingua di connessione.
59 2013-11-22
Creazione di universi
I metadati di un livello aziendale relazionale vengono creati nella lingua dei metadati della base dati.
Per i livelli aziendali OLAP, i metadati vengono creati nella lingua del parametro della lingua di connessione. I metadati inseriti al livello aziendale possono essere immessi in qualsiasi lingua.
Dopo aver generato il livello aziendale, i metadati visualizzati nell'editor del livello aziendale rimangono in tale lingua anche se si modifica il parametro della lingua di connessione.
Quando si progetta l'universo, con la funzione
@Variable
, è possibile utilizzare le variabili
PREFERRED_VIEWING_LOCALE e DOMINANT_PREFERRED_VIEWING_LOCALE per personalizzare l'universo in modo da filtrare i dati multilingue e recuperare solo i dati delle impostazioni locali di visualizzazioni preferite al momento della query.
Visualizzazione multilingue in Information Design Tool
Le Impostazioni locali di visualizzazione preferite (definite nelle preferenze di Information Design Tool) determinano la lingua dei metadati e dei dati presenti nel pannello delle query se vengono rispettate le due condizioni seguenti:
• Sono disponibili traduzioni nella lingua (metadati)
• La connessione supporta il parametro di lingua (dati)
Quando si visualizzano i valori dell'origine dati nell'editor delle connessioni, i metadati e i dati vengono visualizzati nella lingua dell'origine dati in base al valore corrente del parametro della lingua di connessione.
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Traduzione dei metadati dell'universo
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Creazione di un universo con Information Design Tool
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Impostazione delle lingue utilizzate da Information Design Tool
3.8.1 Traduzione dei metadati dell'universo
Prima di iniziare, è necessario creare nella lingua di origine l'universo da tradurre e pubblicarlo in un repository o in una cartella locale.
Questa procedura spiega come tradurre i metadati della base dati e del livello aziendale utilizzando i file locali. È inoltre possibile tradurre i metadati nei progetti condivisi mediante l'accesso ai file dei metadati nei progetti condivisi del repository utilizzando Translation Management Tool. Per dettagli sulle procedure in Translation Management Tool, consultare il Manuale dell'utente di Translation
Management Tool.
1.
In Information Design Tool creare un progetto locale se non è già presente uno.
Quando si crea il progetto, osservare il percorso file della directory in cui vengono salvati i file di progetto nel file system. La directory principale predefinita di tutti i progetti è workspace.
2.
Recuperare l'universo nel progetto locale.
60 2013-11-22
Creazione di universi
Information Design Tool salva i file .dfx e .blx nel progetto locale. Questi file corrispondono alle definizioni della base dati e del livello aziendale. Si tratta dei file utilizzati come origine per le traduzioni.
Nota:
per gli universi OLAP, viene salvato solo un file .blx.
3.
In Translation Management Tool tradurre i metadati della base dati (per gli universi relazionali): a.
Importare il file .dfx dalla cartella del progetto nel file system locale.
b.
Tradurre i metadati.
c.
Esportare il contenuto tradotto nel file system locale.
Per dettagli su tali workflow, consultare il Manuale dell'utente di Translation Management Tool.
4.
Eseguire le stesse operazioni del passaggio precedente per tradurre il file .blx.
5.
In Information Design Tool, per visualizzare le traduzioni: a.
Nelle preferenze della lingua dell'applicazione selezionare la lingua di traduzione come lingua di visualizzazione preferita. Chiudere e riavviare Information Design Tool per rendere effettiva la modifica.
b.
Aprire il livello aziendale facendo doppio clic su di esso nella vista Progetti locali. È possibile visualizzare i metadati tradotti nel pannello delle query. Per aprire il pannello delle query, selezionare il riquadro
Query
e fare clic su
Inserisci query
.
6.
Pubblicare nuovamente il livello aziendale in modo che le traduzioni siano disponibili per gli utenti degli universi.
Per gli universi pubblicati in un repository, è possibile aprire il pannello delle query sull'universo pubblicato facendo clic con il pulsante destro del mouse sull'universo nella vista Risorse repository e scegliendo
Esegui query
.
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Esecuzione di una query su un universo pubblicato in un repository
3.9 Informazioni sull'assistente Nuovo universo
È possibile utilizzare l'Assistente Creazione rapida degli universi per creare le risorse necessarie per pubblicare un universo locale, ovvero un universo relazionale a una sola origine o un universo OLAP.
61 2013-11-22
Creazione di universi
È anche possibile selezionare le risorse esistenti. In ogni fase del processo è possibile creare una risorsa o selezionarne una esistente.
Per ulteriori informazioni su ciascun passaggio della procedura guidata, fare clic sull'icona ?.
Per avviare la procedura guidata, scegliere
File
>
Nuovo universo
dal menu principale di Information
Design Tool.
Dopo aver completato la procedura guidata, pubblicare l'universo in un repository o in una cartella locale.
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Pubblicazione di un universo locale nel repository
3.9.1 Selezione o creazione di un progetto nell'assistente Nuovo universo
Creare un progetto se si desidera creare da zero tutte le risorse per l'universo. Tutte le risorse utilizzate per creare l'universo devono trovarsi nello stesso progetto locale.
Se si desidera basare l'universo su risorse esistenti, scegliere il progetto contenente tali risorse.
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3.9.2 Selezione del tipo di origine dati nell'assistente Nuovo universo
Un universo si basa su un'origine dati relazionale o OLAP.
• Gli universi relazionali si basano su una base dati che definisce le tabelle e i join pertinenti da una o più database relazionali. Gli oggetti presenti nel livello aziendale vengono mappati alle strutture di database tramite espressioni SQL. Nel passaggio successivo verrà selezionata o creata una connessione relazionale su cui basare la base dati.
• Gli universi OLAP sono basati su una connessione a un cubo OLAP. Gli oggetti presenti nel livello aziendale vengono mappati direttamente al cubo tramite espressioni MDX. Nel passaggio successivo verrà selezionata o creata una connessione OLAP su cui basare il livello aziendale.
62 2013-11-22
Creazione di universi
3.9.3 Selezione o creazione di una connessione relazionale nell'assistente Nuovo universo
La procedura guidata consente di creare solo connessioni logiche. Se si desidera basare la base dati su una connessione protetta, procedere in uno dei modi seguenti:
• Selezionare una connessione protetta esistente.
• Annullare la procedura guidata corrente e utilizzare la procedura guidata Nuova connessione relazionale per creare una connessione protetta.
• Continuare con la procedura guidata e creare una connessione locale. È possibile pubblicare la connessione e ripubblicare il livello aziendale in un repository in un secondo momento.
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Informazioni sulle connessioni locali
3.9.4 Selezione o creazione di una connessione OLAP nell'assistente Nuovo universo
La procedura guidata consente di creare solo connessioni logiche. Se si desidera basare l'universo su una connessione protetta, procedere in uno dei modi seguenti:
• Selezionare una connessione protetta esistente.
• Annullare la procedura guidata corrente e utilizzare la procedura guidata Nuova connessione OLAP per creare una connessione protetta.
• Continuare con la procedura guidata e creare una connessione locale. È possibile pubblicare la connessione e ripubblicare il livello aziendale in un repository in un secondo momento.
Argomenti correlati
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Creazione di una connessione OLAP
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Pubblicazione di un universo locale nel repository
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Informazioni sulle connessioni locali
3.9.5 Selezione o creazione di una base dati nell'assistente Nuovo universo
63 2013-11-22
Creazione di universi
La procedura guidata consente di creare solo basi dati a una sola origine. Se si desidera creare una base dati abilitata per più origini su una connessione protetta, procedere in uno dei modi seguenti:
• Selezionare una base dati abilitata per più origini esistente. Nel passaggio precedente è necessario selezionare una delle connessioni protette a cui fa riferimento la base dati.
• Annullare la procedura guidata corrente e utilizzare la procedura guidata Nuova base dati per creare una base dati abilitata per più origini.
Per ulteriori informazioni sulle basi dati a una sola origine e abilitate per più origini, vedere gli argomenti correlati.
Argomenti correlati
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Informazioni sulle basi dati con una sola origine
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Informazioni sulle basi dati con più origini
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64 2013-11-22
Conversione degli universi .unv
Conversione degli universi .unv
4.1 Informazioni sugli universi .unv e .unx
Il comando
Converti universo .unv
di Information Design Tool consente di convertire gli universi creati con altri strumenti di progettazione degli universi di SAP BusinessObjects e gli universi creati nelle versioni precedenti. È quindi possibile utilizzare l'universo convertito in un progetto locale come se fosse un universo creato con Information Design Tool.
Definizione di un universo .unv
L'universo .unv è un universo creato con qualsiasi strumento di progettazione di SAP Business Objects
XI 3, ad esempio Universe Designer.
I seguenti strumenti di progettazione di SAP Business Objects BI 4 consentono di creare universi .unv:
• Universe Design Tool (nuovo nome di Universe Designer)
• Universe Design Tool Desktop Edition (nuovo nome di Universe Designer Personal)
L'universo viene archiviato con il nome file
<nome universo>
.unv
in una cartella locale o in un repository.
Definizione di un universo .unx
Quando si pubblica un universo utilizzando Information Design Tool, il file dell'universo viene salvato con il nome
nome universo
.unx
. Questo è un universo .unx. Il comando
Converti universo .unv
consente di convertire un universo .unv nel formato di universo .unx.
Argomenti correlati
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Informazioni sulla conversione degli universi .unv
4.2 Informazioni sulla conversione degli universi .unv
Prima di utilizzare gli universi .unv in Information Design Tool è necessario convertirli.
Universi .unv che è possibile convertire
È possibile convertire i seguenti tipi di universi .unv:
65 2013-11-22
Conversione degli universi .unv
• Universi relazionali creati mediante uno strumento di SAP BusinessObjects BI 4, ad esempio Universe
Design Tool o Universe Design Tool Desktop Edition.
• Universi relazionali creati mediante gli strumenti di progettazione di SAP BusinessObjects Enterprise
XI 3.
Nota:
per poter convertire gli universi creati nella versione XI 3 e salvati in un repository, è necessario aggiornare gli universi utilizzando Upgrade Management Tool. Per ulteriori informazioni, consultare il Manuale di aggiornamento della piattaforma SAP BusinessObjects Business Intelligence.
Non è possibile convertire i seguenti tipi di universi .unv:
• universi OLAP
• universi di stored procedure
• universi basati su un'origine dati Data Federator
• universi JavaBean
Nota:
non è possibile convertire le viste aziendali create con Business View Manager XI 3 in un formato compatibile con gli strumenti di reporting della versione BI 4.
Procedura di conversione degli universi .unv
La procedura di conversione dei file .unv varia in base alla versione del software dello strumento utilizzato per creare l'universo e a seconda se l'universo è stato salvato localmente o in un repository.
La tabella che segue descrive i passaggi da seguire per diversi scenari di conversione. Per i dettagli delle procedure di conversione, consultare gli argomenti correlati.
Universo da convertire Flusso di lavoro
Universo .unv salvato in un repository utilizzando gli strumenti di progettazione della versione XI 3.
Per prima cosa aggiornare l'universo presente nel repository alla versione più recente utilizzando Upgrade
Management Tool.
In Information Design Tool, attenersi alla procedura di conversione di un universo .unv in un repository.
La conversione crea un universo .unx equivalente nel repository con i diritti associati per l'universo e la connessione.
Universo .unv salvato in un repository utilizzando Universe Design Tool versione BI
4.0 o successiva.
In Information Design Tool, attenersi alla procedura di conversione di un universo .unv in un repository.
La conversione crea un universo .unx equivalente nel repository con i diritti associati per l'universo e la connessione.
66 2013-11-22
Conversione degli universi .unv
Universo da convertire Flusso di lavoro
Qualsiasi universo .unv salvato localmente che è stato creato utilizzando gli strumenti di progettazione della versione XI 3 o successiva.
Nota:
un universo salvato localmente fa riferimento a un universo non protetto salvato per tutti gli utenti.
In Information Design Tool, attenersi alla procedura di conversione di un universo .unv salvato localmente.
La conversione crea le risorse di universo equivalenti
(base dati, livello aziendale e connessione locale) in un progetto locale.
Pubblicare il livello aziendale per creare l'universo .unx.
Dopo la conversione degli universi .unv
Quando si converte un universo .unv, l'universo .unv viene conservato. I documenti presenti negli strumenti di query e reporting di SAP BusinessObjects e basati sull'universo rimangono collegati all'universo .unv. Ciò consente di controllare e testare l'universo convertito prima di modificare i documenti che dipendono dallo stesso.
Alcune funzionalità degli universi .unv vengono implementate in modo diverso nell'universo .unx. Una volta convertito un universo, è possibile modificarne le risorse in un progetto locale in Information Design
Tool per verificare e correggere eventuali incoerenze e usufruire delle nuove funzionalità dell'universo.
Per una descrizione delle funzionalità supportate e per le modalità con cui vengono implementate negli universi .unx, consultare gli argomenti correlati.
Dopo avere convertito l'universo, si consiglia di aggiornare la struttura della base dati e di eseguire una verifica dell'integrità per l'universo. Per i suggerimenti sulla risoluzione degli errori di verifica dell'integrità per gli universi convertiti, vedere l'argomento correlato.
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Conversione di un universo .unv in un repository
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Conversione di un universo .unv archiviato localmente
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Funzionalità supportate per la conversione degli universi .unv
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Informazioni sugli universi .unv e .unx
4.3 Funzionalità supportate per la conversione degli universi .unv
Quando si converte un universo .unv con Information Design Tool, il processo di conversione crea funzionalità equivalenti nell'universo convertito. Nella tabella che segue sono indicate le funzionalità dell'universo .unv supportate e le modalità con cui vengono implementate nell'universo .unx. Per alcune funzionalità vengono forniti suggerimenti che consentono di ottenere risultati ottimali dalla conversione.
67 2013-11-22
Conversione degli universi .unv
68
Funzionalità nell'universo .unv di origine
Funzionalità nell'universo .unx convertito
Schema di universi
Gli oggetti presenti nello schema di universi vengono creati nella base dati:
• Tabelle
• tabelle alias
• Tabelle derivate (incluse le tabelle derivate nidificate)
• Join (inclusi i join di collegamento)
• Self-join (convertiti in filtri di colonna)
Suggerimento:
Le funzioni
@Prompt nelle espressioni self-join potrebbero richiedere un intervento manuale dopo la conversione. Vedere l'argomento correlato sulla risoluzione dei problemi di verifica dell'integrità.
• Contesti
Suggerimento:
i contesti vengono convertiti con tutti i join inclusi o esclusi in modo esplicito. Nell'editor della base dati è possibile utilizzare la funzionalità con contesti semplificati. Per limitare manualmente la definizione del contesto alle parti ambigue dello schema, utilizzare join neutri. Per ulteriori informazioni sui contesti, vedere l'argomento correlato.
Limitazione:
Quando si converte un universo .unv, viene generato SQL nella base dati per determinate definizioni di oggetto nell'universo .unv (ad esempio i nomi di tabella). Se la definizione dell'oggetto .unv contiene un riferimento a un oggetto aziendale in un @Prompt, viene generato un elenco di valori SQL nella base dati. L'elenco dei valori presenta le restrizioni seguenti:
• Se l'oggetto .unv è abilitato al riconoscimento dell'indice, il riconoscimento dell'indice non viene applicato.
• Non viene applicato il livello di accesso alla protezione dell'oggetto
.unv.
• Eventuali restrizioni relative all'abbinamento di tabelle sull'oggetto .unv
non vengono applicate al profilo di protezione dei dati.
Struttura dell'universo
Gli oggetti contenuti nella struttura dell'universo vengono creati nel livello aziendale con tutte le relative proprietà:
• Classi e sottoclassi (convertite in cartelle)
• Dimensioni Per le gerarchie cronologiche viene creata una dimensione per ogni livello attivo della gerarchia.
• Indicatori (inclusa la funzione di aggregazione)
• Dettagli (convertiti in attributi)
• Condizioni (convertite in filtri, incluse le proprietà per i filtri obbligatori)
2013-11-22
Conversione degli universi .unv
Funzionalità nell'universo .unv di origine
Funzionalità nell'universo .unx convertito
Universo multilingue
Tutte le stringhe tradotte, le impostazioni della lingua e le impostazioni locali vengono convertite.
Universo collegato (principale e derivato)
Un universo principale viene convertito come qualsiasi universo .unv. La conversione di un universo principale non attiva la conversione degli universi derivati che dipendono da esso.
Un universo derivato contiene un collegamento a un universo principale.
Quando si converte un universo derivato, la conversione include automaticamente tutti gli universi principali a cui l'universo derivato è collegato.
Non è necessario convertire gli universi principali in precedenza come fase separata.
La base dati dell'universo convertito contiene tutte le tabelle e i join di tutti gli universi principali, nonché tutte le tabelle, i join o i contesti definiti nell'universo derivato.
Il livello aziendale contiene tutti gli oggetti, le classi e le condizioni provenienti da tutti gli universi principali, inclusi gli oggetti, le classi e le condizioni definiti nell'universo derivato.
Parametri dei controlli dell'universo: limiti della query
I limiti della query vengono convertiti e possono essere modificati nel livello aziendale.
Parametri SQL dell'universo: restrizioni SQL
La query, molteplici istruzioni SQL e i controlli relativi ai prodotti cartesiani vengono convertiti.
È possibile modificare le istruzioni
Consenti prodotti cartesiani
e
Molteplici istruzioni SQL per ogni contesto
nella base dati. Modificare tutte le altre restrizioni SQL nel livello aziendale.
Strategie Le strategie personalizzate non sono supportate negli universi .unx.
69 2013-11-22
Conversione degli universi .unv
Funzionalità nell'universo .unv di origine
Funzionalità nell'universo .unx convertito
Parametri dell'universo: parametri di generazione
SQL
Le personalizzazioni delle impostazioni dei parametri di generazione SQL effettuate nel file PRM o nei parametri dell'universo non vengono convertite. È possibile aggiungere valori personalizzati al file PRM convertito e personalizzare le impostazioni dei parametri dell'universo nell'universo convertito mediante Information Design Tool.
Suggerimento:
verificare e ridefinire le impostazioni personalizzate dei parametri di generazione SQL nelle proprietà della base dati e nelle proprietà del livello aziendale. Per informazioni sull'impostazione dei parametri SQL, vedere l'argomento correlato.
Funzioni @
Le seguenti funzioni @ vengono convertite:
•
@Aggregate_Aware
•
@Prompt
•
@DerivedTable
•
@Select
•
@Variable
•
@Where
La sintassi per tutte le funzioni è supportata.
Suggerimento:
La funzione
@Prompt presenta una nuova sintassi alternativa che consente di utilizzare i parametri denominati. Per ulteriori informazioni vedere l'argomento correlato.
Prompt
Le funzioni
@Prompt sono supportate nelle espressioni di dimensioni e di indicatori del livello aziendale e nelle espressioni SQL della base dati.
Durante la conversione, è possibile creare automaticamente un parametro denominato per il prompt nel livello aziendale.
Le espressioni
@Prompt presenti nella base dati non vengono convertite.
Le funzioni
@Prompt nelle espressioni self-join potrebbero richiedere un intervento manuale dopo la conversione. Vedere l'argomento correlato sulla risoluzione dei problemi di verifica dell'integrità.
Suggerimento:
i parametri e gli elenchi di valori in Information Design Tool possono essere definiti indipendentemente dagli oggetti a cui fanno riferimento, quindi è possibile fare riferimento a un parametro o un elenco di valori denominato in più oggetti del livello aziendale.
70 2013-11-22
Conversione degli universi .unv
Funzionalità nell'universo .unv di origine
Funzionalità nell'universo .unx convertito
Elenco dei valori
Gli elenchi di valori denominati vengono creati nel livello aziendale per gli oggetti dimensione e indicatore che specificano un elenco di valori.
Restrizioni di accesso
Quando si converte un universo in un repository, le restrizioni di accesso dell'universo vengono convertite in profili di protezione che possono essere modificati mediante l'editor di protezione:
• Le restrizioni di accesso, tranne quelle relative agli oggetti, vengono convertite in impostazioni nel profilo di protezione dati.
• Le restrizioni di accesso per gli oggetti vengono convertite nelle impostazioni Crea query e Visualizza dati in un profilo di protezione aziendale.
Suggerimento:
i profili di protezione aziendale consentono di proteggere i metadati separatamente dai dati. Ad esempio, è possibile consentire a un utente di creare una query anche se l'utente non è autorizzato a visualizzare i dati corrispondenti. Per ulteriori informazioni sulla protezione degli universi in Information Design Tool, vedere l'argomento correlato.
Assegnazioni e priorità della protezione
Quando si converte un universo in repository, le assegnazioni di utenti e gruppi vengono convertite.
Suggerimento:
Nell'editor di protezione è possibile utilizzare la funzione che consente di assegnare più di un profilo di protezione a un utente o un gruppo.
La priorità di gruppo per le restrizioni di accesso viene convertita.
Nota:
per gli universi .unv, se un utente appartiene a gruppi diversi, la priorità assegnata ai gruppi determina quale restrizione di accesso viene ereditata dall'utente se non è stata assegnata alcuna restrizione di accesso.
Nell'universo convertito la priorità viene assegnata ai profili di protezione dati anziché ai gruppi. Se la priorità per il profilo assegnato al gruppo è superiore a quella del profilo assegnato all'utente, viene utilizzato il profilo di gruppo.
71 2013-11-22
Conversione degli universi .unv
Funzionalità nell'universo .unv di origine
Funzionalità nell'universo .unx convertito
Connessioni
Quando si converte un universo in repository, viene utilizzata la stessa connessione relazionale protetta per gli universi .unv e gli universi .unx.
Se si utilizza un universo convertito per un progetto locale, viene creato un collegamento alla connessione che fa riferimento alla connessione protetta nel repository.
Suggerimento:
le connessioni relazionali possono essere create e condivise in Universe
Design Tool e Information Design Tool. Vengono pubblicate nella stessa cartella Connessioni nel repository.
Quando si converte un universo (non protetto) archiviato localmente, le connessioni personali e quelle condivise vengono convertite in connessioni locali.
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Informazioni sui parametri di generazione SQL
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Informazioni sull'editor del livello aziendale
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4.4 Suggerimenti per la risoluzione degli errori di verifica dell'integrità dopo la conversione degli universi .unv
Dopo avere convertito un universo .unv, si consiglia di eseguire una verifica dell'integrità dell'universo convertito in Information Design Tool. Alcuni errori nei risultati della verifica dell'integrità possono essere risolti attenendosi alle procedure consigliate descritte di seguito.
Errori dei tipi di dati nelle colonne
Aggiornare la struttura nella base dati subito dopo la conversione. Ciò consente di evitare errori dei tipi di dati nella verifica dell'integrità.
72 2013-11-22
Conversione degli universi .unv
Errori dei self-join con @prompt
Se un'espressione join nell'universo .unv contiene un
@prompt con un elenco di valori che fanno riferimento a un oggetto, il join convertito deve essere rielaborato nella base dati. Di seguito sono descritte le procedure per due possibili soluzioni. Nelle descrizioni viene utilizzato il seguente esempio:
L'universo .unv contiene un self-join per la tabella
dimProductStrings
con un prompt denominato
Language
. L'espressione self-join è:
dimProductStrings.LanguageID
=
@Prompt
('
Lingua
','N','
Lingua\ID lingua
',mono,constrained)
Una volta convertito l'universo, la base dati contiene un filtro di colonna per la tabella
dimProductS trings
. L'espressione join per il filtro contiene il
@prompt
.
La prima soluzione consiste nella creazione di un parametro con prompt e di un elenco di valori nella base dati:
1.
Aprire la base dati facendo doppio clic sul nome della base dati nella visualizzazione Progetti locali.
2.
Fare clic sulla scheda
Parametri ed elenchi dei valori
.
3.
Nel riquadro
Elenchi di valori
della base dati definire un elenco di valori basato sulla sintassi SQL personalizzata per Language. Ad esempio:
SELECT "
LANGUAGES
"."
LANGUAGEID
", "
LANGUAGES
"."
LANGUAGECODE
" FROM "
LANGUAGES
"
4.
Nel riquadro
Parametri
della base dati, definire un parametro per Language. Selezionare l'opzione
Prompt agli utenti
e associarvi l'elenco di lavori Language.
5.
Nella base dati modificare il filtro di colonna per la tabella
dimProductStrings
. Modificare l'espressione join in modo che faccia riferimento al nuovo parametro con prompt, ad esempio:
dimProductStrings.LanguageID
=
@Prompt
(Lingua)
6.
Salvare e chiudere la base dati.
La seconda soluzione consiste nell'uso di un filtro obbligatorio nel livello aziendale:
1.
Aprire la base dati nell'editor ed eliminare il filtro di colonna nella tabella
dimProductStrings
che contiene il
@prompt
.
2.
Salvare e chiudere la base dati.
3.
Aprire il livello aziendale nell'editor.
4.
Nel riquadro
Elenchi di valori
del livello aziendale definire un elenco di valori basato sulla sintassi
SQL personalizzata per Language. Ad esempio:
SELECT "
LANGUAGES
"."
LANGUAGEID
", "
LANGUAGES
"."
LANGUAGECODE
" FROM "
LANGUAGES
"
5.
Nel riquadro
Parametri
del livello aziendale definire un parametro per
Lingua
. Mantenere l'opzione predefinita impostata su
Prompt agli utenti
e associarvi l'elenco di valori
Lingua
.
6.
Nel livello aziendale, nella cartella associata a
Product
creare un filtro con un'espressione che faccia riferimento al parametro con prompt
Lingua
, ad esempio:
dimProductStrings.LanguageID
=
@Prompt
(
Lingua
)
7.
Nella scheda
Proprietà
della definizione del filtro selezionare l'opzione
Utilizza filtro come obbligatorio nelle query
. Selezionare l'
ambito del filtro
di
Applica alla cartella
.
8.
Salvare e chiudere il livello aziendale.
73 2013-11-22
Conversione degli universi .unv
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4.5 Conversione di un universo .unv in un repository
L'universo .unv da convertire deve essere salvato in un repository compatibile con Information Design
Tool. Se l'universo .unv è stato creato con una versione di Information Design Tool precedente a SAP
BusinessObjects BI 4.0, è necessario aggiornare prima l'universo utilizzando Upgrade Management
Tool. Per ulteriori informazioni sull'aggiornamento degli universi, consultare il Manuale di aggiornamento di SAP BusinessObjects Enterprise.
Se di desidera recuperare l'universo .unx convertito per utilizzarlo in un progetto locale, è necessario disporre innanzitutto di una cartella di progetto locale nella visualizzazione dei progetti locali.
1.
In Information Design Tool, selezionare
File
>
Converti universo .unv
.
2.
Nella finestra di dialogo "Converti un universo .unv", fare clic sull'icona
Seleziona un universo .unv
da un repository
.
3.
Aprire una sessione per il repository in cui viene salvato l'universo, selezionare l'universo e fare clic su
OK
.
4.
Fare clic sul pulsante Sfoglia accanto al campo
Cartella del repository di destinazione
e selezionare una cartella del repository in cui verrà salvato l'universo .unx convertito.
5.
Per recuperare l'universo .unx convertito e utilizzarlo in un progetto locale, fare clic sul pulsante
Sfoglia accanto al campo
Cartella del progetto locale di destinazione
, selezionare una cartella di progetto e fare clic su
OK
.
6.
Se si desidera che la conversione crei parametri denominati per i prompt, selezionare l'opzione
Converti automaticamente le espressioni @Prompt in parametri denominati dell'universo
.
Per ulteriori informazioni sui parametri denominati, vedere l'argomento correlato.
7.
Se si sta recuperando l'universo convertito in un progetto locale e si desidera rimuovere il requisito di protezione locale in modo da consentire a qualsiasi utente di aprire le risorse senza immettere l'autenticazione per il repository, selezionare l'opzione
Salva per tutti gli utenti
.
8.
Fare clic su
OK
per avviare la conversione.
Dopo la conversione, si consiglia di aggiornare la struttura della base dati, quindi eseguire una verifica dell'integrità per l'universo in modo da rilevare eventuali problemi di conversione. Per i suggerimenti sulla risoluzione degli errori di verifica dell'integrità, vedere l'argomento correlato.
74 2013-11-22
Conversione degli universi .unv
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4.6 Conversione di un universo .unv archiviato localmente
È necessario definire una cartella di progetto locale nella visualizzazione dei progetti locali e salvare nella stessa le risorse dell'universo convertito.
1.
In Information Design Tool, selezionare
File
>
Converti universo .unv
.
2.
Nella finestra di dialogo "Converti un universo .unv", fare clic sull'icona
Seleziona un universo .unv
da un file system locale
e selezionare l'universo da convertire.
3.
Fare clic sul pulsante Sfoglia accanto al campo
Cartella del progetto locale di destinazione
e fare clic su
OK
.
4.
Se si desidera che la conversione crei parametri denominati per i prompt, selezionare l'opzione
Converti automaticamente le espressioni @Prompt in parametri denominati dell'universo
.
Per ulteriori informazioni sui parametri denominati, vedere l'argomento correlato.
5.
Fare clic su
OK
per avviare la conversione.
La conversione crea le risorse di universo equivalenti (base dati, livello aziendale e connessione locale) nella cartella di progetto locale specificata.
A questo punto, si consiglia di aggiornare la struttura della base dati.
È ora possibile pubblicare il livello aziendale per creare il file di universo .unx. In questo modo si crea un universo locale. Per pubblicare l'universo nel repository, continuare con il passaggio successivo.
6.
Pubblicare la connessione locale in un repository.
7.
Modificare la base dati e cambiare la connessione per utilizzare la connessione protetta pubblicata nel passaggio precedente.
8.
Pubblicare il livello aziendale nel repository.
La pubblicazione guidata consente di eseguire una verifica dell'integrità per l'universo (operazione consigliata). Per i suggerimenti sulla risoluzione degli errori di verifica dell'integrità, vedere l'argomento correlato.
75 2013-11-22
Conversione degli universi .unv
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76 2013-11-22
Recupero degli universi pubblicati
Recupero degli universi pubblicati
5.1 Recupero di un universo pubblicato dal file system locale
Per recuperare un universo pubblicato, è necessario che sia presente un progetto nella visualizzazione
Progetti locali in cui verranno salvati il livello aziendale e le risorse di riferimento.
1.
Nella vista Progetti locali fare clic con il pulsante destro del mouse sulla cartella del progetto e scegliere
Recupera universo
>
Da una cartella locale
.
2.
Seguire le istruzioni nelle pagine della procedura guidata. Per ulteriori informazioni sulle operazioni da eseguire in una pagina particolare, fare clic sul pulsante della guida in linea.
Al termine della procedura guidata, il livello aziendale e le relative risorse dipendenti (connessioni, collegamenti di connessione e base dati) vengono creati nel progetto locale e sono pronti per la modifica.
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5.2 Recupero di un universo pubblicato da un repository
Per recuperare un universo pubblicato, è necessario che sia presente un progetto nella visualizzazione
Progetti locali in cui verranno salvati il livello aziendale e le risorse di riferimento.
1.
È possibile recuperare un universo da un repository in due modi:
77 2013-11-22
Recupero degli universi pubblicati
Opzione Comando
Dalla vista Progetti locali Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla cartella del progetto nella vista Progetti locali e scegliere
Recupera universo
>
Da un repository
.
Dalla vista Risorse repository
Fare clic con il pulsante destro del mouse sull'universo nella vista Risorse repository e scegliere
Recupera universo
.
Nota:
per impostazione predefinita, le risorse vengono recuperate nel progetto locale e vengono protette localmente mediante la richiesta all'utente di immettere i dati di autenticazione per il sistema di repository quando apre una base dati o un livello aziendale recuperato.
Per rimuovere il requisito di protezione locale, selezionare l'opzione
Salva per tutti gli utenti
quando si sceglie l'universo nel repository.
2.
Seguire le istruzioni nelle pagine della procedura guidata. Per ulteriori informazioni sulle operazioni da eseguire in una pagina particolare, fare clic sul pulsante della guida in linea.
Al termine della procedura guidata, il livello aziendale e le relative risorse dipendenti (connessioni, collegamenti di connessione e base dati) vengono creati nel progetto locale e sono pronti per la modifica.
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78 2013-11-22
Migrazione degli universi in SAP HANA
Migrazione degli universi in SAP HANA
6.1 Informazioni su Migrazione infrastruttura universo
Migrazione Infrastruttura Universo è un componente aggiuntivo di Information Design Tool che consente di migrare un universo relazionale con una sola origine creato con Information Design Tool in un universo connesso a un database in SAP HANA. È possibile migrare gli universi in base ai tipi seguenti di connessioni relazionali: Oracle, Teradata, Microsoft SQL Server e Sybase Adaptive Server Enterprise.
Vengono migrati anche i report dipendenti dell'universo (Web Intelligence e Crystal Reports). La protezione definita per l'universo di origine e per i report viene applicata all'universo SAP HANA e ai report migrati.
Il componente aggiuntivo Migrazione infrastruttura universo viene selezionato durante l'installazione di
SAP Business Intelligence Client Tools e di Information Design Tool. Per ulteriori informazioni, consultare il manuale Business Intelligence Platform Installation Guide for Windows.
Per un elenco dettagliato dei requisiti e delle limitazioni nell'uso di Migrazione Infrastruttura Universo, consultare l'argomento correlato.
Migrazione infrastruttura universo esegue le operazioni elencate di seguito.
Durante il passaggio di pre-migrazione:
• Analizza l'universo di origine e fornisce un report di pre-migrazione che mostra gli oggetti dell'universo interessati dal processo di migrazione.
• Se mancano delle tabelle nel database SAP HANA, fornisce un file di script ATL che può essere utilizzato dall'amministratore di Data Services per generare le tabelle mancanti.
Durante il passaggio di migrazione:
• Crea le risorse (base dati e livello aziendale) in un progetto locale per l'universo migrato. La base dati si basa su una connessione relazionale protetta a SAP HANA specificata dall'utente.
• Converte le funzioni specifiche del database nelle funzioni SAP HANA equivalenti.
• Pubblica l'universo migrato nel repository.
• Esegue la migrazione dei profili di protezione dell'universo corrispondente.
Durante il passaggio di post-migrazione:
• Esegue la migrazione dei report dipendenti selezionati e li pubblica nel repository.
• Fornisce uno strumento che consente di controllare le differenze tra i risultati generati dal report migrato e quelli del report originale.
Per informazioni dettagliate su come migrare un universo in SAP HANA, vedere gli argomenti correlati.
79 2013-11-22
Migrazione degli universi in SAP HANA
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Migrazione di un universo in SAP HANA: post-migrazione
6.1.1 Requisiti e limitazioni di Migrazione Infrastruttura Universo
Nella migrazione di universi in SAP HANA è necessario tenere presenti i requisiti e le limitazioni seguenti:
• L'universo di origine deve essere a origine singola e relazionale. Gli universi OLAP e abilitati per più origini non sono supportati.
• Per la correttezza della migrazione e del confronto dei dati, gli schemi dei database, le tabelle e le viste utilizzati nell'universo di origine devono essere presenti nel database SAP HANA di destinazione.
• L'utente che esegue la migrazione non deve avere profili di protezione assegnati al suo nome utente nell'universo di cui eseguire la migrazione.
• La migrazione delle tabelle della base dati nell'universo di origine basate su tabelle di sistema (ad esempio, tabelle DUAL nei database di Oracle) non viene eseguita.
• Non viene eseguita la migrazione di alcuna funzione SQL non supportata da SAP HANA.
• Non viene eseguita la migrazione delle tabelle derivate che utilizzano codice SQL specifico. È necessario aggiornare manualmente queste tabelle nell'universo dopo la migrazione.
• La mappatura degli schemi nella base di dati viene eseguita nell'ordine definito nel database di origine.
• Per impostazione predefinita, i nomi degli utenti e delle tabelle vengono creati nel database SAP
HANA in lettere maiuscole. Se il database di origine contiene due schemi con lo stesso nome utente, uno in lettere maiuscole e uno in lettere minuscole, qualsiasi tabella presente nello schema in minuscole viene mappata nello schema in maiuscole in SAP HANA. Dopo la migrazione, le tabelle appartenenti allo schema in minuscole devono essere modificate nella base dati. Selezionare tali tabelle e modificare lo schema utilizzando il comando
Cambia qualificatore/proprietario
.
Nella migrazione di report dipendenti in SAP HANA è necessario tenere presenti i requisiti e le limitazioni seguenti:
• Viene eseguita solo la migrazione di documenti Crystal Reports e Web Intelligence. I documenti di
Explorer e Dashboards non sono supportati.
• Quando si confrontano i documenti di Web Intelligence nella verifica dei report, se il documento ha dei contesti, la verifica viene eseguita rispondendo al primo contesto applicabile per entrambi i documenti. Ciò avviene perché Web Intelligence non ricorda il contesto selezionato in precedenza.
• La verifica dei report di Web Intelligence che hanno più query non è supportata.
• Nei documenti Web Intelligence contenenti contesti, il primo contesto disponibile viene scelto per il report di cui è stata eseguita la migrazione.
• Non viene eseguita la migrazione dei documenti Crystal Reports contenenti contesti.
• Dei documenti Crystal Reports contenenti prompt viene eseguita la migrazione in forma di documenti vuoti. L'utente deve rispondere una volta al prompt per fornire i dati per il report.
80 2013-11-22
Migrazione degli universi in SAP HANA
Le limitazioni seguenti si applicano al file di script ATL per generare le tabelle mancanti nel database
SAP HANA:
• Utilizzare esclusivamente i client seguenti per i rispettivi database:
• Oracle 10 client Oracle
• MS SQL Server 2005 ODBC
• Teradata 13 ODBC
• Sybase Adaptive Server Enterprise 15 Sybase Open Client
• SAP HANA ODBC
• Fornire una password nell'origine e nella destinazione in Data Services dopo l'importazione del file
ATL.
• Le tabelle aventi come origine più database non sono supportate.
• Le viste sono create in forma di tabelle.
6.2 Migrazione di un universo in SAP HANA: pre-migrazione
Utilizzare questa procedura per creare i report di pre-migrazione e pianificare la migrazione.
Prima di iniziare, è necessario:
• L'universo da migrare, ovvero un universo relazionale a una sola origine creato utilizzando lo strumento Information Design Tool. Tale universo deve essere pubblicato in un repository. Per un elenco dei tipi di connessione supportati per la migrazione, vedere l'argomento correlato sul componente aggiuntivo Migrazione infrastruttura universo.
• Una connessione relazionale protetta al server SAP HANA che ospita il database. Questa connessione deve essere pubblicata nello stesso repository dell'universo da migrare.
1.
Nella vista Risorse repository aprire una sessione nel repository in cui è pubblicato l'universo che deve essere migrato.
2.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sull'universo nel repository e scegliere
Esegui migrazione a SAP HANA
.
Se è la prima volta che si esegue la migrazione di un universo, la procedura guidata crea una cartella
Migrazione nella vista Progetti locali in cui contenere i file di risorse migrati.
3.
Selezionare una connessione protetta a SAP HANA:
•
Fare clic sull'icona per esplorare le connessioni nel repository.
•
Fare clic su per selezionare un collegamento alla connessione da un progetto locale.
4.
Dopo aver selezionato una connessione, fare clic su
Avanti
.
La procedura guidata crea un collegamento alla connessione nella cartella Migrazione.
Nella pagina di anteprima della migrazione vengono visualizzate le informazioni seguenti:
• Gli eventuali elementi mancanti, incluse le tabelle mancanti nel database SAP HANA.
• Gli oggetti che verranno modificati in seguito alla migrazione, inclusi gli oggetti del livello aziendale interessato.
81 2013-11-22
Migrazione degli universi in SAP HANA
• L'elenco di documenti interessati che possono essere migrati dopo la migrazione dell'universo.
5.
Per generare un report delle informazioni sulla pre-migrazione, fare clic su
Esporta report
.
Viene richiesto un percorso e un nome file in cui salvare il report PDF.
6.
Se mancano delle tabelle nel database SAP HANA, fare clic su
Replica tabelle
.
Viene richiesto un percorso e un nome file in cui salvare il report ATL. Tale report contiene uno script ATL che l'amministratore di Data Services può utilizzare per generare le tabelle mancanti nel database SAP HANA.
7.
Esaminare le informazioni sulla pre-migrazione e decidere se continuare con la migrazione.
• Se nel report di pre-migrazione sono contenuti errori, fare clic su
Annulla
. Insieme con l'amministratore del database preparare l'universo per la migrazione.
• Se non sono presenti errori, è possibile continuare con la migrazione. Fare clic su
Avanti
. I dettagli sul passaggio di migrazione della procedura sono contenuti nell'argomento correlato.
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Migrazione di un universo in SAP HANA: migrazione
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6.3 Migrazione di un universo in SAP HANA: migrazione
Utilizzare questa procedura per migrare l'universo dopo aver eseguito il passaggio di pre-migrazione.
Se si continua dal passaggio di pre-migrazione senza annullare la procedura guidata, avviare questa procedura al passaggio 3.
1.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sul livello aziendale nella cartella Migrazione della vista
Progetti locali e scegliere
Esegui migrazione a SAP HANA
.
2.
Selezionare la connessione alla cartella SAP HANA: esplorare la cartella Migrazione nella vista
Progetti locali, selezionare il collegamento alla connessione e fare clic su
Avanti
.
3.
Nella pagina di anteprima della migrazione a SAP HANA selezionare
Avanti
.
Verrà chiesto di confermare la migrazione.
Nella pagina di riepilogo della migrazione vengono mostrate le informazioni seguenti:
• Gli oggetti che sono stati modificati in seguito alla migrazione.
• Un registro errori con l'elenco degli errori rilevati durante la migrazione.
4.
Per generare un report delle informazioni sulla migrazione, fare clic su
Esporta report
.
5.
Per eseguire una verifica dell'integrità sulle risorse migrate, fare clic su
Verifica integrità
.
6.
Esaminare le informazioni sulla migrazione e decidere se si desidera pubblicare l'universo migrato.
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Migrazione degli universi in SAP HANA
• Se si desidera correggere gli errori nelle risorse migrate, fare clic su
Annulla
e modificare tali risorse (la base dati e il livello aziendale) nella cartella Migrazione. Dopo aver apportato le correzioni, riavviare la procedura.
• Se si desidera pubblicare l'universo, fare clic su
Avanti
.
L'universo viene pubblicato nella sottocartella Universi SAP HANA migrati del repository. La struttura della sottocartella dell'universo di origine viene duplicata nella cartella Universi SAP
HANA migrati.
Dopo aver pubblicato l'universo migrato nel repository, è possibile migrare i report o chiudere la procedura guidata ed eseguire la migrazione in un secondo momento. I dettagli sul passaggio di post-migrazione della procedura (migrazione dei report) sono contenuti nell'argomento correlato.
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Informazioni sull'editor del livello aziendale
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6.4 Migrazione di un universo in SAP HANA: post-migrazione
Utilizzare questa procedura per eseguire la migrazione dei report dopo aver eseguito i passaggi di pre-migrazione e di migrazione e dopo aver pubblicato l'universo migrato nel repository.
Se si continua dal passaggio di migrazione senza annullare la procedura guidata, avviare questa procedura dal passaggio 4.
1.
Aprire una sessione nella vista Risorse repository nel repository in cui è pubblicato l'universo migrato.
2.
Nel repository fare clic con il pulsante destro del mouse sull'universo migrato nella cartella Universi
SAP HANA migrati e scegliere
Post-migrazione
.
3.
Selezionare l'universo migrato e fare clic su
Avanti
.
4.
Nella pagina Report selezionare i report da migrare.
Per generare un report con l'elenco di tutti i report che possono essere migrati, fare clic su
Esporta report
.
5.
Fare clic su
Avanti
per migrare i report selezionati.
Nel Riepilogo dei report SAP Hana migrati vengono visualizzate le informazioni seguenti:
• Un elenco di report migrati, che include il tipo di report e il percorso di pubblicazione del report migrato.
• Un registro errori con l'elenco degli errori rilevati durante la migrazione.
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Migrazione degli universi in SAP HANA
6.
Per eseguire un confronto tra i risultati di un report migrato e i risultati del report originale, selezionare il report e fare clic su
Verifica
.
Lo stato del confronto viene visualizzato nella colonna di stato dell'elenco di report. Fare clic su
Stato errore
per visualizzare i dettagli degli errori rilevati durante il confronto del report.
7.
Dopo aver terminato la verifica dei report migrati, fare clic su
Fine
.
È possibile riavviare la procedura post-migrazione in qualsiasi momento per migrare altri report.
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Utilizzo delle proprietà
Utilizzo delle proprietà
7.1 Informazioni sulle risorse e sui progetti locali
Il primo passaggio per la creazione delle risorse in Information Design Tool consiste nel creare un progetto locale nella vista Progetti locali. Tutte le risorse, tranne le protezioni protette e i profili di protezione, vengono create e modificate in un progetto locale.
Le risorse e le cartelle di un progetto locale vengono archiviate come cartelle e file fisici nel file system locale. La visualizzazione Progetti locali consente di spostarsi tra i progetti locali e di aprire le risorse in Information Design Tool.
Una volta creato un progetto locale, esistono alcune procedure per inserirvi le risorse:
• Creare le risorse dell'universo utilizzando le procedure guidate disponibili nel menu
Nuovo
.
• Convertire un universo .unv creato con Universe Design Tool o migrato da una versione precedente.
• Recuperare un universo pubblicato.
• Creare le cartelle per organizzare le risorse nell'ambito del progetto.
• Creare le risorse di file immettendo un nome file e un'estensione.
Per modificare le risorse mediante gli editor di Information Design Tool, fare doppio clic sul nome di ogni risorsa nel progetto locale. Per aprire una risorsa da un elenco di risorse aperte di recente, selezionare
File
>
Risorse recenti
.
È possibile ottenere informazioni sulle risorse create facendo clic con il pulsante destro del mouse sul nome della risorsa e selezionando
Proprietà
. Le proprietà visualizzate comprendono il percorso alla risorsa nel file system locale e la data dell'ultima modifica della risorsa.
Dalla vista Progetti locali è anche possibile eseguire le attività elencate di seguito sulle risorse:
• Creare un progetto condiviso in modo tale da condividere le risorse con altri designer.
• Verificare l'integrità delle basi dati e dei livelli aziendali.
• Modificare e testare le connessioni locali.
• Modificare e testare la connessione a cui fa riferimento un collegamento alla connessione.
• Pubblicare un livello aziendale come universo nel file system locale o in un repository.
• Pubblicare una connessione in un repository.
• Visualizzare le risorse dipendenti.
• Salvare una risorsa come report.
Quando si copiano le risorse, è consigliabile copiare l'intera cartella in modo da mantenere tutti i riferimenti tra le risorse. I percorsi alle risorse di riferimento sono infatti relativi, non assoluti. Information
Design Tool suppone che tutte le risorse con riferimenti reciproci si trovino nella stessa cartella. Se si
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Utilizzo delle proprietà copia una singola risorsa in una posizione esterna alla cartella senza copiare le risorse a cui fa riferimento, i riferimenti vengono interrotti.
È possibile eliminare un progetto dalla vista Progetti locali. I file di progetto rimangono nel file system locale finché non vengono eliminati in modo esplicito. Aprire il progetto per renderlo di nuovo disponibile nella vista Progetti locali.
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•
Esecuzione della verifica dell'integrità
•
Informazioni sulla pubblicazione delle risorse
•
Informazioni sulle dipendenze delle risorse
•
Salvataggio delle risorse come report
7.1.1 Creazione di un progetto locale
1.
Dal menu principale di Information Design Tool selezionare
File
>
Nuovo
>
Progetto
.
2.
Assegnare al progetto un nome univoco.
3.
In
Percorso progetto
viene visualizzato il percorso del file della directory principale predefinita per tutti i progetti (spazio di lavoro). Per selezionare una cartella locale diversa per contenere il progetto, fare clic sul pulsante Sfoglia .
4.
Fare clic su
Fine
.
Il progetto viene creato nel file system locale e visualizzato nella visualizzazione Progetti locali.
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Informazioni sulle risorse e sui progetti locali
7.1.2 Informazioni sui nomi delle risorse
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Utilizzo delle proprietà
I nomi di risorsa identificano le connessioni, le basi dati e i livelli aziendali in un progetto locale. Il nome viene assegnato alla risorsa al momento della creazione e deve essere univoco all'interno del progetto locale.
Nota:
Se si utilizza lo stesso nome per le risorse in progetti diversi, quando si pubblicano le risorse nello stesso repository è possibile che si verifichino conflitti legati ai nomi in quanto non sono univoci.
Se necessario, è possibile inserire una descrizione della risorsa.
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7.1.3 Reperimento di risorse degli universi nel file system locale
1.
Nella visualizzazione dei progetti locali, aprire il progetto che contiene le risorse dell'universo.
2.
Fare clic con il pulsante destro del mouse su una risorsa, ad esempio una base dati, una connessione o un livello aziendale, e selezionare
Proprietà
.
Le proprietà visualizzate comprendono il percorso alla risorsa nel file system locale e la data dell'ultima modifica della risorsa.
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7.1.4 Apertura di un progetto locale
I progetti Information Design Tool salvati nel file system possono essere aperti nella vista Progetti locali.
1.
Dal menu principale di Information Design Tool selezionare
File
>
Nuovo Progetto
.
2.
Selezionare l'opzione
Select root directory
e fare clic su
Sfoglia
.
Viene visualizzata la finestra di dialogo "Sfoglia per cartella" con la directory principale predefinita per tutti i progetti (spazio di lavoro) già selezionata.
3.
Fare clic su
OK
per selezionare la directory predefinita o cercare la cartella contenente il progetto che si desidera aprire.
Tutti i progetti che non sono già stati aperti nella vista Progetti locali sono elencati in
Progetti
e selezionati per impostazione predefinita.
4.
Deselezionare la casella di controllo relativa ai progetti che non si desidera aprire e fare clic su
Fine
.
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Utilizzo delle proprietà
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7.1.5 Eliminazione di un progetto locale
1.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla vista Progetti locali e scegliere
Elimina
.
2.
Se si desidera eliminare definitivamente il progetto dalla vista Progetti locali e dal file system locale, selezionare l'opzione
Elimina contenuti del progetto su disco
nella finestra di dialogo "Conferma eliminazione progetto".
Nota:
se si seleziona questa opzione, l'eliminazione è definitiva e non può essere annullata.
3.
Fare clic su
Sì
per confermare l'eliminazione.
Se il contenuto del progetto non è stato eliminato definitivamente, è possibile aprire il progetto per renderlo nuovamente disponibile nella vista Progetti locali.
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7.1.6 Backup e recupero delle risorse degli universi nei progetti locali
Talvolta, quando Information Design Tool termina inaspettatamente, lo spazio di lavoro locale viene danneggiato e non è possibile riavviare Information Design Tool. Attenersi alla procedura che segue per ricreare lo spazio di lavoro e recuperare i progetti locali.
1.
Nel file system locale, accedere alla cartella
%USERPROFILE%\.businessobjects\bimode ler_14\
. Ad esempio:
C:\Documents and Settings\Administrator\.businessobjects\bimodeleter_14\
2.
Rinominare la cartella workspace in workspace.bak
.
3.
Avviare Information Design Tool.
Viene creata automaticamente una nuova cartella workspace.
4.
Selezionare
File
>
Apri progetto
dal menu principale.
5.
Nella finestra di dialogo "Importa progetti esistenti", selezionare la directory principale e scorrere fino al percorso della cartella workspace.bak
creata nel passaggio 2.
6.
Selezionare i progetti da ripristinare.
7.
Selezionare l'opzione
Copy projects into workspace
e fare clic su
Fine
.
88 2013-11-22
Utilizzo delle proprietà
7.1.7 Ricerca e filtro di risorse nella vista Progetti locali
1.
Per filtrare i tipi di risorse visualizzati nella vista Progetti locali, fare clic sull'icona di filtro nella barra delle icone della vista. Selezionare i tipi da includere o escludere.
La vista Progetti locali riporterà solo le risorse dei tipi selezionati.
2.
Per eseguire una ricerca nell'elenco, fare clic sull'icona
Mostra/Nascondi barra di ricerca
.
3.
Nella casella di testo della ricerca immettere il testo e premere
Invio
per avviare la ricerca.
Nella vista verrà evidenziato il nome della prima risorsa contenente il testo ricercato. Nella casella di testo della ricerca verrà visualizzato il numero totale dei nomi di risorsa contenenti il testo ricercato.
Nota:
La ricerca non evidenzia i tipi di risorsa deselezionati nel filtro.
4.
Per evidenziare la successiva risorsa trovata, premere nuovamente
Invio
. Utilizzare il tasto
Invio
per esplorare tutti i nomi di risorsa corrispondenti al testo ricercato.
7.2 Informazioni sui progetti condivisi
Un progetto condiviso è un progetto in un repository le cui risorse sono disponibili per altri progettisti.
Viene creato in un repository da un progetto locale esistente nella vista Progetti locali.
Per iniziare a lavorare sulle risorse condivise, è possibile eseguire le attività elencate di seguito nella vista Sincronizzazione progetto:
• Sincronizzare il progetto per copiare le risorse tra i progetti locali e condivisi.
• Bloccare e sbloccare le risorse nel progetto condiviso per informare altri progettisti quando si lavora su di esse.
• Sincronizzare un progetto condiviso creato da un altro progettista. In questo modo si crea un progetto locale associato al progetto condiviso per poter lavorare sulle risorse condivise.
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89 2013-11-22
Utilizzo delle proprietà
7.2.1 Creazione di un progetto condiviso da un progetto locale
Al progetto condiviso verrà assegnato automaticamente lo stesso nome del progetto locale. Un progetto con lo stesso nome non può esistere già nel repository. Per rinominare un progetto condiviso esistente, utilizzare l'apposito comando nella visualizzazione di sincronizzazione progetto. A tale scopo, vedere l'argomento correlato.
1.
Nella vista Progetti locali fare clic con il pulsante destro del mouse sul progetto da condividere e scegliere
Nuovo progetto condiviso
.
2.
Nella finestra di dialogo "Apri sessione" selezionare la sessione del sistema di repository da aprire e immettere la propria autenticazione per il sistema.
La visualizzazione di sincronizzazione progetto si apre visualizzando un progetto condiviso con lo stesso nome del progetto locale. A questo punto il progetto condiviso è vuoto.
3.
Nella visualizzazione di sincronizzazione progetto, sincronizzare le risorse che si desidera salvare nel progetto condiviso.
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7.2.2 Utilizzo delle risorse di un progetto condiviso
Attenersi alla procedura che segue per utilizzare le risorse di un progetto condiviso esistente.
1.
Aprire la visualizzazione di sincronizzazione progetto con una sessione per il sistema del repository in cui viene salvato il progetto condiviso.
2.
Selezionare il progetto condiviso dall'elenco
Progetto condiviso
.
3.
Nel progetto condiviso selezionato bloccare le risorse che si desidera utilizzare.
i blocchi sono disponibili come strumento di comunicazione tra i designer. Quando altri designer aprono la visualizzazione di sincronizzazione progetto, il blocco li informa che si stanno apportando delle modifiche. Impedisce inoltre ad altri designer di aggiornare tali risorse nel proprio progetto condiviso mentre sono bloccate. Tuttavia, qualsiasi designer può sbloccare le risorse, se necessario.
4.
Sincronizzare il progetto per aggiornare le risorse nel progetto locale in base alle ultime modifiche apportate sul server.
Se non si dispone già di una versione locale del progetto, ne verrà creata una nella visualizzazione
Progetti locali.
90 2013-11-22
Utilizzo delle proprietà può essere opportuno rivedere le modifiche apportate sul server prima di aggiornarle nel progetto locale. Per ulteriori informazioni, vedere l'argomento correlato sull'unione delle modifiche nelle risorse condivise.
5.
Una volta apportate le modifiche, nella visualizzazione di sincronizzazione progetto, sincronizzare il progetto per salvare le modifiche sul server.
6.
Sbloccare le risorse.
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7.2.3 Assegnazione di un nuovo nome a un progetto condiviso
Utilizzare questa procedura per assegnare un nuovo nome a un progetto condiviso già esistente nel repository.
1.
Aprire la visualizzazione di sincronizzazione progetto con una sessione per il sistema del repository in cui viene salvato il progetto condiviso.
2.
Selezionare il progetto condiviso dall'elenco
Progetto condiviso
.
3.
Fare clic sull'icona
Rinomina progetto condiviso
.
4.
Immettere un nuovo nome che sia univoco nel repository.
5.
Per creare un progetto locale con il nuovo nome nella visualizzazione Progetti locali, sincronizzare il progetto.
I progetti locali con il nome originario non vengono più associati al progetto condiviso con il nuovo nome. Le risorse negli stessi progetti locali non possono più essere sincronizzate con il progetto condiviso rinominato.
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7.2.4 Eliminazione di un progetto condiviso
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Utilizzo delle proprietà
1.
Aprire la visualizzazione di sincronizzazione progetto con una sessione per il sistema del repository in cui viene salvato il progetto condiviso.
2.
Selezionare il progetto condiviso dall'elenco
Progetto condiviso
.
3.
Fare clic sull'icona
Elimina progetto condiviso
.
Nota:
L'eliminazione di un progetto condiviso non può essere annullata.
Il progetto condiviso viene eliminato dal repository. Le risorse dei progetti locali associate al progetto condiviso eliminato non subiscono modifiche, tuttavia gli stati di sincronizzazione del progetto locale andranno perduti.
7.3 Sincronizzazione dei progetti
La sincronizzazione di un progetto inizia con il confronto tra le risorse di un progetto presente nella visualizzazione Progetti locali e quelle di un progetto condiviso associato presente nel repository server.
La sincronizzazione rileva le risorse aggiunte, le risorse eliminate e le differenze tra le risorse. In base alle differenze rilevate, è possibile aggiornare le risorse locali e quelle condivise.
Per sincronizzare un progetto utilizzare la visualizzazione di sincronizzazione progetto, in cui le informazioni relative alla sincronizzazione sono suddivise in due riquadri:
• Il riquadro
Progetto condiviso
visualizza le risorse presenti nel progetto condiviso sul server.
Accanto al nome della risorsa appare un'icona a forma di lucchetto se la risorsa è bloccata. Vengono fornite altre informazioni sulle risorse presenti sul server: l'utente che ha apportato per ultimo delle modifiche e la relativa data, l'utente che ha bloccato la risorsa e la relativa data.
• Il riquadro
Stato sincronizzazione
visualizza lo stato di ogni risorsa. Lo stato viene determinato confrontando le risorse nei progetti locali e in quelli condivisi.
Nella tabella sono indicati i diversi stati di sincronizzazione con il relativo significato.
Stato
Aggiunto localmente
Modificato localmente
Eliminato localmente
Aggiunto su server
Modificato su server
Descrizione
La risorsa è stata aggiunta al progetto locale ma non al progetto condiviso.
La risorsa è stata modificata nel progetto locale, ma non nel progetto condiviso, dopo l'ultima sincronizzazione.
La risorsa è stata eliminata dal progetto locale ma esiste ancora nel progetto condiviso.
La risorsa non è nel progetto locale ma esiste nel progetto condiviso.
La risorsa è stata modificata nel progetto condiviso, ma non nel progetto locale, dopo l'ultima sincronizzazione.
92 2013-11-22
Utilizzo delle proprietà
Stato
Eliminato su server
In conflitto
Sincronizzato
Descrizione
La risorsa esiste nel progetto locale ma è stata eliminata dal progetto condiviso.
Una delle seguenti situazioni crea uno stato di conflitto:
• La risorsa è stata modificata in modo diverso nel progetto locale e in quello condiviso dopo l'ultima sincronizzazione.
• Una risorsa con lo stesso nome è stata aggiunta nel progetto locale e in quello condiviso dopo l'ultima sincronizzazione.
• La risorsa è stata modificata nel progetto locale ma eliminata dal progetto condiviso.
• La risorsa è stata modificata nel progetto condiviso ma eliminata dal progetto locale.
Le risorse sono identiche.
Tre comandi consentono di sincronizzare le risorse. Quando si selezionano le risorse da sincronizzare,
è possibile selezionare singole risorse o cartelle. La tabella che segue contiene un riepilogo delle azioni di sincronizzazioni possibili.
Icona Comando Azione di sincronizzazione
Recupera modifiche dal server
Per le risorse selezionate:
• Se lo stato è
Aggiunto su server
, la risorsa viene aggiunta al progetto locale.
• Se lo stato è
Modificato su server
, la risorsa viene aggiornata nel progetto locale.
• Se lo stato è
Eliminato su server
, la risorsa viene eliminata dal progetto locale.
• Se lo stato è
In conflitto
, la risorsa presente sul server (sia che sia stata aggiunta, modificata o eliminata) viene copiata nel progetto locale, indipendentemente dalla modifica apportata nel progetto locale.
Per tutti gli altri stati, non vengono intraprese azioni.
Nota:
può essere opportuno rivedere le modifiche apportate sul server prima di aggiornarle nel progetto locale. Per ulteriori informazioni, vedere l'argomento correlato sull'unione delle modifiche nelle risorse condivise.
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Utilizzo delle proprietà
Icona Comando Azione di sincronizzazione
Salva modifiche sul server
Per le risorse selezionate:
• Se lo stato è
Aggiunto localmente
, la risorsa viene aggiunta al progetto condiviso sul server.
• Se lo stato è
Modificato localmente
, la risorsa viene aggiornata nel progetto condiviso sul server.
• Se lo stato è
Eliminato localmente
, la risorsa viene eliminata dal progetto condiviso sul server.
• Se lo stato è
In conflitto
, la risorsa presente nel progetto locale (sia che sia stata aggiunta, modificata o eliminata) viene copiata nel progetto condiviso, indipendentemente dalla modifica apportata nel progetto condiviso.
Nota:
se una risorsa è bloccata da un altro utente, viene visualizzato un messaggio di errore e le modifiche o eliminazioni non vengono effettuate sul server.
Per tutti gli altri stati, non vengono intraprese azioni.
Ripristina modifiche
Per le risorse selezionate, il progetto locale viene aggiornato in base al progetto condiviso sul server, indipendentemente dallo stato.
Nota:
Ripristina modifiche
consente di aggiornare il progetto locale analogamente a
Recupera modifiche dal server
con l'eccezione che se una risorsa
è stata creata nel progetto locale e non è ancora stata salvata sul server,
Ripristina modifiche
elimina la nuova risorsa locale, mentre
Recupera modifiche dal server
mantiene la nuova risorsa locale.
L'elenco di risorse nel riquadro
Stato sincronizzazione
può essere filtrato in base allo stato utilizzando le icone della barra degli strumenti del riquadro:
Visualizza tutte le risorse. I filtri vengono cancellati e vengono visualizzate tutte le risorse indipendentemente dallo stato.
Mostra o nasconde le risorse con stato
Sincronizzato
.
Mostra o nasconde le risorse presenti nel progetto locale che sono state modificate rispetto al server.
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Utilizzo delle proprietà
Mostra o nasconde le risorse con stato
In conflitto
.
Mostra o nasconde le risorse presenti sul server che sono state modificate rispetto al progetto locale.
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7.3.1 Apertura della visualizzazione di sincronizzazione progetto
1.
Per aprire la visualizzazione Sincronizzazione progetto, dal menu principale, selezionare
Finestra
>
Sincronizzazione progetto
.
2.
Fare clic sull'icona
Cambia sessione
nella visualizzazione di sincronizzazione progetto per aprire una sessione nel sistema repository in cui sono salvati i progetti condivisi.
Dopo avere immesso le informazioni di autenticazione, è possibile gestire i progetti condivisi e selezionare un progetto da sincronizzare nell'elenco
Progetto condiviso
.
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•
7.3.2 Sincronizzazione di un progetto
Per essere sincronizzato, un progetto deve essere condiviso.
Sincronizzare un progetto quando si desidera eseguire le operazioni seguenti:
• Aggiornare le risorse locali con le modifiche salvate nel progetto condiviso.
• Salvare nel progetto condiviso le modifiche apportate alle risorse locali.
• Ripristinare le risorse locali in base alla copia archiviata nel progetto condiviso.
• Creare una copia locale di un progetto condiviso.
1.
Aprire la visualizzazione di sincronizzazione progetto con una sessione per il sistema del repository in cui viene salvato il progetto condiviso.
95 2013-11-22
Utilizzo delle proprietà
2.
Selezionare il progetto condiviso dall'elenco
Progetto condiviso
.
3.
Per visualizzare lo stato più recente della sincronizzazione delle risorse del progetto, nel riquadro con l'etichetta
Stato sincronizzazione (confronto tra progetto locale e progetto condiviso)
, espandere il progetto e fare clic sull'icona di aggiornamento .
Per ulteriori informazioni sullo stato della sincronizzazione e le azioni possibili, consultare gli argomenti correlati sulla sincronizzazione dei progetti.
4.
Sincronizzare il progetto:
• Per aggiornare il progetto locale in base alle risorse che sono state modificate nel progetto condiviso, selezionare le risorse nell'elenco e fare clic sull'icona
Recupera modifiche dal server
.
Se nella visualizzazione Progetti locali non esiste un progetto con il nome del progetto condiviso, viene creato un progetto locale.
Nota:
può essere opportuno rivedere le modifiche apportate sul server prima di aggiornarle nel progetto locale. Per ulteriori informazioni, vedere l'argomento correlato sull'unione delle modifiche nelle risorse condivise.
• Per aggiornare il progetto condiviso con le modifiche apportate localmente, selezionare le risorse nell'elenco e fare clic sull'icona
Salva modifiche sul server
.
Nota:
Le risorse bloccate da un altro utente non possono essere aggiornate sul server. Tuttavia, se necessario, qualsiasi utente può sbloccare le risorse.
Se si aggiorna il server con risorse bloccate, la sincronizzazione aggiorna le risorse ma non le sblocca. È necessario sbloccare le risorse in modo esplicito nel server.
• Per ripristinare le risorse del progetto locale in base alla copia archiviata nel server, selezionare le risorse e fare clic sull'icona
Ripristina modifiche
.
Argomenti correlati
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•
Apertura della visualizzazione di sincronizzazione progetto
•
•
•
Unione di modifiche alle risorse condivise
7.3.3 Blocco di una risorsa
Per poter essere bloccata, la risorsa deve trovarsi in un progetto condiviso.
96 2013-11-22
Utilizzo delle proprietà
Bloccare una risorsa quando si desidera segnalare ai designer che aprono la visualizzazione di sincronizzazione progetto che si sta utilizzando la risorsa.
1.
Aprire la visualizzazione di sincronizzazione progetto con una sessione per il sistema del repository in cui viene salvato il progetto condiviso.
2.
Selezionare il progetto condiviso dall'elenco
Progetto condiviso
.
3.
Nel riquadro
Progetto condiviso in
espandere il progetto.
4.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla risorsa e selezionare
Blocca
.
Nota:
L'azione di blocco non aggiorna i contenuti della risorsa nel progetto locale né in quello condiviso.
Per salvare le modifiche, sincronizzare la risorsa.
Argomenti correlati
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Apertura della visualizzazione di sincronizzazione progetto
•
7.3.4 Sblocco di una risorsa
Sbloccare una risorsa dopo avere aggiornato le modifiche sul server e informato gli altri designer che l'operazione è stata completata. Una volta sbloccata la risorsa, gli altri designer potranno bloccarla e/o aggiornare la versione sul server apportando delle modifiche.
Nota:
se necessario, è possibile sbloccare una risorsa bloccata da un altro utente.
1.
Aprire la visualizzazione di sincronizzazione progetto con una sessione per il sistema del repository in cui viene salvato il progetto condiviso.
2.
Selezionare il progetto condiviso dall'elenco
Progetto condiviso
.
3.
Nel riquadro
Progetto condiviso in
espandere il progetto.
4.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla risorsa e selezionare
sblocca
.
Nota:
l'azione di sblocco non aggiorna la risorsa sul server inserendo eventuali modifiche apportate nel progetto locale. Per salvare le modifiche, sincronizzare la risorsa.
Argomenti correlati
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Apertura della visualizzazione di sincronizzazione progetto
•
97 2013-11-22
Utilizzo delle proprietà
7.3.5 Unione di modifiche alle risorse condivise
Quando si sincronizza una risorsa condivisa, prima di ottenere le modifiche dal server, potrebbe essere necessario riesaminare le modifiche e decidere quali di esse applicare alla risorsa locale. La procedura che segue descrive un metodo di unione manuale delle modifiche apportate in risorse differenti.
Si supponga, ad esempio, di utilizzare una risorsa denominata NuovaBaseDati in un progetto locale.
Il progetto è condiviso in un repository. Quando s sincronizza il progetto, lo stato di sincronizzazione di NuovaBaseDati è
Modificato su server
o
In conflitto
.
Per rivedere e unire manualmente le modifiche:
1.
Nel progetto locale, fare clic con il pulsante destro del mouse su NuovaBaseDati e selezionare
Copia
.
2.
Fare di nuovo clic con il pulsante destro del mouse (nel progetto locale) e selezionare
Incolla
.
Una copia di NuovaBaseDati viene salvata nel progetto locale.
3.
Nella visualizzazione di sincronizzazione progetto, selezionare NuovaBaseDati ed eseguire la sincronizzazione selezionando
Recupera modifiche dal server
.
4.
Aprire sia NuovaBaseDati che Copia di NuovaBaseDati nell'editor base dati facendo doppio clic su ogni nome di risorsa nel progetto locale.
Ogni copia verrà aperta in una scheda separata dell'editor.
5.
Confrontare le modifiche recuperate dal server in NuovaBaseDati con le modifiche locali in Copia di NuovaBaseDati.
6.
Nella scheda dell'editor con NuovaBaseDati aperta, eliminare eventuali modifiche del server che non si desidera mantenere e aggiungere eventuali modifiche apportate localmente che invece si desidera mantenere.
7.
Salvare le modifiche a NuovaBaseDati nell'editor.
8.
Aggiornare la sincronizzazione nella visualizzazione di sincronizzazione progetto. Aggiornare il server selezionando NuovaBaseDati e quindi
Salva modifiche sul server
.
Infine, una volta verificate le modifiche unite, è possibile eliminare Copia di NuovaBaseDati dal progetto locale.
7.4 Salvataggio delle risorse come report
È possibile salvare qualsiasi risorsa di un progetto locale come report in un file locale.
1.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome della risorsa nella vista Progetti locali e scegliere
Salva con nome
.
2.
Nella casella
Posizione report
immettere un percorso, un nome e un tipo di file per il report. Il tipo di file può essere .pdf, .html o .txt.
98 2013-11-22
Utilizzo delle proprietà
Per esplorare il file system locale e trovare un percorso di file, fare clic sul pulsante .
3.
Per le risorse di dimensioni maggiori (basi dati e livelli aziendali) è possibile stabilire quali elementi metadati includere nel report nella finestra
Elementi metadati
.
4.
Fare clic su
Genera
per creare il report.
99 2013-11-22
Utilizzo delle proprietà
100 2013-11-22
Utilizzo delle risorse del repository
Utilizzo delle risorse del repository
8.1 Informazioni sulla gestione delle risorse del repository
Le risorse del repository sono gli universi e le connessioni che sono state protette in un repository sul server CMS (Central Management System). La visualizzazione delle risorse del repository consente di navigare e interagire con le cartelle e le risorse nei repository.
La cartella Connections contiene le connessioni protette create mediante Information Design Tool e
Universe Design Tool.
Nota:
a volte viene visualizzata una sottocartella CommonConnections all'interno della cartella Connections.
La cartella CommonConnections contiene connessioni OLAP create nella Central Management Console per l'uso in SAP BusinessObjects Advanced Analysis.
La cartella Universi contiene gli universi pubblicati con Information Design Tool (universi .unx) e gli universi creati ed esportati con Universe Design Tool o migrati dalle versioni precedenti (universi .unv).
Per navigare in un repository, aprire una sessione sul server CMS in cui è archiviato il repository. Per ulteriori informazioni sulle sessioni, vedere l'argomento correlato.
Le sezioni seguenti forniscono un riepilogo delle attività che possono essere effettuate dalla visualizzazione delle risorse del repository.
Gestione delle cartelle
Con i diritti appropriati, è possibile inserire, rinominare ed eliminare le sottocartelle nelle cartelle
Connessioni e Universi.
Gestione delle connessioni protette
• Modificare una connessione esistente.
• Inserire una nuova connessione relazionale o OLAP protetta nel repository.
• Creare un collegamento alla connessione in un progetto locale da una connessione protetta già esistente.
• Eliminare una connessione protetta dal repository.
Gestione degli universi
È possibile effettuare le seguenti operazioni sugli universi .unx (pubblicati mediante Information Design
Tool):
• Eseguire una verifica dell'integrità.
101 2013-11-22
Utilizzo delle risorse del repository
• Eseguire una query. Questo comando apre il pannello delle query. Le impostazioni di protezione definite nei profili di protezione per l'universo vengono applicate in base al nome utente indicato nella sessione.
• Recuperare un universo. Questo comando salva il livello aziendale e le relative risorse di riferimento in un progetto locale per consentirne la modifica.
• Rinominare un universo. Questo comando consente di rinominare solo l'universo e non il livello aziendale sottostante.
• Eliminare un universo dal repository.
È possibile effettuare le seguenti operazioni sugli universi .unv (creati mediante Universe Design Tool o migrati da versioni precedenti):
• Convertire un universo. È possibile salvare le risorse convertite in un progetto locale oppure pubblicare l'universo .unx convertito nel repository.
• Eliminare un universo dal repository.
Argomenti correlati
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Informazioni sulla gestione delle sessioni
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Informazioni sull'editor delle connessioni
•
Creazione di una connessione relazionale
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Creazione di una connessione OLAP
•
Collegamenti delle connessioni
•
Esecuzione della verifica dell'integrità
•
Esecuzione di una query su un universo pubblicato in un repository
•
Recupero di un universo pubblicato da un repository
•
Informazioni sulla conversione degli universi .unv
8.2 Informazioni sulla gestione delle sessioni
Una sessione contiene il nome del sistema CMS (Central Management Server) e le informazioni di autenticazione necessarie per accedere alle risorse memorizzate in un repository. Per connettersi a un repository è necessaria almeno una sessione definita. È possibile definire ulteriori sessioni connesse allo stesso repository con un altro nome utente.
Per i workflow di Information Design Tool che richiedono l'accesso alle risorse protette viene visualizzata la finestra di dialogo "Apri sessione". Se non è stata già definita una sessione per il repository a cui si desidera accedere, è possibile selezionare
Nuova sessione
nell'elenco
Sessioni
. È inoltre possibile definire una sessione con il comando
Inserisci sessione
nella vista Risorse repository.
Una volta definita, la sessione viene mantenuta nella vista Risorse repository e anche nell'elenco
Sessioni
. Alla successiva apertura della sessione, sarà necessario immettere solo la password.
Dopo l'apertura, la sessione rimane aperta finché si esce da Information Design Tool. La sessione può essere chiusa in modo esplicito solo dalla vista Risorse repository.
102 2013-11-22
Utilizzo delle risorse del repository
È possibile aprire più sessioni contemporaneamente, purché le sessioni si trovino su sistemi CMS diversi. Qualora sia necessario aprire una sessione con nome utente e password diversi in un server
CMS in cui è aperta un'altra sessione, è necessario prima chiudere la sessione aperta.
Se una sessione non è più necessaria e si desidera eliminarla dall'elenco, utilizzare il comando
Elimina sessione
nella vista Risorse repository.
Argomenti correlati
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Diritti CMC per utenti di Information Design Tool
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•
8.2.1 Apertura di una sessione
Diversi workflow richiedono l'apertura di una sessione. Se viene richiesta l'apertura di una sessione, sarà disponibile un elenco di sessioni predefinite. L'elenco
Sessioni
è organizzato con l'ordine seguente:
• Sessioni aperte in ordine alfabetico
• Sessioni chiuse in ordine alfabetico
•
Nuova sessione
Per aprire una sessione per un repository già definito in Information Design Tool:
1.
Eseguire una delle operazioni seguenti:
• Nella visualizzazione delle risorse del repository, fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome del repository e selezionare
Apri sessione
.
• Selezionare la sessione nell'elenco
Sessioni
.
2.
Le informazioni relative all'autenticazione CMS vengono inserite automaticamente. Se la sessione non è ancora aperta, immettere la propria
Password
.
Nota:
se si tenta di aprire una sessione per un repository per il quale è già stata aperta una sessione, viene visualizzato un messaggio di errore. Per modificare le sessioni relative a un repository, è necessario prima chiudere la sessione aperta nella visualizzazione delle risorse del repository.
3.
In base al workflow, fare clic su
OK
,
Avanti
o
Connetti
.
Per aprire una sessione per un repository non ancora definito in Information Design Tool:
1.
Eseguire una delle operazioni seguenti:
•
Nella visualizzazione delle risorse del repository, dal menu
Inserisci
, selezionare
Inserisci sessione
.
• Selezionare
Nuova sessione
dall'elenco
Sessioni
.
2.
Nella casella
Sistema
immettere il nome del server CMS in cui si trova il repository.
103 2013-11-22
Utilizzo delle risorse del repository
Nota:
Per inserire una sessione per un repository ospitato in un computer di un dominio diverso rispetto a quello del client che ospita l'applicazione, è necessario fornire le informazioni dell'host in un file degli host nel client. Aggiornare il file degli host nel percorso seguente:
C:\WINDOWS\system32\drivers\etc\hosts
3.
Immettere
nome utente
e
Password
.
Nota:
Per il tipo di
AutenticazioneWindows AD
, specificare il nome di dominio completo in
Nome utente
.
Ad esempio, immettere [email protected] anziché mioutente@dominio.
4.
Nell'elenco
Autenticazione
selezionare il metodo di autenticazione da utilizzare.
5.
In base al workflow, fare clic su
OK
,
Avanti
o
Connetti
.
La sessione rimane aperta finché non viene chiusa esplicitamente nella visualizzazione delle risorse del repository o si esce da Information Design Tool.
Argomenti correlati
•
8.2.2 Chiusura di una sessione
Tutte le sessioni aperte si chiudono quando si esce da Information Design Tool. Per chiudere una sessione in modo esplicito:
1.
Nella visualizzazione delle risorse del repository, selezionare la sessione da chiudere.
2.
Fare clic con il pulsante destro del mouse e selezionare
Chiudi sessione
.
8.3 Esecuzione di una query su un universo pubblicato in un repository
Quando si esegue una query su un universo pubblicato in un repository, nel pannello delle query vengono applicate le impostazioni definite nei profili di protezione per l'universo in base al nome utente definito nella sessione.
1.
Selezionare l'universo nella visualizzazione delle risorse del repository. selezionare solo gli universi
.unx.
2.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome dell'universo e selezionare
Esegui query
.
Il pannello delle query si apre con un elenco di visualizzazioni e oggetti consentiti per il nome utente.
104 2013-11-22
Utilizzo delle risorse del repository
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105 2013-11-22
Utilizzo delle risorse del repository
106 2013-11-22
Uso delle connessioni
Uso delle connessioni
9.1 Informazioni sulle connessioni
Una connessione è un insieme denominato di parametri che definiscono in che modo una o più applicazioni SAP BusinessObjects possono accedere alle origini dati relazionali o OLAP. La connessione può essere un file locale o un oggetto remoto in un repository a cui fa riferimento un collegamento locale in Information Design Tool.
Le connessioni vengono utilizzate per i seguenti scopi:
Scopo Descrizione
Origine dati relazionale per una base dati
Una o più connessioni relazionali vengono associate a una base dati e viene creato un livello aziendale in base alla base dati.
Quando si pubblica il livello aziendale come universo, le connessioni e la base dati vengono integrate nell'universo e forniscono i dati per le query eseguite sull'universo.
Origine dati OLAP per un livello aziendale
Accesso diretto a una query BEx
SAP NetWeaver BW
Per un'origine dati OLAP, si associa un livello aziendale direttamente a una connessione. Il livello aziendale viene pubblicato come universo, ma la connessione fornisce l'accesso diretto al cubo.
Definire le connessioni SAP NetWeaver BW che utilizzano il driver middleware
Client SAP BICS
per fornire l'accesso a una query BEx. Le applicazioni di query e reporting di SAP
BusinessObjects si connettono direttamente alla query BEx.
Non è possibile utilizzare queste connessioni come origine per i livelli aziendali o gli universi. Per informazioni su come creare un universo su SAP NetWeaver BW, vedere l'argomento correlato sull'utilizzo di origini dati SAP NetWeaver BW.
107 2013-11-22
Uso delle connessioni
Scopo Descrizione
Accesso diretto a un modello di informazioni SAP HANA
Si definiscono connessioni SAP HANA che utilizzano il driver middleware
Client SAP HANA
per garantire l'accesso diretto a un solo modello di informazioni, quale ad esempio Vista analitica o Vista calcolo. Le applicazioni di query e creazione report SAP BusinessObjects si connettono direttamente al cubo che rappresenta il modello di informazioni. Non è possibile utilizzare queste connessioni come origine per i livelli aziendali o gli universi. Per informazioni su come creare un universo su SAP HANA, vedere l'argomento correlato sull'utilizzo di origini dati SAP HANA.
Le connessioni possono essere locali o protette.
Argomenti correlati
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Informazioni sulle connessioni locali
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Utilizzo di origini dati SAP NetWeaver BW
•
Utilizzo di origini dati SAP HANA
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Creazione di una connessione relazionale
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Creazione di una connessione OLAP
•
Informazioni sull'editor delle connessioni
9.1.1 Informazioni sulle connessioni locali
Le connessioni locali vengono create in Information Design Tool. Le connessioni locali vengono salvate come oggetti indipendenti nel file system locale come file .cnx.
Le connessioni locali vengono utilizzate per i seguenti scopi:
• Per accedere alle origini dati relazionali quando si creano una base dati e un livello aziendale relazionale.
Nota:
Per creare una base dati con più origini, è necessario fare riferimento alle connessioni protette.
• Per accedere a un cubo OLAP quando si crea un livello aziendale OLAP.
• Per eseguire query su un database di destinazione per testare le modifiche apportate al livello aziendale o creare gli elenchi di valori.
Per le connessioni locali la protezione è minima o assente, poiché devono essere utilizzate da tutti gli utenti per accedere al computer su cui viene eseguito Information Design Tool.
108 2013-11-22
Uso delle connessioni
Per proteggere una connessione locale, è necessario pubblicarla in un repository.
Argomenti correlati
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Pubblicazione di una connessione locale nel repository
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Creazione di una connessione relazionale
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Creazione di una connessione OLAP
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Modifica di connessioni locali e protette
9.1.2 Connessioni protette
La connessione protetta è una connessione creata o pubblicata in un repository e quindi salvata in una cartella Connessioni dedicata nel repository. È possibile creare sottocartelle nella cartella Connessioni per organizzare l'archiviazione delle connessioni nel repository.
Quando viene pubblicata una connessione, un oggetto connessione contenente gli stessi parametri della connessione locale viene creato nella cartella o sottocartella Connessioni del repository.
È inoltre possibile creare connessioni protette direttamente nel repository utilizzando i comandi
Inserisci connessione relazionale
e
Inserisci connessione OLAP
della vista Risorse repository.
Le connessioni protette non possono essere copiate nel file system locale, ma vengono rese disponibili nella vista Progetti locali come collegamenti alle connessioni. Il collegamento può essere utilizzato come se fosse una connessione locale, tuttavia le proprietà della connessione possono essere modificate solo mediante il collegamento al repository.
Le connessioni protette e i collegamenti alle connessioni vengono utilizzati per i seguenti scopi:
• Recuperare i dati per gli universi pubblicati in un repository.
• Recuperare i dati per i prodotti di reporting SAP BusinessObjects direttamente mediante l'accesso al middleware del database.
• Come origine dati quando si crea una base dati o un livello aziendale OLAP.
Una connessione protetta è soggetta ai seguenti vincoli relativi alla protezione nel repository:
• Gli utenti devono essere autenticati.
• I diritti degli utenti possono essere definiti a livello di utente per concedere o negare l'accesso alle connessioni o alle proprietà delle connessioni.
• Le connessioni possono essere condivise e utilizzate solo dagli utenti autenticati.
Download delle connessioni relazionali in locale
Per preservare la riservatezza, alcuni parametri importanti della connessione protetta, ad esempio il nome utente e la password, restano memorizzati nei repository.
109 2013-11-22
Uso delle connessioni
Per poter modificare la connessione in Information Design Tool, è necessario che il diritto "Scarica connessione localmente" sia concesso nella Central Management Console (in aggiunta al diritto dell'applicazione "Crea, modifica o elimina connessioni" e al diritto della connessione "Modifica oggetti").
Se il diritto "Scarica connessione localmente" è stato concesso, è possibile scegliere di eseguire le query sul server utilizzando il driver middleware del server o in locale utilizzando il driver middleware locale. Per utilizzare il driver middleware, selezionare l'opzione middleware locale nelle preferenze di
Information Design Tool. Se questo diritto è stato negato, Information Design Tool utilizza il middleware del server.
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Pubblicazione di una connessione locale nel repository
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Impostazione del middleware per le connessioni relazionali protette
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Modifica di connessioni locali e protette
9.1.3 Collegamenti delle connessioni
Un collegamento di connessione è un oggetto che fa riferimento a una connessione protetta in un repository. Il collegamento viene salvato come file .cns nel file system locale. Il collegamento contiene l'indirizzo e il numero di porta del repository, il tipo di connessione (OLAP o relazionale) e un ID che identifica la connessione sul server.
Il collegamento di connessione viene utilizzato quando si crea o si modifica una base dati o un livello aziendale che utilizza una connessione memorizzata nel repository.
Il collegamento di connessione può essere creato in due modi:
• Pubblicare una connessione locale nel repository.
• Creare un collegamento da una connessione protetta esistente nella visualizzazione delle risorse del repository.
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Pubblicazione di una connessione locale nel repository
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Creazione di un collegamento di connessione
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Modifica di collegamenti alle connessioni
9.2 Informazioni sull'editor delle connessioni
110 2013-11-22
Uso delle connessioni
Utilizzare l'editor delle connessioni per eseguire le attività seguenti. Per ulteriori informazioni vedere gli argomenti correlati.
• Modificare proprietà e parametri di connessione e driver middleware.
• Modificare le proprietà dei collegamenti alla connessione e la connessione di riferimento.
• Esplorare i valori presenti nelle tabelle a cui fa riferimento una connessione relazionale.
• Esplorare gli oggetti di un cubo OLAP ed eseguire una query MDX sul cubo.
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Visualizzazione di valori in una connessione relazionale
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Visualizzazione di valori in una connessione OLAP
9.3 Creazione di una connessione relazionale
Per creare connessioni locali e protette a un'origine dati relazionale, viene utilizzata la procedura guidata
Nuova connessione relazionale.
Prima di creare una connessione locale, è necessario che sia disponibile un progetto nella visualizzazione dei progetti locali. Per ulteriori informazioni sulla creazione dei progetti locali, vedere l'argomento correlato.
Nota:
le connessioni relazionali alle origini SAP NetWeaver BW e SAS devono essere create direttamente nel repository come connessioni protette.
1.
Eseguire una delle operazioni seguenti:
• Per creare una connessione locale, selezionare la cartella del progetto nella visualizzazione dei progetti locali. Selezionare
File
>
Nuovo
>
Connessione relazionale
.
• Per creare una connessione protetta, nella visualizzazione delle risorse del repository aprire una sessione per il repository in cui si desidera creare la connessione protetta. Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla cartella o sottocartella Connessioni nel repository e selezionare
Inserisci connessione relazionale
.
2.
Seguire i passaggi della procedura guidata Nuova connessione relazionale per immettere le seguenti informazioni:
• Nome della connessione
• Middleware per il database di destinazione
• Parametri di connessione per la connessione all'origine dati relazionale
• Configurazione e parametri personalizzati per l'ottimizzazione della connessione
Per ulteriori informazioni su un passaggio particolare, fare clic sull'icona della guida in linea nella finestra di dialogo della procedura guidata.
111 2013-11-22
Uso delle connessioni
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Creazione di un progetto locale
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Informazioni sulla gestione delle risorse del repository
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Denominazione di una connessione
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Informazioni sulle connessioni
9.3.1 Denominazione di una connessione
In questa sezione viene descritta la pagina Nome risorsa della procedura Nuova connessione relazionale guidata.
È possibile assegnare un nome a una connessione e immettere una descrizione dell'origine dati. Il nome e la descrizione sono disponibili come proprietà della connessione e possono essere modificati in qualsiasi momento.
Proprietà
Nome risorsa
Descrizione
Descrizione
Nome della connessione. Questo campo è obbligatorio.
Informazioni che descrivono l'origine dati e possono risultare utili quando la connessione viene utilizzata per più basi dati. Sono informazioni facoltative.
Una volta immesse le informazioni relative al nome, fare clic su
Avanti
per continuare la procedura guidata.
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Selezione di un driver di middleware
9.3.2 Selezione di un driver di middleware
Selezionare un driver di connessione per eseguire il collegamento alla versione corretta del middleware per il database di destinazione. Il driver di connessione è il driver SAP BusinessObjects che mappa le informazioni presenti nel middleware all'interfaccia utente dell'applicazione SAP BusinessObjects.
Espandere il database e il nodo di middleware per il database di destinazione e selezionare il driver di connessione. Fare clic su
Avanti
per continuare la procedura guidata.
112 2013-11-22
Uso delle connessioni
Nota:
• Le connessioni SAP NetWeaver BW e SAS sono elencate solo se si sta creando la connessione direttamente nel repository.
• Se si utilizza Information Design Tool da un'installazione di Crystal Server 2011, i driver del middleware SAP non sono disponibili.
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Impostazione dei parametri di connessione
9.3.3 Impostazione dei parametri di connessione
I parametri di connessione variano in base al tipo di origine dati per cui viene definita la connessione.
Selezionare dagli argomenti correlati il collegamento a ulteriori informazioni sui parametri di connessione.
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Parametri di connessione per le connessioni relazionali
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Parametri di connessione per connessioni SAP NetWeaver BW ed ERP
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Parametri di connessione per le connessioni SAS
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Parametri di connessione per le connessioni Oracle EBS
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Parametri di connessione e di schema per le connessioni ai file CSV
•
Parametri per le connessioni OData
•
Parametri per le connessioni XML e servizi Web
•
Parametri di configurazione per le connessioni relazionali
•
Parametri personalizzati per le connessioni relazionali
9.3.3.1 Parametri di connessione per le connessioni relazionali
I seguenti parametri di connessione sono validi per la maggior parte delle connessioni relazionali.
Seguire i collegamenti per una descrizione dei parametri di connessione per i seguenti tipi di connessione:
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Parametri di connessione per connessioni SAP NetWeaver BW ed ERP
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Parametri di connessione per le connessioni SAS
•
Parametri di connessione per le connessioni Oracle EBS
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Parametri per le connessioni OData
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Parametri per le connessioni XML e servizi Web
113 2013-11-22
Uso delle connessioni
Parametro
Modalità autenticazione
Nome utente
Password
Utilizza SSL
Server singolo
Descrizione
Metodo utilizzato per autenticare le credenziali di accesso dell'utente quando si accede all'origine dati.
•
Usa nome utente e password specificati
: utilizza i parametri
Nome utente
e
Password
definiti per la connessione.
•
Usa mappatura delle credenziali di BusinessObjects
: utilizza le credenziali del database associate all'account utente definito nel server CMS per connettersi all'origine dati. Le credenziali del database vengono impostate nelle proprietà dell'utente nella Central Management Console. Per ulteriori informazioni consultare il Manuale dell'amministratore della piattaforma SAP BusinessObjects Business Intelligence.
•
Usa Single Sign On
: questa modalità di autenticazione viene utilizzata per supportare il single sign on end-to-end definito nel server CMS. Se si utilizza un'autenticazione con origine esterna, ad esempio LDAP, il CMS e l'origine dati devono essere configurati in modo da utilizzare tale autenticazione. Per ulteriori informazioni sul single sign on, consultare il
Manuale dell'amministratore della piattaforma SAP BusinessObjects Business Intelligence.
Nome utente con cui accedere all'origine dati se la
modalità di autenticazione
è impostata su
Usa nome utente e password specificati
.
Password con cui accedere all'origine dati se la
modalità di autenticazione
è impostata su
Usa nome utente e password specificati
.
Questo parametro è applicabile solo alle connessioni SAP HANA.
Se selezionato, viene utilizzato il protocollo SSL per la connessione al server.
Questo parametro è applicabile solo alle connessioni SAP HANA.
Selezionare questa opzione se ci si sta connettendo a un solo server di database SAP HANA.
•
Nome host
: nome del server che ospita l'origine dati. Non includere il numero di porta.
•
Numero istanza
: numero di istanza SAP HANA, che rappresenta la seconda e la terza cifra del numero di porta. Deve essere incluso tra 00 e 99. Ad esempio, se il numero di porta è 30215, il numero di istanza sarà 02.
114 2013-11-22
Uso delle connessioni
Parametro
Server multipli
Server (<host>:<porta>)
Server
Database
Nome origine dati
Alias
Servizio di rete
Servizio
Descrizione
Questo parametro è applicabile solo alle connessioni SAP HANA.
Selezionare questa opzione per sfruttare il meccanismo di failover
SAP HANA.
Server (host:porta{;host:porta})
: elenco di server separati da punto e virgola, ad esempio: (host1:30015;host2:30015;host3:30015). Il driver JDBC sceglierà uno di questi host per la connessione. Se un host non è disponibile, il driver sceglie l'host successivo dell'elenco.
Nel campo è inoltre possibile immettere l'host e la porta di un solo server.
Il nome e la porta del server che ospita l'origine dati.
Per le connessioni a Oracle, è possibile immettere un elenco di server separati da virgole: (<host>:<porta>, <host>:<porta>).
Il nome del server che ospita l'origine dati.
Il nome del database.
Per le connessioni ODBC, il nome dell'origine dati definita utilizzando la gestione dell'origine dati del sistema operativo.
Per le connessioni DB2, l'alias del database creato nell'assistente alla configurazione di DB2.
Per le connessioni Oracle che utilizzano middleware JDBC, il nome del servizio di rete Oracle.
Per le connessioni Oracle, l'alias che contiene l'IP del server e i dati del servizio di rete.
JDBC_URL
JDBC_CLASS
Server Informix
Per le connessioni JDBC generiche, l'URL e la classe JDBC utilizzati per connettersi al database.
Per le connessioni Informix, il nome del server Informix definito.
115 2013-11-22
Uso delle connessioni
Parametro
Nome provider OLE DB
Descrizione
Per i provider OLE DB generici, il nome del provider.
9.3.3.2 Parametri di connessione per connessioni SAP NetWeaver BW ed ERP
I seguenti parametri si applicano alle connessioni a SAP NetWeaver BW (relazionali e BICS Client) e
SAP ERP.
Per impostare la funzione ABAP e i parametri InfoSet per le connessioni SAP ERP, dopo avere immesso i parametri di connessione, fare clic su
Avanti
.
Parametro Descrizione
Modalità autenticazione
Metodo utilizzato per autenticare le credenziali di accesso dell'utente quando si accede all'origine dati.
•
Usa nome utente e password specificati
: utilizza i parametri
Nome utente
e
Password
definiti per la connessione.
•
Usa mappatura delle credenziali di BusinessObjects
: utilizza le credenziali del database associate all'account utente definito nel server CMS per connettersi all'origine dati. Le credenziali del database vengono impostate nelle proprietà dell'utente nella Central Management Console. Per ulteriori informazioni consultare il
Manuale dell'amministratore della piattaforma SAP BusinessObjects Business Intelligence.
•
Usa Single Sign On
: questa modalità di autenticazione viene utilizzata per supportare il single sign on end-to-end definito nel server CMS. Se si utilizza un'autenticazione con origine esterna, ad esempio LDAP, il CMS e l'origine dati devono essere configurati in modo da utilizzare tale autenticazione.
Per ulteriori informazioni sul Single Sign On, consultare il Manuale dell'amministratore della piattaforma SAP BusinessObjects Business Intelligence.
Numero client
Numero utilizzato per identificare il client nel sistema SAP.
116 2013-11-22
Uso delle connessioni
Parametro
Nome utente
Password
Lingua
117
Salva lingua
ID sistema
Tipo di server
Descrizione
Nome utente con cui accedere all'origine dati se la
modalità di autenticazione
è impostata su
Usa nome utente e password specificati
.
Password con cui accedere all'origine dati se la
modalità di autenticazione
è impostata su
Usa nome utente e password specificati
.
Codice ISO di due caratteri della lingua da utilizzare per la connessione all'origine dati. Ad esempio, IT per Italiano.
Nota:
In alcuni casi, è necessario selezionare la lingua nell'elenco.
Specifica quale lingua utilizzare per la connessione:
• Se si seleziona l'opzione
Salva lingua
, viene utilizzato il valore del parametro
Lingua
.
• Se si deseleziona
Salva lingua
verrà utilizzato il valore della sessione utente (Impostazioni locali di visualizzazione preferite).
ID di sistema SAP di tre caratteri.
Nota:
Obbligatorio sia per il server di applicazioni che per quello dei messaggi.
Nota:
Per una connessione efficace al server messaggi, è necessario aggiungere l'ID di sistema di tale server al file seguente nel computer che ospita l'applicazione:
C:\WINDOWS\system32\drivers\etc\services
Alla fine del file esistente, aggiungere la riga: sapmsXXX <tab> 3601/tcp dove sapms indica il server messaggi SAP, xxx è l'ID di sistema del server utilizzato e 3601/tcp è la porta TCP predefinita utilizzata per la comunicazione.
• Selezionare
Server delle applicazioni
per connettersi direttamente al server SAP senza utilizzare il bilanciamento del carico.
• Selezionare
Server messaggi
per usufruire della funzionalità di bilanciamento del carico SAP.
2013-11-22
Uso delle connessioni
Parametro Descrizione
Nome server
per
Server di applicazioni
Nome del server di applicazioni SAP.
Numero sistema
per
Server di applicazioni
Numero di sistema del server di applicazioni SAP. Si tratta di un intero di due cifre compreso tra 00 e 99.
Nome server
per
Server messaggi
Nome o indirizzo IP del server di messaggi SAP utilizzato per il bilanciamento del carico.
Nome gruppo
per
Server messaggi
Nome del gruppo di accesso; insieme di server di applicazioni dedicati utilizzati per l'accesso.
I seguenti parametri sono validi solo per le connessioni SAP NetWeaver BW:
Parametro Descrizione
Parametro facoltativo solo per le connessioni relazionali SAP
NetWeaver BW.
Mappatura ID programma
definisce gli ID di programma per il callback utilizzato da SAP NetWeaver BW per contattare il server
Data Federation. Immettere
Mappatura ID programma
in forma di elenco di una o più coppie nome server=ID programma separate da punto e virgola (;). Ad esempio:
Utilizza mappatura ID programma personalizzato
MySIA.DF_Server1=RFC1;MySIA.DF_Server2=RFC2
Ogni ID di programma deve corrispondere al nome di una destinazione RFC creata in SAP NetWeaver BW.
Se questo parametro non è definito, il server Data Federation crea automaticamente una destinazione RFC.
Per informazioni più dettagliate, vedere la descrizione della proprietà del connettore programIDMapping nel Manuale dello strumento di amministrazione di Data Federation.
118 2013-11-22
Uso delle connessioni
Parametro Descrizione
Utilizza gateway personalizzato
Parametro facoltativo solo per le connessioni relazionali SAP
NetWeaver BW.
In
Nome host gateway
specificare il nome del server che ospita il gateway SAP NetWeaver BW.
In
Nome servizio gateway
specificare il nome o il numero di porta del servizio gateway SAP NetWeaver BW.
Se questa opzione non è selezionata, SAP NetWeaver BW fornisce il nome host e il nome di servizio gateway tramite una
RCF.
InfoProvider
Catalogo
Per le connessioni relazionali SAP NetWeaver BW, il nome dell'InfoCube o MultiProvider da utilizzare come tabella dei dati al centro dello schema a fiocco di neve nella base dati.
Per le connessioni relazionali SAP NetWeaver BW, il nome utilizzato per identificare la connessione al server di query.
Nota:
La prima volta che la connessione viene aggiunta a una base dati abilitata per più origini, viene automaticamente registrato un nome di catalogo predefinito con il server di query.
9.3.3.2.1 Selezione della tabella dei dati InfoProvider
Quando si crea una connessione SAP NetWeaver BW, la finestra di dialogo "Seleziona tabella dei dati
InfoProvider" consente di scegliere una tabella dei dati da porre al centro dello schema a fiocco di neve nella base dati.
Il pulsante Filtro consente di filtrare in base al tipo di InfoProvider.
9.3.3.2.2 Funzione ABAP e parametri InfoSet per le connessioni ERP
I parametri seguenti sono validi per le connessioni SAP ERP. Per ulteriori informazioni sulle connessioni
SAP ERP, consultare il Manuale dell'accesso ai dati.
119 2013-11-22
Uso delle connessioni
Parametro Descrizione
Carattere jolly nome della funzione
Il carattere jolly è un filtro che consente di ridurre il numero di tabelle esposte nella connessione. Il carattere utilizzato è * e può indicare da 0 a qualsiasi numero di caratteri. Il carattere jolly può essere utilizzato con le parole chiave. Ad esempio:
*parola_chiave_uno*parola_chiave_due*
Il carattere jolly riportato sopra espone solo le tabelle che contengono parolachiave_uno seguito da parolachiave_due.
Mappa parametri tabella in colonne di input
Se selezionati, i parametri tabella vengono considerati come parametri sia di input che di output della funzione ABAP.
Se non sono selezionati, vengono considerati solo come parametri di output.
Mappa campi di selezione a colonne della tabella
Se selezionato, qualsiasi campo di selezione presente nella query
SAP viene mappato in una colonna della tabella e considerato come colonna di input facoltativa:
• Una query può contenere solo il filtro EQUAL in questa colonna
• Se la colonna si trova solo nella proiezione, viene restituito NULL
Se non sono selezionati, i campi di selezione vengono ignorati. Non
è possibile applicare filtri a questi campi.
9.3.3.3 Parametri di connessione per le connessioni SAS
I seguenti parametri sono validi per le connessioni alle origini dati SAS.
Per includere l'accesso a più set di dati non predefiniti per il server SAS/SHARE, dopo avere immesso i parametri di accesso, fare clic su
Avanti
.
120 2013-11-22
Uso delle connessioni
Parametro
Modalità autenticazione
Nome utente
Password
Nome host
Porta
Catalogo
Descrizione
Metodo utilizzato per autenticare le credenziali di accesso dell'utente quando si accede all'origine dati.
•
Usa nome utente e password specificati
: utilizza i parametri
Nome utente
e
Password
definiti per la connessione.
•
Usa mappatura delle credenziali di BusinessObjects
: utilizza le credenziali del database associate all'account utente definito nel server CMS per connettersi all'origine dati. Le credenziali del database vengono impostate nelle proprietà dell'utente nella Central Management Console. Per ulteriori informazioni consultare il Manuale dell'amministratore della piattaforma SAP BusinessObjects Business Intelligence.
•
Usa Single Sign On
: questa modalità di autenticazione viene utilizzata per supportare il single sign on end-to-end definito nel server CMS. Se si utilizza un'autenticazione con origine esterna, ad esempio LDAP, il CMS e l'origine dati devono essere configurati in modo da utilizzare tale autenticazione. Per ulteriori informazioni sul single sign on, consultare il
Manuale dell'amministratore della piattaforma SAP BusinessObjects Business Intelligence.
Nome utente con cui accedere all'origine dati se la
modalità di autenticazione
è impostata su
Usa nome utente e password specificati
.
Password con cui accedere all'origine dati se la
modalità di autenticazione
è impostata su
Usa nome utente e password specificati
.
Il nome host del server su cui è in esecuzione SAS/SHARE.
La porta alla quale si stabilisce la connessione.
Nome utilizzato per identificare la connessione con il server di query.
Nota:
Un nome di catalogo predefinito viene registrato automaticamente con il server di query la prima volta che la connessione viene aggiunta a una base dati abilitata per più origini.
121 2013-11-22
Uso delle connessioni
122
9.3.3.3.1 Impostazione degli insiemi di dati SAS
Quando si crea una connessione SAS, la finestra di dialogo "Imposta insiemi di dati SAS" consente di configurare la base dati per accedere a più insiemi di dati non predefiniti sul server SAS/SHARE. Si tratta di insiemi di dati non inclusi nell'attuale configurazione SAS.
1.
Selezionare l'opzione
Utilizzare insiemi di dati non predefiniti sul server SAS/SHARE
.
2.
Fare clic su
Aggiungi
e, nel campo
Percorso
, immettere il percorso dell'insieme di dati, nel formato richiesto dal sistema operativo che si utilizza.
3.
Nel campo
Nome libreria
, immettere un nome da utilizzare come riferimento per l'insieme di dati.
4.
Fare clic su
Aggiungi
per aggiungere altri insiemi di dati, se necessario.
5.
Fare clic su
Fine
.
9.3.3.4 Parametri di connessione per le connessioni Oracle EBS
I seguenti parametri di connessione sono validi per le connessioni Oracle EBS.
Parametro Descrizione
Nome utente
Nome utente utilizzato per accedere al server del database Oracle.
Password
Password utilizzata per accedere al server del database Oracle.
Servizio
Nome del servizio Oracle.
Modalità autenticazione
Utente Oracle EBS
Metodo utilizzato per autenticare le credenziali di accesso dell'utente quando si accede all'applicazione EBS.
•
Usa nome utente e password specificati
: utilizza i parametri
Utente Oracle EBS
e
Password Oracle EBS
definiti per la connessione.
•
Usa Single Sign On
: utilizza le credenziali associate all'account utente definito nel server CMS quando gli utenti accedono alla piattaforma SAP BusinessObjects BI utilizzando nome utente e password Oracle EBS. Per ulteriori informazioni consultare il
Manuale dell'amministratore della piattaforma SAP
BusinessObjects Business Intelligence.
Nome utente con cui accedere all'applicazione se la
modalità di autenticazione
è impostata su
Usa nome utente e password specificati
.
2013-11-22
Uso delle connessioni
Parametro
Password Oracle EBS
Lingua
Applicazione
Gruppo di protezione
Descrizione
Password con cui accedere al database se la
modalità di autenticazione
è impostata su
Usa nome utente e password specificati
.
Lingua dell'applicazione.
Nome dell'applicazione.
Il gruppo di protezione Oracle.
123
9.3.3.5 Parametri per le connessioni OData
I seguenti parametri sono validi per le connessioni alle origini dati OData.
Parametri di connessione per le connessioni OData
Parametro Descrizione
URI di base del servizio
Stringa URI del servizio OData.
Ad esempio: http://services.odata.org/OData/OData.svc
Modalità autenticazione
Metodo utilizzato per autenticare le credenziali di accesso dell'utente quando si accede all'origine dati.
•
Usa nome utente e password specificati
: utilizza i parametri
Nome utente
e
Password
definiti per la connessione.
Nome utente
Password
Indirizzo proxy
Nome utente facoltativo per l'autenticazione HTTP.
Password facoltativa per l'autenticazione HTTP.
Percorso del server proxy HTTP (
host:porta
).
Ad esempio: mioproxy.com:8080
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Uso delle connessioni
Parametro
Nome utente proxy
Password proxy
Descrizione
Nome utente utilizzato per accedere al server proxy.
Password utilizzata per accedere al server proxy.
Parametri estesi per le connessioni OData
Parametro Descrizione
Parametri personalizzati di autenticazione
Parametri personalizzati utilizzati per l'autenticazione. Si tratta di parametri collegati all'URI ma non analizzati, per evitare l'esposizione di informazioni protette.
Ad esempio: apikey=1234&authinfo=1234
Selezione colonna
Condizioni filtro supportate
Se questo parametro è selezionato, il provider di servizi OData esegue l'operazione corrispondente della query SQL.
Se invece è deselezionato, è il driver OData a eseguire l'operazione.
Ordinamento
Nota:
SAP consiglia di non utilizzare il driver di accesso ai dati per eseguire queste operazioni, poiché può compromettere le prestazioni della connessione. Utilizzarlo solo se il provider di servizi non supporta l'operazione o la supporta solo parzialmente.
Parametri di configurazione per le connessioni OData
Parametro Descrizione
Modalità Connection Pool
Se si utilizza un pool delle connessioni, è il metodo che consente di mantenere attiva la connessione.
Timeout pool
Se la
modalità Connection Pool
è impostata su
Mantieni la connessione attiva per
, è il periodo di tempo in minuti in cui la connessione viene mantenuta aperta.
124 2013-11-22
Uso delle connessioni
Parametro
Metamodello cache
Descrizione
Timeout della connessione
Limitazione:
specifico delle connessioni HTTP a origini dati OData e servizio Web.
Tempo espresso in secondi in cui una connessione resta attiva in caso di mancata risposta dall'origine dati. Il valore predefinito è
10
.
La connessione resta attiva in modo indefinito se l'opzione
Timeout connessione
è impostata su 0.
Se questo parametro è selezionato, il metamodello viene memorizzato nella connessione, in modo che il modello non debba essere analizzato e ricreato ad ogni chiamata alla connessione.
Nota:
SAP consiglia di non utilizzare il driver di accesso ai dati per eseguire questa operazione, poiché può compromettere le prestazioni della connessione.
9.3.3.6 Parametri per le connessioni XML e servizi Web
I seguenti parametri sono validi per le connessioni a origini dati XML e servizi Web.
Parametro Descrizione
Tipo di percorso
Protocollo
Se
Tipo di percorso
è impostato su
Locale
, i parametri relativi al protocollo e alle credenziali di accesso non sono disponibili.
Se
Tipo di percorso
è impostato su
Remoto
, selezionare un
Protocollo
per rendere disponibili i parametri di connessione appropriati.
Nota:
I file di schema possono essere locali anche se
Tipo di percorso
è impostato su
Remoto
. Se il file di schema è remoto, il
Protocollo
è applicabile sia all'origine dati che ai file di schema.
125 2013-11-22
Uso delle connessioni
126
Parametro
Percorso file o motivo
Scegli schema XML
File schema
Nome utente
Password
Dominio SMB
Indirizzo proxy
Descrizione
Percorso di un singolo file XML oppure di una cartella contenente più file XML. I file possono essere locali o remoti (HTTP, FTP e SMB).
Se i file sono remoti, l'origine dati è l'URL della posizione in cui si trovano. Sono validi i percorsi stile MS Windows o UNIX. Si possono utilizzare i caratteri jolly. I caratteri vuoti devono essere sostituiti da
%20
.
Ad esempio:
•
C:\report.xml
per un unico file
•
C:\XMLFiles\ o
C:\XMLFiles\*.xml
per più file
•
/home/user/xmlfiles/report.xml
per un unico file situato in un computer UNIX
• Sistemi remoti:
• http://host:port/path/file
• ftp://host:port/path/file
• smb://server:port/path/file
Se questo parametro è impostato su
Indicare esplicitamente lo schema XML (XSD)
, il driver di accesso ai dati utilizzerà lo schema
XML specificato in
File schema
.
Se invece è impostato su
Lo schema XML è incluso nei file XML
, il driver di accesso ai dati utilizzerà lo schema XML incluso nei file
XML.
Percorso dello schema XML.
Necessario se
Scegli schema XML
è impostato su
Indicare esplicitamente lo schema XML (XSD)
.
Nome utente utilizzato per l'accesso ai file XML nella connessione remota.
Password utilizzata per l'accesso ai file XML nella connessione remota.
Dominio utilizzato per le connessioni SMB.
Percorso del server proxy HTTP (
host:porta
).
Ad esempio: mioproxy.com:8080
2013-11-22
Uso delle connessioni
Parametro
Nome utente proxy
Password proxy
Unisci file in uno
URL del servizio Web
Descrizione
Nome utente utilizzato per accedere al server proxy.
Password utilizzata per accedere al server proxy.
Valore booleano che indica se le tabelle vengono concatenate automaticamente quando viene fornito un motivo come origine dati.
Se, ad esempio, il motivo di origine dati è report_*.xml
, il driver concatena tutte le tabelle dei file XML che corrispondono al motivo.
Avvertenza:
i file XML devono avere la stessa struttura.
Percorso del servizio Web su HTTP o HTTPS.
9.3.3.7 Parametri di configurazione per le connessioni relazionali
La finestra di dialogo
Parametri di configurazione
contiene parametri che è possibile impostare per sostituire le opzioni di configurazione predefinite.
I seguenti parametri di configurazione sono validi per la maggior parte delle connessioni relazionali.
Parametro Descrizione
Modalità Connection Pool
Se si utilizza un pool delle connessioni, è il metodo che consente di mantenere attiva la connessione.
Timeout pool
Se la
modalità Connection Pool
è impostata su
Mantieni la connessione attiva per
, è il periodo di tempo in minuti in cui la connessione viene mantenuta aperta.
127 2013-11-22
Uso delle connessioni
Parametro
Dimensioni array fetch
Descrizione
Timeout della connessione
Limitazione:
specifico delle connessioni HTTP a origini dati OData e servizio Web.
Tempo espresso in secondi in cui una connessione resta attiva in caso di mancata risposta dall'origine dati. Il valore predefinito è
10
.
La connessione resta attiva in modo indefinito se l'opzione
Timeout connessione
è impostata su 0.
Numero massimo di righe autorizzate per ogni fetch di dati recuperati dal database.
Se ad esempio si immette 20 e la query restituisce 100 righe, la connessione recupera i dati in 5 fetch di 20 righe ciascuno.
Per disattivare l'array fetch, immettere 1 per
Dimensioni array fetch
.
I dati vengono recuperati riga per riga.
Nota:
la disattivazione dell'array fetch può aumentare l'efficienza del recupero dei dati, ma rallenta le prestazioni del server. Più grande è il valore in
Dimensioni array fetch
, più rapido sarà il recupero delle righe. È necessario tuttavia assicurarsi che il client disponga di una quantità di memoria adeguata.
Dim. array bind
Timeout di accesso
Timeout query
Questo parametro non viene utilizzato per gli universi creati utilizzando
Information Design Tool.
Numero di secondi che devono trascorrere prima del timeout di un tentativo di connessione e prima che venga visualizzato un messaggio di errore.
Limitazione:
Specifico delle connessioni alle origini dati Oracle che utilizzano il middleware JDBC.
Numero di secondi che devono trascorrere prima che si verifichi il timeout di una query eseguita sul database e che sia forzata la chiusura della query.
128 2013-11-22
Uso delle connessioni
Parametro
Aggiungi file
Nome proprietario
Descrizione
Limitazione:
Specifico delle connessioni alle origini dati Apache Hadoop HIVE.
Percorsi delle risorse esterne da aggiungere alla cache distribuita
Hadoop del cluster. In genere, le risorse possono essere file di script di trasformazione Python che vengono resi disponibili durante l'esecuzione delle query. Questo parametro corrisponde alla riga di comando HIVE add FILE
.
È possibile definire i percorsi di più file, separati da punti e virgole.
Ad esempio:
/tmp/foo.py;/tmp/bar.py
Sono validi solo i percorsi di tipo UNIX.
Aggiungi file Jar
Limitazione:
Specifico delle connessioni alle origini dati Apache Hadoop HIVE.
Percorsi dei file JAR esterni da aggiungere al percorso di classe Java.
Questo parametro corrisponde alla riga di comando HIVE add JAR
.
È possibile definire i percorsi di più file JAR, separati da punti e vir gole. Ad esempio:
/usr/lib/hive/hive-contrib-1.jar;/usr/lib/hive/hive-contrib-2.jar
Sono validi solo i percorsi di tipo UNIX.
Proprietà driver JDBC
(chiave=valore,chiave=valore)
Valori per le proprietà del driver JBDC. È possibile definire i valori di più proprietà, separandoli con virgole. Ad esempio, il seguente valore per
Proprietà driver JDBC
imposta le proprietà oracle.jdbc.default
NChar e defaultNChar del driver: oracle.jdbc.defaultNChar=true,defaultNChar=true
Nota:
Se una proprietà è definita nel file <driver>.sbo, viene utilizzato il valore definito in questo parametro. Per ulteriori informazioni sui file
SBO, consultare il Manuale dell'accesso ai dati.
Per le connessioni DB2, questo parametro aggiunge il nome del proprietario della tabella come prefisso al nome della tabella, in base alla convenzione DB2 per i nomi di tabelle.
129 2013-11-22
Uso delle connessioni
Parametro
Suffisso di tabella
Descrizione
Per le connessioni DB2, questo parametro aggiunge un suffisso al nome della tabella, in base alla convenzione DB2 per la denominazione delle tabelle.
9.3.3.8 Parametri personalizzati per le connessioni relazionali
La finestra di dialogo Parametri personalizzati consente di sostituire i valori di alcuni parametri e di aggiungere altri parametri con i relativi valori.
Parametro Descrizione
ConnectInit
Suggerimento
Il valore viene aggiunto all'SQL ed eseguito quando un utente si connette al database.
Per le connessioni Oracle, il valore viene utilizzato dallo strumento di ottimizzazione delle query di Oracle per scegliere un piano di esecuzione. Consultare la documentazione Oracle per informazioni complete sui suggerimenti che possono essere utilizzati e come possono contribuire all'ottimizzazione delle query.
9.3.3.9 Parametri di connessione e di schema per le connessioni ai file CSV
I seguenti parametri sono validi per le connessioni ai file con valori separati da virgole (CSV). Per ulteriori informazioni sulle impostazioni internazionali e dei formati di file per le connessioni ai file CSV, vedere l'argomento correlato.
130 2013-11-22
Uso delle connessioni
Parametro
Tipo di percorso
Protocollo
Origine dati
Descrizione
I parametri
Tipo di percorso
e
Protocollo
consentono di impostare i parametri necessari per l'origine dati.
Se
Tipo di percorso
è impostato su
Locale
, i parametri relativi al protocollo e alle credenziali di accesso non sono disponibili.
Se
Tipo di percorso
è impostato su
Remoto
, selezionare un
Protocollo
per rendere disponibili i parametri di connessione appropriati.
Nota:
I file di schema possono essere locali anche se
Tipo di percorso
è impostato su
Remoto
. Se il file di schema è remoto, il
Protocollo
è applicabile sia all'origine dati che ai file di schema.
Percorso file o motivo
Percorso di un singolo file CSV oppure di una cartella contenente più file CSV. I file possono essere locali o remoti (HTTP, FTP e SMB).
Se i file sono remoti, l'origine dati è l'URL della posizione in cui si trovano. Sono validi i percorsi stile MS Windows o UNIX. Si possono utilizzare i caratteri jolly. I caratteri vuoti devono essere sostituiti da
%20
.
Ad esempio:
•
C:\report.csv
per un unico file
•
C:\CSVFiles\ o
C:\CSVFiles\*.csv
per più file
•
/home/user/csvfiles/report.csv
per un unico file situato in un computer UNIX
• Sistemi remoti:
• http://host:port/path/file
• ftp://host:port/path/file
• smb://server:port/path/file
131 2013-11-22
Uso delle connessioni
Parametro
Definizione schema
File schema
Descrizione
Il metodo utilizzato per rilevare lo schema del file CSV. I valori possibili sono i seguenti:
•
automatico
Il driver di accesso ai dati trova lo schema automaticamente.
Tipo file
deve essere impostato su
delimitato
.
•
nessun rilevamento
Il driver di accesso ai dati salta le righe di commento, analizza la prima riga e determina il numero di colonne, ma non i tipi di colonna.
Tipo file
deve essere impostato su
delimitato
.
•
ddl
Il driver di accesso ai dati utilizza un file DDL (Data Definition Language) per rilevare lo schema.
•
sqlddl
Il driver di accesso ai dati utilizza un file DDL corrispondente all'SQL standard per rilevare lo schema.
Percorso a un file schema DDL o SQLDDL. Se si desidera definire schemi per più tabelle, utilizzare un file SQLDDL.
Obbligatorio se
Definizione schema
è impostato su
ddl
o
sqlddl
.
Se il file di schema è remoto, il protocollo del file deve corrispondere all'impostazione del parametro
Protocollo
.
132 2013-11-22
Uso delle connessioni
133
Parametro
Righe probe
Descrizione
Metodo di analisi delle righe per la verifica delle informazioni delle colonne (nome, tipo, dimensione e presenza valori null). Obbligatorio se
Definizione schema
è impostato su
automatico
. I valori possibili sono i seguenti:
•
automatico
Il driver analizza il file finché non viene rilevato un tipo per ciascuna colonna. Se non è presente alcun valore NULL nella prima riga, l'analisi termina dopo la prima riga.
Avvertenza:
questo metodo può causare conflitti nella conversione del tipo nel caso in cui vengano analizzate solo le prime righe e vengano utilizzati altri tipi nelle righe successive.
•
int
Analizza un numero specifico di righe. Questa impostazione può essere utilizzata come compromesso tra la scalabilità dei file CSV di grandi dimensioni e la qualità insufficiente dei dati dei file CSV.
Avvertenza:
questo metodo può causare conflitti se si utilizzano altri tipi nelle righe che non vengono analizzate.
•
tutto
Viene analizzato l'intero file. Questo metodo consente di trovare il valore di stringa più lungo, che corrisponde alla dimensione della colonna per i valori non numerici.
Nota:
Il metodo consigliato è
tutto
per consentire un corretto rilevamento delle informazioni delle colonne. Poiché è il metodo di rilevamento più lento, utilizzare i file DDL se i file CSV sono troppo grandi.
Numero di righe probe
Credenziali
Numero di righe del file CSV che vengono analizzate per verificare i tipi di colonna.
Obbligatorio se
Righe probe
è impostato su
int
.
Nome utente
e
Password
utilizzati per accedere ai file CSV in una connessione remota.
Se
Protocollo
è impostato su
SMB (Windows Share)
, immettere il
Dominio SMB
per la connessione.
2013-11-22
Uso delle connessioni
Parametro
Proxy HTTP
Descrizione
Se
Protocollo
è impostato su
HTTP
, immettere i parametri proxy per la connessione.
Indirizzo proxy
: percorso del server proxy HTTP o FTP (
host:por ta
).
Ad esempio: mioproxy.com:8080
Nome utente proxy
: nome utente utilizzato per accedere al server proxy.
Password proxy
: password utilizzata per accedere al server proxy.
Argomenti correlati
•
Impostazioni internazionali e dei formati di file per le connessioni ai file CSV
9.3.3.10 Impostazioni internazionali e dei formati di file per le connessioni ai file CSV
I seguenti parametri sono validi per le connessioni ai file con valori separati da virgole (CSV).
Impostazioni file
Parametro Descrizione
Charset del file
Set di caratteri utilizzato nei file CSV.
Nota:
per tutti i file deve essere utilizzato lo stesso set di caratteri.
Tipo di file
Il tipo di file può essere uno dei seguenti:
•
delimitato
Le voci del file CSV sono delimitate da un separatore.
•
fisso
Le voci del file CSV hanno una larghezza fissa.
134 2013-11-22
Uso delle connessioni
135
Parametro
Modalità non rigida
Descrizione
Se è selezionata, le righe non valide vengono ignorate automaticamente (colonne non sufficienti o in eccesso).
Nomi colonna in prima riga
Valore booleano che indica se la prima riga del file CSV contiene nomi di colonna.
Nota:
se il file non contiene nomi di colonna e se è abilitata la definizione dello schema, il driver di accesso ai dati denomina le colonne col1
, col2
, ..., col
n
.
Unisci file in uno
Separatore
Valore booleano che indica se le tabelle vengono concatenate automaticamente quando viene fornito un motivo come origine dati.
Se, ad esempio, il motivo di origine dati è report_*.csv
, il driver concatena tutte le tabelle dei file CSV che corrispondono al motivo.
Avvertenza:
i file CSV devono avere la stessa struttura.
Numero di righe di commento all'inizio
Numero di righe che contengono commenti all'inizio del file CSV. Il numero massimo è
1000
.
Carattere utilizzato per separare le voci del file CSV. Deve essere diverso da un qualificatore di testo con carattere escape.
Nota:
se si utilizza il tasto Tab per separare le voci, è possibile impostare la parola
TAB
come separatore.
Qualificatore testo
Carattere escape
Carattere che racchiude una voce del file, ad esempio le virgolette semplici (
'
) o doppie (
"
).
Se non si desidera utilizzare un qualificatore di testo, utilizzare un carattere non presente nel file CSV per impedire che il driver di accesso ai dati selezioni il valore predefinito.
Carattere che consente di trattare il qualificatore di testo come testo letterale.
Nota:
il qualificatore di testo e il carattere escape devono essere diversi.
2013-11-22
Uso delle connessioni
Impostazioni internazionali
Parametro Descrizione
Separatore decimale
Il valore predefinito è il punto (
.
). Ad esempio: 100.20.
Carattere di raggruppamento migliaia
Il valore predefinito è la virgola (
,
). Ad esempio: 1,000.20.
Formato data
Formato data e ora
Formato ora
Formati di data e ora utilizzati nei file CSV. Devono corrispondere al formato nei file CSV per consentire al driver di riconoscere i formati di data e ora per analizzarli.
I valori predefiniti sono:
• aaaa-MM-gg per la data
• aaaa-MM-gg HH:mm:ss per l'indicazione di data e ora
•
HH:mm:ss per l'ora
9.4 Creazione di una connessione OLAP
Per creare connessioni locali e protette a un'origine dati OLAP, viene utilizzata la procedura guidata
Nuova connessione OLAP.
Prima di creare una connessione locale in Information Design Tool, è necessario che sia disponibile un progetto nella visualizzazione dei progetti locali. Per ulteriori informazioni sulla creazione dei progetti locali, vedere l'argomento correlato.
Nota:
le connessioni OLAP create in Information Design Tool non sono supportate da Universe Design Tool.
Inoltre, le connessioni OLAP create in Universe Design Tool non sono disponibili per la creazione di universi in Information Design Tool.
1.
Eseguire una delle operazioni seguenti:
• Per creare una connessione locale, selezionare la cartella del progetto nella visualizzazione dei progetti locali. Selezionare
File
>
Nuovo
>
Connessione OLAP
.
• Per creare una connessione protetta, nella visualizzazione delle risorse del repository aprire una sessione per il repository in cui si desidera creare la connessione protetta. Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla cartella o sottocartella Connessioni nel repository e selezionare
Inserisci connessione OLAP
.
2.
Seguire i passaggi della procedura guidata Nuova connessione OLAP per immettere le seguenti informazioni:
• Nome della connessione
136 2013-11-22
Uso delle connessioni
• Driver middleware per il database di destinazione
• Parametri di autenticazione per la connessione all'origine dati OLAP
• Cubo OLAP a cui connettersi
Per ulteriori informazioni su un passaggio particolare, fare clic sull'icona della guida in linea nella finestra di dialogo della procedura guidata.
Argomenti correlati
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Creazione di un progetto locale
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Selezione di un driver di middleware OLAP
•
Informazioni sulle connessioni
9.4.1 Selezione di un driver di middleware OLAP
In questa sezione viene descritta la pagina di selezione del driver OLAP della procedura guidata Nuova connessione OLAP.
Selezionare un driver OLAP per eseguire la connessione al server OLAP. Il driver OLAP mappa le informazioni dal middleware del server OLAP all'interfaccia utente dell'applicazione SAP BusinessObjects.
In base al server OLAP di destinazione, espandere il nodo middleware e selezionare il driver di destinazione.
Nota:
Se si utilizza Information Design Tool da un'installazione di Crystal Server 2011, i driver del middleware
SAP non sono disponibili.
9.4.2 Impostazione dei parametri di accesso per le origini dati OLAP
I parametri di connessione variano in base al tipo di origine dati per cui viene definita la connessione.
Selezionare dagli argomenti correlati il collegamento a ulteriori informazioni sui parametri di connessione.
Argomenti correlati
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Parametri di connessione per le connessioni OLAP
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Parametri di connessione per connessioni SAP NetWeaver BW ed ERP
137 2013-11-22
Uso delle connessioni
138
9.4.2.1 Parametri di connessione per le connessioni OLAP
I seguenti parametri sono validi per la maggior parte delle connessioni OLAP.
Per una descrizione dei parametri di connessione per SAP NetWeaver BW (client BICS), vedere l'argomento correlato.
Parametro di connessione Descrizione
Modalità di autenticazione
Metodo utilizzato per autenticare le credenziali di accesso dell'utente quando si accede all'origine dati.
•
Usa nome utente e password specificati
: utilizza i parametri
Nome utente
e
Password
definiti per la connessione.
•
Usa mappatura delle credenziali di BusinessObjects
: utilizza le credenziali del database associate all'account utente definito nel server CMS per connettersi all'origine dati. Le credenziali del database vengono impostate nelle proprietà dell'utente nella Central Management Console. Per ulteriori informazioni consultare il Manuale dell'amministratore della piattaforma SAP BusinessObjects Business Intelligence.
•
Usa Single Sign On
: questa modalità di autenticazione viene utilizzata per supportare il single sign on end-to-end definito nel server CMS. Se si utilizza un'autenticazione con origine esterna, ad esempio LDAP, il CMS e l'origine dati devono essere configurati in modo da utilizzare tale autenticazione. Per ulteriori informazioni sul single sign on, consultare il Manuale dell'amministratore della piattaforma SAP BusinessObjects Business Intelligence.
Nome host
Numero istanza
Questo parametro è applicabile solo alle connessioni SAP HANA.
Il nome del server che ospita l'origine dati. Non includere il numero di porta.
Questo parametro è applicabile solo alle connessioni SAP HANA.
Numero di istanza SAP HANA, che rappresenta la seconda e la terza cifra del numero di porta. Selezionare un numero tra 0 e 99. Ad esempio, se il numero di porta è 30215, il numero di istanza sarà 2.
2013-11-22
Uso delle connessioni
139
Parametro di connessione Descrizione
Server
Per le connessioni MSAS, il percorso URL, ad esempio: http://<nome_server>/olap_2005/msmdpump.dll
Per le connessioni Essbase, il nome del server per l'origine dati.
Nome utente
Password
Lingua
Il nome utente da utilizzare per accedere al server OLAP se la
Modalità di autenticazione
è impostata su
Usa nome utente e password specificati
.
La password da utilizzare per accedere al server OLAP se la
Modalità di autenticazione
è impostata su
Usa nome utente e password specificati
.
La lingua che verrà utilizzata per la connessione.
Riconnetti automaticamente
Questo parametro è applicabile solo alle connessioni SAP HANA.
Se selezionato, l'applicazione si riconnette automaticamente al server host se la connessione non riesce.
Utilizza SSL
Recupera dimensione
Questo parametro è applicabile solo alle connessioni SAP HANA.
Se selezionato, viene utilizzato il protocollo SSL per la connessione al server host.
Questo parametro è applicabile solo alle connessioni SAP HANA.
Numero massimo di righe autorizzate per ogni fetch di dati recuperati dal database. Per le connessioni OLAP a SAP HANA il valore consigliato per
Recupera dimensione
è 7000.
Argomenti correlati
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Parametri di connessione per connessioni SAP NetWeaver BW ed ERP
9.4.2.2 Parametri di connessione per connessioni SAP NetWeaver BW ed ERP
2013-11-22
Uso delle connessioni
I seguenti parametri si applicano alle connessioni a SAP NetWeaver BW (relazionali e BICS Client) e
SAP ERP.
Per impostare la funzione ABAP e i parametri InfoSet per le connessioni SAP ERP, dopo avere immesso i parametri di connessione, fare clic su
Avanti
.
Parametro Descrizione
Modalità autenticazione
Metodo utilizzato per autenticare le credenziali di accesso dell'utente quando si accede all'origine dati.
•
Usa nome utente e password specificati
: utilizza i parametri
Nome utente
e
Password
definiti per la connessione.
•
Usa mappatura delle credenziali di BusinessObjects
: utilizza le credenziali del database associate all'account utente definito nel server CMS per connettersi all'origine dati. Le credenziali del database vengono impostate nelle proprietà dell'utente nella Central Management Console. Per ulteriori informazioni consultare il Manuale dell'amministratore della piattaforma SAP BusinessObjects Business Intelligence.
•
Usa Single Sign On
: questa modalità di autenticazione viene utilizzata per supportare il single sign on end-to-end definito nel server CMS. Se si utilizza un'autenticazione con origine esterna, ad esempio LDAP, il CMS e l'origine dati devono essere configurati in modo da utilizzare tale autenticazione.
Per ulteriori informazioni sul Single Sign On, consultare il Manuale dell'amministratore della piattaforma SAP BusinessObjects Business Intelligence.
Numero client
Nome utente
Password
Lingua
Numero utilizzato per identificare il client nel sistema SAP.
Nome utente con cui accedere all'origine dati se la
modalità di autenticazione
è impostata su
Usa nome utente e password specificati
.
Password con cui accedere all'origine dati se la
modalità di autenticazione
è impostata su
Usa nome utente e password specificati
.
Codice ISO di due caratteri della lingua da utilizzare per la connessione all'origine dati. Ad esempio, IT per Italiano.
Nota:
In alcuni casi, è necessario selezionare la lingua nell'elenco.
140 2013-11-22
Uso delle connessioni
141
Parametro Descrizione
Salva lingua
Specifica quale lingua utilizzare per la connessione:
• Se si seleziona l'opzione
Salva lingua
, viene utilizzato il valore del parametro
Lingua
.
• Se si deseleziona
Salva lingua
verrà utilizzato il valore della sessione utente (Impostazioni locali di visualizzazione preferite).
ID sistema
ID di sistema SAP di tre caratteri.
Nota:
Obbligatorio sia per il server di applicazioni che per quello dei messaggi.
Nota:
Per una connessione efficace al server messaggi, è necessario aggiungere l'ID di sistema di tale server al file seguente nel computer che ospita l'applicazione:
C:\WINDOWS\system32\drivers\etc\services
Alla fine del file esistente, aggiungere la riga: sapmsXXX <tab> 3601/tcp dove sapms indica il server messaggi SAP, xxx è l'ID di sistema del server utilizzato e 3601/tcp è la porta TCP predefinita utilizzata per la comunicazione.
Tipo di server
• Selezionare
Server delle applicazioni
per connettersi direttamente al server SAP senza utilizzare il bilanciamento del carico.
• Selezionare
Server messaggi
per usufruire della funzionalità di bilanciamento del carico SAP.
Nome server
per
Server di applicazioni
Nome del server di applicazioni SAP.
Numero sistema
per
Server di applicazioni
Numero di sistema del server di applicazioni SAP. Si tratta di un intero di due cifre compreso tra 00 e 99.
Nome server
per
Server messaggi
Nome o indirizzo IP del server di messaggi SAP utilizzato per il bilanciamento del carico.
Nome gruppo
per
Server messaggi
Nome del gruppo di accesso; insieme di server di applicazioni dedicati utilizzati per l'accesso.
2013-11-22
Uso delle connessioni
I seguenti parametri sono validi solo per le connessioni SAP NetWeaver BW:
Parametro Descrizione
Parametro facoltativo solo per le connessioni relazionali SAP
NetWeaver BW.
Mappatura ID programma
definisce gli ID di programma per il callback utilizzato da SAP NetWeaver BW per contattare il server
Data Federation. Immettere
Mappatura ID programma
in forma di elenco di una o più coppie nome server=ID programma separate da punto e virgola (;). Ad esempio:
Utilizza mappatura ID programma personalizzato
MySIA.DF_Server1=RFC1;MySIA.DF_Server2=RFC2
Ogni ID di programma deve corrispondere al nome di una destinazione RFC creata in SAP NetWeaver BW.
Se questo parametro non è definito, il server Data Federation crea automaticamente una destinazione RFC.
Per informazioni più dettagliate, vedere la descrizione della proprietà del connettore programIDMapping nel Manuale dello strumento di amministrazione di Data Federation.
Utilizza gateway personalizzato
Parametro facoltativo solo per le connessioni relazionali SAP
NetWeaver BW.
In
Nome host gateway
specificare il nome del server che ospita il gateway SAP NetWeaver BW.
In
Nome servizio gateway
specificare il nome o il numero di porta del servizio gateway SAP NetWeaver BW.
Se questa opzione non è selezionata, SAP NetWeaver BW fornisce il nome host e il nome di servizio gateway tramite una
RCF.
InfoProvider
Per le connessioni relazionali SAP NetWeaver BW, il nome dell'InfoCube o MultiProvider da utilizzare come tabella dei dati al centro dello schema a fiocco di neve nella base dati.
142 2013-11-22
Uso delle connessioni
Parametro
Catalogo
Descrizione
Per le connessioni relazionali SAP NetWeaver BW, il nome utilizzato per identificare la connessione al server di query.
Nota:
La prima volta che la connessione viene aggiunta a una base dati abilitata per più origini, viene automaticamente registrato un nome di catalogo predefinito con il server di query.
9.4.3 Selezione di un cubo OLAP
Le seguenti opzioni vengono utilizzate per associare un cubo alla connessione OLAP.
Nota:
Per le connessioni che utilizzano
Client SAP BICS
, selezionare l'opzione
Specificare un cubo nella connessione
. Aprire un catalogo e selezionare la query BEx per la connessione.
Opzione Descrizione
Non specificare un cubo nella connessione
Selezionare questa opzione per creare la connessione senza specificare un cubo. In questo caso, ogni volta che si accede alla connessione, per creare un livello aziendale o utilizzare uno strumento di query e reporting, verrà richiesto di selezionare un cubo.
Specifica un cubo nella connessione
Selezionare questa opzione per associare sempre un cubo alla connessione.
Nella pagina di selezione del cubo sono elencati i cubi disponibili per il database di destinazione. È possibile immettere una stringa di ricerca nell'apposita casella di testo. Selezionare il cubo nell'elenco.
9.5 Creazione di un collegamento di connessione
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Uso delle connessioni
Quando si pubblica una connessione, si ha la possibilità di creare un collegamento alla connessione nella visualizzazione Progetti locali. Utilizzare la procedura seguente per creare un collegamento di connessione per una connessione protetta già esistente.
È necessario che sia presente un progetto locale nella visualizzazione Progetti locali.
1.
Nella visualizzazione delle risorse del repository, aprire una sessione nel repository in cui è memorizzata la connessione protetta.
2.
Nella cartella o sottocartella Connessioni fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome della connessione.
• Per le connessioni OLAP, selezionare
Crea collegamento connessione OLAP
.
• Per le connessioni relazionali, selezionare
Crea collegamento connessione relazionale
.
3.
Nella finestra di dialogo "Seleziona un progetto locale", selezionare il progetto in cui si desidera creare il collegamento.
Argomenti correlati
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Creazione di un progetto locale
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Collegamenti delle connessioni
9.6 Modifica di connessioni locali e protette
1.
Per aprire la connessione nell'editor, procedere in uno dei modi seguenti:
Opzione Descrizione
Per aprire una connessione locale
Fare doppio clic sul nome della connessione nella vista Progetti locali.
Per aprire una connessione protetta
Nella vista Risorse repository aprire una sessione nel repository in cui è pubblicata la connessione.
Nella cartella o sottocartella Connessioni fare doppio clic sul nome della connessione.
2.
Per modificare il nome o la descrizione della connessione, fare clic sulla scheda
Informazioni generali
.
3.
Per modificare i parametri della connessione, fare clic su
Modifica
.
Per le connessioni locali è anche possibile fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome della connessione nella vista Progetti locali e scegliere
Modifica connessione
.
4.
Per modificare il driver middleware per le connessioni relazionali, selezionare
Modifica driver
.
Selezionare un nuovo driver e immettere i nuovi parametri di connessione.
5.
Per verificare la disponibilità del server di database, fare clic su
Verifica connessione
.
144 2013-11-22
Uso delle connessioni
È anche possibile fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome della connessione o del collegamento nella vista Progetti locali e scegliere
Verifica connessione
.
6.
Salvare le informazioni di connessione facendo clic sull'icona Salva nella barra degli strumenti principale.
Argomenti correlati
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Visualizzazione di valori in una connessione relazionale
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Visualizzazione di valori in una connessione OLAP
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Informazioni sulle connessioni
9.7 Modifica di collegamenti alle connessioni
È possibile modificare il nome e la descrizione di un collegamento alla connessione. È inoltre possibile modificare il collegamento per fare riferimento a una connessione diversa nello stesso repository in cui
è pubblicata la connessione esistente.
1.
Aprire il collegamento alla connessione nell'editor facendo doppio clic sul relativo nome nella vista
Progetti locali.
2.
È possibile immettere o modificare il testo in
Nome collegamento
e
Descrizione
.
3.
Per modificare la connessione a cui fa riferimento il collegamento, fare clic su
Cambia connessione
.
È anche possibile fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome del collegamento nella vista
Progetti locali e scegliere
Cambia connessione
.
4.
Per verificare la connessione di riferimento, fare clic su
Verifica connessione
.
È anche possibile fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome del collegamento nella vista
Progetti locali e scegliere
Verifica connessione
.
5.
Salvare il collegamento facendo clic sull'icona Salva nella barra degli strumenti principale.
Argomenti correlati
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Collegamenti delle connessioni
9.8 Visualizzazione di valori in una connessione relazionale
1.
Aprire la connessione nell'editor:
145 2013-11-22
Uso delle connessioni
Opzione
Per aprire una connessione locale
Per aprire una connessione protetta
Descrizione
Fare doppio clic sul nome della connessione nella vista Progetti locali.
Nella vista Risorse repository aprire una sessione nel repository in cui è pubblicata la connessione.
Nella cartella o sottocartella Connessioni fare doppio clic sul nome della connessione.
2.
Fare clic sulla scheda
Mostra valori
.
3.
Nel riquadro
Catalogo
fare doppio clic sul nome della tabella (per visualizzare tutte le colonne) o su un nome di colonna.
Per informazioni sulle operazioni che è possibile eseguire nel riquadro in cui sono visualizzati i valori, vedere l'argomento correlato.
Argomenti correlati
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Visualizzazione di valori in un'origine dati
9.9 Visualizzazione di valori in una connessione OLAP
1.
Aprire la connessione nell'editor:
Opzione Descrizione
Per aprire una connessione locale
Fare doppio clic sul nome della connessione nella vista Progetti locali.
Per aprire una connessione protetta
Nella vista Risorse repository aprire una sessione nel repository in cui è pubblicata la connessione.
Nella cartella o sottocartella Connessioni fare doppio clic sul nome della connessione.
2.
Per esplorare gli oggetti nel cubo e le relative proprietà, fare clic sulla scheda
Sfoglia metadati
.
Selezionare un oggetto per visualizzarne le proprietà nell'apposito riquadro.
3.
Per eseguire una query MDX sul cubo, selezionare la scheda
Query
.
146 2013-11-22
Uso delle connessioni
Nota:
Le query MDX non sono disponibili per le connessioni OLAP utilizzate per l'accesso diretto (ad esempio, l'accesso diretto a una query BEx o a un modello di informazioni SAP HANA).
4.
Per creare una query MDX nel riquadro
Query MDX
, trascinare oggetti dal riquadro
Metadati OLAP
e immettere istruzioni MDX.
5.
Per convalidare la sintassi MDX, fare clic su
Analizza
.
6.
Per eseguire la query, fare clic su
Esegui
.
147 2013-11-22
Uso delle connessioni
148 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
Utilizzo delle basi dati
10.1 Informazioni sulle basi dati
Una base dati contiene uno schema di tabelle e join pertinenti, estratti da uno o più database relazionali, che vengono utilizzati come base per uno o più livelli aziendali.
Nella base dati viene fatto riferimento alle connessioni relazionali. Si inseriscono le tabelle e i join dei database a cui si riferiscono le connessioni.
Mediante l'editor base dati è possibile ottimizzare la base dati aggiungendo tabelle federate (progettate nel livello della federazione), tabelle derivate, tabelle alias, colonne calcolate, join aggiuntivi, contesti, prompt ed elenchi di valori. La disponibilità di alcune funzionalità dipende dal tipo di base dati. Per ulteriori informazioni sui tipi di base dati, vedere l'argomento correlato.
È possibile creare qualsiasi numero di livelli aziendali con la stessa base dati. In questo caso la base dati diventa la base per più universi.
Argomenti correlati
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Informazioni sui tipi di base dati
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Informazioni sul livello della federazione
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10.1.1 Informazioni sui tipi di base dati
Esistono due tipi di base dati, a un'origine o a più origini, che consentono di usufruire delle diverse funzionalità offerte dalla base dati.
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Informazioni sulle basi dati con una sola origine
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Informazioni sulle basi dati con più origini
149 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
10.1.2 Informazioni sulle basi dati con una sola origine
Le basi dati con una sola origine supportano un'unica connessione. La connessione può essere locale o protetta, ovvero è possibile pubblicare universi basati sulla base dati localmente o su un repository.
Le basi dati con una sola origine supportano la sintassi SQL specifica di database per tabelle derivate, colonne calcolate ed espressioni join. La sintassi SQL specifica del database consente funzioni o operatori forniti da un database specifico e non da un qualsiasi database SQL-92 (ad esempio, funzioni analitiche Oracle). È necessario selezionare l'opzione con una sola origine se si desidera pubblicare in una cartella locale gli universi basati su questa base dati.
Si consiglia di utilizzare le basi dati con una sola origine nelle seguenti situazioni:
• Si desidera utilizzare esclusivamente la sintassi SQL specifica per il database.
• Si desidera pubblicare l'universo localmente e lavorare all'esterno di un repository.
Argomenti correlati
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Informazioni sulle basi dati con più origini
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Cambiamento di una connessione in una base dati
10.1.3 Informazioni sulle basi dati con più origini
Le basi dati con più origini supportano una o più connessioni. È possibile aggiungere le connessioni quando si crea la base dati e in qualsiasi momento successivo. Le basi dati con più origini supportano solo connessioni protette e gli universi basati su questo tipo di base dati possono essere pubblicati solo in un repository.
Le basi dati abilitate per più origini supportano la maggior parte delle connessioni relazionali supportate nelle basi dai con una sola origine. In più, le basi dati abilitate per più origini supportano le seguenti connessioni relazionali che non sono supportate nelle basi dati con una sola origine:
• connessioni SAP NetWeaver BW
• connessioni SAS
Le connessioni per le basi dati con più origini vengono gestite dal servizio Data Federation. Per informazioni sull'ottimizzazione del servizio Data Federation, consultare il Manuale dello strumento di amministrazione di Data Federation.
Il livello della federazione è disponibile in basi dati abilitate per più origini. Consente di creare tabelle federate che è poi possibile includere nella base dati.
150 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
La sintassi SQL-92 standard è la sintassi predefinita per le colonne calcolate, le tabelle derivate e le espressioni join. Inoltre, sono disponibili le funzioni SQL del database di SAP BusinessObjects. È possibile utilizzare la sintassi SQL specifica per il database in una base dati con più origini definendo una tabella derivata o una colonna calcolata specifica per il database. La sintassi SQL specifica del database consente funzioni o operatori forniti da un database specifico e non da un qualsiasi database
SQL-92 (ad esempio, funzioni analitiche Oracle).
Nota:
Per le funzioni del database, la sintassi SAP BusinessObjects può essere diversa dalla sintassi della stessa funzione fornita dall'SQL specifico del database.
Le basi dati abilitate per più origini sono necessarie nelle seguenti situazioni:
• Si desidera inserire tabelle e join da più di un'origine dati relazionale o creare tabelle federate.
• Si desidera utilizzare connessioni SAP NetWeaver BW o SAS.
• Si desidera utilizzare la sintassi SQL-92 standard e le funzioni SQL di SAP BusinessObjects.
Per ulteriori informazioni su queste situazioni, vedere gli argomenti correlati.
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Informazioni sul livello della federazione
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Espressioni SQL nelle basi dati con più origini
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Informazioni sulle basi dati con una sola origine
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Utilizzo di origini dati SAP NetWeaver BW
151
10.1.3.1 Basi dati con più connessioni
Per poter aggiungere più connessioni a una base dati, è necessario selezionare il tipo con più origini quando si crea la base dati.
È possibile selezionare più connessioni quando si crea la base dati e aggiungere connssioni a una base dati con più origini già esistente. Le connessioni devono essere protette e quindi disponibili in un repository. Le connessioni sono rappresentate da un collegamento alle connessioni nel progetto locale.
In una base dati con più origini le connessioni dispongono delle seguenti proprietà aggiuntive:
• Un nome breve utilizzato per identificare la connessione nella base dati e per modificare il nome della tabella nelle espressioni SQL. Il nome breve viene specificato quando si aggiunge la connessione. Questo nome deve essere univoco nella base dati e non superare i 40 caratteri. Se si modifica il nome breve per la connessione, le espressioni SQL vengono automaticamente aggiornate in base al nuovo nome.
• Un colore per la connessione. Questo colore viene utilizzato nell'intestazione di tabella nelle visualizzazioni base dati. Il colore viene selezionato quando si aggiunge la connessione. È possibile modificare il colore per una connessione in qualsiasi momento.
2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
• Un catalogo utilizzato per identificare la connessione con il server query. Un nome di catalogo predefinito viene registrato automaticamente con il server query la prima volta che la connessione viene aggiunta a una base dati con più origini.
• Per le connessioni SAP NetWeaver BW, le proprietà relative all'inserimento automatico di tabelle e join. Per ulteriori informazioni su queste proprietà, vedere l'argomento correlato.
In una base dati con più origini, il formato del nome della tabella visualizzato nelle espressioni SQL è:
@catalog
(nome breve)."qualificatore_database.proprietario_database"."nome_tabella"
È possibile creare un join con più origini tra tabelle con connessioni differenti. Utilizzare il comando
Rileva join
per rilevare i join tra le tabelle a cui fanno riferimento connessioni diverse o il comando
Inserisci join
per definirli in modo esplicito.
Argomenti correlati
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Utilizzo di origini dati SAP NetWeaver BW
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Informazioni sulle connessioni nella base dati
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Cambiamento di una connessione in una base dati
152
10.1.3.2 Espressioni SQL nelle basi dati con più origini
Le espressioni SQL che definiscono join, colonne calcolate e tabelle derivate in una base dati con più origini utilizzano la sintassi SQL-92 AINSI standard.
Nelle espressioni SQL-92 è possibile includere le funzioni del database SAP BusinessObjects. La sintassi SQL può essere diversa dalla sintassi della stessa funzione fornita dall'SQL specifico del database. Per ulteriori informazioni, vedere l'argomento correlato.
Nelle espressioni SQL-92 è possibile includere le funzioni @. Le funzioni @ che possono essere incluse dipendono dal tipo di espressione. Per ulteriori informazioni vedere l'argomento correlato.
Per utilizzare funzioni o operatori disponibili mediante il database e non SQL-92 (ad esempio, funzioni analitiche di Oracle), definire le colonne calcolate e le tabelle derivate specifiche del database. Un'opzione nell'editor delle espressioni SQL consente di utilizzare il codice SQL specifico del database.
Le colonne calcolate e le tabelle derivate specifiche del database supportano la sintassi SQL della connessione associata. Per le espressioni SQL specifiche per il database si applicano le regole seguenti:
• È possibile fare riferimento solo alle tabelle standard e alle tabelle derivate specifiche del database in un'unica connessione.
• Non è possibile fare riferimento alle tabelle nelle connessioni SAS o SAP NetWeaver BW.
• È possibile includere le funzioni @ con alcune restrizioni. Per ulteriori informazioni vedere l'argomento correlato.
Argomenti correlati
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Riferimento delle funzioni SQL di SAP BusinessObjects per universi con più origini
2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
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10.2 Informazioni sull'editor base dati
In questo argomento viene descritto come esplorare l'editor base dati. Per i passaggi necessari per la creazione della struttura della base dati, vedere
.
L'editor base dati è suddiviso in un riquadro della visualizzazione base dati, un riquadro delle proprietà nonché riquadri di esplorazione.
La visualizzazione base dati è una rappresentazione grafica di tabelle e join. La visualizzazione
Master
contiene tutte le tabelle e i join e non può essere eliminata. È possibile definire visualizzazioni personalizzate che contengono sottoinsiemi di tabelle. Per accedere alle visualizzazioni, utilizzare le schede nella parte inferiore del riquadro di visualizzazione. Per ulteriori informazioni sulle visualizzazioni personalizzate, vedere l'argomento correlato.
Nel riquadro delle proprietà vengono visualizzate le proprietà dell'oggetto base dati attualmente selezionato (l'intera base dati, una tabella, una colonna o un join). Per modificare le proprietà applicabili all'intera base dati, vedere l'argomento correlato.
Nella visualizzazione base dati, è possibile lavorare con tabelle e join utilizzando i comandi dei menu
Inserisci
e
Rileva
oppure facendo direttamente clic sugli oggetti nella visualizzazione.
I riquadri di visualizzazione consentono di lavorare con elementi diversi della base dati. Per accedere ai riquadri fare clic sulla scheda corrispondente:
•
Connessioni
•
Base dati
(visualizza una struttura ad albero di tabelle e join)
•
Alias e contesti
•
Parametri ed elenchi dei valori
•
Livello della federazione
Per ulteriori informazioni sulle operazioni da eseguire in ciascun riquadro di selezione, vedere l'argomento correlato.
Navigazione nella visualizzazione base dati
Per accedere al menu dei comandi disponibili per le tabelle, fare clic con il pulsante destro del mouse sulle intestazioni delle tabelle nella visualizzazione base dati. Per selezionare più tabelle, fare clic sulle relative intestazioni tenendo premuto il tasto
CTRL
.
Per accedere ai comandi disponibili per le colonne, fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome della colonna nella tabella della base dati.
Nel menu di scelta rapida sono disponibili alcuni comandi che agevolano il reperimento delle tabelle correlate nella base dati:
153 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
•
Seleziona tabelle correlate
: seleziona automaticamente tutte le tabelle collegate mediante join alla tabella selezionata.
•
Evidenzia tabelle correlate
: visualizza come non attive le tabelle che non sono collegate alla tabella selezionata mediante join.
•
Evidenzia alias
disattiva tutte le tabelle ad eccezione della tabella originale selezionata e delle relative tabelle alias.
•
Evidenzia tabella originale
disattiva tutte le tabelle ad eccezione della tabella alias selezionata e della tabella originale su cui si basa.
•
Centra sulla selezione
consente di modificare temporaneamente lo zoom nella visualizzazione della base dati in modo che tutte le tabelle di una selezione siano visibili nella finestra.
È possibile utilizzare il pannello di ricerca per eseguire ricerche avanzate nella base dati. Per aprire il pannello di ricerca, fare clic su .
Per informazioni sui comandi utilizzabili per modificare la visualizzazione degli oggetti nella visualizzazione base dati, vedere l'argomento correlato.
Argomenti correlati
•
Inserimento di una visualizzazione base dati personalizzata
•
Informazioni sulle connessioni nella base dati
•
•
Informazioni su parametri ed elenchi di valori della base dati
•
Informazioni sul livello della federazione
•
Informazioni sulle proprietà della base dati
•
Ricerca di tabelle e colonne nella base dati
•
Posizionamento della visualizzazione centrandola su una selezione
•
Modifica della visualizzazione degli oggetti nella base dati
10.3 Creazione di una base dati
Istruzioni preliminari
• È necessario un progetto locale in cui creare la base dati.
• Nel progetto locale è necessaria la connessione relazionale o i collegamenti alle connessioni relazionali protette. Le basi dati abilitate per più origini richiedono collegamenti alle connessioni.
Per collegamenti a informazioni dettagliate su ogni passaggio, vedere gli argomenti correlati.
1.
Per avviare la procedura guidata "Nuova base dati" procedere in uno dei modi seguenti:
• Fare clic con il pulsante destro del mouse su una connessione relazionale o un collegamento a una connessione nella vista Progetti locali e scegliere
Nuovo
>
Base dati
.
• Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla cartella del progetto nella vista Progetti locali e scegliere
Nuovo
>
Base dati
.
154 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
La base dati viene creata in un file .dfx nel progetto locale e si apre automaticamente nell'Editor base dati.
2.
Se si desidera utilizzare tabelle federate nella base dati (solo basi dati abilitate per più origini), creare le tabelle federate nel
Livello della federazione
.
3.
Nell'Editor base dati inserire tabelle nella base dati:
Opzione
Per inserire tabelle dalla connessione
Comando
Nel riquadro
Connessione
aprire e sfogliare le tabelle nella connessione. Sono disponibili degli strumenti per cercare e filtrare le tabelle nel riquadro
Connessione
.
Trascinare e rilasciare le tabelle desiderate nella vista
Master della base dati.
Per inserire tabelle mediante una procedura guidata
Nella barra degli strumenti della visualizzazione base dati selezionare
Inserisci
>
Inserisci tabelle
. Viene offerta la possibilità di rilevare e inserire automaticamente chiavi, join, cardinalità e conteggi di righe.
Nota:
per rilevare i join tra le tabelle a cui fanno riferimento connessioni diverse, è necessario utilizzare il comando
Rileva join
.
Per inserire tabelle federate (solo basi dati abilitate per più origini)
Nella barra degli strumenti della visualizzazione base dati selezionare
Inserisci
>
Tabella federata
.
4.
Inserisci join:
Opzione Comando
Per inserire i join manualmente
Nella visualizzazione base dati fare clic sul nome della colonna nella prima tabella e trascinarlo nella colonna della seconda tabella. Un percorso di join appare tra le due tabelle.
I join possono essere inseriti anche mediante l'apertura della finestra di dialogo "Modifica join". Nella barra degli strumenti della visualizzazione base dati selezionare
Inserisci
>
Inserisci join
.
Per rilevare join
Nella barra degli strumenti della visualizzazione base dati selezionare
Rileva
>
Rileva join
.
Per modificare un join, fare doppio clic sul percorso di join. Per ulteriori informazioni sulla modifica e il rilevamento dei join, vedere gli argomenti correlati.
155 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
156
5.
Verificare la cardinalità dei join nella base dati. Nella barra degli strumenti della visualizzazione base dati selezionare
Rileva
>
Rileva cardinalità
.
Nella finestra di dialogo "Rileva cardinalità" è possibile impostare o rilevare la cardinalità per tutti i join o per un join qualsiasi.
6.
La funzione della base dati può essere migliorata in diversi modi, ad esempio:
• Inserire colonne calcolate
• Inserire tabelle derivate
• Inserire tabelle alias
• Inserire parametri con prompt facoltativi
• Inserire elenchi di valori da associare a un prompt
• Impostare opzioni SQL e parametri di generazione SQL nelle proprietà della base dati
7.
Verificare i percorsi di join e risolvere gli eventuali loop. Utilizzare i comandi del riquadro
Alias e contesti
per rilevare automaticamente gli alias e i contesti.
8.
Eseguire una verifica dell'integrità per convalidare le tabelle, le colonne e i join nella base dati. Fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome della base dati nel riquadro
Base dati
, quindi selezionare
Verifica integrità
.
9.
Salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
Di seguito sono riportati alcuni comandi che semplificano la gestione della base dati.
• Se si modificano tabelle o colonne, utilizzare l'opzione
Mostra dipendenze locali
per trovare i livelli aziendali e gli oggetti che possono essere interessati dalle modifiche.
• Aggiornare la struttura per aggiornare la base dati in base alle modifiche apportate ai database a cui fanno riferimento le connessioni.
• È possibile modificare una connessione o, nel caso di basi dati abilitate per più origini, aggiungerla o rimuoverla.
• La manutenzione può essere ulteriormente facilitata attraverso la creazione di viste personalizzate, raggruppamento di tabelle mediante le famiglie, organizzazione della visualizzazione della tabella e inserimento di commenti.
Argomenti correlati
•
Informazioni sui tipi di base dati
•
Creazione di un progetto locale
•
Creazione di una connessione relazionale
•
Creazione di un collegamento di connessione
•
Informazioni sull'editor base dati
•
Inserimento di tabelle nella base dati
•
Ricerca di tabelle nel riquadro Connessioni
•
Filtro delle tabelle nella connessione per tipo di tabella
•
Informazioni sul livello della federazione
•
Inserimento e modifica di un join
•
Rilevamento e impostazione di cardinalità
•
Inserimento di una colonna calcolata
•
Informazioni sulle tabelle derivate
•
Informazioni sulle tabelle alias
2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
•
Informazioni su parametri ed elenchi di valori della base dati
•
Informazioni sulle proprietà della base dati
•
•
Esecuzione della verifica dell'integrità
•
Visualizzazione delle dipendenze locali nella base dati
•
Informazioni sull'aggiornamento di una base dati
•
Cambiamento di una connessione in una base dati
•
Aggiunta di connessioni a una base dati
•
Inserimento di una visualizzazione base dati personalizzata
•
Raggruppamento di tabelle mediante le famiglie
•
Disposizione automatica delle tabelle nella visualizzazione base dati
•
Inserimento di un commento nella visualizzazione base dati
10.4 Informazioni sulle connessioni nella base dati
Le connessioni presenti nella base dati sono elencate nel riquadro "Connessioni" dell'editor base dati.
Alcune connessioni consentono l'uso di più database (detti qualificatori) con diversi proprietari:
• Alcune origini dati forniscono sia qualificatori che proprietari (ad esempio, MS SQL Server)
• Alcune origini dati forniscono solo qualificatori (ad esempio, MySQL e i file di testo)
• Alcune origini dati forniscono solo proprietari (ad esempio, Oracle, SAP HANA, DB2 e Teradata)
•
Per le basi dati a una sola origine, il riquadro "Connessioni" appare come segue:
I qualificatori, se disponibili, sono riportati sotto la connessione
•
I proprietari, se disponibili, sono riportati sotto ogni qualificatore
•
Le tabelle sono riportate sotto ogni proprietario
• Le colonne sono riportate sotto ogni tabella.
•
Per le basi dati abilitate per più origini, il riquadro "Connessioni" appare come segue:
L'insieme di qualificatori e proprietari, detto schema, viene visualizzato sotto la connessione
(vengono riportati solo i proprietari se per l'origine dati non sono forniti qualificatori).
•
Le tabelle sono riportate sotto ogni schema
• Le colonne sono riportate sotto ogni tabella.
L'elenco di tabelle viene disposto in ordine alfabetico.
Per impostazione predefinita, le tabelle vengono visualizzate per tutti i qualificatori e i proprietari. Per elencare solo le tabelle per i qualificatori o i proprietari attualmente in uso, fare clic sull'icona "Mostra qualificatori e proprietari" per deselezionarla.
157 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
158
•
•
Quando la connessione contiene più di 1000 qualificatori e proprietari o tabelle, i qualificatori/proprietari e le tabelle vengono raggruppati in pacchetti di 1000. I pacchetti vengono indicati riportando tra parentesi le lettere iniziali dei primi e degli ultimi nomi di qualificatore, proprietario o tabella, ad esempio:
[AAAA....] - [MMMM]
[NNNN...] - [ZZZZZ]
Le tabelle già inserite nella base dati sono indicate mediante un'icona di tabella con un segno di spunta verde: . Per inserire una tabella nella base dati, fare doppio clic sul nome della tabella nel riquadro
"Connessioni".
Navigazione nell'elenco di tabelle del riquadro "Connessione"
L'icona
Mostra/Nascondi ricerca tabella
consente di cercare le tabelle in una connessione per ottenere un elenco filtrato di tabelle.
Alcune connessioni presentano tipi di tabella differenti, ad esempio in una connessione SAP HANA, è possibile avere diversi tipi di tabella, inclusa la
Vista analitica
e la
Vista calcolo
. L'icona
Filtra per tipo di tabella
nella connessione.
consente di selezionare i tipi di tabella per filtrare l'elenco di tabelle visualizzate
Per le connessioni SAP HANA, l'icona
Filtra modelli di informazioni
consente di filtrare l'elenco per impostazione predefinita, in modo da visualizzare solo le tabelle che rappresentano modelli di informazioni.
La ricerca nelle tabelle, il filtro per tipo di tabella e il filtro sui modelli di informazioni possono essere utilizzati in combinazione. Per ulteriori informazioni sulla ricerca e il filtro, vedere gli argomenti correlati.
Operazioni sulle connessioni
Le seguenti operazioni sulle connessioni possono essere eseguite dal riquadro "Connessioni":
•
Cambia
consente di modificare la connessione e le proprietà associate. Per ulteriori informazioni su questa attività, vedere l'argomento correlato.
•
Apri
apre le proprietà della connessione o del collegamento alla connessione nell'editor delle connessioni.
•
Verifica
consente di verificare se il database a cui fa riferimento la connessione è disponibile.
Inoltre, per le basi dati abilitate per più origini, è possibile eseguire le seguenti operazioni dal riquadro
"Connessioni":
•
Aggiungi connessioni
consente di aggiungere connessioni alla base dati. Per ulteriori informazioni su questa attività, vedere l'argomento correlato.
•
Rimuovi
consente di rimuovere una connessione dalla base dati. La connessione rimane nel repository e viene registrata con il nome del catalogo.
Argomenti correlati
•
Ricerca di tabelle nel riquadro Connessioni
•
Informazioni sulle tabelle nella base dati
•
Filtro delle tabelle nella connessione per tipo di tabella
•
Filtro di tabelle in una connessione SAP HANA in base al modello di informazioni
2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
•
Cambiamento di una connessione in una base dati
•
Aggiunta di connessioni a una base dati
•
Informazioni sull'editor delle connessioni
•
Impostazione delle preferenze di visualizzazione delle connessioni per l'editor base dati
10.4.1 Aggiunta di connessioni a una base dati
Per aggiungere connessioni alla base dati, devono essere soddisfatte le seguenti condizioni:
• La base dati deve essere del tipo con più origini.
• Le connessioni da aggiungere devono essere relazionali e protette.
• Per ogni connessione da aggiungere, è necessario creare un collegamento alla connessione nel progetto locale in cui è memorizzata la base dati.
1.
Fare doppio clic sul nome della base dati nel progetto locale per aprire l'editor base dati.
2.
Fare clic sulla scheda
Connessioni
nell'editor base dati.
3.
Nel riquadro "Connessioni" fare clic sull'icona
Aggiungi connessioni
.
La finestra di dialogo "Aggiungi connessioni" contiene l'elenco delle connessioni disponibili, incluse quelle attualmente definite nella base dati.
4.
Selezionare il nome del collegamento a ogni connessione che si desidera aggiungere e fare clic su
Avanti
.
5.
La finestra di dialogo "Proprietà connessione" consente di definire le proprietà di eventuali connessioni aggiuntive. Viene aperta una finestra di dialogo per ogni connessione aggiunta.
Per ulteriori informazioni sulle proprietà delle connessioni con più origini, vedere l'argomento correlato.
6.
Una volta completata la definizione delle proprietà per le connessioni aggiuntive, fare clic su
Fine
.
7.
Salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
sulla barra degli strumenti principale.
Argomenti correlati
•
Creazione di un collegamento di connessione
•
10.4.2 Cambiamento di una connessione in una base dati
La connessione da utilizzare deve essere una connessione relazionale. Per le basi dati con più origini la connessione deve anche essere protetta.
Per poter utilizzare un'altra connessione, è necessario creare la connessione o il collegamento di connessione locale nel progetto locale in cui è archiviata la base dati.
159 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
1.
Fare doppio clic sul nome della base dati nel progetto locale per aprire l'editor base dati.
2.
Fare clic sulla scheda
Connessioni
nell'editor base dati.
3.
Nel riquadro "Connessioni" fare clic con il pulsante destro del mouse sulla connessione e scegliere
Cambia...
.
4.
Selezionare una nuova connessione. Le operazioni da eseguire dipendono dal tipo di base dati:
• Se la base dati ha una sola origine, nella finestra di dialogo "Cambia connessione" sono visualizzate le connessioni disponibili, compresa la connessione attualmente definita. Selezionare la connessione da cambiare e fare clic su
OK
.
Se sono state impostate sostituzioni di delimitazioni, verrà richiesto di specificare le delimitazioni da utilizzare nella nuova connessione. Per ulteriori informazioni, vedere l'argomento correlato.
• Se la base dati ha più origini, nella finestra di dialogo "Cambia connessione" sono visualizzate le proprietà della connessione attualmente definita. Fare clic sul pulsante Sfoglia nella casella di testo
Connessione
. Viene visualizzata una finestra di dialogo con le connessioni disponibili.
Selezionare la connessione che si desidera utilizzare e fare clic su
Fine
.
5.
Salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
sulla barra degli strumenti principale.
Argomenti correlati
•
Selezione delle sostituzioni di delimitazioni da mantenere
10.4.3 Selezione delle sostituzioni di delimitazioni da mantenere
Quando si modifica la connessione in una base dati, vengono automaticamente rilevati i requisiti delle delimitazioni per la nuova connessione. Le sostituzioni delle delimitazioni specificate per la connessione precedente possono o meno essere applicate. La finestra di dialogo "Seleziona sostituzioni di delimitazione da mantenere" visualizzata consente di indicare le sostituzioni da mantenere.
Vengono elencate solo le tabelle con sostituzioni di delimitazione per il nome, il qualificatore o il proprietario della tabella. Il valore di sostituzione è riportato nella colonna sotto
Nome
,
Qualificatore
o
Proprietario
.
1.
Per ogni sostituzione:
• Per mantenere il valore di sostituzione impostato per la connessione precedente, lasciare selezionata la casella di controllo.
• Per rimuovere la sostituzione di delimitazione e utilizzare il valore di delimitazione appena rilevato, deselezionare la casella di controllo.
Nota:
una descrizione comandi per ogni sostituzione fornisce le informazioni seguenti:
• Nome, qualificatore o proprietario della tabella nella connessione precedente con la delimitazione precedente.
• Nuovo nome, qualificatore o proprietario della tabella nella nuova connessione con la delimitazione precedente.
160 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
• Nuovo nome, qualificatore o proprietario della tabella nella nuova connessione con la delimitazione appena rilevata.
2.
Al termine delle selezioni delle sostituzioni da mantenere, fare clic su
Fine
per completare l'operazione di modifica della connessione.
Per tutte le altre tabelle della base dati, senza sostituzioni di delimitazioni precedenti, viene applicata la delimitazione rilevata automaticamente per la nuova connessione.
Argomenti correlati
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Informazioni sulle tabelle nella base dati
10.4.4 Ricerca di tabelle nel riquadro Connessioni
È possibile creare un elenco filtrato di tabelle nel riquadro
Connessione
utilizzando una stringa di ricerca. Dall'elenco filtrato si possono inserire le tabelle nella base dati.
1.
Nel riquadro
Connessioni
dell'editor della base dati, fare clic sull'icona che
attiva e disattiva la visualizzazione della ricerca
.
Il riquadro
Connessioni
viene suddiviso. Il riquadro superiore continua a visualizzare tutte le tabelle in tutte le connessioni. Il riquadro inferiore (riquadro di ricerca) visualizza solo le tabelle che corrispondono alla stringa di ricerca nella connessione selezionata.
2.
Nel riquadro
Connessione
, selezionare la parte di catalogo delle connessioni in cui si desidera eseguire la ricerca. È possibile selezionare:
• L'intera connessione
• Un qualificatore (se disponibile)
• Un proprietario (se disponibile)
Nota:
per le basi dati con più connessioni, è possibile cercare solo una connessione alla volta. È necessario selezionare una connessione. È possibile selezionare l'intera connessione o uno schema.
3.
Immettere nel riquadro di ricerca la stringa che si desidera cercare.
Nota:
• È consentito l'uso dei caratteri jolly. Nella stringa di ricerca è necessario immettere il carattere jolly definito per l'origine dati.
• Molte origini dati utilizzano il segno di percentuale (%) come carattere jolly, dove tale segno corrisponde a uno o più caratteri. Per abilitare l'inserimento automatico dei caratteri jolly (%), fare clic sull'icona
Abilita caratteri jolly automatici
. Dopo aver abilitato i caratteri jolly automatici, se ad esempio si immette il testo di ricerca 2012, l'applicazione cerca %2012%.
• La ricerca fa distinzione tra maiuscole e minuscole quando viene eseguita per le connessioni nelle basi dati abilitate per più funzioni.
161 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
4.
Fare clic sull'icona della ricerca nel pannello di ricerca .
Le tabelle i cui nomi corrispondono alla stringa di ricerca sono riportate nel pannello di ricerca. Fare doppio clic su una tabella nel pannello di ricerca per inserirla nella base dati.
5.
Per avviare una nuova ricerca, modificare la stringa di ricerca o selezionare un'altra parte del catalogo nel riquadro
Connessioni
per la ricerca e fare di nuovo clic sull'icona della ricerca nel pannello di ricerca.
Nota:
È inoltre possibile filtrare l'elenco delle tabelle in base al tipo di tabella mediante l'icona o, nelle connessioni SAP HANA, in base al modello di informazioni mediante l'icona . se l'elenco di tabelle nel riquadro
Connessione
viene filtrato, il filtro viene applicato sia al riquadro in questione che a quello di ricerca. Per ulteriori informazioni sul filtro, vedere gli argomenti correlati.
Argomenti correlati
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Informazioni sulle connessioni nella base dati
•
Filtro delle tabelle nella connessione per tipo di tabella
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Filtro di tabelle in una connessione SAP HANA in base al modello di informazioni
10.4.5 Filtro delle tabelle nella connessione per tipo di tabella
Nel riquadro
Connessione
dell'Editor base dati, è possibile filtrare l'elenco di tabelle nella connessione in base al tipo.
1.
Selezionare la connessione da filtrare e aprire il qualificatore e/o il proprietario finché le tabelle non vengono elencate.
L'applicazione individua i tipi di tabella nella connessione, in quanto le tabelle di ciascun tipo sono elencate nel riquadro "Connessione". Quando viene individuato il primo tipo di tabella, l'icona
Filtra per tipo di tabella
diventa disponibile.
2.
Fare clic sulla freccia giù accanto all'icona
Filtra per tipo di tabella
.
Vengono elencati tutti i tipi di tabella individuati fino a quel momento. Una volta individuato, il tipo di tabella viene automaticamente selezionato per poter essere visualizzato nella connessione.
3.
Per interrompere la visualizzazione di un tipo di tabella, deselezionarla nell'elenco.
Le tabelle vengono filtrate sia nel riquadro
Connessione
che nel riquadro dei risultati della ricerca delle tabelle. Per ulteriori informazioni sulla ricerca delle tabelle, vedere l'argomento correlato.
4.
Per rivisualizzare un tipo di tabella, aprire l'elenco
Filtra per tipo di tabella
e selezionare il tipo di tabella nell'elenco.
Nota:
Il filtro di tabella influisce solo sulla visualizzazione. Quando si chiude l'Editor base dati o quando si modifica la connessione, la selezione del filtro viene reimpostata.
162 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
è inoltre possibile filtrare l'elenco delle tabelle della connessione con una stringa di ricerca, utilizzando l'icona per aprire il riquadro di ricerca. Il filtro del tipo di tabella può essere applicato sia nel riquadro
Connessione
che nel riquadro di ricerca. Per ulteriori informazioni sulla ricerca delle tabelle, vedere l'argomento correlato.
Argomenti correlati
•
Informazioni sulle connessioni nella base dati
•
Ricerca di tabelle nel riquadro Connessioni
•
Filtro di tabelle in una connessione SAP HANA in base al modello di informazioni
10.4.6 Filtro di tabelle in una connessione SAP HANA in base al modello di informazioni
Nel riquadro
Connessione
dell'editor base dati, l'elenco di tabelle in una connessione SAP HANA
(proprietario _SYS_BIC) viene filtrato per impostazione predefinita in modo da visualizzare solo le tabelle che rappresentano modelli di informazione, ad esempio Vista analitica e Vista calcolo. Il filtro può essere attivato o disattivato.
È inoltre possibile impostare una preferenza dell'applicazione per modificare lo stato predefinito per il filtro del modello di informazioni. Per ulteriori informazioni, vedere l'argomento correlato.
1.
Selezionare la connessione che si desidera filtrare e aprire il nodo per il proprietario _SYS_BIC.
2.
Per visualizzare solo modelli di informazione, assicurarsi che l'icona
Filtra modelli di informazione
sia selezionata.
3.
Per visualizzare tutte le tabelle nel proprietario _SYS_BIC, deselezionare l'icona
Filtra modelli di informazione
.
Nota:
è inoltre possibile filtrare l'elenco delle tabelle per tipo di tabella utilizzando l'icona .
è possibile eseguire ricerche nell'elenco delle tabelle della connessione con una stringa di ricerca, utilizzando l'icona per aprire il riquadro di ricerca. I filtri dei modelli di informazioni e dei tipi di tabelle vengono applicati entrambi nel riquadro
Connessione
e in quello di ricerca.
Argomenti correlati
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Impostazione delle preferenze di visualizzazione delle connessioni per l'editor base dati
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Filtro delle tabelle nella connessione per tipo di tabella
•
Ricerca di tabelle nel riquadro Connessioni
163 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
10.5 Informazioni sulle tabelle nella base dati
Una tabella standard è una rappresentazione grafica nella base dati di una tabella fisica di database.
È possibile creare tabelle standard quando si inseriscono le tabelle di database nella base dati. I nomi di tabella e di colonna vengono ereditati dall'origine dati.
Nota:
Information Design Tool non supporta i nomi di tabella o di colonna identici a una parola riservata SQL.
È dunque necessario rinominare questi oggetti nell'origine dati prima di inserirli nella base dati.
Alcune origini dati hanno tabelle di tipi differenti. Il tipo di tabella viene ereditato dall'origine dati e memorizzato come proprietà della tabella nella base dati.
Dopo aver inserito una tabella standard, è possibile modificarla nei modo seguenti:
• Modificare le proprietà della tabella (nome e descrizione)
• Impostare l'uso delle maiuscole/minuscole per il nome di tabella
• Nascondere e visualizzare le colonne
• Modificare il tipo di dati delle colonne
• Impostare le colonne come chiavi primarie ed esterne
Le tabelle presenti nella base dati possono anche essere federate, derivate o alias. Per ulteriori informazioni vedere gli argomenti correlati.
Informazioni sulle colonne nascoste
Alcune connessioni specificano che determinate colonne nell'origine dati non possono essere utilizzate per le query e pertanto vengono nascoste quando la tabella viene inserita nella base dati. Nella tabelle standard è possibile nascondere e visualizzare le colonne.
Le colonne nascoste vengono ignorate nella maggior parte dei flussi di lavoro. Ad esempio, non vengono mostrate nella visualizzazione della tabella della base dati, quando vengono visualizzati i valori di tabella o quando si trascina la tabella nel riquadro del livello aziendale per creare gli oggetti del livello aziendale correlato.
Se si esegue il join di una tabella in una colonna nascosta, nella visualizzazione della base dati la linea di join punta all'intestazione della tabella. Quando si modifica il join, la colonna viene visualizzata.
Le colonne nascoste vengono prese in considerazione quando si aggiorna una struttura nella base dati.
Informazioni su qualificatori e proprietari
Alcune connessioni consentono l'uso di più database (detti qualificatori) con diversi proprietari. Le tabelle standard e le relative colonne ereditano il qualificatore e il proprietario dal database. La sintassi per un nome di tabella standard è la seguente:
• La sintassi per un nome di tabella standard con origine singola, se la tabella è inserita dal qualificatore e dal proprietario correnti, è:
164 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
165
"nome_tabella".
• La sintassi del nome di una tabella standard con origine singola, se la tabella è inserita da un qualificatore o proprietario diverso,è:
"qualificatore_database"."proprietario_database"."nome_tabella"
• La sintassi per un nome di tabella standard con più origini è:
@catalog
('nome_abbreviato')."qualificatore_database.proprietario_database"."nome_tabella"
Nota:
Il qualificatore e il proprietario non sono rilevanti per alcune connessioni e in questo caso non vengono visualizzati nel riquadro di connessione alla base dati e non vengono ereditati dalle tabelle.
Informazioni sulla delimitazione
Se si inserisce una tabella nella base dati, i requisiti del database per i nomi delimitati vengono determinati e le informazioni vengono memorizzate con le proprietà della tabella della base dati. Se i nomi di tabella o di colonna devono essere delimitati, tali nomi vengono racchiusi da virgolette doppie nella visualizzazione della tabella nella base dati.
I nomi di tabella, di colonna, del qualificatore e del proprietario che devono essere delimitati vengono racchiusi da virgolette doppie se utilizzati in una espressione SQL.
Nelle basi dati a una sola origine è possibile ignorare i requisiti di delimitazione predefiniti come indicato di seguito:
• Per le tabelle standard è possibile ignorare la delimitazione su nomi di tabella, nomi di colonna, qualificatori e proprietari.
• Per le tabelle alias è possibile ignorare la delimitazione dei soli nomi di tabella. Le sostituzioni sulle colonne vengono ereditate dalla tabella originale.
• Per le tabelle derivate è possibile ignorare la delimitazione sui soli nomi di tabella.
Per ignorare la delimitazione predefinita per tabelle e colonne, utilizzare il comando
Delimita
. Per i qualificatori e i proprietari, utilizzare il comando
Cambia qualificatore/proprietario
.
Quando si modifica la connessione nella base dati, se sono state impostate sostituzioni di delimitazioni, verrà richiesto di specificare le delimitazioni da utilizzare nella nuova connessione.
Argomenti correlati
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Inserimento di tabelle nella base dati
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Modifica delle proprietà della tabella
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Impostazione delle maiuscole/minuscole per i nomi delle tabelle
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Nascondere e visualizzare le colonne di tabella
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Informazioni sulle tabelle alias
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Modifica della delimitazione di tabelle e colonne
2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
•
Selezione delle sostituzioni di delimitazioni da mantenere
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Modifica della visualizzazione degli oggetti nella base dati
10.5.1 Inserimento di tabelle nella base dati
Prima di iniziare, verificare che i nomi di tabella e colonna nell'origine dati non siano uguali a una parola riservata SQL. Se ciò accade, rinominare gli oggetti nell'origine dati prima di inserirli nella base dati.
In questa procedura viene descritto l'inserimento di tabelle dall'origine dati. Per inserire una tabella federata, vedere l'argomento correlato.
1.
Aprire la base dati nell'editor facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Selezionare il comando
Inserisci tabelle
dal menu
Inserisci
nella visualizzazione base dati.
Nella finestra di dialogo "Inserisci tabelle" sono elencate le connessioni definite nella base dati.
3.
Espandere la connessione per visualizzare le tabelle di database a cui fa riferimento la connessione.
Per impostazione predefinita, le tabelle vengono visualizzate per tutti i qualificatori e i proprietari.
Per elencare solo le tabelle per i qualificatori o i proprietari attualmente in uso, fare clic sull'icona
Mostra qualificatori e proprietari
.
È possibile filtrare l'elenco di tabelle nella connessione per tipo di tabella tramite l'icona
Filtra per tipo di tabella
. L'applicazione individua i tipi di tabella nella connessione, in quanto le tabelle di ciascun tipo sono elencate nel riquadro. Quando viene individuato il primo tipo di tabella, l'icona
Filtra per tipo di tabella
diventa disponibile. Fare clic sulla freccia giù accanto all'icona
Filtra per tipo di tabella
per selezionare un tipo di tabella.
Per le connessioni SAP HANA, l'elenco di tabelle (proprietario _SYS_BIC) viene filtrato per impostazione predefinita in modo da visualizzare solo le tabelle che rappresentano modelli di informazione, ad esempio Vista analitica e Vista calcolo. Fare clic sull'icona
Filtra modelli di informazione
per attivare/disattivare il filtro.
4.
Selezionare un nome di tabella per inserire quest'ultima e tutte le relative colonne nella base dati.
Le tabelle già inserite nella base dati sono indicate mediante un'icona con un segno di spunta verde.
Se si inserisce una tabella già esistente, viene inserita una tabella alias e un messaggio chiede di immettere un nome per tale tabella.
Per visualizzare i valori di una tabella, fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome della tabella e selezionare
Mostra valori tabella
. Per visualizzare i valori di una colonna, espandere la tabella, fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome della colonna e selezionare
Mostra valori colonna
.
5.
Selezionare gli oggetti che si desidera rilevare e inserire automaticamente nella base dati durante l'inserimento delle tabelle selezionate:
166 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
Opzione
Rileva chiavi
Rileva conteggi righe
Rileva join
Descrizione
Consente di impostare le colonne chiave nelle tabelle della base dati esattamente come nelle tabelle del database.
Consente di salvare il numero di righe in ogni tabella della base dati.
Consente di inserire i join tra le tabelle da inserire.
per le basi dati con più origini, vengono rilevati solo i join tra le tabelle a cui fa riferimento la stessa connessione. Per rilevare i join tra le tabelle a cui fanno riferimento connessioni diverse, utilizzare il comando
Rileva join
dopo avere inserito le tabelle.
Rileva cardinalità
Consente di salvare le cardinalità dei join esattamente come quelle dei join del database.
Le opzioni di rilevamento consigliate vengono selezionate per impostazione predefinita. Le impostazioni predefinite possono essere modificate nelle preferenze dell'applicazione. Vedere l'argomento correlato sull'impostazione di opzioni di rilevamento di tabelle e join.
6.
Fare clic su
Fine
per inserire le tabelle selezionate.
7.
Salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
Suggerimento:
È inoltre possibile inserire le tabelle nella base dati trascinandole dal riquadro
Connessioni
e rilasciandole nella visualizzazione base dati.
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Informazioni sulle tabelle nella base dati
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Inserimento di una tabella federata nella base dati
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Informazioni sulle tabelle alias
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Impostazione delle opzioni di rilevamento di tabelle e join
10.5.2 Modifica delle proprietà della tabella
Per le tabelle alias e standard è possibile modificare il nome e la descrizione della tabella.
Per le tabelle standard, è possibile anche rimuovere le colonne dalla visualizzazione della tabella, modificare i tipi di dati delle colonne e impostare o annullare l'impostazione di chiavi primarie ed esterne.
Le modifiche delle colonne vengono apportate anche alle eventuali tabelle alias correlate.
Modificare le tabelle federate nel
Livello della federazione
.
167 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
1.
Aprire la base dati nell'editor facendo clic con il pulsante destro del mouse sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sull'intestazione della tabella nella visualizzazione base dati e scegliere
Modifica
.
Se si modifica una tabella derivata, viene visualizzata la finestra di dialogo "Modifica tabella derivata".
Per informazioni sulla modifica di tabelle derivate, vedere l'argomento correlato.
3.
Per modificare il nome della tabella, immettere un nuovo
Nome
.
Nota:
quando si modifica il nome di una tabella standard, si interrompe il collegamento con la tabella del database. Per informazioni sulla ridenominazione di tabelle mediante alias, vedere il collegamento correlato sulle tabelle alias.
4.
Per rimuovere colonne dalla visualizzazione della tabella, deselezionare le colonne che si desidera nascondere e fare clic su
OK
.
Questo influisce solo sulla visualizzazione base dati. Le colonne restano visibili durante la visualizzazione dei valori della tabella o durante l'inserimento della tabella nel livello aziendale.
5.
Per modificare il tipo di dati di una colonna, selezionarlo dall'elenco nella colonna
Tipo di dati
.
Al successivo aggiornamento della struttura della base dati, verrà proposto il tipo di dati originale della colonna del database.
6.
Per impostare o annullare l'impostazione di chiavi, selezionare
Nessuna
,
Primaria
o
Esterna
dall'elenco nella colonna
Chiavi
.
quando si utilizza nuovamente il comando
Rileva chiavi
, le chiavi definite nelle tabelle del database sostituiscono le chiavi impostate manualmente per una tabella. È possibile impostare una preferenza dell'applicazione per fare in modo che qualora non si rilevino chiavi, vengono conservate quelle impostate manualmente in una tabella della base dati.
7.
Facoltativamente, immettere o modificare la tabella
Descrizione
.
8.
Fare clic su
OK
per salvare le modifiche.
9.
Salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
sulla barra degli strumenti principale.
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Informazioni sulle tabelle derivate
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Informazioni sulle tabelle alias
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Modifica di una tabella federata
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Informazioni sulle chiavi di tabella
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Impostazione delle opzioni di rilevamento di tabelle e join
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Informazioni sulle tabelle nella base dati
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Informazioni sull'aggiornamento di una base dati
10.5.3 Impostazione delle maiuscole/minuscole per i nomi delle tabelle
168 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
In alcuni database è necessario che i nomi di tabelle siano tutti i maiuscole o in minuscole. Utilizzare il comando
Imposta su
per modificare l'impostazione di maiuscole/minuscole dei nomi di tabella.
Non è possibile impostare l'uso delle maiuscole/minuscole di una tabella federata nella base dati. È necessario modificare il nome di tabella nel
Livello della federazione
.
1.
Aprire la base dati nell'editor facendo doppio clic sul nome relativo nella vista Progetti locali.
2.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sull'intestazione della tabella nella visualizzazione base dati e selezionare
Imposta su
. Selezionare quindi
Maiuscole
o
Minuscole
.
Per selezionare più tabelle, fare clic sulle relative intestazioni tenendo premuto il tasto
CTRL
.
3.
Salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
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Modifica di una tabella federata
10.5.4 Nascondere e visualizzare le colonne di tabella
L'occultamento delle colonne è applicabile solo alle tabelle standard. Per ulteriori informazioni sull'impatto dell'occultamento delle colonne, vedere l'argomento correlato.
1.
Aprire la base dati nell'editor facendo clic con il pulsante destro del mouse sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sull'intestazione di tabella nella visualizzazione base dati e scegliere
Modifica
.
3.
Deselezionare le colonne da nascondere, selezionare quelle da visualizzare e fare clic su
OK
.
Nota:
Le colonne nascoste vengono ignorate nella maggior parte dei flussi di lavoro. Ad esempio, non vengono mostrate nella visualizzazione quando vengono visualizzati i valori di tabella o quando si trascina la tabella nel riquadro del livello aziendale per creare gli oggetti del livello aziendale correlato.
È possibile nascondere una colonna coinvolta in un join. In questo caso la colonna viene visualizzata quando si modifica il join.
4.
Salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
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Informazioni sulle tabelle nella base dati
10.5.5 Modifica dei tipi di dati di colonna
169 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
È possibile modificare i tipi di dati di colonna per le tabelle standard nella base dati.
1.
Aprire la base dati nell'editor facendo clic con il pulsante destro del mouse sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sull'intestazione di tabella nella visualizzazione base dati e scegliere
Modifica
.
3.
Nell'elenco di colonne selezionare un tipo di dati nell'elenco nella colonna
Tipo di dati
.
Nota:
Al successivo aggiornamento della struttura della base dati, verrà proposto il tipo di dati originale della colonna nel database.
4.
Fare clic su
OK
per salvare le modifiche.
5.
Salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
sulla barra degli strumenti principale.
10.5.6 Modifica di qualificatori e proprietari
È possibile modificare i qualificatori e i proprietari per le tabelle standard nella base dati. Per le tabelle presenti in basi dati a una sola origine è possibile anche modificare la scelta di delimitare o meno i nomi dei qualificatori e dei proprietari.
1.
Aprire la base dati nell'editor selezionandola nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sull'intestazione della tabella nella visualizzazione base dati e selezionare
Cambia qualificatore/proprietario
.
per selezionare più tabelle, fare clic sulle relative intestazioni tenendo premuto il tasto
CTRL
.
3.
Nella finestra di dialogo "Cambia qualificatore/proprietario" fare clic sul pulsante Sfoglia campo
Qualificatore
e selezionare un nuovo qualificatore.
nel
Se il nome del qualificatore è delimitato per impostazione predefinita, l'opzione
Delimita
è selezionata.
Per sostituire la delimitazione predefinita, selezionare o deselezionare
Delimita
.
4.
Per modificare il proprietario, fare clic sul pulsante Sfoglia uno nuovo.
nel campo
Proprietario
e selezionarne
Se il nome del proprietario è delimitato per impostazione predefinita, l'opzione
Delimita
è selezionata.
Per sostituire la delimitazione predefinita, selezionare o deselezionare
Delimita
.
5.
Al termine della modifica delle informazioni relative a qualificatore e proprietario, fare clic su
OK
.
6.
Salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
sulla barra degli strumenti principale.
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Informazioni sulle tabelle nella base dati
170 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
10.5.7 Modifica della delimitazione di tabelle e colonne
È possibile ignorare la delimitazione predefinita dei nomi di tabelle e colonne per le tabelle presenti in una base dati a una sola origine.
1.
Aprire la base dati nell'editor facendo doppio clic sul nome relativo nella vista Progetti locali.
2.
Per ignorare la delimitazione dei nomi di tabella e/o di tutti i nomi di colonna in una tabella, fare clic con il pulsante destro del mouse sull'intestazione di tabella nella visualizzazione base dati e scegliere
Delimita
.
per selezionare più tabelle, fare clic sulle relative intestazioni tenendo premuto il tasto
CTRL
.
Selezionare una delle opzioni seguenti:
Opzione
Sì (tabelle e colonne)
Sì (solo tabelle)
Sì (solo colonne)
No (tabelle e colonne)
No (solo tabelle)
No (solo colonne)
Descrizione
Delimita i nomi di tabella e tutti i nomi di colonna.
Delimita i nomi di tabella.
Delimita tutti i nomi di colonna.
Interrompe la delimitazione dei nomi di tabella e di tutti i nomi di colonna.
Interrompe la delimitazione dei nomi di tabella.
Interrompe la delimitazione di tutti i nomi di colonna.
Nota:
Per le tabelle alias e derivate, è possibile ignorare solo i nomi di tabella. Le colonne nelle tabelle alias ereditano sostituzioni dalla tabella originale.
3.
Per ignorare la delimitazione di singole colonne, fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome di colonna e scegliere
Delimita
.
Per selezionare più colonne, fare clic su di esse tenendo premuto il tasto
CTRL
.
4.
Salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
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Informazioni sulle tabelle nella base dati
10.6 Informazioni sulle chiavi di tabella
171 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
Le tabelle contenute nella base dati possono avere due tipi di chiavi:
Chiave Descrizione
Primaria
Colonna singola o combinazione di colonne di una tabella i cui valori identificano ogni riga della tabella. La chiave primaria garantisce l'unicità delle righe in una tabella. Ogni tabella ha solo una chiave primaria.
Esterna
Colonna singola o combinazione di colonne i cui valori sono richiesti per corrispondere a una chiave primaria o unica in un'altra tabella.
Le chiavi esterne implementano i vincoli, ad esempio non consentendo l'aggiunta di una vendita alla tabella
Vendite
perché il cliente non esiste nella tabella
Cliente
. Ogni tabella può avere più chiavi secondarie.
Le chiavi sono indicate con un'icona accanto alla colonna nella visualizzazione base dati.
È possibile impostare chiavi nelle tabelle della base dati manualmente o rilevando le chiavi nelle tabelle di database. Il rilevamento di chiavi non si applica alle tabelle federate.
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Impostazione e rilevamento delle chiavi di tabella
10.6.1 Impostazione e rilevamento delle chiavi di tabella
È possibile impostare chiavi nelle tabelle della base dati manualmente o rilevando le chiavi nelle tabelle di database. Il rilevamento di chiavi non si applica alle tabelle federate.
1.
Aprire la base dati nell'editor facendo doppio clic sul nome relativo nella vista Progetti locali.
2.
Per impostare le chiavi in base a quelle rilevate nel database, nella visualizzazione base dati selezionare
Rileva chiavi
dal menu
Rileva
.
È possibile impostare una preferenza dell'applicazione per rilevare automaticamente le chiavi quando si inserisce una tabella nella base dati. Per ulteriori informazioni, vedere l'argomento correlato sull'impostazione delle preferenze per l'editor della base dati.
3.
Per definire o annullare manualmente l'impostazione delle chiavi, fare clic con il pulsante destro del mouse sulla colonna nella tabella e scegliere
Imposta come chiave
, quindi selezionare
Primaria
,
Esterna
o
Nessuna
.
4.
Salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
172 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
Nota:
non è possibile impostare chiavi per le tabelle di alias. Le tabelle di alias ereditano le chiavi dalla tabella originale.
quando si utilizza nuovamente il comando
Rileva chiavi
, le chiavi definite nelle tabelle del database sostituiscono le chiavi impostate manualmente per una tabella. È possibile impostare una preferenza dell'applicazione in modo tale che le chiavi impostate manualmente nella tabella della base dati vengano mantenute se non vengono rilevate chiavi.
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Informazioni sulle chiavi di tabella
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Impostazione delle opzioni di rilevamento di tabelle e join
10.7 Informazioni sui conteggi delle righe delle tabelle
Rileva conteggi righe
Il numero di righe nelle tabelle del database può essere rilevato e memorizzato nella base dati. I conteggi delle righe vengono utilizzati per rilevare le cardinalità in assenza di chiavi di tabella.
Quando si rilevano i conteggi delle righe, viene conteggiato e memorizzato il numero di righe relativo alle tabelle selezionate.
Nota:
I filtri di colonna non vengono applicati quando si rilevano i conteggi delle righe.
È inoltre possibile impostare conteggi stimati delle righe per le tabelle. Ciò può risultare utile se si lavora con un campione ridotto di dati ma si desidera ottimizzare le query per le dimensioni dei dati di produzione. Il conteggio impostato viene sostituito dal conteggio rilevato quando si esegue un rilevamento del conteggio delle righe per una tabella.
Il comando
Rileva conteggi righe
del menu
Rileva
visualizza l'elenco dei conteggi correnti per tutte le tabelle della base dati. Da questo elenco è possibile impostare e rilevare i conteggi delle righe per una selezione di tabelle.
Per rilevare il conteggio delle righe per una tabella, fare clic con il pulsante destro del mouse sull'intestazione della tabella nella visualizzazione base dati e selezionare
Rileva
>
Conteggio righe
.
Il conteggio delle righe per la tabella selezionata viene aggiornato. per selezionare più tabelle, fare clic sulle relative intestazioni tenendo premuto il tasto
CTRL
.
È possibile impostare una preferenza dell'applicazione che prevede il rilevamento dei conteggi righe ogni volta che una tabella viene inserita nella base dati. Vedere l'argomento correlato sull'impostazione di opzioni di rilevamento di tabelle e join.
173 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
Conta righe
Utilizzare il comando
Conta righe
in più tabelle collegate da join per visualizzare il numero di righe restituite dalla query risultante. Vengono applicati i filtri di colonna.
Per conteggiare le righe restituite in una query, selezionare le tabelle nella visualizzazione base dati in uno dei seguenti modi:
• Fare clic con il pulsante destro del mouse su una tabella e selezionare
Seleziona tabelle correlate
.
• Fare clic sulle intestazioni delle tabelle tenendo premuto il tasto
CTRL
.
Quindi fare clic con il pulsante destro del mouse su una tabella e selezionare
Conta righe
.
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Impostazione delle opzioni di rilevamento di tabelle e join
10.8 Informazioni sui join
Un join è una condizione che collega le tabelle nella base dati e limita la quantità di dati restituiti quando vengono eseguite query sulle tabelle.
Le tabelle collegate da join normalmente hanno una relazione padre-figlio. Se le tabelle non sono collegate da join, una query eseguita su una delle due tabelle può restituire un insieme di risultati contenente tutte le combinazioni di riga possibili. Un insieme di risultati di questo tipo è denominato prodotto cartesiano e viene utilizzato raramente.
I join vengono definiti collegando una colonna di una tabella a una colonna nella seconda tabella. È possibile inserire join nella base dati o rilevarli automaticamente.
Nelle sezioni che seguono vengono descritti i tipi di join che è possibile creare.
Equi-join
Un equi-join è il tipo di join che viene creato per impostazione predefinita tra due tabelle. Un equi-join collega le tabelle in base all'equivalenza tra i valori nella colonna di una tabella e i valori nella colonna di una seconda tabella. In un database normalizzato le colonne utilizzate in un equi-join sono spesso la chiave primaria di una tabella e la chiave esterna dell'altra tabella.
Join autolimitanti
Si ottiene un join autolimitante quando le due tabelle sono identiche. Tali join vengono utilizzati per definire i filtri di colonna. Per ulteriori informazioni sui filtri di colonna, vedere l'argomento correlato.
Join theta
Quando non esiste una relazione diretta ovvia tra le colonne di due tabelle, è possibile utilizzare un join theta. Tale join collega le tabelle in base a una relazione diversa dall'uguaglianza tra due colonne.
Viene utilizzato per collegare un valore a un intervallo di valori. La data di un ordine in una tabella viene, ad esempio, unita in join a una data compresa tra la data iniziale e quella finale in una seconda tabella.
174 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
Join esterni
È possibile utilizzare un join esterno per collegare le tabelle quando una tabella contiene righe che non presentano una corrispondenza nella colonna comune dell'altra tabella. Diversamente da un equi-join, un join esterno restituisce tutte le righe, indipendentemente dalla presenza di un valore corrispondente nella tabella unita in join.
Un join esterno sinistro restituisce tutte le righe della prima tabella, o tabella a sinistra, anche se non presentano corrispondenze nella seconda tabella.
Un join esterno destro restituisce tutte le righe della seconda tabella, o tabella a destra, anche se non presentano corrispondenze nella prima tabella.
Un join esterno completo restituisce tutte le righe di entrambe le tabelle, con valori null quando non esiste alcuna corrispondenza.
Join diretti
Un join diretto è un join che propone un percorso alternativo tra due tabelle. I join diretti migliorano le prestazioni di una query non prendendo in considerazione le tabelle intermedie ed abbreviando così un percorso di join normalmente più lungo.
Non vengono presi in considerazione per la definizione dei contesti, ma solo per ridurre il numero di join, laddove possibile.
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Inserimento e modifica di un join
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Inserimento di un filtro della colonna
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10.8.1 Inserimento e modifica di un join
1.
Aprire la base dati nell'editor facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Eseguire una di queste operazioni:
Opzione Comando
Per modificare un join esistente
Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla visualizzazione base dati e scegliere
Modifica join
.
Per inserire e modificare un join
Selezionare il comando
Inserisci join
dal menu
Inserisci
nella visualizzazione base dati.
3.
Per definire il primo lato del join, selezionare la tabella dall'elenco in
Tabella 1
, quindi selezionare il nome della colonna.
175 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
È possibile immettere un criterio di filtro per filtrare l'elenco di colonne nella Tabella 1. Vengono elencati solo i nomi di colonna contenenti il criterio.
4.
Per definire il secondo lato del join, selezionare la tabella dall'elenco in
Tabella 2
, quindi selezionare il nome della colonna.
È possibile immettere un criterio di filtro per filtrare l'elenco di colonne nella Tabella 2. Vengono elencati solo i nomi di colonna contenenti il criterio.
5.
Selezionare l'operatore join:
Tra la tabella 1 e la tabella 2, un elenco di operatori di join consente di scegliere il metodo di confronto dei valori delle colonne nel join.
L'operatore predefinito crea un join di uguaglianza (=). Gli altri operatori riguardano i join che non sono basati sull'uguaglianza tra valori delle colonne (>, >=, <, <=, !=).
Per creare un join theta mediante l'operatore BETWEEN selezionare l'operatore =. Tenendo premuto il tasto
CTRL
, selezionare una seconda colonna in
Tabella 2
.
Per ulteriori informazioni sui tipi di join possibili, vedere l'argomento correlato relativo ai join.
6.
Per creare un join diretto, selezionare l'opzione
Join diretto
.
Un join diretto è un join che propone un percorso alternativo tra due tabelle. I join diretti migliorano le prestazioni di una query non prendendo in considerazione le tabelle intermedie ed abbreviando così un percorso di join normalmente più lungo.
7.
Per creare un join esterno, selezionare le opzioni di
Join esterno
.
Un join esterno consente la restituzione delle righe anche se non esiste una riga corrispondente nella tabella collegata dal join. Selezionare le opzioni nel modo seguente:
Per creare un join esterno sinistro, selezionare l'opzione
Join esterno
al di sotto di Tabella 1. Questo join restituirà tutte le righe della tabella 1, anche se non hanno una corrispondenza nella tabella 2.
Per creare un join esterno destro, selezionare l'opzione
Join esterno
al di sotto di Tabella 2. Questo join restituirà tutte le righe della tabella 2, anche se non hanno una corrispondenza nella tabella 1.
Per creare un join esterno completo, selezionare l'opzione
Join esterno
al di sotto di entrambe le tabelle. Questo join restituisce tutte le righe di entrambe le tabelle, con valori null quando non esiste una corrispondenza.
8.
Selezionare la cardinalità per il join dall'elenco
Cardinalità
. È inoltre possibile fare clic sul pulsante
Rileva
per rilevare automaticamente la cardinalità definita per il join nel database.
Per ulteriori informazioni sulla cardinalità, vedere l'argomento correlato.
9.
Facoltativamente, modificare e convalidare l'espressione join.
In base alle colonne e agli operatori selezionati, viene generata automaticamente un'espressione
SQL per definire il join. È possibile digitare un'espressione personalizzata per il join. Per avere assistenza per la modifica dell'espressione join, fare clic sull'icona
Assistente SQL
.
176 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
Nota:
Se si modificano i nomi della tabella o delle colonne durante la modifica dell'espressione join, le modifiche non si riflettono immediatamente negli elenchi
Tabella 1
e
Tabella 2
. Le modifiche si riflettono negli elenchi quando il join viene salvato e modificato nuovamente.
10.
Fare clic su
OK
per salvare il join.
11.
Salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
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Informazioni sulla cardinalità
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Inserimento di un filtro della colonna
10.8.2 Rilevamento di join
Il sistema di rilevamento dei join esegue una ricerca nelle tabelle della base dati e propone i join appropriati. Vengono utilizzati i seguenti metodi:
• Rilevamento dei join basato sul nome di colonna. Questo metodo cerca i nomi di colonna identici in diverse tabelle. Verifica inoltre se il tipo di dati delle due colonne è lo stesso. Se in due tabelle corrispondono più colonne, vengono proposti i join per ciascuna colonna. i join tra una tabella e il relativo alias non vengono proposti.
• Rilevamento dei join basato sulle chiavi di database. Questo metodo cerca le relazioni definite nel database tra le chiavi primarie e le chiavi esterne.
• Per le basi dati con una connessione SAP NetWeaver BW, il rilevamento dei join si basa sui join dello schema del database a cui fa riferimento la connessione.
Prima di iniziare, impostare o rilevare le chiavi nella base dati se si desidera utilizzare il rilevamento join in base alle chiavi di database.
1.
Aprire la base dati nell'editor facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Selezionare
Rileva join
dal menu
Rileva
nella visualizzazione base dati.
3.
Selezionare il metodo di rilevamento dei join.
Per una base dati con più origini, selezionare un metodo per ciascuna connessione. Questo metodo viene utilizzato per rilevare i join tra le tabelle a cui fa riferimento la connessione. È inoltre possibile rilevare i join tra tabelle con connessioni diverse. In questo caso, il metodo utilizzato è quello in base al nome di colonna.
4.
Dai join rilevati proposti nella finestra di dialogo, selezionare quelli da inserire nella base dati.
Per rilevare automaticamente le cardinalità per i join selezionati, selezionare l'opzione
Rileva cardinalità
.
5.
Salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
177 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
Nota:
È possibile impostare una preferenza dell'applicazione che prevede il rilevamento e l'inserimento automatico dei join ogni volta che una tabella viene inserita nella base dati. Vedere l'argomento correlato sull'impostazione di opzioni di rilevamento di tabelle e join.
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10.8.3 Inserimento di un filtro della colonna
Un filtro della colonna, chiamato anche join autolimitante, consente di limitare i valori restituiti ogni volta che la tabella viene utilizzata in una query.
Le regole seguenti si applicano ai filtri colonna:
• È consentito un solo filtro per colonna.
• È possibile inserire un filtro in una colonna calcolata.
• L'espressione può contenere sottoquery.
• Nell'espressione sono consentite le seguenti funzioni @:
@Prompt e
@Variable
.
• Se si inserisce un filtro in una tabella standard e quindi si crea un alias dalla tabella, il filtro non verrà inserito nella tabella alias.
• Se si inserisce un filtro in una tabella alias, il filtro non verrà automaticamente inserito nella tabella standard originale.
• Quando si uniscono tabelle che includono filtri, i filtri non vengono inclusi nella tabella risultante.
1.
Aprire la base dati nell'editor facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla tabella nella visualizzazione base dati e scegliere
Inserisci filtro
.
Un self-join sulla colonna viene proposto nella finestra di dialogo "Modifica join". Ad esempio, se si inserisce un filtro nella colonna
età
della tabella
Cliente
, viene proposto il seguente self-join:
"Cliente"."età"="Cliente"."età"
3.
Modificare la seconda parte del self-join (l'espressione a destra del segno di uguale) per filtrare i valori della colonna. Per avere assistenza per la modifica dell'espressione join, fare clic sull'icona
Assistente SQL
.
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178 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
10.9 Informazioni sulla cardinalità
La cardinalità descrive ulteriormente il modo in cui le tabelle vengono unite indicando quante righe di una tabella corrispondono alle righe di un'altra tabella. Le cardinalità sono necessarie quando si rilevano alias e contesti per risolvere i loop nella base dati.
La cardinalità di una tabella viene espressa come coppia di numeri: il numero di righe in una tabella che corrispondono al numero di righe della tabella unita. Il numero di righe corrispondenti può essere nessuna (0), una (1) o molte (n) per ogni tabella.
Ad esempio, le tabelle
Cliente
e
Prenotazioni
sono collegate da un join.
• Per ogni cliente possono esservi una o più prenotazioni, quindi la cardinalità della tabella
Cliente
è uno a molti, ovvero 1,n.
• Per ogni prenotazione può esistere un solo cliente, quindi la cardinalità della tabella
Prenotazioni
è uno a uno, ovvero 1,1.
La cardinalità del join viene espressa anche come coppia di numeri: il numero massimo di righe nella seconda tabella corrispondenti a una riga nella prima tabella e il numero massimo di righe nella prima tabella corrispondenti a una riga nella seconda tabella.
Nell'esempio, la cardinalità del join
Cliente
-
Prenotazioni
è n,1, perché il numero massimo di righe che possono corrispondere a una riga in
Cliente
è n e il numero massimo di righe che possono corrispondere a una riga in
Prenotazioni
è 1.
Le cardinalità possono essere rilevate automaticamente per i join e memorizzate nella base dati. Il metodo di rilevamento prima rileva le chiavi primarie ed esterne. Le cardinalità vengono impostate in base allo stato delle chiavi della colonna nelle due tabelle, come segue:
Colonna prima tabella
Chiave primaria
Chiave esterna
Colonna seconda tabella
Chiave esterna
Chiave primaria
Cardinalità
1, n n,1
Se non vengono rilevate chiavi, la cardinalità viene impostata utilizzando i conteggi delle righe delle tabelle.
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179 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
10.9.1 Rilevamento e impostazione di cardinalità
1.
Aprire la base dati nell'editor facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Selezionare
Rileva cardinalità
nel menu
Rileva
.
La finestra di dialogo "Rileva cardinalità" contiene l'elenco delle cardinalità per tutti i join della base dati.
3.
Selezionare i join per i quali si desidera rilevare le cardinalità e fare clic su
Rileva cardinalità
.
4.
Per impostare manualmente la cardinalità di un join, selezionarla dall'elenco nella colonna
Cardinalità
per il join.
5.
Fare clic su
Fine
per salvare le modifiche.
Nota:
È possibile impostare una preferenza dell'applicazione che prevede il rilevamento e l'inserimento automatico della cardinalità ogni volta che un join viene inserito nella base dati. Vedere l'argomento correlato sull'impostazione di opzioni di rilevamento di tabelle e join.
Argomenti correlati
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Informazioni sulla cardinalità
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Impostazione delle opzioni di rilevamento di tabelle e join
10.10 Inserimento di una colonna calcolata
Una colonna calcolata è una nuova colonna di una tabella della base dati che rappresenta il risultato di un calcolo basato su una o più colonne della stessa tabella.
Nota:
L'inserimento della colonna dell'ora calcolata su un tipo di dati relativo all'ora è un caso speciale di una colonna calcolata. Per una descrizione della procedura per l'inserimento di una colonna dell'ora, vedere l'argomento correlato.
Le seguenti regole vengono applicate per le colonne calcolate:
• È possibile inserire le colonne calcolate solo nelle tabelle standard.
• È possibile includere solo colonne della stessa tabella nell'istruzione SELECT.
• Le sottoquery non sono consentite.
1.
Aprire la base dati nell'editor facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sull'intestazione della tabella nella visualizzazione base dati e scegliere
Inserisci colonna calcolata
.
180 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
3.
Se la base dati è abilitata per più origini e si desidera utilizzare un SQL specifico per il database per definire la colonna calcolata, selezionare l'opzione
Specifico per database
.
Nota:
Alcune origini dati non supportano le istruzioni SQL specifiche del database per la definizione delle colonne calcolate. In questo caso l'opzione
Specifico per database
non è disponibile.
Per ulteriori informazioni sulle espressioni SQL nelle basi dati con più origini, vedere l'argomento correlato.
4.
Creare l'istruzione SQL SELECT che definisce la colonna trascinando e rilasciando colonne e funzioni nel riquadro
SELECT
.
Per ulteriori informazioni sull'utilizzo dell'editor delle espressioni SQL, consultare l'argomento correlato.
5.
Fare clic su
Convalida
per verificare la validità dell'espressione SQL.
6.
Fare clic su
OK
.
La colonna viene inserita nella tabella e appare nella visualizzazione base dati con un'icona speciale.
Una descrizione comandi indica l'espressione SQL della colonna calcolata quando si passa il cursore sul nome della colonna.
7.
Per verificare i risultati della colonna calcolata, fare clic con il pulsante destro del mouse sulla colonna e scegliere
Mostra valori colonna
.
8.
Salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
Per modificare la definizione, fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome della colonna della tabella nella visualizzazione base dati e scegliere
Modifica colonna calcolata
.
Argomenti correlati
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Inserimento di una colonna dell'ora
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Informazioni sull'editor espressioni SQL/MDX
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Espressioni SQL nelle basi dati con più origini
10.11 Inserimento di una colonna dell'ora
Una colonna dell'ora è una colonna calcolata contenente una parte di data (ad esempio, mese, trimestre o anno) basata su una colonna con tipo di dati che riguarda l'ora.
1.
Aprire la base dati nell'editor facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Fare clic con il pulsante destro del mouse su una colonna con un tipo di dati che riguarda l'ora e scegliere
Inserisci colonna Ora
.
le colonne con tipi di dati correlati al tempo sono contrassegnate da un'icona che ricorda un calendario.
3.
Selezionare una parte di data dall'elenco.
181 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
Una colonna calcolata viene inserita nella tabella e appare nella visualizzazione base dati con un'icona speciale. Una descrizione comandi indica l'espressione SQL della colonna calcolata quando si passa il cursore sul nome della colonna.
4.
Per verificare i risultati della colonna calcolata, fare clic con il pulsante destro del mouse sulla colonna e scegliere
Mostra valori colonna
.
5.
Salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
Per modificare la definizione, fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome della colonna della tabella nella visualizzazione base dati e scegliere
Modifica colonna calcolata
.
Argomenti correlati
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Inserimento di una colonna calcolata
10.12 Informazioni sulle tabelle derivate
Una tabella derivata è una tabella virtuale nella base dati che combina altre tabelle mediante calcoli e funzioni. È possibile creare oggetti nel livello aziendale di una tabella derivata con le stesse modalità con cui si creano per una tabella standard. Utilizzare le tabelle derivate nelle seguenti situazioni:
• Per creare una tabella con colonne di altre tabelle. Le definizioni di colonna possono includere funzioni e calcoli complessi.
• Per creare una singola tabella che combini due o più tabelle mediante un'operazione denominata unione di tabelle.
• Per creare una tabella contenente una selezione di colonne estratte da diverse tabelle.
Argomenti correlati
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Inserimento di una tabella derivata basata su una tabella della base dati
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Inserimento e modifica di una tabella derivata
10.12.1 Inserimento di una tabella derivata basata su una tabella della base dati
1.
Aprire la base dati nell'editor facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla tabella che deve rappresentare la base della tabella derivata e scegliere
Inserisci
>
Tabella derivata
.
3.
Immettere un nome univoco per la tabella derivata nella base dati e fare clic su
OK
.
Una tabella derivata con il nuovo nome e tutte le colonne della tabella originale viene inserita nella base dati.
182 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
Modificare la tabella derivata per apportare le modifiche desiderate.
Argomenti correlati
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Inserimento e modifica di una tabella derivata
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Informazioni sulle tabelle derivate
10.12.2 Unione di tabelle
L'unione delle tabelle comporta l'inserimento nella base dati di una tabella derivata costituita dalle colonne combinate di due o più tabelle collegate da join. Le tabelle federate non possono essere unite.
1.
Aprire la base dati nell'editor facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Nella visualizzazione base dati selezionare le tabelle che si desidera unire:
Opzione
Per selezionare una tabella e tutte le tabelle collegate mediante join
Per selezionare le tabelle manualmente
Comando
Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla tabella e scegliere
Seleziona tabelle correlate
.
Fare clic sulle intestazioni delle tabelle tenendo premuto il tasto
CTRL
.
3.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla selezione di tabelle e scegliere
Unisci
.
4.
Immettere un nome univoco per la tabella nella base dati e fare clic su
OK
.
La tabella viene inserita come tabella derivata e collegata mediante join alle tabelle a cui erano collegate le tabelle originali.
5.
Scegliere se si desidera eliminare le tabelle originali.
Le tabelle originali diventano obsolete ed è possibile eliminarle. Se si sceglie di conservare le tabelle originali, i join che collegano le tabelle vengono eliminati, ma le tabelle rimangono nella base dati.
Nota:
In una base dati con più origini, una tabella derivata risultante da un'unione crea espressioni che utilizzano la sintassi SQL-92 standard. Per utilizzare l'SQL specifico per il database, è necessario modificare la tabella derivata e selezionare esplicitamente la sintassi specifica del database.
Per modificare la tabella unita, fare clic con il pulsante destro del mouse sull'intestazione della tabella e scegliere
Modifica
.
Argomenti correlati
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Inserimento e modifica di una tabella derivata
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Informazioni sulle tabelle derivate
•
Espressioni SQL nelle basi dati con più origini
183 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
10.12.3 Inserimento e modifica di una tabella derivata
1.
Aprire la base dati nell'editor facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Eseguire una di queste operazioni:
Opzione Comando
Per modificare una tabella derivata esistente
Fare clic con il pulsante destro del mouse sull'intestazione della tabella nella visualizzazione base dati e scegliere
Modifica
.
Per inserire e modificare una tabella derivata
Selezionare il comando
Inserisci tabella derivata
dal menu
Inserisci
nella visualizzazione base dati.
3.
Assegnare alla tabella derivata un nome univoco all'interno della base dati.
4.
In una base dati abilitata per più origini, se si desidera includere funzioni specifiche del database nella definizione della tabella derivata, è necessario selezionare l'opzione
Specifico per database
.
Per ulteriori informazioni sulla sintassi SQL nelle basi dati con più origini, vedere l'argomento correlato.
5.
Immettere o modificare l'espressione SQL per la tabella derivata in
Espressione
.
Nota:
Per creare un'espressione per la prima volta, è possibile utilizzare il
Generatore SQL
. Il Generatore
SQL funziona come il pannello delle query. Le tabelle e le colonne vengono trascinate e rilasciate per essere incluse nella tabella derivata. L'espressione SQL viene generata automaticamente.
Per ulteriori informazioni sull'utilizzo dell'editor delle espressioni SQL, vedere l'argomento correlato.
6.
Fare clic su
Convalida
per verificare la validità dell'espressione SQL.
7.
Fare clic su
OK
.
8.
Collegare la tabella derivata ad altre tabelle nella base dati mediante l'inserimento dei join appropriati.
9.
Per verificare i risultati della tabella derivata, fare clic con il pulsante destro del mouse sulla tabella e scegliere
Mostra valori tabella
.
10.
Salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
Argomenti correlati
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Espressioni SQL nelle basi dati con più origini
•
Informazioni sull'editor espressioni SQL/MDX
•
Inserimento e modifica di un join
•
Utilizzo delle funzioni analitiche in una definizione di tabella derivata
184 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
Per utilizzare le funzioni analitiche nella base dati, è possibile definire la funzione analitica desiderata nell'istruzione SELECT di una tabella derivata.
10.13 Informazioni sulle tabelle alias
Una tabella alias è un riferimento a una tabella standard, derivata o federata nella base dati. Si tratta di un duplicato identico all'originale (tranne che per i filtri di colonna) con un nome diverso. I dati nella tabella sono esattamente gli stessi della tabella d’origine, ma il nome diverso permette all’SQL di una query di accettare l’uso di due tabelle diverse.
Le tabelle alias consentono di interrompere i loop nei percorsi di join della base dati. Il comando
Rileva alias
analizza i percorsi di join e propone tabelle alias per interrompere eventuali loop rilevati nella base dati. Per ulteriori informazioni sulla risoluzione dei loop, vedere l'argomento correlato.
La tabelle alias vengono utilizzate anche per rinominare una tabella. Il collegamento tra la base dati e il database fa riferimento al nome della tabella. Se si crea un alias per assegnare un nuovo nome alla tabella, il collegamento al database viene mantenuto ma viene utilizzato il nome della tabella alias nella base dati.
Per individuare tabelle alias già inserite nella base dati, è possibile effettuare una ricerca nella base dati. Esistono anche comandi che consentono di evidenziare le tabelle alias di una tabella originale nonché l'originale di una tabella alias. Per ulteriori informazioni vedere gli argomenti correlati.
Argomenti correlati
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Ricerca di tabelle e colonne nella base dati
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Evidenziazione della tabella originale di un alias
10.13.1 Inserimento di tabelle alias
1.
Aprire la base dati nell'editor facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Nella visualizzazione base dati selezionare la tabella che deve rappresentare la base dell'alias.
È possibile creare alias per più di una tabella alla volta. Fare clic sulle intestazioni delle tabelle tenendo premuto il tasto
CTRL
.
3.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla selezione e scegliere
Inserisci
>
Tabella alias
.
185 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
4.
Nella finestra di dialogo "Inserisci tabelle alias" deselezionare tutti gli alias da non inserire.
5.
Modificare i nomi delle tabelle alias nella colonna
Nome alias
e fare clic su
OK
.
Le tabelle alias selezionate vengono inserite nella base dati. Il nome della tabella originale viene riportato in parentesi nell'intestazione della tabella.
Per modificare il nome e la descrizione di una tabella alias, fare clic sull'intestazione della tabella nella visualizzazione della base dati e selezionare
Modifica
.
Argomenti correlati
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Informazioni sulle tabelle alias
10.13.2 Rilevamento di tabelle alias
1.
Aprire la base dati nell'editor facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Selezionare
Rileva alias
dal menu
Rileva
nella visualizzazione base dati.
È inoltre possibile rilevare gli alias nel riquadro
Alias e contesti
dell'editor base dati. Fare clic sull'icona
Rileva alias
.
Il comando analizza i percorsi di join e propone tabelle alias per interrompere eventuali loop rilevati nella base dati.
3.
Se vengono proposte tabelle alias, selezionare gli alias che si desidera inserire automaticamente.
Le tabelle alias selezionate vengono inserite nella base dati. Il nome della tabella originale viene riportato in parentesi nell'intestazione della tabella.
Per modificare il nome e la descrizione di una tabella alias, fare clic sull'intestazione della tabella nella visualizzazione della base dati e selezionare
Modifica
.
Argomenti correlati
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Informazioni sulle tabelle alias
10.13.3 Evidenziazione degli alias
Utilizzare questo comando per evidenziare le tabelle alias associate a una tabella standard o derivata nella base dati.
1.
Aprire la base dati nell'editor facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sull'intestazione della tabella originale e scegliere
Evidenza alias
.
186 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
Vengono evidenziate la tabella originale e le eventuali tabelle alias associate. Tutte le altre tabelle sono bloccate.
Nota:
Alcune tabelle alias potrebbero essere al di fuori dell'area visibile della visualizzazione base dati. È possibile verificare velocemente la presenza di tabelle evidenziate nascoste facendo clic sull'icona
Adatta alla finestra
nella parte inferiore della visualizzazione base dati . Per annullare il comando
Adatta alla finestra
, fare clic sull'icona
Reimposta zoom
.
3.
Per tornare alla visualizzazione base dati normale, fare clic in un punto qualsiasi della vista.
10.13.4 Evidenziazione della tabella originale di un alias
Utilizzare questo comando per evidenziare la tabella originale nella base dati di una tabella alias.
1.
Aprire la base dati nell'editor facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sull'intestazione della tabella alias e scegliere
Evidenza tabella originale
.
Vengono evidenziate le tabelle alias e la tabella originale. Tutte le altre tabelle sono bloccate.
Nota:
la tabella originale potrebbe essere al di fuori dell'area visibile della visualizzazione base dati. È possibile verificare velocemente la presenza di tabelle evidenziate nascoste facendo clic sull'icona
Adatta alla finestra
nella parte inferiore della visualizzazione base dati . Per annullare il comando
Adatta alla finestra
, fare clic sull'icona
Reimposta zoom
.
3.
Per tornare alla visualizzazione base dati normale, fare clic in un punto qualsiasi della vista.
10.14 Informazioni sui contesti
Un contesto è una raccolta di join che forniscono un percorso di query valido. Normalmente i contesti vengono utilizzati per risolvere i loop della base dati che non possono essere risolti creando una tabella alias. I contesti vengono utilizzati anche quando più tabelle dei dati condividono una tabella dimensione.
In questo caso, viene creato un contesto per ogni tabella dei dati.
In Information Design Tool un contesto risolve un loop identificando un insieme di join che definisce un determinato percorso di join attraverso le tabelle del loop. Viene richiesto all'utente di indicare il contesto da utilizzare al momento della query. Il contesto garantisce che i join non vengano inclusi da percorsi differenti all'interno della stessa query SQL.
Per definire un contesto è necessario impostare gli stati dei join interessati dall'ambiguità. In un contesto un join può avere tre stati:
187 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
• Join inclusi: in una parte ambigua dello schema, il contesto risolve il loop definendo un percorso con i join inclusi.
• Join esclusi: in una parte ambigua dello schema, i join esclusi definiscono il percorso che il contesto non utilizzerà mai.
• Join neutri: si trovano in una parte non ambigua dello schema e sono sempre inclusi nel percorso di query del contesto. Eventuali join non inclusi o esclusi in modo esplicito sono neutri.
Quando si inserisce un nuovo join o una nuova tabella nella base dati, l'elemento inserito è neutro per impostazione predefinita. Non è necessario aggiornare i contesti a meno che si includa la nuova tabella o il nuovo join in modo esplicito. È possibile modificare l'impostazione predefinita in modo da escludere o includere automaticamente i join aggiunti. Questo comportamento predefinito può essere modificato nelle preferenze dell'applicazione per l'editor della base dati. È inoltre possibile scegliere di utilizzare il nuovo comportamento predefinito quando si aggiungono contesti.
È possibile inserire i contesti nella base dati manualmente o rilevandoli. Il comando di rilevamento analizza i percorsi dei join e propone i contesti per risolvere i loop che non possono essere risolti mediante le tabelle alias.
Argomenti correlati
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Inserimento e modifica di contesti
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Impostazione degli stati di join predefiniti per i contesti
10.14.1 Rilevamento di contesti
Prima di rilevare i contesti, è necessario impostare le cardinalità e rilevare gli alias. Vedere l'argomento correlato sulla risoluzione dei loop per le attività relative ai prerequisiti.
1.
Aprire la base dati nell'editor facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Dal riquadro
Alias e contesti
selezionare l'icona
Rileva contesti
.
Il comando analizza i percorsi di join e propone contesti per la risoluzione dei loop che non possono essere risolti mediante le tabelle alias.
Nota:
un messaggio potrebbe indicare che il loop può essere risolto utilizzando gli alias. Vedere l'argomento correlato sulla risoluzione dei loop.
3.
Nella finestra di dialogo "Rileva contesti" selezionare i contesti che si desidera inserire.
188 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
Per visualizzare il contesto evidenziato nella visualizzazione base dati, fare clic sul nome del contesto proposto. Un join incluso nel contesto viene visualizzato da un'icona inclusa . Un join escluso viene visualizzato dall'icona esclusa .
4.
Fare clic su
OK
per inserire i contesti selezionati nella base dati.
I nuovi contesti sono riportati nel riquadro
Alias e contesti
nella cartella
Contesti
.
5.
Salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
Argomenti correlati
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•
10.14.2 Inserimento e modifica di contesti
1.
Aprire la base dati nell'editor facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Selezionare il riquadro
Alias e contesti
.
3.
Eseguire una di queste operazioni:
Opzione
Per modificare un contesto esistente
Per inserire e modificare un contesto
Comando
Selezionare il contesto nella cartella
Contesti
.
Selezionare l'icona
Inserisci contesto
.
Le proprietà del contesto sono visualizzate nel riquadro
Proprietà del contesto
:
• Nome del contesto
• Tutti i join nella base dati
• Lo stato del join in questo contesto: incluso, escluso o neutrale
4.
Modificare il nome del contesto in
Nome
.
5.
Per includere o escludere un join, o per impostarlo sullo stato neutrale, fare clic sull'espressione join nell'elenco
Espressione join
. Lo stato viene attivato/disattivato a ogni clic.
Può essere modificato anche facendo clic sulla linea di join nella visualizzazione base dati.
Un join incluso nel contesto viene visualizzato da un'icona inclusa . Un join escluso viene visualizzato dall'icona esclusa .
6.
Salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
189 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
Argomenti correlati
•
10.15 Risoluzione di loop
Si verificano loop quando si uniscono più percorsi alle tabelle. Le righe restituite dalla query sono l'intersezione dei risultati pertinenti a ciascun percorso, quindi verranno restituite meno righe del previsto.
Una tabella alias interrompe un loop utilizzando la stessa tabella due volte nella query, una volta per ogni percorso. In questo modo, le righe restituite nella query sono l'unione dei risultati relativi a ciascun percorso.
Un ciclo è un loop che si verifica quando le tabelle unite dal loop hanno tutte cardinalità (1,n). In questo caso, il comando
Rileva alias
non è in grado di determinare per quale tabella deve essere creato un alias.
Quando i loop non possono essere risolti con una tabella alias, si utilizzano i contesti. I contesti consentono di risolvere l'ambiguità indicando in modo esplicito alla query quale percorso di join utilizzare.
1.
Aprire la base dati nell'editor facendo doppio clic sul nome relativo nella vista Progetti locali.
2.
Rilevare e inserire tutti i join nella base dati.
3.
Rilevare o impostare le cardinalità per i join.
4.
Assicurarsi che non siano presenti cicli nella base dati, esaminando le cardinalità di ogni loop oppure aggiornando lo stato della risoluzione del loop (vedere i passaggi successivi di questa procedura).
5.
Assicurarsi che nessuno dei join abbia cardinalità (n,n). Gli alias e i contesti non possono essere rilevati. Impostare la cardinalità manualmente per (n,n) join.
6.
Rilevare gli alias nel riquadro
Alias e contesti
.
7.
Rilevare i contesti. Si consiglia di inserire tutti i contesti proposti.
8.
Nella casella
Loop
fare clic sull'icona
Visualizza loop
per verificare se tutti i loop sono stati risolti.
I loop possibili sono elencati in
Loop
. Per verificare se i loop sono stati risolti, fare clic sull'icona
Aggiorna stato di risoluzione loop
.
Viene visualizzato un messaggio che suggerisce le azioni da intraprendere con i loop non risolti.
Un loop è risolto quando accanto al nome del loop è visualizzato un segno di spunta verde.
Argomenti correlati
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Rilevamento e impostazione di cardinalità
•
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190 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
10.16 Informazioni sulle colonne di input della base dati
La colonna di input è un parametro dell'origine dati che si aspetta l'immissione di un valore. Il parametro
è rappresentato in una colonna di tabella nella base dati.
Per ogni colonna di input è possibile fornire un valore statico oppure un parametro definito nella base dati. Il parametro può richiedere un valore all'utente ed essere associato a un elenco di valori. Per alcune colonne di input, l'inserimento di un valore è facoltativo.
Di seguito sono riportati esempi di colonne di input nella base dati:
• Variabili data principale di SAP NetWeaver BW. Una colonna di input viene inserita in ogni tabella della base dati che gestisce i dati dipendenti dal tempo. Per risolvere queste colonne di input durante la query, viene inserito nella base dati il parametro Data principale. Poiché le variabili della data principale di SAP NetWeaver BW sono obbligatorie, per impostazione predefinita, al momento della query, il parametro della data principale non viene richiesto. Viene automaticamente assegnata la data corrente. È possibile modificare i parametri di prompt nella base dati.
• Parametri di input della funzione ABAP di SAP ERP. Viene creata una sola tabella della base dati per mappare la funzione principale. Contiene colonne di input per i parametri di input della funzione.
Tali parametri possono essere obbligatori o facoltativi. Per i parametri obbligatori, immettere un valore statico o un parametro della base dati per la colonna di input associata.
Argomenti correlati
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Modifica delle colonne di input
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Utilizzo di origini dati SAP NetWeaver BW
10.16.1 Modifica delle colonne di input
Per assegnare un parametro a una colonna di input, è necessario definire prima il parametro nella base dati. Per le variabili data principale di SAP NetWeaver BW, viene automaticamente inserito un parametro di base dati. Per ulteriori informazioni sui parametri, vedere l'argomento correlato.
1.
È possibile elencare le colonne di input da modificare in tre modi diversi:
191 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
Opzione
Per elencare colonne di input per una tabella
Comando
Fare clic con il pulsante destro del mouse sull'intestazione di tabella nella vista Base dati e scegliere
Modifica colonne di input
.
Per elencare colonne di input per tutte le tabelle
Fare clic con il pulsante destro del mouse in qualsiasi punto della visualizzazione base dati e selezionare
Modifica colonne di input
.
Per modificare una singola colonna di input
Fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome della colonna nella vista Base dati e scegliere
Modifica colonna di input
.
se nella tabella o nella base dati non esistono colonne di input, il comando
Modifica colonna di input
non è disponibile.
2.
Per assegnare un valore a una colonna di input, selezionare la colonna nell'elenco della finestra di dialogo "Modifica colonne di input".
• Per impostazione predefinita è selezionata l'opzione
Nessuna assegnazione
, a indicare che alla colonna non è assegnato alcun valore o parametro.
• Per assegnare un valore statico, selezionare
Valore
e immettere un valore nella casella di testo.
È possibile immettere valori vuoti o lasciare vuota la casella di testo per assegnare un valore vuoto a una colonna con dati di tipo carattere.
•
Per assegnare un parametro, selezionare
Parametro
. Fare clic sull'icona dall'elenco uno dei parametri definiti nella base dati.
per selezionare
Nota:
Nella colonna
Valori
le colonne di input obbligatorie sono indicate con
[obbligatoria]
e le colonne di input facoltative con
[facoltativa]
.
3.
Per assegnare i valori immessi, fare clic su
OK
.
4.
Salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
Argomenti correlati
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10.17 Informazioni su parametri ed elenchi di valori della base dati
Un parametro è una variabile dell'universo che richiede un valore durante l'esecuzione della query. I parametri vengono spesso definiti in modo da richiedere all'utente di fornire un valore e in questo caso vengono detti prompt.
L'elenco di valori è una raccolta di valori di dati che possono essere associati a un oggetto nell'universo, consentendo all'utente di scegliere i valori per un prompt.
192 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
È possibile inserire i parametri e gli elenchi di valori nella base dati. Vengono ereditati da qualsiasi livello aziendale creato nella base dati ma non possono essere modificati nel livello aziendale.
Per inserire un parametro o un elenco di valori, accedere alla scheda
Parametri ed elenchi dei valori
nell'editor base dati. La procedura è la stessa seguita per inserire parametri ed elenchi di valori in un livello aziendale. Vedere gli argomenti correlati.
Argomenti correlati
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Informazioni sugli elenchi di valori
10.18 Informazioni sulle proprietà della base dati
Le proprietà seguenti sono applicabili all'intera base dati:
Proprietà Descrizione
Descrizione
Descrive la base dati. La descrizione può essere immessa al momento della creazione della base dati nella procedura guidata Nuova base dati e modificata in qualsiasi momento nelle proprietà della base dati.
Consenti prodotti cartesiani
Quando si seleziona questa proprietà, se l'espressione SQL che definisce un oggetto nella base dati può generare un prodotto cartesiano, l'SQL è consentito.
Nota:
Un prodotto cartesiano è un risultato contenente tutte le possibili combinazioni di ogni riga in ogni tabella inclusa in una query. Un prodotto cartesiano è quasi sempre un risultato errato.
Molteplici istruzioni SQL per ogni contesto
Quando si seleziona questa proprietà, l'utente può scegliere il percorso di query se la query richiede l'uso dei contesti. È necessario selezionare questa opzione se la base dati contiene contesti.
Parametri SQL
Commenti
Consente di specificare valori personalizzati per i parametri di generazione SQL che sostituiscono i valori predefiniti.
Contiene commenti sulla base dati.
193 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
Proprietà
Riepilogo
Descrizione
Visualizza un riepilogo del numero di ogni tipo di oggetto definito nella base dati.
Argomenti correlati
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Modifica delle opzioni SQL nella base dati
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Impostazione dei parametri di generazione SQL nella base dati
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Visualizzazione di un riepilogo della base dati
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10.18.1 Modifica delle opzioni SQL nella base dati
1.
Aprire la base dati nell'editor facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Assicurarsi che il livello superiore della base dati sia selezionato nella visualizzazione struttura del riquadro
Base dati
.
3.
Fare clic sulla scheda
Opzioni SQL
nel riquadro delle proprietà.
4.
Selezionare o deselezionare le opzioni nel modo richiesto. Per una descrizione delle opzioni, vedere l'argomento correlato.
5.
Salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
Argomenti correlati
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Informazioni sulle proprietà della base dati
10.18.2 Impostazione dei parametri di generazione SQL nella base dati
I valori personalizzati dei parametri di generazione SQL nella base dati sostituiscono quelli predefiniti.
1.
Aprire la base dati nell'editor facendo doppio clic su di essa nella vista Progetti locali.
2.
Assicurarsi che il livello superiore della base dati sia selezionato nella visualizzazione struttura del riquadro
Base dati
.
3.
Verificare che nel riquadro delle proprietà sia selezionata la scheda
Proprietà
.
4.
Fare clic sul pulsante
Parametri
.
5.
Nella finestra di dialogo "Parametri di script query" modificare i parametri:
Vengono elencati i parametri di generazione SQL attualmente definiti. I parametri non predefiniti e quelli con valori non predefiniti sono visualizzati in grassetto.
194 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
Opzione
Per modificare il valore di un parametro esistente
Per aggiungere un parametro predefinito
Per aggiungere un parametro personalizzato
Comando
Fare clic sulla colonna
Valore
e selezionare o immettere il nuovo valore.
Fare clic sulla freccia nella casella di riepilogo accanto al pulsante
Aggiungi
per visualizzare l'elenco dei parametri predefiniti. Selezionare il parametro dall'elenco e fare clic su
Aggiungi
.
Assicurarsi che non siano elencati parametri predefiniti nella casella accanto al pulsante
Aggiungi
, quindi fare clic su tale pulsante. Viene aggiunto un parametro con un nome predefinito alla tabella. Per modificare il nome del parametro, fare clic sulla colonna
Nome
. Fare clic sulla colonna
Valore
per immettere un valore.
Per visualizzare una descrizione di tutti i parametri di generazione SQL predefiniti e dei relativi valori, fare clic sul pulsante della guida in linea.
6.
Per tornare all'elenco predefinito dei parametri e ai valori predefiniti, fare clic su
Valori predefiniti
.
In questo modo vengono rimossi all'elenco eventuali parametri aggiunti e vengono ripristinati i valori predefiniti.
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Informazioni sui parametri di generazione SQL
10.18.3 Visualizzazione di un riepilogo della base dati
Utilizzare questo comando per visualizzare il numero di ogni tipo di oggetto definito nella base dati.
1.
Aprire la base dati nell'editor facendo doppio clic su di essa nella vista Progetti locali.
2.
Assicurarsi che il livello superiore della base dati sia selezionato nella visualizzazione struttura del riquadro
Base dati
.
3.
Assicurarsi che la scheda
Proprietà
sia selezionata nel riquadro delle proprietà.
4.
Fare clic sul pulsante
Riepilogo
.
Il riepilogo della base dati viene visualizzato in una nuova finestra di dialogo.
10.18.4 Modifica della descrizione e dei commenti della base dati
1.
Aprire la base dati nell'editor facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Assicurarsi che il livello superiore della base dati sia selezionato nella visualizzazione struttura del riquadro
Base dati
.
195 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
3.
Per immettere o modificare una descrizione, fare clic sulla scheda
Proprietà
nel riquadro delle proprietà.
4.
Per immettere o modificare commenti, fare clic sulla scheda
Commenti
nel riquadro delle proprietà.
I commenti sono applicabili all'intera base dati. È possibile immettere commenti nella visualizzazione della base dati. Per ulteriori informazioni, vedere il collegamento correlato.
5.
Salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
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Informazioni sulle proprietà della base dati
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Inserimento di un commento nella visualizzazione base dati
10.18.5 Visualizzazione delle informazioni sulle variabili SAP HANA
Le variabili e i parametri di input nei modelli di informazione SAP HANA vengono associati automaticamente alle tabelle corrispondenti nella base dati. È possibile visualizzare le informazioni sulle variabili nel riquadro delle proprietà.
1.
Aprire la base dati nell'editor facendo doppio clic su di essa nella vista Progetti locali.
2.
Verificare che il riquadro
Base dati
sia selezionato.
3.
Selezionare la tabella nella base dati che corrisponde al modello di informazione per il quale si desidera visualizzare le variabili.
4.
Selezionare la scheda
Variabili
nel riquadro delle proprietà.
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Utilizzo di origini dati SAP HANA
10.19 Visualizzazione dei valori delle tabelle
È possibile visualizzare i valori di una o più tabelle in una base dati. Se vengono definiti filtri sulle colonne, questi vengono applicati durante la visualizzazione dei valori. Per visualizzare i valori del database per una tabella (senza applicare filtri alla base dati), mostrare i valori su una tabella nel riquadro Connessioni.
Il comando di visualizzazione dei valori per impostazione predefinita apre una scheda nell'editor per visualizzare i valori. È possibile impostare una preferenza per fare in modo che i valori vengano aperti in una vista dedicata o una finestra di dialogo. Per ulteriori informazioni, vedere l'argomento correlato.
1.
Aprire la base dati nell'editor facendo doppio clic sul nome relativo nella vista Progetti locali.
196 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
È anche possibile mostrare i valori delle tabelle dalla visualizzazione base dati nell'editor del livello aziendale. In tal caso aprire il livello aziendale:
2.
Eseguire una di queste operazioni:
Opzione Comando
Per visualizzare i valori di una o più tabelle con l'applicazione di filtri
Fare clic con il pulsante destro del mouse sull'intestazione della tabella nella visualizzazione base dati. Per selezionare più tabelle, fare clic tenendo premuto il tasto
CTRL
.
Per visualizzare i valori di una tabella senza l'applicazione di filtri
Nel riquadro
Connessioni
dell'editor della base dati espandere la connessione e fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome della tabella.
3.
Scegliere
Mostra valori tabella
.
Viene visualizzata la finestra Mostra valori. Per informazioni sulle operazioni che è possibile eseguire in questa finestra, vedere l'argomento correlato relativo alla visualizzazione di valori in un'origine dati.
Argomenti correlati
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Visualizzazione di valori in un'origine dati
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Impostazione delle preferenze per la visualizzazione dei valori
10.19.1 Visualizzazione di valori in un'origine dati
È possibile visualizzare valori nell'origine dati sottostante per le tabelle e le colonne della base dati e per gli oggetti del livello aziendale e le connessioni. In questo argomento viene descritto quali operazioni
è possibile eseguire quando si visualizzano valori.
Nota:
A meno che i valori non vengano visualizzati dalla connessione, i filtri di colonna definiti nella base dati vengono applicati durante il recupero dei valori.
Per limitare il numero di righe restituito dall'origine dati, immettere un numero in
N. max di righe recuperate
.
Per visualizzare lo script query, fare clic su
Visualizza registro
.
Operazioni eseguibili quando si visualizzano valori nella scheda
Dati non elaborati
:
• Riordinare le colonne nella visualizzazione: trascinare le intestazioni nella nuova posizione all'interno della tabella.
• Ordinare le righe per colonna: fare clic sull'intestazione di colonna per disporre le righe in ordine crescente o decrescente in base al valore della colonna.
197 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
• Filtrare le righe per colonna: fare clic su
Aggiungi filtro
e creare un filtro per una o più colonne utilizzando il selettore dei valori di filtro.
• Filtrare i risultati nelle righe contenenti un carattere o un gruppo di caratteri in una delle colonne: immettere i caratteri in base ai quali applicare il filtro nella casella di testo
Immetti filtro
. È possibile specificare il carattere * come carattere jolly, ad esempio:
• Se si immette B nella casella di testo di filtro, vengono visualizzate solo le righe con un valore di colonna contenente il carattere B.
• Se si immette B*, vengono visualizzate solo le righe con una colonna contenente un valore che inizia con il carattere B.
• Se si immette *B, vengono visualizzate solo le righe con una colonna contenente un valore che termina con il carattere B.
• Esportare i risultati in un file locale in formato .csv o .xml: fare clic su
Salva come file
.
Per visualizzare valori distinti per una colonna selezionata, fare clic sulla scheda
Valori distinti
e selezionare una colonna.
Per creare e formattare un grafico, fare clic sulla scheda
Analisi
. Per salvare il grafico come immagine, fare clic su
Salva come immagine
.
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Visualizzazione dei valori delle tabelle
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Visualizzazione dei valori delle colonne
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Visualizzazione dei valori degli oggetti del livello aziendale
10.20 Visualizzazione dei valori delle colonne
È possibile visualizzare i valori di una o più colonne in una tabella base dati. Se viene definito un filtro sulla colonna, esso viene applicato durante la visualizzazione dei valori. Per visualizzare i valori del database per una colonna (senza applicare filtri alla base dati), mostrare i valori su una colonna nel riquadro Connessioni.
Il comando di visualizzazione dei valori per impostazione predefinita apre una scheda nell'editor per visualizzare i valori. È possibile impostare una preferenza per fare in modo che i valori vengano aperti in una vista dedicata o una finestra di dialogo. Per ulteriori informazioni, vedere l'argomento correlato.
1.
Aprire la base dati nell'editor facendo doppio clic sul nome relativo nella vista Progetti locali.
È anche possibile mostrare i valori delle colonne dalla visualizzazione base dati nell'editor del livello aziendale. In tal caso aprire il livello aziendale:
2.
Eseguire una di queste operazioni:
198 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
Opzione Comando
Per visualizzare i valori di una o più colonne con l'applicazione di filtri
Fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome della colonna nella visualizzazione base dati. Per selezionare più colonne, fare clic tenendo premuto il tasto
CTRL
.
Per visualizzare i valori di una colonna senza l'applicazione di filtri
Nel riquadro
Connessioni
dell'editor della base dati espandere la connessione e fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome della colonna.
3.
Scegliere
Mostra valori colonna
.
Viene visualizzata la finestra Mostra valori. Per informazioni sulle operazioni che è possibile eseguire in questa finestra, vedere l'argomento correlato relativo alla visualizzazione dei valori e alla configurazione dei relativi profili in un'origine dati.
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Visualizzazione di valori in un'origine dati
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Impostazione delle preferenze per la visualizzazione dei valori
10.21 Definizione del profilo dei valori di una colonna
È possibile definire il profilo dei valori per una colonna in una tabella della base dati. Un profilo mostra graficamente (in un grafico a torta o a barre) il numero di occorrenze di ogni valore di una colonna. Se per la colonna è stato definito un filtro, tale filtro viene applicato.
1.
È possibile definire il profilo dei valori di una colonna dalla visualizzazione base dati nell'editor della base dati o del livello aziendale. Per aprire l'editor, fare doppio clic sulla risorsa nella vista Progetti locali.
2.
Nella visualizzazione base dati fare clic con il pulsante destro del mouse sulla visualizzazione della tabella e scegliere
Valori colonna profilo
.
I dati del profilo verranno visualizzati in una tabella.
3.
Per visualizzare i dati del profilo in forma di grafico, selezionare l'opzione
Grafico a torta
o
Grafico a barre
.
10.22 Visualizzazione delle dipendenze locali nella base dati
Utilizzare il comando
Mostra dipendenze locali
se si intende modificare le tabelle e le colonne nella base dati. Il comando individua i livelli aziendali e i relativi oggetti che dipendono dalla tabella o dalla colonna.
199 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
1.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sull'intestazione della tabella o il nome della colonna nella visualizzazione base dati e selezionare
Mostra dipendenze locali
.
per selezionare più tabelle e/o colonne tenere premuto il tasto
CTRL
.
Vengono elencati i livelli aziendali dipendenti dalle tabelle e dalle colonne selezionate.
2.
Selezionare il livello aziendale per il quale si desidera visualizzare gli oggetti dipendenti.
Una finestra di dialogo visualizza l'elenco delle tabelle e delle colonne della base dati, nonché gli oggetti del livello aziendale che dipendono dalle stesse.
3.
Per modificare un oggetto aziendale, fare doppio clic sul nome dell'oggetto nella casella
Livelli e oggetti aziendali
. Il Livello aziendale si apre con l'oggetto selezionato attivo.
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Informazioni sulle dipendenze delle risorse
10.23 Informazioni sull'aggiornamento di una base dati
Quando si aggiorna la struttura di una base dati, le tabelle presenti nella base dati vengono confrontate con quelle presenti nell'origine dati e vengono proposti aggiornamenti alle tabelle della base dati: vengono eliminate le tabelle e le colonne obsolete, inserite le colonne mancanti e aggiornate le colonne modificate.
Per avviare l'aggiornamento guidato della struttura, nell'editor base dati selezionare
Aggiorna struttura
dal menu
Rileva
.
La procedura guidata rileva le modifiche seguenti e le riporta ciascuna nella relativa finestra di dialogo.
In ogni caso è possibile decidere quali modifiche apportare nella base dati.
• Tabelle della base dati che sono state eliminate nel database. La procedura guidata propone di eliminare queste tabelle e gli eventuali join correlati dalla base dati.
• Colonne delle tabelle della base dati che sono state eliminate nelle tabelle del database. La procedura guidata propone di aggiornare ogni tabella corrispondente nella base dati per eliminare le colonne e i join che utilizzano queste colonne.
• Colonne aggiunte nel database. La procedura guidata propone di aggiornare ogni tabella corrispondente nella base dati per aggiungere queste colonne.
• Tipi di dati delle colonne modificati nel database. La procedura guidata propone di aggiornare il tipo di dati di ogni colonna della base dati che si differenzia dal tipo di colonna del database.
• Per le connessioni a SAP HANA, variabili nell'origine dati che vengono aggiunte, eliminate o modificate.
La procedura guidata consente di riportare le modifiche selezionate in una finestra di dialogo di riepilogo e chiede di confermare prima di continuare con l'aggiornamento.
Dopo l'aggiornamento della struttura, salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
200 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
Nota:
Per le basi dati basate su connessioni SAP NetWeaver BW, è possibile rilevare nuove tabelle e join nell'origine dati e inserirli nella base dati mediante il comando
Sincronizza tabelle
.
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10.23.1 Sincronizzazione di tabelle
Prima di sincronizzare tabelle, aggiornare la struttura della base dati per assicurarsi che tutte le tabelle esistenti della base dati vengano aggiornate con eventuali nuove colonne nell'origine dati.
La sincronizzazione delle tabelle è utilizzabile solo per le basi dati abilitate per più origini basate su origini dati SAP NetWeaver BW.
Quando si sincronizzano le tabelle, nella base dati vengono ricercate eventuali nuove tabelle (mediante la strategia SAP NetWeaver BW) e queste nuove tabelle vengono inserite insieme ai join nella base dati.
1.
Aprire la base dati nell'editor facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Fare clic sul riquadro "Connessioni".
3.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla connessione nel riquadro "Connessioni" e scegliere
Sincronizza tabelle
.
4.
Verrà richiesto se si desidera rilevare nuovi join.
5.
Salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
l'inserimento può essere annullato utilizzando il comando Modifica > Annulla nel menu principale.
Aggiornare il livello aziendale con i nuovi oggetti dell'origine dati mediante il comando
Inserisci oggetti candidati
.
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Informazioni sull'aggiornamento di una base dati
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Inserimento di oggetti candidati
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Aggiornamento di universi basati su SAP NetWeaver BW
10.24 Inserimento di una visualizzazione base dati personalizzata
Una visualizzazione base dati personalizzata è un sottoinsieme della visualizzazione
Master
della base dati. Utilizzare le visualizzazioni quando si modifica una base dati che contiene molte tabelle e si
201 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati desidera utilizzare un sottoinsieme delle stesse. È possibile definire più visualizzazioni personalizzate per la base dati.
Le operazioni sulle tabelle sono consentite da tutte le visualizzazioni. Eventuali modifiche apportate a una tabella, ad esempio l'assegnazione della tabella a una famiglia, vengono propagate a tutte le viste nella base dati.
1.
Aprire la base dati nell'editor facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Eseguire una di queste operazioni:
Opzione
Per inserire una vista vuota
Comando
Selezionare
Inserisci visualizzazione
dal menu
Inserisci
.
Per inserire una vista basata su una selezione di tabelle
Selezionare una o più tabelle (fare clic sulle intestazioni delle tabelle tenendo premuto il tasto
CTRL
).
Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla selezione e scegliere
Inserisci
>
Visualizzazione da selezione
.
Per inserire una vista basata sui risultati della ricerca
Utilizzare il pannello di ricerca per cercare le tabelle da includere nella vista. Per ulteriori informazioni su come eseguire le ricerche, vedere l'argomento correlato.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla selezione nella visualizzazione risultati della ricerca e scegliere
Inserisci
>
Visualizzazione da selezione
.
3.
Immettere un nome per la vista e fare clic su
OK
.
Una nuova tabella appare nella parte inferiore del riquadro di visualizzazione e la nuova vista è visibile.
4.
Per aggiungere una tabella a una vista: a.
Fare clic sulla scheda della vista
Master
o su qualsiasi altra vista contenente la tabella che si desidera aggiungere.
b.
Selezionare la tabella o le tabelle da aggiungere.
c.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sull'intestazione della tabella e scegliere
Aggiungi alla visualizzazione
.
d.
Selezionare la vista dall'elenco. Vengono elencate solo le viste che non contengono già la tabella.
5.
Salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
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Ricerca di tabelle e colonne nella base dati
202 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
10.25 Ricerca di tabelle e colonne nella base dati
1.
Per aprire il pannello di ricerca, nella visualizzazione base dati, fare clic sull'icona
Mostra/Nascondi pannello di ricerca
.
2.
Per impostazione predefinita viene eseguita la ricerca delle tabelle. Per cercare le colonne, fare clic sull'icona nella casella di testo del filtro.
3.
È possibile circoscrivere la ricerca in diversi modi:
• Immettere un testo da cercare nella casella di testo del filtro.
• Selezionare connessioni, tipi di tabella, tipi di colonna, famiglie e contesti nei rispettivi elenchi.
Le tabelle che corrispondono ai criteri di ricerca sono evidenziate nella visualizzazione base dati.
4.
Per modificare la visualizzazione in modo che appaiano solo le tabelle corrispondenti, fare clic sull'icona
Opzioni di ricerca
nella parte superiore del pannello di ricerca e selezionare
Disponi automaticamente risultati ricerca
.
Suggerimento:
È anche possibile utilizzare il comando
Centra sulla selezione
per modificare temporaneamente lo zoom nella visualizzazione della base dati in modo che tutte le tabelle di una selezione siano visibili nella finestra.
5.
Fare clic su
Reimposta
per azzerare i criteri di ricerca e avviare una nuova ricerca.
Nota:
alcune operazioni sulle tabelle non sono possibili se il pannello di ricerca è attivo, ad esempio l'inserimento di tabelle alias e derivate, il rilevamento di join o la verifica dell'integrità. I comandi della base dati che non sono disponibili quando si utilizza il pannello di ricerca non sono selezionabili. Per utilizzare questi comandi, fare clic sull'icona
Mostra/Nascondi pannello di ricerca
per chiudere il pannello di ricerca.
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Posizionamento della visualizzazione centrandola su una selezione
10.26 Inserimento di un commento nella visualizzazione base dati
Un commento è una nota che può essere inserita in qualsiasi punto della visualizzazione base dati.
1.
Aprire la base dati nell'editor facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Selezionare
Inserisci commento
dal menu
Inserisci
.
203 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
3.
Nella finestra di dialogo "Modifica commento" definire i parametri di visualizzazione della nota e immettere il testo del commento.
Il commento viene inserito nell'angolo superiore sinistro della visualizzazione corrente.
4.
Trascinare il commento nella posizione all'interno della visualizzazione in cui si desidera che appaia.
5.
Salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
10.27 Posizionamento della visualizzazione centrandola su una selezione
Il comando
Centra sulla selezione
consente di modificare temporaneamente lo zoom nella visualizzazione della base dati in modo che tutte le tabelle di una selezione siano visibili nella finestra.
1.
Nell'editor della base dati effettuare una selezione di tabelle.
Ad esempio, utilizzando il pannello di ricerca, selezionare tutte le tabelle di una famiglia specifica.
2.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sull'intestazione della tabella di una delle tabelle selezionate e selezionare
Centra sulla selezione
.
Viene eseguito lo zoom nella visualizzazione della base dati in modo che tutte le tabelle di una selezione siano visibili nella finestra. Per ripristinare la visualizzazione, chiudere il pannello di ricerca se è aperto, oppure fare clic sull'icona
Reimposta zoom
nella barra degli strumenti posta nella parte inferiore della visualizzazione della base dati.
Suggerimento:
È anche possibile centrare la visualizzazione su una tabella o join selezionando il nome corrispondente nella visualizzazione struttura nel pannello
Base dati
a sinistra della visualizzazione.
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Ricerca di tabelle e colonne nella base dati
10.28 Modifica della visualizzazione degli oggetti nella base dati
I seguenti comandi consentono di modificare la visualizzazione di oggetti (tabelle, colonne e join) nella visualizzazione base dati. È inoltre possibile impostare preferenze applicazione che incidono sulla visualizzazione degli oggetti della base dati. Per ulteriori informazioni su qualsiasi argomento, fare clic sul collegamento.
•
Disposizione automatica delle tabelle nella visualizzazione base dati
•
Modifica della visualizzazione delle tabelle
•
Raggruppamento di tabelle mediante le famiglie
•
Impostazione di preferenze di visualizzazione per la visualizzazione base dati
•
Impostazione di opzioni correlate alle prestazioni per la visualizzazione base dati
204 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
10.28.1 Disposizione automatica delle tabelle nella visualizzazione base dati
Dopo aver inserito tabelle e join nella visualizzazione base dati, è possibile disporre automaticamente le tabelle in base al flusso di join da uno a molti.
Per modificare la visualizzazione delle singole tabelle, vedere i collegamenti correlati.
1.
Aprire la base dati nell'editor facendo clic con il pulsante destro del mouse sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Fare clic sull'icona
Disponi automaticamente tabelle
nella visualizzazione base dati.
Le tabelle vengono disposte nella vista.
3.
Salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
sulla barra degli strumenti principale.
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Modifica della visualizzazione delle tabelle
•
Nascondere e visualizzare le colonne di tabella
•
Raggruppamento di tabelle mediante le famiglie
10.28.2 Modifica della visualizzazione delle tabelle
Per ogni tabella nella base dati, è possibile selezionare la quantità di informazioni della tabella da visualizzare nella vista.
1.
Aprire la base dati nell'editor facendo clic con il pulsante destro del mouse sul nome della base dati nella vista Progetti locali.
2.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sull'intestazione di tabella nella visualizzazione base dati e scegliere
Visualizza
.
3.
Selezionare una modalità di visualizzazione:
Opzione
Compresso
Solo join
Espanso
Descrizione
Visualizza solo l'intestazione di tabella.
Visualizza l'intestazione di tabella e tutte le colonne che fanno parte di un join.
Visualizza l'intestazione di tabella e tutte le colonne.
È anche possibile alternare le diverse modalità di visualizzazione facendo clic sull'icona della freccia a destra dell'intestazione di tabella.
205 2013-11-22
Utilizzo delle basi dati
4.
Salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
sulla barra degli strumenti principale.
10.28.3 Raggruppamento di tabelle mediante le famiglie
Una famiglia è un insieme di parametri di visualizzazione che possono essere utilizzati per raggruppare visivamente le tabelle dello stesso tipo. Ad esempio, è possibile definire famiglie differenti per le tabelle dei dati e le tabelle dimensione.
I parametri di visualizzazione includono il colore di sfondo, il colore del testo e il carattere.
1.
Aprire la base dati nell'editor facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Fare clic sull'icona
Modifica famiglie
nella visualizzazione base dati.
3.
Nella finestra di dialogo "Modifica famiglie" creare una famiglia per ogni gruppo di tabelle: a.
Fare clic su
Aggiungi
per definire una nuova famiglia.
b.
Immettere un nome per la famiglia in
Nome
.
c.
Modificare il colore della tabella, lo sfondo e il carattere per la famiglia.
d.
Fare clic su
Applica
per salvare la definizione della famiglia.
Le definizioni di famiglia possono essere importate ed esportate. Con l'esportazione viene creato un file in una cartella locale che può essere condiviso tra diversi utenti di Information Design Tool.
4.
Dopo aver aggiunto tutte le famiglie, fare clic su
OK
.
5.
Assegnazione di tabelle alle famiglie Per ogni famiglia: a.
Selezionare le tabelle da assegnare a una famiglia. Fare clic sulle intestazioni delle tabelle tenendo premuto il tasto
CTRL
.
b.
Nell'elenco
Famiglie
nella barra degli strumenti della visualizzazione base dati selezionare la famiglia.
Nota:
Quando viene assegnata a una famiglia, una tabella acquisisce gli attributi di visualizzazione della famiglia nella vista corrente e tutte le visualizzazioni base dati in cui la tabella è presente.
6.
Per rimuovere una tabella da una famiglia, selezionare la tabella e nell'elenco
Famiglie
selezionare
Nessuna famiglia
.
7.
Salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
206 2013-11-22
Utilizzo del livello della federazione
Utilizzo del livello della federazione
11.1 Informazioni sul livello della federazione
Il livello della federazione è disponibile solo in basi dati abilitate per più origini. Consente di creare tabelle federate che possono includere dati da una qualsiasi delle connessioni all'origine dati definite nella base dati. Le tabelle federate possono essere inserite nella base dati e utilizzate per definire lo schema su cui si basa l'universo.
In fase di progettazione si utilizza il livello della federazione per definire un flusso di dati composto da tabelle di origine dati e tabelle federate. Il flusso di dati può essere definito graficamente senza dover scrivere molte istruzioni SQL dettagliate. È possibile specificare complesse trasformazioni di dati nel flusso e creare flussi di dati multilivello utilizzando una tabella federata come input per un'altra tabella federata.
Il livello della federazione consente di mantenere un insieme coerente di tabelle federate. Da questo insieme si inseriscono in modo selettivo tabelle federate nella base dati.
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Creazione del flusso di dati della federazione
11.2 Creazione del flusso di dati della federazione
Per poter creare il flusso di dati della federazione è necessario disporre di una base dati abilitata per più origini basata su almeno una connessione valida.
Creare il flusso di dati della federazione significa progettare il flusso di input in un insieme coerente di tabelle federate su cui le applicazioni eseguiranno query.
Nel modello di progettazione dall'alto verso il basso si inizia con lo schema finale delle tabelle federate.
Si procede poi a definire le tabelle federate e quindi gli input e la mappatura per ogni colonna.
In un modello dal basso verso l'alto si inizia con le tabelle di origine dati. Si aggiungono tabelle federate da una tabella di origine dati e si modificano le mappature.
207 2013-11-22
Utilizzo del livello della federazione
Nella procedura seguente vengono illustrati i passaggi per creare un flusso di dati della federazione.
Collegamenti a ulteriori informazioni su ogni passaggio della procedura sono disponibili negli Argomenti correlati.
1.
Per creare il flusso di dati della federazione si utilizza l'editor base dati. Aprire la base dati nell'editor facendo clic con il pulsante destro del mouse sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Per aprire la vista
Flusso di dati della federazione
fare clic su
Livello della federazione
.
3.
Aggiungere una tabella federata manualmente o da una tabella origine dati.
4.
Definire l'input per la tabella federata. Una tabella di input può essere una tabella origine dati o una tabella federata.
• Se la tabella federata è stata aggiunta manualmente, aggiungere una o più tabelle di input e collegarle tramite join.
• Se la tabella federata è stata aggiunta da un'origine dati, è possibile aggiungere altre tabelle di input e collegarle tramite join.
5.
Mappare le colonne delle tabelle di input alla tabella federata.
6.
È possibile affinare ulteriormente la mappatura modificando le formule di mappatura, aggiungendo filtri preliminari e successivi e specificando righe distinte per le tabelle di input.
7.
Facoltativamente è possibile definire ulteriori mappature per la tabella federata.
Le mappature possono essere attivate o disattivate. Quando viene attività più di una mappatura, la mappatura effettiva è il risultato dell'unione di tutte le mappature attivate.
8.
Ripetere i passaggi per aggiungere altre tabelle federate al flusso di dati.
9.
Per salvare il flusso di dati nel livello della federazione, salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
Verificare spesso l'integrità del livello della federazione durante la progettazione di tabelle federate.
Dopo aver creato e convalidato una tabella federata, è possibile inserire quest'ultima nella base dati.
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Aggiunta manuale di una tabella federata
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Verifica dell'integrità del livello della federazione
•
Inserimento di una tabella federata nella base dati
•
Informazioni sulle righe distinte nella tabelle di input
208 2013-11-22
Utilizzo del livello della federazione
11.3 Informazioni sulle tabelle federate
Le tabelle federate sono tabelle create per presentare dati nel formato corretto per la base dati. Una tabella federata può essere il risultato finale o contribuire a una tabella federata a livello più alto.
Una tabella federata può essere aggiunta in due modi:
• Una tabella federata che viene aggiunta manualmente è vuota. Si aggiungono quindi le colonne e si definiscono le proprietà.
• Una tabella federata che viene aggiunta da un'origine dati contiene, per impostazione predefinita, le stesse colonne della tabella dell'origine dati. Le colonne ereditano le proprietà dell'origine dati.
Si modifica una tabella federata per aggiungere ed eliminare colonne e modificarne le proprietà.
Le colonne delle tabelle federate hanno le seguenti proprietà:
Proprietà Descrizione
Nome Il nome predefinito della colonna può essere modificato.
Tipo di dati
Input
Descrizione
Il tipo di dati della colonna può essere selezionato da un elenco.
Se la colonna prevede o meno input. L'input può essere facoltativo o obbligatorio.
Le colonne di input possono essere risolte nel livello della federazione mediante un join o un filtro. Le colonne di input che non vengono risolte nel livello della federazione vengono risolte nella base dati.
Quando vengono visualizzati i valori per una tabella federata nella base dati o nel livello della federazione, viene richiesto di immettere i valori per le colonne di input. Un messaggio indica se un valore è obbligatorio o facoltativo. Selezionare la colonna di input e immettere un valore in
Assegnazione
.
Descrizione facoltativa della colonna.
È anche possibile descrivere una logica aggiuntiva inserendo righe distinte in tabelle di input, filtri preliminari, join tra tabelle di input e filtri successivi.
La logica creata in una mappatura viene applicata nel seguente ordine:
1.
Righe distinte
2.
Filtri preliminari
209 2013-11-22
Utilizzo del livello della federazione
3.
Join di tabelle di input
4.
Filtri successivi
5.
Formule di mappatura
Una tabella federata può includere più di una mappatura. Tutte le mappature sono attivate per impostazione predefinita. Quando viene attività più di una mappatura, la mappatura effettiva è il risultato dell'unione di tutte le mappature attivate.
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Informazioni sulle colonne di input della base dati
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Aggiunta manuale di una tabella federata
•
Aggiunta di una tabella federata da un'origine dati
•
Modifica di una tabella federata
•
Informazioni sulle tabelle di input e i join
•
Informazioni sulle righe distinte nella tabelle di input
•
Informazioni sui filtri preliminari e successivi
•
Informazioni sulle mappature nel livello della federazione
11.3.1 Aggiunta manuale di una tabella federata
Prima di iniziare è necessario disporre di una base dati abilitata per più origini basata su almeno una connessione valida.
1.
Aprire la base dati facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Dal riquadro
Livello della federazione
fare clic su
Aggiungi tabella federata
.
3.
Nella finestra di dialogo
Aggiungi tabella federata
fare clic sull'icona
Aggiungi riga
per aggiungere colonne alla tabella.
4.
Per ogni colonna, modificare il nome, selezionare un tipo di dati e scegliere se l'input è necessario o meno.
Facoltativamente è possibile immettere una descrizione della colonna.
5.
Facoltativamente è possibile aggiungere una descrizione della tabella federata.
6.
Per salvare la tabella federata, fare clic su
OK
.
7.
Per salvare il flusso di dati nel livello della federazione, salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
Sarà quindi necessario definire una mappatura per la tabella federata appena aggiunta.
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•
Informazioni sulle tabelle federate
•
210 2013-11-22
Utilizzo del livello della federazione
11.3.2 Aggiunta di una tabella federata da un'origine dati
Prima di iniziare è necessario disporre di una base dati abilitata per più origini basata su almeno una connessione valida.
1.
Aprire la base dati facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Fare clic su
Livello della federazione
per aprire il riquadro "Livello della federazione", quindi fare clic su
Connessioni
.
3.
Dal riquadro
Connessioni
selezionare la tabella dall'origine dati e trascinarla nel riquadro
Flusso di dati della federazione
.
Verrà automaticamente aggiunta una tabella federata con lo stesso nome e le stesse colonne della tabella di origine. Verrà aggiunta una mappatura predefinita per mappare le colonne dell'origine dati alle colonne della tabella federata in modalità 1 a 1.
4.
Per salvare il flusso di dati nel livello della federazione, salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
Sarà quindi necessario definire ulteriormente l'input alla tabella federata modificando le mappature.
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•
Informazioni sulle tabelle federate
11.3.3 Modifica di una tabella federata
1.
Aprire la base dati facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Nel riquadro
Livello della federazione
fare clic con il pulsante destro del mouse sulla tabella federata che si desidera modificare e selezionare
Modifica
.
3.
Nella finestra di dialogo
Modificare tabella federata
è possibile eseguire le operazioni seguenti:
• Modificare il nome della tabella.
• Aggiungere o eliminare colonne.
• Modificare l'ordine delle colonne.
• Modificare i nomi e le descrizioni delle colonne.
• Modificare il tipo di dati di una colonna.
• Definire se una colonna ha o meno bisogno di input.
• Modificare la descrizione della tabella.
4.
Per salvare gli aggiornamenti alla tabella, fare clic su
OK
.
5.
Per salvare il flusso di dati nel livello della federazione, salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
211 2013-11-22
Utilizzo del livello della federazione
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Informazioni sulle tabelle federate
11.4 Informazioni sulle tabelle di input e i join
Le tabelle di input definiscono l'input per una tabella federata. Possono essere tabelle di origine dati o altre tabelle federate.
Le tabelle di input vengono mappate alla tabella federata tramite mappature. In una mappatura, una colonna di una tabella di input viene mappata a una colonna della tabella federata. È possibile definire la formula di mappatura, in modo che una colonna della tabella federata dipenda da una o più colonne della tabella di input.
È possibile aggiungere più tabelle di input a una mappatura. In questo caso è necessario eseguire il join delle tabelle di input.
Per eseguire il join delle tabelle di input, distinguere innanzitutto tra tabelle principali e tabelle non principali:
• Utilizzare una tabella principale per scegliere il set di righe che popolerà la tabella federata (il set di risultati). Quando si impostano come principali due o più tabelle, il set di risultati è definito dal join di tutte le tabelle principali. Le tabelle principali vengono unite in join mediante un join interno.
• Utilizzare tabelle non principali per estendere gli attributi di ogni riga nel set di risultati. Una tabella non principale viene collegata alle tabelle principali mediante un join esterno. Se nella tabella principale è presente una riga non corrispondente a una riga di una tabella non principale, verrà restituita una riga con valori null per le colonne non principali.
Alle tabelle di input e ai join vengono applicate le restrizioni seguenti:
• Non sono consentiti join diretti tra due tabelle di input non principali.
• Non sono consentiti cicli, ad esempio se la tabella di input A viene unita a B e B viene unita a C, non è possibile eseguire il join di C ad A.
Nota:
Se una tabella è una tabella principale, il relativo nome nel riquadro delle tabelle di input della mappatura sarà visualizzato in grassetto.
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Aggiunta di tabelle di input a una mappatura
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Unione delle tabelle di input tramite join
212 2013-11-22
Utilizzo del livello della federazione
11.4.1 Aggiunta di tabelle di input a una mappatura
1.
Aprire la base dati facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Nel riquadro
Livello della federazione
selezionare la tabella federata.
Le schede di mappatura verranno visualizzate nel riquadro Proprietà.
3.
Se la tabella federata ha più di una mappatura, selezionare la scheda mappatura appropriata.
4.
Eseguire una di queste operazioni:
Opzione Descrizione
Per aggiungere una tabella origine dati come tabella di input
Fare clic su
Connessioni
.
Trascinare la tabella origine dati dal riquadro
Connessioni
in
Tabelle di input
nella scheda di mappatura.
Per aggiungere una tabella federata come tabella di input
Fare clic su
Livello della federazione
.
Nella barra degli strumenti Proprietà fare clic sul menu
Aggiungi
e scegliere
Aggiungi tabella di input
. È anche possibile trascinare la tabella federata dal riquadro
Livello della federazione
a
Tabelle di input
nella scheda di mappatura.
5.
Per salvare il flusso di dati nel livello della federazione, salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
È ora possibile mappare le colonne, modificare formule di mappatura e aggiungere filtri per la nuova mappatura.
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Mappatura di colonne della tabella di input a colonne della tabella federata
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Modifica di una formula di mappatura
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Informazioni sui filtri preliminari e successivi
11.4.2 Unione delle tabelle di input tramite join
L'unione delle tabelle di input tramite join viene eseguita quando una mappatura contiene più di una tabella di input.
213 2013-11-22
Utilizzo del livello della federazione
1.
Aprire la base dati facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Nel riquadro
Livello della federazione
selezionare la tabella federata.
Le schede di mappatura vengono visualizzate nel riquadro
Proprietà
.
3.
Se la tabella federata ha più di una mappatura, selezionare la scheda mappatura appropriata.
4.
Nel riquadro
Proprietà
eseguire una di queste operazioni:
Opzione Descrizione
Aggiungere un join in modalità visiva
Questa opzione consente di aggiungere un join a una colonna.
Nel riquadro delle tabelle di input, fare clic sulla colonna nella prima tabella di input e trascinarla su una colonna della seconda tabella di input.
Le due tabelle di input verranno così unite tramite join interno predefinito sulle colonne selezionate.
Aggiungere un join con l'editor join
Questa opzione consente di aggiungere join a una o più colonne e semplici formule. Per ulteriori informazioni sulle restrizioni per le espressioni join, vedere l'argomento correlato.
Nella barra degli strumenti Proprietà fare clic sul menu
Aggiungi
e scegliere
Aggiungi join
.
Nella finestra di dialogo
Aggiungi join
selezionare una colonna nella tabella sinistra e una colonna nella tabella destra.
È possibile modificare il codice SQL per l'espressione join e fare clic su
Convalida
per convalidare l'espressione SQL.
Per salvare la definizione del join, fare clic su
OK
.
5.
Per selezionare o deselezionare una tabella come tabella principale, fare clic con il pulsante destro del mouse sul riquadro delle tabelle di input e scegliere
Tabella principale
.
I nomi delle tabelle principali vengono visualizzati in grassetto. Per ulteriori informazioni sulle tabelle principali, vedere l'argomento correlato sulle tabelle di input.
6.
Per salvare il flusso di dati nel livello della federazione, salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
Per modificare un join, fare clic con il pulsante destro del mouse sulla riga del join e scegliere
Modifica join
.
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Informazioni sulle tabelle di input e i join
214 2013-11-22
Utilizzo del livello della federazione
11.4.3 Configurazione dei significati dei join di tabella di input tramite le tabelle principali
Quando si mappano più tabelle di input a una tabella federata, è necessario distinguere tra tabelle principali e tabelle non principali.
• Utilizzare una tabella principale per scegliere l'insieme di righe che popolerà la tabella federata
(ovvero il set di risultati).
Quando si impostano due o più tabelle di input come tabella principale, il set di risultati viene definito dall'unione di tutte le tabelle principali.
• Utilizzare tabelle non principali per estendere gli attributi di ogni riga nel set di risultati.
Esempio:
Effetto dell'impostazione di una tabella di input come principale o non principale
Si supponga di disporre di due tabelle di input:
Clienti
e
Ordini
.
Impostazione della tabella
Clienti
Impostazione della tabella
Ordini
Risultato di un join tra le due tabelle
principale non principale
Tutti i clienti, inclusi quelli che non hanno effettuato acquisti
(un join esterno sinistro) principale principale
Solo i clienti che hanno effettuato acquisti (un join interno)
Nella tabella che segue viene descritto come utilizzare le tabelle principali per configurare i significati dei join delle tabelle di input:
Numero e tipo di tabelle di input Risultato del join desiderato
Una tabella di input
Due tabelle di input
Si desidera mappare alcune colonne alla tabella federata
Si desidera visualizzare tutti i valori in tutte le righe, inclusi i valori null
Azione
Assicurarsi che la tabella di input sia una tabella principale
Assicurarsi che solo una tabella di input sia una tabella principale
215 2013-11-22
Utilizzo del livello della federazione
Numero e tipo di tabelle di input Risultato del join desiderato
Due tabelle di input
Tre tabelle di input
Si desidera visualizzare righe contenenti valori null
Azione
Assicurarsi che entrambe le tabelle di input siano tabelle principali
Disporre di una tabella non principale tra due tabelle principali
Assicurarsi di modificare la tabella non principale in una tabella principale o una delle tabelle principali esterne in una tabella non principale
Gli effetti sulla tabella federata dell'assegnazione di una tabella di input come tabella principale sono rappresentati nel diagramma che segue:
11.5 Informazioni sulle mappature nel livello della federazione
Le mappature definiscono trasformazioni di valori nelle tabelle di input e valori nelle tabelle federate.
Quando si mappano colonne è necessario conoscere i tipi di dati delle colonne sottoposte a mappatura.
Un'icona che mostra il tipo di dati della colonna viene visualizzata davanti al nome della colonna. Ad esempio,
AB indica un tipo di dati stringa, mentre
12 indica un valore numerico. Per visualizzare i tipi di dati delle tabelle federate, è possibile modificare la tabella.
Dopo aver mappato una colonna, è possibile modificare la formula di mappatura per trasformare il valore. È, ad esempio, possibile utilizzare formule per creare nuovi valori nella colonna della tabella federata, combinare più valori o calcolare risultati.
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Mappatura di colonne della tabella di input a colonne della tabella federata
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Modifica di una formula di mappatura
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Informazioni sui filtri preliminari e successivi
216 2013-11-22
Utilizzo del livello della federazione
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Informazioni sulle tabelle di input e i join
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Attivazione e disattivazione di mappature
11.5.1 Mappatura di colonne della tabella di input a colonne della tabella federata
1.
Aprire la base dati facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Nel riquadro
Livello della federazione
selezionare la tabella federata.
Le schede di mappatura vengono visualizzate nel riquadro
Proprietà
.
3.
Se la tabella federata ha più di una mappatura, selezionare la scheda mappatura appropriata.
4.
Selezionare una colonna in una tabella di input e trascinarla su una colonna della tabella federata.
Tra le due colonne verrà visualizzata una linea di mappatura.
Modificare la formula di mappatura per la colonna.
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Modifica di una formula di mappatura
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Informazioni sulle mappature nel livello della federazione
11.5.2 Modifica di una formula di mappatura
1.
Aprire la base dati facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Nel riquadro
Livello della federazione
selezionare la tabella federata.
Le schede di mappatura vengono visualizzate nel riquadro
Proprietà
.
3.
Se la tabella federata ha più di una mappatura, selezionare la scheda mappatura appropriata.
4.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla colonna nella tabella federata e scegliere
Modifica formula di mappatura
.
5.
Modificare e convalidare l'espressione SQL per la formula di mappatura nell'editor espressioni SQL e, al termine dell'operazione, fare clic su
OK
.
6.
Per salvare il flusso di dati nel livello della federazione, salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
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Informazioni sull'editor espressioni SQL
217 2013-11-22
Utilizzo del livello della federazione
11.5.3 Informazioni sull'editor espressioni SQL
L'editor espressioni SQL consente di scrivere espressioni SQL valide.
È possibile digitare il comando SQL direttamente nella casella "Espressione", trascinare nomi di tabella o colonna dal riquadro
Origini
e trascinare operatori e funzioni di database dal riquadro
Funzioni
. Tali riquadri sono descritti nella tabella che segue. Per visualizzare un riquadro delle risorse, fare clic sull'icona nella barra degli strumenti del riquadro
Espressione
.
Fare clic sull'icona
Convalida
nella barra degli strumenti del riquadro
Espressione
per verificare se l'espressione definita è un'espressione SQL valida.
Per salvare l'espressione, fare clic su
OK
.
Icona Descrizione
Origini
L'elenco di tabelle e colonne nella base dati. Per visualizzare un elenco di valori per una colonna, fare clic sull'icona accanto al nome della colonna.
Funzioni
L'elenco delle funzioni che possono essere utilizzate nell'espressione. Le funzioni sono raggruppate per tipo:
•
Operatori
: operatori comuni del database, ad esempio *, SUM, IS NOT
NULL.
•
Funzioni del database
: funzioni SQL valide per le basi dati abilitate per più origini. Vedere l'argomento correlato sulle funzioni SQL SAP BusinessObjects.
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Riferimento delle funzioni SQL di SAP BusinessObjects per universi con più origini
11.5.4 Aggiunta di una mappatura
Se non è stata ancora definita una mappatura predefinita per la tabella federata, vedere l'argomento correlato sulle mappature. In questa attività viene illustrata l'aggiunta di mappature oltre la mappatura predefinita.
1.
Aprire la base dati facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
218 2013-11-22
Utilizzo del livello della federazione
2.
Nel riquadro
Livello della federazione
selezionare la tabella federata per cui si desidera aggiungere una mappatura.
3.
Nel riquadro
Proprietà
fare clic sulla scheda
Aggiungi mappatura
.
4.
Immettere un nome per la mappatura e fare clic su
OK
.
5.
Per salvare il flusso di dati nel livello della federazione, salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
È ora possibile aggiungere tabelle di input, mappare le colonne, modificare formule di mappatura e aggiungere filtri per la nuova mappatura.
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11.5.5 Attivazione e disattivazione di mappature
La mappatura effettiva per una tabella federata è l'unione implicita di tutte le mappature attivate.
1.
Aprire la base dati facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Nel riquadro
Livello della federazione
selezionare la tabella federata nel riquadro
Flusso di dati della federazione
.
3.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla mappatura che si desidera attivare o disattivare e scegliere
Attivato
.
Quando una mappatura viene disattivata, il relativo nome viene contrassegnato con una croce nella visualizzazione tabella.
4.
Per salvare il flusso di dati nel livello della federazione, salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
11.6 Informazioni sulle righe distinte nella tabelle di input
La funzionalità delle righe distinte consente di specificare se le righe provenienti da una tabella di input devono essere distinte. Può essere attivata su ogni tabella di input.
219 2013-11-22
Utilizzo del livello della federazione
11.6.1 Attivazione e disattivazione di righe distinte
1.
Aprire la base dati facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Nel riquadro
Livello della federazione
selezionare la tabella federata.
Le schede di mappatura verranno visualizzate nel riquadro Proprietà.
3.
Se la tabella federata ha più di una mappatura, selezionare la scheda mappatura appropriata.
4.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome della tabella di input e scegliere
Righe distinte
.
Nota:
Se prima della voce di menu Righe distinte è presente un segno di spunta, significa che la funzionalità
è attiva; se è assente, la funzionalità non è attiva.
5.
Per salvare il flusso di dati nel livello della federazione, salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
11.7 Informazioni sui filtri preliminari e successivi
I filtri consentono di trasformare i dati in mappature in due modi:
• I filtri preliminari consentono di limitare i dati di origine sottoposti a query nella mappatura. È, ad esempio, possibile utilizzare un filtro per limitare i dati sui clienti a quei clienti nati in una determinata data.
È possibile utilizzare un filtro preliminare su ogni tabella di input utilizzata in una mappatura.
• I filtri successivi consentono di limitare i dati dopo l'elaborazione tramite join di tabella. Utilizzare filtri successivi quando la definizione del filtro dipende da colonne appartenenti a più di una tabella di input. Per limitare, ad esempio, gli ordini ai clienti di età pari o superiore ai 18 anni alla data dell'ordine:
È possibile utilizzare un filtro successivo a mappatura.
I filtri preliminari vengono applicati prima dei join di tabella. I filtri successivi vengono applicati dopo i join di tabella. Le formule di mappatura vengono applicate dopo i filtri successivi.
11.7.1 Aggiunta e modifica di filtri preliminari
1.
Aprire la base dati facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
220 2013-11-22
Utilizzo del livello della federazione
2.
Nel riquadro
Livello della federazione
selezionare la tabella federata.
Le schede di mappatura vengono visualizzate nel riquadro
Proprietà
.
3.
Se la tabella federata ha più di una mappatura, selezionare la scheda mappatura appropriata.
4.
Selezionare la tabella di input e procedere in uno dei modi seguenti:
Opzione Descrizione
Per aggiungere un filtro preliminare
Fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome della tabella di input e scegliere
Aggiungi filtro preliminare
.
Per modificare un filtro preliminare esistente
Fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome della tabella di input e scegliere
Modifica filtro preliminare
.
Nota:
È consentito un solo filtro preliminare a tabella di input.
5.
Modificare e convalidare l'espressione SQL per il filtro preliminare nell'editor espressioni SQL e, al termine dell'operazione, fare clic su
OK
.
6.
Per salvare il flusso di dati nel livello della federazione, salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
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Informazioni sui filtri preliminari e successivi
11.7.2 Modifica di filtri successivi
1.
Aprire la base dati facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Nel riquadro
Livello della federazione
selezionare la tabella federata per cui si desidera aggiungere una mappatura.
3.
Se la tabella federata ha più di una mappatura, selezionare la scheda mappatura appropriata.
4.
Fare clic sull'icona
Modifica filtro successivo
.
Nota:
È consentito un solo filtro successivo per mappatura.
5.
Modificare e convalidare l'espressione SQL per il filtro successivo nell'editor espressioni SQL e, al termine dell'operazione, fare clic su
OK
.
6.
Per salvare il flusso di dati nel livello della federazione, salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
221 2013-11-22
Utilizzo del livello della federazione
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11.8 Visualizzazione di valori in una tabella federata
Il comando Mostra valori si applica a filtri preliminari, join, filtri successivi e formule di mappatura. Se la tabella federata contiene una colonna di input, verrà richiesto di inserire un valore.
Per impostazione predefinita, il comando Mostra valori apre una scheda nell'editor per la visualizzazione dei valori. È possibile impostare una preferenza per fare in modo che i valori vengano aperti in una vista dedicata o una finestra di dialogo. Per ulteriori informazioni, vedere l'argomento correlato.
1.
Aprire la base dati facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Nel riquadro
Livello della federazione
fare clic con il pulsante destro del mouse sulla tabella federata e scegliere
Mostra valori tabella
.
Viene visualizzata la finestra Mostra valori. Per informazioni sulle operazioni che è possibile eseguire in questa finestra, vedere l'argomento correlato relativo alla visualizzazione dei valori in un'origine dati.
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11.9 Verifica dell'integrità del livello della federazione
1.
Aprire la base dati facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Eseguire una di queste operazioni:
Opzione
Per verificare l'integrità del solo livello di federazione
Descrizione
Fare clic su
Livello della federazione
Per verificare l'integrità della base dati, incluso il livello della federazione
Fare clic su
Base dati
e selezionare il livello superiore della base dati nella visualizzazione struttura.
3.
Dalla barra degli strumenti principale selezionare l'icona
Verifica integrità
.
222 2013-11-22
Utilizzo del livello della federazione
Nota:
Per ulteriori informazioni sulle regole di verifica dell'integrità e i risultati di una verifica dell'integrità, vedere l'argomento correlato.
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Esecuzione della verifica dell'integrità
11.10 Inserimento di una tabella federata nella base dati
Per poter inserire una tabella federata nella base dati, è necessario definire la tabella federata e il flusso di dati nel livello della federazione.
1.
Aprire la base dati facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Scegliere
Inserisci tabella federata
dal menu
Inserisci
nella vista Base dati.
3.
In
Inserisci tabella federata
selezionare le tabelle federate che si desidera inserire e fare clic su
OK
.
4.
Salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
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Creazione del flusso di dati della federazione
11.11 Aggiornamento della struttura del livello della federazione
1.
Aprire la base dati facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Eseguire una di queste operazioni:
Opzione Descrizione
Per aggiornare solo la struttura del livello della federazione
Fare clic su
Livello della federazione
. Nel riquadro
"Livello della federazione" fare clic sull'icona
Aggiorna
Per aggiornare la struttura della base dati, incluso il libello della federazione struttura
.
Fare clic su
Base dati
e selezionare
Azioni
>
Aggiorna struttura
.
Per il livello della federazione la procedura guidata rileva le modifiche seguenti ed elenca ciascuna di esse nella rispettiva finestra di dialogo. In ogni caso è possibile decidere quali delle modifiche proposte apportare al livello della federazione.
223 2013-11-22
Utilizzo del livello della federazione
• Tabelle del livello della federazione che sono state eliminate nel database. La procedura guidata propone di eliminare queste tabelle e gli eventuali join correlati dal flusso di dati della federazione.
• Colonne delle tabelle del livello della federazione che sono state eliminate nelle tabelle del database. La procedura guidata propone di aggiornare ogni tabella corrispondente nel livello della federazione per eliminare le colonne e i join che utilizzano queste colonne.
• Colonne aggiunte nel database. La procedura guidata propone di aggiornare ogni tabella corrispondente nel livello della federazione per aggiungere queste colonne.
• Tipi di dati delle colonne modificati nel database. La procedura guidata propone di aggiornare il tipo di dati di ogni colonna della base dati che si differenzia dal tipo di colonna del database.
3.
Selezionare le modifiche in una finestra di dialogo di riepilogo e fare clic su
Fine
per continuare con l'aggiornamento.
4.
Per salvare le modifiche nel livello della federazione, salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
Verificare l'integrità del livello della federazione per rilevare eventuali definizioni nel flusso di dati che devono essere aggiornate dopo le modifiche apportate durante l'aggiornamento della struttura.
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Verifica dell'integrità del livello della federazione
224 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Utilizzo dei livelli aziendali
12.1 Informazioni sui livelli aziendali
Un livello aziendale è una raccolta di oggetti metadati mappati a definizioni SQL o MDX in un database, ad esempio colonne, visualizzazioni, funzioni di database o calcoli preaggregati. Gli oggetti metadati comprendono dimensioni, gerarchie, indicatori, attributi e condizioni predefinite. Ogni oggetto corrisponde a un'unità di informazioni aziendali che può essere utilizzata in una query per restituire i dati. I livelli aziendali possono essere creati direttamente in base a un cubo OLAP o utilizzando una base dati creata da un database relazionale.
Una volta completato, un livello aziendale viene pubblicato in un repository o in una cartella locale come universo. Un universo è un file .unx file pubblicato che include un livello aziendale e la relativa connessione a un cubo OLAP oppure un livello aziendale e la base dati corrispondente. L'universo è disponibile nel repository per le applicazioni SAP BusinessObjects per l'analisi dei dati e la creazione di report.
Il ruolo principale del livello aziendale è definire e organizzare i metadati prima di essere pubblicato come universo. Un modo alternativo per comprendere il livello aziendale è considerarlo come un workbench per metadati da utilizzare per comporre e modificare un insieme di metadati prima di pubblicarlo come universo per le applicazioni di analisi di dati e creazione di report.
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Creazione di un livello aziendale relazionale
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Come creare un livello aziendale OLAP
12.2 Informazioni sugli oggetti del livello aziendale
Il riquadro degli oggetti del
Livello aziendale
contiene gli oggetti metadati che costituiscono il livello aziendale.
A ogni oggetto del livello aziendale è associato un nome modificabile. Quando si assegna un nome agli oggetti, specificare termini aziendali familiari agli utenti che utilizzeranno l'universo per l'esecuzione di query, l'analisi e la creazione di report.
225 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Gli oggetti possono presentare i tre stati riportati di seguito.
•
Attivo
: l'oggetto è visibile nel pannello delle query. Si tratta dello stato predefinito.
•
Nascosto
: l'oggetto è valido ma non disponibile nel pannello delle query (utilizzato da altri oggetti come oggetto nascosto)
•
Obsoleto
: l'oggetto è nascosto e non è valido. Un uso possibile di questo stato è quando il campo del database di destinazione non è più disponibile, ma si desidera conservare l'oggetto per un possibile uso futuro.
Ogni oggetto nel livello aziendale presenta proprietà applicate nell'universo pubblicato. È possibile definire le proprietà quando si inserisce un oggetto e modificarle in qualsiasi momento. Vedere gli argomenti correlati relativi all'inserimento e alla modifica degli oggetti.
A seconda del tipo di origine dati, è possibile creare e modificare i tipi di oggetti seguenti nel livello aziendale:
Oggetto Descrizione
Cartella
La cartella è un contenitore che comprende un gruppo di oggetti correlati. Le cartelle vengono create per raggruppare oggetti che hanno uno scopo comune nel livello aziendale. La cartella non ha un ruolo nella query ma viene utilizzata solo per organizzare gli oggetti.
Dimensione
Una dimensione è un oggetto mappato a una o più colonne di tabella o a una funzione in un database che rappresenta un asse di analisi in una query. Ad esempio, Prodotto, Geografia, Ora e Dipendente sono dimensioni comuni. Ciascuna dimensione classifica un aspetto di un'attività all'interno di un ambiente aziendale.
In un livello aziendale le dimensioni rappresentano le informazioni contestuali (gli assi dell'analisi).
226 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Oggetto
Indicatore
Attributo
Attributo indicatore
Filtro
Descrizione
Gli indicatori sono oggetti che rappresentano funzioni aggregate e calcoli mappati a dati statistici e analitici nel database.
In un livello aziendale gli indicatori rappresentano le informazioni effettive (dati).
Generalmente, ma non sempre, l'origine di un indicatore è rappresentata da dati numerici. L'aggregazione delle informazioni deve essere pertinente all'oggetto per poter rappresentare un indicatore.
Poiché il calcolo del fatturato è un'informazione pertinente, Sales
Revenue rappresenta un indicatore. La somma dei prezzi di listino dei prodotti non costituisce sempre un dato significativo e pertanto
List Price è una dimensione o magari un attributo di Product Dimension.
È possibile creare indicatori da oggetti non numerici conteggiando vari elementi. Verranno così generati indicatori come Number of orders.
Un attributo è un oggetto allegato a un oggetto principale che fornisce ulteriori informazioni descrittive sull'oggetto principale. Gli attributi possono essere definiti per dimensioni, indicatori, gerarchie e livelli.
In un livello aziendale OLAP, un attributo indicatore fornisce informazioni relative al valore formattato.
Un filtro è un oggetto condizione che limita i dati restituiti in una query. Per applicare filtri a una query, è possibile inserirli nel riquadro Filtri di query del pannello delle query.
I filtri nativi vengono definiti da una clausola SQL WHERE per le tabelle delle basi dati e si applicano ai livelli aziendali che fanno riferimento alle basi dati.
I filtri aziendali vengono definiti creando e combinando le condizioni per le dimensioni e gli indicatori del livello aziendale.
227 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
228
Oggetto
Dimensione analisi
(solo OLAP)
Gerarchia
(solo OLAP)
Livello (solo OLAP)
Descrizione
Le dimensioni analisi consentono di raggruppare logicamente le dimensioni e le gerarchie che condividono lo stesso asse di analisi e vengono spesso utilizzate per l'analisi gerarchica.
Per la dimensione analisi viene definita una gerarchia predefinita, ovvero la gerarchia utilizzata quando l'intera dimensione analisi viene inclusa come oggetto risultato in una query. Le gerarchie predefinite presentano l'icona seguente:
Una gerarchia è la rappresentazione nel livello aziendale della gerarchia presente nel cubo OLAP. Se la gerarchia nel cubo è basata sui livelli, gli oggetti livello nel livello aziendale rappresentano i livelli.
Se la gerarchia nel cubo è basata sui valori (padre-figlio), i livelli non sono rappresentati nel livello aziendale. I livelli sono visibili quando si visualizzano in anteprima i membri e nel selettore di membri. Le gerarchie basate sui valori generate automaticamente nel livello aziendale presentano l'icona seguente: .
Un livello gerarchico in una gerarchia basata sui livelli.
Insieme denominato (solo
OLAP)
Un insieme denominato è una raccolta di membri di una gerarchia nel livello aziendale.
Un insieme denominato nativo viene definito mediante l'uso di un'espressione MDX. Per alcune connessioni, gli insiemi denominati nativi vengono creati automaticamente per rappresentare insiemi denominati nel cubo.
Un insieme denominato aziendale viene definito mediante la selezione dei membri.
Membro calcolato (solo
OLAP)
Un membro calcolato è un membro di una gerarchia che viene calcolato utilizzando un'espressione MDX definita esplicitamente che può includere dati estratti dal cubo OLAP, operatori matematici, numeri e funzioni.
I membri calcolati sono disponibili nel "Selettore membri" durante la creazione delle query.
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Utilizzo degli oggetti del livello aziendale
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2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
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Inserimento e modifica di dimensioni
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Inserimento e modifica di indicatori
•
Inserimento e modifica di attributi
•
Inserimento e modifica di filtri
•
Inserimento e modifica di dimensioni analisi
•
Inserimento e modifica di gerarchie
•
Inserimento e modifica di livelli della gerarchia
•
Inserimento e modifica di insiemi denominati
•
Inserimento e modifica di membri calcolati
12.3 Creazione di un livello aziendale relazionale
Istruzioni preliminari
• È necessario che sia presente un progetto nella vista Progetti locali.
• È necessario che sia disponibile una base dati salvata nello stesso progetto locale.
Per collegamenti a informazioni più dettagliate su ognuno dei passaggi, vedere gli argomenti correlati.
1.
Per avviare la procedura guidata "Nuovo livello aziendale" procedere in uno dei modi seguenti:
• Fare clic con il pulsante destro del mouse su una base dati nella vista Progetti locali e scegliere
Nuovo
>
Livello aziendale
.
• Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla cartella del progetto nella vista Progetti locali, scegliere
Nuovo
>
Livello aziendale
e selezionare
Base dati relazionale
come origine dati.
Il livello aziendale viene creato in un file .blx nella cartella del progetto locale e Viene aperto automaticamente nell'editor del livello aziendale.
2.
Creare il livello aziendale:
Se il livello aziendale è stato creato con l'opzione
Crea automaticamente cartelle e oggetti
selezionata (impostazione predefinita), tutti gli oggetti vengono creati nel livello aziendale come dimensioni. È necessario specificare gli indicatori in modo esplicito utilizzando il comando
Trasforma in indicatore con la funzione di aggregazione
.
In caso contrario, inserire gli oggetti del livello aziendale: a.
Inserire le cartelle e le sottocartelle per organizzare il livello aziendale.
Nota:
quando si trascina una tabella nel livello aziendale dalla base dati, viene automaticamente inserita una cartella.
b.
Trascinare le tabelle e le colonne e rilasciarle nelle cartelle desiderate e rinominare gli oggetti in base alle esigenze.
c.
Specificare gli indicatori utilizzando il comando
Trasforma in indicatore con la funzione di aggregazione
.
3.
È possibile migliorare la funzione del livello aziendale in diversi modi, ad esempio:
229 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
230
• Inserire attributi per fornire informazioni descrittive relative a dimensioni e indicatori
• Inserire indicatori aggiuntivi
• Inserire filtri predefiniti (obbligatori o facoltativi) che possano limitare i dati restituiti nelle query
• Inserire parametri con prompt facoltativi
• Inserire elenchi dei valori personalizzati da associare a un prompt
• Inserire percorsi di navigazione per definire percorsi drill
• Creare viste del livello aziendale per limitare gli oggetti visualizzati nel pannello delle query
• Impostare opzioni e parametri di generazione SQL nelle proprietà del livello aziendale
• Impostare il riconoscimento degli aggregati per migliorare le prestazioni delle query
4.
Eseguire una verifica dell'integrità per convalidare le dipendenze, le espressioni degli oggetti, i parametri e gli elenchi dei valori. Fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome del livello aziendale nel riquadro
Livello aziendale
e selezionare
Verifica integrità
.
5.
Salvare il livello aziendale facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
Di seguito sono riportati alcuni comandi che semplificano la gestione del livello aziendale.
• Se si modificano le definizioni degli oggetti, utilizzare l'opzione
Mostra dipendenze locali
per trovare gli oggetti del livello aziendale e della base dati che possono essere interessati dalle modifiche.
• Se la base dati correlata viene modificata, è necessario aggiornare il livello aziendale manualmente.
Nell'argomento correlato vengono descritti i comandi che consentono di eseguire tale operazione.
• Utilizzare
Cambia base dati
per modificare la base dati di origine per il livello aziendale.
• Per i livelli aziendali abilitati per più origini, utilizzare
Elabora statistiche
per migliorare le prestazioni delle query.
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Creazione di un progetto locale
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Informazioni sull'editor del livello aziendale
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Informazioni sugli oggetti del livello aziendale
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Trasformazione di una dimensione o di un attributo in un indicatore
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•
Inserimento e modifica di dimensioni
•
Inserimento di dimensioni direttamente dalla base dati
•
Inserimento e modifica di indicatori
•
Inserimento e modifica di filtri
•
Inserimento e modifica di un parametro
•
Inserimento o modifica di un elenco di valori
•
Associazione di un elenco di valori a un oggetto aziendale
•
Associazione di un elenco di valori a un prompt definito nel livello aziendale
•
Informazioni sulle viste del livello aziendale
•
Informazioni sulle proprietà del livello aziendale
•
Informazioni sul riconoscimento degli aggregati
•
Informazioni sulle dipendenze delle risorse
•
Esecuzione della verifica dell'integrità
•
Informazioni sull'aggiornamento dei livelli aziendali
2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
•
Sostituzione dell'origine dati di un livello aziendale
•
Informazioni sulle statistiche di calcolo per l'esecuzione ottimizzata delle query
12.3.1 Definizione del tipo di origine dati per un livello aziendale
In questa sezione viene descritta la pagina "Selezionare il tipo di origine dati per il livello aziendale" della creazione guidata di un nuovo livello aziendale.
È possibile scegliere se creare un livello aziendale da un'origine dati relazionale o da un'origine dati
OLAP.
Tipo di origine dati
Relazionale
OLAP
Descrizione
Il livello aziendale è basato su una base dati. È possibile selezionare qualsiasi base dati nella cartella del progetto corrente.
Il livello aziendale è basato su un cubo OLAP. È possibile selezionare qualsiasi connessione OLAP o collegamento alla connessione nella cartella del progetto corrente.
1.
Fare clic su uno dei tipi di origine dati nell'elenco.
2.
Fare clic su
Avanti
.
12.3.2 Denominazione di un livello aziendale
In questa sezione viene descritta la pagina "Nome risorsa" della procedura guidata Nuovo livello aziendale.
Immettere un nome e una descrizione per il livello aziendale. Si tratta del nome dell'universo pubblicato dal livello aziendale.
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Selezione di una base dati per un livello aziendale
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Selezione di un cubo e di una connessione OLAP per un livello aziendale
231 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
12.3.3 Selezione di una base dati per un livello aziendale
In questa sezione viene descritta la pagina "Seleziona base dati" della creazione guidata di un nuovo livello aziendale.
Selezionare una base dati come origine dati per il nuovo livello aziendale. È possibile eseguire una delle seguenti operazioni:
• Creare automaticamente gli oggetti del livello aziendale dalle tabelle e dalle colonne della base dati.
• Creare un livello aziendale vuoto. È necessario aggiungere manualmente gli oggetti dalla base dati dopo la creazione.
1.
Fare clic sul pulsante Sfoglia in fondo al campo di testo Base dati.
Viene visualizzato l'elenco delle basi dati disponibili.
2.
Selezionare una base dati nell'elenco e quindi fare clic su
OK
.
Il nome della base dati appare nel campo del nome. L'opzione
Crea automaticamente cartelle e oggetti
è selezionata per impostazione predefinita.
I nomi degli oggetti del livello aziendale vengono generati in base ai nomi di tabella o colonna, tranne per le basi dati basate su SAP ERP e SAP NetWeaver BW, che utilizzano una strategia dedicata per la denominazione degli oggetti. È possibile impostare una preferenza dell'applicazione per determinare la modalità di generazione dei nomi. Per ulteriori informazioni, vedere l'argomento correlato sull'impostazione di preferenze per l'editor del livello aziendale.
3.
Eseguire una delle operazioni seguenti:
• Se si desidera inserire automaticamente cartelle e oggetti nel livello aziendale, fare clic su
Fine
.
• Se non si desidera popolare automaticamente il livello aziendale, deselezionare l'opzione e fare clic su
Fine
.
Il nuovo livello aziendale viene aperto in una scheda di modifica. È ora possibile inserire e modificare gli oggetti del livello aziendale.
L'opzione
Crea automaticamente cartelle e oggetti
crea tutti gli oggetti del livello aziendale come dimensioni. Specificare gli indicatori in modo esplicito utilizzando il comando
Trasforma in indicatore con la funzione di aggregazione
. Per ulteriori informazioni, vedere l'argomento correlato.
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Creazione di un livello aziendale relazionale
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Trasformazione di una dimensione o di un attributo in un indicatore
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Informazioni sugli oggetti del livello aziendale
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232 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
12.4 Come creare un livello aziendale OLAP
Istruzioni preliminari
• È necessario selezionare un progetto nella vista Progetti locali.
• È necessario che nello stesso progetto locale sia salvata una connessione OLAP o un collegamento a una connessione.
Per collegamenti a informazioni dettagliate su ogni passaggio, vedere gli argomenti correlati.
1.
Per avviare la procedura guidata "Nuovo livello aziendale" procedere in uno dei modi seguenti:
• Fare clic con il pulsante destro del mouse su una connessione OLAP o un collegamento a una connessione nella vista Progetti locali e scegliere
Nuovo
>
Livello aziendale
.
• Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla cartella del progetto nella vista Progetti locali, scegliere
Nuovo
>
Livello aziendale
e selezionare una
connessione OLAP
come origine dati.
Il livello aziendale viene creato in un file .blx nella cartella del progetto locale e si apre automaticamente nell'editor del livello aziendale.
2.
Gli oggetti del livello aziendale vengono inseriti automaticamente in base al cubo. La funzione del livello aziendale può essere migliorata in diversi modi, ad esempio:
• Inserimento di dimensioni analitiche, gerarchie e attributi
• Inserimento di insiemi denominati
• Inserimento di membri calcolati
• Inserimento di indicatori e dei relativi attributi valore formattati
• Inserimento di filtri predefiniti (obbligatori o facoltativi) per limitare i dati restituiti nelle query
• Inserimento di parametri con prompt facoltativi
• Inserimento di elenchi di valori personalizzati da associare a un prompt
• Creazione di visualizzazioni del livello aziendale per limitare gli oggetti visibili nel pannello delle query
3.
Eseguire una verifica dell'integrità per convalidare le dipendenze, le espressioni oggetto e i parametri e gli elenchi di valori. Fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome del livello aziendale nel riquadro
Livello aziendale
e selezionare
Verifica integrità
.
4.
Salvare il livello aziendale facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
Di seguito sono riportati alcuni comandi che semplificano la gestione del livello aziendale.
• Se si modificano definizioni di oggetti, utilizzare l'opzione
Mostra dipendenze locali
per trovare gli altri oggetti livelli aziendali che possono essere interessati dalle modifiche.
• Se viene modificata l'origine dati sottostante, utilizzare
Aggiorna struttura
per aggiornare il livello aziendale.
• Utilizzare
Cambia connessione OLAP
per cambiare la connessione per il livello aziendale e per modificare le proprietà dell'origine dati OLAP.
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Creazione di una connessione OLAP
233 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
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Inserimento e modifica di gerarchie
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Associazione di un elenco di valori a un oggetto aziendale
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Associazione di un elenco di valori a un prompt definito nel livello aziendale
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Esecuzione della verifica dell'integrità
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Aggiornamento di un livello aziendale OLAP
•
Sostituzione dell'origine dati di un livello aziendale
12.4.1 Selezione di un cubo e di una connessione OLAP per un livello aziendale
In questa sezione viene descritta la pagina "Seleziona una connessione OLAP" della creazione guidata di un nuovo livello aziendale.
Selezionare una connessione OLAP e il cubo OLAP come origine dati per il nuovo livello aziendale.
Nota:
non è possibile creare un livello aziendale in una connessione
Client SAP BICS
sebbene tali connessioni siano incluse nell'elenco. Utilizzare le connessioni
Client SAP BICS
nella query SAP BusinessObjects e nelle applicazioni per la creazione di report per connettersi direttamente alla query BEx. Per accedere alle query BEx non è richiesto alcun livello aziendale o universo. Per informazioni sulla creazione di un universo in una connessione SAP NetWeaver BW, vedere l'argomento correlato.
Opzioni di connessione OLAP
Connessione OLAP
Rileva funzione di proiezione indicatore
Descrizione
Fare clic sul pulsante Sfoglia in fondo al campo di testo per selezionare una connessione OLAP o un collegamento alla connessione definita nel progetto.
Se questa opzione non è selezionata, viene applicata la funzione delegata del database.
234 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Opzioni di connessione OLAP
Crea attributo da nome univoco
Cerca
Elenco cubi connessione
Descrizione
Viene creato un attributo per il nome univoco per ciascuna dimensione.
Immettere una stringa di ricerca per un cubo e fare clic sull'icona di ricerca.
Elenco dei cubi disponibili per la connessione.
Se esistono più cubi, sfogliare per selezionare il cubo di destinazione.
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Selezione di oggetti da un cubo OLAP per un livello aziendale
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Informazioni sulle funzioni di proiezione
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Utilizzo di origini dati SAP NetWeaver BW
12.4.2 Selezione di una dimensione account di Essbase
In questa sezione viene descritta la pagina "Seleziona dimensioni account" della procedura guidata
Nuovo livello aziendale.
Per le connessioni alle origini dati Essbase, la procedura guidata Nuovo livello aziendale consente di creare indicatori nel livello aziendale basati sugli oggetti della dimensione account specificata nell'origine dati.
Selezionare dall'elenco la dimensione da utilizzare come dimensione account e fare clic su
Avanti
.
12.4.3 Selezione di oggetti da un cubo OLAP per un livello aziendale
In questa sezione viene descritta la pagina "Seleziona oggetti" della creazione guidata di un nuovo livello aziendale.
Espandere i nodi di oggetti sotto il cubo selezionato e selezionare gli oggetti da includere nel nuovo livello aziendale. Fare clic su
Fine
al termine della selezione.
Il nuovo livello aziendale appare nel riquadro Livello aziendale.
235 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
12.5 Informazioni sull'editor del livello aziendale
L'editor del livello aziendale viene utilizzato per creare e modificare gli oggetti e le proprietà del livello aziendale. In questo argomento viene descritto come esplorare l'editor. Per i passaggi necessari per creare la struttura del livello aziendale, vedere
Creazione di un livello aziendale relazionale
o
Come creare un livello aziendale OLAP
.
L'editor del livello aziendale è suddiviso in riquadri di visualizzazione a sinistra, un riquadro di modifica in alto a destra e un riquadro dell'origine dati in basso a destra.
I riquadri di visualizzazione consentono di lavorare con elementi diversi del livello aziendale. Per accedere ai riquadri fare clic sulla scheda corrispondente:
•
Livello aziendale
•
Query
•
Parametri ed elenchi dei valori
•
Percorsi di navigazione
Per ulteriori informazioni sulle operazioni da eseguire in ciascun riquadro di selezione, vedere l'argomento correlato.
Livello aziendale
è il riquadro di visualizzazione predefinito. Contiene una visualizzazione struttura degli oggetti presenti nel livello aziendale. Sono disponibili le seguenti opzioni per la visualizzazione e la navigazione nella struttura del livello aziendale:
• Filtraggio in base alla vista del livello aziendale
• Ricerca di un oggetto
• Modifica delle opzioni di visualizzazione: mostra/nascondi oggetti, mostra nomi univoci
Il riquadro di modifica consente di modificare le proprietà dell'oggetto o dell'elemento selezionato nel riquadro di visualizzazione.
Il riquadro dell'origine dati contiene informazioni relative alla base dati o alla connessione OLAP:
• La vista principale della base dati contenente tutte le tabelle e i join viene visualizzata per impostazione predefinita. Le schede relative ad altre viste della base dati, se definite, appaiono nella parte inferiore del riquadro dell'origine dati. Per modificare le visualizzazioni, fare clic sulla scheda.
• I metadati OLAP presenti nella connessione vengono visualizzati nella parte sinistra del riquadro dell'origine dati. Selezionare un oggetto metadati per visualizzarne le proprietà nella parte destra del riquadro.
Argomenti correlati
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Informazioni sulle proprietà del livello aziendale
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Informazioni sugli oggetti del livello aziendale
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Informazioni sulle query in un livello aziendale
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Informazioni sugli elenchi di valori
•
Informazioni sui percorsi di navigazione per gli oggetti
236 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
•
Informazioni sulle viste del livello aziendale
•
Filtro in base alla visualizzazione del livello aziendale
•
Ricerca di oggetti del livello aziendale
•
Modifica delle opzioni di visualizzazione della struttura del livello aziendale
12.5.1 Modifica delle opzioni di visualizzazione della struttura del livello aziendale
Quando si modifica un livello aziendale, il riquadro di visualizzazione
Livello aziendale
contiene una visualizzazione struttura degli oggetti presenti nel livello aziendale. Utilizzare questa procedura per modificare le modalità di visualizzazione degli oggetti del livello aziendale.
1.
Fare clic sull'icona
Opzioni di visualizzazione
nella parte superiore del riquadro
Livello aziendale
.
2.
Per i livelli aziendali basati su una connessione OLAP, selezionare una di queste tre opzioni:
•
Visualizza didascalia
, per visualizzare i nomi degli oggetti.
•
Visualizza nome univoco
, per visualizzare il nome univoco dell'oggetto proveniente dal cubo.
•
Visualizza didascalia e nome univoco
3.
Per visualizzare solo gli oggetti attivi nella struttura del livello aziendale, selezionare
Nascondi oggetti non attivi
.
Le opzioni di visualizzazione rimangono attive finché non si chiude l'editor.
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Modifica dello stato di un oggetto: Attivo, Nascosto o Obsoleto
12.6 Informazioni sulle proprietà del livello aziendale
Le proprietà e le opzioni riportate di seguito vengono definite per l'intero livello aziendale. Le restrizioni vengono applicate nell'universo pubblicato.
Proprietà
Nome
Descrizione
Descrizione
Identifica il livello aziendale e anche l'universo quando il livello aziendale viene pubblicato.
Descrive lo scopo e il contenuto dell'universo. Questa descrizione è disponibile per la visualizzazione negli strumenti di query e reporting che utilizzano l'universo.
237 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Proprietà
Limiti della query
Descrizione
Limita dimensione insieme di risultati a
Specifica il numero di righe restituite in una query. Ciò limita il numero di righe restituito ma non impedisce all'RDBMS di elaborare tutte le righe nella query. Limita soltanto il numero una volta che l'RDBMS ha cominciato ad inviare le righe.
Limita durata dell'esecuzione a
Avvisa se la stima del tempo supera
Consente di limitare a un determinato numero di minuti il tempo trascorso per l'esecuzione della query, ma non interrompe il processo nel database
Se selezionata, visualizza un messaggio quando la stima del tempo di esecuzione supera il numero di minuti specificato.
Consenti l'uso delle sottoquery
Consenti l'uso degli operatori union, intersect e minus
Se selezionata, consente l'uso delle sottoquery in una query.
Se selezionata, consente di combinare le query utilizzando gli operatori degli insiemi di dati UNION, INTER-
SECT e MINUS per ottenere un unico insieme di risultati.
Consenti l'uso degli operandi complessi
Se selezionata, visualizza operandi complessi nell'elenco di operandi disponibili quando si definisce un filtro nel pannello delle query.
Opzioni di query
(si applica ai livelli aziendali che fanno riferimento alle basi dati)
Molteplici istruzioni SQL per ogni indicatore
Se selezionata, viene generata una query SQL per ogni indicatore o gruppo di indicatori appartenenti a una tabella dei dati differente o per gli indicatori con una clausola WHERE (indicatore filtrato).
Se gli oggetti indicatore si basano su colonne della stessa tabella, le query SQL separate non vengono generate, anche se questa opzione è stata selezionata.
Consenti eliminazione query
Se questa opzione è selezionata, un utente report può consentire l'abilitazione dell'eliminazione query per gli universi relazionali. Negli universi OLAP, l'eliminazione query è abilitata per impostazione predefinita.
L'eliminazione query viene utilizzata solo da SAP BusinessObjects Web Intelligence.
Per una descrizione dell'eliminazione query e di come può incidere sulla creazione report negli universi relazionali, vedere l'argomento correlato.
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Utilizzo dei livelli aziendali
Proprietà
Origine dati
Parametri SQL
(si applica ai livelli aziendali che fanno riferimento alle basi dati)
Commenti
Riepilogo
Descrizione
Specifica l'origine dati del livello aziendale, ovvero una base dati o una connessione OLAP.
Il pulsante
Cambia base dati
consente di modificare la base dati sottostante.
Il pulsante
Cambia connessione OLAP
consente di passare alla connessione OLAP e modificare le proprietà dell'origine dati.
Consente di specificare valori personalizzati per i parametri di generazione SQL che sostituiscono i valori predefiniti o eventuali valori personalizzati definiti nelle proprietà della base dati.
Contiene commenti sul livello aziendale.
Visualizza un riepilogo del numero di oggetti dello stesso tipo definiti nel livello aziendale. Per i livelli aziendali che fanno riferimento a una base dati, vengono visualizzati anche il tipo e il numero di oggetti della base dati.
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Impostazione di parametri di generazione SQL nel livello aziendale
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Visualizzazione di un riepilogo del livello aziendale
12.6.1 Proprietà dell'origine dati OLAP
Le seguenti proprietà vengono applicate all'origine dati OLAP per il livello aziendale:
239 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Proprietà
Connessione OLAP
Cubo
Dimensione account
Valore END_MDX
Descrizione
La connessione o il collegamento alla connessione che fornisce l'accesso all'origine dati OLAP.
Per modificare la connessione, fare clic sull'icona Sfoglia all'estremità del campo per aprire un elenco di connessioni disponibili.
Il cubo selezionato per la connessione corrente. È possibile selezionare un cubo diverso solo se non è stato specificato un cubo durante la definizione della connessione
Per modificare il cubo, fare clic sull'icona Sfoglia del campo per aprire un elenco di cubi disponibili.
all'estremità
Per le connessioni alle origini dati Essbase, la dimensione nell'origine dati da utilizzare come dimensione account. Selezionare una dimensione dall'elenco.
Quando si aggiorna la struttura del livello aziendale, gli indicatori in tale livello vengono creati dagli oggetti presenti nella dimensione account specificata.
Il valore del parametro END_MDX.
Il parametro END_MDX equivale al parametro END_SQL disponibile per gli universi basati sulle basi dati. Il valore END_MDX viene aggiunto alla fine di ogni istruzione MDX.
Ad esempio, è possibile utilizzare il parametro END_MDX per tenere traccia dell'attività del server verificando chi sta eseguendo query.
La soluzione consiste nell'aggiunta di un commento alla fine di ogni query MDX con informazioni sull'utente e sull'universo. Ad esempio:
//Utente:
@Variable
('BOUSER') Universo:
@Va riable
('UNVNAME')
12.6.2 Informazioni sull'eliminazione query
L'eliminazione query è una funzionalità di creazione report utilizzabile per ottimizzare le prestazioni.
L'eliminazione query viene utilizzata solo da SAP BusinessObjects Web Intelligence.
240 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Per gli universi relazionali, l'eliminazione query viene abilitata solo se vengono impostati i seguenti parametri:
• L'opzione
Consenti eliminazione query
(deselezionata per impostazione predefinita) viene selezionata nelle proprietà del livello aziendale in Information Design Tool.
• L'opzione
Abilita eliminazione query
(deselezionata per impostazione predefinita) viene selezionata in Proprietà documento in Web Intelligence.
• L'opzione
Abilita eliminazione query
(deselezionata per impostazione predefinita) viene selezionata per il fornitore di dati in Proprietà della query in Web Intelligence.
Per gli universi OLAP, l'eliminazione query è abilitata per impostazione predefinita.
Se l'eliminazione query è abilitata, la query viene riscritta perché faccia riferimento solo a oggetti utilizzati nel report. Si prenda ad esempio una query contenente tre oggetti risultato:
Paese
,
Città
e
Fattu rato
. Un report basato su questa query potrà contenere solo
Città
e
Fatturato
. Se l'eliminazione query è abilitata, quando il report viene aggiornato, la query recupererà solo i dati per
Città
e
Fattu rato
.
Negli universi relazionali, un report con abilitazione dell'eliminazione query può restituire dati diversi
(di norma più righe) rispetto a quando l'eliminazione query è disabilitata, a seconda dello schema della base dati. L'eliminazione query riscrive la query perché contenga solo gli oggetti a cui si fa riferimento nel report e tutti i join implicati da tali oggetti. Per questo motivo, è consigliabile disabilitare l'eliminazione query nelle situazioni seguenti:
• La base dati contiene join esterni.
• La base dati contiene join con restrizioni automatiche (filtri colonna).
• La base dati contiene join diretti.
• Nel livello aziendale è definito il riconoscimento degli aggregati (mediante la funzione
@Aggregate_aware nella definizione degli oggetti del livello aziendale).
Si veda di nuovo l'esempio di una query contenente
Paese
,
Città
e
Fatturato vendite
. Nella base dati è presente un join con restrizione automatica sulla tabella
Paese
che limita il valore per il paese agli Stati Uniti.
Con l'eliminazione query disabilitata, il report su
Città
e
Fatturato
restituirà il fatturato solo per città degli Stati Uniti.
Con l'eliminazione query abilitata, il report restituirà il fatturato per città di tutti i Paesi, poiché dalla tabella
Paese
è stata eliminata la query.
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Modifica dei limiti e delle opzioni delle query nel livello aziendale
12.6.3 Modifica del nome, della descrizione e dei commenti del livello aziendale
1.
Per aprire il livello aziendale nell'editor, fare doppio clic sul livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
241 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
2.
Assicurarsi che il livello superiore del livello aziendale sia selezionato nella visualizzazione struttura del riquadro
Livello aziendale
.
3.
Modificare le proprietà del livello aziendale nel riquadro di modifica:
• Per modificare il nome del livello aziendale, modificare il contenuto del campo
Nome
.
• Per immettere o modificare la descrizione del livello aziendale, fare clic sulla scheda
Proprietà
.
• Per immettere o modificare i commenti relativi al livello aziendale, fare clic sulla scheda
Commenti
.
4.
Salvare il livello aziendale facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
Argomenti correlati
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Informazioni sulle proprietà del livello aziendale
12.6.4 Modifica dei limiti e delle opzioni delle query nel livello aziendale
1.
Per aprire il livello aziendale nell'editor, fare doppio clic sul livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Assicurarsi che il livello superiore del livello aziendale sia selezionato nella visualizzazione struttura del riquadro
Livello aziendale
.
3.
Fare clic sulla scheda
Opzioni di query
nel riquadro di modifica.
4.
Selezionare o deselezionare le opzioni e modificare i valori limite nel modo richiesto. Per una descrizione delle opzioni, vedere l'argomento correlato.
5.
Salvare il livello aziendale facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
Argomenti correlati
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Informazioni sulle proprietà del livello aziendale
12.6.5 Sostituzione dell'origine dati di un livello aziendale
Per utilizzare un'altra origine dati per un livello aziendale, è necessario salvare l'origine dati (base dati, connessione OLAP o collegamento alla connessione) nella stessa cartella dei progetti locali del livello aziendale.
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Assicurarsi che il livello superiore del livello aziendale sia selezionato nella visualizzazione struttura del riquadro
Livello aziendale
.
3.
Verificare che la scheda
Proprietà
sia selezionata nel riquadro di modifica.
4.
Effettuare una delle operazioni seguenti in base al tipo di origine dati utilizzata per il livello aziendale:
242 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Opzione Comando
Per le origini delle basi dati
Fare clic su
Cambia base dati
. Selezionare la nuova base dati dall'elenco e fare clic su
OK
.
Per le origini OLAP
Fare clic su
Cambia connessione OLAP
.
Nella finestra di dialogo "Modifica proprietà origine dati OLAP", fare clic sull'icona Sfoglia in fondo alla casella di testo
Connessione OLAP
.
Selezionare la nuova connessione OLAP o il nuovo collegamento alla connessione e fare clic su
OK
.
Nota:
per ulteriori informazioni sulle proprietà OLAP avanzate, vedere l'argomento correlato.
5.
Salvare il livello aziendale facendo clic sull'icona
Salva
sulla barra degli strumenti principale.
Argomenti correlati
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Proprietà dell'origine dati OLAP
12.6.6 Impostazione di parametri di generazione SQL nel livello aziendale
I valori personalizzati per i parametri di generazione SQL nel livello aziendale sostituiscono i valori predefiniti o eventuali valori personalizzati impostati nelle proprietà della base dati.
1.
Per aprire il livello aziendale nell'editor, fare doppio clic sul livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Assicurarsi che il livello superiore del livello aziendale sia selezionato nella visualizzazione struttura del riquadro
Livello aziendale
.
3.
Assicurarsi che la scheda
Proprietà
sia selezionata nel riquadro di modifica.
4.
Fare clic sul pulsante
Parametri
.
5.
Nella finestra di dialogo "Parametri di script query" modificare i parametri:
Vengono elencati i parametri di generazione SQL attualmente definiti. I parametri non predefiniti e quelli con valori non predefiniti sono visualizzati in grassetto.
243 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Opzione Azione
Modificare il valore di un parametro esistente.
Fare clic sulla colonna
Valore
e selezionare o immettere il nuovo valore.
Aggiungere un parametro predefinito.
Aggiungere un parametro personalizzato.
Per visualizzare l'elenco di parametri predefiniti, fare clic sulla freccia nella casella di riepilogo accanto al pulsante
Aggiungi
nare il parametro dall'elenco e fare clic su
Aggiungi
.
. Selezio-
Assicurarsi che non venga elencato alcun parametro predefinito nella casella accanto al pulsante
Aggiungi
, quindi fare clic cu
Aggiungi
. Viene aggiunto un parametro con un nome predefinito alla tabella. Per modificare il nome del parametro, fare clic sulla colonna
Nome
. Fare clic sulla colonna
Valore
per immettere un valore.
Per visualizzare una descrizione di tutti i parametri di generazione SQL predefiniti e dei relativi valori, fare clic sul pulsante della guida in linea.
6.
Per tornare all'elenco predefinito dei parametri e ai valori predefiniti, fare clic su
Valori predefiniti
.
In questo modo vengono rimossi dall'elenco gli eventuali parametri aggiunti e viene ripristinata l'impostazione predefinita di tutti i valori.
7.
Salvare il livello aziendale facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
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Informazioni sui parametri di generazione SQL
12.6.7 Visualizzazione di un riepilogo del livello aziendale
Utilizzare questo comando per visualizzare il numero di ogni tipo di oggetto definito nel livello aziendale.
Per i livelli aziendali basati su una base dati, viene visualizzato anche il tipo e il numero di oggetti base dati.
1.
Per aprire il livello aziendale nell'editor, fare doppio clic sul livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Assicurarsi che il livello superiore del livello aziendale sia selezionato nella visualizzazione struttura del riquadro
Livello aziendale
.
3.
Assicurarsi che la scheda
Proprietà
sia selezionata nel riquadro di modifica.
4.
Fare clic sul pulsante
Riepilogo
.
Il riepilogo del livello aziendale viene visualizzato in una nuova finestra di dialogo.
12.7 Informazioni sul riconoscimento dell'indice
244 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
In un livello aziendale relazionale il riconoscimento dell'indice è la capacità di utilizzare gli indici nelle colonne delle chiavi per migliorare le prestazioni delle query.
Gli oggetti nel livello aziendale si basano sulle colonne del database che sono rilevanti per le query dei dati. Ad esempio, un oggetto Cliente recupera il valore nella colonna dei nomi di cliente della tabella dei clienti. In molti database la tabella dei clienti include una chiave primaria, ad esempio un valore intero, con cui identificare in modo univoco ogni cliente. Il valore della chiave non è rilevante per la creazione dei report, ma è importante per le prestazioni del database.
Quando si configura il riconoscimento dell'indice, è necessario definire quali colonne del database sono chiavi primarie e quali sono chiavi esterne per le dimensioni e gli attributi del livello aziendale. I vantaggi della definizione del riconoscimento dell'indice includono:
• L'applicazione di join e filtri sulle colonne delle chiavi è più veloce rispetto alle colonne che non contengono chiavi.
• È necessario un numero inferiore di join in una query e pertanto sono richieste meno tabelle. Ad esempio, in un database con schema a stella, se si crea una query che applica un filtro in base a un valore di una tabella dimensione, la query può applicare il filtro direttamente alla tabella dei dati utilizzando la chiave esterna della tabella dimensione.
• Viene considerata l'univocità nei filtri e negli elenchi di valori. Se, ad esempio, due clienti hanno lo stesso nome, l'applicazione recupera un solo cliente a meno che non sia in grado di riconoscere che ogni cliente dispone di una chiave primaria separata.
Per informazioni dettagliate su come definire le chiavi primarie e le chiavi esterne negli oggetti del livello aziendale, vedere l'argomento correlato.
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Definizione di chiavi per dimensioni e attributi di dimensioni
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Creazione di un prompt con riconoscimento indice
12.8 Informazioni sulle funzioni analitiche
Information Design Tool consente di definire le funzioni analitiche per gli oggetti di un universo per calcolare, ad esempio le classificazioni, le somme o le medie mobili e i calcoli relativi.
Le funzioni analitiche sono funzioni fornite dal database relazionale che eseguono attività analitiche su set di risultati. Una funzione analitica in una query restituisce, con ogni riga del set di risultati, un calcolo da un gruppo di righe. I gruppi di righe possono essere ordinati e partizionati.
È ad esempio possibile utilizzare le funzioni analitiche per recuperare i risultati seguenti:
• La classificazione di un record, ad esempio la classificazione dei negozi in base all'importo vendite dell'ultimo mese.
• La somma o la media mobile, ad esempio il volume medio di vendite in un periodo di tre mesi.
• La visualizzazione delle stesse informazioni in contesti diversi, ad esempio le vendite del trimestre corrente e dell'ultimo trimestre.
245 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
• I calcoli relativi, ad esempio la differenza tra le vendite del trimestre corrente e l'importo vendite più elevato in assoluto.
Di seguito sono riportati alcuni esempi di funzioni analitiche.
• Funzioni di aggregazione: SUM, COUNT, AVG, STDDEV, MEDIAN, VARIANCE
• Funzioni basate sull'ordine: RANK, PERCENT_RANK, DENSE_RANK, LEAD, LAG, FIRST_VALUE,
ROW_NUMBER
Per una descrizione completa delle funzioni analitiche disponibili nel database, fare riferimento alla documentazione del database.
In Information Design Tool è possibile utilizzare le funzioni analitiche nell'istruzione SELECT per gli indicatori e le dimensioni del livello aziendale e per le tabelle derivate della base dati. Un oggetto universo definito con una funzione analitica può eseguire l'analisi dei dati che in genere richiede l'uso della sintassi estesa al livello del report. Si può osservare anche un miglioramento delle prestazioni delle query in quanto i calcoli vengono eseguiti nel server.
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Funzioni analitiche: sintassi ed esempi
Per comprendere la modalità di utilizzo delle funzioni analitiche vengono riportati sintassi ed esempi generici relativi.
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Funzioni analitiche: regole, restrizioni e procedure consigliate
Per consentire la progettazione di un universo vengono fornite le regole, le restrizioni e le procedure consigliate per l'utilizzo delle funzioni analitiche.
•
Utilizzo delle funzioni analitiche nella definizione di un oggetto del livello aziendale
Per utilizzare le funzioni analitiche nel livello aziendale, è possibile definire la funzione analitica desiderata nell'istruzione SELECT di un indicatore o di una dimensione.
•
Utilizzo delle funzioni analitiche in una definizione di tabella derivata
Per utilizzare le funzioni analitiche nella base dati, è possibile definire la funzione analitica desiderata nell'istruzione SELECT di una tabella derivata.
12.8.1 Funzioni analitiche: sintassi ed esempi
Per comprendere la modalità di utilizzo delle funzioni analitiche vengono riportati sintassi ed esempi generici relativi.
L'esatta sintassi delle funzioni analitiche varia in base al database. Diverse funzioni analitiche presentano la sintassi seguente:
Funzione (argomenti) OVER ([ <clausola PARTITION BY> ] [ <clausola ORDER BY> ] [ <clausola ROW o RANGE> ] )
246 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
247
Parte dell'istruzione della funzione analitica
Funzione (argomenti)
OVER (
Clausola PARTITION BY
Clausola ORDER BY
Clausola ROW o RANGE)
Descrizione
Nome e argomenti della funzione che definiscono il calcolo.
La clausola OVER indica che questa è una funzione analitica. La clausola OVER definisce i dati sui quali si desidera effettuare il calcolo. Presenta tre clausole facoltative.
Raggruppamento sul quale viene applicato il calcolo.
Ordine dei risultati da utilizzare nel calcolo.
Intervallo di record utilizzato per il calcolo.
employee_id
3
4
1
2
5
La clausola PARTITION BY consente di definire i gruppi di dati sui quali verrà calcolata la funzione. Ad esempio:
SELECT employee_id, department, COUNT(employee_id) OVER (PARTITION BY department) FROM employee_table
Questa query restituisce, per ogni dipendente, il reparto e il conteggio del numero di dipendenti di ogni reparto. Il conteggio viene restituito con ogni riga, ovvero dipendente, del set di risultati.
Reparto
Marketing
Marketing
Vendite
Sales
Sales
count
3
3
2
2
3
La clausola ORDER BY consente di definire l'ordine con cui vengono utilizzate le righe quando si applica il calcolo. Ad esempio:
SELECT employee_id, salary, RANK () OVER (ORDER BY salary)
Questa query restituisce, per ogni dipendente, lo stipendio e la classificazione del dipendente in base allo stipendio.
employee_id
3
salary
3000
rank
1
2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
5
4
1
employee_id
2
salary
5000
6000
7000
7200
3
4
5
rank
2
employee_id
5
4
3
2
1
La clausola ROW o RANGE consente di definire un intervallo di righe ordinate da prendere in considerazione durante il calcolo della funzione su una data riga. Ad esempio:
SELECT employee_id, salary, SUM(salary) OVER (ORDER BY salary ROWS between unbounded preceding and current row)
Questa query restituisce, per ogni dipendente, lo stipendio del dipendente e la somma degli stipendi a partire da quello più basso e incluso lo stipendio del dipendente corrente. I risultati sono ordinati in base allo stipendio. La somma dell'ultima riga rappresenta la somma degli stipendi di tutti i dipendenti.
salary
3000
5000
6000
7000
7200
sum
3000
8000
14000
21000
28200
248 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Argomenti correlati
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Informazioni sulle funzioni analitiche
Information Design Tool consente di definire le funzioni analitiche per gli oggetti di un universo per calcolare, ad esempio le classificazioni, le somme o le medie mobili e i calcoli relativi.
12.8.2 Funzioni analitiche: regole, restrizioni e procedure consigliate
Per consentire la progettazione di un universo vengono fornite le regole, le restrizioni e le procedure consigliate per l'utilizzo delle funzioni analitiche.
Di seguito sono riportate alcune regole e restrizioni che si applicano quando si utilizzano le funzioni analitiche nell'universo:
• Le funzioni analitiche vengono calcolate dopo l'applicazione dei join e dopo l'applicazione delle clausole WHERE, HAVING e GROUP BY. La query seguente restituisce pertanto, ad esempio, il valore 1:
COUNT (*) OVER () FROM employee_table WHERE employee_id=312
• Le funzioni analitiche non possono essere utilizzate negli ordinamenti e nelle condizioni degli universi.
Disabilitare questa sintassi nella scheda Avanzate delle proprietà dell'oggetto. È invece possibile utilizzare le funzioni analitiche nelle condizioni delle tabelle derivate.
• Le funzioni analitiche non possono essere presenti in una clausola GROUP BY. La query prevede funzioni aggregate nella clausola GROUP BY.
249 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
• Alcune funzioni analitiche non possono essere utilizzate nella stessa query che contiene una clausola
GROUP BY. Prima di utilizzare le funzioni analitiche e aggregate nella stessa query, è necessario verificare che siano compatibili.
Di seguito sono riportate alcune procedure consigliate per l'utilizzo delle funzioni analitiche nell'universo:
• Nel livello aziendale mantenere gli indicatori per le funzioni analitiche separati dagli indicatori aggregati
(inserendoli ad esempio in cartelle diverse).
• Etichettare gli oggetti del livello aziendale come analitici. Inserirli in una cartella o in una visualizzazione del livello aziendale distinta.
• Specificare eventuali restrizioni nella descrizione della tabella derivata o dell'oggetto del livello aziendale. Una restrizione può essere non utilizzare un oggetto in una query con la clausola GROUP
BY (con le funzioni aggregate) o non applicare filtri alla query quando si utilizza l'oggetto.
• Se si prevede un numero elevato di query ad-hoc sull'universo, prendere in considerazione la definizione della funzionalità analitica nelle tabelle derivate della base dati. Nel livello aziendale esporre solo gli oggetti che verranno utilizzati sempre insieme.
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Informazioni sulle funzioni analitiche
Information Design Tool consente di definire le funzioni analitiche per gli oggetti di un universo per calcolare, ad esempio le classificazioni, le somme o le medie mobili e i calcoli relativi.
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Impostazione della posizione in cui è possibile utilizzare gli oggetti
12.8.3 Utilizzo delle funzioni analitiche nella definizione di un oggetto del livello aziendale
Per utilizzare le funzioni analitiche nel livello aziendale, è possibile definire la funzione analitica desiderata nell'istruzione SELECT di un indicatore o di una dimensione.
Diverse funzioni analitiche sono elencate nella cartella
Funzioni del database
nel riquadro
Funzioni
dell'Editor espressioni SQL. Se la funzione che si desidera utilizzare non è elencata, è possibile aggiungerla aggiornando il file PRM esteso.
Nota:
Se una funzione presenta sia una versione aggregata che una analitica (ad esempio SUM e SUM
OVER), è necessario definire la funzione analitica nel file PRM se non è già stata definita.
Per aggiungere una funzione analitica, vedere la procedura necessaria per verificare e aggiungere il supporto della funzione analitica ai file PRM nel Manuale dell'accesso ai dati. Sarà necessario riavviare
Information Design Tool dopo aver aggiornato il file PRM.
Vedere le regole, le restrizioni e le procedure consigliate relative alle funzioni analitiche nell'argomento correlato.
250 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Nel riquadro
Livello aziendale
selezionare l'oggetto.
3.
Nel riquadro delle proprietà dell'oggetto selezionare la scheda
Definizione SQL
.
4.
Fare clic sul pulsante
Assistente SQL
accanto all'istruzione
SELECT
per utilizzare l'editor SQL per creare l'istruzione
SELECT
.
Aprire la cartella
Funzioni del database
nel riquadro
Funzioni
e selezionare la funzione analitica desiderata. Per informazioni sulla sintassi e sugli esempi, vedere l'argomento correlato.
5.
Una volta completata la creazione delle istruzioni SELECT e WHERE dell'oggetto, salvare il livello aziendale facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
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Funzioni analitiche: regole, restrizioni e procedure consigliate
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12.8.4 Utilizzo delle funzioni analitiche in una definizione di tabella derivata
Per utilizzare le funzioni analitiche nella base dati, è possibile definire la funzione analitica desiderata nell'istruzione SELECT di una tabella derivata.
Diverse funzioni analitiche sono elencate nella cartella
Funzioni del database
nel riquadro
Funzioni
dell'Editor espressioni SQL. Se la funzione che si desidera utilizzare non è elencata, è possibile aggiungerla aggiornando il file PRM esteso. A tale scopo, vedere la procedura necessaria per verificare e aggiungere il supporto della funzione analitica ai file PRM nel
Manuale dell'accesso ai dati. Sarà necessario riavviare Information Design Tool dopo aver aggiornato il file PRM.
Nota:
Per utilizzare una funzione analitica in una definizione di tabella derivata, l'aggiornamento del file PRM esteso è facoltativo, ma non necessario.
Vedere le regole, le restrizioni e le procedure consigliate relative alle funzioni analitiche nell'argomento correlato.
251 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
1.
Aprire la base dati nell'editor facendo doppio clic sul nome relativo nella vista Progetti locali.
2.
Inserire o modificare una tabella derivata esistente in base alla tabella che contiene l'oggetto.
3.
Modificare l'espressione della tabella derivata per creare l'istruzione SELECT.
Aprire la cartella
Funzioni del database
nel riquadro
Funzioni
e selezionare la funzione analitica desiderata. Per informazioni sulla sintassi e sugli esempi, vedere l'argomento correlato.
4.
Una volta completata la creazione dell'istruzione SELECT per la tabella, fare clic su
OK
e salvare la base dati facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
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Funzioni analitiche: regole, restrizioni e procedure consigliate
Per consentire la progettazione di un universo vengono fornite le regole, le restrizioni e le procedure consigliate per l'utilizzo delle funzioni analitiche.
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Funzioni analitiche: regole, restrizioni e procedure consigliate
Per consentire la progettazione di un universo vengono fornite le regole, le restrizioni e le procedure consigliate per l'utilizzo delle funzioni analitiche.
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Inserimento e modifica di una tabella derivata
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Informazioni sulle funzioni analitiche
Information Design Tool consente di definire le funzioni analitiche per gli oggetti di un universo per calcolare, ad esempio le classificazioni, le somme o le medie mobili e i calcoli relativi.
12.9 Informazioni sul riconoscimento degli aggregati
Il riconoscimento degli aggregati è la capacità di un universo relazionale di utilizzare le tabelle di database che contengono dati preaggregati (tabelle aggregate). L'impostazione di tale riconoscimento consente di accelerare le query grazie all'elaborazione di un minor numero di dati e all'aggregazione di un numero inferiore di righe.
Se si include in una query un oggetto con riconoscimento degli aggregati, in fase di esecuzione il generatore di query recupera i dati dalla tabella con il livello di aggregazione più elevato corrispondente al livello di dettaglio nella query.
Si supponga, ad esempio, che in una base dati sia presente una tabella dei dati relativi alle vendite con dettagli al livello delle transazioni e una tabella aggregata con le vendite calcolate per giorno. Se una query richiede i dettagli relativi alle vendite, viene utilizzata la tabella delle transazioni. Se una richiede i dati sulle vendite per giorno, viene utilizzata la tabella aggregata. L'indicazione della tabella utilizzata
è trasparente all'utente.
L'impostazione del riconoscimento degli aggregati nell'universo prevede diversi passaggi. Per ulteriori informazioni, vedere l'argomento correlato.
252 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
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Impostazione del riconoscimento degli aggregati
12.9.1 Impostazione del riconoscimento degli aggregati
In questo argomento vengono illustrati i passaggi necessari per impostare il riconoscimento degli aggregati in un universo relazionale. Per collegamenti a informazioni più dettagliate su ognuno dei passaggi, vedere gli argomenti correlati.
1.
Il primo passaggio viene eseguito al livello del database. L'amministratore del database deve definire e caricare le tabelle aggregate nel database.
L’affidabilità e l’utilità del riconoscimento degli aggregati in un universo dipende dalla precisione delle tabelle di aggregati. Queste devono essere aggiornate insieme a tutte le tabelle dei dati.
2.
Inserire le tabelle aggregate nella base dati.
3.
Definire gli oggetti con riconoscimento degli aggregati. Il livello aziendale contiene degli oggetti per i quali si desidera utilizzare le tabelle aggregate quando possibile nelle query, anziché eseguire l'aggregazione con le tabelle non aggregate.
Nell'espressione SQL dell'oggetto definire l'istruzione SELECT per utilizzare la funzione
@Aggre gate_Aware
:
@Aggregate_Aware
(sum(
Aggregate table 1
), ... sum(
Aggregate table n
))
Nella funzione
@Aggregate_Aware
Aggregate table 1
e
Aggregate table n
sono le tabelle aggregate rispettivamente con il livello massimo e il livello minimo di aggregazione (tabella dei dati dettagliata).
4.
Specificare gli oggetti incompatibili per ogni tabella aggregata nell'universo. Nel livello aziendale utilizzare il comando
Imposta navigazione aggregata
.
5.
Risolvere gli eventuali loop presenti nella base dati utilizzando i contesti se necessario.
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Inserimento di tabelle nella base dati
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Definizione dell'espressione SQL per un oggetto
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Informazioni su @Aggregate_Aware
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Impostazione della navigazione aggregata
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253 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
12.9.2 Impostazione della navigazione aggregata
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Nel menu principale di Information Design Tool, selezionare
Azioni
>
Imposta navigazione aggregata
.
Nella finestra di dialogo "Usa aggregazione" specificare le tabelle che contengono oggetti non compatibili con le tabelle aggregate contenenti gli oggetti ottimizzati per il riconoscimento degli aggregati.
• · Se l'oggetto si trova nello stesso livello di aggregazione o in un livello superiore, è compatibile con la tabella aggregata.
• · Se l'oggetto si trova in un livello inferiore di aggregazione, non è compatibile.
• · Se l'oggetto non è correlato alla tabella aggregata, non è compatibile.
Nota:
il livello di aggregazione di un indicatore calcolato per anno è inferiore al livello dello stesso indicatore calcolato per trimestre.
3.
Fare clic su una tabella di aggregati nel riquadro di sinistra.
4.
Nel riquadro a destra selezionare tutti gli oggetti non compatibili.
5.
Ripetere la procedura sopra descritta per ciascuna tabella di aggregazione presente nella base dati.
Nota:
in questa finestra di dialogo è disponibile anche il pulsante
Rileva incompatibilità
che aiuta il designer nel processo di definizione degli oggetti incompatibili. Quando si fa clic su una tabella e successivamente su questo pulsante, gli oggetti considerati incompatibili vengono automaticamente selezionati. Gli oggetti incompatibili selezionati da
Rileva incompatibilità
costituiscono suggerimenti, non scelte finali.
6.
Fare clic su
OK
, quando sono stati specificati tutti gli oggetti incompatibili per tutte le tabelle.
7.
Salvare il livello aziendale facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
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Informazioni sul riconoscimento degli aggregati
12.10 Utilizzo degli oggetti del livello aziendale
Nei seguenti argomenti viene illustrato come inserire, modificare, visualizzare e ricercare oggetti del livello aziendale.
254 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
12.10.1 Inserimento di una cartella
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Nel riquadro
Livello aziendale
selezionare la cartella o la dimensione analisi in cui si desidera inserire la cartella.
Per inserire una cartella al livello superiore, selezionare il nodo superiore (nome del livello aziendale) della struttura.
3.
Fare clic sull'icona
Inserisci oggetto
nella parte superiore del riquadro
Livello aziendale
e scegliere
Cartella
.
4.
Modificare le proprietà della cartella nel riquadro "Proprietà cartella". Per ulteriori informazioni su proprietà specifiche, vedere gli argomenti correlati.
Proprietà Descrizione
Nome
Il nome della cartella così come appare nel pannello delle query.
Descrizione
Una descrizione facoltativa della cartella.
Stato
Lo stato della cartella, che può essere
Attivo
,
Nascosto
o
Obsoleto
.
Nota:
Se lo stato è impostato su
Nascosto
o
Obsoleto
, gli stati degli oggetti della cartella restano immutati, ma non appaiono nel pannello delle query.
Contenuto
Proprietà personalizzate
Elenco di oggetti nella cartella che consente di definire le proprietà che descrivono il motivo per cui l'oggetto viene utilizzato nella query (
per risultato
,
per filtro
,
per ordinamento
). Per modificare l'ordine degli oggetti all'interno della cartella, utilizzare le frecce su e giù situate a destra dell'elenco.
Proprietà personalizzate facoltative e rispettivi valori.
5.
Salvare il livello aziendale facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
255 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Argomenti correlati
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Informazioni sugli oggetti del livello aziendale
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Modifica dello stato di un oggetto: Attivo, Nascosto o Obsoleto
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Inserimento e modifica di proprietà personalizzate
12.10.2 Inserimento e modifica di dimensioni
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Nel riquadro
Livello aziendale
, procedere in uno dei seguenti modi:
Opzione
Per inserire una dimensione
Comando
Per modificare una dimensione esistente
Selezionare la dimensione.
Selezionare la cartella o la dimensione analisi in cui si desidera inserire la dimensione. Per inserire una dimensione al livello superiore, selezionare il nodo superiore (nome del livello aziendale) della struttura.
Fare clic sull'icona
Inserisci oggetto
nella parte superiore del riquadro
Livello aziendale
e scegliere
Dimensione
.
Nota:
a causa di una limitazione MDX, le dimensioni inserite o copiate in un livello aziendale OLAP non possono essere utilizzate nelle condizioni o negli ordinamenti. Le opzioni
L'oggetto può essere utilizzato in
Condizione
e
L'oggetto può essere utilizzato in Ordinamento
non sono disponibili.
3.
Modificare le proprietà della dimensione nel riquadro "Proprietà della dimensione". Per ulteriori informazioni su proprietà specifiche, vedere gli argomenti correlati.
Proprietà Descrizione
Nome
Il nome dell'oggetto (definito anche didascalia nei livelli aziendali OLAP) così come appare nel pannello delle query.
Descrizione
Una descrizione facoltativa dell'oggetto.
256 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Proprietà
Stato
Tabelle
(solo relazionali)
Gerarchia
(solo OLAP)
Descrizione
Lo stato dell'oggetto, che può essere
Attivo
,
Nascosto
o
Obsoleto
.
Tipo di dati
Il tipo di dati della dimensione.
Definizione SQL
o
Definizione MDX
L'espressione di query SQL o MDX che definisce l'oggetto.
Tabelle associate nella query (mediante un join nell'espressione SQL) quando vengono restituiti valori per l'oggetto del livello aziendale. Per associare tabelle aggiuntive, fare clic sul pulsante Sfoglia nel campo
Tabelle
.
La gerarchia associata alla dimensione.
Nota:
se si desidera inserire attributi della dimensione, è necessario specificare una gerarchia.
Scheda
Chiavi
(solo relazionali)
Le colonne del database utilizzate come chiavi primarie ed esterne.
Le chiavi consentono alle query di utilizzare gli indici sulle rispettive colonne. La definizione delle chiavi velocizza il recupero dei dati poiché viene ottimizzata la sintassi SQL generata per la query. Ad esempio, in un database con schema a stella, se si crea una query che applica un filtro in base a un valore di una tabella dimensione, il filtro può essere applicato direttamente alla tabella dei dati utilizzando la chiave esterna della tabella dimensione. Questa operazione evita join inefficienti sulle tabelle di dimensioni.
257 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Proprietà
Scheda
Avanzate
Informazioni origine
Proprietà personalizzate
Descrizione
Proprietà che includono impostazioni per:
• Livelli di accesso
• Livelli in cui l'oggetto può essere utilizzato nelle espressioni query.
Nota:
a causa di una limitazione MDX, le dimensioni inserite o copiate in un livello aziendale OLAP non possono essere utilizzate nelle condizioni o negli ordinamenti.
Le opzioni
L'oggetto può essere utilizzato in Condizione
e
L'oggetto può essere utilizzato in Ordinamento
non sono disponibili.
• Elenco di valori
• Opzioni di visualizzazione
Campi descrittivi che si applicano a oggetti utilizzati da
Data Integrator.
Proprietà personalizzate facoltative e rispettivi valori.
4.
Per vedere lo script della query SQL per la definizione della dimensione, fare clic su
Mostra script
.
5.
Salvare il livello aziendale facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
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Informazioni sugli oggetti del livello aziendale
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Inserimento di dimensioni direttamente dalla base dati
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Modifica dello stato di un oggetto: Attivo, Nascosto o Obsoleto
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Definizione dell'espressione SQL per un oggetto
•
Definizione dell'espressione MDX per un oggetto
•
Associazione di tabelle aggiuntive
•
Definizione di chiavi per dimensioni e attributi di dimensioni
•
Impostazione dei livelli di accesso degli oggetti
•
Impostazione della posizione in cui è possibile utilizzare gli oggetti
•
Associazione di un elenco di valori a un oggetto aziendale
•
Definizione di formati di visualizzazione personalizzati
•
Informazioni sull'origine degli oggetti del livello aziendale
•
Inserimento e modifica di proprietà personalizzate
258 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
12.10.3 Inserimento di dimensioni direttamente dalla base dati
Per i livelli aziendali che fanno riferimento a una base dati, è possibile selezionare e trascinare gli oggetti dalla base dati al livello aziendale.
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
La base dati su cui si basa il livello aziendale viene visualizzata nel riquadro dell'origine dati in basso a destra nella scheda di modifica.
2.
Selezionare gli oggetti nella visualizzazione base dati che si desidera inserire:
• Per selezionare una tabella, fare clic sull'intestazione della tabella.
• Per selezionare più tabelle, fare clic sulle relative intestazioni tenendo premuto il tasto
CTRL
.
• Per selezionare una colonna, fare clic sul nome della colonna nella tabella.
• Per selezionare più colonne, fare clic sui relativi nomi tenendo premuto il tasto
CTRL
.
3.
Trascinare la selezione nel riquadro
Livello aziendale
e rilasciarla nella cartella desiderata nel livello aziendale. Per inserire le dimensioni al livello superiore, trascinare la selezione nel nodo superiore (nome del livello aziendale) della struttura.
Quando si trascina e si rilascia una tabella, una cartella viene inserita automaticamente nel livello aziendale. La cartella contiene una dimensione per ogni colonna.
L'espressione SQL per ogni dimensione viene definita automaticamente.
4.
Salvare il livello aziendale facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
Se necessario, trasformare tutte le dimensioni inserite in indicatori mediante il comando
Trasforma in indicatore con la funzione di aggregazione
. Per ulteriori informazioni, vedere l'argomento correlato.
Argomenti correlati
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Trasformazione di una dimensione o di un attributo in un indicatore
•
Inserimento e modifica di dimensioni
12.10.4 Definizione di chiavi per dimensioni e attributi di dimensioni
La definizione delle chiavi è disponibile per dimensioni e attributi di dimensioni basati su una base dati.
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Selezionare la dimensione o l'attributo di dimensione nel riquadro
Livello aziendale
.
3.
Nel riquadro "Proprietà della dimensione" fare clic sulla scheda
Chiavi
.
259 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
4.
Aggiungere chiavi alla tabella:
Opzione
Fare clic su
Aggiungi chiave
.
Descrizione
Aggiunge una riga di chiavi alla tabella.
Trascinare una colonna di tabella dalla visualizzazione della base dati nella tabella delle chiavi.
Aggiunge una riga di chiavi alla tabella e un'istruzione SELECT per la colonna selezionata.
Fare clic su
Rileva
.
Rileva le colonne di chiavi esistenti nel database e inserisce le chiavi nella tabella.
Per un oggetto è possibile definire una sola chiave primaria e più chiavi esterne. La prima chiave aggiunta è la chiave primaria.
5.
Per modificare l'istruzione SELECT, fare clic sulla colonna
SELECT
.
Immettere l'istruzione
SELECT
direttamente e fare clic su per convalidarla oppure fare clic sull'icona SQL per utilizzare l'editor SQL per creare l'istruzione.
6.
Per immettere o modificare l'istruzione WHERE, fare clic sulla colonna
WHERE
.
Immettere l'istruzione
WHERE
direttamente e fare clic su per convalidarla oppure fare clic sull'icona SQL per utilizzare l'editor SQL per creare l'istruzione.
7.
Fare clic sulla colonna
Attiva
per abilitare o disabilitare la chiave.
8.
Salvare il livello aziendale facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
Argomenti correlati
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Inserimento e modifica di dimensioni
•
Informazioni sull'editor espressioni SQL/MDX
12.10.5 Trasformazione di un attributo o un indicatore in una dimensione
Questa attività è valida per i livelli aziendali relazionali.
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
Gli oggetti del livello aziendale vengono visualizzati nel riquadro
Livello aziendale
e le relative proprietà nel riquadro di modifica a destra.
2.
Selezionare l'attributo o l'indicatore nel riquadro
Livello aziendale
.
È possibile selezionare diversi attributi o indicatori. Fare clic sugli oggetti tenendo premuto il tasto
CTRL
. Il comando viene applicato a tutti gli oggetti selezionati.
260 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
3.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla selezione e scegliere
Trasforma in dimensione
.
Ogni dimensione viene creata nella cartella dell'oggetto originale.
4.
Salvare il livello aziendale facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
Argomenti correlati
•
Inserimento e modifica di dimensioni
12.10.6 Inserimento e modifica di indicatori
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Nel riquadro
Livello aziendale
, procedere in uno dei seguenti modi:
Opzione
Per modificare un indicatore esistente
Comando
Selezionare l'indicatore.
Per inserire un indicatore
Selezionare la cartella o la dimensione analisi in cui si desidera inserire l'indicatore. Per inserire un indicatore al livello superiore, selezionare il nodo superiore (nome del livello aziendale) della struttura.
Fare clic sull'icona
Inserisci oggetto
nella parte superiore del riquadro
Livello aziendale
e scegliere
Indicatore
.
3.
Modificare le proprietà dell'indicatore nel riquadro "Proprietà indicatore". Per ulteriori informazioni su proprietà specifiche, vedere gli argomenti correlati.
Proprietà Descrizione
Nome
Il nome dell'oggetto (definito anche didascalia nei livelli aziendali OLAP) così come appare nel pannello delle query.
Descrizione
Una descrizione facoltativa dell'oggetto.
Stato
Tipo di dati
Lo stato dell'oggetto, che può essere
Attivo
,
Nascosto
o
Obsoleto
.
Tipo di dati dell'oggetto.
261 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
262
Proprietà
Funzione di proiezione
Descrizione
Definisce in che modo viene eseguita un'aggregazione aggiuntiva se richiesta per il report. L'aggregazione della proiezione è diversa dall'aggregazione definita per l'indicatore nella definizione SQL o MDX e viene eseguita dopo di essa. Per ulteriori informazioni vedere l'argomento correlato.
Definizione SQL
o
Definizione MDX
L'espressione di query SQL o MDX che definisce l'oggetto.
Tabelle
(solo relazionali)
Tabelle associate nella query (mediante un join nell'espressione SQL) quando vengono restituiti valori per l'oggetto del livello aziendale. Per associare tabelle aggiuntive, fare clic sul pulsante Sfoglia nel campo
Tabelle
.
Proprietà MDX
(solo OLAP)
Scheda
Avanzate
Informazioni origine
Proprietà personalizzate
È possibile immettere valori per le seguenti proprietà di calcolo e formato MDX da includere nella query MDX:
•
Ordine di risoluzione
•
Stringa di formato
•
Isolamento di ambito
•
Lingua
Proprietà che includono impostazioni per:
• Livelli di accesso
• Livelli in cui l'oggetto può essere utilizzato nelle espressioni query
• Elenco di valori
• Opzioni di visualizzazione
Campi descrittivi che si applicano a oggetti utilizzati da
Data Integrator.
Proprietà personalizzate facoltative e rispettivi valori.
4.
Salvare il livello aziendale facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
Argomenti correlati
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Informazioni sugli oggetti del livello aziendale
•
Modifica dello stato di un oggetto: Attivo, Nascosto o Obsoleto
•
Informazioni sulle funzioni di proiezione
2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
•
Definizione dell'espressione SQL per un oggetto
•
Definizione dell'espressione MDX per un oggetto
•
Associazione di tabelle aggiuntive
•
Impostazione dei livelli di accesso degli oggetti
•
Impostazione della posizione in cui è possibile utilizzare gli oggetti
•
Associazione di un elenco di valori a un oggetto aziendale
•
Definizione di formati di visualizzazione personalizzati
•
Informazioni sull'origine degli oggetti del livello aziendale
•
Inserimento e modifica di proprietà personalizzate
12.10.6.1 Informazioni sulle funzioni di proiezione
La funzione di proiezione definisce la modalità di riaggregazione di un indicatore in locale per un report.
Le funzioni di proiezione sono applicabili solo ai report SAP BusinessObjects Web Intelligence.
Gli indicatori possono essere aggregati in due diversi momenti durante il processo di query:
• Innanzitutto, quando la query recupera i dati dall'origine dati, l'indicatore viene aggregato in base alla definizione SQL o MDX dell'indicatore.
• Dopo aver recuperato i dati, è possibile modificare il livello di aggregazione nel report. Se, ad esempio, la query recupera le Vendite aggregate per Paese e Città, nel report Web Intelligence le
Vendite vengono indicate solo per Paese. La funzione di proiezione definisce in che modo effettuare l'aggregazione locale necessaria per proiettare i dati nel report.
Se la funzione di proiezione è
Somma
, l'indicatore verrà calcolato in locale nel report. Se la funzione di proiezione è
Delegato
, l'aggregazione deve essere eseguita nel database anziché in locale.
Argomenti correlati
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Inserimento e modifica di indicatori
12.10.7 Trasformazione di una dimensione o di un attributo in un indicatore
Questa attività è valida per i livelli aziendali relazionali.
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
Gli oggetti del livello aziendale vengono visualizzati nel riquadro
Livello aziendale
e le relative proprietà nel riquadro di modifica a destra.
2.
Selezionare la dimensione o l'attributo nel riquadro
Livello aziendale
.
263 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
264
È possibile selezionare diversi attributi o dimensioni. Fare clic sugli oggetti tenendo premuto il tasto
CTRL
. Il comando viene applicato a tutti gli oggetti selezionati.
3.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla selezione e scegliere
Trasforma in indicatore con la funzione di aggregazione
.
Le funzioni di aggregazione valide per il tipo di dati della dimensione o dell'attributo sono indicate in un sottomenu.
Nota:
se si selezionano più oggetti con tipi di dati differenti, le funzioni di aggregazione per tutti i tipi di dati sono disponibili ma potrebbero non essere valide per tutti gli oggetti della selezione.
4.
Selezionare la funzione di aggregazione per l'indicatore o
Nessuna
.
L'istruzione SELECT nella definizione SQL viene aggiornata per aggregare i valori utilizzando la funzione selezionata. Il tipo di dati dell'indicatore risultante viene modificato automaticamente, se appropriato. Ad esempio, se la dimensione originale è di tipo
DateTime
e viene trasformata in un indicatore con la funzione di aggregazione
Conteggio
, il tipo di dati dell'indicatore risultante sarà
Numerico
.
La funzione di proiezione viene automaticamente impostata in base alla funzione di aggregazione selezionata:
Funzione di aggregazione
Somma
Conteggio
Max
Min
Media
Nessuno
Funzione di proiezione
Somma
Somma
Max
Min
Delegato
Delegato
Per ulteriori informazioni sulle funzioni di proiezione, vedere l'argomento correlato.
Viene visualizzato un messaggio in cui sono indicati gli oggetti per cui la funzione di aggregazione selezionata non è valida. In questo caso, l'oggetto viene trasformato in un indicatore, ma la nuova funzione di aggregazione viene ignorata e la funzione di proiezione viene impostata su
Delegato
.
Nota:
se una dimensione selezionata è inclusa in un percorso di navigazione, viene visualizzato un avviso per indicare che la modifica si rifletterà sul percorso di navigazione. Se si procede con la trasformazione della dimensione in indicatore, la dimensione viene automaticamente rimossa dal percorso di navigazione.
5.
Salvare il livello aziendale facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
È possibile modificare la funzione di aggregazione in qualsiasi momento modificando l'istruzione SELECT per l'indicatore. Se necessario, selezionare un'altra funzione di proiezione direttamente dall'elenco a discesa
Funzione di proiezione
.
2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Argomenti correlati
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Inserimento e modifica di indicatori
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Informazioni sui percorsi di navigazione per gli oggetti
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Informazioni sulle funzioni di proiezione
12.10.8 Inserimento e modifica di attributi
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Nel riquadro
Livello aziendale
, procedere in uno dei seguenti modi:
Opzione Comando
Per modificare un attributo esistente
Selezionare l'attributo
Per inserire un attributo
Selezionare la dimensione, l'indicatore, la gerarchia o il livello in cui si desidera inserire l'attributo.
Nota:
In un livello aziendale OLAP, quando si inserisce un attributo sotto un indicatore, selezionare un indicatore che sia stato inserito manualmente nel livello aziendale. L'attributo viene denominato
Attributo valore formattato
.
Fare clic sull'icona
Inserisci oggetto
nella parte superiore del riquadro
Livello aziendale
e selezionare
Attributo
o
Attributo valore formattato
.
3.
Modificare le proprietà dell'attributo nel riquadro "Proprietà attributo". Per ulteriori informazioni su proprietà specifiche, vedere gli argomenti correlati.
Proprietà Descrizione
Nome
Il nome dell'oggetto (definito anche didascalia nei livelli aziendali OLAP) così come appare nel pannello delle query.
Descrizione
Una descrizione facoltativa dell'oggetto.
265 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
266
Proprietà
Stato
Descrizione
Lo stato dell'oggetto, che può essere
Attivo
,
Nascosto
o
Obsoleto
.
Tipo di dati
Tipo di dati dell'oggetto.
Definizione SQL
o
Definizione MDX
L'espressione di query SQL o MDX che definisce l'oggetto.
Tabelle
(solo relazionali)
Tabelle associate nella query (mediante un join nell'espressione SQL) quando vengono restituiti valori per l'oggetto del livello aziendale. Per associare tabelle aggiuntive, fare clic sul pulsante Sfoglia nel campo
Tabelle
.
Scheda
Chiavi
(solo attributi di dimensioni relazionali)
Le colonne del database utilizzate come chiavi primarie ed esterne.
Le chiavi consentono alle query di utilizzare gli indici sulle rispettive colonne. La definizione delle chiavi velocizza il recupero dei dati poiché viene ottimizzata la sintassi SQL generata per la query.
Scheda
Avanzate
Informazioni origine
Proprietà personalizzate
Proprietà che includono impostazioni per:
• Livelli di accesso
• Livelli in cui l'oggetto può essere utilizzato nelle espressioni query
• Elenco di valori
• Opzioni di visualizzazione
Campi descrittivi che si applicano a oggetti utilizzati da
Data Integrator.
Proprietà personalizzate facoltative e rispettivi valori.
4.
Salvare il livello aziendale facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
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Informazioni sugli oggetti del livello aziendale
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Modifica dello stato di un oggetto: Attivo, Nascosto o Obsoleto
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Definizione dell'espressione SQL per un oggetto
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Definizione dell'espressione MDX per un oggetto
2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
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Associazione di tabelle aggiuntive
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Definizione di chiavi per dimensioni e attributi di dimensioni
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Impostazione dei livelli di accesso degli oggetti
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Impostazione della posizione in cui è possibile utilizzare gli oggetti
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Associazione di un elenco di valori a un oggetto aziendale
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Definizione di formati di visualizzazione personalizzati
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Informazioni sull'origine degli oggetti del livello aziendale
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Inserimento e modifica di proprietà personalizzate
12.10.9 Trasformazione di una dimensione o un indicatore in un attributo
Questa attività è valida per i livelli aziendali relazionali.
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
Gli oggetti del livello aziendale vengono visualizzati nel riquadro
Livello aziendale
e le relative proprietà nel riquadro di modifica a destra.
2.
Selezionare la dimensione o l'indicatore nel riquadro
Livello aziendale
.
È possibile selezionare diversi indicatori o dimensioni. Fare clic sugli oggetti tenendo premuto il tasto
CTRL
. Il comando viene applicato a tutti gli oggetti selezionati.
3.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla selezione e scegliere
Trasforma in attributo
.
4.
Nella finestra di dialogo "Seleziona una dimensione principale o un indicatore" selezionare la dimensione o l'indicatore a cui appartengono gli attributi.
5.
Salvare il livello aziendale facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
Argomenti correlati
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Inserimento e modifica di attributi
12.10.10 Inserimento e modifica di filtri
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Nel riquadro
Livello aziendale
, procedere in uno dei seguenti modi:
267 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Opzione
Per modificare un filtro esistente
Per inserire un filtro
Comando
Selezionare il filtro.
Selezionare la cartella o la dimensione analisi in cui si desidera inserire il filtro. Per inserire un filtro al livello superiore, selezionare il nodo superiore (nome del livello aziendale) della struttura.
Fare clic sull'icona
Inserisci oggetto
nella parte superiore del riquadro
Livello aziendale
e scegliere
Filtro
.
3.
Modificare le proprietà del filtro nel riquadro "Proprietà filtro". Per ulteriori informazioni su proprietà specifiche, vedere gli argomenti correlati.
Proprietà Descrizione
Nome
Il nome dell'oggetto (definito anche didascalia nei livelli aziendali OLAP) così come appare nel pannello delle query.
Descrizione
Stato
Una descrizione facoltativa dell'oggetto.
Lo stato dell'oggetto, che può essere
Attivo
,
Nascosto
o
Obsoleto
.
Tipo di filtro
Definizione SQL
Tabelle
(solo relazionali)
Definizione del filtro
Può essere
Nativo
(solo livelli aziendali relazionali) o
Aziendale
.
Per i filtri nativi, l'espressione SQL WHERE che definisce l'oggetto.
Tabelle associate nella query (mediante un join nell'espressione SQL) quando vengono restituiti valori per l'oggetto del livello aziendale. Per associare tabelle aggiuntive, fare clic sul pulsante Sfoglia nel campo
Tabelle
.
Per i filtri aziendali, fare clic su
Modifica filtro
per definire il filtro basato su oggetti nel livello aziendale. Vedere l'argomento correlato in cui viene descritta la creazione di un filtro aziendale.
268 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Proprietà
Scheda
Proprietà
Descrizione
Se è selezionata l'opzione
Utilizza filtro come obbligatorio nelle query
, il filtro viene applicato a ogni query che utilizza un oggetto nell'universo o nella cartella, in base all'ambito selezionato (
Applica all'universo
o
Applica alla cartella
).
Se è selezionata l'opzione
Applica a elenco di valori
, il filtro viene applicato a query relative a elenchi di valori.
Se l'opzione
Utilizza filtro come obbligatorio nelle query
non è selezionata, il filtro viene applicato solo quando viene aggiunto in modo esplicito alla query.
Proprietà personalizzate facoltative e rispettivi valori.
Proprietà personalizzate
4.
Salvare il livello aziendale facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
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Modifica dello stato di un oggetto: Attivo, Nascosto o Obsoleto
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Definizione dell'espressione SQL per un oggetto
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Associazione di tabelle aggiuntive
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Creazione di un filtro aziendale
•
Inserimento e modifica di proprietà personalizzate
12.10.11 Inserimento e modifica di dimensioni analisi
Le dimensioni analisi possono essere inserite solo nei livelli aziendali OLAP.
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Nel riquadro
Livello aziendale
, procedere in uno dei seguenti modi:
269 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Opzione Comando
Per modificare una dimensione analisi esistente
Selezionare la dimensione analisi.
Per inserire una dimensione analisi
Selezionare il nome del livello o della cartella aziendale in cui si desidera inserire la dimensione analisi.
Fare clic sull'icona
Inserisci oggetto
nella parte superiore del riquadro
Livello aziendale
e scegliere
Dimensione analisi
.
3.
Modificare le proprietà della dimensione analisi nel riquadro "Proprietà della dimensione analisi".
Per ulteriori informazioni su proprietà specifiche, vedere gli argomenti correlati.
Proprietà Descrizione
Nome
Il nome dell'oggetto (definito anche didascalia nei livelli aziendali OLAP) così come appare nel pannello delle query.
Descrizione
Stato
Una descrizione facoltativa dell'oggetto.
Lo stato dell'oggetto, che può essere
Attivo
,
Nascosto
o
Obsoleto
.
Nota:
Se lo stato è impostato su
Nascosto
o
Obsoleto
, lo stato degli oggetti della dimensione analisi resta immutato, ma non appare nel pannello delle query.
Tipo
Gerarchia predefinita
Attributo chiave
Proprietà personalizzate
Questa proprietà attualmente non è in uso.
Gerarchia utilizzata come gerarchia predefinita quando si aggiunge l'intera dimensione analisi come oggetto risultato nel pannello delle query.
Questa proprietà attualmente non è in uso.
Proprietà personalizzate facoltative e rispettivi valori.
4.
Salvare il livello aziendale facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
270 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Argomenti correlati
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Informazioni sugli oggetti del livello aziendale
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Modifica dello stato di un oggetto: Attivo, Nascosto o Obsoleto
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Inserimento e modifica di proprietà personalizzate
12.10.12 Inserimento e modifica di gerarchie
Le gerarchie possono essere inserite solo nei livelli aziendali OLAP.
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Nel riquadro
Livello aziendale
, procedere in uno dei seguenti modi:
Opzione Comando
Per modificare una gerarchia esistente
Selezionare la gerarchia.
Per inserire una gerarchia
Selezionare la cartella o la dimensione analisi in cui si desidera inserire la gerarchia. Per inserire una gerarchia al livello superiore, selezionare il nodo superiore (nome del livello aziendale) della struttura.
Fare clic sull'icona
Inserisci oggetto
nella parte superiore del riquadro
Livello aziendale
e scegliere
Gerarchia
.
3.
Modificare le proprietà della gerarchia nel riquadro "Proprietà gerarchia". Per ulteriori informazioni su proprietà specifiche, vedere gli argomenti correlati.
Proprietà Descrizione
Nome
Il nome dell'oggetto (definito anche didascalia nei livelli aziendali OLAP) così come appare nel pannello delle query.
Descrizione
Una descrizione facoltativa dell'oggetto.
Stato
Definizione MDX
Lo stato dell'oggetto, che può essere
Attivo
,
Nascosto
o
Obsoleto
.
L'espressione di query MDX che definisce l'oggetto.
271 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Proprietà
Scheda
Avanzate
Informazioni origine
Proprietà personalizzate
Descrizione
Proprietà che includono impostazioni per:
• Livelli di accesso
• Livelli in cui l'oggetto può essere utilizzato nelle espressioni query
• Elenco di valori
• Opzioni di visualizzazione
Campi descrittivi che si applicano a oggetti utilizzati da
Data Integrator.
Proprietà personalizzate facoltative e rispettivi valori.
4.
Salvare il livello aziendale facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
È possibile aggiungere alla gerarchia gli oggetti seguenti:
• Livelli
• Attributi
• Set denominati
• Membri calcolati
Argomenti correlati
•
Informazioni sugli oggetti del livello aziendale
•
Modifica dello stato di un oggetto: Attivo, Nascosto o Obsoleto
•
Definizione dell'espressione MDX per un oggetto
•
Impostazione dei livelli di accesso degli oggetti
•
Impostazione della posizione in cui è possibile utilizzare gli oggetti
•
Associazione di un elenco di valori a un oggetto aziendale
•
Definizione di formati di visualizzazione personalizzati
•
Informazioni sull'origine degli oggetti del livello aziendale
•
Inserimento e modifica di proprietà personalizzate
•
Inserimento e modifica di livelli della gerarchia
•
Inserimento e modifica di attributi
•
Inserimento e modifica di insiemi denominati
•
Inserimento e modifica di membri calcolati
12.10.13 Inserimento e modifica di livelli della gerarchia
272 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
I livelli possono essere inseriti nelle gerarchie solo nei livelli aziendali OLAP.
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Nel riquadro
Livello aziendale
, procedere in uno dei seguenti modi:
Opzione Comando
Per modificare un livello esistente
Selezionare il livello.
Per inserire un livello
Selezionare la gerarchia in cui si desidera inserire il livello.
Fare clic sull'icona
Inserisci oggetto
nella parte superiore del riquadro
Livello aziendale
e scegliere
Livello
.
3.
Modificare le proprietà del livello nel riquadro "Proprietà livello". Per ulteriori informazioni su proprietà specifiche, vedere gli argomenti correlati.
Proprietà Descrizione
Nome
Il nome dell'oggetto (definito anche didascalia nei livelli aziendali OLAP) così come appare nel pannello delle query.
Descrizione
Stato
Una descrizione facoltativa dell'oggetto.
Lo stato dell'oggetto, quando è
Attivo
,
Nascosto
o
Obsoleto
.
Tipo aziendale
Definizione MDX
Scheda
Avanzate
Informazioni origine
Questa proprietà attualmente non è in uso.
L'espressione di query MDX che definisce l'oggetto.
Proprietà che includono impostazioni per:
• Livelli di accesso
• Livelli in cui l'oggetto può essere utilizzato nelle espressioni query
• Elenco di valori
• Opzioni di visualizzazione
Campi descrittivi che si applicano a oggetti utilizzati da
Data Integrator.
273 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Proprietà
Proprietà personalizzate
Descrizione
Proprietà personalizzate facoltative e rispettivi valori.
Argomenti correlati
•
Informazioni sugli oggetti del livello aziendale
•
Modifica dello stato di un oggetto: Attivo, Nascosto o Obsoleto
•
Definizione dell'espressione MDX per un oggetto
•
Impostazione dei livelli di accesso degli oggetti
•
Impostazione della posizione in cui è possibile utilizzare gli oggetti
•
Associazione di un elenco di valori a un oggetto aziendale
•
Definizione di formati di visualizzazione personalizzati
•
Informazioni sull'origine degli oggetti del livello aziendale
•
Inserimento e modifica di proprietà personalizzate
12.10.14 Inserimento e modifica di insiemi denominati
Gli insiemi denominati possono essere inseriti solo nei livelli aziendali OLAP.
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Nel riquadro
Livello aziendale
, procedere in uno dei seguenti modi:
Opzione Comando
Per modificare un insieme denominato esistente
Selezionare l'insieme denominato.
Per inserire un insieme denominato
Selezionare la cartella, la dimensione analisi o la gerarchia in cui inserire l'insieme denominato. Per inserire un insieme denominato al livello superiore, selezionare il nodo superiore (nome del livello aziendale) della struttura.
Fare clic sull'icona
Inserisci oggetto
nella parte superiore del riquadro
Livello aziendale
e scegliere
Insieme denominato
.
3.
Modificare le proprietà dell'insieme denominato nel riquadro "Proprietà insieme denominato". Per ulteriori informazioni su proprietà specifiche, vedere gli argomenti correlati.
274 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
275
Proprietà
Nome
Descrizione
Stato
Gerarchia
Tipo di insieme denominato
Definizione MDX
Scheda
Definizione
Descrizione
Il nome dell'oggetto (definito anche didascalia nei livelli aziendali OLAP) così come appare nel pannello delle query.
Una descrizione facoltativa dell'oggetto.
Lo stato dell'oggetto, che può essere
Attivo
,
Nascosto
o
Obsoleto
.
La gerarchia per l'insieme denominato.
Il tipo di insieme denominato:
• Gli insiemi denominati
nativi
vengono definiti con un'espressione MDX.
• Gli insiemi denominati
aziendali
vengono definiti selezionando membri mediante il "Selettore membri".
Per gli insiemi denominati nativi l'espressione query MDX che definisce l'insieme.
Per gli insiemi denominati aziendali, l'elenco di membri.
Per selezionare membri:
a.
Selezionare una gerarchia dall'elenco
Gerarchia
.
b.
Fare clic su
Modifica membri
.
c.
Nel "Selettore membri" selezionare o deselezionare membri da una determinata gerarchia da includere o escludere nell'insieme denominato.
Per ulteriori informazioni sull'utilizzo del "Selettore membri", vedere l'argomento correlato.
4.
Salvare il livello aziendale facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
Argomenti correlati
•
Informazioni sugli oggetti del livello aziendale
•
Modifica dello stato di un oggetto: Attivo, Nascosto o Obsoleto
•
Definizione dell'espressione MDX per un oggetto
•
Informazioni su Selettore membri
2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
12.10.15 Inserimento e modifica di membri calcolati
I membri calcolati possono essere inseriti solo nelle gerarchie OLAP.
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Nel riquadro
Livello aziendale
, procedere in uno dei seguenti modi:
Opzione
Per modificare un membro calcolato esistente
Comando
Selezionare il membro calcolato.
Per inserire un membro calcolato
Selezionare la gerarchia in cui si desidera inserire il membro calcolato.
Fare clic sull'icona
Inserisci oggetto
nella parte superiore del riquadro
Livello aziendale
e scegliere
Membro calcolato
.
3.
Modificare le proprietà del membro calcolato nel riquadro "Proprietà del membro calcolato". Per ulteriori informazioni su proprietà specifiche, vedere gli argomenti correlati.
Proprietà Descrizione
Nome
Il nome dell'oggetto (definito anche didascalia nei livelli aziendali OLAP) così come appare nel pannello delle query.
Descrizione
Una descrizione facoltativa dell'oggetto.
Stato
Gerarchia
Membro principale
Lo stato dell'oggetto, che può essere
Attivo
,
Nascosto
o
Obsoleto
.
La gerarchia per il membro calcolato.
Il livello nella gerarchia al di sotto del quale deve apparire il membro calcolato. Se non è specificato, il membro appare al livello principale.
276 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Proprietà
Espressione
Proprietà MDX
Descrizione
L'espressione MDX che definisce il membro calcolato.
Per ulteriori informazioni vedere l'argomento correlato.
È possibile immettere valori per le seguenti proprietà di calcolo e formato MDX da includere nella query MDX:
•
Ordine di risoluzione
•
Stringa di formato
•
Isolamento di ambito
•
Lingua
4.
Salvare il livello aziendale facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
Argomenti correlati
•
Informazioni sugli oggetti del livello aziendale
•
Modifica dello stato di un oggetto: Attivo, Nascosto o Obsoleto
•
Definizione dell'espressione MDX per un oggetto
12.10.16 Definizione dell'espressione SQL per un oggetto
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Nel riquadro
Livello aziendale
selezionare l'oggetto.
3.
Nel riquadro delle proprietà dell'oggetto selezionare la scheda
Definizione SQL
.
4.
Immettere l'istruzione
SELECT
direttamente e fare clic su per convalidarla oppure fare clic sul pulsante
Assistente SQL
per utilizzare l'editor SQL per creare l'istruzione.
La maggior parte degli indicatori richiede una funzione di aggregazione SQL da definire nell'espressione SELECT, ad esempio: sum(efashion."Shop_facts"."Amount_sold").
Nella fase di esecuzione delle query l'aggregazione definita per l'indicatore in SQL viene effettuata prima dell'aggregazione della proiezione. La funzione di proiezione viene definita separatamente.
Per ulteriori informazioni, vedere l'argomento correlato.
5.
Immettere l'istruzione
WHERE
direttamente e fare clic su per convalidare l'istruzione SELECT oppure fare clic sul pulsante
Assistente SQL
per utilizzare l'editor SQL per creare l'istruzione.
6.
Salvare il livello aziendale facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
277 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Argomenti correlati
•
Informazioni sull'editor espressioni SQL/MDX
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Informazioni sulle funzioni di proiezione
•
Utilizzo delle funzioni analitiche nella definizione di un oggetto del livello aziendale
Per utilizzare le funzioni analitiche nel livello aziendale, è possibile definire la funzione analitica desiderata nell'istruzione SELECT di un indicatore o di una dimensione.
12.10.17 Definizione dell'espressione MDX per un oggetto
È possibile modificare l'espressione MDX per gli oggetti inseriti nel livello aziendale. Se si desidera modificare la definizione di un oggetto nativo (un oggetto generato automaticamente dal cubo durante la creazione del livello aziendale), copiare l'oggetto nativo e modificare la copia.
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Nel riquadro
Livello aziendale
selezionare l'oggetto.
3.
Nel riquadro delle proprietà dell'oggetto selezionare la scheda
Definizione MDX
.
4.
Immettere direttamente l'
espressione
e fare clic su per convalidarla oppure fare clic sul pulsante
Assistente MDX
per utilizzare l'editor MDX per creare l'istruzione.
Nota:
Durante l'inserimento di una dimensione o di un livello, è consigliabile l'inclusione di
.members
nell'espressione MDX. A titolo esemplificativo, di seguito è riportata l'espressione che consente di inserire la dimensione Category nella gerarchia Category della dimensione analisi Product:
[
Prodotto
].[
Categoria
].[
Categoria
].members
Per alcune origini dati, è necessario aggiungere
.members
per visualizzare l'anteprima dei membri.
5.
Salvare il livello aziendale facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
Argomenti correlati
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Informazioni sull'editor espressioni SQL/MDX
12.10.18 Associazione di tabelle aggiuntive
La finestra di dialogo "Tabelle SQL associate" consente di associare tabelle a un oggetto nel livello aziendale.
278 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Nella query vengono incluse tabelle associate (mediante un join nell'espressione SQL) quando vengono restituiti valori per l'oggetto del livello aziendale. Se, ad esempio, l'oggetto si basa su Città nella tabella
Città, quando si associano Regione e Paese come tabelle aggiuntive, i valori di Città provenienti da
Regione e Paese vengono inclusi alla restituzione dei valori per l'oggetto aziendale.
Le tabelle che possono essere associate nel codice SQL vengono proposte nell'elenco.
1.
Per includere i valori di una tabella associata, selezionare la casella accanto al nome della tabella.
2.
Per interrompere l'inclusione dei valori di una tabella, deselezionare la casella accanto al nome della tabella.
Nota:
La tabella sulla quale si basa l'oggetto aziendale viene visualizzata in grassetto e non può essere deselezionata.
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Inserimento e modifica di dimensioni
•
Inserimento e modifica di indicatori
•
Inserimento e modifica di attributi
12.10.19 Modifica dello stato di un oggetto: Attivo, Nascosto o Obsoleto
Gli oggetti del livello aziendale possono presentare tre stati:
•
Attivo
: l'oggetto è visibile nel pannello delle query. Si tratta dello stato predefinito.
•
Nascosto
: l'oggetto è valido ma non disponibile nel pannello delle query (utilizzato da altri oggetti come oggetto nascosto)
•
Obsoleto
: l'oggetto è nascosto e non è valido. Uno dei possibili casi di utilizzo di questo stato è quando il campo di database di destinazione non esiste più, ma si desidera conservare l'oggetto per un possibile uso futuro.
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
Gli oggetti del livello aziendale vengono visualizzati nel riquadro
Livello aziendale
e le relative proprietà nel riquadro di modifica a destra.
2.
Selezionare l'oggetto nel riquadro
Livello aziendale
.
Per selezionare più oggetti, fare clic tenendo premuto il tasto
CTRL
.
3.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla selezione e scegliere
Modifica stato
.
4.
Selezionare il nuovo stato.
Il nuovo stato viene applicato a tutti gli oggetti della selezione. Se lo stato è impostato su
Nascosto
o
Obsoleto
per una cartella o una dimensione analisi, lo stato degli oggetti inclusi nella cartella rimane inalterato, anche se essi non appaiono nel pannello delle query.
5.
Salvare il livello aziendale facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
279 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
12.10.20 Impostazione dei livelli di accesso degli oggetti
Il livello di accesso protetto di un oggetto ne limita l'utilizzo agli utenti con livello di accesso agli oggetti adeguato. È possibile assegnare i seguenti livelli di accesso a un oggetto:
•
Pubblico
•
Privato
•
Controllato
•
Limitato
•
Confidenziale
Se viene assegnato il livello
Pubblico
, tutti gli utenti potranno visualizzare e utilizzare l'oggetto. Se viene assegnato
Limitato
, solo gli utenti con questo livello di accesso degli oggetti o con un livello superiore potranno visualizzare e utilizzare l'oggetto nel pannello delle query.
I livelli di accesso degli oggetti universo vengono assegnati a utenti e gruppi nella Central Management
Console. Per ulteriori informazioni consultare il
Manuale dell'amministratore della piattaforma SAP
BusinessObjects Business Intelligence.
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Nel riquadro
Livello aziendale
selezionare l'oggetto per cui impostare il livello di accesso. Per selezionare più oggetti, fare clic tenendo premuto il tasto
CTRL
.
3.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla selezione, scegliere
Modifica livello di accesso
, quindi selezionare il nuovo livello di accesso dall'elenco.
È anche possibile impostare il livello di accesso per un oggetto nella scheda
Avanzate
delle proprietà degli oggetti:
4.
Salvare il livello aziendale facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
12.10.21 Impostazione della posizione in cui è possibile utilizzare gli oggetti
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Nel riquadro
Livello aziendale
selezionare l'oggetto.
3.
Nel riquadro delle proprietà degli oggetti fare clic sulla scheda
Avanzate
.
4.
Selezionare o deselezionare la posizione in cui è possibile utilizzare l'oggetto:
280 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Opzione
Risultati
Condizioni
Ordinamento
Descrizione
Se si seleziona questa opzione, l’oggetto può essere usato in una query.
Se si seleziona questa opzione, l’oggetto può essere usato per impostare una condizione.
Nota:
a causa di una limitazione MDX, questa opzione non è disponibile per le dimensioni inserite o copiate in un livello aziendale OLAP.
Se si seleziona questa opzione, i valori restituiti possono essere ordinati.
Nota:
a causa di una limitazione MDX, questa opzione non è disponibile per le dimensioni inserite o copiate in un livello aziendale OLAP.
5.
Salvare il livello aziendale facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
12.10.22 Impostazione delle opzioni per l'elenco predefinito dei valori
Le dimensioni, gli indicatori, gli attributi e le gerarchie sono associati a un elenco predefinito dei valori.
È possibile impostare le opzioni per l'elenco predefinito dei valori o associare un elenco personalizzato dei valori all'oggetto.
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Nel riquadro
Livello aziendale
selezionare l'oggetto.
3.
Nel riquadro delle proprietà degli oggetti fare clic sulla scheda
Avanzate
.
4.
Selezionare o deselezionare le opzioni relative all'elenco dei valori:
Opzione Descrizione
Imponi agli utenti di filtrare i valori prima dell'utilizzo
Se questa opzione è selezionata, l'utente che esegue una query utilizzando questo elenco di valori dovrà immettere i criteri di ricerca per ottenere valori filtrati per l'elenco. Solo i valori che corrispondono ai criteri di ricerca verranno restituiti nell'elenco di valori. I caratteri utilizzati per definire i criteri corrispondenti sono:
• * - ricerca qualsiasi numero di caratteri, anche nessun carattere
• ? - ricerca esattamente un carattere
• \ - ignora il carattere successivo consentendo la ricerca di un carattere jolly
281 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Opzione
Consenti agli utenti di cercare i valori nel database
Descrizione
Se questa opzione è selezionata, l'utente che esegue una query utilizzando questo elenco di valori potrà cercare un valore nel database.
Questa opzione è utile quando l'utente esegue una ricerca su risultati parziali dell'elenco dei valori.
5.
Per associare un elenco dei valori personalizzato, vedere l'argomento correlato. Si applicano le opzioni definite nell'elenco dei valori personalizzato.
6.
Salvare il livello aziendale facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
Argomenti correlati
•
Associazione di un elenco di valori a un oggetto aziendale
12.10.23 Creazione e modifica di formati di visualizzazione per gli oggetti del livello aziendale
È possibile personalizzare i formati di visualizzazione per gli oggetti del livello aziendale con tipi di dati
DateTime e Numerico. Sono disponibili formati predefiniti tra cui scegliere o è possibile creare un formato personalizzato con l'editor del formato.
Nota:
Quando si salva il livello aziendale, i formati personalizzati creati per gli oggetti al suo interno vengono salvati nella categoria Personalizzato nell'editor del formato. I formati disponibili per altri livelli aziendali vengono attualmente aperti in Information Design Tool.
Quando si apre una nuova sessione di Information Design Tool, per rendere disponibili formati personalizzati ad altri livelli aziendali, aprire il livello aziendale in cui i formati sono stati definiti.
I formati di visualizzazione possono essere creati, modificati ed eliminati per più oggetti del livello aziendale contemporaneamente.
Per creare un formato di visualizzazione
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Nel riquadro
Livello aziendale
selezionare uno o più oggetti, fare clic con il pulsante destro del mouse sulla selezione e scegliere
Crea formato di visualizzazione
.
Se il formato di visualizzazione è stato già creato per un oggetto, il comando disponibile è
Modifica formato di visualizzazione
.
3.
Per selezionare un formato predefinito per gli oggetti, selezionare una categoria di formato (
Data-Ora
,
Numerico
o
Personalizzato
) e scegliere un formato disponibile nell'elenco.
282 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
4.
Per definire un formato personalizzato, seguire l'attività negli argomenti correlati.
5.
Fare clic su
OK
per utilizzare il formato selezionato per gli oggetti.
6.
Salvare il livello aziendale facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
Eliminazione di formati di visualizzazione
Il comando
Elimina formato di visualizzazione
è disponibile per oggetti con un formato di visualizzazione già creato. Utilizzare questo comando per deselezionare il formato di visualizzazione selezionato per l'oggetto.
Nota:
L'eliminazione del formato di visualizzazione nel livello aziendale non elimina la definizione di un formato personalizzato. È necessario eliminare un formato personalizzato dall'editor del formato.
Argomenti correlati
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Definizione di formati di visualizzazione personalizzati
12.10.23.1 Definizione di formati di visualizzazione personalizzati
1.
Nell'editor del formato selezionare un formato disponibile da utilizzare come base per il formato corrente e fare clic su
Formato personalizzato
.
Un formato personalizzato è composto da testo e da token. Un token è una parte pre-formattata di un numero o di una data. Ad esempio,
Giorno: 1-31
è un token che visualizza il giorno della data come un numero compreso tra 1 e 31. Per ulteriori informazioni sui token, vedere gli argomenti correlati.
L'editor formato personalizzato elenca le categorie di token. Aprire le categorie per visualizzare l'elenco dei token.
2.
Trascinare i token dall'elenco Token in
Definizione formato
.
I token vengono riportati nella definizione del formato con un bordo rettangolare e con lo sfondo grigio. È inoltre possibile digitare testo direttamente in
Definizione formato
.
Quando si definisce un formato numerico, è possibile specificare un formato differente da visualizzare quando il valore è negativo o uguale a zero. Se non si specifica un formato, viene utilizzato il formato definito per i valori positivi.
3.
Nella casella
Non definito
è possibile immettere il testo da visualizzare, se in fase di creazione report non viene stato restituito alcun valore. Per impostazione predefinita, in caso di valore non definito, non viene visualizzato alcun testo.
4.
Per definire un colore di visualizzazione per il formato, fare clic sulla casella di selezione colore alla fine della definizione del formato.
5.
Per salvare il formato personalizzato, fare clic su
OK
.
283 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
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Creazione e modifica di formati di visualizzazione per gli oggetti del livello aziendale
12.10.23.1.1 Token del formato data e ora
Esempio: Visualizzazione del formato data e ora
Questo esempio mostra in che modo viene visualizzata la data mercoledì 5 marzo 2008, utilizzando diversi formati definiti nell'Editor formato personalizzato.
284 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Formato definito con i token:
[Nome giorno] , [Nome mese] [Giorno 01-31]
[Anno 0000-9999]
[Mese 01-12] / [Giorno 01-31] / [Anno 0000-
9999]
Anteprima:
Mercoledì, Marzo 05 2008
03/05/2008
[Nome abbreviato del giorno della settimana]
[Giorno 01-31] [Nome abbreviato del mese con iniziale maiuscola]
Mer 05 Mar
[Nome giorno], settimana [Settimana dell'anno
01-53]
Mercoledì, settimana 10
La data corrente è [Nome giorno], [Nome mese] [Giorno 01-31] [Anno 0000-9999]. Il nome del giorno è [Nome giorno in maiuscolo].
Il nome del mese è [Nome mese in minuscolo].
L'anno è [Anno 00-99] .
La data corrente è Mercoledì, Marzo 05 2008. Il nome del giorno è MERCOLEDÌ. Il nome del mese
è marzo. L'anno è 08.
Giorno
Token elenco data e ora
Categoria Token
Giorno 01-31
Giorno 1-31
Nome giorno
Nome giorno abbreviato
Giorno dell'anno 001-366
Giorno dell'anno 01-366
Giorno dell'anno 1-366
Giorno della settimana del mese
Nome giorno in lettere maiuscole
Nome giorno in lettere minuscole
Descrizione
Giorno del mese con due cifre da 01 a 31.
Giorno nel mese con una o due cifre da 1 a 31.
Nome del giorno in base alle impostazioni locali, ad esempio, Lunedì.
Il nome abbreviato del giorno con l'uso delle maiuscole e delle minuscole in base alle impostazioni locali, ad esempio, Lun.
Giorno dell'anno con tre cifre da 001 a 366.
Giorno dell'anno con due o tre cifre da 01 a 366.
Giorno dell'anno con una, due o tre cifre da 1 a
366.
Il giorno della settimana del mese in base alle impostazioni locali, ad esempio, terzo lunedì di
Giugno.
Il nome del giorno in maiuscolo, ad esempio,
LUNEDÌ.
285 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Categoria
Mese
Token Descrizione
Il nome del giorno in minuscolo, ad esempio, lunedì.
Nome del giorno con iniziale maiuscola
Il nome del giorno con l'iniziale maiuscola, ad esempio, Lunedì.
Nome giorno abbreviato in lettere maiuscole
Il nome abbreviato del giorno in maiuscolo, ad esempio, LUN.
Nome del giorno abbreviato in minuscolo
Il nome abbreviato del giorno in minuscolo, ad esempio, lun.
Nome abbreviato del giorno con iniziale maiuscola
Il nome abbreviato del giorno con iniziale maiuscola, ad esempio Lun.
Mese 01-12
Mese 1-12
Nome mese
Nome mese breve
Il mese dell'anno con due cifre da 01 a 12.
Il mese dell'anno con una o due cifre da 1 a 12.
Il nome abbreviato del mese con l'uso delle maiuscole e delle minuscole in base alle impostazioni locali, ad esempio, Giugno.
Il nome abbreviato del mese con l'uso delle maiuscole e delle minuscole in base alle impostazioni locali, ad esempio, Giu.
Nome mese in maiuscolo
Nome mese in minuscolo
Visualizza nome mese con iniziale maiuscola
Nome mese breve in maiuscolo
Nome breve mese in minuscolo
Nome abbreviato del mese con iniziale maiuscola
Il nome del mese in maiuscolo, ad esempio,
GIUGNO.
Il nome del mese in minuscolo, ad esempio, giugno.
Il nome del mese con iniziale maiuscola, ad esempio, Giugno.
Il nome abbreviato del mese in maiuscolo, ad esempio GIU.
Il nome abbreviato del mese in minuscolo, ad esempio giu.
Il nome del mese abbreviato con iniziale maiuscola, ad esempio, Giu.
286 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Categoria
Anno ed era
Settimana
Trimestre e semestre
Token
Anno 00-99
Descrizione
L'anno con due cifre da 00 a 99.
Anno 0000-9999
Periodo imperiale e numero dell'anno giapponese
L'anno con quattro cifre da 0000 a 9999.
Il periodo imperiale e il numero dell'anno giapponese, ad esempio, .
Periodo e numero dell'anno imperiale giapponese (abbreviazione inglese)
Il periodo e il numero dell'anno imperiale giapponese (abbreviazione inglese), ad esempio, H20.
Anno imperiale giapponese 01-99
Il numero dell'anno imperiale giapponese con due cifre.
Anno imperiale giapponese 1-99
Periodo imperiale giapponese
Anno imperiale giapponese
Era
Settimana del mese
Settimana dell'anno 01-53
Settimana dell'anno 1-53
Numero dell'anno imperiale giapponese con una o due cifre.
Il periodo imperiale giapponese.
.
Obsoleto. Restituisce lo stesso risultato del token
Numero dell'anno imperiale giapponese 0-99
Abbreviazione dell'era, ad esempio, AD o DC.
La settimana del mese con una cifra da 1 a 6.
La settimana dell'anno (settimana ISO) con due cifre da 01 a 53.
La settimana dell'anno (settimana ISO) con una o due cifre da 1 a 53.
Anno della settimana dell'anno 0000
Il numero dell'anno ISO (compatibile con la settimana ISO) con quattro cifre da 0000 a 9999.
Anno della settimana dell'anno 00
Il numero dell'anno ISO (compatibile con la settimana ISO) con due cifre da 00 a 99.
Numero trimestre 1-4
Nome breve trimestre
Nome trimestre
Semestre 1-2
Il numero del trimestre con una cifra da 1 a 4.
Il nome breve del trimestre da Q1 a Q4.
Il nome del trimestre dal primo al quarto trimestre.
Il numero del semestre da 1 a 2.
287 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Categoria Token
Ora 00-23
Ora 0-23
Ora 01-12
Ora
Ora 1-12
Ora 01-24
Ora 1-24
Ora 00-11
Ora 0-11
Minuto
Minuti 00-59
Minuti 0-59
Secondi 00-59
Secondi e frazioni di secondi
Secondi 0-59
Millesimi di secondo 000-999
Centesimi di secondo 000-999
Decimi di secondo 0-9
Fuso orario
Fuso orario
Descrizione
L'ora in formato a 24 ore con due cifre da 00 a
23.
Ora in formato a 24 ore con una o due cifre da 0 a 23.
L'ora in formato a 12 ore con due cifre da 01 a
12.
L'ora in formato a 12 ore con una o due cifre da
1 a 12.
L'ora in formato a 24 ore con due cifre da 01 a
24.
L'ora in formato a 24 ore con una o due cifre da
1 a 24.
L'ora in formato a 12 ore con due cifre da 00 a
11.
L'ora in formato a 12 ore con una o due cifre da
0 a 11.
I minuti con due cifre da 00 a 59.
I minuti con una o due cifre da 0 a 59.
Secondi con due cifre da 00 a 59.
I secondi con una o due cifre da 0 a 59.
I millesimi di secondo con tre cifre da 000 a 999.
I centesimi di secondo con due cifre da 00 a 99.
I decimi di secondo con una cifra da 1 a 9.
L'offset di Coordinated Universal Time, ad esempio, GMT+00:00.
288 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Categoria
AM/PM
Separatore
Token
AM/PM
AM/PM maiuscolo am/pm minuscolo
Am/Pm con iniziale maiuscola
Separatore data
Separatore ora
Descrizione
Abbreviazione di mattina/pomeriggio (morning/afternoon) in maiuscolo, in base alle impostazioni locali, ad esempio, AM o PM. Consigliato.
Abbreviazione di mattina/pomeriggio (morning/afternoon) in maiuscolo, ad esempio, AM o PM.
Abbreviazione di mattina/pomeriggio (morning/afternoon) in minuscolo, ad esempio, am o pm.
Abbreviazione di mattina/pomeriggio (morning/afternoon), ad esempio Am o Pm. Non consigliato.
Obsoleto. Questo token è stato utilizzato come separatore di data in Desktop Intelligence e non
è consigliato. Digitare il carattere da utilizzare come separatore di data direttamente nella descrizione del formato oppure utilizzare un formato predefinito.
Obsoleto. Questo token è stato utilizzato come separatore di ora in Desktop Intelligence e non è consigliato. Digitare il carattere da utilizzare come separatore di ora direttamente nella descrizione del formato oppure utilizzare un formato predefinito.
12.10.23.1.2 Token del formato numerico
Definizioni del formato numerico
La definizione del formato numerico è composta da sezioni:
• il segno (facoltativo)
• il valore intero prima del separatore decimale
• un separatore di raggruppamento, da aggiungere al valore intero
• il separatore decimale (facoltativo)
• il valore decimale dopo il separatore decimale (facoltativo)
• il simbolo esponenziale seguito dal valore esponenziale (facoltativo)
Vengono utilizzati due token per definire il numero di cifre significative da visualizzare nei valori interi, decimali ed esponenziali. Ogni token nella definizione del formato rappresenta una cifra da visualizzare:
• Il token per la cifra obbligatoria,
0
, visualizza la cifra se è significativa, altrimenti visualizza uno zero.
• Il token per la cifra facoltativo,
#
, visualizza la cifra solo se significativa.
289 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Durante la determinazione delle cifre significative, il valore intero e il valore esponenziale vengono valutati da destra a sinistra e i valori decimali vengono valutati da sinistra a destra. L'ultimo token
0
o
#
viene associato alle cifre rimanenti, se presenti.
Esempio:
Visualizzazione del formato numerico
Questo esempio mostra come viene visualizzato il valore -1.234 utilizzando formati differenti definiti nell'Editor del formato.
Formato definito con i token:
[Segno] [#]
[Prima cifra neg.] [0] [0] [0] [0] [0] [0] [Ultima cifra neg.]
[Sempre con segno] [#] [Sep. dec.] [0] [0]
Anteprima:
-1234
(001234)
-1234,00
[Segno] [#] [Separatore decimale] [0] [0] [E+] [0] [0] [0]
Fatturato: [Sempre con segno] [#] [Separatore decimale] [0] [0]
[Booleano]
-1,23E+003
Fatturato: -1234,00 € true
Elenco dei token del formato numerico
Categoria Token Descrizione
Segno
Segno negativo se il valore è negativo. Nulla se il valore è positivo o zero.
Segni
Numeri
Sempre con segno
Valore iniziale negativo
Segno negativo se il valore è negativo. Segno positivo se il valore
è positivo o zero.
Parentesi di apertura se il valore è negativo. Nulla se il valore è positivo o zero.
Valore finale negativo
#
Parentesi di chiusura se il valore è negativo. Nulla se il valore è positivo o zero.
Cifra facoltativa. La cifra viene visualizzata solo se significativa.
0
Cifra obbligatoria. La cifra viene visualizzata se significativa, in caso contrario viene visualizzato zero.
290 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Categoria
Separatori
Esponenti
Percentuale
Booleano
Token Descrizione
Separatore decimale
Il simbolo utilizzato per separare le parti intere e decimali della cifra.
Il simbolo utilizzato è determinato dalle impostazioni locali. Il separatore decimale può essere utilizzato una sola volta in un'espressione.
Raggruppamento
E+
Ee+
Per impostazione predefinita, le cifre vengono raggruppate utilizzando la regola e il separatore definiti dalle impostazioni locali. Il simbolo di raggruppamento può essere utilizzato una sola volta in un'espressione. Deve essere presente prima del separatore decimale.
Segno esponenziale in maiuscolo, con segno sempre presente.
Può essere utilizzato una sola volta in un'espressione.
Segno esponenziale in maiuscolo, con segno presente solo se il valore è negativo. Può essere utilizzato una sola volta in un'espressione.
Segno esponenziale in minuscolo, con segno sempre presente.
Può essere utilizzato una sola volta in un'espressione.
e-
Percentuale
Percentuale %
Booleano
True
False
Segno esponenziale in minuscolo, con segno presente solo se il valore è negativo. Può essere utilizzato una sola volta in un'espressione.
Il valore moltiplicato per 100.
Il valore moltiplicato per 100 seguito dal segno di percentuale (%).
Può essere utilizzato una sola volta in un'espressione.
Valore localizzato di True se il valore numerico non è zero; il valore localizzato di False se il valore numerico è zero.
Visualizza sempre il valore localizzato di True.
Visualizza sempre il valore localizzato di False.
12.10.24 Informazioni sull'origine degli oggetti del livello aziendale
La scheda
Informazioni origine
nelle proprietà degli oggetti del livello aziendale contiene informazioni sugli universi generati da Data Integrator. Vengono visualizzate descrizioni tecniche e formule utilizzate per calcolare le tabelle di destinazione.
291 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Proprietà Descrizione
Informazioni tecniche
Informazioni su una colonna, ad esempio il nome del database originale della colonna interessata per l'oggetto.
Mappatura
Derivazione
Informazioni sulla formula iniziale che descrivono in che modo è stata specificata una colonna (in Data Integrator), ad esempio revenue = colonna calcolata da diverse origini.
Colonne di origine per la formula utilizzata per calcolare la colonna nel database.
12.10.25 Inserimento e modifica di proprietà personalizzate
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Nel riquadro
Livello aziendale
selezionare l'oggetto per il quale si desidera inserire o modificare proprietà personalizzate
3.
Nel riquadro delle proprietà dell'oggetto selezionare la scheda
Proprietà personalizzate
.
4.
Per aggiungere una proprietà personalizzata, fare clic su
Aggiungi
.
5.
Per modificare il nome e il valore dell'oggetto proprietà, fare clic sulla colonna nell'elenco.
6.
Per eliminare una proprietà, selezionarla dall'elenco e fare clic su
Elimina
.
7.
Salvare il livello aziendale facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
12.10.26 Visualizzazione degli oggetti associati
Per i livelli aziendali relazionali è possibile visualizzare gli oggetti del livello aziendale che fanno riferimento alle tabelle e alle colonne della base dati selezionate.
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Nel riquadro di visualizzazione della base dati selezionare le tabelle o le colonne per le quali si desidera visualizzare gli oggetti del livello aziendale associati. Per selezionare una tabella, fare clic sull'intestazione della tabella. Per selezionare una colonna, fare clic sul relativo nome. Per selezionare più oggetti, fare clic tenendo premuto il tasto
CTRL
.
3.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla selezione e scegliere
Mostra oggetti associati
.
Tutti gli oggetti che fanno riferimento agli oggetti della base dati selezionati vengono evidenziati nel livello aziendale.
292 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
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Informazioni sulle dipendenze delle risorse
12.10.27 Visualizzazione dei valori degli oggetti del livello aziendale
È possibile visualizzare i valori nell'origine dati sottostante per gli oggetti del livello aziendale.
Note per i livelli aziendali relazionali:
• Se l'oggetto fa riferimento a colonne della base dati per cui sono stati definiti filtri, questi vengono applicati.
• È anche possibile mostrare i valori delle colonne e delle tabelle dalla visualizzazione base dati nell'editor del livello aziendale.
Il comando di visualizzazione dei valori per impostazione predefinita apre una scheda nell'editor per visualizzare i valori. È possibile impostare una preferenza per fare in modo che i valori vengano aperti in una vista dedicata o una finestra di dialogo. Per ulteriori informazioni, vedere l'argomento correlato.
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Fare clic con il pulsante destro del mouse su un oggetto nel riquadro
Livello aziendale
e scegliere
Mostra valori
.
Viene visualizzata la finestra Mostra valori. Per informazioni sulle operazioni che è possibile eseguire in questa finestra, vedere l'argomento correlato relativo alla visualizzazione di valori in un'origine dati.
Argomenti correlati
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Visualizzazione di valori in un'origine dati
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Visualizzazione dei valori delle tabelle
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Visualizzazione dei valori delle colonne
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Impostazione delle preferenze per la visualizzazione dei valori
12.10.28 Ricerca di oggetti del livello aziendale
Nel pannello di ricerca del riquadro
Livello aziendale
vengono visualizzati i risultati di una ricerca. Tutti i comandi contestuali degli oggetti presenti nel riquadro
Livello aziendale
sono disponibili anche nel pannello di ricerca.
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
293 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Nel riquadro di visualizzazione
Livello aziendale
appare una visualizzazione struttura degli oggetti presenti nel livello aziendale.
2.
Fare clic sull'icona
Mostra/Nascondi pannello di ricerca
nella parte superiore del riquadro di visualizzazione
Livello aziendale
.
Sotto la visualizzazione struttura del livello aziendale viene aperto il pannello
Cerca oggetti
.
3.
Selezionare i tipi di oggetti da includere nella ricerca. Fare clic sull'icona di filtro nel pannello
Cerca oggetti
. Selezionare i tipi da includere o escludere.
Il pannello
Cerca oggetti
visualizza solo gli oggetti del tipi selezionati.
4.
Per eseguire una ricerca nell'elenco, fare clic sull'icona
Mostra/Nascondi barra di ricerca
.
5.
Nella casella di testo della ricerca immettere il testo e premere
Invio
per avviare la ricerca.
Il primo oggetto contenente il testo ricercato verrà evidenziato nei pannelli
Cerca oggetti
e
Livello aziendale
. Nella casella di testo della ricerca verrà visualizzato il numero totale degli oggetti contenenti il testo ricercato.
6.
Per evidenziare il successivo oggetto trovato, premere nuovamente
Invio
. Utilizzare il tasto
Invio
per esplorare tutti gli oggetti corrispondenti al testo ricercato.
7.
Al termine della ricerca, fare di nuovo clic sull'icona
Mostra/Nascondi pannello di ricerca
per nascondere il pannello
Cerca oggetti
.
12.11 Informazioni sulle viste del livello aziendale
È possibile modificare la visualizzazione degli oggetti del livello aziendale impostandone le viste in modo da limitare il numero di oggetti visualizzati nel riquadro
Livello aziendale
. Utilizzare le viste del livello aziendale per raggruppare gli oggetti che condividono una relazione aziendale.
Le viste del livello aziendale possono essere selezionate nel pannello delle query e consentono di definire la protezione in base alla quale viene concesso o negato l'uso degli oggetti del livello aziendale a determinati utenti o gruppi. Per ulteriori informazioni sulla definizione della protezione mediante le viste del livello aziendale, consultare l'argomento correlato sulle impostazioni di creazione query per il profilo di protezione aziendale.
Inoltre, è possibile filtrare il riquadro
Livello aziendale
nell'editor in base alla vista del livello aziendale.
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Creazione e modifica di una visualizzazione del livello aziendale
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Filtro in base alla visualizzazione del livello aziendale
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Impostazioni di creazione query per il profilo di protezione aziendale
294 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
12.11.1 Creazione e modifica di una visualizzazione del livello aziendale
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Fare clic sull'icona
Gestisci visualizzazioni del livello aziendale
nella parte superiore del riquadro
Livello aziendale
.
Viene aperta la finestra di dialogo "Modifica visualizzazione del livello aziendale".
3.
Eseguire una delle operazioni seguenti:
• Per aggiungere una vista, fare clic su
Nuovo
.
• Per modificare una visualizzazione già esistente, selezionarla dall'elenco.
Nota:
la vista
principale
non può essere modificata.
4.
Modificare il nome della visualizzazione nella casella di testo
Nome
.
5.
Nella casella
Oggetti nella visualizzazione
selezionare o deselezionare le caselle di controllo accanto agli oggetti del livello aziendale per includerli o escluderli dalla visualizzazione.
Per utilizzare solo gli oggetti già inclusi nella vista, selezionare l'opzione
Mostra solo oggetti selezionati
.
6.
Immettere o modificare la descrizione della visualizzazione nella casella di testo
Descrizione
.
7.
Fare clic su
OK
per salvare le modifiche.
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Informazioni sulle viste del livello aziendale
12.11.2 Filtro in base alla visualizzazione del livello aziendale
Per impostazione predefinita, tutte le cartelle e gli oggetti presenti nel livello aziendale vengono visualizzati nel riquadro
Livello aziendale
dell'editor. È possibile filtrare il contenuto del riquadro Livello aziendale utilizzando una visualizzazione del livello aziendale.
È necessario definire almeno una visualizzazione del livello aziendale.
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Selezionare la visualizzazione del livello aziendale nell'elenco nella parte superiore del riquadro
Livello aziendale.
Per tornare alla visualizzazione di tutti gli oggetti nel livello aziendale, selezionare
Master
dall'elenco.
295 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
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Creazione e modifica di una visualizzazione del livello aziendale
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Informazioni sulle viste del livello aziendale
12.12 Informazioni sui parametri
Un parametro è una variabile nel livello aziendale o nella base dati che richiede un valore in fase di esecuzione. Un parametro può avere due tipi di input:
• Input dell'utente in risposta a un prompt. Il prompt è una domanda o un'istruzione che richiede all'utente l'impostazione di uno o più valori per limitare un insieme di risultati.
• Input predefinito che specifica un valore fisso per il parametro in fase di esecuzione.
I parametri vengono definiti come singoli componenti in un livello aziendale o una base dati e sono disponibili per tutti gli oggetti del livello aziendale. Gli oggetti parametro si utilizzano nella definizione
SQL o MDX di un oggetto per richiedere un'azione all'utente o per implementare una risposta con valore fisso in una query.
Nota:
i parametri inseriti nella base dati vengono ereditati da qualsiasi livello aziendale che fa riferimento alla base dati. Tali parametri non possono essere modificati nel livello aziendale. È necessario modificarli nella base dati.
Sono disponibili le seguenti proprietà per i parametri:
Proprietà Descrizione
Prompt agli utenti
Testo del prompt
Imposta valori
Tipo di dati
Consenti valori multipli
Se questa proprietà è selezionata, viene chiesto all'utente di immettere un valore in fase di esecuzione.
Se non è selezionata, in fase di esecuzione verrà immesso un valore predefinito per il parametro.
Il testo della domanda o dell'istruzione del prompt se è selezionata l'opzione
Prompt agli utenti
.
Disponibile quando non è selezionata l'opzione
Prompt agli utenti
.
Consente di immettere uno o più valori da utilizzare per il parametro in fase di esecuzione.
Tipo di dati richiesto per la risposta al prompt.
Se questa proprietà è selezionata, consente all'utente di selezionare più valori dall'elenco di valori.
296 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Proprietà
Mantieni ultimi valori
Prompt con riconoscimento indice
Elenco dei valori associato
Seleziona solo dall'elenco
Imposta valore predefinito
Descrizione
Se questa proprietà è selezionata, l'ultimo valore scelto dall'utente viene mantenuto quando si riesegue il prompt.
Se questa proprietà è selezionata, la colonna chiave viene inclusa nel prompt per limitare i valori di un elenco. La colonna chiave non
è visibile per l'utente.
Elenco di valori che fornisce i valori per il prompt.
Se questa proprietà è selezionata, all'utente viene imposta la selezione di un membro nell'elenco.
Consente di selezionare i valori da utilizzare come impostazioni predefinite.
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Inserimento e modifica di un parametro
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Riordinamento degli oggetti nell'editor livello aziendale
12.12.1 Inserimento e modifica di un parametro
L'editor dei parametri può essere avviato dalle schede dell'editor del livello aziendale o della base dati.
Nota:
i parametri inseriti nella base dati vengono ereditati da qualsiasi livello aziendale che fa riferimento alla base dati. Tali parametri non possono essere modificati nel livello aziendale. È necessario modificarli nella base dati.
1.
Fare clic sulla scheda
Parametri ed elenchi dei valori
nel riquadro di spostamento dell'editor.
2.
Eseguire una delle operazioni seguenti:
•
Per inserire un parametro, fare clic sull'icona
Inserisci parametro
riquadro
Parametri
.
nella parte superiore del
• Per modificare un parametro, fare clic sul nome del parametro nell'elenco.
Le proprietà per il parametro vengono visualizzate nell'editor a destra del riquadro
Parametri
.
3.
Modificare le proprietà secondo le proprie esigenze. Le proprietà dei parametri sono descritte negli argomenti correlati.
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297 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
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Associazione di un elenco di valori a un prompt definito nel livello aziendale
12.12.2 Creazione di un prompt con riconoscimento indice
Un prompt con riconoscimento indice sfrutta gli indici nelle colonne chiave delle tabelle durante l'accesso agli elenchi di valori. Il prompt può essere definito in modo tale che quando si esegue la query sia possibile visualizzare e selezionare il nome semplificato dell'oggetto. Quando si recuperano i valori, la query utilizza la colonna chiave per migliorare le prestazioni.
Per creare un prompt con riconoscimento indice, è necessario creare un elenco di valori e un parametro nella base dati o nel livello aziendale. Per le informazioni dettagliate su ogni passaggio, vedere gli argomenti correlati.
1.
Creare un elenco di valori basato su istruzioni SQL personalizzate.
a.
Includere sia la colonna chiave che la colonna dei nomi nell'istruzione SELECT, ad esempio:
SELECT reservations.Airline_ID, reservations.Airline_Name FROM reservations b.
Nella scheda
Proprietà
selezionare la riga della colonna del nome nella definizione dell'elenco dei valori. Aprire l'elenco a discesa nella
Colonna chiave
. Selezionare la colonna chiave.
Ad esempio, la Colonna chiave per Airline_Name è impostata su Airline_ID.
c.
Nella riga della colonna chiave, selezionare la casella di controllo
Nascosto
.
Ad esempio,
Nascosto
viene selezionato per ID_compagnia.
2.
Creare un parametro.
a.
Nella scheda
Opzioni
della definizione del parametro, selezionare
Prompt agli utenti
e immettere un
Testo del prompt
.
b.
In
Elenco di valori associato
, selezionare l'elenco di valori creato nel passaggio 1.
c.
Selezionare la casella di controllo
Seleziona solo dall'elenco
.
d.
Assicurarsi che la casella di controllo
Prompt con riconoscimento indice
sia selezionata.
3.
Se si desidera utilizzare il parametro in un filtro di query nel Pannello delle query, è necessario basare sull'indice la dimensione corrispondente nel livello aziendale definendo una chiave sulla dimensione.
Esempio:
Di seguito è riportato un esempio di come può essere utilizzato il prompt con riconoscimento indice in una clausola WHERE (ad esempio nell'espressione SQL per una tabella derivata, una colonna calcolata o un oggetto nel livello aziendale).
WHERE reservations.Airline_ID=
@Prompt
(
nome parametro
)
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Inserimento o modifica di un elenco di valori
298 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
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Inserimento e modifica di un parametro
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Definizione di chiavi per dimensioni e attributi di dimensioni
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Informazioni sul riconoscimento dell'indice
12.13 Informazioni sugli elenchi di valori
L'elenco dei valori contiene i valori dei dati associati a un oggetto. Un elenco di valori consente a un utente di scegliere valori in risposta a un prompt quando un oggetto associato viene incluso in una query. Consente inoltre di limitare un insieme di dati ai valori selezionati.
Un elenco di valori è un componente indipendente nel livello aziendale o nella base dati ed è disponibile per tutti gli oggetti aziendali del livello aziendale. Può essere associato a un oggetto in qualsiasi momento.
Nota:
Gli elenchi di valori inseriti nella base dati vengono ereditati da tutti i livelli aziendali che fanno riferimento alla base dati. Tali elenchi non possono essere modificati nel livello aziendale. È necessario modificarli nella base dati.
È possibile definire i seguenti tipi di elenchi di valori:
Descrizione Tipo di elenco di valori
Elenco di valori basati sugli oggetti del livello aziendale
(disponibile solo nel livello aziendale)
L'elenco di valori si basa su una query o su una gerarchia personalizzata che include oggetti nel livello aziendale. L'elenco si basa sui valori restituiti dai valori della query o della gerarchia.
Elenco statico di valori
Elenco di valori basato su
SQL personalizzato
L'elenco di valori si basa su un elenco di valori specifici immessi manualmente o importati da un file.
L'elenco di valori si basa sui valori restituiti da un'espressione SQL specifica.
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Inserimento o modifica di un elenco di valori
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Riordinamento degli oggetti nell'editor livello aziendale
12.13.1 Inserimento o modifica di un elenco di valori
299 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
L'editor dell'elenco di valori può essere avviato dalle schede dell'editor del livello aziendale o della base dati.
Nota:
Gli elenchi di valori inseriti nella base dati vengono ereditati da tutti i livelli aziendali che fanno riferimento alla base dati. Tali elenchi non possono essere modificati nel livello aziendale. È necessario modificarli nella base dati.
1.
Fare clic sulla scheda
Parametri ed elenchi dei valori
nel riquadro di spostamento dell'editor.
2.
Eseguire una delle operazioni seguenti:
•
Per inserire un elenco di valori, fare clic sull'icona di inserimento dei valori nella parte superiore del riquadro
Elenchi di valori
e selezionare il tipo di elenco. I tipi sono descritti nell'argomento correlato sugli elenchi di valori.
• Per modificare un elenco di valori, fare clic sul nome dell'elenco di valori nell'elenco.
Le proprietà dell'elenco di valori vengono visualizzate nell'editor a destra del riquadro
Elenchi di valori
.
3.
Modificare le proprietà e le opzioni di query secondo le necessità. Le proprietà variano a seconda del tipo di elenco di valori:
300 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Opzione Descrizione
Elenco di valori basati sugli oggetti del livello aziendale (disponibile solo nel livello aziendale)
Per basare l'elenco di valori su una query:
a.
Nella scheda
Definizione
selezionare
Elenco di valori basato sul pannello delle query
.
b.
Fare clic su
Modifica query
.
c.
Nel pannello delle query, selezionare gli oggetti e impostare i filtri di query per definire la query che dovrà restituire l'elenco di valori richiesto.
d.
Fare clic su
OK
.
Per basare l'elenco di valori su una gerarchia personalizzata:
a.
Nella scheda
Definizione
selezionare
Elenco di valori basato su una gerarchia personalizzata
.
b.
Fare clic su
Aggiungi dimensione
.
c.
Selezionare le dimensioni dall'elenco per creare la gerarchia richiesta per l'elenco dei valori. L'ordine delle dimensioni nell'elenco rappresenta i livelli della gerarchia. Utilizzare le frecce su e giù per modificare l'ordine.
d.
Fare clic su
OK
.
Per visualizzare i valori dell'elenco definito, fare clic su
Anteprima
.
Elenco statico di valori
301 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Opzione Descrizione
Per aggiungere i valori manualmente:
a.
Nella scheda
Definizione
, fare clic su
Aggiungi colonna
per aggiungere colonne alla tabella. Immettere i valori per le colonne della tabella.
b.
Per aggiungere righe, fare clic sull'icona
Aggiungi riga
nella parte destra della tabella.
Per compilare l'elenco con i dati di un file:
a.
Nella scheda
Definizione
fare clic su
Importa
.
b.
Selezionare un file .txt, .csv, .prn o .asc da importare come valori per l'elenco statico.
c.
Impostare le opzioni
Separatore dati
,
Delimitatore di testo
e
Formato data
in base al formato dei dati nel file.
d.
Fare clic su
OK
.
È possibile modificare le proprietà delle colonne nella scheda
Proprietà
. Per ulteriori informazioni sulle proprietà delle colonne, vedere l'argomento correlato.
Elenco di valori basato su SQL personalizzato a.
Nella scheda
Definizione
fare clic su
Modifica SQL
.
b.
Nell'editor SQL, creare un'espressione SQL per restituire i valori richiesti e fare clic su
OK
.
Per visualizzare i valori dell'elenco definito, fare clic su
Anteprima
.
È possibile modificare le proprietà delle colonne nella scheda
Proprietà
. Per ulteriori informazioni sulle proprietà delle colonne, vedere l'argomento correlato.
4.
Nella scheda
Opzioni
impostare le opzioni di query per l'elenco di valori:
302 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Opzione Descrizione
Imponi agli utenti di filtrare i valori prima dell'utilizzo
Se questa opzione è selezionata, l'utente che esegue una query utilizzando questo elenco di valori dovrà immettere i criteri di ricerca per ottenere valori filtrati per l'elenco. Solo i valori che corrispondono ai criteri di ricerca verranno restituiti nell'elenco di valori. I caratteri utilizzati per definire i criteri corrispondenti sono:
• * - ricerca qualsiasi numero di caratteri, anche nessun carattere
• ? - ricerca esattamente un carattere
• \ - ignora il carattere successivo consentendo la ricerca di un carattere jolly
Consenti agli utenti di cercare i valori nel database
Se questa opzione è selezionata, l'utente che esegue una query utilizzando questo elenco di valori potrà cercare un valore nel database.
Questa opzione è utile quando l'utente esegue una ricerca su risultati parziali dell'elenco di valori.
Timeout di esecuzione query
Se questa opzione è selezionata, limita il tempo di esecuzione, espresso in secondi, della query sull'elenco di valori.
Numero massimo di righe
Se questa opzione è selezionata, è possibile immettere il numero massimo di righe restituite dalla query sull'elenco di valori.
5.
Salvare il livello aziendale o la base dati.
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Proprietà delle colonne degli elenchi dei valori
12.13.2 Proprietà delle colonne degli elenchi dei valori
La scheda
Proprietà
nelle proprietà degli elenchi dei valori consente di modificare le proprietà delle colonne degli elenchi dei valori. Le seguenti proprietà possono essere modificate scegliendo la relativa colonna nella tabella delle proprietà:
Proprietà
Nome colonna
Colonna chiave
Tipo di dati
Descrizione
Consente di modificare il nome della colonna.
Consente di selezionare una colonna per utilizzarla come chiave con riconoscimento indice.
Consente di selezionare il tipo di dati per la colonna.
303 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Proprietà
Nascosto
Descrizione
Quando questa opzione è selezionata, la colonna non sarà visibile per l'utente.
Ad esempio, è possibile nascondere una colonna utilizzata solo come chiave per un'altra colonna.
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Informazioni sugli elenchi di valori
12.13.3 Associazione di un elenco di valori a un oggetto aziendale
Associare un elenco di valori a un oggetto aziendale per limitare i possibili valori di input quando si utilizza l'oggetto come filtro nel pannello delle query.
Per impostazione predefinita, l'elenco di valori predefinito è associato a un oggetto.
È possibile associare un elenco di valori personalizzato all'oggetto. Tale elenco deve essere disponibile nel livello aziendale, ovvero deve trovarsi nell'elenco della scheda
Parametri ed elenchi dei valori
dell'editor del livello aziendale.
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Nel riquadro
Livello aziendale
selezionare l'oggetto.
3.
Nel riquadro delle proprietà dell'oggetto fare clic sulla scheda
Avanzate
.
4.
Fare clic sull'oggetto del livello aziendale nel riquadro
Livello aziendale
.
5.
Selezionare l'opzione
Associa elenco di valori
.
6.
Per associare un elenco di valori personalizzato fare clic sull'icona Sfoglia di valori dall'elenco e fare clic su
OK
.
, selezionare l'elenco
Le opzioni definite per l'elenco di valori personalizzato sostituiscono le opzioni dell'elenco di valori predefinito.
7.
Salvare il livello aziendale facendo clic sull'icona
Salva
sulla barra degli strumenti principale.
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Inserimento o modifica di un elenco di valori
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Impostazione delle opzioni per l'elenco predefinito dei valori
12.13.4 Associazione di un elenco di valori a un prompt definito nel livello aziendale
304 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Fare clic sulla scheda
Parametri ed elenchi dei valori
sotto il riquadro
Livello aziendale
.
3.
Fare clic su un parametro nell'elenco del riquadro
Parametri
oppure sull'icona Inserisci parametro per definire un nuovo parametro.
Le proprietà per il parametro vengono visualizzate nell'editor a destra del riquadro
Parametri
.
4.
Selezionare l'opzione
Prompt agli utenti
.
5.
Fare clic sul pulsante Sfoglia alla fine del campo
Elenco di valori associato
.
6.
Selezionare il pulsante di opzione relativo al tipo di elenco di valori.
Tipo
Elenco di valori basato su un oggetto del livello aziendale
Elenco di valori definito nel livello aziendale
Descrizione
Selezionare i valori per l'elenco da un oggetto nel livello aziendale.
Selezionare un elenco di valori personalizzato predefinito. Si tratta degli elenchi di valori elencati nel riquadro
Elenchi di valori
.
7.
Selezionare l'oggetto livello aziendale o un elenco predefinito di valori e fare clic su
OK
.
8.
Se si desidera limitare i valori disponibili nell'elenco ai soli valori predefiniti, selezionare
Imposta valori predefiniti
e fare clic sul pulsante Sfoglia alla fine del campo.
Viene visualizzata una finestra di selezione in cui sono riportati i valori disponibili per l'oggetto o elenco selezionato. Selezionare i valori a sinistra per popolare l'elenco
Valori selezionati
e fare clic su
OK
.
È ora possibile includere il prompt e l'elenco di valori nella definizione SQL o MDX di un oggetto del livello aziendale utilizzando la funzione
@Prompt con il nome del parametro definito in questa procedura:
@Prompt
(
nome parametro
) .
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Inserimento o modifica di un elenco di valori
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12.14 Informazioni sui percorsi di navigazione per gli oggetti
305 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Il percorso di navigazione è un oggetto che definisce il percorso di drill utilizzato negli strumenti di reporting di SAP BusinessObjects. Un percorso di drill è un elenco di oggetti aziendali analizzabili che durante un'analisi del report consentono di eseguire il drill down in una dimensione.
Il percorso di navigazione può essere di due tipi:
Tipo di percorso di navigazione
Descrizione
Predefinita
Il percorso è definito in base all'organizzazione gerarchica degli oggetti aziendali nel livello aziendale. Se il livello aziendale contiene dimensioni analisi, i percorsi di navigazione includono le dimensioni che fanno riferimento a ogni dimensione analisi. In caso contrario, i percorsi di navigazione sono le dimensioni contenute in ogni cartella.
È possibile visualizzare il percorso di navigazione predefinito nella scheda
Percorsi di navigazione
dell'editor del livello aziendale. Il percorso predefinito non può essere modificato.
Personalizzato Il percorso viene definito in base alle dimensioni disponibili.
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Inserimento di un oggetto percorso di navigazione in un livello aziendale
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Riordinamento degli oggetti nell'editor livello aziendale
12.14.1 Inserimento di un oggetto percorso di navigazione in un livello aziendale
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Fare clic sulla scheda
Percorsi di navigazione
sotto il riquadro
Livello aziendale
.
3.
Selezionare l'opzione
Personalizzato
nella parte superiore del riquadro
Percorsi di navigazione
.
4.
Fare clic sull'icona
Inserisci percorso di navigazione
.
5.
Immettere un
nome
e, se necessario, una
descrizione
per il percorso.
Il nome e la descrizione sono disponibili per la visualizzazione negli strumenti di query e reporting che utilizzano l'universo.
6.
Fare clic su
Aggiungi
per selezionare le dimensioni per il percorso. Utilizzare le frecce su e giù per modificare l'ordine delle dimensioni nell'elenco.
7.
Salvare il livello aziendale.
306 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
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Informazioni sui percorsi di navigazione per gli oggetti
12.15 Informazioni sulle query in un livello aziendale
Un oggetto query è una query salvata e associata al livello aziendale. Per creare le query viene utilizzato il pannello delle query. Le query sono catalogate nel riquadro
Query
dell'editor.
Nota:
è possibile utilizzare le query in Information Design Tool per testare il livello aziendale e visualizzare le query in anteprima. Gli oggetti query non sono disponibili per i prodotti di reporting e analisi che utilizzano l'universo pubblicato.
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Inserimento e modifica di una query nel livello aziendale
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Riordinamento degli oggetti nell'editor livello aziendale
12.15.1 Inserimento e modifica di una query nel livello aziendale
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Fare clic sulla scheda
Query
sotto il riquadro
Livello aziendale
.
3.
Nel riquadro
Query
procedere in uno dei seguenti modi:
Opzione Comando
Per modificare una query esistente
Selezionare la query.
Modificare il
Nome
e la
Descrizione
nel riquadro
Proprietà della query
.
Per modificare i filtri e i risultati della query nel pannello delle query fare clic su
Modifica query
.
Per inserire una query
Fare clic sull'icona
Inserisci query
.
4.
Nel pannello delle query creare o modificare la query e fare clic su
OK
.
La nuova query è disponibile nel riquadro
Query
.
307 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
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12.16 Riordinamento degli oggetti nell'editor livello aziendale
Nell'editor livello aziendale è possibile riordinare elenchi di valori, parametri, query e percorsi di navigazione personalizzati. L'ordine viene salvato nel livello aziendale e nella struttura dell'universo all'interno del pannello delle query. Ad esempio, quando si seleziona un parametro per trascinarlo nel riquadro
Oggetti filtro
, gli oggetti parametro vengono presentati nell'ordine personalizzato. L'ordine personalizzato nel livello aziendale non influisce sull'ordine dei prompt quando si eseguono le query.
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Fare clic sulla scheda nel riquadro
Livello aziendale
in base agli oggetti da riordinare:
Parametri ed elenchi dei valori
,
Query
o
Percorsi di navigazione
.
Per riordinare i percorsi di navigazione, selezionare
Personalizzato
.
3.
Trascinare gli oggetti nell'ordine in cui si desidera elencarli.
Nel riquadro
Parametri
, ad esempio, trascinare i nomi di parametro nell'ordine desiderato.
Gli elenchi di valori e parametri ereditati non possono essere riordinati nell'editor livello aziendale.
È necessario riordinarli nell'editor base dati. Gli oggetti ereditati vengono elencati dopo gli oggetti del livello aziendale nel relativo ordine personalizzato.
4.
Salvare il livello aziendale facendo clic sull'icona
Salva
nella barra degli strumenti principale.
Nota:
La direzione di ordinamento A-Z influisce sulla visualizzazione solo nell'editor e viene perduta se si disabilita l'ordinamento o si chiude l'editor. Per contro, l'ordine personalizzato stabilito trascinando gli oggetti viene mantenuto anche in seguito alla chiusura dell'editor. Per ripristinare l'ordinamento personalizzato, fare clic sull'icona
Direzione ordinamento
e selezionare
Disabilita ordinamento
.
12.17 Informazioni sull'aggiornamento dei livelli aziendali
Aggiornamento di un livello aziendale OLAP
Se il livello aziendale è basato su un cubo OLAP, la procedura guidata "Aggiornamento guidato universo" rileva le modifiche apportate al cubo OLAP e le applica al livello aziendale.
Nella pagina di "selezione delle opzioni" è possibile selezionare i tipi di modifiche che la procedura guidata deve rilevare nel cubo.
308 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
In base ai dati rilevati, la procedura guidata indica le azioni di aggiornamento possibili nella pagina di
"selezione delle azioni". È possibile selezionare le azioni di aggiornamento da applicare al livello aziendale.
Prima di apportare le modifiche, la procedura guidata visualizza un riepilogo delle azioni di aggiornamento nella pagina "Riepilogo aggiornamento". Il riepilogo può essere salvato in un file. Prima di completare la procedura guidata, è possibile tornare indietro e modificare la selezione.
Viene visualizzato un elenco di riepilogo con le modifiche proposte per il livello aziendale in base alle modifiche apportate nella struttura del cubo. È possibile deselezionare e selezionare le modifiche proposte prima di applicare l'aggiornamento.
Nota:
L'aggiornamento può essere annullato mediante l'azione di annullamento. L'annullamento riporta il livello aziendale allo stato in cui si trovava prima dell'aggiornamento. Per annullare l'aggiornamento, nel menu principale di Information Design Tool selezionare
Modifica
>
Annulla
.
Aggiornamento di un livello aziendale SAP NetWeaver BW abilitato per più origini
Quando vengono aggiunti oggetti all'InfoProvider di un'origine dati SAP NetWeaver BW, la procedura di aggiornamento dell'universo implica diversi passaggi. Prima di tutto si aggiorna la struttura e si sincronizzano le tabelle nella base dati. Si aggiorna un livello aziendale con nuovi oggetti provenienti dall'origine dati mediante il comando
Inserisci oggetti candidati
.
Aggiornamento dei livelli aziendali relazionali
Per aggiornare il livello aziendale senza modificare la base dati sottostante, è necessario eliminare e inserire manualmente gli oggetti. Per inserire oggetti per nuove tabelle, nell'editor del livello aziendale
è possibile trascinare tabelle dalla vista della base dati nel riquadro di esplorazione del livello aziendale.
Per identificare gli oggetti basati sulle tabelle che sono stati eliminati dalla base dati, attenersi alla seguente procedura:
1.
Nella visualizzazione dei progetti locali fare clic con il pulsante destro del mouse sul livello aziendale e scegliere
Aggiorna
.
2.
Aprire il livello aziendale nell'editor. Se un oggetto in un livello aziendale è basato su una tabella che è stata eliminata o modificata nella base dati, nella scheda
Definizione SQL
delle proprietà dell'oggetto, l'etichetta del campo
Tabelle
è visualizzata in rosso e il campo contiene il messaggio
[Tabella non risolta]
.
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Aggiornamento di un livello aziendale OLAP
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Aggiornamento di universi basati su SAP NetWeaver BW
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Inserimento di dimensioni direttamente dalla base dati
12.17.1 Aggiornamento di un livello aziendale OLAP
309 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Utilizzare "Aggiornamento guidato universo" per aggiornare un livello aziendale basato sulle modifiche apportate nel cubo OLAP a partire dalla creazione del livello aziendale o dall'ultimo aggiornamento.
1.
Aprire il livello aziendale facendo clic sul relativo nome nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Nel menu principale di Information Design Tool, selezionare
Azioni
>
Aggiorna struttura
.
3.
Seguire le istruzioni nelle pagine della procedura guidata. Per ulteriori informazioni sulle operazioni da eseguire in una pagina particolare, fare clic sull'icona della guida in linea.
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Informazioni sull'aggiornamento dei livelli aziendali
12.17.2 Inserimento di oggetti candidati
Prima di inserire oggetti candidati, eseguire un aggiornamento della struttura e sincronizzare le tabelle nella base dati.
L'inserimento di oggetti candidati è applicabile solo ai livelli aziendali basati su basi dati abilitate per più origini su connessioni SAP NetWeaver BW. Il comando
Inserisci oggetti candidati
rileva gli oggetti aggiunti alla base dati dopo la creazione del livello aziendale o dopo l'ultimo aggiornamento dello stesso tramite il comando
Inserisci oggetti candidati
. Il comando rileva i nuovi oggetti utilizzando la strategia
SAP NetWeaver BW.
L'inserimento di oggetti candidati aggiorna il livello aziendale indipendentemente dalla base dati. Se non si procede ad aggiornare anche la struttura e a sincronizzare le tabelle nella base dati, è possibile che si introducano incoerenze tra la base dati e il livello aziendale.
1.
Aprire il livello aziendale facendo doppio clic sul relativo nome nella vista Progetti locali.
2.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome del livello aziendale nel riquadro e selezionare
Inserisci oggetti candidati
.
Viene visualizzato un elenco di oggetti del livello aziendale. Gli oggetti sono raggruppati in cartelle basate sulle tabelle di origine. Gli oggetti candidati sono evidenziati e preselezionati.
3.
Selezionare gli oggetti nell'elenco da inserire nel livello aziendale.
è possibile selezionare oggetti esistenti nel livello aziendale. In questo caso, le definizioni ricavate dall'origine dati sovrascriveranno quelle degli oggetti aziendali esistenti.
4.
Per inserire gli oggetti selezionati nel livello aziendale, fare clic su
Fine
e salvare il livello aziendale.
l'inserimento può essere annullato utilizzando il comando Modifica > Annulla nel menu principale.
L'inserimento di oggetti candidati non rileva gli oggetti obsoleti nel livello aziendale. Gli oggetti obsoleti devono essere individuati ed eliminati manualmente.
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310 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
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Aggiornamento di universi basati su SAP NetWeaver BW
12.18 Informazioni sulle statistiche di calcolo per l'esecuzione ottimizzata delle query
Per le query eseguite su universi abilitati per più origini, è possibile ottenere prestazioni ottimali se sono disponibili statistiche accurate delle tabelle e delle colonne per il servizio Data Federation. Il sistema di ottimizzazione basata sui costi del servizio Data Federation utilizza queste statistiche per determinare il metodo e l'ordine di join ideali.
Il comando
Statistiche di calcolo
ottimizza l'esecuzione delle query poiché consente di calcolare e memorizzare le statistiche nel repository per l'universo.
Le statistiche devono essere calcolate periodicamente per le tabelle il cui volume potrebbe variare in cui si modificano spesso i valori di colonna.
Vengono generate le seguenti statistiche per il processo di ottimizzazione:
• Il conteggio delle righe della tabella
• Il numero di valori distinti per le colonne
Impostare le seguenti opzioni:
• Selezionare tutte le tabelle e le colonne calcolate prima di una certa data
• Selezionare tutte le tabelle e le colonne mai calcolate
• Selezionare ogni tabella e colonna
• Deselezionare ogni tabella e colonna
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Calcolo delle statistiche per un universo abilitato per più origini
12.18.1 Calcolo delle statistiche per un universo abilitato per più origini
È possibile calcolare le statistiche solo per gli universi basati su una base dati abilitata per più origini.
1.
Eseguire una di queste operazioni:
311 2013-11-22
Utilizzo dei livelli aziendali
Opzione Comando
Per calcolare le statistiche dall'universo pubblicato
Nella vista Risorse repository aprire una sessione sul repository in cui viene pubblicato l'universo.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sull'universo e selezionare
Statistiche di calcolo
.
Per calcolare le statistiche dal livello aziendale
Fare clic sul nome del livello aziendale nella vista Progetti locali per aprirlo nell'editor.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome del livello aziendale nel riquadro
Livello aziendale
e selezionare
Statistiche di calcolo
.
2.
Nella finestra di dialogo "Elabora statistiche" selezionare le tabelle e le colonne per le quali calcolare le statistiche.
Quando si seleziona una tabella, vengono selezionate tutte le colonne al suo interno.
3.
Fare clic su
Calcola
.
Le statistiche vengono calcolate e archiviate nel repository. Per i database di grandi dimensioni, questo processo può richiedere diversi minuti. Mentre il calcolo è in corso, è possibile chiudere la finestra ed eseguire altre operazioni in Information Design Tool.
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312 2013-11-22
Uso del pannello delle query
Uso del pannello delle query
Il pannello delle query consente di creare, testare e visualizzare in anteprima i risultati delle query in un livello aziendale o in un universo pubblicato.
In Information Design Tool è possibile avviare il pannello delle query per gli scopi seguenti:
• Per inserire una query nel livello aziendale.
• Per aprire una query esistente nel livello aziendale.
• Per eseguire una query su un universo pubblicato in un repository.
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Inserimento e modifica di una query nel livello aziendale
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Esecuzione di una query su un universo pubblicato in un repository
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13.1 Creazione di una query
Questa procedura parte dal presupposto che sia stato aperto il pannello delle query su un livello aziendale o un universo pubblicato. Vedere l'argomento correlato sull'utilizzo del pannello delle query.
È possibile utilizzare questa procedura per eseguire query sugli universi pubblicati, ma per salvare le query è necessario avviare il pannello delle query dal riquadro
Query
dell'editor del livello aziendale.
Per collegamenti a informazioni più dettagliate su ognuno dei passaggi, vedere gli argomenti correlati.
1.
Per selezionare gli oggetti da includere nella query, trascinarli dal livello aziendale a destra nel riquadro
Oggetti risultato
.
2.
Per gli oggetti risultato della gerarchia, selezionare i membri da includere o escludere nei risultati.
Per aprire il Selettore membri, fare clic sulla freccia a destra del nome dell'oggetto gerarchia: .
3.
Per filtrare i risultati della query, trascinare gli oggetti dal livello aziendale nel riquadro
Oggetti filtro
.
Se su un oggetto viene definito un filtro obbligatorio, questo viene attivato quando si aggiunge l'oggetto al riquadro
Oggetti risultato
. Il filtro obbligatorio è visibile nello script query ma non nel riquadro
Oggetti filtro
.
Vengono elencati i filtri predefiniti non obbligatori nel livello aziendale. È possibile trascinare tali filtri predefiniti nel riquadro
Oggetti filtro
per limitare i risultati. Il filtro è visibile nello script query.
313 2013-11-22
Uso del pannello delle query
È anche possibile creare filtri aziendali, inclusi filtri che utilizzano prompt. Per ulteriori informazioni, vedere gli argomenti correlati.
4.
Per gli universi relazionali è possibile creare query combinate. Per aprire il riquadro
Query combinate
, fare clic sull'icona .
5.
Per impostare le proprietà della query, fare clic sull'icona .
6.
Per visualizzare o modificare lo script query, fare clic su
Visualizza script
.
7.
Per visualizzare in anteprima i risultati di una query, fare clic sul pulsante di aggiornamento nel riquadro
Anteprima dati
.
È possibile creare profili dei valori nelle colonne dei risultati. Nel riquadro
Anteprima dati
fare clic sull'icona
Anteprima avanzata
.
Per modificare il layout dei dati gerarchici, fare clic sull'icona
Opzioni di visualizzazione insieme di risultati
e selezionare un'opzione dall'elenco:
Opzione
Layout semplice
Layout gerarchico
Descrizione
Visualizza valori ripetuti per ogni riga di un livello.
Visualizza valori ripetuti una volta per ogni livello.
8.
Per salvare la query, fare clic su
OK
.
Il pulsante
OK
è disponibile solo quando si esegue il pannello delle query dall'editor del livello aziendale. La query viene salvata nel livello aziendale e può essere eseguita o modificata dal riquadro
Query
.
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13.2 Informazioni su Selettore membri
Selettore membri consente di visualizzare e selezionare i membri in una gerarchia. Utilizzare Selettore membri per:
• Selezionare i membri che si desidera visualizzare nel set di risultati della query.
314 2013-11-22
Uso del pannello delle query
• Definire i membri esclusi dalle query.
• Definire i prompt per consentire che la selezione di membri venga visualizzata nella query ogni volta che si esegue la query.
• Selezionare i membri per un insieme denominato.
• Selezionare i membri durante la definizione di un filtro del profilo di protezione aziendale.
Per aprire Selettore membri utilizzare gli oggetti della gerarchia inclusi nelle query nel pannello delle query. Selettore membri si apre automaticamente quando si modificano gli insiemi denominati o i filtri per un profilo di protezione aziendale su un livello aziendale gerarchico.
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Selezione dei membri della gerarchia
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Informazioni sulla selezione dei membri della gerarchia
13.2.1 Informazioni sulla selezione dei membri della gerarchia
In Selettore membri è possibile selezionare i membri in diversi modi:
• Selezionare i membri in modo esplicito nella gerarchia. Ad esempio, selezionare in modo esplicito i membri [California] e [Los Angeles] della gerarchia [Geografia].
• Selezionare i membri in modo implicito utilizzando le relazioni di gerarchia. Ad esempio, per selezionare i singoli stati USA, è possibile selezionare i membri secondari del membro [USA].
• Selezionare i membri inclusi in un insieme denominato, ad esempio Città principali per fatturato, per includere le città che generano il fatturato maggiore.
• Selezionare tutti i membri di un livello della gerarchia.
• Selezionare tutti i membri fino a un determinato livello della gerarchia.
• Selezionare i membri calcolati.
Selettore membri contiene tre schede:
Scheda
Membri
Descrizione
Visualizza i membri disposti in ordine gerarchico. Utilizzare questa scheda per selezionare i membri in modo esplicito, in base alle relazioni gerarchiche e specificando tutti i membri fino a un determinato livello.
Metadati
Indica i livelli gerarchici (se la gerarchia supporta livelli denominati), gli insiemi denominati e i membri calcolati.
Prompt
Consente di definire e modificare i prompt.
Per informazioni sulle modalità di selezione, visualizzazione, ricerca e ordinamento dei membri di una gerarchia, consultare gli argomenti correlati.
315 2013-11-22
Uso del pannello delle query
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Definizione di un prompt per la selezione di membri
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Visualizzazione dei membri selezionati nel Selettore membri
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Ordinamento dei membri della gerarchia
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Impostazione delle opzioni di visualizzazione
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Visualizzazione del conteggio stimato di elementi secondari
13.2.2 Apertura del Selettore membri nel pannello delle query
1.
Nel pannello delle query, aggiungere l'oggetto gerarchia al riquadro
Oggetti risultato
.
2.
Per aprire il Selettore membri, fare clic sulla freccia a destra del nome dell'oggetto gerarchia: .
3.
Ora è possibile selezionare i membri della gerarchia per includerli o escluderli in una query. Per una descrizione dei diversi metodi di selezione dei membri, vedere l'argomento correlato.
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13.2.3 Selezione dei membri della gerarchia
1.
Nel Selettore membri fare clic sulla scheda
Membri
per visualizzare i membri della gerarchia.
2.
Selezionare i membri nella visualizzazione della gerarchia.
3.
Per selezionare tutti i membri di una gerarchia, fare clic sull''icona
Seleziona
Seleziona tutto
.
e selezionare
4.
Per selezionare tutti i membri fino a un determinato livello della gerarchia, fare clic sull'icona
Seleziona
. È possibile identificare il livello in due modi:
316 2013-11-22
Uso del pannello delle query
Opzione Descrizione
Selezionare un livello denominato
Questa opzione è disponibile solo se la gerarchia contiene livelli denominati. Selezionare
Seleziona tutti i membri fino a livello denominato
e selezionare il livello dal sottomenu.
Selezionare un numero di livelli sotto quello principale
Selezionare
Seleziona tutti i membri fino al livello
e scegliere un numero di livelli dal sottomenu.
5.
Completata la selezione, fare clic su
OK
.
I membri selezionati vengono visualizzati sotto l'oggetto gerarchia nel riquadro
Oggetti risultato
del pannello delle query. Quando si esegue la query, nel risultato vengono inclusi solo questi membri.
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13.2.4 Selezione di membri per relazione gerarchica
1.
Nel Selettore membri fare clic sulla scheda
Membri
per visualizzare i membri della gerarchia.
2.
Nella gerarchia, fare clic con il pulsante destro del mouse sul membro per cui si desidera definire la relazione gerarchica.
3.
Selezionare la funzione di relazione dal menu:
Nota:
le coppie
Elementi secondari
/
Discendenti
ed
Elementi principali
/
Antenati
sono reciprocamente esclusive. Non è possibile selezionare contemporaneamente gli elementi secondari e i discendenti di un membro, né gli elementi principali e gli antenati.
317 2013-11-22
Uso del pannello delle query
Funzione di relazione
Self
Descrizione
Include solo il membro selezionato. È l'impostazione predefinita.
Elementi secondari
Include i membri del livello inferiore al membro selezionato che hanno come elemento principale il membro selezionato. Il membro selezionato non è incluso.
Discendenti
Discendenti fino a livello denominato...
Include i membri dei livelli inferiori al membro selezionato fino al livello denominato specificato. Questa opzione è disponibile solo se la gerarchia contiene livelli denominati.
Discendenti fino a...
Include tutti i membri su tutti i livelli inferiori al membro selezionato. Il membro selezionato non è incluso.
Include i membri dei livelli inferiori al membro selezionato fino al numero di livelli specificato.
Elemento principale
Include il membro che si trova sul livello superiore rispetto al membro selezionato. Il membro selezionato non è incluso.
Antenati
Include tutti i membri su tutti i livelli superiori al membro selezionato.
Il membro selezionato non è incluso.
Elementi di pari livello
Include i membri dello stesso livello per i quali l'elemento superiore è lo stesso del membro selezionato. Il membro selezionato non è incluso.
Escludi
Esclude i membri in base alla funzione di relazione (Self/Elementi secondari/Discendenti/Elemento principale/Antenati/Elementi di pari livello).
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13.2.5 Selezione di membri della gerarchia per livello
Per selezionare i membri in base al livello, è necessario che la gerarchia contenga livelli denominati.
1.
Nel Selettore membri fare clic sulla scheda
Metadati
per visualizzare i livelli della gerarchia.
318 2013-11-22
Uso del pannello delle query
Nota:
se la cartella
Livelli
non appare nella scheda
Metadati
, la gerarchia non è basata su livelli e non è possibile selezionare i membri in base al livello.
2.
Selezionare i livelli nella cartella
Livelli
.
3.
Fare clic su
OK
.
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13.2.6 Selezione di insiemi denominati
Per selezionare i membri in base all'insieme denominato, per la gerarchia deve essere definito almeno un insieme denominato. Gli insiemi denominati vengono definiti nel livello aziendale dell'universo.
1.
Nel Selettore membri fare clic sulla scheda
Metadati
per visualizzare gli insiemi denominati.
Nota:
se la cartella
Insiemi denominati
non viene visualizzata nella scheda
Metadati
, per la gerarchia non sono stati definiti insiemi denominati.
2.
Selezionare gli insiemi denominati nella cartella
Insiemi denominati
.
3.
Fare clic su
OK
.
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Apertura del Selettore membri nel pannello delle query
•
Inserimento e modifica di insiemi denominati
13.2.7 Selezione di membri calcolati
Per selezionare i membri calcolati, è necessario che per la gerarchia sia definito almeno un membro calcolato. I membri calcolati vengono definiti nel livello aziendale dell'universo.
1.
Nel Selettore membri fare clic sulla scheda
Metadati
per visualizzare i membri calcolati.
Nota:
se la cartella
Membri calcolati
non viene visualizzata nella scheda
Metadati
, per la gerarchia non sono stati definiti membri calcolati.
2.
Selezionare i membri calcolati nella cartella
Membri calcolati
.
3.
Fare clic su
OK
.
319 2013-11-22
Uso del pannello delle query
Argomenti correlati
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Apertura del Selettore membri nel pannello delle query
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Inserimento e modifica di membri calcolati
13.2.8 Ricerca dei membri della gerarchia
Utilizzare la funzione di ricerca del Selettore membri per selezionare i membri della gerarchia da un elenco di risultati della ricerca.
1.
Per aprire la finestra di dialogo "Ricerca membri", nella scheda
Membri
del Selettore membri, fare clic sull'icona
Cerca
.
2.
Immettere un testo da cercare nella casella della
stringa di ricerca
.
Nella ricerca è consentito l'uso dei caratteri jolly:
Carattere jolly
*
?
Descrizione
Trova qualsiasi stringa di caratteri
Trova qualsiasi carattere singolo
3.
Per cercare un testo nelle chiavi, selezionare il pulsante di opzione
Cerca chiavi
.
4.
Fare clic su
Cerca
.
5.
Per selezionare i membri dai risultati della ricerca, selezionarli nella tabella
Risultati della ricerca
.
6.
Fare clic su
OK
.
13.2.9 Esclusione di membri della gerarchia
1.
Nel Selettore membri, selezionare i membri che si desidera escludere.
È possibile selezionare i membri in modo esplicito o in base alla relazione gerarchica, al livello, all'insieme denominato e ai membri calcolati.
I membri selezionati vengono elencati nel riquadro
Riepilogo
del Selettore membri.
2.
Nel riquadro
Riepilogo
selezionare l'opzione
Escludi
accanto ai membri o agli insiemi di membri da escludere.
3.
Fare clic su
OK
.
Sotto l'oggetto gerarchia nel riquadro
Oggetti risultato
del pannello delle query, i membri esclusi appaiono con una riga tracciata sul nome per indicare che sono esclusi dalla query.
320 2013-11-22
Uso del pannello delle query
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Apertura del Selettore membri nel pannello delle query
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Selezione dei membri della gerarchia
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Selezione di membri per relazione gerarchica
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Selezione di membri della gerarchia per livello
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Selezione di insiemi denominati
•
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Ricerca dei membri della gerarchia
13.2.10 Definizione di un prompt per la selezione di membri
È possibile definire un prompt per posticipare la selezione dei membri al momento in cui viene eseguita la query.
Nota:
quando si selezionano i membri in risposta a un prompt, è possibile eseguire solo una selezione esplicita.
Non è possibile selezionare i membri in base alla relazione gerarchica.
1.
Fare clic sulla scheda
Prompt
nel Selettore membri.
2.
Selezionare
Abilita parametro
per posticipare la selezione dei membri al momento in cui viene eseguita la query.
Non è possibile accedere alle altre schede del Selettore membri quando l'opzione
Abilita parametro
è selezionata.
3.
Immettere un testo per il prompt nella casella
Testo del prompt
.
4.
Se si desidera che il prompt selezioni per impostazione predefinita i valori selezionati in precedenza quando viene visualizzato, selezionare
Mantieni selezionati gli ultimi valori
.
5.
Per definire i valori predefiniti per il prompt, selezionare
Imposta valori predefiniti
e fare clic su
Modifica
. Nella finestra di dialogo "Seleziona valori parametro" selezionare i valori predefiniti per il prompt e fare clic su
OK
.
6.
Fare clic su
OK
.
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Apertura del Selettore membri nel pannello delle query
13.2.11 Visualizzazione dei membri selezionati nel Selettore membri
321 2013-11-22
Uso del pannello delle query
Nella scheda
Membri
del Selettore membri, è possibile fare clic sull'icona
Espandi albero per mostrare le selezioni
per visualizzare i membri selezionati nella gerarchia.
La visualizzazione viene automaticamente espansa per mostrare i membri seguenti:
• Membri selezionati esplicitamente.
• Membri utilizzati per selezionare membri correlati. I membri correlati selezionati implicitamente non vengono necessariamente mostrati. Ad esempio, se il membro chiamato Italia è stato utilizzato per selezionare i relativi elementi secondari, la visualizzazione struttura viene espansa per mostrare
Italia. Se il nodo Italia non contiene membri selezionati esplicitamente, il nodo non viene espanso per mostrare gli elementi secondari selezionati implicitamente.
Suggerimento:
Il comando
Espandi albero per mostrare le selezioni
non comprime i nodi già espansi. Per ridurre la lunghezza della visualizzazione, chiudere tutti i nodi aperti nella gerarchia prima di fare clic sull'icona.
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Apertura del Selettore membri nel pannello delle query
13.2.12 Ordinamento dei membri della gerarchia
Per impostazione predefinita, nel Selettore membri i membri della gerarchia vengono visualizzati nell'ordine in cui vengono archiviati nel database. Per agevolare la ricerca dei membri nella gerarchia,
è possibile visualizzare le voci in ordine alfabetico crescente o decrescente.
Nella scheda
Membri
del Selettore membri, fare clic sull'icona
Ordinamento
e selezionare il tipo di ordinamento desiderato.
I membri vengono ordinati localmente nel Selettore membri. La visualizzazione dei membri nella query non viene influenzata.
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Apertura del Selettore membri nel pannello delle query
13.2.13 Impostazione delle opzioni di visualizzazione
Per impostazione predefinita, il Selettore membri visualizza le didascalie dei membri della gerarchia.
È possibile impostare le opzioni di visualizzazione in modo da visualizzare nomi univoci o didascalie e nomi univoci insieme.
322 2013-11-22
Uso del pannello delle query
Nella scheda
Membri
del Selettore membri, fare clic sull'icona
Opzioni di visualizzazione membro
e selezionare l'opzione di visualizzazione desiderata.
13.2.14 Visualizzazione del conteggio stimato di elementi secondari
Il Selettore membri stima il numero di elementi secondari per ogni membro. Per impostazione predefinita le stime sono nascoste. È possibile visualizzare il conteggio stimato degli elementi secondari nella gerarchia.
Nella scheda
Membri
del Selettore membri, fare clic sull'icona
Mostra/Nascondi conteggio elementi secondari stimato
per attivare o disattivare la visualizzazione dei conteggi degli elementi secondari.
13.3 Filtraggio dei dati nel pannello delle query
13.3.1 Creazione di un filtro aziendale
In questa procedura si suppone che si stia creando un filtro aziendale nel pannello delle query o nella finestra di dialogo Modifica filtro aziendale.
I filtri aziendali sono filtri basati su oggetti presenti nel livello aziendale. Consentono di limitare i dati restituiti nella query.
I filtri di query presentano la seguente struttura: oggetto filtrato, operatore, operando.
[
Country
] InList (
US
;
France
)
La dimensione [
Paese
] è l'oggetto filtrato, In elenco è l'operatore, e l'elenco di valori (
US
;
Francia
) è l'operando. Il filtro rimuove tutti i valori di [
Paese
] diversi da
US
e
Francia
dal risultato della query.
Nella tabella seguente sono descritti i componenti di un filtro:
323 2013-11-22
Uso del pannello delle query
Componente del filtro
Descrizione
Oggetto filtrato
L'oggetto filtrato è l'oggetto del livello aziendale i cui valori vengono filtrati. Dimensioni, attributi, indicatori, gerarchie e livelli di gerarchia possono essere utilizzati come oggetti filtrati.
Operatore
Operando
L'operatore consente di confrontare l'oggetto filtrato con l'operando. Ad esempio, l'operatore
Uguale a
mantiene solo i valori dell'oggetto filtrato che corrispondono esattamente al valore dell'operando.
L'operando fornisce i valori utilizzati per filtrare l'oggetto filtrato.
1.
Trascinare un oggetto dal livello aziendale nel riquadro
Oggetti filtro
. Si tratta dell'oggetto filtrato.
2.
Nel riquadro
Oggetti filtro
selezionare un operatore nell'elenco.
3.
Nel riquadro
Oggetti filtro
selezionare un operando nell'elenco.
In base al tipo di livello aziendale e allo scopo del filtro, sono disponibili i seguenti tipi di operando:
Tipo di operando
Descrizione
Costante
Utilizzare l'operando
Costante
per immettere i valori direttamente nel filtro. Ad esempio, è possibile utilizzare una costante per immettere
Francia
nel seguente filtro:
[
Country
] Equal To
France
È inoltre possibile immettere la funzione
@Variable per recuperare il valore di una variabile di sistema o un attributo utente. Per filtrare ad esempio in base al nome di accesso dell'utente corrente, immettere l'operando Costante come
@Variable
('BOUSER'). Per ulteriori informazioni su
@Variable
, consultare l'argomento correlato.
Elenco di valori
L'operando
Elenco di valori
consente di selezionare i valori dall'elenco associato all'oggetto filtrato. Se, ad esempio, l'oggetto filtrato è [
Città
], è possibile utilizzare l'elenco di valori per selezionare una o più città associate all'oggetto.
Oggetto
Utilizzare l'operando Oggetto per specificare un oggetto nel livello aziendale.
Trascinare un oggetto del livello aziendale sulla posizione dell'operando durante la definizione del filtro.
Nota:
non è possibile selezionare un oggetto come operando in alcune origini dati
OLAP o se l'oggetto filtrato è una gerarchia.
324 2013-11-22
Uso del pannello delle query
Tipo di operando
Descrizione
Prompt
Utilizzare l'operando Prompt se si desidera che venga richiesto un valore quando si aggiorna la query. Vedere l'argomento correlato relativo al filtraggio mediante i prompt.
Nota:
Gli operandi Prompt non sono disponibili se il filtro aziendale è definito per un profilo di protezione aziendale.
4.
Se si desidera filtrare i dati in base a più criteri, aggiungere un filtro supplementare trascinando un altro oggetto nel riquadro
Oggetti filtro
.
Per impostazione predefinita, i filtri vengono combinati mediante l'operatore AND. Per utilizzare l'operatore OR, fare doppio clic sulla casella con l'operatore
And
.
Nota:
L'operatore OR non è supportato sulle origini dati OLAP.
5.
Se si desidera nidificare i filtri di query, trascinare un altro oggetto aziendale in un filtro di query esistente nel riquadro
Oggetti filtro
.
La nidificazione di filtri di query consente di creare condizioni di filtro più complesse di quanto non sia possibile combinando filtri allo stesso livello. Nidificando i filtri si imposta l'ordine in cui vengono valutati. La nidificazione dei filtri è utile solo dopo aver definito due filtri allo stesso livello.
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Inserimento e modifica di filtri
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Creazione di un nuovo prompt per filtrare i dati
13.3.2 Filtraggio dei dati mediante i prompt
Un prompt è un tipo speciale di filtro di query. È un filtro dinamico che visualizza una domanda ogni volta che si aggiornando i dati di una query. L'utente risponde al prompt prima di aggiornare i dati digitando o selezionando i valori che desidera visualizzare. La query restituisce quindi solo i valori specificati.
I prompt consentono a diversi utenti che visualizzano un unico documento di specificare un diverso sottoinsieme di dati del database e di visualizzarlo in tabelle e grafici dello stesso report. I prompt riducono anche il tempo necessario per recuperare i dati dal database.
325 2013-11-22
Uso del pannello delle query
Quando si definisce un filtro di query di prompt, è possibile creare un nuovo prompt o utilizzare un prompt esistente definito come parametro nel livello aziendale.
Se si definiscono più prompt in una query, è possibile modificarne l'ordine di presentazione nelle proprietà della query.
Prompt uniti
Quando si esegue una query su un livello aziendale o un universo, i prompt simili vengono uniti. Per unire i prompt, è necessario che le regole seguenti siano vere:
• I prompt hanno lo stesso testo di prompt.
• I prompt prevedono risposte contenenti lo stesso tipo di dati.
• I prompt prevedono lo stesso numero di risposte. Il numero di risposte da fornire dipende dall'operatore utilizzato per il riferimento al prompt. Ad esempio,
Uguale a
prevede una sola risposta.
Tra
prevede più risposte.
Per i prompt uniti appare un singolo messaggio di prompt. L'elenco di valori utilizzato dal prompt unito
è l'elenco associato al prompt che dispone del maggior numero di limitazioni delle proprietà di visualizzazione.
Nota:
Tutti i prompt della query sono candidati per l'unione: parametri definiti nel livello aziendale o nella base dati, prompt definiti come filtri di query e prompt definiti nell'espressione query di un oggetto del livello aziendale con la funzione
@Prompt
.
Argomenti correlati
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Creazione di un nuovo prompt per filtrare i dati
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Utilizzo di un prompt esistente per il filtraggio dei dati
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Impostazione delle proprietà della query
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326
13.3.2.1 Creazione di un nuovo prompt per filtrare i dati
Questa procedura presuppone la creazione di un filtro aziendale nel pannello delle query o nella finestra di dialogo Modifica filtro aziendale.
1.
Trascinare l'oggetto che si desidera filtrare con un prompt e rilasciarlo sul riquadro
Filtri di query
.
Il filtro di query viene visualizzato nel riquadro
Filtri di query
. Nella struttura sono visualizzati l'oggetto filtrato, l'operatore e il tipo di filtro applicato all'oggetto (per impostazione predefinita il filtro è una costante).
2.
Selezionare l'operatore di filtro dall'elenco.
Nota:
L'elenco degli operatori disponibili dipende dal tipo dell'oggetto filtrato.
2013-11-22
Uso del pannello delle query
3.
Fare clic sulla freccia a destra del filtro di query della struttura e selezionare
Prompt
dal menu per filtrare l'oggetto utilizzando un prompt.
Verrà visualizzata la finestra di dialogo
Modifica prompt
e l'opzione
Nuovo prompt
risulterà selezionata per impostazione predefinita.
4.
Modificare la richiesta di prompt nel casella
Testo del prompt
.
5.
Selezionare
Prompt con elenco di valori
per consentire all'utente di rispondere al prompt scegliendo da un elenco di valori.
L'opzione è disponibile solo se all'oggetto filtrato è associato un elenco di valori nell'universo.
6.
Selezionare
Seleziona solo dall'elenco
per limitare la scelta dell'utente ai valori dell'elenco di valori.
Questa opzione può essere selezionata solo se è selezionata l'opzione
Prompt con elenco di valori
.
7.
Selezionare
Mantieni ultimi valori
se si desidera che il prompt proponga l'ultimo valore selezionato dall'utente durante l'aggiornamento precedente. Alla prima esecuzione della query, viene proposto il valore predefinito, se impostato.
8.
Selezionare
Prompt facoltativo
per rendere il prompt facoltativo. Se l'utente non fornisce un valore per un prompt facoltativo, il prompt viene ignorato.
9.
Selezionare
Imposta valori predefiniti
se si desidera che il prompt proponga automaticamente valori quando viene visualizzato.
a.
Per immettere o selezionare i valori predefiniti, fare clic su
Modifica
.
b.
Se all'oggetto filtro è associato un elenco di valori, selezionare i valori predefiniti dall'elenco.
c.
Se all'oggetto filtro non è associato un elenco di valori, immettere i valori predefiniti.
d.
Fare clic su
OK
per salvare i valori predefiniti.
10.
Fare clic su
OK
per salvare la nuova definizione del prompt.
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Creazione di un filtro aziendale
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Informazioni sugli elenchi di valori
327
13.3.2.2 Utilizzo di un prompt esistente per il filtraggio dei dati
Questa procedura parte dal presupposto che si stia creando un filtro aziendale nel pannello delle query o nella finestra di dialogo Modifica filtro aziendale.
1.
Trascinare l'oggetto a cui si desidera applicare un prompt e rilasciarlo nel riquadro
Filtri di query
.
Il filtro di query viene visualizzato nel riquadro
Filtri di query
.
2.
Selezionare l'operatore di filtro dall'elenco.
Nota:
L'elenco degli operatori disponibili dipende dal tipo dell'oggetto filtrato.
2013-11-22
Uso del pannello delle query
3.
Fare clic sulla freccia a destra del riquadro Filtri di query e selezionare
Prompt
dal menu.
4.
Nella finestra di dialogo
Modifica prompt
selezionare l'opzione
Utilizza parametri universo
.
5.
Selezionare un parametro esistente.
Nell'elenco sono visualizzati solo i prompt dell'universo compatibili con l'oggetto che si sta filtrando.
Ad esempio, l'oggetto filtrato e il prompt dell'universo devono avere lo stesso tipo di dati.
6.
Fare clic su
OK
per salvare la definizione del prompt.
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Creazione di un filtro aziendale
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13.4 Impostazione delle proprietà della query
1.
Nel pannello delle query fare clic sul pulsante
Proprietà della query
nella barra degli strumenti.
2.
Modificare le impostazioni delle proprietà della query secondo le esigenze.
328 2013-11-22
Uso del pannello delle query
Proprietà
Recupera righe duplicate
Recupera righe vuote
(supportato solo negli universi OLAP)
Durata max recupero
N. max di righe recuperate
Descrizione
Quando questa opzione è selezionata, la query restituisce tutte le righe correlate, anche se duplicate. Se non si desidera visualizzare le righe duplicate nell'insieme dei risultati, deselezionare questa opzione.
Una riga vuota generalmente si presenta in query multidimensionali quando non esistono dati per l'intersezione di due o più dimensioni.
Quando questa opzione è selezionata, l'insieme dei risultati include le righe che possono contenere celle vuote.
Se questa opzione è deselezionata, l'insieme dei risultati contiene solo le righe con celle non vuote.
Definisce la durata massima, in secondi, dell'esecuzione di una query prima che venga interrotta. Per impostazione predefinita, questo valore è uguale al parametro Durata limite dell'esecuzione nei parametri dell'universo.
Quando si imposta questo valore su 0, l'opzione viene disabilitata.
Quando il parametro Durata limite dell'esecuzione è minore del valore di questa impostazione, il valore Durata limite dell'esecuzione viene utilizzato per limitare la durata di esecuzione della query.
Definisce il numero massimo di righe di dati visualizzati durante l'esecuzione della query. La query recupera tutte le righe possibili, ma visualizza solo le prime n righe, dove n è il numero di righe massimo impostato per il parametro.
L'amministratore può ignorare questa impostazione utilizzando le impostazioni del profilo di protezione.
329 2013-11-22
Uso del pannello delle query
Proprietà
Set di risultati campione
Reimposta i contesti all'aggiornamento
Descrizione
Questo parametro (se supportato dal database) campiona n righe del database, dove n è il valore impostato per l'insieme dei risultati campione. Questo metodo è più rapido rispetto al parametro N. max di righe recuperate.
È disponibile solo negli universi relazionali. Se questa opzione è selezionata, l'utente deve scegliere uno o più contesti durante l'aggiornamento di una query contenente contesti. L'utente può cancellare i contesti precedentemente selezionati facendo clic su Cancella contesti.
Quando questa opzione non è selezionata, la query viene aggiornata utilizzando i contesti originali. Se i contesti sono stati modificati dall'ultima esecuzione della query, l'utente deve sceglierli nuovamente poiché la query viene considerata nuova.
Ordine dei prompt Se una query contiene più prompt, utilizzare questa funzionalità per impostare l'ordine di esecuzione dei prompt nella query. Fare clic su un prompt e utilizzare le frecce su e giù per modificare la posizione del prompt.
3.
Fare clic su
OK
per chiudere la finestra di dialogo "Proprietà della query" e salvare le modifiche.
13.5 Visualizzazione e modifica dello script query
È possibile visualizzare lo script di una query creata nel pannello delle query. Per gli universi relazionali
è anche possibile modificare lo script query.
1.
Nel pannello delle query, fare clic su
Visualizza script
.
Lo script query viene visualizzato nel "Visualizzatore script query".
2.
Per gli universi OLAP è possibile solo fare clic su
OK
per chiudere il "Visualizzatore script query".
3.
Per gli universi relazionali selezionare
Utilizza script query personalizzato
per modificare lo script query.
a.
Modificare la query nel riquadro "Script query".
b.
Fare clic su
Convalida
per verificare la sintassi dello script.
c.
Fare clic su
Annulla
per annullare l'ultima modifica allo script.
d.
Fare clic su
OK
per salvare e utilizzare lo script query modificato.
Lo script query modificato può essere utilizzato fino a quando non si deseleziona l'opzione
Utilizza script query personalizzato
o non si chiude il pannello delle query.
4.
Per utilizzare lo script query generato dal pannello delle query, selezionare l'opzione
Utilizza lo script query generato dalla query
.
330 2013-11-22
Uso del pannello delle query
5.
Fare clic su
OK
per salvare le modifiche.
13.6 Definizione del profilo dei valori del pannello delle query
È possibile definire il profilo dei valori per una colonna nei risultati delle query. Un profilo mostra graficamente (in un grafico a torta o a barre) il numero di occorrenze di ogni valore di una colonna. Se per la colonna è stato definito un filtro, tale filtro viene applicato.
1.
Aprire una query nel pannello delle query e aggiornare i risultati.
2.
Nel riquadro
Anteprima dati
fare clic sull'icona
Anteprima avanzata
.
Viene visualizzata la finestra Valori colonna profilo. Per informazioni sulle operazioni che è possibile eseguire in questa finestra, vedere l'argomento correlato.
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331 2013-11-22
Uso del pannello delle query
332 2013-11-22
Verifica dell'integrità
Verifica dell'integrità
14.1 Esecuzione della verifica dell'integrità
Utilizzare la funzione
Verifica integrità
per verificare gli aspetti della progettazione dell'universo o i relativi elementi, ad esempio la base dati, il livello aziendale, i parametri e gli elenchi di valori. Selezionare regole predefinite che consentano di verificare se le espressioni SQL e MDX sono valide e se sono rispettate le restrizioni relative alla progettazione. L'esecuzione di una verifica dell'integrità consente di evitare problemi quando si eseguono query e report sull'universo pubblicato.
È possibile impostare una verifica dell'integrità in background per eseguire tale verifica automaticamente ogni volta che si salva una risorsa. Per ulteriori informazioni, vedere l'argomento correlato sull'impostazione delle preferenze per la verifica dell'integrità.
È possibile eseguire una verifica dell'integrità in qualsiasi momento per oggetti e risorse differenti utilizzando Information Design Tool:
• Risorse (basi dati, livelli aziendali, connessioni e collegamenti) nella visualizzazione dei progetti locali
• Elementi presenti nella base dati e nel livello aziendale (tabelle, contesti, oggetti del livello aziendale, query, parametri, elenchi di valori) nell'editor
• Universi pubblicati nella visualizzazione delle risorse del repository
• Universi pubblicati nell'Editor di protezione (per verificare la validità dei profili di protezione).
1.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla risorsa o sull'oggetto per il quale si desidera eseguire una verifica dell'integrità e scegliere
Verifica integrità
.
2.
Nel riquadro sinistro della finestra di dialogo "Verifica integrità", selezionare le regole da applicare.
3.
Fare clic su
Verifica integrità
.
I risultati della verifica dell'integrità sono riportati nel riquadro destro della finestra di dialogo "Verifica integrità". I risultati del controllo di una regola possono presentare uno dei seguenti tre livelli di gravità:
Gravità
Errore
Descrizione
La verifica ha rilevato qualcosa che non funzionerà. È necessario risolvere il problema.
Avviso
Avviso relativo a un oggetto mancante, ad esempio una chiave o un collegamento mancante.
333 2013-11-22
Verifica dell'integrità
Gravità
Informazioni
Descrizione
La verifica ha avuto esito positivo. Viene visualizzato un segno di spunta verde accanto alla regola.
Nota:
è possibile modificare la gravità dei risultati di una regola nelle preferenze di Information Design
Tool.
4.
Per salvare i risultati in un file di testo, fare clic su
Esporta
.
5.
Terminata l'analisi dei risultati, fare clic su
OK
.
Dopo aver chiuso la finestra di dialogo "Verifica integrità", è possibile controllare i risultati di tale verifica nella vista Verifica problemi di integrità finché non verrà eseguita la successiva verifica dell'integrità.
Per ulteriori informazioni, vedere l'argomento correlato.
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Impostazione delle preferenze per la verifica dell'integrità
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Analisi dei problemi di verifica dell'integrità
14.2 Analisi dei problemi di verifica dell'integrità
1.
Dal menu principale di Information Design Tool selezionare
Finestra
>
Verifica problemi di integrità
.
Viene aperta la vista Verifica problemi di integrità in cui sono elencati i risultati della verifica dell'integrità più recente.
Nota:
se i risultati della verifica dell'integrità sono disponibili per più di una risorsa, nella vista
Problemi
appaiono i risultati della risorsa attualmente attiva nell'editor.
2.
Per correggere un problema, fare doppio clic sul risultato nell'elenco.
Viene aperto l'editor relativo all'oggetto a cui fa riferimento il risultato. Ad esempio, se il risultato si riferisce a un problema con la tabella Cliente, viene aperto l'editor della base dati con la tabella
Cliente evidenziata.
L'elenco dei risultati rimane nella visualizzazione Verifica problemi di integrità finché si chiude la visualizzazione o si esegue un'altra verifica dell'integrità.
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Esecuzione della verifica dell'integrità
334 2013-11-22
Visualizzazione delle dipendenze tra le risorse
Visualizzazione delle dipendenze tra le risorse
15.1 Informazioni sulle dipendenze delle risorse
Per qualsiasi risorsa locale, è possibile visualizzare la relazione con altre risorse locali e con qualsiasi universo dipendente pubblicato in un repository.
Apportare modifiche a una risorsa, ad esempio eliminarla da un progetto locale, spostarla in un altro progetto locale, rinominarla o aggiornarla, può produrre un impatto sulle altre risorse che dipendono da essa. Tale impatto viene segnalato prima di eseguire l'eliminazione o lo spostamento di una risorsa.
Per semplificare la comprensione dell'impatto delle modifiche e la pianificazione del lavoro, esistono comandi che consentono di visualizzare le dipendenze tra le risorse e i relativi oggetti.
Dipendenze tra risorse locali
Il comando
Mostra dipendenze locali
visualizza le dipendenze esistenti tra le risorse di un progetto locale.
Quando si seleziona una risorsa, le risorse dipendenti e di riferimento vengono visualizzate in due schede: la scheda
Risorse dipendenti
in cui sono elencate le risorse incluse nello stesso progetto locale che dipendono dalla risorsa selezionata e la scheda
Risorse di riferimento
in cui sono elencate le risorse presenti nello stesso progetto locale a cui fa riferimento la risorsa selezionata. Vedere l'esempio
1.
I percorsi delle risorse di riferimento sono relativi, non assoluti. Questo significa che se si rinomina una risorsa, si suppone che le risorse di riferimento si trovino nella stessa cartella. Se le risorse di riferimento si trovano in una sottocartella differente, il riferimento viene interrotto. Vedere l'esempio 2.
È anche possibile visualizzare le dipendenze locali per gli oggetti al livello aziendale. In questo caso, per i livelli aziendali relazionali, le risorse di riferimento includono le tabelle e le colonne di base dati su cui si basa l'oggetto.
Esempio: 1: Visualizzazione delle dipendenze locali
Il progetto locale
Demo
contiene le seguenti risorse:
•
Demo_Local_Connection
.cnx
•
Demo_Data_Foundation
.dfx
•
Demo_for_Accounting
.blx
•
Demo_for_Sales
.blx
335 2013-11-22
Visualizzazione delle dipendenze tra le risorse
Si desidera elencare tutte le risorse interessate dall'eventuale modifica di
Demo_Data_Foundation
.
Nella vista Progetti locali selezionare il comando
Mostra dipendenze locali
in
Demo_Data_Founda tion
.dfx
. Vengono visualizzate le dipendenze seguenti:
Risorse dipendenti
\
Demo
\
Demo_for_Accounting
.blx
\
Demo
\
Demo_for_Sales
.blx
Risorse di riferimento
\
Demo
\
Demo_Local_Connec tion
.cnx
I due livelli aziendali contengono riferimenti alla base dati e possono contenere riferimenti non validi se si elimina o si modifica
Demo_Data_Foundation
. Sono pertanto elencati nella scheda
Risorse dipendenti
.
La base dati fa riferimento alla connessione. Eventuali modifiche a
Demo_Local_Connection
possono influire su
Demo_Data_Foundation
e sulle relative risorse dipendenti.
Si desidera ora visualizzare le dipendenze per
Demo_Local_Connection
:
Risorse di riferimento Risorse dipendenti
\
Demo
\
Demo_Data_Foundation
.dfx
•
\
Demo
\
Demo_for_Accounting
.blx
•
\
Demo
\
Demo_for_Sales
.blx
Osservare che
Demo_Data_Foundation
e i due relativi livelli aziendali dipendenti sono elencati come risorse dipendenti. Poiché una connessione è la prima risorsa creata durante la creazione di un universo, nessuna risorsa fa riferimento alla connessione.
Esempio: 2: Ridenominazione delle risorse
Il progetto locale
OLAP_Demo
contiene una cartella con seguenti le risorse:
Folder_One
•
OLAP_Local_Connection
.cnx
•
OLAP_Business_Layer
.blx
Rinominare
OLAP_Business_Layer
.blx
in
OLAP_New_Business_Layer
.blx
e visualizzare le dipendenze locali. Nella vista Progetti locali selezionare il comando
Mostra dipendenze locali
in
OLAP_New_Business_Layer
.blx
. Vengono visualizzate le dipendenze seguenti:
336 2013-11-22
Visualizzazione delle dipendenze tra le risorse
Risorse dipendenti Risorse di riferimento
\
OLAP_Demo
\
Cartella_Uno
\
OLAP_Local_Connection
.cnx
Anche se il livello aziendale viene rinominato,
OLAP_Local_Connection
viene elencato come risorsa di riferimento perché si trova nella stessa cartella.
Creare ora
Cartella_Due
nel progetto
OLAP_Demo
e copiare
OLAP_New_Business_Layer
.blx
in
Cartella_Due
. In
Cartella_Due
rinominare
OLAP_New_Business_Layer
.blx
in
OLAP_New2_Business_Layer
.blx
e visualizzare le dipendenze locali.
Risorse dipendenti Risorse di riferimento
\
OLAP_Demo
\
Cartella_Due
\
OLAP_Local_Connec tion
.cnx
Il riferimento a
OLAP_Local_Connection
viene interrotto perché, quando si esegue la ridenominazione in
OLAP_New2_Business_Layer
.blx
, Information Design Tool suppone che le risorse di riferimento si trovino nella stessa cartella.
Dipendenze tra gli oggetti base dati e del livello aziendale
Quando si modifica una base dati, è possibile visualizzare le dipendenze locali per qualsiasi tabella o colonna. Viene visualizzato un elenco di livelli aziendali dipendenti. È quindi possibile visualizzare un elenco degli oggetti per livello aziendale che dipendono dall'oggetto base dati selezionato.
Quando si modifica un livello aziendale relazionale, nella visualizzazione base dati è possibile selezionare tabelle e colonne e visualizzare gli oggetti associati. In questo modo nel livello aziendale verranno evidenziati tutti gli oggetti che fanno riferimento agli oggetti della base dati selezionati.
Dipendenze tra risorse locali e risorse di repository
Il comando
Mostra dipendenze repository
elenca gli universi pubblicati in un determinato repository a cui fa riferimento la risorsa locale selezionata.
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Visualizzazione delle dipendenze locali
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Visualizzazione delle dipendenze locali nella base dati
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Visualizzazione degli oggetti associati
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Visualizzazione delle dipendenze del repository
15.2 Visualizzazione delle dipendenze locali
337 2013-11-22
Visualizzazione delle dipendenze tra le risorse
Per visualizzare le risorse di un progetto locale che dipendono da una risorsa selezionata:
1.
Nella visualizzazione Progetti locali, selezionare la risorsa per cui si desidera visualizzare le dipendenze.
2.
Fare clic con il pulsante destro del mouse e selezionare
Mostra dipendenze locali
.
Nella scheda
Risorse dipendenti
sono visualizzate le risorse presenti nello stesso progetto locale che contengono riferimenti alla, o dipendono dalla, risorsa selezionata.
Nella scheda
Risorse di riferimento
sono visualizzate le risorse presenti nello stesso progetto locale a cui fa riferimento la risorsa selezionata.
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Informazioni sulle dipendenze delle risorse
15.3 Visualizzazione delle dipendenze del repository
Per visualizzare gli universi di un repository che dipendono da una risorsa selezionata:
1.
Nella visualizzazione Progetti locali, selezionare la risorsa per cui si desidera visualizzare le risorse dipendenti pubblicate in un repository.
2.
Fare clic con il pulsante destro del mouse e selezionare
Mostra dipendenze repository
.
3.
Selezionare una sessione per il sistema di repository in cui vengono pubblicate le risorse e accedere.
Vengono visualizzati gli universi pubblicati nel repository che fanno riferimento alla risorsa selezionata.
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Informazioni sulle dipendenze delle risorse
338 2013-11-22
Pubblicazione di risorse
Pubblicazione di risorse
16.1 Informazioni sulla pubblicazione delle risorse
La pubblicazione è l'ultima fase del processo di creazione di un universo. Mediante la procedura guidata
Pubblica universo, è possibile pubblicare un livello aziendale nel file system locale o in un repository.
Quando si pubblica un livello aziendale, la procedura guidata lo esporta insieme alle relative risorse di riferimento (connessione locale, collegamenti alla connessione e base dati) e crea un universo, che rimane a disposizione degli utenti degli strumenti di query, creazione report e analisi.
Pubblicazione locale
Solo i livelli aziendali creati in base alle connessioni locali possono essere pubblicati localmente. Il livello aziendale può essere basato su una connessione OLAP locale oppure su una base dati con una sola origine con una connessione locale.
L'universo pubblicato viene salvato nella cartella del file system locale specificata.
Pubblicazione in un repository
Per proteggere un universo, è necessario prima pubblicarlo in un repository su un server CMS (Central
Management Server). L'universo eredita la protezione a livello di oggetto e i diritti di protezione utente definiti per il CMS. Per proteggere i dati e i metadati contenuti nell'universo, si definiscono profili di protezione nell'apposito editor di Information Design Tool.
Quando si crea una connessione in un progetto locale, è una connessione locale non protetta e deve essere pubblicata prima di pubblicare un livello aziendale che faccia riferimento alla connessione. Per proteggere una connessione, pubblicarla in un repository su un server CMS. La pubblicazione guidata della connessione crea la connessione protetta e fornisce un collegamento alla connessione per il progetto locale.
Per sfogliare e gestire le risorse una volta che sono state pubblicate, utilizzare la visualizzazione delle risorse del repository.
Modifica delle risorse pubblicate
Non è possibile modificare un universo pubblicato direttamente in Information design Tool. Per utilizzare l'universo, è necessario eseguire la procedura guidata di recupero, che consente di recuperare l'universo dalla cartella locale o dal repository, di separarlo nel livello aziendale e nelle relative risorse di riferimento
(connessione locale, collegamenti alla connessione, base dati) e di creare le risorse in un progetto locale dove possono essere modificate.
339 2013-11-22
Pubblicazione di risorse
Le connessioni possono essere pubblicate solo in un repository. Per modificare una connessione pubblicata, è necessario utilizzare la visualizzazione delle risorse del repository.
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Recupero di un universo pubblicato da un repository
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Pubblicazione di una connessione locale nel repository
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Pubblicazione di un universo locale nel repository
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Informazioni sulla protezione dell'universo
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Informazioni sulla gestione delle risorse del repository
16.2 Pubblicazione di un universo
Per pubblicare un universo in un repository, il livello aziendale deve fare riferimento a uno o più collegamenti a connessioni protette. Tutti i collegamenti devono fare riferimento a connessioni definite nel repository in cui verrà pubblicato l'universo.
Nota:
Se il livello aziendale fa riferimento a una connessione locale e si desidera effettuare la pubblicazione in un repository, pubblicare prima la connessione e modificare il riferimento alla connessione nella base dati (relazionale) o nel livello aziendale (OLAP) per utilizzare il collegamento alla connessione. Per ulteriori informazioni, vedere gli argomenti correlati.
Per pubblicare localmente un universo, il livello aziendale deve fare riferimento solo a una connessione locale che non risulti protetta in un repository.
Azioni consigliate prima della pubblicazione di un universo:
• Salvare il livello aziendale e tutte le risorse di riferimento.
• Se il livello aziendale fa riferimento a risorse condivise, sincronizzare il progetto per assicurarsi che tutte le modifiche vengano prese in considerazione nell'universo pubblicato.
• Verificare l'integrità del livello aziendale e, se necessario, della base dati. La procedura guidata
Pubblica universo consente di eseguire una verifica dell'integrità prima della pubblicazione.
1.
Avviare la procedura guidata Pubblica universo:
• Per effettuare la pubblicazione in un repository, selezionare il livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali, fare clic con il pulsante destro del mouse sul livello aziendale e selezionare
Pubblica
>
In un repository
.
• Per effettuare la pubblicazione in una cartella locale, selezionare il livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali, fare clic con il pulsante destro del mouse sul livello aziendale e selezionare
Pubblica
>
A una cartella locale
.
2.
Seguire le istruzioni nelle pagine della procedura guidata. Per ulteriori informazioni sulle operazioni da eseguire in una pagina particolare, fare clic sull'icona della guida in linea nell'angolo inferiore sinistro.
340 2013-11-22
Pubblicazione di risorse
Nella vista Progetti locali selezionare il livello aziendale e scegliere
Pubblica
>
A una cartella locale
.
L'universo viene creato come file .unx nella cartella locale o nel repository.
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Pubblicazione di una connessione locale nel repository
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Informazioni sulla pubblicazione delle risorse
16.2.1 Selezione di una cartella di repository
Quando si pubblica o si recupera una risorsa in un repository, la procedura guidata visualizza le cartelle nel repository nel riquadro a sinistra. La tabella nel riquadro a destra indica le risorse contenute nella cartella.
Quando si pubblica recupera una risorsa in un repository, passare alla cartella del repository nella struttura di navigazione nel riquadro a sinistra. È possibile inserire una cartella:
Quando si recupera un universo pubblicato, passare alla cartella del repository nel riquadro a sinistra e selezionare l'universo nell'elenco degli universi nel riquadro a sinistra.
Nota:
Per impostazione predefinita, le risorse vengono recuperate nel progetto locale e vengono protette localmente richiedendo all'utente di immettere i dati di autenticazione CMS quando apre una base dati o un livello aziendale recuperato.
Per rimuovere il requisito di protezione locale, selezionare l'opzione
Salva per tutti gli utenti
.
16.2.2 Selezione di una cartella locale
Quando si pubblica o si recupera una risorsa in una cartella locale, la procedura guidata chiede di utilizzare una cartella locale.
1.
Immettere il percorso a una cartella accessibile dal computer locale.
2.
Per sfogliare il file system e selezionare una cartella, fare clic su
Sfoglia
.
341 2013-11-22
Pubblicazione di risorse
16.3 Pubblicazione di una connessione locale nel repository
1.
Per avviare la pubblicazione guidata della connessione, selezionare la connessione nella visualizzazione Progetti locali, fare clic con il pulsante destro del mouse sulla connessione e selezionare
Pubblica connessione in un repository
.
2.
Seguire le istruzioni nelle pagine della procedura guidata. Per ulteriori informazioni sulle operazioni da eseguire in una pagina particolare, fare clic sull'icona della guida in linea nell'angolo inferiore sinistro.
La connessione viene pubblicata nel repository. La connessione locale viene eliminata dalla visualizzazione Progetti locali. È possibile creare un collegamento di connessione nel progetto locale.
Per pubblicare un livello aziendale basato su questa connessione, modificare il livello aziendale o la base dati in modo che faccia riferimento al nuovo collegamento.
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16.4 Pubblicazione di un universo locale nel repository
È possibile pubblicare un universo locale in un repository se si dispone di una connessione protetta e si aggiornano le risorse dipendenti per utilizzarla.
1.
Creare un collegamento alla connessione nella vista Progetti locali:
Opzione Comando
Pubblicare la connessione locale su cui si basa l'universo.
Seguire la procedura per pubblicare una connessione locale. Quando viene richiesto, creare un collegamento alla connessione.
Utilizzare una connessione protetta esistente all'origine dati.
Seguire la procedura per creare un collegamento alla connessione.
2.
Modificare la risorsa dipendente in modo che faccia riferimento al collegamento alla connessione:
342 2013-11-22
Pubblicazione di risorse
Opzione
Universi relazionali
Universi OLAP
Comando
Modificare la base dati e la connessione in modo che utilizzino il collegamento alla connessione.
Modificare il livello aziendale e la connessione in modo che utilizzino il collegamento alla connessione.
3.
Nella vista Progetti locali fare clic con il pulsante destro del mouse sul livello aziendale e scegliere
Pubblica
>
In un repository
.
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343 2013-11-22
Pubblicazione di risorse
344 2013-11-22
Gestione della protezione
Gestione della protezione
17.1 Informazioni sulla protezione dell'universo
La protezione dell'universo inizia nel momento della pubblicazione dell'universo in un repository su
Central Management Server (CMS). Gli universi pubblicati vengono archiviati nella cartella Universi, mentre le connessioni protette vengono archiviate nella cartella Connessioni.
È possibile configurare la protezione degli universi in base agli utenti e ai gruppi definiti nel repository di sistema mediante la console CMC (Central Management Console).
Come primo livello di protezione in CMC, il diritto di accesso a cartelle, risorse, connessioni e universi specifici contenuti nel repository viene concesso a determinati utenti e gruppi. I criteri di definizione di questi diritti sono descritti nel Manuale dell'amministratore della piattaforma SAP BusinessObjects
Business Intelligence.
Un altro livello di protezione può essere definito mediante l'editor di protezione di Information Design
Tool. È possibile limitare i dati restituiti in una query utilizzando i limiti e i controlli delle query, i filtri e le restrizioni di riga. È inoltre possibile concedere o negare l'accesso a oggetti e visualizzazioni nel livello aziendale. Per creare questo livello di protezione, si definiscono i profili di protezione per l'universo e si assegnano tali profili a utenti e gruppi. Le nozioni di base sul funzionamento dei profili di protezione vengono illustrate nel presente argomento.
Profili di protezione
Un profilo di protezione è un gruppo di impostazioni di protezione che vengono applicate a un universo nel repository. Le impostazioni controllano i dati visualizzati e modificano i parametri definiti nella base dati e/o nel livello aziendale. Una volta assegnato il profilo a un utente o a un gruppo, le impostazioni nel profilo determinano quali oggetti, dati e connessioni possono essere visualizzati dall'utente quando si connette all'universo. Esistono due tipi di profili:
• Profili di protezione dati con impostazioni di protezione definite in base agli oggetti presenti nella base dati e nelle connessioni relazionali.
• Profili di protezione aziendale con impostazioni di protezione definite in base agli oggetti presenti nel livello aziendale e in connessioni OLAP.
Per ciascun universo è possibile definire più profili. I profili vengono salvati nel repository.
Funzionamento dei profili
Un utente di strumenti di query e creazione di report a cui è stato concesso l'accesso a un universo mediante la console CMC e che non dispone di profili di protezione assegnati o ereditati, può visualizzare tutti gli oggetti presenti nell'universo e tutti i dati restituiti da tali oggetti.
345 2013-11-22
Gestione della protezione
Quando si assegna un profilo all'utente, le impostazioni di protezione definite nel profilo vengono applicate ogni volta che l'utente esegue una query sull'universo.
In Information Design Tool i profili di protezione vengono applicati quando si esegue una query dalla visualizzazione delle risorse del repository o dall'editor di protezione. I profili vengono applicati in base al nome utente utilizzato per aprire la sessione del repository. Quando si esegue una query dall'editor del livello aziendale, le impostazioni del profilo di protezione non vengono applicate.
Gestione di più profili
È possibile assegnare più di un profilo a un utente o un gruppo. Un utente al quale viene assegnato un profilo può anche ereditare profili dai gruppi. Quando viene assegnato più di un profilo a un utente, i profili vengono aggregati per ottenere un unico gruppo di impostazioni chiamato profilo di rete.
L'aggregazione segue criteri di priorità e restrizione che possono essere modificati nell'editor di protezione. È inoltre possibile vedere quali profili vengono ereditati da un utente o un gruppo e visualizzare in anteprima i profili di rete per un utente o un gruppo.
Manutenzione del profilo
I profili vengono archiviati indipendentemente dall'universo: le modifiche alla base dati o al livello aziendale dell'universo non influiscono sui profili al momento della ripubblicazione dell'universo.
Analogamente, le modifiche apportate in un profilo sono indipendenti dalle assegnazioni, pertanto non
è necessario riassegnare un profilo dopo averlo modificato. Resta assegnato insieme a tutte le modifiche apportate.
Se si pubblica nuovamente un universo, eseguire una verifica dell'integrità sull'universo per identificare eventuali discrepanze tra l'universo e i relativi profili di protezione.
I profili creati per un universo vengono eliminati quando viene eliminato l'universo.
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17.2 Informazioni sulla protezione delle risorse in Information Design Tool
Non è necessaria un'autenticazione per avviare Information Design Tool.
Un utente può creare e modificare le risorse non protette (basi dati, livelli aziendali, connessioni) nella visualizzazione Progetti locali. Le risorse vengono salvate in un progetto locale.
346 2013-11-22
Gestione della protezione
Le risorse sono protette quando un utente condivide una progetto locale con le relative risorse oppure pubblica universi o connessioni a un repository. I progetti condivisi e le risorse pubblicate vengono archiviati in modo sicuro in un repository sul server CMS (Central Management Server).
I diritti applicazione sono concessi in Central Management Console (CMC). I criteri di definizione di questi diritti sono descritti nel Manuale dell'amministratore della piattaforma SAP BusinessObjects
Business Intelligence.
Un utente con i diritti appropriati può recuperare un universo pubblicato dal repository per la modifica.
Le risorse possono inoltre essere recuperate da un progetto condiviso durante la sincronizzazione del progetto. In entrambi i casi, le risorse vengono recuperate nel progetto locale e vengono protette localmente richiedendo all'utente di immettere i dati di autenticazione CMS quando apre una base dati o un livello aziendale recuperato.
Quando si avvia Information Design Tool, vengono riaperte tutte le risorse che erano aperte l'ultima volta che lo strumento è stato chiuso. Se le risorse protette sono aperte, è necessario immettere la propria autenticazione CMS per avviare lo strumento.
Nota:
Per rimuovere il requisito di protezione locale, è necessario che il diritto "Salva per tutti gli utenti" sia concesso nella console CMC. Quando una risorsa viene salvata per tutti gli utenti, qualsiasi utente può aprire la risorsa senza immettere l'autenticazione CMS.
Le connessioni protette non possono essere recuperate dal repository e archiviate localmente in
Information Design Tool. Al loro posto, viene archiviato un collegamento alla connessione del repository nel progetto locale. Le connessioni protette devono essere modificate direttamente nel repository dalla visualizzazione delle risorse del repository. Per poter accedere ai dati da una connessione protetta (ad esempio, visualizzare i valori di una tabella o eseguire una query), l'utente deve immettere l'autenticazione
CMS per il repository quando la connessione viene pubblicata. Il sistema utilizza l'autenticazione per determinare di quali diritti dispone l'utente per tale connessione.
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Collegamenti delle connessioni
17.3 Diritti CMC per utenti di Information Design Tool
In questo argomento viene fornito un riepilogo dei diritti di applicazione, universo e connessione necessari per eseguire operazioni in Information Design Tool.
I diritti sono concessi in Central Management Console (CMC). I criteri di definizione di questi diritti sono descritti nel Manuale dell'amministratore della piattaforma SAP BusinessObjects Business Intelligence.
Per aprire una sessione nel sistema del repository ed effettuare tutte le attività protette in Information
Design Tool:
347 2013-11-22
Gestione della protezione
• È necessario disporre di un nome utente e una password configurati dall'amministratore del sistema nella console CMC per il server CMS in cui è archiviato il repository.
• È necessario disporre del diritto di "connessione del server CMS con Information Design Tool e visualizzazione dell'oggetto in CMC" concesso nella console CMC.
I diritti aggiuntivi richiesti sono elencati nella tabella in base all'attività.
Attività
Pubblicare una connessione in un repository
Diritti richiesti
• Diritto applicazione per "creazione, modifica o eliminazione di connessioni"
• Diritto di "visualizzazione degli oggetti" per la cartella delle connessioni
• Diritto di "aggiunta di oggetti alla cartella" per la cartella delle connessioni
Modificare una connessione protetta dalla visualizzazione delle risorse del repository
• Diritto applicazione per "creazione, modifica o eliminazione di connessioni"
• "Aggiunta di oggetti alla cartella" per la cartella delle connessioni (creazione)
• Diritto di "modifica degli oggetti" per la connessione
• Diritto di connessione "Scarica connessione localmente" (solo connessioni relazionali)
Utilizzare il driver middleware locale per una connessione protetta
• Diritto di connessione "Scarica connessione localmente" (solo connessioni relazionali)
Pubblicare un universo in un repository
• Diritto applicazione per "Pubblica universo"
• Diritto di "visualizzazione oggetti" per la cartella degli universi
• Diritto di "aggiunta di oggetti alla cartella" per la cartella dell'universo
• Diritto di "modifica degli oggetti" per l'universo
(ripubblicazione)
Recuperare un universo pubblicato da un repository
• Diritto applicazione per "Recupera universo"
• Diritto di "visualizzazione oggetti" per la cartella dell'universo
• Diritto di "visualizzazione oggetti" per l'universo
• Diritto di "recupero di universi" per l'universo
Modificare le risorse locali protette
• Non sono richiesti diritti, ma l'utente deve fornire l'autenticazione CMS dell'utente che ha salvato le risorse.
348 2013-11-22
Gestione della protezione
Attività
Annullare la protezione delle risorse locali
Aprire l'editor protezione
Definire i profili di protezione
Assegnare profili di protezione a utenti e gruppi
Eseguire una query su un universo pubblicato
Diritti richiesti
• Diritto applicazione per il "salvataggio per tutti gli utenti"
• Diritto applicazione per "Recupera universo"
• Diritto di "visualizzazione oggetti" per la cartella degli universi
• Diritto di "visualizzazione oggetti" per l'universo
• Diritto di "recupero di universi" per l'universo
• Diritto di "salvataggio per tutti gli utenti" per l'universo
• Diritto applicazione per l'"amministrazione dei profili di protezione"
• Diritto di "visualizzazione degli oggetti" per l'universo
• Diritto di "modifica dei profili di protezione" per l'universo
• Diritto di "visualizzazione degli oggetti" per l'universo
• Diritto di "assegnazione dei profili di protezione" per l'universo
• Diritto di "visualizzazione degli oggetti" per l'universo
• Diritto di "creazione e modifica delle query basate su questo universo" per l'universo
• Diritto di "accesso ai dati" per l'universo
• Diritto di "visualizzazione degli oggetti" per le connessioni sottostanti
• Diritto di "accesso ai dati" per le connessioni sottostanti
Condividere le risorse del progetto:
• Condividere un progetto locale
• Aprire la visualizzazione di sincronizzazione progetto
• Sincronizzare le risorse del progetto
• Bloccare e sbloccare le risorse
• Rinominare o eliminare un progetto condiviso
• Diritto applicazione per la "condivisione di progetti"
349 2013-11-22
Gestione della protezione
Attività Diritti richiesti
Convertire un universo .unv archiviato nel repository
• Diritto di "visualizzazione oggetti" per la cartella dell'universo
• Diritto di "aggiunta di oggetti alla cartella" per la cartella dell'universo
• Diritto di "visualizzazione degli oggetti" per l'universo
Calcolare le statistiche per un universo con più origini
Eliminare un universo dal repository
Eliminare una connessione dal repository
• Diritto applicazione per il "calcolo delle statistiche"
• Diritto di "visualizzazione degli oggetti" per l'universo
• Diritto di "visualizzazione degli oggetti" per l'universo
• Diritto di "eliminazione degli oggetti" per l'universo
• Diritto applicazione per "creazione, modifica o eliminazione di connessioni"
• Diritto di "visualizzazione degli oggetti" per la connessione
• Diritto di "eliminazione degli oggetti" per la connessione
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Informazioni sulla gestione delle sessioni
17.4 Informazioni sull'editor di protezione
Utilizzare l'editor di protezione per creare e modificare i profili di protezione e assegnare tali profili a utenti e gruppi. In questo argomento viene descritto come esplorare l'editor di protezione. Per i passaggi necessari per la creazione della protezione dell'universo, vedere
Come proteggere un universo mediante i profili di protezione
.
il nome della sessione viene visualizzato nella scheda dell'editor di protezione Un asterisco nel prefisso del nome della sessione indica che sono state apportate modifiche ai profili di protezione o alle assegnazioni nell'editor di protezione, non ancora salvate nel repository.
L'editor di protezione può essere visualizzato in due modi: in base all'universo o in base agli utenti o ai gruppi. Selezionare la scheda nell'area sinistra dell'editor di protezione per aprire la visualizzazione con cui si desidera lavorare.
350 2013-11-22
Gestione della protezione
• La scheda
Universi/ Profili
consente di eseguire operazioni selezionando prima un universo nel repository.
• La scheda
Utenti/Gruppi
consente di eseguire operazioni selezionando prima un utente o un gruppo.
Le tre icone in
Utenti/Gruppi
consentono di visualizzare gli utenti e i gruppi in tre modi:
Icona Descrizione
Mostra solo gli utenti.
Visualizza tutti i gruppi e gli utenti contenuti negli stessi. Un gruppo viene visualizzato anche se non dispone di gruppi o utenti assegnati. I gruppi sono visualizzati come elenco semplice.
Questa è la visualizzazione predefinita.
Visualizza tutti i gruppi e i gruppi e gli utenti in essi contenuti. I gruppi vengono quindi visualizzati con i diversi gruppi superiori.
I diritti applicazione concessi in Central Management Console controllano le attività eseguibili nell'editor di protezione. Per ulteriori informazioni, consultare l'appendice sui diritti nel
Manuale dell'amministratore della piattaforma SAP BusinessObjects Business Intelligence.
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Modifica della priorità del profilo di protezione
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Modifica delle opzioni di aggregazione del profilo di protezione
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•
Visualizzazione dei profili assegnati a un utente e anteprima dei profili di rete
17.5 Come proteggere un universo mediante i profili di protezione
Istruzioni preliminari
• L'universo per il quale si desidera creare la protezione deve essere pubblicato in un repository. è possibile creare la protezione solo per gli universi .unx.
• Assicurarsi di disporre dei diritti necessari definiti nella Central Management Console (CMC). Vedere l'argomento correlato sui diritti CMC.
Per collegamenti a informazioni dettagliate su ogni passaggio, vedere gli argomenti correlati.
1.
Aprire l'Editor di protezione con una sessione nel repository in cui viene pubblicato l'universo.
351 2013-11-22
Gestione della protezione
352
2.
Selezionare l'universo nel riquadro
Universi/Profili
per definire i profili di protezione.
3.
Per gli universi relazionali, inserire un Profilo di protezione dati per definire i seguenti tipi di protezione:
• Definire le connessioni di sostituzione per sostituire le connessioni definite nell'universo.
• Definire le sostituzioni per le opzioni e i limiti delle query definiti nell'universo.
• Limitare i dati restituiti a righe specifiche mediante una clausola WHERE.
• Definire le tabelle di sostituzione.
Nota:
è possibile creare più di un Profilo di protezione dati per un universo.
4.
Inserire un Profilo di protezione aziendale per definire i seguenti tipi di protezione:
• Definire una connessione di sostituzione per sostituire la connessione definita nell'universo.
• Limitare gli oggetti visualizzati nel pannello delle query per creare query.
• Limitare gli oggetti per i quali vengono restituiti dati.
• Filtrare i dati restituiti nelle query.
Nota:
è possibile creare più di un Profilo di protezione aziendale per un universo.
5.
Per salvare le modifiche alle impostazioni di protezione del repository, fare clic sull'icona di salvataggio nella barra degli strumenti principale.
6.
Selezionare il riquadro
Utenti/Gruppi
per assegnare i profili a utenti e gruppi.
7.
Se più di un profilo viene assegnato a un utente (direttamente o per eredità), visualizzare l'anteprima dei risultati di rete dei profili aggregati.
8.
Se è necessario modificare la modalità di aggregazione dei profili, nel riquadro
Universi/Profili
modificare la priorità dei profili e le opzioni di aggregazione dei profili.
9.
Per salvare le modifiche alle impostazioni di protezione del repository, fare clic sull'icona di salvataggio nella barra degli strumenti principale.
10.
Testare i profili di protezione per un determinato utente: a.
Aprire l'Editor di protezione utilizzando le informazioni di accesso per l'utente a cui sono assegnati i profili di protezione.
b.
Nel riquadro
Universi/Profili
fare clic con il pulsante destro del mouse sull'universo e scegliere
Esegui query
.
Viene aperto il pannello delle query. Vengono applicati i profili di protezione assegnati all'utente.
Nota:
Poiché un utente richiede che gli venga concesso il diritto applicazione "Amministra profili di protezione" per poter aprire l'Editor di protezione, questo metodo di verifica dei profili è limitato.
Il profilo di protezione di un utente può essere verificato in un'applicazione di query, ad esempio
Web Intelligence.
Se si pubblica nuovamente un universo, eseguire una verifica dell'integrità sull'universo per identificare eventuali discrepanze tra l'universo e i relativi profili di protezione. Nel riquadro
Universi/Profili
fare clic con il pulsante destro del mouse sull'universo e scegliere
Verifica integrità
.
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Diritti CMC per utenti di Information Design Tool
2013-11-22
Gestione della protezione
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Inserimento e modifica di un profilo di protezione aziendale
•
Assegnazione di profili di protezione agli utenti
•
Visualizzazione dei profili assegnati a un utente e anteprima dei profili di rete
•
Modifica della priorità del profilo di protezione
•
Modifica delle opzioni di aggregazione del profilo di protezione
•
•
Esecuzione della verifica dell'integrità
17.6 Apertura dell'editor di protezione
1.
Nella barra degli strumenti di Information Design Tool fare clic sull'icona
Editor di protezione
.
2.
Nella finestra di dialogo "Apri sessione" selezionare la sessione da aprire.
3.
Se non si è ancora effettuato l'accesso alla sessione selezionata, immettere le informazioni richieste.
L'editor di protezione viene aperto in una nuova scheda.
Nota:
è possibile aprire più di una sessione dell'editor di protezione alla volta. Le sessioni devono essere su repository diversi.
Argomenti correlati
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Informazioni sull'editor di protezione
17.7 Inserimento e modifica di un profilo di protezione dati
Avvertenza:
Le modifiche ai profili di protezione sostituiscono eventuali modifiche precedenti. Nel caso in cui più utenti stiano modificando gli stessi profili di universo nello stesso momento, le ultime modifiche salvate sovrascriveranno quelle apportate in precedenza da altri utenti.
1.
Selezionare l'universo nel riquadro
Universi/Profili
dell'Editor di protezione.
2.
Eseguire una di queste operazioni:
353 2013-11-22
Gestione della protezione
Opzione Comando
Per modificare un profilo esistente
Fare doppio clic sul nome del profilo.
Per inserire un profilo Fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome dell'universo e scegliere
Inserisci profilo di protezione dati
.
3.
Definire le impostazioni di protezione in ogni scheda, facendo clic sulla scheda desiderata.
Per ulteriori informazioni sulle impostazioni di Profilo protezione dati, vedere gli argomenti correlati.
Nota:
facendo clic sul pulsante
Reimposta
, si ripristinano le impostazioni di tutte le schede sui valori predefiniti in base alla definizione nella base dati e nel livello aziendale.
4.
Una volta definite tutte le impostazioni, fare clic su
OK
.
5.
Per salvare le modifiche alle impostazioni di protezione del repository, fare clic sull'icona di salvataggio nella barra degli strumenti principale.
Argomenti correlati
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Apertura dell'editor di protezione
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Impostazioni delle connessioni del profilo di protezione dati
•
Impostazioni dei controlli del profilo di protezione dati
•
Impostazioni SQL del profilo di protezione dati
•
Impostazioni delle righe del profilo di protezione dati
•
Impostazione di tabelle del profilo di protezione dati
17.7.1 Impostazioni del profilo di protezione dei dati
Un profilo di protezione dati è un gruppo di impostazioni che consentono di definire la protezione per un universo pubblicato che utilizza oggetti nella base dati e nelle connessioni dati.
Tutte le impostazioni del profilo di protezione dati si applicano solo agli universi relazionali.
Tabella 17 - 3: Impostazioni di protezione nei profili di protezione dati
Impostazione di protezione
Descrizione
Connessioni
Controlli
SQL
Definisce connessioni relazionali di sostituzione.
Definisce il timeout della query di sostituzione e i limiti di dimensione.
Definisce le opzioni relative alla query di sostituzione.
354 2013-11-22
Gestione della protezione
Impostazione di protezione
Descrizione
Righe
Tabelle
Definisce una clausola WHERE SQL per limitare le righe restituite nella query.
Definisce le tabelle di sostituzione.
Ogni tipo di impostazione dei profili di protezione dati è descritto in un argomento correlato.
Argomenti correlati
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Impostazioni delle connessioni del profilo di protezione dati
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Impostazioni dei controlli del profilo di protezione dati
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Impostazioni SQL del profilo di protezione dati
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Impostazioni delle righe del profilo di protezione dati
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Impostazione di tabelle del profilo di protezione dati
•
Aggregazione dei profili di protezione
•
Inserimento e modifica di un profilo di protezione dati
17.7.2 Impostazioni delle connessioni del profilo di protezione dati
Le impostazioni delle connessioni vengono definite nel profilo di protezione dati solo per gli universi relazionali. Definire connessioni di sostituzione per gli universi OLAP nel profilo di protezione aziendale.
Utilizzare l'impostazione delle connessioni del profilo di protezione dati per definire le connessioni da sostituire a quelle definite nell'universo. Una volta assegnato a un utente (o ereditato da un utente) un profilo contenente una connessione di sostituzione, quando si esegue una query nell'universo, viene utilizzata la connessione di sostituzione al posto di quella definita nell'universo.
Solo le connessioni protette possono essere definite come connessioni di sostituzione. Le connessioni relazionali appartengono a uno dei tre tipi elencati di seguito. La connessione di sostituzione deve essere dello stesso tipo della connessione originale.
• Database relazionali di SAP NetWeaver BW
• Database relazionali SAS
• Altri database relazionali
Per definire una connessione di sostituzione, selezionare la connessione originale nella tabella e fare clic su
Modifica
.
Selezionare una connessione nella cartella Connessioni e nelle relative sottocartelle per le quali è stato concesso il diritto "Visualizza oggetti" per il CMS in cui vengono definiti i profili di protezione.
Per gli universi con più origini che utilizzano più connessioni, è possibile definire una sostituzione per ogni connessione.
355 2013-11-22
Gestione della protezione
Argomenti correlati
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Aggregazione di impostazioni di connessione
17.7.3 Impostazioni dei controlli del profilo di protezione dati
Le impostazioni dei controlli possono essere definite solo per gli universi relazionali.
Utilizzare le impostazioni dei controlli del profilo di protezione dati per definire i limiti della query di sostituzione e sostituire i limiti predefiniti quando si recuperano dati dal database. I limiti predefiniti della query vengono impostati da Universe Designer nel livello aziendale. Una volta assegnato a un utente
(o ereditato da un utente) un profilo con le impostazioni dei controlli di sostituzione, quando si esegue una query vengono utilizzati i limiti di sostituzione al posto di quelli definiti nelle proprietà del livello aziendale.
Nell'editor dei profili di protezione dati, sono visualizzati i limiti selezionati e i valori dei limiti definiti nel livello aziendale. Quando si seleziona o si deseleziona un limite oppure si immette un nuovo valore per un limite, l'aspetto dell'etichetta viene modificato in grassetto. Ciò indica che il limite è stato sovrascritto e non è quello predefinito definito nell'universo.
Limite di query
Limita le dimensioni dell'insieme di risultati a
Valori possibili
• True e una dimensione numerica tra 0 e 2147483647 righe
• False
Limita durata dell'esecuzione a
• True e una dimensione numerica tra 0 e 2147483647 minuti
• False
Avvisa se la stima del tempo supera
• True e una dimensione numerica tra 0 e 10000 minuti
• False
Per ulteriori informazioni sui limiti delle query, consultare l'argomento correlato sulle proprietà del livello aziendale.
Argomenti correlati
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Informazioni sulle proprietà del livello aziendale
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Aggregazione di impostazioni di controlli
356 2013-11-22
Gestione della protezione
17.7.4 Impostazioni SQL del profilo di protezione dati
Le impostazioni SQL possono essere definite solo per gli universi relazionali.
Utilizzare le impostazioni SQL del profilo di protezione dati per definire le opzioni di sostituzione per le query. Universe Designer definisce le opzioni relative alle query predefinite nel livello aziendale e nelle proprietà della base dati. Una volta assegnato all'utente, o ereditato dall'utente, un profilo con impostazioni SQL, quando si impiega il pannello delle query vengono utilizzate le opzioni di sostituzione al posto delle opzioni delle query definite nell'universo.
Nell'editor dei profili di protezione dati, vengono visualizzate le impostazioni SQL selezionate nel livello aziendale e nella base dati. Quando si seleziona o si deseleziona un'opzione, l'aspetto dell'etichetta viene modificato in grassetto. Ciò indica che l'opzione è stata sovrascritta e non è quella predefinita definita per l'universo.
Opzione query
Consenti l'uso delle sottoquery
Consenti l'uso degli operatori UNION, INTERSECT e MINUS
Consenti l'uso degli operandi complessi
Molteplici istruzioni SQL per ogni contesto
Molteplici istruzioni SQL per ogni indicatore
Consenti prodotti cartesiani
Valori possibili
• True
• False
• True
• False
• True
• False
• True
• False
• True
• False
• True
• False
Per ulteriori informazioni sulle opzioni delle query, consultare gli argomenti correlati sulle proprietà del livello aziendale e della base dati.
Argomenti correlati
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Informazioni sulle proprietà del livello aziendale
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Informazioni sulle proprietà della base dati
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Aggregazione di impostazioni SQL
357 2013-11-22
Gestione della protezione
17.7.5 Impostazioni delle righe del profilo di protezione dati
Le impostazioni delle righe possono essere definite solo per gli universi relazionali.
Utilizzare le impostazioni delle righe del profilo di protezione dati per limitare il numero di righe restituite in una query. Per limitare le righe, definire una clausola WHERE SQL per una tabella specificata. Una volta assegnato a un utente, o ereditato da un utente, un profilo con l'impostazione Righe, quando si esegue una query nell'universo, viene aggiunta la clausola WHERE definita alle istruzioni SQL generate, se la query fa riferimento alla tabella.
Nota:
Un utente con diritti di modifica delle istruzioni SQL generate nello strumento di reporting può modificare la clausola WHERE generata dall'impostazione Righe. Ricordarsi di gestire i diritti utente nello strumento di creazione report per impedire all'utente di modificare l'SQL.
La clausola WHERE può essere definita per qualsiasi tabella standard della base dati. Le istruzioni
SQL per la clausola WHEREpossono includere:
• Funzioni @ come
@Variable e
@Prompt
• Per gli universi con più origini, i riferimenti ad altre tabelle in qualsiasi connessione definita per l'universo
• Per gli universi con più origini, funzioni SQL di SAP BusinessObjects
Le istruzioni SQL per la clausola WHEREnon possono includere:
• Colonne calcolate
• Tabelle derivate
Argomenti correlati
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Aggregazione di impostazioni di righe
17.7.6 Impostazione di tabelle del profilo di protezione dati
Le impostazioni delle tabelle possono essere definite solo per gli universi relazionali.
Utilizzare l'impostazione delle tabelle del profilo di protezione dati per definire le tabelle di sostituzione.
Una volta assegnato a un utente, o ereditato da un utente, un profilo con l'impostazione Tabelle, quando si esegue una query che fa riferimento alla tabella originale, viene utilizzata invece la tabella di sostituzione.
358 2013-11-22
Gestione della protezione
Nota:
un utente con diritti di modifica dell'SQL generato nello strumento di reporting può modificare il nome della tabella di sostituzione. Ricordarsi di gestire i diritti utente nello strumento di creazione report per impedire all'utente di modificare l'SQL.
È possibile sostituire una tabella standard nella base dati con una tabella del database in qualsiasi connessione definita per l'universo o con un'altra tabella nella base dati.
Nota:
Per specificare un proprietario e un qualificatore per la tabella di sostituzione, è necessario immettere tali dati nei campi forniti e non all'interno del nome della tabella. Per ulteriori informazioni sui nomi della tabella della base dati, consultare l'argomento correlato.
Argomenti correlati
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Informazioni sulle tabelle nella base dati
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Aggregazione di impostazioni di tabelle
17.8 Modifica della priorità del profilo di protezione
La priorità viene utilizzata per aggregare determinate impostazioni di protezione, nel caso in cui a un utente o un gruppo risulti associato più di un profilo di protezione dati o aziendale. Per ulteriori informazioni sull'aggregazione di profili, vedere l'argomento correlato.
1.
Selezionare l'universo nel riquadro
Universi/Profili
dell'editor di protezione.
2.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome dell'universo ed eseguire una delle operazioni seguenti:
• Selezionare
Cambia priorità profilo di protezione dati
(questo comando è disponibile solo se l'universo prevede più di un profilo di protezione dati).
• Selezionare
Cambia priorità profilo di protezione aziendale
(questo comando è disponibile solo se l'universo prevede più di un profilo di protezione aziendale).
3.
Nella finestra di dialogo che elenca i profili di protezione, utilizzare i pulsanti freccia per spostare verso l'alto o verso il basso i profili nell'elenco. Il primo profilo dell'elenco ha la massima priorità.
4.
Al termine, fare clic su
OK
.
5.
Per salvare le modifiche nel repository, fare clic sull'icona di salvataggio nella barra degli strumenti principale.
Argomenti correlati
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Aggregazione dei profili di protezione
•
Apertura dell'editor di protezione
359 2013-11-22
Gestione della protezione
17.9 Inserimento e modifica di un profilo di protezione aziendale
Avvertenza:
Le modifiche ai profili di protezione sostituiscono eventuali modifiche precedenti. Nel caso in cui più utenti stiano modificando gli stessi profili di universo nello stesso momento, le ultime modifiche salvate sovrascriveranno quelle apportate in precedenza da altri utenti.
1.
Selezionare l'universo nel riquadro
Universi/Profili
dell'Editor di protezione.
2.
Eseguire una di queste operazioni:
Opzione Comando
Per modificare un profilo esistente
Fare doppio clic sul nome del profilo.
Per inserire un profilo Fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome dell'universo e scegliere
Inserisci profilo di protezione aziendale
.
3.
Definire le impostazioni di protezione in ogni scheda, facendo clic sulla scheda desiderata.
Per ulteriori informazioni sulle impostazioni di Profilo protezione aziendale, vedere gli argomenti correlati.
Nota:
facendo clic sul pulsante
Reimposta
, si ripristinano le impostazioni di tutte le schede sui valori predefiniti in base alla definizione nella base dati e nel livello aziendale.
4.
Una volta definite tutte le impostazioni, fare clic su
OK
.
5.
Per salvare le modifiche alle impostazioni di protezione del repository, fare clic sull'icona di salvataggio nella barra degli strumenti principale.
Argomenti correlati
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Impostazioni delle connessioni del profilo di protezione aziendale
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Impostazioni di creazione query per il profilo di protezione aziendale
•
Impostazioni di visualizzazione dati per il profilo di protezione aziendale
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Impostazioni dei filtri per il profilo di protezione aziendale
17.9.1 Impostazioni del profilo di protezione aziendale
360 2013-11-22
Gestione della protezione
Un profilo di protezione aziendale è un gruppo di impostazioni che definiscono la protezione per un universo pubblicato che utilizza oggetti nel livello aziendale.
Tabella 17 - 4: Impostazioni di protezione per i profili di protezione aziendale
Impostazione di protezione
Descrizione
Connessioni
Definisce una connessione OLAP di sostituzione.
Crea query
Definisce le visualizzazioni degli universi e gli oggetti del livello aziendale disponibili per l'utente nel pannello delle query.
Nota:
le impostazioni di creazione query proteggono solo i metadati.
Visualizza dati
Filtri
Concede o nega l'accesso ai dati recuperati dagli oggetti del livello aziendale quando l'utente esegue una query.
Definisce i filtri che utilizzano gli oggetti nel livello aziendale.
Ogni tipo di impostazione dei profili di protezione aziendale è descritto in un argomento correlato.
Nel livello aziendale i designer possono impostare lo stato degli oggetti su
Attivo
,
Nascosto
o
Obsoleto
.
Durante la definizione delle impostazioni del profilo, è possibile accedere a tutti gli oggetti attivi nel livello aziendale. Gli oggetti impostati su Nascosto o Obsoleto nel livello aziendale non vengono mai visualizzati nel pannello delle query o nei report.
Argomenti correlati
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Impostazioni delle connessioni del profilo di protezione aziendale
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Impostazioni di creazione query per il profilo di protezione aziendale
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Impostazioni di visualizzazione dati per il profilo di protezione aziendale
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Aggregazione dei profili di protezione
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Inserimento e modifica di un profilo di protezione aziendale
17.9.2 Impostazioni delle connessioni del profilo di protezione aziendale
361 2013-11-22
Gestione della protezione
Le impostazioni delle connessioni vengono definite nel profilo di protezione aziendale solo per gli universi OLAP. Definire connessioni di sostituzione per gli universi relazionali nel profilo di protezione dati.
Utilizzare l'impostazione delle connessioni del profilo di protezione aziendale per definire una connessione da sostituire a quella definita nell'universo. Una volta assegnato a un utente (o ereditato da un utente) un profilo contenente una connessione di sostituzione, quando si esegue una query nell'universo, viene utilizzata la connessione di sostituzione al posto di quella definita nell'universo.
La connessione di sostituzione ha i seguenti requisiti:
• Deve essere una connessione OLAP protetta.
• Deve far riferimento allo stesso tipo di database della connessione originale (ad esempio MSAS o
Essbase).
• Deve prevedere l'indicazione di catalogo e cubo nella definizione.
Limitazione:
• Le connessioni OLAP SAP NetWeaver BW (
client BICS
) non possono essere utilizzate come connessioni di sostituzione.
• Una connessione di sostituzione non può utilizzare la richiesta di autenticazione.
Quando si applica l'impostazione di protezione, vengono utilizzati il catalogo e il cubo definiti nella connessione di sostituzione.
Per definire una connessione di sostituzione, selezionare la connessione originale nella tabella e fare clic su
Modifica
.
Selezionare una connessione nella cartella Connessioni e nelle relative sottocartelle per le quali è stato concesso il diritto "Visualizza oggetti" per il CMS in cui vengono definiti i profili di protezione.
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Aggregazione di impostazioni di connessione
17.9.3 Impostazioni di creazione query per il profilo di protezione aziendale
Utilizzare l'impostazione di creazione query per il profilo di protezione aziendale per concedere o negare l'utilizzo di oggetti di livello aziendale nel pannello delle query.
Per impostazione predefinita, un utente che dispone dell'accesso all'universo concesso nel repository può visualizzare tutti gli oggetti dell'universo nel pannello delle query. Una volta assegnato all'utente, o ereditato dall'utente, un profilo con l'impostazione Crea query, solo le visualizzazioni e gli oggetti concessi dall'impostazione possono essere visualizzati e selezionati per una query.
Se un oggetto non è concesso e non è negato esplicitamente, l'impostazione predefinita prevede che sia negato. Diversamente dagli oggetti esplicitamente negati, gli oggetti negati per impostazione predefinita possono essere concessi per eredità dopo l'aggregazione dei profili di protezione aziendale
362 2013-11-22
Gestione della protezione
363 per la determinazione del profilo di rete per un utente. Per ulteriori informazioni sull'aggregazione dei profili, vedere l'argomento correlato.
Esistono due modi per concedere o negare gli oggetti:
• Per visualizzazione del livello aziendale: concede o nega tutti gli oggetti in una visualizzazione.
L'opzione
Tutte le visualizzazioni del livello aziendale
consente di concedere o negare tutte le visualizzazioni definite per l'universo.
• Per oggetto: è possibile concedere o negare gli oggetti elencati di seguito. L'opzione
Tutti gli oggetti
consente di concedere o negare tutti gli oggetti nel livello aziendale.
• Dimensioni
• Attributi
• Indicatori
• Membri calcolati
• Filtri
• Prompt
• Set denominati
• Cartelle: concede o nega tutti gli oggetti nella cartella.
• Dimensioni analisi: concede o nega tutti gli oggetti nella dimensione.
• Gerarchie: concede o nega tutti gli oggetti nella gerarchia.
Nota:
non è possibile concedere o negare un livello di gerarchia.
Suggerimento:
se è consentita la maggior parte delle visualizzazioni, è più semplice concedere tutte le visualizzazioni, quindi negare solo quelle non consentite. L'utilizzo delle opzioni
Tutte le visualizzazioni del livello aziendale
e
Tutti gli oggetti
offre il vantaggio di poter includere automaticamente tutte le nuove visualizzazioni o tutti gli oggetti definiti nel livello aziendale nell'impostazione Crea query quando viene pubblicato l'universo.
Se l'opzione
Tutte le visualizzazioni del livello aziendale
o
Tutti gli oggetti
viene utilizzata, le impostazioni vengono aggregate per determinare l'impostazione di rete per il profilo, ad esempio:
• Se l'opzione
Tutte le visualizzazioni del livello aziendale
non viene autorizzata e viene concessa una sola visualizzazione, il profilo non autorizza tutte le visualizzazioni tranne quella concessa.
• Se l'opzione
Tutte le visualizzazioni del livello aziendale
viene concessa e non viene autorizzata una sola visualizzazione, il profilo concede tutte le visualizzazioni tranne quella non autorizzata.
• Se sono negati
tutti gli oggetti
tranne uno, qualsiasi cartella principale nel percorso di accesso all'oggetto è concessa ma esclusivamente per l'accesso all'oggetto. Gli altri oggetti nelle cartelle principali non sono autorizzati.
• Se sono concessi
tutti gli oggetti
tranne uno, le cartelle principali nel percorso di accesso all'oggetto non sono autorizzate, ma esclusivamente per impedire l'accesso all'oggetto. Gli altri oggetti nelle cartelle principali sono concessi.
Gli oggetti nella visualizzazione concessa sono concessi solo in quella visualizzazione. Se un oggetto
è contenuto anche in un'altra visualizzazione, non viene concesso automaticamente.
La visualizzazione di un determinato oggetto nel pannello delle query da parte di un utente si determina dopo aver aggregato l'impostazione Crea query in tutti i profili assegnati all'utente, tenendo in
2013-11-22
Gestione della protezione considerazione il livello di accesso all'oggetto. Per ulteriori informazioni sull'aggregazione dei profili, vedere l'argomento correlato.
Argomenti correlati
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Aggregazione di impostazioni di creazione query
17.9.4 Impostazioni di visualizzazione dati per il profilo di protezione aziendale
Utilizzare le impostazioni di visualizzazione dati per il profilo di protezione aziendale per concedere o negare l'accesso ai dati restituiti dagli oggetti nel livello aziendale.
Per impostazione predefinita, un utente con l'accesso all'universo concesso nel repository può visualizzare i dati restituiti da tutti gli oggetti universo. Una volta assegnato all'utente, o ereditato dall'utente, un profilo con l'impostazione Visualizza dati, vengono visualizzati solo i dati corrispondenti agli oggetti concessi dall'impostazione.
Se un oggetto non è concesso e non è negato esplicitamente, l'impostazione predefinita prevede che sia negato. Diversamente dagli oggetti esplicitamente negati, gli oggetti negati per impostazione predefinita possono essere concessi per eredità dopo l'aggregazione dei profili di protezione aziendale per la determinazione del profilo di rete per un utente. Per ulteriori informazioni sull'aggregazione dei profili, vedere l'argomento correlato.
I seguenti oggetti possono essere concessi o negati: L'opzione
Tutti gli oggetti
consente di concedere o negare tutti gli oggetti nel livello aziendale.
• Dimensioni
• Attributi
• Indicatori
• Elementi calcolati
• Set nominati
• Cartelle: concede o nega tutti gli oggetti nella cartella.
• Gerarchie
L'utilizzo dell'opzione
Tutti gli oggetti
offre il vantaggio di poter includere automaticamente tutti i nuovi oggetti definiti nel livello aziendale nell'impostazione Visualizza dati quando viene pubblicato l'universo.
Se l'opzione
Tutti gli oggetti
viene utilizzata, le impostazioni vengono aggregate per determinare l'impostazione di rete per il profilo, ad esempio:
• Se sono negati
tutti gli oggetti
tranne uno, qualsiasi cartella principale nel percorso di accesso all'oggetto è concessa ma esclusivamente per l'accesso all'oggetto. Gli altri oggetti nelle cartelle principali non sono autorizzati.
• Se sono concessi
tutti gli oggetti
tranne uno, le cartelle principali nel percorso di accesso all'oggetto non sono autorizzate, ma esclusivamente per impedire l'accesso all'oggetto. Gli altri oggetti nelle cartelle principali sono concessi.
364 2013-11-22
Gestione della protezione
Un utente al quale viene negato un oggetto nell'impostazione Visualizza dati può aggiornare un report contenente l'oggetto non autorizzato. È possibile specificare le operazioni eseguite dall'aggiornamento in questo caso impostando il parametro di generazione SQL AUTO_UPDATE_QUERY nel livello aziendale.
• Se il parametro è impostato su No, l'aggiornamento del report genera un messaggio di errore.
• Se il parametro è impostato su Sì, gli oggetti negati vengono rimossi dalla query e da tutti i filtri definiti nel livello aziendale. I dati relativi agli altri oggetti concessi vengono recuperati e visualizzati per l'utente in un report parziale.
La visualizzazione dei dati per un determinato oggetto da parte di un utente si determina dopo aver aggregato le impostazioni Visualizza dati in tutti i profili assegnati all'utente, tenendo in considerazione il livello di accesso all'oggetto. Per ulteriori informazioni sull'aggregazione dei profili, vedere l'argomento correlato.
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Impostazioni di visualizzazione dati per il profilo di protezione aziendale
17.9.5 Impostazioni dei filtri per il profilo di protezione aziendale
Le impostazioni dei filtri per il profilo di protezione aziendale consentono di definire un filtro che utilizza oggetti del livello aziendale o insiemi di membri denominati. I filtri per il profilo di protezione aziendale possono essere creati e modificati utilizzando l'editor di protezione. I filtri nel profilo di protezione aziendale non sono accessibili sul livello aziendale. Se si elimina il profilo di protezione aziendale, viene eliminato anche il filtro o l'insieme denominato.
Quando viene assegnato a un utente, o ereditato da un utente, un profilo con un'impostazione Filtri, il filtro viene aggiunto allo script della query (e quindi combinato con eventuali altri filtri definiti nel livello aziendale) per limitare i dati visualizzati.
Universi relazionali
Per gli universi relazionali, i filtri vengono definiti per dimensioni e indicatori nel livello aziendale. È possibile definire filtri composti collegati tramite gli operatori AND e OR. Inoltre, è possibile definire più filtri da applicare alla query.
Quando un utente esegue una query, i filtri vengono sempre applicati alla query e ai dati restituiti. Si tratta di un'impostazione diversa dalle righe del profilo di protezione dati, che si applica solo se la query fa riferimento a una tabella definita.
Universi OLAP
Per gli universi OLAP si definisce un insieme denominato di membri. È possibile includere o escludere membri per qualsiasi dimensione nel livello aziendale. I membri esclusi vengono rimossi dalla query quando i dati vengono recuperati dal cubo.
365 2013-11-22
Gestione della protezione
Nota:
il filtro non influisce sull'aggregazione dei valori nel report. Viene filtrata solo la visualizzazione dei membri.
È possibile includere o escludere membri da più dimensioni e definire più insiemi denominati da applicare alla query.
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Creazione di un filtro aziendale
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Informazioni su Selettore membri
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Aggregazione di impostazioni di filtri
17.10 Aggregazione dei profili di protezione
È possibile assegnare allo stesso utente più profili di protezione dati o di protezione aziendale definiti per un universo. Più profili possono essere assegnati a un utente o a un gruppo ed ereditati dai gruppi superiori. In questi casi, le impostazioni di protezione nei diversi profili vengono aggregati in modo da costituire un unico profilo di protezione dati e un unico profilo di protezione aziendale effettivi, detti profili di rete. Le impostazioni dei profili di rete vengono applicate quando l'utente crea una query visualizza un report.
Per aggregare le impostazioni di protezione, vengono utilizzati due metodi: priorità e livello di restrizione.
La priorità è determinata dall'ordine in cui vengono visualizzati i profili di protezione sotto l'universo nell'editor di protezione. Utilizzare i comandi
Cambia priorità profilo di protezione dati
e
Cambia priorità profilo di protezione aziendale
per impostare la priorità.
I livelli di restrizione (Molto restrittivo, Mediamente restrittivo e Meno restrittivo) definiscono quali operatori
(ad esempio AND o OR) utilizzare per aggregare i profili. È possibile modificare i livelli di restrizione nell'editor di protezione per intervenire sulle modalità di aggregazione dei profili.
• Il livello meno restrittivo risulta appropriato quando la protezione utilizza i ruoli, ognuno dei quali concede nuovi diritti all'utente.
• Il livello più restrittivo risulta appropriato quando ogni profilo viene utilizzato per limitare la visualizzazione da parte dell'utente.
• Il modello mediamente restrittivo utilizza il livello più restrittivo per i profili ereditati e il livello meno restrittivo per i profili uniti.
Le regole per ereditare o unire i profili sono le seguenti:
• Se l'utente o il gruppo a cui è assegnato il Profilo A appartiene a un gruppo a cui è assegnato il
Profilo B, il Profilo A e il Profilo B vengono ereditati.
• Se l'utente o il gruppo appartiene a un gruppo a cui è assegnato il Profilo A e a un altro gruppo a cui è assegnato il Profilo B, il Profilo A e il Profilo B vengono uniti.
• Se all'utente o al gruppo sono assegnati sia il Profilo A che il Profilo B, il Profilo A e il Profilo B vengono uniti.
366 2013-11-22
Gestione della protezione
Il metodo e gli operatori utilizzati per aggregare le impostazioni dei profili variano a seconda delle impostazioni. Per informazioni dettagliate sull'aggregazione di ciascun tipo di impostazione, vedere l'argomento correlato:
L'impostazione delle righe nel profilo di protezione dati e l'impostazione dei filtri nel profilo di protezione aziendale generano entrambe una clausola WHERE per filtrare la query. L'impostazione delle righe viene applicata per prima. La clausola WHERE nell'impostazione dei filtri viene quindi applicata ai risultati della prima query. Di fatto, le due clausole WHERE vengono aggregate con l'operatore AND.
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Modifica della priorità del profilo di protezione
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Modifica delle opzioni di aggregazione del profilo di protezione
17.10.1 Aggregazione di impostazioni di connessione
Se un utente si vede assegnare o eredita più di un profilo di protezione per un universo, viene utilizzata la connessione definita nel profilo di connessione con la priorità più alta.
Nota:
Le impostazioni delle connessioni per gli universi relazionali si trovano in Profili di protezione dati, mentre per gli universi OLAP si trovano in Profili di protezione aziendale. Ai profili di protezione dati e aziendali non viene pertanto mai assegnata la priorità insieme.
Se l'universo relazionale ha più connessioni, l'aggregazione dell'impostazione Connessioni viene eseguita separatamente per ciascuna connessione.
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367 2013-11-22
Gestione della protezione
17.10.2 Aggregazione di impostazioni di controlli
Se a un utente viene assegnato più di un profilo di protezione dati o lo stesso utente eredita più profili per un universo, vengono utilizzate le seguenti regole per aggregare le impostazioni Controlli. Le regole vengono applicate a ciascun limite della query per determinare il valore da utilizzare quando l'utente esegue una query o un report.
Livello di restrizione Regola di aggregazione
Molto restrittivo
Il limite è attivo solo se viene selezionato in tutti i profili uniti ed ereditati.
Il valore utilizzato è il valore minimo per il limite tra tutti i profili uniti ed ereditati.
Mediamente restrittivo
Il limite è attivo solo se viene selezionato in tutti i profili ereditati e in almeno un profilo unito.
In primo luogo, viene determinato il valore minimo per il limite confrontando i profili ereditati. Questo valore viene confrontato con i valori dei profili uniti. Il valore utilizzato è il valore massimo tra questi valori.
Meno restrittivo
Il limite è attivo se viene selezionato in uno qualsiasi dei profili uniti o ereditati.
Il valore utilizzato è il valore massimo per il limite tra tutti i profili uniti ed ereditati.
Priorità (predefinita)
Vengono utilizzati l'attivazione e il valore del limite con la massima priorità nel profilo di protezione dati.
Nota:
per la definizione dei profili ereditati e uniti, consultare l'argomento correlato sull'aggregazione del profilo di protezione.
Argomenti correlati
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Modifica della priorità del profilo di protezione
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Impostazioni dei controlli del profilo di protezione dati
368 2013-11-22
Gestione della protezione
17.10.3 Aggregazione di impostazioni SQL
Se a un utente viene assegnato più di un profilo di protezione dati o lo stesso utente eredita più profili per un universo, vengono utilizzate le seguenti regole per aggregare le impostazioni SQL. Le regole vengono applicate a ciascuna opzione di query per determinare il valore da utilizzare quando l'utente crea una query.
Livello di restrizione Regola di aggregazione
Molto restrittivo
L'opzione è attiva solo se viene selezionata in tutti i profili uniti ed ereditati.
Mediamente restrittivo
L'opzione è attiva se viene selezionata in tutti i profili ereditati e in almeno un profilo assegnato.
Meno restrittivo
L'opzione è attiva se viene selezionata in uno qualsiasi dei profili uniti o ereditati.
Priorità (predefinita)
Vengono utilizzati l'attivazione e il valore dell'opzione con la massima priorità nel profilo di protezione dati.
Nota:
per la definizione dei profili ereditati e uniti, consultare l'argomento correlato sull'aggregazione del profilo di protezione.
Argomenti correlati
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Aggregazione dei profili di protezione
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Modifica delle opzioni di aggregazione del profilo di protezione
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Modifica della priorità del profilo di protezione
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Impostazioni SQL del profilo di protezione dati
17.10.4 Aggregazione di impostazioni di righe
Se a un utente viene assegnato più di un profilo di protezione dati o lo stesso utente eredita più profili per un universo, vengono utilizzate le seguenti regole per aggregare le impostazioni Righe e determinare la clausola WHERE da utilizzare quando l'utente esegue una query o un report.
In primo luogo, le clausole WHERE per ciascuna tabella vengono aggregate in base al livello di restrizione:
369 2013-11-22
Gestione della protezione
Livello di restrizione Regola di aggregazione
Molto restrittivo (predefinito)
Le clausole WHERE in tutti i profili che si applicano alla stessa tabella vengono combinate con l'operatore AND.
Mediamente restrittivo
Le clausole WHERE ereditate vengono aggregate utilizzando l'operatore AND.
Le clausole WHERE unite vengono aggregate utilizzando l'operatore OR.
Meno restrittivo
Le clausole WHERE in tutti i profili che si applicano alla stessa tabella vengono combinate con l'operatore OR.
Dopo l'aggregazione basata sul livello di restrizione, le clausole WHERE per ciascuna tabella vengono aggregate con l'operatore AND per produrre la clausola WHERE finale applicata alla query.
Nota:
per la definizione dei profili ereditati e uniti, consultare l'argomento correlato sull'aggregazione del profilo di protezione.
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Aggregazione dei profili di protezione
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Modifica delle opzioni di aggregazione del profilo di protezione
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Impostazioni delle righe del profilo di protezione dati
17.10.5 Aggregazione di impostazioni di tabelle
Se a un utente viene assegnato più di un profilo di protezione dati o lo stesso utente eredita più profili per un universo, viene utilizzata la tabella di sostituzione definita nel profilo di connessione dati con la priorità più alta. Se sono definite le impostazioni per più tabelle, l'aggregazione viene eseguita separatamente per ciascuna tabella.
Argomenti correlati
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Modifica della priorità del profilo di protezione
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Impostazione di tabelle del profilo di protezione dati
17.10.6 Aggregazione di impostazioni di creazione query
370 2013-11-22
Gestione della protezione
371
Se a un utente viene assegnato più di un profilo di protezione aziendale o lo stesso utente eredita più profili per un universo, vengono aggregate le impostazioni di creazione query. I livelli di accesso degli oggetti, se definiti, vengono applicati per determinare se un utente visualizzerà o meno un particolare oggetto nel pannello delle query.
In primo luogo, viene determinato l'elenco delle visualizzazioni che l'utente può selezionare nel pannello delle query, aggregando i profili in base al livello di restrizione:
Livello di restrizione Regola di aggregazione
Molto restrittivo (predefinito)
L'utente può selezionare la vista nel pannello delle query solo se l'operazione
è autorizzata in tutti i profili ereditati e uniti.
Mediamente restrittivo
L'utente può selezionare la visualizzazione nel pannello delle query solo se l'operazione è autorizzata in tutti i profili ereditati e in almeno un profilo unito.
Meno restrittivo
L'utente può selezionare la visualizzazione nel pannello delle query se l'operazione è autorizzata in un profilo ereditato o unito.
Una volta selezionata la vista nel pannello delle query, un oggetto appare se incluso nella vista e se l'autorizzazione non è stato negata in modo esplicito dopo l'aggregazione dei profili in base al livello di restrizione:
Livello di restrizione Regola di aggregazione
Molto restrittivo (predefinito)
L'oggetto non viene visualizzato se l'autorizzazione è stata esplicitamente negata in un profilo ereditato o unito.
Mediamente restrittivo
L'oggetto non viene visualizzato se l'autorizzazione è stata esplicitamente negata in un profilo ereditato e in tutti i profili uniti.
Meno restrittivo
L'oggetto non viene visualizzato solo se l'autorizzazione è stata esplicitamente negata in tutti i profili ereditati e uniti.
Dopo l'aggregazione, gli oggetti non autorizzati non vengono visualizzati nemmeno se appartengono a una vista concessa. Se una cartella non è autorizzata, l'autorizzazione verrà negata anche per tutte le sottocartelle e tutti gli oggetti contenuti nella cartella.
Infine, il livello di accesso concesso all'utente nella Central Management Console stabilisce quali oggetti concessi in base al profilo di protezione aziendale della rete saranno disponibili nel pannello delle query.
L'utente visualizza solo gli oggetti con un livello di accesso inferiore o uguale al proprio livello di accesso autorizzato. I livelli di accesso vengono assegnati agli oggetti nell'editor di livelli aziendali.
Nota:
per la definizione dei profili ereditati e uniti, consultare l'argomento correlato sull'aggregazione del profilo di protezione.
2013-11-22
Gestione della protezione
Per ulteriori informazioni sui livelli di accesso degli oggetti, consultare il Manuale dell'amministratore della piattaforma SAP BusinessObjects Business Intelligence.
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Impostazioni di creazione query per il profilo di protezione aziendale
17.10.7 Aggregazione di impostazioni di visualizzazione dati
Se a un utente viene assegnato più di un profilo di protezione aziendale o lo stesso utente eredita più profili per un universo, vengono aggregate le impostazioni di visualizzazione dati. I livelli di accesso degli oggetti, se definiti, vengono applicati per determinare se un utente visualizzerà o meno i dati relativi a un oggetto nel livello aziendale.
Per prima cosa, l'elenco degli oggetti per i quali l'utente può visualizzare i dati viene determinato aggregando i profili in base al livello di restrizione.
Livello di restrizione Regola di aggregazione
Molto restrittivo (predefinito)
I dati vengono visualizzati solo l'autorizzazione è stata concessa in tutti i profili ereditati e uniti.
Mediamente restrittivo
I dati vengono visualizzati solo se l'oggetto è autorizzato in tutti i profili ereditati e in almeno un profilo unito.
Meno restrittivo
I dati vengono visualizzati se l'oggetto è autorizzato in uno qualsiasi dei profili ereditati o uniti.
Se l'autorizzazione per una cartella non viene concessa, i dati per tutti gli oggetti contenuti nella cartella e nelle relative sottocartelle non saranno autorizzati.
Infine, il livello di accesso concesso all'utente nella Central Management Console stabilisce per quali oggetti autorizzati in base al profilo di protezione aziendale della rete l'utente potrà visualizzare i dati.
L'utente visualizza solo i dati relativi agli oggetti con un livello di accesso inferiore o uguale al proprio livello di accesso autorizzato. I livelli di accesso vengono assegnati agli oggetti nell'editor di livelli aziendali.
Nota:
per la definizione dei profili ereditati e uniti, consultare l'argomento correlato sull'aggregazione del profilo di protezione.
372 2013-11-22
Gestione della protezione
Per ulteriori informazioni sui livelli di accesso degli oggetti, consultare il Manuale dell'amministratore della piattaforma SAP BusinessObjects Business Intelligence.
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Impostazioni di visualizzazione dati per il profilo di protezione aziendale
17.10.8 Aggregazione di impostazioni di filtri
Se a un utente viene assegnato più di un profilo di protezione aziendale o lo stesso utente eredita più profili per un universo, vengono utilizzate le seguenti regole per aggregare i filtri e determinare il filtro da aggiungere allo script di query quando l'utente esegue una query o un report.
Per gli universi relazionali, i filtri vengono aggregati in base al livello di restrizione. Il filtro risultante viene aggiunto alla clausola WHERE applicata alla query.
Livello di restrizione Regola di aggregazione
Molto restrittivo (predefinito)
I filtri in tutti i profili vengono combinati utilizzando l'operatore AND.
Mediamente restrittivo
I filtri ereditati vengono aggregati utilizzando l'operatore AND.
I filtri uniti vengono aggregati utilizzando l'operatore OR.
Meno restrittivo
I filtri in tutti i profili vengono combinati utilizzando l'operatore OR.
Per gli universi OLAP, gli insiemi denominati vengono aggregati in base al livello di restrizione.
373 2013-11-22
Gestione della protezione
Livello di restrizione Regola di aggregazione
Molto restrittivo (predefinito)
L'utente può visualizzare un membro solo se è incluso in tutti gli insiemi denominati definiti in tutti i profili.
Mediamente restrittivo
L'utente può visualizzare un membro se è incluso in tutti gli insiemi denominati definiti nei profili ereditati e in almeno un insieme denominato definito nei profili uniti.
Meno restrittivo
L'utente può visualizzare un membro se è incluso in un qualsiasi insieme denominato definito in qualsiasi profilo.
Nota:
per la definizione dei profili ereditati e uniti, consultare l'argomento correlato sull'aggregazione del profilo di protezione.
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Aggregazione dei profili di protezione
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Modifica delle opzioni di aggregazione del profilo di protezione
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Impostazioni dei filtri per il profilo di protezione aziendale
17.11 Modifica delle opzioni di aggregazione del profilo di protezione
1.
Nel riquadro
Universi/Profili
dell'editor di protezione selezionare l'universo.
Le opzioni di aggregazione correnti per l'universo sono visualizzate nella parte in basso a destra dell'editor.
2.
Per ogni impostazione di protezione, selezionare una nuova opzione di aggregazione dall'elenco.
Le opzioni si applicano solo all'universo attualmente selezionato.
3.
Per salvare le modifiche nel repository, fare clic sull'icona di salvataggio nella barra degli strumenti principale.
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Aggregazione dei profili di protezione
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Apertura dell'editor di protezione
374 2013-11-22
Gestione della protezione
17.12 Assegnazione di profili di protezione agli utenti
1.
Nel riquadro
Universi/Profili
dell'editor di protezione selezionare l'universo.
Tutti gli utenti o i gruppi attualmente assegnati vengono visualizzati nell'elenco
Utenti assegnato
.
2.
Per eseguire l'assegnazione, selezionare l'utente o il gruppo nell'elenco di utenti nella parte destra dell'editor, quindi fare clic sulla freccia che punta all'elenco
Utenti assegnati
.
3.
Per annullare l'assegnazione, selezionare l'utente o il gruppo nell'elenco
Utenti assegnati
e fare clic sulla freccia che punta all'elenco di tutti gli utenti.
Avvertenza:
L'icona con la doppia freccia annulla l'assegnazione per tutti gli utenti e i gruppi indipendentemente dal fatto che siano selezionati o meno.
4.
Per salvare le modifiche nel repository, fare clic sull'icona di salvataggio nella barra degli strumenti principale.
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Apertura dell'editor di protezione
17.13 Visualizzazione dei profili assegnati a un utente e anteprima dei profili di rete
1.
Nell'Editor di protezione fare clic sul riquadro
Utenti/gruppi
a sinistra dell'editor.
2.
Nel riquadro
Utenti/gruppi
selezionare l'utente o il gruppo.
3.
Nel riquadro
Universi/profili
nella parte in alto a destra dell'editor, selezionare l'universo.
Suggerimento:
è possibile modificare la visualizzazione in modo da indicare solo gli universi con profili assegnati all'utente o al gruppo specificato, selezionando l'opzione
Visualizza solo gli universi assegnati all'utente/gruppo selezionato
.
Una volta selezionati un utente e un universo, i profili assegnati vengono visualizzati nell'elenco dei profili nella parte in basso a sinistra dell'editor.
4.
Per visualizzare l'anteprima del profilo di protezione dati di rete o del profilo di protezione aziendale di rete, fare clic su
Anteprima profilo di rete
sotto l'elenco del profilo corrispondente.
L'editor del profilo di protezione dati o del profilo di protezione aziendale si apre in modalità di sola lettura. Le impostazioni in ciascuna scheda sono quelle utilizzate dopo l'aggregazione di tutti i profili assegnati all'utente selezionato.
375 2013-11-22
Gestione della protezione
Argomenti correlati
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Aggregazione dei profili di protezione
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Apertura dell'editor di protezione
376 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Informazioni su SQL e MDX
18.1 Informazioni sull'editor espressioni SQL/MDX
L'editor espressioni SQL/MDX consente di scrivere espressioni SQL/MDX valide.
È possibile digitare SQL/MDX direttamente nella casella "Espressione" oppure trascinare nomi di tabella, nomi di colonna, oggetti aziendali, funzioni e parametri dai riquadri delle risorse disponibili nell'editor.
Tali riquadri sono descritti nella tabella che segue. Per visualizzare un riquadro delle risorse, fare clic sull'icona nella barra degli strumenti del riquadro "Espressione". Sono disponibili diverse icone in base al tipo di espressione che si sta modificando.
377 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
378
Icona
Tabelle
Descrizione
L'elenco di tabelle e colonne nella base dati. Per visualizzare un elenco di valori per una colonna, fare clic sull'icona accanto al nome della colonna.
Tabelle di database
Per le connessioni relazionali, l'elenco di tabelle di database presenti nelle connessioni. Vengono utilizzate per definire le espressioni per le tabelle derivate e gli elenchi di valori. Per visualizzare un elenco di valori per una colonna, fare clic sull'icona accanto al nome della colonna.
Per le connessioni OLAP, è l'elenco di oggetti nel cubo di origine.
Per cambiare le opzioni di visualizzazione, fare clic su . È possibile visualizzare nomi, chiavi o entrambi.
Metadati OLAP
Per visualizzare un elenco di membri per un livello, fare clic sull'icona accanto al nome del livello. Utilizzare l'icona per eseguire la ricerca di una stringa nei nomi di oggetti.
Nota:
Un elenco di valori per gli oggetti attributo della gerarchia non è disponibile nel riquadro Metadati OLAP. Per visualizzare i valori per gli attributi, utilizzare l'elenco nel riquadro Livello aziendale.
Funzioni
L'elenco delle funzioni che possono essere utilizzate nell'espressione. Le funzioni sono raggruppate per tipo:
•
Operatori
: operatori comuni del database, ad esempio *, SUM, IS NOT
NULL.
•
Funzioni del database
: funzioni SQL valide per i database nelle connessioni. Per le basi dati o i livelli aziendali abilitati per più origini, vedere l'argomento correlato relativo alle funzioni SQL di SAP BusinessObjects.
•
Variabili di sistema
: le variabili di sistema per le quali è possibile recuperare i valori assegnati utilizzando la funzione @Variable. Per ulteriori informazioni, vedere l'argomento correlato su @Variable.
Nota:
fare anche riferimento agli attributi utente definiti nel server CMS utilizzando
@Variable.
•
Funzioni @
: le funzioni @ valide per questa espressione. Per ulteriori informazioni, vedere l'argomento correlato sulle funzioni @.
Livello aziendale
2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Icona Descrizione
L'elenco di oggetti presenti nel livello aziendale. Per visualizzare un elenco di membri per un livello, fare clic sull'icona accanto al nome del livello.
Utilizzare l'icona per eseguire la ricerca di una stringa nei nomi di oggetti.
•
•
Utilizzare l'interruttore per modificare le modalità di inserimento del testo correlato all'oggetto nell'espressione:
Quando il pulsante non è selezionato(impostazione predefinita): viene inserita la funzione @Select per l'oggetto, ad esempio: @Select(Account\Numero account)
Quando il pulsante è selezionato: viene inserita l'espressione SQL o
MDX per l'oggetto, ad esempio: [Account].[Numero account]
L'elenco dei parametri definiti nella base dati e nel livello aziendale.
Parametri
Fare clic sull'icona
Convalida
nella barra degli strumenti del riquadro "Espressione" per verificare se l'espressione definita è un'espressione SQL/MDX valida.
Formati di data nelle espressioni SQL
Quando si immette un valore di data in un'espressione SQL, è necessario utilizzare il formato definito per ogni origine dati nel file PRM esteso in base al parametro di generazione SQL
USER_INPUT_DATE_FORMAT.
Ad esempio, per le origini dati ERP, nel file PRM esteso corrispondente jco.prm
, il parametro è
USER_INPUT_DATE_FORMAT=DATE'yyyy-mm-dd'. Quindi l'espressione SQL potrebbe essere simile alla seguente:
WHERE "nome_tabella"."data_inizio"=DATE'2013-04-10'
Per ulteriori informazioni sui parametri di generazione SQL e i file PRM estesi, fare riferimento al collegamento correlato.
Argomenti correlati
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Riferimento delle funzioni SQL di SAP BusinessObjects per universi con più origini
•
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•
Informazioni sulle tabelle nella base dati
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Parametri di generazione SQL impostati nel file PRM esteso
379 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
18.2 Riferimento delle funzioni SQL di SAP BusinessObjects per universi con più origini
Information Design Tool fornisce un insieme di funzioni di database basate su SQL-92. Utilizzare tali funzioni per la definizione delle espressioni SQL per gli oggetti presenti in una base dati o un livello aziendale con più origini.
In questo riferimento viene descritta la sintassi da utilizzare. Il servizio Data Federation traduce l'SQL nella sintassi appropriata per l'origine dati al momento dell'esecuzione della query.
Nota:
la sintassi SAP BusinessObjects può essere diversa dalla sintassi della stessa funzione fornita dall'SQL specifico del database.
18.2.1 Funzioni di aggregazione
18.2.1.1 Average (avg)
Descrizione
Restituisce la media di un insieme di numeri.
Sintassi
decimale avg
(
insieme di valori
)
Input
Parametro Descrizione
insieme di valori
Un insieme di valori.
Tipo di dati
Numero
Note
È possibile utilizzare la parola chiave SQL DISTINCT davanti ai nomi delle colonne.
Esempi
Calcola la media delle somme di due colonne: avg
(col.tabella1 + col.tabella2)
380 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Calcola la media dei valori in una colonna contenente numeri scritti come stringhe: avg
( ( toInte ger
(col.tabella1) )
18.2.1.2 Count
Descrizione
Conteggia il numero di valori in un insieme.
Sintassi
intero count
(
insieme di valori
)
Input
Parametro Descrizione
insieme di valori
Un insieme di valori.
Tipo di dati
Tutti i tipi di dati (numero, stringa, booleano, data/ora, data).
Note
È possibile utilizzare la parola chiave SQL DISTINCT davanti ai nomi delle colonne.
Esempi
Calcola il numero di valori in una colonna: count
(col.tabella1)
18.2.1.3 Maximum (max)
Descrizione
Restituisce il valore massimo di un insieme.
Sintassi
valore max
(
insieme di valori
)
381 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Input
Parametro Descrizione
insieme di valori
Un insieme di valori.
Tipo di dati
Tutti i tipi di dati (numero, stringa, data e ora, data).
Note
È possibile utilizzare la parola chiave SQL DISTINCT davanti ai nomi delle colonne.
Esempi
Restituisce il valore massimo di una colonna: max
(col.tabella1)
18.2.1.4 Minimum (min)
Descrizione
Restituisce il valore minimo di un insieme.
Sintassi
valore min
(
insieme di valori
)
Input
Parametro Descrizione
insieme di valori Un insieme di valori.
Tipo di dati
Tutti i tipi di dati (numero, stringa, data e ora, data).
Note
È possibile utilizzare la parola chiave SQL DISTINCT davanti ai nomi delle colonne.
Esempi
Restituisce il valore minimo di una colonna: min
(col.tabella1)
18.2.1.5 Sum
382 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Descrizione
Restituisce la somma di un insieme di numeri.
Sintassi
decimale sum
(
insieme di valori
)
Input
Parametro Descrizione
insieme di valori
Un insieme di valori.
Tipo di dati
Numero
Note
È possibile utilizzare la parola chiave SQL DISTINCT davanti ai nomi delle colonne.
Esempi
Somma i valori presenti in una colonna: sum
(col.tabella1)
18.2.2 ASCII Code (ascii)
Descrizione
Restituisce un intero che rappresenta il valore del codice ASCII del carattere all'estrema sinistra della stringa di input.
Sintassi
intero ascii
(
stringa
)
Input
Parametro
stringa
Descrizione
Una stringa di caratteri.
Tipo di dati
Stringa
Note
Restituisce null se
stringa
è null.
18.2.3 Absolute (abs)
383 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Descrizione
Restituisce il valore assoluto di un dato valore intero.
Sintassi
numero abs
(
espressione
)
Input
Parametro
espressione
Descrizione
Espressione numerica.
Tipo di dati
Numero
Note
• Restituisce null se nell'input
espressione
è null.
• Se
espressione
è uguale al valore più negativo possibile per un intero (-2 alla potenza 31), viene restituito lo stesso valore negativo.
18.2.4 Angle Tangent 2 (atan2)
Descrizione
Restituisce l'angolo in radianti la cui tangente è
angolo1
/
angolo2
.
Sintassi
numero atan2
(
angolo1
,
angolo2
)
Input
Parametro
angolo1 angolo2
Descrizione
Un angolo.
Un angolo.
Tipo di dati
Numero
Numero
Note
Restituisce null se sia
angolo1
che
angolo2
= 0.
Esempi
atan2
(x,y) converte le coordinate rettangolari (x, y) in polari (r, theta). Questo metodo calcola la fase theta calcolando un'arcotangente di y/x nell'intervallo da -Pi a Pi.
384 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
18.2.5 Arc Tangent (atan)
Descrizione
Restituisce l'arcotangente di una determinata espressione numerica.
Sintassi
numero atan
(
espressione
)
Input
Parametro
espressione
Descrizione
Un'espressione nell'intervallo da -Pi/2 a Pi/2.
Tipo di dati
Numero
18.2.6 Arc Cosine (acos)
Descrizione
Restituisce l'arcocoseno di una determinata espressione numerica.
Sintassi
numero acos
(
espressione
)
Input
Parametro
espressione
Descrizione
Un'espressione nell'intervallo da 0 a Pi.
Note
Restituisce null se abs
(
espressione
) > 1.
Tipo di dati
Numero
18.2.7 Arc Sine (asin)
385 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Descrizione
Restituisce l'arcoseno di una determinata espressione numerica.
Sintassi
numero asin
(
espressione
)
Input
Parametro
espressione
Descrizione
Un'espressione nell'intervallo da -Pi/2 a Pi/2.
Note
Restituisce null se abs
(
espressione
) > 1.
Tipo di dati
Numero
18.2.8 Case
Descrizione
Restituisce un valore in base alla condizione soddisfatta.
Sintassi
valore
CASE
espressione input
WHEN
espressione when
THEN
espressione risultato then
ELSE
espressione risultato else
END
Input
Parametro Descrizione Tipo di dati
espressione input
Un'espressione che rappresenta un valore da confrontare a
espressione when
.
Tutti i tipi.
Nota:
espressione input
deve avere lo stesso tipo di dati di
espressione when
.
espressione when
Un'espressione che rappresenta un valore da confrontare a
espressione input
.
Tutti i tipi.
Nota:
espressione input
deve avere lo stesso tipo di dati di
espressione when
.
386 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Parametro
espressione risultato then espressione risultato else
Descrizione Tipo di dati
Un'espressione che rappresenta il valore da restituire quando
espressione input
confrontata con
espressione when
è true.
Tutti i tipi.
Nota:
espressione risultato then
deve avere lo stesso tipo di dati di
espressione risultato else
.
Un'espressione che rappresenta il valore da restituire quando
espressione input
confrontata con
espressione when
non è true.
Tutti i tipi.
Nota:
espressione risultato then
deve avere lo stesso tipo di dati di
espressione risultato else
.
Note
• La funzione case implementa l'istruzione SQL semplice standard
CASE
.
•
WHEN
espressione when
THEN
espressione risultato then
si ripete per fornire più condizioni.
Esempi
•
CASE
(col1.tabella1)
WHEN
'p1'
THEN
'Prodotto1'
WHEN
'p2'
THEN
'Prodotto2'
WHEN
'p3'
THEN
'Prodotto3'
ELSE
'Esaurito'
FINE
•
CASE
Nome prodotto
WHEN
'laptop'
THEN
1
ELSE
0
FINE
387 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
18.2.9 Cast
Descrizione
Converte un valore dato in un determinato tipo di dati.
Sintassi
valore cast
(
espressione
, AS
tipo di dati
)
Input
Parametro Descrizione
espressione tipo di dati
Tipo di dati
Espressione numerica.
Tutti i tipi di dati (numero, stringa, booleano, data/ora, data).
Il tipo di dati in cui convertire il valore di
espres sione
.
Una parola chiave che può avere i seguenti valori:
• NULL
• VARCHAR
• DOUBLE
• DECIMAL
• DATE
• TIME
• TIMESTAMP
18.2.10 Catalog
Descrizione
Restituisce il catalogo predefinito della connessione.
Sintassi
stringa catalog
()
388 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
18.2.11 Ceil (ceiling)
Descrizione
Restituisce il valore di un numero arrotondato all'intero immediatamente successivo.
Sintassi
numero ceiling
(
espressione
)
Input
Parametro
espressione
Descrizione
Espressione numerica.
Tipo di dati
Numero
Note
Il tipo del valore restituito non viene convertito. Quindi ceiling
(1,9) = 2,0. Se si desidera convertire il valore in un intero, utilizzare la funzione di conversione toInteger
.
18.2.12 Character (char)
Descrizione
Restituisce il carattere corrispondente al codice ASCII dato.
Sintassi
stringa char
(
codice
)
Input
Parametro
codice
Descrizione
Un codice ASCII da 0 a 255.
Note
Restituisce null se
codice
< 0 o > 255.
Tipo di dati
Intero
389 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
18.2.13 Charindex (pos) (locate)
Descrizione
Restituisce la posizione di una stringa di ricerca in una determinata stringa di caratteri.
Sintassi
intero pos
(
stringa di ricerca
,
stringa
,
posizione iniziale
) intero locate
(
stringa di ricerca
,
stringa
,
posizione iniziale
)
Input
Parametro
stringa di ricerca stringa
Descrizione
La stringa di cui si desidera trovare la posizione in
stringa
.
La stringa in cui eseguire la ricerca.
Tipo di dati
Stringa
Stringa
posizione iniziale
La posizione in
stringa
in cui si desidera iniziare la ricerca.
Se
posizione iniziale
non viene specificato, la posizione iniziale predefinita è 1.
Intero
Note
Restituisce 0 se la stringa di ricerca non viene trovata.
Restituisce 0 se
posizione iniziale
supera la lunghezza di
stringa
.
Se
posizione iniziale
<= 0, la ricerca inizia dalla posizione 1.
Esempi
pos
('cd','abcd') = 3 pos
('abc', 'abcd') = 1 pos
('cd', 'abcdcd') = 3 pos
('cd', 'abcdcd', 3) = 3 pos
('cd', 'abcdcd', 4) = 5 pos
('ef', 'abcd') = 0
390 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
18.2.14 Concat
Descrizione
Concatena due stringhe.
Sintassi
stringa concat
(
stringa1
,
stringa2
)
Input
Parametro
stringa1 stringa2
Descrizione
Una stringa.
Una stringa.
Note
Restituisce null se
stringa1
o
stringa2
è null.
Esempi
concat
('AB', 'CD') = 'ABCD'
Tipo di dati
Stringa
Stringa
18.2.15 Contains Only Digits
Descrizione
Restituisce true (1) se la stringa data contiene solo cifre. In caso contrario, la funzione restituisce false
(0).
Sintassi
booleano containsOnlyDigits
(
stringa
)
Input
Parametro
stringa
Descrizione
Una stringa.
Tipo di dati
Stringa
391 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
18.2.16 Convert
Descrizione
Converte un valore dato in un determinato tipo di dati.
Sintassi
valore convert
(
espressione
,
tipo di dati
)
Input
Parametro Descrizione
espressione
Un valore o un'espressione.
tipo di dati
Il tipo di dati in cui convertire il valore.
Tipo di dati
Tutti i tipi di dati (numero, stringa, booleano, data/ora, data).
Una stringa che può avere i seguenti valori:
• NULL
• INTEGER
• DOUBLE
• DECIMAL
• DATE
• TIME
• TIMESTAMP
18.2.17 Cosine (cos)
Descrizione
Restituisce il coseno di un angolo.
Sintassi
numero cos
(
angolo
)
392 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Input
Parametro
angolo
Descrizione
Un angolo in radianti.
18.2.18 Cotangent (cot)
Descrizione
Restituisce la cotangente di un angolo in radianti.
Sintassi
numero cot
(
angolo
)
Input
Parametro
angolo
Descrizione
Un angolo in radianti.
Note
Restituisce null se sin
(
angolo
) = 0.
18.2.19 Current Date (curDate)
Descrizione
Restituisce la data corrente.
Sintassi
data curDate
()
18.2.20 Current Time (curTime)
393
Tipo di dati
Numero
Tipo di dati
Numero
2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Descrizione
Restituisce l'ora corrente.
Sintassi
ora curTime
()
18.2.21 Database
Descrizione
Restituisce il nome del database.
Sintassi
stringa database
()
18.2.22 Day Name
Descrizione
Restituisce una stringa contenente il giorno della settimana di una determinata data.
Sintassi
stringa dayName
(
data
)
Input
Parametro
data
Descrizione
Una data.
Tipo di dati
Data o data e ora
Note
Restituisce il nome del giorno in inglese in lettere maiuscole. I valori possibili sono i seguenti:
• SUNDAY
• MONDAY
• TUESDAY
• WEDNESDAY
• THURSDAY
• FRIDAY
• SATURDAY
394 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
18.2.23 Day Of Month
Descrizione
Restituisce un intero da 1 a 31 che rappresenta il giorno del mese di una determinata data.
Sintassi
intero dayOfMonth
(
data
)
Input
Parametro
data
Descrizione
Una data.
Tipo di dati
Data o data e ora
18.2.24 Day Of Week
Descrizione
Restituisce un intero da 1 a 7 che rappresenta il giorno della settimana di una determinata data. Il primo giorno della settimana è domenica (Sunday).
Sintassi
intero dayOfWeek
(
data
)
Input
Parametro
data
Descrizione
Una data.
Tipo di dati
Data o data e ora
18.2.25 Day Of Year
Descrizione
Restituisce un intero da 1 a 366 che rappresenta il giorno dell'anno di una determinata data.
395 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Sintassi
intero dayOfYear
(
data
)
Input
Parametro
data
Descrizione
Una data.
Tipo di dati
Data o data e ora
18.2.26 Decrement Days
Descrizione
Sottrae da una data un determinato numero di giorni.
Sintassi
data decrementDays
(
data
,
numero di giorni
)
Input
Parametro
data numero di giorni
Descrizione
Una data.
Il numero di giorni da sottrarre dalla data.
Tipo di dati
Data o data e ora
Intero
18.2.27 Degrees
Descrizione
Converte un angolo misurato in radianti in un angolo approssimativamente equivalente misurato in gradi.
Sintassi
numero degrees
(
angolo
)
396 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Input
Parametro
angolo
Descrizione
Un angolo in radianti.
Tipo di dati
Numero
18.2.28 Exp
Descrizione
Restituisce il valore della costante matematica e elevata alla potenza data.
Sintassi
numero exp
(
esponente
)
Input
Parametro
esponente
Descrizione
La potenza esponenziale.
Tipo di dati
Numero
Esempi
exp
(10) = e alla potenza di 10 = 22.026,4658.
18.2.29 Floor
Descrizione
Restituisce il valore di un numero arrotondato per difetto all'intero più prossimo.
Sintassi
numero floor
(
espressione
)
Input
Parametro
espressione
Descrizione
Espressione numerica.
Tipo di dati
Numero
397 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Note
Il tipo del valore restituito non viene convertito. Quindi floor
(1,9) = 1,0. Se si desidera convertire il valore in un intero, utilizzare la funzione di conversione toInteger
.
18.2.30 Hexa To Int
Descrizione
Converte in intero il valore esadecimale dato da una stringa.
Sintassi
intero hexaToInt
(
stringa
)
Input
Parametro Descrizione
stringa
Tipo di dati
Una stringa contenente un valore esadecimale.
Stringa
Esempi
hexaToInt('AF') = 175
18.2.31 Hour
Descrizione
Restituisce un intero da 0 a 23 che rappresenta l'ora di un determinato orario.
Sintassi
intero hour
(
ora
)
Input
Parametro
ora
Descrizione
Un orario.
Tipo di dati
Data e ora
398 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
18.2.32 If Else
Descrizione
Restituisce un valore basato su una condizione data:
• Se
condizione
è true, la funzione restituisce il valore di
espressione1
.
• Se
condizione
è false, la funzione restituisce il valore di
espressione2
.
Sintassi
valore ifElse
(
condizione
,
espressione1
,
espressione2
)
Input
Parametro
condizione
Descrizione
Un'espressione logica.
Tipo di dati
Booleano
espressione1
Il valore da restituire se
condizione
si risolve come true.
Tutti i tipi di dati (numero, stringa, booleano, data/ora, data).
espressione2
Il valore da restituire se
condizione
si risolve come false.
Tutti i tipi di dati (numero, stringa, booleano, data/ora, data).
18.2.33 If Null (nvl)
Descrizione
Restituisce un valore basato sul fatto che un valore sia null o meno:
• Se
espressione1
è null, la funzione restituisce il valore di
espressione2
.
• Se
espressione1
non è null, la funzione restituisce il valore di
espressione1
.
Sintassi
valore nvl
(
valore1
,
valore2
)
399 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Input
Parametro
espressione1 espressione2
Descrizione
Restituisce il valore di
espressione1
se tale valore non è null.
Tipo di dati
Tutti i tipi di dati (numero, stringa, booleano, data/ora, data).
Il valore da restituire se
espressione1
è null.
Tutti i tipi di dati (numero, stringa, booleano, data/ora, data).
18.2.34 Increment Days
Descrizione
Aggiunge a una data un determinato numero di giorni.
Sintassi
data incrementDays
(
data
,
numero di giorni
)
Input
Parametro
data numero di giorni
Descrizione
Una data.
Il numero di giorni da aggiungere alla data.
Tipo di dati
Data o data e ora
Intero
18.2.35 Int To Hexa
Descrizione
Converte un dato intero in esadecimale. Il valore esadecimale viene restituito come stringa.
Sintassi
stringa intToHexa
(
valore
)
400 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Input
Parametro
valore
Descrizione
Un numero intero.
Tipo di dati
Intero
Note
• Per accertarsi che il valore di input sia un intero, è possibile utilizzare la funzione toInteger
: intToHexa
( toInteger
(
valore
)).
• Se
valore
< 0, la funzione restituisce 'FFFFFFFF'.
18.2.36 Is Like
Descrizione
Verifica se una stringa contiene una corrispondenza con il criterio di ricerca. Restituisce true (1) se la funzione trova una corrispondenza per il criterio nella stringa.
Sintassi
booleano isLike
(
stringa1
,
criterio
,
carattere escape
)
Input
Parametro
stringa1
Descrizione
Una stringa.
Tipo di dati
Stringa
criterio
Una stringa contenente il criterio di cui si cerca la corrispondenza in
stringa1
.
Il criterio di ricerca può contenere caratteri jolly.
• Il trattino di sottolineatura (_) corrisponde a qualsiasi singolo carattere.
• Il segno di percentuale (%) corrisponde a qualsiasi stringa di caratteri.
Per trovare la corrispondenza a un trattino di sottolineatura o un segno di percentuale in
strin ga1
, definire un carattere di Escape in
carattere escape
e anteporre il carattere di
Escape al trattino di sottolineatura o al segno di percentuale in
criterio
.
Stringa
401 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Parametro
carattere escape
(facoltativo)
Descrizione Tipo di dati
Un carattere che consente di trovare la corrispondenza dei caratteri jolly in
stringa1
.
Stringa
Note
• Restituisce null se
stringa1
o
criterio
è null.
• Se
carattere escape
viene specificato ed è null, restituisce null.
• Se
carattere escape
viene specificato, ogni occorrenza del carattere di Escape in
criterio
deve essere seguita da un trattino di sottolineatura o da un segno di percentuale.
Esempi
isLike
('ABCD', 'AB%') = true isLike
('ABCD', 'AB_D') = true isLike
('10000', '100%') = true isLike
('10000', '100\%', '\') = false isLike
('status: 100%', '100\%', '\') = true
18.2.37 LPad
Descrizione
Allunga una stringa a sinistra fino a una lunghezza specificata utilizzando un'altra stringa.
Sintassi
stringa lpad
(
stringa1
,
stringa2
,
lunghezza
)
Input
Parametro
stringa1 stringa2 lunghezza
Descrizione
Una stringa.
Tipo di dati
Stringa
Una stringa da inserire in
stringa1
sul lato sinistro.
La lunghezza totale della stringa restituita dopo la spaziatura.
Stringa
Intero
Note
• Se
lunghezza
< della lunghezza di
stringa1
, restituisce left
(
stringa1
,
lunghezza
).
402 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
• Restituisce null se
stringa2
è null o
lunghezza
<= 0.
18.2.38 Left
Descrizione
Restituisce il numero dato di caratteri dall'estremità sinistra di una determinata stringa.
Sintassi
stringa left
(
stringa
,
numero di caratteri
)
Input
Parametro
stringa numero di caratteri
Descrizione
Una stringa.
Il numero di caratteri più a sinistra da restituire.
Tipo di dati
Stringa
Intero
Note
Restituisce null se
stringa
è null o
numero di caratteri
è <= 0.
18.2.39 Left Remove (ltrim)
Descrizione
Rimuove la prima sequenza di spazi e tabelle dalla parte sinistra di una data stringa.
Sintassi
stringa ltrim
(
stringa
)
Input
Parametro
stringa
Descrizione
Una stringa.
Tipo di dati
Stringa
Esempi
ltrim
(' ABCD') = 'ABCD' ltrim
(' AB CD ') = 'AB CD '
403 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
18.2.40 Length
Descrizione
Restituisce la lunghezza di una data stringa. Gli spazi vengono conteggiati.
Sintassi
intero length
(
stringa
)
Input
Parametro
stringa
Descrizione
Una stringa.
Tipo di dati
Stringa
18.2.41 Log
Descrizione
Restituisce il logaritmo naturale di un valore dato.
Sintassi
doppio log
(
espressione
)
Input
Parametro
espressione
Descrizione
Un'espressione numerica > 0.
Note
Restituisce null se
espressione
è <= 0.
18.2.42 Log10
Tipo di dati
Doppio
404 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Descrizione
Restituisce il logaritmo comune (base 10) del valore dato.
Sintassi
doppio log10
(
espressione
)
Input
Parametro
espressione
Descrizione
Un'espressione numerica > 0.
Note
Restituisce null se
espressione
è <= 0.
18.2.43 Lowercase (lcase)
Descrizione
Converte una stringa in caratteri minuscoli.
Sintassi
stringa lcase
(
stringa
)
Input
Parametro
stringa
Descrizione
Una stringa.
Esempi
lcase
('ABCD') = 'abcd' lcase
('Cd123') = 'cd123'
18.2.44 Minute
Descrizione
Restituisce un intero da 0 a 59 che rappresenta i minuti in una data/ora.
Tipo di dati
Doppio
Tipo di dati
Stringa
405 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Sintassi
intero minute
(
ora
)
Input
Parametro
ora
Descrizione
Una data e un'ora.
Tipo di dati
Data e ora
18.2.45 Mod
Descrizione
Restituisce il resto della divisione di due interi: valore1 / valore2.
Sintassi
intero mod
(
valore1
,
valore2
)
Input
Parametro
valore1 valore2
Descrizione
Valore del numeratore.
Valore del divisore diverso da 0.
Note
Restituisce null se
valore2
= 0.
18.2.46 Month Name
Descrizione
Restituisce una stringa contenente il nome del mese di una determinata data.
Sintassi
stringa monthName
(
data
)
Tipo di dati
Numero
Numero
406 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Input
Parametro
data
Descrizione
Una data.
Tipo di dati
Data o data e ora
Note
Restituisce il nome del mese in inglese in lettere maiuscole. I valori possibili sono i seguenti:
• JANUARY
• FEBRUARY
• MARCH
• APRIL
• MAY
• JUNE
• JULY
• AUGUST
• SEPTEMBER
• OCTOBER
• NOVEMBER
• DECEMBER
18.2.47 Now
Descrizione
Restituisce la data e l'ora correnti.
Sintassi
Data e ora now
()
18.2.48 Number of the Month (month)
Descrizione
Restituisce un intero da 1 a 12 che rappresenta il mese di una determinata data.
Sintassi
intero month
(
data
)
407 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Input
Parametro
data
Descrizione
Una data.
Tipo di dati
Data o data e ora
18.2.49 Number of the Week (week)
Descrizione
Restituisce un intero da 1 a 53 che rappresenta la settimana dell'anno di una determinata data.
Sintassi
intero week
(
data
)
Input
Parametro
data
Descrizione
Una data.
Tipo di dati
Data o data e ora
Note
Il primo giorno della settimana è domenica (Sunday). La prima settimana dell'anno deve contenere almeno un giorno. Se il 1° gennaio è un sabato, vengono applicate le regole seguenti:
• Il 1° gennaio è la settimana 1.
• Dal 2 all'8 gennaio è la settimana 2.
• Dal 25 al 31 dicembre è la settimana 53.
18.2.50 Permute
Descrizione
Permuta una stringa utilizzando due modelli:
modello di riferimento
e
nuovo modello
.
Per prima cosa, ogni carattere (o blocco di caratteri) in
modello di riferimento
viene assegnato a un carattere (o blocco di caratteri) nella stringa data (
stringa1
). La lunghezza di
stringa1
deve essere uguale a quella di
modello di riferimento
.
Quindi, si utilizza
nuovo modello
per permutare i caratteri che sono stati assegnati in
modello di riferimento
.
408 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
409
Ad esempio, la stringa di caratteri '22/09/1999', che rappresenta una data, può essere convertita in
'1999-09-22' come segue.
Il
modello di riferimento
è 'DD/MM/YYYY'. Le lettere vengono assegnate in base alla posizione e al raggruppamento. Quindi, 'DD' è il primo blocco di caratteri, a cui viene assegnato il valore '22', i primi due caratteri in
stringa1
. La barra (/) viene assegnata al terzo carattere in
stringa1
. Il blocco successivo di caratteri 'MM' viene assegnato a '09' e così via.
Il
nuovo modello
è 'YYYY-MM-DD'. Viene applicata la trasformazione e la stringa risultante è
'1999-09-22'.
È possibile inserire anche del testo in
nuovo modello
, purché nessuno dei caratteri sia già utilizzato in
modello di riferimento
. Ad esempio, se
nuovo modello
= 'MM/DD Anno: YYYY', la stringa risultante è '09/22 Anno: 1999'.
Sintassi
stringa permute
(
stringa1
,
modello di riferimento
,
nuovo modello
)
Input
Parametro
stringa1 modello di riferimento nuovo modello
Descrizione
Una stringa.
Una stringa che rappresenta il criterio di
strin ga1
.
Una stringa che fornisce il nuovo criterio per la trasformazione di
stringa1
.
Tipo di dati
Stringa
Stringa
Stringa
Note
• Per rappresentare un blocco di caratteri nei modelli, ripetere il carattere contenuto nel criterio. Ad esempio, 'YYYY' in
modello di riferimento
corrisponde a quattro caratteri in
stringa1
.
• La lunghezza di
stringa1
deve essere uguale alla lunghezza di
modello di riferimento
altrimenti la funzione restituisce un errore.
Esempi
Modifica del formato in cui viene rappresentata una data:
• permute
('02/09/2003', 'DD/MM/YYYY', 'YYYY-MM-DD') = '2003-09-02'
• permute
('02-09/2003', 'DD/MM/YYYY', 'YYYY-MM-DD') = '2003-09-02'
• permute
('02/09_2003', 'DD/MM/YYYY', 'DL :MM/DD An :YYYY') = 'DL :09/02 An :2003'
Estrazione del mese e dell'anno da una stringa di caratteri che rappresenta una data:
• permute
('2003-09-02', 'YYYY-MM-DD', 'MM/YY') = '09/03'
Composizione di un numero da un codice interno:
• permute
('03/03/21-0123', 'YY/MM/DD-NNNN', 'YYMMDDNNNN') = '0303210123'
Estrazione delle informazioni della data da un codice interno:
2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
• permute
('2003NL987M08J21', 'YYYYXXXXXXMMXDD', 'YYYY-MM-DD') = '2003-08-21'
18.2.51 Pi
Descrizione
Restituisce il valore costante di Pi.
Sintassi
numero pi
()
18.2.52 Power
Descrizione
Restituisce il valore di un numero elevato alla potenza di un determinato esponente.
Sintassi
numero power
(
valore
,
esponente
)
Input
Parametro
valore esponente
Descrizione
Il valore di base.
L'esponente.
Tipo di dati
Numero
Intero
Note
Restituisce null se
valore
= 0 ed
esponente
> 0.
18.2.53 Quarter
Descrizione
Restituisce un intero da 1 a 4 che rappresenta il trimestre di una determinata data. Il valore 1 rappresenta il periodo dal 1° gennaio al 31 marzo.
410 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Sintassi
intero quarter
(
data
)
Input
Parametro
data
Descrizione
Una data.
Tipo di dati
Data o data e ora
18.2.54 Radians
Descrizione
Converte un angolo misurato in gradi in un angolo approssimativamente equivalente misurato in radianti.
Sintassi
numero radians
(
angolo
)
Input
Parametro
angolo
Descrizione
Un angolo in gradi.
Tipo di dati
Numero
18.2.55 Random (rand)
Descrizione
Restituisce un numero casuale tra 0 e 1. Se necessario, è possibile fornire un numero iniziale intero per inizializzare il generatore di numeri casuali.
Sintassi
numero rand
(
valore
)
Input
Parametro
valore
(facoltativo)
Descrizione Tipo di dati
Valore iniziale per il generatore di numeri casuali.
Intero
411 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
18.2.56 Sostituisci
Descrizione
Sostituisce in una data stringa le occorrenze del criterio con una stringa di sostituzione.
Sintassi
stringa replace
(
stringa
,
criterio
,
stringa di sostituzione
)
Input
Parametro
stringa criterio stringa di sostituzione
Descrizione
Una stringa.
La stringa di caratteri da cercare e sostituire in
stringa
.
La stringa che deve sostituire il
criterio
in
stringa
Tipo di dati
Stringa
Stringa
Stringa
Note
• Se
criterio
è null, restituisce
stringa
.
• Non restituisce null se
stringa di sostituzione
è null.
Esempio
replace
('rar', 'a', 'ada') = 'radar'
18.2.57 Replace String Exp
Descrizione
Sostituisce in una data stringa tutte le occorrenze del criterio di ricerca con una stringa di sostituzione che segue la sintassi di un'espressione regolare Java. Per ulteriori informazioni, fare riferimento alla documentazione relativa ai criteri per le espressioni regolari Java all'indirizzo http://ja va.sun.com/j2se/1.4.2/docs/api/java/util/regex/Pattern.html
.
Sintassi
stringa replaceStringExp
(
stringa
,
criterio
,
stringa di sostituzione
)
412 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Input
Parametro
stringa criterio stringa di sostituzione
Descrizione
Una stringa.
La stringa di caratteri da cercare e sostituire in
stringa
.
La stringa che deve sostituire il
criterio
in
stringa
Tipo di dati
Stringa
Stringa
Stringa
18.2.58 Replicate (repeat)
Descrizione
Restituisce una stringa creata ripetendo un dato carattere un determinato numero di volte.
Sintassi
stringa repeat
(
stringa
,
numero di ripetizioni
)
Input
Parametro
stringa numero di ripetizioni
Descrizione
Una stringa.
Numero di volte per cui si ripete
stringa
.
Tipo di dati
Stringa
Intero
Note
Restituisce null se
numero di ripetizioni
<= 0.
18.2.59 Rightpart (right)
Descrizione
Restituisce il numero dato di caratteri dall'estremità destra di una determinata stringa.
Sintassi
stringa right
(
stringa
,
numero di caratteri
)
413 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Input
Parametro
stringa numero di caratteri
Descrizione
Una stringa.
Il numero di caratteri più a destra da restituire.
Note
Restituisce null se
stringa
è null o
numero di caratteri
è <= 0.
Tipo di dati
Stringa
Intero
18.2.60 Round
Descrizione
Restituisce un numero arrotondato al numero dato di decimali.
Sintassi
numero round
(
espressione
,
numero di decimali
)
Input
Parametro
espressione numero di decimali
Descrizione Tipo di dati
Il valore di base da arrotondare.
Numero
Il numero di decimali a cui effettuare l'arrotondamento.
Numero
Note
• La funzione esegue l'arrotondamento all'intero più prossimo a meno che entrambi i valori adiacenti siano equidistanti, nel qual caso esegue un arrotondamento in eccesso.
• Il tipo del valore restituito non viene convertito. Quindi, round
(1,9) = 2,0. Se si desidera convertire il valore in un intero, utilizzare la funzione di conversione toInteger
.
18.2.61 Rpad
Descrizione
Allunga una stringa a destra fino a una lunghezza specificata utilizzando un'altra stringa.
414 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Sintassi
stringa rpad
(
stringa1
,
stringa2
,
lunghezza
)
Input
Parametro
stringa1 stringa2 lunghezza
Descrizione
Una stringa.
Una stringa da inserire in
stringa1
.
La lunghezza totale della stringa restituita dopo la spaziatura.
Tipo di dati
Stringa
Stringa
Intero
Note
• Se
lunghezza
< della lunghezza di
stringa1
, restituisce right
(
stringa1
,
lunghezza
).
• Restituisce null se
stringa2
è null o
lunghezza
<= 0.
18.2.62 Rpos
Descrizione
Restituisce la posizione dell'ultima occorrenza di una stringa di ricerca in una determinata stringa di caratteri.
Sintassi
intero rpos
(
stringa di ricerca
,
stringa
)
Input
Parametro
stringa di ricerca stringa
Descrizione
La stringa in cui eseguire la ricerca.
Tipo di dati
La stringa di cui si desidera trovare l'ultima occorrenza in
stringa
.
Stringa
Stringa
Note
Restituisce 0 se la stringa di ricerca non viene trovata.
Esempi
rpos
('cd','abcd') = 3 rpos
('cd', 'abcdcd') = 5
415 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX rpos
(abc', 'abcdcd') = 1 rpos
('ef', 'abcd') = 0
18.2.63 Rtrim
Descrizione
Rimuove la prima sequenza di spazi e tabelle dalla parte destra di una data stringa.
Sintassi
stringa rtrim
(
stringa
)
Input
Parametro
stringa
Descrizione
Una stringa.
Tipo di dati
Stringa
Esempi
rtrim
('ABCD ') = 'ABCD' rtrim
(' AB CD ') = ' AB CD'
18.2.64 Schema
Descrizione
Restituisce lo schema predefinito (qualificatore e proprietario) della connessione corrente.
Sintassi
stringa schema
()
18.2.65 Second
Descrizione
Restituisce un intero da 0 a 59 che rappresenta i secondi in una data/ora.
416 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Sintassi
intero second
(
ora
)
Input
Parametro
ora
Descrizione
Una data e un'ora.
Tipo di dati
Data e ora
18.2.66 Sign
Descrizione
Restituisce il segno positivo (1), zero (0) o negativo (-1) di un determinato numero.
Sintassi
numero sign
(
valore
)
Input
Parametro
valore
Descrizione
Un valore numerico.
Tipo di dati
Intero
18.2.67 Sine (sin)
Descrizione
Restituisce il seno di un angolo.
Sintassi
numero sin
(
angolo
)
Input
Parametro
angolo
Descrizione
Un angolo in radianti.
Tipo di dati
Numero
417 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
18.2.68 Space
Descrizione
Restituisce una stringa di caratteri con il numero dato di caratteri vuoti (spazi).
Sintassi
stringa space
(
numero di spazi
)
Input
Parametro
numero di spazi
Descrizione
Il numero di spazi da restituire nella stringa.
Tipo di dati
Intero
Note
Restituisce null se
numero di spazi
<= 0.
18.2.69 Sqrt
Descrizione
Restituisce la radice quadrata di un numero.
Sintassi
numero sqrt
(
espressione
)
Input
Parametro
espressione
Descrizione
Un'espressione >= 0.
Note
Restituisce null se l'espressione < 0.
Tipo di dati
Numero
418 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
18.2.70 Stuff (insert)
Descrizione
Sostituisce la sequenza di caratteri in una data stringa con una seconda stringa.
Sintassi
stringa insert
(
stringa1
,
posizione iniziale
,
numero di caratteri
,
stringa2
)
Input
Parametro
stringa1
Descrizione
Una stringa.
Tipo di dati
Stringa
posizione iniziale
Un numero che rappresenta la posizione in
stringa1
in cui iniziare la sostituzione.
Deve essere compreso nell'intervallo tra 1 e la lunghezza di
stringa1
+ 1.
Intero
numero di caratteri stringa2
Il numero di caratteri in
stringa1
da sostituire.
Deve essere compreso nell'intervallo tra 0 e la lunghezza di
stringa1
.
Intero
La stringa di sostituzione.
Stringa
Note
Restituisce null se
posizione iniziale
o
numero di caratteri
è fuori intervallo.
18.2.71 Substring
Descrizione
Restituisce una sottostringa di una data stringa.
Sintassi
stringa substring
(
stringa
,
posizione iniziale
,
numero di caratteri
)
419 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Input
Parametro
stringa posizione iniziale numero di caratteri
Descrizione
Una stringa.
Tipo di dati
Stringa
La posizione iniziale in
stringa
della sottostringa.
Deve essere compreso nell'intervallo tra 1 e la lunghezza di
stringa
.
Intero
Il numero di caratteri da includere nella sottostringa.
Intero
Note
Restituisce null nelle seguenti situazioni:
•
posizione iniziale
<= 0
•
posizione iniziale
> della lunghezza di
stringa
•
stringa
è null
•
numero di caratteri
<= 0
Esempi
substring
('ABCD', 2, 2) = 'BC' substring
('ABCD', 2, 10) = 'BCD' substring
('ABCD', 0, 2) = null
18.2.72 Tangent (tan)
Descrizione
Restituisce la tangente di un angolo.
Sintassi
numero tan
(
angolo
)
Input
Parametro
angolo
Descrizione
Un angolo in radianti.
Tipo di dati
Numero
420 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Note
Restituisce null se cos
(
angolo
) = 0.
18.2.73 Timestamp Add
Descrizione
Restituisce un'indicazione di data e ora calcolata aggiungendo il numero dato di intervalli a una determinata indicazione di data e ora.
Sintassi
data e ora timestampAdd
(
intervallo
,
conteggio
,
indicazione data/ora
)
Input
Parametro Descrizione Tipo di dati
intervallo conteggio
Una costante di intervallo. Questo parametro può essere una stringa o una costante intera come segue:
• 'SQL_TSI_FRAC_SECOND' o 0
• 'SQL_TSI_SECOND' o 1
• 'SQL_TSI_MINUTE' o 2
• 'SQL_TSI_HOUR' o 3
• 'SQL_TSI_DAY' o 4
• 'SQL_TSI_WEEK' o 5
• 'SQL_TSI_MONTH' o 6
• 'SQL_TSI_QUARTER' o 7
• 'SQL_TSI_YEAR' o 8
Stringa o numero intero
Il numero di intervalli da aggiungere all'indicazione di data e ora.
Intero
indicazione data/ora
Una data e un'ora.
Data e ora
Note
Sul calcolo può influire l'ora legale nelle impostazioni locali per 'SQL_TSI_HOUR'.
421 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
18.2.74 Timestamp Diff
Descrizione
Restituisce un numero intero che rappresenta il numero di intervalli per cui la prima indicazione di data e ora è maggiore della seconda indicazione di data e ora.
Sintassi
intero timestampDiff
(
intervallo
,
indicazione data/ora1
,
indicazione data/ora2
)
Input
Parametro Descrizione Tipo di dati
intervallo
Una costante di intervallo. Questo parametro può essere una stringa o una costante intera come segue:
• 'SQL_TSI_FRAC_SECOND' o 0
• 'SQL_TSI_SECOND' o 1
• 'SQL_TSI_MINUTE' o 2
• 'SQL_TSI_HOUR' o 3
• 'SQL_TSI_DAY' o 4
• 'SQL_TSI_WEEK' o 5
• 'SQL_TSI_MONTH' o 6
• 'SQL_TSI_QUARTER' o 7
• 'SQL_TSI_YEAR' o 8
Stringa o numero intero
indicazione data/ora1 indicazione data/ora2
Una data e un'ora.
Una data e un'ora.
Data e ora
Data e ora
Note
• Sul calcolo può influire l'ora legale nelle impostazioni locali per 'SQL_TSI_HOUR'.
• Le differenze di grande entità possono causare un errore.
• Il primo giorno della settimana è domenica (Sunday).
18.2.75 To Boolean
422 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Descrizione
Converte un valore dato in un valore booleano.
Sintassi
booleano toBoolean
(
espressione
)
Input
Parametro Descrizione
espressione
Un valore o un'espressione.
Esempi
toBoolean
('true') = 1 toBoolean
('TrUe') = 1 toBoolean
('tru') = 0 toBoolean
('False') = 0 toBoolean
('F') = 0 toBoolean
('f') = 0
Tipo di dati
Stringa o booleano
18.2.76 To Date
Descrizione
Converte una stringa di caratteri in una data.
Sintassi
data toDate
(
stringa
)
Input
Parametro Descrizione
stringa
Tipo di dati
Una stringa contenente un valore di data nel formato yyyy-mm-dd, dove yyyy è l'anno, mm è il mese e dd è il giorno.
Ad esempio, 2003-09-07 e 2003-11-29.
Stringa
423 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Note
• Se
stringa
non utilizza il formato corretto, viene restituito un errore.
• Non sono applicate restrizioni per i valori di mese, giorno o anno. Se il mese è maggiore di 12 o il giorno non esiste nel mese corrispondente, la funzione utilizza il calendario interno per la conversione alla data corretta.
Esempi
toDate
('2003-02-12') = 12 febbraio 2003 toDate
('2003-02-29') = 1 marzo 2003 toDate
('2002-14-12') = 12 febbraio 2003 toDate
('1994-110-12') = 12 febbraio 2003
18.2.77 To Decimal
Descrizione
Converte un valore dato in un decimale.
Sintassi
decimale toDecimal
(
espressione
)
Input
Parametro Descrizione
espressione
Tipo di dati
Un valore.
Se il valore è una stringa, deve avere il formato di numero decimale e utilizzare il carattere punto
(.) come separatore decimale.
Numero o stringa
18.2.78 To Double
Descrizione
Converte un valore dato in un decimale.
424 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Sintassi
doppio toDouble
(
espressione
)
Input
Parametro Descrizione
espressione
Tipo di dati
Un valore.
Se il valore è una stringa, l'input deve avere il formato di numero decimale e utilizzare il carattere punto (.) come separatore decimale.
Numero o stringa
18.2.79 To Integer
Descrizione
Converte un valore dato in un numero intero.
Sintassi
intero toInteger
(
espression
)
Input
Parametro Descrizione
espressione
Tipo di dati
Un valore.
Se il valore è una stringa, l'input deve essere in formato numerico.
Numero o stringa
18.2.80 To Null
Descrizione
Converte un valore dato in null.
Sintassi
null toNull
(
espressione
)
425 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Input
Parametro
espressione
Descrizione
Un valore.
Tipo di dati
Tutti i tipi di dati (numero, stringa, booleano, data/ora, data).
18.2.81 To String
Descrizione
Converte un valore dato in una stringa.
Sintassi
stringa toString
(
espressione
)
Input
Parametro Descrizione
espressione
Un valore.
Tipo di dati
Tutti i tipi di dati (numero, stringa, booleano, data/ora, data).
Esempi
toString
(45) = '45' toString
(-45) = '-45' toString
(45.9) = '45.9' toString
(-45.9) = '-45.9' toString
(valore di data per 9 settembre 2002) = '2002-09-09' toString
(valore di data e ora per 9 settembre, 2002 23:08:08) = '2002-03-03 23:08:08' toString
(valore booleano 1) = 'true' toString
(valore booleano 0) = 'false'
426 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
18.2.82 To Time
Descrizione
Converte un valore dato in un valore di ora.
Sintassi
ora toTime
(
espressione
)
Input
Parametro Descrizione
espressione
Tipo di dati
Un valore.
Se il valore è una stringa, l'input deve essere in formato hh:mm:ss, dove hh è l'ora, mm sono i minuti e ss i secondi.
Ad esempio, 23:09:07 e 03:11:23.
Stringa, data, ora o data e ora
Note
• Se
espressione
non utilizza il formato corretto, viene restituito un errore.
• Non sono applicate restrizioni per i valori di ora, minuti o secondi. Se i minuti o i secondi sono maggiori di 60 o se l'ora è maggiore di 24, la funzione utilizza l'orologio interno per la conversione all'ora corretta.
Esempi
toTime
('02:10:09') = '02:10:09' toTime
('0:450:29) = '07:30:29' toTime
('25:14:180') = '01:17:00'
18.2.83 To Timestamp
Descrizione
Converte un valore dato in un valore di data e ora.
Sintassi
ora toTimestamp
(
espressione
)
427 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Input
Parametro
espressione
Descrizione Tipo di dati
Un valore.
Se il valore è una stringa, l'input deve essere in formato yyyy-mm-dd hh:mm:ss.ssss, dove yyyy
è l'anno, mm il mese, dd il giorno, hh l'ora, mm i minuti, ss i secondi e ssss i millesimi di secondo
(opzionale).
Ad esempio, 2003-09-07 23:09:07 and 2003-11-
29 03:11:23.0.
Stringa, data, ora o data e ora
Note
• Se
espressione
non utilizza il formato corretto, viene restituito un errore.
• Non sono applicate restrizioni per i valori di mese, giorno o anno. Se il mese è maggiore di 12 o il giorno non esiste nel mese corrispondente, la funzione utilizza il calendario interno per la conversione alla data corretta.
• Non sono applicate restrizioni per i valori di ora, minuti o secondi. Se i minuti o i secondi sono maggiori di 60 o se l'ora è maggiore di 24, la funzione utilizza l'orologio interno per la conversione all'ora corretta.
Esempi
toTimestamp
('2003-02-12 02:10:09') = '2003-02-12 02:10:09.0' toTimestamp
('2003-02-29 02:10:09') = '2003-03-01 02:10:09.0' toTimestamp
('2002-14-12 02:10:09') = '2003-02-12 02:10:09.0' toTimestamp
('1994-110-12 02:10:09') = '2003-02-12 02:10:09.0' toTimestamp
('2003-02-12 0:450:29') = '2003-02-12 07:30:29.0' toTimestamp
('2002-09-09 25:14:180') = '2002-09-10 01:17:00.0'
18.2.84 Trim
Descrizione
Rimuove gli spazi e le tabelle dai lati sinistro e destro di una determinata stringa.
Sintassi
stringa trim
(
stringa
)
428 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Input
Parametro
stringa
Descrizione
Una stringa.
Tipo di dati
Stringa
18.2.85 Trunc
Descrizione
Restituisce un numero troncato al numero dato di decimali.
Sintassi
numero trunc
(
espressione
,
numero di decimali
)
Input
Parametro
espressione numero di decimali
Descrizione
Il valore di base da troncare.
Tipo di dati
Decimale
Il numero di posizioni decimali che restano dopo il troncamento.
Intero
Note
• Se
numero di decimali
viene omesso, il numero viene troncato a 0 posizioni decimali.
• Se
numero di decimali
è negativo, la funzione inizia dalla cifra nella posizione decimale indicata a sinistra del separatore decimale e imposta su zero tutte le cifre a destra di tale posizione.
Esempi
trunc
(10.1234, 1) = 10.1
trunc
(10.1234, 2) = 10.12
trunc
(1862.1234, -1) = 1860 trunc
(1862.1234, -2) = 1800
18.2.86 Uppercase (ucase)
429 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Descrizione
Converte una stringa in caratteri maiuscoli.
Sintassi
stringa ucase
(
stringa
)
Input
Parametro
stringa
Descrizione
Una stringa.
Esempi
ucase
('abcd) = 'ABCD'
18.2.87 User
Descrizione
Restituisce il nome utente come è definito nei parametri di connessione.
Sintassi
stringa user
()
Tipo di dati
Stringa
18.2.88 Year
Descrizione
Restituisce un intero che rappresenta l'anno di una determinata data.
Sintassi
intero year
(
data
)
Input
Parametro
data
Descrizione
Una data.
Tipo di dati
Data o data e ora
430 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
18.3 Informazioni sulle funzioni @
Le funzioni @ sono funzioni speciali che consentono di utilizzare metodi più flessibili per specificare lo script di query per un oggetto. Selezionare l'argomento correlato per visualizzare ulteriori informazioni su una funzione @.
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Informazioni su @Aggregate_Aware
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18.3.1 Informazioni su @Aggregate_Aware
Utilizzare la funzione
@Aggregate_Aware nella definizione SQL di un oggetto del livello aziendale per abilitarlo al riconoscimento degli aggregati. Quando l'oggetto viene incluso in una query, questa viene eseguita prima per le tabelle aggregate elencate come parametri nella funzione
@Aggre gate_Aware
.
La sintassi è la seguente:
@Aggregate_Aware
(sum(
Aggregate table 1
), ... sum(
Aggregate table n
))
Aggregate table 1
e
Aggregate table n
sono le tabelle aggregate rispettivamente con il livello massimo e il livello minimo di aggregazione.
Per ulteriori informazioni sul riconoscimento aggregato nell'universo, consultare l'argomento correlato.
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Informazioni sul riconoscimento degli aggregati
18.3.2 Informazioni su @DerivedTable
431 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Utilizzare la funzione
@DerivedTable nella definizione delle tabelle derivate nidificate. Una tabella derivata nidificata (nota anche come "tabella derivata in una tabella derivata") è una tabella derivata da almeno una tabella derivata esistente.
La sintassi della funzione
@DerivedTable
è la seguente:
@DerivedTable
(
Nome tabella derivata
)
Nome tabella derivata
è il nome della tabella derivata a cui si desidera fare riferimento. La funzione
@DerivedTable viene utilizzata solo nella definizione delle tabelle derivate nella base dati.
Nota:
Nelle istruzioni SQL specifiche del database (basi dati abilitate per più origini) le tabelle a cui si fa riferimento devono provenire tutte dalla stessa connessione.
18.3.3 Informazioni su @Execute
La funzione
@Execute consente di definire una query preliminare che fornisce un elenco di valori in un predicato SELECT da includere nella query principale. Tale funzione si basa su istruzioni SQL standard e si applica pertanto a origini dati relazionali. La sintassi della funzione
@Execute
è la seguente:
@Execute
(
Elenco di valori
)
Elenco di valori
è un elenco di valori predefiniti nel livello aziendale o nella base dati. La definizione dell'elenco di valori fornisce la query preliminare. La funzione
@Execute viene quindi generalmente inclusa in un filtro o in una clausola WHERE per applicare la query preliminare e limitare i valori restituiti nella query principale.
Di seguito sono riportati i possibili tipi di un elenco di valori.
• Elenco di valori basato su istruzioni SQL personalizzate
• Elenco statico di valori
• Elenco di valori basato su una query che include oggetti del livello aziendale
Esistono le seguenti limitazioni:
• L'elenco di valori non può essere basato su una gerarchia personalizzata.
• L'elenco di valori può contenere solo oggetti attivi nel livello aziendale (non nascosti o obsoleti).
• Le istruzioni SQL che definiscono l'elenco di valori non possono contenere la funzione @Execute.
• La funzione @Execute non può essere utilizzata nella definizione di una funzione @Prompt.
Per ulteriori informazioni sull'inserimento di un elenco di valori, consultare l'argomento correlato.
Esempio: creazione di un filtro per i prodotti
In questo esempio viene creato un filtro di query che limita i risultati della query ai prodotti con vendite due volte superiori alla media della categoria di prodotti.
432 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Creare innanzitutto l'elenco di valori che restituisce gli ID prodotto dei prodotti con vendite superiori alla media della categoria. Il nome dell'elenco di valori è
Products_Above_Avg
e il tipo di dati è numerico. L'elenco di valori viene definito dalle seguenti istruzioni SQL:
WITH
PA as
(
SELECT L.PRODUCT_ID, sum(L.NET_SALES) AS SALES
FROM PRODUCT P, PA A
FROM SO_LINE L
GROUP BY L.PRODUCT_ID
),
CA as
SELECT P.CATEGORY_ID, avg(A.SALES) AS
SALES
WHERE P.PRODUCT_ID = A.PRODUCT_ID
GROUP BY P.CATEGORY_ID
)
SELECT PA.PRODUCT_ID
FROM PA, CA, PRODUCT P
WHERE PA.PRODUCT_ID = P.PRODUCT_ID
AND P.CATEGORY_ID = CA.CATEGORY_ID
AND PA.SALES > ( CA.SALES * 2)
Inserire quindi nel livello aziendale un filtro nativo che richiami la query preliminare utilizzando la funzione
@Execute nella clausola WHERE. Poiché la funzione
@Execute può restituire più valori, utilizzare l'operatore IN nella definizione del filtro:
PRODUCT.PRODUCT_ID IN
@Execute
(
Products_Above_Avg
)
Quando il filtro viene incluso in una query, la funzione
@Execute viene sostituita con l'elenco risultante degli ID prodotto, come nell'esempio:
PRODUCT.PRODUCT_ID in (2, 5, 20, 33, 35)
Esempio: inclusione di un predicato di protezione
In questo esempio viene inserito un filtro di colonna che restituisce dati sulle vendite solo per l'area geografica dell'utente corrente.
Creare prima nella base dati l'elenco di valori che restituisce i codici paese autorizzati per l'utente corrente. Il nome dell'elenco di valori è
Authorized_Countries
e il tipo di dati è numerico. Questo esempio presuppone da parte dell'amministratore la configurazione di una tabella di database denominata
user_geography
nel database, che associ i paesi autorizzati a ogni utente. L'elenco di valori viene definito dalle seguenti istruzioni SQL:
SELECT
country_id
FROM
user_geography
WHERE
user_name
=
@Variable
('BOUSER')
Inserire quindi un filtro di colonna nella tabella della base dati
Sales
. Poiché la funzione
@Execute può restituire più valori, utilizzare l'operatore IN nella definizione del filtro.
Sales
.
country_id
IN
@Execute
(
Authorized_Countries
)
433 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Quando un utente include la tabella
Sales
in una query, la funzione
@Execute nel filtro di colonna viene sostituita dall'elenco dei codici paese autorizzati relativi all'utente specifico.
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Inserimento di un filtro della colonna
18.3.4 Informazioni su @Prompt
Utilizzare la funzione
@Prompt per inserire un prompt in una query. I prompt consentono di limitare i dati quando un utente crea un report. La funzione
@Prompt viene utilizzata nell'istruzione SELECT o nella clausola WHERE SQL, oppure nell'espressione MDX. Indica all'utente di immettere uno o più valori (o di selezionarli da un elenco di valori) per una restrizione quando l'oggetto viene utilizzato in una query. Quando l'utente esegue la query, viene visualizzato un messaggio che richiede l'immissione o la selezione di un valore.
I prompt sono utili quando si desidera applicare una restrizione nello script della query senza preimpostare il valore della condizione.
La funzione
@Prompt
è consentita nelle seguenti espressioni:
• Join
• Colonne calcolate (tranne SQL specifico del database nelle basi dati abilitate per più origini)
• Tabelle derivate
• Oggetti aziendali nel livello aziendale
È possibile inserire una definizione
@Prompt nei seguenti modi:
• Definire un parametro denominato per il prompt e fare riferimento al parametro nella funzione
@Prompt
, ad esempio:
@Prompt
(
Nome parametro
)
Nome parametro
è un parametro predefinito nella base dati o nel livello aziendale. Per ulteriori informazioni vedere l'argomento correlato relativo ai parametri.
• Digitare la definizione della funzione @Prompt nell'espressione SQL o MDX dell'oggetto. Per ulteriori informazioni sulla sintassi e sui parametri della funzione
@Prompt
, consultare l'argomento correlato.
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434 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
18.3.4.1 Sintassi di @Prompt
La sintassi della funzione
@Prompt
è la seguente:
@Prompt
('
messaggio
',
'
tipo
',
'
cartella\oggetto livello aziendale
' | '
elenco di valori
' | {'
valore_1
','
valore_2
',...},
Mono | Multi : Any | Leaf, free | constrained | primary_key, persistent | not_persistent,
{'
valore_predefinito_1
',...'
valore_predefinito_n
'})
I parametri della funzione e i valori possibili sono descritti nella tabella che segue. I parametri sono separati da virgole. È necessario specificare almeno i primi due parametri. Se si desidera specificare dei parametri aggiuntivi, includere le virgole di separazione per i parametri facoltativi.
Parametro Descrizione
'
messaggio
'
Testo del messaggio di suggerimento. Questo parametro è obbligatorio.
Il testo appare nella casella del prompt quando l'utente esegue la query.
Il testo deve essere racchiuso tra virgolette singole, ad esempio 'Scegliere una regione'.
Affinché il prompt possa funzionare correttamente, il testo deve essere univoco all'interno dell'universo.
435 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
'
Parametro
tipo
'
Descrizione
Tipo di dati del prompt. Questo parametro è obbligatorio.
La risposta dell'utente viene interpretata con il tipo di dati specificato. Anche l'elenco di valori e i valori predefiniti presentano questo tipo di dati. Può essere uno dei seguenti:
• 'A' per stringa alfanumerica.
• 'K' per parola chiave. Anche questo tipo è una stringa alfanumerica. Le risposte al prompt non saranno tuttavia racchiuse tra virgolette nello script della query in fase di esecuzione.
• 'N' per numero.
• 'D' per data.
• 'DT' per data-ora.
Il
tipo
specificato deve essere racchiuso tra virgolette singole.
Il parametro
tipo
può essere una coppia di tipi di dati per indicare un nome e una chiave. La sintassi è '
tipo_nome
:
tipo_chiave
', ad esempio:
'A':'N' dove il primo tipo è il tipo di dati del nome che l'utente rileva nell'elenco di valori e il secondo tipo è il tipo di dati della chiave primaria utilizzata dalla query. Sia
tipo_nome
che
tipo_chiave
possono corrispondere a qualsiasi tipo di dati tra quelli disponibili.
Nota:
per utilizzare questa opzione, è necessario assicurarsi che l'oggetto e il prompt siano con riconoscimento dell'indice:
• Definire una chiave primaria per l'oggetto nel livello aziendale.
• Specificare la chiave primaria per il quinto parametro nella funzione
@Prompt
.
In questo caso, se si utilizzano i parametri dell'elenco di valori o dei valori predefiniti, essi devono contenere un elenco di coppie di valori.
436 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Parametro
|
'
cartella\oggetto livello aziendale
'
|
'
elenco di valori
'
{'
valore_1
','
va lore_2
',...}
Descrizione
437 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
438
Parametro Descrizione
Elenco di valori da cui l'utente può scegliere un'opzione quando richiesto.
Questo parametro è facoltativo.
L'elenco di valori può essere specificato in tre modi:
• L'elenco di valori predefinito associato a un oggetto nel livello aziendale
(dimensione, indicatore, attributo, gerarchia o livello della gerarchia).
Immettere il percorso completo e il nome dell'oggetto nel livello azien dale tra virgolette singole, ad esempio:
'
Connessione
\
dimproduct
\
nomeprod
'
In questo esempio
nomeprod
è il nome dell'oggetto del livello aziendale.
L'oggetto deve essere abilitato al riconoscimento dell'indice, ovvero deve essere definita una chiave primaria per l'oggetto nel livello azien dale. Per ulteriori informazioni, consultare l'argomento correlato sulla definizione delle chiavi.
• Un elenco di valori denominato definito nel livello aziendale o nella base dati.
Immettere il nome dell'elenco di valori tra virgolette singole, ad esempio:
'
Paesi_G7
'.
Se l'elenco di valori è una gerarchia con livelli denominati, è possibile specificare il livello da utilizzare per il prompt, ad esempio:
'
Paese_Regione_Città_Elenco
':'
Regione
'
In questo esempio
Paese_Regione_Città_Elenco
è il nome dell'elenco di valori e
Regione
è il livello di destinazione.
Se l'elenco di valori contiene più colonne denominate, è possibile spe cificare la colonna da utilizzare per il prompt, ad esempio:
'
Paese_Regione_Città_Elenco
':'
Regione'
.
In questo esempio
Paese_Regione_Città_Elenco
è il nome dell'elenco di valori e
Regione
è la colonna di destinazione.
• Elenco hardcoded di valori o coppie nome/chiave. I valori in una coppia sono separati da una virgola. Ogni valore è racchiuso tra virgolette sin gole. Le coppie di valori sono separate da una virgola. L'intero elenco
è racchiuso tra parentesi graffe:
Sintassi per un valore singolo: {'
valore
'}
Sintassi per diversi valori singoli: {'
valore_1
','
valore_2
',... ,'
va lore_n
'}
2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Parametro
Mono |
Multi
: Any | Leaf free | constrained | primary_key
Descrizione
Sintassi per una coppia di valori: {'
valore_nome
':'
valore_chiave
'}
Sintassi per coppie di valori: {'
valore_nome_1
':'
va lore_chiave_1
','
valore_nome_2
':'
valore_chiave_2
',...,'
va lore_nome_n
' :'
valore_chiave_n
'}. Ad esempio: {'
Francia
':'FR',
'
Germania
':'DE','
Spagna
':'ES', '
Regno Unito
':'UK'}
Nota:
Se l'elenco di valori è abilitato al riconoscimento dell'indice, ovvero è stata definita una chiave primaria per l'oggetto nel livello aziendale, o si utilizzano coppie {nome, chiave} per l'elenco di valori, specificare la chiave primaria per il quinto parametro nella funzione
@prompt
.
Modalità di selezione. Se non viene specificata, l'impostazione predefinita
è Mono.
• Utilizzare Mono se l'utente può selezionare un solo valore dall'elenco dei valori.
• Utilizzare Multi se l'utente può selezionare più valori dall'elenco dei valori.
Se necessario, è possibile specificare la modalità di selezione gerarchica per gli elenchi di valori a gerarchia. Se non viene specificata, l'impostazione predefinita è Leaf.
• Utilizzare Any se l'utente può selezionare qualsiasi membro o valore a qualsiasi livello dell'elenco di valori a gerarchia.
• Utilizzare Leaf se l'utente può selezionare solo i membri o i valori foglia dell'elenco gerarchico di valori.
Tipo di vincolo per l'immissione. Se non viene specificato, l'impostazione predefinita è free.
• Utilizzare free se l'utente può immettere un valore oppure selezionarne uno dall'elenco di valori.
• Utilizzare constrained se l'utente deve selezionare valori dall'elenco di valori.
• Utilizzare primary_key se si utilizza un oggetto con riconoscimento dell'indice o coppie {nome, chiave}. Nella query verrà utilizzato per l'oggetto il valore chiave associato anziché il valore del nome immesso o visualizzato.
439 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Parametro
persistent | not_persistent
{'
valore predefinito
' }
Descrizione
Indica se gli ultimi valori vengono visualizzati o meno. Se non viene specificato, l'impostazione predefinita è not_persistent.
Utilizzare persistent se, quando si aggiorna un documento, per impostazione predefinita gli ultimi valori utilizzati nel prompt vengono visualizzati, anche quando i valori predefiniti sono impostati.
Utilizzare not_persistent se, quando si aggiorna un documento, per impostazione predefinita nel prompt non viene visualizzato nessuno dei valori utilizzati.
Uno o più valori predefiniti presentati all'utente. Questo parametro è facoltativo.
Immettere i valori predefiniti nei seguenti modi:
• Per un valore singolo: {'
Francia
'}
• Per una coppia di valori: {'
Francia
':'FR'}
• Per due coppie di valori: {'
Francia
':'FR','
Germania
':DE'}
• Per i valori gerarchici utilizzare \ per separare i valori dei diversi livelli della gerarchia:
{'
Europa
':'2'\'
Francia
'\'
Marsiglia
'\'
CSP Systems
','
Europa
':'2'\'
Ger mania
'\'
Berlino
'}
Quando si aggiorna un documento, questi valori vengono visualizzati per impostazione predefinita ma se l'opzione persistent è impostata, vengono utilizzati gli ultimi valori usati nel prompt anziché i valori predefiniti.
Se nella definizione del prompt viene specificato il parametro primary_key,
è necessario specificare i valori chiave.
Argomenti correlati
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Definizione di chiavi per dimensioni e attributi di dimensioni
18.3.5 Informazioni su @Select
Utilizzare la funzione
@Select nella definizione di un oggetto del livello aziendale per riutilizzare l'istruzione SELECT di un altro oggetto. La sintassi della funzione
@Select
è la seguente:
@Select
(
Nome cartella
\
Nome oggetto
)
440 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Nome cartella
\
Nome oggetto
specifica il percorso completo di un altro oggetto del livello aziendale.
Si supponga ad esempio di definire un oggetto del livello aziendale
Promotional_Service_Line
come
@Select
(
Resort\Service_Line
). L'istruzione SELECT definita per
Service_Line
viene utilizzata per la definizione di
Promotional_Service_Line
.
L'uso della funzione
@Select consente di gestire una sola istanza dell'espressione SQL o MDX e assicura la coerenza delle definizioni degli oggetti correlati nel livello aziendale.
@Select crea tuttavia una dipendenza tra gli oggetti. Se si elimina l'oggetto di origine, è necessario aggiornare manualmente l'oggetto che utilizza la funzione
@Select
.
18.3.6 Informazioni su @Variable
Utilizzare la funzione
@Variable in un'espressione SQL o MDX (in genere nella clausola WHERE) per recuperare il valore assegnato a una variabile di sistema o a un attributo utente. La sintassi della funzione
@Variable
è:
@Variable
('
Nome variabile
')
Il valore di
Nome variabile
deve essere racchiuso tra virgolette singole. Le variabili possibili sono riportate nella seguente tabella:
Nome variabile e descrizione Esempi
Variabili contenenti informazioni sull'autorizzazione utente:
• BOUSER: nome utente immesso dall'utente per accedere alla piattaforma SAP BusinessObjects BI.
• DBUSER: nome utente utilizzato per l'autorizzazione durante la connessione all'origine dati. Tale nome utente può essere definito nella Central Management Console come parte delle credenziali secondarie dell'utente.
Per limitare ad esempio i dati recuperati in una query all'utente corrente, utilizzare la variabile BOUSER nella clausola WHERE:
WHERE
Employees.Employee_Name
=
@Variable
('BOUSER')
441 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Nome variabile e descrizione Esempi
Variabili contenenti informazioni sul report o sulla query corrente:
• DOCNAME: nome del documento.
• DOCID: identificatore del documento. Se il documento viene pubblicato nel repository, il valore di DOCID corrisponde all'ID documento nel repository. In caso contrario, il valore di DOCID sarà EMPTY.
• DPNAME: nome del fornitore di dati.
• DPTYPE: tipo del fornitore di dati.
• UNVNAME: nome dell'universo.
• UNVID: identificatore dell'universo.
È ad esempio possibile fare riferimento a queste variabili nel parametro BEGIN_SQL che verrà eseguito prima dell'istruzione SELECT. Il parametro può essere utilizzato a fini di controllo relativamente all'utilizzo del database, ad esempio per stabilire quale query di report o universo si utilizza più di frequente.
Variabili contenenti informazioni sulle attuali impostazioni della lingua dell'utente:
• PREFERRED_VIEWING_LOCALE: impostazioni locali preferite dell'utente per la visualizzazione degli oggetti di report e query in un'applicazione.
• DOMINANT_PREFERRED_VIEWI-
NG_LOCALE: impostazioni locali di fallback predefinite utilizzate quando per la risorsa non ne sono state definite.
La query seguente recupera i nomi dei prodotti nella lingua specificata dall'utente nelle Impostazioni locali di visualizzazione preferite. Il database deve contenere una colonna che identifica le impostazioni locali dei dati. Per visualizzare un elenco delle impostazioni locali, con le relative abbreviazioni e le impostazioni dominanti, fare riferimento al documento Translation Management Tool.
SELECT
Product_Name
FROM
Product
WHERE
Product.Locale
=
@Variable
('PREFERRED_VIEWING_LOCALE')
Attributi utente definiti nell'area Gestione attributi utente della console CMC
(Central Management Console).
Per fare riferimento a un attributo utente, specificare il nome interno per l'attributo così come è definito nella console
CMC.
@Variable restituisce il valore dell'attributo per l'utente corrente. Ad esempio, l'attributo utente
MYCOUNTRY
contiene il valore del paese di ogni utente nella console
CMC. Per specificare il nome interno dell'attributo racchiuderlo tra virgolette singole:
@Variable
('
SI_MYCOUNTRY
')
Il nome interno dell'attributo viene definito quando si crea l'attributo nella CMC.
442 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Nota:
Se il
nome variabile
specificato nella funzione
@Variable non è noto al sistema, all'utente viene richiesto un valore. In questo caso, la funzione
@Variable si comporta come una funzione
@Prompt a valore singolo con le seguenti impostazioni:
@Prompt
(‘
Nome variabile
,’A’,,Mono,free)
La funzione
@Variable
è consentita nelle seguenti espressioni:
• Join
• Colonne calcolate
Nota:
nelle istruzioni SQL specifiche del database (basi dati abilitate per più origini) tutte le tabelle o colonne a cui si fa riferimento devono provenire dalla stessa connessione.
• Tabelle derivate
• Definizioni degli oggetti del livello aziendale
18.3.7 Informazioni su @Where
Utilizzare la funzione
@Where nella definizione SQL di un oggetto del livello aziendale per riutilizzare la clausola WHERE di un altro oggetto. La sintassi della funzione
@Where
è la seguente:
@Where
(
Nome cartella
\
Nome oggetto
)
Nome cartella
\
Nome oggetto
specifica il percorso completo di un altro oggetto del livello aziendale.
Si supponga ad esempio di definire la clausola WHERE dell'oggetto del livello aziendale
Resort_Ser vice_Line
come
@Where
(
dimResort\Resort
). L'istruzione WHERE definita per l'oggetto
Resort
viene utilizzata per la definizione di
Resort_Service_Line
.
L'uso della funzione
@Where consente di gestire una sola istanza della clausola WHERE SQL e assicura la coerenza delle definizioni degli oggetti correlati nel livello aziendale.
@Where crea tuttavia una dipendenza tra gli oggetti. Se si elimina l'oggetto di origine, è necessario aggiornare manualmente l'oggetto che utilizza la funzione
@Where
.
18.4 Informazioni sui parametri di generazione SQL
I parametri di generazione SQL riguardano la generazione dello script di query e per tutti esistono valori predefiniti. I valori predefiniti possono essere sovrascritti nelle proprietà della base dati. Alcuni parametri
(relativi agli elenchi di valori) possono inoltre essere sovrascritti nelle proprietà del livello aziendale.
Durante l'esecuzione della query, il server query utilizzerà i valori trovati nel seguente ordine:
443 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
1.
Il valore nel livello aziendale, se impostato.
2.
Il valore nella base dati, se impostato.
3.
Il valore predefinito.
Di seguito sono descritti i parametri che influiscono sulla generazione dello script di query. I parametri sono elencati in ordine alfabetico in due gruppi:
• Parametri SQL che è possibile impostare nell'interfaccia utente di Information Design Tool. Si tratta di parametri SQL comuni alla maggior parte dei driver di accesso. Ogni parametro è valido per gli universi nei quali sono configurati.
• Parametri SQL che è possibile impostare nei file PRM estesi dei parametri di accesso ai dati. Si tratta di parametri specifici delle connessioni elencati nel file PRM esteso per il driver di accesso ai dati di destinazione.
Argomenti correlati
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Riferimento per i parametri di generazione SQL
•
Parametri di generazione SQL impostati nel file PRM esteso
•
Informazioni sulle proprietà della base dati
•
Informazioni sulle proprietà del livello aziendale
18.4.1 Riferimento per i parametri di generazione SQL
Nel riferimento che segue vengono descritti i parametri di generazione SQL che possono essere sostituiti nelle proprietà della base dati e del livello aziendale.
18.4.1.1 ANSI92
ANSI92
= Yes|No
Valori
Predefinito
Descrizione
Yes/No
No
Specifica se l'SQL generato è conforme allo standard ANSI92.
Yes
: attiva la generazione SQL compatibile con lo standard
ANSI92
.
No
: la generazione dell'SQL si comporta in base al parametro
PRM
OU-
TER_JOIN_GENERATION.
444 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
18.4.1.2 AUTO_UPDATE_QUERY
AUTO_UPDATE_QUERY
= Yes|No
Valori
Yes/No
Predefinito
Descrizione
No
Determina quanto accade quando un oggetto in una query non è disponibile per un profilo utente.
Yes
: la query viene aggiornata e l'oggetto viene rimosso dalla query.
No
: l'oggetto viene conservato nella query.
18.4.1.3 BEGIN_SQL
BEGIN_SQL
= <Stringa>
Valori
Predefinita
Stringa
Stringa vuota
445 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Descrizione
18.4.1.4 BLOB_COMPARISON
BLOB_COMPARISON
= Yes|No
Valori
Yes/No
Predefinito
È possibile modificarlo?
No
No
BEGIN_SQL viene utilizzato come prefisso per le istruzioni SQL di ac counting, ordine di priorità e gestione del carico di lavoro. Il parametro
è valido per qualsiasi generazione SQL, incluse la generazione di docu menti e le query sugli elenchi dei valori.
BEGIN_SQL
è supportato in Web Intelligence , LiveOffice, Crystal Re ports for Enterprise e QaaWS. Viene ignorato da Desktop Intelligence.
Esempio per Teradata:
BEGIN_SQL=SET QUERY_BAND='stringa' for transaction;
Questo parametro richiede una stringa contenente una o più coppie nome-valore, separate da un punto e virgola, il tutto racchiuso tra virgo lette singole. Tutte le istruzioni SQL hanno come prefisso il parametro che segue
BEGIN_SQL
. Le coppie valore-nome immesse in questo parametro si trovano nella tabella di sistema GetQueryBandPairs.
Esempio di tre coppie nome-valore:
BEGIN_SQL=SET QUERY_BAND='UserID=Jones;JobID=980;Ap pID=TRM' for transaction;
È possibile utilizzare anche la funzione @Variable come valore della coppia nome-valore. Il valore restituito è racchiuso tra apici singoli:
BEGIN_SQL=SET QUERY_BAND='USER='@Variable('BOUSER');Do cument='@Variable('DPNAME')';' for transaction;
446 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Descrizione
Specifica se una query può essere generata con un'istruzione
DISTI
NCT quando si utilizza un file BLOB nell'istruzione
SELECT
. Fa riferimento all'impostazione
No Duplicate Row nelle proprietà della query.
Yes
: l'istruzione
DISTINCT può essere utilizzata nella query.
No
: l'istruzione
DISTINCT non può essere utilizzata nella query anche se l'impostazione della query
No Duplicate Row
è attiva.
447
18.4.1.5 BOUNDARY_WEIGHT_TABLE
BOUNDARY_WEIGHT_TABLE
= Integer 32bits [0-9]
Valori Intero 32 bit [0-9, o un valore intero negativo]
Predefinita
Descrizione
Limitazioni
-1
Consente di ottimizzare la clausola
FROM quando le tabelle contengono più righe.
Se le dimensioni della tabella (numero di righe) è maggiore del valore immesso, la tabella viene dichiarata come una sottoquery:
FROM (SELECT col1, col2,......, coln, ,...., FROM
Table_Name WHERE condizione semplice)
.
Una condizione semplice non contiene una sottoquery.
-1, 0 o qualsiasi numero negativo indica che questa ottimizzazione non viene utilizzata.
L'ottimizzazione non è implementata quando:
• L'operatore
OR si trova nelle condizioni della query
• Soltanto una tabella è inclusa nell'SQL
• La query contiene un join esterno
• Non è stata definita nessuna condizione nella tabella ottimizzata
• La tabella ottimizzata è una tabella derivata.
2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
18.4.1.6 CUMULATIVE_OBJECT_WHERE
CUMULATIVE_OBJECT_WHERE
= Yes|No
Valori
Yes|No
Predefinito
Descrizione
No
Questo parametro è valido solo per gli oggetti filtrati. Specifica il modo in cui viene combinata la clausola
WHERE degli oggetti con la condizione della query su tali oggetti.
Yes
: specifica che le clausole
WHERE vengono combinate con la condizione della query principale con operatore
AND
.
No
: specifica che la clausola
WHERE degli oggetti viene combinata con la condizione di questo oggetto.
Esempio:
Se la condizione prevede la ricerca di tutti i clienti francesi diversi da
John o le città americane diverse da New York, l’istruzione SQL sarà simile alla seguente:
Yes
:
(customer.first_name <>
'John')
OR (city.city <> 'New York
AND customer_country.country = 'France'
AND city_country.country = 'USA'
No
:
(customer.first_name <> 'John' AND customer_country.country = 'France'
)
OR (city.city <> 'New York' AND city_country.country = 'USA'
)
448
18.4.1.7 DISABLE_ARRAY_FETCH_SIZE_OPTIMIZATION
2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
DISABLE_ARRAY_FETCH_SIZE_OPTIMIZATION
= Yes|No
Valori
Yes/No
Predefinito
Descrizione
No
Un algoritmo di ottimizzazione può essere utilizzato per ottimizzare le dimensioni degli array restituiti anziché utilizzare l'impostazione predefinita.
No
: tutte le query eseguite nell'universo trarranno vantaggio dall'ottimizzazione.
Yes
: le query utilizzano l'insieme di valori.
18.4.1.8 DISTINCT_VALUES
DISTINCT_VALUES
= GROUPBY|DISTINCT
Valori
GROUPBY|DISTINCT
Predefinito
Descrizione
DISTINCT
Specifica se SQL viene generato con una clausola
DISTINCT o
GROUP
BY per gli oggetti nel livello aziendale e negli elenchi dei valori. Nel pannello delle query la generazione delle query prende in considerazione il valore di
DISTINCT_VALUES solo quando l'opzione
Recupera righe duplicate
è deselezionata nelle proprietà delle query.
DISTINCT
: l'SQL viene generato con una clausola
DISTINCT
, ad esempio:
SELECT DISTINCT cust_name
FROM
Customer
GROUPBY
: l'SQL viene generato con una clausola
GROUP BY
, ad esempio:
SELECT cust_name
FROM
Customer
GROUP BY
Customer.cust_name
449 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
450
18.4.1.9 END_SQL
END_SQL
= Stringa
Valori
Predefinita
Descrizione
Esempio
Stringa
<stringa vuota>
L'istruzione specificata in questo parametro viene aggiunta alla fine di ogni istruzione SQL.
Per i database IBM DB2, è possibile utilizzare:
END_SQL=FOR SELECT ONLY
Il server leggerà blocchi di dati più rapidamente.
Un altro esempio:
END_SQL=’write ‘ UNVID To Usage_Audit.Querieded_uni
verse
Inserirà l'ID dell'universo in una tabella di controllo. L'istruzione può essere utilizzata per registrare altri dati quali ad esempio i dati e le tabelle sottoposte a query.
18.4.1.10 EVAL_WITHOUT_PARENTHESIS
EVAL_WITHOUT_PARENTHESIS
= Yes|No
Valori
Yes|No
Predefinito
No
2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Descrizione
Per impostazione predefinita, la funzione
@Select
(cartella\oggetto) viene sostituita dall'istruzione
SELECT per l'oggetto <cartella\oggetto> tra parentesi.
Ad esempio, quando si combinano due istruzioni
@Select
,
@Select
(oggetto1) *
@Select
(oggetto2).
Se l'SQL(oggetto1) = A-B e l'SQL(oggetto2) =C, allora l'operazione è ( A-B ) * ( C ).
È possibile annullare l'aggiunta predefinita di parentesi selezionando
EVAL_WITHOUT_PARENTHESIS = Yes
. L'operazione è quindi A - B
* C.
Yes
: le parentesi vengono rimosse dall'istruzione
SELECT per una funzione
@Select
(cartella\oggetto)
No
: le parentesi vengono aggiunte intorno all'istruzione Select per la funzione
@Select
(cartella\oggetto).
18.4.1.11 FILTER_IN_FROM
FILTER_IN_FROM = Yes|No
Valori
Yes/No
Predefinito
No
451 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Descrizione
Determina se il codice SQL generato include filtri di query nella clausola
FROM, se possibile.
Nota:
questa impostazione è applicabile solo se il parametro di generazione
SQL
ANSI92
è impostato su
Yes
.
Questo parametro è utile quando si eseguono query di tabelle con altri join esterni definiti. Ad esempio, un join esterno alle tabelle Cliente e
Prenotazioni restituisce tutti i clienti, anche quelli senza prenotazioni.
Un filtro di query nella clausola WHERE può escludere i clienti senza prenotazioni. Se il parametro
FILTER_IN_FROM viene impostato su
Yes
, il codice SQL generato include filtri di query nella clausola FROM, se possibile, per conservare i valori null restituiti dal join esterno.
Yes
: quando si genera codice SQL, vengono inseriti filtri di query nella clausola FROM, se possibile.
No
: quando si genera codice SQL, vengono inseriti filtri di query nella clausola WHERE.
18.4.1.12 FORCE_SORTED_LOV
FORCE_SORTED_LOV
= Yes|No
Valori
Yes|No
Predefinito
No
Descrizione
Recupera un elenco di valori ordinati.
Yes
: specifica che l'elenco dei valori è ordinato.
No
: specifica che l'elenco dei valori non è ordinato.
452 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
18.4.1.13 GROUPBY_PRIMARY_KEY
GROUPBY_PRIMARY_KEY = YES | NO
Valori
YES | NO
Predefinito
Descrizione
YES
Consente di disattivare l'uso della chiave primaria nella clausola
GROUP
BY
. Per impostazione predefinita, se si recuperano i dati di un oggetto con riconoscimento dell'indice, l'SQL viene ottimizzato mediante l'uso della chiave primaria nella clausola
GROUP BY
.
YES
: favorisce l'uso della chiave primaria sul nome della colonna nella clausola
GROUP BY
.
NO
: non utilizza la chiave primaria nella clausola
GROUP BY
.
18.4.1.14 INNERJOIN_IN_WHERE
INNERJOIN_IN_WHERE
= Yes|No
Valori
Yes|No
Predefinito
No
. È necessario aggiungere manualmente il parametro per attivarlo.
453 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Descrizione
Consente di forzare il sistema per generare una sintassi SQL con tutti i join interni nella clausola
WHERE quando
ANSI92
è impostato su yes.
Questo è possibile solo se una query contiene join interni (non contiene unioni di tipo ESTERNO COMPLETO, ESTERNO DESTRO o ESTERNO
SINISTRO).
Yes
: se
ANSI92
è impostato su yes, il sistema genera una sintassi join
ANSI92 nella clausola
FROM tranne quando la query contiene join interni. In questo caso, i join interni si spostano nella clausola
WHERE
.
No
: se
ANSI92
è impostato su
Yes
, il sistema genera una sintassi join
ANSI
92 nella clausola
FROM
.
18.4.1.15 JOIN_BY_SQL
JOIN_BY_SQL
= Yes|No
Valori
Predefinito
Yes|No
Descrizione
No
Specifica in che modo vengono gestite più istruzioni
SQL
. È possibile combinare più istruzioni (a condizione che il database lo consenta).
Yes
: specifica che più istruzioni SQL sono combinate.
No
: specifica che più istruzioni SQL non sono combinate. È il valore predefinito.
454
18.4.1.16 MAX_INLIST_VALUES
MAX_INLIST_VALUES
= [0-99]
Valori Intero: min-1, max dipende dal DB
2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Predefinita
Descrizione
-1
Consente di impostare il numero massimo di valori che è possibile inserire in una condizione quando si utilizza l'operatore
IN LIST
.
99: specifica che è possibile immettere fino a 99 valori quando si crea una condizione utilizzando l'operatore
IN LIST
.
Il valore massimo consentito che è possibile immettere dipende dal database.
Il valore -1 indica che non vi sono limitazioni per il numero di valori restituito, tranne quello imposto dal database.
18.4.1.17 REPLACE_COMMA_BY_CONCAT
REPLACE_COMMA_BY_CONCAT
= Yes|No
Valori
Yes|No
Predefinito
No
Descrizione
Nelle versioni precedenti di Universe Design Tool, si poteva utilizzare una virgola per separare più campi in un'istruzione Select di oggetto.
Lab virgola veniva elaborata come un operatore di concatenazione. Per universi che utilizzano già la virgola in questo modo, è possibile impostare
REPLACE_COMMA_BY_CONCAT su
No per non modificare tale proprietà. Nella versione attuale di Universe Design Tool, l'impostazione predefinita di questo parametro è
Yes
, in modo tale che le espressioni che utilizzano una virgola in questo modo vengano modificate automaticamente e utilizzino la sintassi di concatenazione.
Yes
: la virgola viene sostituita dall'espressione di concatenazione quando si incontra un oggetto.
No
: mantenere la virgola senza modificarla.
455 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
18.4.1.18 SELFJOINS_IN_WHERE
SELFJOINS_IN_WHERE
= Yes|No
Valori
Yes|No
Predefinito
Descrizione
No
Gli auto join vengono solitamente inclusi nella clausola FROM. Questo consente di forzare il sistema per generare la sintassi SQL con tutte le condizioni di un auto join nella clausola
WHERE
. Il parametro
ANSI92 deve essere impostato su
Yes affinché venga preso in considerazione.
È necessario aggiungere manualmente il parametro all'elenco per attivarlo.
Yes
: le condizioni di un auto join passano alla clausola
WHERE della query SQL.
No
: la sintassi per gli auto join viene generata in base alla convenzione
ANSI 92 e le condizioni per un auto join passano alla clausola
ON della definizione dei join di tabella nella clausola
FROM della query SQL.
18.4.1.19 SHORTCUT_BEHAVIOR
SHORTCUT_BEHAVIOR
= ShortestPath|Global|Successive
Valori
ShortestPath|Global|Successive
Predefinito
ShortestPath
456 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Descrizione
Specifica se sono supportati i join diretti.
ShortestPath
: applica collegamenti per ottenere il minor numero di tabelle nella query.
Successive
: applica collegamenti uno dopo l'altro. Se un collegamento rimuove una tabella coinvolta in un potenziale collegamento successivo, quest'ultimo non viene applicato.
Global
: applica tutti i collegamenti. Se la query risultante crea un prodotto cartesiano, non verrà applicato alcun join diretto.
Nota:
Questo parametro era elencato in precedenza come
GLOBAL_SHORT
CUTS nei file
PRM
. Il valore
Global corrisponde a
Yes e
Successive corrisponde a
No.
18.4.1.20 SMART_AGGREGATE
SMART_AGGREGATE
= Yes|No
Valori
Yes|No
Predefinito
No
457 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Descrizione
Determina la modalità di utilizzo delle tabelle di aggregati per gli indicatori intelligenti basati su tabelle di aggregati. In questo modo un oggetto universo basato su un rapporto viene aggregato correttamente. Per impostazione predefinita, il sistema utilizza i valori precalcolati delle tabelle di aggregati. Se le tabelle non sono coerenti nel corso del tempo
(periodi di tempo differenti), questo parametro consente di verificare che vengano utilizzate le tabelle di aggregati più dettagliate.
Questo parametro non è visibile nell'elenco dei parametri dell'universo
(per impostazione predefinita non è attivo). Universe Designer deve inserirlo manualmente nell'elenco dei parametri prima di poterlo attivare
(valore
Yes
).
Yes
: eventuali query di raggruppamento dovrebbero essere basate sulla tabella aggregata della query iniziale dell'indicatore intelligente basato sulla tabella aggregata.
No
: il sistema utilizza la tabella aggregata appropriata.
18.4.1.21 THROUGH_AGGREGATE_AWARE
THROUGH_AGGREGATE_AWARE = Yes|No
Valori
Yes/No
Predefinito
Yes
Nota:
per gli universi convertiti da .unv, il valore predefinito è
No
.
458 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Descrizione
Indica se viene considerato il riconoscimento degli aggregati quando si verifica la compatibilità degli oggetti query.
Questo parametro può consentire il miglioramento dei risultati delle query sugli universi .unv convertiti che restituiscono un errore.
Yes
: il riconoscimento degli aggregati viene considerato quando si verifica la compatibilità degli oggetti nella query. In alcuni casi ciò garantisce l'esito positivo della query in situazioni in cui sono presenti oggetti incompatibili (query divise) con oggetti aggregati.
No
: la verifica della compatibilità degli oggetti utilizza il comportamento per gli universi .unv.
18.4.1.22 THOROUGH_PARSE
THOROUGH_PARSE
= Yes|No
Valori
Yes|No
Predefinito
No
Descrizione
Indica la metodologia utilizzata per l'analisi nel pannello delle query e l'analisi di oggetti individuali.
Sì: le istruzioni
PREPARE, DESCRIBE e
EXECUTE vengono utilizzate per analizzare l'SQL per gli oggetti.
Prepare+DescribeCol+Execute
Le istruzioni
No: PREPARE e
DESCRIBE vengono utilizzate per analizzare l'SQL per gli oggetti.
459
18.4.1.23 TRUST_CARDINALITIES
TRUST_CARDINALITIES
= Yes|No
2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Valori
Predefinito
Descrizione
Yes|No
No
Consente di ottimizzare l'SQL in caso di risultati falsati.
Yes
: per le query che includono un indicatore, tutte le condizioni che falsano l'indicatore e che non appaiono nel riquadro Oggetti risultato vengono trasformate in sottoquery per garantire che le tabelle che potrebbero restituire risultati non reali per l'indicatore vengano escluse dalla query.
No
: non viene implementata alcuna ottimizzazione.
18.4.1.24 UNICODE_STRINGS
UNICODE_STRINGS
= Yes|No
Valori
Yes|No
Predefinito
No
460 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Descrizione
Indica se l'universo attuale può manipolare stringhe Unicode o meno.
Applicabile solo a Microsoft SQL Server e Oracle 9. Se il carattere del database nel file
SBO
è impostato come Unicode, per gestire tipi di colonne Unicode specifiche come
NCHAR e
NVARCHAR
è necessario modificare la generazione SQL.
Yes
: le condizioni basate sulle stringhe sono formattate nell'SQL in funzione del valore del parametro
UNICODE_PATTERN nel file
PRM
, ad esempio per MS SQL Server
(sqlsrv.prm)
:
UNICODE_PATTERN=N$
La condizione Customer_name='Arai ' diventa
Customer_name=N'Arai'.
Nota: quando si crea un prompt con la sintassi
@Prompt basata sul valore Unicode, il tipo di dati deve essere 'U' e non 'C'.
No
: tutte le condizioni basate su stringhe vengono formattate nell'SQL standard. Ad esempio, la condizione Customer_name='Arai ' rimane
Customer_name='Arai'
18.4.2 Parametri di generazione SQL impostati nel file PRM esteso
Nel riferimento seguente vengono descritti i parametri di generazione SQL impostati nel file PRM (Data
Access Parameter) esteso per il driver di accesso ai dati di destinazione. I file PRM estesi sono situati nella directory seguente, dove <
RDBMS
> è il nome del livello di rete o del middleware:
<
DIR_INSTALL_BIP
>\SAP BusinessObjects Enterprise XI 4.0\dataAccess\connectio nServer\<
RDBMS
>\extensions\qt
Per ulteriori informazioni sui file PRM, consultare il Manuale dell'accesso ai dati.
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461 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
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•
18.4.2.1 CASE_SENSITIVE
<Parameter Name="CASE_SENSITIVE">NO</Parameter>
Descrizione
Specifica se il database fa distinzione tra maiuscole e minuscole. Questo parametro viene utilizzato con Oracle.
Valori
YES
: il database fa distinzione tra maiuscole e minuscole.
NO
: il database non fa distinzione tra maiuscole e minuscole.
Predefinita
NO
462
18.4.2.2 COMMA
<Parameter Name="COMMA">||' '||</Parameter>
Descrizione
Specifica l’operatore di concatenamento del database usato per sostituire una virgola per gli oggetti che presentano la seguente sintassi:
Tab.Col1, Tab.Col2.
Questo parametro viene utilizzato con tutti i driver di accesso ai dati.
Valori
||' '||
+' '+
2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Impostazione predefinita
||' '||
Risultato Tab.Col1||' '||Tab.Col2
18.4.2.3 CONCAT
<Parameter Name="CONCAT">||</Parameter>
Descrizione
Specifica l’operatore di concatenamento. Il parametro viene utilizzato con tutti i driver di accesso ai dati.
Valori doppia barra verticale (
||
) o doppio segno più (
+
)
Impostazione predefinita
||
463
18.4.2.4 DELIMIT_IDENTIFIERS
<Parameter Name="DELIMIT_IDENTIFIERS">YES</Parameter>
Descrizione
Specifica se gli identificatori di database possono essere racchiusi tra virgolette. Gli identificatori sono racchiusi utilizzando il delimitatore specificato nel parametro
IDENTIFIER_DELIMITER
.
Valori
YES
: gli identificatori possono essere racchiusi tra virgolette.
NO
: gli identificatori non possono essere racchiusi tra virgolette.
Predefinita
Risultato
YES
Nome tabella="my_table"
2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
464
18.4.2.5 DELIMIT_LOWERCASE
<Parameter Name="DELIMIT_LOWERCASE"></Parameter>
Descrizione Specifica se gli identificatori del minuscolo sono delimitati da virgolette.
Valori
YES
: gli identificatori del minuscolo sono delimitati da virgolette.
NO
: gli identificatori del minuscolo non sono delimitati da virgolette.
18.4.2.6 EXTERN_SORT_EXCLUDE_DISTINCT
<Parameter Name="EXTERN_SORT_EXCLUDE_DISTINCT">YES</Parameter>
Descrizione
Specifica se l'applicazione genera un SELECT DISTINCT quando una query contiene una clausola ORDER BY.
Valori
YES
: l'istruzione SELECT DISTINCT non viene generata se la query contiene una clausola ORDER BY.
NO
: l'istruzione DISTINCT viene generata se la query contiene una clausola ORDER BY.
Predefinita
YES
18.4.2.7 GROUPBY_WITH_ALIAS
<Parameter Name="GROUPBY_WITH_ALIAS">YES</Parameter>
2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Descrizione
Valori
Predefinita
Specifica se il database può creare una clausola GROUP BY contenente degli alias nell'istruzione SELECT.
YES
: consente di creare una clausola GROUP BY nell’istruzione SELE-
CT.
NO
: non consente di creare una clausola GROUP BY con alias nell’istruzione SELECT.
YES
465
18.4.2.8 IDENTIFIER_DELIMITER
<Parameter Name="IDENTIFIER_DELIMITER">"</Parameter>
Descrizione
Specifica quanto segue.
• I nomi delle tabelle o delle colonne che contengono spazi o caratteri speciali sono racchiusi tra virgolette se il parametro
BACK_QUOTE_SUPPORTED
è attivato.
• I nomi delle tabelle o delle colonne, indipendentemente dai caratteri utilizzati, sono racchiusi tra virgolette se il parametro
DELIMIT_IDE
NTIFIERS
è attivato.
Per utilizzare questo parametro,
BACK_QUOTE_SUPPORTED o
DELI
MIT_IDENTIFIERS deve essere impostato su
YES
. Questo è il valore predefinito per entrambi i parametri.
Valori
"
(virgolette doppie): i nomi delle tabelle o delle colonne che contengono spazi o caratteri speciali sono racchiusi tra virgolette doppie.
'
(virgoletta singola): i nomi delle tabelle o delle colonne che contengono spazi o caratteri speciali sono racchiusi tra virgolette singole. Questo valore può essere usato solo con Microsoft Access.
Predefinita
Risultato
"
Nome tabella="My Table"
2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
18.4.2.9 OUTERJOINS_GENERATION
<Parameter Name="OUTERJOINS_GENERATION">ANSI92</Parameter>
Descrizione
Specifica la sintassi SQL per i join esterni.
Il valore
ANSI 92 genera un join esterno nella clausola FROM. Gli altri valori generano il join esterno nella clausola WHERE.
Quando si modifica questa impostazione, è necessario verificare le proprietà del join per accertarsi che l'espressione del join esterno sia valida e che le cardinalità siano corrette. ANSI92 non supporta alcuna personalizzazione manuale della sintassi del join.
Nota:
Il parametro
OUTERJOINS_GENERATION del file PRM è correlato all'impostazione
ANSI92 dell'universo nel modo seguente:
• Se il parametro
OUTERJOINS_GENERATION del file PRM è impostato su
ANSI_92 e il parametro
ANSI92 dell'universo è impostato su
NO
, il parametro PRM sovrascrive l'impostazione dell'universo e i join esterni sono conformi al comportamento della specifica ANSI92.
• Se il parametro
OUTERJOINS_GENERATION del file PRM è impostato su
USUAL
, l'impostazione
ANSI92 dell'universo ha precedenza e i join esterni sono conformi alla specifica ANSI92 a seconda che l'impostazione
ANSI92 dell'universo sia
YES o
NO
.
Valori
I valori primari di
OUTERJOINS_GENERATION sono:
•
ANSI_92
: il comportamento predefinito dei join esterni è conforme allo standard ANSI92 indipendentemente dal valore del parametro
ANSI92 nell'universo.
•
NO
: i join esterni non sono supportati.
•
USUAL
: viene utilizzato il comportamento dei join esterni specifico del database. Tale comportamento viene ignorato se il parametro
ANSI92
è impostato su
YES
.
Sono disponibili altre opzioni a seconda del database. Vedere i valori predefiniti riportati di seguito.
466 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
467
Predefinita
ANSI_92
: valore predefinito per Oracle, MS SQL Server 2005 e Sybase.
DB2
: valore predefinito per IBM DB2.
FULL_ODBC
: valore predefinito per Microsoft SQL Server.
INFORMIX
: valore predefinito per IBM Informix.
INGRES
: valore predefinito per Teradata.
NO
: valore predefinito per ODBC.
USUAL
: valore predefinito per HP Neoview, Netezza, IBM Red Brick e
MS SQL Server 2000.
Esempi di impostazioni del parametro OUTERJOINS_GENERATION
Impostazione =
USUAL
:
FROM T1, T2
WHERE T1.col1(+) = T2.col2
Impostazione =
DB2
:
FROM T2 LEFT OUTER JOIN T1
ON T1.col1 = T2.col2
Impostazione =
ODBC
:
FROM {oj T1 LEFT OUTER JOIN T2 ON T1.col1=T2.col2}
Where (T2.col3 = T3.col1)
Impostazione =
INFORMIX
:
FROM T2
OUTER T1
WHERE T1.col1=T2.col2
Impostazione =
FULL-ODBC
:
FROM {oj T1 RIGHT OUTER JOIN T2 ON T2.col2=T1.col1
T2 INNER JOIN 3 on T2.col3 = T3.col1}
Impostazione =
ANSI_92
:
SELECT DISTINCT t1.col1, t2.col2
FROM
(t1 RIGHT OUTER JOIN t2 ON (t1.col1=t2.col2) )
18.4.2.10 OVER_CLAUSE
2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
<Parameter Name="OVER_CLAUSE">YES</Parameter>
Descrizione
Consente alle applicazioni SAP BusinessObjects di includere funzioni
RISQL quando si generano SQL. Le funzioni RISQL supportate per il database sono elencate nel parametro
ANALYTIC_FUNCTIONS
.
Valori
YES
: le applicazioni possono includere le funzioni RISQL quando si genera il codice SQL.
NO
: le applicazioni non possono includere le funzioni RISQL quando si genera il codice SQL.
Predefinita
YES
18.4.2.11 OWNER
<Parameter Name="OWNER">YES</Parameter>
Descrizione
Specifica se il database supporta il nome del proprietario come prefisso per le tabelle.
Valori
YES
: il database supporta il nome del proprietario come prefisso per le tabelle.
NO
: il database non supporta il nome del proprietario come prefisso per le tabelle.
Predefinita
YES
468
18.4.2.12 QUALIFIER
<Parameter Name="QUALIFIER">NO</Parameter>
2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Descrizione
Valori
Specifica se il database supporta il nome del qualificatore come prefisso per le tabelle.
YES
: il database supporta il nome del qualificatore come prefisso per le tabelle.
NO
: il database non supporta il nome del qualificatore come prefisso per le tabelle.
Impostazione predefinita Dipendente da RDBMS.
18.4.2.13 UNICODE_PATTERN
<Parameter Name="UNICODE_PATTERN">UNISTR($)</Parameter>
Descrizione
Valido solo quando il parametro di generazione SQL
UNICODE_STRINGS dell'universo è impostato su
YES
. Tutte le condizioni basate su stringhe vengono quindi formattate con questo valore di stringa. Utilizzato solo con MS SQL Server e Oracle.
Valori
N$
: per MS SQL Server
UNISTR($)
: per Oracle
18.4.2.14 USER_INPUT_DATE_FORMAT
<Parameter Name="USER_INPUT_DATE_FORMAT">'gg-MM-aaaa HH:mm:ss'</Parameter>
Descrizione
Specifica i formati di data e ora predefiniti generati nella clausola WHERE di una istruzione SQL.
469 2013-11-22
Informazioni su SQL e MDX
Valori
Predefinita
{\d 'aaaa-mm-gg'}
: formato di data predefinito con ODBC.
'GG-MM-AAAA HH:MM:SS'
: formati di data e ora predefiniti con Oracle.
'MM/GG/AAAA'
: formato di data predefinito con IBM Informix.
'aaaa-mm-gg HH:mm:ss'
: formati di data e ora predefiniti per MS
SQL Server e per la maggior parte dei server IBM DB2.
'mm/gg/aaaa hh:m:s am/pm'
: formati di data e ora predefiniti con
Sybase.
'aaaa-mm-gg'
: formato di data predefinito con un gateway Sybase.
Nota:
se è necessario utilizzare variabili di ora o di indicazione data e ora con
ODBC, sostituire il valore del formato di data predefinito con:
{\t
'hh:mm:ss'} o
{\t\s 'aaaa-mm-gg hh:mm:ss'} nel file odbc.sbo
.
Vedere i valori di cui sopra.
18.4.2.15 USER_INPUT_NUMERIC_SEPARATOR
<Parameter Name="USER_INPUT_NUMERIC_SEPARATOR">.</Parameter>
Descrizione
Specifica il separatore dei decimali predefinito utilizzato nel codice SQL generato.
Valori
'
.
Impostazione predefinita
'
.
'
' (punto)
470 2013-11-22
Ulteriori informazioni
Ulteriori informazioni
Informazioni Posizione
Informazioni sul prodotto SAP BusinessObjects http://www.sap.com
SAP Help Portal
Passare a http://help.sap.com/businessobjects/ e nel pannello laterale
"SAP BusinessObjects Overview" fare clic su
All Products
.
Nel portale della Guida in linea SAP è possibile accedere alla documentazione più aggiornata riguardante tutti i prodotti SAP BusinessObjects e la relativa distribuzione. È possibile scaricare le versioni PDF o le librerie
HTML installabili.
Alcuni manuali sono memorizzati nel SAP Service Marketplace e non sono disponibili nel SAP Help Portal. Questi manuali sono elencati nell'Help Portal accompagnati da un collegamento al SAP Service Marketplace. I clienti con contratto di manutenzione dispongono di un ID utente autorizzato per l'accesso a questo sito. Per ottenere un ID, contattare il rappresentante del supporto tecnico.
SAP Service Marketplace
Docupedia http://service.sap.com/bosap-support > Documentazione
• Guide all'installazione: https://service.sap.com/bosap-instguides
• Note sulla versione: http://service.sap.com/releasenotes
Nel SAP Service Marketplace sono memorizzati alcuni documenti dei seguenti tipi: guide all'installazione, manuali di aggiornamento e migrazione, manuali della distribuzione in rete, note sulla versione e documenti relativi alle piattaforme supportate. I clienti con contratto di manutenzione dispongono di un ID utente autorizzato per l'accesso a questo sito.
Per ottenere un ID, contattare il rappresentante del supporto tecnico. Se si viene reindirizzati al SAP Service Marketplace dal SAP Help Portal, utilizzare il menu nel riquadro di spostamento sulla sinistra per individuare la categoria contenente la documentazione a cui si desidera accedere.
https://cw.sdn.sap.com/cw/community/docupedia
Docupedia fornisce ulteriori risorse di documentazione, un ambiente di creazione collaborativo e un canale di feedback interattivo.
471 2013-11-22
Ulteriori informazioni
Informazioni
Risorse per lo sviluppatore
Posizione
https://boc.sdn.sap.com/ https://www.sdn.sap.com/irj/sdn/businessobjects-sdklibrary
Articoli su SAP BusinessObjects relativi a SAP Community Network https://www.sdn.sap.com/irj/boc/businessobjects-articles
Questi articoli erano conosciuti in precedenza come schede tecniche.
Note https://service.sap.com/notes
Queste note erano conosciute in precedenza come articoli di knowledge base.
Forum su SAP Community Network https://www.sdn.sap.com/irj/scn/forums
Formazione
Supporto tecnico in linea
Consulenza http://www.sap.com/services/education
I pacchetti di formazione disponibili variano dal tradizionale apprendimento in classe ai seminari di e-learning mirati e sono in grado di soddisfare qualsiasi esigenza e stile di apprendimento.
http://service.sap.com/bosap-support
SAP Support Portal contiene informazioni sui programmi e i servizi del supporto tecnico. Inoltre, contiene collegamenti a una vasta gamma di informazioni tecniche e download. I clienti con contratto di manutenzione dispongono di un ID utente autorizzato per l'accesso a questo sito. Per ottenere un ID, contattare il rappresentante del supporto tecnico.
http://www.sap.com/services/bysubject/businessobjectsconsulting
I consulenti sono a disposizione dei clienti dalla fase di analisi iniziale fino alla consegna del progetto di distribuzione. Possono essere fornite co nsulenze su argomenti quali i database relazionali e multidimensionali, la connettività, gli strumenti di progettazione del database e la tecnologia di incorporamento personalizzata.
472 2013-11-22
Indice
A
ANSI 92
AUTO_UPDATE_QUERY
B
BLOB_COMPARISON
BOUNDARY_WEIGHT_TABLE
C
CUMULATIVE_OBJECT_WHERE
D
E
END_SQL
EXTERN_SORT_EXCLUDE_DISTINCT
USER_INPUT_NUMERIC_SEPARATOR
EVAL_WITHOUT_PARENTHESIS
EXTERN_SORT_EXCLUDE_DISTINCT
M
F
I file PRM
EXTERN_SORT_EXCLUDE_DISTINCT
USER_INPUT_NUMERIC_SEPARATOR
FORCE_SORTED_LOV
formati
G
N
O
Q
R
REPLACE_COMMA_BY_CONCAT
S
SELFJOINS_IN_WHERE
SMART_AGGREGATE
T
INNERJOIN_IN_WHERE
THOROUGH_PARSE
TRUST_CARDINALITIES
J
MAX_INLIST_VALUES
U
JOIN_BY_SQL
UNICODE_STRINGS
USER_INPUT_NUMERIC_SEPARATOR
473 2013-11-22
Indice
474 2013-11-22
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