SAP Business Intelligence platform 4.0 Support Package 2 Information Design Tool Manuale dell'utente
Advertisement
Advertisement
Manuale dell'utente di Information Design Tool
■
SAP BusinessObjects Business Intelligence platform 4.0 Support Package 2
2011-04-12
Copyright © 2011 SAP AG. Tutti i diritti riservati.SAP, R/3, SAP NetWeaver, Duet, PartnerEdge, ByDesign,
SAP Business ByDesign e altri prodotti e servizi SAP qui menzionati, come anche i relativi logo, sono marchi o marchi depositati di SAP AG in Germania e in altri paesi. Business Objects e il logo Business
Objects, BusinessObjects, Crystal Reports, Crystal Decisions, Web Intelligence, Xcelsius e altri prodotti e servizi Business Objects menzionati nel presente documento nonché i rispettivi logo sono marchi o marchi registrati di Business Objects S.A. negli Stati Uniti e in altri paesi. Business Objects
è una società SAP. Tutti gli altri nomi di prodotti e servizi qui menzionati sono marchi di proprietà dei rispettivi titolari. Questo documento ha finalità prettamente informative. Le specifiche nazionali dei prodotti possono variare di caso in caso. SAP si riserva il diritto di modificare tutti i materiali senza preavviso. I materiali sono forniti da SAP AG e dalle affiliate (“Gruppo SAP”) a solo scopo informativo, senza alcun fine illustrativo o di garanzia di qualsiasi natura; il Gruppo SAP si astiene da una qualsiasi responsabilità conseguente ad eventuali errori od omissioni riscontrati nei materiali. Le uniche garanzie applicabili ai prodotti e ai servizi del Gruppo SAP sono quelle espressamente menzionate nelle apposite garanzie rilasciate per i singoli prodotti o servizi. Nessuna parte della presente nota scritta è da interpretarsi quale garanzia accessoria.
2011-04-12
Sommario
3
2011-04-12
Sommario
4
2011-04-12
5
Sommario
2011-04-12
6
Sommario
2011-04-12
7
Sommario
2011-04-12
8
Sommario
2011-04-12
9
Sommario
2011-04-12
10
Sommario
2011-04-12
11
Sommario
2011-04-12
Sommario
12 2011-04-12
Cronologia del documento
Cronologia del documento
La seguente tabella contiene una panoramica delle modifiche principali apportate al documento.
Versione Data Descrizione
SAP BusinessObjects Business Intelligence Suite 4.0 Support Package 2
4 marzo
2011
Aggiunta documentazione per il comando Set
Case (editor della base dati), vedere
Impostazione delle maiuscole/minuscole per i nomi delle tabelle .
Aggiunta documentazione per il comando Centering on Selection (editor della base dati), vedere
Posizionamento della visualizzazione centrandola su una selezione
.
Aggiunta documentazione per mostrare i membri selezionati nel Selettore membri, vedere
Visualizzare i membri selezionati nel Selettore dei membri .
Aggiunto collegamento a informazioni sulle autorizzazioni necessarie agli utenti di query e applicazioni di report per accedere a universi abilitati per più origini in SAP NetWeaver BW, vedere
Informazioni sulle connessioni SAP NetWeaver BW
.
13 2011-04-12
Cronologia del documento
14 2011-04-12
Presentazione di Information Design Tool
Presentazione di Information Design Tool
2.1 Introduzione a Information Design Tool
2.1.1 Definizione di Information Design Tool
Information Design Tool è un ambiente di progettazione di metadati di SAP BusinessObjects che consente di estrarre, definire e manipolare i metadati delle origini relazionali e OLAP per creare e distribuire universi SAP BusinessObjects.
L'universo è una raccolta organizzata di oggetti metadati che consente agli utenti di analizzare e creare report utilizzando i dati aziendali in un linguaggio non tecnico. Tali oggetti includono dimensioni, indicatori, gerarchie, attributi, calcoli predefiniti, funzioni e query. Il livello di oggetti metadati, detto livello aziendale, viene creato in base a uno schema di database relazionale o un cubo OLAP, in modo tale che gli oggetti siano mappati direttamente alle strutture del database mediante espressioni SQL o MDX. Un universo include connessioni che identificano le origini dati in modo da consentire l'esecuzione delle query sui dati.
Il ruolo dell'universo è fornire all'utente aziendale oggetti aziendali semanticamente comprensibili.
L'utente è libero di analizzare i dati e creare report utilizzando il linguaggio aziendale più pertinente, indipendentemente dalle origini dati e dalle strutture sottostanti.
Gli universi creati con Information Design Tool possono essere utilizzati dalle seguenti applicazioni di analisi dei dati e reporting di SAP BusinessObjects a partire dalla versione BI 4:
• SAP BusinessObjects Web Intelligence
• SAP Crystal Reports for Enterprise
• SAP BusinessObjects Explorer
• SAP BusinessObjects Dashboard Design
Per consentire ai designer di creare gli universi, Information Design Tool fornisce le risorse necessarie per:
• Creare connessioni alle origini dati.
• Estrarre uno schema di cubo OLAP completo.
• Estrarre tabelle e join per creare uno schema relazionale detto base dati.
15 2011-04-12
Presentazione di Information Design Tool
• Creare oggetti metadati dal cubo o dalla base dati. Tali oggetti sono contenuti e organizzati in un livello aziendale. È possibile convalidare le espressioni SQL e MDX negli oggetti ed eseguire query sul database di destinazione per testare il livello aziendale.
• Condividere risorse per consentire a più designer di utilizzare le stesse risorse contemporaneamente.
• Pubblicare un universo che riunisca il livello aziendale, la base dati e le connessioni in un unico file di universo (.unx):
• Pubblicare un universo nel repository da implementare nelle distribuzioni delle applicazioni di analisi dei dati e reporting di SAP BusinessObjects.
• Pubblicare un universo localmente, in modo che venga implementato dalle applicazioni client in modalità autonoma (ad esempio Web Intelligence Rich Client).
• Creare profili di protezione per definire l'accesso degli utenti ai dati e ai metadati dell'universo.
Argomenti correlati
•
Risorse di progettazione disponibili in Information Design Tool
2.1.2 Utenti di Information Design Tool
Information Design Tool è un'applicazione di modellazione per i metadati. Fornisce risorse per l'estrazione, la progettazione e la pubblicazione dei metadati, che consentono di creare e distribuire gli universi SAP BusinessObjects. Il profilo utente per Information Design Tool è lo stesso dell'utente che per la progettazione degli universi utilizza BusinessObjects Universe Designer con le versioni precedenti.
Il designer che crea un universo può essere un amministratore del database, un gestore o sviluppatore di applicazioni, un responsabile dei progetti o un autore di report che ha acquisito competenze sufficienti per creare universi per gli altri utenti. Un amministratore della protezione utilizza inoltre Information
Design Tool per definire i profili di protezione per l'universo.
In un'azienda può esistere uno o più designer di universi. Il numero di designer di universi dipende dalle esigenze dell'azienda stessa. Ad esempio, un designer di universi potrebbe essere nominato per ciascuna area applicativa, progettuale o funzionale.
Quando gli universi vengono creati da diverse persone, risulta di fondamentale importanza definire un insieme di regole o linee guida per la terminologia, in modo che gli oggetti vengano rappresentati in modo coerente.
2.2 Introduzione a risorse e workflow
16 2011-04-12
Presentazione di Information Design Tool
2.2.1 Risorse di progettazione disponibili in Information Design Tool
Information Design Tool fornisce le seguenti risorse di progettazione che è possibile utilizzare per estrarre i metadati dalle origini dati OLAP o relazionali e quindi per creare un livello semantico di oggetti destinati a un gruppo di utenti specifico:
Risorsa Descrizione
Progetto
Un progetto è uno spazio di lavoro denominato. Un progetto contiene una o più risorse, che vengono utilizzate per creare uno o più universi.
È possibile condividere un progetto in modo tale che più designer possano utilizzare la stessa risorsa.
Connessione
Base dati
Una connessione è un insieme denominato di parametri che definisce in che modo un universo può accedere a un database relazionale o OLAP.
La connessione può essere un file locale o un oggetto in un repository condiviso a cui fa riferimento un collegamento locale in Information Design Tool. Un universo è sempre associato ad almeno una connessione.
Una base dati è una schema che definisce le tabelle e i join rilevanti di uno o più database relazionali. Il designer può ottimizzare la base dati aggiungendo contesti, prompt, colonne calcolate e altre definizioni SQL. La base dati diventa la base di uno o più livelli aziendali.
Livello aziendale
Un livello aziendale è una raccolta di oggetti metadati che fornisce un'astrazione delle entità di database relazionali o di cubi OLAP comprensibile per l'utente aziendale. Gli oggetti vengono mappati attraverso le espressioni SQL a una base dati sottostante oppure attraverso le espressioni MDX a un cubo OLAP sottostante. Tali oggetti comprendono dimensioni, gerarchie, indicatori, attributi e condizioni predefinite.
Il livello aziendale è l'universo in fase di creazione e, una volta completato, viene compilato con le connessioni o i collegamenti alle connessioni e la base dati, pubblicato e distribuito come universo.
Query
Una query è una serie di oggetti che definiscono una richiesta di dati al database.
Può essere definita e salvata nel livello aziendale come oggetto metadati da utilizzare per testare gli oggetti nel livello aziendale.
17 2011-04-12
Presentazione di Information Design Tool
Risorsa Descrizione
Parametri ed elenchi dei valori
Un parametro è una variabile dell'universo che richiede un valore durante l'esecuzione della query. I parametri vengono spesso definiti in modo da richiedere all'utente di fornire un valore e in questo caso vengono detti prompt.
L'elenco di valori è una raccolta di valori di dati che possono essere associati a un oggetto nell'universo, consentendo all'utente di scegliere i valori per un prompt.
Parametri ed elenchi di valori possono essere definiti nella base dati e vengono ereditati da tutti i livelli aziendali della base dati.
Parametri ed elenchi di valori possono inoltre essere definiti nel livello aziendale
Universo
Un universo è un file compilato che include tutte le risorse utilizzate nella definizione degli oggetti metadati creati nella progettazione del livello aziendale.
L'universo viene utilizzato dalle applicazioni di analisi dei dati e creazione di report di SAP BusinessObjects in cui gli oggetti del livello aziendale sono visibili per l'analisi e la creazione di report.
Argomenti correlati
•
Creazione di un progetto locale
•
•
•
Descrizione di un livello aziendale
•
Informazioni sugli oggetti query in un livello aziendale
•
•
Informazioni sulla pubblicazione delle risorse
2.2.2 Creazione di un universo con Information Design Tool
Viene creato un universo quando si pubblica un livello aziendale come singolo file (.unx) in un repository o un file system. In questa sezione viene descritta la procedura generale da seguire per creare e utilizzare le risorse necessarie in Information Design Tool per creare e distribuire un universo SAP
BusinessObjects.
È possibile creare un universo da due tipi di origini dati:
• Uno o più database relazionali
• Un cubo OLAP
18 2011-04-12
Presentazione di Information Design Tool
La procedura seguita per creare un universo è praticamente la stessa sia per le origini dati relazionali che per quelle OLAP, eccetto che per un universo basato su un'origine relazionale è necessario creare una base dati prima di creare il livello aziendale. Ciò non è necessario quando si utilizza una connessione a un cubo OLAP per l'universo: gli oggetti vengono presentati dal cubo ed è possibile selezionarli direttamente per l'universo.
Per creare un universo seguire questa procedura:
Attività dell'universo
Valido per relazionale
Valido per
OLAP
Descrizione
Creare un progetto locale
Sì Sì
Un progetto è uno spazio di lavoro definito all'interno di
Information Design Tool che contiene la risorsa necessaria per creare un universo. È necessario creare un progetto in cui memorizzare le risorse prima di creare un universo.
Un progetto può contenere qualsiasi numero di risorse indipendenti, ad esempio basi dati, livelli aziendali e connessioni. Tutte le risorse contenute in un progetto possono essere utilizzate in modo intercambiabile, ad esempio una connessione può essere utilizzata da diverse basi dati all'interno dello stesso progetto.
Definire connessioni
Sì Sì
È possibile creare una connessione a un database relazionale o un cubo OLAP. Utilizzare la procedura guidata
Nuova connessione per definire e salvare i parametri di connessione.
Una connessione è una risorsa indipendente. Una connessione relazionale può essere utilizzata da più basi dati, una connessione OLAP o una base dati può essere utilizzata da più livelli aziendali. La connessione può essere memorizzata come file locale nel file system oppure come connessione protetta in un repository. La connessione protetta richiede una risorsa collegamento di connessione nel progetto locale per fare riferimento alla connessione protetta nel repository.
Nella visualizzazione delle risorse del repository, è possibile creare le connessioni protette direttamente nel repository e creare i collegamenti alle connessioni.
19 2011-04-12
Presentazione di Information Design Tool
Attività dell'universo
Valido per relazionale
Valido per
OLAP
Descrizione
Creare una base dati
Sì No
Per creare una base dati per un universo basato su database relazionali, se l'universo ha una sola origine, iniziare con una connessione che identifichi l'origine dati.
È inoltre possibile creare una base dati con più connessioni, in modo tale che l'universo pubblicato sia in grado di accedere a più origini dati. In questo caso, creare una base dati con più origini.
Non creare una base dati se l'universo è basato su una connessione OLAP. Gli oggetti metadati sono disponibili direttamente dal cubo, quindi non è necessario un livello di mappatura intermedio per creare il livello aziendale.
Creare un livello aziendale
Pubblicare un universo
Sì
Sì
Sì
Sì
Il livello aziendale è la raccolta di oggetti metadati creati in base a una base dati o un cubo OLAP. Utilizzare la creazione guidata del livello aziendale per scegliere l'origine dati: una base dati o un cubo OLAP.
Per i livelli aziendali relazionali, è possibile scegliere di generare automaticamente gli oggetti nel livello aziendale per tutte le strutture della base dati oppure di selezionare le colonne da mappare come oggetti.
Per i livelli aziendali OLAP, gli oggetti vengono creati per tutte le strutture del cubo.
Gli oggetti vengono visualizzati nel riquadro Livello aziendale. È possibile aggiungere dimensioni, gerarchie, indicatori, attributi e altri oggetti in base ai requisiti di progettazione dell'universo. Le istruzioni SQL o MDX possono essere convalidate in qualsiasi momento. È possibile creare oggetti query, elenco di valori, parametro
(detti anche prompt) e percorso di navigazione.
Per creare un livello aziendale relazionale con più origini dati, è necessario che il livello aziendale sia basato su una base dati con più origini.
Il livello aziendale può essere pubblicato come universo
(file .unx) in un repository o nel file system locale.
20 2011-04-12
Presentazione di Information Design Tool
Attività dell'universo
Valido per relazionale
Valido per
OLAP
Descrizione
Definire la protezione dell'universo
Sì Sì
Per definire la protezione dell'universo pubblicato in un repository, utilizzare l'editor di protezione in Information
Design Tool.
Argomenti correlati
•
Informazioni sui progetti locali
•
Creazione di una connessione relazionale
•
Creazione di una connessione OLAP
•
•
Creazione di un livello aziendale
•
Informazioni sulla pubblicazione delle risorse
•
Presentazione della protezione degli universi
•
Informazioni sulla gestione delle risorse del repository
2.2.3 Impostazione delle preferenze utente per Information Design Tool
È possibile impostare le preferenze in modo da personalizzare i comportamenti e le modalità di visualizzazione di Information Design Tool, ad esempio:
• Impostare le regole di verifica dell'integrità
• Impostare le regole di rilevamento automatico per la base dati
• Impostare le opzioni per la visualizzazione grafica per la base dati
• Impostare la lingua dell'interfaccia utente
1.
Selezionare Finestra > Preferenze
Viene visualizzata la finestra di dialogo "Preferenze".
2.
Per impostare preferenze specifiche per l'applicazione, espandere il nodo Information Design
Toole accedere al tipo di preferenza da modificare.
3.
Impostare le preferenze e fare clic su Applica, quindi su OK.
2.2.4 Reimpostazione della visualizzazione dell'interfaccia utente
21 2011-04-12
Presentazione di Information Design Tool
È possibile personalizzare l'interfaccia utente di Information Design Tool trascinando e rilasciando schede e visualizzazioni degli editor, riducendo a icona le visualizzazioni, nascondendo e suddividendo i pannelli all'interno delle visualizzazioni.
Per reimpostare la configurazione predefinita dell'interfaccia utente, selezionare Finestra > Reimposta
visualizzazione predefinita.
22 2011-04-12
Utilizzo delle proprietà
Utilizzo delle proprietà
3.1 Informazioni sui progetti locali
La prima fase della creazione delle risorse in Information Design Tool è la creazione di un progetto locale nella visualizzazione Progetti locali. Tutte le risorse, tranne le protezioni protette e i profili di protezione, vengono create e modificate in un progetto locale.
Le risorse e le cartelle di un progetto locale vengono archiviate come cartelle e file fisici nel file system locale. La visualizzazione Progetti locali consente di spostarsi tra i progetti locali e di aprire le risorse in Information Design Tool.
Una volta creato un progetto locale, esistono alcune procedure per inserirvi le risorse:
• Creare le risorse utilizzando le procedure guidate disponibili nel menu Nuovo.
• Convertire un universo .unv creato con Universe Design Tool o migrato da una versione precedente.
• Recuperare un universo pubblicato.
Per modificare le risorse mediante gli editor di Information Design Tool, fare doppio clic sul nome di ogni risorsa nel progetto locale.
Le altre operazioni che è possibile eseguire con le risorse locali sono:
• Creare un progetto condiviso in modo tale da condividere le risorse con altri designer.
• Verificare l'integrità delle basi dati e dei livelli aziendali.
• Pubblicare un livello aziendale come universo nel file system locale o in un repository.
• Pubblicare una connessione in un repository.
• Visualizzare le risorse dipendenti.
• Salvare una risorsa come report.
Per ulteriori informazioni su queste operazioni, vedere gli argomenti correlati.
Argomenti correlati
•
Creazione di un progetto locale
•
Conversione degli universi .unv
•
Recupero di un universo pubblicato
•
Informazioni sui progetti condivisi
•
Informazioni sulla verifica dell'integrità
•
Informazioni sulla pubblicazione delle risorse
•
Informazioni sulle dipendenze delle risorse
•
Salvataggio delle risorse come report
23 2011-04-12
Utilizzo delle proprietà
3.1.1 Creazione di un progetto locale
1.
Selezionare File > Nuovo > Progetto.
2.
Assegnare al progetto un nome univoco.
3.
Il percorso predefinito dei file locali viene visualizzato nella casella di testo Percorso progetto. Per selezionare una cartella locale diversa per il progetto locale, fare clic su
Percorso progetto.
nella casella di testo
4.
Fare clic su Fine.
Il progetto viene creato nel file system locale e visualizzato nella visualizzazione Progetti locali.
3.1.2 Nomi di risorsa
I nomi di risorsa identificano le connessioni, le basi dati e i livelli aziendali in un progetto locale. Il nome viene assegnato alla risorsa al momento della creazione e deve essere univoco all'interno del progetto locale.
Se necessario, è possibile inserire una descrizione della risorsa.
Argomenti correlati
•
Risorse di progettazione disponibili in Information Design Tool
3.1.3 Salvataggio delle risorse come report
È possibile salvare qualsiasi risorsa di un progetto locale come report in un file locale.
1.
Per generare un report, fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome della risorsa nella visualizzazione Progetti locali e selezionare Salva con nome.
2.
Nella finestra di dialogo "Genera report" immettere un nome e un percorso di file per il report. Fare clic su nella casella di testo Posizione report.
Selezionare una posizione nel file system locale. Il report generato può essere un file di tipo .pdf,
.html o .txt.
3.
Per le risorse di dimensioni maggiori (basi dati e livelli aziendali) è possibile stabilire quali elementi metadati includere nel report selezionando le caselle di controllo nella finestra Elementi metadati.
4.
Fare clic su Genera per creare il report.
24 2011-04-12
Utilizzo delle proprietà
3.2 Informazioni sui progetti condivisi
Un progetto condiviso è un progetto contenuto in un repository che consente di mettere a disposizione le risorse per altri designer. Le risorse vengono sincronizzate tra i progetti locali e quelli condivisi in modo tale che possano essere utilizzate dagli altri designer.
La visualizzazione di sincronizzazione progetto consente di spostarsi nei progetti condivisi e nei relativi contenuti.
Se si desidera creare risorse che verranno utilizzate da più designer, utilizzare il seguente workflow generale:
1.
Creare risorse in un progetto locale.
2.
Quando le risorse sono pronte, condividere il progetto locale. In questo modo viene creato sul server un progetto condiviso con lo stesso nome.
3.
Sincronizzare le risorse nel progetto che si desidera condividere. Le risorse sono disponibili nel progetto condiviso per l'accesso da parte di altri designer.
Se si desidera lavorare con risorse già esistenti su cui stanno lavorando anche altri designer, utilizzare il seguente workflow generale:
1.
Nella visualizzazione di sincronizzazione progetto, in un progetto condiviso selezionato, bloccare le risorse che si desidera utilizzare.
Nota:
i blocchi sono disponibili come strumento di comunicazione tra i designer. Quando altri designer aprono la visualizzazione di sincronizzazione progetto, il blocco li informa che si stanno apportando delle modifiche. Impedisce inoltre ad altri designer di aggiornare tali risorse nel proprio progetto condiviso mentre sono bloccate. Tuttavia, qualsiasi designer può sbloccare le risorse, se necessario.
2.
Sincronizzare il progetto per aggiornare le risorse nel progetto locale in base alle ultime modifiche apportate sul server. Se non si dispone già di una versione locale del progetto, ne verrà creata una nella visualizzazione Progetti locali.
Nota:
può essere opportuno rivedere le modifiche apportate sul server prima di aggiornarle nel progetto locale. Per ulteriori informazioni, vedere l'argomento correlato sull'unione delle modifiche nelle risorse condivise.
3.
Una volta apportate le modifiche, nella visualizzazione di sincronizzazione progetto, sincronizzare il progetto per salvare le modifiche sul server.
4.
Sbloccare le risorse.
Argomenti correlati
•
Creazione di un progetto condiviso da un progetto locale
•
Sincronizzazione di un progetto
•
•
25 2011-04-12
Utilizzo delle proprietà
•
Unione di modifiche alle risorse condivise
3.2.1 Creazione di un progetto condiviso da un progetto locale
Il progetto condiviso avrà lo stesso nome del progetto locale. Un progetto con lo stesso nome non può esistere già nel repository.
Nota:
Per rinominare un progetto condiviso già esistente, utilizzare l'apposito comando nella visualizzazione di sincronizzazione progetto. Per ulteriori informazioni sull'assegnazione di un nuovo nome a un progetto condiviso, vedere l'argomento correlato.
1.
Nella visualizzazione Progetti locali selezionare il progetto da condividere. Fare clic con il pulsante destro del mouse e selezionare Nuovo progetto condiviso.
2.
Nella finestra di dialogo "Apri sessione" selezionare la sessione del sistema di repository da aprire e immettere la propria autenticazione per il sistema.
La visualizzazione di sincronizzazione progetto si apre visualizzando un progetto condiviso con lo stesso nome del progetto locale. A questo punto il progetto condiviso è vuoto.
3.
Nella visualizzazione di sincronizzazione progetto, sincronizzare le risorse che si desidera salvare nel progetto condiviso.
Argomenti correlati
•
Assegnazione di un nuovo nome a un progetto condiviso
•
•
Sincronizzazione di un progetto
3.2.2 Assegnazione di un nuovo nome a un progetto condiviso
Utilizzare questa procedura per assegnare un nuovo nome a un progetto condiviso già esistente nel repository.
1.
Aprire la visualizzazione di sincronizzazione progetto con una sessione per il sistema del repository in cui viene salvato il progetto condiviso.
2.
Selezionare il progetto condiviso dalla casella di riepilogo Progetto condiviso.
3.
Fare clic sull'icona Rinomina progetto condiviso .
4.
Immettere un nuovo nome che sia univoco nel repository.
5.
Per creare un progetto locale con il nuovo nome nella visualizzazione Progetti locali, sincronizzare il progetto.
26 2011-04-12
Utilizzo delle proprietà
I progetti locali con il nome originario non vengono più associati al progetto condiviso con il nuovo nome. Le risorse negli stessi progetti locali non possono più essere sincronizzate con il progetto condiviso rinominato.
Argomenti correlati
•
Apertura della visualizzazione di sincronizzazione progetto
•
Sincronizzazione di un progetto
3.2.3 Eliminazione di un progetto condiviso
1.
Aprire la visualizzazione di sincronizzazione progetto con una sessione per il sistema del repository in cui viene salvato il progetto condiviso.
2.
Selezionare il progetto condiviso dalla casella di riepilogo Progetto condiviso.
3.
Fare clic sull'icona Elimina progetto condiviso .
Nota:
L'eliminazione di un progetto condiviso non può essere annullata.
Il progetto condiviso viene eliminato dal repository. Le risorse dei progetti locali associate al progetto condiviso eliminato non subiscono modifiche, tuttavia gli stati di sincronizzazione del progetto locale andranno perduti.
3.3 Sincronizzazione dei progetti
La sincronizzazione di un progetto inizia con il confronto tra le risorse di un progetto presente nella visualizzazione Progetti locali e quelle di un progetto condiviso associato presente nel repository server.
La sincronizzazione rileva le risorse aggiunte, le risorse eliminate e le differenze tra le risorse. In base alle differenze rilevate, è possibile aggiornare le risorse locali e quelle condivise.
Per sincronizzare un progetto utilizzare la visualizzazione di sincronizzazione progetto, in cui le informazioni relative alla sincronizzazione sono suddivise in due riquadri:
• Il riquadro Progetto condiviso visualizza le risorse presenti nel progetto condiviso sul server.
Accanto al nome della risorsa appare un'icona a forma di lucchetto se la risorsa è bloccata. Vengono fornite altre informazioni sulle risorse presenti sul server: l'utente che ha apportato per ultimo delle modifiche e la relativa data, l'utente che ha bloccato la risorsa e la relativa data.
• Il riquadro Stato sincronizzazione visualizza lo stato di ogni risorsa. Lo stato viene determinato confrontando le risorse nei progetti locali e in quelli condivisi.
Nella tabella sono indicati i diversi stati di sincronizzazione con il relativo significato.
27 2011-04-12
Utilizzo delle proprietà
Stato
Aggiunto localmente
Modificato localmente
Eliminato localmente
Aggiunto su server
Modificato su server
Eliminato su server
In conflitto
Descrizione
La risorsa è stata aggiunta al progetto locale ma non al progetto condiviso.
La risorsa è stata modificata nel progetto locale, ma non nel progetto condiviso, dopo l'ultima sincronizzazione.
La risorsa è stata eliminata dal progetto locale ma esiste ancora nel progetto condiviso.
La risorsa non è nel progetto locale ma esiste nel progetto condiviso.
La risorsa è stata modificata nel progetto condiviso, ma non nel progetto locale, dopo l'ultima sincronizzazione.
La risorsa esiste nel progetto locale ma è stata eliminata dal progetto condiviso.
Una delle seguenti situazioni crea uno stato di conflitto:
• La risorsa è stata modificata in modo diverso nel progetto locale e in quello condiviso dopo l'ultima sincronizzazione.
• Una risorsa con lo stesso nome è stata aggiunta nel progetto locale e in quello condiviso dopo l'ultima sincronizzazione.
• La risorsa è stata modificata nel progetto locale ma eliminata dal progetto condiviso.
• La risorsa è stata modificata nel progetto condiviso ma eliminata dal progetto locale.
Le risorse sono identiche.
Sincronizzato
Tre comandi consentono di sincronizzare le risorse. Quando si selezionano le risorse da sincronizzare,
è possibile selezionare singole risorse o cartelle. La tabella che segue contiene un riepilogo delle azioni di sincronizzazioni possibili.
28 2011-04-12
Utilizzo delle proprietà
Icona Comando Azione di sincronizzazione
Recupera modifiche dal server
Per le risorse selezionate:
• Se lo stato è Aggiunto su server, la risorsa viene aggiunta al progetto locale.
• Se lo stato è Modificato su server, la risorsa viene aggiornata nel progetto locale.
• Se lo stato è Eliminato su server, la risorsa viene eliminata dal progetto locale.
• Se lo stato è In conflitto, la risorsa presente sul server (sia che sia stata aggiunta, modificata o eliminata) viene copiata nel progetto locale, indipendentemente dalla modifica apportata nel progetto locale.
Per tutti gli altri stati, non vengono intraprese azioni.
Nota:
può essere opportuno rivedere le modifiche apportate sul server prima di aggiornarle nel progetto locale. Per ulteriori informazioni, vedere l'argomento correlato sull'unione delle modifiche nelle risorse condivise.
Salva modifiche sul server
Per le risorse selezionate:
• Se lo stato è Aggiunto localmente, la risorsa viene aggiunta al progetto condiviso sul server.
• Se lo stato è Modificato localmente, la risorsa viene aggiornata nel progetto condiviso sul server.
• Se lo stato è Eliminato localmente, la risorsa viene eliminata dal progetto condiviso sul server.
• Se lo stato è In conflitto, la risorsa presente nel progetto locale (sia che sia stata aggiunta, modificata o eliminata) viene copiata nel progetto condiviso, indipendentemente dalla modifica apportata nel progetto condiviso.
Nota:
se una risorsa è bloccata da un altro utente, viene visualizzato un messaggio di errore e le modifiche o eliminazioni non vengono effettuate sul server.
Per tutti gli altri stati, non vengono intraprese azioni.
29 2011-04-12
Utilizzo delle proprietà
Icona Comando
Ripristina modifiche
Azione di sincronizzazione
Per le risorse selezionate, il progetto locale viene aggiornato in base al progetto condiviso sul server, indipendentemente dallo stato.
Nota:
Ripristina modifiche consente di aggiornare il progetto locale analogamente a Recupera modi-
fiche dal server con l'eccezione che se una risorsa
è stata creata nel progetto locale e non è ancora stata salvata sul server, Ripristina modifiche elimina la nuova risorsa locale, mentre Recupera modi-
fiche dal server mantiene la nuova risorsa locale.
L'elenco di risorse nel riquadro Stato sincronizzazione può essere filtrato in base allo stato utilizzando le icone della barra degli strumenti del riquadro:
Visualizza tutte le risorse. Azzera i filtri e visualizza tutte le risorse indipendentemente dallo stato.
Mostra o nasconde le risorse con stato Sincronizzato.
Mostra o nasconde le risorse presenti nel progetto locale che sono state modificate rispetto al server.
Mostra o nasconde le risorse con stato In conflitto.
Mostra o nasconde le risorse presenti sul server che sono state modificate rispetto al progetto locale.
Argomenti correlati
•
Sincronizzazione di un progetto
•
•
•
Unione di modifiche alle risorse condivise
3.3.1 Apertura della visualizzazione di sincronizzazione progetto
1.
Per aprire la visualizzazione di sincronizzazione progetto, fare clic sull'icona Sincronizzazione
progetto
nella barra degli strumenti.
30 2011-04-12
Utilizzo delle proprietà
2.
Fare clic sull'icona Cambia sessione nella visualizzazione di sincronizzazione progetto per aprire una sessione nel sistema repository in cui sono salvati i progetti condivisi.
Dopo avere immesso le informazioni di autenticazione, è possibile gestire i progetti condivisi e selezionare un progetto da sincronizzare nella casella di riepilogo Progetto condiviso.
Argomenti correlati
•
•
3.3.2 Sincronizzazione di un progetto
Per essere sincronizzato, un progetto deve essere condiviso.
Sincronizzare un progetto quando si desidera eseguire le operazioni seguenti:
• Aggiornare le risorse locali con le modifiche salvate nel progetto condiviso.
• Salvare nel progetto condiviso le modifiche apportate alle risorse locali.
• Ripristinare le risorse locali in base alla copia archiviata nel progetto condiviso.
• Creare una copia locale di un progetto condiviso.
1.
Aprire la visualizzazione di sincronizzazione progetto con una sessione per il sistema del repository in cui viene salvato il progetto condiviso.
2.
Selezionare il progetto condiviso dall'elenco Progetto condiviso.
3.
Per visualizzare lo stato più recente della sincronizzazione delle risorse del progetto, nel riquadro con l'etichetta Stato sincronizzazione (confronto tra progetto locale e progetto condiviso), espandere il progetto e fare clic sull'icona di aggiornamento .
Per ulteriori informazioni sullo stato della sincronizzazione e le azioni possibili, consultare gli argomenti correlati sulla sincronizzazione dei progetti.
4.
Sincronizzare il progetto:
• Per aggiornare il progetto locale in base alle risorse che sono state modificate nel progetto condiviso, selezionare le risorse nell'elenco e fare clic sull'icona Recupera modifiche dal
server
.
Se nella visualizzazione Progetti locali non esiste un progetto con il nome del progetto condiviso, viene creato un progetto locale.
Nota:
può essere opportuno rivedere le modifiche apportate sul server prima di aggiornarle nel progetto locale. Per ulteriori informazioni, vedere l'argomento correlato sull'unione delle modifiche nelle risorse condivise.
• Per aggiornare il progetto condiviso con le modifiche apportate localmente, selezionare le risorse nell'elenco e fare clic sull'icona Salva modifiche sul server .
31 2011-04-12
Utilizzo delle proprietà
Nota:
Le risorse bloccate da un altro utente non possono essere aggiornate sul server. Tuttavia, se necessario, qualsiasi utente può sbloccare le risorse.
Se si sta aggiornando il server in base a risorse che sono state bloccate, sincronizzando le modifiche le risorse non vengono sbloccate. È necessario sbloccare le risorse in modo esplicito nel server.
• Per ripristinare le risorse del progetto locale in base alla copia archiviata nel server, selezionare le risorse e fare clic sull'icona Ripristina modifiche .
Argomenti correlati
•
•
Apertura della visualizzazione di sincronizzazione progetto
•
•
•
Unione di modifiche alle risorse condivise
3.3.3 Blocco di una risorsa
Per poter essere bloccata, la risorsa deve trovarsi in un progetto condiviso.
Bloccare una risorsa quando si desidera segnalare ai designer che aprono la visualizzazione di sincronizzazione progetto che si sta utilizzando la risorsa.
1.
Aprire la visualizzazione di sincronizzazione progetto con una sessione per il sistema del repository in cui viene salvato il progetto condiviso.
2.
Selezionare il progetto condiviso dalla casella di riepilogo Progetto condiviso.
3.
Nel riquadro Progetto condiviso in espandere il progetto.
4.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla risorsa e selezionare Blocca.
Nota:
L'azione di blocco non aggiorna i contenuti della risorsa nel progetto locale né in quello condiviso.
Per salvare le modifiche, sincronizzare la risorsa.
Argomenti correlati
•
Apertura della visualizzazione di sincronizzazione progetto
•
32 2011-04-12
Utilizzo delle proprietà
3.3.4 Sblocco di una risorsa
Sbloccare una risorsa dopo avere aggiornato le modifiche sul server e informato gli altri designer che l'operazione è stata completata. Una volta sbloccata la risorsa, gli altri designer potranno bloccarla e/o aggiornare la versione sul server apportando delle modifiche.
Nota:
se necessario, è possibile sbloccare una risorsa bloccata da un altro utente.
1.
Aprire la visualizzazione di sincronizzazione progetto con una sessione per il sistema del repository in cui viene salvato il progetto condiviso.
2.
Selezionare il progetto condiviso dalla casella di riepilogo Progetto condiviso.
3.
Nel riquadro Progetto condiviso in espandere il progetto.
4.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla risorsa e selezionare sblocca.
Nota:
l'azione di sblocco non aggiorna la risorsa sul server inserendo eventuali modifiche apportate nel progetto locale. Per salvare le modifiche, sincronizzare la risorsa.
Argomenti correlati
•
Apertura della visualizzazione di sincronizzazione progetto
•
3.3.5 Unione di modifiche alle risorse condivise
Quando si sincronizza una risorsa condivisa, prima di ottenere le modifiche dal server, potrebbe essere necessario riesaminare le modifiche e decidere quali di esse applicare alla risorsa locale. La procedura che segue descrive un metodo di unione manuale delle modifiche apportate in risorse differenti.
Si supponga, ad esempio, di utilizzare una risorsa denominata NuovaBaseDati in un progetto locale.
Il progetto è condiviso in un repository. Quando s sincronizza il progetto, lo stato di sincronizzazione di NuovaBaseDati è Modificato su server o In conflitto.
Per rivedere e unire manualmente le modifiche:
1.
Nel progetto locale, fare clic con il pulsante destro del mouse su NuovaBaseDati e selezionare
Copia.
2.
Fare di nuovo clic con il pulsante destro del mouse (nel progetto locale) e selezionare Incolla.
Una copia di NuovaBaseDati viene salvata nel progetto locale.
33 2011-04-12
Utilizzo delle proprietà
3.
Nella visualizzazione di sincronizzazione progetto, selezionare NuovaBaseDati ed eseguire la sincronizzazione selezionando Recupera modifiche dal server.
4.
Aprire sia NuovaBaseDati che Copia di NuovaBaseDati nell'editor base dati facendo doppio clic su ogni nome di risorsa nel progetto locale.
Ogni copia verrà aperta in una scheda separata dell'editor.
5.
Confrontare le modifiche recuperate dal server in NuovaBaseDati con le modifiche locali in Copia di NuovaBaseDati.
6.
Nella scheda dell'editor con NuovaBaseDati aperta, eliminare eventuali modifiche del server che non si desidera mantenere e aggiungere eventuali modifiche apportate localmente che invece si desidera mantenere.
7.
Salvare le modifiche a NuovaBaseDati nell'editor.
8.
Aggiornare la sincronizzazione nella visualizzazione di sincronizzazione progetto. Aggiornare il server selezionando NuovaBaseDati e quindi Salva modifiche sul server.
Infine, una volta verificate le modifiche unite, è possibile eliminare Copia di NuovaBaseDati dal progetto locale.
3.4 Informazioni sulle dipendenze delle risorse
Apportare modifiche a una risorsa, ad esempio eliminarla da un progetto locale, spostarla in un altro progetto locale o aggiornarla, può avere un certo impatto sulle altre risorse che dipendono da essa.
Tale impatto viene segnalato prima di eseguire l'eliminazione o lo spostamento di una risorsa.
Per semplificare la comprensione dell'impatto delle modifiche e la pianificazione del lavoro, esistono comandi che consentono di visualizzare le dipendenze tra le risorse e i relativi oggetti.
Dipendenze tra risorse locali
Il comando Mostra dipendenze locali visualizza le dipendenze esistenti tra le risorse di un progetto locale.
Esempio:
Per visualizzare l'elenco di tutte le risorse interessate dall'eventuale modifica della <Base dati A>, selezionare il comando Mostra dipendenze locali per la <Base dati A>.
Nella scheda Risorse dipendenti sono riportati il <Livello aziendale X> e il <Livello aziendale Y>.
Questi livelli aziendali contengono riferimenti alla <Base dati A> e potrebbero contenere riferimenti non validi se si elimina o si modifica la <Base dati A>.
Nella scheda Risorse di riferimento viene indicata la <Connessione Z>. La base dati fa riferimento a questa connessione. Eventuali modifiche apportate alla <Connessione Z> possono influire sulla
<Base dati A> e sulle relative dipendenze.
34 2011-04-12
Utilizzo delle proprietà
Dipendenze tra oggetti e risorse locali
Negli editor di base dati e livello aziendale, è inoltre possibile utilizzare il comando Mostra dipendenze
locali per visualizzare le risorse locali che dipendono da un particolare oggetto tabella, colonna o livello aziendale.
Dipendenze tra risorse locali e risorse di repository
Il comando Mostra dipendenze repository visualizza gli universi pubblicati in un determinato repository a cui fa riferimento la base dati o il livello aziendale selezionato.
Argomenti correlati
•
Visualizzazione delle dipendenze locali
•
Visualizzazione delle dipendenze del repository
•
Visualizzazione delle dipendenze locali
3.4.1 Visualizzazione delle dipendenze locali
Per visualizzare le risorse di un progetto locale che dipendono da una risorsa selezionata:
1.
Nella visualizzazione Progetti locali, selezionare la risorsa per cui si desidera visualizzare le dipendenze.
2.
Fare clic con il pulsante destro del mouse e selezionare Mostra dipendenze locali.
Nella scheda Risorse dipendenti sono visualizzate le risorse presenti nello stesso progetto locale che contengono riferimenti alla, o dipendono dalla, risorsa selezionata.
Nella scheda Risorse di riferimento sono visualizzate le risorse presenti nello stesso progetto locale a cui fa riferimento la risorsa selezionata.
Argomenti correlati
•
Informazioni sulle dipendenze delle risorse
3.4.2 Visualizzazione delle dipendenze del repository
Per visualizzare gli universi di un repository che dipendono da una risorsa selezionata:
1.
Nella visualizzazione Progetti locali, selezionare la risorsa per cui si desidera visualizzare le risorse dipendenti pubblicate in un repository.
2.
Fare clic con il pulsante destro del mouse e selezionare Mostra dipendenze repository.
3.
Selezionare una sessione per il sistema di repository in cui vengono pubblicate le risorse e immettere le informazioni di autorizzazione.
35 2011-04-12
Utilizzo delle proprietà
Vengono visualizzati gli universi pubblicati nel repository che fanno riferimento alla risorsa selezionata.
Argomenti correlati
•
•
Informazioni sulle dipendenze delle risorse
3.5 Recupero di un universo pubblicato
Per recuperare un universo pubblicato, è necessario che sia presente un progetto nella visualizzazione
Progetti locali in cui verranno salvati il livello aziendale e le risorse di riferimento.
1.
Avviare la procedura guidata Recupera un universo pubblicato:
• Per recuperare un universo pubblicato da un repository, selezionare il progetto nella visualizzazione Progetti locali, fare clic con il pulsante destro del mouse sul progetto e selezionare
Recupera universo > da un repository.
è inoltre possibile recuperare un universo dal repository nella visualizzazione delle risorse del repository. Fare clic con il pulsante destro del mouse sull'universo e selezionare Recupera
universo.
Nota:
Per impostazione predefinita, le risorse vengono recuperate nel progetto locale e vengono protette localmente richiedendo all'utente di immettere i dati di autenticazione CMS quando apre una base dati o un livello aziendale recuperato.
Per rimuovere il requisito di protezione locale, selezionare la casella di controllo Salva per tutti
gli utenti quando si sceglie l'universo nel repository.
• Per recuperare un universo pubblicato da una cartella locale, selezionare il progetto nella visualizzazione Progetti locali, fare clic con il pulsante destro del mouse sul progetto e selezionare
Recupera universo > da una cartella locale.
2.
Seguire le istruzioni nelle pagine della procedura guidata. Per ulteriori informazioni sulle operazioni da eseguire in una pagina particolare, fare clic sull'icona della guida in linea.
Al termine della procedura guidata, il livello aziendale e le relative risorse dipendenti (connessioni, collegamenti di connessione, base dati) vengono creati nel progetto locale e sono pronti per la modifica.
Argomenti correlati
•
•
Selezione di una cartella di repository
•
Creazione di un progetto locale
36 2011-04-12
Conversione degli universi .unv
Conversione degli universi .unv
4.1 Informazioni sugli universi .unv e .unx
Il comando Converti universo .unv di Information Design Tool consente di convertire gli universi creati con altri strumenti di progettazione degli universi di SAP BusinessObjects e gli universi creati nelle versioni precedenti. È quindi possibile utilizzare l'universo convertito in un progetto locale come se fosse un universo creato con Information Design Tool.
Definizione di un universo .unv
L'universo .unv è un universo creato con qualsiasi strumento di progettazione di SAP Business Objects
XI 3, ad esempio Universe Designer.
I seguenti strumenti di progettazione di SAP Business Objects BI 4 consentono di creare universi .unv:
• Universe Design Tool (nuovo nome di Universe Designer)
• Universe Design Tool Desktop Edition (nuovo nome di Universe Designer Personal)
L'universo viene archiviato con nome file <nome universo>.unv in una cartella locale o in un repository.
Definizione di un universo .unx
Quando si pubblica un universo utilizzando Information Design Tool, il file dell'universo viene salvato con il nome <nome universo>.unx. Questo è un universo .unx. Il comando Converti universo .unv consente di convertire un universo .unv nel formato di universo .unx.
Argomenti correlati
•
Conversione degli universi .unv
4.2 Conversione degli universi .unv
Prima di utilizzare gli universi .unv in Information Design Tool è necessario convertirli.
Universi .unv che è possibile convertire
È possibile convertire i seguenti tipi di universi .unv:
37 2011-04-12
Conversione degli universi .unv
• Universi relazionali creati mediante uno strumento di SAP BusinessObjects BI 4, ad esempio Universe
Design Tool o Universe Design Tool Desktop Edition.
• Universi relazionali creati mediante gli strumenti di progettazione di SAP BusinessObjects Enterprise
XI 3.
Nota:
per poter convertire gli universi creati nella versione XI 3 e salvati in un repository, è necessario aggiornare gli universi utilizzando Upgrade Management Tool. Per ulteriori informazioni, consultare il Manuale di aggiornamento della piattaforma SAP BusinessObjects Business Intelligence.
Non è possibile convertire i seguenti tipi di universi .unv:
• universi OLAP
• universi di stored procedure
• universi basati su un'origine dati Data Federator
• universi JavaBean
Nota:
non è possibile convertire le viste aziendali create con Business View Manager XI 3 in un formato compatibile con gli strumenti di reporting della versione BI 4.
Procedura di conversione degli universi .unv
La procedura di conversione dei file .unv varia in base alla versione del software dello strumento utilizzato per creare l'universo e a seconda se l'universo è stato salvato localmente o in un repository.
La tabella che segue descrive i passaggi da seguire per diversi scenari di conversione. Per i dettagli delle procedure di conversione, consultare gli argomenti correlati.
Universo da convertire Flusso di lavoro
Universo .unv salvato in un repository utilizzando gli strumenti di progettazione della versione XI 3.
Per prima cosa aggiornare l'universo presente nel repository alla versione più recente utilizzando Upgrade
Management Tool.
In Information Design Tool, attenersi alla procedura di conversione di un universo .unv in un repository.
La conversione crea un universo .unx equivalente nel repository con i diritti associati per l'universo e la connessione.
Universo .unv salvato in un repository utilizzando Universe Design Tool versione BI
4.0 o successiva.
In Information Design Tool, attenersi alla procedura di conversione di un universo .unv in un repository.
La conversione crea un universo .unx equivalente nel repository con i diritti associati per l'universo e la connessione.
38 2011-04-12
Conversione degli universi .unv
Universo da convertire Flusso di lavoro
Qualsiasi universo .unv salvato localmente che è stato creato utilizzando gli strumenti di progettazione della versione XI 3 o successiva.
Nota:
un universo salvato localmente fa riferimento a un universo non protetto salvato per tutti gli utenti.
In Information Design Tool, attenersi alla procedura di conversione di un universo .unv salvato localmente.
La conversione crea le risorse di universo equivalenti
(base dati, livello aziendale e connessione locale) in un progetto locale.
Pubblicare il livello aziendale per creare l'universo .unx.
Dopo la conversione degli universi .unv
Quando si converte un universo .unv, l'universo .unv viene conservato. I documenti presenti negli strumenti di query e reporting di SAP BusinessObjects e basati sull'universo rimangono collegati all'universo .unv. Ciò consente di controllare e testare l'universo convertito prima di modificare i documenti che dipendono dallo stesso.
Alcune funzionalità degli universi .unv vengono implementate in modo diverso nell'universo .unx. Una volta convertito un universo, è possibile modificarne le risorse in un progetto locale in Information Design
Tool per verificare e correggere eventuali incoerenze e usufruire delle nuove funzionalità dell'universo.
Per una descrizione delle funzionalità supportate e per le modalità con cui vengono implementate negli universi .unx, consultare gli argomenti correlati.
Dopo avere convertito l'universo, si consiglia di aggiornare la struttura della base dati e di eseguire una verifica dell'integrità per l'universo. Per i suggerimenti sulla risoluzione degli errori di verifica dell'integrità per gli universi convertiti, vedere l'argomento correlato.
Argomenti correlati
•
Conversione di un universo .unv in un repository
•
Conversione di un universo .unv archiviato localmente
•
Funzionalità supportate per la conversione degli universi .unv
•
•
Informazioni sugli universi .unv e .unx
4.3 Funzionalità supportate per la conversione degli universi .unv
Quando si converte un universo .unv con Information Design Tool, il processo di conversione crea funzionalità equivalenti nell'universo convertito. Nella tabella che segue sono indicate le funzionalità dell'universo .unv supportate e le modalità con cui vengono implementate nell'universo .unx. Per alcune funzionalità vengono forniti suggerimenti che consentono di ottenere risultati ottimali dalla conversione.
39 2011-04-12
Conversione degli universi .unv
Funzionalità nell'universo .unv di origine
Funzionalità nell'universo .unx convertito
Schema di universi
Gli oggetti presenti nello schema di universi vengono creati nella base dati:
• Tabelle
• tabelle alias
• Tabelle derivate (incluse le tabelle derivate nidificate)
• Join (inclusi i join di collegamento)
• Self-join (convertiti in filtri di colonna)
Suggerimento:
i @prompt nelle espressioni self-join possono richiedere l'intervento manuale dopo la conversione. Vedere l'argomento correlato sulla risoluzione dei problemi di verifica dell'integrità.
• Contesti
Suggerimento:
i contesti vengono convertiti con tutti i join inclusi o esclusi in modo esplicito. Nell'editor della base dati è possibile utilizzare la funzionalità con contesti semplificati. Per limitare manualmente la definizione del contesto alle parti ambigue dello schema, utilizzare join neutri. Per ulteriori informazioni sui contesti, vedere l'argomento correlato.
Struttura dell'universo
Universo multilingue
Gli oggetti contenuti nella struttura dell'universo vengono creati nel livello aziendale con tutte le relative proprietà:
• Classi e sottoclassi (convertite in cartelle)
• Dimensioni Per le gerarchie cronologiche viene creata una dimensione per ogni livello attivo della gerarchia.
• Indicatori (inclusa la funzione di aggregazione)
• Dettagli (convertiti in attributi)
• Condizioni (convertite in filtri, incluse le proprietà per i filtri obbligatori)
Tutte le stringhe tradotte, le impostazioni della lingua e le impostazioni locali vengono convertite.
40 2011-04-12
Conversione degli universi .unv
Funzionalità nell'universo .unv di origine
Funzionalità nell'universo .unx convertito
Universo collegato (principale e derivato)
Un universo principale viene convertito come qualsiasi universo .unv. La conversione di un universo principale non attiva la conversione degli universi derivati che dipendono da esso.
Un universo derivato contiene un collegamento a un universo principale.
Quando si converte un universo derivato, la conversione include automaticamente tutti gli universi principali a cui l'universo derivato è collegato.
Non è necessario convertire gli universi principali in precedenza come fase separata.
La base dati dell'universo convertito contiene tutte le tabelle e i join di tutti gli universi principali, nonché tutte le tabelle, i join o i contesti definiti nell'universo derivato.
Il livello aziendale contiene tutti gli oggetti, le classi e le condizioni provenienti da tutti gli universi principali, inclusi gli oggetti, le classi e le condizioni definiti nell'universo derivato.
Parametri dei controlli dell'universo: limiti della query
I limiti della query vengono convertiti e possono essere modificati nel livello aziendale.
Parametri SQL dell'universo: restrizioni SQL
La query, molteplici istruzioni SQL e i controlli relativi ai prodotti cartesiani vengono convertiti.
È possibile modificare le istruzioni Consenti prodotti cartesiani e Mol-
teplici istruzioni SQL per ogni contesto nella base dati. Modificare tutte le altre restrizioni SQL nel livello aziendale.
Strategie Le strategie personalizzate non sono supportate negli universi .unx.
Parametri dell'universo: parametri di generazione
SQL
Le personalizzazioni delle impostazioni dei parametri di generazione SQL effettuate nel file PRM o nei parametri dell'universo non vengono convertite. È possibile aggiungere valori personalizzati al file PRM convertito e personalizzare le impostazioni dei parametri dell'universo nell'universo convertito mediante Information Design Tool.
Suggerimento:
verificare e ridefinire le impostazioni personalizzate dei parametri di generazione SQL nelle proprietà della base dati e nelle proprietà del livello aziendale. Per informazioni sull'impostazione dei parametri SQL, vedere l'argomento correlato.
41 2011-04-12
Conversione degli universi .unv
Funzionalità nell'universo .unv di origine
Funzionalità nell'universo .unx convertito
Funzioni @
Le seguenti funzioni @ vengono convertite:
• @Aggregate_Aware
• @Prompt
• @DerivedTable
• @Select
• @Variable
• @Where
La sintassi per tutte le funzioni è supportata.
Suggerimento:
La funzione @prompt utilizza una nuova sintassi alternativa per usufruire dei parametri denominati. Per ulteriori informazioni vedere l'argomento correlato.
Prompt
Elenco dei valori
I @prompt nelle espressioni di dimensioni e indicatori del livello aziendale e nelle espressioni SQL sono supportati.
Durante la conversione, è possibile creare automaticamente un parametro denominato per il prompt nel livello aziendale.
Le espressioni @prompt presenti nella base dati non vengono convertite.
i @prompt nelle espressioni self-join possono richiedere l'intervento manuale dopo la conversione. Vedere l'argomento correlato sulla risoluzione dei problemi di verifica dell'integrità.
Suggerimento:
i parametri e gli elenchi di valori in Information Design Tool possono essere definiti indipendentemente dagli oggetti a cui fanno riferimento, quindi è possibile fare riferimento a un parametro o un elenco di valori denominato in più oggetti del livello aziendale.
Gli elenchi di valori denominati vengono creati nel livello aziendale per gli oggetti dimensione e indicatore che specificano un elenco di valori.
42 2011-04-12
Conversione degli universi .unv
Funzionalità nell'universo .unv di origine
Funzionalità nell'universo .unx convertito
Restrizioni di accesso
Quando si converte un universo in un repository, le restrizioni di accesso dell'universo vengono convertite in profili di protezione che possono essere modificati mediante l'editor di protezione:
• Le restrizioni di accesso, tranne quelle relative agli oggetti, vengono convertite in impostazioni nel profilo di protezione dati.
• Le restrizioni di accesso per gli oggetti vengono convertite nelle impostazioni Crea query e Visualizza dati in un profilo di protezione aziendale.
Suggerimento:
i profili di protezione aziendale consentono di proteggere i metadati separatamente dai dati. Ad esempio, è possibile consentire a un utente di creare una query anche se l'utente non è autorizzato a visualizzare i dati corrispondenti. Per ulteriori informazioni sulla protezione degli universi in Information Design Tool, vedere l'argomento correlato.
Assegnazioni e priorità della protezione
Quando si converte un universo in repository, le assegnazioni di utenti e gruppi vengono convertite.
Suggerimento:
Nell'editor di protezione è possibile utilizzare la funzione che consente di assegnare più di un profilo di protezione a un utente o un gruppo.
La priorità di gruppo per le restrizioni di accesso viene convertita.
Nota:
per gli universi .unv, se un utente appartiene a gruppi diversi, la priorità assegnata ai gruppi determina quale restrizione di accesso viene ereditata dall'utente se non è stata assegnata alcuna restrizione di accesso.
Nell'universo convertito la priorità viene assegnata ai profili di protezione dati anziché ai gruppi. Se la priorità per il profilo assegnato al gruppo è superiore a quella del profilo assegnato all'utente, viene utilizzato il profilo di gruppo.
43 2011-04-12
Conversione degli universi .unv
Funzionalità nell'universo .unv di origine
Funzionalità nell'universo .unx convertito
Connessioni
Quando si converte un universo in repository, viene utilizzata la stessa connessione relazionale protetta per gli universi .unv e gli universi .unx.
Se si utilizza un universo convertito per un progetto locale, viene creato un collegamento alla connessione che fa riferimento alla connessione protetta nel repository.
Suggerimento:
le connessioni relazionali possono essere create e condivise in Universe
Design Tool e Information Design Tool. Vengono pubblicate nella stessa cartella Connessioni nel repository.
Quando si converte un universo (non protetto) archiviato localmente, le connessioni personali e quelle condivise vengono convertite in connessioni locali.
Argomenti correlati
•
•
Informazioni sull'editor base dati
•
•
Informazioni sui parametri di generazione SQL
•
•
Informazioni sull'editor del livello aziendale
•
Presentazione della protezione degli universi
4.4 Suggerimenti per la risoluzione degli errori di verifica dell'integrità dopo la conversione degli universi .unv
Dopo avere convertito un universo .unv, si consiglia di eseguire una verifica dell'integrità dell'universo convertito in Information Design Tool. Alcuni errori nei risultati della verifica dell'integrità possono essere risolti attenendosi alle procedure consigliate descritte di seguito.
Errori dei tipi di dati nelle colonne
Aggiornare la struttura nella base dati subito dopo la conversione. Ciò consente di evitare errori dei tipi di dati nella verifica dell'integrità.
44 2011-04-12
Conversione degli universi .unv
45
Errori dei self-join con @prompt
Se un'espressione join nell'universo .unv contiene un @prompt con un elenco di valori che fanno riferimento a un oggetto, il join convertito deve essere rielaborato nella base dati. Di seguito sono descritte le procedure per due possibili soluzioni. Nelle descrizioni viene utilizzato il seguente esempio:
L'universo .unv contiene un self-join per la tabella dimProductStrings con un prompt denominato
Language. L'espressione self-join è dimProductStrings.LanguageID= @Prompt('Lin gua','N','Lingua/ID lingua,mono,constrained)
.
Una volta convertito l'universo, la base dati contiene un filtro di colonna per la tabella dimProductStrings.
L'espressione join per il filtro contiene il @prompt.
La prima soluzione consiste nella creazione di un parametro con prompt e un elenco di valori (LOV) nella base dati:
1.
Aprire la base dati facendo doppio clic sul nome della base dati nella visualizzazione Progetti locali.
2.
Fare clic sulla scheda Parametri ed elenchi dei valori.
3.
Nel riquadro Elenchi di valori della base dati, definire un LOV basato sulla sintassi SQL personalizzata per Language. Ad esempio, SELECT "LANGUAGES"."LANGUAGEID", "LAN
GUAGES"."LANGUAGECODE" FROM "LANGUAGES"
.
4.
Nel riquadro Parametri della base dati, definire un parametro per Language. Selezionare l'opzione
Prompt agli utenti e associare alla stessa l'elenco di valori Language.
5.
Nella base dati, modificare il filtro di colonna per la tabella dimProductStrings. Modificare l'espressione join in modo che faccia riferimento al nuovo parametro con prompt, ad esempio: dimProductStri ngs.LanguageID= @Prompt(Language)
.
6.
Salvare e chiudere la base dati.
La seconda soluzione consiste nell'uso di un filtro obbligatorio nel livello aziendale:
1.
Aprire la base dati nell'editor ed eliminare il filtro di colonna nella tabella dimProductStrings che contiene il @prompt.
2.
Salvare e chiudere la base dati.
3.
Aprire il livello aziendale nell'editor.
4.
Nel riquadro Elenchi di valori del livello aziendale, definire un elenco di valori basato sulla sintassi
SQL personalizzata per Language. Ad esempio, SELECT "LANGUAGES"."LANGUAGEID", "LA
NGUAGES"."LANGUAGECODE" FROM "LANGUAGES"
.
5.
Nel riquadro Parametri del livello aziendale, definire un parametro per Language. Impostare come predefinita l'opzione Prompt agli utenti e associare alla stessa l'elenco di valori Language.
6.
Nel livello aziendale, nella cartella associata a Product, creare un filtro con un'espressione che faccia riferimento al parametro con prompt Language, ad esempio: dimProductStrings.LanguageID=
@Prompt(Language)
.
7.
Nella scheda Proprietà della definizione del filtro, selezionare la casella Utilizza filtro come
obbligatorio nelle query. Selezionare l'ambito del filtro di Applica alla cartella.
8.
Salvare e chiudere il livello aziendale.
Argomenti correlati
•
Informazioni sull'aggiornamento di una base dati
•
Informazioni sull'editor base dati
•
Informazioni su parametri ed elenchi di valori della base dati
•
Informazioni sui filtri colonna
2011-04-12
Conversione degli universi .unv
•
Informazioni sull'editor del livello aziendale
•
•
•
4.5 Conversione di un universo .unv in un repository
L'universo .unv da convertire deve essere salvato in un repository compatibile con Information Design
Tool. Se l'universo .unv è stato creato con una versione di Information Design Tool precedente a SAP
BusinessObjects BI 4.0, è necessario aggiornare prima l'universo utilizzando Upgrade Management
Tool. Per ulteriori informazioni sull'aggiornamento degli universi, consultare il
Manuale di aggiornamento di SAP BusinessObjects Enterprise.
Se di desidera recuperare l'universo .unx convertito per utilizzarlo in un progetto locale, è necessario disporre innanzitutto di una cartella di progetto locale nella visualizzazione dei progetti locali.
1.
In Information Design Tool, selezionare File > Converti universo .unv.
2.
Nella finestra di dialogo "Converti un universo .unv", fare clic sull'icona Seleziona un universo .unv
da un repository
.
3.
Aprire una sessione per il repository in cui viene salvato l'universo, selezionare l'universo e fare clic su OK.
4.
Fare clic sul pulsante Sfoglia accanto al campo Cartella del repository di destinazione e selezionare una cartella del repository in cui verrà salvato l'universo .unx convertito.
5.
Per recuperare l'universo .unx convertito e utilizzarlo in un progetto locale, fare clic sul pulsante
Sfoglia accanto al campo Cartella del progetto locale di destinazione, selezionare una cartella di progetto e fare clic su OK.
6.
Se si desidera che la conversione crei parametri denominati per i prompt, selezionare la casella
Converti automaticamente le espressioni @prompt in parametri denominati dell'universo.
Per ulteriori informazioni sui parametri denominati, vedere l'argomento correlato.
7.
Se si sta recuperando l'universo convertito per inserirlo in un progetto locale e si desidera rimuovere il requisito di protezione locale in modo da consentire a qualsiasi utente di aprire le risorse senza immettere l'autenticazione per il repository, selezionare la casella Salva per tutti gli utenti.
8.
Fare clic su OK per avviare la conversione.
Dopo la conversione, si consiglia di aggiornare la struttura della base dati, quindi eseguire una verifica dell'integrità per l'universo in modo da rilevare eventuali problemi di conversione. Per i suggerimenti sulla risoluzione degli errori di verifica dell'integrità, vedere l'argomento correlato.
Argomenti correlati
•
Funzionalità supportate per la conversione degli universi .unv
•
•
Creazione di un progetto locale
46 2011-04-12
Conversione degli universi .unv
•
•
Informazioni sull'aggiornamento di una base dati
•
Informazioni sulla verifica dell'integrità
•
4.6 Conversione di un universo .unv archiviato localmente
È necessario definire una cartella di progetto locale nella visualizzazione dei progetti locali e salvare nella stessa le risorse dell'universo convertito.
1.
In Information Design Tool, selezionare File > Converti universo .unv.
2.
Nella finestra di dialogo "Converti un universo .unv", fare clic sull'icona Seleziona un universo .unv
da un file system locale
e selezionare l'universo da convertire.
3.
Fare clic sul pulsante Sfoglia accanto al campo Cartella del progetto locale di destinazione e fare clic su OK.
4.
Se si desidera che la conversione crei parametri denominati per i prompt, selezionare la casella
Converti automaticamente le espressioni @prompt in parametri denominati dell'universo.
Per ulteriori informazioni sui parametri denominati, vedere l'argomento correlato.
5.
Fare clic su OK per avviare la conversione.
La conversione crea le risorse di universo equivalenti (base dati, livello aziendale e connessione locale) nella cartella di progetto locale specificata.
Dopo la conversione, si consiglia di aggiornare la struttura della base dati.
Pubblicare il livello aziendale per creare il file di universo .unx. La pubblicazione guidata consente di eseguire una verifica dell'integrità per l'universo (operazione consigliata). Per i suggerimenti sulla risoluzione degli errori di verifica dell'integrità, vedere l'argomento correlato.
Argomenti correlati
•
Funzionalità supportate per la conversione degli universi .unv
•
Creazione di un progetto locale
•
•
Informazioni sull'aggiornamento di una base dati
•
•
Informazioni sulla verifica dell'integrità
•
47 2011-04-12
Conversione degli universi .unv
48 2011-04-12
Uso delle connessioni
Uso delle connessioni
5.1 Definizione di connessione
La connessione è un insieme denominato di parametri che definiscono in che modo una o più applicazioni
SAP BusinessObjects possono accedere ai database relazionali o OLAP. La connessione può essere un file locale o un oggetto remoto in un repository a cui fa riferimento un collegamento locale in
Information Design Tool.
Le connessioni vengono utilizzate per i seguenti scopi:
Connessioni utilizzate per...
Descrizione
Origine dati relazionale per base dati
Una o più connessioni relazionali vengono associate a una base dati e viene creato un livello aziendale in base alla base dati.
Quando si pubblica il livello aziendale come universo, le connessioni e la base dati vengono integrate nell'universo e forniscono i dati per le query eseguite sull'universo.
Origine dati OLAP per un livello aziendale
Per un'origine dati OLAP, si associa un livello aziendale direttamente a una connessione. Il livello aziendale viene pubblicato come universo, ma la connessione fornisce l'accesso diretto al cubo.
Accesso a una query SAP NetWeaver BW BEx
Definire le connessioni SAP NetWeaver BW che utilizzano il driver middleware SAP BICS Client per fornire l'accesso a una query BEx. Le applicazioni di query e reporting di SAP
BusinessObjects si connettono direttamente alla query BEx.
Non è possibile utilizzare queste connessioni come origine per i livelli aziendali o gli universi. Per ulteriori informazioni, consultare l'argomento correlato sulle connessioni SAP Net-
Weaver BW.
49 2011-04-12
Uso delle connessioni
Le connessioni possono essere locali o protette. Le connessioni locali vengono create in Information
Design Tool. Le connessioni locali vengono salvate come oggetti indipendenti nel file system locale come file .cnx.
Quando viene pubblicata nel repository, sia come parte di una definizione di universo sia come risorsa separata, la connessione viene salvata come connessione protetta nella cartella o sottocartella
Connessioni. Viene creato un collegamento alla connessione nel progetto locale per consentire l'accesso alle proprietà della connessione e l'associazione della connessione ad altre basi dati o altri livelli aziendali.
È inoltre possibile creare le connessioni protette direttamente nel repository utilizzando i comandi
Inserisci connessione relazionale e Inserisci connessione OLAP della visualizzazione delle risorse del repository.
Argomenti correlati
•
•
•
Informazioni sulle connessioni SAP NetWeaver BW
•
Creazione di una connessione relazionale
•
Creazione di una connessione OLAP
•
Informazioni sulla modifica delle connessioni e dei collegamenti alle connessioni
5.1.1 Connessioni locali
Tutte le connessioni create nel progetto locale sono connessioni locali prima di essere pubblicate in un repository. Quando viene pubblicata una connessione, un oggetto connessione contenente gli stessi parametri della connessione locale viene creato nella cartella o sottocartella Connessioni del repository.
e viene creato un collegamento locale per la connessione nel progetto locale. Il collegamento può essere utilizzato come una connessione locale, tuttavia la connessione di destinazione è protetta e soggetta a vincoli relativi alla protezione nel repository.
Le connessioni locali vengono utilizzate per i seguenti scopi:
• Per accedere alle origini dati relazionali quando si creano una base dati e un livello aziendale relazionale.
Nota:
Per creare una base dati con più origini, è necessario fare riferimento alle connessioni protette.
• Per accedere a un cubo OLAP quando si crea un livello aziendale OLAP.
• Per eseguire query su un database di destinazione per testare le modifiche apportate al livello aziendale o creare gli elenchi di valori.
Per le connessioni locali la protezione è minima o assente, poiché devono essere utilizzate da tutti gli utenti per accedere al computer su cui viene eseguito Information Design Tool.
50 2011-04-12
Uso delle connessioni
Le connessioni locali vengono utilizzate principalmente nella fase di creazione dello sviluppo della base dati e del livello aziendale. Una volta pubblicato il livello aziendale come universo nel repository, la connessione è protetta. Il collegamento alla connessione è disponibile localmente, ma la modifica di una connessione pubblicata può essere eseguita solo con l'autorizzazione del sistema di repository appropriata.
5.1.2 Connessioni protette
La connessione protetta è una connessione creata o pubblicata in un repository e quindi salvata in una cartella Connessioni dedicata nel repository. È possibile creare sottocartelle nella cartella Connessioni per organizzare l'archiviazione delle connessioni nel repository.
Le connessioni protette non possono essere copiate nel file system locale, ma sono disponibili nella visualizzazione Progetti locali come collegamenti alle connessioni. Un collegamento di connessione è un oggetto che fa riferimento a una connessione protetta in un repository. Il collegamento può essere utilizzato come se fosse una connessione locale, tuttavia le proprietà della connessione possono essere modificate solo mediante il collegamento al repository.
Le connessioni protette e i collegamenti alle connessioni vengono utilizzati per i seguenti scopi:
• Recuperare i dati per gli universi pubblicati in un repository.
• Recuperare i dati per i prodotti di reporting SAP BusinessObjects direttamente mediante l'accesso al middleware del database.
• Come origine dati quando si crea una base dati o un livello aziendale OLAP.
Per creare una connessione protetta, pubblicare una connessione locale in un repository oppure creare la connessione direttamente nel repository.
Una connessione protetta è soggetta ai seguenti vincoli relativi alla protezione nel repository:
• Gli utenti devono essere autenticati.
• I diritti degli utenti possono essere definiti a livello di utente per concedere o negare l'accesso alle connessioni o alle proprietà delle connessioni.
• Le connessioni possono essere condivise e utilizzate solo dagli utenti autenticati.
Argomenti correlati
•
Collegamenti delle connessioni
5.1.3 Collegamenti delle connessioni
Un collegamento di connessione è un oggetto che fa riferimento a una connessione protetta in un repository. Il collegamento viene salvato come file .cns nel file system locale. Il collegamento contiene
51 2011-04-12
Uso delle connessioni l'indirizzo e il numero di porta del repository, il tipo di connessione (OLAP o relazionale) e un ID che identifica la connessione sul server.
Il collegamento di connessione viene utilizzato quando si crea o si modifica una base dati o un livello aziendale che utilizza una connessione memorizzata nel repository.
Il collegamento di connessione può essere creato in due modi:
• Pubblicare una connessione locale nel repository.
• Creare un collegamento da una connessione protetta esistente nella visualizzazione delle risorse del repository.
Argomenti correlati
•
Pubblicazione di una connessione locale nel repository
•
Creazione di un collegamento di connessione
5.1.4 Informazioni sulle connessioni SAP NetWeaver BW
In Information Design Tool è possibile definire le connessioni di SAP NetWeaver BW per i seguenti scopi:
Scopo Operazioni da eseguire
Rendere una query SAP NetWeaver BW BEx disponibile per le applicazioni di query e di reporting di
SAP BusinessObjects.
1.
Per definire una connessione OLAP, utilizzare la procedura guidata Nuova connessione OLAP. Scegliere il driver middleware SAP BICS Client di SAP NetWeaver BW.
2.
Pubblicare la connessione in un repository dove sia accessibile per le applicazioni di query e reporting.
52 2011-04-12
Uso delle connessioni
Scopo Operazioni da eseguire
Includere una connessione a SAP
NetWeaver BW in un universo con più origini.
1.
Dalla visualizzazione Risorse repository utilizzare la procedura guidata Nuova connessione relazionale per definire una connessione relazionale direttamente in un repository.
Scegliere il driver middleware SAP NetWeaver BW.
2.
Utilizzare la procedura guidata Nuova base dati per creare una base dati abilitata per più origini. Assicurarsi di selezionare il tipo di base dati abilitato per più origini.
3.
Utilizzare la creazione guidata del livello aziendale per creare un nuovo livello aziendale sulla base dati.
4.
Pubblicare il livello aziendale in un repository dove sia accessibile per le applicazioni di query e reporting.
Nota:
Per informazioni sulle autorizzazioni necessarie agli utenti di query e applicazioni di report per accedere a universi abilitati per più origini in SAP NetWeaver BW, vedere la nota SAP
#1465871.
Argomenti correlati
•
Creazione di una connessione OLAP
•
Creazione di un livello aziendale
•
Creazione di una connessione relazionale
•
Informazioni sulle basi dati con più origini
•
Informazioni sulla pubblicazione delle risorse
5.2 Creazione di una connessione relazionale
Per creare connessioni locali e protette a un'origine dati relazionale, viene utilizzata la procedura guidata
Nuova connessione relazionale.
Prima di creare una connessione locale, è necessario che sia disponibile un progetto nella visualizzazione dei progetti locali. Per ulteriori informazioni sulla creazione dei progetti locali, vedere l'argomento correlato.
Nota:
le connessioni relazionali alle origini SAP NetWeaver BW e SAS devono essere create direttamente nel repository come connessioni protette.
1.
Eseguire una delle operazioni seguenti:
• Per creare una connessione locale, selezionare la cartella del progetto nella visualizzazione dei progetti locali. Selezionare File > Nuovo > Connessione relazionale.
53 2011-04-12
Uso delle connessioni
• Per creare una connessione protetta, nella visualizzazione delle risorse del repository aprire una sessione per il repository in cui si desidera creare la connessione protetta. Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla cartella o sottocartella Connessioni nel repository e selezionare Inserisci
connessione relazionale.
2.
Seguire i passaggi della procedura guidata Nuova connessione relazionale per immettere le seguenti informazioni:
• Nome della connessione
• Middleware per il database di destinazione
• Parametri di autenticazione per la connessione al database relazionale
• Parametri di connessione per ottimizzare la connessione
Per ulteriori informazioni su un passaggio particolare, fare clic sull'icona della guida in linea nella finestra di dialogo della procedura guidata.
Argomenti correlati
•
Creazione di un progetto locale
•
Informazioni sulla gestione delle risorse del repository
•
Denominazione di una connessione
5.2.1 Denominazione di una connessione
In questa sezione viene descritta la pagina di definizione del nome della risorsa della procedura Nuova connessione relazionale guidata.
È possibile assegnare un nome a una connessione e immettere una descrizione dell'origine dati. Il nome e la descrizione sono disponibili come proprietà della connessione e possono essere modificati in qualsiasi momento.
Proprietà
Nome risorsa
Descrizione
Descrizione
Nome della connessione. Questo campo è obbligatorio.
Informazioni che descrivono l'origine dati e possono risultare utili quando la connessione viene utilizzata per più basi dati. Sono informazioni facoltative.
Una volta immesse le informazioni relative al nome, fare clic su Avanti per continuare la procedura guidata.
Argomenti correlati
•
Selezione di un driver di middleware
54 2011-04-12
Uso delle connessioni
5.2.2 Impostazione dei parametri dell'origine dati
I parametri di connessione variano in base al tipo di origine dati per cui viene definita la connessione.
Selezionare dagli argomenti correlati il collegamento a ulteriori informazioni sui parametri di connessione.
Argomenti correlati
•
Finestra di dialogo Parametri di connessione
•
Finestra di dialogo Parametri di configurazione
•
Parametri per le connessioni SAP HANA
•
Parametri di connessione per origini dati di SAP NetWeaver BW
•
Parametri di connessione per origini dati SAS
5.2.2.1 Finestra di dialogo Parametri di connessione
La finestra di dialogo Parametri di connessione della procedura guidata Nuova connessione può contenere i parametri seguenti:
Nota:
se si accede alla procedura guidata di connessione da Universe Connection Manager (UCM) oppure si sta lavorando nell'applicazione Universe Design Tool in modalità offline (senza CMS), l'unica modalità di autenticazione disponibile è Usa nome utente e password specificati.
55 2011-04-12
Uso delle connessioni
Parametro
Modalità di autenticazione
Descrizione
• Usa nome utente e password specificati: utilizza i dettagli di accesso come autenticazione.
• Usa mappatura delle credenziali di BusinessObjects: all'utente viene richiesto di immettere una password utente del database associata all'account di SAP BusinessObjects per l'aggiornamento di un report. La password viene definita mediante i parametri dbuser e dbpass. Tali parametri vengono impostati al livello amministrativo. Per informazioni sulla configurazione di questa opzione, consultare il Manuale dell'amministratore della piattaforma SAP BusinessObjects Business
Intelligence.
•
Usa Single Sign On quando i report vengono aggiornati
al momento della visualizzazione: se selezionata, il nome utente e la password utilizzati per accedere al CMS vengono impiegati automaticamente come parametri di accesso al database. Per informazioni sull'impostazione di Single Sign-On
(SSO), consultare il
Manuale dell'amministratore della piattaforma SAP BusinessObjects Business Intelligence.
Nome utente
Password
Il nome utente con cui accedere al database se la modalità di
autenticazione è impostata su Usa nome utente e password
specificati.
La password con cui accedere al database se la modalità di au-
tenticazione è impostata su Usa nome utente e password
specificati.
Origine dati (<Host>:<porta>)
I dettagli relativi all'origine dati.
Database
Alias
Server
Il nome del database.
Per le connessioni DB2, è l'alias del database creato nella gestione origine dati DB2.
Per le connessioni ODBC, il nome del computer in cui è ospitato il database.
Per le connessioni JDBC, l'URL JDBC utilizzato per connettersi al database.
Per le connessioni Oracle, può corrispondere a un elenco di server.
56 2011-04-12
Uso delle connessioni
Parametro
Catalogo
URL
Server Informix
Servizio di rete
Nome origine dati
Servizio
Descrizione
Il nome del catalogo a cui si desidera stabilire la connessione.
Per il connettore javabean di esempio, questo parametro specifica l'URL del javabean.
Nota:
è necessario disporre di un javabean a cui connettersi e aver configurato il javabean come descritto nel
Manuale dell'accesso ai dati.
Per le connessioni Informix, il nome del server Informix definito.
Per le connessioni Oracle, il servizio di rete Oracle.
Per le connessioni ODBC, il nome dell'origine dati definita utilizzando la gestione dell'origine dati del sistema operativo.
Per le connessioni Oracle, il servizio definito in Oracle Net Manager.
57
5.2.2.2 Finestra di dialogo Parametri di configurazione
La finestra di dialogo Parametri di configurazione contiene parametri che è possibile impostare per sostituire le opzioni di configurazione predefinite. Questi parametri di configurazione sostituiscono:
• Qualsiasi parametro corrispondente impostato nel file cs.cfg
• Qualsiasi parametro corrispondente impostato nel file <driver>.sbo.
È possibile impostare i parametri seguenti:
Modalità Connection Pool
Dall'elenco a discesa, selezionare il metodo da utilizzare per mantenere attiva la connessione. È necessario solo se si utilizza un connection pool.
Timeout pool
Se si seleziona Mantieni il pool attivo per nel campo precedente, specifica il periodo di tempo in base al quale la connessione deve essere tenuta aperta.
2011-04-12
Uso delle connessioni
Dimensioni array fetch
Dim. array bind
Timeout connessione
Nome proprietario
Suffisso di tabella
ConnectInit
Tabella alias
Immettere il numero massimo di righe autorizzato ad ogni recupero.
Se si immette 20, e la query recupera 100 righe, la connessione esegue 5 estrazioni per recuperare i dati.
Se si immette 1, l'array fetch è disattivato e i dati sono recuperati riga per riga.
Nota:
la disattivazione dell'array fetch è il modo più sicuro per recuperare i dati, ma il recupero riga per riga rallenta le prestazioni del server. Maggiore è il valore dell'opzione Dimen-
sioni array fetch, più veloce è il recupero delle righe; tuttavia, occorre assicurarsi che la memoria del sistema client sia adeguata.
Il valore predefinito è 20.
Immettere la dimensione dell'array bind che Connection
Server utilizza prima di eseguire l'invio al repository. L'array bind è l'area della memoria in cui Connection Server memorizza un batch di dati da caricare (inviati al repository).
Quando l'array bind si riempie, viene trasmesso al database.
In genere, maggiore è l'array bind, maggiore è il numero di righe (n) che è possibile caricare in una sola operazione, e migliori risultano le prestazioni.
Specifica il numero di secondi che devono trascorrere prima del timeout di un tentativo di connessione e prima che venga visualizzato un messaggio di errore.
Per le connessioni DB2, questo parametro aggiunge il nome del proprietario della tabella come prefisso al nome della tabella, in base alla convenzione DB2 per i nomi di tabelle.
Per le connessioni DB2, questo parametro aggiunge un suffisso al nome della tabella, in base alla convenzione DB2 per la denominazione delle tabelle.
Per le connessioni DB2, questo parametro consente di aggiungere SQL per eseguirlo una volta quando ci si connette al database.
Per le connessioni Essbase, il nome della tabella alias definito in Essbase.
58 2011-04-12
Uso delle connessioni
Dimensione indicatore
Dimensioni massime stringa
Per le connessioni Essbase, la dimensione in base alla quale si è scelto di memorizzare le misure.
Per la connessione a origini che non sono database relazionali, ad esempio file di testo o file Excel, questo parametro definisce le dimensioni che verranno restituite per tutte le stringhe, indipendentemente dalle loro effettive dimensioni.
Il valore predefinito è 1024.
5.2.2.3 Parametri per le connessioni SAP HANA
Parametro
Modalità di autenticazione
Nome utente
Password
Server: (<host>:<porta>)
Descrizione
• Usa nome utente e password specificati: utilizza i dettagli di accesso come autenticazione.
• Usa mappatura delle credenziali di BusinessObjects: all'utente viene richiesto di immettere una password utente del database associata all'account di SAP BusinessObjects per l'aggiornamento di un report. La password viene definita mediante i parametri dbuser e dbpass. Tali parametri vengono impostati al livello amministrativo. Per informazioni sulla configurazione di questa opzione, consultare il Manuale dell'amministratore della piattaforma SAP BusinessObjects Business
Intelligence.
Il nome utente con cui accedere al database se la modalità di
autenticazione è impostata su Usa nome utente e password
specificati.
La password con cui accedere al database se la modalità di au-
tenticazione è impostata su Usa nome utente e password
specificati.
Informazioni sull'host e la porta per il server HANA.
Nota:
Il numero di istanza HANA è rappresentato dalla seconda e la terza cifra del numero di porta. Ad esempio, se il numero di porta
è 30215, il numero di istanza HANA sarà 02.
59 2011-04-12
Uso delle connessioni
60
5.2.2.4 Parametri di connessione per origini dati di SAP NetWeaver BW
Parametro
Modalità di autenticazione
Client
Host gateway
Servizio gateway
Nome gruppo
InfoProvider
Descrizione
Il metodo da utilizzare per autenticare le credenziali di logon degli utenti
• Usa nome utente e password specificati: utilizza i dettagli di accesso come autenticazione.
• Usa mappatura delle credenziali di BusinessObjects: all'utente viene richiesto di immettere una password utente associata all'account di SAP BusinessObjects per l'aggiornamento di un report. La password viene definita mediante i parametri dbuser e dbpass. Tali parametri vengono impostati al livello amministrativo. Per informazioni sulla configurazione di questa opzione, consultare il
Manuale dell'amministratore della piattaforma SAP BusinessObjects Business Intelligence.
•
Usa Single Sign On quando i report vengono aggiornati al
momento della visualizzazione: se selezionata, il nome utente e la password utilizzati per accedere al CMS vengono impiegati automaticamente come parametri di accesso al database. Per informazioni sull'impostazione di Single Sign-On (SSO), consultare il Manuale dell'amministratore della piattaforma SAP BusinessObjects Business Intelligence.
Il numero specifico utilizzato per identificare il client in SAP NetWeaver BW
Il nome dell'host su cui è in esecuzione il gateway di rete
Il nome del servizio su cui è in esecuzione il gateway di rete
Il nome del gruppo dei server di applicazioni. Viene utilizzato per il bilanciamento del carico su SAP NetWeaver BW
Per informazioni sul bilanciamento del carico, consultare la documentazione relativa sul SAP Java Connector.
Il nome di InfoCube o MultiProvider su SAP NetWeaver BW che verrà utilizzato come tabella dei dati al centro dello schema a fiocco di neve nella base dati
2011-04-12
Uso delle connessioni
Parametro
Lingua
Salva lingua
Nome server messaggi
Password
Sistema
Numero di sistema
Usa SNC se disponibile
Nome utente
Descrizione
Il codice della lingua da utilizzare per la connessione a SAP Net-
Weaver BW
Per le connessioni a SAP NetWeaver BW questo parametro specifica quale lingua verrà utilizzata per la connessione.
Se si seleziona Salva lingua verrà utilizzato il valore indicato nel campo Lingua.
Se si deseleziona Salva lingua verrà utilizzato il valore della sessione utente.
Il nome dell'host su cui è in esecuzione il server messaggi. Viene utilizzato per il bilanciamento del carico su SAP NetWeaver BW
Per informazioni sul bilanciamento del carico, consultare la documentazione relativa sul SAP Java Connector.
La password immessa dall'applicazione Data Federation associata al nome utente
Il nome del sistema SAP. Viene utilizzato per il bilanciamento del carico su SAP NetWeaver BW
Per informazioni sul bilanciamento del carico, consultare la documentazione relativa sul SAP Java Connector.
Il numero che identifica il sistema SAP NetWeaver BW al quale ci si sta connettendo
Selezionare questa casella di controllo per utilizzare SNC.
Il nome utente utilizzato dall'applicazione Data Federation per la connessione all'origine dati
5.2.2.4.1 Selezione della tabella dei dati InfoProvider
Quando si crea una connessione SAP NetWeaver BW, la finestra di dialogo "Seleziona tabella dei dati
InfoProvider" consente di scegliere una tabella dei dati da porre al centro dello schema a fiocco di neve nella base dati.
Il pulsante Filtro consente di filtrare in base al tipo di InfoProvider.
61 2011-04-12
Uso delle connessioni
5.2.2.5 Parametri di connessione per origini dati SAS
62 2011-04-12
Uso delle connessioni
63
Parametro
Modalità di autenticazione
Descrizione
Il metodo da utilizzare per autenticare le credenziali di logon degli utenti
• Usa nome utente e password specificati: utilizza i dettagli di accesso come autenticazione.
• Usa mappatura delle credenziali di BusinessObjects: all'utente viene richiesto di immettere una password utente associata all'account di SAP BusinessObjects per l'aggiornamento di un report. La password viene definita mediante i parametri dbuser e dbpass. Tali parametri vengono impostati al livello amministrativo. Per informazioni sulla configurazione di questa opzione, consultare il
Manuale dell'amministratore della piattaforma SAP BusinessObjects Business Intelligence.
•
Usa Single Sign On quando i report vengono aggiornati al
momento della visualizzazione: se selezionata, il nome utente e la password utilizzati per accedere al CMS vengono impiegati automaticamente come parametri di accesso al database. Per informazioni sull'impostazione di Single Sign-On (SSO), consultare il Manuale dell'amministratore della piattaforma SAP BusinessObjects Business Intelligence.
Password
La password immessa dall'applicazione Data Federation associata al nome utente
Porta
La porta alla quale si stabilisce la connessione
Nome host
Utilizzare insiemi di dati non predefiniti sul server
SAS/SHARE
Selezionare questa casella di controllo per accedere a più insiemi di dati non predefiniti nel server SAS/SHARE. Si tratta di insiemi di dati non inclusi nell'attuale configurazione SAS. Per maggiori dettagli, consultare la documentazione relativa all'utilizzo di insiemi di dati non predefiniti nel server SAS/SHARE.
Nome utente
Per i database SAS, il nome dell'host del server su cui è in esecuzione SAS/SHARE
Il nome utente utilizzato dall'applicazione Data Federation per la connessione all'origine dati
5.2.2.5.1 Utilizzo di insiemi di dati non predefiniti nel server SAS/SHARE
Quando si crea una connessione SAS, la finestra di dialogo "Imposta insiemi di dati SAS" consente di configurare la base dati per accedere a più insiemi di dati non predefiniti sul server SAS/SHARE. Si
2011-04-12
Uso delle connessioni tratta di insiemi di dati non inclusi nell'attuale configurazione SAS.
Per configurare insiemi di dati non predefiniti, attenersi alla seguente procedura:
1.
Selezionare Utilizzare insiemi di dati non predefiniti sul server SAS/SHARE.
2.
Fare clic su Aggiungi e, nel campo Percorso, immettere il percorso dell'insieme di dati, nel formato richiesto dal sistema operativo che si utilizza.
3.
Nel campo Nome libreria, immettere un nome da utilizzare come riferimento per l'insieme di dati.
4.
Fare clic su Aggiungi per aggiungere altri insiemi di dati, se necessario.
5.
Fare clic su Fine.
5.2.3 Selezione di un driver di middleware
Selezionare un driver di connessione per eseguire il collegamento alla versione corretta del middleware per il database di destinazione. Il driver di connessione è il driver SAP BusinessObjects che mappa le informazioni presenti nel middleware all'interfaccia utente dell'applicazione SAP BusinessObjects.
Espandere il database e il nodo di middleware per il database di destinazione e selezionare il driver di connessione. Fare clic su Avanti per continuare la procedura guidata.
Nota:
Le connessioni SAP NetWeaver BW e SAS sono elencate solo se si sta creando la connessione direttamente nel repository.
Argomenti correlati
•
Impostazione dei parametri dell'origine dati
5.3 Creazione di una connessione OLAP
Per creare connessioni locali e protette a un'origine dati OLAP, viene utilizzata la procedura guidata
Nuova connessione OLAP.
Prima di creare una connessione locale in Information Design Tool, è necessario che sia disponibile un progetto nella visualizzazione dei progetti locali. Per ulteriori informazioni sulla creazione dei progetti locali, vedere l'argomento correlato.
Nota:
Le connessioni OLAP create in Information Design Tool non sono supportate da Universe Design Tool.
Inoltre, le connessioni OLAP create in Universe Design Tool non sono disponibili per la creazione di universi in Information Design Tool.
1.
Eseguire una delle operazioni seguenti:
64 2011-04-12
Uso delle connessioni
• Per creare una connessione locale, selezionare la cartella del progetto nella visualizzazione dei progetti locali. Selezionare File > Nuovo > Connessione OLAP.
• Per creare una connessione protetta, nella visualizzazione delle risorse del repository aprire una sessione per il repository in cui si desidera creare la connessione protetta. Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla cartella o sottocartella Connessioni nel repository e selezionare Inserisci
connessione OLAP.
2.
Seguire i passaggi della procedura guidata Nuova connessione OLAP per immettere le seguenti informazioni:
• Nome della connessione
• Driver middleware per il database di destinazione
• Parametri di autenticazione per la connessione all'origine dati OLAP
• Cubo OLAP a cui connettersi
Per ulteriori informazioni su un passaggio particolare, fare clic sull'icona della guida in linea nella finestra di dialogo della procedura guidata.
Argomenti correlati
•
Creazione di un progetto locale
•
Selezione di un driver di middleware OLAP
5.3.1 Selezione di un driver di middleware OLAP
In questa sezione viene descritta la pagina di selezione del driver OLAP della procedura guidata Nuova connessione OLAP.
Selezionare un driver OLAP per eseguire la connessione al server OLAP. Il driver OLAP mappa le informazioni dal middleware del server OLAP all'interfaccia utente dell'applicazione SAP BusinessObjects.
In base al server OLAP di destinazione, espandere il nodo middleware e selezionare il driver di destinazione.
Fare clic su Avanti per continuare la procedura guidata.
Argomenti correlati
•
Informazioni sulle connessioni SAP NetWeaver BW
5.3.2 Impostazione dei parametri di accesso per le origini dati OLAP
65 2011-04-12
Uso delle connessioni
I parametri di connessione variano in base al tipo di origine dati per cui viene definita la connessione.
Selezionare dagli argomenti correlati il collegamento a ulteriori informazioni sui parametri di connessione.
Argomenti correlati
•
Parametri di accesso per le connessioni SAP BW OLAP
•
Parametri di accesso per le connessioni MSAS OLAP
5.3.2.1 Parametri di accesso per le connessioni SAP BW OLAP
La finestra di dialogo Parametri di connessione della procedura guidata Nuova connessione può contenere i parametri seguenti:
Parametro di connessione
Modalità di autenticazione
Descrizione
• Usa nome utente e password specificati: utilizza i dettagli di accesso come autenticazione.
• Usa mappatura delle credenziali di BusinessObjects: all'utente viene richiesto di immettere una password utente del database associata all'account di BusinessObjects per aggiornare un report. La password viene definita mediante i parametri dbuser e dbpass. Tali parametri vengono impostati al livello amministrativo. Per informazioni sulla configurazione di questa opzione, consultare il Manuale dell'amministratore della piattaforma SAP BusinessObjects Business Intelligence.
•
Usa Single Sign On quando i report vengono aggiornati
al momento della visualizzazione: se selezionata, il nome utente e la password utilizzati per accedere al CMS vengono impiegati automaticamente come parametri di accesso al database. Per informazioni sull'impostazione di Single Sign-On
(SSO), consultare il Manuale dell'amministratore della piattaforma SAP BusinessObjects Business Intelligence.
Usa SNC se disponibile
Client
Nome utente
Selezionare questa casella di controllo per utilizzare SNC.
Il numero utilizzato per identificare il client nel sistema SAP Net-
Weaver BW (obbligatorio).
Il nome utente da utilizzare per accedere al server OLAP se la
Modalità di autenticazione è impostata su Usa nome utente e
password specificati.
66 2011-04-12
Uso delle connessioni
Parametro di connessione
Password
Lingua
Descrizione
La password da utilizzare per accedere al server OLAP se la
Modalità di autenticazione è impostata su Usa nome utente e
password specificati.
La lingua che verrà utilizzata per la connessione.
Nota:
la lingua di connessione determina la lingua in cui viene generato l'universo.
Salva lingua
La lingua che verrà utilizzata per la connessione:
• Se si seleziona Salva lingua verrà utilizzato il valore indicato nel campo Lingua.
• Se si deseleziona Salva lingua verrà utilizzato il valore della sessione utente.
Modalità di accesso o Tipo di
server
Selezionare Server delle applicazioni per connettersi direttamente al server SAP senza utilizzare il bilanciamento del carico.
Selezionare Server messaggi per usufruire della funzionalità di bilanciamento del carico SAP.
Application Server
Numero di sistema
Selezionare o immettere il nome o l'indirizzo IP del server applicazioni SAP (obbligatorio per la modalità di accesso Application
Server).
Immettere il numero di sistema, ad esempio 00 (obbligatorio per la modalità di accesso Application Server)
67 2011-04-12
Uso delle connessioni
Parametro di connessione
ID sistema
Gruppo di accesso
Server messaggi
Descrizione
Immettere i parametri Server messaggi, Gruppo di accesso e
ID sistema quando si utilizza la modalità di accesso Server me-
ssaggi.
Nota:
Per una connessione efficace al server messaggi, è necessario aggiungere l'ID di sistema di tale server al file seguente nel computer che ospita l'applicazione:
C:\WINDOWS\system32\drivers\etc\services
Alla fine del file esistente, aggiungere la riga: sapmsXXX <tab> 3601/tcp dove sapms indica il server messaggi SAP, xxx è l'ID di sistema del server utilizzato e 3601/tcp è la porta TCP predefinita utilizzata per la comunicazione.
5.3.2.2 Parametri di accesso per le connessioni MSAS OLAP
La finestra di dialogo Parametri di connessione della procedura guidata Nuova connessione può contenere i parametri seguenti:
68 2011-04-12
Uso delle connessioni
69
Parametro di connessione
Modalità di autenticazione
Descrizione
• Usa nome utente e password specificati: utilizza i dettagli di accesso come autenticazione.
• Usa mappatura delle credenziali di BusinessObjects: all'utente viene richiesto di immettere una password utente del database associata all'account di BusinessObjects per aggiornare un report. La password viene definita mediante i parametri dbuser e dbpass. Tali parametri vengono impostati al livello amministrativo. Per informazioni sulla configurazione di questa opzione, consultare il Manuale dell'amministratore della piattaforma SAP BusinessObjects Business Intelligence.
•
Usa Single Sign On quando i report vengono aggiornati
al momento della visualizzazione: se selezionata, il nome utente e la password utilizzati per accedere al CMS vengono impiegati automaticamente come parametri di accesso al database. Per informazioni sull'impostazione di Single Sign-On
(SSO), consultare il
Manuale dell'amministratore della piattaforma SAP BusinessObjects Business Intelligence.
Server
Nome utente
Password
Lingua
Immettere una delle voci seguenti:
• L'URL della libreria MSAS esposta e configurata nel server
MSAS.
• Il nome del server dell'origine dati MSAS.
• Il percorso completo di un file cubo MSAS tra virgolette, ad esempio:
"Z:\Tutti cubi\test.cub"
Nota:
se il file cubo si trova su un sistema host diverso dall'host SAP
BusinessObjects, i due computer devono avere una connessione condivisa. È necessario creare la connessione a un file cubo direttamente sul computer su cui si trova l'host SAP BusinessObjects.
Il nome utente da utilizzare per accedere al server OLAP se la
Modalità di autenticazione è impostata su Usa nome utente e
password specificati.
La password da utilizzare per accedere al server OLAP se la
Modalità di autenticazione è impostata su Usa nome utente e
password specificati.
La lingua che verrà utilizzata per la connessione.
2011-04-12
Uso delle connessioni
5.3.3 Selezione di un cubo OLAP
In questa sezione viene descritta la pagina di selezione del cubo della procedura guidata Nuova connessione OLAP.
Per creare la connessione senza specificare un cubo, selezionare l'opzione Non specificare un cubo
nella connessione. In questo caso, ogni volta che si accede alla connessione, per creare un livello aziendale o utilizzare uno strumento di query e reporting, verrà richiesto di selezionare un cubo.
Per associare sempre un cubo alla connessione, selezionare l'opzione Specificare un cubo nella
connessione.
Nella pagina di selezione del cubo sono elencati i cubi disponibili per il database di destinazione. È possibile immettere una stringa di ricerca nell'apposita casella di testo. Selezionare il cubo nell'elenco.
Nota:
Per le connessioni che utilizzano il driver SAP BICS Client, selezionare l'opzione Specificare un cubo
nella connessione. Selezionare un InfoCube nelle cartelle dell'area dati. Selezionare quindi una query
BEx per la connessione.
Fare clic su Fine per chiudere la procedura guidata.
5.4 Creazione di un collegamento di connessione
Quando si pubblica una connessione, si ha la possibilità di creare un collegamento alla connessione nella visualizzazione Progetti locali. Utilizzare la procedura seguente per creare un collegamento di connessione per una connessione protetta già esistente.
È necessario che sia presente un progetto locale nella visualizzazione Progetti locali.
1.
Nella visualizzazione delle risorse del repository, aprire una sessione nel repository in cui è memorizzata la connessione protetta.
2.
Nella cartella o sottocartella Connessioni fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome della connessione.
• Per le connessioni OLAP, selezionare Crea collegamento connessione OLAP.
• Per le connessioni relazionali, selezionare Crea collegamento connessione relazionale.
3.
Nella finestra di dialogo "Seleziona un progetto locale", selezionare il progetto in cui si desidera creare il collegamento.
Argomenti correlati
•
Creazione di un progetto locale
70 2011-04-12
Uso delle connessioni
5.5 Informazioni sulla modifica delle connessioni e dei collegamenti alle connessioni
Per modificare le connessioni e i collegamenti alle connessioni si utilizza l'editor delle connessioni.
Per modificare una connessione o un collegamento a una connessione locale, fare doppio clic sul nome della connessione o del collegamento nella visualizzazione Progetti locali.
Per modificare una connessione protetta, nella visualizzazione delle risorse del repository, aprire una sessione per il repository in cui viene pubblicata la connessione. Nella cartella o sottocartella Connessioni fare doppio clic sul nome della connessione.
L'editor delle connessioni consente di eseguire le operazioni seguenti in base al tipo di connessione.
Connessioni relazionali
Nel riquadro "Informazioni generali":
• Per modificare i parametri della connessione, fare clic su Modifica.
• Per modificare il driver middleware, fare clic su Modifica driver.
• Per verificare la disponibilità del server di database, fare clic su Verifica connessione.
Nel riquadro "Definizione di connessione" sono indicate le informazioni memorizzate sulla connessione.
Il riquadro "Mostra valori" consente di sfogliare i valori nelle tabelle a cui fa riferimento la connessione.
Connessioni OLAP
Nel riquadro "Informazioni generali":
• Per modificare i parametri di accesso e la selezione del cubo per la connessione, fare clic su Modifica.
• Per verificare la disponibilità del server del cubo, fare clic su Verifica connessione.
Nel riquadro "Definizione di connessione" sono indicate le informazioni memorizzate sulla connessione.
Il riquadro "Mostra valori" consente di sfogliare gli oggetti presenti nel cubo e le relative proprietà.
Il riquadro "Query" consente di selezionare e trascinare gli oggetti del cubo per creare una query MDX ed eseguire la query in base al cubo.
Collegamenti alle connessioni
Nel riquadro "Informazioni generali":
• Per modificare la connessione protetta a cui fa riferimento il collegamento, fare clic su Modifica
connessione. Aprire una sessione nel repository in cui è pubblicata la connessione che si desidera modificare.
• Per verificare la disponibilità del server del cubo o del database, fare clic su Verifica connessione.
71 2011-04-12
Uso delle connessioni
72 2011-04-12
Utilizzo delle basi dati
Utilizzo delle basi dati
6.1 Che cos'è una base dati?
Una base dati contiene uno schema di tabelle e join pertinenti, estratti da uno o più database relazionali, che vengono utilizzati come base per uno o più livelli aziendali.
Nella base dati viene fatto riferimento alle connessioni relazionali. Si inseriscono le tabelle e i join dei database a cui si riferiscono le connessioni.
Mediante l'editor base dati, è possibile ottimizzare la base aggiungendo tabelle derivate, tabelle alias, colonne calcolate, colonne di input, join aggiuntivi, contesti, prompt ed elenchi di valori. La disponibilità di alcune funzionalità dipende dal tipo di base dati. Per ulteriori informazioni sui tipi di base dati, vedere l'argomento correlato.
È possibile creare qualsiasi numero di livelli aziendali con la stessa base dati. In questo caso la base dati diventa la base per più universi.
Argomenti correlati
•
Informazioni sui tipi di base dati
•
6.1.1 Informazioni sui tipi di base dati
Esistono due tipi di base dati, a un'origine o a più origini, che consentono di usufruire delle diverse funzionalità offerte dalla base dati. Gli argomenti correlati forniscono informazioni dettagliate che agevolano la scelta del tipo più adatto alle proprie esigenze.
Argomenti correlati
•
Informazioni sulle basi dati con una sola origine
•
Informazioni sulle basi dati con più origini
73 2011-04-12
Utilizzo delle basi dati
6.2 Informazioni sull'editor base dati
L'editor base dati è suddiviso in una visualizzazione base dati e dei riquadri di selezione.
La visualizzazione base dati è una rappresentazione grafica di tabelle e join. La visualizzazione Master contiene tutte le tabelle e i join e non può essere eliminata. È possibile definire visualizzazioni personalizzate che contengono sottoinsiemi di tabelle. Per accedere alle visualizzazioni, utilizzare le schede nella parte inferiore del riquadro di visualizzazione. Per ulteriori informazioni sulle visualizzazioni personalizzate, vedere l'argomento correlato.
Nella visualizzazione base dati, è possibile lavorare con tabelle e join utilizzando i comandi dei menu
Inserisci
e Rileva oppure facendo direttamente clic sugli oggetti nella visualizzazione.
I riquadri di visualizzazione consentono di lavorare con elementi diversi della base dati. Per accedere ai riquadri fare clic sulla scheda corrispondente:
•
Connessioni
• Base dati (visualizza una struttura ad albero di tabelle e join)
•
Alias e contesti
•
Parametri ed elenchi dei valori
•
Proprietà
Per ulteriori informazioni sulle operazioni da eseguire in ciascun riquadro di selezione, vedere l'argomento correlato.
Navigazione nella visualizzazione base dati
Per accedere al menu dei comandi disponibili per le tabelle, fare clic con il pulsante destro del mouse sulle intestazioni delle tabelle nella visualizzazione base dati. Per selezionare più tabelle, fare clic sulle relative intestazioni tenendo premuto il tasto CTRL.
Per accedere ai comandi disponibili per le colonne, fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome della colonna nella tabella della base dati.
Nel menu di scelta rapida sono disponibili alcuni comandi che agevolano il reperimento delle tabelle correlate nella base dati:
• Seleziona tabelle correlate: seleziona automaticamente tutte le tabelle collegate mediante join alla tabella selezionata.
• Evidenzia tabelle correlate: visualizza come non attive le tabelle che non sono collegate alla tabella selezionata mediante join.
• Evidenzia alias: visualizza come non attive tutte le tabelle tranne la tabella standard selezionata e le relative tabelle alias.
• Evidenzia tabella originale: visualizza come non attive tutte le tabelle tranne la tabella alias selezionata e la tabella standard su cui si basa.
• Centra sulla selezione consente di modificare temporaneamente lo zoom nella visualizzazione della base dati in modo che tutte le tabelle di una selezione siano visibili nella finestra.
74 2011-04-12
Utilizzo delle basi dati
È inoltre possibile utilizzare il pannello di ricerca per eseguire ricerche avanzate nella base dati. Per aprire il pannello di ricerca, fare clic su .
Argomenti correlati
•
Informazioni sulle visualizzazioni base dati personalizzate
•
Informazioni sulle connessioni nella base dati
•
•
Informazioni su parametri ed elenchi di valori della base dati
•
Informazioni sulle proprietà della base dati
•
Ricerca di tabelle e colonne nella base dati
•
Posizionamento della visualizzazione centrandola su una selezione
6.3 Creazione di una base dati
Questo argomento fornisce una panoramica delle operazioni da eseguire per creare una base dati in
Information Design Tool. I collegamenti a informazioni più dettagliate sono riportati nella sezione
Argomenti correlati alla fine di questo argomento.
1.
Preparare il progetto della base dati definendo i requisiti appropriati per i livelli aziendali a cui verranno forniti i dati.
2.
Decidere se il tipo di base dati deve essere con una o più origini. Il tipo e il numero di connessioni disponibili, nonché la sintassi SQL utilizzata per definire le strutture SQL, dipendono dal tipo di base dati.
3.
Selezionare o definire un progetto locale in cui creare la base dati.
4.
Selezionare o definire le connessioni relazionali che fanno riferimento ai database, necessarie per definire la base dati. Creare le connessioni locali nel progetto locale selezionato per la base dati.
Se si desidera fare riferimento a connessioni protette o creare una base dati con più origini, creare collegamenti di connessione nel progetto locale.
5.
Utilizzare la procedura guidata Nuova base dati per creare la base dati. Nella procedura guidata, assegnare un nome alla base dati, fornire una descrizione e selezionare le connessioni. Per le basi dati con più origini, vengono definite le proprietà per ogni connessione per fare in modo che sia possibile distinguere il database sottostante per ogni tabella nella visualizzazione della base dati.
Per avviare la procedura guidata Nuova base dati, selezionare File > Nuovo > Base dati.
6.
Una volta creata la base dati, utilizzare l'editor base dati per inserire le tabelle e i join necessari, estratti dai database a cui si fa riferimento nelle connessioni. Utilizzare il comando Inserisci tabelle per inserire simultaneamente alcune tabelle e richiedere il rilevamento e l'inserimento automatico di chiavi, join, cardinalità e conteggi di righe. Per le connessioni SAP NetWeaver BW, le tabelle e i join vengono inseriti automaticamente. È inoltre possibile utilizzare i comandi del menu Rileva per rilevare chiavi, join e cardinalità dopo avere inserito le tabelle.
75 2011-04-12
Utilizzo delle basi dati
76
Nota:
per rilevare i join tra le tabelle a cui fanno riferimento connessioni diverse, utilizzare il comando
Rileva join.
7.
Nell'editor base dati, è possibile ottimizzare la funzione della base dati in diversi modi, ad esempio:
• Inserire nuovi join e modificare quelli già esistenti, compresi i join che collegano le tabelle del database a cui fanno riferimento connessioni diverse.
• Inserire colonne calcolate
• Inserire tabelle derivate
• Inserire parametri con prompt facoltativi
• Inserire elenchi di valori da associare a un prompt
8.
Verificare i percorsi di join e risolvere eventuali loop rilevando cardinalità, tabelle alias e contesti.
Utilizzare i comandi del riquadro Alias e contesti per rilevare automaticamente gli alias e i contesti.
9.
Completata la base dati, utilizzare il comando Verifica integrità per convalidare le tabelle, le colonne e i join nella base dati.
Per eseguire una verifica dell'integrità, fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome della base dati nel riquadro Base dati e selezionare Verifica integrità.
10.
Come altre risorse in Information Design Tool, anche le basi dati possono essere condivise. Ciò consente ad altri utenti di utilizzare la base dati. Utilizzare la visualizzazione di sincronizzazione progetto per sincronizzare la base dati locale con la risorsa condivisa.
11.
Gestire la base dati nell'editor base dati.
Di seguito sono riportati alcuni comandi che semplificano la gestione della base dati.
• Se si modificano tabelle o colonne, utilizzare l'opzione Mostra dipendenze locali per trovare i livelli aziendali e gli oggetti che possono essere interessati dalle modifiche.
• Aggiornare la struttura per aggiornare la base dati in base alle modifiche apportate ai database a cui fanno riferimento le connessioni.
• Aggiungere o modificare connessioni
• Impostare i parametri di generazione SQL nelle proprietà della base dati
Argomenti correlati
•
Informazioni sui tipi di base dati
•
Creazione di un progetto locale
•
Creazione di una connessione relazionale
•
Creazione di un collegamento di connessione
•
Inserimento di tabelle nella base dati
•
Basi dati con connessioni NetWeaver BW
•
Informazioni sul rilevamento dei join
•
•
•
Visualizzazione delle dipendenze locali
•
Informazioni sull'aggiornamento di una base dati
•
Informazioni sulle connessioni nella base dati
•
Informazioni sulle proprietà della base dati
2011-04-12
Utilizzo delle basi dati
6.4 Informazioni sulle basi dati con una sola origine
Le basi dati con una sola origine supportano un'unica connessione. La connessione può essere locale o protetta, ovvero è possibile pubblicare universi basati sulla base dati localmente o su un repository.
Le basi dati con una sola origine supportano la sintassi SQL specifica di database per tabelle derivate, colonne calcolate ed espressioni join. La sintassi SQL specifica del database consente funzioni o operatori forniti da un database specifico e non da un qualsiasi database SQL-92 (ad esempio, funzioni analitiche Oracle). È necessario selezionare l'opzione con una sola origine se si desidera pubblicare in una cartella locale gli universi basati su questa base dati.
Si consiglia di utilizzare le basi dati con una sola origine nelle seguenti situazioni:
• Si desidera utilizzare esclusivamente la sintassi SQL specifica per il database.
• Si desidera pubblicare l'universo localmente e lavorare all'esterno di un repository.
Argomenti correlati
•
Informazioni sulle basi dati con più origini
•
6.5 Informazioni sulle basi dati con più origini
Le basi dati con più origini supportano una o più connessioni. È possibile aggiungere le connessioni quando si crea la base dati e in qualsiasi momento successivo. Le basi dati con più origini supportano solo connessioni protette e gli universi basati su questo tipo di base dati possono essere pubblicati solo in un repository.
Sono supportate le seguenti connessioni relazionali supplementari:
• connessioni SAP NetWeaver BW
• connessioni SAS
La sintassi SQL-92 standard è la sintassi predefinita per le colonne calcolate, le tabelle derivate e le espressioni join. Inoltre, sono disponibili le funzioni SQL di SAP BusinessObjects. È possibile utilizzare la sintassi SQL specifica per il database in una base dati con più origini definendo una tabella derivata o una colonna calcolata specifica per il database. La sintassi SQL specifica del database consente funzioni o operatori forniti da un database specifico e non da un qualsiasi database SQL-92 (ad esempio, funzioni analitiche Oracle).
Le basi dati con più origini sono necessarie nelle seguenti situazioni:
• Si desidera inserire tabelle e join da più di una origine dati relazionale.
• Si desidera utilizzare connessioni SAP NetWeaver BW o SAS.
77 2011-04-12
Utilizzo delle basi dati
• Si desidera utilizzare la sintassi SQL-92 standard e le funzioni SQL di SAP BusinessObjects.
Per ulteriori informazioni su queste situazioni, vedere gli argomenti correlati.
Argomenti correlati
•
•
Basi dati con connessioni NetWeaver BW
•
Espressioni SQL nelle basi dati con più origini
•
Informazioni sulle basi dati con una sola origine
•
6.5.1 Basi dati con più connessioni
Per poter aggiungere più connessioni a una base dati, è necessario selezionare il tipo con più origini quando si crea la base dati.
È possibile selezionare più connessioni quando si crea la base dati e aggiungere connssioni a una base dati con più origini già esistente. Le connessioni devono essere protette e quindi disponibili in un repository. Le connessioni sono rappresentate da un collegamento alle connessioni nel progetto locale.
In una base dati con più origini le connessioni dispongono delle seguenti proprietà aggiuntive:
• Un nome breve utilizzato per identificare la connessione nella base dati e per modificare il nome della tabella nelle espressioni SQL. Il nome breve viene specificato quando si aggiunge la connessione. Questo nome deve essere univoco nella base dati e non superare i 40 caratteri. Se si modifica il nome breve per la connessione, le espressioni SQL vengono automaticamente aggiornate in base al nuovo nome.
• Un colore per la connessione. Questo colore viene utilizzato nell'intestazione di tabella nelle visualizzazioni base dati. Il colore viene selezionato quando si aggiunge la connessione. È possibile modificare il colore per una connessione in qualsiasi momento.
• Un catalogo utilizzato per identificare la connessione con il server query. Un nome di catalogo predefinito viene registrato automaticamente con il server query la prima volta che la connessione viene aggiunta a una base dati con più origini.
• Per le connessioni SAP NetWeaver BW, le proprietà relative all'inserimento automatico di tabelle e join. Per ulteriori informazioni su queste proprietà, vedere l'argomento correlato.
In una base dati con più origini, il formato del nome della tabella visualizzato nelle espressioni SQL è:
<@catalog(nome breve)."qualificatore_database .proprietario_database".nome_tabella.>
È possibile creare un join con più origini tra tabelle con connessioni differenti. Utilizzare il comando
Rileva join per rilevare i join tra le tabelle a cui fanno riferimento connessioni diverse o il comando
Inserisci join per definirli in modo esplicito.
Argomenti correlati
•
Basi dati con connessioni NetWeaver BW
•
Informazioni sulle connessioni nella base dati
78 2011-04-12
Utilizzo delle basi dati
6.5.2 Espressioni SQL nelle basi dati con più origini
Le espressioni SQL che definiscono join, colonne calcolate e tabelle derivate in una base dati con più origini utilizzano la sintassi SQL-92 AINSI standard.
Nelle espressioni SQL-92 è possibile includere funzioni SQL e funzioni @ di SAP BusinessObjects. Le funzioni @ che possono essere incluse dipendono dal tipo di espressione. Per ulteriori informazioni vedere l'argomento correlato.
Per utilizzare funzioni o operatori disponibili mediante il database e non SQL-92 (ad esempio, funzioni analitiche di Oracle), definire le colonne calcolate e le tabelle derivate specifiche del database. Una casella di controllo nell'editor delle espressioni SQL consente di utilizzare l'SQL specifico per il database.
Le colonne calcolate e le tabelle derivate specifiche del database supportano la sintassi SQL della connessione associata. Per le espressioni SQL specifiche per il database si applicano le regole seguenti:
• È possibile fare riferimento solo alle tabelle standard e alle tabelle derivate specifiche del database in un'unica connessione.
• Non è possibile fare riferimento alle tabelle nelle connessioni SAS o SAP NetWeaver BW.
• È possibile includere le funzioni @ con alcune restrizioni. Per ulteriori informazioni vedere l'argomento correlato.
Argomenti correlati
•
Riferimento per le funzioni SQL
•
6.5.3 Basi dati con connessioni NetWeaver BW
Quando si aggiunge una connessione SAP NetWeaver BW a una base dati con più origini, le tabelle e i join vengono automaticamente inseriti.
L'inserimento automatico esegue queste operazioni:
• In base all'InfoProvider specificato nei parametri della connessione SAP NetWeaver BW, inserisce la tabella dei dati con le relative tabelle master e di testo.
• Crea famiglie per ciascun tipo di tabella:
• Aggiunge come prefisso la lettera I (InfoCube) al nome della tabella dei dati e assegna il nome alla famiglia "Tabella dei dati InfoProvider".
• Aggiunge come prefisso la lettera D (Dimensione) alle tabelle master e assegna le tabelle alla famiglia "Tabella dimensione".
79 2011-04-12
Utilizzo delle basi dati
• Aggiunge come prefisso la lettera T (Testo) alle tabelle di testo e assegna le tabelle alla famiglia
"Tabella di testo".
• Crea tabelle alias per tutte le tabelle dimensione e di testo.
• Rileva e inserisce le chiavi di tabella.
• Rileva e inserisce i join.
• Crea colonne di input nelle tabelle in cui sono necessarie per la gestione dei dati dipendenti dal tempo. Crea un parametro nella base dati denominato Data principale. Per impostazione predefinita, il parametro Data principale non viene richiesto. Viene automaticamente assegnata la data corrente.
Nota:
per disattivare l'inserimento automatico, deselezionare la casella di controllo Rileva tabelle nelle proprietà avanzate della connessione quando si aggiunge la connessione.
Argomenti correlati
•
Informazioni sulle connessioni SAP NetWeaver BW
6.6 Informazioni sulle connessioni nella base dati
Le connessioni presenti nella base dati sono elencate nel riquadro "Connessioni" dell'editor base dati.
Sono indicate le tabelle a cui si fa riferimento in ogni connessione. Per impostazione predefinita, le tabelle vengono visualizzate per tutti i qualificatori e i proprietari. Per indicare solo le tabelle per i qualificatori o proprietari attualmente in uso, fare clic sull'icona "Mostra qualificatori e proprietari" .
Operazioni sulle connessioni
Le seguenti operazioni sulle connessioni possono essere eseguite dal riquadro "Connessioni" Per aprire l'editor base dati, fare doppio clic sul nome della base dati nella visualizzazione "Progetti locali".
Fare clic sulla scheda Connessioni nell'editor base dati.
• Cambia consente di modificare la connessione e le proprietà associate. Per ulteriori informazioni su questa attività, vedere l'argomento correlato.
• Aggiungi connessioni (solo basi dati con più origini) consente di aggiungere connessioni alla base dati. Per ulteriori informazioni su questa attività, vedere l'argomento correlato.
• Modifica visualizza le proprietà della connessione o del collegamento alla connessione nell'editor delle connessioni.
• Verifica consente di verificare se il database a cui fa riferimento la connessione è disponibile.
• Rimuovi (solo basi dati con più origini) consente di rimuovere una connessione dalla base dati. La connessione rimane nel repository e viene registrata con il nome del catalogo.
Argomenti correlati
•
Modifica di una connessione in una base dati
•
Aggiunta di connessioni a una base dati
•
Informazioni sulle tabelle della base dati
80 2011-04-12
Utilizzo delle basi dati
6.6.1 Aggiunta di connessioni a una base dati
Per aggiungere connessioni alla base dati, devono essere soddisfatte le seguenti condizioni:
• La base dati deve essere del tipo con più origini.
• Le connessioni da aggiungere devono essere relazionali e protette.
• Per ogni connessione da aggiungere, è necessario creare un collegamento alla connessione nel progetto locale in cui è memorizzata la base dati.
1.
Fare doppio clic sul nome della base dati nel progetto locale per aprire l'editor base dati.
2.
Fare clic sulla scheda Connessioni nell'editor base dati.
3.
Nel riquadro "Connessioni" fare clic sull'icona Aggiungi connessioni .
La finestra di dialogo "Aggiungi connessioni" contiene l'elenco delle connessioni disponibili, incluse quelle attualmente definite nella base dati.
4.
Selezionare la casella di controllo accanto al nome del collegamento di connessione di ciascuna connessione che si desidera aggiungere e fare clic su Avanti.
5.
La finestra di dialogo "Proprietà connessione" consente di definire le proprietà di eventuali connessioni aggiuntive. Viene aperta una finestra di dialogo per ogni connessione aggiunta.
Per ulteriori informazioni sulle proprietà delle connessioni con più origini, vedere l'argomento correlato.
6.
Una volta completata la definizione delle proprietà per le connessioni aggiuntive, fare clic su Fine.
Argomenti correlati
•
Creazione di un collegamento di connessione
•
6.6.2 Modifica di una connessione in una base dati
La connessione da modificare deve essere una connessione relazionale. Per le basi dati con più origini la connessione deve anche essere protetta.
Per poter modificare una connessione, è necessario creare la connessione o il collegamento di connessione locale nel progetto locale in cui è archiviata la base dati.
1.
Fare doppio clic sul nome della base dati nel progetto locale per aprire l'editor base dati.
2.
Fare clic sulla scheda Connessioni nell'editor base dati.
3.
Nel riquadro "Connessioni" selezionare la connessione che si desidera modificare. Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla connessione e selezionare Cambia....
4.
Selezionare una nuova connessione. Le operazioni da eseguire dipendono dal tipo di base dati:
81 2011-04-12
Utilizzo delle basi dati
• Se la base dati ha una sola origine, nella finestra di dialogo "Cambia connessione" sono visualizzate le connessioni disponibili, compresa la connessione attualmente definita. Selezionare la casella di controllo accanto alla connessione che si desidera utilizzare e fare clic su OK.
• Se la base dati ha più origini, nella finestra di dialogo "Cambia connessione" sono visualizzate le proprietà della connessione attualmente definita. Fare clic sull'icona nella casella di testo
Connessione. Viene visualizzata una finestra di dialogo con le connessioni disponibili. Selezionare la connessione che si desidera utilizzare e fare clic su Fine.
6.7 Informazioni sulle tabelle della base dati
Una tabella standard è una rappresentazione grafica nella base dati di una tabella fisica di database.
È possibile creare tabelle standard quando si inseriscono le tabelle di database nella base dati.
Alcune connessioni consentono l'uso di più database (detti qualificatori) con diversi proprietari. Le tabelle standard e le relative colonne ereditano il nome completo dal database. La sintassi del nome di una tabella standard con una sola origine è:
<qualificatore_database.proprietario_database.nome_tabella>.
Nota:
qualificatore e proprietario non sono rilevanti per alcune connessioni e in questo caso si utilizza solo il nome della tabella.
Le basi dati con più origini identificano inoltre la connessione nel nome della tabella. La sintassi del nome di una tabella standard con più origini è:
<@catalog(nome_abbreviato)."qualificatore_database.proprietario_database".nome_tabella>.
Per ulteriori informazioni sulle basi dati con più connessioni, vedere l'argomento correlato.
Una volta inserita una tabella standard, è possibile modificarla per aggiungere una descrizione e modificare le colonne.
Per modificare il qualificatore o il proprietario di una tabella, fare clic con il pulsante destro del mouse sull'intestazione della tabella nella visualizzazione base dati e selezionare Cambia
qualificatore/proprietario.
Le tabelle presenti nella base dati possono anche essere derivate o tabelle alias. Per ulteriori informazioni vedere gli argomenti correlati.
Argomenti correlati
•
•
Informazioni sulle tabelle derivate
•
Inserimento di tabelle nella base dati
•
Modifica delle tabelle della base dati
•
Impostazione delle maiuscole/minuscole per i nomi delle tabelle
•
Informazioni sulle tabelle alias
82 2011-04-12
Utilizzo delle basi dati
6.7.1 Inserimento di tabelle nella base dati
Per inserire tabelle in una base dati, selezionare Inserisci tabelle dal menu Inserisci nella visualizzazione base dati.
Nella finestra di dialogo "Inserisci tabelle" sono elencate le connessioni definite nella base dati. Espandere la connessione per visualizzare le tabelle di database a cui fa riferimento la connessione. Per impostazione predefinita, le tabelle vengono visualizzate per tutti i qualificatori e i proprietari. Per indicare solo le tabelle per i qualificatori o proprietari attualmente in uso, fare clic sull'icona Mostra qualificatori
e proprietari
.
Selezionare la casella di controllo accanto al nome della tabella per inserirla con le relative colonne nella base dati.
Le tabelle già inserite nella base dati sono indicate mediante un'icona con un segno di spunta verde.
Se si inserisce una tabella già esistente, viene inserita una tabella alias e un messaggio chiede di immettere un nome per tale tabella.
Per visualizzare i valori di una tabella, fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome della tabella e selezionare Mostra valori tabella. Per visualizzare i valori di una colonna, espandere la tabella, fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome della colonna e selezionare Mostra valori colonna.
Selezionare gli oggetti che si desidera rilevare e inserire automaticamente nella base dati quando si inseriscono le tabelle:
• Rileva chiavi consente di impostare le colonne chiave nelle tabelle della base dati esattamente come nelle tabelle del database.
• Rileva conteggi righe consente di salvare il numero di righe in ogni tabella della base dati.
• Rileva join consente di inserire i join tra le tabelle da inserire.
Nota:
per le basi dati con più origini, vengono rilevati solo i join tra le tabelle a cui fa riferimento la stessa connessione. Per rilevare i join tra le tabelle a cui fanno riferimento connessioni diverse, utilizzare il comando Rileva join dopo avere inserito le tabelle.
• Rileva cardinalità consente di salvare le cardinalità dei join esattamente come quelle dei join del database.
Le opzioni di rilevamento consigliate vengono selezionate per impostazione predefinita. Per modificare i valori predefiniti, accedere alla pagina delle preferenze dell'applicazione. Dal menu principale, selezionare Finestra > Preferenze > Information Design Tool > Editor base dati > Rilevamenti
automatici.
Suggerimento:
È inoltre possibile inserire le tabelle nella base dati trascinandole dal riquadro Connessioni e rilasciandole nella visualizzazione base dati.
83 2011-04-12
Utilizzo delle basi dati
Argomenti correlati
•
Informazioni sul rilevamento dei join
6.7.2 Modifica delle tabelle della base dati
Per modificare una tabella nella base dati, fare clic con il pulsante destro del mouse sull'intestazione della tabella nella visualizzazione base dati e selezionare Modifica.
Se la tabella è derivata, viene visualizzata la finestra di dialogo "Modifica tabella derivata". Vedere l'argomento correlato.
Per le tabelle standard e alias, la finestra di dialogo "Modifica tabella" consente di modificare il nome e la descrizione della tabella. Il nome della tabella deve essere univoco all'interno della base dati.
Nota:
quando si modifica il nome di una tabella standard, si interrompe il collegamento con la tabella del database. Per informazioni sull'assegnazione di un nuovo nome alle tabelle che utilizzano gli alias, vedere il collegamento correlato.
Per le tabelle standard, è inoltre possibile modificare i tipi di dati delle colonne selezionando un nuovo tipo di dati nella casella di riepilogo.
Nota:
al successivo aggiornamento della struttura della base dati, verrà proposto il tipo di dati originale della colonna del database.
Per le tabelle standard, è possibile assegnare chiavi, o annullare l'assegnazione delle stesse, selezionando il tipo di chiave nella casella di riepilogo. Per ulteriori informazioni sulle chiavi delle tabelle, vedere l'argomento correlato.
Argomenti correlati
•
Informazioni sulle tabelle derivate
•
Informazioni sulle tabelle alias
•
Informazioni sulle chiavi di tabella
•
Informazioni sulle tabelle della base dati
6.7.3 Impostazione delle maiuscole/minuscole per i nomi delle tabelle
In alcuni database è necessario che i nomi di tabelle siano tutti i maiuscole o in minuscole. Utilizzare il comando Imposta su per modificare l'impostazione di maiuscole/minuscole dei nomi di tabella.
84 2011-04-12
Utilizzo delle basi dati
1.
Aprire la base dati nell'editor selezionandola nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sull'intestazione della tabella nella visualizzazione base dati e selezionare Imposta su. Selezionare quindi Maiuscole o Minuscole.
Nota:
Per selezionare più tabelle, fare clic sulle relative intestazioni tenendo premuto il tasto CTRL.
6.8 Visualizzazione e definizione del profilo dei valori in una tabella
Alcuni comandi consentono di selezionare i valori nelle tabelle della base dati. Per accedere ai comandi, fare clic con il pulsante destro del mouse sull'intestazione della tabella o sul nome della colonna nella visualizzazione base dati.
• Mostra valori tabella consente di visualizzare i valori contenuti nella tabella. È possibile filtrare valori di colonna specifici e salvare i valori indicati in un file locale.
• Dati profilo apre una finestra di dialogo che consente di definire il profilo dei valori della colonna selezionata in un grafico a torta o a barre.
• Mostra valori colonna consente di visualizzare i valori delle colonne selezionate. È possibile filtrare valori di colonna specifici e salvare i valori indicati in un file locale.
I filtri colonna definiti nella tabella vengono applicati prima di visualizzare i valori.
Per aggiungere filtri colonna nella visualizzazione "Mostra valori", fare clic su Aggiungi filtro e selezionare una colonna. Una volta aggiunto un filtro per una colonna, un selettore di valori del filtro appare sul lato destro.
Per definire il profilo dei valori per una colonna selezionata, fare clic sulla scheda Valori unici.
Per esportare i dati in un file locale, fare clic su Salva come file.
Per ordinare i valori, fare clic sul nome della colonna.
Per limitare le righe restituite dal database, immettere un numero nella casella N. max di righe.
Per visualizzare lo script di query, fare clic sulla freccia situata sopra la tabella di valori.
Nota:
i comandi di visualizzazione dei valori per impostazione predefinita aprono una scheda nell'editor per visualizzare i valori. È possibile impostare una preferenza per fare in modo che i comandi vengano aperti in una visualizzazione dedicata o una finestra di dialogo. Per impostare la preferenza, nel menu principale selezionare Finestra > Preferenze > Information Design Tool > Mostra dati.
6.9 Informazioni sulle chiavi di tabella
85 2011-04-12
Utilizzo delle basi dati
Le tabelle contenute nella base dati possono avere due tipi di chiavi:
Chiave Descrizione
Primaria
Colonna singola o combinazione di colonne di una tabella i cui valori identificano ogni riga della tabella. La chiave primaria garantisce l'unicità delle righe in una tabella. Ogni tabella ha solo una chiave primaria.
Esterna
Colonna singola o combinazione di colonne i cui valori sono richiesti per corrispondere a una chiave primaria o unica in un'altra tabella.
Le chiavi esterne implementano i vincoli, ad esempio non consentendo l'aggiunta di una vendita alla tabella <Vendite> perché il cliente non esiste nella tabella <Cliente>. Ogni tabella può avere più chiavi secondarie.
Le chiavi sono indicate con un'icona accanto alla colonna nella visualizzazione base dati.
Il comando Rileva chiavi rileva le chiavi presenti nelle tabelle del database e imposta le stesse chiavi nelle tabelle della base dati. Un'opzione del comando Inserisci tabelle consente di rilevare automaticamente le chiavi al primo inserimento delle tabelle nella base dati.
È possibile definire una chiave primaria o esterna in qualsiasi colonna di una tabella della base dati utilizzando il comando Imposta come chiave per la colonna. È inoltre possibile impostare manualmente le chiavi quando si modifica la tabella.
Nota:
quando si utilizza nuovamente il comando Rileva chiavi, le chiavi definite nelle tabelle del database sostituiscono le chiavi impostate manualmente per una tabella.
È possibile impostare una preferenza in modo tale che le chiavi impostate manualmente nella tabella della base dati vengano mantenute se non vengono rilevate chiavi. Per impostare la preferenza, selezionare Finestra > Preferenze > Information Design Tool > Editor base dati > Rilevamenti
automatici
6.10 Informazioni sui conteggi delle righe delle tabelle
Rileva conteggi righe
Il numero di righe presenti nel database può essere rilevato e salvato nella base dati. I conteggi delle righe vengono utilizzati per rilevare le cardinalità in assenza di chiavi di tabella.
86 2011-04-12
Utilizzo delle basi dati
Quando si rilevano i conteggi delle righe, viene conteggiato e memorizzato il numero di righe relativo alle tabelle selezionate.
Nota:
I filtri di colonna non vengono applicati quando si rilevano i conteggi delle righe.
È inoltre possibile impostare conteggi stimati delle righe per le tabelle. Ciò può risultare utile se si lavora con un campione ridotto di dati ma si desidera ottimizzare le query per le dimensioni dei dati di produzione. Il conteggio impostato viene sostituito dal conteggio rilevato quando si esegue un rilevamento del conteggio delle righe per una tabella.
Il comando Rileva conteggi righe del menu Rileva visualizza l'elenco dei conteggi correnti per tutte le tabelle della base dati. Da questo elenco è possibile impostare e rilevare i conteggi delle righe per una selezione di tabelle.
Per rilevare il conteggio delle righe per una tabella, fare clic con il pulsante destro del mouse sull'intestazione della tabella nella visualizzazione base dati e selezionare Rileva > Conteggio righe.
Il conteggio delle righe per la tabella selezionata viene aggiornato.
Nota:
Per selezionare più tabelle, fare clic sulle relative intestazioni tenendo premuto il tasto CTRL.
Conta righe
Utilizzare il comando Conta righe in più tabelle collegate da join per visualizzare il numero di righe restituite dalla query risultante. Vengono applicati i filtri di colonna.
Per conteggiare le righe restituite in una query, selezionare le tabelle nella visualizzazione base dati in uno dei seguenti modi:
• Fare clic con il pulsante destro del mouse su una tabella e selezionare Seleziona tabelle correlate.
• Fare clic sulle intestazioni delle tabelle tenendo premuto il tasto CTRL.
Quindi fare clic con il pulsante destro del mouse su una tabella e selezionare Conta righe.
Argomenti correlati
•
Informazioni sui filtri colonna
6.11 Informazioni sui filtri colonna
Un filtro colonna consente di limitare i valori restituiti ogni volta che la tabella viene utilizzata in una query.
Per inserire un filtro, fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome della colonna nella visualizzazione base dati e selezionare Inserisci filtro.
87 2011-04-12
Utilizzo delle basi dati
Quando si inserisce un filtro, viene proposto un self-join per la colonna nella finestra di dialogo "Modifica join". Ad esempio, se si inserisce un filtro nella colonna <età> della tabella <Cliente>, viene proposto il seguente self-join:
"Customer"."age"="Customer"."age"
Modificare la seconda parte del self-join (l'espressione a destra del segno di uguale) per filtrare i valori della colonna. Per avere assistenza per la modifica dell'espressione join, fare clic sull'icona Assistente
SQL
.
Le regole seguenti si applicano ai filtri colonna:
• È consentito un solo filtro per colonna.
• È possibile inserire un filtro in una colonna calcolata.
• L'espressione può contenere sottoquery.
• Nell'espressione sono consentite le seguenti funzioni @: @Prompt e @Variable.
• Se si inserisce un filtro in una tabella standard e quindi si crea un alias dalla tabella, il filtro non verrà inserito nella tabella alias.
• Se si inserisce un filtro in una tabella alias, il filtro non verrà automaticamente inserito nella tabella standard originale.
• Quando si uniscono tabelle che includono filtri, i filtri non vengono inclusi nella tabella risultante.
6.12 Informazioni sulle colonne calcolate
Una colonna calcolata è una nuova colonna di una tabella generata da un calcolo basato su una o più colonne della stessa tabella.
Per inserire una colonna calcolata, fare clic con il pulsante destro del mouse sull'intestazione della tabella nella visualizzazione della base dati e selezionare Inserisci colonna calcolata.
Quando si inserisce una colonna calcolata in una tabella, si crea l'istruzione SQL SELECT che definisce la colonna. La finestra di dialogo "Inserisci colonna calcolata" indica le colonne e le funzioni che è possibile trascinare nel riquadro in cui si crea l'istruzione SELECT.
Le seguenti regole vengono applicate per le colonne calcolate:
• È possibile inserire le colonne calcolate solo nelle tabelle standard.
• È possibile includere solo colonne della stessa tabella nell'istruzione SELECT.
• Le funzioni consentite sono riportate nel riquadro delle funzioni della finestra di dialogo "Inserisci colonna calcolata".
• Le sottoquery non sono consentite.
• Se la base dati è abilitata per più origini e si desidera utilizzare un SQL specifico per il database per definire la colonna calcolata, selezionare la casella di controllo Specifico per database. Per ulteriori informazioni sulle espressioni SQL nelle basi dati con più origini, vedere l'argomento correlato.
Una volta inserita nella tabella, la colonna appare nella visualizzazione della base dati con un'icona speciale. Una descrizione comandi indica l'espressione SQL della colonna calcolata quando si passa il cursore sul nome della colonna.
88 2011-04-12
Utilizzo delle basi dati
Se per una tabella è stata definita una colonna calcolata, per modificare la definizione, fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome della colonna della tabella nella visualizzazione della base dati e selezionare Modifica colonna calcolata.
Colonne Ora
È possibile inserire una colonna calcolata contenente una parte di data (ad esempio, mese, trimestre o anno) basata su una colonna con tipo di dati correlato al tempo.
Per inserire una colonna Ora, fare clic con il pulsante destro del mouse su un tipo di dati correlato al tempo e selezionare Inserisci colonna Ora.
Nota:
le colonne con tipi di dati correlati al tempo sono contrassegnate da un'icona che ricorda un calendario.
Selezionare una parte di data dall'elenco. Una colonna calcolata viene inserita nella tabella. È possibile modificare la nuova colonna mediante il comando Modifica colonna calcolata.
Argomenti correlati
•
Espressioni SQL nelle basi dati con più origini
6.13 Informazioni sui join
Un join è una condizione che collega le tabelle nella base dati e limita la quantità di dati restituiti quando vengono eseguite query sulle tabelle.
Le tabelle collegate da join normalmente hanno una relazione padre-figlio. Se le tabelle non sono collegate da join, una query eseguita su una delle due tabelle può restituire un insieme di risultati contenente tutte le combinazioni di riga possibili. Un insieme di risultati di questo tipo è denominato prodotto cartesiano e viene utilizzato raramente.
I join vengono definiti collegando una colonna di una tabella a una colonna nella seconda tabella. Si ottiene un self-join quando le due tabelle corrispondono. I self-join vengono utilizzati per definire i filtri di colonna. Per ulteriori informazioni sui filtri di colonna, vedere l'argomento correlato.
Per inserire un join, selezionare il comando Inserisci join dal menu Inserisci nella visualizzazione base dati.
Quando si inserisce un join, si definiscono le seguenti proprietà del join nella finestra di dialogo "Modifica join":
Proprietà del join
Colonna tabella
1
Descrizione
La colonna nella prima tabella da utilizzare per il join.
89 2011-04-12
Utilizzo delle basi dati
Proprietà del join
Colonna tabella
2
Descrizione
La colonna nella seconda tabella o la colonna da collegare mediante il join.
Operatore di join
Tra la tabella 1 e la tabella 2, una casella di riepilogo degli operatori di join consente di scegliere il metodo di confronto dei valori delle colonne nel join.
Sono inclusi un join di uguaglianza (=) e gli operatori per i join che non sono basati sull'uguaglianza tra i valori delle colonne (>, >=, <, <=, !=).
È anche possibile creare un join complesso, ovvero un join che contiene sottoquery.
Join diretto
Selezionare la casella di controllo Join diretto per creare un join diretto.
Un join diretto è un join che propone un percorso alternativo tra due tabelle. I join diretti migliorano le prestazioni di una query non prendendo in considerazione le tabelle intermedie ed abbreviando così un percorso di join normalmente più lungo.
Join esterno
Selezionare le caselle di controllo Join esterno per creare join esterni. Un join esterno consente la restituzione delle righe anche se non esiste una riga corrispondente nella tabella collegata dal join.
Selezionare la casella di controllo Join esterno sotto la tabella 1 per creare un join esterno sinistro. Questo join restituirà tutte le righe della tabella 1, anche se non hanno una corrispondenza nella tabella 2.
Selezionare la casella di controllo Join esterno sotto la tabella 2 per creare un join esterno destro. Questo join restituirà tutte le righe della tabella 2, anche se non hanno una corrispondenza nella tabella 1.
Selezionare la casella di controllo Join esterno sotto entrambe le tabelle per creare un join esterno completo. Questo join restituisce tutte le righe di entrambe le tabelle, con valori null quando non esiste una corrispondenza.
Espressione
Cardinalità
In base alle colonne e agli operatori selezionati, viene generata automaticamente un'espressione SQL per definire il join. È possibile digitare un'espressione personalizzata per il join. Per avere assistenza per la modifica dell'espressione join, fare clic sull'icona Assistente SQL .
Selezionare la cardinalità per il join dalla casella di riepilogo Cardinalità. È inoltre possibile fare clic sul pulsante Rileva per rilevare automaticamente la cardinalità definita per il join nel database.
Per ulteriori informazioni sulla cardinalità, vedere l'argomento correlato.
90 2011-04-12
Utilizzo delle basi dati
È possibile rilevare i join automaticamente. Per ulteriori informazioni sul rilevamento dei join, vedere l'argomento correlato.
Per modificare un join esistente, fare clic con il pulsante destro del mouse sulla linea del join nella visualizzazione base dati e selezionare Modifica join.
Argomenti correlati
•
Informazioni sui filtri colonna
•
Informazioni sulla cardinalità
•
Informazioni sul rilevamento dei join
6.13.1 Informazioni sul rilevamento dei join
Il sistema di rilevamento dei join esegue una ricerca nelle tabelle della base dati e propone i join appropriati. Vengono utilizzati i seguenti metodi:
• Rilevamento dei join basato sul nome di colonna. Questo metodo cerca i nomi di colonna identici in diverse tabelle. Verifica inoltre se il tipo di dati delle due colonne è lo stesso. Se in due tabelle corrispondono più colonne, vengono proposti i join per ciascuna colonna.
Nota:
i join tra una tabella e il relativo alias non vengono proposti.
• Rilevamento dei join basato sulle chiavi di database. Questo metodo cerca le relazioni definite nel database tra le chiavi primarie e le chiavi esterne.
• Per le basi dati con una connessione SAP NetWeaver BW, il rilevamento dei join si basa sui join dello schema del database a cui fa riferimento la connessione.
Per rilevare i join nella base dati, selezionare Rileva join dal menu Rileva nella visualizzazione base dati.
Per prima cosa selezionare il metodo di rilevamento dei join.
Per una base dati con più origini, selezionare un metodo per ciascuna connessione. Questo metodo viene utilizzato per rilevare i join tra le tabelle a cui fa riferimento la connessione. È inoltre possibile rilevare i join tra tabelle con connessioni diverse. In questo caso, il metodo utilizzato è quello in base al nome di colonna.
Una volta selezionato il metodo di rilevamento dei join, i join vengono rilevati e proposti in una finestra di dialogo. Quindi, è possibile selezionare i join da inserire nella base dati.
Quando si inseriscono le tabelle, i join vengono rilevati e inseriti automaticamente. Impostare i valori predefiniti per il rilevamento automatico dei join e il metodo di rilevamento predefinito da utilizzare nella pagina delle preferenze dell'applicazione. Dal menu principale, selezionare Finestra > Preferenze >
Information Design Tool > Editor base dati > Rilevamenti automatici.
91 2011-04-12
Utilizzo delle basi dati
Argomenti correlati
•
6.14 Informazioni sulla cardinalità
La cardinalità descrive ulteriormente il modo in cui le tabelle vengono unite indicando quante righe di una tabella corrispondono alle righe di un'altra tabella. Le cardinalità sono necessarie quando si rilevano alias e contesti per risolvere i loop nella base dati.
La cardinalità di una tabella viene espressa come coppia di numeri: il numero di righe in una tabella che corrispondono al numero di righe della tabella unita. Il numero di righe corrispondenti può essere nessuna (0), una (1) o molte (n) per ogni tabella.
Ad esempio, le tabelle <Cliente> e <Prenotazioni> sono collegate da un join.
• Per ogni cliente possono esservi una o più prenotazioni, quindi la cardinalità della tabella <Cliente>
è uno a molti, ovvero 1,n.
• Per ogni prenotazione può esistere un solo cliente, quindi la cardinalità della tabella <Prenotazioni>
è uno a uno, ovvero 1,1.
La cardinalità del join viene espressa anche come coppia di numeri: il numero massimo di righe nella seconda tabella corrispondenti a una riga nella prima tabella e il numero massimo di righe nella prima tabella corrispondenti a una riga nella seconda tabella.
Nell'esempio, la cardinalità del join <Cliente>-<Prenotazioni> è n,1, perché il numero massimo di righe che possono corrispondere a una riga in <Cliente> è n e il numero massimo di righe che possono corrispondere a una riga in <Prenotazioni> è 1.
Le cardinalità possono essere rilevate automaticamente per i join e memorizzate nella base dati. Il metodo di rilevamento prima rileva le chiavi primarie ed esterne. Le cardinalità vengono impostate in base allo stato delle chiavi della colonna nelle due tabelle, come segue:
Colonna prima tabella
Chiave primaria
Chiave esterna
Colonna seconda tabella
Chiave esterna
Chiave primaria
Cardinalità
1, n n,1
Se non vengono rilevate chiavi, la cardinalità viene impostata utilizzando i conteggi delle righe delle tabelle.
Per rilevare o impostare le cardinalità, selezionare Rileva cardinalità nel menu Rileva . La finestra di dialogo "Rileva cardinalità" contiene l'elenco delle cardinalità attualmente memorizzate per tutti i join della base dati. Utilizzando l'elenco, è possibile impostare manualmente o rilevare la cardinalità per una selezione di join.
92 2011-04-12
Utilizzo delle basi dati
Per rilevare la cardinalità per un join, fare clic con il pulsante destro del mouse sulla linea del join nella visualizzazione della base dati e selezionare Rileva cardinalità. Verrà aggiornata la cardinalità del join selezionato.
Nota:
Per selezionare più join, fare clic sulle linee dei join tenendo premuto il tasto CTRL.
È anche possibile impostare manualmente la cardinalità durante la modifica dei dettagli del join, utilizzando il comando Modifica join.
Quando si inseriscono i join, la cardinalità può essere rilevata e impostata automaticamente. Impostare i valori predefiniti per il rilevamento automatico della cardinalità nella pagina delle preferenze dell'applicazione. Dal menu principale, selezionare Finestra > Preferenze > Information Design Tool
> Editor base dati > Rilevamenti automatici.
Argomenti correlati
•
•
Informazioni sulle chiavi di tabella
6.15 Informazioni sulle tabelle derivate
Una tabella derivata combina altre tabelle utilizzando calcoli e funzioni. È possibile creare oggetti nel livello aziendale di una tabella derivata con le stesse modalità con cui si creano per una tabella standard.
Utilizzare le tabelle derivate nelle seguenti situazioni:
• Per creare una tabella con colonne di altre tabelle. Le definizioni di colonna possono includere funzioni e calcoli complessi.
• Per creare una tabella singola che combini due o più tabelle (dette tabelle unite). Per ulteriori informazioni sull'unione delle tabelle, vedere l'argomento correlato.
• Per creare una tabella contenente una selezione di colonne estratte da diverse tabelle.
Per inserire una tabella derivata con tutte le colonne della tabella originale, fare clic con il pulsante destro del mouse sull'intestazione della tabella nella visualizzazione base dati e selezionare Inserisci
> Tabella derivata.
Per inserire una tabella derivata e specificare le colonne, selezionare Inserisci tabella derivata dal menu Inserisci nella visualizzazione base dati.
Immettere la definizione di tabella nella finestra di dialogo "Modifica tabella derivata".
Assegnare alla tabella derivata un nome univoco all'interno della base dati.
In una base dati con più origini, se si desidera includere funzioni specifiche del database nella definizione della tabella derivata, è necessario selezionare la sintassi specifica per il database. Per ulteriori informazioni sulla sintassi SQL nelle basi dati con più origini, vedere l'argomento correlato.
93 2011-04-12
Utilizzo delle basi dati
Dalle tabelle elencate nelle caselle Tabelle e Tabelle database, trascinare le colonne nella casella
Espressione per includerle nella tabella derivata. È inoltre possibile utilizzare il Generatore SQL, che funziona come il pannello delle query, per selezionare le colonne per la tabella derivata.
Le funzioni consentite nella definizione dell'espressione sono indicate nella casella Funzioni. È possibile trascinare le funzioni nella casella Espressione.
Per modificare una tabella derivata, fare clic con il pulsante destro del mouse sull'intestazione della tabella derivata e selezionare modifica.
Argomenti correlati
•
Informazioni sull'unione delle tabelle
•
Espressioni SQL nelle basi dati con più origini
6.16 Informazioni sull'unione delle tabelle
L'unione delle tabelle consente di inserire nella base dati una tabella derivata costituita dalle colonne combinate di due o più tabelle collegate da join.
Per unire le tabelle, nella visualizzazione base dati, selezionare le tabelle da unire in uno dei modi seguenti:
• Fare clic con il pulsante destro del mouse su una tabella e selezionare Seleziona tabelle correlate.
• Fare clic sulle intestazioni delle tabelle tenendo premuto il tasto CTRL.
Quindi fare cli con il pulsante destro del mouse sulla selezione di tabelle e selezionare Unisci.
Immettere un nome per la tabella che sia univoco nella base dati.
La tabella viene inserita come tabella derivata e collegata mediante join alle tabelle a cui erano collegate le tabelle originali. Le tabelle originali diventano obsolete ed è possibile eliminarle. Se si sceglie di conservare le tabelle originali, i join che collegano le tabelle vengono eliminati, ma le tabelle rimangono nella base dati.
Per modificare una tabella di unione, fare clic con il pulsante destro del mouse sull'intestazione della tabella e selezionare Modifica tabella derivata.
Nota:
In una base dati con più origini, una tabella derivata risultante da un'unione crea espressioni che utilizzano la sintassi SQL-92 standard. Per utilizzare l'SQL specifico per il database, è necessario modificare la tabella derivata e selezionare esplicitamente la sintassi specifica del database.
Argomenti correlati
•
Informazioni sulle tabelle derivate
•
Espressioni SQL nelle basi dati con più origini
94 2011-04-12
Utilizzo delle basi dati
6.17 Informazioni sulle tabelle alias
Una tabella alias è un riferimento a una tabella standard nella base dati. Si tratta di un duplicato identico all'originale (tranne che per i filtri di colonna) con un nome diverso. I dati nella tabella sono esattamente gli stessi della tabella d’origine, ma il nome diverso permette all’SQL di una query di accettare l’uso di due tabelle diverse.
Le tabelle alias consentono di interrompere i loop nei percorsi di join della base dati. Per ulteriori informazioni sulla risoluzione dei loop, vedere l'argomento correlato.
La tabelle alias vengono utilizzate anche per rinominare una tabella. Il collegamento tra la base dati e il database fa riferimento al nome della tabella. Se si crea un alias per assegnare un nuovo nome alla tabella, il collegamento al database viene mantenuto ma viene utilizzato il nome della tabella alias nella base dati.
Per rilevare gli alias nella base dati, selezionare Rileva alias dal menu Rileva .
È inoltre possibile rilevare gli alias nel riquadro Alias e contesti dell'editor base dati. Fare clic sull'icona
Rileva alias
.
Il comando analizza i percorsi di join e propone tabelle alias per interrompere eventuali loop rilevati nella base dati. Quindi è possibile scegliere di creare automaticamente gli alias.
Per inserire manualmente le tabelle alias, selezionare le tabelle originali. Nella visualizzazione della base dati, fare clic sulle intestazioni di tabella tenendo premuto il tasto CTRL. Fare clic con il pulsante destro del mouse e selezionare Inserisci > Tabella alias.
Per modificare il nome e la descrizione di una tabella alias, fare clic sull'intestazione della tabella nella visualizzazione della base dati e selezionare Modifica.
Argomenti correlati
•
6.18 Informazioni sui contesti
Un contesto è una raccolta di join che forniscono un percorso di query valido. Normalmente i contesti vengono utilizzati per risolvere i loop della base dati che non possono essere risolti creando una tabella alias. I contesti vengono utilizzati anche quando più tabelle dei dati condividono una tabella dimensione.
In questo caso, viene creato un contesto per ogni tabella dei dati.
95 2011-04-12
Utilizzo delle basi dati
In Information Design Tool, i contesti risolvono un percorso di join nel loop definendo esplicitamente un percorso di join. Viene richiesto all'utente di indicare il contesto da utilizzare al momento della query.
Il contesto viene definito impostando gli stati per i join interessati dall'ambiguità.
In un contesto un join può avere tre stati:
• Join inclusi: in una parte ambigua dello schema, il contesto risolve il loop definendo un percorso con i join inclusi.
• Join esclusi: in una parte ambigua dello schema, i join esclusi definiscono il percorso che il contesto non utilizzerà mai.
• Join neutri: si trovano in una parte non ambigua dello schema e sono sempre inclusi nel percorso di query del contesto. Eventuali join non inclusi o esclusi in modo esplicito sono neutri.
Quando si inserisce un nuovo join o una nuova tabella nella base dati, l'elemento inserito è neutro per impostazione predefinita. Non è necessario aggiornare i contesti a meno che si includa la nuova tabella o il nuovo join in modo esplicito.
Prima di verificare la presenza di contesti nella base dati, è necessario impostare le cardinalità e rilevare gli alias. Vedere l'argomento correlato sulla risoluzione dei loop per le attività relative ai prerequisiti.
Per rilevare i contesti nella base dati, dal riquadro Alias e contesti dell'editor base dati selezionare l'icona Rileva contesti .
Nota:
un messaggio potrebbe indicare che il loop può essere risolto utilizzando gli alias. Vedere l'argomento correlato sulla risoluzione dei loop.
Il comando analizza i percorsi di join e, nella finestra di dialogo "Rileva contesti", propone contesti per la risoluzione dei loop che non possono essere risolti mediante le tabelle alias. Per visualizzare il contesto evidenziato nella visualizzazione base dati, fare clic sul nome del contesto proposto. Selezionare la casella di controllo accanto al contesto proposto per inserirlo nella base dati.
Per inserire manualmente un contesto, selezionare l'icona Inserisci contesto nella scheda Contesti dell'editor base dati . Per includere o escludere join e tabelle dal contesto, fare clic sugli stessi nella visualizzazione base dati o fare clic sul percorso di join nell'elenco dei percorsi di join.
Argomenti correlati
•
•
Informazioni sulle tabelle alias
6.19 Risoluzione di loop
Si verificano loop quando si uniscono più percorsi alle tabelle. Le righe restituite dalla query sono l'intersezione dei risultati pertinenti a ciascun percorso, quindi verranno restituite meno righe del previsto.
96 2011-04-12
Utilizzo delle basi dati
Una tabella alias interrompe un loop utilizzando la stessa tabella due volte nella query, una volta per ogni percorso. In questo modo, le righe restituite nella query sono l'unione dei risultati relativi a ciascun percorso.
Un ciclo è un loop che si verifica quando le tabelle unite dal loop hanno tutte cardinalità (1,n). In questo caso, il comando Rileva alias non è in grado di determinare per quale tabella deve essere creato un alias.
Quando i loop non possono essere risolti con una tabella alias, si utilizzano i contesti. I contesti consentono di risolvere l'ambiguità indicando in modo esplicito alla query quale percorso di join utilizzare.
Utilizzare la seguente procedura per risolvere i loop nella base dati:
1.
Rilevare e inserire tutti i join nella base dati.
2.
Rilevare o impostare le cardinalità per i join.
3.
Assicurarsi che non siano presenti cicli nella base dati, esaminando le cardinalità di ogni loop oppure aggiornando lo stato della risoluzione del loop (vedere i passaggi successivi di questa procedura).
4.
Assicurarsi che nessuno dei join abbia cardinalità (n,n). Gli alias e i contesti non possono essere rilevati. Impostare la cardinalità manualmente per (n,n) join.
5.
Rilevare gli alias dal riquadro Alias e contesti dell'editor base dati.
6.
Rilevare i contesti. Si consiglia di inserire tutti i contesti proposti.
7.
Nella casella Loop è possibile verificare se tutti i loop sono stati risolti. Fare clic sull'icona Visualizza
loop
.
I loop possibili sono indicati nella casella. Per verificare se i loop sono stati risolti, fare clic sull'icona
Aggiorna stato di risoluzione loop
.
Viene visualizzato un messaggio che suggerisce le azioni da intraprendere con i loop non risolti.
Un loop è risolto quando accanto al nome del loop è visualizzato un segno di spunta verde.
Argomenti correlati
•
Informazioni sul rilevamento dei join
•
Informazioni sulla cardinalità
•
Informazioni sulle tabelle alias
•
6.20 Informazioni sulle colonne di input
Per le tabelle a cui fanno riferimento le connessioni SAP NetWeaver BW , le colonne di input vengono inserite automaticamente nelle tabelle della base dati per la gestione dei dati dipendenti dal tempo.
Per risolvere le colonne di input durante la query, viene inserito nella base dati il parametro Data principale. Per impostazione predefinita, il parametro Data principale non viene richiesto. Viene
97 2011-04-12
Utilizzo delle basi dati automaticamente assegnata la data corrente. È possibile modificare i parametri di prompt nella base dati.
Per modificare i parametri di prompt per una colonna di input, fare clic con il pulsante destro del mouse sulla tabella nella visualizzazione base dati e selezionare Modifica colonna di input.
È inoltre possibile fare clic con il pulsante destro del mouse in qualsiasi punto della visualizzazione base dati e selezionare Modifica colonne di input. Questo comando visualizza l'elenco di tutte le colonne di input presenti nella base dati. È possibile selezionare dall'elenco una colonna di input da modificare.
Argomenti correlati
•
Basi dati con connessioni NetWeaver BW
6.21 Informazioni su parametri ed elenchi di valori della base dati
Un parametro è una variabile dell'universo che richiede un valore durante l'esecuzione della query. I parametri vengono spesso definiti in modo da richiedere all'utente di fornire un valore e in questo caso vengono detti prompt.
L'elenco di valori è una raccolta di valori di dati che possono essere associati a un oggetto nell'universo, consentendo all'utente di scegliere i valori per un prompt.
È possibile inserire i parametri e gli elenchi di valori nella base dati. Vengono ereditati da qualsiasi livello aziendale creato nella base dati ma non possono essere modificati nel livello aziendale.
Per inserire un parametro o un elenco di valori, accedere alla scheda Parametri ed elenchi dei valori nell'editor base dati. La procedura è la stessa seguita per inserire parametri ed elenchi di valori in un livello aziendale. Vedere gli argomenti correlati.
Argomenti correlati
•
•
6.22 Informazioni sulle proprietà della base dati
Le proprietà della base dati sono valide per l'intera base dati. Per modificarle, utilizzare la scheda
Proprietà dell'editor base dati.
È possibile immettere o modificare una descrizione. Si tratta della descrizione che può essere inserita quando si crea una nuova base dati mediante la procedura guidata.
98 2011-04-12
Utilizzo delle basi dati
Fare clic su Riepilogo per aprire una finestra di dialogo in cui è indicato il numero di oggetti contenuti nella base dati (ad esempio tabelle, join e contesti).
Le opzioni SQL vengono applicate a tutte le espressioni SQL nella base dati.
• Quando si seleziona la casella di controllo Consenti prodotti cartesiani, se la progettazione delle tabelle e dei join della base dati può generare un prodotto cartesiano, l'SQL è consentito.
•
Nota:
Un prodotto cartesiano è un risultato contenente tutte le possibili combinazioni di ogni riga in ogni tabella inclusa in una query. un prodotto cartesiano è quasi sempre un risultato errato
• Selezionare la casella di controllo Molteplici istruzioni SQL per ogni contesto se la base dati contiene contesti. Ciò consente all'utente di selezionare il percorso di query quando la query richiede dei contesti.
• Fare clic su Parametri SQL per impostare i parametri di generazione SQL nella base dati. Per ulteriori informazioni sui parametri di generazione SQL con definizioni e valori predefiniti, vedere l'argomento correlato.
Argomenti correlati
•
Informazioni sui parametri di generazione SQL
•
6.23 Visualizzazione delle dipendenze locali
Utilizzare il comando Mostra dipendenze locali se si modificano le tabelle e le colonne nella base dati. Il comando individua i livelli aziendali e i relativi oggetti che dipendono dalla tabella o dalla colonna.
1.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sull'intestazione della tabella o il nome della colonna nella visualizzazione base dati e selezionare Mostra dipendenze locali.
Nota:
per selezionare più tabelle e/o colonne tenere premuto il tasto CTRL.
Vengono elencati i livelli aziendali dipendenti dalle tabelle e colonne selezionate.
2.
Selezionare il livello aziendale per il quale si desidera visualizzare gli oggetti dipendenti.
Una finestra di dialogo visualizza l'elenco delle tabelle e delle colonne della base dati, nonché gli oggetti del livello aziendale che dipendono dalle stesse.
3.
Per modificare un oggetto aziendale, fare doppio clic sul nome dell'oggetto nella casella Livelli e
oggetti aziendali. Il Livello aziendale si apre con l'oggetto selezionato attivo.
6.24 Informazioni sull'aggiornamento di una base dati
99 2011-04-12
Utilizzo delle basi dati
L'aggiornamento della struttura consente di aggiornare la base dati in base alle modifiche apportate alle tabelle del database sottostante.
Per avviare l'aggiornamento guidato della struttura, nell'editor base dati selezionare Aggiorna struttura dal menu Rileva .
La procedura guidata rileva le modifiche seguenti e le riporta ciascuna nella relativa finestra di dialogo.
In ogni caso è possibile decidere quali modifiche apportare nella base dati.
• Tabelle della base dati che sono state eliminate nel database. La procedura guidata propone di eliminare queste tabelle e gli eventuali join correlati dalla base dati.
• Colonne delle tabelle della base dati che sono state eliminate nelle tabelle del database. La procedura guidata propone di aggiornare ogni tabella corrispondente nella base dati per eliminare le colonne e i join che utilizzano queste colonne.
• Colonne aggiunte nel database. La procedura guidata propone di aggiornare ogni tabella corrispondente nella base dati per aggiungere queste colonne.
• Tipi di dati delle colonne modificati nel database. La procedura guidata propone di aggiornare il tipo di dati di ogni colonna della base dati che si differenzia dal tipo di colonna del database.
La procedura guidata consente di riportare le modifiche selezionate in una finestra di dialogo di riepilogo e chiede di confermare prima di continuare con l'aggiornamento.
6.25 Informazioni sulle visualizzazioni base dati personalizzate
Una visualizzazione base dati personalizzata è un sottoinsieme della visualizzazione Master della base dati. Utilizzare le visualizzazioni quando si modifica una base dati che contiene molte tabelle e si desidera utilizzare un sottoinsieme delle stesse. È possibile definire più visualizzazioni personalizzate per la base dati.
Per inserire una visualizzazione personalizzata, selezionare Inserisci visualizzazione dal menu
Inserisci
.
Immettere un nome per la visualizzazione. Viene aperta una nuova scheda nella parte inferiore del riquadro di visualizzazione. Inizialmente la visualizzazione è vuota.
Per aggiungere una tabella a una visualizzazione, fare clic con il pulsante destro del mouse sull'intestazione della tabella e selezionare Aggiungi alla visualizzazione. Per selezionare e aggiungere più tabelle, fare clic sulle relative intestazioni tenendo premuto il tasto CTRL.
Un altro modo per inserire una visualizzazione è selezionarne una tra quelle disponibili. Quindi, fare clic con il pulsante destro del mouse e selezionare Inserisci > Visualizza da selezione. La visualizzazione viene inserita e contiene le tabelle selezionate.
Le operazioni sulle tabelle sono consentite da tutte le visualizzazioni. Eventuali modifiche vengono propagate a tutte le visualizzazioni della base dati.
Anche le assegnazioni di tabelle alle famiglie vengono propagate a tutte le visualizzazioni.
100 2011-04-12
Utilizzo delle basi dati
Argomenti correlati
•
Informazioni sull'editor base dati
6.26 Informazioni sulle famiglie di tabelle
Una famiglia è un insieme di parametri di visualizzazione che possono essere utilizzati per raggruppare visivamente le tabelle dello stesso tipo. Ad esempio, è possibile definire famiglie differenti per le tabelle dei dati e le tabelle dimensione.
I parametri di visualizzazione includono il colore di sfondo, il colore del testo e il carattere.
Per aggiungere o modificare le famiglie, fare clic sull'icona Modifica famiglie nella visualizzazione base dati.
Nella finestra di dialogo "Modifica famiglie" è possibile aggiungere le famiglie e modificare i parametri di visualizzazione.
Le definizioni di famiglia possono essere importate ed esportate. Con l'esportazione viene creato un file in una cartella locale che può essere condiviso tra diversi utenti di Information Design Tool.
Una volta definita una famiglia, assegnare le tabelle alla famiglia in modo tale che le tabelle abbiano l'aspetto della famiglia.
Per assegnare una tabella a una famiglia, fare clic sull'intestazione della tabella nella visualizzazione base dati. Selezionare la famiglia nella casella di riepilogo Famiglie.
Nota:
per annullare l'assegnazione di una famiglia, selezionare Nessuna famiglia.
6.27 Inserimento di commenti nella visualizzazione base dati
Un commento è una nota che può essere inserita in qualsiasi punto della visualizzazione base dati.
Per inserire un commento, nella visualizzazione base dati selezionare Inserisci commento dal menu
Inserisci
.
Nella finestra di dialogo "Modifica commento" definire i parametri di visualizzazione della nota e immettere il testo del commento.
Il commento viene inserito nell'angolo superiore sinistro della visualizzazione corrente. Trascinare il commento nella posizione all'interno della visualizzazione in cui si desidera che appaia.
101 2011-04-12
Utilizzo delle basi dati
6.28 Ricerca di tabelle e colonne nella base dati
1.
Per aprire il pannello di ricerca, nella visualizzazione base dati, fare clic sull'icona Mostra/Nascondi
pannello di ricerca
.
2.
Per impostazione predefinita viene eseguita la ricerca delle tabelle. Per cercare le colonne, fare clic sull'icona nella casella di testo del filtro.
3.
È possibile circoscrivere la ricerca in diversi modi:
• Immettere un testo da cercare nella casella di testo del filtro.
• Selezionare connessioni, tipi di tabella, tipi di colonna, famiglie e contesti nelle caselle di riepilogo.
Le tabelle che corrispondono ai criteri di ricerca sono evidenziate nella visualizzazione base dati.
4.
Per modificare la visualizzazione in modo che appaiano solo le tabelle corrispondenti, fare clic sull'icona Opzioni di ricerca nella parte superiore del pannello di ricerca e selezionare Disponi
automaticamente risultati ricerca.
Suggerimento:
È anche possibile utilizzare il comando Centra sulla selezione per modificare temporaneamente lo zoom nella visualizzazione della base dati in modo che tutte le tabelle di una selezione siano visibili nella finestra.
5.
Fare clic su Reimposta per azzerare i criteri di ricerca e avviare una nuova ricerca.
Argomenti correlati
•
Posizionamento della visualizzazione centrandola su una selezione
6.29 Posizionamento della visualizzazione centrandola su una selezione
Il comando Centra sulla selezione consente di modificare temporaneamente lo zoom nella visualizzazione della base dati in modo che tutte le tabelle di una selezione siano visibili nella finestra.
1.
Nell'editor della base dati effettuare una selezione di tabelle.
Ad esempio, utilizzando il pannello di ricerca, selezionare tutte le tabelle di una famiglia specifica.
2.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sull'intestazione della tabella di una delle tabelle selezionate e selezionare Centra sulla selezione.
Viene eseguito lo zoom nella visualizzazione della base dati in modo che tutte le tabelle di una selezione siano visibili nella finestra. Per ripristinare la visualizzazione, chiudere il pannello di ricerca se è aperto,
102 2011-04-12
Utilizzo delle basi dati oppure fare clic sull'icona Reimposta zoom nella barra degli strumenti posta nella parte inferiore della visualizzazione della base dati.
Suggerimento:
È anche possibile centrare la visualizzazione su una tabella o join selezionando il nome corrispondente nella visualizzazione struttura nel pannello Base dati a sinistra della visualizzazione.
Argomenti correlati
•
Ricerca di tabelle e colonne nella base dati
103 2011-04-12
Utilizzo delle basi dati
104 2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
Utilizzo dei livelli aziendali
7.1 Descrizione di un livello aziendale
Un livello aziendale è una raccolta di oggetti metadati mappati a definizioni SQL o MDX in un database, ad esempio colonne, visualizzazioni, funzioni di database o calcoli preaggregati. Gli oggetti metadati comprendono dimensioni, gerarchie, indicatori, attributi e condizioni predefinite. Ogni oggetto corrisponde a un'unità di informazioni aziendali che può essere utilizzata in una query per restituire i dati. I livelli aziendali possono essere creati direttamente in base a un cubo OLAP o utilizzando una base dati creata da un database relazionale.
Quando un livello aziendale è completato, viene pubblicato nel server CMS come universo. Un universo
è un file .unx file pubblicato che include un livello aziendale e la relativa connessione a un cubo OLAP oppure un livello aziendale e la base dati corrispondente. L'universo è disponibile nel repository per le applicazioni SAP BusinessObjects per l'analisi dei dati e la creazione di report.
Il ruolo principale del livello aziendale è definire e organizzare i metadati prima di essere pubblicato come universo. Un modo alternativo per comprendere il livello aziendale è considerarlo un workbench per metadati da utilizzare per comporre e modificare un insieme di metadati prima di pubblicarlo come universo per le applicazioni di analisi di dati e creazione di report.
Argomenti correlati
•
Creazione di un livello aziendale
7.2 Creazione di un livello aziendale
Per creare un livello aziendale basato su una base dati o un cubo OLAP, utilizzare la procedura guidata di creazione di un nuovo livello aziendale.
Prima di creare un livello aziendale, è necessario disporre di quanto segue:
• Una cartella di progetto nella visualizzazione dei progetti locali
• Se si basa il livello aziendale su una base dati, una base dati salvata nella stessa cartella di progetto
• Se si basa il livello aziendale su un cubo OLAP, una connessione OLAP o un collegamento alla connessione salvata nella stessa cartella di progetto
1.
Selezionare la cartella del progetto nella visualizzazione dei progetti locali.
105 2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
2.
Selezionare File > Nuovo > Livello aziendale.
3.
Seguire i passaggi della creazione guidata di un nuovo livello aziendale per immettere le seguenti informazioni:
• Se il livello aziendale è basato su una base dati o su una connessione OLAP
• Nome del livello aziendale
• L'origine dati
• Per i livelli aziendali basati su un cubo OLAP, gli oggetti del cubo da includere nel livello aziendale.
Il livello aziendale viene creato in base alla base dati oppure alla selezione di oggetti estratti dal cubo
OLAP e viene visualizzato nell'editor del livello aziendale.
Argomenti correlati
•
Utilizzo della creazione guidata di un nuovo livello aziendale
7.2.1 Utilizzo della creazione guidata di un nuovo livello aziendale
La procedura guidata di creazione del livello aziendale fornisce informazioni sulle operazioni da eseguire per creare un livello aziendale. Per informazioni su una pagina specifica, consultare il relativo argomento.
Argomenti correlati
•
Definizione del tipo di origine dati per un livello aziendale
•
Denominazione di un livello aziendale
•
Selezione di una base dati per un livello aziendale
•
Selezione di una connessione OLAP per un livello aziendale
•
Selezione di oggetti da un cubo OLAP per un livello aziendale
7.2.1.1 Definizione del tipo di origine dati per un livello aziendale
In questa sezione viene descritta la pagina di selezione del tipo di livello aziendale della creazione guidata di un nuovo livello aziendale.
È possibile scegliere se creare un livello aziendale da un'origine dati relazionale o da un'origine dati
OLAP.
Tipo di origine dati
Relazionale
Descrizione
Il livello aziendale è basato su una base dati. È possibile selezionare qualsiasi base dati nella cartella del progetto corrente.
106 2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
Tipo di origine dati
OLAP
Descrizione
Il livello aziendale è basato su un cubo OLAP. È possibile selezionare qualsiasi connessione OLAP o collegamento alla connessione nella cartella del progetto corrente.
1.
Fare clic su uno dei tipi di origine dati nell'elenco.
2.
Fare clic su Avanti.
Viene visualizzata una pagina in cui è possibile inserire il nome del nuovo livello aziendale.
Argomenti correlati
•
Denominazione di un livello aziendale
7.2.1.2 Denominazione di un livello aziendale
In questa sezione viene descritta la pagina di creazione della risorsa della procedura guidata di creazione di un nuovo livello aziendale.
Immettere un nome e una descrizione per il livello aziendale. Si tratta del nome dell'universo pubblicato dal livello aziendale.
Argomenti correlati
•
Selezione di una base dati per un livello aziendale
•
Selezione di una connessione OLAP per un livello aziendale
107
7.2.1.3 Selezione di una base dati per un livello aziendale
In questa sezione viene descritta la pagina "Selezione di base dati" della creazione guidata di un nuovo livello aziendale.
Selezionare una base dati come origine dati per il nuovo livello aziendale. È possibile eseguire una delle seguenti operazioni:
• Creare automaticamente gli oggetti del livello aziendale dalle tabelle e dalle colonne della base dati.
• Creare un livello aziendale vuoto. È necessario aggiungere manualmente gli oggetti dalla base dati dopo la creazione.
1.
Fare clic sul pulsante in fondo al campo di testo Base dati.
Viene visualizzato l'elenco delle basi dati disponibili.
2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
2.
Fare clic su una base dati nell'elenco e quindi su OK.
Il nome della base dati appare nel campo del nome. La casella di controllo Crea automaticamente
classi e oggetti è selezionata per impostazione predefinita.
3.
Eseguire una delle operazioni seguenti:
• Se si desidera inserire automaticamente classi e oggetti nel livello aziendale, fare clic su Fine.
• Se non si desidera popolare automaticamente il livello aziendale, deselezionare la casella di controllo e fare clic su Fine. È necessario popolare il livello aziendale manualmente.
Il nuovo livello aziendale viene aperto in una scheda di modifica.
Argomenti correlati
•
Informazioni sugli oggetti del livello aziendale
108
7.2.1.4 Selezione di una connessione OLAP per un livello aziendale
In questa sezione viene descritta la pagina "Selezione connessione OLAP" della procedura guidata di creazione di un nuovo livello aziendale.
Selezionare una connessione OLAP e il cubo OLAP come origine dati per il nuovo livello aziendale.
Sono disponibili le seguenti opzioni:
Opzioni di connessione OLAP
Connessione OLAP
Rileva funzione di aggregazione indicatore
Crea attributo da nome tecnico
Cerca
Elenco cubi connessione
Descrizione
Fare clic sul pulsante Sfoglia in fondo al campo di testo per selezionare una connessione OLAP o un collegamento alla connessione definita nel progetto.
Se questa opzione non è selezionata, viene applicata la funzione delegata del database.
Viene creato un attributo per il nome tecnico per ciascuna dimensione.
Immettere una stringa di ricerca per un cubo e fare clic sull'icona di ricerca.
Elenco dei cubi disponibili per la connessione.
Se esistono più cubi, sfogliare per selezionare il cubo di destinazione.
Argomenti correlati
•
Selezione di oggetti da un cubo OLAP per un livello aziendale
2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
7.2.1.5 Selezione di oggetti da un cubo OLAP per un livello aziendale
In questa sezione viene descritta la pagina di selezione degli oggetti della procedura guidata di creazione di un nuovo livello aziendale.
Espandere i nodi di oggetti sotto il cubo selezionato e selezionare gli oggetti da includere nel nuovo livello aziendale. Fare clic su Fine al termine della selezione.
Il nuovo livello aziendale appare nel riquadro Livello aziendale.
7.3 Informazioni sull'editor del livello aziendale
L'editor del livello aziendale si utilizza per creare e modificare gli oggetti e le proprietà del livello aziendale.
L'editor del livello aziendale è suddiviso in riquadri di visualizzazione a sinistra, un riquadro di modifica in alto a destra e un riquadro dell'origine dati in basso a destra.
I riquadri di visualizzazione consentono di lavorare con elementi diversi del livello aziendale. Per accedere ai riquadri fare clic sulla scheda corrispondente:
•
Livello aziendale
•
Query
•
Parametri ed elenchi dei valori
•
Percorsi di navigazione
Per ulteriori informazioni sulle operazioni da eseguire in ciascun riquadro di selezione, vedere l'argomento correlato.
Livello aziendale è il riquadro di visualizzazione predefinito. Contiene una visualizzazione struttura degli oggetti presenti nel livello aziendale. Sono disponibili le seguenti opzioni per la visualizzazione e la navigazione nella struttura del livello aziendale:
• Filtro in base alla vista aziendale
• Ricerca di un oggetto
• Modifica delle opzioni di visualizzazione: mostra/nascondi oggetti, mostra nomi tecnici
Il riquadro di modifica consente di modificare le proprietà dell'oggetto o dell'elemento selezionato nel riquadro di visualizzazione.
Il riquadro dell'origine dati contiene informazioni relative alla base dati o alla connessione OLAP:
• La vista principale della base dati contenente tutte le tabelle e i join viene visualizzata per impostazione predefinita. Le schede relative ad altre viste della base dati, se definite, appaiono nella parte inferiore del riquadro dell'origine dati. Per modificare le visualizzazioni, fare clic sulla scheda.
109 2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
• I metadati OLAP presenti nella connessione vengono visualizzati nella parte sinistra del riquadro dell'origine dati. Selezionare un oggetto metadati per visualizzarne le proprietà nella parte destra del riquadro.
Argomenti correlati
•
Proprietà del livello aziendale
•
Informazioni sugli oggetti del livello aziendale
•
Inserimento di un oggetto nel livello aziendale
•
Inserimento di un oggetto direttamente dalla base dati
•
Informazioni sugli oggetti query in un livello aziendale
•
•
•
Informazioni sui percorsi di navigazione per gli oggetti
•
Visualizzazioni del livello aziendale
•
Filtro in base alla visualizzazione del livello aziendale
•
Ricerca di oggetti del livello aziendale
•
Modifica delle opzioni di visualizzazione della struttura del livello aziendale
7.4 Proprietà del livello aziendale
Le seguenti proprietà e restrizioni vengono definite per l'intero livello aziendale. Le restrizioni vengono applicate nell'universo pubblicato.
Proprietà
Nome
Description
Descrizione
Identifica il livello aziendale e anche l'universo quando il livello aziendale viene pubblicato.
Descrizione dello scopo e del contenuto dell'universo.
Questa descrizione è disponibile per la visualizzazione negli strumenti di query e reporting che utilizzano l'universo.
110 2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
111
Proprietà
Limita dimensione insieme di risultati a
Descrizione
Specifica il numero di righe restituite in una query. Ciò limita il numero di righe restituito ma non impedisce all'RDBMS di elaborare tutte le righe nella query. Limita soltanto il numero una volta che l'RDBMS ha cominciato ad inviare le righe.
Limiti della query Limita durata dell'esecuzione a
Consente di limitare a un determinato numero di minuti il tempo trascorso per l'esecuzione della query, ma non interrompe il processo nel database
Avvisa se la stima del tempo supera
Viene visualizzato un messaggio quando una stima del tempo di esecuzione supera il numero specificato di minuti.
Consenti l'uso delle sottoquery
Le sottoquery sono consentite in una query.
Query (si applica ai livelli aziendali che fanno riferimento alle basi dati)
Riepilogo
Consenti l'uso degli operatori union, intersect e minus
Consenti l'uso degli operandi complessi
Consente agli utenti degli universi di combinare le query utilizzando gli operatori di insiemi di dati UNION,
INTERSECT e MINUS, in modo da ottenere un unico insieme di risultati.
Consente l'uso di operandi complessi nell'elenco degli operandi disponibili per la definizione di un filtro nel pannello delle query.
Visualizza il numero di oggetti dello stesso tipo definiti nel livello aziendale. Visualizza inoltre il numero di oggetti base dati definiti nell'origine dati sottostante.
Avanzate
Origine dati
Specifica l'origine dati per il livello aziendale: una base dati o una connessione OLAP.
Per le origini dati OLAP vengono definite altre proprietà.
Per ulteriori informazioni vedere l'argomento correlato.
Parametri (si applica ai livelli aziendali che fanno riferimento alle basi dati)
Commenti
Consente di specificare valori personalizzati per i parametri di generazione SQL che vengono sostituiti ai valori predefiniti o a eventuali valori personalizzati definiti nelle proprietà della base dati. Per ulteriori informazioni vedere l'argomento correlato.
Commenti relativi al livello aziendale.
Argomenti correlati
•
Modifica delle proprietà del livello aziendale
2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
•
Proprietà dell'origine dati OLAP
•
Informazioni sui parametri di generazione SQL
7.4.1 Proprietà dell'origine dati OLAP
Le seguenti proprietà vengono applicate all'origine dati OLAP per il livello aziendale:
Proprietà Descrizione
Connessione OLAP
La connessione o il collegamento alla connessione che fornisce l'accesso all'origine dati OLAP.
Per modificare la connessione, fare clic sull'icona Sfoglia all'estremità del campo per aprire un elenco di connessioni disponibili.
Cubo
Valore END_MDX
Il cubo selezionato per la connessione corrente. È possibile selezionare un cubo diverso solo se non è stato specificato un cubo durante la definizione della connessione
Per modificare il cubo, fare clic sull'icona Sfoglia del campo per aprire un elenco di cubi disponibili.
all'estremità
Il valore del parametro END_MDX.
Il parametro END_MDX equivale al parametro END_SQL disponibile per gli universi basati sulle basi dati. Il valore END_MDX viene aggiunto alla fine di ogni istruzione MDX.
Ad esempio, è possibile utilizzare il parametro END_MDX per tenere traccia dell'attività del server verificando chi sta eseguendo query.
La soluzione consiste nell'aggiunta di un commento alla fine di ogni query MDX con informazioni sull'utente e sull'universo. Ad esempio:
//Utente: @Variable('BOUSER') Universo: @Va riable('UNVNAME')
Nome gerarchia indicatori
Questa proprietà attualmente non è in uso.
112 2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
7.4.2 Modifica delle proprietà del livello aziendale
1.
Per aprire il livello aziendale nell'editor, fare doppio clic sul livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Assicurarsi che il livello superiore del livello aziendale sia selezionato nella visualizzazione struttura del riquadro Livello aziendale.
3.
Modificare le proprietà del livello aziendale nel riquadro di modifica a destra.
• Per visualizzare un riepilogo del livello aziendale, fare clic su Riepilogo.
• Per modificare l'origine dati per il livello aziendale, fare clic su Avanzate. Per ulteriori informazioni sulle proprietà avanzate delle origini dati OLAP, vedere l'argomento correlato.
• Per modificare i valori dei parametri di generazione SQL, fare clic su Parametri.
• Per immettere o modificare i commenti relativi al livello aziendale, fare clic su Commenti.
4.
Salvare il livello aziendale per applicare le modifiche.
Argomenti correlati
•
Proprietà del livello aziendale
•
Proprietà dell'origine dati OLAP
7.4.3 Modifica dell'origine dati di un livello aziendale
Per modificare l'origine dati di un livello aziendale, è necessario salvare l'origine dati (base dati, connessione OLAP o collegamento alla connessione) nella stessa cartella dei progetti locali del livello aziendale.
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Assicurarsi che il livello superiore del livello aziendale sia selezionato nella visualizzazione struttura del riquadro Livello aziendale.
Le proprietà del livello aziendale vengono visualizzate nel riquadro di modifica a destra.
3.
Fare clic sul pulsante Avanzate.
4.
Effettuare una delle operazioni seguenti in base al tipo di origine dati utilizzata per il livello aziendale:
•
• Se l'origine dati è una base dati, selezionare la nuova base dati dall'elenco e fare clic su OK.
Se l'origine dati è OLAP, fare clic sull'icona Sfoglia in fondo alla casella di testo Connessione
OLAP. Selezionare la nuova connessione OLAP e fare clic su OK.
Nota:
per ulteriori informazioni sulle proprietà OLAP avanzate, vedere l'argomento correlato.
113 2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
Argomenti correlati
•
Proprietà dell'origine dati OLAP
7.5 Utilizzo degli oggetti del livello aziendale
7.5.1 Informazioni sugli oggetti del livello aziendale
Il riquadro degli oggetti del livello aziendale contiene gli oggetti metadati da utilizzare per creare il livello aziendale. In base al tipo di origine dati per il livello aziendale, è possibile creare e modificare i seguenti tipi di oggetti in un livello aziendale:
• Dimensioni
• Indicatori
• Gerarchie (solo OLAP)
• Dimensioni analisi (solo OLAP)
• Attributi
• Filtri
• Insiemi di membri denominati (solo OLAP)
• Membri calcolati (solo OLAP)
• Cartelle
Ogni oggetto del livello aziendale ha proprietà che possono essere definite e modificate in qualsiasi momento. Le proprietà impostate per gli oggetti nel livello aziendale vengono applicate nell'universo pubblicato.
Le seguenti proprietà sono comuni per tutti gli oggetti di un livello aziendale:
Proprietà
Nome
Description
Definizione
Il nome dell'oggetto. I nomi devono corrispondere alla cultura della query e dell'analisi dei dati del profilo utente di destinazione. Utilizzare il vocabolario aziendale con cui il profilo utente ha familiarità per denominare gli oggetti.
Commento che descrive l'universo
114 2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
Proprietà Definizione
Attivo/Nascos
to/Obsoleto
• Attivo: l'oggetto è visibile nel pannello delle query
• Nascosto: l'oggetto è valido ma non disponibile nel pannello delle query (utilizzato da altri oggetti come oggetto nascosto)
• Obsoleto: l'oggetto è nascosto e non valido, ad esempio quando il campo di database di destinazione non esiste più, ma si desidera conservare l'oggetto per un possibile uso futuro
Per informazioni su un oggetto specifico del livello aziendale e sulle relative proprietà, consultare l'argomento correlato.
Argomenti correlati
•
Informazioni su dimensioni e indicatori
•
•
Informazioni sulle dimensioni analisi
•
•
•
Informazioni sugli insiemi denominati
•
Informazioni sui membri calcolati
•
7.5.1.1 Informazioni su dimensioni e indicatori
Dimensioni e indicatori sono i metadati che consentono di creare i blocchi di un livello aziendale.
Una dimensione è un oggetto mappato a una o più colonne di tabella o a una funzione in un database che rappresenta un asse di analisi in una query. Ad esempio, Prodotto, Geografia, Ora e Dipendente sono dimensioni comuni. Ciascuna dimensione classifica un aspetto di un'attività all'interno di un ambiente aziendale.
Gli indicatori sono oggetti che rappresentano funzioni aggregate e calcoli mappati a dati statistici e analitici nel database.
In un livello aziendale le dimensioni rappresentano le informazioni contestuali (gli assi) dell'analisi e gli indicatori le informazioni effettive (i dati).
Le dimensioni analisi consentono l'analisi multidimensionale di una domanda aziendale. Per ulteriori informazioni vedere l'argomento correlato.
È possibile impostare le seguenti proprietà per dimensioni e indicatori:
115 2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
Proprietà
Tipo di dati
Funzione di aggregazione
Chiavi
Definizione SQL o Definizione
MDX
Avanzate
Informazioni origine
Proprietà personalizzate
Descrizione
Tipo di dati dell'oggetto. È possibile selezionare un'opzione dall'elenco di tipi predefiniti.
Per gli indicatori, definisce il modo in cui vengono aggregati i dati numerici restituiti da un oggetto indicatore. Per ulteriori informazioni vedere l'argomento correlato.
Per le dimensioni basate sulle basi dati, consentono di definire le colonne di database utilizzate come chiavi primarie ed esterne.
Per ulteriori informazioni vedere l'argomento correlato.
Espressione di query che definisce l'oggetto. Per ulteriori informazioni vedere gli argomenti correlati.
Proprietà che includono le impostazioni per i limiti e le restrizioni di query, l'elenco dei valori applicati all'oggetto e le preferenze di visualizzazione. Per ulteriori informazioni vedere l'argomento correlato.
Vedere l'argomento correlato.
Vedere l'argomento correlato.
I pulsanti Mostra script e Mostra valori del riquadro di modifica consentono di visualizzare lo script e i dati della query per una dimensione.
Argomenti correlati
•
Informazioni sulle dimensioni analisi
•
Informazioni sulle funzioni di aggregazione
•
Proprietà degli oggetti del livello aziendale - Chiavi
•
Proprietà degli oggetti del livello aziendale - Definizione SQL
•
Proprietà degli oggetti del livello aziendale - Definizione MDX
•
Proprietà avanzate degli oggetti del livello aziendale
•
Proprietà degli oggetti del livello aziendale - Origine
•
Proprietà personalizzate per gli oggetti del livello aziendale
•
Informazioni sugli oggetti del livello aziendale
7.5.1.2 Informazioni sulle gerarchie
116 2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
Le gerarchie sono disponibili solo per i livelli aziendali basati su un cubo OLAP.
Una gerarchia è la rappresentazione nel livello aziendale della gerarchia presente nel cubo OLAP. Se la gerarchia nel cubo è basata sui livelli, gli oggetti livello nel livello aziendale rappresentano i livelli.
Se la gerarchia nel cubo è basata sui valori, i livelli non vengono rappresentati nel livello aziendale. I livelli sono visibili quando si visualizzano in anteprima i membri e nel selettore di membri.
Il pulsante Anteprima nel riquadro di modifica consente di visualizzare i valori relativi ai membri nella gerarchia.
Una gerarchia può contenere quanto segue:
• Livello
• Attributo
• Insieme denominato
• Membro calcolato
È possibile impostare le seguenti proprietà per le gerarchie:
Proprietà
Tipo di dati
Descrizione
Viene applicata agli oggetti livello della gerarchia. Tipo di dati dell'oggetto.
Definizione MDX
Avanzate
Informazioni origine
Proprietà personalizzate
L'espressione MDX che definisce la gerarchia. Per ulteriori informazioni vedere l'argomento correlato.
Proprietà che includono le impostazioni per i limiti e le restrizioni di query, l'elenco dei valori applicati all'oggetto e le preferenze di visualizzazione. Per ulteriori informazioni vedere l'argomento correlato.
Vedere l'argomento correlato.
Vedere l'argomento correlato.
Argomenti correlati
•
Proprietà degli oggetti del livello aziendale - Definizione MDX
•
Proprietà avanzate degli oggetti del livello aziendale
•
Proprietà degli oggetti del livello aziendale - Origine
•
Proprietà personalizzate per gli oggetti del livello aziendale
•
Informazioni sugli oggetti del livello aziendale
7.5.1.3 Informazioni sulle dimensioni analisi
117 2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
Le dimensioni analisi consentono di raggruppare logicamente le dimensioni che condividono lo stesso asse di analisi e vengono spesso utilizzate per l'analisi gerarchica.
Nota:
le dimensioni analisi sono disponibili solo per i livelli aziendali basati sui cubi OLAP.
È possibile impostare le seguenti proprietà per le analisi dimensioni:
Proprietà Descrizione
Tipo
Questa proprietà attualmente non è in uso.
Gerarchia predefinita
Attributo chiave
Proprietà personalizzate
Gerarchia utilizzata come gerarchia predefinita quando si seleziona l'intera dimensione analisi come oggetto risultato nel pannello delle query.
Questa proprietà attualmente non è in uso.
Vedere l'argomento correlato.
Argomenti correlati
•
Proprietà personalizzate per gli oggetti del livello aziendale
•
Informazioni sugli oggetti del livello aziendale
7.5.1.4 Informazioni sugli attributi
Un attributo è un oggetto allegato a un oggetto principale che fornisce ulteriori informazioni descrittive sull'oggetto principale. Gli attributi possono essere definiti per dimensioni, gerarchie e livelli.
È possibile impostare le seguenti proprietà specifiche per gli attributi:
Proprietà
Dimensione
Descrizione
Consente di selezionare la dimensione principale per l'attributo.
Definizione SQL o Definizione
MDX
Espressione di query che definisce l'oggetto. Per ulteriori informazioni vedere gli argomenti correlati.
118 2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
Proprietà
Avanzate
Descrizione
Proprietà che includono le impostazioni per i limiti e le restrizioni di query, l'elenco dei valori applicati all'oggetto e le preferenze di visualizzazione. Per ulteriori informazioni vedere l'argomento correlato.
Vedere l'argomento correlato.
Vedere l'argomento correlato.
Informazioni origine
Proprietà personalizzate
Argomenti correlati
•
Proprietà degli oggetti del livello aziendale - Definizione SQL
•
Proprietà degli oggetti del livello aziendale - Definizione MDX
•
Proprietà avanzate degli oggetti del livello aziendale
•
Proprietà degli oggetti del livello aziendale - Origine
•
Proprietà personalizzate per gli oggetti del livello aziendale
•
Informazioni sugli oggetti del livello aziendale
7.5.1.5 Informazioni sui filtri
Un filtro è un oggetto condizione che limita i dati restituiti in una query. Per applicare filtri a una query,
è possibile inserirli nel riquadro Filtri di query del pannello delle query.
I filtri nativi vengono definiti da una clausola SQL WHERE per le tabelle delle basi dati e si applicano ai livelli aziendali che fanno riferimento alle basi dati.
I filtri aziendali vengono definiti creando e combinando le condizioni per le dimensioni e gli indicatori del livello aziendale. Per i livelli aziendali basato sulle connessioni OLAP, i filtri aziendali vengono definiti utilizzando insiemi denominati di membri.
È possibile impostare le seguenti proprietà per i filtri:
Proprietà
Tipo di filtro
Definizione SQL
Definizione del filtro
Descrizione
Può essere Nativo (solo livelli aziendali basati su base dati) o
Aziendale.
Espressione SQL che definisce la condizione per i filtri nativi.
Per ulteriori informazioni vedere l'argomento correlato.
Selezione di oggetti aziendali e di restrizioni dei valori che definisce la condizione per i filtri aziendali.
119 2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
Proprietà
Proprietà
Descrizione
L'opzione Utilizza filtro come obbligatorio nelle query, se selezionata, applica il filtro a ogni query che utilizza un oggetto nell'universo o nella cartella, in base all'ambito selezionato
(Applica all'universo o Applica alla cartella).
Per applicare il filtro anche alle query dell'elenco di valori, selezionare l'opzione Applica a elenco di valori.
Se l'opzione Utilizza filtro come obbligatorio nelle query non è selezionata, il filtro viene applicato solo quando viene aggiunto in modo esplicito alla query.
Vedere l'argomento correlato.
Proprietà personalizzate
Argomenti correlati
•
Proprietà degli oggetti del livello aziendale - Definizione SQL
•
Proprietà personalizzate per gli oggetti del livello aziendale
7.5.1.6 Informazioni sugli insiemi denominati
Un insieme denominato è una raccolta di membri di una gerarchia nel livello aziendale. Un insieme denominato nativo viene definito mediante l'uso di un'espressione MDX. Un insieme denominato aziendale viene definito mediante la selezione dei membri.
Impostare le seguenti proprietà per gli insiemi denominati.
Proprietà
Gerarchia
Tipo di insieme
Descrizione
Consente di selezionare la gerarchia per l'insieme denominato.
Può essere nativo o aziendale.
Definizione MDX
Definizione
L'espressione MDX che definisce l'insieme denominato nativo.
Per ulteriori informazioni vedere l'argomento correlato.
Consente di selezionare i membri per gli insiemi aziendali utilizzando il selettore membri. Per selezionare i membri fare clic su Modifica elementi. Per eliminare i membri selezionati in precedenza, selezionarli dall'elenco e fare clic su Elimina.
120 2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
Argomenti correlati
•
Informazioni su Selettore membri
•
Proprietà degli oggetti del livello aziendale - Definizione MDX
•
Informazioni sugli oggetti del livello aziendale
121
7.5.1.7 Informazioni sui membri calcolati
Un membro calcolato è un membro di una gerarchia che viene calcolato utilizzando un'espressione
MDX definita esplicitamente che può includere dati estratti dal cubo OLAP, operatori matematici, numeri e funzioni.
I membri calcolati sono disponibili nel selettore dei membri utilizzato durante la creazione delle query.
È possibile impostare le seguenti proprietà per i membri calcolati:
Proprietà
Gerarchia
Membro principale
Descrizione
La gerarchia in cui si sta inserendo il membro calcolato.
La posizione nella gerarchia in cui si inserisce il membro calcolato. Definisce l'elemento principale per il nuovo membro.
Definizione MDX
L'espressione MDX che definisce il membro calcolato. Per ulteriori informazioni vedere l'argomento correlato.
È possibile immettere valori per le seguenti proprietà di calcolo e formato MDX da includere nella query MDX:
•
Ordine di risoluzione
•
Stringa di formato
•
Isolamento di ambito
•
Lingua
Argomenti correlati
•
Informazioni su Selettore membri
•
Proprietà degli oggetti del livello aziendale - Definizione MDX
•
Informazioni sugli oggetti del livello aziendale
7.5.1.8 Informazioni sulle cartelle
2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
La cartella è un contenitore che comprende un gruppo di oggetti correlati. Le cartelle vengono create per contenere e organizzare gli oggetti che hanno scopo comune nel livello aziendale. La cartella non ha un ruolo nella query, viene utilizzata solo per organizzare gli oggetti.
È possibile impostare le seguenti proprietà per le cartelle:
Proprietà delle cartelle Descrizione
Contenuto
Elenco di oggetti nella cartella che consente di definire le proprietà che descrivono il motivo per cui l'oggetto viene utilizzato nella query (per risul-
tato, per filtro, per ordinamento). Per modificare l'ordine degli oggetti all'interno della cartella, utilizzare le frecce su e giù situate a destra dell'elenco.
Proprietà personalizzate
Vedere l'argomento correlato.
Argomenti correlati
•
Proprietà personalizzate per gli oggetti del livello aziendale
•
Informazioni sugli oggetti del livello aziendale
7.5.1.9 Proprietà degli oggetti del livello aziendale - Definizione SQL
La scheda Definizione SQL delle proprietà degli oggetti del livello aziendale consente di definire l'istruzione SQL per l'oggetto selezionato. È possibile immettere le seguenti proprietà:
Proprietà
Select:
Where:
Tabelle aggiuntive
Descrizione
Consente di immettere l'istruzione SELECT direttamente nella casella di testo o fare clic sul pulsante Assistente SQL e utilizzare l'editor
SQL per creare l'istruzione.
Consente di immettere l'istruzione WHERE direttamente nella casella di testo o fare clic sul pulsante Assistente SQL e utilizzare l'editor
SQL per creare l'istruzione.
Consente di selezionare le tabelle correlate all'oggetto da includere nella query in fase di esecuzione. Fare clic sul pulsante in fondo al campo di testo per aprire un elenco di tabelle correlate. Selezionare o cancellare le tabelle aggiuntive.
122 2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
7.5.1.10 Proprietà degli oggetti del livello aziendale - Chiavi
Nella scheda Chiavi delle proprietà degli oggetti del livello aziendale è possibile indicare per un oggetto dimensione quali colonne del database sono chiavi primarie o esterne. Ciò consente alla query di utilizzare gli indici per le colonne chiave. La definizione delle chiavi velocizza il recupero dei dati poiché viene ottimizzata la sintassi SQL generata per la query. Ad esempio, in un database con schema a stella, se si crea una query che applica un filtro in base a un valore di una tabella dimensione, il filtro può essere applicato direttamente alla tabella dei dati utilizzando la chiave esterna della tabella dimensione. In questo modo si eliminano join superflui e inefficienti verso le tabelle di dimensioni.
Nota:
la definizione delle chiavi è disponibile solo per le dimensioni create su una base dati.
Argomenti correlati
•
Definizione delle chiavi per un oggetto
7.5.1.11 Proprietà degli oggetti del livello aziendale - Definizione MDX
Il linguaggio MDV (Multidimensional Expressions) è il linguaggio di query utilizzato per accedere ai database OLAP. L'espressione MDX viene utilizzata per definire le clausole SELECT e WHERE per le dimensioni e gli indicatori creati in base a un cubo OLAP.
La scheda Definizione MDX delle proprietà degli oggetti del livello aziendale consente di definire l'espressione MDX per l'oggetto selezionato. Immettere l'espressione direttamente nella casella di testo oppure fare clic sul pulsante Assistente MDX per utilizzare l'editor MDX per creare l'espressione.
7.5.1.12 Proprietà avanzate degli oggetti del livello aziendale
La scheda Avanzate delle proprietà degli oggetti del livello aziendale consente di definire le proprietà avanzate per l'oggetto selezionato. È possibile immettere le seguenti proprietà:
123 2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
Proprietà
Visualizza
Descrizione
Livello di accesso
Definisce il livello di accesso protetto dell'oggetto. È possibile selezionare un livello di protezione appropriato per limitare l'utilizzo dell'oggetto da parte degli utenti finali. È possibile attribuire i seguenti livelli di protezione:
• Pubblico
• Privato
• Controllato
• Protetto
• Riservato
Se viene assegnato il livello Pubblico tutti gli utenti potranno visualizzare e usare l’oggetto. Se viene attribuito il livello Protetto, solo gli utenti con profilo Protetto o superiore potranno visualizzare e usare l’oggetto.
L'oggetto può essere utilizzato in Risultato
Se si seleziona questa opzione, l'oggetto può essere utilizzato in una query
L'oggetto può essere utilizzato in Condizione
Se si seleziona questa opzione, l'oggetto può essere utilizzato per impostare una condizione
L'oggetto può essere utilizzato in Ordinamento
Se si seleziona questa opzione, i valori restituiti possono essere ordinati
Formato del database
Elenco di valori
Questa proprietà è disponibile solo per gli oggetti di data.
Per impostazione predefinita, il formato data dell'oggetto viene definito nella finestra di dialogo Impostazioni locali del Pannello di controllo di MS Windows. È possibile modificarlo per usare il formato del database di destinazione per la memorizzazione delle date. Per esempio, il formato di data può essere di tipo americano o europeo.
Consente di associare un elenco di valori (LOV) all'oggetto. L'elenco di valori viene utilizzato per definire un filtro per l'oggetto nel pannello delle query.
Impostare le opzioni di visualizzazione per i dati restituiti dall'oggetto in una query. Fare clic su Modifica formato di visualizzazione per selezionare un formato predefinito o definire un formato personalizzato.
È inoltre possibile scegliere di visualizzare i dati restituiti dall'oggetto come HTML o collegamento ipertestuale.
124 2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
125
7.5.1.13 Proprietà degli oggetti del livello aziendale - Origine
La scheda Informazioni origine delle proprietà degli oggetti del livello aziendale contiene campi descrittivi validi solo per gli oggetti utilizzati da Data Integrator.
Proprietà
Derivazione
Descrizione
Informazioni tecniche
Informazioni su una colonna, ad esempio il nome del database originale della colonna interessata per l'oggetto.
Mappatura
Informazioni sulla formula iniziale che descrivono in che modo è stata specificata una colonna (in Data Integrator), ad esempio revenue = colonna calcolata da diverse origini.
Colonne di origine per la formula utilizzata per calcolare la colonna nel database.
7.5.1.14 Proprietà personalizzate per gli oggetti del livello aziendale
La scheda Proprietà personalizzate delle proprietà degli oggetti del livello aziendale consente di definire le proprietà personalizzate per l'oggetto selezionato.
Per aggiungere o modificare le proprietà personalizzate per un oggetto:
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor e selezionare l'oggetto nel riquadro Livello aziendale.
2.
Selezionare la scheda Proprietà personalizzate nel riquadro di modifica.
3.
Per aggiungere una proprietà personalizzata, fare clic su Aggiungi.
4.
Per modificare il nome e il numero dell'oggetto proprietà, fare clic sulla colonna nell'elenco.
5.
Per eliminare una proprietà, selezionarla dall'elenco e fare clic su Elimina.
7.5.1.15 Informazioni sulle funzioni di aggregazione
Una funzione di aggregazione definisce il modo in cui vengono aggregati i dati numerici restituiti da un oggetto indicatore. Le funzioni di aggregazione utilizzate più di frequente sono: Somma, Conteggio,
Media, Minimo, Massimo, Primo e Ultimo.
2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
Quando si seleziona la funzione Delegato, la funzione di aggregazione per l'indicatore è inferita automaticamente dal database.
Argomenti correlati
•
Informazioni su dimensioni e indicatori
7.5.2 Inserimento di un oggetto nel livello aziendale
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor selezionandolo nella visualizzazione del progetto locale.
2.
Selezionare un oggetto nella struttura del livello aziendale del riquadro Livello aziendale in cui si desidera inserire il nuovo oggetto.
Per inserire un oggetto al livello più alto, selezionare il nodo superiore (nome del livello aziendale) della struttura.
3.
Fare clic sull'icona Inserisci oggetto nella parte superiore del riquadro Livello aziendale e selezionare il tipo di oggetto da inserire.
Nota:
l'elenco degli oggetti disponibili per l'inserimento contiene solo gli oggetti che possono essere inseriti sotto l'oggetto principale selezionato. Ad esempio, se si seleziona una dimensione, solo l'attributo viene indicato come possibile oggetto secondario per la dimensione nel menu di inserimento.
4.
Fare clic sul nuovo oggetto.
Le proprietà per il nuovo oggetto sono visualizzate nel riquadro di modifica e possono essere modificate. Per ulteriori informazioni sulle proprietà degli oggetti, vedere l'argomento correlato.
Argomenti correlati
•
Informazioni sugli oggetti del livello aziendale
7.5.3 Inserimento di un oggetto direttamente dalla base dati
Per i livelli aziendali che fanno riferimento a una base dati, è possibile selezionare e trascinare gli oggetti dalla base dati al livello aziendale.
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
La base dati su cui si basa il livello aziendale viene visualizzata nel riquadro dell'origine dati in basso a destra nella scheda di modifica.
126 2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
2.
Nella visualizzazione della base dati selezionare gli oggetti da inserire:
• Per selezionare una tabella, fare clic sull'intestazione della tabella.
• Per selezionare più tabelle, fare clic sulle relative intestazioni tenendo premuto il tasto CTRL.
• Per selezionare una colonna, fare clic sul nome della colonna nella tabella.
• Per selezionare più colonne, fare clic sui relativi nomi tenendo premuto il tasto CTRL.
3.
Trascinare la selezione nel riquadro Livello aziendale e rilasciarla nella cartella desiderata nel livello aziendale.
Nota:
Quando si rilascia una tabella selezionata, viene automaticamente inserita nel livello aziendale una cartella che conterrà tutti gli oggetti relativi alle colonne.
7.5.4 Modifica degli oggetti del livello aziendale
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
Gli oggetti del livello aziendale vengono visualizzati nel riquadro Livello aziendale e le relative proprietà nel riquadro di modifica a destra.
2.
Selezionare l'oggetto nel riquadro Livello aziendale per modificarne le proprietà.
3.
Salvare l'universo per applicare le modifiche.
7.5.5 Ricerca di oggetti del livello aziendale
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor.
Nel riquadro di visualizzazione Livello aziendale appare una visualizzazione struttura degli oggetti presenti nel livello aziendale.
2.
Fare clic sull'icona Mostra/Nascondi pannello di ricerca nella parte superiore del riquadro di visualizzazione Livello aziendale.
Sotto la visualizzazione struttura del livello aziendale viene aperto il pannello Cerca oggetti contenente tutti gli oggetti.
3.
Per applicare un filtro in base al tipo di oggetto, nel pannello Cerca oggetti fare clic sull'icona Filtro
. Selezionare dall'elenco dei tipi di oggetto i tipi da includere nella ricerca.
Il pannello Cerca oggetti visualizza solo gli oggetti del tipi selezionati.
4.
Per eseguire una ricerca del nome dell'oggetto basata su testo, selezionare l'icona Mostra/Nascondi
barra di ricerca
e digitare il testo per la ricerca.
127 2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
Nel pannello Cerca oggetti vengono visualizzati solo gli oggetti i cui nomi contengono il testo immesso.
5.
Fare clic sul nome di un oggetto nel pannello Cerca oggetti per aprire le proprietà dell'oggetto nel riquadro di modifica.
6.
Al termine della ricerca, fare di nuovo clic sull'icona Mostra/Nascondi pannello di ricerca per nascondere il pannello Cerca oggetti.
7.5.6 Modifica delle opzioni di visualizzazione della struttura del livello aziendale
Quando si modifica un livello aziendale, il riquadro di visualizzazione Livello aziendale contiene una visualizzazione struttura degli oggetti presenti nel livello aziendale. Utilizzare questa procedura per modificare le modalità di visualizzazione degli oggetti del livello aziendale.
1.
Fare clic sull'icona Opzioni di visualizzazione nella parte superiore del riquadro Livello
aziendale.
2.
Per i livelli aziendali basati su una connessione OLAP, selezionare una di queste tre opzioni:
• Visualizza nome, per visualizzare i nomi degli oggetti assegnati nelle proprietà egli oggetti del livello aziendale.
• Visualizza nome tecnico, per visualizzare il nome dell'oggetto proveniente dal cubo.
•
Visualizza nome e nome tecnico
3.
Per visualizzare solo gli oggetti attivi nella struttura del livello aziendale, selezionare Nascondi
oggetti non attivi.
Le opzioni di visualizzazione rimangono attive finché non si chiude l'editor.
7.5.7 Definizione delle chiavi per un oggetto
la definizione delle chiavi per gli oggetti è disponibile solo per le dimensioni create su una base dati.
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Selezionare la dimensione nel riquadro Livello aziendale.
3.
Nel riquadro di modifica, fare clic sulla scheda Chiavi.
4.
Fare clic su Aggiungi chiave.
È possibile definire una chiave primaria e più chiavi esterne per una dimensione. La prima chiave aggiunta è la chiave primaria.
Nota:
per verificare se esistono colonne chiave nel database, fare clic su Rileva.
128 2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
5.
Selezionare la chiave nella tabella e fare clic sulla colonna Select per aggiungere l'istruzione SQL
SELECT.
Per creare l'istruzione nell'editor SQL, selezionare in fondo alla colonna Select.
6.
Fare clic sulla colonna Where per aggiungere l'istruzione SQL WHERE.
Per creare l'istruzione nell'editor SQL, selezionare in fondo alla colonna Where.
7.
Fare clic sulla colonna Attiva per abilitare o disabilitare la chiave.
Argomenti correlati
•
Proprietà degli oggetti del livello aziendale - Chiavi
7.6 Visualizzazioni del livello aziendale
È possibile modificare la visualizzazione degli oggetti del livello aziendale impostandola in modo tale da limitare il numero di oggetti che appaiono nel riquadro del livello aziendale. Utilizzare le visualizzazioni del livello aziendale per raggruppare gli oggetti che condividono una relazione aziendale.
Le visualizzazioni del livello aziendale possono essere selezionate nel pannello delle query e consentono di definire la protezione in base alla quale viene concesso o negato l'uso degli oggetti del livello aziendale a determinati utenti o gruppi. Per ulteriori informazioni sulla definizione della protezione mediante le visualizzazioni del livello aziendale, consultare l'argomento correlato sulle impostazioni di creazione query per il profilo di protezione aziendale.
Inoltre, è possibile filtrare il riquadro Livello aziendale nell'editor in base alla visualizzazione del livello aziendale.
Argomenti correlati
•
Creazione e modifica di una visualizzazione del livello aziendale
•
Filtro in base alla visualizzazione del livello aziendale
•
Impostazioni di creazione query per il profilo di protezione aziendale
7.6.1 Creazione e modifica di una visualizzazione del livello aziendale
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Fare clic sull'icona Gestisci visualizzazioni del livello aziendale nella parte superiore del riquadro Livello aziendale.
Viene aperta la finestra di dialogo "Modifica visualizzazione del livello aziendale".
129 2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
3.
Eseguire una delle operazioni seguenti:
• Per aggiungere una visualizzazione, fare clic su Aggiungi.
• Per modificare una visualizzazione già esistente, selezionarla dall'elenco.
Nota:
la vista principale non può essere modificata.
4.
Modificare il nome della visualizzazione nella casella di testoNome.
5.
Nella casella Oggetti nella visualizzazione selezionare o deselezionare le caselle di controllo accanto agli oggetti del livello aziendale per includerli o escluderli dalla visualizzazione.
Per utilizzare solo gli oggetti già inclusi nella visualizzazione, selezionare l'opzione Mostra solo
oggetti selezionati.
6.
Immettere o modificare la descrizione della visualizzazione nella casella di testo Descrizione.
7.6.2 Filtro in base alla visualizzazione del livello aziendale
Per impostazione predefinita, tutte le cartelle e gli oggetti presenti nel livello aziendale vengono visualizzati nel riquadro Livello aziendale dell'editor. È possibile filtrare il contenuto del riquadro Livello aziendale utilizzando una visualizzazione del livello aziendale.
È necessario definire almeno una visualizzazione del livello aziendale.
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Selezionare la visualizzazione del livello aziendale dall'elenco a discesa nella parte superiore del riquadro Livello aziendale.
Per fare in modo che venga restituito l'elenco completo di oggetti, selezionare Master dall'elenco a discesa.
Argomenti correlati
•
Creazione e modifica di una visualizzazione del livello aziendale
7.7 Informazioni sugli oggetti query in un livello aziendale
Un oggetto query è una query salvata e associata al livello aziendale. Gli oggetti query sono catalogati nel riquadro Query dell'editor e vengono creati nel pannello delle query.
130 2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
Nota:
è possibile utilizzare le query in Information Design Tool per testare il livello aziendale e visualizzare le query in anteprima. Gli oggetti query non sono disponibili per i prodotti di reporting e analisi che utilizzano l'universo pubblicato.
Argomenti correlati
•
Aggiunta di un oggetto query a un livello aziendale
•
Informazioni sul Pannello delle query
7.7.1 Aggiunta di un oggetto query a un livello aziendale
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Fare clic sulla scheda Query sotto il riquadro Livello aziendale.
3.
Fare clic sull'icona Inserisci query nella parte superiore del riquadro Query.
Viene aperto il pannello delle query.
4.
Nel pannello delle query, creare la query e fare clic su OK.
La nuova query è disponibile nel riquadro Query.
Argomenti correlati
•
Informazioni sul Pannello delle query
7.8 Informazioni sui parametri
Un parametro è una variabile nel livello aziendale o nella base dati che richiede un valore in fase di esecuzione. Un parametro può avere due tipi di input:
• Input dell'utente in risposta a un prompt. Il prompt è una domanda o un'istruzione che richiede all'utente l'impostazione di uno o più valori per limitare un insieme di risultati.
• Input predefinito che specifica un valore fisso per il parametro in fase di esecuzione.
I parametri vengono definiti come singoli componenti in un livello aziendale o una base dati e sono disponibili per tutti gli oggetti del livello aziendale. Gli oggetti parametro si utilizzano nella definizione
SQL o MDX di un oggetto per richiedere un'azione all'utente o per implementare una risposta con valore fisso in una query.
131 2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
Nota:
i parametri inseriti nella base dati vengono ereditati da qualsiasi livello aziendale che fa riferimento alla base dati. Tali parametri non possono essere modificati nel livello aziendale. È necessario modificarli nella base dati.
Sono disponibili le seguenti proprietà per i parametri:
Proprietà Descrizione
Prompt agli utenti
Se questa opzione è selezionata, viene chiesto all'utente di inserire un valore in fase di esecuzione.
Se non è selezionata, in fase di esecuzione verrà immesso un valore predefinito per il parametro.
Testo del prompt
Imposta valori
Tipo di dati
Consenti valori multipli
Mantieni ultimi valori
Prompt con riconoscimento indice
Elenco dei valori associato
Seleziona solo dall'elenco
Imposta valore predefinito
Il testo della domanda o dell'istruzione del prompt se è selezionata l'opzione Prompt agli utenti.
Disponibile quando non è selezionata la casella di controllo Prompt
agli utenti. Consente di immettere uno o più valori da utilizzare per il parametro in fase di esecuzione.
Tipo di dati richiesto per la risposta al prompt.
Se selezionata, questa opzione consente di scegliere più voci dall'elenco di valori.
Se questa opzione è selezionata, viene mantenuto l'ultimo valore scelto dall'utente quando si riesegue il prompt.
Se questa opzione è selezionata, la colonna chiave viene inclusa nel prompt per limitare i valori di un elenco. La colonna chiave non
è visibile per l'utente.
Elenco di valori che fornisce i valori per il prompt.
Se l'opzione è selezionata, l'utente deve obbligatoriamente selezionare un membro dall'elenco.
Consente di selezionare i valori da utilizzare come impostazioni predefinite.
Argomenti correlati
•
Inserimento e modifica di un parametro
•
Associazione di un elenco di valori a un prompt definito nel livello aziendale
132 2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
7.8.1 Inserimento e modifica di un parametro
L'editor dei parametri può essere avviato dalle schede dell'editor del livello aziendale o della base dati.
Nota:
i parametri inseriti nella base dati vengono ereditati da qualsiasi livello aziendale che fa riferimento alla base dati. Tali parametri non possono essere modificati nel livello aziendale. È necessario modificarli nella base dati.
1.
Fare clic sulla scheda Parametri ed elenchi dei valori nel riquadro di spostamento dell'editor.
2.
Eseguire una delle operazioni seguenti:
•
Per inserire un parametro, fare clic sull'icona Inserisci parametro riquadro Parametri.
nella parte superiore del
• Per modificare un parametro, fare clic sul nome del parametro nell'elenco.
Le proprietà per il parametro vengono visualizzate nell'editor a destra del riquadro Parametri.
3.
Modificare le proprietà secondo le proprie esigenze. Le proprietà dei parametri sono descritte negli argomenti correlati.
Argomenti correlati
•
•
Associazione di un elenco di valori a un prompt definito nel livello aziendale
7.9 Elenchi di valori
Un elenco di valori (LOV) è un elenco contenente i valori dei dati associati a un oggetto. Un LOV consente a un utente di scegliere valori in risposta a un prompt quando un oggetto associato viene incluso in una query. Consente inoltre di limitare un set di dati ai valori selezionati.
L'elenco di valori è un componente indipendente nel livello aziendale o nella base dati ed è disponibile per tutti gli oggetti aziendali del livello aziendale. Un LOV può essere associato a un oggetto in qualsiasi momento.
Nota:
gli elenchi di valori inseriti nella base dati vengono ereditati da qualsiasi livello aziendale che fa riferimento alla base dati. Gli elenchi di valori non possono essere modificati nel livello aziendale. È necessario modificarli nella base dati.
È possibile definire i seguenti tipi di elenchi di valori:
133 2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
Tipo di elenco di valori
Elenco di valori basati sugli oggetti del livello aziendale
(disponibile solo nel livello aziendale)
Descrizione
Il LOV è basato su una query o una gerarchia personalizzata che include gli oggetti del livello aziendale. L'elenco si basa sui valori restituiti dai valori della query o della gerarchia.
Elenco statico di valori
Il LOV basato su un elenco di valori specifici immessi manualmente o importati da un file.
Elenco di valori basato su
SQL personalizzato
Il LOV è basato sui valori restituiti da un'espressione SQL specifica.
Argomenti correlati
•
Opzioni di query per gli elenchi di valori
•
Proprietà delle colonne dell'elenco di valori
•
Inserimento o modifica di un elenco di valori
7.9.1 Opzioni di query per gli elenchi di valori
La scheda Opzioni nelle proprietà degli elenchi di valori consente di impostare le limitazioni relative a utenti e query per gli elenchi di valori. Sono disponibili le seguenti opzioni:
Opzione Descrizione
Consenti agli utenti di modificare elenco valori
Se questa opzione è selezionata, l'elenco di valori può essere modificato e personalizzato da altri utenti oltre al designer.
Aggiornamento automatico prima dell'utilizzo
Se questa opzione è selezionata, l'elenco di valori viene aggiornato automaticamente ogni volta che viene chiamato. Ogni aggiornamento dell'elenco dei valori può avere un impatto sulle prestazioni. Può essere opportuno disabilitare questa opzione se l'elenco di valori restituisce un numero elevato di valori.
Imponi agli utenti di filtrare i valori prima dell'utilizzo
Se questa opzione è selezionata, l'utente che esegue una query utilizzando questo elenco di valori dovrà immettere i criteri di ricerca prima di ottenere i valori filtrati per l'elenco. Solo i valori che corrispondono ai criteri di ricerca verranno restituiti nell'elenco di valori. I caratteri utilizzati per definire i criteri corrispondenti sono:
• * - ricerca qualsiasi numero di caratteri, anche nessun carattere
• ? - ricerca esattamente un carattere
• \ - ignora il carattere successivo consentendo la ricerca di un carattere jolly
134 2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
Opzione
Timeout di esecuzione query
Numero massimo di righe
Descrizione
Consenti agli utenti di cercare i valori nel database
Se questa opzione è selezionata, l'utente che esegue una query utilizzando questo elenco di valori potrà cercare un valore dell'elenco nel database. Questa opzione è utile quando l'utente esegue una ricerca su risultati parziali dell'elenco di valori.
Se questa opzione è selezionata, viene limitato il tempo di esecuzione, espresso in secondi, della query sull'elenco di valori.
Se questa opzione è selezionata, è possibile immettere il numero massimo di righe restituite dalla query sull'elenco di valori.
Argomenti correlati
•
7.9.2 Proprietà delle colonne dell'elenco di valori
La scheda Proprietà nelle proprietà degli elenchi di valori consente di modificare le proprietà delle colonne di un elenco di valori. Le seguenti proprietà possono essere modificate scegliendo la relativa colonna nella tabella delle proprietà:
Proprietà
Nome colonna
Colonna chiave
Tipo di dati
Nascosto
Descrizione
Consente di modificare il nome della colonna.
Consente di selezionare una colonna per utilizzarla come chiave con riconoscimento indice.
Consente di selezionare il tipo di dati per la colonna.
Quando questa opzione è selezionata, la colonna non sarà visibile per l'utente.
Ad esempio, è possibile nascondere una colonna utilizzata solo come chiave per un'altra colonna.
Argomenti correlati
•
135 2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
7.9.3 Inserimento o modifica di un elenco di valori
L'editor dell'elenco di valori può essere avviato dalle schede dell'editor del livello aziendale o della base dati.
Nota:
gli elenchi di valori inseriti nella base dati vengono ereditati da tutti i livelli aziendali che fanno riferimento alla base dati. Gli elenchi di valori non possono essere modificati nel livello aziendale. È necessario modificarli nella base dati.
1.
Fare clic sulla scheda Parametri ed elenchi dei valori nel riquadro di spostamento dell'editor.
2.
Eseguire una delle operazioni seguenti:
•
Per inserire un elenco di valori, fare clic sulla relativa icona di inserimento nella parte superiore del riquadro Elenchi di valori e selezionare il tipo di elenco. I tipi sono descritti nell'argomento correlato sugli elenchi di valori.
• Per modificare un elenco di valori, fare clic sul nome dell'elenco.
Le proprietà per l'elenco di valori vengono visualizzate nell'editor a destra del riquadro Elenchi di
valori.
3.
Modificare le proprietà e le opzioni di query secondo le necessità. Le proprietà variano in base al tipo di elenco di valori.
136 2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
Opzione Descrizione
Elenco di valori basati sugli oggetti del livello aziendale (disponibile solo nel livello aziendale)
Per basare l'elenco di valori su una query:
a.
Nella scheda Definizione selezionare Elenco
di valori basato sul pannello delle query.
b.
Fare clic su Modifica query.
c.
Nel pannello delle query, selezionare gli oggetti e impostare i filtri di query per definire la query che dovrà restituire l'elenco di valori richiesto.
d.
Fare clic su OK.
Per basare l'elenco di valori su una gerarchia personalizzata:
a.
Nella scheda Definizione selezionare Elenco
di valori basato su una gerarchia persona-
lizzata.
b.
Fare clic su Aggiungi dimensione.
c.
Selezionare le dimensioni dall'elenco per creare la gerarchia richiesta per l'elenco di valori. L'ordine delle dimensioni nell'elenco rappresenta i livelli della gerarchia. Utilizzare le frecce su e giù per modificare l'ordine.
d.
Fare clic su OK.
Per visualizzare i valori dell'elenco definito, fare clic su Anteprima.
Elenco statico di valori
137 2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
138
Opzione Descrizione
Per aggiungere i valori manualmente:
a.
Nella scheda Definizione, fare clic su Aggiu-
ngi colonna per aggiungere colonne alla tabella. Immettere i valori per le colonne della tabella.
b.
Per aggiungere righe, fare clic sull'icona Ag-
giungi riga
nella parte destra della tabella.
Per compilare l'elenco con i dati di un file:
a.
Nella scheda Definizione fare clic su Impor-
ta.
b.
Selezionare un file .txt, .csv, .prn o .asc da importare come valori per l'elenco statico.
c.
Impostare le opzioni Separatore dati, Delimi-
tatore di testo e Formato data in base al formato dei dati nel file.
d.
Fare clic su OK.
È possibile modificare le proprietà delle colonne nella scheda Proprietà. Per ulteriori informazioni sulle proprietà delle colonne, vedere l'argomento correlato.
Elenco di valori basato su SQL personalizzato a.
Nella scheda Definizione fare clic su Modifi-
ca SQL.
b.
Nell'editor SQL, creare un'espressione SQL per restituire i valori richiesti e fare clic su OK.
Per visualizzare i valori dell'elenco definito, fare clic su Anteprima.
È possibile modificare le proprietà delle colonne nella scheda Proprietà. Per ulteriori informazioni sulle proprietà delle colonne, vedere l'argomento correlato.
4.
Impostare le opzioni di query per l'elenco di valori nella scheda Opzioni. Per ulteriori informazioni sulle opzioni di query, vedere l'argomento correlato.
5.
Salvare il livello aziendale o la base dati.
Argomenti correlati
•
•
Proprietà delle colonne dell'elenco di valori
•
Opzioni di query per gli elenchi di valori
2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
7.9.4 Associazione di un elenco di valori a un oggetto aziendale
L'elenco di valori (LOV) deve essere disponibile nel livello aziendale: il LOV si trova nell'elenco della scheda Parametri ed elenchi dei valori dell'editor del livello aziendale.
Associare un elenco di valori a un oggetto aziendale per limitare i possibili valori di input quando si utilizza l'oggetto come filtro nel pannello delle query.
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Fare clic sulla scheda Livello aziendale per aprire il riquadro Livello aziendale.
3.
Fare clic sull'oggetto del livello aziendale nel riquadro Livello aziendale.
4.
Fare clic sulla scheda Avanzate nel riquadro di modifica.
5.
Selezionare la casella di controllo Associa elenco di valori.
6.
Fare clic sull'icona Sfoglia , selezionare l'elenco di valori dall'elenco e scegliere OK.
7.
Salvare il livello aziendale.
Argomenti correlati
•
Inserimento o modifica di un elenco di valori
7.9.5 Associazione di un elenco di valori a un prompt definito nel livello aziendale
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Fare clic sulla scheda Parametri ed elenchi dei valori sotto il riquadro Livello aziendale.
3.
Fare clic su un parametro nell'elenco del riquadro Parametri oppure sull'icona Inserisci parametro per definire un nuovo parametro.
Le proprietà per il parametro vengono visualizzate nell'editor a destra del riquadro Parametri.
4.
Selezionare la casella di controllo Prompt agli utenti.
5.
Fare clic sull'icona Sfoglia in fondo al campo Elenco dei valori associato.
6.
Selezionare il pulsante di opzione relativo al tipo di elenco di valori.
Tipo
Elenco dei valori Business Object
Descrizione
Selezionare i valori per l'elenco da un oggetto presente nel livello aziendale.
139 2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
Tipo
Elenco di valori universo
Descrizione
Selezionare un elenco di valori predefinito personalizzato ovvero uno degli elenchi indicati nel riquadro Elenchi di valori.
7.
Selezionare l'oggetto del livello aziendale o un elenco di valori predefinito e fare clic su OK.
8.
Se si desidera limitare i valori disponibili nell'elenco ai valori predefiniti, selezionare Imposta valori
predefiniti e fare clic sull'icona Sfoglia all'estremità del campo.
Viene visualizzata una finestra di selezione in cui sono riportati i valori disponibili per l'oggetto o elenco selezionato. Selezionare i valori a sinistra per popolare l'elenco Valori selezionati e fare clic su OK.
A questo punto è possibile includere il prompt e l'elenco di valori nella definizione SQL o MDX di un oggetto del livello aziendale utilizzando la funzione @Prompt con il nome del parametro definito in questa procedura: @Prompt(<nome_parametro>).
Argomenti correlati
•
Inserimento o modifica di un elenco di valori
•
•
•
Proprietà avanzate degli oggetti del livello aziendale
7.10 Informazioni sui percorsi di navigazione per gli oggetti
Il percorso di navigazione è un oggetto che definisce il percorso di drill utilizzato negli strumenti di reporting di SAP BusinessObjects. Un percorso di drill è un elenco di oggetti aziendali analizzabili che durante un'analisi del report consentono di eseguire il drill down in una dimensione.
Il percorso di navigazione può essere di due tipi:
140 2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
Tipo di percorso di navigazione
Descrizione
Predefinita
Il percorso è definito in base all'organizzazione gerarchica degli oggetti aziendali nel livello aziendale. Se il livello aziendale contiene dimensioni analisi, i percorsi di navigazione includono le dimensioni che fanno riferimento a ogni dimensione analisi. In caso contrario, i percorsi di navigazione sono le dimensioni contenute in ogni cartella.
È possibile visualizzare il percorso di navigazione predefinito nella scheda Percorsi
di navigazione dell'editor del livello aziendale. Il percorso predefinito non può essere modificato.
Personalizzato Il percorso viene definito in base alle dimensioni disponibili.
Argomenti correlati
•
Inserimento di un oggetto percorso di navigazione in un livello aziendale
7.10.1 Inserimento di un oggetto percorso di navigazione in un livello aziendale
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Fare clic sulla scheda Percorsi di navigazione sotto il riquadro Livello aziendale.
3.
Selezionare l'opzione Personalizzato nella parte superiore del riquadro Percorsi di navigazione.
4.
Fare clic sull'icona Inserisci percorso di navigazione .
5.
Immettere un nome e, se necessario, una descrizione per il percorso.
Il nome e la descrizione sono disponibili per la visualizzazione negli strumenti di query e reporting che utilizzano l'universo.
6.
Fare clic su Aggiungi per selezionare le dimensioni per il percorso. Utilizzare le frecce su e giù per modificare l'ordine delle dimensioni nell'elenco.
7.
Salvare il livello aziendale.
Argomenti correlati
•
Informazioni sui percorsi di navigazione per gli oggetti
141 2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
7.11 Informazioni sul riconoscimento dell'aggregato
Il riconoscimento degli aggregati è un termine che descrive la capacità dell’universo ad usare tabelle di aggregati in un database. È possibile utilizzare per un oggetto la funzione @Aggregate_Aware nell'istruzione SELECT in modo da dirigere la query sulle tabelle di aggregazione anziché su una tabella contenente dati non aggregati.
Consultare il Manuale dell'utente di Universe Design Tool per una descrizione completa della funzione di riconoscimento dell'aggregato e delle modalità di impostazione della stessa in un universo.
Argomenti correlati
•
Impostazione del riconoscimento degli aggregati
7.11.1 Impostazione del riconoscimento degli aggregati
1.
Aprire il livello aziendale nell'editor facendo doppio clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Nel menu principale di Information Design Tool, selezionare Azioni > Imposta navigazione
aggregata.
Nella finestra di dialogo "Imposta riconoscimento aggregato", specificare le tabelle che contengono oggetti non compatibili con le tabelle di aggregazione contenenti gli oggetti ottimizzati per il riconoscimento degli aggregati.
3.
Fare clic su una tabella di aggregati nel riquadro di sinistra.
4.
Nel riquadro di destra, selezionare la casella di controllo di ogni oggetto incompatibile.
5.
Ripetere la procedura sopra descritta per ciascuna tabella di aggregazione presente nella base dati.
6.
Fare clic su OK, quando sono stati specificati tutti gli oggetti incompatibili per tutte le tabelle.
Nota:
in questa finestra di dialogo è disponibile anche il pulsante Rileva incompatibilità che aiuta il designer nel processo di definizione degli oggetti incompatibili. Quando si fa clic su una tabella e successivamente su questo pulsante, gli oggetti considerati incompatibili vengono automaticamente selezionati. Gli oggetti incompatibili selezionati da Rileva incompatibilità costituiscono suggerimenti, non scelte finali.
Argomenti correlati
•
Informazioni sul riconoscimento dell'aggregato
142 2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
7.12 Aggiornamento di un livello aziendale
Se il livello aziendale è basato su un cubo OLAP, la procedura guidata "Aggiornamento guidato universo" rileva le modifiche apportate al cubo OLAP e le applica al livello aziendale.
Nella pagina di "selezione delle opzioni" è possibile selezionare i tipi di modifiche che la procedura guidata deve rilevare nel cubo.
In base ai dati rilevati, la procedura guidata indica le azioni di aggiornamento possibili nella pagina di
"selezione delle azioni". È possibile selezionare le azioni di aggiornamento da applicare al livello aziendale.
Prima di apportare le modifiche, la procedura guidata visualizza un riepilogo delle azioni di aggiornamento nella pagina "Riepilogo aggiornamento". Il riepilogo può essere salvato in un file. Prima di completare la procedura guidata, è possibile tornare indietro e modificare la selezione.
Viene visualizzato un elenco di riepilogo con le modifiche proposte per il livello aziendale in base alle modifiche apportate nella struttura del cubo. È possibile deselezionare e selezionare le modifiche proposte prima di applicare l'aggiornamento.
Nota:
L'aggiornamento può essere annullato mediante l'azione di annullamento. L'annullamento riporta il livello aziendale allo stato in cui si trovava prima dell'aggiornamento. Per annullare l'aggiornamento, nel menu principale di Information Design Tool selezionare Modifica > Annulla.
Argomenti correlati
•
Aggiornamento di un livello aziendale basato su un cubo OLAP
7.12.1 Aggiornamento di un livello aziendale basato su un cubo OLAP
Utilizzare "Aggiornamento guidato universo" per aggiornare un livello aziendale basato sulle modifiche apportate nel cubo OLAP a partire dalla creazione del livello aziendale o dall'ultimo aggiornamento.
1.
Aprire il livello aziendale facendo clic sul relativo nome nella visualizzazione dei progetti locali.
2.
Per avviare la procedura guidata, selezionare dal menu principale di Information Design ToolAzioni
> Aggiorna struttura.
3.
Seguire le istruzioni nelle pagine della procedura guidata. Per ulteriori informazioni sulle operazioni da eseguire in una pagina particolare, fare clic sull'icona della guida in linea.
Argomenti correlati
•
Aggiornamento di un livello aziendale
143 2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
7.13 Informazioni sulle statistiche di calcolo per l'esecuzione ottimizzata delle query
Per le query eseguite su universi con più origini, è possibile ottenere prestazioni ottimali se sono disponibili statistiche accurate delle tabelle e delle colonne per il motore Data Federation. Il sistema di ottimizzazione basato sui costi di Data Federation utilizza queste statistiche per determinare il metodo e l'ordine di join più idonei.
Il comando Statistiche di calcolo ottimizza l'esecuzione delle query poiché consente di calcolare e memorizzare le statistiche nel repository per l'universo.
Le statistiche devono essere calcolate periodicamente per le tabelle il cui volume potrebbe variare in cui si modificano spesso i valori di colonna.
Vengono generate le seguenti statistiche per il processo di ottimizzazione:
• Il conteggio delle righe della tabella
• Il numero di valori distinti per le colonne
Impostare le seguenti opzioni:
• Selezionare tutte le tabelle e le colonne calcolate prima di una certa data
• Selezionare tutte le tabelle e le colonne mai calcolate
• Selezionare ogni tabella e colonna
• Deselezionare ogni tabella e colonna
Argomenti correlati
•
Calcolo delle statistiche per un universo con più origini
7.13.1 Calcolo delle statistiche per un universo con più origini
È possibile calcolare le statistiche solo per gli universi basati su una base dati abilitata per più origini.
1.
Le statistiche possono essere calcolate dal livello aziendale o dall'universo pubblicato:
• Per calcolare le statistiche dall'universo pubblicato, nella visualizzazione delle risorse del repository, aprire una sessione per il repository in cui viene pubblicato l'universo. Fare clic con il pulsante destro del mouse sull'universo e selezionare Statistiche di calcolo.
• Per calcolare le statistiche dal livello aziendale, fare clic sul nome del livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali per aprirlo nell'editor. Fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome del livello aziendale nel riquadro Livello aziendale e selezionare Statistiche di calcolo.
Viene visualizzata la finestra di dialogo "Statistiche di calcolo".
2.
Selezionare le tabelle e le colonne per cui verranno calcolate le statistiche.
Quando si seleziona una tabella, vengono selezionate tutte le colonne corrispondenti alla tabella.
144 2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
3.
Fare clic su Calcola.
Le statistiche vengono calcolate e archiviate nel repository. Per i database di grandi dimensioni, questo processo può richiedere diversi minuti. Mentre il calcolo è in corso, è possibile chiudere la finestra ed eseguire altre operazioni in Information Design Tool.
Argomenti correlati
•
Informazioni sulle statistiche di calcolo per l'esecuzione ottimizzata delle query
145 2011-04-12
Utilizzo dei livelli aziendali
146 2011-04-12
Uso del Pannello delle query
Uso del Pannello delle query
8.1 Informazioni sul Pannello delle query
Utilizzare il "pannello delle query" per creare, testare e visualizzare in anteprima le query. Gli oggetti risultato vengono inseriti nel riquadro "Oggetti risultato". Tali oggetti appaiono nel report di query ed è possibile aggiungere oggetti filtro per filtrare i risultati restituiti in base a criteri quali un intervallo di date, risultati superiori a un valore dato, regioni selezionate e così via. È possibile visualizzare in anteprima i risultati per verificare che la query restituisca i risultati previsti e anche visualizzare la sintassi di query che compone la query.
Utilizzare il "pannello delle query" per creare i seguenti tipi di query:
• Query gerarchiche per gli universi OLAP
• Query non gerarchiche per gli universi relazionali
• Query non gerarchiche per gli universi BusinessObjects Enterprise XI 3.X.
Argomenti correlati
•
Descrizione del pannello delle query
•
Informazioni su Selettore membri
•
•
•
Aggiunta di un filtro a una query
8.1.1 Descrizione del pannello delle query
Il pannello delle query comprende i seguenti elementi:
147 2011-04-12
Uso del Pannello delle query
Tabella 8 - 1: Elementi del pannello delle query
Elemento del pannello delle query
Visualizzazione struttura del livello aziendale (a sinistra)
Riquadro "Combina query" (in basso a sinistra)
Riquadro "Oggetti risultato" (a destra)
Riquadro "Filtri di query" (a destra)
Riquadro "Anteprima dati" (a destra)
Descrizione
Questo riquadro mostra le classi e gli oggetti disponibili, organizzati in una visualizzazione struttura. Fare clic su un nodo per aprire una diramazione o una gerarchia, fare di nuovo clic sul nodo per chiudere o comprimere la gerarchia. Selezionare la modalità di visualizzazione (didascalia, nome tecnico o entrambi per ciascun oggetto). È possibile cercare gli oggetti in questo riquadro facendo clic sul pulsante Filtro e immettendo la stringa di ricerca. Per creare una query, trascinare gli oggetti da questo riquadro al riquadro "Oggetti risultato" o "Oggetti filtro" a destra.
Questo riquadro viene visualizzato solo quando si combinano le query. Mostra la struttura delle query combinate. È possibile spostare le icone delle query per riorganizzare le modalità di combinazione delle query. Fare clic su un'icona della query per visualizzare le proprietà della query nei riquadri "Oggetti" e "Filtri".
Selezionare gli oggetti da includere nella query dalla visualizzazione struttura del livello aziendale e trascinarli in questo riquadro. Questi oggetti vengono restituiti come intestazioni di colonne nel report risultante. Quando si posizionano qui gli oggetti gerarchici, utilizzare lo strumento"Selettore membri" per visualizzare e selezionare i membri della gerarchia da includere nella query.
È anche possibile selezionare i membri da escludere dalla query.
Fare clic su (Mostra/Nascondi) pannello Filtro.
Trascinare gli oggetti in questo riquadro per ridurre i dati limitando la query. Ad esempio, è possibile limitare i risultati restituiti a valori o a intervalli di valori specifici.
Quando si fa clic su Mostra/Nascondi pannello
anteprima dati, questo riquadro consente di verificare i risultati della query. È possibile visualizzare in anteprima i risultati che verranno mostrati all'utente, modificare la query e visualizzare in anteprima gli effetti della modifica.
148 2011-04-12
Uso del Pannello delle query
Nel "Pannello delle query" sono disponibili anche i seguenti pulsanti:
• Combina query per combinare diverse query per un universo relazionale.
• Proprietà della query per visualizzare e modificare le proprietà della query.
• Visualizza script per visualizzare la struttura della query. Per modificare lo script, selezionare
Utilizza script query personalizzato e modificare lo script nel riquadro "Script query".
Nota:
è possibile selezionare gli universi XI 3.X e creare query con la stessa procedura utilizzata nel pannello delle query XI 3.X. "Selettore membri" non è disponibile e le query non possono includere oggetti dimensionali come gli oggetti gerarchia con i relativi livelli, insiemi e membri calcolati.
8.1.2 Informazioni sul riquadro Oggetti risultato
Questo riquadro contiene gli oggetti che si desidera visualizzare come intestazioni nelle colonne del report. Per aggiungere un oggetto a questo riquadro, trascinarlo dalla visualizzazione struttura a sinistra nel riquadro "Oggetti risultato".
8.1.3 Informazioni sul riquadro Filtri di query
È possibile limitare i risultati restituiti utilizzando un filtro o un'istruzione condizionale. È possibile utilizzare i filtri obbligatori o predefiniti.
Un filtro obbligatorio viene attivato quando gli utenti aggiungono un oggetto (dimensione, indicatore o dettaglio) al riquadro "Risultato" del "pannello delle query" in Interactive Analysis. Il filtro obbligatorio è visibile nello script della query ma non nel riquadro.
Aggiungere un filtro Universo predefinito al riquadro "Filtri di query" del "pannello delle query", anche nel caso in cui non sia stato selezionato alcun oggetto appartenente alla stessa classe nel riquadro
Risultato.
si crea un filtro con un oggetto (dimensione, indicatore o dettaglio) appartenente a una classe con un filtro obbligatorio.
8.1.3.1 Informazioni sull'aggiunta di filtri nel Pannello delle query
Per limitare i dati restituiti da una query, aggiungere uno o più oggetti filtro al riquadro "Filtro" del
"Pannello delle query". È possibile creare filtri per i seguenti oggetti query:
149 2011-04-12
Uso del Pannello delle query
• Gerarchie
• Livelli della gerarchia
• Dimensioni
• Attributi
• Indicatori
• Livelli
Quando si filtrano i dati da un cubo OLAP, si crea in realtà un cubo secondario in cui i dati vengono valutati e aggregati.
Nota:
per visualizzare un report per una determinata gerarchia, non utilizzare un filtro ma posizionare la gerarchia nel riquadro Oggetti risultato e utilizzare Selettore membri per limitare la query. In questo modo, i valori dell'indicatore aggregato non vengono limitati.
8.1.4 Informazioni sul riquadro Anteprima dati
Il riquadro "Anteprima dati" in basso a destra nel "pannello delle query" consente di visualizzare i risultati della query che si sta definendo. I risultati della query possono essere aggiornati manualmente o automaticamente (i risultati vengono aggiornati man mano che si modifica la query). È possibile dichiarare le seguenti proprietà della query:
• N. max di righe: impostare il numero massimo di righe da recuperare dall'anteprima della query.
In questo modo si riducono il tempo di esecuzione della query e la quantità di dati visualizzati nei risultati.
• Anteprima avanzata: apre la finestra di dialogo Visualizza dati, in cui è possibile visualizzare la sintassi e i dati non elaborati della query. Nel riquadro Dati non elaborati è possibile aggiungere filtri di riga o di colonna per rifinire la query e visualizzare i risultati. Queste modifiche non vengono aggiornate nella query reale.
• Modalità di visualizzazione set di risultati: consente di scegliere tra la visualizzazione come layout semplice o come layout gerarchico.
150
8.1.4.1 Informazioni sulla finestra di dialogo Visualizza dati
La finestra di dialogo Visualizza dati è disponibile mediante l'opzione Anteprima avanzata del riquadro
"Anteprima dati" del pannello delle query. Utilizzare la finestra di dialogo "Visualizza dati" per visualizzare in anteprima quanto segue:
• Visualizzazione della sintassi della query
• Filtro dei dati restituiti in base alla colonna
• Filtro dei dati restituiti in base alla riga
2011-04-12
Uso del Pannello delle query
• Annullamento o ripetizione dell'ultima modifica
• Salvataggio in formato .csv o .xml dei risultati della query visualizzati in anteprima
* I filtri non vengono applicati alla query, ma ai dati restituiti.
Non è possibile modificare lo script della query in questo riquadro. Per modificare lo script della query, fare clic su Visualizza script nel "pannello delle query", selezionare Utilizza script query personalizzato e modificare lo script nel riquadro "Script query".
8.1.4.2 Anteprima dei risultati di una query
Si desidera verificare la query che si sta creando. L'operazione può essere eseguita senza salvare prima la query.
1.
Verificare di aver aggiunto tutti gli oggetti risultato e gli oggetti filtro richiesti
2.
Fare clic su Anteprima sopra il riquadro "Risultati"
Vengono restituiti i risultati della query
Verificare che tutti i risultati restituiti dalla query siano quelli previsti.
8.1.5 Informazioni su Selettore membri
8.1.5.1 Informazioni su Selettore membri
Utilizzare "Selettore membri" per selezionare i membri delle gerarchie dell'universo OLAP per:
• Creare insiemi di membri denominati quando si crea un universo (questa operazione non è disponibile nel "pannello delle query")
• Creare query basate su gerarchie o membri di gerarchie
• Definire i membri esclusi dalle query
Il "selettore dei membri" viene visualizzato quando si fa clic su un oggetto contenente una gerarchia nel riquadro "Oggetti risultato". "Selettore membri" è formato dai seguenti riquadri:
151 2011-04-12
Uso del Pannello delle query
Riquadro Descrizione
Riquadro "Selettore membri"
Si tratta del riquadro superiore di "Selettore membri" che contiene tre schede:
• Scheda "Membri": cercare, selezionare, ordinare o escludere i membri in base alle relazioni specifiche nella gerarchia.
• Scheda "Metadati": selezionare o escludere in base ai criteri dei metadati.
Questa scheda visualizza gli oggetti per livelli di gerarchia, insiemi denominati e membri calcolati.
• Scheda "Prompt": creare prompt in modo tale che gli utenti selezionino membri o metadati in fase di esecuzione della query.
Riquadro "Riepilogo"
Mostra i membri selezionati, i prompt e i membri esclusi relativi alla query che si sta creando. Le informazioni visualizzate nel riquadro "Riepilogo" vengono visualizzate nel riquadro "Oggetti risultato" del "Pannello delle query".
Argomenti correlati
•
Informazioni sui membri calcolati
•
Informazioni sugli insiemi denominati
•
Selezione di un membro per relazione gerarchica
•
Selezione dei membri per livello
•
Selezione di un membro calcolato
•
Selezione degli insiemi denominati
•
•
Esclusione di un membro o di un insieme di membri da una selezione
•
Inserimento di un prompt in una selezione
•
Visualizzare i membri selezionati nel Selettore dei membri
8.1.5.1.1 Informazioni sulle gerarchie
Una gerarchia consiste in serie ordinate di oggetti correlati (dimensioni). Un esempio di gerarchia è
Geografia, che può raggruppare dimensioni come Paese, Regione, e Città. Gli utenti possono osservare i dati relativi alla gerarchia da diversi punti di vista (tutte le città per una regione selezionata, tutte le città per un paese selezionato, il paese e la regione per una città selezionata e così via).
8.1.5.1.2 Informazioni sugli insiemi denominati
Un insieme denominato è un gruppo di membri selezionati e salvati come insieme di membri personalizzato. Normalmente, questi membri non verrebbero visualizzati insieme in una gerarchia, ma corrispondono a query o parti di query utilizzate di frequente. L'insieme denominato è disponibile nel
"Pannello delle query" per la creazione di query per l'utente finale.
152 2011-04-12
Uso del Pannello delle query
153
8.1.5.1.3 Informazioni sui membri calcolati
Un membro calcolato è un calcolo complesso creato nel database. Il membro calcolato è disponibile nella scheda "Metadati" di "Selettore membri".
8.1.5.2 Informazioni sulla selezione dei membri
Utilizzare "Selettore membri" per selezionare una gerarchia, una parte di gerarchia o i membri di una gerarchia in un universo OLAP. È possibile:
• Selezionare i membri in base al livello o alla relazione all'interno della gerarchia
• Selezionare gli insiemi denominati
• Selezionare i membri calcolati
• Specificare i membri da escludere dalla query
• Creare un prompt per l'utente finale per selezionare criteri o membri per una query
Una volta definiti i membri utilizzati nella query, è possibile utilizzare il pannello delle query per aggiungere i filtri e visualizzare l'anteprima della query.
Argomenti correlati
•
Informazioni sui membri calcolati
•
Informazioni sugli insiemi denominati
•
Selezione di un membro per relazione gerarchica
•
Selezione dei membri per livello
•
Selezione di un membro calcolato
•
Selezione degli insiemi denominati
•
•
Esclusione di un membro o di un insieme di membri da una selezione
•
Inserimento di un prompt in una selezione
•
Visualizzare i membri selezionati nel Selettore dei membri
8.1.5.2.1 Selezione di un membro per relazione gerarchica
Utilizzare le funzioni di relazioni membri di "Selettore membri" per scegliere i membri in base alla relazione o alla posizione all'interno di una gerarchia. Le diverse relazioni che è possibile scegliere sono disponibili quando si seleziona un membro nel riquadro "Selettore membri".
Nota:
le coppie Elementi secondari/Discendenti e Elementi principali/Antenati sono reciprocamente esclusive. Non è possibile scegliere contemporaneamente gli elementi secondari e i discendenti di un membro, né gli elementi principali e gli antenati.
2011-04-12
Uso del Pannello delle query
1.
Nella scheda "Membri" di "Selettore membri", fare clic nella casella di selezione a sinistra del nome del membro.
2.
In "Selettore membri", fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome del membro selezionato.
Viene visualizzato l'elenco delle opzioni disponibili.
3.
Scegliere la funzione di relazione appropriata tra quelle descritte di seguito:
Opzione
Self
Descrizione
Utilizza solo il membro selezionato. È l'impostazione predefinita.
Elementi secondari
Seleziona gli elementi di un livello sotto all'elemento selezionato, di cui è il genitore.
Discendenti
Seleziona tutti i membri a tutti i livelli sotto il membro selezionato (escluso il membro selezionato).
Padre
Seleziona il membro superiore di un livello rispetto al membro selezionato che utilizza il membro selezionato per ottenere parte del proprio valore.
Antenati
Seleziona tutti i membri a tutti i livelli sopra il membro selezionato (escluso il membro selezionato).
Elementi di pari livello
Seleziona gli elementi che appartengono allo stesso livello e presentano lo stesso genitore dell'elemento selezionato (escluso l'elemento selezionato stesso).
Escludi
Esclude i membri designati dalla funzione di esclusione (Self/Secondari/Discendenti/Principali/Antenati/Pari livello).
La selezione viene visualizzata nel riquadro "Riepilogo", preceduta da fx.
Argomenti correlati
•
Informazioni sui membri calcolati
•
Informazioni sugli insiemi denominati
•
Selezione dei membri per livello
•
Selezione di un membro calcolato
•
Selezione degli insiemi denominati
•
•
Esclusione di un membro o di un insieme di membri da una selezione
•
Inserimento di un prompt in una selezione
154 2011-04-12
Uso del Pannello delle query
155
8.1.5.2.2 Selezione dei membri per livello
Tutti i livelli della gerarchia selezionata devono avere un nome.
È possibile selezionare tutti i membri dello stesso livello in diramazioni separate della gerarchia. Ad esempio, selezionare tutti i trimestri in una dimensione temporale oppure le città in una dimensione geografica.
1.
Trascinare una gerarchia nel riquadro "Oggetti risultato".
2.
Avviare "Selettore membri"
"Selettore membri" visualizza i membri della gerarchia in una visualizzazione struttura.
3.
In "Selettore membri", fare clic sulla scheda "Metadati".
In "Selettore membri" vengono visualizzati i livelli, i membri calcolati e gli insiemi denominati disponibili.
4.
Selezionare un livello.
5.
Fare clic su OK.
Quando si esegue la query, i membri provenienti dal livello selezionato vengono calcolati dinamicamente durante la creazione del report.
Argomenti correlati
•
Informazioni sui membri calcolati
•
Informazioni sugli insiemi denominati
•
Selezione di un membro per relazione gerarchica
•
Selezione di un membro calcolato
•
Selezione degli insiemi denominati
•
•
Esclusione di un membro o di un insieme di membri da una selezione
•
Inserimento di un prompt in una selezione
8.1.5.2.3 Selezione di un membro calcolato
Una gerarchia o un membro della gerarchia di un universo OLAP è stato trascinato e rilasciato nel riquadro "Oggetto risultato" del "Pannello delle query". La gerarchia selezionata contiene uno o più membri calcolati.
1.
Trascinare una gerarchia nel riquadro "Oggetti risultato".
2.
Avviare "Selettore membri"
3.
In "Selettore membri", fare clic sulla scheda "Metadati".
In "Selettore membri" vengono visualizzati i livelli, i membri calcolati e gli insiemi denominati disponibili.
4.
Selezionare un membro calcolato.
5.
Fare clic su OK.
Argomenti correlati
•
Informazioni sui membri calcolati
2011-04-12
Uso del Pannello delle query
•
Informazioni sugli insiemi denominati
•
Selezione di un membro per relazione gerarchica
•
Selezione dei membri per livello
•
Selezione degli insiemi denominati
•
•
Esclusione di un membro o di un insieme di membri da una selezione
•
Inserimento di un prompt in una selezione
8.1.5.2.4 Selezione degli insiemi denominati
L'oggetto della gerarchia posizionato nel riquadro "Oggetti risultato" nel "Pannello delle query" contiene uno o più insiemi denominati.
1.
Trascinare una gerarchia nel riquadro "Oggetti risultato".
2.
Avviare "Selettore membri"
3.
In "Selettore membri", fare clic sulla scheda "Metadati".
In "Selettore membri" vengono visualizzati i livelli, i membri calcolati e gli insiemi denominati disponibili.
4.
Selezionare un insieme denominato.
5.
Fare clic su OK.
Argomenti correlati
•
Informazioni sui membri calcolati
•
Informazioni sugli insiemi denominati
•
Selezione di un membro per relazione gerarchica
•
Selezione dei membri per livello
•
Selezione di un membro calcolato
•
•
Esclusione di un membro o di un insieme di membri da una selezione
•
Inserimento di un prompt in una selezione
8.1.5.2.5 Ordinamento dei membri
Per impostazione predefinita, i membri selezionati non vengono ordinati, ma vengono visualizzati secondo l'ordine di archiviazione nel database. È possibile organizzare gli elenchi in ordine alfabetico crescente o decrescente. Questo è l'ordine utilizzato nella query.
1.
Fare clic su un elenco di membri.
2.
Fare clic sul pulsante della barra degli strumenti Ordina per passare tra i diversi ordinamenti.
L'ordinamento viene eseguito localmente e viene visualizzato in "Selettore membri".
Nota:
l'elenco ordinato non corrisponde all'ordine nel database; l'ordinamento viene eseguito localmente.
156 2011-04-12
Uso del Pannello delle query
157
Argomenti correlati
•
Informazioni sui membri calcolati
•
Informazioni sugli insiemi denominati
•
Selezione di un membro per relazione gerarchica
•
Selezione dei membri per livello
•
Selezione di un membro calcolato
•
Selezione degli insiemi denominati
•
Esclusione di un membro o di un insieme di membri da una selezione
•
Inserimento di un prompt in una selezione
8.1.5.2.6 Esclusione di un membro o di un insieme di membri da una selezione
Una gerarchia o un membro della gerarchia di un universo OLAP è stato trascinato e rilasciato nel riquadro "Oggetto risultato" del "Pannello delle query". Si desidera escludere uno o più membri dalla query.
È possibile escludere membri da una query per limitare i risultati. Utilizzare la funzione Escludi nel riquadro "Riepilogo" di "Selettore membri" per definire con precisione un membro o un insieme di membri che non si desidera vengano visualizzati nella query. Ad esempio, è possibile escludere una città da una query che restituisce le cifre relative alle vendite per tutti gli stati in una regione. È possibile escludere:
• I membri espliciti
• I membri impliciti risultanti dalle funzioni relative ai membri
• I membri impliciti risultanti dai livelli della gerarchia
Non è possibile visualizzare l'anteprima dei risultati previsti. Per visualizzare i risultati, è necessario creare un report. Per selezionare un membro da escludere dai risultati della query, utilizzare la seguente procedura:
1.
Fare clic su una gerarchia nel riquadro "Oggetto risultato" per avviare "Selettore membri".
2.
Utilizzare le funzioni appropriate in "Selettore membri" per definire uno o più membri da escludere.
Il membro definito viene visualizzato nel riquadro "Riepilogo".
3.
Selezionare il membro da escludere.
4.
Fare clic sulla casella di controllo Escludi.
Il nome del membro escluso viene visualizzato come barrato nel riquadro "Riepilogo" (e nel riquadro
"Oggetti risultato") per indicare che è stato escluso dalla query.
Argomenti correlati
•
Informazioni sui membri calcolati
•
Informazioni sugli insiemi denominati
•
Selezione di un membro per relazione gerarchica
•
Selezione dei membri per livello
•
Selezione di un membro calcolato
•
Selezione degli insiemi denominati
•
2011-04-12
Uso del Pannello delle query
158
•
Inserimento di un prompt in una selezione
8.1.5.2.7 Inserimento di un prompt in una selezione
Il prompt viene visualizzato quando il membro selezionato viene utilizzato come oggetto risultato o oggetto filtro in una query. È possibile richiedere all'utente di selezionare un membro per la query.
1.
Nel "pannello delle query" fare clic sul pulsante di espansione di un oggetto gerarchia.
Viene visualizzato il "selettore dei membri"
2.
Fare clic su Prompt
3.
Fare clic su Abilita parametro
4.
Modificare il test del prompt secondo le esigenze.
5.
Per utilizzare i valori predefiniti, fare clic su Imposta valori predefiniti e fare clic su Modifica.
Viene visualizzato l'editor di prompt
6.
Modificare il prompt e i valori secondo le esigenze.
Argomenti correlati
•
Informazioni sui membri calcolati
•
Informazioni sugli insiemi denominati
•
Selezione di un membro per relazione gerarchica
•
Selezione dei membri per livello
•
Selezione di un membro calcolato
•
Selezione degli insiemi denominati
•
•
Esclusione di un membro o di un insieme di membri da una selezione
8.1.5.2.8 Visualizzare i membri selezionati nel Selettore dei membri
Nel selettore membri è possibile fare clic sull'icona Espandi albero per mostrare le selezioni per mostrare i membri selezionati nella visualizzazione struttura.
La visualizzazione struttura viene automaticamente espansa per mostrare i membri seguenti:
• Membri selezionati esplicitamente.
• Membri utilizzati per selezionare membri correlati. I membri correlati selezionati implicitamente non vengono necessariamente mostrati. Ad esempio, se il membro chiamato Italia è stato utilizzato per selezionare i relativi elementi secondari, la visualizzazione struttura viene espansa per mostrare
Italia. Se il nodo Italia non contiene membri selezionati esplicitamente, il nodo non viene espanso per mostrare gli elementi secondari selezionati implicitamente.
Suggerimento:
Il comando Espandi albero per mostrare le selezioni non comprime i nodi già espansi. Per ridurre la lunghezza della visualizzazione, chiudere tutti i nodi aperti nella visualizzazione struttura prima di fare clic sull'icona.
2011-04-12
Uso del Pannello delle query
8.2 Informazioni sulle query
Utilizzare il "Pannello delle query" per creare le query. È possibile creare query singole oppure combinare più query. Quando si aggiungono oggetti membri di una gerarchia, è possibile utilizzare Selettore membri per specificare quali membri della gerarchia si desidera:
• Utilizzare nella query
• Escludere esplicitamente dalla query
È possibile visualizzare l'anteprima dei risultati della query che si sta creando e visualizzare il flusso
SQL per la query.
Nota:
le query restituiscono un massimo di 15 cifre per qualsiasi numero.
8.2.1 Informazioni sulle proprietà della query
È possibile impostare le seguenti proprietà per la query:
Proprietà
Nome
Universo
Recupera righe duplicate
Recupera righe vuote
(supportato solo negli universi OLAP)
Descrizione
Immettere un nome significativo per la query. Non è possibile utilizzare lo stesso nome per due query distinte.
Definire l'universo associato alla query.
Quando questa opzione è selezionata, la query restituisce tutte le righe correlate, anche se duplicate. Se non si desidera visualizzare le righe duplicate nell'insieme dei risultati, deselezionare questa opzione.
Una riga vuota generalmente si presenta in query multidimensionali quando non esistono dati per l'intersezione di due o più dimensioni.
Quando questa opzione è selezionata, l'insieme dei risultati include le righe che possono contenere celle vuote.
Se questa opzione è deselezionata, l'insieme dei risultati contiene solo le righe con celle non vuote.
159 2011-04-12
Uso del Pannello delle query
Proprietà
Durata max recupero
N. max di righe recuperate
Set di risultati campione
Descrizione
Definisce la durata massima, in secondi, dell'esecuzione di una query prima che venga interrotta. Per impostazione predefinita, questo valore è uguale al parametro Durata limite dell'esecuzione nei parametri dell'universo.
Quando si imposta questo valore su 0, l'opzione viene disabilitata.
Quando il parametro Durata limite dell'esecuzione è minore del valore di questa impostazione, il valore
Durata limite dell'esecuzione viene utilizzato per limitare la durata di esecuzione della query.
Definisce il numero massimo di righe di dati visualizzati durante l'esecuzione della query. La query recupera tutte le righe possibili, ma visualizza solo le prime n righe, dove n è il numero di righe massimo impostato per il parametro.
L'amministratore può ignorare questa impostazione utilizzando le impostazioni del profilo di protezione.
Questo parametro (se supportato dal database) campiona n righe del database, dove n è il valore impostato per l'insieme dei risultati campione. Questo metodo
è più rapido rispetto al parametro N. max di righe recuperate.
160 2011-04-12
Uso del Pannello delle query
Proprietà
Reimposta i contesti all'aggiornamento
Consenti ad altri utenti di modificare tutte le query
(solo Web Intelligence)
Ordine dei prompt
Descrizione
È disponibile solo negli universi relazionali. Se questa opzione è selezionata, l'utente deve scegliere uno o più contesti durante l'aggiornamento di una query contenente contesti. L'utente può cancellare i contesti precedentemente selezionati facendo clic su Cancella contesti.
Quando questa opzione non è selezionata, la query viene aggiornata utilizzando i contesti originali. Se i contesti sono stati modificati dall'ultima esecuzione della query, l'utente deve sceglierli nuovamente poiché la query viene considerata nuova.
Quando l'opzione è selezionata, gli altri utenti possono accedere alla visualizzazione query e modificare le query nel documento. Quando l'opzione è deselezionata, solo il creatore del report può modificare il documento. Questa opzione viene applicata a tutte le query del documento.
Se una query contiene più prompt, utilizzare questa funzionalità per impostare l'ordine di esecuzione dei prompt nella query. Fare clic su un prompt e utilizzare le frecce su e giù per modificare la posizione del prompt.
8.2.1.1 Definizione delle impostazioni delle proprietà per una query
1.
Fare doppio clic su una query per aprire il "pannello delle query".
Nel "pannello delle query" sono visualizzati gli oggetti della query.
2.
Fare clic sul pulsante "Proprietà della query" nella barra degli strumenti.
Nella finestra di dialogo "Proprietà della query" sono visualizzate le proprietà della query corrente.
3.
Modificare le impostazioni delle proprietà della query secondo le esigenze.
4.
Fare clic su OK per chiudere la finestra di dialogo "Proprietà della query" e salvare le modifiche.
8.2.2 Informazioni sui diversi tipi di query che è possibile creare
Con il Pannello delle query, è possibile creare e verificare i seguenti tipi di query:
161 2011-04-12
Uso del Pannello delle query
• Query semplici (non gerarchiche) in universi gerarchici. Gli oggetti in una dimensione sono tutti allo stesso livello (ad esempio, tutte le città di un paese).
• Query che utilizzano insiemi di membri denominati
• Query che utilizzano membri calcolati
8.2.2.1 Creazione di una query
È stato aperto o creato un documento basato su un'origine dati disponibile.
Il "pannello delle query" consente di creare query trascinando gli oggetti nel riquadro degli oggetti risultato del pannello delle query. Questi oggetti, insieme agli oggetti filtro, formano la query che consentirà di restituire i dati del report.
1.
Aprire il "pannello delle query" e fare clic sulla scheda Query
2.
Trascinare gli oggetti o gli indicatori dal riquadro degli oggetti al riquadro "Oggetti risultato"
3.
Trascinare gli oggetti filtro rilevanti nel riquadro "Oggetto filtro".
4.
Visualizzare l'anteprima della query
Verificare che i risultati siano quelli previsti.
5.
Salvare la query
La query viene salvata con un documento e l'utente finale potrà utilizzare le query nel documento per creare report.
8.2.2.2 Aggiunta di un filtro a una query
Per limitare i dati restituiti, si può aggiungere un filtro a una query. Ad esempio, una query può restituire dati contenuti in un intervallo di valori (importi di vendite o codici regione), relativi a un periodo di tempo specificato e così via.
Nota:
È possibile aggiungere un prompt al filtro facendo clic su Prompt e utilizzando l'"editor di prompt" per definire le impostazioni.
1.
Fare doppio clic su una query per aprire il "pannello delle query".
2.
Selezionare un oggetto da utilizzare per filtrare e limitare i dati restituiti e trascinarlo nel riquadro
"Filtro".
3.
Per aggiungere un prompt alla query, fare doppio clic sull'oggetto nel riquadro "Filtro" e fare clic su
Prompt in "Selettore membri".
Quando si inserisce un prompt, i riquadri "Membri" e "Metadati" vengono disattivati. Non è consentito apportare modifiche alle impostazioni.
162 2011-04-12
Uso del Pannello delle query
163
8.2.2.3 Creazione di una query combinata
È possibile combinare le query per i database relazionali. Per utilizzare questa opzione, è necessario che siano disponibili almeno due query.
Nota:
Questa funzione non è disponibile per i database OLAP.
1.
Fare clic sul pulsante Combina query per aprire il pannello "Query combinate".
Il pannello "Query combinate" viene visualizzato nell'angolo inferiore sinistro del pannello delle query, con due pulsanti di query e l'operatore AND.
2.
Fare clic sul pulsante dell'operatore per passare tra i diversi operatori di combinazione.
3.
Fare clic su una query (ad esempio, Query 1) nel riquadro Query combinate per visualizzare gli oggetti query.
Gli oggetti per la query selezionata appaiono nei riquadri "Oggetti risultato", "Oggetti filtro" e
"Anteprima".
4.
Modificare la query selezionata.
5.
Fare clic sulla seconda query (in questo caso, Query 2) per visualizzare i relativi oggetti nel pannello delle query.
Vengono visualizzate le proprietà della seconda query.
6.
Fare clic sul pulsante "Combina query" per aggiungere altre query alla query combinata.
La struttura della query combinata viene visualizzata nel riquadro "Query combinate". È possibile trascinare e rilasciare le query in questo riquadro per creare query più complesse.
8.2.2.4 Modifica dello script della query
1.
Nel pannello delle query, fare clic su Visualizza script.
Viene visualizzata la finestra di dialogo "Mostra script query". Inizialmente non è possibile modificare lo script della query.
2.
Fare clic su Utilizza script query personalizzato.
Ora è possibile modificare lo script della query.
3.
Modificare la query nel riquadro "Script query".
4.
Fare clic su Convalida per verificare la sintassi dello script.
5.
Fare clic su "OK" per salvare le modifiche.
2011-04-12
Uso del Pannello delle query
8.2.2.5 Creazione di query che utilizzano insiemi denominati e membri calcolati
Un insieme denominato è una raccolta di membri definiti con un'espressione MDX (insieme di membri nativi) o utilizzando Selettore membri (insieme di membri aziendali). Un insieme denominato viene selezionato per la query con le stesse modalità di selezione di un oggetto.
8.2.3 Utilizzo dei prompt
È possibile aggiungere prompt agli oggetti query o filtro. È possibile impostare valori predefiniti, utilizzare la finestra di modifica o selezionare i valori predefiniti del prompt. Selezionare Mantieni selezionati
gli ultimi valori se si desidera che il prompt proponga l'ultimo valore selezionato dall'utente durante l'esecuzione precedente della query. Al primo utilizzo della query, viene proposto il valore predefinito
(se impostato).
164 2011-04-12
Verifica dell'integrità
Verifica dell'integrità
9.1 Informazioni sulla verifica dell'integrità
Utilizzare la funzione Verifica integrità per verificare gli aspetti della progettazione dell'universo o i relativi elementi, ad esempio la base dati, il livello aziendale, i parametri e gli elenchi di valori. Selezionare regole predefinite che consentano di verificare se le espressioni SQL e MDX sono valide e se sono rispettate le restrizioni relative alla progettazione. L'esecuzione di una verifica dell'integrità consente di evitare problemi quando si eseguono query e report sull'universo pubblicato.
Nella finestra di dialogo "Verifica integrità" sono visualizzate le regole disponibili da includere nella verifica. L'elenco delle regole varia in base all'oggetto per il quale di esegue la verifica dell'integrità.
Dopo avere selezionato le regole e fatto clic su Verifica integrità, la verifica viene avviata e visualizza i risultati nella finestra di dialogo "Verifica integrità". I risultati possono essere esportati in un file.
Una volta chiusa la finestra di dialogo "Verifica integrità", è possibile visualizzare i risultati della verifica nella visualizzazione Verifica problemi di integrità. Tale visualizzazione consente di fare clic sui risultati e di accedere direttamente all'editor appropriato per correggere i problemi.
È inoltre possibile impostare una verifica dell'integrità in background per eseguire automaticamente la verifica ogni volta che si salva una risorsa.
Argomenti correlati
•
Esecuzione della verifica dell'integrità
•
Analisi dei problemi di verifica dell'integrità
•
Informazioni sulle regole di verifica dell'integrità
9.2 Esecuzione della verifica dell'integrità
È possibile eseguire una verifica dell'integrità per diversi oggetti e risorse in Information Design Tool:
• Risorse (basi dati, livelli aziendali, connessioni e collegamenti) nella visualizzazione dei progetti locali
• Universi pubblicati nella visualizzazione delle risorse del repository
• Elementi presenti nella base dati e nel livello aziendale (tabelle, contesti, oggetti del livello aziendale, query, parametri, elenchi di valori) nell'editor
165 2011-04-12
Verifica dell'integrità
1.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sulla risorsa o sull'oggetto da sottoporre a una verifica dell'integrità e selezionare Verifica integrità
2.
Nel riquadro sinistro della finestra di dialogo "Verifica integrità", selezionare le regole da applicare.
3.
Fare clic su Verifica integrità.
I risultati della verifica dell'integrità sono riportati nel riquadro destro della finestra di dialogo "Verifica integrità".
4.
Per salvare i risultati in un file di testo, fare clic su Esporta.
5.
Terminata l'analisi dei risultati, fare clic su OK.
I risultati della verifica dell'integrità possono essere esaminati nella visualizzazione Verifica problemi di integrità finché non si esegue una nuova verifica. Per ulteriori informazioni vedere l'argomento correlato.
Argomenti correlati
•
Informazioni sulle regole di verifica dell'integrità
•
Analisi dei problemi di verifica dell'integrità
9.3 Analisi dei problemi di verifica dell'integrità
1.
Dal menu principale di Information Design Tool selezionare Finestra > Verifica problemi di integrità.
Viene aperta la visualizzazione Verifica problemi di integrità in cui sono riportati i risultati della verifica dell'integrità più recente.
2.
Per correggere un problema, fare doppio clic sul risultato nell'elenco.
Viene aperto l'editor relativo all'oggetto a cui fa riferimento il risultato. Ad esempio, se il risultato si riferisce a un problema con la tabella Cliente, viene aperto l'editor della base dati con la tabella
Cliente evidenziata.
L'elenco dei risultati rimane nella visualizzazione Verifica problemi di integrità finché si chiude la visualizzazione o si esegue un'altra verifica dell'integrità.
Argomenti correlati
•
Informazioni sulle regole di verifica dell'integrità
9.4 Impostazione della verifica dell’integrità in background
1.
Dal menu principale di Information Design Tool selezionare Finestra > Preferenze > Information
Design Tool > Verifica integrità.
2.
Selezionare l'opzione Abilita la verifica dell'integrità in backgound al salvataggio.
166 2011-04-12
Verifica dell'integrità
3.
Selezionare le regole da includere nella verifica in background.
4.
Fare clic su Applica, quindi su OK.
La verifica in background ha effetto immediato.
9.5 Informazioni sulle regole di verifica dell'integrità
Quando viene completata una verifica dell'integrità, il controllo di una regola può restituire uno dei seguenti tre livelli di gravità:
Gravità
Errore
Avviso
Informazioni
Descrizione
La verifica ha rilevato qualcosa che non funzionerà. È necessario risolvere il problema.
Avviso relativo a un oggetto mancante, ad esempio una chiave o un collegamento mancante.
La verifica ha avuto esito positivo. Viene visualizzato un segno di spunta verde accanto alla regola.
Per i risultati la cui gravità è Errore o Avviso, vengono visualizzati la descrizione del problema rilevato, la risorsa in cui il problema è stato rilevato e l'oggetto.
Argomenti correlati
•
Verifica delle regole di integrità per la base dati
•
Regole di verifica dell'integrità per gli universi con più origini
•
Regole di verifica dell'integrità per i parametri
•
Regole di verifica dell'integrità per gli elenchi di valori (LOV)
•
Regole di verifica dell'integrità per i profili di protezione di accesso ai dati
•
Regole di verifica dell'integrità per gli universi OLAP
•
Regole di verifica dell'integrità per gli oggetti MDX negli universi OLAP
9.5.1 Regole di verifica dell'integrità per gli universi con più origini
Viene verificato se:
• le espressioni SQL-92 sono conformi alla sintassi SQL-92
• le espressioni SQL specifiche del database (colonne calcolate, tabelle derivate) sono conformi alla sintassi dei relativi database.
167 2011-04-12
Verifica dell'integrità
Le espressioni SQL vengono analizzate in base alla grammatica SQL-92 BNF. Gli errori hanno il seguente formato:
Encountered “{0}” at line {1}, column {2}.
Was expecting one of:
{3}
In caso di funzione sconosciuta il messaggio di errore è:
Unknown function at line {1}, column {2}
Gli errori non possonoe ssere più precisi a causa delle limitazioni del parser.
In una base dati specifica di un database, esistono già regole per la verifica della validità delle espressioni
SQL di join, colonne calcolate e tabelle derivate.
Tabella 9 - 3: Regole specifiche del database
Nome della regola
Verifica join
Verifica colonna calcolata
Verifica tabella derivata
Descrizione
La validità delle espressioni
SQL viene verificata in base al server query della base dati.
Severità
Errore
La validità delle espressioni
SQL viene verificata utilizzando il server query della base dati se la colonna calcolata è indipendente dall'origine e utilizzando il database appropriato se la colonna calcolata fa riferimento a un database specifico.
Errore
La validità delle espressioni
SQL viene verificata utilizzando il server query della base dati se la tabella derivata è indipendente dall'origine e utilizzando il database appropriato se la tabella derivata fa riferimento a un database specifico.
Errore
9.5.2 Verifica delle regole di integrità per la base dati
La verifica dell'integrità consente di verificare le seguenti regole nella base dati:
168 2011-04-12
Verifica dell'integrità
Nome della regola
Verifica connessione
Verifica struttura tabella
Verifica chiave primaria tabella
Verifica tabella isolata
Verifica SQL join
Descrizione Severità
Verifica la validità della connessione
Errore
Verifica se la struttura della tabella della base dati corrisponde alla tabella fisica
Errore
Verifica che la tabella disponga di una chiave primaria
Avviso
Verifica che la tabella non sia isolata
Verifica che il formato del join sia corretto
Avviso
Errore
Verifica definizione cardinalità
Verifica se cardinalità corrisponde a quella rilevata
Verifica contesti
Verifica tabella alias
Verifica se è definita la cardinalità del join
Errore
Verifica se la cardinalità del join corrisponde alla cardinalità rilevata
Avviso
Verifica se il formato del contesto è corretto rispetto a tutti i loop coperti
Errore
Verifica la validità della tabella alias
Errore
Verifica tabella derivata
Verifica SQL colonna calcolata
Verifica la validità della tabella derivata
Verifica se la colonna calcolata
è stata definita correttamente
Errore
Errore
Verifica tipo dati colonna calcolata
Verifica la validità del tipo di dati della colonna calcolata
Errore
Nota:
L'esecuzione dell'opzione Verifica cardinalità può risultare lenta quando la quantità di dati è elevata.
In caso di dati ambigui o mancanti, i risultati possono non essere precisi. Non selezionare questa opzione se il database è di grandi dimensioni o contiene dati incompleti.
169 2011-04-12
Verifica dell'integrità
9.5.3 Regole di verifica dell'integrità per gli elenchi di valori (LOV)
La verifica dell'integrità consente di verificare le seguenti regole negli elenchi di valori:
Nome della regola Descrizione Severità
Verifica filtro prima dell'uso LOV statico
Verifica che l'opzione Filtra pri-
ma dell'uso sia impostata su
False.
Avviso
Verifica aggiornamento automatico LOV statico
Verifica che l'opzione Aggiorna-
mento automatico prima
dell'utilizzo sia impostata su
True.
Avviso
Verifica ricerca valori nel database da parte di utenti LOV statico
Verifica se l'opzione Consenti
agli utenti di cercare valori nel
database è impostata su False
Avviso
Verifica disabilitazione timeout
LOV statico
Verifica n. max righe LOV statico
Verifica che l'opzione Timeout
query sia disabilitata
Avviso
Verifica che l'opzione N. max di
righe sia disabilitata
Avviso
Verifica elementi aziendali LOV per query BusinessObjects
Verifica ogni elemento aziendale da cui dipende l'elenco LOV corrente
Avviso
Verifica contesti LOV per query
BusinessObjects
Per gli universi relazionali, verifica se l'elenco LOV per le query dispone di contesti. In caso affermativo, verifica se il contesto è fisso per il LOV
Avviso
Verifica LOV sovrapposto basato su BusinessObjects
Verifica LOV in base a SQL personalizzato non vuoto
Verifica ogni elemento aziendale utilizzato dall'elenco di valori corrente
Avviso
Verifica che lo script SQL non sia vuoto
Avviso
Verifica LOV in base a connessione SQL personalizzata
Verifica che la connessione LOV e la struttura dati LOV siano disponibili
Avviso
170 2011-04-12
Verifica dell'integrità
Nome della regola
Verifica LOV in base a ricerca valori nel database mediante
SQL personalizzato
Verifica condizioni assegnazione LOV tabulare
Descrizione
Verifica LOV in base a filtro SQL personalizzato
Verifica che l'opzione Filtra pri-
ma dell'uso sia disabilitata
Avviso
Verifica che l'opzione Consenti
agli utenti di cercare valori nel
database sia disabilitata.
Severità
Avviso
Verifica che l'elenco di valori tabulare possa essere assegnato solo a dimensioni, dettagli e indicatori
Avviso
Verifica assegnazione LOV sovrapposto
Verifica assegnazione ed ereditarietà LOV di gerarchia
Verifica che l'elenco di valori sovrapposto possa essere assegnato solo alle dimensioni
Avviso
Verifica che l'elenco di valori basato sulle gerarchie possa essere assegnato solo alle gerarchie. Verifica che i livelli della gerarchia ereditino automaticamente l'elenco di valori associato all'elemento superiore della gerarchia
Avviso
9.5.4 Regole di verifica dell'integrità per i parametri
La verifica dell'integrità consente di verificare le seguenti regole per i parametri:
Nome della regola
Verifica nome parametro
Descrizione Severità
Verifica che il nome del parametro non sia vuoto.
Errore
Verifica tipo dati parametro
Verifica tipo selezione parametro
Verifica che il tipo di dati del parametro sia impostato correttamente.
Errore
Verifica che il tipo di parametro sia impostato correttamente (singolo o multiplo).
Errore
171 2011-04-12
Verifica dell'integrità
Nome della regola
Verifica testo prompt
Descrizione Severità
Se è selezionata l'opzione "Prompt all'utente", verifica che sia stato immesso il testo del prompt e, in caso contrario, lo sostituisce con il nome del parametro.
Errore
Verifica valori predefiniti prompt a utente
Verifica LOV associato
Verifica che siano presenti i valori predefiniti quando l'opzione
"Prompt all'utente" è selezionata.
Errore
Verifica che l'elenco di valori associato sia valido.
Errore
In fase di progettazione, è possibile definire un parametro senza elenco di valori associato. La verifica dell'integrità per il parametro accetterà un oggetto senza elenco di valori solo se il parametro consente l'immissione manuale, altrimenti verrà restituito un errore.
9.5.5 Regole di verifica dell'integrità per i profili di protezione di accesso ai dati
Le seguenti regole vengono utilizzate per rilevare eventuali incoerenze tra un profilo di protezione dati e l'universo in cui viene definito:
Nome della regola Descrizione Severità
Profilo esistente
Profilo relazionale
Profilo OLAP
Verifica restrizioni di riga
La connessione a cui viene fatto riferimento nel profilo di protezione dati esiste
Errore
La connessione a cui viene fatto riferimento nel profilo di protezione dati deve essere una connessione relazionale
Errore
La connessione a cui viene fatto riferimento nel profilo di protezione dati deve essere una connessione OLAP
Errore
Verifica la sintassi della definizione delle restrizioni di riga
Errore
172 2011-04-12
Verifica dell'integrità
Nome della regola
Verifica abbinamento tabelle
Descrizione
Profilo di protezione dati per l'abbinamento delle tabelle: la tabella deve esistere
Severità
Avviso
Verifica esistenza vista in livello aziendale
Profilo di protezione aziendale per la creazione di query: una vista non esiste più nel livello aziendale
Verifica esistenza oggetto in livello aziendale
Avviso
Profilo di protezione aziendale per la creazione di query: un oggetto non esiste più nel livello aziendale
Avviso
9.5.6 Regole di verifica dell'integrità per gli universi OLAP
La verifica dell'integrità consente di verificare le seguenti regole nei livelli aziendali OLAP:
Tabella 9 - 8: Regole generiche per tutti gli oggetti
Nome della regola
Verifica nomi oggetti
Descrizione Severità
Verifica che il nome sia univoco e valido
Errore
Tabella 9 - 9: Regole delle dimensioni dell'analisi
Nome della regola Descrizione Severità
Verifica dimensione analisi nidificata
Verifica che la dimensione dell'analisi e le relative cartelle non contengano un'altra dimensione di analisi
Errore
173 2011-04-12
Verifica dell'integrità
Tabella 9 - 10: Regole delle dimensioni
Nome della regola
Verifica indicatori nella dimensione
Descrizione
Verifica che la dimensione non contenga indicatori
Severità
Errore
Verifica dimensione nidificata
Verifica analisi nella dimensione
Verifica che una dimensione non contenga un'altra dimensione
Verifica che una dimensione non contenga una dimensione di analisi
Verifica riferimenti attributi
Errore
Errore
Verifica che gli attributi facciano riferimento alla stessa caratteristica OLAP
Errore
Tabella 9 - 11: Regole delle gerarchie
Nome della regola
Verifica gerarchia
Descrizione
Verifica che la gerarchia non contenga un'altra gerarchia
Verifica presenza dimensione
Verifica dimensione analisi
Verifica indicatori in gerarchia
Verifica attributi
Verifica che la gerarchia non contenga una dimensione
Verifica che la gerarchia non contenga una dimensione di analisi
Verifica che la gerarchia non contenga indicatori
Verifica che gli attributi della gerarchia facciano riferimento alla stessa caratteristica OLAP
Verifica espressione MDX gerarchia
Analizza l'espressione MDX delle gerarchie
Severità
Errore
Errore
Errore
Errore
Errore
Errore
Tabella 9 - 12: Regole degli attributi
Nome della regola
Verifica attributi
Descrizione Severità
Verifica che l'attributo non abbia attributi
Errore
174 2011-04-12
Verifica dell'integrità
Nome della regola
Verifica dimensione superiore
Descrizione Severità
Verifica se l'attributo utilizza una dimensione di livello superiore
Errore
Verifica espressione MDX attributo
Analizza l'espressione MDX dell'attributo
Errore
Tabella 9 - 13: Regole degli indicatori
Nome della regola
Verifica completamento funzione di aggregazione
Verifica presenza indicatori
Verifica espressione MDX indicatore
Descrizione
Verifica che la funzione Aggregazione non sia vuota
Severità
Errore
Verifica che il livello aziendale contenga almeno un indicatore
Analizza l'espressione MDX dell'indicatore
Avviso
Errore
Tabella 9 - 14: Regole delle cartelle
Nome della regola
Verifica dipendenze interrotte
Descrizione Severità
Verifica che non manchino le cartelle contenenti oggetti collegati
Errore
Tabella 9 - 15: Regole di visualizzazione universo
Nome della regola
Verifica contenuti vista
Descrizione
Verifica che la vista non sia vuota
Severità
Avviso
9.5.7 Regole di verifica dell'integrità per gli oggetti MDX negli universi OLAP
Le regole seguenti vengono verificate per gli oggetti MDX negli universi OLAP:
175 2011-04-12
Verifica dell'integrità
Tabella 9 - 16: Regole dei membri oggetto
Nome della regola
Nome oggetto obbligatorio
Verifica riferimento circolare
Errore analisi @prompt
Errore analisi @variable
Convalida espressione MDX
Descrizione Severità
Verifica che il nome dell'oggetto non sia mancante
Errore
Quando un'espressione contiene una funzione @select, verifica che non vi sia un riferimento circolare
Errore
Verifica che l'espressione
@prompt esegua l'analisi correttamente
Errore
Verifica che l'espressione @variable esegua l'analisi correttamente
Errore
Verifica che l'espressione MDX esegua l'analisi correttamente
Errore
Tabella 9 - 17: Regole indicatore/membro calcolato
Nome della regola
Ordine di risoluzione
Valore lingua
Descrizione Severità
Verifica che il valore dell'ordine di risoluzione sia un numero
Errore
Verifica che il valore della lingua non sia un numero
Errore
Tabella 9 - 18: Regole indicatore calcolato
Nome della regola Descrizione Severità
Tipo di indicatore calcolato non corretto
Verifica che il tipo di dati dell'oggetto corrisponda al tipo di dati restituiti dall'espressione
Errore
Funzione di aggregazione obbligatoria per indicatore calcolato
Verifica che la funzione Aggregazione non sia vuota
Errore
Nome indicatore calcolato univoco nel livello aziendale
Verifica che il nome non sia già utilizzato da un indicatore calcolato definito nel livello aziendale
Errore
176 2011-04-12
Verifica dell'integrità
Nome della regola
Collisione nome indicatore calcolato con server
Descrizione Severità
Verifica che il nome non sia già utilizzato da un indicatore definito nel server OLAP (ricerca nella stringa [Measures].[<nome indicatore calc>] nel catalogo
OLAP)
Errore
Tabella 9 - 19: Regole specifiche del membro calcolato
Nome della regola Descrizione Severità
Gerarchia obbligatoria per membro calcolato
Verifica che la gerarchia sia specificata
Irreversibile
Collisione nome membro calcolato con server
Verifica che il nome non sia già utilizzato da un insieme denominato predefinito nel server
OLAP
Avviso
Tabella 9 - 20: Regole specifiche dell'insieme denominato
Nome della regola
Gerarchia obbligatoria per l'insieme denominato
Descrizione
Verifica che la gerarchia sia specificata
Severità
Errore
Nome insieme denominato univoco nel livello aziendale
Verifica che il nome non sia già utilizzato da un insieme denominato definito nel livello aziendale
Errore
Collisione nome insieme denominato in livello aziendale
Verifica che il nome non sia già utilizzato da un insieme denominato predefinito nel server
OLAP
Avviso
Crossjoin
Verifica che l'espressione non contenga la stringa 'crossjoin'
Avviso
177 2011-04-12
Verifica dell'integrità
178 2011-04-12
Pubblicazione di risorse
Pubblicazione di risorse
10.1 Informazioni sulla pubblicazione delle risorse
La pubblicazione è l'ultima fase del processo di creazione di un universo. Mediante la procedura guidata
Pubblica universo, è possibile pubblicare un livello aziendale nel file system locale o in un repository.
Quando si pubblica un livello aziendale, la procedura guidata lo esporta insieme alle relative risorse di riferimento (connessione locale, collegamenti alla connessione e base dati) e crea un universo, che rimane a disposizione degli utenti degli strumenti di query, creazione report e analisi.
Pubblicazione locale
Solo i livelli aziendali creati in base alle connessioni locali possono essere pubblicati localmente. Il livello aziendale può essere basato su una connessione OLAP locale oppure su una base dati con una sola origine con una connessione locale.
L'universo pubblicato viene salvato nella cartella del file system locale specificata.
Pubblicazione in un repository
Per proteggere un universo, è necessario prima pubblicarlo in un repository su un server CMS (Central
Management Server). L'universo eredita la protezione a livello di oggetto e i diritti di protezione utente definiti per il CMS. Per proteggere i dati e i metadati contenuti nell'universo, si definiscono profili di protezione nell'apposito editor di Information Design Tool.
Quando si crea una connessione in un progetto locale, è una connessione locale non protetta e deve essere pubblicata prima di pubblicare un livello aziendale che faccia riferimento alla connessione. Per proteggere una connessione, pubblicarla in un repository su un server CMS. La pubblicazione guidata della connessione crea la connessione protetta e fornisce un collegamento alla connessione per il progetto locale.
Per sfogliare e gestire le risorse una volta che sono state pubblicate, utilizzare la visualizzazione delle risorse del repository.
Modifica delle risorse pubblicate
Non è possibile modificare un universo pubblicato direttamente in Information design Tool. Per utilizzare l'universo, è necessario eseguire la procedura guidata di recupero, che consente di recuperare l'universo dalla cartella locale o dal repository, di separarlo nel livello aziendale e nelle relative risorse di riferimento
(connessione locale, collegamenti alla connessione, base dati) e di creare le risorse in un progetto locale dove possono essere modificate.
179 2011-04-12
Pubblicazione di risorse
Le connessioni possono essere pubblicate solo in un repository. Per modificare una connessione pubblicata, è necessario utilizzare la visualizzazione delle risorse del repository.
Argomenti correlati
•
•
Recupero di un universo pubblicato
•
Pubblicazione di una connessione locale nel repository
•
Presentazione della protezione degli universi
•
Informazioni sulla gestione delle risorse del repository
10.2 Pubblicazione di un universo
Per pubblicare un universo in un repository, il livello aziendale deve fare riferimento a uno o più collegamenti a connessioni protette. Tutti i collegamenti devono fare riferimento a connessioni definite nel repository in cui verrà pubblicato l'universo.
Nota:
Se il livello aziendale fa riferimento a una connessione locale e si desidera effettuare la pubblicazione in un repository, pubblicare prima la connessione e modificare il riferimento alla connessione nella base dati (relazionale) o nel livello aziendale (OLAP) per utilizzare il collegamento alla connessione.
Per pubblicare localmente un universo, il livello aziendale deve fare riferimento solo a una connessione locale che non risulti protetta in un repository.
Azioni consigliate prima della pubblicazione di un universo:
• Salvare il livello aziendale e tutte le risorse di riferimento.
• Se il livello aziendale fa riferimento a risorse condivise, sincronizzare il progetto per assicurarsi che tutte le modifiche vengano prese in considerazione nell'universo pubblicato.
• Verificare l'integrità del livello aziendale e, se necessario, della base dati. La procedura guidata
Pubblica universo consente di eseguire una verifica dell'integrità prima della pubblicazione.
1.
Avviare la procedura guidata Pubblica universo:
• Per effettuare la pubblicazione in un repository, selezionare il livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali, fare clic con il pulsante destro del mouse sul livello aziendale e selezionare
Pubblica > A un repository.
• Per effettuare la pubblicazione in una cartella locale, selezionare il livello aziendale nella visualizzazione dei progetti locali, fare clic con il pulsante destro del mouse sul livello aziendale e selezionare Pubblica > A una cartella locale.
2.
Seguire le istruzioni nelle pagine della procedura guidata. Per ulteriori informazioni sulle operazioni da eseguire in una pagina particolare, fare clic sull'icona della guida in linea nell'angolo inferiore sinistro.
Argomenti correlati
•
Pubblicazione di una connessione locale nel repository
180 2011-04-12
Pubblicazione di risorse
•
Informazioni sulla verifica dell'integrità
•
10.2.1 Selezione di una cartella di repository
Quando si pubblica o si recupera una risorsa in un repository, la procedura guidata visualizza le cartelle nel repository nel riquadro a sinistra. La tabella nel riquadro a destra indica le risorse contenute nella cartella.
Quando si pubblica recupera una risorsa in un repository, passare alla cartella del repository nella struttura di navigazione nel riquadro a sinistra. È possibile inserire una cartella:
Quando si recupera un universo pubblicato, passare alla cartella del repository nel riquadro a sinistra e selezionare l'universo nell'elenco degli universi nel riquadro a sinistra.
Nota:
Per impostazione predefinita, le risorse vengono recuperate nel progetto locale e vengono protette localmente richiedendo all'utente di immettere i dati di autenticazione CMS quando apre una base dati o un livello aziendale recuperato.
Per rimuovere il requisito di protezione locale, selezionare la casella di controllo Salva per tutti gli
utenti.
10.2.2 Selezione di una cartella locale
Quando si pubblica o si recupera una risorsa in una cartella locale, la procedura guidata chiede di utilizzare una cartella locale.
1.
Immettere il percorso a una cartella accessibile dal computer locale.
2.
Per sfogliare il file system e selezionare una cartella, fare clic su Sfoglia.
10.3 Pubblicazione di una connessione locale nel repository
1.
Per avviare la pubblicazione guidata della connessione, selezionare la connessione nella visualizzazione Progetti locali, fare clic con il pulsante destro del mouse sulla connessione e selezionare Pubblica connessione in un repository.
181 2011-04-12
Pubblicazione di risorse
2.
Seguire le istruzioni nelle pagine della procedura guidata. Per ulteriori informazioni sulle operazioni da eseguire in una pagina particolare, fare clic sull'icona della guida in linea nell'angolo inferiore sinistro.
La connessione viene pubblicata nel repository. La connessione locale viene eliminata dalla visualizzazione Progetti locali. È possibile creare un collegamento di connessione nel progetto locale.
Per pubblicare un livello aziendale basato su questa connessione, modificare il livello aziendale o la base dati in modo che faccia riferimento al nuovo collegamento.
Argomenti correlati
•
•
Collegamenti delle connessioni
•
Modifica di una connessione in una base dati
•
Modifica dell'origine dati di un livello aziendale
•
Sincronizzazione di un progetto
182 2011-04-12
Utilizzo delle risorse del repository
Utilizzo delle risorse del repository
11.1 Informazioni sulla gestione delle risorse del repository
Le risorse del repository sono gli universi e le connessioni che sono state protette in un repository sul server CMS (Central Management System). La visualizzazione delle risorse del repository consente di navigare e interagire con le cartelle e le risorse nei repository. La cartella Connessioni contiene le connessioni protette create mediante Information Design Tool e Universe Design Tool. La cartella
Universi contiene gli universi pubblicati con Information Design Tool (universi .unx) e gli universi creati ed esportati con Universe Design Tool o migrati dalle versioni precedenti (universi .unv).
Per navigare in un repository, aprire una sessione sul server CMS in cui è archiviato il repository. Per ulteriori informazioni sulle sessioni, vedere l'argomento correlato.
Le sezioni seguenti forniscono un riepilogo delle attività che possono essere effettuate dalla visualizzazione delle risorse del repository.
Gestione delle cartelle
Con i diritti appropriati, è possibile inserire, rinominare ed eliminare le sottocartelle nelle cartelle
Connessioni e Universi.
Gestione delle connessioni protette
• Modificare una connessione esistente.
• Inserire una nuova connessione relazionale o OLAP protetta nel repository.
• Creare un collegamento alla connessione in un progetto locale da una connessione protetta già esistente.
• Eliminare una connessione protetta dal repository.
Gestione degli universi
È possibile effettuare le seguenti operazioni sugli universi .unx (pubblicati mediante Information Design
Tool):
• Eseguire una verifica dell'integrità.
• Eseguire una query. Questo comando apre il pannello delle query. Le impostazioni di protezione definite nei profili di protezione per l'universo vengono applicate in base al nome utente indicato nella sessione.
• Recuperare un universo. Questo comando salva il livello aziendale e le relative risorse di riferimento in un progetto locale per consentirne la modifica.
• Rinominare un universo. Questo comando consente di rinominare solo l'universo e non il livello aziendale sottostante.
183 2011-04-12
Utilizzo delle risorse del repository
• Eliminare un universo dal repository.
È possibile effettuare le seguenti operazioni sugli universi .unv (creati mediante Universe Design Tool o migrati da versioni precedenti):
• Convertire un universo. È possibile salvare le risorse convertite in un progetto locale oppure pubblicare l'universo .unx convertito nel repository.
• Eliminare un universo dal repository.
Argomenti correlati
•
Informazioni sulla gestione delle sessioni
•
Informazioni sulla modifica delle connessioni e dei collegamenti alle connessioni
•
Creazione di una connessione relazionale
•
Creazione di una connessione OLAP
•
Collegamenti delle connessioni
•
Informazioni sulla verifica dell'integrità
•
Esecuzione di una query su un universo pubblicato in un repository
•
Recupero di un universo pubblicato
•
Conversione degli universi .unv
11.2 Informazioni sulla gestione delle sessioni
Una sessione contiene il nome del sistema CMS (Central Management Server) e le informazioni di autenticazione necessarie per accedere alle risorse memorizzate in un repository.
Per i workflow di Information Design Tool che richiedono l'accesso alle risorse protette viene visualizzata la finestra di dialogo "Apri sessione". Se non è già stata definita una sessione per il repository a cui si desidera accedere, è possibile selezionare Nuova sessione dalla casella di riepilogo Sessioni. È inoltre possibile definire una sessione con il comando Inserisci sessione nella visualizzazione Risorse repository.
Una volta definita, la sessione viene mantenuta nella visualizzazione Risorse repository e anche nell'elenco Sessioni. Alla successiva apertura della sessione, sarà necessario immettere solo la password.
Dopo l'apertura, la sessione rimane aperta finché si esce da Information Design Tool. La sessione può essere chiusa in modo esplicito solo dalla visualizzazione Risorse repository.
È possibile aprire più sessioni contemporaneamente, purché le sessioni si trovino su sistemi CMS diversi. Qualora sia necessario aprire una sessione con nome utente e password diversi in un server
CMS in cui è aperta un'altra sessione, è necessario prima chiudere la sessione aperta.
Se una sessione non è più necessaria e si desidera eliminarla dall'elenco, utilizzare il comando Elimina
sessione nella visualizzazione Risorse repository.
184 2011-04-12
Utilizzo delle risorse del repository
Argomenti correlati
•
Diritti CMC per utenti di Information Design Tool
•
•
11.2.1 Apertura di una sessione
Diversi workflow richiedono l'apertura di una sessione. Se viene richiesta l'apertura di una sessione, sarà disponibile un elenco di sessioni predefinite. La casella di riepilogo Sessioni è organizzata con l'ordine seguente:
• Sessioni aperte in ordine alfabetico
• Sessioni chiuse in ordine alfabetico
•
Nuova sessione
Per aprire una sessione per un repository già definito in Information Design Tool:
1.
Eseguire una delle operazioni seguenti:
• Nella visualizzazione delle risorse del repository, fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome del repository e selezionare Apri sessione.
• Selezionare la sessione nella casella di riepilogo Sessioni.
2.
Le informazioni relative all'autenticazione CMS vengono inserite automaticamente. Se la sessione non è ancora aperta, immettere la propria Password.
Nota:
se si tenta di aprire una sessione per un repository per il quale è già stata aperta una sessione, viene visualizzato un messaggio di errore. Per modificare le sessioni relative a un repository, è necessario prima chiudere la sessione aperta nella visualizzazione delle risorse del repository.
3.
In base al workflow, fare clic su OK, Avanti o Connetti.
Per aprire una sessione per un repository non ancora definito in Information Design Tool:
1.
Eseguire una delle operazioni seguenti:
•
Nella visualizzazione delle risorse del repository, dal menu Inserisci , selezionare Inserisci
sessione.
• Selezionare Nuova sessione dalla casella di riepilogo Sessioni.
2.
Nella casella Sistema immettere il nome del server CMS in cui si trova il repository.
Nota:
Per inserire una sessione per un repository ospitato in un computer di un dominio diverso rispetto a quello del client che ospita l'applicazione, è necessario fornire le informazioni dell'host in un file degli host nel client. Aggiornare il file degli host nel percorso seguente:
C:\WINDOWS\system32\drivers\etc\hosts
185 2011-04-12
Utilizzo delle risorse del repository
3.
Immettere nome utente ePassword.
Nota:
Per il tipo di AutenticazioneWindows AD, specificare il nome di dominio completo in Nome utente.
Ad esempio, immettere [email protected] anziché mioutente@dominio.
4.
Nell'elenco Autenticazione selezionare il metodo di autenticazione da utilizzare.
5.
In base al workflow, fare clic su OK, Avanti o Connetti.
La sessione rimane aperta finché non viene chiusa esplicitamente nella visualizzazione delle risorse del repository o si esce da Information Design Tool.
Argomenti correlati
•
11.2.2 Chiusura di una sessione
Tutte le sessioni aperte si chiudono quando si esce da Information Design Tool. Per chiudere una sessione in modo esplicito:
1.
Nella visualizzazione delle risorse del repository, selezionare la sessione da chiudere.
2.
Fare clic con il pulsante destro del mouse e selezionare Chiudi sessione.
11.3 Esecuzione di una query su un universo pubblicato in un repository
Quando si esegue una query su un universo pubblicato in un repository, nel pannello delle query vengono applicate le impostazioni definite nei profili di protezione per l'universo in base al nome utente definito nella sessione.
1.
Selezionare l'universo nella visualizzazione delle risorse del repository.
Nota:
selezionare solo gli universi .unx.
2.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome dell'universo e selezionare Esegui query.
Il pannello delle query si apre con un elenco di visualizzazioni e oggetti consentiti per il nome utente.
186 2011-04-12
Gestione della protezione
Gestione della protezione
12.1 Introduzione alla protezione in Information Design Tool
12.1.1 Presentazione della protezione degli universi
La protezione dell'universo inizia nel momento della pubblicazione dell'universo in un repository su
Central Management Server (CMS). Gli universi pubblicati vengono archiviati nella cartella Universi, mentre le connessioni protette vengono archiviate nella cartella Connessioni.
È possibile configurare la protezione degli universi in base agli utenti e ai gruppi definiti nel repository di sistema mediante la console CMC (Central Management Console).
Come primo livello di protezione in CMC, il diritto di accesso a cartelle, risorse, connessioni e universi specifici contenuti nel repository viene concesso a determinati utenti e gruppi. I criteri di definizione di questi diritti sono descritti nel Manuale dell'amministratore della piattaforma SAP BusinessObjects
Business Intelligence.
Un altro livello di protezione può essere definito mediante l'editor di protezione di Information Design
Tool. È possibile limitare i dati restituiti in una query utilizzando i limiti e i controlli delle query, i filtri e le restrizioni di riga. È inoltre possibile concedere o negare l'accesso a oggetti e visualizzazioni nel livello aziendale. Per creare questo livello di protezione, si definiscono i profili di protezione per l'universo e si assegnano tali profili a utenti e gruppi. Le nozioni di base sul funzionamento dei profili di protezione vengono illustrate nel presente argomento.
Profili di protezione
Un profilo di protezione è un gruppo di impostazioni di protezione che vengono applicate a un universo nel repository. Le impostazioni controllano i dati visualizzati e modificano i parametri definiti nella base dati e/o nel livello aziendale. Una volta assegnato il profilo a un utente o a un gruppo, le impostazioni nel profilo determinano quali oggetti, dati e connessioni possono essere visualizzati dall'utente quando si connette all'universo. Esistono due tipi di profili:
• Profili di protezione dati con impostazioni di protezione definite in base agli oggetti presenti nella base dati e nelle connessioni ai dati.
• Profili di protezione aziendale con impostazioni di protezione definite in base agli oggetti presenti nel livello aziendale.
187 2011-04-12
Gestione della protezione
Per ciascun universo è possibile definire più profili. I profili vengono salvati nel repository.
Funzionamento dei profili
Un utente di strumenti di query e creazione di report a cui è stato concesso l'accesso a un universo mediante la console CMC e che non dispone di profili di protezione assegnati o ereditati, può visualizzare tutti gli oggetti presenti nell'universo e tutti i dati restituiti da tali oggetti.
Quando si assegna un profilo all'utente, le impostazioni di protezione definite nel profilo vengono applicate ogni volta che l'utente esegue una query sull'universo.
In Information Design Tool i profili di protezione vengono applicati quando si esegue una query dalla visualizzazione delle risorse del repository o dall'editor di protezione. I profili vengono applicati in base al nome utente utilizzato per aprire la sessione CMS. Quando si esegue una query dall'editor del livello aziendale, le impostazioni del profilo di protezione non vengono applicate.
Gestione di più profili
È possibile assegnare più di un profilo a un utente o un gruppo. Un utente al quale viene assegnato un profilo può anche ereditare profili dai gruppi. Quando viene assegnato più di un profilo a un utente, i profili vengono aggregati per ottenere un unico gruppo di impostazioni chiamato profilo di rete.
L'aggregazione segue criteri di priorità e restrizione che possono essere modificati nell'editor di protezione. È inoltre possibile vedere quali profili vengono ereditati da un utente o un gruppo e visualizzare in anteprima i profili di rete per un utente o un gruppo.
Manutenzione del profilo
I profili vengono archiviati indipendentemente dall'universo: le modifiche alla base dati o al livello aziendale dell'universo non influiscono sui profili al momento della ripubblicazione dell'universo.
Analogamente, le modifiche apportate in un profilo sono indipendenti dalle assegnazioni, pertanto non
è necessario riassegnare un profilo dopo averlo modificato. Resta assegnato insieme a tutte le modifiche apportate.
Se si pubblica nuovamente un universo, eseguire una verifica dell'integrità sull'universo per identificare eventuali discrepanze tra l'universo e i relativi profili di protezione.
I profili creati per un universo vengono eliminati quando viene eliminato l'universo.
Argomenti correlati
•
•
Profili di protezione aziendale
•
Aggregazione dei profili di protezione
•
Visualizzazione dei profili assegnati a un utente e anteprima dei profili di rete
•
Esecuzione di una query su un universo pubblicato in un repository
•
Utilizzo dell'editor protezione
188 2011-04-12
Gestione della protezione
12.1.2 Panoramica della protezione delle risorse in Information Design Tool
Non è necessaria un'autenticazione per avviare Information Design Tool.
Un utente può creare e modificare le risorse non protette (basi dati, livelli aziendali, connessioni) nella visualizzazione Progetti locali. Le risorse vengono salvate in un progetto locale.
Le risorse sono protette quando un utente condivide una progetto locale con le relative risorse oppure pubblica universi o connessioni a un repository. I progetti condivisi e le risorse pubblicate vengono archiviati in modo sicuro in un repository sul server CMS (Central Management Server).
I diritti applicazione sono concessi in Central Management Console (CMC). I criteri di definizione di questi diritti sono descritti nel Manuale dell'amministratore della piattaforma SAP BusinessObjects
Business Intelligence.
Un utente con i diritti appropriati può recuperare un universo pubblicato dal repository per la modifica.
Le risorse possono inoltre essere recuperate da un progetto condiviso durante la sincronizzazione del progetto. In entrambi i casi, le risorse vengono recuperate nel progetto locale e vengono protette localmente richiedendo all'utente di immettere i dati di autenticazione CMS quando apre una base dati o un livello aziendale recuperato.
Quando si avvia Information Design Tool, vengono riaperte tutte le risorse che erano aperte l'ultima volta che lo strumento è stato chiuso. Se le risorse protette sono aperte, è necessario immettere la propria autenticazione CMS per avviare lo strumento.
Nota:
Per rimuovere il requisito di protezione locale, è necessario che il diritto "Salva per tutti gli utenti" sia concesso nella console CMC. Quando una risorsa viene salvata per tutti gli utenti, qualsiasi utente può aprire la risorsa senza immettere l'autenticazione CMS.
Le connessioni protette non possono essere recuperate dal repository e archiviate localmente in
Information Design Tool. Al loro posto, viene archiviato un collegamento alla connessione del repository nel progetto locale. Le connessioni protette devono essere modificate direttamente nel repository dalla visualizzazione delle risorse del repository. Per poter accedere ai dati da una connessione protetta (ad esempio, visualizzare i valori di una tabella o eseguire una query), l'utente deve immettere l'autenticazione
CMS per il repository quando la connessione viene pubblicata. Il sistema utilizza l'autenticazione per determinare di quali diritti dispone l'utente per tale connessione.
Argomenti correlati
•
Informazioni sui progetti locali
•
Collegamenti delle connessioni
189 2011-04-12
Gestione della protezione
12.1.3 Diritti CMC per utenti di Information Design Tool
In questo argomento viene fornito un riepilogo dei diritti di applicazione, universo e connessione necessari per eseguire operazioni in Information Design Tool.
I diritti sono concessi in Central Management Console (CMC). I criteri di definizione di questi diritti sono descritti nel Manuale dell'amministratore della piattaforma SAP BusinessObjects Business Intelligence.
Per aprire una sessione nel sistema del repository ed effettuare tutte le attività protette in Information
Design Tool:
• È necessario disporre di un nome utente e una password configurati dall'amministratore del sistema nella console CMC per il server CMS in cui è archiviato il repository.
• È necessario disporre del diritto di "connessione del server CMS con Information Design Tool e visualizzazione dell'oggetto in CMC" concesso nella console CMC.
I diritti aggiuntivi richiesti sono elencati nella tabella in base all'attività.
Attività
Pubblicare una connessione in un repository
Diritti richiesti
• Diritto applicazione per "creazione, modifica o eliminazione di connessioni"
• Diritto di "visualizzazione degli oggetti" per la cartella delle connessioni
• Diritto di "aggiunta di oggetti alla cartella" per la cartella delle connessioni
Modificare una connessione protetta dalla visualizzazione delle risorse del repository
• Diritto applicazione per "creazione, modifica o eliminazione di connessioni"
• "Aggiunta di oggetti alla cartella" per la cartella delle connessioni (creazione)
• Diritto di "modifica degli oggetti" per la connessione
Pubblicare un universo in un repository
• Diritto applicazione per "Pubblica universo"
• Diritto di "visualizzazione oggetti" per la cartella degli universi
• Diritto di "aggiunta di oggetti alla cartella" per la cartella dell'universo
• Diritto di "modifica degli oggetti" per l'universo
(ripubblicazione)
190 2011-04-12
Gestione della protezione
Attività Diritti richiesti
Recuperare un universo pubblicato da un repository
• Diritto applicazione per "Recupera universo"
• Diritto di "visualizzazione oggetti" per la cartella dell'universo
• Diritto di "visualizzazione oggetti" per l'universo
• Diritto di "recupero di universi" per l'universo
Modificare le risorse locali protette
Annullare la protezione delle risorse locali
Aprire l'editor protezione
• Non sono richiesti diritti, ma l'utente deve fornire l'autenticazione CMS dell'utente che ha salvato le risorse.
• Diritto applicazione per il "salvataggio per tutti gli utenti"
• Diritto applicazione per "Recupera universo"
• Diritto di "visualizzazione oggetti" per la cartella degli universi
• Diritto di "visualizzazione oggetti" per l'universo
• Diritto di "recupero di universi" per l'universo
• Diritto di "salvataggio per tutti gli utenti" per l'universo
• Diritto applicazione per l'"amministrazione dei profili di protezione"
Definire i profili di protezione
Assegnare profili di protezione a utenti e gruppi
Eseguire una query su un universo pubblicato
• Diritto di "visualizzazione degli oggetti" per l'universo
• Diritto di "modifica dei profili di protezione" per l'universo
• Diritto di "visualizzazione degli oggetti" per l'universo
• Diritto di "assegnazione dei profili di protezione" per l'universo
• Diritto di "visualizzazione degli oggetti" per l'universo
• Diritto di "creazione e modifica delle query basate su questo universo" per l'universo
• Diritto di "accesso ai dati" per l'universo
• Diritto di "visualizzazione degli oggetti" per le connessioni sottostanti
• Diritto di "accesso ai dati" per le connessioni sottostanti
191 2011-04-12
Gestione della protezione
Attività Diritti richiesti
Condividere le risorse del progetto:
• Condividere un progetto locale
• Aprire la visualizzazione di sincronizzazione progetto
• Sincronizzare le risorse del progetto
• Bloccare e sbloccare le risorse
• Rinominare o eliminare un progetto condiviso
• Diritto applicazione per la "condivisione di progetti"
Convertire un universo .unv archiviato nel repository
• Diritto di "visualizzazione oggetti" per la cartella dell'universo
• Diritto di "aggiunta di oggetti alla cartella" per la cartella dell'universo
• Diritto di "visualizzazione degli oggetti" per l'universo
Calcolare le statistiche per un universo con più origini
Eliminare un universo dal repository
Eliminare una connessione dal repository
• Diritto applicazione per il "calcolo delle statistiche"
• Diritto di "visualizzazione degli oggetti" per l'universo
• Diritto di "visualizzazione degli oggetti" per l'universo
• Diritto di "eliminazione degli oggetti" per l'universo
• Diritto applicazione per "creazione, modifica o eliminazione di connessioni"
• Diritto di "visualizzazione degli oggetti" per la connessione
• Diritto di "eliminazione degli oggetti" per la connessione
Argomenti correlati
•
Informazioni sulla gestione delle sessioni
12.2 Profili di protezione dati
Un profilo di protezione dati è un gruppo di impostazioni che consentono di definire la protezione per un universo pubblicato che utilizza oggetti nella base dati e nelle connessioni dati.
192 2011-04-12
Gestione della protezione
Tutte le impostazioni del profilo di protezione dati si applicano solo agli universi relazionali.
Tabella 12 - 2: Impostazioni di protezione nei profili di protezione dati
Impostazione di protezione
Descrizione
Connessioni
Controlli
Definisce le connessioni di sostituzione
Definisce il timeout della query di sostituzione e i limiti di dimensione
SQL
Righe
Tabelle
Definisce le opzioni relative alla query di sostituzione
Definisce una clausola WHERE SQL per limitare le righe restituite nella query
Definisce le tabelle di sostituzione
Ogni tipo di impostazione dei profili di protezione dati è descritto in un argomento correlato.
Argomenti correlati
•
Impostazioni delle connessioni del profilo di protezione dati
•
Impostazioni dei controlli del profilo di protezione dati
•
Impostazioni SQL del profilo di protezione dati
•
Impostazioni delle righe del profilo di protezione dati
•
Impostazione di tabelle del profilo di protezione dati
•
Aggregazione dei profili di protezione
•
Inserimento e modifica di un profilo di protezione
12.2.1 Impostazioni delle connessioni del profilo di protezione dati
Le impostazioni delle connessioni possono essere definite solo per gli universi relazionali.
Utilizzare l'impostazione delle connessioni del profilo di protezione dati per definire le connessioni da sostituire a quelle definite nell'universo. Una volta assegnato a un utente (o ereditato da un utente) un profilo contenente una connessione di sostituzione, quando si esegue una query nell'universo, viene utilizzata la connessione di sostituzione al posto di quella definita nell'universo.
Solo le connessioni protette possono essere definite come connessioni di sostituzione. Le connessioni relazionali appartengono a uno dei tre tipi elencati di seguito. La connessione di sostituzione deve essere dello stesso tipo della connessione originale.
• Database relazionali di SAP NetWeaver BW
• Database relazionali SAS
• Altri database relazionali
193 2011-04-12
Gestione della protezione
È possibile selezionare una connessione nella cartella Connessioni e nelle relative sottocartelle per le quali è stato concesso il diritto "Visualizza oggetti" per il CMS dove vengono definiti i profili di protezione.
Per gli universi con più origini che utilizzano più connessioni, è possibile definire una sostituzione per ogni connessione.
Argomenti correlati
•
Aggregazione dei profili di protezione
12.2.2 Impostazioni dei controlli del profilo di protezione dati
Le impostazioni dei controlli possono essere definite solo per gli universi relazionali.
Utilizzare le impostazioni dei controlli del profilo di protezione dati per definire i limiti della query di sostituzione e sostituire i limiti predefiniti quando si recuperano dati dal database. I limiti predefiniti della query vengono impostati da Universe Designer nel livello aziendale. Una volta assegnato a un utente
(o ereditato da un utente) un profilo con le impostazioni dei controlli di sostituzione, quando si esegue una query vengono utilizzati i limiti di sostituzione al posto di quelli definiti nelle proprietà del livello aziendale.
Nell'editor dei profili di protezione dati, sono visualizzati i limiti selezionati e i valori dei limiti definiti nel livello aziendale. Quando si seleziona o si deseleziona un limite oppure si immette un nuovo valore per un limite, l'aspetto dell'etichetta viene modificato in grassetto. Ciò indica che il limite è stato sovrascritto e non è quello predefinito definito nell'universo.
Limite di query
Limita le dimensioni dell'insieme di risultati a
Valori possibili
• True e una dimensione numerica tra 0 e 2147483647 righe
• False
Limita durata dell'esecuzione a
• True e una dimensione numerica tra 0 e 2147483647 minuti
• False
Avvisa se la stima del tempo supera
• True e una dimensione numerica tra 0 e 10000 minuti
• False
Per ulteriori informazioni sui limiti delle query, consultare l'argomento correlato sulle proprietà del livello aziendale.
Argomenti correlati
•
Proprietà del livello aziendale
•
Aggregazione dei profili di protezione
194 2011-04-12
Gestione della protezione
12.2.3 Impostazioni SQL del profilo di protezione dati
Le impostazioni SQL possono essere definite solo per gli universi relazionali.
Utilizzare le impostazioni SQL del profilo di protezione dati per definire le opzioni di sostituzione per le query. Universe Designer definisce le opzioni relative alle query predefinite nel livello aziendale e nelle proprietà della base dati. Una volta assegnato all'utente, o ereditato dall'utente, un profilo con impostazioni SQL, quando si impiega il pannello delle query vengono utilizzate le opzioni di sostituzione al posto delle opzioni delle query definite nell'universo.
Nell'editor dei profili di protezione dati, vengono visualizzate le impostazioni SQL selezionate nel livello aziendale e nella base dati. Quando si seleziona o si deseleziona un'opzione, l'aspetto dell'etichetta viene modificato in grassetto. Ciò indica che l'opzione è stata sovrascritta e non è quella predefinita definita per l'universo.
Opzione query
Consenti l'uso delle sottoquery
Consenti l'uso degli operatori UNION, INTERSECT e MINUS
Consenti l'uso degli operandi complessi
Molteplici istruzioni SQL per ogni contesto
Molteplici istruzioni SQL per ogni indicatore
Consenti prodotti cartesiani
Valori possibili
• True
• False
• True
• False
• True
• False
• True
• False
• True
• False
• Avvisa
• Impedisci
Per ulteriori informazioni sulle opzioni delle query, consultare gli argomenti correlati sulle proprietà del livello aziendale e della base dati.
Argomenti correlati
•
Proprietà del livello aziendale
•
Informazioni sulle proprietà della base dati
•
Aggregazione dei profili di protezione
195 2011-04-12
Gestione della protezione
12.2.4 Impostazioni delle righe del profilo di protezione dati
Le impostazioni delle righe possono essere definite solo per gli universi relazionali.
Utilizzare le impostazioni delle righe del profilo di protezione dati per limitare il numero di righe restituite in una query. Per limitare le righe, definire una clausola WHERE SQL per una tabella specificata. Una volta assegnato a un utente, o ereditato da un utente, un profilo con l'impostazione Righe, quando si esegue una query nell'universo viene aggiunta la clausola definita WHERE all'SQL generato, se la query fa riferimento alla tabella.
Nota:
un utente con diritti di modifica dell'SQL generato nello strumento di reporting può modificare la clausola
WHERE generata dall'impostazione Righe. Ricordarsi di gestire i diritti utente nello strumento di creazione report per impedire all'utente di modificare l'SQL.
La clausola WHERE può essere definita per qualsiasi tabella standard della base dati. L'SQL per la clausola WHERE può includere:
• Funzioni @ come @Variable e @Prompt
• Per gli universi con più origini, i riferimenti ad altre tabelle in qualsiasi connessione definita per l'universo
• Per gli universi con più origini, funzioni SQL di SAP BusinessObjects
L'SQL per la clausola WHERE non può includere:
• Colonne calcolate
• Tabelle derivate
Argomenti correlati
•
Aggregazione dei profili di protezione
12.2.5 Impostazione di tabelle del profilo di protezione dati
Le impostazioni delle tabelle possono essere definite solo per gli universi relazionali.
Utilizzare l'impostazione delle tabelle del profilo di protezione dati per definire le tabelle di sostituzione.
Una volta assegnato a un utente, o ereditato da un utente, un profilo con l'impostazione Tabelle, quando si esegue una query che fa riferimento alla tabella originale, viene utilizzata invece la tabella di sostituzione.
196 2011-04-12
Gestione della protezione
Nota:
un utente con diritti di modifica dell'SQL generato nello strumento di reporting può modificare il nome della tabella di sostituzione. Ricordarsi di gestire i diritti utente nello strumento di creazione report per impedire all'utente di modificare l'SQL.
È possibile sostituire una tabella standard nella base dati con una tabella del database in qualsiasi connessione definita per l'universo o con un'altra tabella nella base dati.
Nota:
Per specificare un proprietario e un qualificatore per la tabella di sostituzione, è necessario immettere tali dati nei campi forniti e non all'interno del nome della tabella. Per ulteriori informazioni sui nomi della tabella della base dati, consultare l'argomento correlato.
Argomenti correlati
•
Informazioni sulle tabelle della base dati
•
Aggregazione dei profili di protezione
12.3 Profili di protezione aziendale
Un profilo di protezione aziendale è un gruppo di impostazioni che consentono di definire la protezione per un universo pubblicato che utilizza oggetti nel livello aziendale.
Tabella 12 - 3: Impostazioni di protezione per i profili di protezione aziendale
Impostazione di protezione
Descrizione
Crea query
Definisce le visualizzazioni degli universi e gli oggetti del livello aziendale disponibili per l'utente nel pannello delle query.
Nota:
le impostazioni di creazione query proteggono solo i metadati.
Visualizza dati
Filtri
Concede o nega l'accesso ai dati recuperati dagli oggetti del livello aziendale quando l'utente esegue una query.
Definisce i filtri che utilizzano gli oggetti nel livello aziendale.
Ogni tipo di impostazione dei profili di protezione aziendale è descritto in un argomento correlato.
Nel livello aziendale i designer possono impostare lo stato degli oggetti su Attivo, Nascosto o Obsoleto.
Durante la definizione delle impostazioni del profilo, è possibile accedere a tutti gli oggetti attivi nel
197 2011-04-12
Gestione della protezione livello aziendale. Gli oggetti impostati su Nascosto o Obsoleto nel livello aziendale non vengono mai visualizzati nel pannello delle query o nei report.
Argomenti correlati
•
Impostazioni di creazione query per il profilo di protezione aziendale
•
Impostazioni di visualizzazione dati per il profilo di protezione aziendale
•
Impostazioni dei filtri per il profilo di protezione aziendale
•
Aggregazione dei profili di protezione
•
Inserimento e modifica di un profilo di protezione
12.3.1 Impostazioni di creazione query per il profilo di protezione aziendale
Utilizzare l'impostazione di creazione query per il profilo di protezione aziendale per concedere o negare l'utilizzo di oggetti di livello aziendale nel pannello delle query.
Per impostazione predefinita, un utente che dispone dell'accesso all'universo concesso nel repository può visualizzare tutti gli oggetti dell'universo nel pannello delle query. Una volta assegnato all'utente, o ereditato dall'utente, un profilo con l'impostazione Crea query, solo le visualizzazioni e gli oggetti concessi dall'impostazione possono essere visualizzati e selezionati per una query.
Se un oggetto non è concesso e non è negato esplicitamente, l'impostazione predefinita prevede che sia negato. Diversamente dagli oggetti esplicitamente negati, gli oggetti negati per impostazione predefinita possono essere concessi per eredità dopo l'aggregazione dei profili di protezione aziendale per la determinazione del profilo di rete per un utente. Per ulteriori informazioni sull'aggregazione dei profili, vedere l'argomento correlato.
Esistono due modi per concedere o negare gli oggetti:
• Per visualizzazione del livello aziendale: concede o nega tutti gli oggetti in una visualizzazione.
L'opzione Tutte le visualizzazioni del livello aziendale consente di concedere o negare tutte le visualizzazioni definite per l'universo.
• Per oggetto: è possibile concedere o negare gli oggetti elencati di seguito. L'opzione Tutti gli oggetti consente di concedere o negare tutti gli oggetti nel livello aziendale.
• Dimensioni
• Attributi
• Indicatori
• Membri calcolati
• Filtri
• Prompt
• Set denominati
• Cartelle: concede o nega tutti gli oggetti nella cartella.
• Dimensioni analisi: concede o nega tutti gli oggetti nella dimensione.
• Gerarchie: concede o nega tutti gli oggetti nella gerarchia.
198 2011-04-12
Gestione della protezione
Nota:
non è possibile concedere o negare un livello di gerarchia.
Suggerimento:
se è consentita la maggior parte delle visualizzazioni, è più semplice concedere tutte le visualizzazioni, quindi negare solo quelle non consentite. L'utilizzo delle opzioni Tutte le visualizzazioni del livello
aziendale e Tutti gli oggetti offre il vantaggio di poter includere automaticamente tutte le nuove visualizzazioni o tutti gli oggetti definiti nel livello aziendale nell'impostazione Crea query quando viene pubblicato l'universo.
Se l'opzione Tutte le visualizzazioni del livello aziendale o Tutti gli oggetti viene utilizzata, le impostazioni vengono aggregate per determinare l'impostazione di rete per il profilo, ad esempio:
• Se l'opzione Tutte le visualizzazioni del livello aziendale non viene autorizzata e viene concessa una sola visualizzazione, il profilo non autorizza tutte le visualizzazioni tranne quella concessa.
• Se l'opzione Tutte le visualizzazioni del livello aziendale viene concessa e non viene autorizzata una sola visualizzazione, il profilo concede tutte le visualizzazioni tranne quella non autorizzata.
• Se sono negati tutti gli oggetti tranne uno, qualsiasi cartella principale nel percorso di accesso all'oggetto è concessa ma esclusivamente per l'accesso all'oggetto. Gli altri oggetti nelle cartelle principali non sono autorizzati.
• Se sono concessi tutti gli oggetti tranne uno, le cartelle principali nel percorso di accesso all'oggetto non sono autorizzate, ma esclusivamente per impedire l'accesso all'oggetto. Gli altri oggetti nelle cartelle principali sono concessi.
Gli oggetti nella visualizzazione concessa sono concessi solo in quella visualizzazione. Se un oggetto
è contenuto anche in un'altra visualizzazione, non viene concesso automaticamente.
La visualizzazione di un determinato oggetto nel pannello delle query da parte di un utente si determina dopo aver aggregato l'impostazione Crea query in tutti i profili assegnati all'utente, tenendo in considerazione il livello di accesso all'oggetto. Per ulteriori informazioni sull'aggregazione dei profili, vedere l'argomento correlato.
Argomenti correlati
•
Aggregazione dei profili di protezione
12.3.2 Impostazioni di visualizzazione dati per il profilo di protezione aziendale
Utilizzare le impostazioni di visualizzazione dati per il profilo di protezione aziendale per concedere o negare l'accesso ai dati restituiti dagli oggetti nel livello aziendale.
Per impostazione predefinita, un utente con l'accesso all'universo concesso nel repository può visualizzare i dati restituiti da tutti gli oggetti universo. Una volta assegnato all'utente, o ereditato dall'utente, un profilo con l'impostazione Visualizza dati, vengono visualizzati solo i dati corrispondenti agli oggetti concessi dall'impostazione.
199 2011-04-12
Gestione della protezione
Se un oggetto non è concesso e non è negato esplicitamente, l'impostazione predefinita prevede che sia negato. Diversamente dagli oggetti esplicitamente negati, gli oggetti negati per impostazione predefinita possono essere concessi per eredità dopo l'aggregazione dei profili di protezione aziendale per la determinazione del profilo di rete per un utente. Per ulteriori informazioni sull'aggregazione dei profili, vedere l'argomento correlato.
I seguenti oggetti possono essere concessi o negati: L'opzione Tutti gli oggetti consente di concedere o negare tutti gli oggetti nel livello aziendale.
• Dimensioni
• Attributi
• Indicatori
• Indicatori calcolati
• Elementi calcolati
• Set nominati
• Cartelle: concede o nega tutti gli oggetti nella cartella.
• Gerarchie
L'utilizzo dell'opzione Tutti gli oggetti offre il vantaggio di poter includere automaticamente tutti i nuovi oggetti definiti nel livello aziendale nell'impostazione Visualizza dati quando viene pubblicato l'universo.
Se l'opzione Tutti gli oggetti viene utilizzata, le impostazioni vengono aggregate per determinare l'impostazione di rete per il profilo, ad esempio:
• Se sono negati tutti gli oggetti tranne uno, qualsiasi cartella principale nel percorso di accesso all'oggetto è concessa ma esclusivamente per l'accesso all'oggetto. Gli altri oggetti nelle cartelle principali non sono autorizzati.
• Se sono concessi tutti gli oggetti tranne uno, le cartelle principali nel percorso di accesso all'oggetto non sono autorizzate, ma esclusivamente per impedire l'accesso all'oggetto. Gli altri oggetti nelle cartelle principali sono concessi.
Un utente al quale viene negato un oggetto nell'impostazione Visualizza dati può aggiornare un report contenente l'oggetto non autorizzato. È possibile specificare le operazioni eseguite dall'aggiornamento in questo caso impostando il parametro di generazione SQL AUTO_UPDATE_QUERY nel livello aziendale.
• Se il parametro è impostato su No, l'aggiornamento del report genera un messaggio di errore.
• Se il parametro è impostato su Sì, gli oggetti negati vengono rimossi dalla query e da tutti i filtri definiti nel livello aziendale. I dati relativi agli altri oggetti concessi vengono recuperati e visualizzati per l'utente in un report parziale.
La visualizzazione dei dati per un determinato oggetto da parte di un utente si determina dopo aver aggregato le impostazioni Visualizza dati in tutti i profili assegnati all'utente, tenendo in considerazione il livello di accesso all'oggetto. Per ulteriori informazioni sull'aggregazione dei profili, vedere l'argomento correlato.
Argomenti correlati
•
Aggregazione dei profili di protezione
200 2011-04-12
Gestione della protezione
12.3.3 Impostazioni dei filtri per il profilo di protezione aziendale
Le impostazioni dei filtri per il profilo di protezione aziendale consentono di definire un filtro che utilizza oggetti del livello aziendale o insiemi di membri denominati. I filtri per il profilo di protezione aziendale possono essere creati e modificati utilizzando l'editor di protezione. I filtri nel profilo di protezione aziendale non sono accessibili sul livello aziendale. Se si elimina il profilo di protezione aziendale, viene eliminato anche il filtro o l'insieme denominato.
Quando viene assegnato a un utente, o ereditato da un utente, un profilo con un'impostazione Filtri, il filtro viene aggiunto allo script della query (e quindi combinato con eventuali altri filtri definiti nel livello aziendale) per limitare i dati visualizzati.
Universi relazionali
Per gli universi relazionali, i filtri vengono definiti per dimensioni e indicatori nel livello aziendale. È possibile definire filtri composti collegati tramite gli operatori AND e OR. Inoltre, è possibile definire più filtri da applicare alla query.
Quando un utente esegue una query, i filtri vengono sempre applicati alla query e ai dati restituiti. Si tratta di un'impostazione diversa dalle righe del profilo di protezione dati, che si applica solo se la query fa riferimento a una tabella definita.
Universi OLAP
Per gli universi OLAP si definisce un insieme denominato di membri. È possibile includere o escludere membri per qualsiasi dimensione nel livello aziendale. I membri esclusi vengono rimossi dalla query quando i dati vengono recuperati dal cubo.
Nota:
il filtro non influisce sull'aggregazione dei valori nel report. Viene filtrata solo la visualizzazione dei membri.
È possibile includere o escludere membri da più dimensioni e definire più insiemi denominati da applicare alla query.
Argomenti correlati
•
Informazioni su Selettore membri
•
•
Aggregazione dei profili di protezione
12.4 Aggregazione dei profili di protezione
201 2011-04-12
Gestione della protezione
202
È possibile assegnare allo stesso utente più profili di protezione dati o di protezione aziendale definiti per un universo. Più profili possono essere assegnati a un utente o a un gruppo ed ereditati dai gruppi superiori. In questi casi, le impostazioni di protezione nei diversi profili vengono aggregati in modo da costituire un unico profilo di protezione dati e un unico profilo di protezione aziendale effettivi, detti profili di rete. Le impostazioni dei profili di rete vengono applicate quando l'utente crea una query visualizza un report.
Per aggregare le impostazioni di protezione, vengono utilizzati due metodi: priorità e livello di restrizione.
La priorità viene utilizzata per aggregare le impostazioni del profilo di protezione dati. È possibile assegnare la priorità ai profili di protezione dati nell'editor di protezione.
Alcune impostazioni del profilo di protezione dati e tutte le impostazioni del profilo di protezione aziendale vengono aggregate in base al livello di restrizione: molto restrittivo, mediamente restrittivo o meno restrittivo.
Il livello di restrizione definisce gli operatori da utilizzare per aggregare i profili. Vengono utilizzati operatori di aggregazione diversi a seconda se il profilo è ereditato o unito:
• Se l'utente o il gruppo a cui è assegnato il Profilo A appartiene a un gruppo a cui è assegnato il
Profilo B, il Profilo A e il Profilo B vengono ereditati.
• Se l'utente o il gruppo appartiene a un gruppo a cui è assegnato il Profilo A e a un altro gruppo a cui è assegnato il Profilo B, il Profilo A e il Profilo B vengono uniti.
• Se all'utente o al gruppo sono assegnati sia il Profilo A che il Profilo B, il Profilo A e il Profilo B vengono uniti.
È possibile modificare i livelli di restrizione nell'editor di protezione per intervenire sulle modalità di aggregazione dei profili.
• Il livello meno restrittivo risulta appropriato quando la protezione utilizza i ruoli, ognuno dei quali concede nuovi diritti all'utente.
• Il livello più restrittivo risulta appropriato quando ogni profilo viene utilizzato per limitare la visualizzazione da parte dell'utente.
• Il modello mediamente restrittivo utilizza il livello più restrittivo per i profili ereditati e il livello meno restrittivo per i profili uniti.
Le operazioni utilizzate per aggregare le impostazioni del profilo (ad esempio, AND e OR) variano per le diverse impostazioni. Per informazioni dettagliate sull'aggregazione di ciascun tipo di impostazione, vedere l'argomento correlato:
L'impostazione delle righe nel profilo di protezione dati e l'impostazione dei filtri nel profilo di protezione aziendale generano entrambe una clausola WHERE per filtrare la query. L'impostazione delle righe viene applicata per prima. La clausola WHERE nell'impostazione dei filtri viene quindi applicata ai risultati della prima query. Di fatto, le due clausole WHERE vengono aggregate con l'operatore AND.
Argomenti correlati
•
Aggregazione di impostazioni di connessione
•
Aggregazione di impostazioni di controlli
•
Aggregazione di impostazioni SQL
•
Aggregazione di impostazioni di righe
•
Aggregazione di impostazioni di tabelle
•
Aggregazione di impostazioni di creazione query
2011-04-12
Gestione della protezione
•
Aggregazione di impostazioni di visualizzazione dati
•
Aggregazione di impostazioni di filtri
•
Modifica della priorità per il profilo di protezione dati
•
Modifica delle opzioni di aggregazione del profilo di protezione
12.4.1 Aggregazione di impostazioni di connessione
Se a un utente viene assegnato più di un profilo di protezione dati o lo stesso utente eredita più profili per un universo, viene utilizzata la connessione definita nel profilo di connessione dati con la priorità più alta.
Se l'universo ha più connessioni, l'aggregazione dell'impostazione Connessioni viene eseguita separatamente per ciascuna connessione.
Argomenti correlati
•
Modifica della priorità per il profilo di protezione dati
•
Impostazioni delle connessioni del profilo di protezione dati
12.4.2 Aggregazione di impostazioni di controlli
Se a un utente viene assegnato più di un profilo di protezione dati o lo stesso utente eredita più profili per un universo, vengono utilizzate le seguenti regole per aggregare le impostazioni Controlli. Le regole vengono applicate a ciascun limite della query per determinare il valore da utilizzare quando l'utente esegue una query o un report.
203 2011-04-12
Gestione della protezione
Livello di restrizione Regola di aggregazione
Molto restrittivo
Il limite è attivo solo se viene selezionato in tutti i profili uniti ed ereditati.
Il valore utilizzato è il valore minimo per il limite tra tutti i profili uniti ed ereditati.
Mediamente restrittivo
Il limite è attivo solo se viene selezionato in tutti i profili ereditati e in almeno un profilo unito.
In primo luogo, viene determinato il valore minimo per il limite confrontando i profili ereditati. Questo valore viene confrontato con i valori dei profili uniti. Il valore utilizzato è il valore massimo tra questi valori.
Meno restrittivo
Il limite è attivo se viene selezionato in uno qualsiasi dei profili uniti o ereditati.
Il valore utilizzato è il valore massimo per il limite tra tutti i profili uniti ed ereditati.
Priorità (predefinita)
Vengono utilizzati l'attivazione e il valore del limite con la massima priorità nel profilo di protezione dati.
Nota:
per la definizione dei profili ereditati e uniti, consultare l'argomento correlato sull'aggregazione del profilo di protezione.
Argomenti correlati
•
Aggregazione dei profili di protezione
•
Modifica delle opzioni di aggregazione del profilo di protezione
•
Modifica della priorità per il profilo di protezione dati
•
Impostazioni dei controlli del profilo di protezione dati
12.4.3 Aggregazione di impostazioni SQL
Se a un utente viene assegnato più di un profilo di protezione dati o lo stesso utente eredita più profili per un universo, vengono utilizzate le seguenti regole per aggregare le impostazioni SQL. Le regole vengono applicate a ciascuna opzione di query per determinare il valore da utilizzare quando l'utente crea una query.
204 2011-04-12
Gestione della protezione
Livello di restrizione Regola di aggregazione
Molto restrittivo
L'opzione è attiva solo se viene selezionata in tutti i profili uniti ed ereditati.
Per i prodotti cartesiani, l'opzione Impedisci viene utilizzata solo se il valore è
Impedisci in tutti i profili uniti ed ereditati.
Mediamente restrittivo
L'opzione è attiva se viene selezionata in tutti i profili ereditati e in almeno un profilo assegnato.
Per i prodotti cartesiani, l'opzione Impedisci viene utilizzata se il valore è Impedisci in tutti i profili ereditati e Impedisci in almeno un profilo unito.
Meno restrittivo
L'opzione è attiva se viene selezionata in uno qualsiasi dei profili uniti o ereditati.
Per i prodotti cartesiani, viene utilizzata l'opzione Avvisa se il valore è Avvisa in uno qualsiasi dei profili uniti o ereditati.
Priorità (predefinita)
Vengono utilizzati l'attivazione e il valore dell'opzione con la massima priorità nel profilo di protezione dati.
Nota:
per la definizione dei profili ereditati e uniti, consultare l'argomento correlato sull'aggregazione del profilo di protezione.
Argomenti correlati
•
Aggregazione dei profili di protezione
•
Modifica delle opzioni di aggregazione del profilo di protezione
•
Modifica della priorità per il profilo di protezione dati
•
Impostazioni SQL del profilo di protezione dati
12.4.4 Aggregazione di impostazioni di righe
Se a un utente viene assegnato più di un profilo di protezione dati o lo stesso utente eredita più profili per un universo, vengono utilizzate le seguenti regole per aggregare le impostazioni Righe e determinare la clausola WHERE da utilizzare quando l'utente esegue una query o un report.
In primo luogo, le clausole WHERE per ciascuna tabella vengono aggregate in base al livello di restrizione:
205 2011-04-12
Gestione della protezione
Livello di restrizione Regola di aggregazione
Molto restrittivo (predefinito)
Le clausole WHERE in tutti i profili che si applicano alla stessa tabella vengono combinate con l'operatore AND.
Mediamente restrittivo
Le clausole WHERE ereditate vengono aggregate utilizzando l'operatore AND.
Le clausole WHERE unite vengono aggregate utilizzando l'operatore OR.
Meno restrittivo
Le clausole WHERE in tutti i profili che si applicano alla stessa tabella vengono combinate con l'operatore OR.
Dopo l'aggregazione basata sul livello di restrizione, le clausole WHERE per ciascuna tabella vengono aggregate con l'operatore AND per produrre la clausola WHERE finale applicata alla query.
Nota:
per la definizione dei profili ereditati e uniti, consultare l'argomento correlato sull'aggregazione del profilo di protezione.
Argomenti correlati
•
Aggregazione dei profili di protezione
•
Modifica delle opzioni di aggregazione del profilo di protezione
•
Impostazioni delle righe del profilo di protezione dati
12.4.5 Aggregazione di impostazioni di tabelle
Se a un utente viene assegnato più di un profilo di protezione dati o lo stesso utente eredita più profili per un universo, viene utilizzata la tabella di sostituzione definita nel profilo di connessione dati con la priorità più alta. Se sono definite le impostazioni per più tabelle, l'aggregazione viene eseguita separatamente per ciascuna tabella.
Argomenti correlati
•
Modifica della priorità per il profilo di protezione dati
•
Impostazione di tabelle del profilo di protezione dati
12.4.6 Aggregazione di impostazioni di creazione query
206 2011-04-12
Gestione della protezione
207
Se a un utente viene assegnato più di un profilo di protezione aziendale o lo stesso utente eredita più profili per un universo, vengono aggregate le impostazioni di creazione query. I livelli di accesso degli oggetti, se definiti, vengono applicati per determinare se un utente visualizzerà o meno un particolare oggetto nel pannello delle query.
In primo luogo, viene determinato l'elenco delle visualizzazioni che l'utente può selezionare nel pannello delle query, aggregando i profili in base al livello di restrizione:
Livello di restrizione Regola di aggregazione
Molto restrittivo (predefinito)
L'utente può selezionare la vista nel pannello delle query solo se l'operazione
è autorizzata in tutti i profili ereditati e uniti.
Mediamente restrittivo
L'utente può selezionare la visualizzazione nel pannello delle query solo se l'operazione è autorizzata in tutti i profili ereditati e in almeno un profilo unito.
Meno restrittivo
L'utente può selezionare la visualizzazione nel pannello delle query se l'operazione è autorizzata in un profilo ereditato o unito.
Una volta selezionata la vista nel pannello delle query, un oggetto appare se incluso nella vista e se l'autorizzazione non è stato negata in modo esplicito dopo l'aggregazione dei profili in base al livello di restrizione:
Livello di restrizione Regola di aggregazione
Molto restrittivo (predefinito)
L'oggetto non viene visualizzato se l'autorizzazione è stata esplicitamente negata in un profilo ereditato o unito.
Mediamente restrittivo
L'oggetto non viene visualizzato se l'autorizzazione è stata esplicitamente negata in un profilo ereditato e in tutti i profili uniti.
Meno restrittivo
L'oggetto non viene visualizzato solo se l'autorizzazione è stata esplicitamente negata in tutti i profili ereditati e uniti.
Dopo l'aggregazione, gli oggetti non autorizzati non vengono visualizzati nemmeno se appartengono a una vista concessa. Se una cartella non è autorizzata, l'autorizzazione verrà negata anche per tutte le sottocartelle e tutti gli oggetti contenuti nella cartella.
Infine, il livello di accesso concesso all'utente nella Central Management Console stabilisce quali oggetti concessi in base al profilo di protezione aziendale della rete saranno disponibili nel pannello delle query.
L'utente visualizza solo gli oggetti con un livello di accesso inferiore o uguale al proprio livello di accesso autorizzato. I livelli di accesso vengono assegnati agli oggetti nell'editor di livelli aziendali.
Nota:
per la definizione dei profili ereditati e uniti, consultare l'argomento correlato sull'aggregazione del profilo di protezione.
2011-04-12
Gestione della protezione
Per ulteriori informazioni sui livelli di accesso degli oggetti, consultare il Manuale dell'amministratore della piattaforma SAP BusinessObjects Business Intelligence.
Argomenti correlati
•
Aggregazione dei profili di protezione
•
Modifica delle opzioni di aggregazione del profilo di protezione
•
Impostazioni di creazione query per il profilo di protezione aziendale
12.4.7 Aggregazione di impostazioni di visualizzazione dati
Se a un utente viene assegnato più di un profilo di protezione aziendale o lo stesso utente eredita più profili per un universo, vengono aggregate le impostazioni di visualizzazione dati. I livelli di accesso degli oggetti, se definiti, vengono applicati per determinare se un utente visualizzerà o meno i dati relativi a un oggetto nel livello aziendale.
Per prima cosa, l'elenco degli oggetti per i quali l'utente può visualizzare i dati viene determinato aggregando i profili in base al livello di restrizione.
Livello di restrizione Regola di aggregazione
Molto restrittivo (predefinito)
I dati vengono visualizzati solo l'autorizzazione è stata concessa in tutti i profili ereditati e uniti.
Mediamente restrittivo
I dati vengono visualizzati solo se l'oggetto è autorizzato in tutti i profili ereditati e in almeno un profilo unito.
Meno restrittivo
I dati vengono visualizzati se l'oggetto è autorizzato in uno qualsiasi dei profili ereditati o uniti.
Se l'autorizzazione per una cartella non viene concessa, i dati per tutti gli oggetti contenuti nella cartella e nelle relative sottocartelle non saranno autorizzati.
Infine, il livello di accesso concesso all'utente nella Central Management Console stabilisce per quali oggetti autorizzati in base al profilo di protezione aziendale della rete l'utente potrà visualizzare i dati.
L'utente visualizza solo i dati relativi agli oggetti con un livello di accesso inferiore o uguale al proprio livello di accesso autorizzato. I livelli di accesso vengono assegnati agli oggetti nell'editor di livelli aziendali.
Nota:
per la definizione dei profili ereditati e uniti, consultare l'argomento correlato sull'aggregazione del profilo di protezione.
208 2011-04-12
Gestione della protezione
Per ulteriori informazioni sui livelli di accesso degli oggetti, consultare il Manuale dell'amministratore della piattaforma SAP BusinessObjects Business Intelligence.
Argomenti correlati
•
Aggregazione dei profili di protezione
•
Modifica delle opzioni di aggregazione del profilo di protezione
•
Impostazioni di visualizzazione dati per il profilo di protezione aziendale
12.4.8 Aggregazione di impostazioni di filtri
Se a un utente viene assegnato più di un profilo di protezione aziendale o lo stesso utente eredita più profili per un universo, vengono utilizzate le seguenti regole per aggregare i filtri e determinare il filtro da aggiungere allo script di query quando l'utente esegue una query o un report.
Per gli universi relazionali, i filtri vengono aggregati in base al livello di restrizione. Il filtro risultante viene aggiunto alla clausola WHERE applicata alla query.
Livello di restrizione Regola di aggregazione
Molto restrittivo (predefinito)
I filtri in tutti i profili vengono combinati utilizzando l'operatore AND.
Mediamente restrittivo
I filtri ereditati vengono aggregati utilizzando l'operatore AND.
I filtri uniti vengono aggregati utilizzando l'operatore OR.
Meno restrittivo
I filtri in tutti i profili vengono combinati utilizzando l'operatore OR.
Per gli universi OLAP, gli insiemi denominati vengono aggregati in base al livello di restrizione.
209 2011-04-12
Gestione della protezione
Livello di restrizione Regola di aggregazione
Molto restrittivo (predefinito)
L'utente può visualizzare un membro solo se è incluso in tutti gli insiemi denominati definiti in tutti i profili.
Mediamente restrittivo
L'utente può visualizzare un membro se è incluso in tutti gli insiemi denominati definiti nei profili ereditati e in almeno un insieme denominato definito nei profili uniti.
Meno restrittivo
L'utente può visualizzare un membro se è incluso in un qualsiasi insieme denominato definito in qualsiasi profilo.
Nota:
per la definizione dei profili ereditati e uniti, consultare l'argomento correlato sull'aggregazione del profilo di protezione.
Argomenti correlati
•
Aggregazione dei profili di protezione
•
Modifica delle opzioni di aggregazione del profilo di protezione
•
Impostazioni dei filtri per il profilo di protezione aziendale
12.5 Utilizzo dell'editor protezione
Utilizzare l'editor di protezione per creare e modificare i profili di protezione e assegnare tali profili a utenti e gruppi.
Nota:
è possibile creare la protezione solo per gli universi .unx.
il nome della sessione viene visualizzato nella scheda dell'editor di protezione Un asterisco nel prefisso del nome della sessione indica che sono state apportate modifiche ai profili di protezione o alle assegnazioni nell'editor di protezione, non ancora salvate nel repository.
L'editor di protezione può essere visualizzato in due modi: in base all'universo o in base agli utenti o ai gruppi. Selezionare la scheda nell'area sinistra dell'editor di protezione per aprire la visualizzazione con cui si desidera lavorare.
• La scheda Universi/ Profili consente di eseguire operazioni selezionando prima un universo nel repository.
• La scheda Utenti/Gruppi consente di eseguire operazioni selezionando prima un utente o un gruppo.
Le tre icone in Utenti/Gruppi consentono di visualizzare gli utenti e i gruppi in tre modi:
210 2011-04-12
Gestione della protezione
Icona Descrizione
Mostra solo gli utenti.
Visualizza tutti i gruppi e gli utenti contenuti negli stessi. Un gruppo viene visualizzato anche se non dispone di gruppi o utenti assegnati. I gruppi sono visualizzati come elenco semplice.
Questa è la visualizzazione predefinita.
Visualizza tutti i gruppi e i gruppi e gli utenti in essi contenuti. I gruppi vengono quindi visualizzati con i diversi gruppi superiori.
I diritti applicazione concessi in Central Management Console controllano le attività eseguibili nell'editor di protezione. Per ulteriori informazioni, consultare l'appendice sui diritti nel Manuale dell'amministratore della piattaforma SAP BusinessObjects Business Intelligence.
Per una panoramica sulla creazione dell'editor di protezione o per richiedere assistenza per le attività, consultare gli argomenti correlati.
Argomenti correlati
•
Presentazione della protezione degli universi
•
Inserimento e modifica di un profilo di protezione
•
Modifica della priorità per il profilo di protezione dati
•
Modifica delle opzioni di aggregazione del profilo di protezione
•
Assegnazione di profili di protezione agli utenti
•
Visualizzazione dei profili assegnati a un utente e anteprima dei profili di rete
12.5.1 Apertura dell'editor di protezione
1.
Nella barra degli strumenti di Information Design Tool fare clic sull'icona Editor di protezione .
2.
Nella finestra di dialogo "Apri sessione" selezionare la sessione da aprire.
3.
Se non si è ancora effettuato l'accesso alla sessione selezionata, immettere le informazioni richieste.
L'editor di protezione viene aperto in una nuova scheda.
Nota:
è possibile aprire più di una sessione dell'editor di protezione alla volta. Le sessioni devono essere su repository diversi.
211 2011-04-12
Gestione della protezione
Argomenti correlati
•
•
Utilizzo dell'editor protezione
12.5.2 Inserimento e modifica di un profilo di protezione
1.
Selezionare l'universo nel pannello Universi/Profili dell'editor di protezione.
2.
Eseguire una delle seguenti operazioni:
• Per inserire un profilo, fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome dell'universo e selezionare Inserisci profilo di protezione dati o Inserisci profilo di protezione aziendale
• Per modificare un profilo, fare doppio clic sul nome del profilo.
3.
Definire le impostazioni di protezione in ciascuna scheda, facendo clic sulla scheda desiderata.
Per ottenere ulteriori informazioni sui tipi di informazioni da immettere in ciascuna scheda, fare clic sull'icona ?.
Nota:
facendo clic sul pulsante Reimposta, si ripristinano le impostazioni di tutte le schede sui valori predefiniti in base alla definizione nella base dati e nel livello aziendale.
4.
Una volta definite tutte le impostazioni, fare clic su OK.
5.
Per salvare le modifiche alle impostazioni di protezione del repository, fare clic sull'icona di salvataggio nella barra degli strumenti principale.
Argomenti correlati
•
Apertura dell'editor di protezione
12.5.3 Modifica della priorità per il profilo di protezione dati
1.
Selezionare l'universo nel pannello Universi/Profili dell'editor di protezione.
2.
Fare clic con il pulsante destro del mouse sul nome dell'universo e selezionare Modifica priorità
profilo di protezione dati.
Nota:
Il comando è disponibile solo se nell'universo sono definiti più profili di protezione dati.
3.
Nella finestra di dialogo che elenca i profili di protezione dati, utilizzare i pulsanti freccia per spostare verso l'alto o verso il basso i profili nell'elenco. Il primo profilo dell'elenco ha la massima priorità.
4.
Al termine, fare clic su OK.
212 2011-04-12
Gestione della protezione
5.
Per salvare le modifiche nel repository, fare clic sull'icona di salvataggio nella barra degli strumenti principale.
Argomenti correlati
•
Aggregazione dei profili di protezione
•
Apertura dell'editor di protezione
12.5.4 Modifica delle opzioni di aggregazione del profilo di protezione
1.
Selezionare l'universo nel pannello Universi/Profili dell'editor di protezione.
Le opzioni di aggregazione correnti per l'universo sono visualizzate nella parte in basso a destra dell'editor.
2.
Per ciascuna impostazione di protezione, utilizzare l'elenco a discesa per selezionare una nuova opzione di aggregazione.
Le opzioni si applicano solo all'universo attualmente selezionato.
3.
Per salvare le modifiche nel repository, fare clic sull'icona di salvataggio nella barra degli strumenti principale.
Argomenti correlati
•
Aggregazione dei profili di protezione
•
Apertura dell'editor di protezione
12.5.5 Assegnazione di profili di protezione agli utenti
1.
Nel pannello Universi/Profili dell'editor di protezione, selezionare l'universo.
Tutti gli utenti o i gruppi attualmente assegnati vengono visualizzati nell'elenco Utenti assegnato.
2.
Per eseguire l'assegnazione, selezionare l'utente o il gruppo nell'elenco di utenti nella parte destra dell'editor, quindi fare clic sulla freccia che punta all'elenco Utenti assegnati.
3.
Per annullare l'assegnazione, selezionare l'utente o il gruppo nell'elenco Utenti assegnati e fare clic sulla freccia che punta all'elenco di tutti gli utenti.
Avvertenza:
L'icona con la doppia freccia annulla l'assegnazione per tutti gli utenti e i gruppi indipendentemente dal fatto che siano selezionati o meno.
4.
Per salvare le modifiche nel repository, fare clic sull'icona di salvataggio nella barra degli strumenti principale.
213 2011-04-12
Gestione della protezione
Argomenti correlati
•
Apertura dell'editor di protezione
12.5.6 Visualizzazione dei profili assegnati a un utente e anteprima dei profili di rete
1.
Nell'editor di protezione, fare clic sul pannello Utenti/gruppi a sinistra dell'editor.
2.
Nel pannello Utenti/gruppi, selezionare l'utente o il gruppo.
3.
Nel pannello Universi/profili nella parte in alto a destra dell'editor, selezionare l'universo.
Suggerimento:
è possibile modificare la visualizzazione in modo da indicare solo gli universi con profili assegnati all'utente o gruppo specificato, selezionando la casella di controllo Visualizza solo gli universi
assegnati all'utente/gruppo selezionato.
Una volta selezionati un utente e un universo, i profili assegnati vengono visualizzati nell'elenco dei profili nella parte in basso a sinistra dell'editor.
4.
Per visualizzare l'anteprima del profilo di protezione dati di rete o del profilo di protezione aziendale di rete, fare clic su Anteprima profilo di rete sotto l'elenco del profilo corrispondente.
L'editor del profilo di protezione dati o del profilo di protezione aziendale si apre in modalità di sola lettura. Le impostazioni in ciascuna scheda sono quelle utilizzate dopo l'aggregazione di tutti i profili assegnati all'utente selezionato.
Argomenti correlati
•
Aggregazione dei profili di protezione
•
Apertura dell'editor di protezione
214 2011-04-12
Riferimento funzioni @
Riferimento funzioni @
Le funzioni @ sono funzioni speciali che consentono di utilizzare metodi più flessibili per specificare lo script di query per un oggetto. La casella Funzioni nell'editor delle espressioni SQL e MDX contiene le funzioni @ consentite per l'espressione che si sta definendo.
Di seguito è riportato un elenco di funzioni @ supportate in Information Design Tool. Per la descrizione completa delle funzioni @, fare riferimento al Manuale dell'utente di Universe Design Tool.
Funzione @ Descrizione
@Aggregate_Aware
Indica a un oggetto di eseguire la query prima di tutto sulle tabelle di aggregazione elencate come parametri nella funzione @Aggregate_Aware.
@DerivedTable
@Prompt
Fa riferimento a una tabella derivata. Una tabella derivata nidificata (chiamata anche 'tabella derivata in una tabella derivata') è una tabella derivata da almeno una tabella derivata esistente.
Suggerisce all'utente di immettere un valore ogni volta che l'oggetto che utilizza la funzione @Prompt viene incluso in una query.
Nota:
La sintassi già esistente della funzione @Prompt è supportata in Information
Design Tool. È inoltre possibile definire un parametro denominato per il prompt e fare riferimento al parametro nello script della query utilizzando la funzione @Prompt, ad esempio:
@Prompt(<nome_parametro>)
Per ulteriori informazioni vedere l'argomento correlato relativo ai parametri.
@Select
Consente di utilizzare l'istruzione SELECT di un altro oggetto.
215 2011-04-12
Riferimento funzioni @
Funzione @
@Variable
Descrizione
Utilizzata nella clausola WHERE per chiamare un valore assegnato a una variabile di sistema. Sono supportate le seguenti variabili:
Variabile
BOUSER
DBUSER
Descrizione
Nome accesso dell'utente
Nome utilizzato per ottenere l'autorizzazione durante la connessione all'origine dati
UNVID
UNVNAME
ID dell'universo
Nome dell'universo
PREFFERED_VIEWI-
NG_LOCALE
Le impostazioni locali preferite dall'utente per la visualizzazione degli oggetti report e query in un'applicazione
DOMINANT_PREF-
FERED_VIEWI-
NG_LOCALE
Impostazioni locali di fallback predefinite utilizzate quando per la risorsa non sono state definite impostazioni locali di fallback
DPTYPE
DPNAME
DOCNAME
Tipo di fornitore di dati
Nome fornitore di dati
Nome del documento
@Where
Consente di utilizzare la clausola WHERE di un altro oggetto.
Nella tabella che segue sono visualizzate le funzioni @ consentite nelle diverse espressioni di query.
Join Colonne calcolate Tabelle derivate Funzione @
@Aggre gate_Aware
Non consentito Non consentito Non consentito
Business Objects
Consentito (solo
SQL)
216 2011-04-12
Riferimento funzioni @
217
Funzione @
@DerivedTable
@Prompt
@Select
@Variable
@Where
Join
Non consentito
Consentito
Non consentito
Consentito
Non consentito
Colonne calcolate Tabelle derivate
Non consentito
Business Objects
Consentito
Nota:
Nella sintassi SQL specifica di un database (basi dati abilitate per più origini), tutti gli argomenti devono fare riferimento alle tabelle o colonne relative alla stessa connessione.
Non consentito
Consentito
Nota:
Non consentito nella sintassi SQL specifica di un database nelle basi dati abilitate per più origini.
Consentito
Non consentito
Consentito
Nota:
Nella sintassi SQL specifica di un database (basi dati abilitate per più origini), tutti gli argomenti devono fare riferimento alle tabelle o colonne relative alla stessa connessione.
Non consentito
Consentito
Consentito
Consentito
Consentito
Non consentito Non consentito
Consentito (solo
SQL)
Argomenti correlati
•
2011-04-12
Riferimento funzioni @
218 2011-04-12
Riferimento per i parametri di generazione SQL
Riferimento per i parametri di generazione SQL
14.1 Informazioni sui parametri di generazione SQL
I parametri di generazione SQL riguardano la generazione dello script di query e per tutti esistono valori predefiniti. I valori predefiniti possono essere sovrascritti nelle proprietà della base dati. Alcuni parametri
(relativi agli elenchi di valori) possono inoltre essere sovrascritti nelle proprietà del livello aziendale.
Durante l'esecuzione della query, il server query utilizzerà i valori trovati nel seguente ordine:
1.
Il valore nel livello aziendale, se impostato.
2.
Il valore nella base dati, se impostato.
3.
Il valore predefinito.
Argomenti correlati
•
Riferimento per i parametri di generazione SQL
•
Informazioni sulle proprietà della base dati
•
Proprietà del livello aziendale
14.2 Riferimento per i parametri di generazione SQL
Il riferimento che segue descrive i parametri di generazione SQL che possono essere sostituiti nelle proprietà della base dati e nelle proprietà del livello aziendale.
14.2.1 ANSI92
ANSI92
= Yes|No
Valori
Yes/No
219 2011-04-12
Riferimento per i parametri di generazione SQL
Predefinito
Descrizione
No
Specifica se l'SQL generato è conforme allo standard ANSI92.
Yes
: attiva la generazione SQL compatibile con lo standard ANSI92.
No
: la generazione dell'SQL si comporta in base al parametro PRMOU-
TER_JOIN_GENERATION.
14.2.2 AUTO_UPDATE_QUERY
AUTO_UPDATE_QUERY
= Yes|No
Valori
Yes/No
Predefinito
Descrizione
No
Determina quanto accade quando un oggetto in una query non è disponibile per un profilo utente.
Yes
: la query viene aggiornata e l'oggetto viene rimosso dalla query.
No
: l'oggetto viene conservato nella query.
14.2.3 BEGIN_SQL
BEGIN_SQL
= <Stringa>
Valori
Predefinita
Stringa
Stringa vuota
220 2011-04-12
Riferimento per i parametri di generazione SQL
Descrizione
14.2.4 BLOB_COMPARISON
BLOB_COMPARISON
= Yes|No
Valori
Yes/No
Predefinito
È possibile modificarlo?
No
No
Utilizzato come prefisso per le istruzioni SQL di accounting, ordine di priorità e gestione del carico di lavoro. Questo parametro è valido per qualsiasi tipo di generazione SQL, inclusa la generazione di documenti e le query LOV.
È supportato in Web Intelligence, LiveOffice e QaaWS. È ignorato da
Desktop Intelligence e Crystal Reports.
Esempio per Teradata:
BEGIN_SQL=SET QUERY_BAND='stringa' for transaction;
Questo parametro richiede una stringa contenente una o più coppie nome-valore, separate da un punto e virgola, il tutto racchiuso tra virgo lette singole. Tutte le istruzioni SQL hanno come prefisso il parametro che segue BEGIN_SQL. Le coppie valore-nome immesse in questo parametro si trovano nella tabella di sistema GetQueryBandPairs.
Esempio di tre coppie nome-valore:
BEGIN_SQL=SET QUERY_BAND='UserID=Jones;JobID=980;Ap pID=TRM' for transaction;
È possibile utilizzare anche la funzione @Variable come valore della coppia nome-valore. Il valore restituito è racchiuso tra apici singoli:
BEGIN_SQL=SET QUERY_BAND='USER='@Variable('BOUSER');Do cument='@Variable('DPNAME')';' for transaction;
221 2011-04-12
Riferimento per i parametri di generazione SQL
Descrizione
Specifica se una query può essere generata con un'istruzione DISTI
NCT quando si utilizza un file BLOB nell'istruzione SELECT. Fa riferimento all'impostazione No Duplicate Row nelle proprietà della query.
Yes
: l'istruzione DISTINCT può essere utilizzata nella query.
No
: l'istruzione DISTINCT non può essere utilizzata nella query anche se l'impostazione della query No Duplicate Row è attiva.
14.2.5 BOUNDARY_WEIGHT_TABLE
BOUNDARY_WEIGHT_TABLE
= Integer 32bits [0-9]
Valori Intero 32 bit [0-9, o un valore intero negativo]
Predefinita
Descrizione
Limitazioni
-1
Consente di ottimizzare la clausola FROM quando le tabelle contengono più righe.
Se le dimensioni della tabella (numero di righe) è maggiore del valore immesso, la tabella viene dichiarata come una sottoquery:
FROM (SELECT col1, col2,......, coln, ,...., FROM
Table_Name WHERE condizione semplice)
.
Una condizione semplice non contiene una sottoquery.
-1, 0 o qualsiasi numero negativo indica che questa ottimizzazione non viene utilizzata.
L'ottimizzazione non è implementata quando:
• L'operatore OR si trova nelle condizioni della query
• Soltanto una tabella è inclusa nell'SQL
• La query contiene un join esterno
• Non è stata definita nessuna condizione nella tabella ottimizzata
• La tabella ottimizzata è una tabella derivata.
222 2011-04-12
Riferimento per i parametri di generazione SQL
14.2.6 COLUMNS_SORT
COLUMNS_SORT
= Yes|No
Valori
Yes/No
Predefinito
Descrizione
No
Determina l'ordine in cui le colonne vengono visualizzate nelle tabelle del riquadro Struttura.
Yes
: le colonne sono visualizzate in ordine alfabetico
No
: le colonne sono visualizzate nell'ordine in cui vengono recuperate dal database
14.2.7 CUMULATIVE_OBJECT_WHERE
CUMULATIVE_OBJECT_WHERE
= Yes|No
Valori
Yes|No
Predefinito
No
223 2011-04-12
Riferimento per i parametri di generazione SQL
Descrizione
Questo parametro è valido solo per gli oggetti filtrati. Specifica il modo in cui viene combinata la clausola WHERE degli oggetti con la condizione della query su tali oggetti.
Yes
: specifica che le clausole WHERE vengono combinate con la condizione della query principale con operatore AND.
No
: specifica che la clausola WHERE degli oggetti viene combinata con la condizione di questo oggetto.
Esempio:
Se la condizione prevede la ricerca di tutti i clienti francesi diversi da
John o le città americane diverse da New York, l’istruzione SQL sarà simile alla seguente:
Yes
:
(customer.first_name <>
'John')
OR (city.city <> 'New York
AND customer_country.country = 'France'
AND city_country.country = 'USA'
No
:
(customer.first_name <> 'John' AND customer_country.country = 'France'
)
OR (city.city <> 'New York' AND city_country.country = 'USA'
)
14.2.8 DISABLE_ARRAY_FETCH_SIZE_OPTIMIZATION
DISABLE_ARRAY_FETCH_SIZE_OPTIMIZATION
= Yes|No
Valori
Yes/No
Predefinito
No
224 2011-04-12
Riferimento per i parametri di generazione SQL
Descrizione
Un algoritmo di ottimizzazione può essere utilizzato per ottimizzare le dimensioni degli array restituiti anziché utilizzare l'impostazione predefinita.
No
: tutte le query eseguite nell'universo trarranno vantaggio dall'ottimizzazione.
Yes
: le query utilizzano l'insieme di valori.
14.2.9 DISTINCT_VALUES
DISTINCT_VALUES
= GROUPBY|DISTINCT
Valori
GROUPBY|DISTINCT
Predefinito
DISTINCT
Descrizione
Specifica se l'SQL viene generato con una clausola DISTINCT o GROUP
BY in un elenco di valori e nel pannello delle query, quando è attiva l'opzione "Non recuperare righe duplicate".
DISTINCT
: l'SQL è generato con una clausola DISTINCT, ad esempio;
SELECT DISTINCT cust_name FROM Customers
GROUPBY
: l'SQL è generato con una clausola GROUP BY , ad esempio;
SELECT cust_name FROM Customers GROUP BY cust_name
14.2.10 END_SQL
END_SQL
= Stringa
Valori Stringa
225 2011-04-12
Riferimento per i parametri di generazione SQL
Predefinita
Descrizione
Esempio
<stringa vuota>
L'istruzione specificata in questo parametro viene aggiunta alla fine di ogni istruzione SQL.
Per i database IBM DB2, è possibile utilizzare:
END_SQL=FOR SELECT ONLY
Il server leggerà blocchi di dati più rapidamente.
Un altro esempio:
END_SQL=’write ‘ UNVID To Usage_Audit.Querieded_uni
verse
Inserirà l'ID dell'universo in una tabella di controllo. L'istruzione può essere utilizzata per registrare altri dati quali ad esempio i dati e le tabelle sottoposte a query.
14.2.11 EVAL_WITHOUT_PARENTHESIS
EVAL_WITHOUT_PARENTHESIS
= Yes|No
Valori
Yes|No
Predefinito
No
226 2011-04-12
Riferimento per i parametri di generazione SQL
Descrizione
Per impostazione predefinita, la funzione @Select(Classe\oggetto) viene sostituita dall'istruzione SELECT per l'oggetto <Classe\oggetto> tra parentesi.
Ad esempio, quando si combinano due istruzioni @Select, @Select(oggetto1) *@Select(oggetto2).
Se l'SQL(oggetto1) = A-B e l'SQL(oggetto2) =C, allora l'operazione è ( A-B ) * ( C ).
È possibile annullare l'aggiunta predefinita di parentesi selezionando
EVAL_WITHOUT_PARENTHESIS = Yes
. L'operazione è quindi A - B
* C.
Sì
: le parentesi vengono rimosse dall'istruzione SELECT per una funzione @Select(Classe\oggetto)
No
: le parentesi vengono aggiunte intorno all'istruzione Select per la funzione @Select(Classe\oggetto).
14.2.12 FORCE_SORTED_LOV
FORCE_SORTED_LOV
= Yes|No
Valori
Yes|No
Predefinito
Descrizione
No
Recupera un elenco di valori ordinati.
Yes
: specifica che l'elenco dei valori è ordinato.
No
: specifica che l'elenco dei valori non è ordinato.
14.2.13 INNERJOIN_IN_WHERE
227 2011-04-12
Riferimento per i parametri di generazione SQL
INNERJOIN_IN_WHERE
= Yes|No
Valori
Yes|No
Predefinito
No
. È necessario aggiungere manualmente il parametro per attivarlo.
Descrizione
Consente di forzare il sistema per generare una sintassi SQL con tutti i join interni nella clausola WHERE quando ANSI92 è impostato su yes.
Questo è possibile solo se una query contiene join interni (non contiene unioni di tipo ESTERNO COMPLETO, ESTERNO DESTRO o ESTERNO
SINISTRO).
Yes
: se ANSI92 è impostato su yes, il sistema genera una sintassi join
ANSI92 nella clausola FROM tranne quando la query contiene join interni. In questo caso, i join interni si spostano nella clausola WHERE.
No
: se ANSI92 è impostato su Yes, il sistema genera una sintassi join
ANSI
92 nella clausola FROM.
14.2.14 JOIN_BY_SQL
JOIN_BY_SQL
= Yes|No
Valori
Predefinito
Yes|No
Descrizione
No
Specifica in che modo vengono gestite più istruzioni SQL. È possibile combinare più istruzioni (a condizione che il database lo consenta).
Yes
: specifica che più istruzioni SQL sono combinate.
No
: specifica che più istruzioni SQL non sono combinate. È il valore predefinito.
228 2011-04-12
Riferimento per i parametri di generazione SQL
14.2.15 MAX_INLIST_VALUES
MAX_INLIST_VALUES
= [0-99]
Valori Intero: min-1, max dipende dal DB
Predefinita
Descrizione
-1
Consente di impostare il numero massimo di valori che è possibile inserire in una condizione quando si utilizza l'operatore IN LIST.
99: specifica che è possibile immettere fino a 99 valori quando si crea una condizione utilizzando l'operatore IN LIST .
Il valore massimo consentito che è possibile immettere dipende dal database.
Il valore -1 indica che non vi sono limitazioni per il numero di valori restituito, tranne quello imposto dal database.
14.2.16 REPLACE_COMMA_BY_CONCAT
REPLACE_COMMA_BY_CONCAT
= Yes|No
Valori
Yes|No
Predefinito
No
229 2011-04-12
Riferimento per i parametri di generazione SQL
Descrizione
Nelle versioni precedenti di Universe Design Tool, si poteva utilizzare una virgola per separare più campi in un'istruzione Select di oggetto.
Lab virgola veniva elaborata come un operatore di concatenazione. Per universi che utilizzano già la virgola in questo modo, è possibile impostare REPLACE_COMMA_BY_CONCAT su No per non modificare tale proprietà. Nella versione attuale di Universe Design Tool, l'impostazione predefinita di questo parametro è Yes, in modo tale che le espressioni che utilizzano una virgola in questo modo vengano modificate automaticamente e utilizzino la sintassi di concatenazione.
Yes
: la virgola viene sostituita dall'espressione di concatenazione quando si incontra un oggetto.
No
: mantenere la virgola senza modificarla.
14.2.17 SELFJOINS_IN_WHERE
SELFJOINS_IN_WHERE
= Yes|No
Valori
Yes|No
Predefinito
Descrizione
No
Gli auto join vengono solitamente inclusi nella clausola FROM. Questo consente di forzare il sistema per generare la sintassi SQL con tutte le condizioni di un auto join nella clausola WHERE. Il parametro ANSI92 deve essere impostato su Yes affinché venga preso in considerazione.
È necessario aggiungere manualmente il parametro all'elenco per attivarlo.
Yes
: le condizioni di un auto join passano alla clausola WHERE della query SQL.
No
: la sintassi per gli auto join viene generata in base alla convenzione
ANSI 92 e le condizioni per un auto join passano alla clausola ON della definizione dei join di tabella nella clausola FROM della query SQL.
230 2011-04-12
Riferimento per i parametri di generazione SQL
14.2.18 SHORTCUT_BEHAVIOR
SHORTCUT_BEHAVIOR
= ShortestPath|Global|Successive
Valori
ShortestPath|Global|Successive
Predefinito
Descrizione
ShortestPath
Specifica se sono supportati i join diretti.
ShortestPath
: applica collegamenti per ottenere il minor numero di tabelle nella query.
Successive
: applica collegamenti uno dopo l'altro. Se un collegamento rimuove una tabella coinvolta in un potenziale collegamento successivo, quest'ultimo non viene applicato.
Global
: applica tutti i collegamenti. Se la query risultante crea un prodotto cartesiano, non verrà applicato alcun join diretto.
Nota:
Questo parametro era elencato in precedenza come GLOBAL_SHORT
CUTS nei file PRM. Il valore Global corrisponde a Yes e Successive corrisponde a No.
14.2.19 SMART_AGGREGATE
SMART_AGGREGATE
= Yes|No
Valori
Yes|No
Predefinito
No
231 2011-04-12
Riferimento per i parametri di generazione SQL
Descrizione
Determina la modalità di utilizzo delle tabelle di aggregati per gli indicatori intelligenti basati su tabelle di aggregati. In questo modo un oggetto universo basato su un rapporto viene aggregato correttamente. Per impostazione predefinita, il sistema utilizza i valori precalcolati delle tabelle di aggregati. Se le tabelle non sono coerenti nel corso del tempo
(periodi di tempo differenti), questo parametro consente di verificare che vengano utilizzate le tabelle di aggregati più dettagliate.
Questo parametro non è visibile nell'elenco dei parametri dell'universo
(per impostazione predefinita non è attivo). Universe Designer deve inserirlo manualmente nell'elenco dei parametri prima di poterlo attivare
(valore Yes).
Yes
: eventuali query di raggruppamento dovrebbero essere basate sulla tabella aggregata della query iniziale dell'indicatore intelligente basato sulla tabella aggregata.
No
: il sistema utilizza la tabella aggregata appropriata.
14.2.20 THOROUGH_PARSE
THOROUGH_PARSE
= Yes|No
Valori
Yes|No
Predefinito
Descrizione
No
Indica la metodologia utilizzata per l'analisi nel pannello delle query e l'analisi di oggetti individuali.
Sì: le istruzioni PREPARE, DESCRIBE e EXECUTE vengono utilizzate per analizzare l'SQL per gli oggetti.
Prepare+DescribeCol+Execute
Le istruzioni No: PREPARE e DESCRIBE vengono utilizzate per analizzare l'SQL per gli oggetti.
232 2011-04-12
Riferimento per i parametri di generazione SQL
14.2.21 TRUST_CARDINALITIES
TRUST_CARDINALITIES
= Yes|No
Valori
Yes|No
Predefinito
Descrizione
No
Consente di ottimizzare l'SQL in caso di risultati falsati.
Yes
: per le query che includono un indicatore, tutte le condizioni che falsano l'indicatore e che non appaiono nel riquadro Oggetti risultato vengono trasformate in sottoquery per garantire che le tabelle che potrebbero restituire risultati non reali per l'indicatore vengano escluse dalla query.
No
: non viene implementata alcuna ottimizzazione.
14.2.22 UNICODE_STRINGS
UNICODE_STRINGS
= Yes|No
Valori
Yes|No
Predefinito
No
233 2011-04-12
Riferimento per i parametri di generazione SQL
Descrizione
Indica se l'universo attuale può manipolare stringhe Unicode o meno.
Applicabile solo a Microsoft SQL Server e Oracle 9. Se il carattere del database nel file SBO è impostato come Unicode, per gestire tipi di colonne Unicode specifiche come NCHAR e NVARCHAR è necessario modificare la generazione SQL.
Yes
: le condizioni basate sulle stringhe sono formattate nell'SQL in funzione del valore del parametro UNICODE_PATTERN nel file PRM, ad esempio per MS SQL Server (sqlsrv.prm) : UNICODE_PATTERN=N$
La condizione Customer_name='Arai ' diventa
Customer_name=N'Arai'.
Nota: quando si crea un prompt con la sintassi @Prompt basata sul valore Unicode, il tipo di dati deve essere 'U' e non 'C'.
No
: tutte le condizioni basate su stringhe vengono formattate nell'SQL standard. Ad esempio, la condizione Customer_name='Arai ' rimane
Customer_name='Arai'
234 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
Riferimento per le funzioni SQL
Il riferimento che segue descrive le funzioni SQL disponibili per la definizione delle espressioni SQL nelle basi dati con più origini e nei relativi livelli aziendali dipendenti.
15.1 Funzioni di aggregazione
Tali funzioni vengono utilizzate per eseguire operazioni su un insieme di dati.
Nelle funzioni di aggregazione è possibile utilizzare la parola chiave SQL distinct davanti ai nomi delle colonne.
15.1.1 AVG
Restituisce la media di un insieme di valori numerici.
Sintassi
Esempi
DECIMAL AVG(INTEGER n)
DECIMAL AVG(DECIMAL d)
• Per calcolare la media delle somme di due colonne che contengono dati del tipo INTE-
GER o DECIMAL:
= AVG( S1.A1 + S1.A2 )
• Per calcolare la media dei valori di una colonna contenente numeri scritti come tipo di dati
STRING:
= AVG( toInteger( S1.A1 ) )
235 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
15.1.2 COUNT
Conta il numero di valori in un insieme.
Sintassi
Esempi
INTEGER COUNT(INTEGER n)
INTEGER COUNT(DECIMAL c)
INTEGER COUNT(DOUBLE d)
INTEGER COUNT(STRING s)
INTEGER COUNT(TIMESTAMP m)
INTEGER COUNT(TIME t)
INTEGER COUNT(DATE a)
INTEGER COUNT(BOOLEAN b)
• Per contare il numero di valori in una colonna:
= COUNT( S1.A1 )
15.1.3 MAX
Restituisce il valore massimo di un insieme.
236 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
Sintassi
Esempi
INTEGER MAX(INTEGER n)
DECIMAL MAX(DECIMAL c)
DOUBLE MAX(DOUBLE d)
STRING MAX(STRING s)
TIMESTAMP MAX(TIMESTAMP m)
TIME MAX(TIME t)
DATE MAX(DATE d)
• Per restituire il valore massimo di una colonna:
= MAX( S1.A1 )
15.1.4 MIN
Restituisce il valore minimo di un insieme.
Sintassi
Esempi
INTEGER MIN(INTEGER n)
DECIMAL MIN(DECIMAL c)
DOUBLE MIN(DOUBLE d)
STRING MIN(STRING s)
TIMESTAMP MIN(TIMESTAMP m)
TIME MIN(TIME t)
DATE MIN(DATE d)
• Per restituire il valore minimo di una colonna:
= MIN( S1.A1 )
237 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
15.1.5 SUM
Restituisce la somma di un insieme di valori.
Sintassi
Esempi
DECIMAL SUM(INTEGER n)
DECIMAL SUM(DECIMAL c)
DECIMAL SUM(DOUBLE d)
• Per calcolare la somma dei valori di una colonna:
= SUM( S1.A1 )
15.2 Funzioni numeriche
15.2.1 abs
Restituisce il valore assoluto positivo dell'argomento numerico.
Sintassi decimal abs(decimal n) double abs(double n) integer abs(integer n)
Limitazioni abs(-2^31) = -2^31
Restituisce null se l'argomento è null.
238 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
15.2.2 acos
Restituisce l'arcoseno di un angolo nell'intervallo compreso fra 0 e pi greco.
Sintassi double acos(double d)
Limitazioni Se abs(d) > 1, restituisce null.
15.2.3 asin
Restituisce il seno dell'arco di un angolo nell'intervallo compreso fra -pi greco/2 e pi greco/2.
Sintassi double asin(double d)
Limitazioni Se abs(d) > 1, restituisce null.
15.2.4 atan
Restituisce la tangente dell'arco di un angolo nell'intervallo compreso fra -pi greco/2 e pi greco2.
Sintassi double atan(double d)
15.2.5 atan2
239 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL atan2(x, y) converte le coordinate rettangolari (x, y) in polari (r, theta). Questo metodo consente di calcolare la fase theta calcolando una tangente dell'arco di y/x nell'intervallo compreso fra -pi greco e pi greco.
Sintassi double atan2(double x, double y)
Limitazioni Se x==0 e y==0, restituisce null.
15.2.6 ceiling
Restituisce il valore minore non inferiore all'argomento e uguale a un numero intero matematico.
Sintassi integer ceiling(integer n) double ceiling(double n) decimal ceiling(decimal n)
15.2.7 cos
Restituisce il coseno di un angolo.
Sintassi double cos(double d)
15.2.8 cot
Restituisce la cotangente di un angolo. Restituisce null se il seno è uguale a 0.
Sintassi double cot(double d)
240 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
Limitazioni Se sin(d) == 0, restituisce null.
15.2.9 degrees
Converte un angolo espresso in radianti in un angolo equivalente espresso in gradi.
Sintassi double degrees(integer n) double degrees(double d) double degrees(decimal c)
15.2.10 exp
Restituisce il valore esponenziale di un numero "d" di tipo double. Si tratta del valore di e elevato all'esponente d.
Sintassi double exp(double d)
Esempi
Limitazioni exp(10) == e^10 == 22 026.4658
Viene generata un'eccezione in caso di overflow.
15.2.11 floor
Restituisce il valore maggiore non superiore all'argomento e uguale a un numero intero matematico.
241 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
Nota:
il tipo del valore restituito non viene convertito, pertanto, floor (1.9) == 1.0. Per convertire il valore nel tipo integer, utilizzare una funzione di conversione come toInteger().
Sintassi integer floor(integer n) double floor(double n) decimal floor(decimal n)
15.2.12 log
Restituisce l'algoritmo in base e del numero di tipo double "d". L'argomento "d" deve essere maggiore di 0. Restituisce null se l'argomento è negativo o uguale a 0.
Sintassi double log(double d)
Limitazioni Se d <= 0, restituisce null.
15.2.13 log10
Restituisce il logaritmo in base 10 del numero di tipo double "d". L'argomento d deve essere maggiore di 0. Restituisce null se l'argomento è negativo o uguale a 0.
Sintassi double log10(double d)
15.2.14 mod
Restituisce il resto di due numeri interi quando n1 viene diviso per n2.
242 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
Sintassi
Limitazioni
15.2.15 pi
Restituisce la costante pi greco.
Sintassi integer mod(integer n1, integer n2)
Se n2 == 0, restituisce null.
double pi()
15.2.16 power
Restituisce il numero elevato a un esponente. L'esponente deve essere del tipo integer.
Sintassi double power(integer n1, integer n2) double power(double n1, integer n2) decimal power(decimal n1, integer n2)
Limitazioni
Se n1 == 0 e n2<0, restituisce null.
Viene generata un'eccezione in caso di overflow.
15.2.17 radians
Converte un angolo espresso in gradi in un angolo equivalente espresso in radianti.
243 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
Sintassi double radians(integer n) double radians(double d) double radians(decimal c)
15.2.18 rand
Restituisce un valore di tipo double d 0 <= d < 1. È possibile fornire un intero iniziale per inizializzare il generatore di numeri casuali.
Sintassi double rand(integer n) double rand()
15.2.19 round
Restituisce il valore più prossimo al numero di decimali specificato "p". Questa funzione arrotonda il valore trovato al valore più prossimo a meno che tali valori non siano equidistanti, nel qual caso arrotonda per eccesso.
Se non si specifica p, la funzione arrotonda a zero decimali.
Nota:
il tipo del valore restituito non viene convertito, pertanto, round (1.9) == 2.0. Per convertire il valore nel tipo integer, utilizzare una funzione di conversione come toInteger().
Sintassi integer round(integer n, integer p) double round(double n, integer p) decimal round(decimal n, integer p) integer round(integer n) double round(double n) decimal round(decimal n)
244 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
Limitazioni
Questa funzione arrotonda il valore trovato al valore più prossimo a meno che tali valori non siano equidistanti, nel qual caso arrotonda per eccesso.
15.2.20 sign
Restituisce il segno positivo (1), negativo (-1) o zero (0) dell'argomento.
Sintassi integer sign(integer n) decimal sign(decimal c) double sign(double d)
15.2.21 sin
Restituisce il seno di un angolo.
Sintassi double sin(double d)
15.2.22 sqrt
Restituisce la radice quadrata di un numero. L'argomento deve essere positivo. Restituisce null se l'argomento è negativo.
Sintassi double sqrt(double d)
Limitazioni Se d<0, restituisce null.
245 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
15.2.23 tan
Restituisce la tangente di un angolo.
Sintassi
Limitazioni double tan(double d)
Se cos(d) == 0, restituisce null.
15.2.24 trunc
Restituisce il valore n troncato a m decimali. Se m viene omesso, n viene troncato a 0 decimali.
Se il valore m è negativo, la funzione inizia dall'm-esimo numero a sinistra del separatore decimale e imposta su zero tutti i numeri a destra di tale posizione.
Sintassi integer trunc(integer n, integer m) double trunc(double n, integer m) decimal trunc(decimal n, integer m) integer trunc(integer n) double trunc(double n) decimal trunc(decimal n)
Alias
Esempi truncate() trunc( 10.1234, 1) == 10.1
trunc( 10.1234, 2 ) == 10.12
trunc( 1862.1234, -1 ) == 1860 trunc( 1862.1234, -2 ) == 1800
246 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
15.3 Ulteriori funzioni Data/Ora
15.3.1 curdate
Restituisce la data odierna.
DATE
Restituisce la data odierna come valore di tipo DATE. Si tratta di una funzione di sistema che presenta le seguenti caratteristiche:
• È non deterministica.
• Restituisce il valore dal servizio Data Federation anziché dall'origine dati.
15.3.2 curtime
Restituisce l'ora attuale.
TIME
Restituisce l'ora locale attuale come valore di tipo TIME. Si tratta di una funzione di sistema che presenta le seguenti caratteristiche:
• È non deterministica.
• Restituisce il valore dal servizio Data Federation anziché dall'origine dati.
15.3.3 dayName
Restituisce una stringa di caratteri che rappresenta il componente giorno in una data a o in un'indicazione data/ora m.
247 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
Sintassi
Limitazioni string dayName(date a) string dayName(timestamp m)
Il nome viene restituito in inglese e tutto in lettere maiuscole. I valori restituiti possibili sono:
• SUNDAY
• MONDAY
• TUESDAY
• WEDNESDAY
• THURSDAY
• FRIDAY
• SATURDAY
15.3.4 dayNameL
Restituisce una stringa di caratteri che rappresenta il giorno in una data a o in una indicazione data e ora m, utilizzando le impostazioni locali l.
Per le impostazioni locali l, utilizzare il formato dei codici delle impostazioni locali per le funzioni nelle basi dati abilitate per più origini.
Sintassi string dayNameL(date a, string l) string dayNameL(timestamp m, string l)
Esempi dayNameL( toTimestamp( '2001-12-30
10:12:32.222' ), 'en_US' ) = SUNDAY dayNameL( toTimestamp( '2001-12-30
10:12:32.222' ), 'fr_FR' ) = DIMANCHE dayNameL( toTimestamp( '2001-12-30
10:12:32.222' ), 'it_IT' ) = DOMENICA
248 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
Restrizioni
Negli script basati sul latino, il nome viene restituito in lettere maiuscole.
Argomenti correlati
•
•
Codici delle impostazioni locali per le funzioni in basi dati abilitate per più origini
15.3.5 dayOfMonth
Restituisce un tipo di dati integer compreso fra 1 e 31 che rappresenta il giorno del mese in un tipo di dati date "a" o timestamp "m".
Sintassi integer dayOfMonth(date a) integer dayOfMonth(timestamp m)
15.3.6 dayOfWeek
Restituisce un tipo di dati integer compreso fra 1 e 7 che rappresenta il giorno della settimana sotto forma di indicazione data a o data e ora m. Il primo giorno della settimana è Sunday (domenica).
Sintassi integer dayOfWeek(date a) integer dayOfWeek(timestamp m)
Limitazioni
Il primo giorno della settimana è Sunday (domenica).
15.3.7 dayOfWeekL
249 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
Restituisce un numero intero compreso fra 1 e 7 che rappresenta il giorno della settimana in una data
a
o in una indicazione data e ora m. Il primo giorno della settimana dipende dalle impostazioni locali l.
Per le impostazioni locali l, utilizzare il formato dei codici delle impostazioni locali per le funzioni nelle basi dati abilitate per più origini.
Sintassi integer dayOfWeekL(date a, string l) integer dayOfWeekL(timestamp m, string l)
Esempi
Restrizioni dayOfWeekL( toTimestamp( '2001-12-30
10:12:32.222' ), 'en_US' ) = 1 dayOfWeekL( toTimestamp( '2001-12-30
10:12:32.222' ), 'fr_FR' ) = 7 dayOfWeekL( toTimestamp( '2001-12-30
10:12:32.222' ), 'it_IT' ) = 7 dayOfWeekL( toTimestamp( '2001-12-30
10:12:32.222' ), 'ja_JP' ) = 1
Il primo giorno della settimana dipende dalle impostazioni locali l.
Per ulteriori informazioni, consultare la definizione della classe Calendar nell'API Java.
Argomenti correlati
•
•
Codici delle impostazioni locali per le funzioni in basi dati abilitate per più origini
• http://java.sun.com/j2se/1.5.0/docs/api/java/util/Calendar.html
15.3.8 dayOfYear
Restituisce un tipo di dati integer compreso fra 1 e 366 che rappresenta il giorno dell'anno in un tipo di dati date "a" o timestamp "m".
250 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
Sintassi integer dayOfYear(date a) integer dayOfYear(timestamp m)
15.3.9 decrementDays
Sottrae un numero di giorni dato "n" in un tipo di dati date "a" o timestamp "m".
Sintassi date decrementDays(date a, integer n) timestamp decrementDays(timestamp m, integer n)
15.3.10 hour
Restituisce un tipo di dati integer compreso fra 0 e 23 che rappresenta l'ora in un tipo di dati time "t" o timestamp "m".
Sintassi integer hour(time t) integer hour(timestamp m)
15.3.11 incrementDays
Incrementa l'argomento un tipo di dati date "a" o timestamp "m" del numero di giorni dato "n".
Sintassi date incrementDays(date a, integer n) timestamp incrementDays(timestamp t, integer n)
251 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
15.3.12 minute
Restituisce un tipo di dati integer compreso fra 0 e 59 che rappresenta i minuti in un tipo di dati time
"t" o timestamp "m".
Sintassi integer minute(time t) integer minute(timestamp t)
15.3.13 month
Restituisce un tipo di dati integer compreso fra 1 e 12 che rappresenta il mese in un tipo di dati date
"a" o timestamp "m".
Sintassi integer month(date a) integer month(timestamp m)
15.3.14 monthName
Restituisce una stringa di caratteri che rappresenta il componente mese in una data a o in un'indicazione data/ora m.
Sintassi string monthName(date a) string monthName(timestamp m)
252 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
Limitazioni
Il nome viene restituito in inglese e tutto in lettere maiuscole. I valori restituiti possibili sono:
• JANUARY
• FEBRUARY
• MARCH
• APRIL
• MAY
• JUNE
• JULY
• AUGUST
• SEPTEMBER
• OCTOBER
• NOVEMBER
• DECEMBER
15.3.15 monthNameL
Restituisce una stringa di caratteri che rappresenta il mese in una data a o in una indicazione data e ora m, utilizzando le impostazioni locali l.
Per le impostazioni locali l, utilizzare il formato dei codici delle impostazioni locali per le funzioni nelle basi dati abilitate per più origini.
Sintassi string monthNameL(date a, string l) string monthNameL(timestamp m, string l)
253 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
Esempi
Restrizioni monthNameL( toTimestamp( '2001-12-30
10:12:32.222' ), 'en_US' ) = DECEMBER monthNameL( toTimestamp( '2001-12-30
10:12:32.222' ), 'fr_FR' ) = DÉCEMBRE monthNameL( toTimestamp( '2001-12-30
10:12:32.222' ), 'it_IT' ) = DICEMBRE
Negli script basati sul latino, il nome viene restituito in lettere maiuscole.
Argomenti correlati
•
•
Codici delle impostazioni locali per le funzioni in basi dati abilitate per più origini
15.3.16 now
Restituisce la datazione odierna.
DATE
Restituisce un valore di datazione rappresentante la data e l'ora. Si tratta di una funzione di sistema che presenta le seguenti caratteristiche:
• È non deterministica.
• Restituisce il valore dal servizio Data Federation anziché dall'origine dati.
15.3.17 quarter
Restituisce un tipo di dati integer compreso fra 1 e 4 che rappresenta il trimestre in un tipo di dati date
"a" o timestamp "m". Il valore 1 rappresenta il periodo compreso fra il primo gennaio e il 31 marzo.
Sintassi integer quarter(date a) integer quarter(timestamp m)
254 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
15.3.18 second
Restituisce un tipo di dati integer compreso fra 0 e 59 che rappresenta i secondi in un tipo di dati time
"t" o timestamp "m".
Sintassi integer second(time t) integer second(timestamp m)
15.3.19 timestampadd
Restituisce un tipo di dati timestamp calcolato aggiungendo un numero di intervalli pari al valore di
"count" a un tipo di dati timestamp "m".
Sintassi
Limitazioni timestamp timestampadd(string costante-intervallo, integer count, timestamp t) timestamp timestampadd(integer costante-intervallo, integer count, timestamp t)
Costante-intervallo può assumere i seguenti valori:
• 'SQL_TSI_FRAC_SECOND' o 0
• 'SQL_TSI_SECOND' o 1
• 'SQL_TSI_MINUTE' o 2
• 'SQL_TSI_HOUR' o 3
• 'SQL_TSI_DAY' o 4
• 'SQL_TSI_WEEK' o 5
• 'SQL_TSI_MONTH' o 6
• 'SQL_TSI_QUARTER' o 7
• 'SQL_TSI_YEAR' o 8
• Il calcolo tiene conto se per 'SQL_TSI_HOUR'
è impostata l'ora legale.
255 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
15.3.20 timestampdiff
Restituisce un tipo di dati integer che rappresenta di quanti intervalli il tipo di dati timestamp 2 è maggiore del tipo di dati timestamp 1.
Sintassi
Limitazioni integer timestampdiff(string costante-intervallo, timestamp m1, timestamp m2) integer timestampdiff(integer costante-intervallo, timestamp m1, timestamp m2)
Costante-intervallo può assumere i seguenti valori:
• 'SQL_TSI_FRAC_SECOND' o 0
• 'SQL_TSI_SECOND' o 1
• 'SQL_TSI_MINUTE' o 2
• 'SQL_TSI_HOUR' o 3
• 'SQL_TSI_DAY' o 4
• 'SQL_TSI_WEEK' o 5
• 'SQL_TSI_MONTH' o 6
• 'SQL_TSI_QUARTER' o 7
• 'SQL_TSI_YEAR' o 8
• Se la differenza è molto grande, il risultato può generare un'eccezione.
• Al momento il calcolo può dipendere dall'ora legale impostata per SQL_TSI_HOUR.
• Il primo giorno della settimana è Sunday (domenica).
15.3.21 trunc
Tronca il tipo di dati timestamp "m" al giorno più prossimo.
256 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
Sintassi timestamp trunc(timestamp "m")
15.3.22 week
Restituisce un numero intero compreso fra 1 e 53 che rappresenta la settimana dell'anno in una data
a
o in una indicazione data e ora m. Con settimana si intendono i giorni che iniziano da domenica e terminano il sabato successivo.
Sintassi integer week(date a) integer week(timestamp m)
Limitazioni
Il primo giorno della settimana è Sunday (domenica). La prima settimana contiene almeno un giorno.
Se il primo giorno di un anno cade di sabato, si applica quanto segue.
• Il primo gennaio viene considerato come settimana 1.
• I giorni che vanno dal 2 all'8 gennaio sono considerati come settimana 2.
• I giorni che vanno dal 25 al 31 dicembre sono considerati come settimana 53.
15.3.23 weekL
Restituisce un numero intero compreso fra 1 e 53 che rappresenta la settimana dell'anno in una data
a
o in una indicazione data e ora m. Una settimana è definita come periodo di sette giorni i cui giorni iniziale e finale dipendono dalle impostazioni locali l.
Per le impostazioni locali l, utilizzare il formato dei codici delle impostazioni locali per le funzioni nelle basi dati abilitate per più origini.
257 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
Sintassi
Esempi
Restrizioni integer weekL(date a, string l) integer weekL(timestamp m, string l) weekL( toTimestamp( '2001-12-30
10:12:32.222' ), 'en_US' ) = 1 weekL( toTimestamp( '2001-12-30
10:12:32.222' ), 'fr_FR' ) = 52 weekL( toTimestamp( '2001-12-30
10:12:32.222' ), 'de_DE' ) = 52 weekL( toTimestamp( '2001-12-30
10:12:32.222' ), 'ja_JP' ) = 1
Il primo giorno della settimana e il numero minimo di giorni dall'inizio di un anno che possono essere considerati una settimana dipendono dalle impostazioni locali l.
Per maggiori informazioni, consultare la definizione della classe Calendar nell'API Java.
Argomenti correlati
•
•
Codici delle impostazioni locali per le funzioni in basi dati abilitate per più origini
• http://java.sun.com/j2se/1.5.0/docs/api/java/util/Calendar.html
15.3.24 year
Restituisce un tipo di dati integer che rappresenta l'anno di un tipo di dati date "a" o timestamp "m".
Sintassi integer year(date a) integer year(timestamp m)
258 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
15.4 Funzioni di stringa
15.4.1 ascii
Restituisce un valore integer che rappresenta il valore del codice del carattere più a sinistra della stringa s. Restituisce NULL se la stringa è NULL.
Sintassi integer ascii(string s)
Limitazioni Restituisce NULL se s == " (stringa NULL)
15.4.2 char
Restituisce il carattere il cui valore ASCII corrisponde al valore INTEGER "n", dove n è compreso fra
0 e 255. Restituisce NULL se n non è incluso nell'intervallo valido.
Restituisce il valore ASCII dell'INTEGER "n", dove n è compreso fra 0 e 255. Restituisce NULL se n non è incluso nell'intervallo valido.
Sintassi string char(integer n)
Limitazioni restituisce NULL per n < 0 o n > 255
15.4.3 concat
Concatena due stringhe.
259 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
Sintassi
Esempi
Limitazioni string concat(string s1, string s2) concat('AB', 'CD') = 'ABCD' se s1 == NULL o s2 == NULL, restituisce NULL
15.4.4 containsOnlyDigits
Restituisce true se la stringa "s" contiene solo cifre; in caso contrario, restituisce false.
Sintassi boolean containsOnlyDigits(string s)
15.4.5 insert
Restituisce una stringa di caratteri ottenuta eliminando il numero di caratteri di "length" dalla stringa
"s1" iniziando dalla posizione "start" e inserendo la stringa "s2" nella stringa "s1" alla posizione start. Il valore della posizione "start" deve essere un valore INTEGER incluso nell'intervallo tra 1 e la lunghezza della stringa s1 più uno. Il valore di "length" deve essere un valore INTEGER incluso nell'intervallo tra
0 e la lunghezza della stringa s1. Restituisce NULL se il valore di start o length non è incluso nell'intervallo valido.
Sintassi string insert(string s1, integer start, integer le ngth, string s2)
Limitazioni se il valore di start non è compreso nell'intervallo
[1 .. s1.length] oppure il valore di length < 0, restituisce NULL
260 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
15.4.6 isLike
Verifica se in una stringa s1 esiste un criterio corrispondente s2. Il criterio segue lo standard SQL 92.
La stringa s3 può essere utilizzata per specificare un carattere Escape nel criterio.
Se nella stringa s1 è presente un carattere '_' o '%', è possibile trovarlo definendo un carattere s3 e facendo precedere '_' o '%' da s3 nel criterio s2.
Il criterio di ricerca è il seguente.
• I caratteri possono essere:
• i metacaratteri '%' (percentuale) o '_' (sottolineatura), oppure
• i caratteri normali, vale a dire qualsiasi carattere che non sia un metacarattere
• '_' trova un carattere qualsiasi
• '%' trova a una stringa di caratteri qualsiasi
• qualsiasi carattere normale utilizzato nel criterio s2 trova lo stesso carattere in s1
• se nella stringa s1 è presente un carattere '_' o '%', è possibile trovarlo definendo un carattere s3 e facendo precedere '_' o '%' da s3 nel criterio s2.
Sintassi
Esempi boolean isLike(string s1, string s2) boolean isLike(string s1, string s2, string s3)
Nota:
il terzo argomento dell'esempio riportato sopra è un carattere utilizzato come carattere Escape dei metacaratteri. Vedere le limitazioni qui sotto.
isLike("ABCD", "AB%") = true isLike("ABCD", "AB_D") = true isLike("10000", "100%") = true isLike("10000", "100\%", "\") = false isLike("status: 100%", "100\%", "\") = true
261 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
Restrizioni
• ( strings1, strings2): se s1 == NULL oppure
s2
== null, restituisce NULL
• ( strings1, strings2, strings3): se s1 == NULL oppure s2 == NULL o s3 == NULL, restituisce
NULL.
• ( strings1, strings2, strings3): in s2, eventuali occorrenze di s3 devono essere seguite da
'_' o '%' oppure da una seconda s3
15.4.7 left
Restituisce "n" caratteri dalla sinistra di una stringa "s".
Sintassi string left(string s, integer n)
Alias
Restrizioni leftStr() se n <= 0, restituisce NULL
15.4.8 leftStr
Restituisce "n" caratteri dalla sinistra di una stringa "s".
Sintassi string leftStr(string s, integer n)
Alias
Restrizioni left() se n <= 0, restituisce NULL
262 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
15.4.9 len
Restituisce la lunghezza di una stringa "s". Gli spazi sono inclusi nel conteggio.
Sintassi integer len(string s)
Alias length()
15.4.10 lPad
Completa la parte sinistra di una stringa "s1" fino alla lunghezza "n" utilizzando un'altra stringa "s2".
Sintassi string lPad(string s1, string s2, integer n)
Esempi lPad('AB','x', 4) = 'xxab' lPad('ABC','x', 2) = 'AB' lPad('ABC','cd', 7) = 'cdcdABC'
Limitazioni se n < s1.length, restituisce leftStr(s1, n) se n <= 0, restituisce NULL se s2 == '' (stringa null), restituisce NULL
Nota:
se n è minore della lunghezza di s1, s1 viene troncata.
15.4.11 lTrim
263 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
Rimuove la prima sequenza di spazi e tabulazioni dalla parte sinistra della stringa s.
Se si specifica s1 e s2, lTrim rimuove la prima sequenza di s2 dalla parte sinistra di s1. La stringa s2 deve essere un carattere singolo.
Sintassi string lTrim(string s) string lTrim(string s1, string s2)
Esempi
Limitazioni lTrim(' ABCD') = 'ABCD' lTrim(' AB CD ') = 'AB CD '
• (string s): i caratteri rimossi sono: ' ', '\t', '\r'
• (string s): se trim(s) == '', restituisce NULL
• (string s1, string s2): se ltrim(s1, s2) == '', restituisce NULL
• (string s1, string s2): s2 deve essere un carattere singolo.
15.4.12 permute
Permuta una stringa utilizzando due modelli.
Prende la prima stringa s1, il cui criterio di riferimento viene fornito nel secondo argomento criterio-
riferimento
e applica il nuovo criterio nuovo-criterio per generare la stringa risultante. Il nuovo criterio viene espresso permutando le lettere definite nel criterio di riferimento.
• Il criterio di riferimento assegna ciascun carattere della stringa s al carattere che nel criterio-
riferimento
si trova nella posizione corrispondente. La lunghezza del criterio-riferimento deve essere uguale a quella di s.
• Il nuovo criterio permuta i caratteri assegnati nel criterio di riferimento.
Ad esempio, è possibile convertire la stringa di caratteri s = '22/09/1999', rappresentante una data, in
'1999-09-22' nel seguente modo.
Il criterio di riferimento può essere descritto come 'GG/MM/AAAA', dove 'G' rappresenta il giorno, 'M' il mese e 'A' l'anno. La corrispondenza fra le lettere avviene in base alla loro posizione.
264 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
In questo esempio la prima 'G' si riferisce al primo carattere della stringa s, la seconda 'G' al secondo,
'/' al terzo, la prima 'M' al quarto e così via. Per questo motivo la lunghezza del criterio-riferime
nto
deve essere sempre uguale alla lunghezza della stringa s. Questa funzione restituisce un errore se la lunghezza delle due stringhe è diversa.
Una volta definita la mappatura delle lettere, è necessario fornire il nuovo-criterio per trasformare la stringa s. Se ad esempio 'AAAA-MM-GG' è il nuovo criterio, la funzione definisce la trasformazione della stringa s in un nuovo formato di data. Quindi, se s = '22/09/1999' si ottiene '1999-09-22'.
stringa s 22/09/1999 criterio-riferimento nuovo-criterio risultato
MM/GG/AAAA
AAAA-MM-GG
1999-22-09
Nel nuovo criterio è possibile inserire anche testo, a condizione che nessuna lettera del testo sia già utilizzata nel criterio di riferimento. Ad esempio, utilizzando il nuovo criterio 'MM/GG anno: AAAA' si ottiene la seguente stringa: '09/22 anno: 1999'. La funzione permute è utile non soltanto per trasformare i formati (date, ore, codifiche) ma anche per estrarre informazioni da un codice di lunghezza predefinita.
Vedere gli esempi riportati sotto.
265 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
Sintassi
Esempi string permute(string s1, string reference-pattern, string new-pattern)
• modifica il formato in cui viene rappresentata una data: permute('02/09/2003', 'DD/MM/YYYY', 'YYYY-MM-DD')
= '2003-09-02' permute('02-09/200', 'DD/MM/YYYY', 'YYYY-MM-DD')
= '2003-09-02' permute('02/09_2003', 'DD/MM/YYYY', 'DL :MM/DD
An :YYYY') = 'DL :09/02 An :2003'
• estrazione del mese e dell'anno da una stringa di caratteri che rappresenta una data: permute('2003-09-02', 'DDYY-MM-YY', 'MM/YY') =
'09/03'
• compone un numero da un codice interno: permute('03/03/21-0123', 'bbbYY/MM/DD-NNNN',
'YYMMDDNNNN') = '0303210123'
• estrae le informazioni della data da un codice interno: permute('2003NL987M08J21', 'YYYYXXXXXXMMXDD',
'YYYY-MM-DD') = '2003-08-21'
15.4.13 pos
Restituisce la posizione della prima occorrenza della stringa "s1" nella stringa "s2". Restituisce 0 se la stringa s1 non viene trovata. Il primo carattere si trova nella posizione 1. Se viene specificato il valore
"start", la ricerca inizia dalla posizione "start" nella stringa s2.
266 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
Sintassi
Alias
Esempi
Limitazioni integer pos(string s1, string s2, integer start) locate() pos('cd','abcd') = 3 pos('abc', 'abcd') = 1 pos('cd', 'abcdcd') = 3 pos('cd', 'abcdcd', 3) = 3 pos('cd', 'abcdcd', 4) = 5 pos('ef', 'abcd') = 0
• start < 1 equivale a start == 1
• se start > lunghezza di s1, restituisce 0
15.4.14 repeat
Restituisce una stringa formata dalla ripetizione della stringa "s". La stringa viene ripetuta "n" volte.
Restituisce NULL se il totale è negativo.
Sintassi string repeat(string s, integer n)
Restrizioni se n <= 0, restituisce NULL
15.4.15 replace
Sostituisce tutte le occorrenze della stringa "s2" con la stringa "s3" nella stringa "s1".
267 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
Sintassi
Esempi
Limitazioni string replace(string s1, string s2, string s3) replace( 'rar', 'a', 'ada' ) restituisce
'radar' se s2 == '' (stringa null), restituisce s1 se s3 == '' (stringa null), non restituisce NULL
15.4.16 replaceStringExp
Sostituisce tutte le occorrenze della stringa "s2" con la stringa "s3" nella stringa "s1" in base alla sintassi di un'espressione regolare in Java.
Per ulteriori informazioni sulle espressioni regolari in Java, consultare la documentazione di Sun Java all'indirizzo http://java.sun.com/j2se/1.4.2/docs/api/java/util/regex/Pattern.html.
Sintassi string replaceStringExp(string s1, string s2, string s3)
15.4.17 right
Restituisce "n" caratteri a partire dalla parte destra di una stringa "s".
Sintassi string right(string s, integer n)
Alias
Restrizioni rightStr() se n <= 0, restituisce NULL
268 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
15.4.18 rightStr
Restituisce "n" caratteri a partire dalla parte destra di una stringa "s".
Sintassi string rightStr(string s, integer n)
Alias
Restrizioni right() se n <= 0, restituisce NULL
15.4.19 rPad
Completa la parte destra di una stringa "s1" fino alla lunghezza "n" utilizzando un'altra stringa "s2".
Sintassi string rPad(string s1, string s2, integer n)
Limitazioni se n < lunghezza di s1, restituisce leftStr(s1, n) se n <= 0, restituisce NULL se s2 == '' (stringa null), restituisce NULL
Nota:
se n è minore della lunghezza di s1, s1 viene troncata.
15.4.20 rPos
Restituisce la posizione dell'ultima occorrenza della stringa "s1" nella stringa "s2". Restituisce 0 se la stringa s2 non viene trovata. Il primo carattere si trova nella posizione 1 e il conteggio avanza da sinistra a destra.
269 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
Sintassi
Esempi integer rPos(string s1, string s2) rPos('CD','ABCD') = 3 rPos('CD', 'ABCDCD') = 5 rPos('ABC', 'ABCD') = 1 rPos('EF', 'ABCD') = 0
15.4.21 rTrim
Rimuove la prima sequenza di spazi e tabulazioni dalla parte destra della stringa s.
Se si specifica s1 e s2, rTrim rimuove la prima sequenza di s2 dalla parte destra di s1. La stringa s2 deve essere un carattere singolo.
Sintassi string rTrim(string s) string rTrim(string s1, string s2)
Esempi
Limitazioni rTrim('ABCD ') = 'ABCD' rTrim(' AB CD ') = ' AB CD'
• (string s): i caratteri rimossi sono: ' ', '\t', '\r'
• (string s): se rtrim(s) == '', restituisce NULL
• (string s1, string s2): se rtrim(s1, s2) == '', restituisce NULL
• (string s1, string s2): s2 deve essere un carattere singolo
270 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
15.4.22 space
Restituisce una stringa di "n" spazi. Restituisce NULL se "n" è negativo.
Sintassi string space(integer n)
Restrizioni se n <= 0, restituisce NULL
15.4.23 subString
Restituisce una sottostringa da una stringa.
Questa funzione estrae la sottostringa lunga "n2" caratteri dalla stringa "s" iniziando dalla posizione
"n1". Se la stringa s è troppo corta per estrarre "n2" caratteri, la fine della sottostringa risultante corrisponde alla fine della stringa "s" e pertanto è più corta di "n2".
Se non si specifica n2, viene restituita la sottostringa a partire da n fino alla fine di s.
Sintassi string substring(string s, integer n) string substring(string s, integer n1, integer n2)
Esempi substring('ABCD', 2, 2) = 'BC' substring('ABCD', 2, 10) = 'BCD' substring('ABCD', 0, 2) =
NULL
Limitazioni
(string s, integer n): se il valore di length <= 0 o il valore di start > lunghezza di s o valore di start
<= 0 o s == '', restituisce NULL;
271 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
15.4.24 toLower
Converte una stringa in lettere minuscole.
Sintassi
Alias
Esempi string toLower(string s) lcase() toLower('ABCD') = 'abcd' toLower('Cd123') = 'cd123'
15.4.25 toUpper
Converte una stringa in lettere maiuscole.
Sintassi
Alias
Esempi string toUpper(string s) ucase() toUpper('abcd') = 'ABCD'
15.4.26 trim
Rimuove la prima sequenza di spazi e tabulazioni dalla parte sinistra e destra della stringa s.
Se si specifica s1 e s2, trim consente di rimuovere la prima sequenza di s2 dalla parte sinistra e destra di s1. La stringa s2 deve essere un carattere singolo.
272 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
Sintassi
Limitazioni string trim(string s) string trim(string s1, string s2)
• (string s): i caratteri rimossi sono: ' ', '\t', '\r'
• (string s): se trim(s) == '', restituisce NULL
• (string s1, string s2): se trim(s, s2) == '', restituisce NULL
• (string s1, string s2): s2 deve essere un carattere singolo
15.5 Funzioni di sistema
15.5.1 database
Restituisce il nome del database.
string
Restituisce il nome del database (catalogo). Si tratta di una funzione di sistema che presenta le seguenti caratteristiche:
• È non deterministica.
• Restituisce il valore dal servizio Data Federation anziché dall'origine dati.
15.5.2 ifElse
Restituisce un valore basato su una condizione "b".
La condizione b deve essere un'espressione booleana.
• Se b viene risolta in 'true', la funzione restituisce il secondo argomento.
• Se b viene risolta in 'false', la funzione restituisce il terzo argomento.
273 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
•
Sintassi
Limitazioni boolean ifElse(boolean b, boolean b1, boolean b2) date ifElse(boolean b, date a1, date a2) decimal ifElse(boolean b, decimal c1, decimal c2) double ifElse(boolean b, double d1, double d2) integer ifElse(boolean b, integer n1, integer n2) null ifElse(boolean b, null u1, null u2) string ifElse(boolean b, string s1, string s2) timestamp ifElse(boolean b, timestamp m1, timestamp m2) time ifElse(boolean b, time t1, time t2)
• In tutte le specifiche di identificazione riportate sopra il terzo argomento può essere null.
se il secondo o il terzo argomento è null, la funzione non restituisce necessariamente null
15.5.3 nvl
Verifica se il primo argomento è null.
• Se è null, questa funzione restituisce il secondo argomento.
• Se il primo argomento non è null, questa funzione restituisce il primo argomento.
274 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
Sintassi
Alias
Limitazioni boolean nvl(boolean b1, boolean b2) date nvl(date a1, date a2) decimal nvl(decimal c1, decimal c1) double nvl(double d1, double d2) integer nvl(integer n1, integer n2) string nvl(string s1, string s2) timestamp nvl(timestamp m1, timestamp m2) time nvl(time t1, time t2) null nvl(null u, null u) ifNull() se uno degli argomenti è null, questa funzione non restituisce necessariamente null
15.5.4 user
Restituisce il nome utente.
string
Restituisce il nome utente. Si tratta di una funzione di sistema che presenta le seguenti caratteristiche:
• È non deterministica.
• Restituisce il valore dal servizio Data Federation anziché dall'origine dati.
15.6 Funzioni di conversione
275 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
15.6.1 cast
Forza la conversione del primo argomento x nel tipo specificato dal secondo argomento.
Il secondo argomento è una parola chiave che può avere i seguenti valori:
• NULL
• VARCHAR
• DOUBLE
• DECIMAL
• DATE
• TIME
• TIMESTAMP
Sintassi null cast(type x AS NULL) string cast(type x AS VARCHAR) integer cast(type x AS INTEGER) double cast(type x AS DOUBLE) decimal cast(type x AS DECIMAL) date cast(type x AS DATE) time cast(type x AS TIME) timestamp cast(type x AS TIMESTAMP)
15.6.2 convert
Converte il primo argomento x nel tipo specificato dal secondo argomento.
Il secondo argomento è una costante stringa che può avere i seguenti valori:
• ' NULL'
• ' DOUBLE'
276 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
• ' DECIMAL'
• ' DATE'
• ' TIME'
• ' TIMESTAMP'
Sintassi null convert(type x, 'NULL') integer convert(type x, 'INTEGER') double convert(type x, 'DOUBLE') decimal convert(type x, 'DECIMAL') date convert(type x, 'DATE') time convert(type x, 'TIME') timestamp convert(type x, 'TIMESTA
MP')
15.6.3 hexaToInt
Converte il valore esadecimale della stringa "s" in un numero intero.
Sintassi integer hexaToInt(string s)
Esempi hexaToInt( 'AF' ) == 175
15.6.4 intToHexa
Converte un numero intero "n" in un valore esadecimale. Restituisce il valore esadecimale come stringa.
Se n < 0, la funzione restituisce il valore esadecimale di 2^32 + n. Quindi intToHexa(-1) == FFFFFFFF.
Sintassi string intToHexa(integer n)
277 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
15.6.5 toBoolean
Consente di convertire l'argomento in un valore booleano.
• Se l'argomento è costituito da una stringa s, la funzione restituisce il valore true se s è uguale a true o eventuali varianti in maiuscolo o minuscolo della stringa true. In caso contrario, la funzione restituisce il valore false.
• Se l'argomento è un valore booleanb, la funzione restituisce il valore b.
• Se l'argomento è null, la funzione restituisce null.
Sintassi
Esempi
Limitazioni boolean toBoolean(boolean b) null toBoolean(null u) boolean toBoolean(string s) toBoolean('true') = true toBoolean('TrUe') = true toBoolean('tru') = false toBoolean('False') = false toBoolean('F') = false toBoolean('f') = false
(string s): se trim(s) == '', restituisce NULL
15.6.6 toBooleanL
Converte l'argomento in un valore boolean, utilizzando le impostazioni locali l.
• Se l'argomento è una stringa s, la funzione restituisce il valore true se s è uguale a true o a qualsiasi combinazione di caratteri maiuscoli o minuscoli della stringa true, nella lingua delle impostazioni locali l.
278 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
La funzione restituisce il valore false se s è uguale a false o a qualsiasi combinazione di caratteri maiuscoli o minuscoli della stringa false, nella lingua delle impostazioni locali l.
In caso contrario, viene restituito un errore.
• Se l'argomento è un valore booleanb, la funzione restituisce il valore b.
• Se l'argomento è null, la funzione restituisce null.
Per le impostazioni locali l, utilizzare il formato dei codici delle impostazioni locali per le funzioni nelle basi dati abilitate per più origini.
Sintassi boolean toBooleanL(boolean b, string l) null toBooleanL(null u, string l) boolean toBooleanL(string s, string l)
Esempi
Restrizioni toBooleanL( 'TrUe', 'en_US') = true toBooleanL( 'vrai', 'fr_FR') = true toBooleanL( 'true', 'de_DE') genera un errore toBooleanL( 'wahr', 'de_DE') = true toBooleanL( 'falsch', 'de_DE') = false stringa s: se trim( s) == '' , restituisce null
Argomenti correlati
•
•
Codici delle impostazioni locali per le funzioni in basi dati abilitate per più origini
15.6.7 toDate
Consente di convertire la stringa di caratteri s in una data.
La stringa s dovrebbe essere visualizzata come aaaa- mm- gg, dove aaaa corrisponde all'anno, mm
è il mese e gg è il giorno.
279 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
Esempi di stringhe di caratteri che seguono tale formato: 2003-09-07 e 2003-11-29. Se il formato non è corretto, viene restituito un errore.
Non sono imposte limitazioni ai valori delle cifre di mese, giorno o anno. Se la cifra del mese è maggiore di 12 o la cifra del giorno non esiste per il mese corrispondente, la funzione toDate utilizza il calendario interno per la conversione alla data corretta. Pertanto 2003-02-29 verrà convertito in 2003-03-01 e 2002-14-12 in 2003-02-12.
Sintassi date toDate(date a) null toDate(null u) date toDate(string s) date toDate(timestamp m)
Esempi toDate('2003-02-12') = '2003-02-12' toDate('2003-02-29') = '2003-03-01' toDate('2002-14-12') = '2003-02-12' toDate('1994-110-12') = '2003-02-12'
15.6.8 toDecimal
Converte l'argomento in decimal.
• Se l'argomento è una stringa s, il formato di s deve essere un numero decimale in cui si utilizza il punto come separatore per la parte decimale. Se s non è in formato decimale, viene restituito un errore.
• Se l'argomento è decimal, double o integer, la funzione restituisce il valore decimal dell'argomento.
• Se l'argomento è null, la funzione restituisce null.
Sintassi decimal toDecimal(string s) decimal toDecimal(decimal c) decimal toDecimal(double d) decimal toDecimal(integer n) decimal toDecimal(null)
280 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
Limitazioni (string s): se trim(s) == '', restituisce NULL
15.6.9 toDecimalL
Converte l'argomento in un valore decimale, utilizzando le impostazioni locali l.
• Se l'argomento è una stringa s, s deve essere in formato decimale, il cui separatore decimale dipende dalle impostazioni locali l. Se s non è in formato decimale, viene restituito un errore.
• Se l'argomento è decimal, double o integer, la funzione restituisce il valore decimal dell'argomento.
• Se l'argomento è null, la funzione restituisce null.
Per le impostazioni locali l, utilizzare il formato dei codici delle impostazioni locali per le funzioni nelle basi dati abilitate per più origini.
Sintassi decimal toDecimalL(string s, string l) decimal toDecimalL(decimal c, string l) decimal toDecimalL(double d, string l) decimal toDecimalL(integer n, string l) decimal toDecimalL(null, string l)
Esempi
Restrizioni toDecimalL( '1.123', 'en_US') = 1.123
toDecimalL( '1,123', 'en_US') = 1123 toDecimalL( '1 123', 'fr_FR') = 1123 toDecimalL( '1,123', 'fr_FR') = 1.123
toDecimalL( '1.123', 'it_IT') = 1123 toDecimalL( '1,123', 'it_IT') = 1.123
(la stringa s): se trim( s) == '' , restituisce null
281 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
Argomenti correlati
•
•
Codici delle impostazioni locali per le funzioni in basi dati abilitate per più origini
15.6.10 toDouble
Consente di convertire l'argomento in un valore doppio.
• Se l'argomento è una stringa s, s deve essere un numero in formato decimale in cui il punto è il separatore per la parte decimale ( .). Se s non è in formato decimale, viene restituito un errore.
• Se l'argomento è un valore decimal, double o integer, la funzione restituisce il valore double dell'argomento.
• Se l'argomento è null, la funzione restituisce null.
Sintassi
Esempi
Restrizioni double toDouble(string s) double toDouble(decimal c) double toDouble(double d) double toDouble(integer n) double toDouble(null u) toDouble ('2987.9') = 2987 toDouble ('-2987.9') = -2987.9
(la stringa s): se trim( s) == '' , restituisce null
15.6.11 toDoubleL
Converte l'argomento in un valore double, utilizzando le impostazioni locali l.
• Se l'argomento è una stringa s, s deve essere in formato decimale, il cui separatore decimale dipende dalle impostazioni locali l. Se s non è in formato decimale, viene restituito un errore.
282 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
• Se l'argomento è un valore decimal, double o integer, la funzione restituisce il valore double dell'argomento.
• Se l'argomento è null, la funzione restituisce null.
Per le impostazioni locali l, utilizzare il formato dei codici delle impostazioni locali per le funzioni nelle basi dati abilitate per più origini.
Sintassi decimal toDoubleL(string s, string l) decimal toDoubleL(decimal c, string l) decimal toDoubleL(double d, string l) decimal toDoubleL(integer n, string l) decimal toDoubleL(null, string l)
Esempi
Restrizioni toDoubleL( '1.123', 'en_US') = 1.123
toDoubleL( '1,123', 'en_US') = 1123.0
toDoubleL( '1 123', 'fr_FR') = 1123.0
toDoubleL( '1,123', 'fr_FR') = 1.123
toDoubleL( '1.123', 'de_DE') = 1123.0
toDoubleL( '1,123', 'de_DE') = 1.123
(la stringa s): se trim( s) == '' , restituisce null
Argomenti correlati
•
•
Codici delle impostazioni locali per le funzioni in basi dati abilitate per più origini
15.6.12 toInteger
Converte l'argomento in integer.
283 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
• Se l'argomento è una stringa s, la funzione restituisce floor( s) . Se il valore integer rappresentato da s è troppo grande, viene restituito un errore.
• Se l'argomento è un valore decimal, double o integer, la funzione restituisce il valore integer dell'argomento.
• Se l'argomento è null, la funzione restituisce null.
Sintassi integer toInteger(string s) integer toInteger(decimal c) integer toInteger(double d) integer toInteger(integer n) integer toInteger(null u)
Esempi
Limitazioni toInteger ('2987') = 2987 toInteger ('-2987') = -2987
(string s): se trim(s) == '', restituisce NULL
15.6.13 toIntegerL
Converte l'argomento in un valore integer, utilizzando le impostazioni locali l.
• Se l'argomento è una stringa s, la funzione restituisce floor (s). Se il valore integer rappresentato da s è troppo grande, viene restituito un errore.
• Se l'argomento è un valore decimal, double o integer, la funzione restituisce il valore integer dell'argomento.
• Se l'argomento è null, la funzione restituisce null.
Per le impostazioni locali l, utilizzare il formato dei codici delle impostazioni locali per le funzioni nelle basi dati abilitate per più origini.
284 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
Sintassi
Esempi
Restrizioni integer toIntegerL(string s, string l) integer toIntegerL(decimal c, string l) integer toIntegerL(double d, string l) integer toIntegerL(integer n, string l) integer toIntegerL(null u, string l) toIntegerL( '1.123', 'en_US') = 1 toIntegerL( '1,123', 'en_US') = 1123 toIntegerL( '1 123', 'fr_FR') = 1123 toIntegerL( '1,123', 'fr_FR') = 1 toIntegerL( '1.123', 'de_DE') = 1123 toIntegerL( '1,123', 'de_DE') = 1
(la stringa s): se trim( s) == '' , restituisce null
Argomenti correlati
•
•
Codici delle impostazioni locali per le funzioni in basi dati abilitate per più origini
15.6.14 toNull
Converte il valore dell'argomento in un valore null.
285 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
Sintassi
NULL toNull(BOOLEAN b)
NULL toNull(DATE a)
NULL toNull(DECIMAL c)
NULL toNull(DOUBLE d)
NULL toNull(INTEGER n)
NULL toNull(NULL u)
NULL toNull(STRING s)
NULL toNull(TIME t)
NULL toNull(TIMESTAMP m)
15.6.15 toString
Converte il valore di un argomento in un valore string.
• Se si fornisce un unico argomento, questo viene convertito in string.
• Nel caso di toString( double d, integer n ) e toString( decimal c, integer n
)
, il valore integer n rappresenta il numero di cifre frazionali da includere nella stringa risultante. Il valore decimale viene arrotondato per eccesso per adattarlo al numero di cifre decimali.
• Nel caso di toString( timestamp m, string s ) , la stringa s rappresenta un criterio. Il criterio definisce il formato in cui estrarre gli elementi del timestamp m.
Ad esempio, toString( 2001-12-30 10:12:32.222, 'yyyy/MM/dd' ) == '2001/12/30'.
Per ulteriori dettagli sui formati della data, vedere la sezione relativa alla classe java.text.SimpleDa
teFormat del documento di riferimento sulle API della piattaforma Java 2 al seguente indirizzo URL:
"http://java.sun.com/j2se/1.4.2/docs/api/java/text/SimpleDateFormat.html".
286 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
287
Sintassi
Alias
Esempi
STRING toString(BOOLEAN b)
STRING toString(DATE a)
STRING toString(DECIMAL c)
STRING toString(DOUBLE d)
STRING toSTRING(INTEGER n) string toSTRING(NULL u) string toSTRING(STRING s)
STRING toString(TIME t)
STRING toString(TIMESTAMP m)
STRING toString(DECIMAL c, INTEGER n)
STRING toString(DOUBLE d, INTEGER n)
STRING toString(TIMESTAMP m, STRING s) str() toString(45) = '45' toString (-45) = '-45' toString(45.9) = '45.9' toString (-45.9) = '-45.9' toString('2002-09-09') = '2002-09-
09' toString('23:08:08') = '23:08:08' toString('2002-03-03 23:08:08.0')
= '2002-03-03 23:08:08' toString(true) = 'T' toString(false) = 'F'
2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
Limitazioni
• (double d, integer n): n deve essere una costante
• (decimal c, integer n): n deve essere una costante
15.6.16 toStringL
Converte il valore di un argomento in un valore string, utilizzando le impostazioni locali l.
• Se si fornisce un unico argomento, questo viene convertito in string.
• Per toStringL( double d, integer n, locale l ) e toStringL( decimal c, in teger n, locale l )
, il valore integer n rappresenta il numero di cifre decimali da includere nel valore string risultante. Il valore decimale viene arrotondato per eccesso per adattarlo al numero di cifre decimali.
Per informazioni dettagliate sui formati di data, vedere la sezione relativa alla classe java.text.Simple
DateFormat del documento di riferimento sulle API della piattaforma Java 2.
Per le impostazioni locali l, utilizzare il formato dei codici delle impostazioni locali per le funzioni nelle basi dati abilitate per più origini.
288 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
Sintassi
Alias string toStringL(boolean b, string l) string toStringL(date a, string l) string toStringL(decimal c, string l) string toStringL(double d, string l) string toStringL(integer n, string l) string toStringL(null u, string l) string toStringL(string s, string l) string toStringL(time t, string l) string toStringL(timestamp m, string l) string toStringL(decimal c, integer n, string l) string toStringL(double d, integer n, string l) str()
289 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
Esempi
Restrizioni toStringL( toTimestamp( '2001-12-30
10:12:32.222' ), 'en_US' ) = 12/30/01
10:12 AM toStringL( toTimestamp( '2001-12-30
10:12:32.222' ), 'fr_FR' ) = 30/12/01
10:12 toStringL( toTimestamp( '2001-12-30
10:12:32.222' ), 'de_DE' ) = 30.12.01
10:12 toStringL( toTimestamp( '2001-12-30
10:12:32.222' ), 'yyyy/MM/dd',
'en_US' ) genera un errore toStringL( 1.123, 2, 'en_US' ) = 1.12
toStringL( 1.123, 2, 'fr_FR' ) = 1,12 toStringL( 1.123, 2, 'de_DE' ) = 1,12
• (double d, integer n, string l): n deve essere una costante
• (decimal c, integer n, string l): n deve essere una costante
Argomenti correlati
•
•
Codici delle impostazioni locali per le funzioni in basi dati abilitate per più origini
• http://java.sun.com/j2se/1.4.2/docs/api/java/text/SimpleDateFormat.html
15.6.17 toTime
Consente di convertire l'argomento in orario.
• Se l'argomento è un valore STRING "s", questa funzione consente di convertire s in TIME. Il valore
STRING deve essere nel formato 'HH :MM :SS',dove 'HH' è l'ora, 'MM' i minuti e 'SS' i secondi.
Esempi di STRING che rispettano tale formato: '23 :09 :07' e '03 :11 :29'. Se il formato non è corretto, viene restituito un errore. Non sono imposte limitazioni ai valori di ora, minuti e secondi. Se il numero di minuti o secondi è maggiore di 60 o il numero di ore è maggiore di 24, la funzione toTime() utilizza
290 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL un clock interno per eseguire la conversione nell'ora corretta. '0 :450 :29' verrà quindi convertito in
'07 :30 :29' e '25 :14 :180' in '01 :17 :00'.
• Se l'argomento è un valore DATE, TIME o TIMESTAMP, la funzione converte l'argomento in TIME.
• Se l'argomento è NULL, la funzione restituisce NULL.
Sintassi
TIME toTime(STRING s)
TIME toTime(DATE a)
TIME toTime(TIME t)
TIME toTime(TIMESTAMP m)
TIME toTime(NULL u)
Esempi toTime('02:10:09') = '02:10:09' toTime('0:450:29') = '07:30:29'
15.6.18 toTimeL
Converte l'argomento in un valore time, utilizzando le impostazioni locali l.
• Se l'argomento è un valore strings, questa funzione converte s in un valore time. Questo valore string deve essere nel formato hh: mm: ss, dove hh rappresenta le ore, mm i minuti e ss i secondi.
Esempi di valori string che rispettano questo formato: 23:09:07 e 03:11:29. Se il formato non è corretto, viene restituito un errore. Non sono imposte limitazioni ai valori di ora, minuti e secondi.
Se il numero di minuti o secondi è maggiore di 60 o il numero di ore è maggiore di 24, la funzione toTime utilizza un orologio interno per eseguire la conversione nell'ora corretta. 0 :450 :29 verrà quindi convertito in 07 :30 :29 e 25 :14 :180 in 01 :17 :00.
• Se l'argomento è date, time o timestamp, questa funzione converte l'argomento in time.
• Se l'argomento è null, la funzione restituisce null.
Per le impostazioni locali l, utilizzare il formato dei codici delle impostazioni locali per le funzioni nelle basi dati abilitate per più origini.
291 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
Sintassi
Esempi time toTimeL(string s, string l) time toTimeL(date a, string l) time toTimeL(time t, string l) time toTimeL(timestamp m, string l) null toTimeL(null u, string l) toTimeL('02:10:09', 'en_US')
=
02:10:09 toTimeL('0:45', 'fr_FR')
= 00:45:00
Argomenti correlati
•
•
Codici delle impostazioni locali per le funzioni in basi dati abilitate per più origini
15.6.19 toTimestamp
Consente di convertire l'argomento in TIMESTAMP.
• Se l'argomento è un valore STRING "s", la funzione converte s in TIMESTAMP. Il valore STRING s deve essere nel formato 'AAAA-MM-GG HH:mm:SS(.ssss)', dove 'AAAA' è l'anno, 'MM' è il mese,
'GG' è il giorno, 'HH' l'ora, 'mm' i minuti, 'SS' i secondi e 'ssss' i millisecondi.
Esempi di stringhe di caratteri che rispettano questo formato sono '2003-02-17 23:09:07' e '2003-11-12
03:11:29'.
• In toTimestamp( s1, s2 ), la stringa "s2" rappresenta un criterio. Il criterio definisce il formato in cui si desidera estrarre gli elementi della stringa s1.
Ad esempio, toTimestamp( '4:30:26 PM del 3 gennaio 1976', 'KK:mm:ss a \'on\'
MMMM g, aaaa' )
== 1976-01-03 16:30:26.0.
Per informazioni sui formati di data, vedere la sezione relativa alla classe java.text.SimpleDateFormat
del documento di riferimento sulle API della piattaforma Java 2 al seguente indirizzo URL: http://java.sun.com/j2se/1.4.2/docs/api/java/text/SimpleDateFormat.html.
Se il formato non è corretto, viene restituito un errore. Non sono imposte limitazioni ai valori numerici relativi ad anno, mese, ora, minuti e secondi.
292 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
Se il numero del mese è maggiore di 12, il giorno del mese non esiste nel relativo mese, il numero di minuti o secondi è maggiore di 60 o il numero di ore è maggiore di 24, la funzione timestamp utilizza un clock e un calendario interni per eseguire la conversione nel timestamp corretto. '2002-09-09
25:14:180' verrà quindi convertito in '2002-09-10 01:17:00'.
Sintassi
TIMESTAMP toTimestamp(STRING s)
TIMESTAMP toTimestamp(STRING s1,
STRING s2)
TIMESTAMP toTimestamp(DATE a)
TIMESTAMP toTimestamp(TIME t)
TIMESTAMP toTimestamp(TIMESTAMP m)
TIMESTAMP toTimestamp(NULL u)
Esempi
Limitazioni toTimestamp('2003-02-12 02:10:09')
= '2003-02-12 02:10:09.0' toTimestamp('2003-02-29 02:10:09')
= '2003-03-01 02:10:09.0' toTimestamp('2002-14-12 02:10:09')
= '2003-02-12 02:10:09.0' toTimestamp('1994-110-12 02:10:09')
= '2003-02-12 02:10:09.0' toTimestamp('2003-02-12 0:450:29')
= '2003-02-12 07:30:29.0' toTimestamp('2002-09-09 25:14:180')
= '2002-09-09 01:17:00.0'
(time t): il valore date della costante è 1970-01-
01
15.6.20 val
Consente di convertire un valore STRING "s" in un valore DECIMAL.
293 2011-04-12
Riferimento per le funzioni SQL
La stringa "s" deve essere in formato decimale, nel quale viene utilizzato il punto come separatore decimale. Se s non è in formato decimale, viene restituito un errore.
Sintassi
DECIMAL val(STRING s)
Esempi
Limitazioni val('2987.9') = 2987.9
val('-2987.9') = -2987.9
val('UUYGV76') = 0.0
se trim(s) == '', restituisce il valore NULL
15.7 Codici delle impostazioni locali per le funzioni in basi dati abilitate per più origini
Quando l'espressione SQL richiede di fornire un'impostazione locale l, è necessario immetterla nel seguente formato.
L'impostazione internazionale l deve apparire nel formato ln_ CY, dove ln e CY sono definiti come segue.
• La lingua ln è uno dei seguenti codici ISO.
• de per il tedesco
• en per l'inglese
• es per lo spagnolo
• fr per il francese
• it per l'italiano
• ja per il giapponese
• Il paese CY è un codice di due lettere, così come definito dallo standard ISO 3166-1-alpha-2.
Argomenti correlati
• http://www.iso.org/iso/country_codes/iso_3166_code_lists/english_country_names_and_code_eleme nts.htm
294 2011-04-12
Ulteriori informazioni
Ulteriori informazioni
Informazioni Posizione
Informazioni sul prodotto SAP BusinessObjects http://www.sap.com
SAP Help Portal
Passare a http://help.sap.com/businessobjects/ e nel pannello laterale
"SAP BusinessObjects Overview" fare clic su All Products.
Nel portale della Guida in linea SAP è possibile accedere alla documentazione più aggiornata riguardante tutti i prodotti SAP BusinessObjects e la relativa distribuzione. È possibile scaricare le versioni PDF o le librerie
HTML installabili.
Alcuni manuali sono memorizzati nel SAP Service Marketplace e non sono disponibili nel SAP Help Portal. Questi manuali sono elencati nell'Help Portal accompagnati da un collegamento al SAP Service Marketplace. I clienti con contratto di manutenzione dispongono di un ID utente autorizzato per l'accesso a questo sito. Per ottenere un ID, contattare il rappresentante del supporto tecnico.
SAP Service Marketplace
Docupedia http://service.sap.com/bosap-support > Documentazione
• Guide all'installazione: https://service.sap.com/bosap-instguides
• Note sulla versione: http://service.sap.com/releasenotes
Nel SAP Service Marketplace sono memorizzati alcuni documenti dei seguenti tipi: guide all'installazione, manuali di aggiornamento e migrazione, manuali della distribuzione in rete, note sulla versione e documenti relativi alle piattaforme supportate. I clienti con contratto di manutenzione dispongono di un ID utente autorizzato per l'accesso a questo sito.
Per ottenere un ID, contattare il rappresentante del supporto tecnico. Se si viene reindirizzati al SAP Service Marketplace dal SAP Help Portal, utilizzare il menu nel riquadro di spostamento sulla sinistra per individuare la categoria contenente la documentazione a cui si desidera accedere.
https://cw.sdn.sap.com/cw/community/docupedia
Docupedia fornisce ulteriori risorse di documentazione, un ambiente di creazione collaborativo e un canale di feedback interattivo.
295 2011-04-12
Ulteriori informazioni
Informazioni
Risorse per lo sviluppatore
Posizione
https://boc.sdn.sap.com/ https://www.sdn.sap.com/irj/sdn/businessobjects-sdklibrary
Articoli su SAP BusinessObjects relativi a SAP Community Network https://www.sdn.sap.com/irj/boc/businessobjects-articles
Questi articoli erano conosciuti in precedenza come schede tecniche.
Note https://service.sap.com/notes
Queste note erano conosciute in precedenza come articoli di knowledge base.
Forum su SAP Community Network https://www.sdn.sap.com/irj/scn/forums
Formazione
Supporto tecnico in linea
Consulenza http://www.sap.com/services/education
I pacchetti di formazione disponibili variano dal tradizionale apprendimento in classe ai seminari di e-learning mirati e sono in grado di soddisfare qualsiasi esigenza e stile di apprendimento.
http://service.sap.com/bosap-support
SAP Support Portal contiene informazioni sui programmi e i servizi del supporto tecnico. Inoltre, contiene collegamenti a una vasta gamma di informazioni tecniche e download. I clienti con contratto di manutenzione dispongono di un ID utente autorizzato per l'accesso a questo sito. Per ottenere un ID, contattare il rappresentante del supporto tecnico.
http://www.sap.com/services/bysubject/businessobjectsconsulting
I consulenti sono a disposizione dei clienti dalla fase di analisi iniziale fino alla consegna del progetto di distribuzione. Possono essere fornite co nsulenze su argomenti quali i database relazionali e multidimensionali, la connettività, gli strumenti di progettazione del database e la tecnologia di incorporamento personalizzata.
296 2011-04-12
Indice
A EVAL_WITHOUT_PARENTHESIS
ANSI 92
anteprima
Apri universo .unv archiviato localmente
autenticazione
Connessioni SAP NetWeaver BW
AUTO_UPDATE_QUERY
B
BEGIN_SQL
BLOB_COMPARISON
BOUNDARY_WEIGHT_TABLE
F filtro
FORCE_SORTED_LOV
funzione
funzioni
codici per impostazioni locali 294
C
cast
COLUMNS_SORT
CUMULATIVE_OBJECT_WHERE
D
data/ora
DISTINCT_VALUES
E
END_SQL
funzioni (segue)
right 268, 269 rightStr 268, 269
toDecimal 280, 281, 282 toDouble 282
297 2011-04-12
Indice funzioni (segue)
funzioni localizzate
I impostazioni locali
INNERJOIN_IN_WHERE
J
JOIN_BY_SQL
M
MAX_INLIST_VALUES
modifica
N
numeriche
O origini dati
parametri di connessione 60, 62
P
Pannello delle query anteprima dei risultati della query
riquadro filtro 149 riquadro oggetto risultato 149
parametri di connessione
Q
query
query, ottimizzazione
per universi con più origini 144
statistiche di calcolo
per universi con più origini 144
query, script
R
REPLACE_COMMA_BY_CONCAT
S
SAP NetWeaver BW
SAS
script
selettore membri
SELFJOINS_IN_WHERE
Single Sign On (SSO)
SMART_AGGREGATE
stato
join 95 tabella 95 stato join 95 stato tabella 95
T tabella
proprietario 82 qualificatore 82 tabella database 82 tabella standard 82
THOROUGH_PARSE
TRUST_CARDINALITIES
U
UNICODE_STRINGS
universo apertura di un file .unv archiviato
universo .unv
universo con più origini
298 2011-04-12
Download
Advertisement